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Anno III numero 120 • venerdì 19 ottobre 2012 • copia gratuita in copertina: foto di Andrea Bardelli

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IN QUESTO NUMERO

VITA DELLA CITTÀ 3 Una città a misura di cittadino 4 Gestione dei rifiuti: secondo Bianchi, M5S, «manca una strategia chiara» 5 Con i Mercatini del Mondo Arezzo diventa internazionale 6 Nasce Aisa Impianti, stop al raddoppio dell’inceneritore di San Zeno? 7 Abit.Ar., lo stile per la casa in mostra 10 Donne, servizi e mobilità, per una conciliazione dei tempi di vita, di cura, di lavoro non più parola omai 8 I tempi delle carriere nella Giostra del 2 settembre AREZZO SPORT 13 Alga EtruscAtletica: il futuro è adesso 15 Grandi obiettivi da raggiungere sui pattini 17 Tango, emozione continua 18 Arezzo, l’importante adesso è tenere il passo

19 Nel Corsalone si pesca anche d’inverno 20 Fitness in acqua? C’è l’“Assaggio dei Corsi”

CULTURA 21 Al via il 24 ottobre la X edizione di Aurora Ridens 22 Gli alieni sbarcano in Piazza Grande: arte e provocazione sociale con Alien Art Show 24 Dal 31 ottobre al 1° novembre la IV edizione del concorso nazionale di pittura Chimera Arte Arezzo Seguendo rotte ghiotte 26 Oriente e Occidente s’incontrano nel Manti cocktails & dreams 27 Storia ed etimologia di una leggenda Sì, viaggiare! 28 le offerte di questo mese 30 Dove andare, Recensione, Sonetto, Chilometro Zero

“Il Settimanale di Arezzo“ è una testata edita da Edizioni Giorgio Vasari srl Anno III numero 1120 – venerdì 19 ottobre 2012 Direttore Responsabile: Francesco Ciabatti, email f.ciabatti@fastwebnet.it Vicedirettore: Marco Botti, email marco.botti9@gmail.com Redazione: Elena Aiello, Enrico Badii, Andrea Bardelli, Giacomo Belli, Serena Capponi, Fernanda Caprilli, Marco Cavini, Giacomo Chiuchini, Dory d’Anzeo, Jacopo Fabbroni, Cecilia Falchi, Elettra Fiorini, michele giuseppi, Sara Gnassi, Ilaria Gradassi, Valeria Gudini, Giacomo Manneschi, Chiara Marcelli, Lucio Massai, David Mattesini, Fabio Mugelli, Omero Ortaggi, Valentina Paggini, Roberto Parnetti, Luciana Pastorelli, Ivana Marianna Pattavina, Luca Piervenanzi, Chiara Savarino, Alessio segantini, Luca Stanganini, Valentina Tramutola, Luca trippi. Foto: Andrea Bardelli, roberto parnetti

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Amministrazione: Edizioni Giorgio Vasari srl, via Mantegna 4, 52100 Arezzo (AR), tel. 392/95.96.285, fax 0575/16.57.738, email edizionivasari@pec.it Autorizzazione Tribunale di Arezzo 02/2010 del 10 febbraio 2010 Iscrizione al Registro degli Operatori della Comunicazione al n. 19155 Stampa: La Zecca srl, via Umberto Terracini 25/27, 52025 fraz. Levane, Bucine (AR), tel. 055/91.80.101, fax 055/91.80.412, email info@tipografialazecca.it È vietata, senza formale autorizzazione, la riproduzione totale o parziale di testi, disegni, foto e pubblicità riprodotti su questo numero

spedizioni in tutto il mondo

La Fondazione Monnalisa onlus, il “Settimanale di Arezzo” e le Edizioni Giorgio Vasari sono partner nel promuovere la crescita della comunità di

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Una città a misura di cittadino

