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Anno V numero 179 • venerdì 7 febbraio 2014 • copia gratuita in copertina: scatto ed elaborazione grafica di Andrea Bardelli

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IN QUESTO NUMERO

VITA DELLA CITTÀ 3 Acqua aretina, buona o cattiva? 5 Il Signore del Salotto 6 CinemìCinemà 2014: una settimana di cinema, divertimento e internazionalità 7 Ciao Stefano 8 Brioche e caffè: la colazione completa firmata Toscana Gel FACOLTà DI…PAROLA 10 Open Day 2014: l’Università di Siena si apre ai futuri studenti AREZZO’N’ROLL 8 Franco Li Causi, rock e vita AREZZO SPORT 13 Quarant’anni di Chimera Lotta 15 Il PODIO di GENNAIO

16 Petrarca Pallamano, un futuro da protagonisti 17 Jacopo Bianchi: e che Nazionale U17 sia! 18 Arezzo, riparte la rincorsa alla Lega Pro 19 Kim&Liù, una grande festa per il Centro Taekwondo Arezzo 20 Un innovativo corso per imparare a gestire una scuola nuoto

A REGOLA D’ARTE 21 Aurora Ridens XI stagione: si riparte 22 Tuscan Art On Tour 2014: Angini e Polvani tornano a esporre in America 23 Gli aretini e i libri: secondo Piero Giunchi la carta ha ancora il suo fascino L’ESPERTO RISPONDE 26 Il regolamento condominiale LE PELLEGRINE ARTUSI… 29 …e le brighelle

“Il Settimanale di Arezzo“ è una testata edita da Edizioni Giorgio Vasari srl Anno V numero 179 – venerdì 7 febbraio 2014 © Edizioni giorgio vasari Direttore Responsabile: Francesco Ciabatti email francescociabatti.egv@gmail.com Vicedirettore: Marco Botti, email marco.botti9@gmail.com Redazione: Elena Aiello, Enrico Badii, Andrea Bardelli, Giacomo Belli, Serena Capponi, Fernanda Caprilli, Marco Cavini, Giacomo Chiuchini, Dory d’Anzeo, Jacopo Fabbroni, Cecilia Falchi, Elettra Fiorini, michele giuseppi, Sara Gnassi, Ilaria Gradassi, Valeria Gudini, Giacomo Manneschi, Chiara Marcelli, Lucio Massai, David Mattesini, Fabio Mugelli, Omero Ortaggi, Valentina Paggini, Roberto Parnetti, Luciana Pastorelli, Ivana Marianna Pattavina, Luca Piervenanzi, Chiara Savarino, Alessio segantini, Luca Stanganini, Valentina Tramutola, Luca trippi. Foto: Andrea Bardelli, roberto parnetti, Saimon Savini Amministrazione: Edizioni Giorgio Vasari srl, via Mantegna 4, 52100 Arezzo (AR), tel. 392/95.96.285, fax 0575/16.57.738, email edizionivasari@aruba.it pubblicità e marketing: paola prato, 333/46.04.264, paolaprato.egv@gmail.com Autorizzazione Tribunale di Arezzo 02/2010 del 10 febbraio 2010 Iscrizione al Registro degli Operatori della Comunicazione al n. 19155 Stampa: La Zecca srl, via Umberto Terracini 25/27, 52025 fraz. Levane, Bucine (AR), tel. 055/91.80.101, fax 055/91.80.412, email info@tipografialazecca.it È vietata, senza formale autorizzazione, la riproduzione totale o parziale di testi, disegni, foto e pubblicità riprodotti su questo numero

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Acqua aretina, buona o cattiva? di Luca Trippi

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cqua pubblica o privata, diga di Montedoglio, bollette. L’argomento “acqua” è sempre attuale, ma raramente ci si chiede come stia effettivamente l’acqua di Arezzo. Ce ne possiamo fare un’idea anche restando seduti comodamente davanti a un pc: l’Arpat mette a disposizione di tutti, sul proprio sito, una vasta banca dati correlata da numerose pubblicazioni scientifiche che riguardano la vita dell’elemento primario della vita. Dai fiumi agli acquedotti, passando per le falde acquifere. Sul finire del 2013 Arpat ha pubblicato tre report sulla qualità dell’acqua in Toscana, tutti con periodo di riferimento il triennio 2010-2012. Corpi idrici sotterranei Le acque sotterranee si classificano per qualità in più categorie, che vanno da stato chimico scarso a buono. Secondo le direttive della Comunità europea, tutti i corpi idrici dovrebbero avere stato buono entro il 2015. In Toscana (dove le acque “scarse” sono il 26%) sono monitorati 67 corpi idrici, e nella provincia di Arezzo ci sono 51 stazioni, di cui 7 nel comune del capoluogo. Le acque comunali di Arezzo risultano nel triennio in stato buono, un dato che riguarda appena il 19% della regione. «Un dato positivo, in linea con i miglioramenti degli ultimi anni – commenta Fabio Roggiolani, ex presidente della Commissione Agricoltura alla Regione, una vita dedicata alle tematiche ambientali: – un dato

sintomatico anche del fatto che il comune di Arezzo, rispetto alle vallate, risente meno delle conseguenze delle attività agricole». Nel 2012 però Arezzo è declassato al grado di “buono-a rischio” per la presenza di tenori alti di nitrati nella sola stazione di Pozzo Rossi (39,7 mg/l contro il valore soglia fissato a 50), la quale ha scopi irrigui. Il territorio provinciale invece non se la vede benissimo, la gran parte è classificato come in “buono stato-scarso localmente”, il che significa che la zona di riferimento, pur avendo analisi complessive accettabili, presenta comunque criticità per alcuni parametri. La colpa è soprattutto dei nitrati presenti in Val di Chiana (a Cesa 69 mg/l), Valtiberina e nel basso Casentino. «Gran parte del nostro inquinamento arriva dall’agricoltura intensiva. Non solo pesticidi e diserbanti (che vengono comunemente utilizzati anche per “bruciare” le sterpaglie dei fossi), ma anche i liquami di rifiuto degli allevamenti. Tutti a scagliarsi

continua a pag. 4

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contro i nuovi metodi di produzione di energia, ma un impianto a biogas in Val di Chiana eviterebbe che tutti i liquami finiscano nel Canale e nel sottosuolo», aggiunge Roggiolani. Acque ai fini potabili La classificazione viene effettuata tecnicamente tramite una scala di 4 valori che va da A1 a SubA3, decrescente dal punto di vista qualitativo. Tanto per dare un’idea, le acque A3 e SubA3, per legge, possono essere utilizzate se in zona non sono presenti acque migliori e solo dopo trattamenti fisici, chimici spinti, di disinfezione e affinazione. Qui le cose vanno molto meglio: pur non essendoci nessun campione A1 (e non c’è in Toscana), ben 16 delle 20 stazioni (l’80%) sono classificate A2, compresa quella di Tevere-Montedoglio, e tutte, tranne quella di Castelluccio-Buon Riposo, sono rimaste stabili o addirittura migliorate dal 2002 ad oggi. In Toscana, sono A2 appena il 31% del totale. «Questo dato invece non sorprende più di tanto, l’acqua che arriva nei nostri rubinetti è acqua davvero buona, arriva dall’Alto Tevere, ma del resto anche un dato poco significativo per la reale situazione ambientale della città proprio perché arriva da fuori», analizza Roggiolani. [a fianco cartina dello stato delle acque sotterranee]

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Il Signore del Salotto

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uesta settimana abbiamo incontrato Pier Luigi Livi, titolare del negozio Fiordaliso Gallery, una delle eccellenze aretine – ma non solo – se si parla di

antiquariato. «Questa attività nasce da quel fermento cultuale che caratterizzò il Sessantotto aretino, ovvero l’avvento della Fiera Antiquaria per la quale dobbiamo ringraziare il patron Ivan Bruschi. Mia madre iniziò proprio in quel periodo, e in origine il negozio era situato nei pressi del palazzo comunale, adesso invece è ubicato in via Garibaldi 117. Dopo la triste scomparsa di mia madre, avvenuta più di dieci anni fa, ho preso totalmente in mano l’attività, e pertanto ho abbandonato il mio impiego di restauratore presso l’Opificio fiorentino. Decisi, fin da subito, di intraprendere una serie di viaggi in Europa, con l’obiettivo di importare in prima persona mobili e oggettistica: lavorando sulla ricerca di pezzi unici, acquistando da privati e antiquari, oppure partecipando ad aste». Quali prodotti caratterizzano il negozio? «Prodotti che appartengono a una eterogeneità di stile: dall’argenteria inglese dell’Ottocento passando per le lampade Tiffany Art Nouveau e Deco in mosaici di vetro legato a stagno, fino alle vetrine vittoriane, sedie napoleoniche e tanti altri pezzi originali ed esclusivi, che vanno dai primi dell’Ottocento alla metà degli anni del Novecento». Parlando di clientela, ci faccia un identikit dell’acquirente tipo. «Ho una clientela internazionale, ultimamente

