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Anno V numero 185 • venerdì 21 marzo 2014 • copia gratuita in copertina: scatto ed elaborazione grafica di Andrea Bardelli mangiare sano + divertimento =

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Giornate Fai di Primavera

porte aperte sulla città


IN QUESTO NUMERO

VITA DELLA CITTÀ 3 I cinque anni da presidente della Provincia di Roberto Vasai 5 Arezzo Wave: i dubbi sulla location tra proteste e possibili mediazioni 6 Centri urbani sempre più colpiti dalle esche avvelenate

reale 18 Sette titoli regionali consacrano la Chimera Nuoto al top della Toscana 19 L’Under 19 Solare della Sba cerca il riscatto in Coppa Toscana 20 L’Arezzo Nuoto sorride ai Campionati Giovanili Regionali

AREZZO’N’ROLL 8 Whales, Whales!

A REGOLA D’ARTE 21 Tornano le Giornate Fai di Primavera 22 A Monte San Savino un nuovo spazio espositivo inaugurato da Lorenzo Donati 24 Aritmie: domenica 23 marzo prende il via la sezione dedicata ai grandi di Arezzo 25 La personale di Danielle Villicana D’Annibale in mostra ad Arezzo 25 Neri Marcorè e la Banda Osiris rivisitano i Beatles

facoltÀ… di parola 10 Cultura, formazione e lavoro all’Università AREZZO SPORT 13 Dal taekwondo una medaglia d’oro ai Campionati Italiani 15 Un altro aretino tra i pugili professionisti 16 Storia di un piccolo miracolo sportivo 17 Arena Functional: la ginnastica che simula la vita

LE PELLEGRINE ARTUSI… 29 …e il burek

“Il Settimanale di Arezzo“ è una testata edita da Edizioni Giorgio Vasari srl Anno V numero 185 – venerdì 21 marz0 2014 © Edizioni giorgio vasari Direttore Responsabile: Francesco Ciabatti email francescociabatti.egv@gmail.com Vicedirettore: Marco Botti, email marco.botti9@gmail.com Redazione: Elena Aiello, Enrico Badii, Andrea Bardelli, Giacomo Belli, Serena Capponi, Fernanda Caprilli, Marco Cavini, Giacomo Chiuchini, Dory d’Anzeo, Jacopo Fabbroni, Cecilia Falchi, Elettra Fiorini, michele giuseppi, Sara Gnassi, Ilaria Gradassi, Valeria Gudini, Giacomo Manneschi, Chiara Marcelli, Lucio Massai, David Mattesini, Fabio Mugelli, Omero Ortaggi, Valentina Paggini, Roberto Parnetti, Luciana Pastorelli, Ivana Marianna Pattavina, Luca Piervenanzi, Chiara sadotti, Chiara Savarino, Alessio segantini, Luca Stanganini, Valentina Tramutola, Luca trippi. Foto: Andrea Bardelli, roberto parnetti, Saimon Savini Amministrazione: Edizioni Giorgio Vasari srl, via Mantegna 4, 52100 Arezzo (AR), tel. 392/95.96.285, fax 0575/16.57.738, email edizionivasari@aruba.it pubblicità e marketing: paola prato, 333/46.04.264, paolaprato.egv@gmail.com Autorizzazione Tribunale di Arezzo 02/2010 del 10 febbraio 2010 Iscrizione al Registro degli Operatori della Comunicazione al n. 19155 Stampa: La Zecca srl, via Umberto Terracini 25/27, 52025 fraz. Levane, Bucine (AR), tel. 055/91.80.101, fax 055/91.80.412, email info@tipografialazecca.it È vietata, senza formale autorizzazione, la riproduzione totale o parziale di testi, disegni, foto e pubblicità riprodotti su questo numero

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I cinque anni da presidente della Provincia di Roberto Vasai

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ono stati cinque anni difficili…». Inizia così il racconto del presidente della Provincia Roberto Vasai su quello che è un bilancio personale del suo mandato e delle sfide che ha affrontato la Provincia di Arezzo in questi anni. di Elena «Solo il 2009 e parte del 2010 sono stati tranquilli, dal 2011 in poi il continuo bomAiello bardamento di notizie in cui si metteva in discussione il ruolo e la funzione delle Province ci ha fatto sicuramente correre rispetto pure a situazioni che non sapevamo quando si dovessero concretizzare. Mi ricordo due anni che avevamo scadenze ormai definite a dicembre e conseguentemente ci dovevamo attrezzare, ma la cosa più grave è che in questi anni sono sparite entrate per 33 milioni di euro: siamo passati da 105 a 70 milioni, fatto che costringe a ripensare un sacco di cose. A partire da una spending review che per noi era necessaria se si voleva che l’ente portasse avanti almeno le cose già iniziate e riuscisse a sopperire alle emergenze da affrontare di volta in volta, dovute ad esempio alla situazione meteorologica che non ci ha sicuramente assecondato. Ma devo dire con grande soddisfazione che ce l’abbiamo fatta e abbiamo anche allontanato da noi l’ombra del dissesto finanziario, che non era di poco conto… Si è passati da 105 milioni di entrate nel 2009 a 71: sono cifre importanti, soprattutto considerando le spese fisse che ci sono, a partire dal pagamento dei mutui o del personale, che non potevano essere riviste… Sicuramente è stata una fase bella, che ci ha fatto capire quanto questo territorio ci tenesse a un’identità propria». Vasai continua spiegando come questo sia avvenuto con la battaglia contro il decreto per abolire le Province: «Vedere la Borsa Merci piena di personaggi che fanno grande questo territorio (dalle categorie economiche ai semplici cittadini), e le autorità religiose intervenire a difesa della peculiarità e dell’identità della provincia di Arezzo, è stato un continua a pag. 4

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[segue da pag. 3]

fatto importante che ci ha risollevato un po’… È stato bello!». Qual è stato il periodo più difficile della sua presidenza? «Considerando il contesto drammatico per le finanze dell’ente, mantenere il patto di stabilità con cantieri appaltati e aperti per un valore che superava gli 80 milioni di euro. È stata lotta continua con i numeri e le esigenze delle aziende che avevano vinto gli appalti… Esserci riusciti non è stato facile: è stata una lotta giornaliera! Altro elemento positivo è essere riusciti ad avere dallo Stato i debiti che ammontavano a oltre 10 milioni di euro e che hanno sopperito, in parte, ai tagli delle entrate… È stato un vivere sempre con l’acqua alla gola, ma ce l’abbiamo fatta risparmiando sul personale: un milione e mezzo di spesa in meno, abbiamo diminuito pure il numero di dirigenti. Questo dovrebbe far riflettere: mentre a livello nazionale la spesa pubblica aumenta, a livello provinciale siamo passati da una spesa pro capite di 248 euro agli attuali 204… Ha significato risparmiare, anche se alcune cose ne hanno sofferto: la manutenzione ordinaria delle strade è passata da 2 milioni a 0, e si vede, riuscendo comunque a tamponare le emergenze e investendo risorse nella manutenzione delle scuole, anche se limitatamente. Abbiamo risparmiato sugli affitti, dalle fotocopie alla telefonia mobile ai bolli auto e abbiamo diminuito le indennità dell’amministratore, per portare avanti i cantieri e rispondere alle emergenze; questo ovviamente ha impedito di fare alcuni progetti o una cassa di espansione in più a difesa del territorio. Parlando di territorio: via via ne ho sentite di tutte sulle Province e il risparmio che si avrebbe chiudendole. Secondo le ultime voci dovrebbero chiuderle a giugno, ma le funzioni di presidenza su tutte le strade, le scuole superiori provinciali, la difesa del suolo (canali, argini, ecc., che necessitano manutenzione), il lavoro… Tutto questo è rimasto in capo alla provincia e va portata in fondo, non può essere eliminata. Questo è uno degli elementi più significativi, oltre al fatto che la spesa pubblica per la Provincia di Arezzo è diminuita di 44 euro all’anno e questo la dice lunga sulle possibilità che ha lo Stato…».

