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ANNO IV NUMERO 130 • VENERDÌ 11 GENNAIO 2013 • COPIA GRATUITA IN COPERTINA: SCATTO ED ELABORAZIONE GRAFICA DI ANDREA BARDELLI

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IN QUESTO NUMERO VITA DELLA CITTÀ 3 Centro città preso d’assalto per il primo weekend di saldi 5 Donati: «Restituirò agli aretini la fiducia che mi hanno dato» 6 Politiche: Arezzo nel segno dei giovani 7 No all’ampliamento dell’aeroporto 10 Per chi durante i saldi vuol fare acquisti etici 27 Impariamo a degustare l’olio 28 Il nuovo percorso formativo della “Margaritone” NON PIÙ PAROLE OMAI 8 Un giornata storica! AREZZO SPORT 13 I MASTIFF sono approdati nella massima serie di baseball italiano 15 Star Volley, una nuova realtà per la pallavolo aretina 16 L’Under 16 del Volley 88 una “piccola” tra le

grandi di tutta Italia 17 Freemove, un circuito di fitness per ritrovare la forma migliore 18 Se il buongiorno si vede dal mattino… 19 La Stella Azzurra sogna un 2013 di grandi successi 20 Palazzetto del Nuoto, ripartono i corsi in piscina per i più piccoli CULTURA 11 Se ti abbraccio non aver paura: storia di un viaggio speciale 21 Il mondo incantato di Mario Bernardini e Corrado Paolo D’Alessandro 23 Arte incisoria e pratica del disegno a confronto: Roberto Lanari e Carlo Lanini alla Galleria Rielaborando 24 Progildan: da Zelig Off a Metropolis fino a Il gioco dei giochi 25 Da un’idea del collezionista Fausto Casi, ricostruita la cabina radiotelegrafica del Titanic

“IL SETTIMANALE DI AREZZO“ È UNA TESTATA EDITA DA EDIZIONI GIORGIO VASARI SRL ANNO IV NUMERO 130 – VENERDÌ 11 GENNAIO 2013 © EDIZIONI GIORGIO VASARI DIRETTORE RESPONSABILE: FRANCESCO CIABATTI, EMAIL FRANCESCOCIABATTI77@ GMAIL.COM VICEDIRETTORE: MARCO BOTTI, EMAIL MARCO.BOTTI9@GMAIL.COM REDAZIONE: ELENA AIELLO, ENRICO BADII, ANDREA BARDELLI, GIACOMO BELLI, SERENA CAPPONI, FERNANDA CAPRILLI, MARCO CAVINI, GIACOMO CHIUCHINI, DORY D’ANZEO, JACOPO FABBRONI, CECILIA FALCHI, ELETTRA FIORINI, MICHELE GIUSEPPI, SARA GNASSI, ILARIA GRADASSI, VALERIA GUDINI, GIACOMO MANNESCHI, CHIARA MARCELLI, LUCIO MASSAI, DAVID MATTESINI, FABIO MUGELLI, OMERO ORTAGGI, VALENTINA PAGGINI, ROBERTO PARNETTI, LUCIANA PASTORELLI, IVANA MARIANNA PATTAVINA, LUCA PIERVENANZI, CHIARA SAVARINO, ALESSIO SEGANTINI, LUCA STANGANINI, VALENTINA TRAMUTOLA, LUCA TRIPPI. FOTO: ANDREA BARDELLI, ROBERTO PARNETTI

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LA FONDAZIONE MONNALISA ONLUS, IL “SETTIMANALE DI AREZZO” E LE EDIZIONI GIORGIO VASARI SONO PARTNER NEL PROMUOVERE LA

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IL SETTIMANALE DI AREZZO

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di Cecilia Falchi

CENTRO CITTÀ PRESO D’ASSALTO PER IL PRIMO WEEKEND DI SALDI

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nche quest’anno, per la gioia dei consumatori e per quella dei negozianti, che con la crisi aspettano con ansia questo momento per disfarsi dei prodotti non ancora venduti, sabato 5 gennaio sono iniziati i saldi di stagione. Il primo weekend di ribassi ha coinciso con il fine settimana di festa della Befana e con la Fiera Antiquaria: un connubio decisamente fortunato per gli affari. Già la Fiera Antiquaria attira in città tanti curiosi tra visitatori e turisti oltre che alla cittadinanza affezionata, e l’occasione dell’inizio dei saldi ha suscitato maggior attrazione. Al di là delle presenze registrate però la domanda è una: come sono andate le vendite in questo primo weekend di saldi? È stato un avvio sottotono, in media o perfino migliore dell’anno scorso? Gli aretini hanno aspettato i saldi per i loro acquisti più importanti o l’impennata nelle vendite si è fatta attendere senza risultato? Per quanto riguarda il centro città: in Corso Italia e vie limitrofe i negozianti si sono ritenuti abbastanza soddisfatti. La mattina e il pomeriggio di sabato 5 gennaio nelle vie del centro c’è stato il vero boom di persone e di acquisti ed è il settore dell’abbigliamento e accessori che ne ha beneficiato maggiormente. Cappotti, piumini, tanti capi invernali come golf, maglieria sono stati gli acquisti prediletti e, anche se non propriamente invernali, i negozi di intimo sono stati presi d’assalto. In alcuni punti vendita di famose catene di intimo e abbigliamento si sono viste lunghe file di persone alla cassa. [continua a pag. 4]

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[continua da pag. 3]

Domenica l’affluenza, se pur tanta, è stata leggermente minore: probabilmente le famiglie, essendo un giorno di festa, sono rimaste più tempo in casa a festeggiare l’Epifania. La spesa media per scontrino, variabile da negozio a negozio a seconda del prodotto in vendita, si aggira intorno ai 50-60 euro, complice il fatto che in molte vetrine già campeggia la scritta del 50%, impensabile soltanto fino a quattro o loc. Gragnone 29 cinque anni fa. tel. 0575 365251 Se il resoconto dei negozi in centro per questo inizio è stato abbastanza positivo, in media e in alcuni casi migliore rispetto all’anno scorso, per quanto riguarda il resto della città la situazione cambia. Al “Setteponti” gli esercenti delle attività commerciali, sabato 5 gennaio, hanno registrato una buona affluenza e un incremento delle vendite, ma comunque in calo rispetto all’anno scorso. La causa probabilmente è la maggior attrazione esercitata dal centro città, motivo per cui domenica 6 gennaio il centro commerciale è rimasto chiuso. A detta di alcuni esercenti anche sotto Natale il movimento era minore rispetto agli anni precedenti. Sono andati mediamente bene gli accessori per la casa, l’oggettistica, per quanto riguarda invece gli elettrodomestici, televisori, cellulari e prodotti informatici, i ribassi non hanno fatto la differenza. Prima della Befana sono andati bene i videogiochi per bambini e i vari accessori, ma le spese maggiori in questo settore si sono registrate prima di Natale. Soffrono della perdita di centralità i negozi anche in via Vittorio Veneto e nelle zone periferiche, poche le persone che si soffermano e che passeggiano se non per tornare alle macchine parcheggiate, si salvano solo i negozi storici dell’abbigliamento e delle calzature con una clientela fissa. Tirando le somme: l’avvio di questi saldi invernali 2013 è stato mediamente positivo, i prodotti che sono andati per la maggiore sono le scarpe, gli stivali, cappotti e piumini; i capi di stagione che la gente utilizzerà quest’inverno e conserverà per il prossimo, calo rispetto all’anno scorso invece per l’ottica e per abbigliamento sportivo, ma siamo solo all’inizio e per avere un’idea più chiara si deve solo attendere.

