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Elezioni Regionali della Sardegna 16 febbraio 2014

PROGRAMMA DI GOVERNO 2014 - 2019

DELLA COALIZIONE DI CENTRO-DESTRA

UGO CAPPELLACCI

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TO S AR

DE

G

N

A

M

PRESIDENTE

S A R D E G N A

FRANCA

MARIA ROSARIA

RANDACCIO


Indice A tutti i Sardi

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I punti essenziali del programma

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Il nuovo modello di sviluppo

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Autonomia 2.0

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Regione a misura di cittadino

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Misure a favore dei territori

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Misure a favore delle imprese

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Misure a favore dei cittadini e della famiglia

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A tutti i Sardi

Abbiamo bisogno di guardare avanti, di ripensare, nella modernità, la nostra autonomia e la nostra identità. Non possiamo più aspettare uno Stato sordo

La nostra Sardegna sta attraversando un momento difficile che con ogni sforzo

che in oltre 60 anni non ci ha dato risposte. Dobbiamo puntare su noi stessi.

abbiamo contrastato in questi cinque anni di governo.

Siamo tutti noi la nostra vera forza.

Non abbiamo mai abbasto la guardia e, rispetto ad altri territori, siamo riusciti

Per questo ci siamo presentati al mondo con un nuovo spirito di “conquista”.

ad evitare il peggio, che ormai sembra superato. Per uscire definitivamente, e a

Una Sardegna dalla storia plurimillenaria, ma moderna che punta sulle nuove

testa alta, da questa dura crisi, però, non dobbiamo mollare. Lo dobbiamo fare

tecnologie e investe nel digitale, in una scuola innovativa, nelle energie

per i nostri figli, per noi stessi. Meritiamo serenità ed un futuro migliore perché

rinnovabili e nella green economy, nell’alta qualità delle produzioni agro-

viviamo in una terra meravigliosa ricca di storia, cultura, paesaggio, ambiente,

alimentari ed eno-gastronomiche, nei servizi del terziario avanzato, nelle bio-

sapori, profumi, qualità della vita che ci rendono unici al mondo.

tecnologie, nelle tecnologie della salute e nel turismo tutto l’anno. Una terra di centenari, luogo ideale da vivere perché “allunga la vita”.

E di questa unicità non dobbiamo solo esserne orgogliosi e fieri, ma continuare a batterci perché diventi il perno del nostro sviluppo e del nostro benessere in un

Ecco perché oggi mi rivolgo a tutti quei Sardi che si battono tutti i giorni per

mondo globale che, invece, tende sempre più ad omologarsi.

coltivare il proprio talento e hanno il coraggio di difendere i loro sogni e la propria terra. A tutti quelli che non hanno paura dello Stato, né dell’Europa,

È quello che abbiamo fatto in questi cinque anni con impegno e

né di altri poteri forti e che non esitano a rischiare pur di far valere le proprie

determinazione. Non è stato un percorso facile perché molto spesso abbiamo

ragioni ed i propri diritti.

dovuto combattere, e non smetteremo mai di farlo, contro chi ci vorrebbe con le schiene piegate dalle avversità di un destino ineluttabile.

C’è già una Sardegna che si sta impegnando per tutto questo e merita rispetto. C’è già una Sardegna, qui ed ora, che ha già intrapreso questa strada ed ha una

Non ci rassegneremo mai a questo destino, né abbiamo alcuna intenzione di

grande voglia di fare. Io sono e resto al fianco di questa Sardegna.

restare prigionieri di un vecchio piagnisteo assistenziale, figlio di un

Ugo Cappellacci

rivendicazionismo che nulla ha a che fare con le nostre profonde radici autonomistiche. La Sardegna ce la fa da sola, con le sue forze. Vogliamo e pretendiamo solo parità di condizioni con le altre Regioni europee.

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I PUNTI ESSENZIALI DEL PROGRAMMA

1.

