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ANNO IV NUMERO 137 • VENERDÌ 1° MARZO 2013 • COPIA GRATUITA IN COPERTINA: SCATTO ED ELABORAZIONE GRAFICA DI ANDREA BARDELLI

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IN QUESTO NUMERO VITA DELLA CITTÀ 3 Sei aretini in Parlamento 5 Anche in città l’onda 5 Stelle ha portato due aretini a Montecitorio 7 La politica dei giovani, tra Roma e Arezzo 27 Arezzo, terra di vino di qualità 28 Fedj, donna nigeriana in cerca di riscatto 31 Oxfam lancia ad Arezzo l’iniziativa “Scopri il Marchio” AREZZO’N’ROLL 8 Randello, Le Meduse e altre storie FACOLTÀ… DI PAROLA 10 Università: il futuro e la formazione del Paese ai margini della campagna elettorale AREZZO SPORT 13 Il BSC AREZZO riparte dalle basi 15 Tirreno-Adriatico: il mondo delle due ruote fa

tappa a Indicatore 17 500 rugbysti: dove li faccio giocare? 18 Freemove porta ad Arezzo il “fitness 2.0” 19 Il meglio del tennis giovanile fa tappa ad Arezzo 20 Dai 18 ai 100 anni, non è mai troppo tardi per imparare a nuotare CULTURA 21 Al Teatro Mecenate “parole e musica” per ricordare i Beatles 22 Capolavoro scomparso o nascosto dietro gli affreschi di Vasari? 23 Protagonisti del Novecento aretino: Alessandro Garofoli racconta la vita del primo podestà di Arezzo 24 La Scuola di Iconografia ci svela un’antica/nuova espressione artistica TRUCCO & PARRUCCO 26 Il mondo è bello perché è vario!

“IL SETTIMANALE DI AREZZO“ È UNA TESTATA EDITA DA EDIZIONI GIORGIO VASARI SRL ANNO IV NUMERO 137 – VENERDÌ 1° MARZO 2013 © EDIZIONI GIORGIO VASARI DIRETTORE RESPONSABILE: FRANCESCO CIABATTI, EMAIL FRANCESCOCIABATTI.EGV@ GMAIL.COM VICEDIRETTORE: MARCO BOTTI, EMAIL MARCO.BOTTI9@GMAIL.COM REDAZIONE: ELENA AIELLO, ENRICO BADII, ANDREA BARDELLI, GIACOMO BELLI, SERENA CAPPONI, FERNANDA CAPRILLI, MARCO CAVINI, GIACOMO CHIUCHINI, DORY D’ANZEO, JACOPO FABBRONI, CECILIA FALCHI, ELETTRA FIORINI, MICHELE GIUSEPPI, SARA GNASSI, ILARIA GRADASSI, VALERIA GUDINI, GIACOMO MANNESCHI, CHIARA MARCELLI, LUCIO MASSAI, DAVID MATTESINI, FABIO MUGELLI, OMERO ORTAGGI, VALENTINA PAGGINI, ROBERTO PARNETTI, LUCIANA PASTORELLI, IVANA MARIANNA PATTAVINA, LUCA PIERVENANZI, CHIARA SAVARINO, ALESSIO SEGANTINI, LUCA STANGANINI, VALENTINA TRAMUTOLA, LUCA TRIPPI. FOTO: ANDREA BARDELLI, ROBERTO PARNETTI AMMINISTRAZIONE: EDIZIONI GIORGIO VASARI SRL, VIA MANTEGNA 4, 52100 AREZZO (AR), TEL. 392/95.96.285, FAX 0575/16.57.738, EMAIL EDIZIONIVASARI@ARUBA.IT PUBBLICITÀ E MARKETING: PAOLA PRATO, 333/46.04.264, PAOLAPRATO.EGV@GMAIL.COM AUTORIZZAZIONE TRIBUNALE DI AREZZO 02/2010 DEL 10 FEBBRAIO 2010 ISCRIZIONE AL REGISTRO DEGLI OPERATORI DELLA COMUNICAZIONE AL N. 19155 STAMPA: LA ZECCA SRL, VIA UMBERTO TERRACINI 25/27, 52025 FRAZ. LEVANE, BUCINE (AR), TEL. 055/91.80.101, FAX 055/91.80.412, EMAIL INFO@TIPOGRAFIALAZECCA.IT

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SEI ARETINI IN PARLAMENTO Marco Baldassare, Chiara Gagnarli, Samuele Segoni, Maurizio Bianconi, Marco Donati, Donella Mattesini e Maria Elena Boschi. Sono sette i deputati aretini che siederanno sugli scranni di Montecitorio, un numero altissimo di esponenti del territorio, una truppa infoltita grazie alla massiccia presenza di onorevoli a 5 Stelle, anche se hanno già fatto sapere che si faranno chiamare soltanto cittadini. Alzi la mano chi avrebbe pensato, all’inizio della campagna elettorale, di trovarsi di fronte a un’affermazione tanto netta del Movimento ispirato da Beppe Grillo. Non ci vuole troppa memoria per ricordare come, all’indomani delle elezioni comunali, in molti avessero indicato la bella affermazione dei candidati 5 Stelle quale figlia del travolgente comizio di Grillo in Piazza Grande. Molti allora avevano sottovalutato quanto stava accadendo, non i cosiddetti grillini che lavorando in silenzio, meet up dopo meet up, sono riusciti a conquistare una fetta pesante di elettorato: 1 aretino su 4 ha votato per loro, ritenendoli gli unici in grado di intercettare il malcontento della base. Gli attivisti del Movimento ogni settimana si riuniscono ma le loro assemblee sono aperte ai cittadini che possono, quindi, presentare problemi e istanze con la garanzia di essere ricevuti. Vuoi vedere che gli aretini hanno premiato una forza politica capace di ascoltare? Per dirla con Bersani, il Pd è arrivato primo ma non ha vinto. Non ha vinto perché ci si aspettava un’affermazione molto più netta a livello nazionale, e non ha vinto a livello locale perché scende di sette punti rispetto alle precedenti elezioni del 2008. Marco Donati ha dichiarato che non ha senso parlare di cosa sarebbe continua a pag. 4

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accaduto se ci fosse stato Renzi. Forse il neo-onorevole lo intende come “inutile piangere sul latte versato”, e di per sé la cosa ha perfettamente senso. Prima di tutto, però, il Pd dovrebbe seriamente porsi un’altra questione fatidica: come ha fatto a dilapidare un vantaggio iniziale di 15 punti percentuali? Nel ’94 era successa più o meno la stessa cosa, con la “gioiosa macchina da guerra” di Occhetto che fece la fine che sappiamo. Stavolta le intenzioni erano meno bellicose, niente guerre, bastava smacchiare un giaguaro, ma il giaguaro non si è fatto prendere. Perde 14 punti ad Arezzo rispetto alle ultime Politiche ma tiene e riesce a esprimere anche un deputato, Maurizio Bianconi, che si riconferma parlamentare. Arezzo è anche una delle province dove il PdL tiene maggiormente, nonostante il calo. Nonostante non sia stata la disfatta annunciata nei sondaggi della prima ora, anche se Berlusconi aveva sempre detto che i dati in suo possesso lo davano saldamente in sella, a livello locale il PdL perde la seconda posizione nelle preferenze degli elettori aretini, scalzati dal Movimento 5 Stelle. Anche qui forse i vertici locali dovrebbero chiedersi come hanno fatto ragazzi sconosciuti ai più, nel senso che non erano soliti frequentare le stanze della politica, a raggiungere un risultato così elevato e superare, presentandosi per la prima volta alle elezioni politiche, una forza che ha alle spalle già venti anni di storia. Sparisce completamente il centro, grande delusione per il candidato Giorgio Guerrini, che sembrava un sicuro deputato essendo capolista in tre regioni, e pure per altri esclusi eccellenti che non hanno trovato un posto in Parlamento, anche se in alcuni casi la missione sembrava ardua già in partenza. Nessun seggio nemmeno per Francesco Macrì e Danilo Petri. Ma il centro non è l’unico ad aver perso il posto nel cuore degli elettori aretini: Sel e Rivoluzione Civile, ad esempio, sono stati ben al di sotto delle aspettative, probabilmente prosciugati anche loro dal Movimento di Beppe Grillo, che ha intercettato come nessun altro il voto di protesta. Uno choc elettorale, insomma, si è abbattuto anche su Arezzo. E adesso? Francesco Ciabatti

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ANCHE IN CITTÀ L’ONDA 5 STELLE HA PORTATO DUE ARETINI A MONTECITORIO