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DONATI: «RESTITUIRÒ AGLI ARETINI LA FIDUCIA CHE MI HANNO DATO»

di Luca Trippi

on 5273 preferenze ricevute, Marco Donati ha sbancato le Primarie per i parlamentari Pd nel territorio di Arezzo e provincia, confermando così l’affetto degli aretini verso la corrente renziana. Si è fatto gran parlare dell’elezione di quello che con ogni probabilità sarà il più giovane deputato aretino della storia, ma il tempo dei festeggiamenti e delle congratulazioni è finito. Come la più esperta Donella Mattesini, l’assessore Donati adesso è chiamato alla grande responsabilità di rappresentare Arezzo nel Parlamento italiano. Donati, da renziano puro, quali idee pensa di portare a Roma per innovare il centronistra? «Credo nella piattaforma politica del Pd, e pur essendo io dichiaratamente pro-Renzi, non rinnego lo spirito del partito. Mi batterò per avere un partito sobrio, moderno, aperto al confronto, come è avvenuto con le Primarie e la sana contrapposizione Bersani-Renzi». Invece, quali idee per il rinnovamento dell’Italia e di Arezzo? «Il mio pensiero può essere sintetizzato in due concetti-chiave: modernità e solidarietà. Modernità intesa nello sviluppo universale alla banda larga, all’accesso al credito facilitato e altre operazioni che possano agevolare la nascita e la crescita delle imprese, e quindi del lavoro». Nell’immediato futuro, di cosa avrà bisogno il territorio di Arezzo? «Prima di ragionare delle priorità per Arezzo, penso sia necessario costruire una grande forza politica di questo territorio, che vada dalla città a tutte le quattro vallate. Il fronte politico deve essere più unito, compatto, in modo da avere più peso di fronte alla regione e all’Italia intera. Se non uniamo le energie, sarà quasi impossibile pensare di fare qualcosa di buono per il nostro territorio». Mercoledì scorso ha compiuto 33 anni. Diventare deputato così giovane è un punto di arrivo o un punto di partenza? «Per natura sono molto modesto. C’erano le condizioni per una mia candidatura, ho vinto, e adesso per me è un grande onore rappresentare gli aretini in Italia. Sento una grossa responsabilità sulle spalle. Per adesso mi accontento di questo traguardo, la mia unica ispirazione al momento è quella di restituire agli aretini la fiducia che mi hanno dato».

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POLITICHE: AREZZO NEL SEGNO DEI GIOVANI

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lla fine ci siamo arrivati. Le “Parlamentarie” del centrosinistra hanno premiato i volti giovani della politica aretina. Un dato di fatto, che di questi tempi rappresenta un segnale forte, anche se non del tutto esaustivo, di discontinuità verso una politica che soprattutto a livello nazionale – ma non solo – rischia altrimenti di esser fatta sempre dai soliti “noti”. Sta di fatto, però, che due giovani poco più che trentenni – classe 1981 Maria Elena Boschi e classe 1980 Marco Donati – andranno con ogni probabilità a Montecitorio. Ma andiamo per gradi. Il vero vincitore di queste Primarie nel Pd per Camera e Senato, tenute comunque sia in una data (lo scorso 29 dicembre) sbagliatissima, che infatti ha ridotto e non di poco la partecipazione, è ad Arezzo Marco Donati, il quale alla chiusura dei giochi con oltre 5 mila preferenze personali, si è più che legittimamente guadagnato il quarto posto alla Camera. Come a dire che l’assessore al Bilancio del Comune di Arezzo, un biglietto per Roma lo ha già staccato. Una affermazione nel solco del risultato aretino delle Primarie, ma che contiene un dato sostanziale: la voglia di molti giovani e non solo di vedere finalmente un “ragazzo” di 33 anni in Parlamento, a rappresentare il nostro territorio. Conseguenza? La deputata uscente Donella Mattesini, che ad Arezzo era arrivata seconda alla Camera con un egregio risultato, viene spostata

di David all’ottavo posto per la lista del Senato. Mattesini Mentre il segretario provinciale del Pd, Marco Meacci, in lista per Montecitorio sarà solo ventottesimo, nonostante un buon risultato in termini di consensi. Intanto Maria Elena Boschi si inserisce, dopo il gran lavoro fatto come coordinatrice nazionale dei circoli per Renzi, al ventesimo posto alla Camera. E Sel? Con mezzi e risorse diverse, anche il partito di Vendola marca una discontinuità ad Arezzo, proponendo un altro giovane, Paolo Pezzati, classe 1977, affermato dirigente dell’ong Oxfam, che con quasi 300 preferenze anche se non andasse alla Camera, si è dimostrato più che all’altezza di competere con i “big” regionali del partito. Eccoci però al dato di fondo, nonostante il segnale delle “Parlamentarie” sia forte, le segreterie nazionali e regionali dei partiti continuano ad avere il controllo delle liste, potendosi permettere comunque un “gioco delle tre carte”, con vari aggiustamenti e inserimenti dall’alto, che ai cittadini non piace davvero. A permetterglielo, una legge elettorale “vergognosa”, che per primi da destra a sinistra non hanno voluto modificare in Parlamento. La prova del nove? La lista unica per Monti al Senato, che di fatto renderà probabile una sorta di “pareggio” in stile “Prima Repubblica” a Palazzo Madama. A riproporre l’annosa quaestio di un’ala del Parlamento già di fatto esautorata dalla storia, in termini di rappresentanza: alla faccia del cambiamento…

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NO ALL’AMPLIAMENTO DELL’AEROPORTO

di Michele Giuseppi

bbiamo intervistato Roberto Barone, presidente del “Comitato contro l’ampliamento dell’aeroporto del Molin Bianco”. Ingegner Barone, quali sarebbero le problematiche che deriverebbero dall’ampliamento del nostro aeroporto? «Potremmo iniziare differenziando due grandi categorie di problemi: quelli ecologico-sociali e quelli di natura politicoeconomica. Di norma non si può parlare degli uni senza tralasciare gli altri, però teniamoci a quelli che andrebbero a colpire direttamente i cittadini». Ad esempio? «L’ampliamento della pista, totalmente inutile, comporterebbe una serie di minimi cambiamenti, ma che non possono essere dimenticati. Una pista più lunga comporterebbe un aumento del traffico aereo nella zona e quindi un conseguente innalzamento dell’inquinamento ambientale e acustico, e quest’ultimo supera già da tempo i limiti. Il problema più grande rimane comunque lo spostamento del “Pettine”. Una striscia situata sulla pista che serve al pilota per controllare il limite entro il quale decollare o atterrare. Superato il “Pettine”, l’aereo entra in un “Cono” immaginario in cui può navigare nel cielo. Dentro il “Cono” si possono registrare una buona quantità di problemi, che pur essendo statisticamente molto rari non possono non essere tenuti in considerazione. Ad esempio: la fuoriuscita di combustibile dal veicolo, la caduta di pezzi di un pneumatico o, nel peggiore dei casi, addirittura pure lo schianto dell’aereo. Ecco dove sta il fulcro del problema: nell’area di questo “Cono” rientrerà anche la Scuola Media “Francesco Severi” e le Elementari “Antonio Curina”. Questi sono “recettori sensibili”, cioè luoghi pubblici, o meno, che dovrebbero rimanere estranei a questo tipo di problemi. Inoltre alla base di tutto c’è anche un gioco politico sul quale non ho intenzione di dilungarmi».

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NON PIÙ PAROLE OMAI… a cura di Roberto Parnetti

ra stato presentato come un grande evento e così è avvenuto… Anzi, la giornata di domenica 6 febbraio 2013 passerà alla storia come indimenticabile, e probabilmente irripetibile, per la nostra città e anche per la Giostra del Saracino. Arezzo è stata infatti protagonista di “Viva la Befana – per riaffermare e tramandare i valori dell’Epifania”, manifestazione che giungeva alla sua 28a edizione, e che per l’occasione è stata denominata “Da Arezzo e dalle sue valli a San Pietro”. Un vero è proprio esodo con oltre 1300 figuranti a rappresentare la Giostra del Saracino, ma anche numerosi gruppi storico-folcloristici della nostra provincia e associazioni di volontariato [a pagina seguente l’elenco completo, nda] che hanno sfilato tra due ali di folla da Castel Sant’Angelo attraverso via della Conciliazione fino in piazza San Pietro. Un’emozione unica per tutti coloro che hanno animato il suggestivo corteo, che è stato aperto dalla massime personalità cittadine civili e religiose aretine: il prefetto Saverio Ordine, il questore Felice Addonizio, il sindaco Giuseppe Fanfani, il vescovo Riccardo Fontana, il presidente della Camera di Commercio Giovanni Tricca, l’assessore provinciale Carla Borghesi e gli assessori comunali Lucia de Robertis e Stefania Magi. Spettacolare la visione d’insieme di tutti i gruppi schierati poi in piazza San Pietro: un caleidoscopio di colori della nostra terra e di suoni, delle chiarine e dei tamburi dei gruppi storici che hanno salutato le parole del pontefice Benedetto XVI durante l’Angelus. Al termine è stata poi la volta della consegna dei doni dei Re Magi (impersonificati da Paolo Parigi – Melchiorre, Mario Capacci – Baldassarre e Giuseppe Mori – Gaspare) che hanno consegnato tre calici d’argento realizzati, per tale occasione, da Alano Maffucci. La giornata romana si è conclusa, nel pomeriggio, con la santa messa in San Pietro, officiata dal vescovo di Arezzo monsignor Fontana.