Dopo gli interventi in Cina, India e Australia, Borgo Italia sbarca in Corea, per la precisione a Seul, dove le aziende Monnalisa, Miniconf e Baby Cashmere presenteranno le loro eccellenze ai numerosi buyer coreani. www.borgo-italia.com www.bimbo.net

c’è stato un vero e proprio boom di russi, cinesi e giapponesi, i quali dispongono di una sostanziale disponibilità economica, gli americani invece rimangono degli habitué, di Giacomo Manneschi ma non mancano pure gli italiani. Naturalmente si tratta di persone che vanno alla ricerca del pezzo originale e spesso accade che facciano richieste specifiche, di conseguenza lavoro sotto commissione. Ai mie clienti offro anche il servizio di restauro mobili e cornici coadiuvato alla riparazione dei paralumi delle lampade». La Fiera rimane un nodo importante da affrontare, cosa ne pensa a riguardo? «La Fiera rimane l’indotto principale per noi addetti ai lavori, perché non vi è vetrina più importante di essa. Molti si lamentano del calo di presenze e di scarsa qualità degli espositori, ma quest’ultimi si sono dovuti ridimensionare in base alla richiesta economica e i pezzi di modernariato sono quelli più in voga. Inoltre la presentazione obbligatoria del Durc (Documento Unico di Regolarità Contributiva) ha creato una vera e propria fuga di espositori».

NEWS

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CinemìCinemà 2014: una settimana di cinema, divertimento e internazionalità di Elena Aiello

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inemìCinemà, un festival del cinema aperto a tutte le scuole italiane, è una kermesse divertente e formativa dove l’allegria e la gioia sono l’unico fil rouge della manifestazione ed è anche un momento di incontro di culture, età ed esperienze diverse. CinemìCinemà Movie School Festival è un’idea diventata realtà attraverso sacrifici e un’inarrestabile volontà: di offrire a tutti gli studenti, dalle scuole elementari all’università, un luogo di incontro e uno spazio dove mettere alla prova le loro capacità come attori, registi, truccatori o montatori e, al tempo stesso, incontrarsi e incontrare alcuni dei ragazzi stranieri ospiti in Italia grazie a Intercultura. Alla quinta edizione il carattere internazionale della manifestazione è sempre più forte; a novembre avete letto su queste pagine del nostro viaggio in India insieme all’Isis Buonarroti-Fossombroni, ma i progetti esterofili dell’associazione non si fermano qui. In occasione del Movie School Festival 2014, che si svolgerà dal 29 marzo al 2 aprile al Teatro Virginian, Arezzo ospiterà una delegazione della scuola indiana “Study Hall” di Lucknow, 23 studenti e tre insegnati dell’istituto “K.A. Ekeren” di Anversa (Belgio) e 10 studenti stranieri ospitati in Italia tramite Intercultura. La “Study Hall” di Lucknow, conosciuta grazie al Progetto Bollywood - A Passage to India, per il secondo anno consecutivo parteciperà al festival e, in questa occasione, assisterà alla prima dei documentari e dei video che abbiamo girato durante il nostro soggiorno in India. La scuola di Anversa, invece, viene ad Arezzo grazie il progetto Comenius “La Grande Bouffe” di cui il festival è l’evento finale, con tanto di gran galà la sera del 1° aprile. Le note caratteristiche di questa manifestazione sono, da sempre, il carattere internazionale, il concorso per i migliori video suddivisi per categorie e i laboratori di doppiaggio, regia e creatività teatrale. Questi seminari, a cui si aggiunge il primo contest di “Trivial Pursuit” in inglese della provincia, si svolgono il 29 e il 30 marzo presso l’Isis Buonarroti-Fossombroni. Il pubblico dell’edizione 2013 di CinemìCinemà Storicamente riservati solo alle scuole finaliste, vista la risposta positiva e l’entusiasmo dei partecipanti delle scorse edizioni, da quest’anno i laboratori sono aperti anche alle scuole della provincia di Arezzo, al costo simbolico di 5 euro a studente. Le sorprese per questo 2014 non si fermano qui: con ormai tre scambi internazionali all’attivo (Inghilterra, Belgio, India) CinemìCinemà ha deciso di aprire tre tipi diversi di soggiorno studio in Inghiltera e negli Stati Uniti, per imparare l’inglese divertendosi! Per maggiori informazioni potete visitare il sito www.cine-

micinema.it

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Ciao Stefano

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tefano Bertocci non è più con noi. Il gruppo Monnalisa, il consorzio Bimbo Italia, Italy Glam Export, la rete Borgo Italia ricordano l’amico, l’imprenditore, il grande uomo Stefano.

«Sono senza parole… Stefano con la sua simpatia, energia e gioia di vivere mi è stato di esempio e di stimolo, ricorderò sempre i viaggi insieme a Shanghai e Pechino. Non riesco a pensare che non ci sia più» Fausto, imprenditore di Pistoia «Non ci sono parole per esprimere il dolore della perdita di “un raggio di sole”. Un uomo disponibile, allegro, generoso, e soprattutto buono. Oggi è una giornata veramente molto triste. Come si può pensare di perdere una persona così? L’ho visto a Pitti poche settimane fa e ho avuto solo il tempo per dirgli che sembrava sempre un ragazzino. “Qual è il tuo segreto”, gli ho chiesto? Ha sorriso. Me lo voglio ricordare così, sempre sorridente. Mi mancherà come esempio di bella persona» Sabrina, imprenditrice di Pistoia «Stefano per me è stato un punto di riferimento, un faro, l’entusiasmo per il lavoro, la capacità di minimizzare i conflitti, l’approccio positivo. Mi ha dedicato parte del suo

tempo allo scorso Pitti per parlarmi dei nuovi progetti e insegnarmi qualche trucco del mestiere: come aveva fatto a Pechino, una delle prime volte che mi recavo in Cina per lavoro, quando mi aveva condotto per mano nei vari department store per spiegarmi come valutare un buon posizionamento, chi contasse tra i marchi, come interloquire coi cinesi. Ho sempre tenuto conto dei suoi suggerimenti e ho cercato di farne tesoro. Mi mancherà il suo entusiasmo, la sua capacità di non stancarsi e non arrendersi, la sua forza, come mancherà a voi» Rosalba, Promos Milano «Stefano, quanti viaggi assieme! India, Iran, Russia, Cina sempre con l’entusiasmo e la curiosità di conoscere nuove opportunità, grazie per la tua energia e i tanti insegnamenti» Lucia, Bimbo Italia, Arezzo «A great friend! Will miss you always [Un grande amico! Mi mancherai sempre]» Dhiraj Mumbay (India) «One of the most important person I’ve ever met, my boss, my teacher, my close friend [Una delle persone più importanti che abbia mai incontrato, capo, maestro, amico stretto]» To Minh Nguyen Hanoi, Vietnam «Stefano, sei stato un ottimo collega, mi mancheranno le nostre

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chiacchierate alla macchinetta del caffè, ma sarai sempre nel mio cuore» Alessia, collega di lavoro, Arezzo «Oggi la vita senza te è molto più triste» Daniele, collega di lavoro, Arezzo «It is with great sadness to receive the news of late Stefano [È con grande tristezza che ricevo la notizia dello scomparso Stefano]». Hazel Koo, Sydney (Australia)

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Franco Li Causi, rock e vita di Lucio Massai