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ono giovani, non hanno esperienze dirette in politica e si fanno portavoce della popolazione delusa dalla classe dirigente. Sono “cittadini comuni prestati alla politica” che, fra scene di giubilo verace e un senso di responsabilità, si preparano a rappresentare il territorio di Arezzo nel Parlamento che verrà. È la storia di Marco Baldassarre e Chiara Gagnarli, gli aretini – oltre al valdarnese Samuele Segoni – eletti alla Camera dei deputati nel gruppo del Movimento 5 Stelle, risultato ad Arezzo il secondo partito con il 26,17%. Due storie significative che aiutano a capire meglio da chi è composto il partito creato da Beppe Grillo: lui, 28 anni, operaio di professione, si è trasferito ad Arez Arezzo dopo essersi diplomato all’istidi tuto tecnico in provincia di Lecce; lei, invece, ha 31 anni e due figli gemelli, vive a Terontola ma lavora ad Arezzo. A Donna, giovaD

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ne, non politica di professione: il simbolo nostrano che forse qualcosa sta cambiando nel sistema politico? «Tutti noi siamo un esempio che per fare politica basta averne voglia e metterci l’impegno, uomini e donne che siano. E per quanto riguarda la questione femminile, c’è ancora molto da fare – risponde Chiara Gagnarli. Tutti mi chiedono come faccio a impegnarmi con due bambini, io rispondo sempre che sono proprio loro a spingermi a fare qualcosa». Entrambi ancora fanno fatica a crederci, la felicità si mescola all’incredulità, loro che nemmeno tre anni fa la politica la vedevano solamente al telegiornale durante l’ora di cena. «Mi sono avvicinato al Movimento tre anni fa dopo aver visto un’intervista di Marco Travaglio su Youtube. Fino ad allora la politica non mi aveva mai interessato, la consideravo vecchia e noiosa – rievoca Baldassarre: – qui al Movimento 5 Stelle, invece, è diverso: non servono tessere di partito, è una politica dal basso molto simile al volontariato civile». Cosa si prova a essere eletti in Parlamento? «Un gioia troppo grande, qualcosa di inspiegabile a parole, un traguardo raggiunto partendo dal nulla, da un semplice volantinaggio». Chiara Gagnarli è sulla stessa lunghezza d’onda, anche se aggiunge: «L’impegno politico porta via molto tempo alla tua vita sociale, so che ci vuole impegno e responsabicontinua a pag. 6

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lità». Quel senso di responsabilità a cui ora sono chiamati i futuri deputati aretini che, assieme agli altri “grillini”, avranno un notevole peso specifico. «Voteremo tutte quelle leggi che sono in linea con i nostri intenti, come i tagli alla politica, l’azzeramento dei rimborsi elettorali, la riduzione degli stipendi ai parlamentari, la legge elettorale, la legge sul conflitto d’interessi, il referendum propositivo», scandiscono in coro. «E dovremo rifocalizzare l’attenzione sul referendum sulla ripubblicizzazione dell’acqua, rimasto fermo da due anni», fa notare Baldassarre, toccando un argomento che sta molto a cuore agli aretini. Proprio riportando il discorso su Arezzo, salta all’occhio anche qui l’incredibile balzo di voti rice-

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vuti dai “grillini” dal 2011 a oggi: nel Comune di Arezzo si è passati da 2.678 voti a 15.194. Vero che le elezioni amministrative non dovrebbero esser confrontate con le politiche, però il dato è eclatante. «Sintomo che abbiamo lavorato bene con il nostro gruppo locale, un gruppo nato dal nulla che si è allargato sempre più fino a diventare un vero gruppo di amici, che fa politica per passione, dove la tua gioia è la gioia di tutti. Ma un grazie va anche ai nostri due consiglieri comunali [Lucio Bianchi e Daniele Farsetti, ndr] che hanno fatto sentire la propria voce», spiega con evidente entusiasmo Baldassarre, che proprio con i due consiglieri ha lavorato ad alcune interrogazioni e mozioni. «Ci siamo dati da fare, e se la gente ti premia alle urne e se fra i primi sei della lista Toscana c’erano ben quattro aretini, significa che qualcosa di buono l’abbiamo fatto», conferma Chiara. A chi ha tolto i voti Grillo ad Arezzo? «Sono gli altri che se li son tolti da soli! – esclama Baldassarre. – Il Pd ha avuto un netto calo dal 2008 [l’8% al Senato, il 10% alla Camera, ndr] perché la gente è stanca della situazione di stallo, si è accorta che il Pd non è stato in grado di risolvere alcune patate bollenti, come appunto la questione acqua. Mentre per quanto riguarda il PdL mi sorprendo del successo che ancora sta avendo in Toscana».

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LA POLITICA DEI GIOVANI, TRA ROMA E AREZZO

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lla fine l’accerchiamento grillino ha avuto il suo exploit, superata la quota del 27%. Il Movimento 5 Stelle è il secondo partito di David aretino, stando naturalmente ai risultati delle Politiche, alle Comunali poi, si sa, le cose sono Mattesini diverse e vale non poco anche la forza dei candidati sul territorio. Comunque un bel salto, dal 6% abbondante delle ultime comunali. Ad Arezzo tiene abbastanza bene il Pd, tra il 31 e il 33% tra Camera e Senato. Sopravvive il PdL al 21%, ma scompare la Lega, che nonostante sia in Consiglio comunale non arriva nemmeno all’1 %. Leggermente sotto la media nazionale Monti, tra il 7 e il 9%. Centristi finiani e casiniani ridotti all’osso, si leccano le ferite di un risultato variabile tra lo 0,4 e il punto e mezzo percentuale. Centrifugato invece l’IdV, che scioltosi nel movimento di Ingroia, assieme a quel che resta della FdS, non raggiunge nemmeno il 2%. Maluccio pure i vendoliani, che passano di poco il 3%. Insomma gli elettori preferiscono rifugiarsi nel “nuovo” piuttosto che nei partiti tradizionali, i quali fanno però di tutto per cambiare look, salvo poi farsi riconoscere. Pecca forse di troppa sufficienza il Pd, il quale sentendosi troppo forte per il risultato di partecipazione delle Primarie, le ultime settimane prima del voto non fa praticamente nulla per dar gas a una campagna elettorale, comunque condotta tristemente, troppo in televisione e poco nelle piazze. Risultato? In prospettiva nazionale, con l’orrida legge elettorale a far da detonatore, il voto restituisce un Paese ingovernabile, e forse in parte pure questo era l’obiettivo di Grillo. Di fatto al Senato non c’è maggioranza che abbia un senso politico, dato che i grillini accordi di coalizione non ne fanno con nessuno. Quindi? Unica soluzione di responsabilità democratica sarebbe tornare al voto prima dell’estate con una nuova legge elettorale. L’elezione del Presidente della Repubblica non è infatti un ostacolo, ma un valore aggiunto, perché il sostituto di Napolitano, avrebbe una “forza” diversa essendo a inizio mandato. La prospettiva inciucista di un Governissimo di mandato o di un paio d’anni, una vera e propria ecatombe per la democrazia italiana, rafforzerebbe ancor di più, a ragione, il voto di protesta. In prospettiva aretina? Una folta rappresentanza parlamentare con 7 eletti: 3 grillini, 3 del Pd, più Bianconi del PdL. Ma, e questa è la vera novità, 5 su 7 sono under 40. Resta da vedere cosa succederà dentro al Pd: potrebbe uscirne rafforzata l’ala renziana, anche se non è detto. Un segnale però appare chiaro: a sostituire De Robertis e Donati in Giunta andranno uno o due volti nuovi e giovani della politica. La posizione del sindaco Fanfani, seppur tra le righe, appare chiara.

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RANDELLO, LE MEDUSE E ALTRE STORIE di Lucio Massai

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a provincia di Arezzo negli anni Sessanta-Settanta pullulava di sale, balere e circoli dove ballare la musica commerciale del tempo, suonata da orchestre dal vivo, e vedere l’attrazione, l’ospite della serata, un nome famoso: il concetto del “concerto” ancora non esisteva. Si ballava al Bersagliere di Montevarchi, al Tic e Tac di San Giovanni, allo Splendor di Soci, al Trocadero e poi Bataclan di Olmo, a La Pace, a Indicatore, a Ponte a Chiani, a Buon Riposo. Ad Arezzo il Caverna, un circolo sotto il cinema “Corso”, dove per la prima volta ascoltavi la musica dal vivo e bevevi una birra, il Lanterna Blu a Pescaiola, il King di Porta Buia, il Principe di via Madonna del Prato... La sala da ballo, oltre il cinema e i bar, era l’unico posto aggregante e socializzante per i giovani studenti, operai e lavoratori. Daniele “Randello” Randellini è un musicista che ha suonato per trent’anni quasi ininterrottamente, vivendo in prima persona la rivoluzione musicale e culturale dell’epoca. «Ho cominciato a suonare la batteria a sedici anni, Paint It Black” dei Rolling Stones è stato il primo pezzo che ho imparato a suonare. Dall’Inghilterra i Beatles e i Rolling Stones ci travolsero, dando vita all’ondata beat e poi rock. Si ascoltavano i 45 e i 33 giri, ma non tutti si potevano permettere il giradischi, infatti io avevo il registratore Geloso, quello a bobine, andavo a registrare i dischi da amici. E poi Jimi Hendrix. La musica e i gruppi inglesi stravolgono i canoni tradizionali della musica italiana: la tradizione melodica. Da noi suonavano solo gli orchestrali tipo Gli Etruschi, Franco e gli Aretini, l’orchestra di Assuero Verdelli, gruppi che facevano ballare con le cover di Claudio Villa, Gino Latilla, Giò Sentieri, Nilla Pizzi, Renato Rascel, poi arrivarono gli urlatori come Celentano, ma all’inizio anche lui faticava». La musica come testa di ponte per il cambiamento. «Sì, i Beatles hanno cambiato il nostro modo di essere, di vivere, di comunicare. La musica mi ha salvato, ci ha salvato, eravamo tutti inquadrati, nei vestiti, nei comportamenti… Tornare a 8