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Arezzo Wave: i dubbi sulla location tra proteste e possibili mediazioni

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rezzo Wave torna a far discutere. Al centro della protesta ancora una volta la questione location. Così dopo i dubbi sulla collocazione a Villa Severi del Main Stage del Festival, già al centro del dibattito politico, adesso arriva anche la protesta dei residenti, che assieme al parroco della zona si sono messi in moto per una raccolta firme, che sarebbe già arrivata a quota 300 adesioni. Le preoccupazioni di David Mattesini sul traffico e i rumori molesti sarebbero l’oggetto al centro delle preoccupazioni dei residenti. Diviene quindi prioritario adesso per l’Amministrazione comunale di concerto con Valenti e l’organizzazione del Festival, trovare una soluzione per una gestione delle giornate del Festival il meno impattante possibile sulla vita quotidiana dei residenti. In sostanza per raggiungere una mediazione, senza ignorare le preoccupazioni degli abitanti della zona. Già, perché una volta esclusa a priori l’opzione storica della stadio comunale, c’è un dato di fondo da evidenziare: il fascino rappresentato da un location come Villa Severi per una manifestazione come Arezzo Wave è evidente. Sembrano quindi due i filoni su cui lavorare per non scontentare nessuno. Il primo riguarda, a giudizio di chi scrive, la necessaria attivazione di navette dai parcheggi Mecenate, Eden e magari Cadorna, per non creare troppi ingorghi in una zona dove già latitano posti auto. Il secondo è porre un limite orario ai concerti serali che non superi mezzanotte e mezzo, l’una al massimo, soprattutto nei giorni feriali, vista la vicinanza non solo delle abitazioni ma di una casa di riposo per anziani nella zona. Se soddisfatte, questi ragionevoli accorgimenti, potrebbero quindi permettere di non rinunciare a riportare la manifestazione in una splendida cornice a cinque minuti dal centro, ridando ulteriore vita all’estate aretina.

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NEWS

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Centri urbani sempre p avvelenate ma cresce la sensibilità dei cittadini

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a Provincia ha tirato le somme di un anno di controlli e segnalazioni e i dati che ne emergono non sono ottimi, ma si possono trovare pure molti lati positivi. Nel 2013 si sono registrati 88 casi di avvelenamento, mentre nel 2012 ne erano stati segnalati 77. I più colpiti sono cani e gatti, ma il dato positivo è che ben 21 esche sono state rinvenute ed eliminate senza che arrecassero ulteriore danno. I cittadini, grazie ai mezzi di informazione della Provincia, sono spesso i primi a essere la mano che mobilita le forze dell’ordine e quindi rendono le operazioni più efficienti. «Il trend degli ultimi anni evidenzia come il fenomeno delle esche avvelenate si

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stia trasferendo dalle campagne alle città – così Pierfrancesco Pedone, responsabile dell’area di posizione organizzativa dell’ufficio di alta professionalità della Polizia Provinciale di Arezzo. – Fino al 1977 pratiche del genere erano legali e utilizzate spesso dai cacciatori. Nei boschi non era raro trovare esche del genere: venivano utilizzate per cacciare i predatori pericolosi o gli animali nocivi alla flora circostante. Spesso venivano utilizzate anche per andare a colpire i cani addestrati alla ricerca del tartufo, in modo da rendere la concorrenza molto più difficile». Quali possono essere le motivazioni che hanno portato lo spostamento di questo fenomeno dalle campagne ai centri urbani? «Al giorno d’oggi un’alta percentuale di abitati possiede un cane o un gatto, inoltre la densità popolativa va via via aumentando e si creano interferenze e disturbi, in special modo nei condomini. Gli animali lasciano i propri bisogni un po’ ovunque, oppure rovinano il giardino e le rose del vicino che diventa sempre più intollerante nei confronti di eventi simili. Non è un caso che si siano create situazioni scomode nell’area della Marchionna e di Villa Severi: tra gennaio e giugno 2013 sono stati registrati ben 5 casi di avvelenamento in queste zone. Immediatamente Comune e Provincia si sono mobilitati per bonificare le suddette zone». Alessio Capecci, dottore veterinario del servizio a tutela della fauna di caccia e pesca della Pro-

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più colpiti dalle esche di Michele Giuseppi

vincia, come bisogna comportarsi se ci si accorge che il proprio animale ingerisce qualcosa di anomalo? Quali sono le manovre di primo soccorso che si possono eseguire? «In realtà non sono molte, nessuna azione fai da te può sostituire l’intervento del veterinario. Fondamentale diventa contattare il proprio veterinario di fiducia e recarsi da lui nel più breve tempo possibile. Nel caso in cui questo non sia immediatamente possibile si può cercare di indurre il vomito nell’animale. Un rimedio fai da te, in mancanza di medicinali emetici, può essere la somministrazione di una sospensione di chiara d’uovo montata a neve, unita ad

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acqua calda molto salata. È inoltre importante tenere l’animale molto tranquillo ed evitare qualsiasi inutile stimolo sonoro o visivo che possa scatenare una crisi convulsiva. In tutti i casi non fatevi prendere dal panico e non cercare di infilare le mani in bocca dell’animale, rischiate di peggiorare la situazione per lui e per voi». Come si presentano visivamente le esche? Se un cittadino riuscisse a individuarne una e a isolarla in che modo si dovrebbe comportare? «Fondamentale è che l’esca non venga mai toccata a mani nude, ci sono molti pesticidi che agiscono direttamente a livello cutaneo e sono a rapidissimo assorbimento, è sconsigliabile pure avvicinare l’esca al naso e agli occhi se si vogliono evitare fastidiose infezioni. Queste trappole si presentano in varie forme, le più comuni sono le polpette, ma anche colli di anatra imbevuti nella stricnina, fino a salsicce ripiene di chiodi e ami. È importante che il cittadino contatti subito l’ufficio della Provincia affinché possa operare la bonifica della zona e avviare le indagini». Distributori esclusivi del marchio Forno d’Asolo, l’eccellenza del croissant! E da oggi anche del Caffè Portioli, “l’espresso a regola d’arte”: con Portioli vi forniamo un’ampia gamma di promozionali per personalizzare il vostro locale con stile. Se sei un bar o un ristorante contattaci, per fare di noi i tuoi fornitori di fiducia!

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Whales, Whales! di Lucio Massai

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n questi ultimi anni abbiamo assistito alla particolare nascita di molte band con due soli musicisti. I Whales, Whales! sono un duo formatosi a metà del 2013 e composto da Marco Roggi voce/chitarra e Luca Magi alla batteria. Con loro facciamo il punto della situazione sulla band “Balene, Balene!”. Le vostre influenze musicali? Luca: «Ho iniziato a suonare la batteria all’età di 13 anni, ispirato da batteristi come Dave Grohl (Nirvana) per la potenza e la creatività, John Bonham (Led Zeppelin) per l’eleganza e il groove e Keith Moon (The Who) per la velocità e la scenicità. Augurandomi una morte meno tragica degli ultimi due citati, con rispetto parlando. Paradossalmente in questo momento traggo ispirazione da generi estranei a quello che suono, particolarmente dal jazz di Duke Ellington, Miles Davis, John Coltrane passando da crooner del calibro di Frank Sinatra». Marco: «La verità è che ci conosciamo praticamente da sempre e verso i 13 anni, con il proverbiale entusiasmo di quell’età, e senza alcuna preparazione, abbiamo iniziato a suonare insieme. Crescendo nel tempo senza mai avere progetti che ci vedessero divisi. Insieme infatti abbiamo cambiato diverse formazioni, tra cui la più importante sia a livello formativo sia a livello personale, la band Those Dirty Owls, con la quale abbiamo suonato per molto tempo, ma poi abbiamo deciso di puntare tutto solo su noi due. Una scommessa che probabilmente era nascosta da qualche parte da sempre senza che nemmeno ce ne rendessimo conto. Per quanto riguarda le mie influenze, posso dire che ho sempre ascoltato un sacco di musica rock soprattutto. americana, Flaming Lips su tutti. Anche molto blues d’inizio secolo. Luca Magi