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rezzo è terra fertile per artisti e musicisti in genere che, di passaggio in città, fanno poi dimora fissa o mantengono forti legami con il nostro territorio: e il siculo “Frankie” è uno di questi. Partito dalle parti di Palermo, dalla magnifica terra isolana siciliana approda dapprima a Firenze e poi ad Arezzo, vent’anni fa, seguendo i trasferimenti lavorativi della propria compagna egiziana, “Sì, Amore ti seguo” l’imprimatur. A Firenze suona nelle band locali e si nutre di musica, come con i Les Enfants Terribles, funky jazz e poi tanto rock per saziare le urgenti emozioni sensoriali. Ad Arezzo? «Mi feci conoscere in giro, in particolare con gli studi di registrazione, e il più importante della città era “Al Capone”. Qui conobbi Fabrizio Simoncioni, e con loro entrai anche nel giro delle orchestre che suonavano nelle balere… Liscio, anni SessantaSettanta, disco music, suonando quasi tutte le sere... Fino a che non è arrivato il computer a sostituire quasi il musicista. Ho smesso, avevo un motivo per farlo. Libero così di partire col progetto Negrita, era il 1992, da lì il primo album, il 1994, il resto è storia fino al 2011. E da “aretino” ora sto dando una mano

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alle prove e in studio ai Caramellow, giovane band di cui mi ha colpito l’energia musicale… Comunque da grande voglio fare il musicista, non il produttore». Bassista per vent’anni degli aretini Negrita, la migliore live band italiana. «La storia dei Negrita è la storia di venti anni della mia vita. Un sogno che si è avverato, quelle cose che sogni da bambino, e sono arrivato a suonare sui più bei palchi d’Italia, se non è un miracolo poco ci manca. Migliore live band? Eh, ci credo… Creatività e onestà l’ingrediente segreto, con se stessi e poi con gli altri, con la gente, con i fan, un obiettivo primario per il gruppo ed è stato bello condividerlo insieme». Parlando di onestà musicale, ci hai fatto ricordare Dave Grohl. «Sì, giusto, che si ferma a suonare dove gli pare e con chi gli pare, e solo per amore di suonare, di fare musica. Altro che rockstar. E dire che con Dave e Nirvana, Foo Fighters e Queens of The Stone Age si parla della storia del rock! Credibile come uomo e come musicista. Fare musica e non fare la star, una posa, un atteggiamento… La musica è comunicazione, arte». Sei stato scelto da Piero Pelù come bassista dei Bandidos, per il suo progetto solista. «Rock Identikit è il titolo del mini-tour che faremo insieme a Piero in aprile, tenetevi pronti ragazzacci perché io con i Bandidos – Giacomo Castellano alla chitarra, Luca Martelli alla batteria e Sago Sagona alle tastiere – non faremo sconti! Eccovi le date: il 5 Atlantico Live a Roma, il 12 Gran Teatro Geox a Padova, 16 aprile Alcatraz a Milano e il 18 Obihall a Firenze. Avremo un ospite eccezionale come Manuel Agnelli degli Afterhours sul palco e il grande Ringo di Virgin Radio a martellarvi di sanissimo rock con il suo dj set». Certo che Pelù di bassisti se ne intende, il grande Maroccolo ti dice niente? «Vi ringrazio per il complimento se intendevate farmelo, facendo le prove per il tour abbiamo rifatto alcuni pezzi dei Litfiba e… mi sono venute le lacrime agli occhi. Eh sì, la musica fa questo e altro. Piero lo conosco fin dai primi tempi dei Negrita perché avevamo la stessa agenzia… Si è sempre espresso favorevolmente nei miei confronti su come suono e come mi muovo sul palco, mi ha chiamato e ora stiamo provando i pezzi per i live. Non potevo dire di no alla leggenda-icona della musica rock italiana. Una gratificazione per il lavoro svolto in tutti questi anni». arezzonroll@gmail.com

DOVE TROVARE (GRATIS!) “IL SETTIMANALE”

Edicola “Kennedy” (via Kennedy 1) Edicola dell’Ospedale (via Nenni) “Tiramolla” (via Romana 98/A) Edicola “ Fagioli” (Belvedere) Edicola “Panci” (piazza Saione) Edicola “Campo di Marte” (via Vittorio Veneto) Libreria “Edison” (piazza Risorgimento 31) Edicola “Scartoni” (p.zza San Jacopo) Libreria “Mondadori” (Corso Italia) Libreria Universitaria “Leggere” (via Cittadini)

InformaGiovani (piazza Sant’Agostino) Edicola “San Michele“ (piazza San Michele) “La Feltrinelli Point” (via Cavour 13) Edicola “Amidelli” (via Porta Buia) Edicola “Scartoni” (piazza San Giusto) Edicola “Bidini” (via Redi) Edicola “Rossi” (via Pacioli)

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Open Day 2014: Siena si apre a

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iamo a febbraio, mese di appelli per molti universitari, un mese in cui si studia e si scelgono gli esami da sostenere. Un mese in cui anche i futuri studenti universitari di Arezzo hanno la possibilità di vedere da vicino come funziona, per capire se un giorno in un futuro abbastanza vicino si troveranno anche loro a scegliere quali prove sostenere. Prima degli esami c’è ovviamente una scelta ben più importante da compiere, cioè quella che riguar-

«Investire

da il proprio futuro formativo: fare o non fare l’università. Per tutti coloro che sceglieranno la prima opzione – ci auguriamo la maggioranza – si apre un ventaglio di possibilità davvero vasto. Decidere cosa studiare e soprattutto dove studiarlo, quale laurea triennale, quale ateneo, affrontare l’università da pendolare o fuori sede, scegliere la più vicina, farsi guidare dalla possibilità di borse di studio o di esperienze all’estero. Le considerazioni e gli spunti possono essere davvero numerosi, così come lo sono i fattori che entrano in gioco, per molti studenti delle superiori nell’anno della maturità, nel tentativo di comprendere o almeno di rispondere alla fatidica domanda “cosa farò da grande?”. Per facilitare una risposta a questa o a tante altre domande sul mondo dell’università, il 19 e 20 febbraio torna la nuova edizione dell’evento “Università Aperta” ovvero l’Open Day dell’ateneo senese, due giorni in cui gli studenti delle scuole superiori potranno informarsi sui corsi di laurea, i servizi e tutto ciò che offre l’Università di Siena. All’evento partecipa ovviamente anche il Dipartimento di Scienze della Formazione, Scienze Umane e della Comunicazione Interculturale di Arezzo con un calendario ricco di incontri che si terranno dalle 9.30 della mattina fino alle 16 del pomeriggio. Durante le due giornate saranno infatti presentati il

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di Luca Piervenanzi

l’Università di ai futuri studenti dipartimento aretino e i suoi corsi di laurea in Lingue per la Comunicazione Interculturale e d’Impresa, Scienze dell’Educazione e della Formazione e Studi Umanistici. Si parlerà anche dei possibili sbocchi professionali e delle varie opportunità e strumenti per vivere al meglio l’esperienza universitaria come borse di studio, accessibilità e mobilità internazionale (basti pensare al progetto Erasmus). Una particolare attenzione sarà rivolta al singolo studente e tutte quelle azioni che, soprattutto nei primi mesi di università, possono facilitare l’inserimento dei nuovi iscritti nel contesto accademico sostenendoli anche nell’organizzazione del proprio percorso di studi. Tra gli incontri in programma il 19 e 20 febbraio sarà quindi possibile partecipare anche a quelli che riguardano l’università in pratica: la ricerca, il metodo di studio, la biblioteca come risorsa e ancora studenti e docenti tutor incaricati di accompagnare e consigliare coloro che sono interessati a scegliere Arezzo come luogo per la propria formazione accademica. Per quanto riguarda l’attività di tutorato è stato pubblicato sul sito del dipartimento aretino il calendario dei colloqui individuali con i docenti universitari, disponibili a incontrare gli studenti delle scuole

superiori, insieme anche ai loro genitori. Il 19 e il 20 febbraio saranno inoltre organizzate visite guidate all’interno del campus del Pionta per mostrare agli studenti delle scuole superiori le strutture e gli spazi di cui è composto il dipartimento aretino dell’Università di Siena. Per ulteriori informazioni potete visitare il sito del dipartimento www.dsfuci.unisi.it oppure scrivere ai docenti delegati per l’orientamento e il tutorato: professoressa Francesca Bianchi, francesca.bianchi@unisi.it; professoressa Laura Occhini laura.occhini@unisi.it.

