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Anno III numero 123 • venerdì 9 novembre 2012 • copia gratuita in copertina: foto ed elaborazione grafica di Andrea Bardelli

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IN QUESTO NUMERO

VITA DELLA CITTÀ 3 Arezzo ancora provincia autonoma, parlano Vasai e Ceccarelli 5 Stop alla fuga di cervelli? Due aretini passano dalle parole ai fatti 6 Primarie 2012: Vendola arriva in città, ma è ancora forte il partito dell’astensione… 12 Con Oro d’Autore, a Los Angeles l’arte orafa italiana è protagonista 27 Contro il logorio della vita moderna… Aeci è dalla parte dei consumatori 28 Chef On the Road, il buon sapore delle relazioni

AREZZO SPORT 13 Il softball aretino si tinge di azzurro 15 Tutti a cavallo! Ne parla la responsabile del maneggio “La Giunchiglia”, Eleonora Gargini 16 Michela Pezzetti a Parigi ai Mondiali di karate 17 Sport e sociale, il connubio vincente del Giotto 18 Dalla gravidanza allo sport, quanti benefici dall’osteopatia! 19 Ius Pallavolo: cuore, passione e altruismo al servizio di un grande sogno 20 Nuoto e fitness in acqua: partono i nuovi corsi del Centro Sport Chimera

arezzo’n’roll 8 Stefano Cerisoli, una chitarra per Renga e per la città di Arezzo

CULTURA 21 Al Giardino delle Idee la vita di Enzo Biagi vista dagli occhi delle figlie 22 La nuova stagione del Teatro “Signorelli” di Cortona è sempre nel segno della qualità 24 Goldf@shion al Museo di Arte Medievale e Moderna di Arezzo

facoltà…di parola 10 Rilancio del settore orafo? L’università ci prova con un nuovo master

“Il Settimanale di Arezzo“ è una testata edita da Edizioni Giorgio Vasari srl Anno III numero 123 – venerdì 9 novembre 2012 Direttore Responsabile: Francesco Ciabatti, email francescociabatti77@ gmail.com Vicedirettore: Marco Botti, email marco.botti9@gmail.com Redazione: Elena Aiello, Enrico Badii, Andrea Bardelli, Giacomo Belli, Serena Capponi, Fernanda Caprilli, Marco Cavini, Giacomo Chiuchini, Dory d’Anzeo, Jacopo Fabbroni, Cecilia Falchi, Elettra Fiorini, michele giuseppi, Sara Gnassi, Ilaria Gradassi, Valeria Gudini, Giacomo Manneschi, Chiara Marcelli, Lucio Massai, David Mattesini, Fabio Mugelli, Omero Ortaggi, Valentina Paggini, Roberto Parnetti, Luciana Pastorelli, Ivana Marianna Pattavina, Luca Piervenanzi, Chiara Savarino, Alessio segantini, Luca Stanganini, Valentina Tramutola, Luca trippi. Foto: Andrea Bardelli, roberto parnetti

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Amministrazione: Edizioni Giorgio Vasari srl, via Mantegna 4, 52100 Arezzo (AR), tel. 392/95.96.285, fax 0575/16.57.738, email edizionivasari@aruba.it pubblicità e marketing: paola prato, 333/46.04.264, paolaprato.egv@gmail.com Autorizzazione Tribunale di Arezzo 02/2010 del 10 febbraio 2010 Iscrizione al Registro degli Operatori della Comunicazione al n. 19155 Stampa: La Zecca srl, via Umberto Terracini 25/27, 52025 fraz. Levane, Bucine (AR), tel. 055/91.80.101, fax 055/91.80.412, email info@tipografialazecca.it

La Fondazione Monnalisa onlus, il “Settimanale di Arezzo” e le Edizioni Giorgio Vasari sono partner nel promuovere la crescita della comunità di

Arezzo e il benessere delle persone che vi abitano

È vietata, senza formale autorizzazione, la riproduzione totale o parziale di testi, disegni, foto e pubblicità riprodotti su questo numero

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Arezzo ancora provincia autonoma Parlano vasai e ceccarelli

di Elena Aiello

Vasai: «senza Giunta farò la transizione da solo»

ceccarelli: «La Provincia di Arezzo, un successo concertato»

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questo il messaggio che Roberto Vasai, presidente della Provincia di Arezzo, vuole dare ai suoi cittadini a una settimana dalla riconferma della non soppressione della nostra provincia; infatti, secondo il decreto legge, a gennaio le Giunte provinciali andranno a decadere e durante la fase di transizione tutte le responsabilità saranno in mano al Presidente della Provincia, che potrà delegare solo a tre Consiglieri. Questo è quello che accadrà «se tutto va come dice il decreto, ma c’è una sentenza della Corte e poi il Parlamento che, nella fase di riconversione, potrebbe apportare delle modifiche sostanziali… ma aspetto quello che succede»; decadendo la Giunta «io potrei, non dovrei, potrei avvalermi di tre Consiglieri per svolgere le mansioni delegate, ma fin da ora vi dico che non ne farò uso, ovvero non ci sarà nessun Consigliere che avrà deleghe…

incenzo Ceccarelli, consigliere regionale del Pd ed ex presidente provinciale, commenta per noi la non soppressione della Provincia aretina: questo risultato importante è stato raggiunto sia grazie al possesso dei requisiti stabiliti dal decreto legge sia grazie alla compattezza con cui si sono mosse tutte le componenti sociali, politiche, economiche e civili. «Concretamente abbiamo i requisiti richiesti, vale a dire gli oltre 2500 chilometri quadrati di territorio e gli oltre 350.000 abitanti. Il problema era che per abitanti si faceva riferimento al censimento, con il quale siamo qualche migliaio di abitanti sotto; ma è vero che questo ha visto oltre 1.400.000 persone neanche riconsegnare le schede, quindi i dati più aggiornati e più veritieri sono quelli demografici rilevati delle anagrafi», dove la nostra provincia ha il numero di abitanti sufficiente per mantenere l’indipendenza. «Tra l’altro – continua l’ex Presidente della Provincia – il

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Anche perché, siccome siamo persone serie ad Arezzo, dare deleghe a una persona o a un consigliere che dovrà stare con me solo dieci mesi, che senso ha? Io mi troverei a dovergli star dietro in tutto, tanto vale che io mi rapporti direttamente con i dirigenti e con il Consiglio». Andranno a decuplicarsi le sue responsabilità? «Potrebbe darsi, ma io qualche dubbio ce l’ho, perché gli organi eletti di solito si mandano a casa per mafia o malversazione. Queste cose, così brutali da parte di un esecutivo di tecnici, mi lasciano molte perplessità». Per quando riguarda le modifiche che potrebbe fare il Parlamento in fase di riconversione? «Vorrei che la Giunta mi coadiuvasse in questa fase difficile in cui ci sarà da trasferire competenze, personale.. Hanno lavorato tre anni nei rispettivi Assessorati e conoscono il lavoro e le problematiche delle proprie aree, quindi ritengo sbagliato che a gennaio tutta la Giunta vada a casa». Riconsegnando il presente coupon in agenzia entro il 31/12/2012 avrai diritto a un sconto del 5% sulla prenotazione di un tour a tua scelta, fra quelli a catalogo nel network TurismoIn (Brasile, Colombia, Panama, India) e Dondake (Giappone)

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18 luglio, quando ancora non molti si interessavano a questa situazione, avevo presentato un’interrogazione alla Giunta regionale perché avevo individuato la chiave di volta per ottenere la non soppressione della nostra Provincia. Ho chiesto alla Giunta regionale che si adoperasse presso il Governo, in fase di conversazione del decreto, affinché fosse cambiata la formulazione e anziché far riferimento ai dati del censimento si considerassero i dati demografici più recenti, possibilità adesso vagliate entrambe nel testo di legge. Ovviamente molto ha contato la compattezza e l’unità di intenti della componente istituzionale, politica, economica e sociale: questa volta Arezzo ha fatto sistema attorno a questa richiesta». È così che ci dobbiamo comportare: «Uniti nei fatti, perché quando parliamo di Arezzo e del suo territorio parliamo di un patrimonio di tutti».