UN GIORNATA STORICA!

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UN BLOG SUL SARACINO «Parlare di Giostra, vivere di Giostra. Questo lo scopo di un semplice blog che ho deciso di creare per poter dare libero sfogo alla più grande passione che attanaglia la mia vita da ormai 25 anni: il Saracino…». Con queste parole Saverio Crestini si presenta alla città nel suo blog interamente dedicato alla Giostra del Saracino e che è stato inaugurato sabato 5 febbraio. Un “contenitore” accessibile a tutti, con approfondimenti, commenti, interviste e materiale video e fotografico per parlare e vivere la nostra beneamata manifestazione tutto l’anno. Da parte nostra facciamo un grosso in bocca a lupo a Saverio per la sua splendida iniziativa invitando tutti i lettori a cliccare su giostradelsaracino. wordpress.com

Gruppi e associazioni partecipanti Quartieri della Giostra del Saracino, Associazione Sbandieratori Città di Arezzo, Gruppo Musici “William Monci” Città di Arezzo, Associazione Signa Arretii (Fanti e Valletti del Comune), Magistratura della Giostra, Cavalieri di Arezzo, Cavalieri d’Etruria, Società Balestrieri di Sansepolcro, Associazione “Battaglia di Scannagallo” di Foiano della Chiana, Centro Rievocazioni Storiche di Montevarchi, Gruppo Musici e Sbandieratori di Cortona, Gruppo Storico di Lucignano, Associazione Rievocazioni Storiche di Subbiano, Carnevale dei Figli di Bocco di Castiglion Fibocchi, Gruppo Storico “Chiusi della Verna”, Arcieri della Chimera, Liceo Artistico e Coreutico “Piero della Francesca”, Misericordia, Scuderia Pan, Filarmonica Guido Monaco, O’Range Chimera, Sba Basket, Special Olympics Italia, Libera Accademia del Teatro di Arezzo, Fraternita dei Laici.

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PER CHI DURANTE I SALDI VUOL FARE

ACQUISTI ETICI I

l 5 gennaio sono iniziati i saldi e con loro le occasioni di risparmio per gli aretini. Le associazioni per la tutela e la protezione degli animali – Lav, Enpa, Wwf e Oipa – di Arezzo in questa occasione hanno lanciato ai consumatori un appello affinché si facciano acquisti etici, fatti con responsabilità e consapevolezza. di Chiara Nonostante crescano in tutto il mondo le proSavarino teste verso una moda violenta che segue solo il volere e gli interessi degli stilisti, ogni anno nei negozi si vendono ancora troppi capi di pelliccia o con bordi in pelo. Chi compra una pelliccia indossa animali detenuti e uccisi barbaramente solo per questo scopo. Alcuni dati mostrati dalle associazioni dicono che sono milioni gli animali uccisi ogni anno, vittime innocenti dell’egoismo e della vanità dell’uomo. Solo in Italia sono 200 mila, e 70 milioni le vittime in tutto il mondo. Per fare una sola pelliccia da donna vengono uccisi, per fare qualche esempio, 40 visoni, 20 volpi, 130 cincillà. «Tutto questo è inaccettabile, è ora di capire cosa indossiamo, altrimenti scegliamo di essere complici di queste stragi – affermano le associazioni: – la moda non è fatta solo di questa triste realtà, e abbiamo proprio noi acquirenti il potere di cambiarla scegliendo di indossare le tante e belle pellicce ecologiche che sempre più spesso si trovano nei negozi e grandi boutique. Basta controllare l’etichetta». Ancora oggi manca la consapevolezza. Sempre più spesso le persone non si rendono conto di indossare nei loro giubbotti bordi di animali uccisi. Per questo è necessario iniziare a riflettere sui nostri consumi, perché da questi si decide il destino di migliaia di animali ogni anno. Le associazioni aretine si sono rivolte inoltre alla categoria dei commercianti lanciando una bella iniziativa, ovvero la realizzazione di una lista di negozi aretini “Fur Free”, un elenco di tutti gli esercizi che non vendono capi in pelliccia. Uno strumento per orientare i tanti consumatori attenti ad acquistare nei negozi giusti che vuole fare pubblicità ai commercianti che decideranno di aderire. Basterà contattare direttamente le associazioni promotrici, che si stanno già muovendo per poterla realizzare entro la prossima stagione invernale.

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SE TI ABBRACCIO NON AVER PAURA STORIA DI UN VIAGGIO SPECIALE abato 12 gennaio, alle ore 17, Fulvio Ervas sarà il primo ospite del Giardino delle Idee Duemilatredici per presentare il romanzo campione di vendite Se ti abbraccio non aver paura (Marcos Y Marcos), votato “Libro dell’Anno 2012”. Ervas nasce sul Piave il 23 luglio 1955, ignaro che Einstein fosse appena morto. Quando ne avrà coscienza si iscriverà a un liceo per farsi una cultura scientifica. Attratto da tutti gli animali diversi dall’uomo, si laurea in Scienze Agrarie, con un’inquietante tesi sulla Salvaguardia della mucca Burlina. Insegna Scienze Naturali e di questo racconta in Follia docente. Insieme alla sorella Luisa pubblica La lotteria (Premio Calvino di Chiara Marcelli 2001) e Succulente. Con Commesse di Treviso partorisce uno dei più curiosi e divertenti ispettori della pagina scritta, Mr. Stucky. Se ti abbraccio non aver paura, il nuovo romanzo, è un’avventura grandiosa e imprevedibile. Come Andrea, suo protagonista. L’autismo l’ha fatto prigioniero quando era ancora un bambino e Franco, suo padre, è diventato un cavaliere che lotta per il figlio e continua a sognare. A lungo hanno vagato inseguendo terapie tradizionali, sperimentali, spirituali. Ora partono per un viaggio diverso, senza bussola né meta, uniti nel tempo sospeso della strada. Attraversano terre lontane, in Sudamerica. A bordo di una moto, soli e pronti a imparare qualcosa da ogni persona, bestia, luogo che scoprono durante questa insolita esperienza. Per tre mesi la normalità è abolita, non si sa più chi è “diverso”. Andrea insegna al padre ad abbandonarsi alla vita. Se ti abbraccio non aver paura è più di un romanzo, è il racconto biografico di un percorso esistenziale. Accade, a volte, che uno scrittore ascolti persone in carne e ossa, anziché personaggi di fantasia. A Ervas è successo quando Franco Antonello gli ha chiesto di ascoltare la sua storia. Con una scrittura limpida ed emozionante l’autore testimonia le vicende di chi non teme di abbracciare il mondo sconfinato e sconosciuto, di provare a vivere giorno per giorno senza convenzioni sociali e regole imposte. L’appuntamento con lo scrittore e il suo libro è presso la “Sala delle Muse” del Museo d’Arte Medievale e Moderna di Arezzo. Introduce e modera l’incontro Barbara Bianconi, con gli approfondimenti di Linda de Benedictis.

