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scusa per passare e fare qualche foto. E’ una vera mania, alcuni si mettono perfino in posa sorridenti. Un anziano ci ringrazia perché almeno la Forestale allontana qualche curioso molesto. Ci indica la casa in cui ha perso la sua anziana madre e il giovane nipote che era andato lì a dormire per farle compagnia. Vuole andare a cercare le sue galline che sono sparse su un pratino , vuole prendere qualche uovo fresco da portare alla mensa dei volontari. Si sente in debito perché qualcuno ogni giorno cucina per tutto il paese. Vuole contribuire anche lui. Anche San Gregorio è un paese fantasma, nella piazzetta centrale ingombra di macerie si aggirano solo gatti, cani, conigli bianchi e qualche gallina. Anche gli animali hanno gli occhi spenti e non si allontanano dalle macerie delle case. Aspettano invano che ritorni qualcuno e intanto c’è chi pensa a dare da mangiare anche a loro. In tutti questi paesetti la gente è comunque cordiale, si intrattiene volentieri con le Forze dell’Ordine che vigilano sulle case abbandonate e non negano mai un sorriso alla divisa della Forestale. Anche senza la forza mediatica di altre Amministrazioni, qui la Forestale è molto amata e nessuno ti scambia per un collega della Finanza. Ti chiedono,ti cercano,si fidano. Un Ispettore anziano

ricorda i terremoti del Friuli e dell’Irpinia. Non c’erano tutte queste Agenzie e Associazioni, non esisteva la Protezione Civile nel senso professionale del termine e nemmeno i Disaster Manager. Ma di sicuro c’era la Forestale, e la gente se lo ricorda. Alla nostra pattuglia capita anche un turno notturno ad Aquila Città. Anche qui posto di blocco

e vigilanza antisciacallaggio. Ma la città è deserta, muta. Girano soltanto volanti delle Forze dell’Ordine e gli instancabili Vigili del Fuoco. A pochi metri dall’incrocio da sorvegliare giace un cumulo di macerie colorate che alcuni tecnici sta fotografando. Si tratta della Casa dello Studente. Ci si domanda come mai gli edifici vicini e i palazzi monumentali degli anni ‘30 sono danneggiati

ma ancora in piedi, mentre questa recentissima struttura figlia dell’edilizia antisismica sia a terra. Qualcuno dice che si tratta di un altro tipo di materiali, qualcun altro dice che si tratta di un’altra Italia. Ci sono anche due studenti che raccolgono qualche oggetto appartenuto ad amici che non ci sono più. Sono della facoltà di ingegneria e non vogliono perdere l’anno accademico, vogliono studiare per diventare progettisti migliori di chi ha ideato l’Ospedale e la Casa dello studente. Oggi l’Abruzzo è una Regione colpita al cuore ma ancora in piedi. Una volta tanto l’Italia ha dato l’impressione di essere un Paese che reagisce alla catastrofe con impegno concreto e competenza, dove si piangono i morti e nel frattempo si progetta il futuro con le macerie ancora tremanti. Migliaia di persone da tutta Italia stanno dando tanto agli Abruzzesi, e gli Abruzzesi ricambiano con un esempio mirabile per tutti gli Italiani. Coraggio, compostezza e orgogliosa voglia di ricominciare presto. Il terremoto segna l’anno zero dell’Abruzzo, ma con queste premesse la rinascita non appare poi così lontana. •

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Sicurezza Ambiente n.03-09  

La rivista è un interessante punto d’osservazione anche delle dinamiche sindacali, quelle che hanno visto l’Ugl tutta, e la federazione, con...

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