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tarda notte dopo le prove era un sogno per me. Con la musica contestavamo, eravamo fuori dagli schemi dei nostri genitori e dallo status quo delle cose». E voi con Le Meduse. «Il mio primo gruppo. Abbiamo suonato dall’estate del ’66 fino al ’69, concludendo con la festa d’addio del Principe di via Madonna del Prato… La domenica pomeriggio suonava il Verdelli con la sua orchestra, mentre il sabato pomeriggio chiamava, con le molte feste studentesche, le attrazioni, non si chiamavano ancora concerti: Mal dei Primitives, i New Trolls, i Trip... Tutti aspiravamo di suonare al Principe, era il locale di moda. A Mal abbiamo fatto da spalla, e io ho avuto la fortuna di conoscere il suo batterista, il futuro batterista dei Dire Straits, e di suonare con la sua batteria. Ero accanto a Gianni Belleno dei New Trolls, e parlavamo fra una canzone e l’altra». I gruppi aretini? «Ricordo i Kiks di Nanni Moneti, gli Spaceboys del Marcantoni, il gruppo del Raffaelli, I Prima o Poi… Si rifacevano al beat italiano, come i Dik Dik, gli Equipe 84, i Camaleonti, che a loro volta

si rifacevano ai gruppi noti inglesi e americani». Con gli anni continua la tua esperienza di interprete musicale. «Finisce il beat e inizia il rock cosiddetto progressive. Devo fare un nome? I King Crimson, e poi Emerson, Lake e Palmer, Jethro Tull, Yes, Genesis… Dal ’71 al ’73 ho fatto parte del gruppo Space Boys, suonavamo in particolare gli Animals. Poi sono stato con i Sound Group dal ’73 al ’75, con gli Alberto G. Band, cover con i fiati; con gli Ovo Sodo suonavamo roba di Alan Parson Project, Boston… fino all’89, poi dal ’93 al ’97 con i Gel and Soul Band, rhythm and blues pieno d’energia». arezzonroll@gmail.com

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UNIVERSITÀ: IL FUTURO E LA F MARGINI DELLA CAMPAGNA EL

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e elezioni politiche sono passate e l’Università italiana non è stato uno dei temi più caldi di questa campagna elettorale. Peccato, perché avrebbe dovuto esserlo. Lo stato di salute delle nostre università infatti non è dei migliori. Lo scorso 30 gennaio è stata pubblicata dal Cun – Consiglio Universitario Nazionale – una dichiarazione, cioè un piccolo documento di 21 pagine, volta a delineare le emergenze del di Luca Piervenanzi sistema universitario italiano. La fonte di questo documento è decisamente autorevole, poiché il Consiglio Universitario Nazionale è un organo elettivo di rappresentanza del sistema universitario che si occupa di formulare pareri e proposte al Ministero dell’Università e della Ricerca relativamente ad alcuni questioni. Tali questioni vanno dai criteri generali per l’ordinamento degli studi universitari ai regolamenti didattici di ateneo, passando pure per gli obiettivi della programmazione universitaria. Prendendo in considerazione la dichiarazione del 30 gennaio, il Cun individua alcune criticità da affrontare e risolvere a breve termine, due su tutte la questione dei finanziamenti e della formazione. Problematiche non certo nuove per l’Università italiana ma che “se non affrontate immediatamente – riporta il documento – condurranno a una crisi irreversibile, in conseguenza della quale gli Atenei e le Comunità accademiche non saranno più in condizione di assolvere i propri compiti istituzionali, di procedere alla formazione delle giovani generazioni, di promuovere la ricerca scientifica e di contribuire al contempo allo sviluppo e alla diffusione della cultura, valore costituzionalmente ele-

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A FORMAZIONE DEL PAESE AI ELETTORALE vato a principio fondamentale della nostra Repubblica». Per quanto riguarda il discorso dei finanziamenti, vengono prese in considerazione le rivelazioni Ocse (dati 2009) dai quali risulta che l’Italia investe l’1,0% del Pil nel sistema universitario, contro una media Ue dell’1,5%. Il Fondo di Finanziamento Ordinario (in pratica il fondo che lo Stato passa alle Università) è stato ridotto nel corso degli ultimi dieci anni, tanto che per il 2013 non basterà nemmeno a coprire le spese fisse a carico dei singoli atenei. Altra criticità che emerge dal rapporto del Consiglio Universitario Nazionale riguarda la percentuale dei laureati. In Italia, nella fascia di età 30-34 anni, solo il 19% possiede un diploma di laurea, mentre in Europa la media è del 30%. Inoltre c’è da registrare una notevole flessione degli iscritti ai corsi accademici. Secondo i dati del Ministero infatti le immatricolazioni sono scese da 338.482 (nel 2003-2004) a 280.144 (nel 2011-2012). A fronte di questa importante diminuzione – si parla infatti del 17% in meno – c’è da notare invece la crescita per quanto riguarda le immatricolazioni di studenti stranieri, che nel periodo 2003-2012 sono passati da 8.252 a 11.510 (dati del Miur – Anagrafe Nazionale degli Studenti). Oltre alla notevole flessione delle immatricolazioni va tenuta in considerazione pure la diminuzione dell’offerta formativa. Basti pensare, ad esempio, che dai 2.830 corsi di laurea triennale del 2007-2008 siamo passati ai 2.062 dell’anno accademico in corso. Questo dato incide notevolmente nel numero di studenti per corso, la cui media nazionale ha ormai raggiunto quota 120. Quest’ultimo elemento è, tra quelli affrontati, il meno critico per l’offerta accademica della nostra città, che ha da sempre un rapporto bassissimo tra docenti e studenti, valore aggiunto che può pesare nella scelta universitaria. Nonostante questo il quadro generale non è certo dei più rosei e dovrà essere affrontato dal prossimo Governo. Ci auguriamo che tra i vari candidati aretini, coloro che ricopriranno l’importante ruolo di deputati o senatori della Repubblica possano apportare un contributo anche a difesa e valorizzazione dell’università e dell’offerta formativa aretina.

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in copertina

BSC Arezzo l Bsc Arezzo è stato rivitalizzato da una vera e propria rivoluzione dal basso. La società aretina di baseball e softball ha vissuto un “bagno” democratico, con tutti i suoi giocatori, i tecnici e i dirigenti convocati in assemblea per eleggere il nuovo presidente. Da una parte c’era la vecchia dirigenza, forte di 13 anni alla guida dell’Arezzo, dall’altra c’era una lista che, guidata da Alessandro Fois, prometteva un radicale cambio di rotta delle politiche societarie e un deciso ritorno al settore giovanile. Alla fine a raccogliere i maggiori consensi e l’entusiasmo dei presenti è stata la seconda lista, con Fois eletto nuovo presidente del Bsc Arezzo. «Questa candidatura nasce da un desiderio di cambiamento – avvia Fois. – Negli ultimi anni la società aveva dirottato tutte le proprie risorse verso la prima squadra di baseball, interessandosi solo alle sorti della Serie A e trascurando il settore giovanile. Io e il mio Consiglio ci siamo opposti a questa direzione e abbiamo proposto un programma che fa perno soprattutto sul rilancio del vivaio». Da chi sarà composto il Consiglio direttivo? «Oltre a me ci saranno Claudio Marinelli, coach e giocatore di baseball, Letizia Cenni, Nora Ferrucci