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in copertina

Mastiff Mastiff, a sei anni di distanza dalla propria nascita, sono approdati in Ibl. È la prima volta che una società aretina raggiunge il campionato di vertice del baseball italiano. Una grandissima soddisfazione e soprattutto un importante riconoscimento, che premia una programmazione virtuosa e un progetto solido grazie al quale i Mastiff di Danilo Biagioli, nel giro di pochi anni, sono arrivati ai vertici del baseball nazionale. I Mastiff saranno l’unica squadra toscana a giocare in Ibl: quali sono le sensazioni? «C’è una grande attesa che cresce di giorno in giorno. Sono sensazioni che ho già provato mentre giocavo e adesso vedere altri ragazzi aretini provare le stesse emozioni, per me è come un sogno che si realizza. Non vediamo l’ora di misurare nella massima serie il lavoro

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Mastiff: c’è voglia di Ibl I Mastiff sono approdati nella massima serie di baseball italiano. Il presidente Danilo Biagioli ci parla dell’ascesa, della stagione ormai alle porte e del futuro della società

di Omero Ortaggi

[segue da pag. 13]

che abbiamo fatto in questi sei anni». Come procede la preparazione in vista del campionato? «Ci stiamo preparando al meglio e per adesso non ci siamo mai fermati. Appena siamo approdati in Ibl abbiamo pensato alla gestione finanziaria, per poi fare le valutazioni calzanti per il nostro progetto. Un progetto che vogliamo far evolvere fino a farlo diventare di respiro regionale, grazie anche agli ottimi rapporti che abbiamo con Grosseto, Livorno e Firenze. Vogliamo mantenere l’Ibl nella nostra regione attraverso un progetto che dia ai ragazzi toscani la possibilità concreta di giocare nella massima serie». Un progetto che poggia su un settore giovanile di qualità e ora l’approdo in Ibl: non a caso avete destato tanto interesse nelle altre città toscane. «Quest’anno giocheremo a Grosseto in un impianto da 10 mila posti. Ringraziamo il Comune di Grosseto e in particolare l’assessore allo Sport Paolo Borghi, che ci hanno garantito strutture di altissimo livello. Adesso vogliamo crescere e diventare il catalizzatore del settore giovanile del baseball toscano». Quali sono gli obiettivi della stagione? «Non ci precludiamo niente, anche perché siamo convinti di poter crescere partita dopo partita. Vogliamo ottenere risultati in grado di darci ulteriore convinzione e rinforzare le basi per creare nel futuro prossimo una realtà regionale di rilievo». Il settore giovanile come necessità e come punto di forza, e poi la vostra ascesa inarrestabile: cosa le viene in mente di questi sei anni? «Mi viene in mente un’ascesa repentina e programmata, fatta con tanta determinazione. Ciò che abbiamo vissuto è stato un mix impossibile da riassumere in poche parole. Un mix fatto di sacrifici, rabbia e resistenza contro chi ha voluto affossarci. Possiamo solo ringraziare tutti coloro che hanno creduto in noi e ci hanno reso più “agguerriti”. Programmare è sempre difficile, ma per adesso pensiamo a rimanere in Ibl e a disputare ad Arezzo qualche partita della massima serie». L’Ibl è ormai alle porte e l’attesa cresce di giorno in giorno, proprio come cresce il progetto Mastiff, per una squadra aretina che sia protagonista nella massima serie anche se lontana dalla nostra città. Un pizzico di rammarico c’è comunque, ma intanto i Mastiff in Ibl ci sono, eccome.

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Star Volley di Elettra Fiorini

una nuova realtà per la pallavolo aretina

una realtà ancora giovane, ma a pochi mesi dalla sua fondazione, la Star Volley sta già facendo parlare molto di sé. Grazie all’impegno e alla passione che lo staff ha reso visibili anche nei programmi, la società ha saputo inserirsi a pieno titolo nel tessuto sportivo del territorio facendosi strada tra gli storici nomi della pallavolo aretina. Nata ufficialmente lo scorso agosto, la Star Volley, guidata dal presidente Gianluca Bracalenti, ha già piazzato una squadra nel Campionato di Seconda Divisione dove ha occupato il secondo posto della classifica, a un passo dalla prima. Ma ciò che realmente differenzia questa neonata società dalle sue sorelle maggiori risiede nell’intenzione di base. La Star Volley promuove un nuovo modo di fare esperienza agonistica, finendo per accrescere l’offerta sportiva aretina senza, per questo, frammentarla ulteriormente, anzi tessendo una rete di collaborazioni capace di toccare varie società. «Ho giocato a pallavolo per dieci anni e da otto alleno – spiega il presidente Bracalenti. – Nelle varie società noto un netto disinteresse nei confronti dei settori giovanili perché il 99% dell’attenzione va alla prima squadra, sia essa in Serie D o in Prima Divisione. Ho così deciso di dar vita a una realtà che concentri i propri sforzi in ambito giovanile per permettere agli atleti di compiere un percorso di formazione completo, di salire di livello e di andare in prestito ad altre società, tutte esperienze utili ai fini di una vera crescita sportiva». Con in testa questo obiettivo, la Star Volley sta infatti puntando molto sul minivolley che raccoglie bambini dai 6 ai 10 anni. Per quattro mercoledì la società ha organizzato dei corsi gratuiti nella palestra della “Pio Borri”, un’opportunità che ha permesso ai più piccoli di avvicinarsi alla pallavolo senza costi aggiuntivi per le famiglie. È stata inoltre l’unica società di pallavolo del comune a partecipare al Progetto Scuola, mettendo i propri allenatori al servizio delle scuole elementari. «Purtroppo il problema più grande resta la reperibilità di locali attrezzati per gli allenamenti, soprattutto per il minivolley – continua Bracalenti. – Abbiamo già fatto richiesta a chi di dovere, ma la situazione non è idilliaca. Servirebbe più organizzazione da parte delle società e maggiore controllo da parte degli enti specifici». Ma questi inconvenienti di percorso non sembrano fermare la Star Volley che, per il futuro, ha grandi progetti. «Lavorando minuziosamente con i settori giovanili, la nascita di una prima squadra con tutte le carte in regola sarà fisiologica. Vorrei però che questa fosse frutto della collaborazione tra diverse società della zona. Ad esempio, l’attuale campionato lo stiamo giocando con una squadra composta da atlete della Star Volley e prestiti del Tegoleto e della Volley88, e già sta dando dei risultati che vanno ben oltre le nostre aspettative iniziali».

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L’Under 16 del Volley 88 una “piccola” tra le grandi di tutta Italia La squadra aretina ha brillato al prestigioso Torneo “Città del Tricolore” di Reggio Emilia

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a Volley 88 Chimera sta vivendo un momento d’oro. Con la prima squadra che, forte di otto vittorie consecutive, sta volando in Serie D, a regalare le ultime soddisfazioni allo storico sodalizio aretino sono state le ragazze dell’Under 16. La squadra, allenata da Stefano Gialli, ha iniziato il 2013 conquistando gloria al Torneo “Città del Tricolore” di Reggio Emilia, la più importante manifestazione giovanile nazionale. Contro i vivai delle migliori realtà pallavolistiche del Centro-Nord Italia, la Volley 88 era di Marco Cavini l’unica società “piccola” presente al torneo: il valore delle avversarie non ha intimorito le aretine che, con cinque vittorie e due sole sconfitte, hanno chiuso la manifestazione al decimo posto su un totale di 24 squadre. «Abbiamo disputato questo torneo per far assaggiare alle nostre ragazze la grande pallavolo nazionale – spiega Gialli. – Il meglio di noi l’abbiamo dato nel girone di qualificazione, quando abbiamo conquistato tre vittorie per 2-0 contro Novara Volley, PGS Fides Mantova e Technodomus, un tris che ci ha permesso di accedere agli ottavi come prima del girone: questi successi ci hanno fatto capire che abbiamo le carte in regola per competere contro qualsiasi avversario». La nota più positiva del torneo è stata la premiazione dell’aretina Giulia Comini come miglior libero della manifestazione. «Questa è stata la ciliegina sulla torta – continua Gialli. – Solitamente i premi individuali vanno alle giocatrici delle squadre che terminano ai primissimi posti della classifica, ma Giulia è riuscita a mettere d’accordo i tecnici di tutte le società presenti: al di là della bravura dimostrata sul campo, la nostra atleta ha impressionato per il carattere e per la capacità nel guidare l’intera squadra. Ha fatto cose da “grande” e, considerando che si allena con la Volley 88 da quando aveva sette anni, per noi si tratta di un risultato eccezionale». Dopo la sbornia di Reggio Emilia, l’Under 16 deve immediatamente tornare con la testa sul campionato provinciale: il prossimo impegno sarà la sfida con il Cortona e, in caso di vittoria, le ragazze di Gialli metterebbero al sicuro l’accesso alle fasi finali. «Questa squadra ha tanta fame – conclude il tecnico. – Il torneo del Tricolore ci ha permesso di prepararci al meglio e di caricarci in vista di questa importante sfida di campionato».