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di Elena Aiello

quello che, in sintesi, ha chiesto lunedì il giovedì 18 ottobre inizia consigliere comunale del “Nuovo Polo per la revisione del Arezzo” Luigi Scatizzi [nella foto qui sotto a Regolamento Urbanistico sinistra] con la sua interrogazione durante il Consiglio municipale; nonostante l’argomento principale della discussione a Palazzo Cavallo fosse il futuro di Aisa e il ciclo dei rifiuti, il Capogruppo del partito di opposizione è riuscito a presentare un’interrogazione sul Regolamento Urbanistico. «Tutto parte da un atto di indirizzo che ho pronto da circa dieci-undici mesi, in cui avevo preparato alcune linee guida su come sarebbe dovuto evolversi il nuovo Regolamento Urbanistico di Arezzo, perché quello attuale è ormai vecchio, fatto durante la precedente Amministrazione e con norme basate su una prospettiva di sviluppo della città non più al passo con la situazione odierna. Già da tempo, e dopo le proteste dei gruppi di cittadini direttamente interessati a questo piano di sviluppo della città, come geometri, architetti e ingegneri, mi ero interessato alla questione e avevo chiesto, e ottenuto, il piano per poterlo rivedere e apporvi alcune modifiche. In quell’occasione mi era stato assicurato che se ne sarebbe riparlato a breve, ma fino a ora non era avvenuto, così durante il Consiglio comunale di lunedì ho fatto un’interrogazione per sapere quando sarebbe stato il momento adatto per rivisitare il Regolamento Urbanistico, idea condivisa da Assessore, Commissione consiliare e gruppi d’interesse». «Il motivo per cui chiedo questa revisione – ci spiega il Consigliere – è che ormai il Regolamento è lontano dalla realtà cittadina dove, anche per colpa della crisi, non si investe più sull’edilizia come prima: questo settore una volta era luogo sia di operazioni speculative sia di investimenti di piccoli orafi, ora è in crisi. Adesso le esigenze cittadine sono cambiate: c’è bisogno di norme che aiutino la ripresa economica, attraverso la semplificazione di vincoli che non permettono alle famiglie di allargare la propria proprietà per ospitare i figli o di ingrandire il laboratorio dell’impresa senza essere obbligati a comprare un nuovo edificio, quando non si hanno le risorse per farlo».

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Gestione dei rifiuti: secondo Bianchi, M5S, «manca una strategia chiara»

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l Consiglio comunale di questa settimana, tra i tanti argomenti, aveva all’ordine del giorno la divisione di Aisa in due società: una di impianti e servizi, l’altra una holding, «ovvero un’azienda non operativa che dà solo capitale al consorzio Progetto 6, quello che ha partecipato al bando di gara per i rifiuti della Toscana del Sud» spiega Lucio Bianchi, consigliere comunale per il Movimento 5 Stelle. «L’unica problematica è che la strategia e i motivi di questa separazione non sono assolutadi Elena Aiello mente chiari, nonostante le spiegazioni di Sindaco, assessori e consiglieri». Inoltre, spiega, ci sono perplessità sulla validità del bando di gara poiché «dalle parole del Sindaco è emerso essere molto probabile che, invece del raddoppio dell’inceneritore, si faccia un ammodernamento di quello attuale, inficiando il bando di gara che conteneva il progetto di un impianto da 82 milioni di euro che adesso verrebbe meno: chi voleva partecipare al bando di gara e non l’ha fatto per questa spesa, invece avrebbe potuto averlo fatto... Ci sono una serie di criticità sui rischi che l’azienda si prende perché Aisa spa non avrà più servizi, ma solo costi: secondo i sindaci revisori, dal 2014 inizierà ad avere un debito annuo di circa 100.000 euro, ed è un aspetto che andrebbe considerato». Non è l’unica perplessità: «La nostra Ato è l’unica in Toscana in corsa per l’affidamento dei servizi, perché nessun altro ha creato consorzi di aziende o fatto un bando di gara... Abbiamo fatto un percorso di confronto con gli altri consiglieri per capire la strategia del Municipio, ma è venuto fuori che non c’è una strategia ben precisa per la gestione dei rifiuti... La mozione è passata solo grazie a colpi di maggioranza, non perché ci siano progetti condivisi, studiati o preparati insieme nelle Commissioni».