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Il Bsc Arezzo riparte dalle basi La società è stata rivitalizzata da una ventata di rinnovamento e dall’elezione di un nuovo presidente [segue da pag. 13]

e Giulia Mattioli, tre giocatrici di softball, e Sandra Borrini, tecnico di softball. Nei prossimi giorni lavoreremo per allargare la rosa di quei collaboratori che, con esperienza e competenza, potranno aiutarci nella difficile opera di riconversione della macchina societaria. È ancora presto per fare nomi ma stiamo raccogliendo consensi da tante persone che hanno già manifestato il loro interesse a far parte del nostro progetto». Il vostro slogan è “Ripartiamo dalle basi”: ce lo spiega? «Ripartire dalle basi significa ripartire dai giovani. Fino a qualche anno fa l’Arezzo poteva vantare uno dei vivai più floridi della Toscana, con decine di atleti e tante squadre: tutto questo è stato sacrificato alla prima squadra e, di conseguenza, ora non abbiamo i numeri per iscrivere nessuna formazione giovanile. Vogliamo tornare al passato, vogliamo che il baseball giovanile riprenda vigore e vogliamo che il nostro campo torni a essere un punto di riferimento per le famiglie aretine. Per riuscire in tutto questo ci impegneremo in alcuni progetti nelle scuole di Arezzo, stringeremo collaborazioni con altre società e promuoveremo alcune iniziative per portare la gente al campo: già dalla prossima stagione vorremmo ripartire con due squadre giovanili di baseball e una di softball». Che progetti avete per la squadra di baseball di Serie A? «L’Arezzo ha già perfezionato l’iscrizione al prossimo campionato ma, prima di azzardare qualsiasi ipotesi, saremo chiamati a valutare le reali condizioni economiche in cui versa la società, dal momento che il Consiglio uscente ha presentato un bilancio consuntivo in forte passivo». Chiudiamo parlando di uno dei vostri fiori all’occhiello: il softball. «La presenza di tante giocatrici nel nuovo Consiglio è la principale testimonianza di come finora il softball sia stato messo da parte e considerato secondario rispetto al baseball. Con noi non sarà così. Il softball deve essere il vanto di tutto l’Arezzo, perché in questo settore siamo riusciti a guadagnare la Serie A2 e a conquistare due belle salvezze, con una squadra composta da sole ragazze aretine e cresciute nel vivaio. È questo il modello da cui prenderemo spunto per dirigere l’Arezzo nel prossimo quadriennio, smettendo di osservare inutili separazioni tra baseball e softball e garantendo pari dignità a entrambi i settori». Marco Cavini

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Tirreno-Adriatico il mondo delle due ruote fa tappa a Indicatore di Luca Trippi

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envenuti a Indicatore, la capitale ciclistica della provincia di Arezzo. Per il terzo anno consecutivo la piccola frazione alle porte della città ospita la carovana della Tirreno-Adriatico, la gara ciclistica a tappe più importante in Italia dopo il Giro. Come nel 2012, Indicatore sarà protagonista di ben due tappe: giovedì 7 marzo ci sarà l’arrivo della seconda, la San Vincenzo-Indicatore; venerdì 8 marzo la partenza della terza, la Indicatore-Narni. Tutto questo per una due giorni di spettacolo con i campioni delle due ruote del calibro di Alberto Contador, Chris Froome, Cadel Evans, Vincenzo Nibali, Samuel Sanchez, Andy Schleck, Andre Greipel, Damiano Cunego, Moreno Moser e tanti altri ancora. Tutto questo grazie a Pasquale Morini, il titolare della Marconi Arredamenti che da anni investe energie e soprattutto denaro sul ciclismo, prima con il Trofeo “Angelo Morini” (dedicato alla memoria di suo padre), poi con le gare di Giovanissimi e infine con ben tre edizioni della Tirreno-Adriatico, la “Corsa dei Due Mari” inventata quasi mezzo secolo fa dal valdarnese Franco Mealli. Alla presentazione delle due tappe aretine sono intervenuti fra gli altri il presidente della Provincia Roberto Vasai e l’assessore comunale allo Sport Marco Donati, ed entrambi hanno reso merito a Morini e alla Polisportiva Indicatore per continuare nello

Cavendish a Indicatore nel 2012

sforzo di portare qui ad Arezzo il grande ciclismo, allestendo un evento di visibilità internazionale che troppo spesso i cittadini aretini hanno snobbato, o addirittura criticato a causa dei blocchi del traffico che implica. Se volessimo fare un confronto oggettivo con il calcio, avere sulle nostre strade Contador o Cavendish sarebbe come veder giocare il Barcellona allo stadio comunale, e in assoluto non esiste gara al mondo che ha il parterre du rois della TirrenoAdriatico, nemmeno il Tour de France. «Da alcuni anni abbiamo dovuto bloccare le sponsorizzazioni sportive a causa del Patto di Stabilità – ha detto Vasai. – Eppure la nostra provincia resta ai vertici in Italia per numero di gare ciclistiche organizzate, e la tenacia di Morini è l’esempio più lampante della passione di questa terra per lo sport delle due ruote». Marco Donati e la comandante della Polizia municipale di Arezzo Valeria Meloncelli hanno [segue a pag. 16]

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invece ribadito l’invito ai cittadini ad accogliere nel miglior modo la carovana, e quindi a tollerare i blocchi del traffico nei giorni 7 e 8 marzo. «Faremo del nostro meglio per limitare i disagi, però chiediamo un pizzico di collaborazione da parte di tutti, si tratta di un evento straordinario», ha detto la comandante. Per scendere nei dettagli tecnici delle tappe, ricordiamo che giovedì 7 la tappa più lunga della Tirreno-Adriatico, ben 233 chilometri, arriverà ad Indicatore, con traguardo posto lungo la Strada Provinciale 21, all’altezza del semaforo. Ampia diretta sui RaiTre, arrivo previsto intorno alle ore 16. È una frazione adatta alle ruote veloci, che il comitato organizzatore ha voluto rendere ancor più spettacolare con un circuito cittadino finale da ripetere cinque volte e che toccherà Indicatore, Ponte a Chiani, via Calamandrei, via Fiorentina, San Leo, Pratantico, Indicatore. Sotto il traguardo i corridori transiteranno ben sei volte. «Quando abbiamo proposto la cosa a Mauro Vegni [direttore d’organizzazione di tutte le corse Rcs, ndr], lui ha storto il naso dicendo che la tappa sarebbe venuta troppo

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lunga. Noi volevamo fare un regalo al pubblico, e alla fine ci ha accontentato!» ha rivelato Pasquale Morini che, a differenze degli anni scorsi, non salirà sul palco per premiare il vincitore (nel 2011 Tyler Farrar, nel 2012 Mark Cavendish) avendo concesso questo onore ad Alfredo Martini, il presidente onorario della Fci. Poco male per Morini, visto che lui ha già avuto l’onore di ospitare e premiare in passato non uno, bensì due campioni del mondo, la miglior gratificazione possibile per un organizzatore. Oltre a Cavendish lo scorso marzo, infatti, Morini nel 2006 ha premiato il campione del mondo Under 23 Dmitro Grabovskyy, vincitore del VI Trofeo “Angelo Morini”. Il giorno dopo, nella location dello stabile della Marconi Arredamenti, ci sarà il raduno della terza tappa che partirà alle ore 11.20 in direzione Arezzo, la SR 71, Castiglion Fiorentino e via fino a Narni. Il raduno pre-partenza è la miglior occasione per vedere e conoscere da vicino i grandi campioni, che sfileranno davanti al pubblico e, molto più sereni e rilassati del pomeriggio prima, si concederanno a foto e autografi.

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16 squadre e 500 rugbysti: dove li faccio giocare? Il Vasari Rugby ha organizzato un torneo internazionale giovanile ma ha bisogno di un nuovo campo dove giocare campo da rugby cercasi. L’appello sale dal Vasari Rugby, società aretina che da venerdì 29 a domenica 31 marzo ospiterà il primo “Torneo dei Quattro Quartieri”, gara internazionale di rugby riservata alle categorie Under 15 e Under 17. In quel fine settimana arriveranno ad Arezzo oltre 500 atleti in rappresentanza di 16 squadre di vari Paesi europei, per dare vita a un’enorme mole di partite che i soli campi del Vasari non riusciranno a ospitare. Da questa considerazione nasce l’esigenza della di Marco società di trovare un ulteriore campo da gioco. Cavini «Tra atleti, tecnici e genitori – spiega Jean Luc Sans, direttore tecnico del Vasari, – questa iniziativa porterà ad Arezzo oltre 1000 persone, con una bella ricaduta economica sulle strutture alberghiere e sugli esercizi commerciali del centro cittadino. Con questo evento il Vasari ha dimostrato di saper organizzare appuntamenti di rilievo internazionale e poter dare un contributo allo sviluppo turistico di Arezzo, ma noi da soli non possiamo farcela e abbiamo bisogno di un aiuto dal resto della città. Le partite in programma sono tante, e a noi manca un campo dove giocare, dunque mi rivolgo alle Amministrazioni e alle altre società sportive del territorio perché possano aiutarci in questa ricerca». L’appuntamento, che precede di una settimana un’altra grande manifestazione dello sport aretino, il “Torneo Serboli”, configurerà nel cuore del Vasari una settimana full time di rugby, con decine di squadre che si sfideranno in centinaia di partite con la palla ovale. Il “Torneo dei Quattro Quartieri” vedrà nell’Under 15 la partecipazione delle francesi Haguenau, Marguerittes e Nîmes, della svizzera Lugano e delle italiane Alto Vicentino, Crema e Cus Padova, mentre nell’Under 17 si sfideranno le francesi Arles, Haguenau, Mirande e Val de Provence, la svizzera Lugano e le italiane Crema e Valcamonica. «Ad arricchire questa manifestazione – conclude Sans, – sarà un grande evento in programma la sera del sabato, quando tutti i presenti e l’intera città potranno assistere a un torneo storico dei Cavalieri di Arezzo. Sarà una grande festa, che garantirà un bello spettacolo sportivo e permetterà di far conoscere VIA FIORENTINA 20/22, ACCANTO HOTEL MINERVA anche al pubblico estero le tradizioni culturali della INFO@HAPPYDOGAREZZO.COM - 388 9569160 città di Arezzo».