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Freemove un circuito di fitness per ritrovare la forma migliore

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opo i pranzi e le cene delle festività natalizie, uno degli imperativi è rimettersi in moto per perdere peso, ritrovare la forma migliore o semplicemente iniziare una nuova attività motoria. Per rispondere a questa triplice esigenza, ad Arezzo c’è anche il fitness di Freemove, una ginnastica innovativa, divertente e socializzante che, inaugurata da pochi mesi, è già praticata da decine di aretini. Una delle basi della proposta di Freemove è l’allenamento a circuito (circuit training), cioè una tipologia di preparazione che consiste nell’eseguire consecutivamente una serie di esercizi che, a corpo libero, con pesi o con piccoli attrezzi, fanno perno su diverse parti del corpo e permettono di raggiungere i più diversificati obiettivi. Tra un esercizio e l’altro non è previsto un riposo ma, al massimo, un recupero “attivo” con una leggera camminata o con una pedalata. «Ogni circuit training – spiega Simone Maggini, personal trainer di Freemove, – prevede pochi esercizi semplici ma impegnativi da ripetere alternativamente. Si tratta di un allenamento in cui si attivano e si mettono in moto numerose aree del corpo, lavorando sui grandi gruppi muscolari delle gambe, dei glutei, della schiena, del petto e delle spalle. L’allenamento a circuito garantisce una tipologia di preparazione adatta a tutti, che non si limita esclusivamente a bruciare il grasso corporeo ma è funzionale ai più diversificati scopi: in base agli esercizi svolti, questa ginnastica può essere complementare alla prepa-

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razione sportiva, può incrementare il volume muscolare e aumentare la forza del corpo». Oltre ai benefici fisici e motori, la combinazioni di esercizi del circuit training offre altri vantaggi che rendono l’allenamento divertente e stimolante. «Questa ginnastica funzionale – conclude Maggini – punta molto anche sulla socializzazione perché, con esercizi svolti in coppia o in piccoli gruppi, l’allenamento a circuito permette di praticare un’attività fisica e, allo stesso tempo, di stare con gli altri e di creare nuove relazioni».

L’attività di Freemove si svolge presso la palestra della Flash Dance (ad Arezzo, in via Ristoro 170); per ottenere ulteriori informazioni è possibile contattare Maggini al 328/28.97.952 o scrivere una mail a info@ freemovearezzo.it

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Se il buongiorno si vede dal mattino…

di Luca Stanganini

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e il buongiorno si vede dal mattino, scansata e scampata la funesta profezia dei Maya, il nuovo anno ha portato con sé una ventata di ottimismo e buoni risultati per l’Arezzo. Due “brodini” consecutivi tra le mura amiche, contro Pontevecchio e Pierantonio, hanno proiettato gli amaranto di Bacis in una zona di classifica meno drammatica, con la salvezza diretta ad agevole portata di mano, a patto di non invertire l’abbrivio. Fa tristezza notare che se l’Arezzo si fosse svegliato prima, le prospettive avrebbero sicuramente potuto essere ben diverse, vedi il Castel Rigone, fino a poche settimane fa alle prese con una grave crisi tecnica e di risultati, e adesso nuova solitaria capolista, dopo la vittoria contro il Sansepolcro. Consoliamoci con i segnali di ripresa e con le notizie che arrivano dal fronte societario. Infatti, a quanto pare, gli amaranto potrebbero davvero cambiare padrone e stavolta si tratterebbe non di una cordata, bensì di un singolo imprenditore romano, desideroso di entrare nel mondo del calcio e provare l’avventura, tentando di riportare i colori amaranto in alto. Il progetto, come segno di continuità, si gioverebbe ancora della presenza dell’attuale presidente, Severini. Che aggiungere? Speriamo non sia soltanto l’ennesima puntata di una telenovela che ormai ha francamente stancato anche il più paziente tra gli irriducibili sostenitori del Cavallino. Speranza e ottimismo, comunque. È iniziato il duemilacredici. Stefano RUBECHINI È uno dei pochi della vecchia guardia a essersi salvato dai recenti tagli alla rosa. Ripresosi dall’infortunio che lo aveva tenuto fuori dai giochi per molte settimane, si ripresenta tirato a lucido e trascina la squadra alla vittoria, in entrambe le gare casalinghe a cavallo delle feste. E per la Befana, il carbone lo dà agli avversari con una doppietta che lo sblocca a livello tabellino segnature. Quello, era fermo dalla seconda di campionato, contro lo Scandicci. Il Rube può e deve essere una risorsa in più per il girone di ritorno. Gino SEVERINI Che male c’è nel rivelare nome e cognome della persona interessata a prendere in mano le redini della squadra? Semplice scaramanzia? Segreto da mantenere? Purché non sia un segreto di Pulcinella. Perché se dalla città del Vesuvio voleva arrivare Taglialatela, non vorremmo adesso ritrovarci con “taglialacorda”. E allora bravo presidente, se è riuscito a trovare una soluzione che garantisca un futuro dignitoso ma coraggio, facciamo chiarezza, che la gente ha diritto di saperne di più. Walter MARTUCCI Non per essere ingenerosi ma con ritocchi assai meno costosi, il suo successore, De Nicola, ha portato ben più beneficio. Un esempio per tutti, il ruolo di portiere, con Casini molto più convincente del duo Bucchi- Martinuzzi. Non c’era bisogno di andare in Argentina per trovare un guardiano dei pali, bastava rimanere ad Arezzo.

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La Stella Azzurra sogna un 2013 di grandi successi La società di calcio femminile ambisce a raccogliere i frutti di quanto seminato nel 2012 e il 2012 è stato l’anno della semina, il 2013 dovrà essere l’anno in cui raccogliere i frutti. Questa metafora agricola rappresenta le ambizioni delle formazioni di calcio femminile della Stella Azzurra, una società che, dopo il duro lavoro svolto negli ultimi mesi dal direttore generale Claudio Chiarini e dal direttore sportivo Omar Neri, si augura di festeggiare nel 2013 qualche importante traguardo. Le maggiori ambizioni ricadono sulla prima squadra che, impegnata nel campionato regionale di Serie C, si trova al secondo posto ad appena due punti dalla capolista Pisa. Squadra solida e ben attrezzata in ogni reparto (in 10 partite ha segnato 40 goal e ne ha subiti appena 5), nell’ultimo turno di campionato la Stella Azzurra ha ottenuto un pareggio per 0-0 proprio in casa delle pisane, un risultato bugiardo dal momento che le aretine hanno dominato la partita e non hanno segnato solo per la scarsa cattiveria delle punte o per la bravura del portiere avversario. «Con questa partita abbiamo dimostrato di meritare il primo posto – afferma Chiarini. – La società nutre ambizioni importanti perché è consapevole di poter contare su una rosa di assoluto valore che, nelle ultime partite del 2012, ha dimostrato di aver trovato i giusti automatismi tecnici e tattici. Domenica 20 gennaio, alla ripresa del campionato, ospiteremo il Livorno in una gara da vincere per continuare a lottare per la vetta della classifica». Grande interesse accompagna anche il cammino delle Giovanissime, le ragazze cresciute nella scuola calcio della Stella Azzurra che stanno disputando il loro primo campionato regionale femminile. Anche questa squadra sta vivendo una stagione da protagonista che la vede solitaria al secondo posto in classifica in scia alla corazzata Castelfranco. Le ragazze aretine, guidate da mister Paolo Acquisti, finora hanno dimostrato tutte le loro qualità, giocandosela contro ogni avversario e perdendo appena due partite, entrambe con il minimo scarto, a causa di qualche errore dovuto a ingenuità o a inesperienza. Consapevoli di questo grande potenziale, le Giovanissime torneranno in campo domenica 13 gennaio contro le coetanee del Lucca: l’obiettivo è bissare la bella vittoria ottenuta all’andata, quando la Stella Azzurra piegò le rivali con un netto 11-2.