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Con i Mercatini del Mondo Arezzo diventa internazionale

di Luca Trippi

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l Mercato internazionale dei Prodotti Tipici, una sorta di amichevole “campionato mondiale” delle cucine locali, partecipa quest’anno anche l’Ungheria, con alcuni banchini che propongono il pan dolce ungherese e la birra tipica magiara. È questa la new entry più importante dell’ottava edizione della fiera organizzata da Confcommercio che si svolge da oggi a domenica ad Arezzo, fiera che nel giro di pochi anni è riuscita a ritagliarsi uno spazio importantissimo nel panorama non solo cittadino ma pure regionale e nazionale. «Mi hanno chiesto informazioni sull’evento da tutta la Toscana, da Bologna e da Padova – rivela Tiziana Burgassi, responsabile mercati della Confcommercio – e so di alcuni tour operator sparsi per l’Italia che organizzano gite ad Arezzo proprio in occasione dei Mercatini del Mondo». Insomma, il Mercato internazionale è cresciuto. Quest’anno si punta a sfondare la cifra record di 200.000 visitatori in soli tre giorni. Ma il Mercato internazionale è cresciuto anche fisicamente. Oltre all’area storica, quella comprendente via Spinello e l’area Eden, la manifestazione è presente con i banchi dei prodotti tipici italiani pure in piazza San Jacopo, piazza Risorgimento (dove ci saranno i banchi dei macellai) e via Margaritone alta, fino quindi a sfiorare Sant’Agostino. Saranno in tutto 150 gli espositori stranieri, contro gli 80 italiani, e in questo ambito Confcommercio può contare sulla collaborazione della Provincia e di varie sigle quali Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Cna, Federconsumatori, Comune e Camera di Commercio. Ma qual è il segreto di così tanto successo? Tiziana Burgassi risponde con una sola parola. «La novità!». E spiega: «Si tratta di una fiera particolarissima, con un taglio originale, non i classici banchini dei mercati tradizionali, ma centinaia di prodotti stranieri che fanno incuriosire i visitatori. Poi è una fiera che si differenzia anche nell’orario, qui c’è gente dalle 9 di mattina fino alle 2 di notte». Al Mercato internazionale c’è un vero mondo di sapori e di profumi. Non solo carne argentina e vin brulé, ma anche salumi austriaci, paella spagnola, crêpes olandesi, birra tedesca, dolci scandinavi, fino ai prodotti biologici e a quelli per bambini. Chi più ne ha più ne metta. E se qualche inguaribile tradizionalista preferisce il caro panino alla porchetta, beh, c’è anche quello.

(continua a pag. 6)

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Nasce Aisa Impianti, stop al raddoppio dell’inceneritore di San Zeno?