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Ma il mio unico, enorme amore è inglese: i Beatles. Sono stato e sono tuttavia affascinato anche dalla musica italiana, sopratutto datata. Con una particolare adorazione verso Giovanni Lindo Ferretti e relativi CCCP e Rino Gaetano». Perché un duo? Luca: «Come ha già detto Marco siamo tornati alle origini, con un approccio più istintivo verso i pezzi e verso la musica in generale. Facilitati da un feeling personale e musicale che definirei naturale. Inoltre l’essenzialità del duo ci ha permesso di sviluppare delle sonorità rock più scarne e dirette. Affini a volte a quello che viene definito grunge, a volte ai richiami del blues, a volte alla psichedelia a volte al power rock. Aiutate ulteriormente da un cantato a sx Luca Magi, a dx Marco Roggi in inglese». Progetti futuri? Marco/Luca: «Al momento siamo fissi in sala prove, tre-quattro ore ogni giorno per lavorare e ultimare quella che sarà la nostra prima creatura. Un lavoro ben fatto senza che il tempo e la fretta ci limitino in quello che alla fine sarà il risultato artistico del progetto». Perchè il nome “Whales, Whales!”? Marco: «La storia del nostro è nome è piuttosto semplice e nemmeno troppo ricercata. È nato dall’espressione ricorrente nel romanzo Moby Dick di Melville ogni qual volta venivano avvistate, dalla vedetta del “Pequod”, branchi di balene in lontananza. “Whales, Whales!” appunto. Nella sua semplicità, siamo stati colpiti da questa sorta di richiamo. Tutto qui». Come vedete la scena musicale di Arezzo? Marco/Luca: «Come nel resto delle province italiane, da un sacco di anni a questa parte, anche la città di Arezzo offre una scena che definiremmo piuttosto fiorente. D’altro canto è una scena penalizzata da una carenza di realtà che permettano alle varie band di esprimersi nei live. È soprattutto vero, però, che quelle realtà che ci provano non trovano un pubblico effettivo e costante. Quindi la prima è una triste conseguenza della seconda affermazione. La musica, come ogni forma d’arte, ha bisogno di entusiasmo e partecipazione da entrambe le parti, perché altrimenti comporre musica resterebbe solo un esercizio fine a se stesso. Inoltre è fin troppo facile attribuire le cause di tutto ciò alla decadenza culturale italiana senza la volontà di reagire e provare Marco Roggi a cambiare le cose». arezzonroll@gmail.com

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Cultura, formazion una nuova stagione

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rriva la primavera, la stagione da sempre considerata come un principio o, almeno, un nuovo inizio. Una stagione che, tralasciando il campo della meteorologia, è decisamente già sbocciata al campus universitario del Pionta. Il Dipartimento aretino dell’Università di Siena nelle prossime settimane sarà infatti protagonista di una nuova ventata di iniziative, incontri ed eventi. Si parte venerdì 28 marzo, quando al Dipartimento di Scienze della Formazione, Scienze Umane e della Comunicazione interculturale sarà presente il filosofo e sociologo Zygmunt Bauman. L’appuntamento è inserito all’interno di Aritmie, un ciclo di incontri promosso dal Comune di Arezzo in collaborazione con le più importanti istituzioni pubbliche e private della città e operanti nel campo della letteratura, della filosofia, della storia e della musica, tra le quali ovviamente figura anche il Dipartimento aretino. Collaborazione e lavoro di rete che non si fermano qui, poiché l’Università presente nella nostra città ha già dato il via a un altro progetto organizzato con Comune e Provincia di Arezzo: è partito infatti il progetto Giovani e Lavoro, di cui vi avevamo già parlato, all’interno del quale saranno organizzati seminari e workshop rivolti a studenti universitari, delle scuole superiori e a giovani in cerca di occupazione. Le iniziative organizzate in calendario nei prossimi tre mesi saranno divise in tre aree tematiche. A marzo è in programma Pensare il lavoro senza stereotipi di genere, con seminari rivolti alle studentesse; ad aprile sarà la volta di Strumenti per orientare – Moving into the future, che coinvolgerà gli insegnanti delle scuole superiori; infine a maggio si parlerà di Strumenti per la ricerca del lavoro con giovani e studenti universitari in procinto di affacciarsi sul mondo del lavoro. Tutti gli appuntamenti si svolgeranno di mercoledì pomeriggio

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ne e lavoro all’Università, ricca di appuntamenti e in due diverse location: gli incondi Luca tri di marzo e aprile saranno ospitati all’interno del campus del Pionta in Piervenanzi viale Cittadini, mentre quelli di maggio presso l’Informagiovani del Comune di Arezzo in piazza Sant’Agostino. Un progetto rivolto soprattutto ai giovani studenti, non solo universitari ma anche maturandi, nel tentativo di fornir loro degli strumenti utili per la ricerca di un’occupazione. Ma se, da un lato, saper “vendere” o almeno presentare la propria formazione nel miglior modo possibile durante un colloquio di lavoro o nella stesura del proprio curriculum vitae è fondamentale, di contro sarebbe bello trovare un mondo del lavoro pronto ad accogliere i giovani laureati. Il Dipartimento aretino ha cercato di lavorare anche su questo o, almeno, di ridurre la distanza tra mondo accademico e imprese. Venerdì 14 marzo si è svolto infatti al campus del Pionta il seminario intitolato Dall’Università all’azienda – Consulenza e formazione per costruire opportunità: obiettivo dell’incontro è stato il confronto tra studenti, professionisti della consulenza, della formazione e manager d’impresa. Tra gli ospiti intervenuti al seminario anche Fabio Cecchinato dello Studio Aps di Milano, un’impresa che produce servizi di formazione e consulenza organizzativa, Erica Rizziato del Cnr e Antonio Guarrera, Human Resource manager di Aboca. Una primavera, dunque, ricca di iniziative ed eventi per i giovani e la cittadinanza riguardanti il mondo della cultura, della formazione, del lavoro e un Dipartimento universitario, quello aretino, che appuntamento dopo appuntamento si sta distinguendo sempre più come il luogo naturale dove realizzare tutto ciò.

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in copertina

Sara Viti

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l taekwondo, come gli appassionati di arti marziali ben sapranno, è la disciplina più diffusa nel mondo tra quelle di lotta. Nel nostro territorio, da qualche anno a questa parte, si è particolarmente diffusa grazie all’arrivo di maestri che si sono stabiliti nell’Aretino e che hanno iniziato a insegnarla, “spargendo il verbo” di questa arte marziale. Una delle società più note è la Nrgym che, presieduta da Christian Cappanni, ha ottenuto l’oro con la sua atleta Sara Viti nella categoria +59 Kg ai Campionati Italiani Cadetti. Di questa affermazione e della società abbiamo parlato con il maestro e direttore tecnico Antonino Cappello. «Siamo una società nata da poco che lavora molto per sviluppare il settore giovanile, impiegando a questo scopo ogni nostra risorsa – spiega Cappello. – Questo risultato, così come il quinto continua a pag. 14

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L’aretina Sara Viti trionfa nella categoria +59 Kg

Dal taekwondo una medaglia d’oro ai Campionati Italiani [segue da pag. 13]

posto di Greta Ciardi, sempre ai Campionati Italiani, nella categoria +55 Kg, sono la conferma e la dimostrazione che stiamo svolgendo bene il nostro lavoro, cercando di far crescere e migliorare i nostri atleti, ottenendo dei buoni riscontri». Risultati davvero soddisfacenti per la società aretina, che attorno a queste due lottatrici sta cercando di far progredire tutto il movimento alle spalle: «Per noi è molto importante raggiungere questi traguardi nell’ambito dei combattimenti, perché suscitano interesse da parte dei gruppi sportivi delle Forze Armate e così risultano il lavoro sia del singolo sia di tutta la società. Nelle forme, invece, abbiamo ottenuto, sempre nell’ambito del taekwondo WTF, un terzo posto ai Campionati Italiani che si sono svolti proprio ad Arezzo. Possiamo affermare con orgoglio che siamo gli unici in Toscana ad avere ottenuto questi risultati». Dopo gli inevitabili festeggiamenti, però, si è già ripreso a lavorare duramente in palestra, così come ha fatto Sara Viti, classe 2000, neo-campionessa italiana. Cappello su di lei dice: «È stato un ottimo risultato il suo, ci ha reso molto orgogliosi dei nostri sforzi. Sara ha disputato incontri, vincendone due entro il limite di tempo e due ai punti, sbaragliando, di fatto, la concorrenza delle avversarie. Oltre l’oro, così, ha pure ottenuto la convocazione per la Nazionale, che spetta di diritto a tutti i vincitori del Campionato Italiano. Inoltre quest’anno si svolgeranno i Campionati Mondiali Cadetti: la speranza è, quindi, quella che grazie al tricolore e a questa convocazione Sara possa accumulare ancora più esperienza e possa gareggiare al di fuori dei confini nazionali. Ma, prima della Nazionale, lei e altri atleti della nostra società saranno chiamati tra poco più di un mese dalla selezione regionale toscana per dispu-

di Alessio Segantini

tare la Coppa Italia. Qui l’obiettivo preposto è quello di confermarsi ai vertici, almeno come singoli: cosa certamente non facile, ma per cui ci stiamo già preparando duramente in palestra e che speriamo possa essere realtà».