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Ripartono i corsi in piscina per i più piccoli Da lunedì 14 gennaio apriranno le iscrizioni per i corsi da 0 a 6 anni organizzati dalla Chimera Nuoto

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erminato il periodo natalizio, al Centro Sport Chimera riprende a pieno ritmo l’attività della Chimera Nuoto. Da lunedì 14 gennaio sarà possibile iscriversi ai nuovi corsi di nuoto che, rivolti a persone di tutte le età, prenderanno il via a partire dal 27 gennaio e avranno una durata di nove settimane. Tra le attività a cui sarà possibile iscriversi c’è anche il Nuoto Baby, cioè la scuola nuoto neonatale da 0 a 3 anni. Con questo corso la Chimera Nuoto offre ai bambini di pochi mesi la possibilità di sviluppare le proprie capacità psicomotorie in un ambiente diverso e più stimolante di quello terrestre, permettendo al neonato di acquisire sicurezza e di sviluppare la propria personalità. Per raggiungere questi scopi, la Chimera Nuoto utilizza il “Metodo Giletto”, metodo italiano di nuoto infantile che consente di nuotare in età precoce assicurando lo sviluppo affettivo, cognitivo, linguistico e motorio del bambino. Nelle lezioni di nuoto baby il neonato scende in vasca con il genitore e, insieme a lui, si muove nell’ambiente acquatico con attività semplici e divertenti che permettono di stabilire atteggiamenti posturali corretti, di curare piccoli handicap psicomotori verificatisi al momento del parto e di rinforzare il sistema cardiocircolatorio, respiratorio e scheletrico. I bambini più grandi, quelli tra i 3 e i 5 anni, potranno iscriversi ai Laboratori Acquatici, corsi che prevedono la scoperta dell’acqua mediante il gioco. Uno degli obiettivi dei laboratori è sviluppare nel bambino la sicurezza nell’ambiente acquatico e di fargli capire che “se cado in acqua non affogo”: l’istruttore è un compagno di giochi, capace di divertire e rassicurare ma anir r e a B ! o r che far ambientare gli allievi in pid n d i To lle t t er ulteriori informascina e trasferire loro le esperienze t zioni è possibile rivola natatorie dell’apnea e del galleggersi alla segreteria del giamento, dell’immersione e della Centro Sport Chimera risalita, della respirazione e della in viale Gramsci 7 (piazpropulsione. Nei laboratori il bamzale dello stadio), visibino sta in piscina senza il genitore tare il sito www.centrosvolgendo un’attività in massima sportchimera.com o autonomia e acquisendo sicurezza t chiamare o scrivere un in sé stesso: con questi ingredienti 2 el 16 sms a Marco Magara al .0 l’acqua diventerà un ambiente fa5 7 5 /2 347/42.49.641 miliare in cui star bene, divertirsi e sentirsi sicuri.

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IL MONDO INCANTATO DI MARIO BERNARDINI E CORRADO PAOLO D’ALESSANDRO n luogo comune definisce l’artista come una figura solitaria, restia a confrontarsi con gli altri, chiusa nel suo universo. Il primo che fece tale affermazione avrebbe tuttavia dovuto conoscere l’aretino Mario Bernardini e il foggiano Corrado Paolo D’Alessandro, il cui sodalizio va avanti ormai da un quarto di secolo e ogni anno si rafforza nel segno della ricerca e dell’evoluzione. Bernardini, classe 1948, intraprende gli studi di Medicina, ma la passione per la pittura di Marco Botti è talmente forte che durante gli anni universitari frequenta “di straforo” le lezioni di Primo Conti all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Egli capisce presto che la sua vita non è all’interno di una sala operatoria e così, alla fine degli anni Settanta, si avvicina anche al mondo della ceramica grazie all’artista ceca Mascia Havlova. D’Alessandro, classe 1964, dopo aver studiato Scenografia e Costume all’Accademia di Belle Arti di Foggia lavora per anni a Milano, entrando in contatto con l’ambiente teatrale e il settore dell’alta moda. In seguito lascia il capoluogo lombardo per la provincia toscana, dove conosce Mario. Dall’unione dei due mondi nasce il binomio Arxaia, con laboratorio e atelier alle porte di Foiano della Chiana, dove gli artisti si occupano di ceramica, affresco, pittura, scultura, gioielli, costumi e scenografie. «Abbracciamo tutta l’arte – ci raccontano i due – ma quello della terracotta è forse l’ambito in cui siamo più conosciuti. Ci cimentiamo sia nella ceramica maiolicata, soprattutto vasi e piatti con decori e temi classici, sia nella ceramica sperimentale, dove il suppellettile o la scultura si arricchiscono di disegni, forme ed effetti più contemporanei e insoliti. In entrambi i casi parliamo comunque di pezzi unici, dove le tematiche spaziano dal profano al sacro. Discorso a parte meritano le nostre “bamboline”, con le quali siamo noti a livello internazionale». Se nella ceramica lavorate in simbiosi, nella pittura si conservano i vostri tratti

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distintivi. «Personalmente prediligo la tecnica a olio su tavola – spiega Mario. – La mia è una matrice classica, dove importanti sono il colore, la materia e lo studio anatomico delle figure. Per quest’ultimo aspetto, mi vengono in aiuto gli anni in cui studiavo all’Università il corpo umano in maniera scientifica». «Per quanto mi riguarda – afferma Corrado Paolo – preferisco dipingere con colori acrilici su tavola. Nei miei quadri emerge il percorso formativo nei settori della moda e del teatro. Tuttavia ci sono anche elementi che condividiamo, come lo stile prettamente figurativo e l’attenzione per il soggetto femminile». Parliamo della mostra di successo conclusa il 6 gennaio nella sala “San Roberto Bellarmino”, nel cuore di Montepulciano. «Da qualche anno abbiamo molte richieste nel periodo natalizio per l’esposizione dei nostri presepi artistici dal sapore mediorientale. Una di queste è giunta direttamente dalla curia di Montepulciano. Fare una mostra di soli presepi ci sembrava però limitante, così abbiamo deciso di portare anche altre opere, prendendo in esame sia la produzione recente, sia i pezzi storici. L’appuntamento è diventato così una sorta di retrospettiva sulla nostra unione ultraventennale». Progetti a breve? «Nelle prossime settimane saremo impegnati con il Carnevale di Foiano, visto che domenica 27 gennaio ci sarà la prima uscita del 2013. Il carro allegorico che abbiamo ideato e realizzato all’interno del cantiere dei Nottambuli sarà una grande scultura viaggiante che sorprenderà tutti. Ormai collaboriamo da anni alla manifestazione, i nostri carri sono sempre quelli più inconsueti, poiché ai soliti temi carnascialeschi preferiamo quelli sociali o di più ampio respiro. In questo modo aiutiamo la gente a riflettere. In primavera saremo alla XXXVIII Mostra dell’Artigianato di Anghiari. Nel borgo valtiberino abbiamo anche un’esposizione permanente, ma per l’evento annuale presentiamo opere ad hoc. Ad agosto, infine, è già fissata una mostra a Bovino (Fg), paese natale di Corrado Paolo». La produzione della coppia sarà a breve ammirabile anche sul sito www.arxaia.it, ma vi avvertiamo: una volta che sarete entrati nel loro universo artistico non ne uscirete più.