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Freemove porta ad Arezzo il “fitness 2.0” l mondo della ginnastica negli ultimi anni ha vissuto un radicale cambiamento, con un passaggio dal vecchio “fitness 1.0” al moderno “fitness 2.0”. Ad Arezzo a farsi promotore di questa evoluzione è Freemove, un’innovativa tipologia di ginnastica sbarcata in città con il personal trainer Simone Maggini. Professionalità e personalizzazione del servizio sono le parole d’ordine del nuovo “fitness 2.0”, che si pone in antitesi al precedente il quale, scoppiato negli anni Ottanta, è stato caratterizzato dalla nascita di enormi palestre, ricche di strumenti complessi e tecnologici ma prive di istruttori in grado di seguire individualmente gli iscritti, spesso costretti ad autogestirsi. A invertire questo trend sono state le intuizioni di alcuni esperti del settore, tra cui l’aretino Maggini, che hanno sviluppato una nuova modalità per intendere il fitness, studiando un’attività motoria calibrata alle esigenze dei singoli allievi. «La vera novità è nel servizio offerto – spiega Maggini. – Nel “fitness 2.0” lavorano unicamente professionisti del settore e personal trainer capaci di seguire individualmente ogni iscritto e accompagnarlo in un determinato percorso motorio». I centri di questo nuovo fitness sono caratterizzati da spazi piccoli in cui praticare una ginnastica che, facendo perno su tutti i muscoli, propone esercizi a corpo libero, con pesi o con piccoli attrezzi per raggiungere i più diversificati obiettivi. «Numerose esperienze – conclude Maggini, – hanno dimostrato che quando il servizio è realmente personalizzato i risultati arrivano sempre. Le lezioni di Freemove si svolgono attraverso allenamenti in piccoli gruppi che permettono di programmare esercizi individuali volti Freemove lo trovi presso a ottenere i risultati desiderati la palestra della dall’allievo: perdere peso, reFlashDance ad Arezzo, cuperare da un infortunio o in via Ristoro 170; semplicemente mantenere per ulteriori informazioni la forma migliore. Questo può è possibile contattare avvicinare alla ginnastica anMaggini al che quelle persone che finora 328/28.97.952, non hanno mai frequentato scrivere una mail a le palestre, perché nel “fitness info@freemovearezzo.it 2.0” è possibile trovare i servizi o visitare adatti a tutte le esigenze». www.freemovearezzo.it

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Il meglio del tennis giovanile italiano fa tappa ad Arezzo Dal 2 al 10 marzo, il C.T. Giotto, il C.T. Arezzo e lo Junior ospitano il “Circuito Nazionale Giovanile” l meglio del tennis giovanile italiano fa tappa ad Arezzo. Da sabato 2 a domenica 10 marzo il C.T. Giotto, il C.T. Arezzo e lo Junior Arezzo uniranno le loro forze per ospitare il “Circuito Nazionale Giovanile 2013”, il più importante torneo giovanile organizzato dalla Federazione Italiana Tennis. Il grande torneo, riservato alle categorie dall’Under 10 all’Under 16, vedrà sfidarsi sui campi aretini oltre 400 giovani atleti provenienti dai circoli della macroarea Emilia Romagna-MarcheToscana-Umbria, anche se, essendo le iscrizioni libere, è attesa la presenza di tennisti da tutte le regioni d’Italia. A livello organizzativo l’evento sarà spalmato sui tre circoli cittadini, con il Giotto che ospiterà le gare maschili dall’Under 12 all’Under 16, l’Arezzo le gare femminili dall’Under 12 all’Under 16 e lo Junior gli incontri dell’Under 10. «La collaborazione tra i tre circoli aretini permette di portare ad Arezzo un torneo di rilievo nazionale – spiega Alessandro Fratini, direttore tecnico del Giotto. – Siamo attesi da un grande sforzo logistico e organizzativo, ma siamo consapevoli dell’importanza che questo evento ha per il tennis aretino e per tutti i giovani tennisti della nostra città, a cui offriremo la splendida possibilità di disputare in casa una manifestazione tanto importante». Tra gli aretini in gara le principali attese ricadono su Filippo Fratini e Alessio Bulletti, i due tennisti del Giotto che nel 2012 dominarono l’Under 14 monopolizzando la finalissima del torneo con uno spettacolare derby cittadino. In questa edizione proveranno a ripetersi nell’Under 16, pur nella consapevolezza che se la dovranno vedere con alcuni dei più promettenti tennisti italiani. e Fra «Questo torneo – conclude Fratini, – rappresenta un bel trampolino di lancio per tutti i tennisti in gara che, in caso di risultato positivo, potrebbero salire alla ribalta guadagnando la convocazione nelle varie rappresentative federali. Ad attestare il valore degli atleti che passeranno da Arezzo basta ricordare che nel 2011 si impose nell’Under 12 Samuele Ramazzotti, un ragazzo marchigiano che LARGO ha appena vinto “Le Petit XVI LUGLIO 61/63 As”, il più importante torneo giovanile europeo.

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Dai 18 ai 100 anni, non è mai troppo tardi per imparare a nuotare

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on è mai troppo tardi per imparare a nuotare. Su questa convinzione la Chimera Nuoto ha programmato i corsi della scuola nuoto per adulti, un’attività rivolta a chi ha tra i 18 e i 100 anni. Con le metodologie di insegnamento utilizzate dalla società aretina, persone di tutte le età – anche inesperte – possono imparare a nuotare e ad acquisire sicurezza in acqua, praticando un’attività che permette di star bene, mantenersi in forma e perdere peso. Inoltre, in vista della stagione estiva, i corsi per adulti permettono di vincere la paura dell’acqua, attraverso un programma di allenamento progressivo che permette di padroneggiare tutte le tecniche del nuotatore, dagli stili ai tuffi fino ad arrivare alle virate. Tutto questo avviene con un’attività, il nuoto, che viene praticata in un ambiente chiuso e adatto a tutte le stagioni, che è rilassante e permette di scaricare lo stress della giornata, non è traumatica e garantisce un rapido recupero dalla fatica. «La pratica del nuoto – spiega Marco Magara, direttore tecnico della Chimera Nuoto – è resa possibile a tutti in virtù del “potere normalizzante” dell’acqua: a differenza dell’ambiente terrestre, in piscina chiunque può fare attività motoria in ogni condizione fisica e a ogni età. Il nuoto è un’attività che fa bene al fisico e alla mente, che aiuta a stare in forma e a dimagrire e, grazie al massaggio continuo dell’acqua, permette di recuperare da traumi e rafforzare il sistema muscolare e cardiocircolatorio». Le lezioni della scuola nuoto si svolgono all’interno del Centro Sport Chimera durante tutta la er ulteriori informasettimana e in differenti zioni è possibile rivolfasce orarie: nelle gersi alla segreteria del coppie di giorni lunedìCentro Sport Chimera in mercoledì è possibile viale Gramsci 7 (piazzale r r i e a nuotare dalle 9.30 alle 11.20 e durante la pausa !B o dello stadio), chiamare r pranzo, lunedì-giovedì dalle 19.30 alle 22.50 e n d d i To lle t t lo 0575/353315 o visitat martedì-venerdì dalle 19.30 alle 21.50. re il sito www.centroa «Questa fascia di orari – conclude sportchimera.com Magara – è studiata per incontrare le esigenze di tutti. Per coloro che però fossero impossibilitati a venire nelle lezioni prestabilite è possibile t 2 el richiedere corsi 16 .0 2 / 5 individuali lungo l’arco 57 di tutta la giornata».