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annosa questione del raddoppio dell’inceneritore di San Zeno si avvia a trovare una soluzione inaspettata. Nasce infatti, dopo il via libera in Consiglio comunale, Aisa Impianti. Una scissione dalla preesistente Aisa che lascerà alla nuova società la proprietà del già esistente inceneritore di San Zeno, con gli sviluppi futuri di David Mattesini dell’impianto che dovrebbero rimanere nel quadro di quel progetto Life Plus voluto fortemente dalla sinistra aretina e quindi recepito dal Comune. Una bella svolta, non c’è che dire. «Il problema che ci siamo posti – ha commentato il sindaco Giuseppe Fanfani – è stato di conservare ad Arezzo due cose: un patrimonio sul quale abbiamo investito tantissimo, l’inceneritore di San Zeno, e quel reddito che viene restituito dalle migliaia di tonnellate da incenerire che verranno conferite in futuro da Progetto 6. Utili di cui il Comune di Arezzo beneficerebbe. Diversamente avremmo visto morire il nostro inceneritore e ne avremmo visto nascere un altro. Se poi questo nostro inceneritore verrà ampliato o meno dipenderà dai risultati dei processi analitici messi in campo e dalla quantità dei rifiuti conferiti. Per fare un’operazione di questo tipo, pare necessaria la scissione di Aisa in due società: la prima che entra in Progetto 6, il gestore del ciclo dei rifiuti urbani, raggruppamento temporaneo di imprese, la seconda, Aisa Impianti spa, che resta per l’appunto proprietaria dell’impianto». Conseguenza diretta? Probabilmente non si arriverà alla costruzione di un nuovo impianto di incenerimento in grado di smaltire il doppio rispetto alle circa 45.000 tonnellate annue attuali, si dice anche a causa delle difficoltà economiche della banca dietro la Progetto 6, che dovrebbe mettere a diposizione i necessari 100 milioni di euro per l’operazione. Al contrario la nuova società potrebbe molto semplicemente ammodernare o ampliare l’attuale impianto, con un impatto generale, è prevedibile, assai inferiore rispetto all’opzione del “raddoppio”. Insomma un’operazione economicamente vantaggiosa per il Comune nel medio periodo, che a livello ambientale in una zona già “satura” potrebbe portare a una soluzione di mediazione davvero significativa.

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ABit.ar. Lo stile per la casa in mostra

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erza edizione per Abit.Ar., il Salone che il polo fieristico di Arezzo Fiere e Congressi dedica all’arredamento e alla casa. Per cinque giorni consecutivi, dal 31 ottobre al 4 novembre, la manifestazione offrirà ai visitatori una visione completa di proposte e suggerimenti creativi per la casa, dall’edilizia all’arredamento, ospitando in ben 15 mila metri quadrati i più importanti marchi di progettazione e un vasto assortimento di soluzioni d’arredo, secondo le linee di tendenza più attuali. Si conferma anche in questa nuova edizione, il Salone degli Sposi di Arezzo, un intero padiglione nel quale i futuri coniugi potranno seguire un nutrito calendario di eventi utili per pianificare un matrimonio originale e di classe. Tra gli stand gli sposi potranno scegliere gli abiti per lei, lui e per gli ospiti, bomboniere, partecipazioni, liste nozze, addobbi floreali, servizi fotografici, location e musica. Spazio anche alle attese ed emozionanti sfilate di abiti da sposa e poi agli accessori, alle lezioni di make-up e acconciature, e infine all’ascolto dei suggerimenti di galateo e bon ton degli esperti presenti in fiera. Quest’anno la proposta della Fiera si amplia: il Salone apre al giardinaggio e alla creatività femminile del bricolage, espressione di una crescente tendenza verso l’hobbistica come momento di relax nel vivere quotidiano. La novità principale del 2012 è dunque Outdoor, un padiglione tematico dedicato al verde e al giardinaggio. Un ampio ventaglio di proposte legate all’arredamento degli esterni e all’hobby del garden: dalla realizzazione del giardino agli articoli e utensili per il giardinaggio, dal barbecue fino all’arredo da esterno. Un’occasione per i visitatori di apprendere tutti i segreti dell’arte del pollice verde. Nuova è anche la sezione speciale riservata al bricolage, con particolare riguardo al patchwork e al cucito creativo. Un’isola del Salone, infatti, sarà intitolata “Creare Insieme” e realizzata da Casa Cenina, la community di bricoleur che offrirà incontri e dimostrazioni legate al fai-da-te. Abit.Ar. 2012 vuole anche valorizzare la cultura del design e della progettazione, e lo fa con “I Love Me: DESIGN”, un concorso di idee a partecipazione aperta che vede in gara 31 progetti provenienti da tutta Italia. Spazio pure all’arte con la IV edizione della Mostra e Concorso nazionale di Pittura “Chimera Arte”, realizzata in collaborazione con Chimera Arte Arezzo. Abit.Ar., infine, rafforza il legame con l’enogastronomia proponendo agli ospiti le “Cene di Abit. Ar.”: ogni sera sarà possibile degustare i piatti della tradizione aretina presso il ristorante “La Piazza”. Assortimento, settorializzazione e stile saranno quindi i punti di forza di una Fiera ricca di idee per arredare con intelligenza e gusto ogni spazio della propria casa, scegliendo le migliori soluzioni in linea con le tendenze del momento.