AUTONOMIA 2.0 Abbiamo combattuto per difendere la nostra autonomia. Nessun rivendicazionismo, ma la pretesa di assumere noi le decisioni che riguardano la nostra terra. Su queste basi continueremo a batterci per riscrivere i patti con lo Stato e l’Unione europea per il riconoscimento dell’insularità, per un’effettiva autonomia fiscale, per la zona franca integrale, per la competenza primaria sulla continuità territoriale.

2.

REGIONE A MISURA DI CITTADINO L’abrogazione delle Provincie apre la strada ad una riforma complessiva delle Autonomie locali per restituire un ruolo centrale ai Comuni e per una Regione “senza periferie” sempre più a misura di cittadino per sconfiggere la burocrazia. Per questo porteremo il tempo massimo di risposta alle richieste dei cittadini a trenta giorni in tutti gli uffici della pubblica amministrazione regionale.

3.

MENO COSTI E PIÙ VALORE PER LA POLITICA La politica deve costare sempre meno e valere sempre di più in termini di risultati concreti per i cittadini. Completeremo il percorso avviato per abolire privilegi e tagliare i costi della politica.

6.

IMPRESA AL CENTRO DELLO SVILUPPO La priorità continua ad essere quella della riduzione delle tasse per i cittadini e per le imprese. Dopo aver ridotto l’IRAP del 70%, con l’affermazione della zona franca integrale abbatteremo le accise sulla benzina, ridurremo l’IVA, le imposte sui redditi, l’IRES sulle nuove attività, la burocrazia per attrarre investimenti, creare imprese e nuovi posti di lavoro.

7.

L’ISOLA CHE CONQUISTA E ALLUNGA LA VITA Turismo, agro-alimentare e qualità della vita sono i concetti chiave sui quali continueremo ad investire per conquistare, con la nostra unicità, mercati sempre più ampi e rilanciare il nostro sviluppo. Siamo terra di centenari e ci proponiamo al resto del mondo come luogo ideale da visitare e viverci perché vivere in Sardegna “allunga la vita”.

8.

IL FUTURO DEI NOSTRI GIOVANI È ORA Un piano straordinario quinquennale, con una dotazione finanziaria minima di 200 milioni di euro, per contrastare la disoccupazione giovanile, aiutare le giovani coppie a mettere su famiglia ed acquistare la prima casa.

9.

LA SARDEGNA SI PRENDE CURA DI TE Garantiremo più servizi ai cittadini, con l’apertura dei nuovi reparti, di strutture di eccellenza e con una sanità sempre più a misura di paziente. Proseguiranno le azioni per il risparmio della spesa farmaceutica e per una gestione amministrativa centralizzata che porterà notevoli ulteriori risparmi.

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11.

LA NOSTRA RETE: INFRASTRUTTURE Non possiamo continuare ad aspettare che sia lo Stato a risolvere i nodi storici del nostro sviluppo. Proseguiremo le azioni per l’attrazione di finanziamenti e investimenti che consentiranno di completare e potenziare le nostre reti infrastrutturali in particolare strade, porti, aeroporti, scuole e reti telematiche. UNA TERRA MIGLIORE: LA SVOLTA “GREEN” Con l’attuazione del piano paesaggistico dei Sardi (PPS) la Sardegna si riappropria di un diritto: quello di difendere e vivere il proprio ambiente restituendo ai Comuni potere decisionale. Inoltre, il progetto Sardegna CO2.zero sarà esteso in tutti Comuni con azioni capillari di risparmio energetico, uso delle rinnovabili, migliori politiche sostenibili. Un progetto dalle conseguenze concrete per le famiglie sarde che pagheranno il 70% di meno i costi annuali della loro bolletta energetica.