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AL TEATRO MECENATE “PAROLE E MUSICA” PER RICORDARE I BEATLES

di Valeria Gudini

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a chi erano mai questi Beatles?: così cantavano gli Stadio negli anni Ottanta. Venerdì 1° marzo, alle ore 21.15, i Fab Four sbarcano ad Arezzo. Sul palco del Teatro “Mecenate” andrà infatti in scena Quei quattro scarafaggi per la regia di Alberto Ceville. Lo spettacolo, scritto e interpretato da Dory d’Anzeo, vuole ricordare l’epopea di John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr. Anche la musica sarà protagonista della serata, grazie alla presenza della Ballantine Band, noto gruppo aretino che ormai da anni supporta Pupo nei suoi tour in giro per il mondo. Carlo Ballantini (voce e chitarre), Roberto Bichi (batteria), Alessandro Gallorini (tastiere, chitarra e cori) e Roberto Tiezzi (basso) eseguiranno i brani dal vivo della band di Liverpool, intervallando la narrazione. Lo spettacolo sarà incentrato sul lascito musicale e letterario dei Beatles, sull’eredità di quattro musicisti che hanno cambiato per sempre la storia del rock. A cinquant’anni dall’uscita del loro primo album, Please, Please Me, l’autrice vuole presentare in maniera diversa l’epopea degli “scarafaggi”. Le novità che i Beatles hanno introdotto, come ad esempio l’utilizzo di alcune tecniche di registrazione mai sperimentate prima, e la contaminazione con le sonorità indiane e arabe. Un percorso completo non solo culturale ma anche didattico, che vuol portare l’attenzione dello spettatore sulla portata innovativa delle canzoni dei “favolosi quattro”, che nel giro di pochi anni hanno rivoluzionato non solo il mondo musicale, ma hanno segnato la moda e il costume di un’intera epoca, trasformandosi in un’icona che ancora oggi influenza l’ambiente musicale e non solo. L’iniziativa non dimenticherà le tappe fondamentali della vita privata e artistica di Lennon, McCartney, Harrison e Starr. Gli aneddoti, le leggende, la gavetta musicale UNA VISITA DA LECCARSI I BAFFI in Germania, i problemi con la droga, la Il Vestri apre le porte del proprio laboratorio agli studenti “sbornia trascendentale”, fino al controvern paio d’anni fa, passando con l’auto davanti al so scioglimento. Lo spettacolo, patrocinato Vestri, chi scrive assistette alla seguente scena. dall’Assessorato alla Cultura del Comune, è Seduti nel sedile posteriore c’erano una mamma col un omaggio realizzato da musicisti e appasfiglio di sei anni, che vedendo le uova esposte nel nesionati. Un appuntamento da non perdere gozio di via Romana esclamò: «Qui fanno la cioccolata?». «Sì», rispose la mamma. «Allora c’è Willy Wonka! per tutti coloro che hanno amato, amano e Andiamo a conoscere Willy Wonka, dai!». ameranno “quei quattro scarafaggi”.

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Danilo Vestri può essere definito a pieno titolo il “Willy Wonka” aretino: i suoi prodotti hanno varcato da tempo i confini della nostra città arrivando a Firenze, a Miami, in Giappone. Anche lui, come il noto personaggio, ha deciso di aprire il proprio laboratorio, con intenti ovviamente molto più seri: insegnanti e studenti interessati a visitare la “Fabbrica di Cioccolato” aretina saranno i benvenuti nei locali, dove potranno farsi un’idea del processo di lavorazione del cioccolato, della sua storia e di tutto quello che gli gira attorno. Per prenotarsi potete telefonare in azienda allo 0575/430108 o mandare una mail a info@vestri.it. (f.c.)

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LA “BATTAGLIA DI ANGHIARI” DI LEONARDO RIVIVE NEL

CAPOLAVORO SCOM DIETRO GLI AFFRESC

l 29 giugno 1440, nei pressi di Anghiari, le truppe fiorentine si scontrano con l’esercito milanese. Grazie anche all’aiuto delle milizie papali e veneziane, i lombardi sono costretti alla ritirata. Il combattimento mette fine alle spinte espansionistiche del Ducato di Milano nel Centro Italia e definisce i confini tra Stato fiorentino e Stato pontificio in Valtiberina. L’episodio, rimasto negli annali come la Battaglia di Anghiari, diviene agli inizi del Cinquecento il soggetto di uno dei dipinti incompiuti più famosi della storia dell’arte, commissionato dalla Repubblica Fiorentina a Leonardo da Vinci per impreziosire Palazzo Vecchio. Fu nei primissimi anni del XVI secolo, infatti, che il gonfaloniere Piero di Tommaso Soderini pensò di far decorare la Sala dei Cinquecento con pitture celebrative. Furono scelti due eventi: la Battaglia di Anghiari, commissionata a Leonardo, e la Battaglia di Cascina del 1364 affidata a Michelangelo Buonarroti. Per ragioni diverse le due opere murali non vennero portate a compimento. L’incarico a Leonardo fu deliberato il 4 maggio 1504 e il genio toscano lavorò alle pareti, dopo aver preparato il cartone, dal giugno 1505 al maggio 1506 e di nuovo a partire dal settembre Copia di Pieter Paul Rubens della parte 1507. La tecnica utilizzata – che secondo il noto leonardista Carlo Pedretti era lo “stucco” – non si rivelò adeguata e molto probabilmente l’artista perse con il tempo l’entusiasmo per il dipinto, che rimase incompiuto. Negli anni Sessanta di quel secolo Giorgio Vasari trasformò il salone e lo decorò nuovamente. Quale fine fece l’opera vinciana, ancora oggi è un mistero che neanche i saggi più recenti sulle pareti di Palazzo Vecchio hanno sciolto. Tuttavia, grazie ad alcuni studi autografi e copie eseguite da altri autori prima dell’intervento vasariano e della perdita del cartone preparatorio, il capolavoro scomparso continua a suggestionare studiosi e appassionati. Una delle più recente pubblicazioni che lo prende in esame si intitola Il fascino dell’opera interrotta. La Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci (C.B. Edizioni) ed è stata scritta da Margherita Melani. Il libro, che vanta la presentazione di Carlo Pedretti, direttore dell’Hammer Center for Leonardo Studies di Los Angeles, ripercorre in maniera esauriente la storia del dipinto utilizzando le fonti letterarie coeve,

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NEL LIBRO DI MARGHERITA MELANI

OMPARSO O NASCOSTO ESCHI DI VASARI?

di Marco Botti

PROTAGONISTI DEL NOVECENTO ARETINO Alessandro Garofoli racconta la vita del primo podestà di Arezzo

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artedì 5 marzo 2013, alle ore 17.30, presso la sala “Aldo Ducci” di via Cesalpino ad Arezzo si terrà la conferenza dal titolo Guido Guidotti Mori, il podestà antifascista, nuovo appuntamento del ciclo Protagonisti del Novecento aretino promosso dalla Società Storica Aretina. Alessandro Garofoli parlerà di Guido Guidotti Mori (1877-1961) che fu, dal 1° gennaio 1927 all’aprile 1930, il primo podestà di Arezzo. A lui vengono riconosciuti meriti sul fronte dei restauri e della modernizzazione urbanistica, compresi la sistemazione del passeggio del Prato e altri progetti per abbellire la città. Nel 1941 fu nominato direttore della Sezione dell’alimentazione della Provincia di Arezzo (Sepral). Secondo una versione storica, con quel ruolo appoggiò il rifornimento delle formazioni partigiane dopo l’8 settembre 1943, anche per un’avversione – da fervente monarca – al nuovo assetto dello Stato Italiano. I repubblichini lo fecero arrestare mentre la moglie era in fin di vita, ma l’opinione pubblica si schierò a suo favore riconoscendogli una grande integrità morale. Nel dicembre dello stesso anno fu scarcerato in seguito al bombardamento che causò gravi danni al penitenziario aretino. Sara Gnassi

ella parte centrale del dipinto

gli scritti dell’artista e le testimonianze figurative postume. Non manca uno sguardo sui documenti d’archivio relativi alla commissione e alla prima fase esecutiva, ripercorribili attraverso la registrazione dei pagamenti. Altri capitoli sono riservati allo scontro del 1440 in Valtiberina, alla situazione socio-politica di Firenze negli anni di attività di Leonardo e al salone del Gran Consiglio dei Cinquecento, progettato dal Cronaca nel 1494. Una veste grafica accattivante, infine, rende questo agile ma prezioso testo una “chicca” leonardiana utile sia a coloro che si avvicinano per la prima volta al capolavoro perduto, sia a quelli che vogliono approfondire l’argomento ma hanno bisogno di uno strumento che li sappia guidare nella giusta direzione. www.cbedizioni.com