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NOn più parole omai… a cura di Roberto Parnetti

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I tempi delle carriere nella Giostra del 2 settembre

ogliamo l’occasione della pubblicazione dei tempi registrati nelle carriere della Giostra dello scorso 2 settembre, per pubblicare anche le foto di Alessandro Falsetti di tutte e otto le carriere della giostra della Madonna del Conforto. Prima serie di carriere 1) Porta Santo Spirito, Elia Cicerchia (in sella a Baby Doll): 4,64 secondi; 2) Porta del Foro, Enrico Giusti (in sella a Lilla): 4,40 secondi; 3) Porta Sant’Andrea, Stefano Cherici (in sella a Pepito): 4,38 secondi; 4) Porta Crucifera, Alessandro Vannozzi (in sella a Miss): 4,53 secondi. Seconda serie di carriere 5) Porta Santo Spirito, Gian Maria Scortecci (in sella a Machine Gun): 4,21 secondi; 6) Porta del Foro, Daniele Gori (in sella a Tudor): 4,35 secondi; 7) Porta Sant’Andrea, Enrico Vedovini (in sella a Peter Pan): 4,27 secondi; 8) Porta Crucifera, Carlo Farsetti (in sella a Carlito Brigante): 4,66 secondi.

Paolo Parigi maestro di Campo a San Gemini Domenica 14 ottobre si è corsa la Giostra dell’Arme a San Gemini (Terni), ultima giostra storica del calendario nazionale. A “dirigere” la corsa l’ex giostratore Paolo Parigi che, da oltre cinque lustri, è chiamato a ricoprire tale ruolo. La Giostra si sviluppa con una serie di tornate dove i tre cavalieri dei due Rioni Rocca e Piazza devono infilare un anello (del diametro di 5 centimetri) con un giavellotto, dopodiché scagliarlo contro un bersaglio a forma di scudo gentilizio diviso in settori e colori, dai diversi punteggi. La gara è stata vinta dal Rione Piazza (che non vinceva dal 2006) con un totale di 285 punti contro i 263 del Rione Rocca, con i cavalieri Marco Bisonni, Jacopo Rossi e Cristiano Liti. Quest’ultimo è risultato anche miglior cavaliere del torneo con 63 punti stabilendo anche il record con un tempo di 14 secondi e 78 centesimi.

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Donne, servizi e mo Per una conciliazione dei tempi di vita, di cura, di lavoro

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iovedì 11 ottobre ad Arezzo si è svolto il convegno Donna: il mio lavoro, il tuo diritto organizzato dal Coordinamento Donne Lavoratrici dei Trasporti della Filt Cgil di Arezzo. L’evento, in attesa del convegno regionale che si terrà a Firenze il 26, 27 e 28 ottobre, ha affrontato i temi della sicurezza, dei servizi, della mobilità per una conciliazione dei tempi di vita, di cura, di lavoro, di lavoratrici e di utenti del servizio del trasporto. Tanti i relatori e le relatrici, tra i quali Massimo Lanucci (segretario Filt Cgil di Arezzo) e Laura Bottai (coordinatrice Donne Filt Cgil Toscana e Commissione regionale Pari Opportunità), che nei loro interventi hanno evidenziato le problematiche da affrontare per rendere il lavoro nel settore dei trasporti più adeguato alle mutevoli esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori. L’aumento della “femminilizzazione” della forza lavoro nel settore, richiede l’integrazione e l’arricchimento delle politiche sindacali e della contrattazione collettiva con la dimensione di “genere”: questo vuol dire migliorare le condizioni di lavoro rispondendo alle esigenze di conciliazione dei tempi di vita, di cura, di lavoro; ciò favorirebbe la partecipazione delle donne in tutti gli aspetti della vita sindacale e socio-politica. Le donne al pari degli uomini guidano camion, furgoni, autosnodati, autobus, aerei, sono impegnate in turni di lavoro massacranti (notti comprese), da svolgere frequentemente in stazioni distanti molti chilometri dalla residenza, con stipendi sempre più inadeguati. Spesso i luoghi di lavoro sono privi di servizi adatti alle loro esigenze. Non è più possibile ignorare o sottovalutare la “specificità” dei problemi delle donne in un settore storicamente maschile come quello dei trasporti. È necessario ripensare e rimodellare i rapporti tra lavoratrici e lavoratori, sindacato e controparti. Il mondo del lavoro non può essere “neutro” rispetto ai bisogni

