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I principali emendamenti al Ddl n. 3249: cosa cambia?


Per ora sono circa 27 gli emendamenti messi a punto dal Governo; sono solo bozze non ancora depositate che trattano modifiche già in parte annunciate e riguardano: -  -  -  -  -  - 

Articolo 18 Statuto Lavoratori Contratto a termine Apprendistato Lavoro a progetto False Partite Iva Job on call Ufficio Studi – UGL Terziario


Gli interventi in materia sono i seguenti: -  - 

limitazione del potere decisionale dei giudici in ambito di licenziamenti disciplinari; cancellazione della tipizzazione legale e semplificazione per l’appello dei lavoratori licenziati.


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Sul contratto a termine le modifiche sono due: 1. 

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estensione a 12 mesi (dai 6 previsti dal Ddl) della durata del primo rapporto di lavoro, senza necessità del c.d. causalone; Previsione di una delega alla contrattazione collettiva che, oltre a poter prevedere l’esenzione di una causa per le assunzioni a termine nell’ambito di processi organizzativi e nel limite del 6% della forza lavoro, potrà ridurre i periodi di non attività tra un contratto a termine e il successivo, che sono già stati portati a 60 e 90 giorni. Ufficio Studi – UGL Terziario


I lavoratori potrebbero presto partecipare agli utili e al capitale delle imprese, ed essere anche componenti dei Consigli di sorveglianza, come avviene oggi in Germania. E' quanto prevede un emendamento al ddl. Il governo è delegato a legiferare in materia entro nove mesi.


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La novità riguarda l’esclusione per i datori di lavoro con meno di 10 dipendenti dei seguenti vincoli: 1. 

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Rapporto 3 a 2 tra apprendisti e lavoratori qualificati in servizio Trasformazione del 50% dei rapporti di apprendistato scaduti nei 36 mesi precedenti ai fini dell’assunzione di altri apprendisti

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E’ previsto un compenso minimo per i collaboratori a progetto. La misura sarà stabilità con decreto ministeriale in considerazione dei compensi dei lavoratori autonomi e della media delle retribuzioni dei Ccnl per i lavoratori subordinati con mansioni analoghe.


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Sarà più ricca la c.d. “una tantum” per i lavoratori parasubordinati, come prevede un emendamento al ddl lavoro. L'obiettivo era una mini-Aspi (assicurazione sociale per l'impiego) per la categoria, ma al momento non è possibile. Si comincia dunque con una sperimentazione triennale: se si lavora sei mesi come co.co.pro, al termine del rapporto si prenderanno seimila euro. Allo scadere dei tre anni si farà una verifica e si cercherà di dare il via alla mini-Aspi


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Vengono riformulate le condizioni, al ricorrere delle quali si presume, salvo prova contraria del committente, che la partita Iva sia falsa e quindi convertita in co.co.pro.:
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durata della collaborazione (da 6) a 8 mesi nell’anno solare; corrispettivo pari a più del80% (invece del 75%) dei corrispettivi totali del collaboratore nello stesso anno solare; postazione di lavoro fissa presso la sede del committente

Probabilmente verrà fissata una soglia di riferimento che corrisponde a 18 mila euro l’anno di retribuzione al di sotto della quale, se sussiste la monocommittenza, toccherà all’azienda dimostrare che non si tratta di contratto di lavoro subordinato

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- Ripristino del lavoro a chiamata per i soggetti di età superiore ai 50 anni o con meno di 24 anni (e fino a 25 anni). - Riduzione della sanzione in caso di omissione della nuova comunicazione di chiamata al lavoro: si passa da 400 a 2.400 euro (anziché da 1000 a 6000 euro)


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Entro maggio il Governo varerà un apposito decreto per risolvere il problema degli “esodati”. Riguarderà una platea di 65 mila persone, cioè tutti quei lavoratori che hanno fatto un accordo in uscita con l’azienda e che andranno in pensione con le vecchie regole di previdenza: }  25.590 lavoratori in mobilità }  3.460 in mobilità lunga }  17.710 assistiti da fondi di solidarietà, }  10.250 prosecutori volontari }  950 esonerati, 150 genitori di figli disabili }  6.890 lavoratori del vecchio esodo. Il decreto coprirà il biennio 2012 - 2013
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L’UGL , nella persona del Segretario Generale Giovanni Centrella, definisce una “totale iniquità ” questo intervento: quali saranno le garanzie per i lavoratori che matureranno i requisiti per la pensione dopo il 2013?

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