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Un altro aretino tra i pugili professionisti

opo Adriano Nicchi e Orlando Fiordigiglio, il pugilato aretino vede un altro dei suoi atleti approdare nel mondo dei professionisti. Si tratta del ventiquattrenne Bruno Checcaglini che, insieme al diciassettenne Davide Brito, è adesso uno dei pugili di punta della palestra guidata dalla famiglia Nicchi, sempre attenta ai prospetti più interessanti del panorama pugilistico aretino. Il 1° marzo Bruno Checcaglini ha disputato il suo primo incontro da professionista al Palazzetto dello Sport F. Meoni di Castiglion Fiorentino nella categoria 57 chili (pesi Piuma) – le foto di Andrea Migliorati immortalano proprio tale evento, – incontro di grande intensità che ha visto il pugile aretino vincere ai punti contro Luca Genovese. È stata una grande vittoria che ha coronato un lungo cammino iniziato nel 2005: «Ho iniziato nove anni fa e nel 2006 ho disputato i miei primi incontri. Sono rimasto sempre affascinato da questo sport per il quale provo grande passione sin da quando ero piccolo». di Omero Una grande passioOrtaggi ne nata quando Bruno Checcaglini era un bambino affascinato dalle imprese di grandi pugili come Mike Tyson, un maestro dell’aggressività sul ring; poi, con l’andare del tempo, oltre a essere il centro di una semplice e grande passione, il ring è diventato per Checcaglini il terreno all’interno del quale raggiungere obiettivi sempre più grandi e, perché no, realizzare i propri sogni. Ci vuole grande perseveranza nella boxe, ingrediente che a Bruno di certo non manca: «Affronto ogni allenamento sempre con grande sacrificio. Cerco inoltre di prestare molta attenzione anche fuori dal ring, curando molto l’alimentazione. Lavoro sempre con grande costanza e decisione, che sono le due migliori foto di Andrea Migliorati qualità che possiedo». Così, grazie ai consigli e all’esperienza di Santi e Aldo Nicchi, il giovane pugile aretino cerca di crescere curando ogni suo tratto: «A livello tecnico la Boxe Nicchi mi ha aiutato molto nella crescita. Di natura sono un pugile “picchiatore” che agisce a corta distanza e negli ultimi anni ho dovuto curare il mio carattere aggressivo e impulsivo. La mia crescita pugilistica è passata senza dubbio attraverso la cura dell’aspetto caratteriale». Adesso i ring diventano sempre più prestigiosi e la posta in palio più alta: per questo Bruno Checcaglini vuole tornare quanto prima sul ring per crescere ancora, perché per il pugile aretino il bello deve ancora venire, basta volerlo con grande decisione.

Con Bruno Checcaglini la boxe aretina vede un altro pugile approdare nel professionismo accanto ai già titolati Nicchi e Fiordigiglio

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tefano Panagia e Roberta Scortecci si trovano ai due estremi opposti della palestra di via Tricca, intenti a dispensare premurosi consigli o incitamenti ai loro piccoli atleti. Tra le luci soffuse di questo plesso, spartano ma efficiente, risaltano i sorrisi e le acrobazie di due nutriti gruppi di ginnasti in erba. Stefano e Francesca sono solo due dei cinque allenatori della neonata Ginnastica Arezzo, portavoci di una corrente il cui recente esordio ha già straripato oltre le più rosee aspettati-

Storia di un piccolo miracolo sportivo ve di adesioni: un piccolo miracolo sportivo. Nata solo due anni fa dal distaccamento dall’attività dei Vigili del Fuoco, grazie al supporto di un pilastro nazionale in tale disciplina come Giovanni Pasquini, la giovane società ha saputo di Giacomo captare e rimodellare i cambiamenti e le opportunità della ginnastica, edificando un ambiente Belli ricco di stimoli e all’avanguardia. «A oggi contiamo 150 iscritti e sono molti purtroppo i giovani che siamo costretti a non accogliere per mancanza di spazi – racconta Stefano Panagia, giovane e talentuoso ginnasta aretino adesso istruttore. – Dobbiamo ringraziare anzitutto la scuola che ci ha donato la disponibilità della palestra e senza la quale noi non saremmo qui oggi». Nonostante la mancanza di alcune attrezzature, indispensabili per sostenere gare agonistiche, l’ottimizzazione degli spazi, il know-how accumulato nel tempo unito alla giovane linfa iniettata dagli istruttori, grazie anche alla supervisione e al prestigio del professor Pasquini, tutto ciò ha fatto decollare l’attività riuscendo a mietere oltretutto numerosi successi: «Già adesso affrontiamo gare propedeutiche al professionismo. Nella nostra offerta però si parte dalla ginnastica per bambini dai tre anni, una sorta di risveglio motorio molto divertente affidato a istruttori competenti che seguono i ragazzi costantemente – sottolinea Roberta Scortecci. – Il gioco è fondamentale per accompagnare una corretta formazione fisica e mentale, indispensabili poi per diventare veri ginnasti». Unica società locale di ginnastica ad accogliere sia maschi che femmine, anche in gruppi misti, i giovani atleti hanno la possibilità di partecipare a esibizioni come Gimnestrada, un evento nazionale dove gli appassionati di tutto il mondo si ritrovano per conoscere le nuove culture e esercizi di tale disciplina. Il calendario degli atleti della Ginnastica Arezzo è pieno di impegni e occasioni per esprimersi. I mesi di marzo e aprile saranno cruciali anche per gli agonisti che dalla fase regionale si giocano l’opportunità per l’accesso al nazionale. Secondo Stefano, infatti, «questa serie di impegni è insolita per la ginnastica. Penso però che questo serva ai ragazzi per costruirsi un carattere forte, capace di superare tensioni e paure, in vista poi di competizioni future». Appare sinceramente un miracolo (sudato e meritato!) come questi ragazzi siano riusciti a far travalicare l’interesse per la ginnastica oltre i confini dei soliti sport in una città come la nostra. Chapeau!

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Arena Functional: la ginnastica che simula la vita reale di Marco Cavini

Alessio Piccolo ha aperto ad Arezzo una palestra esclusivamente dedicata al fitness funzionale

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na palestra tutta dedicata al fitness funzionale. Questa è Arena Functional di Alessio Piccolo, il primo spazio che ad Arezzo è stato pensato e strutturato esclusivamente per l’allenamento funzionale, cioè l’allenamento che prepara il corpo sviluppando tutte quelle capacità utili nei movimenti quotidiani. Finora questa disciplina in città era praticata solo in palestre “prestate” da altri sport e da altre società, quindi la prima grande novità proposta da Arena Functional è un luogo specifico e attrezzato, dotato di pavimento tecnico e di tutte le attrezzature necessarie per trarre i massimi benefici da questa preparazione. La seconda novità è invece l’allenamento di gruppo, che configura un’autentica rottura rispetto alla tradizionale idea di ginnastica: Arena Functional rifiuta l’isolamento delle palestre classiche, proponendo una vera e propria attività di squadra, con allenamenti collettivi che stimolano la socializzazione e una positiva competizione interna che spinge a impegnarsi e a migliorarsi. «Ho portato ad Arezzo un’idea di fitness che prima non esisteva – spiega Piccolo. – Il fitness funzionale propone un allenamento che simula le azioni eseguite nella vita di tutti i giorni, con esercizi a corpo libero o con attrezzi che riproducono movimenti complessi e articolati tipici delle azioni quotidiane». Il fulcro dell’allenamento di Arena Functional è il rafforzamento dei muscoli del cuore, i muscoli profondi presenti nella zona centrale del corpo da cui hanno origine tutti i movimenti. Ma i benefici di questa preparazione interessano anche il resto del corpo: la fascia addominale, la fascia lombare e, soprattutto, le gambe. «Il fitness funzionale è l’attività fisica più completa – continua l’istruttore. – Questo allenamento stimola ogni parte del corpo e permette così di raggiungere numerosi risultati in quanto a coordinazione, equilibrio e postura, oltre ovviamente alla tonificazione e al dimagrimento dovuti alla diminuzione di massa grassa e all’aumento di massa muscolare». Queste caratteristiche rendono il fitness funzionale adatto anche a chi già pratica altri sport: Arena Functional è complementare alla tradizionale preparazione fisica perché allena il corpo a tutti i movimenti, prevenendo gli infortuni e stimolando rapidità, forza e resistenza. Tutto questo per assicurare una miglior gestione del proprio corpo in ogni situazione della vita, sportiva e professionale. La palestra Arena Functional è in via Gobetti 23/f. Per informazioni è possibile chiamare il 349/77.19.007, scrivere a arenafunctional@gmail.com o visitare il sito www.arenafunctional.com.