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ARTE INCISORIA E PRATICA DEL DISEGNO A CONFRONTO Roberto Lanari e Carlo Lanini alla Galleria RiElaborando l Centro per l’Arte Contemporanea RiElaborando di via Oberdan ospita, fino al 18 gennaio, le opere grafiche scelte degli artisti Roberto Lanari e Carlo Lanini. L’arte incisoria di Lanari si alterna alla pratica del disegno esercitata da Lanini. Semplicità e completezza danno vita a un perfetto connubio artistico. Nelle opere di Roberto Lanari si incrociano tecniche diverse. Il risultato finale è fatto di alcune immagini caratterizzate dalla pienezza di contorno e finitezza di superfici. Altre, invece, sono risolte attraverso calibrate frammentazioni ed effetti balenanti di luce, che conferiscono leggerezza e radiosità alla rappresentazione. Le opere di Carlo Lanini esibiscono una peculiare ed elaborata trama di linee e tratteggi, che connota pienamente l’intero repertorio di volti e figure, soprattutto femminili, eseguiti dall’artista. I disegni esprimono a pieno le emozioni e le sensazioni che contrassegnano l’animo umano, proiettandole in modo unico e intenso allo spettatore. www.rielaborandoarte.altervista.org Serena Capponi

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qui a fianco, opera di Carlo Lanini; a destra, opera di Roberto Lanari

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PROGILDAN: DA ZELIG OFF A METROPOLIS

UNA CARRIERA IN CONTI

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etti una sera al Circolo Aurora Cristian Materazzi, Gilberto Pellegrini e Daniele Marmi. Ciò che ne esce non è una scontata rivisitazione di un film anni Sessanta ma l’inizio di una carriera all’insegna della comicità per i nostri tre protagonisti. Era il 2007, infatti, quando Cristian, Gilberto e Daniele formarono il trio Progildan, gruppo comico tutto aretino che dall’anno della sua formazione continua a mietere sempre più successi sia in città, sia in programmi televisivi noti come Zelig Off nelle reti Mediaset e Metropolis, in onda su Comedy Central al canale 122 di Sky. È proprio uno dei tre comici, Daniele Marmi, a raccontarci le importanti novità con cui i Progildan aprono il nuovo anno. «I progetti che abbiamo in mente sono molteplici – ci spiega soddisfatto – fra i quali una trasmissione tutta nostra che partirà a febbraio su Teletruria, Il gioco dei giochi, in onda ogni mercoledì in prima serata. A suon di gag e battute si sfideranno i concorrenti, formati da gruppi di amici, parenti o colleghi di lavoro. Inoltre, è in via di definizione un laboratorio Ridens, che avrà luogo, per quattro sere, in un teatro cittadino. Saranno ospiti nomi importanti del cabaret, che abbiamo conosciuto in questi anni nei programmi televisivi». E sì, perché il trio comico aretino è riuscito in poco tempo a imporsi sia nei contest di cabaret, sia nei network più importanti a livello nazio-

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OLIS FINO A IL GIOCO DEI GIOCHI

NTINUA ASCESA

RICOSTRUITA LA CABINA RADIOTELEGRAFICA DEL TITANIC Un’idea del collezionista Fausto Casi

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di Valentina Paggini

nale. «Dal 2009 – prosegue Daniele – siamo entrati a far parte del grande gruppo di Zelig Off, dove abbiamo registrato fino al 2011. Del 2010 è invece l’approdo a Comedy Central su Sky, allo show Metropolis condotto da Omar Fantini e Melita Toniolo, che nel 2012 ci ha visti protagonisti per tutte le dieci puntate, tuttora in onda. Tra i concorsi di cabaret a cui abbiamo deciso di partecipare, dal 2008 a oggi, c’è stata la vittoria del Delfino d’Oro all’Adriatica Cabaret, uno dei festival più importanti del panorama italiano, e la conquista della menzione d’onore al Premio “Alberto Sordi” di Faenza». Un trio tutto da ridere i Progildan che, con il loro cavallo di battaglia rappresentato da esilaranti lezioni di karate-autodifesa, sono entrati a far parte dal 2011 dell’agenzia Ridens, la stessa di artisti del cabaret come Giuseppe Giacobazzi, Paolo Migone, Paolo Cevoli, gli “Emo” di Zelig e “Baz” di Colorado. «È proprio con loro – conclude Daniele Marmi – che ci siamo esibiti forse nel nostro show più bello, davanti a migliaia di persone al Pala De André di Ravenna: grandi soddisfazioni e un clima fantastico fra di noi». www.progildan.it

ino al 20 aprile sarà possibile visitare, presso i locali del Centro di accoglienza turistica “Benvenuti ad Arezzo” di piazza della Libertà, la riproduzione della cabina radiotelegrafica del Titanic. L’iniziativa è del collezionista Fausto Casi, direttore del Museo dei Mezzi di Comunicazione di via Ricasoli, che ha ricostruito gli impianti di radiotelegrafia senza fili a bordo della celebre nave, usando materiali originali di sua proprietà. La cabina è stata poi supervisionata da una équipe di esperti, che si è occupata di allestire gli interni con le decorazioni dell’epoca del naufragio, avvenuto il 14 aprile 1912. Il transatlantico si inabissò, dopo aver urtato un iceberg, causando la morte di 1518 persone a fronte dei 2223 passeggeri saliti sulla nave. Coloro che si salvarono devono la vita alla cabina radiotelegrafica che, oltre a permettere la comunicazione con la terraferma, era dotata di un sistema di emergenza per i collegamenti via etere con imbarcazioni vicine. Grazie a una di queste, la Carpathia, che dopo aver ricevuto il segnale di S.O.S. arrivò sul luogo dell’incidente in quattro ore, 705 persone sopravvissero. Tra gli eventi collaterali alla mostra, sabato 12 gennaio si svolgerà la giornata di studio dal titolo La Radio nell’emergenza, una giornata con la Protezione Civile nazionale. Sara Gnassi

mercoledì 16 gennaio 2013 turno giallo

Servo di scena di Ronald Harwood, con Franco Branciaroli, regia di Franco Branciaroli Le rocambolesche vicende di una compagnia di provincia, sublime metafora della vita del teatro di ogni tempo 11 GENNAIO 2013

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“Il Settimanale di Arezzo” viene impaginato con un MacBook!

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a Strada del Vino Terre di Arezzo, con Provincia di Arezzo e Camera di Commercio e in collaborazione con Aicoo, organizza tre corsi di avvicinamento all’olio extravergine di oliva. Tale iniziativa è stata voluta con lo scopo di introdurre nell’affascinante mondo dell’olio tutti coloro che vorranno compiere i primi passi nella valutazione e nella conoscenza delle caratteristiche degli oli extravergine di oliva e del suo consumo. Assaggiare l’olio significa riuscire a decifrare le singole sensazioni che formano il suo sapore e ogni olio extravergine di oliva ha caratteristiche particolari, legate alle piante, all’area e alle modalità di produzione. Non tutti gli oli di qualità sono uguali, solo il consumatore consapevole e in grado di apprezzare le differenze può decidere di preferire un olio a un altro. L’olivicoltura è una delle colture agricole più tipiche del nostro territorio, è stata ed è molto spesso la base economica grazie alla quale molti agricoltori possono continuare a presidiare il territorio, salvaguardando l’ambiente e conferendo un tocco di bellezza e di unicità. L’olio è un prodotto antico eppure modernissimo,

consigliato in tutte le preparazioni parazioni culinarie sia per le caratteristiche organolettiche anolettiche sia per la qualità dietetiche e nutrizionali. L’olio delle colline aretine ine poi è un prodotto particoolare, è un alimento che e ha proprietà e caratteristiche uniche, elemento base di tutta la gastronomia locale. Prodotto con tecnologie tradizionali, raccolto a mano, spremuto a freddo, entra in tutti i nostri migliori piatti. I corsi si terranno: ad d Arezzo presso Villa Severi veri nei giorni 15 e 22 gennaennaio, a Sansepolcro presso esso Il Ristorante Fiorentino nei ei giorni 17 e 24 gennaio e a Terranuova anuova Bracciolini presso la Caffetteria ffetteria Piansa nei giorni 29 gennaio naio e 5 febbraio. Durante gli incontri verranno rranno affrontate varie tematiche sulla conoscenza dell’olio di oliva a tutto tondo, sull’olio IGP Toscano e Toscano Colline d’Arezzo, prove di assaggio, tecniche di degustazione e nozioni sull’olivicoltura e tecniche di estrazione, conservazione e confezionamento. A ogni incontro saranno effettuati assaggi guidati di oli di qualità e difettati, perché non tutto quello che è “extravergine” è spesso sinonimo di qualità. L’inizio dei corsi è previsto per le ore 21 e sarà rilasciato un attestato di partecipazione. La quota di adesione è di 30 euro. Per ulteriori informazioni: Strada del Vino Terre di Arezzo, tel. 0575/294066 oppure info@stradadelvino.arezzo.it