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IL FUTURO DELLE TRADIZIONI Rinforzeremo le iniziative di valorizzazione dell’identità del Popolo sardo attraverso più incisive misure d’insegnamento e diffusione della lingua e della cultura sarda, una ricchezza da salvaguardare e promuovere anche fuori dall’isola. Un’azione di straordinario impegno sarà dedicata alla promozione dei nostri prodotti tipici ed alla loro difesa da ciò che viene contrabbandato come sardo, ma non ha nulla a che fare con la nostra terra. SARDEGNA SICURA La nostra terra è stata ferita da una tragica alluvione. Quell’evento deve essere un punto di non ritorno per tutti noi. Richiameremo il Governo nazionale all’adempimento degli impegni assunti all’indomani della tragedia e soprattutto pretenderemo che si dia corso ad un piano di liberazione della nostra Isola dal rischio idrogeologico, con progetti, risorse certe e spendibili senza blocchi burocratici e senza la tagliola del patto di stabilità.

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Il nuovo modello di sviluppo La vera forza della Sardegna, il suo vero valore aggiunto, è la Sardegna stessa con la sua straordinaria unicità. È su questa unicità, su questa specificità ambientale, culturale, produttiva, valoriale ed identitaria che le forze di governo del centro-destra intendono continuare ad attuare il nuovo modello di sviluppo che porterà la Sardegna a testa alta fuori dalla crisi, rilanciando la crescita e l’occupazione. Un nuovo modello di sviluppo, dai forti contenuti identitari ed autonomistici, imperniato su un’immagine unica, originale e distintiva della Sardegna in un mondo globale che, invece, tende ad omologarsi. Una Sardegna dalla storia plurimillenaria, ma moderna ed innovativa, aperta alle sfide dei mercati internazionali per attrarre turisti, intelligenze, imprese, nuovi investimenti e capitali. Dato atto dell’irreversibile declino del vecchio modello di sviluppo fondato sulla grande industria energivora, il nuovo modello di sviluppo pone l’attenzione sui reali punti di forza, sulle vocazioni e sull’unicità della Sardegna, un mix unico di “fattori della produzione” non de-localizzabili, come: ambiente, cultura, identità, storia, prodotti tipici incastonati nel territorio, fonti rinnovabili, ospitalità, sapori, profumi, qualità della vita, longevità. Filo conduttore del nuovo modello è stata la svolta “green” a cui sarà assicurata piena continuità per un’economia verde a basse emissioni di carbonio, imperniata sulle energie rinnovabili e sul risparmio energetico. La Sardegna ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per consolidarsi quale luogo ideale per la green economy e per attrarre dal resto del mondo investimenti per la ricerca e l’innovazione in un contesto di eccellenze ambientali ideale per lo sviluppo di un ampio tessuto integrato di imprese centrato sulle vocazioni del territorio e sul turismo.

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È dentro questo nuovo tessuto produttivo che è già iniziato il rilancio dei nostri “settori portanti e tradizionali”: agricoltura, agro-industria e turismo, assi strategici del nuovo modello di sviluppo, trovano nuove dimensioni e opportunità entro le prospettive della green economy, creando occasioni d’impresa, esportazione e lavoro. Al turismo, da vivere tutto l’anno nelle sue molteplici declinazioni, spetta un ruolo trainante di consolidamento e sviluppo del nuovo sistema produttivo. Ampi e virtuosi sono i margini di miglioramento che possono e devono ancora caratterizzare il settore agricolo e quello della trasformazione agro-alimentare con un duplice orientamento produttivo: quello della valorizzazione e del potenziamento delle produzioni alimentari che già oggi rappresentano buona parte della nostra produzione alimentare; quello della produzione agricola e vegetale quale fonte primaria della produzione industriale ed energetica di tipo green. Esempio di eccellenza è la chimica verde. Nella nuova prospettiva, la fiscalità di vantaggio diventa strumento essenziale per favorire lo sviluppo delle nostre imprese, per l’attrazione di investimenti esteri e per affrontare le sfide dei mercati globali. L’incremento significativo dei flussi di capitale dal resto del mondo è una delle principali sfide del nuovo programma di governo.Ecco perché nel programma di governo la battaglia storica per la zona franca integrale assume una nuova e prioritaria valenza nella vertenza con lo Stato e con la UE. Un programma dai forti contenuti autonomistici ed identitari, quindi, imperniato sul principio fondamentale: “meno tasse e meno burocrazia, più consumi, più investimenti, più impresa e più lavoro”.