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I medagliati ai Campionati Regionali

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7 titoli regionali consacrano la Chimera Nuoto al top della Toscana

titoli regionali e 22 medaglie La totali. Chimera Nuoto batte tutti i suoi precedenti record e torna dai Campionati Giovanili Invernali Regionali con il miglior risultato mai raggiunto dal nuoto aretino. La manifestazione, ospitata dalle piscine di Livorno, ha visto gli atleti aretini protagonisti di tante belle prestazioni che hanno permesso loro di conquistare 7 ori, 5 argenti e 10 bronzi, un ricchissimo bottino con cui la Chimera Nuoto si è piazzata all’8° posto tra le 34 società in gara da tutta la Toscana. «Abbiamo centrato 22 medaglie con 19 atleti – affermano soddisfatti i tecnici Marco Licastro e Marco Magara. – La nostra squadra era meno numerosa rispetto a quella delle altre società ma, nonostante questo, siamo riusciti ad arrivare nei primissimi posti della Toscana e a ottenere ben 7 titoli regionali. Considerando l’elevato livello del nuoto toscano e dei nuotatori in gara, questo bel medagliere testimonia il grande valore di tutti i nostri atleti che si sono dimostrati capaci di regalare enormi soddisfazioni al nuoto aretino». Tra le atlete in gara spicca la bella prestazione di Giuditta Ducci, una nuotatrice del 1998 che è riuscita a laurearsi campionessa toscana per ben tre volte arrivando davanti a tutti nei 50, nei 100 e nei 200 Rana. Eccezionali sono state anche Daisy Bertelli ed Elisa Fazzuoli, due ragazze nate nel 2001 che, al loro primo anno nella categoria, sono riuscite ad aggiudicarsi due ori a testa e tante altre medaglie. Bertelli ha infatti centrato ben sei podi arrivando prima nei 100 e nei 200 Dorso, seconda nei 400 e negli 800 Stile libero e terza nei 200 e nei 400 Misti, mentre Fazzuoli si è fermata a cinque con i primi posti nei 100 e nei 200 Stile libero e i terzi posti nei 100 Farfalla, nei 50 e nei 400 Stile libero. Un tris di argenti porta la firma di Giamila Vannuccini (1995) che si è confermata tra le migliori della Toscana piazzandosi seconda nei 50, nei 100 e nei 200 Dorso. Due medaglie a testa sono arrivate anche con Mattia Esposito (1999) e Margherita Porro (1998), che hanno conquistato un doppio bronzo a testa: il primo è salito sul terzo gradino del podio nei 100 e nei 200 Dorso e la seconda nei 400 e negli 800 Stile libero. L’ultima medaglia è di Maria Teresa Pescador (1999), terza nei 100 Stile libero, mentre a completare la squadra a Livorno erano presenti Francesca Benedetti, Martina Bisaccioni, Andrea Cacioli, Edoardo Calussi, Laura Casi, Ivelin Petev Dimitrov, Olivia Ducci, Emanuele Fiorilli, Filippo La squadra ai Campionati Regionali Porro, Lorenzo Sestini e Lucrezia Valtriani.

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L’Under 19 Solare della Sba cerca il riscatto in Coppa Toscana L’obiettivo sono le final-four: la squadra può fare affidamento su tanti giocatori di valore

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erminato il campionato, l’Under19 Elite Solare della Scuola Basket Arezzo punta con forza alla conquista della Coppa Toscana. La squadra di coach Massimo Bini ha iniziato la propria avventura nella coppa regionale inserita in un girone di sei squadre: dopo 10 partite di andata e ritorno, le prime due classificate accederanno alle final-four che assegneranno l’importante trofeo. Il cammino della Sba in questa seconda fase di stagione è iniziato in chiaroscuro, con una vittoria per 74-63 contro il forte Versilia, seguita da un inaspettato crollo per 61-43 a Venturina. Questa sconfitta ha comunque un’attenuante, cioè l’assenza per infortunio di giocatori chiave della formazione Under19 Solare come Francesco Calzini, Riccardo Daviddi e Daniel Malile. Il passo falso non crea però preoccupazione nella società perché, dopo due giornate, tutte le squadre del girone sono appaiate a pari punti in classifica con una vittoria e una sconfitta. «Siamo stati inseriti in un girone equilibratissimo – commenta coach Bini. – Il valore delle squadre è simile e, dunque, il passaggio del turno sarà incerto fino alla fine: d’ora in poi dovremo esser bravi a non incappare in nuovi passi falsi. Il nostro obiettivo è di superare questa fase e di accedere alle semifinali per riuscire così a giocarci fino alla fine la conquista di un trofeo prestigioso come la Coppa Toscana». La coppa rappresenta per l’Under19 Solare anche un’occasione di riscatto dalle amarezze del campionato. A inizio anno la squadra puntava ad arrivare nei primi tre posti della classifica per riuscire ad approdare alle fasi finali nazionali ma, dopo un buon avvio, una serie di sconfitte consecutive a metà stagione ha compromesso il cammino degli aretini, costringendoli ad accontentarsi di un modesto settimo posto. Il dato confortante è però la crescita dimostrata da molti atleti di questa formazione che sono entrati in pianta stabile nella prima squadra di Serie D: tra questi spiccano Alessandro Boldi e Malile (due ragazzi del 1995), oltre a Calzini (1996) che, pur essendo uno dei più piccoli del gruppo, è riuscito a integrarsi a pieno regime anche tra i grandi. «Il settore giovanile deve essere un trampolino di lancio verso la prima squadra – conclude Bini, – dunque siamo entusiasti di avere già tanti giocatori regolarmente impiegati in D. Alcuni di loro si stanno iniziando a impegnare anche come istruttori delle squadre di minibasket: questa è l’ennesima testimonianza della loro passione e della loro dedizione a questo sport».

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Campionati Giovanili Invernali Regionali sorridono anche all’Arezzo Nuoto. Tre ori, tre argenti e tre bronzi è il buon medagliere raccolto a Livorno dai nuotatori della società che divide i propri atleti tra ben tre piscine: quella di Subbiano curata da Ronny Olivotti, quella di Foiano da Massimo Bichi e quella di Rapolano da Cristina Coppi. Dopo gli allenamenti separati, i nuotatori dell’Arezzo Nuoto si sono riuniti per gareggiare nella più importante manifestazione regionale e, tutti insieme, sono arrivati a un buon bottino

L’Arezzo Nuoto sorride ai Campionati Giovanili Regionali I nuotatori della società di Subbiano sono tornati da Livorno con un bel bottino di nove medaglie di nove medaglie complessive. Tra le protagoniste della gara c’è Lisa Olivotti, una giovane promessa del 2001 che, agli esordi nella categoria Ragazze, ha colto un doppio oro vincendo nei 50 Stile libero e nei 100 Farfalla, arricchendo poi il suo bottino personale con due argenti nei 200 Farfalla e nei 200 Stile libero. Il terzo oro porta la firma di Davide Tavanti (classe 2000) che ha bruciato tutti gli avversari nei 200 misti e che, insieme alla stessa Olivotti, ha raggiunto il tempo limite per partecipare ai prossimi Campionati Italiani Giovanili di Riccione. Il terzo e ultimo argento è invece arrivato con Fiamma Onali nei 200 Rana, mentre a ottenere i tre bronzi sono stati Benedetta Andreoni nei 200 Rana, Marco Petrelli nei 1500 Stile libero e Filippo Spigoli di Francesco Ciabatti nei 200 Farfalla. medagliere Il poteva essere ancora più ricco ma in numerose gare i ragazzi dell’Arezzo Nuoto si sono fermati ai piedi del podio: Sara La Bella è arrivata quinta nei 50 Rana e un gradino sopra sono arrivate anche Giorgia Perinti (quarta nei 200 Farfalla, nei 200 e negli 800 Stile libero), Olivotti (nei 400 e nei 100 Stile libero), Onali (nei 100 Rana), Spigoli (nei 100 Farfalla) e Tavanti (nei 100 Farfalla). «Sono stati tre giorni di gare impegnativi ma di grandi soddisfazioni – commenta Ronny Olivotti. – Ora continueremo ad allenarci in vista del prossimo grande appuntamento nazionale, i Campionati Italiani, a cui siamo orgogliosi di partecipare con un nutrito gruppo di nuotatori».