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Stop alla fuga di cervelli? Due aretini passano dalle parole ai fatti

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a un mese esatto è in rete il sito www.planawards.com, creato dagli aretini doc Gabriele Bianconi e Massimiliano Durigon, sul quale vengono raccolti progetti, brevetti, idee e prototipi innovativi. Attraverso un meccanismo di votazione democratica, poi, Plan Awards metterà a disposizione 15.000 euro per i tre di Luca progetti più cliccati. Insomma, un modo semplice ma al tempo stesso geniale per dare viTrippi sibilità e, perché no?, finanziare quelle idee che troppe volte rimangono chiuse nel cassetto per mancanza di fondi. «Il sito è nato proprio perché anche a noi in passato è capitato di avere idee in testa, ma di non poterle realizzare – racconta Gabriele Bianconi, che nella vita è imprenditore. – Poi lo scorso anno io e il mio socio siamo rimasti colpiti da un servizio delle “Iene” sulla fuga dei cervelli, e ci siamo chiesti cosa potevamo fare per rimediare, dal momento che gli enti pubblici fanno poco a riguardo». Così, dopo quasi un anno di lavoro, Plan Awards ha visto la luce. Il portale raccoglie i più disparati progetti, suddivisi in dieci categorie: si va dalla musica al cinema, dal design ai progetti umanitari, senza dimenticare i prototipi di alta tecnologia. Per pubblicare la propria idea sul sito occorre pagare un’iscrizione di 100 euro, ma i due creatori garantiscono che ogni progetto rimane on-line per quattro anni, il che significa che l’iscrizione costa due euro al mese. «Molto meno che prendere l’aereo e cercare fortuna in America – fa notare Bianconi, – e comunque speriamo a breve di rendere la pubblicazione gratuita, con modalità agevolate anche per gli studenti». Plan Awards si propone poi come piattaforma di confronto fra l’aspirante progettista e le aziende, infatti Bianconi ci tiene a ribadire che «il contributo a fondo perduto per i tre progetti più votati è solo la ciliegina sulla torta. Il nostro è un progetto a più largo raggio, più sfaccettato: prevediamo di donare in beneficienza 25.000 euro alle onlus che aderiranno alla nostra iniziativa, per ora collaboriamo con Calcit e Aig (Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù), e offriremo le nostre risorse ad alcuni di quei progetti meritevoli, che però non rientreranno fra i primi tre della classifica». Plan Awards ha già iniziato a farsi conoscere, i primi brevetti sono stati votati, e ha ricevuto consensi e commenti positivi dai giovani, aretini e non. La palla, adesso, passa a loro. «Noi la possibilità di farsi notare gliela diamo. Ora sta a loro credere nelle proprie idee» conclude Bianconi.

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Primarie 2012: Bersani in testa nei sondaggi, Vendola arriva in città, ma è ancora forte il partito dell’astensione…

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iamo quasi al rush finale per la campagna delle Primarie, e intanto in città continuano a sfilare i “big”. Dopo lo “show” di Matteo Renzi al Centro Affari, dopo la folla arrivata in piazza Risorgimento per Pierluigi Bersani, questa domenica sarà la volta di Nichi Vendola, l’outsider per eccellenza, proprio di David lì accanto, alla Borsa Merci. Appena uscito indenne dalla Mattesini vicenda giudiziaria pugliese, che non ha risparmiato neppure il leader di Sel. Così mentre i sondaggi on-line in salsa aretina attribuirebbero addirittura la maggioranza assoluta al Sindaco di Firenze, forse per l’attitudine dei rottamatori a un uso molto più forte della rete, dobbiamo rifarci a quelli degli istituti di sondaggio per avere davvero il polso della situazione. Per esattezza a quelli che riportano le medie delle varie analisi, che di volta in volta segnalano su e giù dei vari candidati. Eccoli quindi i numeri più aggiornati dei tre principali contendenti: Bersani al 43,6%, Renzi al 34,2% e Vendola al 14,2% dei consensi. Niente di nuovo sul fronte occidentale, insomma. Renzi, nonostante la grande rincorsa della campagna in giro per lo Stivale da oltre 70 tappe, resta nettamente distaccato dal Segretario del Pd, mentre il Governatore della Puglia continua a pagare lo “scotto” di una campagna iniziata in ritardo, e di un’immagine offuscata dalla recente inchiesta giudiziaria. Ecco quindi che l’unico dato sensibile, per quanto estremamente parziale, per valutare il consenso o almeno la curiosità che ciascuno dei tre candidati riscuote ad Arezzo, è quello derivato dalle presenze in ciascuna delle apparizioni dei tre “big”. Mentre tra Bersani e Renzi si potrebbe parlare di un sostanziale pareggio con oltre un migliaio di aretini presenti, adesso non resta che vedere la “curiosità” che innescherà Vendola. Si può parlare a ragione di “curiosità”, come fattore che si renderà decisivo nel voto del 25 novembre, perché al di là dello “zoccolo duro” di sostenitori per l’uno o l’altro candidato – in città si sono costituiti pure due comitati per Tabacci e la Puppato – ancora forte eccome è il partito dell’astensione e quindi quello degli indecisi. Sorriderà allora Renzi, che di consensi ne miete trasversalmente agli schieramenti, molto più degli altri, a meno che…

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Stefano Cerisoli, una chitarra per Renga e per la città di Arezzo

maltite le fatiche dei tour con Marco Masini e Francesco Renga, il chitarrista Stefano Cerisoli è tornato ad Arezzo e ci ha raccontato la sua storia da musicista “girovago”: classe 1977, in questa intervista l’aretino ci parla della sua carriera, delle sue collaborazioni illustri e dell’importanza di insegnare musica ai giovani. Cerisoli, partiamo dal passato: ci racconta il suo percorso musicale? «Il mio amore per la musica è nato quando ero piccolissimo, ad appena sei anni ho iniziato a suonare la chitarra. Col passare del tempo questa passione è aumentata e così ho conseguito il diploma al Conservatorio di Bologna, e da quel momento ho cominciato a girare l’Italia per seguire master e lezioni private con insegnanti di alta specializzazione. Poi ha preso il via la gavetta vera e propria, con concerti su tantissimi palchi di qualsiasi città o paese, fino ad arrivare alle collaborazioni professionali con artisti di fama nazionale della musica pop-rock italiana». Negli ultimi mesi ha vissuto un “tour de force”. «È stato un periodo intenso e ricco di lavoro, iniziato al fianco di Marco Masini nella produzione del suo ultimo album Niente d’importante e con

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un tour invernale che ha riempito i teatri di tutta Italia. Nel frattempo, attraverso l’importante collaborazione con il produttore Fabrizio Barbacci, ho registrato i brani di San Remo di Irene Fornaciari e di Francesco Renga, un cantante con cui ho lavorato anche nel corso dell’estate, accompagnandolo in una tournée che ci ha portati nelle piazze di tutta Italia e ha avuto punte di pubblico eccezionali. Infine è da registrare la collaborazione nel disco del Cile Siamo morti a vent’anni e un lavoro insieme a una cantante del prossimo “X Factor” sotto la direzione artistica di Cesare Chiodo, uno dei più grandi bassisti e musicisti italiani». I tour con Masini e Renga l’hanno impegnata a lungo: come sono state queste esperienze? «Il lavoro da tournista richiede un atteggiamento estremamente concentrato, che implica un’attenzione quasi maniacale alla scelta, alla pulizia e al controllo del suono, e all’utilizzo di una strumentazione adeguata. Nonostante questo il tour rimane un’esperienza molto bella professionalmente, e del tutto diversa da quella del mondo musicale underground o della chitarra classica». Ci sono altri cantanti illustri con cui hai lavorato? «L’elenco è lunghissimo: sono stato produttore artistico di Tempesta di fiori, l’ultimo lavoro di Andrea Chimenti, e sono chitarrista di Marco Parente. Inoltre nel corso degli anni ho collaborato con professionisti del calibro di Alfredo Golino (il batterista di Vasco Rossi), Maurizio Fabrizio (l’autore di Renato Zero), Gianni Maroccolo (ex bassista dei Litfiba), Valentina Giovagnoli e i Negrita». Nonostante il successo, la sua passione rimane ancora l’insegnamento della musica. «Al momento sono molto impegnato nelle scuole medie di Arezzo e in alcune scuole private locali e fiorentine: l’insegnamento è la priorità della mia carriera da chitarrista. Voglio trasmettere ai giovani la consapevolezza del mestiere, i segreti della tecnica, la passione e il coraggio per affrontare questo mondo incredibilmente bello ma allo stesso tempo professionalmente difficile. Ho deciso di insegnare perché ritengo fondamentale spronare i ragazzi allo studio e alla sensibilizzazione musicale, incitandoli ad applicarsi nella tecnica, a interpretare e ad ascoltare la musica a trecentosessanta gradi, a viaggiare, a vedere concerti, a leggere e soprattutto a credere in loro stessi. In Italia viviamo un momento dove la cultura, anche quella musicale, soffre di gravi difficoltà perché mancano le risorse e la possibilità di investire: in questa situazione mi piace fornire ai giovani la possibilità di continuare a cullare i loro sogni». arezzonroll@gmail.com