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in copertina

Chimera Lotta

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aglia un importante traguardo il Gruppo Sportivo Chimera Lotta. La storica società aretina di lotta greco-romana compie quest’anno 40 anni. Una tappa di grande valore per una realtà ben radicata nel nostro territorio, nata a opera di un gruppo di ex lottatori aretini che, nel 1974, dettero vita a una società che portasse avanti una tradizione sportiva, da sempre, positivamente recepita nella nostra città. E se l’ambiente della lotta, con il tempo, si è evoluto, il G.S. Chimera rimane tutt’oggi uno dei capisaldi sportivi aretini. «Siamo una società concreta e sana – specifica il presidente Piero Stopponi. – Siamo una delle realtà più longeve d’Arezzo, insieme alla Petrarca e all’U.S. Arezzo, e ne è passata di acqua sotto i ponti. Attualmente possiamo contare su 60 elementi tra agonisti e non, e i progetti di avviamento continua a pag. 14

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La società aretina festeggia il 40° compleanno con le vittorie conquistate alla Coppa Cisa e si prepara per i Campionati Italiani

Quarant’anni di Chimera Lotta [segue da pag. 13]

alla disciplina che curiamo in collaborazione con la scuola elementare “Pio Borri” ci permettono di diffondere la lotta anche tra i più piccoli. Da anni, infatti, la nostra attività si di Elettra concentra principalmente sul settore giovanile, un risultato Fiorini impensabile anche solo dieci anni fa». Il vivaio dei giovanissimi atleti della Chimera Lotta è infatti in costante crescita e, soltanto nel 2013, ha ottenuto successi di rilievo sul palcoscenico italiano. Basti pensare che lo scorso novembre, al Memorial “Sergio Stopponi”, ormai diventato una manifestazione di stampo internazionale, il G.S. Chimera ha partecipato con quattro atleti, aggiudicandosi tre medaglie d’oro, conquistate da Riccardo Glave, Alessandro Glave e Riccardo Paionni, e un bronzo, vinto da Carlo Storri. Per festeggiare al meglio questo quarantesimo compleanno, anche il 2014 si è aperto con il botto. Tre atleti della Chimera hanno infatti partecipato, a Faenza, alla Coppa Cisa, appuntamento annuale del calendario federale, ottenendo risultati sorprendenti. «La Coppa Cisa è stata un’importante tappa di avvicinamento ai prossimi impegni nazionali – spiega l’allenatore Roberto Stopponi. – Quest’anno hanno preso parte alla gara ben trenta realtà provenienti dall’Italia del Centro-Nord. I nostri atleti si sono nettamente distinti e nella classifica per società ci siamo classificati al 18° posto. Nello specifico Riccardo Glave, che ha gareggiato negli Under 14, nella categoria dei 44 kg, si è imposto sulla materassina senza troppe difficoltà conquistando il primo posto; nei 40 kg, Carlo Storri, al suo esordio in questa classe, si è classificato secondo; e Filippo Trombetta si è aggiudicato il settimo posto, nei 98 kg, tra gli Over 18, un ottimo risultato se si pensa che pratica la disciplina da un anno appena». Ma le sfide per il G.S. Chimera non finiscono qui. Questo è soltanto l’inizio di una stagione che, visti i frutti raccolti nel 2013, lascia ben sperare. «Ci stiamo preparando, con tre allenamenti la settimana, a un periodo molto intenso – illustra Roberto Stopponi. – Il prossimo 9 marzo saremo presenti a Modigliana per un torneo internazionale che ci servirà a testare la preparazione degli atleti in vista dei Campionati Italiani, in programma il 29 marzo a Ostia. Qui Riccardo Glave gareggerà sia nella lotta greco-romana sia nello stile libero che riesce bene a gestire pur non essendo la sua specialità». E se una società come la Chimera Lotta, giunta al suo quarantesimo anniversario attraverso un costante percorso di crescita, riesce a tenere viva nell’Aretino la passione per questa disciplina, soprattutto tra i giovani, non potrà che regalarci un 2014 di successi.

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Il podio di gennaio

La Sba festeggia con l’Under 15 Rosini

Tante vittorie per il Circolo Schermistico Aretino e per l’Alga EtruscAtletica

posto: Scuola Basket Arezzo - Under 15 Rosini Sabato 25 gennaio la Sba ha festeggiato il primo titolo del 2014 con l’Under 15 Rosini. La squadra aretina, allenata da coach Stefano Baggiani, ha imposto la propria superiorità vincendo 80-75 la scontro diretto con il Firenze2 e assicurandosi un meritato successo nel proprio campionato regionale. Ora l’Under 15 è attesa dalla fase finale che unirà le migliori otto squadre della Toscana per assegnare il titolo regionale. posto: Circolo Schermistico Aretino Camilla Rossi e Francesco Vannucci del Circolo Schermistico Aretino sono tra gli assoluti protagonisti della seconda prova interregionale Toscana-Liguria che si è svolta a Lucca il 18 e il 19 gennaio. Rossi si è aggiudicata la vittoria nel Fioretto e nella Spada nella categoria Allieve, con un doppio successo in finale sulla pisana Letizia Campani. Con questa prova, l’atleta aretina ha dimostrato di meritare pienamente la convocazione in Nazionale per i Giochi del Mediterraneo 2014. Altrettanto bravo è stato Vannucci che ha vinto la gara di Fioretto nella categoria Maschietti, realizzando un vero e proprio capolavoro nei quarti di finale con il successo sul campione italiano in carica Martini. posto: Alga EtruscAtletica Il nuovo anno inizia con il sorriso per l’Alga EtruscAtletica che domenica 26 gennaio ha colto quattro medaglie al Meeting Nazionale Giovanile Indoor di Ancona. I giovani atleti aretini hanno brillato soprattutto nelle staffette 4x200 dove hanno ottenuto un oro con la squadra Cadette formata da Marta Capaccioni, Sofia Lugugnani, Anna Rossi e Silvia Verdelli, e un doppio bronzo nei Cadetti (Federico Bruni, Filippo Bruschi, Matteo Caneschi e Filippo Russo) e nei Ragazzi (Federico Calaiò, Luka Dinushaj, Francesco Renzoni e Freiki Rodriguez). A impreziosire questo palmarès ha contribuito anche Chiara Salvagnoni con la vittoria nel lancio del peso Cadette. Marco Cavini

Under 15 Sba Rosini

Camilla Rossi, Circolo Schermistico Aretino

i ragazzi dell’AlgaEtrusca Atletica

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on un progetto concreto e virtuoso, la Petrarca Pallamano si sta creando un nome sempre più importante negli ambienti nazionali della disciplina. Un progetto fondato sull’incremento della qualità del settore giovanile, come possiamo capire dalle parole di Saadi Abderrahman, allenatore e direttore tecnico della Petrarca Pallamano: «Negli ultimi anni abbiamo puntato sul miglioramento della qualità del lavoro nel settore giovanile, lavorando sulla crescita tecnica della struttura, attraverso corsi

Un futuro da protagonisti

interni per allenatori e promozione della disciplina nelle scuole. Riteniamo ciò fondamentale per garantire un’ulteriore continuità al progetto». Lungimiranza e ambizione sono gli ingredienti fondamentali di un lavoro paziente sui giovani «sul quale stiamo puntando – aggiunge Abderrahman – per garantire una maggiore solidità economica alla nostra società, in modo da renderla in futuro un punto di riferimento a livello nazionale». Nel frattempo, attraverso passione e perseveranza, stanno arrivando sul campo degli ottimi risultati, con la Petrarca Pallamano presente nelle posizioni di vertice di ogni categoria giovanile: «L’importante è che i ragazzi si divertano giocando una bella pallamano, sfruttando i valori di questa disciplina per crescere sotto l’aspetto mentale e motorio. Sappiamo poi che, insistendo su questi principi, i risultati arrivano sempre, come stiamo vedendo. Siamo al vertice in tutte le classifiche, con delle squadre che stanno tra l’altro brillando particolarmente. Ciò è decisamente gratificante per il nostro lavoro».

