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dai centri urbani. Questi cani possono incrementare la schiera dei cani inselvatichiti ai quali si uniscono. Proprio questa categoria, non fosse altro che per motivi di ampiezza della popolazione, pone i più seri problemi igienico-sanitari per l’Uomo e il maggiore impatto sull’ambiente naturale. Gli ibridi tra cane e lupo, appartenendo alla stessa specie (Canis lupus), possono accoppiarsi dando vita a prole fertile. Dal punto di vista della conservazione del lupo questo è un fenomeno gravissimo. Animali che a prima vista sembrano lupi, per la forma del cranio, il muso affilato, gli occhi a mandorla, le strisce scure sulle zampe anteriori, all’esame del Dna possono rivelare geni di cane. Anche se possono spaventare per il loro aspetto da lupi, in realtà possono essere docili come cani. O anche viceversa: somigliare a un cane ma essere selvatici come un lupo. I cani padronali invece, a differenza degli altri, hanno un padrone e la certezza di trovare ogni notte un rifugio e una ciotola piena; vivono nei cortili aperti di fattorie o case isolate e per parte della giornata sono liberi di vagare nei territori circostanti. La densità della popolazione canina varia in relazione ai diversi habitat, alle diverse culture, ai differenti strati sociali della popolazione umana, sia rurale che urbana. Quando una popolazione canina raggiunge una certa densità, i tassi di natalità e mortalità si eguagliano, la N. 3 -

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popolazione raggiunge un equilibrio e non cresce più. Questo tipo di crescita della popolazione è denominata crescita logistica. Il limite superiore al quale si ferma è chiamato capacità portante dell’ambiente. Ogni habitat ha una capacità portante specifica per ogni specie. Questa capacità specifica dipende essenzialmente dalla disponibilità delle risorse (siti riproduttivi, rifugi, cibo, acqua) per le specie in questione. Ogni diminuzione nella densità della popolazione causata da una mortalità eccessiva (abbattimenti, cattura e chiusura nelle strutture preposte) è rapidamente compensata da più alti indici di natalità e sopravvivenza. In altri termini, quando i cani vengono eliminati, la speranza di vita dei sopravvissuti aumenta perché possono accedere più facilmente e con meno competizione alle risorse dell’ambiente. Il Dott. Rosario Fico, veterinario dell’Istituto zooprofilattico di Teramo è tra i massimi esperti in Italia di fauna selvatica, analisi del Dna sugli animali e cani randagi ed è il tecnico che il Ministero dell’Ambiente utilizza, in ogni parte d’Italia ma anche all’estero, per risolvere i casi di randagismo ai quali gli enti locali non riescono a porre rimedio. Nei molti anni di esperienza

sul campo, il dott. Fico ha concluso che catturare e rimuovere i cani da una popolazione bilanciata, provoca un cambiamento del comportamento generale dei cani sul territorio e indebolisce la salute complessiva dei singoli individui. Si introducono cani più giovani e più predisposti alle malattie, più aggressivi e più prolifici. Il miglior metodo per sconfiggere, o attenuare, il fenomeno in questione, è l’utilizzo delle risorse umane e finanziarie nelle misure preventive come la sterilizzazione, l’educazione e l’informazione del pubblico, nonché di un adeguato sistema di registrazione ed identificazione, (questo dovrebbe scoraggiare il cittadino all’abbandono). Catturare i randagi (rinchiuderli in canili e/o abbatterli) dovrebbe essere tentato soltanto in casi eccezionali, per esempio quando un cane è pericoloso. Il fenomeno del randagismo è ben lontano dal trovare una soluzione, e non servirà a molto disseminare bocconi avvelenati pensando di debellare il problema. Le Istituzioni dovranno muoversi di pari passo con il mondo dell’associazionismo e, senza attendere oltre, occorrerà educare l’intero paese al rispetto degli animali, poiché troppo spesso si dimentica che il fenomeno del randagismo è, se non provocato, almeno peggiorato dall’abbandono di questi e derivante dall’insensibilità e dalla mancanza di responsabilizzazione dell’uomo. •

Sicurezza Ambiente n.03-09  
Sicurezza Ambiente n.03-09  

La rivista è un interessante punto d’osservazione anche delle dinamiche sindacali, quelle che hanno visto l’Ugl tutta, e la federazione, con...

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