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Rilancio del settor

L’università ci prova c un nuovo master

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università è da sempre luogo privilegiato di formazione, una formazione che non sempre però sembra essere collegata con il mercato del lavoro. Il nuovo master di I livello in Storia e Design del Gioiello presentato alla Facoltà di Lettere di Arezzo cercherà di fondere ulteriormente questi due aspetti. «Il grande mutamento in atto nelle aziende – spiega il professor Paolo Torriti, direttore del master – necessita di risorse umane versatili, adattabili alle diverse esigenze delle imprese orafe, oltre che capaci di apprendere i principi del mercato globale. Per questo molti dei docenti del master sono professionisti del settore del gioiello, scelti tra i più qualificati a livello nazionale e internazionale, come ad esempio, Andrea Branzi del Politecnico di Milano, Gianni Bulgari, che certamente non ha bisogno di presentazioni, Enrico Crispolti e Lamberto Cantoni del Polimoda di Firenze, l’artista orafo Alberto Zorzi, che terrà un workshop con gli studenti». Il master è organizzato dall’Università di Siena nella sede di Arezzo con la collaborazione della Camera di Commercio, le associazioni degli Industriali e degli Artigiani – Cna, Confartigianato, Confindustria; Confapi, Consulta dei Produttori Orafi – e il contributo di Banca Etruria. L’offerta formativa si articolerà in quattro moduli: Storia del Gioiello, Tecniche Orafe, Design del Gioiello e infine Tecniche di Management, Jewellery Marketing e Promozione. «Credo che per far ripartire il settore orafo – precisa Andrea Boldi, presidente della Consulta dei Produttori Orafi – si debba ripensare in primis al ruolo svolto dalla formazione. Purtroppo c’è stato un progressivo abbandono della vera formazione nel settore orafo, perché chiaramente i mes-

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re orafo?

con

di Luca Piervenanzi

saggi che arrivavano erano di un settore morto. Personalmente non credo sia un settore finito ma piuttosto che è cambiato profondamente, dove non c’è più una produzione di massa perché il mercato semplicemente non la richiede. La produzione è sempre più qualificata e ciò richiede design, e il design richiede molta cultura. Il senso del master è proprio questo». Il master è rivolto a laureati in Beni Culturali, Architettura, Economia, discipline giuridiche e umanistiche. Il massimo numero di partecipanti è di 12 studenti, numero ristretto deciso dagli organizzatori per garantire una formazione e un’esperienza di qualità anche nelle aziende selezionate per gli stage. Oltre a lezioni teoriche il corso prevede infatti 225 ore di stage in imprese del comparto orafo aretino. «Oggi l’industria del gioiello – conclude Giovanni Raspini, che ha seguito il progetto del master per Confindustria – ha bisogno di rinnovarsi. Il mercato cerca valori diversi, di tipo immateriale ed emotivo come lo sono per esempio un tramonto, i fiori, il primo bacio, tutte quelle cose che sembrano non importare niente ma che alla fine, nella vita di una persona, sono le uniche cose che valgono veramente. Ed è da questo tipo di emotività che viene generato il desiderio d’acquisto, per questo abbiamo cercato dei maestri del design, degli esperti della comunicazione, del marketing che formino delle figure professionali che, inserite dentro le aziende, trasferiscano questa scala di valori». Il termine per iscriversi al master scade il 30 novembre. La tassa di iscrizione è di 3000 euro, da versare in due rate. Sono anche previste cinque borse di studio, tre a copertura totale della tassa e due al 50 per cento, finanziate dalla Camera di Commercio. Il bando è disponibile nel sito dell’Ateneo www.unisi.it, all’interno della sezione “post laurea”.

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Con Oro d’Autore, a Los Angeles l’arte orafa italiana è protagonista

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ro d’Autore  approda all’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles, in concomitanza con l’esposizione Firenze all’Alba del Rinascimento presso il Getty Museum. Dal 14 novembre al 12 gennaio saranno in esposizione 49 pezzi unici di oreficeria, firmati da artisti, architetti, designer di fama internazionale del calibro di Gae Aulenti, Pietro Cascella, Mario Ceroli, Piero Dorazio, Dario Fo, Stefano Giovannoni, Eliseo Mattiacci, Alessandro Mendini, Bruno Munari, Michelangelo Pistoletto, Arnaldo e Gio’ Pomodoro, Ettore Sottsass. Gae Aulenti, by Ori La mostra è organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles in collaborazione con Arezzo Fiere e Congressi, che, dalla preziosa collezione, ha selezionato i gioielli contemporanei più rispondenti al mondo e allo spirito di uno dei maggiori protagonisti del Rinascimento italiano: Piero della Francesca. Una straordinaria produzione artistica, realizzata in gran parte dalle aziende orafe aretine, ma anche da quelle di Firenze, Vicenza e Valenza, in grado di regalare emozioni legate alle idee e alla preziosità dei materiali, in un processo creativo che, traendo ispirazione dal grande protagonista del Rinascimento, si propone e si attualizza attraverso la talentuosa interpretazione di ogni artista. I 49 campioni che varcheranno l’oceano a rappresentare il talento creativo italiano del passato e del presente, fanno parte della più ampia raccolta di Oro d’Autore, che con i suoi oltre 300 pezzi è oggi custodita negli spazi appositamente progettati di Arezzo Fiere e Congressi. Una raccolta preziosa che si è arricchita nel tempo (festeggia quest’anno il suo 25° anniversario) davvero unica e vincente nel panorama internazionale, che vede un felice incontro tra le espressioni di arte, architettura e design, e quelle dell’oreficeria italiana. Gio’ Pomodoro, by Arca 95

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in copertina

Softball

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ndossare la maglia della Nazionale italiana è il sogno e l’obiettivo di qualsiasi sportivo. Rappresentare il proprio Paese, indossare l’azzurro, sentire l’inno: sono emozioni e sensazioni che in pochi hanno la possibilità di vivere. Ad Arezzo c’è uno sport che fa eccezione. Questo è il softball, una disciplina che vanta un allenatore e ben tre giocatrici nell’orbita delle varie Nazionali giovanili italiane: il tecnico è Fabio Borselli, mentre le atlete sono Jasmine Bernardini, Giada Giannini e Giulia Mattioli, quattro rappresentanti, in Italia e nel mondo, del Bsc Arezzo. La nostra intervista parte da Borselli, uno dei pionieri del softball italiano e l’allenatore della formazione di Serie A2 dell’Arezzo. Il tecnico è attivo nelle Nazionali giovanili dal lontano 2006 quando, insieme alla federazione, fece nascere il progetto “Verde-Rosa”, un innovativo esperimento per scoprire i migliori talenti in erba del softball italiano e far vivere loro esperienze internazionali. Nell’ottica di questo progetto, nell’ultima estate Borselli è stato a Collecchio, dove ha giocato e vinto l’Europeo con l’Italia Under 13. «Al torneo continua a pag. 14