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obilità di Luciana Pastorelli

di donne e uomini: non può continuare a parlare genericamente di lavoratori, ma tenere conto che esistono anche le lavoratrici, portatrici di punti di vista diversi, che richiedono risposte adeguate, come indicato dalla Legge 53/2000 sui piani regolatori dei tempi di vita e del lavoro. Proprio la Regione Toscana, già dal 1998, ha una specifica legge per il governo del territorio che ha previsto, prima di quella nazionale, un piano regolatore degli orari per garantire a tutte e a tutti il diritto di lavorare, muoversi, vivere una vita di relazione adeguata alle esigenze delle persone, non solo del mercato. Di particolare interesse in questa direzione è il progetto ideato e gestito dall’Associazione “In Costruzione” onlus, divenuto un servizio effettivo dall’incontro con la Cgil di Arezzo: da cinque mesi lo sportello Articolo 4 (l’articolo della Costituzione italiana che parla di diritto al lavoro, di dovere, ma anche di possibilità e di scelta e di contributo al progresso materiale e spirituale della società) ha obiettivi molteplici che si possono riassumere in due macro-obiettivi: il primo è dare sostegno a qualsiasi lavoratore che viva una difficoltà, un disagio, un problema legato direttamente o indirettamente al suo ambiente lavorativo; il secondo obiettivo è utilizzare lo sportello per monitorare le dinamiche che regolano tali difficoltà, con l’idea di offrire spunti concreti al sindacato stesso per eventuali azioni politiche. Al momento il 90% degli utenti che si sono rivolti allo sportello sono donne (info: dott.ssa Benedetta Ricci, 392 3279643). lu.pastorelli@libero.it

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in copertina

Alga EtruscAtletica

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rande successo per l’evento sportivo “ Ve l o c i s s i m i 2012” organizzato da Alga EtruscAtletica presso il Campo Scuola di via Fiorentina lo scorso 10 ottobre. Evento che nella sua prima edizione ha avuto subito un grande consenso tra le scuole medie aretine e che ci viene presentato nel dettaglio dal presidente dell’Alga EtruscAtletica Stefano Arniani: «Abbiamo provato a portare ad Arezzo una manifestazione sportiva già presente in altre città, con l’intento di scovare giovani e ragazzi di qualità da avvicinare al mondo dell’atletica». Manifestazione alla quale hanno partecipato i migliocontinua a pag. 14

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Alga EtruscAtletica: il futuro è adesso

di Omero Ortaggi

Il presidente Stefano Arniani ci presenta il resoconto dell’evento sportivo “Velocissimi 2012” e ci parla della situazione dell’atletica aretina e nazionale [segue da pag. 13]