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COME UNA FINESTRA CHE APRE IN UN MONDO INVISIBIL

LA SCUOLA DI ICONOGRAFIA CI UN’ANTICA/NUOVA ESPRESSIONE

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il 1968 quando Tommaso Palamidessi, poliedrico studioso, fonda l’Associazione Archeosofica Internazionale, libera associazione animata dalla voglia di sapienza e passione per l’arte sacra. Già l’etimologia della parola ci porta verso il mondo etico-spirituale che si cela dietro: dal greco archè e sofìa, è la scienza che studia i princìpi di ogni cosa e che mette in contatto l’Uomo con l’Archetipo. Ma c’è un filo rosso che collega l’invisibile con la voglia di avvicinarsi alle tecniche pittoriche ideate e praticate prima di Cristo dai Pitagorici. Infatti, fra le tante attività culturali dell’associazione, vi è la sezione “Arte dell’Icona” che anche ad Arezzo organizza corsi di Iconografia presso la sezione di Pittura di via Sassoverde, a due passi da piazza San Domenico. Ad aprirci le porte del caratteristico laboratorio sono le due insegnanti Nadia Cerofolini e Regina Kiel che, mostrandoci barattoli di colori, pietre leviganti e tavole in legno, ci spiegano le tecniche di un’antica arte tutt’oggi praticata nei monasteri ortodossi greci e russi. Da Pitagora fino ai monaci che vivono nel Monte Athos. Qual è la tradizione che viene trasmessa insieme alla tecnica artistica? «L’icona, dal greco eicon, “immagine”, è il termine specifico usato per indicare le immagini sacre che designa esclusivamente la pittura su tavola di legno. I quadri oggi più conosciuti eseguiti con questa particolare tecnica sono quelli realizzati dai monaci

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di Valentina Paggini

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ORIENTE E OCCIDENTE SI INCONTRANO A SPAZIO SEME Un workshop sulla Danza Butoh con Sasaki e Wilson

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omenica 3 marzo, dalle 10.30, presso Spazio Seme in via del Pantano 36, ad Arezzo, si terrà un workshop di Danza Butoh con Mitsuru Sasaki e Mark Alan Wilson, due artisti diversi ma che intrecciano i propri mondi per una fertile collaborazione. L’idea è quella di avvicinare gli aretini a una tecnica di danza tipica della tradizione giapponese, intraprendendo la ricerca di una possibile nuova forma di Butoh, disgregandosi sia dell’estetica di questa danza stessa, sia di quella occidentale. Sasaki e Wilson si interessano reciprocamente ad aspetti spesso opposti delle rispettive culture. Un incontro tra oriente e occidente per dare nuova vita e significato a una danza tradizionale. Nel metodo di lavoro di Wilson confluiscono elementi tratti dal Tai Chi e dal Qi Kung. Sasaki utilizza invece l’influsso della cultura occidentale per sviluppare una sua personale forma espressiva del Butoh. Il workshop è aperto a danzatori e attori di ogni livello o a chiunque sia interessato a un lavoro su se stesso. www.spazioseme.com Chiara Savarino

nella Russia del Quattrocento, che accolgono le figure cristologiche inscritte entro linee geometriche e forme armoniche». Quali sono le fasi per la realizzazione di un’icona sacra che si apprendono nei vostri corsi? «Prima di tutto occorre il supporto, cioè la tavola in legno ben levigata – pioppo o abete – dalle misure che richiamano la numerologia cristiana. Poi, per attaccarvi la tela di bisso di lino, si impara a preparare la colla a base di caseina e, una volta liscia, la superficie è pronta per essere dipinta. Dopodiché si delimita la parte da dorare con il bolo armeno, una particolare terra argillosa, e si applica l’oro in foglia che, trascorse 24 ore, viene brunito con la pietra d’agata». Quindi gli allievi procedono alla pittura vera e propria delle figure. «Sì, passando dal colore più scuro a quello più chiaro, come fosse un passaggio dalle tenebre alla luce. Si procede quindi a dipingere l’immagine con i pigmenti naturali, legati con il giallo d’uovo, secondo l’antica tecnica dei monaci bizantini che avevano pensato l’arte dell’icona come un cammino verso l’ascesi». I corsi, sempre attivi, sono aperti a tutti con cadenza settimanale. www.associazionearcheosofica.it

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Trucco & Parrucco C’è una cosa che ti segue ovunque e ti parla in mille modi diversi: il Colore

Il mondo è bello perché è vario!

ella moda, nell’arte, nel cibo, il Colore è sempre presente. Detta le tendenze, rende unica ogni cosa che ci circonda e se glielo chiedi saprà parlare di te, perché il Colore è un linguaggio: basta solo impararlo. Seguendo il metodo giusto è possibile accostare i colori in modo sapiente ed equilibrato e individuare le tecniche di colorazione che meglio si adattano alla forma e ai colori del viso. Ogni donna ha cromie portanti che la contraddistinguono e che possono essere valorizzate; esistono colori che esaltano un volto e colori che contrastano con i toni naturali di base. È necessario, per arricchire la nostra bellezza, individuare i colori giusti, che aumentano la luminosità del viso. Ogni donna ha dominanti cromatiche diverse che vanno dai perlati ai dorati, chiari o scuri, delineandone quattro tipologie predominanti. Oggi iniziamo parlando della donna con toni perlati-scuri, essa è caratterizzata da occhi marrone scuro, neri, nocciola o grigio verdi, da un incarnato olivastro che va dall’avorio all’ebano e capelli naturali scuri, con riflessi cenere. Per esaltare questa tipologia di donna, i capi di abbigliamento che vanno vicino al volto dovranno prediligere tonalità fredde, come il bianco, il grigio fumo o antracite, un blu di Prussia o elettrico, un verde smeraldo, rosa antico o shocking, rosso carminio, bordeaux e viola melanzana. Negli accessori prediligere l’argentato. Per il make-up il fondotinta sarà rosato o effetto porcellana, con un fard sempre sui toni del rosato. L’ombretto è cacao, grigio piombo, tonalità del viola e del verde smeraldo, i colori del rossetto vanno dal rosa antico al rosso geranio o carminio, bordeaux o prugna. Per i capelli sono consigliate tonalità scure, con riflessi cenere o rossi, sempre scuri, tendenti al viola. Si può optare su rossi intensi per far risaltare una base molto scura; le più intrepide possono risaltarla con riflessi verdi o blu elettrico. Orientandosi verso colori con caratteristiche cromatiche simili alle nostre, questi aumenteranno la luminosità del nostro viso, scegliere il colore giusto significa portare il volto in primo piano e – proprio come una gemma – farlo risplendere. Anna Maria Magrini per Acconciature Astra

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di Marco Cavini

AREZZO, TERRA DI VINO DI QUALITÀ

a prima edizione del corso di formazione “Arezzo terra di vino di qualità” ha registrato il tutto esaurito, e così la Strada del Vino - Terre di Arezzo e l’Associazione Italiana Sommelier (Ais) sono pronti a concedere il bis. A partire da giovedì 7 marzo prenderà il via, al polo enogastronomico di Villa Severi, il nuovo corso che metterà in contatto tutti i soggetti legati al mondo del vino della provincia di Arezzo. Da un lato ci saranno le aziende del territorio che presenteranno una vasta gamma di vini di qualità, dall’altra i sommelier, gli enotecari, i ristoratori e tutti coloro che, per passione o per lavoro, hanno legami con la realtà vitivinicola aretina. «Questo corso – spiega Alessandra Ferrati della Strada del Vino – è nato dalla voglia e dalla necessità di promuovere e valorizzare i produttori vinicoli, mettendoli a contatto con i sommelier e con tutti gli altri soggetti interessati a conoscere nel dettaglio la produzione del nostro territorio». “Arezzo terra di vino di qualità”, la cui partecipazione sarà completamente gratuita, si svilupperà per tutti i giovedì di marzo con quattro lezioni dedicate ai vini di ogni vallata della provincia: una serata sarà specifica sul Valdarno, una sulla Val di Chiana e una su Arezzo e sul Casentino, mentre l’ultima, più amplia, sarà incentrata sulla Strada del Vino e sui grandi progetti portati avanti dalla Provincia di Arezzo e dalla Camera di Commercio.