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Il softball aretino si tinge di azzurro Un tecnico e tre giocatrici sono nell’orbita della Nazionale italiana

di Marco Cavini

[segue da pag. 13]

erano presenti otto Nazionali da tutta Europa – spiega il tecnico. – Noi abbiamo partecipato con due rappresentative dell’Italia e abbiamo raggiunto risultati entusiasmanti: una è arrivata terza, mentre l’altra, quella guidata da me, ha centrato la vittoria finale». Borselli è anche l’allenatore che ha cresciuto e formato sportivamente le tre aretine capaci di arrivare a indossare l’azzurro. Tra queste la più giovane è Jasmine Bernardini, un’atleta di 15 anni protagonista di una vera e propria esplosione. Nell’ultima stagione è stata una delle rivelazioni del campionato di A2, affermandosi come la più giovane titolare dell’Arezzo e risultando spesso tra le migliori in campo. Questo exploit non poteva passare inosservato ai selezionatori della Nazionale che in estate l’hanno convocata nell’Under 15 per disputare un torneo a Tollo, in Abruzzo. «Non ero mai stata in Nazionale e, sinceramente, non mi aspettavo di essere chiamata – ammette Jasmine. – A Tollo ho vissuto un’esperienza divertente ed emozionante, in cui, tra l’altro, sono riuscita a lasciare il segno vincendo il premio come miglior ricevitore del torneo. Ora sogno di raggiungere la Nazionale maggiore, magari insieme alle mie compagne di squadra Giulia Mattioli e Giada Giannini». A proposito di Mattioli e Giannini, queste sono due dei pilastri dei successi dell’Arezzo (dalla promozione in A alla vittoria dello scudetto Under 21) e, dopo numerose esperienze nelle varie Nazionali giovanili, sono ormai prossime all’inserimento nell’Italia seniores. Studentessa Giurisprudenza, di Giulia Mattioli Mattioli ad appena 20 anni è una dei veterani dell’Arezzo e può già vantare la vittoria di un Europeo con la Nazionale Under 19 nel 2010; Giannini, che di anni ne ha 19 e studia Fisioterapia, indossando l’azzurro è arrivata settima al Mondiale Under 16 del 2009. «Il nostro sogno sono le Olimpiadi – affermano all’unisono. – Purtroppo al momento il softball non è nel programma olimpico, ma la speranza è che, in vista del 2020, venga reinserito. Nel frattempo vogliamo centrare grandi risultati a livello di club e collezionare quante più presenze possibile nella Nazionale maggiore». Fabio Borselli

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Tutti a cavallo!

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di Alessio Segantini

Ne parla la responsabile del maneggio “La Giunchiglia”, Eleonora Gargini

el nostro territorio da molto tempo è radicata la tradizione dell’andare a cavallo. Soprattutto negli ultimi anni tutto questo si è legato fortemente alle attività dei maneggi e al fatto che nella nostra città c’è una struttura, l’Equestrian Centre, che ha ospitato eventi di livello internazionale e ha fatto conoscere agli appassionati le nostre zone. Proprio vicino a questo, si trova un nuovo maneggio, “La Giunchiglia”, gestito da Eleonora Gargini, ex campionessa italiana Allievi nel 2002. «Vincere il titolo italiano –afferma – fu una bella esperienza, partecipai, inoltre, a diversi Grand Prix in giro per l’Italia e feci parte della squadra regionale per tre anni di fila, nei quali ottenemmo anche un podio nella classifica finale». Ovviamente tutto questo era avvenuto nel salto con gli ostacoli. «I cavalli sono la mia passione fin da quando ero una ragazzina, e ho sempre preferito l’equitazione all’ippica: mi trovavo meglio nella categoria e con il cavallo». Poi, Gargini passa a parlarci della sua attività e della propria famiglia nella gestione del maneggio. «È nato tutto dalla forte passione che provavamo io e mia sorella nei confronti degli sport equestri, così, con l’aiuto di nostro padre che ha costruito la scuderia, abbiamo dapprima realizzato il maneggio e infine abbiamo deciso di far diventare la nostra passione un vero e proprio lavoro. Insegniamo sia ai bambini sia agli adulti, soprattutto il salto a ostacoli, che è, come già dicevo prima, la nostra specialità preferita e prediletta. Ci siamo da poco affiliati alla Fise. Adesso abbiamo questo maneggio al coperto che è davvero comodo e permette a tutti di allenarsi anche quando le condizioni climatiche sono avverse: un impianto del genere, che dà la possibilità di fare sempre allenamento, non è facile da trovare nelle nostre zone». Questo è un segnale che, nonostante la crisi economica, c’è voglia di migliorare i propri progetti e ottenere risultati ancora migliori.

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Il tatami si scalda

Dal 21 al 25 novembre si svolgeranno a Parigi i Mondiali di Karate. Mondiali che vedranno protagoniste le azzurre del Kata, tra le quali la “nostra” Michela Pezzetti

di Omero Ortaggi

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ramai mancano pochi giorni al Mondiale di karate che si terrà Parigi, e Michela Pezzetti scalpita in vista del grande evento. Nonostante la giovane età, Michela Pezzetti, nata a Perugia ma atleta dell’Arezzo Karate da quando aveva sei anni, possiede un’ottima esperienza internazionale già ricca di vittorie e piazzamenti importanti, tra cui due argenti e un bronzo europei e una medaglia, anch’essa di bronzo, ottenuta ai Mondiali di Belgrado nel 2010. Il palmarès è già di tutto rispetto, ma Michela non vuole fermarsi qui. Il Mondiale si sta avvicinando: come ti stai preparando e quali sono le tue sensazioni? «Abbiamo sensazioni decisamente positive. Io e le mie compagne (Viviana Bottaro e Sara Battaglia) ci stiamo allenando senza tregua, curando soprattutto l’aspetto tecnico. Stiamo puntando su un lavoro di qualità per curare ogni minimo dettaglio affinché tutto sia perfetto, in modo da giocarci le nostre carte con le altre nazioni favorite». Oltre a voi, quali sono le nazioni che ritieni in grado di vincere? «Innanzitutto la Spagna, campione del mondo. Poi il Giappone sia per la sua tradizione, sia perché è costantemente al vertice da ormai molto tempo. Poi ci sono il Vietnam e la Francia». Sbilanciamoci: l’Italia dove la inseriresti? «Ce la possiamo giocare con il Giappone...». Oltre all’Europeo svoltosi a maggio, avete partecipato a vari Open in giro per il mondo: quali sono stati i più importanti e cosa avete assimilato da questi eventi? «Abbiamo fatto tre Open, fondamentali per testarci e testare gli avversari internazionali sul tatami. Molto importante è stato l’Open di Francoforte,

dove ci siamo scontrati alla pari con il Vietnam vicecampione del mondo. Una prova importante contro un avversario di alto livello». A Belgrado nel 2010 è stato bronzo: in due anni quanto sei cresciuta e quanto è cresciuta la squadra? «Individualmente, grazie a una preparazione fisica (e mentale) più matura, mi sento più sicura ed energica, e riesco a conoscere meglio le sensazioni del mio corpo. Per quanto riguarda la squadra, è cresciuta l’amalgama e il rapporto con le altre ragazze è divenuto più stretto». I Mondiali sono alle porte ma il cammino continua: uno sguardo oltre Parigi... «Dopo i Mondiali si riparte subito perché a Maggio ci sono gli Europei. La mia crescita continua e definisco quest’anno “produttivo”, fondamentale per migliorarmi ulteriormente e puntare ancora più in alto in futuro». Futuro che ci auguriamo sia roseo per Michela, sperando che nel frattempo il tatami di Parigi si sia tinto di azzurro.