ri sette studenti (sia nella categoria maschile sia in quella femminile) delle classi prime e seconde di ogni scuola media del distretto aretino, a cui si è unita anche la scuola media di Capolona. L’evento è stato organizzato con il patrocinio di Miur, Fidal e Coni provinciali, e l’intervento dell’Assessorato allo Sport del Comune di Arezzo, con quest’ultimo presente tramite l’assessore Donati, il quale al termine delle gare (corse esclusivamente sui 60 metri) ha premiato gli studenti più veloci. Manifestazione tra l’altro avvenuta all’interno dello storico Campo Scuola, che in un futuro sempre più prossimo verrà sostituito dal nuovo impianto di atletica in zona Giotto: «Oramai siamo sempre più concentrati sul nuovo impianto che sta crescendo, un impianto pensato e sviluppato esclusivamente per l’atletica». Un “quartier generale” in grado di rafforzare i rapporti tra le varie società aretine: «In un momento di crisi generale come questo, credo che il nuovo impianto possa fare da punto d’accentramento, unendo ulteriormente tutte le società di atletica del territorio». Impianto in grado di essere punto di svolta per lo sport aretino, attraverso una struttura all’avanguardia in grado di ospitare manifestazioni anche di carattere nazionale. Lo speriamo tutti, lo spera soprattutto Stefano Arniani, presidente di una società storica del panorama sportivo aretino. Società nata nel 1969 sotto

la UnoAerre e cresciuta in modo indipendente dal 1981; e costituita con l’unico intento di concentrare le proprie forze nella scoperta di giovani promesse: «Seguiamo le categorie Esordienti, Ragazzi e Cadetti tramite il contributo di quindici persone tra dirigenti e allenatori, e dopo quindici anni di collaborazione, da due ci siamo uniti ufficialmente con la Asics Firenze Marathon: una delle società più importanti in Italia». Immancabile è uno sguardo alla crisi che coinvolge l’atletica e non solo: «La crisi sta logorando tutti, senza risparmiare le società sportive. Con l’andare del tempo abbiamo imparato a ragionare da “piccola azienda”, continuando a puntare sempre sui giovani di qualità: solo così potremmo raccogliere risultati importanti sfruttando le (poche) risorse che abbiamo». Un legame, quello tra l’Alga e i giovani, che è rimasto sempre vivo negli anni, perché è dei ragazzi di cui hanno bisogno l’atletica, la nostra Nazionale e il nostro Paese in generale: perché il futuro è adesso.

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Grandi obiettivi da raggiungere sui pattini

di Elettra Fiorini

ue piccole stelle del pattinaggio, con in corAlessandra Caroccia e po tanta grinta e un’immensa voglia di riuChiara Malentacchi, scire in quella che definiscono “la loro grancresciute tra le file dell’Arezzo Roller 2, de passione”. Sono Alessandra Caroccia ci raccontano come si fa per e Chiara Malentacchi, due atlete che possono essere considerate vere e proprie campionesse, diventare giovani campionesse fiori all’occhiello non soltanto del loro team ma di tutta la città d’Arezzo. Infatti, nonostante la giovanissima età (Alessandra ha 11 anni e Chiara 10), queste due pattinatrici portano avanti il proprio progetto sportivo con una maturità e una determinazione disarmanti. Alessandra e Chiara nascono e crescono come atlete tra le fila della società Arezzo Roller2 e, sebbene siano entrate a far parte dell’ambiente agonistico soltanto da qualche anno, già hanno collezionato una serie di risultati a dir poco sorprendente. Niente di insolito se si pensa che l’Arezzo Roller, oltre a essere una società molto presente in tutta la provincia, ha da sempre riscosso numerosi successi. «Alessandra e Chiara, benché appartengano alla società, gareggiano per un team esterno – spiega Elena Belotti, presidente continua a pag. 16

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[segue da pag. 15]