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Autonomia 2.0 La Sardegna rifugge dall’assistenzialismo e pretende dallo Stato e dalla UE condizioni essenziali di parità territoriale. Per la difesa intransigente dell’Autonomia non faremo sconti a nessuno. Continueremo a fare ricorso a tutti gli strumenti disponibili, politici e giudiziari, per difendere i diritti dei Sardi e far valere le prerogative statutarie della nostra inviolabile autonomia regionale in particolare sulle partite, ancora aperte e di grande portata, come quelle per il riconoscimento dell’insularità, la continuità territoriale, l’autonomia fiscale, l’adeguamento del patto di stabilità, essenziali per colmare il nostro gap infrastrutturale e rilanciare lo sviluppo. œœ Portare a soluzione le partite storiche con lo Stato e con la UE per il concreto riconoscimento della condizione di insularità. œœ Caratterizzare il negoziato sul nuovo ciclo della programmazione europea 2014-2020 e quello per la riconfigurazione del patto costituzionale con lo Stato, in termini di fiscalità di vantaggio quale leva essenziale per lo sviluppo (zona franca integrale). œœ Ottenere poteri autonomi e competenze primarie in materia di mobilità e continuità territoriale marittima ed aerea, rinegoziando gli oneri del servizio pubblico che devono restare in capo allo Stato.

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Regione a misura di cittadino

Misure a favore dei territori

1. Riforme istituzionali e della pubblica amministrazione

1. La nostra rete: infrastrutture

Le inefficienze, le lungaggini burocratiche e gli sprechi si ripercuotono negativamente sullo sviluppo, sulla competitività e sulla qualità della vita. Ridefinire il ruolo della Regione al suo interno (riforma della Regione), verso l’esterno (Italia e Europa), verso il sistema degli Enti locali.

La Regione non può aspettare più che sia lo Stato a risolvere i nodi storici del nostro mancato sviluppo soprattutto con riferimento alle principali infrastrutture materiali ed immateriali.

œœ Elezione diretta Assemblea costituente per riscrivere lo Statuto. œœ Riforma rapporti Regione - EE.LL.. œœ Riforma della legge elettorale introducendo le primarie obbligatorie. œœ Riforma competenze Giunta regionale e riduzione Assessorati. œœ Riforma organizzativa della Regione. œœ Approvazione legge regionale “antiburocrazia”. œœ Approvazione legge per valutazione preventiva leggi regionali.

2. Meno costi e più valore per la politica

œœ Prosecuzione azioni forti, anche con il ricorso a finanziamenti e investimenti privati (attrazione degli investimenti) per il completamento ed il potenziamento delle reti infrastrutturali regionali, in particolare assi viari principali, capillare diffusione delle reti telematiche, scuola digitale. œœ Ottenere riconoscimento criteri legati alla nostra realtà socio-economica e geografica rispetto al contesto nazionale ed europeo nella determinazione dei livelli minimi dei servizi pubblici per i cittadini (rete scolastica, servizi sociali e socio-sanitari, servizi di trasporto pubblico locale) e per le imprese (energia, trasporti, infrastrutture).

Irrinunciabile è l’esigenza di rispettare la volontà popolare espressa con il referendum a partire dalla eliminazione di tutte le Province e dalla riforma degli Enti regionali. L’obiettivo è una politica che costi meno e valga di più in termini di risultati concreti a favore dei cittadini. œœ Abolizione definitiva delle Provincie, vecchie e nuove. œœ Taglio auto blu, consulenze esterne, società partecipate. œœ Riduzione Enti regionali e ridimensionamento strutture gestionali. œœ Soluzione della finanza locale anche per allentare il patto di stabilità. œœ Introduzione delle stazioni uniche appaltanti.