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Sport e sociale, il connubio vincente del Giotto

ttività sportiva e attività sociale: da sempre il Circolo Tennis Giotto ha plaUn torneo di tennis e tante altre iniziative smato la propria identità su questo binomio. Ai risultati sul campo hanno sem- animano la vita sociale del circolo aretino pre fatto seguito le grandi iniziative promosse per animare la vita sociale e per fare del Circolo un luogo di aggregazione per le famiglie di tutti i 460 soci. Anche questa nuova stagione si è aperta proprio nel segno dell’attività sociale, con un avvincente torneo di tennis sponsorizzato da Vip Car – concessionaria Mercedes Benz – per la presentazione della nuova Classe A. L’evento ha coinvolto oltre 70 soci che, divisi in squadre chiamate con i nomi dei più famosi dolci del mondo, negli ultimi due mesi si sono sfidati in centinaia di incontri organizzati con il solo obiettivo di stare insieme e divertirsi. Il torneo si è concluso con la finalissima di domenica 28 ottobre che ha visto trionfare la squadra “Tiramisù”, Un 2013 di grandi eventi composta da Andrea Bonacci, Patrizia Felicini, Carla Tavanti e per i soci del Giotto Roberto Tiezzi, vincitrice contro la “Pastiera” di Moretti, Pecorella, Peruzzi e Rossi. • Settimana bianca a Bormio: per sciaDopo l’incontro è iniziata la vera e propria festa, con un rinfrere, giocare a tennis e godersi le terme più sco arricchito dai dolci che denominavano le varie squadre. Alla famose della Valtellina, il Giotto propone festa hanno partecipato anche i soci del “Runner”, un gruppo una settimana bianca a Bormio dal 28 con una decina di corridori che la mattina aveva gareggiato alla febbraio al 3 marzo 2013; Maratonina “Città di Arezzo” indossando una pettorina firmata • Open di Roma: mercoledì 15 maggio “Giotto”. il Giotto organizza un pullman per porta«La vita del Giotto è anche questa – afferma il consigliere re soci e atleti al più importante torneo di Riccardo Boncompagni. – Vogliamo incentivare la dimensione tennis italiano; sociale e in quest’ottica proponiamo numerose • Weekend a Milano Marittima: il Giotto attività per coinvolgere i soci e le loro famiglie. Il comincia l’estate con un fine settimana di torneo appena concluso mirava proprio a questo sport e di relax: a inizio giugno il circolo si obiettivo: aggregare persone permettendo loro di trasferisce a Milano Marittima per una vavivere gli ambienti del circolo e di condividere la canza dedicata al tennis e al mare. passione comune verso il tennis».

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Dalla gravidanza allo sport, quanti benefici dall’osteopatia! di Marco Cavini

Giacomo Margiacchi spiega come l’osteopatia posso far bene sia alle donne in dolce attesa sia agli sportivi

L’

osteopatia è la disciplina che utilizza specifici trattamenti manuali per trattare zone responsabili di dolore talvolta anche molto lontane dallo stesso sintomo: insieme a Giacomo Margiacchi, massofisioterapista e osteopata aretino, andiamo a indagare come questa disciplina possa portare benefici in varie fasi della vita della persona. Osteopatia e gravidanza – La gravidanza è il periodo durante il quale le donne sono maggiormente consapevoli del funzionamento del loro corpo, perché subiscono un enorme cambiamento posturale e fanno fronte a un’ampia gamma di fastidi: dal mal di schiena al malessere, dalle nausee alla pesantezza degli arti inferiori. Man mano che il bambino cresce nel grembo, il suo peso porta a uno spostamento del centro di gravità e a importanti cambiamenti posturali, conducendo una varietà di sintomi e dolori. In questo senso l’osteopatia può essere di grande aiuto nel risolvere le sofferenze e i problemi che si generano nel corpo della donna durante e dopo la gravidanza. Osteopatia e fisioterapia – Osteopatia e fisioterapia operano in sinergia in diversi momenti del processo di guarigione, perché l’operato simultaneo delle due discipline consente di raggiungere importanti risultati e con tempi nettamente inferiori rispetto ai trattamenti standard.  L’osteopata può diminuire lo stress normalizzando le zone anatomiche in disfunzione nel corpo, riconducendole alla propria fisionomia prima o dopo dell’intervento del fisioterapista. Osteopatia e sport – Da anni l’osteopatia è stata introdotta in ambienti sportivi professionistici e non professionistici per il monitoraggio e il trattamento di un atleta. Il primo apporto importante riguarda la diagnosi osteopatica che permette allo sportivo e al suo staff di conoscere le parti del corpo che potrebbero subire un trauma e, di conseguenza, che non devono subire un sovraccarico di lavoro e di allenamento. In questo rapporto un’altra componente importante è la valutazione e il trattamento degli infortuni, con l’osteopatia Dal martedì al sabato che ha il potere di eliminare le disfunzioni del corpo che pesce fresco al banco alimentano o generano una e su ordinazione situazione a rischio per la stafriggitoria da asporto gione sportiva dell’atleta. gastronomia pronta di carne, pesce e verdure

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l cuore c’è. La determinazione pure. L’obiettivo è ambizioso per la truppa aretina della Ius Pallavolo. Perché quando senti dire Ius è istintivo ricollegare il tutto con piazza Cook e il suo famoso Palazzetto “Maccagnolo”. Un ambiente ricco di storia e di successi, tanto che proprio quest’anno si celebrano i trent’anni dalla mitica promozione in Serie A. Un ricordo nostalgico, certo, ma che solo poche società possono vantare. Una rievocazione che deve servire da pungolo per tutto l’ambiente sportivo iussino, ora in serie D. A sentire le parole del direttore sportivo, nonché factotum, Luciana Locci, la barra sembra posizionata a tutta dritta: «Per questa stagione sportiva, seppur partite male nei primi due match, rimane l’obiettivo del passaggio di categoria. Tutte le ragazze che compongono la squadra sono persone stupende: non prendono soldi per giocare, lavorano o studiano ma trovano sempre il tempo per essere presenti, di Giacomo impegnandosi a fondo qui in palestra. Anche per questo, per il gran cuore che ci mettono, Belli per la loro lodevole passione, si meritano la promozione. Questa serie, parliamoci chiaro, ci sta ormai stretta». Dalla passata stagione non è cambiato granché salvo il reinserimento di Francesca Moretti (ex Tegoleto) e Lucia Salvini, fuori per motivi di lavoro. Il gruppo verrà guidato dalla collaudata coppia Carnesciali-Donati. Una delle armi a disposizione dell’organico e della società è l’ampio bacino del settore giovanile, una vera ricchezza e fonte di grandi speranze: «Puntiamo molto sul giovanile. Tante Under 18 e Under 16, due gruppi davvero numerosi, vengono inserite nella prima squadra. Come Chiara Morari e Sabrina Mari, entrambe classe ’97». Ma a tenere alti i colori iussini c’è anche la Seconda Divisione, creata per far acquisire più esperienza sul campo a queste pallavoliste in erba che giocano nelle squadre dell’Under 18, 16, 13, nelle due Under 12 e in tutto il minivolley. Adesso la Ius deve lavorare sodo per concretizzare il primo passo di un grande sogno che da tempo si agita nel cassetto: non solo con muri, ricezioni e schiacciate si fa un’impresa o si viene ripagati dei propri sacrifici. Ma con la determinazione, il cuore e la passione. Qualità che queste ragazze hanno dimostrato di possedere.