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AREZZO

BELLE ARTI

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Tornano le Giornate Fai di Primavera In terra aretina si va alla scoperta del Palazzo del Genio Civile e delle bellezze di Monterchi

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nche quest’anno si rinnova l’appuntamento con le Giornate Fai di Primavera. Sabato 22 e domenica 23 marzo sarà infatti possibile andare alla scoperta di luoghi culturali e artistici di tutta Italia, molti dei quali svelati al pubblico in via eccezionale. Ad Arezzo e dintorni, grazie alla collaborazione del Fai Giovani e degli “Apprendisti Ciceroni”, i visitatori saranno accompagnati lungo interessanti itinerari. Sabato 22, in città, si svolgerà Storia, Architettura e Difesa del Territorio. Verrà aperto al pubblico – con orario 10-12.30 e 14.30-18 – il Palazzo del Genio Civile, progettato nel 1938 dall’architetto Giovanni Michelucci. Alle ore 10.30 ci sarà l’inaugurazione della manifestazione alla presenza della presidente regionale del Fai Sibilla della Gherardesca, quindi la visita agli ambienti accompagnati dall’ingegner Dario Pierucci e dai suoi collaboratori. Durante la giornata verrà inoltre proiettato materiale illustrativo sia sull’architettura e progetto dell’edificio, sia sulla funzione storica e attuale. Domenica 23 il trasferimento in Valtiberina per Monterchi tra paesaggi, pievi e tesori. Sarà l’intero borgo di Monterchi a fare da perfetto scenario: i visitatori potranno così andare ad ammirare la straordinaria Madonna del Parto di Piero della Francesca, ma anche a scoprire il sorprendente Museo delle Bilance con la sua raccolta di bilance, stadere, bascule, pesi, che consentono di ripercorrere la storia della ponderazione italiana e straniera. In piazza Umberto I saranno visita- di Cecilia Falchi bili il settecentesco Palazzo Marzocchi e la chiesa di San Simeone. Spazio pure ai dintorni del paese, con la pieve di Sant’Antimo – la più antica della zona – e le chiese di San Michele Arcangelo nelle località di Padonchia e Pianezze. A cura del Fai Giovani Arezzo sarà allestita una mostra fotografica sul paesaggio e le bellezze di Monterchi e tra gli eventi collaterali da ricordare la presentazione del libro Le pievi Aretine. La millenaria storia di un territorio (Letizia Editore) di Franco Paturzo e Gianni Brunacci. Alle ore 17, infine, nella sala del Consiglio comunale di via XX settembre il maestro Vittorio Perla e la sua fisarmonica metteranno la ciliegina sulla torta delle Giornate Fai di Primavera 2014. 21 marzo 2014

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L’arte al tempo

A Monte San Savino un nuovo spazio espositiv

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rosegue il nostro viaggio nel territorio aretino in cerca di chi promuove l’arte contemporanea nonostante le difficoltà che investono il settore. Dopo il Casentino e la Valtiberina, questa settimana siamo approdati in Val di Chiana, a Monte San Savino, dove all’inizio del 2014 l’artista tosco-canadese Lorenzo Donati ha inaugurato una deliziosa art gallery al numero 5 di piazza Gamurrini. In mostra le sue opere: autentici “idilli di natura”, come li ha già definiti il critico Giovanni Faccenda. «Siamo in una delle piazze principali della cittadina, di fronte al Museo del Cassero, quindi in una posizione strategica anche dal punto di vista turistico – ci racconta l’artista. – Per chiunque visiti Monte San Savino, infatti, le bellissime collezioni di ceramiche ospitate nel locale museo sono un appuntamento quasi obbligato». Come è stato concepito questo nuovo spazio espositivo? «Ci sono soprattutto le opere di recente produzione, ma anche una retrospettiva che abbraccia l’ultimo decennio. Il tema dominante è sempre la natura, espressa in vari modi, dal figurativo di qualche anno fa allo stile informale di adesso. Sono presenti lavori di vari formati e tecniche, eseguiti su diversi materiali – tavola, tela, carta, iuta. – Ogni supporto ti dà modo di operare in maniera diversa e quindi di ampliare la proposta. Ci sono infine delle ceramiche, che si ricollegano a una vocazione per la quale Monte San Savino è conosciuta in tutta Italia». È già possibile tracciare gli identikit dei visitatori abituali? «Principalmente appassionati d’arte, che siano aretini o turisti. L’atelier incuriosisce tuttavia anche persone meno vicine all’ambiente, che forse cercano viatici a un malessere interiore diffuso. In tempi come quelli attuali aprire uno spazio espositivo in provincia è stata più di una scommessa, è innanzitutto credere che l’arte e il piacere per il bello possano contribuire a superare la crisi socio-economica che sta investendo il nostro Paese. Un quadro non è un bene superfluo sul quale investire solo in tempi di abbondanza, come spesso si sente dire in Italia, ma qualcosa che può davvero aiutare a star bene se tocca le corde giuste». Negli ultimi anni sta raccogliendo consensi di pubblico e critica anche fuori dai confini locali. Non a caso, entrando nella sua galleria, abbiamo subito notato sul tavolo l’edizione n. 49 del CAM - Catalogo dell’Arte Moderna (Editoriale Giorgio Mondadori), dove è stato 22

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o della crisi

vo inaugurato da Lorenzo Donati

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di Marco Botti

segnalato come “artista meritevole”. «È un riconoscimento ottenuto alla fine del 2013 che ricompensa anni di impegno e passione. Mi sono avvicinato alla pittura a metà degli anni Settanta, suggestionato da surrealismo e metafisica, ma è da una decina di anni che porto avanti il mio percorso artistico con dedizione, alla ricerca di un linguaggio riconoscibile. La mia è una pittura istintiva, dove il confine tra realtà e immaginazione è sempre molto sottile. Trasferisco sulle opere quello che sento nel momento, dando spazio ai colori e alla materia, elementi fondamentali per rappresentare nel modo migliore la natura incontaminata». L’atelier sarà un luogo statico o dinamico? «La mia idea è quella di creare uno spazio in continua evoluzione, dove far vedere al visitatore anche come lavoro. Periodicamente le opere in mostra verranno cambiate, in questo modo chi verrà a farmi visita – spero in tanti con l’arrivo della bella stagione – troverà sempre delle novità». www.donatilorenzo.it

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Domenica 23 marzo prende il via la sezione dedicata ai grandi di Arezzo

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Aritmie

asce dalla collaborazione fra il Comune di Arezzo e alcune fra le principali istituzioni pubbliche e private cittadine che lavorano nel settore letterario, musicale, storico e filosofico. In primis il Dipartimento Universitario Aretino, l’Accademia “Petrarca” di Lettere, Arti e Scienze, la Biblioteca “Città di Arezzo”, la Fondazione “Guido d’Arezzo” e la Fraternita dei Laici. Aritmie è un calendario di eventi e di incontri aperti al pubblico che si susseguono dal 12 marzo al 1° giugno, tra filosofia, storia dell’arte e storia della nostra città. La manifestazione, raggruppata in tre sezioni – Pensieri e Parole, Arezzo. I Grandi e Incontri filosofici. All’ombra di Minerva – si propone, attraverso il confronto diretto con il pubblico che ha parte attiva a tutti gli eventi, non solo di avere un contatto con autori di fama mon-

di Valentina Paggini

diale – come il filosofo e sociologo Zygmunt Bauman – ma anche di far conoscere alcuni fra i grandi personaggi che ad Arezzo sono nati o che qui hanno lasciato eccellenze storico-artistiche attraverso le loro opere, che molto spesso, proprio perché così vicine, sfuggono alla maggioranza degli aretini. Se la settimana scorsa abbiamo indagato la parte legata a Pensieri e Parole, questa volta parleremo proprio di Arezzo. I Grandi che prenderà il via domenica 23 marzo e proseguirà il 6 e il 27 aprile, e nei giorni 11, 18 e 25 maggio 2014. Una serie di appuntamenti che non hanno il classico taglio formale delle conferenze, ma vedranno la presenza di due esperti che ci presenteranno di volta in volta il personaggio sia dal punto di vista artistico sia da quello privato, fornendo stimolanti e innovative chiavi di lettura. In un arco cronologico che va dalla Roma augustea al Novecento, professori universitari, ricercatori, direttori e presidenti di enti pubblici e musei parleranno di Gaio Cilnio Mecenate, del vescovo Guido Tarlati, del medico e botanico Andrea Cesalpino, dell’umanista Leonardo Bruni, di Michelangelo Buonarroti e del pittore Gino Severini. Gli incontri, gratuiti, si svolgeranno sempre alle 17 presso la Casa del Petrarca, in via dell’Orto 28. 24