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2. Tutela del paesaggio e riforma della legge urbanistica.

3. Una terra migliore: la svolta “green”

Il nuovo quadro normativo per la tutela del paesaggio e per l’urbanistica consentirà di riaffermare la capacità dei Comuni di programmare lo sviluppo del proprio territorio. Le nuove norme garantiranno un abbattimento della burocrazia, delle incertezze legate a procedure ormai farraginose in cui le iniziative imprenditoriali si perdono per sfinimento. Cambierà il rapporto tra il cittadino o l’imprenditore e il Comune, tra il Comune e la Regione, in un’ottica di efficienza e trasparenza, in modo che ci sia certezza del diritto e rispetto dei tempi.

Con l’attuazione del grande progetto CO2.zero, la Regione ha avviato una vera e propria rivoluzione culturale. Non solo interventi per la riduzione delle emissioni di CO2, e per il risparmio energetico, ma un progetto di sistema per la diffusione della “green economy” (un vero e proprio Green New Deal) per diventare una eccellenza a livello internazionale. œœ Estensione del progetto Sardegna CO2.zero a tutti i Comuni. œœ Realizzazione di tutti i progetti bancabili inseriti nei PAES comunali. œœ Crescita annuale del PIL del 2% annuo nei prossimi cinque anni. œœ Creazione di almeno 5.000 nuovi posti di lavoro. œœ Riduzione annuale 70% costi bolletta elettrica per famiglie sarde.

œœ Riaffermare la centralità degli Enti Locali.

œœ Riduzione significativa delle emissioni di gas serra.

œœ Abbattere tempi per autorizzazioni, concessioni o abilitazioni.

4. Regione “senza periferie” contro lo spopolamento Grande attenzione sarà riservata ai piccoli Comuni e alle aree interne in un processo di reale rilancio delle specificità, delle vocazioni e delle produzioni tipiche del territorio per contrastare lo spopolamento.

œœ Facilitare interventi di edilizia con semplici comunicazioni. œœ R i v i t a l i z z a re l e a re e interne dell’isola.

œœ Potenziare azioni di sviluppo per il lavoro e per le imprese nelle aree di crisi e nei territori svantaggiati.

œœ Salvaguardare territori sensibili fenomeni idrogeologici e incendi.

œœ Rafforzare integrazione città, aree costiere, zone interne/rurali.

œœ I n v e r t i r e t e n d e n z a eccessiva antropizzazione delle coste.

œœ Po t e n z i a r e i n f r a s t r u t t u r e locali con continuità finanziamenti ai Comuni per opere pubbliche cantierabili.

œœ Potenziamento e valorizzazione parchi naturali e rete ecologica.

œœ Ampio utilizzo strumento partecipativo accordo programma quadro.

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Misure a favore delle imprese 1. Impresa al centro dello sviluppo Proseguire, con interventi straordinari e con l’attuazione del grande progetto per la zona franca integrale, le azioni per il lavoro e per l’impresa con particolare attenzione ai temi della riduzione delle tasse, dell’accesso al credito, del sostegno ai consumi delle famiglie, della semplificazione ed del contrasto della burocrazia, della lotta alla disoccupazione. Dopo aver ridotto l’IRAP del 70%, con l’affermazione della zona franca integrale abbatteremo le accise sulla benzina, ridurremo l’IVA sui consumi, le imposte sui redditi.

2. Rilancio agricoltura La Sardegna ha un grande futuro come terra d’agricoltura. L’ampia disponibilità di terreni per la coltivazione rispetto alle altre regioni italiane offre rilevanti margini di crescita del fatturato delle nostre produzioni agricole e agroalimentari di qualità. œœ Ampliare produzioni e mercati per portare fatturati agro-alimentare sardo ai livelli medi Regioni Nord Italia. œœ Selettività politiche pubbliche per i settori portanti agroalimentare. Sostegno ricerca e investimenti per sviluppo filiera agro-industrialeenergetica funzionale alla green economy. œœ Riforma fondiaria per regolarizzazione catastale del territorio e per razionale utilizzo dello stesso. œœ Abbattimento indebitamento aziende agricole per creazione lavoro.

