Page 4

i Forestali di Pescara, che quasi supplicavano di poter andare a L’Aquila a dare una mano; il giorno successivo oltre 100 unità, equipaggiate con caschi e guanti hanno atteso disposizioni per tutta la durata del turno d’impiego; finita la prima fase emergenziale si rilevano comunque notevoli disfunzioni nell’organizzazione interna dei servizi sull’Aquila. E ai deficit gestionali, va purtroppo a sommarsi anche l’assoluta mancanza della benché minima correttezza istituzionale da parte del Vertice dell’Amministrazione, circostanza questa che ci mette nelle condizioni di trovare in altre sedi, anche giudiziarie, il riconoscimento delle nostre ragioni, dei nostri diritti e di quelli del personale che rappresentiamo. L’U.G.L. ha acquisito gli atti di diversi trasferimenti di dipendenti per ricongiungimento al coniuge, effettuati “forzando la mano” sulla ratio della

norma; orbene, se la filosofia e l’intento dell’Amministrazione fossero stati di favorire l’unità familiare, l’interpretazione elastica della legge sarebbe stata da tutti ben accetta, ma quando poi si viene a scoprire che non v’è un responsabile formale di tali procedimenti di trasferimento - e quindi, alla fine, sono imputabili esclusivamente alla volontà del Capo del Corpo firmatario dei provvedimenti - che ad altri dipendenti in situazioni perfettamente analoghe il beneficio viene negato, sorgono molti dubbi sulla liceità dell’azione gestionale. A tale proposito l’U.G.L. ha già attivato le necessarie procedure anche di carattere giurisdizionale per l’accertamento di eventuali profili di responsabilità sia amministrativi che contabili e/o penali. Abbiamo sino ad oggi sostenuto la nomina dell’allora primo dirigente Cesare Patrone a Capo del Corpo (la Giustizia Amministrativa riconobbe ad un altro

candidato il diritto ad essere promosso dirigente superiore), nonostante non fosse certamente il più titolato né la persona di maggior esperienza nel panorama della dirigenza dell’epoca, ma in quel momento storico, di grande rivoluzione culturale all’interno del C.F.S., grazie anche alla legge di riforma, bisognava rischiare e puntare su un giovane. E noi accettammo di condividere i rischi di quella scommessa. Lo abbiamo difeso a spada tratta - e questo qualcuno ancora ce lo rimprovera - dagli attacchi del passato Governo Prodi; ma non potevamo consentire che fosse avvicendato il nostro Capo del Corpo solamente per motivazioni politiche. Purtroppo, alla luce dei fatti, dei risultati, dello stato in cui versa il Corpo Forestale dello Stato, dobbiamo ammettere sommessamente ed umilmente di aver perso quella scommessa. •

N. 3 -

- pag. 5

Sicurezza Ambiente n.03-09  
Sicurezza Ambiente n.03-09  

La rivista è un interessante punto d’osservazione anche delle dinamiche sindacali, quelle che hanno visto l’Ugl tutta, e la federazione, con...

Advertisement