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Perché il campo, si sa, è un giudice implacabile e in questo caso sta confermando quanto di buono contenuto nel progetto della Petrarca Pallamano, una società che sta volgendo il proprio sguardo oltre i confini nazionali, a conferma della propria, più che giustificata, ambizione. Sta infatti procedendo tuttora la collaborazione con la società francese del Saint Raphael Handball e – come sottolineato da Abderrahman – «la Petrarca Pallamano, con una selezione interna, si appresta a partecipare per la seconda volta, dal 20 al 27 giugno prossimi, al torneo di Dubai, nel quale gareggerà contro squadre di livello assoluto provenienti da Paesi come Francia, Danimarca e Norvegia, in un’esperienza sportiva unica dove la società aretina sarà l’unica a rappresentare l’Italia». Un motivo di orgoglio in più e un’ulteriore conferma che la Petrarca Pallamano ha tutte le carte in regola per garantirsi un futuro da protagonista. Omero Ortaggi


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Jacopo Bianchi: e che Nazionale U17 sia!

opo tanto lavoro e sforzo e una bella dose di sacrifici, è arrivata la prima convocazione in una selezione delle Nazionali FIR per Jacopo Bianchi. Il giovane rugbista aretino sarà l’unico rappresentante del nostro territorio in questa prestigiosa squadra e sarà anche l’unico nato nel 1998, mentre tutti gli altri avranno un anno in più. Abdi Alessio biamo intervistato il talentuoso sportivo, Segantini che adesso è un membro dell’Accademia federale di Prato. «Questa convocazione è uno dei classici raduni che si fanno tutti gli anni, ma prevede anche due partite: a Recco giocheremo contro i nostri coetanei dell’Accademia del Nord della Francia, mentre a Livorno affronteremo i pari età dell’Accademia del Sud. Prima di questa chiamata avevo svolto un raduno Under 17 a Tirrenia, ma da esterno, cioè ero uno dei sei ragazzi invitati a partecipare dalla Federazione». Questa la spiegazione tecnica di questa convocazione, che ha sorpreso un po’ il giovane talento: «Sinceramente non me l’aspettavo, anche perché la selezione è Under 17: tutti gli altri ragazzi hanno un anno più di me. Essere l’unico 1998 nel gruppo mi riempie di soddisfazione e ripaga tutti gli sforzi fatti». Bianchi poi parla di quello che si aspetta sia dal gioco che dall’esperienza che si appresta a vivere: «Già dall’altro raduno a cui partecipai mi sono reso conto che il livello del gioco è molto alto e soprattutto ci sono grandi impatti fisici, cose che sono difficili da vedere con i relativi club. Spero che questa convocazione – conclude Bianchi – non sia un punto d’arrivo, ma, semmai, di partenza; per arrivare, un giorno, a vestire la maglia della Nazionale maggiore italiana». Insomma, nel periodo in cui è appena iniziato il Sei Nazioni, che vede l’Italia impegnata con le altre potenze europee, è arrivata una gran bella soddisfazione per il rugby aretino, che ha trovato in Jacopo Bianchi un elemento di talento e dall’assoluto valore: la speranza, adesso, è che non rimanga l’unico rugbista emergente del nostro panorama.

Prestigiosa chiamata nelle selezioni giovanili per il rugbista aretino

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Arezzo, riparte la rincorsa alla Lega Pro

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iparte con un derby molto sentito il cammino dell’Arezzo, anzi, la rincorsa nei confronti della Pistoiese capolista e, soprattutto, verso il traguardo Lega Pro che da oramai quattro anni affolla i sogni dei tifosi amaranto. Arriva al “Città di Arezzo” il Sansepolcro, squadra avvezza alla categoria, impegnata a sua volta nella rincorsa di un traguardo importante, una salvezza non impossibile ma che non ammette passi falsi. Dopo la pausa quindi servirà partire con il piede giusto ma con tutte le cautele del caso, memori anche della gara di andata, l’ultima e unica sconfitta subita dai ragazzi di Mezzanotti in questa stagione. Rientrerà dalla squalifica Adnane Essoussi, chiamato a essere finalmente di nuovo decisivo, proprio nella gara a lui più cara e sentita, con la contemporanea indisponibilità di Walter Invernizzi, ai box per l’infortunio di Narni, grave al punto che gli amaranto stanno pensando di cautelarsi con il giovane Navarra. Insomma, nonostante il clima invernale da -6, il futuro, a oggi arancione, potrebbe pure diventare roseo. Nulla viene lasciato intentato, sperare non costa niente e fa bene al morale. Allora, crediamoci!

Andrea CARMINUCCI Lo scorso anno era considerato uno dei giovani più promettenti dell’intera categoria, arrivato in Toscana si è come bloccato anche se il suo adattamento alla realtà aretina continua. La vetrina del Torneo di Viareggio con la rappresentativa di Serie D, servirà a fargli ritrovare quella sicurezza che

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lo aveva fatto mettere in evidenza alla Sambenedettese e che sembrava aver smarrito in amaranto. Le doti ci sono, il futuro riparte dal mitico Trofeo Carnevale. Daniele QUADRINI Arrivato con l’alone di top player per la categoria, al momento non è riuscito a fare la differenza come era lecito aspettarsi, complice anche la lunga inattività unita, forse, al doversi adattare a una categoria nettamente differente da quelle nelle quali era abituato a giocare nel recente passato. Se riesce a cambiare passo, nessuno potrà più dubitare dei benefici che può portare in campo, però il tempo per dimostrarlo stringe. Alò! Walter Alexis INVERNIZZI Che sfortuna! Dopo un periodo negativo nel quale aveva giocato poco e convinto ancor meno, adesso veniva impiegato con continuità dal mister, anche a causa dell’eclissi e della successiva squalifica di bomber Essoussi. L’infortunio patito contro la Narnese non ci voleva e lo farà rientrare ai box per un bel po’. Immaginiamo il morale sotto i tacchi. Luca Stanganini


Kim&Liù, una grande festa per il Centro Taekwondo Arezzo

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Emozioni e medaglie per il debutto dei piccoli atleti aretini nell’importante gara regionale

l Centro Taekwondo Arezzo non poteva sognare un miglior debutto per i suoi giovani atleti. Domenica 26 gennaio la società aretina ha infatti esultato per cinque belle medaglie d’argento conquistate al “Kim & Liù”, la più importante gara giovanile di taekwondo organizzata in Toscana per bambini dai 5 agli 11 anni. L’evento, ospitato a Badia al Pino, ha visto la partecipazione di numerose società di tutta la regione, per un totale di 150 piccoli atleti che si confrontati nel combattimento: il Centro Taekwondo Arezzo era presente con otto bambini che, accompagnati dal maestro Andrea Rescigno, hanno potuto vivere la loro prima gara ufficiale. La naturale emozione e la mancanza d’esperienza non hanno impedito alla squadra aretina di mettersi in luce e di salire sul secondo gradino del podio per ben cinque volte, grazie alle ottime prove di Andrea Barbagli, Allegra Ginestroni, Lorenzo Leonessi, Elisa Lucci e Daniel Sakajanann. Questo bottino poteva essere ancora più ricco perché gli atleti del Centro Taekwondo Arezzo avrebbero meritato almeno due ori, un traguardo sfumato solo per un pizzico di inesperienza e per qualche dubbia decisione arbitrale. Nella squadra aretina che ha combattuto al “Kim & Liù” erano presenti anche Federico Agostinelli, Francesco Beoni ed Edoardo Mori. «Abbiamo vissuto emozioni fortissime – afferma Rescigno. – Eravamo la società più giovane e tutti i nostri atleti gareggiavano per la prima volta in assoluto, ma questo non ci ha impedito di conquistare cinque medaglie con appena otto bambini in gara. Al di là dei bei risultati sono particolarmente entusiasta per l’importante occasione di crescita e confronto che abbiamo potuto vivere e, soprattutto, per l’eccezionale spirito di squadra che abbiamo mostrato, con i miei atleti che si sono sempre sostenuti reciprocamente e che hanno festeggiato insieme dopo ogni incontro». Marco Cavini