œœ Proseguire azioni integrazione produzioni agricole e agro-industriali, manifatturiere a basso impatto, turistiche, servizi terziario avanzato. œœ Intensificare azioni apertura sistema produttivo per attrarre nuovi investimenti e capitali. œœ Sviluppo green economy, chimica verde, economia conoscenza, nautica e blu economy, distretti turistico-culturali avanzati. œœ Rafforzare risparmio energetico, fonti rinnovabili, carbone pulito e metano con realizzazione di almeno due rigassificatori. œœ Abolizione totale dell’IRES per nuove attività e parziale, sia pure in misura incisiva, per attività esistenti.

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3. Accesso al credito

5. Rilancio del turismo

Non vi possono essere dubbi sul fatto che la Regione sia stata capace di approntare misure originali e di grande impatto per favorire l’accesso al credito delle imprese. In particolare è stato costituito il fondo regionale di garanzia più capiente d’Europa e varata una misura innovativa di micro-credito che ha consentito di sostenere le idee ed i progetti di migliaia di piccoli imprenditori sardi. Anche il sistema bancario regionale deve però fare la sua parte.

Al turismo, attivo tutto l’anno, spetta un ruolo trainante di consolidamento e sviluppo di un ampio tessuto di medie e piccole imprese manifatturiere e dei servizi che con lo stesso si integrano, come l’edilizia, l’agroalimentare e l’enogastronomia di qualità, l’artigianato artistico, il commercio, la cultura, lo spettacolo, l’intrattenimento e lo svago, la salute e la cura del fisico e della mente.

œœ Assicurare continuità misure accesso al credito: fondi di garanzia, micro-credito, finanza etica;

œœ Potenziare azioni per destagionalizzazione.

œœ Promuovere adeguate forme raccordo con sistema bancario regionale per forte sostegno ai processi di crescita.

œœ Valorizzare segmenti turismo attivo e naturalistico, eno-gastronomia, turismo religioso, congressuale, scolastico e terza età. œœ Rilanciare e rendere applicabile legge regionale turismo golfistico.

4. Innovazione e ricerca Incessante sarà l’attenzione ai temi della ricerca e dell’innovazione a favore delle imprese regionali, non solo verso le imprese dei settori hi-tech, ma anche verso quelle dei settori tradizionali. œœ Assicurare continuità misure per ricerca universitaria, creazione nuove imprese innovative, competitività tessuto imprenditoriale.

œœ Puntare sul potenziamento della portualità turistica. œœ Rendere strutturali le azioni di comunicazione per promuovere offerta turistica per 12 mesi all’anno.

œœ Orientare centri di ricerca isolani verso la risoluzione dei problemi concreti delle imprese. œœ Favorire nascita vero e proprio “ecosistema dell’innovazione”.

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Misure a favore dei cittadini e della famiglia

œœ Creazione fondo di rotazione per finanziare i giovani che seguono percorsi di alta formazione finalizzati all’inserimento lavorativo e che i giovani restituiranno dopo l’accesso al lavoro. œœ Potenziamento e miglioramento del master and back.

3. Sanità e politiche sociali

1. Capitale umano Una costante attenzione sarà riservata all’innalzamento dei livelli culturali, scientifici e professionali del capitale umano ed in particolare dei giovani. œœ Completare e potenziare programma innovativo “scuola digitale”. œœ Promuovere attitudini positive verso conoscenza, creatività, innovazione e imprenditorialità. œœ Incentivare scuole che ottengono risultati migliori prove INVALSI. œœ Favorire nuovi insediamenti universitari di qualità. œœ Creazione scuole professionali di altissimo livello per formazione dirigenti e funzionari della PA.