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Nuoto e fitness in acqua: partono i nuovi corsi del Centro Sport Chimera

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ronti, via: scatta il secondo ciclo di corsi del Centro Sport Chimera. Da lunedì 12 novembre ripartono tutte le attività natatorie e acquatiche ospitate all’interno del Palazzetto del Nuoto aretino e organizzate dalla Chimera Nuoto e dalla Sport3. «Per ottenere risultati e per svolgere una buona attività sarebbe bene praticare una disciplina per tutto il corso dell’anno – spiega Marco Magara, il direttore tecnico del Centro Sport Chimera. – Ma per favorire la partecipazione e assicurare maggior flessibilità abbiamo deciso di dividere la nostra attività in corsi di due mesi. È questo il motivo per cui, pur essendo appena a novembre, abbiamo già iniziato il secondo ciclo di lezioni, un ciclo che a differenza degli altri sarà più lungo a causa delle festività naLe attività natatorie talizie, e andrà così avanti fino al 27 e acquatiche gennaio». del Centro Sport Chimera I corsi della Chimera Nuoto comChimera Nuoto prendono l’intera scuola nuoto dai – scuola nuoto baby 0-3 anni primi mesi di vita (con il Nuoto Baby) – scuola nuoto bambini 3-6 anni ai 100 anni (con il Nuoto Adulti), attra– scuola nuoto ragazzi 7-18 anni verso attività rivolte a persone di tutte – scuola nuoto adulti 18-100 anni le età e svolte in un ambiente, quel– corsi di nuoto individuali lo acquatico, non traumatico, privo di controindicazioni e adatto anche Sport3 alla stagione invernale. – Acqua Gym La Sport3 si occupa invece di gin– Training nastica in acqua e garantisce nume– Triathlon rose alternative che permettono di – Idrobike scegliere tra l’Acqua Gym, il Training, – Acqualta il Triathlon, l’Idrobike e la novità – fitness sportivo in acqua dell’Acqualta, attività che prevedono l’utilizzo di strumenti e di metodi di allenamento diversificati. «Le iscrizioni resteranno aperte fino all’esaurimento dei posti – conclude Magara. – Tutti i corsi si svolgono su una frequenza ideale di due allenamenti a settimana, con la possibilità di personalizzare la preparazione con lezioni individuali e ritagliate sulle esigenze di ogni atleta».

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Casa Biagi. Una storia familiare Al Giardino delle Idee la vita del giornalista di Valentina vista dagli occhi delle figlie Paggini

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mato e giudicato, ammirato e scioccamente attaccato. Enzo Biagi, grande giornalista, tale da segnare la storia della stampa italiana del secolo scorso e oltre, rivive nel libro scritto a quattro mani dalle figlie Bice e Carla, dal titolo Casa Biagi. Una storia familiare, edito da Rizzoli. Attraverso un grande lavoro di ricostruzione e ricerca, le due autrici ci portano nell’intimità dei rapporti familiari del padre e di quelli con colleghi e amici. Sabato 10 novembre a partire dalle ore 17, la Sala delle Muse del Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna di via San Lorentino, consueta cornice del Giardino delle Idee, ospiterà Bice e Carla Biagi per raccontare con nostalgico ricordo e una vena di sottile ironia il grande giornalista sul divano di casa. Nel volume c’è la vita di Enzo, quella intima e privata e quella sociale, lavorativa, di quando il giornalismo era fatto di lunghe notti passate in tipografia e di viaggi all’estero per raccontare il mondo. È tra i partigiani che entrano nella Bologna liberata, città a lui tanto cara, che presto abbandona insieme alla famiglia, per andare a lavorare come caporedattore al settimanale Epoca, a Milano, chiamato da Arnoldo Mondadori. È l’inizio di una lunga carriera contrassegnata da successi editoriali che hanno fatto la storia del giornalismo: sarà direttore del “Resto del Carlino”, scriverà sulle pagine del “Corriere della Sera” e di “Repubblica” e assisterà da vicino alla creazione de “Il Giornale” dell’amico Indro Montanelli, nonostante la considerasse “un’impresa folle”. Come dei personaggi memorabili entrarono a far parte della vita di Enzo Biagi, così compaiono nel libro. Da Giancarlo Fusco a Oriana Fallaci, con la quale Biagi aveva un rapporto affettuoso ma mai del tutto felice, poi Sergio Zavoli e lo stesso Montanelli. C’è il grande approdo in Rai alla guida del telegiornale, le inchieste di mafia, e la creazione del suo programma di approfondimento: Il Fatto. A moderare l’atteso incontro, dove si parlerà anche della vita quotidiana di Biagi, con i suoi drammi e le sue gioie, ci sarà come di consuetudine Barbara Bianconi, coadiuvata per l’occasione dal giornalista Luca Caneschi.

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Teatro “Signorelli” di C

La nuova stagione teatrale è sempre n della qualità

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l Teatro “Signorelli” di Cortona rappresenta uno dei più importanti luoghi di cultura della nostra provincia. Progettato da Carlo Gatteschi nel 1854 in stile neoclassico, è sede ormai da oltre un secolo e mezzo di prestigiosi eventi teatrali. Abbiamo incontrato il professor Luigi Bruni, attuale direttore, che ci parla della nuova stagione che si preannuncia, come sempre, all’insegna della qualità. «Nonostante le difficoltà del momento, è stato fatto il massimo sforzo per mantenere alto il livello delle nostre proposte artistiche – spiega Bruni. – Non volevamo deludere i nostri abbonati, infatti, oltre a offrire un eccellente panorama di artisti, abbiamo deciso di ridurre il costo dell’abbonamento. Il riscontro è stato ottimo, visto il folto gruppo di fedelissimi che ha acquistato il pacchetto». Qualche nome che Luigi Bruni, primo a sinistra: al suo fianco Anita calcherà la scena nei prossimi mesi? «La stagione presenta un’ampia varietà di proposte: dal classico al moderno, dal drammatico al brillante, interpretate sempre da attori di chiara fama e bravura come Branciaroli, Scarpati, Lo Monaco, Lojodice, Ambra, Salemme, De Filippo, Gaspare e Zuzzurro, Iannuzzo e Guaccero». Quali sono i vostri obiettivi? «Innanzitutto mantenere i valori che fino a oggi abbiamo raggiunto attraverso i nostri spettacoli teatrali, ma anche offrendo iniziative per avvicinare i giovani a questo mondo. Per questo continua il progetto di sensibilizzazione dei ragazzi con la proposta dell’abbonamento-scuola a prezzo ridottissimo, per il quale sono state scelte quattro rappresentazioni di impegno sociale e culturale. Per alcuni spettacoli è previsto l’incontro con i protagonisti. Ovviamente riserviamo sempre spazio anche alle compagnie locali, che si dimostrano ogni anno un punto di riferimento e un esempio per chi vuole iniziare a intraprendere la professione dell’attore». Non solo teatro al Signorelli. torte di compleanno, anniversari, cerimonie, torte a tema e personalizzate «Programmiamo conda martedì a domenica dalle 9 alle 22, Chiuso il lunedì! via Piave 43 – 393 0189387 tinuativamente spettacoli vieni e ti stupiremo

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Chimera Arte Arezzo 2012

Cortona

nel segno

di Valeria Gudini

cinematografici e proponiamo saltuariamente anche concerti di musica classica, che hanno raggiunto livelli di eccellenza con il Tuscan Sun Festival e, di recente, con il Cortona Mix Festival. Ultimamente sono stati offerti in diretta concerti dalla Scala e balletti Caprioli dall’Opera di Parigi». Progetti futuri? «Il nostro teatro è frequentato da persone che provengono da tutta la provincia di Arezzo, non solo per la sua bellezza ma anche perché, a oggi, è uno dei più grandi e attivi che il nostro territorio può offrire. Per questo motivo la speranza è quella di poter avvicinare sempre più, anno dopo anno, un pubblico giovane attraverso appuntamenti con artisti noti anche a quella fascia di età».