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presso

centro sport chimera

Un innovativo corso per imparare a gestire una scuola nuoto

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Un innovativo corso per coordinatori di scuola nuoto. A promuoverlo è la Società Nazionale di Salvamento, una onlus attiva ad Arezzo all’interno del Centro Sport Chimera impegnata nella formazione dei tecnici e degli istruttori di nuoto. Il corso, tenuto da Marco Magara della Chimera Nuoto, ha riunito una decina di istruttori di tutta la provincia e porta alla scoperta di uno dei ruoli più impegnativi all’interno di una società e di una scuola nuoto: il coordinatore. Le lezioni, in programma fino alla prossima estate, partiranno da argomenti estranei al nuoto inserendosi nella sfera delle relazioni e della personalità di ogni singolo iscritto. Il coordinatore non è soltanto un insegnante, ma è il fulcro del funzionamento di una scuola nuoto trovandosi a gestire i rapporti con i tecnici, gli allievi, i genitori, la segreteria e tutta un’altra serie di figure legate alla società. Il coordinatore è il riferimento dell’intera scuola nuoto e deve dunque partire da un intenso lavoro su se stesso per imparare a gestire tutte queste relazioni e interfacciarsi con l’esterno. La sensibilità maturata con il tempo deve porre questa figura in un ruolo di osservatore e di ascolto per cogliere i bisogni e le esigenze delle varie componenti della società e strutturare soluzioni in grado di renderla quanto più efficace ed efficiente. «Tale approccio – spiega Magara – è alla base di questo corso. Non esiste un programma strutturato ma tutte le lezioni nascono dagli spunti e dalle richieste emerse dai partecipanti, con un confronto costruttivo in cui, insieme, cerchiamo le soluzioni migliori». Dopo la parte teorica, il corso andrà sul concreto concentrandosi sulla gestione di una società e sulle metodologie di insegnamento. In questa fase il riferimento saranno i testi di Raymond Catteau, il più grande studioso di pedagogia natatoria e ideatore dell’omonimo “Metodo Catteau”. Questo metodo trova il proprio perno in una didattica di tipo attivo fondata sulla scoperta guidata: l’insegnamento del nuoto non avviene sulle spiegazioni ma sugli obiettivi e sulle azioni a essi collegati, con l’allievo che sperimenterà e conoscerà il proprio corpo per trovare il movimento migliore per raggiungere un determinato scopo. «La Chimera Nuoto – chiude Magara – ha già adottato questo approccio: si tratta di un metodo attivo e funzionale che cercheremo di diffondere nella formazione e nell’insegnamento del nuoto».

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AREZZO

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Aurora Ridens XI stagione: si riparte Al via la seconda parte del laboratorio comico

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opo le prime quattro date di novembre e dicembre e passati i bagordi delle festività natalizie, tornano le serate di Aurora Ridens, il laboratorio teatrale, rigorosamente ospitato nella cornice del Circolo Culturale Aurora di piazza Sant’Agostino, in cui i comici possono provare nuovi sketch di fronte un vero pubblico. Il duo Noidellescarpediverse – ovvero Samuele Boncompagni e Riccardo Valeriani – ci parla di questo e di altri appuntamenti teatrali in programma. Quali sono gli eventi in programma? «Si tratta di quattro date, rendez-vous bisettimanali che si terranno, come al solito, il mercoledì sera alle 21.30; rispettivamente: il 19 febbraio, il 5 e il 19 marzo, il 2 aprile. La novità di questa stagione è che sono previsti degli omaggi ai grandi comici, i “cattivi” maestri della stand-up comedy statunitense, come George Carlin o Bill Hicks. Infine, alcuni autori verranno a proporre loro pezzi originali, recitati in collaborazione coi comici del cast fisso Noidellescarpediverse e Alan & Lenny». Ma Aurora Ridens non sarà l’unica manifestazione da voi seguita nei prossimi mesi. «No, infatti. Parallelamente, a Roma, continua il gemellaggio con il progetto Makkekomiko, che copre ben quaranta date nell’arco della stagione e contribuisce alle selezioni per il concorso nazionale Sos Cabaret. A proposito, al più presto torneranno su questi palchi anche i giovani comici del concorso: rimanete sintonizzati e ne vedrete – e sentirete – delle belle». Eventi speciali tenuti in serbo per il pubblico aretino? «Una grande serata, sabato 1 marzo: dalla Sardegna con furore torna ad Arezzo Federico Melis, recente vincitore di Sos Cabaret con il suo “Giro d’Italia” attraverso i dialetti, per registrare dal vivo il video del proprio spettacolo come premio del concorso. Una ghiotta occasione per il sassarese ma anche per il pubblico che già lo conosce e per quello che ancora non ha avuto l’occasione di ridere con le sue esilaranti battute». auroraridens.blogspot.com Enrico Badii enrico.badii@gmail.com

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Tuscan art on tour Dopo il successo dello scorso anno, Angini e Polvani tornano a esporre in America

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oscana e Stati Uniti si incontrano ancora una volta nel segno dell’arte, grazie a Tuscan Art On Tour. Dopo gli ottimi riscontri dello scorso anno, un gruppo di pittori toscani attraversa nuovamente l’oceano sotto l’egida della Bottega Art Gallery di Castellina in Chianti di Marco (Si), da anni impegnata nella valorizzazione in tutto il mondo degli artisti contemporanei che Botti operano nella nostra regione. Prima meta prescelta sarà la prestigiosa bottega di antiquariato Barley Twist di Hinsdale nell’Illinois (8 e 9 febbraio), per proseguire in Florida a Naples (dal 12 al 20 febbraio) e Knight Island (dal 21 al 26 febbraio). Durante Tuscan Art On Tour saranno in mostra oltre 100 opere di 13 autori differenti per stile, tecnica e modus operandi ma uniti da un filo conduttore comune: la pittura paesaggistica. L’elenco completo include Vittorio Angini, Fabrizio Bambagioni, Ilario Fratini, Amissao Lima, Pasquale Marzelli, Aldo Mazzi, Paolo Pesce, Dario Polvani, Francesca Pratellesi, Giorgio Sangiorgi, Agostino Veroni, Massimo Vinattieri e Carlo Vitali. Vittorio Angini e Dario Polvani, assieme a Pasquale Marzelli, rappresentano la componente aretina scelta dagli organizzatori. Nella pittura di Angini, carica di spiritualità, ricerca e osservazione, di primo acchito può sembrare che le figure viaggino verso l’astrazione, ma in verità non si disperdono mai del tutto. L’artista trasfigura ciò che osserva, va oltre le umane percezioni, penetra la realtà, come gli suggerisce anche il pensiero di Cézanne, da sempre sua fonte di ispirazione. Negli ultimi anni l’aretino – dal 2007 nel gruppo pittorico di José Van Roy Dalì, figlio del grande pittore surrealista Salvador Dalì – ha amplificato la resa materica delle sue tele e inserito una gamma coloristica dai ritmi caldi e vibranti. Recente è la pubblicazione della sua monografia, edita da Giorgio Mondadori e curata dal noto critico Giovanni Faccenda. Equilibrio e intima delicatezza sono invece i tratti distintivi dell’arte di Dario Polvani. Il suo stile figurativo si caratterizza per un uso personalizzato del colore e la presenza di una velatura – già definita “nebbia polvaniana” – utile a ottenere particolari effetti luministici e trasmettere un senso di onirico dissolvimento. I paesaggi o gli scorci cittadini, popolati da figure umane ed elementi sorprendenti che sfiorano la metafisica, evocano con nostalgia il passato, stimolano la fantasia e introducono lo spettatore alle particolari visioni pittoriche dell’artista. In Dario Polvani

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r 2014 altri casi a emergere sono le influenze che hanno contrassegnato la carriera dell’autore aretino, dal periodo “populista” di Ottone Rosai al realismo lirico di Franco Villoresi. Amici di lunga data, Angini e Polvani si accingono a intraprendere assieme una nuova avventura oltreoceano che si preannuncia già foriera di soddisfazioni. www.tuscanartontour.com

Vittorio Angini

Interno domestico

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Boîte e Galleria 33 raccontano il rapporto tra arte e case private

lla Galleria 33 di Tiziana Tommei, mentre si ammirano le opere di Massimiliano Luchetti, in mostra con Ombre fino al 16 febbraio, sabato 8 febbraio alle 17 si potrà assistere alla presentazione di Interno Domestico. Mostre in appartamento 1972 - 2013, edito da Fortino Editions. La galleria d’arte di via Garibaldi 33, che ospita anche eventi letterari, lo fa questa volta con un libro che parla del rapporto, anche curioso ma su cui raramente ci fermiamo a riflettere, tra le opere d’arte e le case private che le custodiscono o le hanno custodite nel corso dei secoli. Il volume, che contiene contributi di esperti d’arte e artisti – Viviana Checchia, Ermanno Cristini, Lia Lucchetti solo per citarne alcuni – è un progetto realizzato da Boîte che, nata nel 2009 come scatola d’arte, di studi e di altri pensieri, realizza periodici il cui contenuto spazia tra la storia dell’arte e la letteratura nello scontro/incontro fra diverse generazioni. All’evento saranno presenti le autrici e curatrici del volume Federica Boràgina e Giulia Brivio, nonché ideatrici di Boîte. www.galleria33.it Valentina Paggini