2. Programma straordinario per l’inserimento lavorativo dei giovani Sulla base delle risultati positivi conseguenti nel corso della legislatura, una particolare attenzione sarà dedicata all’attuazione di un piano straordinario quinquennale, con una dotazione finanziaria minima di 200 milioni di euro, che affronti in modo strutturale la lotta alla disoccupazione giovanile con azioni mirate riguardanti: la formazione professionalizzante, l’apprendistato, i tirocini, l’alta formazione ed il master & back. œœ Utilizzo diffuso dei tirocini con voucher: erogazione di borse (per 600 euro) co-finanziate dai soggetti ospitanti (almeno 200 euro). œœ Creazione fondo di rotazione per le imprese che ricevono finanziamento, a tasso zero, per formazione giovani da assumere come apprendisti; se poi li assumono per almeno due anni, finanziamento diventa a fondo perduto (bonus assunzionale).

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La legge di riordino della rete ospedaliera, le azioni per il contenimento della spesa sanitaria e farmaceutica, l’accreditamento delle strutture, la digitalizzazione dei servizi e il fascicolo sanitario elettronico, il piano di governo delle liste di attesa, ma anche le numerose azioni sul fronte delle politiche sociali, sono solo alcune delle iniziative messe in campo dalla Regione per una sanità moderna e adeguata. Vi sono tuttavia ancora margini di miglioramento da conseguire con azioni di completamento e nuovi programmi che riguarderanno in particolare la razionalizzazione ed il risparmio della spesa, l’informatizzazione di tutti i servizi, un piano di costruzione di nuovi ospedali, il trasferimento degli interventi dalle cure ospedaliere per acuti al versante cronici-territoriale-sociale. œœ Riforma del sistema per: accentrare competenze amministrative, lasciare ASL sole competenze sanitarie; definire chiaramente rapporti tra Regione, Aziende e Direttori generali. œœ Attuazione programma costruzione di almeno tre nuovi ospedali. œœ Progressiva riduzione delle strutture complesse al livello minimo. œœ Creazione di spazi di autonomia clinica per i giovani più meritevoli. œœ Fissazione criteri estremamente selettivi per nomina dirigenti ASL.

4. Politiche per la famiglia Centrali continueranno ad essere gli interventi per la difesa e il sostegno alla famiglia, comunità naturale fondata sul matrimonio. œœ Introduzione nuove misure, anche con fondi garanzia mirati, per liberare famiglie da debiti finanziari e per rilanciare i consumi. œœ Creazione fondo rotativo per giovani coppie per erogazione prestiti, senza interessi, per superare ostacolo anticipo acquisto prima casa. œœ Sostegno aggiuntivo alle famiglie per assistenza disabili e anziani non autosufficienti, bonus bebè.

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œœ Introduzione riduzioni fiscali per consentire che, a parità di reddito, paghino meno tasse le famiglie più numerose. œœ Rimborsi per le spese legate educazione e istruzione dei figli. œœ Potenziamento interventi di sostegno e sviluppo degli asili nido.

5. Partecipazione femminile Ancora troppo forti sono le disparità di genere nel mondo del lavoro e nelle istituzioni regionali. Si tratta di un problema di giustizia sociale basilare per la convivenza che impone soluzioni per la eliminazione di questa discriminazione inaccettabile per una società moderna e civile. œœ Approvazione leggi per quote obbligatorie riservate donne nella pubblica amministrazione regionale e negli enti, nella sanità e nelle istituzioni. œœ Doppia preferenza di genere nel nuovo sistema elettorale regionale.

6. Il futuro delle nostre tradizioni Potenziare le iniziative di valorizzazione dell’identità del Popolo sardo. œœ Introduzione misure più incisive per insegnamento e diffusione lingua e cultura sarda. œœ Valorizzazione patrimonio storico, culturale, archeologico, museale. œœ Promozione dei nostri prodotti tipici di q u a l i t à e l o ro difesa da ciò che viene contrabbandato come sardo.

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programma elettorale ugo cappellacci 2014