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Al perugino Giorgio Centovalli il primo premio

i è conclusa con successo la quarta edizione del concorso nazionale di pittura “Chimera Arte Arezzo”, allestita dal 31 ottobre al 4 novembre nel padiglione 5 di Arezzo Fiere e Congressi di via Spallanzani, in concomitanza con il Salone del mobile e della casa Abit.Ar. Un evento che ha ospitato circa 150 artisti provenienti da tutta Italia e che ha dichiarato vincitore Giorgio Centovalli di Città di Castello (Pg), con l’opera dal titolo Tiglio Ombra. Al secondo e terzo posto due emergenti artisti aretini, la casentinese Sara Lovari con Il fiasco della Lula e il cortonese Roberto Ghezzi con Alma Esperanza. Nel mese di febbraio 2013 i tre pittori potranno esporre le loro opere nelle sale dello storico Circolo Artistico di Corso Italia. Al quarto posto, ex aequo, Lorenzo Donati, Ambra Feula, Fernanda Morganti e Andrea Pisano. Riconoscimenti speciali, in omaggio al “Premio Arezzo”, sono andati all’aretina Laura Serafini e al mantovano Elio Carnevali. Il premio “Generazione Protagonista”, riservato agli under 35 dalla Provincia di Arezzo, è stato invece aggiudicato ai Centri diurni di socializzazione “Il Pesciolino Rosso” di Pratovecchio e “Tangram” di Rassina. www.chimeraartearezzo.it Chiara Savarino

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Un’intera sezione è curata dal Liceo Artis

Goldf@shion al Muse Medievale e Moderna

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oda e Oro tornano a brillare nel cielo aretino per un evento artistico di grande richiamo. Dal 2 novembre al 2 dicembre 2012, il primo piano del Museo di Arte Medievale e Moderna di Arezzo ospita la mostra Goldf@shion. Promossa dalla Camera di Commercio, Comitato Imprenditoria Femminile, e ideata e curata da Paola Giacone e Riccardo Misesti, l’esposizione prende in esame abiti dagli anni Cinquanta ai nostri giorni, accompagnati dai gioielli che hanno fatto la storia della UnoAerre. Immagini firmate Alinari e Mimmina fanno da sfondo ai vestiti di brand del calibro di Chanel, Mila Schon, Pucci, Versace, Moschino e Prada. L’estro creativo dei sei grandi stilisti è documentato attraverso il tema del tailleur, omaggio alla donna che dal Dopoguerra ha trovato la sua identità anche nel mondo del lavoro. Gli abiti appartengono a uno dei maggiori collezionisti italiani, Angelo Caroli, patron della A.N.G.E.L.O. Vintage. Considerato che la mostra non vuole essere solo una celebrazione del passato, ma intende anche valorizzare la creatività giovanile, sono stati coinvolti nel progetto espositivo gli studenti del Liceo Artistico “Piero della Francesca” di Arezzo. Con passione ed entusiasmo i partecipanti hanno “interpretato” la moda degli ultimi sessant’anni ideando vestiti e gioielli, grazie alla collaborazione delle aziende Sempre Moda International ed Eco Tech-Finish. I lavori esposti, con le relative tavole progettuali, dimostrano quanto le nuove leve siano in possesso di energia, inventiva e competenze a cui il mondo del lavoro dovrà attingere nei prossimi anni, per accrescere il Made in Italy. Della sezione della mostra riservata ai “novelli stilisti” parliamo con le due responsabili, le professoresse Maria Cristina Castelli e Tiziana Rosi. «Abbiamo registrato entusiasmo del pubblico per i lavori realizzati dagli alunni del nostro Liceo Artistico – ci raccontano le insegnanti. – Il materiale vintage è stato attualizzato dagli studenti con un lavoro di ricerca, comprensione e rielaborazione, che ha portato a esiti finali importanti». Quali classi sono state interessate?

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stico di Arezzo

Marco Bonechi

di Marco Botti

eo di Arte a di Arezzo

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Un nuovo panismo

n inedito afflato “panista” coglie chi visita Lux ex Oriens, personale d’arte di Marco Bonechi. Allestita presso la Galleria d’Arte “Rielaborando” di via Oberdan, dal 3 al 24 novembre, la mostra di terrecotte invetriate è un passaggio onirico e materico, in cui opacità e trasparenza si fondono in un discorso storico universale. Bonechi, dal canto suo, non si risparmia: le sue scelte espressive hanno un carattere di ferro, volto ad aprire un disagio per il contatto con la bellezza. In quest’ottica l’artista si dedica parallelamente alla pittura, alla scultura e all’incisione, mettendo a confronto i linguaggi, come nelle sue famose pastiche di rovine, proiettando icone classiche in paesaggi mediterranei circonfusi di luce. Proprio i temi classici, metafisici, surreali e sacri suggeriscono non solo uno studio preliminare sull’opera, ma soprattutto una nuova politica dell’arte, aperta, in contatto con la sua storia e capace di costruire. Accanto all’esposizione di via Oberdan, un piccolo allestimento di opere selezionate sarà visitabile anche presso lo Spazio Lebole di via Margaritone, mentre il 21 novembre, alle 17.30, è previsto un incontro dal titolo Il tema del Sacro nell’arte del XX secolo, a cura di Daniela Meli. www.rielaborandoarte.altervista.org Valentina Tramutola

«Gli studenti della 5a Design della Moda, seguiti e guidati dalle loro insegnanti Lisa Perfetti e Anna Fratini, e gli alunni delle classi 4a e 5a Design del Gioiello, condotti da Roberto Paionni. Quest’ultimo è stato supportato dai colleghi di laboratorio Gianfranco Cherici e Maria Ministeri. Alla fine, tra tutti gli elaborati prodotti, sono stati selezionati dodici progetti e realizzate altrettante opere fra vestiti e monili. Esse saranno visibili per tutta la durata dell’evento in una sezione apposita dislocata nella Sala 7 del museo, dove spiccano capolavori quattrocenteschi come quelli di Bartolomeo della Gatta e, in questo periodo, la celebre Pala Marsuppini di Filippo Lippi». Oro e moda. Non solo mondi perduti. «Affatto. L’iniziativa sottolinea come sia il settore tessile sia quello orafo, così importanti nella vita economica e nella storia del nostro territorio, continuino a muovere interessi e passioni, soprattutto nei giovani, che con l’intelligenza delle loro proposte riescono a rendere prodotti vintage quanto mai vivi».

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contro il logorio della vita moderna…

AECI È dalla parte dei consumatori

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E.C.I. sede provinciale di Arezzo, in collaborazione con la sede nazionale e con tutte le sedi regionali e provinciali dislocate nell’intero territorio italiano, offre assistenza e tutela a consumatori e a piccole aziende, con un’équipe di avvocati, commercialisti e professionisti specializzati in diversi settori. AECI Arezzo mette al servizio dei soci la propria professionalità in diversi rami del diritto, con garanzia di qualità e serietà. L’operato di Aeci Arezzo ha lo scopo di tutelare e informare attraverso l’educazione al consumo, relativa anche all’erogazione di servizi a favore del cittadino da parte di Enti e Amministrazioni pubbliche, alla sicurezza e qualità di prodotti e servizi, ecc. L’aspetto predominante del nostro operato è un’attenta difesa del consumatore in tutte le controversie che possono riguardare la vita quotidiana a trecentosessanta gradi. Per attuare tutto ciò, è necessario poter contare su adeguate risorse come l’assistenza legale, stragiudiziale e in sede conciliativa, l’assistenza fiscale e uno sportello CAF, e per questo, presso la nostra sede si può trovare difesa e consulenza sui seguenti argomenti: • utenze e servizi domestici (telefono, acqua, gas ed energia elettrica) • tariffe e qualità dei servizi • banche, assicurazioni, credito al consumo, usura, iscrizioni alla Crif (Centrale Rischi Finanziari) • mediazione finanziaria e creditizia • trasporti (ferrovie, aerei, autobus, ecc.) • condominio e multiproprietà; locazioni • lavori artigianali (riparazioni, lavori domestici, tintorie, ecc.) • incidenti domestici e sicurezza sui prodotti • acquisti fuori dai locali commerciali; televendite e vendite a distanza, concorsi e operazioni a premi,

prezzi, saldi • alimentazione e salute (frodi alimentari e commerciali) • pubblicità ingannevole • viaggi e turismo • contratti e clausole vessatorie • rifiuti e ambiente • farmaci e sanità • gestione infortunistica e tutela del lavoro • pratiche Inps e Inail • Caf, Centro Assistenza Fiscale • contenzioso tributario e fiscale • servizi per immigrati