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Secondo Piero Giunchi la carta ha a

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Gli aretini e i

ome si è modificato negli anni l’approccio degli aretini alla lettura? Si legge ancora il buon vecchio libro stampato? Quesiti su cui si potrebbe facilmente intavolare una discussione tirando in ballo dati statistici e teorie sociologiche discordanti, per arrivare alla conclusione che nonostante gli allarmismi e la “concorrenza 2.0”, il libro nella sua versione nativa, cartacea, non cessa di esistere e le librerie date per spacciate da tempo sfidano le nuove frontiere tecnologiche. Almeno per ora. È diminuito il tempo che tutti noi dedichiamo a sfogliare le pagine dei classici o scoprire nuovi autori che ci regalino un’emozione in più, ma nonostante la vita frenetica la lampadina del comodino la sera rimane spesso accesa. La lettura ha il potere di regalare qualcosa che oggigiorno è sempre più raro: un’esperienza diretta a un buon prezzo. A provare che ancora l’obsolescenza della carta è lontana, nella nostra città le librerie non solo sopravvivono, ma si ampliano, regalandosi anche una nuova veste, come la nota bancarella AlterLibro di fronte alla Stazione, che negli anni ha avuto il pregio di raccogliere i primi minuti di spaesamento dei turisti e riparare dalle intemperie chi attendeva treni e autobus in ritardo. Piero Giunchi, il proprietario, ci ha dato il suo personale punto di vista sul rapporto tra gli aretini e 24

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i libri. «I forti lettori sono persone di mezza età e oltre, ma anche i giovani qui entrano e comprano, sfatiamo il mito che leggono poco o solo su e-book. Ancora non c’è il crollo dei lettori cartacei tanto temuto, bisogna però essere realisti, perché non sappiamo come reagiranno le nuove generazioni nate e cresciute con le nuove tecnologie, i cosiddetti “nativi digitali”. Posso dire che ultimamente però sono aumentate le vendite dei libri per bambini e ragazzi: questo fa ben sperare». Il settore librario aretino a un primo sguardo non sembra soffrire particolarmente, nuove e grandi librerie troneggiano nel centro con vetrine stracolme di nuove uscite. «Ad Arezzo – continua Giunchi – le librerie resistono, ma quelle indipendenti faticano a gestire la

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ancora il suo fascino

libri concorrenza con le grandi catene. Come in tutti i settori, questo fenomeno rischia di condurre a una massificazione della lettura e un’omologazione dei gusti. Noi in questi 25 anni abbiamo raccolto i volumi usciti dal circuito, perché poco venduti o perché vecchie edizioni, offrendo una nuova possibilità al libro che rivive e diventa più accessibile. Per questo ci teniamo a mantenere il più possibile l’atmosfera della bancarella, dello spazio aperto sulla strada. Siamo la porta d’accesso alla città – conclude il libraio – e con la nuova veste, che ricorda i banchi presenti nei grandi capoluoghi europei, rivalutiamo pure la zona». Cecilia Falchi Elio Carnevali vince Chimera Arte Arezzo

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Nella giornata finale presente anche il grande Silvano Campeggi

i è chiuso domenica scorsa il V concorso nazionale di pittura Chimera Arte Arezzo, tenutosi presso Arezzo Fiere e Congressi di via Spallanzani in concomitanza con Abit.Ar. La giornata finale è quella che ha fatto registrare il maggior numero di visitatori nel Padiglione 5 che ospitava 113 artisti in gara, autori fuori concorso e trenta stand con personali di pittori e gallerie d’arte. Il mantovano Elio Carnevali è il vincitore della quinta edizione con l’opera dal titolo La ragazza con il cagnolino. Secondi a pari merito sono arrivati il bresciano Tiziano Calcari e la veronese Marina Basaglia; al terzo posto si è piazzato il fiorentino Paolo Fedeli. Quarti, ex aequo, Bruno Becattini, Irma Corsini, Elisa Sestini e Francesca Gaisina. Alla presenza dei giurati, del sindaco di Arezzo, Giuseppe Fanfani, e di quello di Monte San Savino, Margherita Scarpellini, sono stati consegnati anche i premi speciali agli artisti Cristina Ceccherini, Giampietro Cavedon e Ivano Montagnani. Ospite gradito dell’edizione è stato l’artista novantaduenne Silvano Campeggi, famoso in tutto il mondo per la realizzazione dei manifesti cinematografici più famosi della storia di Hollywood. www.chimeraartearezzo.it Sara Gnassi

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Il regolamento

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l regolamento condominiale rappresenta l’atto contenente le regole che disciplinano la vita interna dei condomini. Tale istituto giuridico è disciplinato dall’art. 1138 del Codice Civile, articolo che ha subito modifiche a seguito della riforma del “Condominio negli edifici”, avvenuta ai sensi della Legge n. 220 dell’11.12.12. Che cosa rappresenta il regolamento? Il regolamento costituisce lo statuto dei condomini che ne disciplina la legge interna, in riferimento a: • uso delle cose comuni • ripartizione delle spese • diritti e gli obblighi di ciascun condomino sulle cose comuni • modi di tutela del decoro dell’edificio • amministrazione Quando si deve redigere il regolamento? Il Condominio è obbligato a redigere il regolamento quando vi siano più di dieci condomini, intesi ovviamente, così come nelle assemblee condominiali, come dieci proprietà individuali e non già come singole persone. Ciascun condomino può prendere l’iniziativa per la formazione del regolamento di condominio o per la revisione di quello esistente. La mancanza di regolamento non comporta alcuna sanzione per i condomini, i cui rapporti, in tale

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ipotesi, saranno regolati dalle norme che disciplinano l’uso delle cose comuni. Per i Condomini con un numero di partecipanti pari o inferiori a dieci il regolamento non è necessario, ma i condomini possono comunque decidere di redigerlo, previa approvazione assembleare.

a cura dell’avv. Giacomo Chiuchini

Tipi di regolamento Ci possono essere due tipi di regolamento condominiale: 1) di natura assembleare, se approvato dalla maggioranza qualificata dell’assemblea dei condomini di cui all’art. 1136, comma 2 C.C. (un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti alla riunione e almeno la metà del valore dell’edificio), sia nel caso di formazione sia nel caso di revisione. L’assemblea, però, non può approvare un regolamento che contrasti con alcune norme del Codice Civile, e precisamente quelle che: stabiliscono il divieto per ciascun condomino di rinunciare ai diritti sulle cose comuni • stabiliscono l’indivisibilità delle parti comuni • regolano le innovazioni • regolano la nomina e la revoca dell’amministratore • individuano gli obblighi e le attribuzioni dell’amministratore • regolano i casi di dissenso dei condomini rispetto alle liti giudiziarie • disciplinano la costituzione dell’assemblea e le deliberazioni • regolano l’impugnazione delle delibere assembleari.

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o condominiale 2) di natura contrattuale, se predisposto dall’originario proprietario-costruttore del Condominio. Viene solitamente accettato, facendo parte integrante dei rogiti notarili di compravendita, dai condomini acquirenti delle singole unità immobiliari, deve necessariamente risultare da atto scritto ed essere allegato ai contratti di acquisto dei singoli appartamenti. Non può essere modificato se non con l’accordo di tutti i condomini. Laddove vi sia il consenso unanime è pertanto consentito, a mezzo di regolamento contrattuale, limitare i diritti dei condomini sulle rispettive proprietà individuali o sulle parti comuni, ampliare i poteri di uno o più condomini e determinare la contribuzione alle spese comuni in maniera difforme rispetto a quella stabilita dalla legge. Impugnazioni L’impugnazione del regolamento di condominio si propone, ai sensi dell’art. 1107 C.C., nelle stesse modalità e termini di qualsiasi altra deliberazione assembleare. Il condomino dissenziente o non presente alla riunione assembleare potrà quindi impugnare davanti all’autorità giudiziaria il regolamento entro 30 giorni dalla data della deliberazione, se dissenziente, o dalla data della sua comunicazione, se assente. Da ultimo si ricorda che la riforma del condominio ha sancito il divieto di inserire nel regolamento clausole che possano impedire di possedere o detenere animali domestici. Pertanto, anche in questo caso sarà possibile adire le vie giudiziarie per chiedere l’annullamento di tale clausola illegittima. Avv. Giacomo Chiuchini [Avvocato del Foro di Arezzo] Per porre domande inerenti all’inserto scrivete all’indirizzo di posta elettronica giacomochiuchini@gmail.com