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iamo tornati alla scuola “Margaritone” sezione orafi, e abbiamo constatato che vi sono stati grossi sviluppi. Come preannunciato la scuola sta sviluppando innovazioni tali che gli alunni al conseguimento del diploma, fra cinque anni, avranno un’altissima probabilità di essere inseriti nel mondo del lavoro. I docenti Aurora Peruzzi e Guido Sisti sostengono che specializzarsi rappresenta un ottimo trampolino di Ivana Marianna Pattavina di lancio per gli studenti, poiché oggi il mercato è molto esigente. Su 1500 ditte, 1300 sono ancora at attive, in barba alla crisi e al terrorismo mediatico. La Camera di Commercio di Arezzo offrirà ai ragazzi la possibilità possibil di farsi conoscere con tirocini di 180 ore all’interno di aziende già dal secondo anno, alternando lo studio al contatto diretto col mondo del lavoro. Aurora Peruzzi Pe ci spiega: «Le nuove figure professioessionali sapranno operare con le tecniche classiche e quelle le del futuro, noi prepariamo pr i ragazzi e li stimoliamo a tirare fuori soprattutto soprattu l’estro e il gusto estetico». Ideare e sperimentare. sp «Le idee possono accendersi ispirandosi a opere già po esistenti o semplicemente guardando fuori dalla finesem stra: i ragazzi hanno una mente curiosa, spirito d’osserh ervazione e spesso spess azzardando ci azzeccano!». Professoressa, Professoress tra arte e tecnologia, la scuola è un’eccellenza, ma oltre alle esercitazioni di laboratorio orio e le materie tecniche cosa insegnate? tec e «La lingua inglese, materie umanistiche, matematica, scienze, biologia ing ngl ng e chimica, senza dimenticare economia e diritto… Insomma, di ma diamo il meglio del meglio. sono i giovani, vanno curati giorno dopo giorno meglio Il futuro f con pazienza come una piantina da far crescere dritta e sana». Il professore Sisti aggiunge: «La scuola ha vissuto tutto ciò che è stata la società aretina degli ultimi sessanta anni riguardo il comparto orafo, nel bene e nel male: le nuove generazioni daranno nuova vita all’economia locale».

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IL SETTIMANALE DI AREZZO

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ORMATIVO ”

DELL’ORO Il collegamennto con le associaociazioni di categoria. ria. «Decisivo. Siamo amo davvero felici di annunciare che nell corso del 2013 adotteremo nuovi macchinari cchinari (a prototipazione rapida) grazie all Consorzio Innovazione Arezzo. Faremo uso di un saldatore ld t a laser l e del software Rhinoceros, tra le altre cose». Dopo tre anni il primo diploma, al quinto la Maturità.. «Diamo agli studenti solide basi per acced cedere all’università. I genitori saranno ben contenti, in vista di eventuali borsee di studio. Il supporto del nostro dirigente te scol scolastico Roberto Santi è risultato preziooso p per ottenere questi risultati». docenti ci hanno chiamato a una riflesId ssione, esponendoci una verità: se dovesse moorire il settore orafo, morirebbe Arezzo! I ragazzi, alla Maturità, acquisite compepetenze te en progettuali e pratiche, saranno in grarado di affrontare con professionalità qualsiaiatipo di esigenze dell’azienda. si ti un progetto didattico verrà aperto A breve, b to media, m mettendo sempre più in evidenza le predialla scuola media redisposizioni creative e manuali degli alunni. Aurora Peruzzi e Guido Sisti sciolgono sotto i nostri occhi dei rotoli verdi: ci mostrano alcuni lavori realizzati proprio dai ragazzi nei laboratori della scuola, dal fermaglio ispirato alla Giostra del Saracino a spille, collane, bracciali: straordinari nei minimi particolari, li abbiamo fotografati. Grazie ad Aurora e Guido oggi abbiamo respirato positività e compreso fino in fondo l’esigenza di continuare a studiare dopo le Medie. Questa storica scuola promuove il progresso della tecnologia ma sempre affidandosi alle capacità manuali, la manipolazione del gioiello. LARGO Arezzo è la città dell’oro e lo rimarrà per sempre! XVI LUGLIO 61/63

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il sonetto

cinema

LA SALITA IN CAMPO «Chj gnén’ha fatto fare, Beppe, a Monti de scéglie de salire anco lù ’n campo?» «Vòl dì ch’ha fatto béne, Tónio, i conti!» «Ma un ómo come lù… de vecchjo stampo… con quî marpioni de camaliónti…! Apéna apéna farà ’l primo ’nciampo, a ’mpillottàllo saràn tutti pronti e alóra un ce sarà più via de scampo» «Dichj cusì ch’arèbbe fatto meglio a aspettare d’èsse rrichiamato pel seggiolón del Capo de lo Stato?» «E ce credo! Si ora un sarà sveglio, rischja de brutto qualche figuraccia e addio pristìgio… e forse anco la faccia!»

chilometro zero

di Leonardo Zanelli

Vi segnaliamo il ritorno in edicola di un libro di Guido Gianni, La cucina aretina. Storia e ricette, Orme Editore. Partendo dall’anno Mille, l’autore ci racconta una cucina figlia della povertà e dell’ingegno contadino. Un ingegno che caratterizza la nostra identità gastronomica come una tradizione unica e complessa. Un misto fra paganesimo e religione cristiana ha creato “ricette” che portano con sé i codici identitari, le motivazioni geografiche, ambientali e sociali che hanno favorito l’affermazione e la sopravvivenza delle stesse fino ai nostri giorni. Ogni ricetta è il frutto di una storia, per lungo tempo tramandata oralmente che ne ha legittimato la creazione e la permanenza nel quadro della tradizione e della cultura aretina nel suo di Fabio Mugelli insieme.

Vita di Pi **½ Una zebra malmessa, un orango, una iena affamata, una tigre del Bengala chiamata Richard Parker e un adolescente di nome Pi. Il gruppo male assemblato si ritrova a condividere l’angusto spazio di una scialuppa di salvataggio dopo che la nave che li trasportava, insieme allo zoo del padre di Pi, è affondata nell’oceano. Per Pi la lotta per la sopravvivenza non sarà facile. Nel 2001 il mondo della letteratura contemporanea venne illuminato dall’opera di Yann Martel, scrittore canadese che, con la storia di Piscine Molitor Patel e del suo sfortunato naufragio, si è conquistato parecchi premi e riconoscimenti. Una storia complicata, ricca di ampi processi mentali e psicologici, difficili da traslare dalla carta alle immagini con la stessa potenza del pensiero scritto. Compito non semplice quello affidato ad Ang Lee visto che Vita di Pi cerca di sviscerare argomenti profondi ed esistenziali, quesiti sulla fede in se stessi e in un’entità più grande che da sempre tormentano la mente umana. L’opera del regista taiwanese convince a metà poiché per quanto visivamente stupefacente vive momenti di ipnosi narrativa, suggerendo effetti più soporiferi che meditativi. Jacopo Fabbroni

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di Gigi Paggetti

le vignette

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Il Settimanale di Arezzo 130  

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