Chiamateci senza indugio o alcun impegno, il nostro motto è: “conoscere i propri doveri, per difendere i propri diritti”. Ad Arezzo ci trovate in via Marconi Guglielmo 1/b, tel. 0575 21514, email arezzo@euroconsumatori.eu. proteggiamo i tuoi diritti ad Arezzo e provincia! chiamaci allo 0575/21.514 e al 345/44.60.670

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Chef on the road

il buon sapore delle relazioni

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ite un po’ quello che volete, ma la “virtualità” dilagante, intesa come relazione vissuta davanti a uno schermo di computer, per chi scrive non soppianterà mai le gioie della convivialità, le relazioni “dal vivo”. Perché parlarsi, scambiarsi sguardi o una pacca sulla spalla, insegnare o imparare, sono tutte cose che hanno un altro sapore vissute fisicamente in compagnia di qualcun altro.

da dx, Marco e Alberto Rossi, Antonio Scaccio, Luca Borghini, Velia De Angelis e Shady Hasbun

Così, se c’è chi ha portato il social fuori dal network per creare corsi di cucina che sono anche una bella (e reale) occasione di socializzazione, c’è chi ha ben pensato di riunire tanti chef in un posto solo e vedere… cosa veniva fuori. Luca Borghini ha fortemente voluto Chef On the Road, evento alla cui base sta un’idea semplice ma efficace: far trovare assieme tanti cuochi per uno scambio, di idee, ricette, trucchi, sguardi, pacche sulle spalle… L’ultima (in ordine di tempo) serata di Chef On the Road si è svolta lunedì 29 ottobre presso l’Osteria di Rendola, a Montevarchi. I protagonisti sono nomi molto noti a chi è dell’ambiente, ma non si può rimanere indifferenti davanti alla sobrietà con cui chiacchierano tra di sé e con noi, e dall’umiltà con cui ci chiedono se quel piatto preparato da loro ci è piaciuto. Antonio Scaccio, trai i percursori del vegetarianismo in Italia: «Le parole d’ordine qui sono semplicità e spontaneità. Si crea una bella atmosfera, in cui è molto piacevole cucinare e scambiarsi esperienze. Non c’è bisogno di mettersi in mostra ma di mettersi in gioco, nonostante la diversità di opinioni». Detto da chi ha cucinato, tra gli altri, per Dolce e Gabbana, fa un certo effetto. «Semplicità: in cucina, ma anche nei cuochi [sorride, nda]». Velia De Angelis ha partecipato alla trasmissione di La7 Chef per un giorno, eppure è entusiasta di essere 28

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qui: «Mi ha colpito molto arrivare e ritrovarsi a tavola, col ristorante vuoto. In situazioni diverse da questa magari ci saremmo guardati con occhio sospetto, chiedendoci: “Sarò all’altezza dei colleghi?”. Ma qui l’atmosfera è davvero rilassata, e produttiva, nonostante le “regole del gioco” si possano riassumere con: “Apri il frigo e decidi!” [ride, nda]». Alberto Rossi è un volto molto noto nella nostra città, dove è titolare di una famosa macelleria: «Sono felice di essere in mezzo a tutti questi cuochi, solo col confronto ci può essere crescita. Io capisco che indirizzo dare a ogni taglio, come presentarlo, loro conoscono sempre meglio una materia prima importante. Poi mi diverto anche: ho presentato l’“evoluzione della noce”, il famoso “osso della suocera” con cui si possono fare bolliti, tartare… E ci si sente valorizzati: non siamo solo quelli che “portano la ciccia” [per ribadire l’atmosfera, ce ne fosse bisogno, ride anche lui, nda]». Interviene Velia: «A Chef On the Road si fa rete con gli altri cuochi, si crea una squadra che può ritrovarsi anche in seguito». «È difficile altrimenti incontrarsi, conoscersi, e la creatività ne risente», chiosa Antonio. «In fondo, macellai e cuochi – interviene Alberto – vivono con lo stesso obiettivo: incontrare il gusto delle persone. E in occasioni come queste riparte la voglia». Ma il motore di tutto è la passione: passione per il cibo, per la cucina, per i sapori: «Eh sì – ci risponde Antonio, – la passione è alla base di tutto, ci fa muovere dalle nostre cucine per ritrovarci e trasmettercela l’un con l’altra, assieme al nostro modo di lavorare». Approfittiamo di Antonio, che è siciliano ma ha girato l’Italia, per chiedergli una battuta su Arezzo: «Bellissima, come tutta la Toscana: qui avete una cucina favolosa, e c’è un grande spirito di ospitalità. Ma sono le persone a fare la differenza. Questo vale anche quando si cucina: il cibo non è apparenza». Finita l’intervista, tutti a mangiare: protagonista della serata lo zafferano, ma soprattutto i cuochi intervenuti. E tornando a casa, al pari del sapore dei cibi ci è rimasto impresso il sapore dell’atmosfera che abbiamo respirato tra questi “chef sulla strada”. Francesco Ciabatti

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il sonetto

L’odio ch’è armasto, fra paesi vicini, aspetta ancora de fa’ rappresaglie: Pisa, Livorno, Siena e l’Aritìni, ognuno pe’ quel’altro son gentaglie!» «Quélo che dichj, Tónio, me convince, perché per colpa del campanilismo andràno ’n maravalle le pruvince!» «Ce vòle, Beppe, più dicisionìsmo, è come el mal de gola e le tunsìlle: o sérvon tutte o ’gna tutte abulìlle!»

chilometro zero

di Leonardo Zanelli

Lignano è una delle piccole montagne che caratterizzano il paesaggio della nostra città. Terrazzata fino ai 600 metri con olivi, piante da frutto e vigneti, questa montagna arriva a sfiorare i 900 metri di altitudine, regalandoci una densa e fitta boscaglia che cela una coltura a oggi completamente abbandonata, ma che in passato si estendeva anche nel versante sud. Parliamo della castagna, una coltura che caratterizzava l’aspetto del paesaggio e i colori dei nostri autunni. Lo sguardo su Lignano, per chi lo guarda da Arezzo, da decine di anni fornisce anche le previsioni del tempo a km zero, infatti il detto dice “quando Lignano ha il capdi Fabio Mugelli pello, aretini preparate l’ombrello”.

Le Belve *1/2 Ben e Chon sono l’uno l’opposto dell’altro, due caratteri lontani come il giorno e la notte: pacifista, ecologista e socialmente impegnato l’uno, ex Navy Seal, aggressivo e tutto portato all’azione l’altro. I due, amici di lunga data, condividono però due cose: il più grande, remunerativo e “pulito” commercio di marijuana della California... Oliver Stone trae spunto da un romanzo noir di Don Winslow per tornare a un cinema più disimpegnato e di genere, sullo sfondo un’abbozzata riflessione sul tema proibizionista e sulla guerra alle droghe operata dai Governi americani. Se questa è la nouvelle vague dell’ultima parte di carriera di Stone, viene da chiedersi se verrà fermato in tempo prima di confezionare altre mostruosità simili. Jacopo Fabbroni

cinema

«A’ tempi de’ guelfi e de’ ghibillìni finìveno nel sangue le battaglie e chj vincìva alargàva i confini e al nimìco spianava le muraglie.

“Musica in libertà” Il Circolo Arci Aurora di piazza Sant’Agostino, venerdì 9 novembre, alle ore 22, nelle serate “INTERNOAURORA”, – manifestazione di teatro, cinema, musica e letteratura – ospiterà il giornalista, scrittore, musicista, autore e conduttore radiotelevisivo Ezio Guaitamacchi, che con il suo libro “ROCK FILES, 500 storie che hanno fatto storia”, racconterà la grande storia del rock. Condurranno la serata Dory D’Anzeo e Francesco Maria Rossi. di Lucio Massai Ingresso libero.

dove andare

GUELFI E GHIBILLÌNI

Casa Famiglia Belvedere

...sarà come stare a casa... via Montecchio 221, loc. Falciano Subbiano (AR) 0575/42.21.01 334/92.91.475 30

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