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Ogni lezione prevederà una parte teorica tenuta dai relatori della Strada del Vino e dell’Ais e una parte conoscitiva, i cui protagonisti saranno le stesse aziende vitivinicole, con cinque produttori per ogni serata che illustreranno la loro realtà e permetteranno la degustazione del loro miglior vino. Al termine del corso ogni iscritto riceverà un cd con un database con le schede tecniche di tutti i vini prodotti dalle 64 aziende aretine legate alla Strada del Vino. «Il vino – conclude Ferrati, – rimane una delle eccellenze produttive della provincia di Arezzo. Questi corsi di formazione riscuotono sempre un bel successo, con i vari soggetti del nostro territorio che di volta in volta si dimostrano sensibili e percettivi di fronte alle iniziative che gli proponiamo». 1° MARZO 2013

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FEDJ, DONNA NIG DI RISCATTO

a anni in Italia assistiamo alla massiccia presenza sulle strade di donne nigeriane, coinvolte dalla rete della criminalità organizzata nel traffico di esseri umani e nella prostituzione. La maggioranza di esse proviene da Benin City e coltiva il sogno di migliorare la propria vita. Per realizzarlo affrontano un viaggio lungo e faticoso, ai limiti della sopportazione… Tutte contraggono un debito per pagare le spese del trasferimento: di questo debito diventano schiave e sono costrette a vendere il proprio corpo, ogni giorno. Secondo lo United Nations Interregional Crime Research Institute, l’Italia è la destinazione principale per più di 10.000 prostitute nigeriane, vittime di violenza, sfruttamento, paura, solitudine. Fedj (nome di fantasia) è una di loro, che ha trovato la forza di denunciare la sua condizione e i suoi sfruttatori entrando in un progetto di accoglienza curato dal Centro Antiviolenza Pronto Donna e l’Associazione Donne Insieme ad Arezzo. Quando ha deciso di lasciare la Nigeria e di raggiungere l’Europa? «Circa dieci anni fa, per migliorare la mia condizione economica e quella della mia famiglia. Sono partita dal mio Paese piena di speranza, passando dal Marocco prima di imbarcarmi per la Spagna e poi raggiungere l’Italia. Ho vissuto a Torino (città di transito per la maggior parte delle nigeriane che giungono in Italia), dove una donna mi ha illustrato il lavoro che avrei dovuto svolgere. Fin da piccola ho cercato di contribuire al bilancio familiare; non ho studiato molto: ho frequentato la scuola da sei a dodici anni, e poi sono andata a lavorare in una azienda produttrice di sacchetti di plastica. Un giorno dei conoscenti mi hanno proposto di partire per l’Europa, con la prospettiva di un’occupazione “redditizia” e allora, sostenuta dalla mia famiglia, ho deciso di accettare». Cosa le hanno chiesto in cambio? «Ho firmato dei documenti in cui mi impegnavo a restituire 30.000 euro a chi mi ha condotta in Italia. In seguito ho capito che non avrei migliorato la mia condizione economica personale né quella della famiglia rimasta in Nigeria. Sono stata privata dei documenti e degli effetti personali e costretta a lavorare sulla strada, a prostituirmi di giorno e di notte, sotto il sole o con la pioggia, al freddo pungente dell’inverno o alla calura ardente dell’estate» . Perché ha accettato di prostituirsi e non si è ribellata? «Avevo visto diverse donne partire dal mio Paese e tornare ricche. Speravo che dopo aver pagato il mio debito avrei potuto “riscattar-

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IGERIANA IN CERCA di Luciana Pastorelli

mi” economicamente e socialmente, avrei potuto avere una vita diversa. Invece il debito si è trasformato in una morsa, nell’arma di ricatto da parte dei miei sfruttatori che mi lasciava senza scelta. Il contratto prevedeva che la firmataria dovesse accettare qualsiasi occupazione proposta e in caso di inadempienza, la possibilità da parte dei creditori di rivalersi sulla famiglia. Temevo facessero del male ai miei familiari. Prima di partire ero stata costretta a sottopormi a un giuramento con un rituale voodoo detto “Juju”, in cui mi impegnavo a rimborsare i soldi». Quando è arrivata la svolta che le ha fatto decidere di chiedere aiuto? «Dopo un incidente stradale in cui ho rischiato di morire, di cui porto cicatrici indelebili sul corpo, avvenuto mentre andavo a lavorare d’inverno, con le strade ghiacciate. Ho avuto una lunga degenza in ospedale, a cui è seguita la riabilitazione. Ho deciso di uscire da quella vita d’inferno a qualunque costo. Sono tornata a sperare nuovamente in una vita diversa. Il mio programma di protezione prevede l’inserimento graduale nel mondo del lavoro: forse, in futuro, anch’io potrò essere una donna e una madre felice!». lu.pastorelli@libero.it

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il sonetto

«Beppe, hè dicìso o nòe per chj votare? Te sé convinto o ancora sé cunfùso?» «Si te lo devo dire… un so che fare, perché tutti .i partiti m’han dilùso. Ce ne fuss’uno che te pù fidare… e le balle che dìcheno m’han fuso. Tanto, Tónio, chjunque andrà a governare, in du’ balletti sbattaràe ’l muso co’ la mancanza de finanziamenti (che sèrvon pe’ le caste e le tangenti!) e l’impegni un sarànno mantinùti» «Unn’èsse ppessimista, un t’avvilire! Sperèmo che stavolta ’l ciel ci’aiuti e spunti, Beppe… el sol de l’avvinìre!»

THE CYCLOPS IN CONCERTO Domenica 2 marzo alle ore 22.00 al Velvet di Castiglion Fiorentino suoneranno i Cyclops, dove presenteranno il loro primo lavoro in studio For a Happy Decline, uscito per l’etichetta aretina Woodworm, con la produzione e postproduzione di Andrea Marmorini e di Lucio Guglielmo Ridolfo Gagliano. Massai

di Leonardo Zanelli

La neve dei giorni scorsi ci ha fatto venire in mente un proverbio: “Sotto la neve pane, sotto l’acqua fame”. I contadini lo sanno bene che la neve è una fondamentale riserva idrica, e che sciogliendosi lentamente favorisce l’assorbimento dell’acqua da parte del terreno. Ma la neve non si limita a sciogliersi, infatti i contadini sanno anche che l’aria intrappolata nei fiocchi funge da isolante termico e protegge le colture, rallentando la ripresa vegetativa e limitando i danni solitamente prodotti di Fabio Mugelli dalle gelate tardive ai giovani germogli.

Le streghe di Salem di Rob Zombie *½ La dj di una radio locale riceve un vinile per posta: il disco suona al contrario ed è l’inizio della fine, specie se ci troviamo a Salem, Massachusetts, la città delle streghe. Zombie si rifà alle ossessioni di Polanski, alla corporeità di Cronenberg e alle atmosfere di Lynch, senza raggiungere le vette di nessuno dei tre. Il lodevole intento di mostrare la violenza insita nella storia della nazione, inserendo il seicentesco processo e l’eredità letteraria di Hawthorne, s’infrange nelle scelte di scrittura e registiche stereotipate, nella povertà degli effetti, nella mancanza di crudezza: l’orrore resta abbozzato e l’angoscia a tratti si fa noiosa come il brano dei Lords of Salem. Enrico Badii enrico.badii@gmail.com

e ti accompagnano in città (e a ballare!)

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cinema

chilometro zero

dove andare

HA DA SPUNTARE EL SOL DE L’AVVINÌRE! (23 febbraio 2013)


Oxfam lancia ad Arezzo l’iniziativa “Scopri il Marchio” Diritti delle donne, politiche ambientali, diritto alla terra e lotta alla povertà, l’associazione dà i voti alle 10 maggiori multinazionali dell’alimentare e lancia un appello ai consumatori aretini Oxfam classifica, attraverso il rapporto di ricerca “Scopri il Marchio”, le politiche adottate nei paesi in via di sviluppo (sul rispetto dei diritti delle lavoratrici, dei piccoli produttori e dell’ambiente) dalle dieci maggiori aziende del settore alimentare presenti in tutti i supermercati e con diversi stabilimenti anche sul nostro territorio (ad esempio, la Nestlè con lo stabilimento della Buitoni a Sansepolcro). E lancia un appello rivolto ai consumatori aretini, affinché: chiedano ai tre “giganti del cioccolato” – Nestlè, Mondelez e Mars – di proteggere di più le donne che lavorano nella filiera del cacao, realizzando un piano di azione per affrontare il problema della diseguaglianza femminile e promuovendo il loro accesso al credito, alla formazione e a migliori opportunità lavorative. Un appello alla responsabilità delle aziende e dei consumatori, che parte dalla costatazione di un quadro ben preciso. Oggi nel mondo 900 milioni di persone soffrono la fame, ma nello stesso momento 1,4 miliardi di persone è in sovrappeso e si consuma sempre di più: oltre 4000 tazze di Nescafè, più di 19.000 Coca Cola al secondo. «Abbiamo voluto analizzare le politiche delle maggiori aziende dell’alimentare perché conoscendole, consumatori e produttori possano cominciare a valutare l’operato di queste aziende, e chiedere loro di fare di più per il bene comune – spiega Roberto Barbieri, direttore Generale di Oxfam Italia. – Chiediamo ai consumatori non di smettere di comprare i prodotti che amano, ma di sollecitare alle aziende a comportarsi in modo da restare all’altezza delle loro aspettative. È l’enorme potere che abbiamo tutti noi: il potere di tante piccole azioni che contribuiscono a un grande cambiamento. Nessuna azienda è così potente da ignorare la voce dei propri consumatori». Per avere maggiori informazioni sulle “pagelle” stilate da Oxfam, si può visitare il sito dell’associazione all’indirizzo web www.oxfamitalia. org/coltiva/coltiva/introduzione-scopri-il-marchio. Per sottoscrivere l’appello www.behindthebrands.org/it-it/news/donne-e-cioccolato.

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Il Settimanale di Arezzo 137  

Sfoglia on line "Il Settimanale di Arezzo" n. 137, in edicola gratuitamente da Venerdì 1 Marzo 2013. Corri a prendere la tua copia!

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