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Cocktails

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La personale di Danielle Villicana D’Annibale in mostra ad Arezzo

egli spazi di Via Cavour 85, venerdì 21 marzo alle ore 18, prende il via la mostra di pittura Cocktails dell’artista californiana Danielle Villicana D’Annibale. Una personale che presenta circa trenta opere recenti della pittrice, esposte per la prima volta ad Arezzo. Danielle è un’artista a trecentosessanta gradi, una personalità vivace e poliedrica: musicista, teatrante, studiosa d’arte, pittrice, scultrice, ceramista, scenografa, curatrice e gallerista, ha preparato questa mostra ispirandosi ai pensieri di Marcel Duchamp e Francis Bacon. Una personale che da evento espositivo si trasforma in gioco teatrale, grazie a dipinti informali in cui la materia densa e lacerata dialoga con la tridimensionalità dei pacchetti di sigarette e di zucchero, o con i blister di medicinali, andando a creare un linguaggio distintivo, una sorta di “ready-made Dada Pop”. La mostra proseguirà, a ingresso gratuito, fino a mercoledì 2 aprile 2014. www.frescoqueen.com Serena Capponi

“Beatles Submarine”

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Neri Marcorè e la Banda Osiris rivisitano i Beatles

eri Marcorè e la Banda Osiris, diretti dal regista Giorgio Gallione, sono i protagonisti di Beatles Submarine, in scena martedì 25 marzo, alle ore 21.15, al Teatro “Mecenate” di Arezzo. Un contenitore che raccoglie musiche, canzoni, racconti e giochi verbali dei leggendari Beatles ma anche storie vere, citazioni e filastrocche. Questo spettacolo vuole dimostrare che il fenomeno Beatles non è stato una moda, ma una vera e propria cultura. Insomma, la “beatlemania” in palcoscenico, con Neri Marcorè (cantante e filosofo assurdista) e i quattro professori della famigerata Banda Osiris (musici iconoclasti e ipercreativi), intenti a rivisitare i più celebri brani del quartetto di Liverpool, da Lucy in the Sky with Diamonds a Strawberry Fields Forever, da Yesterday a Eleanor Rigby. Il divertimento è assicurato, perché Beatles Submarine è uno dei più grandi e originali progetti della “banda più piccola del mondo”. Valeria Gudini

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Contro il logorio della vita moderna, uno sportello gratuito

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Associazione Nazionale Stress E Salute Anses, la cui sede nazionale è a Pistoia, ha organizzato un servizio territoriale gratuito, primo e unico in Italia: lo Sportello Stress. Lo Sportello Stress, patrocinato dal Comune di Arezzo, si propone di facilitare l’incontro della persona, del gruppo e dell’organizzazione con specialisti qualificati per affrontare i momenti critici che ognuno può trovarsi ad attraversare. Lo scopo principale è promuovere benessere e salute orientando la persona, attraverso percorsi per-

sonalizzati, al ritrovamento delle proprie risorse con un équipe di esperti che mettono a disposizione sinergicamente la loro professionalità e sensibilità, per affrontare e definire qualsiasi tematica riconducibile allo stress di vita. Lo stress è uno stato di tensione fisica e mentale, una reazione tipica di adattamento del corpo a un generico cambiamento fisico o psichico. I fattori stressanti sono parte integrante della vita stessa degli individui (traffico, studio, lavoro, problemi dei figli...). In momenti di particolare preoccupazione, intenso dolore, esami, cambiamento e instabilità della propria vita i fattori stressanti provocano timore, ansietà, malessere. Lo stress non risparmia nessuno, neanche i più giovani e adolescenti, per i quali è importante avere una particolare attenzione. Secondo un’indagine europea, i cui dati sono stati diffusi dal Consiglio nazionale degli Psicologi, più della metà delle giornate lavorative perse sia dovuta a stress. Lo stress è al secondo posto tra i problemi di salute legati all’attività lavorativa, colpisce 1 lavoratore su 4 con costi annui che in Europa sono stimati in oltre 25 miliardi di euro.  Per sette lavoratori italiani su dieci italiani le cause più comuni di stress sono legate alla riorganizzazione del lavoro o al carico e alle ore di lavoro. Oltre sei lavoratori italiani su dieci indicano fra le cause di stress anche la mancanza di sostegno da parte di colleghi o superiori e comportamenti inaccettabili come bullismo e molestie, o legano lo stress a ruoli e responsabilità poco chiare. Adottando il giusto approccio i lavoratori e le aziende possono vincere la battaglia contro lo stress che, quando legato all’attività lavorativa, è prevenibile e l’azione condivisa volta a contenere tale problema. Il servizio Sportello Stress è offerto tutti i mercoledì, dalle 17 alle 19 in Corso Italia 162 ad Arezzo. Per informazioni e prenotazioni 331 9756394, info@anses.it, www.anses.it. lu.pastorelli@libero.it

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di Luciana Pastorelli

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Biolento Cafe’: il gusto e’ ecosostenibile S

ono passati sei mesi dalla nascita di Biolento Cafè, il primo bar ecosostenibile di Arezzo. Il concetto di ecosostenibilità mette in primo piano l’importanza dell’agire umano nel consumo delle risorse in modo da poterle garantire alla generazioni successive. Questo approccio attento e non consumista è alla base della nascita di Biolento Cafè che mira a far riscoprire la bontà e la semplicità dei piatti di stagione in un ambiente genuino. Il bar si differenzia dagli altri per piccoli ma preziosi accorgimenti relativi a: • Raccolta differenziata • Bassi consumi energetici • Utilizzo di materiale di riciclo • Risparmio idrico • Scelta dei prodotti biologici, a chilometro zero e provenienti da progetti di inserimento. Anche l’arredamento di recupero che accoglie i clienti è perfettamente armonizzato con l’ambiente dal sapore internazionale. Una sala dal gusto retrò e una corte interna per la bella stagione danno la possibilità di godersi il buon cibo in un’atmosfera rilassata. Uno spazio creativo nella tranquilla piazza San Michele, dove poter bere centrifugati di frutta fresca bio, birre artigianali italiane insieme a proposte da gustare, tutte bio e stagionali. I menù si alternano nel corso dell’anno, seguendo le stagioni, per offrire piatti esclusivamente freschi e locali con possibilità di scelte vegan e senza glutine. Poi c’è la vendita al dettaglio di frutta e verdura che è possibile ordinare in piccole cassette in modo da avere ogni settimana prodotti del territorio. Un progetto nato dall’esigenza dei gestori di sostenere e promuovere uno stile di vita solidale e a basso impatto ambientale. Biolento Cafè è anche eventi e attività creative. Ogni mese il biobar organizza e ospita numerosi eventi artistici e culturali, brunch domenicali, degustazioni, presentazioni libri e iniziative per bambini. I prossimi in calendario saranno l’aperitivo e chiacchiere psicologiche Il piacere e il cibo, il 20 marzo dalle 19; la mostra di pittura “di fiori” di Dario Cortese il 21 marzo alle 21, il cineforum il 26 marzo alle 21 con la proiezione del film Breakfast On Pluto e molto altro. I proprietari mettono il locale a disposizione gratuitamente per i movimenti e le associazioni locali e per l’organizzazioni di corsi, con la possibilità inoltre di riservare la sala o la corte esterna per feste. Per maggiori informazioni consultare il sito www.biolentocafe.it o la pagina su Facebook. Per prenotazioni (si consiglia di venerdì e sabato) tel. 0575 1788509. Lo staff di Biolento

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via dei Legni 20 Pratovecchio (AR) tel./fax 0575 504619 fornolabadia@libero.it www.fornolabadia.com