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alla brioche al caffè, Toscana Gel serve una colazione completa. L’azienda aretina, pur essendo nata solo nell’ottobre 2012, si è già specializzata nel trasporto di surgelati in tutta la regione, registrando un continuo incremento dei fatturati e, prima ancora, dei prodotti commercializzati. L’ultimo articolo inserito nel listino della Toscana Gel è proprio il caffè, ottenuto in virtù di un importante accordo con uno dei maggiori produttori di espresso di tutta Italia: la Torrefazione Portioli. La professionalità e i positivi risultati ottenuti negli ultimi mesi hanno infatti convinto la prestigiosa azienda milanese a rivolgersi alla Toscana Gel fornendogli la concessione della distribuzione del caffè Portioli su Arezzo, Pistoia e Prato. «Siamo orgogliosi di aver ricevuto la fiducia di una delle più importanti torrefazioni d’Italia – affermano Giustino e Claudio Rega della Toscana Gel. – Si tratta di un marchio prestigioso e molto diffuso nella ristorazione e nella caffetteria, dunque la distribuzione dei loro prodotti rappresenta un bel salto di qualità per l’offerta della nostra azienda».

L’azienda aretina festeggia un importante accordo con la Torrefazione Portioli

Brioche e caffè: la colazione completa firmata Toscana Gel La Toscana Gel si è rapidamente imposta sul mercato con un servizio puntuale e professionale rivolto a ristoranti, alberghi, bar, pasticcerie e panetterie. Il catalogo di prodotti surgelati della Toscana Gel è infatti completo e variegato, e comprende dolci di ogni tipologia, snack, pizze e altri salati, pani e schiacciate, e, soprattutto, croissant e brioche per la prima colazione. «I prodotti più richiesti – continuano i fratelli Rega – sono proprio quelli per la prima colazione. Bar, ristoranti e alberghi si rivolgono a noi perché possiamo garantire articoli di altissima qualità e ben conservabili, una formula che permette loro di utilizzare solo quanto richiesto dai clienti evitando gli sprechi legati alla mancata consumazione. In questo senso l’accordo con la Torrefazione Portioli completa la nostra offerta permettendoci di assicurare agli esercenti un unico distributore di fiducia per tutti i prodotti di cui hanno bisogno». La fiducia del mercato ha permesso alla Toscana Gel di crescere e di aumentare nell’ultimo anno il proprio fatturato del 60%, andando in controtendenza rispetto all’attuale situazione economica. I protagonisti di questa crescita, oltre ai Rega, sono Gerardo Colicchio, Rodolfo Franchi e Alessandro Lodovisi, un team che, con passione e competenza, ha permesso alla Toscana Gel di entrare nei bar e nei ristoranti dell’intero territorio regionale. Marco Cavini 28

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l carnevale è alle porte e nella nostra bella città ovunque si vedono cartelli che ci propongono le nostre tradizionali frittelle: le brighelle! Alzi la mano chi non si è mai fatto tentare da queste golosità. Tutti noi, dai più grandi ai più piccini, non sappiamo resistere, e siccome prepararle a casa è veramente molto semplice, oggi vi diamo la ricetta per ottenerne di squisite.

brighelle

Le frittelle • 1 decilitro di acqua • 1 decilitro di latte • 150 grammi di farina 00 • 50 grammi di burro • 50 grammi di zucchero (più altro zucchero per passarcele dopo cotte) • 3 uova • 1 pizzico di sale • olio di semi di arachide per friggere, ne occorrerà circa un litro e mezzo Procedimento In una pentolina mettete l’acqua, il latte, lo zucchero, il burro e il pizzico di sale. Portate a bollore e unite la farina tutta in una volta. Mescolate velocemente fino a quando il composto non si stacca dalle pareti della pentola. Spengete e fate intiepidire il composto. Unite un uovo alla volta senza incorporare il secondo sino a che il precedente non sarà perfettamente amalgamato. Mettete il composto a riposare al fresco per almeno un’ora. Riscaldate l’olio di semi in una pentolina alta e non molto grande. Se ne avete una di ferro sarebbe l’ideale, io uso un’antiaderente molto leggero. Ponete la pasta in una sac à poche con una boc-

chetta larga e scannellata, in mancanza di questa friggete l’impasto a cucchiaiate. Fate una prova con un pezzettino di impasto per vedere quando la temperatura sarà giusta per friggere. Friggete a temperatura moderata, le vostre brighelle saranno pronte quando saranno gonfiate e dorate. Passatele su carta assorbente. La crema pasticcera • 3 tuorli d’uovo • 600 millilitri di latte intero fresco • un pezzetto di scorza di limone o di arancio • 3 cucchiai pieni di farina • 6 cucchiai di zucchero colmi • 1 pizzico di sale Procedimento In un tegame mettete i tuorli con lo zucchero, lavorateli per pochi minuti, unite il sale e la farina. Iniziate a diluire con il latte, accendete la fiamma. Unite tutto il latte mescolando, aggiungete la scorza di limone. Sempre mescolando portate a ebollizione, vedrete che la crema da leggermente schiumosa e liquida si addenserà e diverrà lucida. Non appena bolle spegnete il fuoco. Farcite le brighelle con la crema e passatele nello zucchero semolato.

7 febbraio 2014

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il sonetto

de la sede Pidì. Li dan del matto, perché l’ha regalato un de quîi doni che sembra un tópo misso ’n bocca a ’n gatto. E i gatti han sette vite… e un son minchioni! Dice: «Un se ne putìva fare a meno? Eppù, perché ’nvitallo al Nazzareno? Con tutta la fadìga per cacciàllo da senatore, s’è rimìsso ’n ballo. E lù, ch’era sticchìto e belle morto, doppo tre giorni… ècchelo risorto!»

chilometro zero

di Leonardo Zanelli

È passata un’altra settimana, ci siamo lasciati alle spalle i famigerati “giorni della merla” e come avrete notato, il freddo, quello vero, tarda a farsi vivo. In compenso le abbondantissime piogge che abbiamo visto per lunghi giorni hanno messo a dura prova le nostre campagne, per un concreto rischio idrogeologico che riguarda una buona parte del nostro territorio agricolo, collinare e montano. Per rimanere sui vecchi detti e sul fatto che ci ritroviamo bagnati e accaldati nei giorni della merla, non ci rimane che ricordarvi che se “Febbraio non ferra, Marzo spella”. di Fabio Buon freddo a tutti. Mugelli

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The wolf of Wall Street di Martin Scorsese ***

cinema

Molti crìticon Renzi perch’ha fatto l’acòrdo col defunto Birlusconi, compiendo quell’orribile misfatto in una de le stanze de’ bottoni

“Medea” di Euripide Domenica 9 febbraio alle ore 21 andrà in scena, al Teatro “Mecenate”, a cura dell’associazione culturale Scena Corsara e Politecnico Teatro, la Medea di Euripide, diretta da Giovanni Nardoni. Nel cast di attori il “nostro” Alessandro Marmorini. “L’amore quando è troppo violento / Non procura agli uomini / Né fama né virtù / Ma se Afrodite giunge con moderazione / È una grazia divina senza pari / O dea, non colpirmi mai / Con la freccia del desiderio / La freccia del tuo arco d’oro ( Che non lascia scampo… Mai!” (Dal coro della Medea di Euripide) di Lucio

l’evento

A VOLTE RITÓRNENO!

Massai

Sputato dal lunedì nero di Wall Street al suo primo giorno di lavoro, Jordan Belfort non si arrende a inseguire i sogni di ricchezza, lussuria e sballo assieme alla sua ciurma di broker truffaldini. Ennesimo ritratto di un personaggio bigger than life, vicino al Ray Liotta di Quei bravi ragazzi e alla filmografia del regista italoamericano in generale, sorretta dalla recitazione in odore di Oscar di Di Caprio, la pellicola s’intoppa nella seconda parte, allungandosi enormemente rispetto ai fini narrativi. Una storia vera che diventa metafora dell’avidità di una nazione, senza giudizi ma con tutto il fascino che il ritmo del montaggio gli può dare. Enrico Badii enrico.badii@gmail.com

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