Pasqua, tempo di panine e berlingozzi

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ccoci ormai a Pasqua. Non abbiamo fatto in tempo a far passare Natale, Befana e Carnevale, che siamo già a un’altra ricorrenza – forse, per quanto riguarda i prodotti da forno, la ricorrenza per eccellenza, visto che di dolci pasquali l’Italia è piena. Ogni regione, ogni provincia e addirittura ogni vallata ha le sue tradizioni, ricette e caratteristiche che la distinguono dalle altre. Anche noi, in provincia di Arezzo, non ci smentiamo: dal Casentino fino alla punta della Valdichiana le ricette cambiano, a volte completamente, ma i prodotti pasquali per eccellenza sono senza dubbio le panine (dolci e salate) e i berlingozzi o ciambelline all’anice. La panina è un tipo di dolce pasquale che si caratterizza per il suo sapore e aroma particolare: a seconda delle zone ci sono varianti del prodotto. Noi produciamo una versione dolce e una versione salata: entrambe hanno la consistenza del pane fresco, ma il sapore dell’uvetta con cui è farcita rende il suo gusto unico. La panina salata si distingue dalla panina dolce per l’aggiunta di alcune spezie aromatiche che ne modificano il sapore, rendendolo ancora più caratteristico; se invece vogliamo andare su un sapore più “classico”, la panina dolce è in grado di accontentare tutti. La nostra panina salata del Forno La Badia non è da confondersi con la panina unta, sempre prodotto tipico ma principalmente di Arezzo città, che viene realizzata con pancetta o ciccioli (che di solito sostituiscono l’uvetta) e con lo strutto. La nostra panina è pur sempre un prodotto dolce – anche se viene chiamata “salata” per via delle spezie –, mentre la panina unta è un prodotto salato vero e proprio. Come detto prima, un altro dolce tipico della Pasqua sono i Berlingozzi, classiche ciambelline all’anice, che per tradizione (e noi seguiamo la ricetta orginale) devono essere prima bollite e successivamente cotte al forno. Non c’è che dire, la Pasqua promette bene e chi è che non vuole togliersi qualche sfizio ogni tanto? Per questo vi consiglio di non perdervi le nostre panine e i berlingozzi, fatti veramente seguendo le tradizioni di una volta… e la qualità si sente, per noi è fondamentale.

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ggi ho preparato una ricetta che non appartiene alla cucina italiana, bensì alla cucina albanese: il Burek. La versione che vi propongo è quella con la farcia al formaggio ma potete prepararlo anche nella versione con carne macinata e cipolle o con ricotta e spinaci. Quello che mi ha colpito di questa ricetta è questa sfoglia che assomiglia molto a una pasta fillo e il risultato è una sfoglia croccante e molto gustosa. Francamente pensavo che non sarei mai riuscita a farla in casa e invece si è rivelata una cosa facilissima. Mi sembra doveroso dire che la ricetta me l’hanno data due amiche albanesi: avevano preparato entrambe questo piatto in due occasioni diverse e io ero rimasta molto colpita dalla bontà di questa torta salata.Ovviamente questa è la loro versione, anzi di una delle due, visto che quella di Valentina prevede un procedimento totalmente diverso (che sarà mia cura provare per voi e proporvi); intanto vi consiglio di provare questa, che è a dir poco strepitosa. Vi aspettiamo fra due settimane sul Settimanale di Arezzo e ogni giorno sul nostro blog www.lepellegrineartusi.com.

il Burek Ingredienti per la pasta 500 grammi di farina 00 200 millilitri di acqua calda 100 millilitri di latte intero 100 millilitri di olio extra vergine di oliva 1 cucchiaino di sale Ingredienti per la farcia 500 grammi di feta 100 grammi di maizena 200 millilitri di yogurt greco 4 uova 1 pizzico di sale Procedimento per la farcia Sbattete le uova con un pizzico di sale e unite lo yogurt. Sbriciolate la feta con le mani e unitela all’impasto. Procedimento per la pasta Fate un impasto con la farina, il sale, l’acqua e il latte miscelati. La quantità del liquido è approssimati-

va: aggiungetene sino a che non avrete un impasto che non si attacca alle mani, abbastanza morbido da essere steso. Mettetelo a riposare un paio di ore in un sacchetto da freezer o avvolto nella pellicola. Accendete il forno a 180°. Dividete l’impasto in 8 parti: su una spianatoia o, meglio ancora, su un piano di marmo tirate una pallina alla volta aiutandovi con l’amido di mais. Non usate la farina. Le sfoglie devono essere grandi come una placca da forno e sottilissime. Spennellate la carta da forno con olio extra vergine di oliva, mettetevi sopra la prima sfoglia e spennellate anch’essa con l’olio. Procedete così per le prime quattro sfoglie. Su un altro foglio di carta da forno procedete allo stesso modo per le restanti quattro sfoglie. Mettete la farcia sopra le prime quattro sfoglie e, aiutandovi con la carta, mettete sopra le altre sfoglie. Infornate per circa 20 minuti sino a che il tutto non sarà dorato.

21 marzo 2014

il settimanale di arezzo

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il sonetto

l’evento

SI LA COPERTA È CORTA… «Lo sé che Renzi, Beppe, m’ha dilùso?» «Dejà, Tónio… e chj l’avrebbe ditto! Vòl dì che ’n qualche módo t’eri illuso e me dispiace de vedétte afflitto. Cridìvi fusse lìe pronto al tu’ uso, che ’n pensasse soltanto al su’ prufitto? Dìmmelo, alò, perché c’hè tésto muso, un lo sapìvi che lù andava dritto?»

Festa di primavera al Rock Heat

«Dritto… ma ha penso solo a chj lavora (perché è anco giusto dagni più guadrìni), ma ai pensionati? No! Vol che se mora,

di Leonardo Zanelli

Eccola! La primavera. È come ve l’aspettavate? Forse un po’ caldina e già ricca di asparagi. L’unica costante di questo marzo inoltrato sembra essere il vento, che offre in termini popolari un numero piuttosto vasto di proverbi. “Vento di marzo non termina presto” indicava i forti ritorni di tramontana, con venti freddi e gelate. Anche da noi le caratteristiche del vento in questo periodo dovrebbero essere a tratti invernali, con normali ritorni di freddo o addirittura di gelo, e a tratti primaverili, ma non sembra essere così. Pure la normale alternanza di sole e di pioggia, che sarebbe la condizione ottimale per la campagna, si è presentata in due fasi ben distinte – le fortissime piogge fino a febbraio e il repentino innalzamento delle temperature di Fabio di marzo. Mugelli

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il settimanale di arezzo

12 anni schiavo di Steve McQueen ** La vera storia di Solomon Northup, musicista nero che con l’inganno viene tratto per dodici anni in schiavitù, poco prima della Guerra Civile Americana. Dopo Hunger e Shame, McQueen prosegue la sua discesa nell’oppressione umana, enfatizzando, se possibile, la crudezza dei corpi torturati e appesi ad libitum a un cappio. Il risultato è una spettacolarizzazione del dramma, che dopo un ottimo inizio si dilata allo sfinimento e si perde nella piattezza visiva; mancano uno sguardo storico-sociale sul fenomeno schiavitù e la lotta legale di Northup, riassunta in poche righe. Un passo indietro nella filmografia di McQueen, non certo per l’Academy facilmente conquistata dal tema: un Oscar scontato quanto banale. Enrico Badii enrico.badii@gmail.com

21 marzo 2014

cinema

chilometro zero

che se vada de corsa ai ciprissìni, che mangi l’aria e faccia indigestione co’ mi’ cinquecenteuri de pensione!»

Venerdì 21 marzo dalle ore 22 serata inaugurale live per la Kefiko Eventi, una rassegna bimestrale di serate che offre i live delle migliori band underground accompagnati da dj set, al Rock Heat di via Galvani. Saliranno sul palco i Terrorhawk, band punk/ hardcore, poi la garage band The Cogs e infine i milanesi The Minnie’s. A concludere la serata dj set di Betto e di Lucio DickDog. Ingresso libero. Massai


21 marzo 2014

il settimanale di arezzo

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i nuovi libri delle edizioni Giorgio Vasari

A testa alta – La straordinaria e sfortunata storia di Lauro Minghelli € 10 Almanacco Giostresco Quintanaro Paliesco 2014 € 10

in libreria e in edicola


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