ed allenatrice dell’Arezzo Roller 2, – peccato che le condizioni e la mancanza di strutture sportive specifiche adibite al pattinaggio, non ci permetta lo svolgimento di allenamenti ad hoc per i nostri agonisti». Ma tutti gli inconvenienti del caso non sembrano fermare Alessandra e Chiara, che vanno dritte all’obiettivo. Quando avete iniziato ad avvicinarvi al pattinaggio? Alessandra: «Mia madre è allenatrice di pattinaggio, ma visto che da piccola non mi piaceva molto questo sport nessuno mi ha mai forzato a praticarlo. Poi quattro anni fa ho messo i pattini, da sola, giusto per provare, e non me li sono più tolti». Chiara: «Ho scoperto il pattinaggio due anni fa. Ce l’hanno fatto provare a Subbiano, durante i campi solari, e me ne sono subito innamorata. Così ho smesso di praticare nuoto e non ho fatto in tempo a iscrivermi all’Arezzo Roller che subito ho iniziato a gareggiare: una sfida stimolante». Come vi concentrate prima delle gare? A: «Ho iniziato a gareggiare un paio d’anni fa, ma ancora ho molta paura prima di infilarmi i pattini. Però poi cerco di non pensare a niente, e raggiungere a tutti i costi il mio obiettivo». C: «Mi ripeto di continuo “Ce la posso fare, non agitarti”, ma mi agito ugualmente. L’ansia da gara è comunque una bella sensazione». C’è un momento che considerate come il vostro attimo di gloria? A: «La mia specialità sono le gare di velocità, e ricordo con emozione i Campionati Italiani 2011, dove ho ottenuto il primato dei 200 metri. Ero decisamente tesa, ma al tempo stesso mi sentivo pronta per quella sfida. Mi ero allenata tutti i giorni a Siena visto che qui non abbiamo gli impianti adeguati». C: «A differenza di Alessandra, io preferisco le gare di fondo e, sicuramente, la mia più grande soddisfazione è stata trionfare nel 2011 in Francia, al Campionato Internazionale “Tre Piste”. Non pensavo di farcela, e ottenere un tale successo è stato emozionante». La vita da atleta comporta sacrifici. A: «Ci alleniamo cinque giorni a settimana e ovviamente non abbiamo pomeriggi liberi, ad esempio, per uscire con le amiche. Ma quando si ha una passione certe rinunce si fanno volentieri». C: «Inoltre anche studiare è difficile: spesso facciamo i compiti in auto. Ma tutti i nostri sforzi vengono sempre ricompensati». Sui progetti futuri entrambe concordano: «Tra due mandate potremmo andare alle Olimpiadi». Progetti di un certo livello, ma non impossibili da realizzare per due atlete del loro calibro. In fondo tra otto anni l’età sarebbe quella giusta, e con la loro carica ed energia di certo non ci farebbero sfigurare.

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Tango, emozione continua

hissà perché quando sentiamo parlare di tango lo associamo quasi istintivamente al colore rosso. Il rosso di un vestito femminile che ne esalta le forme. Il rosso della sensualità che proviene come una brezza leggera da terre lontane. Il rosso di un abbraccio che si fa incontro tra due persone, due realtà differenti che si fondono, per un piccolo istante, in pura armonia, tessuta e tramata dai caldi ritmi latini. I passi dai nomi evocativi come volcada, colgada, ocho, parada mentre il bandoneón (lo strumento musicale tipico di tale disciplina) ne scandisce il ritmo, custodiscono in seno una dimensione non solo fisica ma spirituale, di un ballo che da sempre ammalia con la propria magia migliaia di persone. Una storia che parte da lontano, nata nei porti e nelle carceri argentine e arrivata sino nella nostra città. Così nel 2004, grazie al progetto di due ragazzi innamorati della propria passione, Valentina Angelozzi e Lorenzo Stella, prende vita l’Asd “Tango Arezzo”. La sede era in via Divisione Garibaldi dove il Bocciodoromo comunale aveva consentito ai due tangueri di poter praticare e insegnare il tango argentino: «È stato il tango a sceglierci, e dal primo istante ci di Giacomo Belli ha intrappolato nelle sue calde e suadenti trame – spiega Valentina. – All’inizio è stato difficile rompere quella cortina di reticenza e ignoranza (il tango è spesso associato al liscio) che a volte le cose nuove suscitano, soprattutto nella nostra città. Ma grazie a un lavoro costante e serio e dimostrazioni pubbliche nel periodo estivo, siamo riusciti a convincere sempre più persone a intraprendere un percorso in questo mondo incredibile. Adesso la nostra sede è alle Poggiola��. Tango Arezzo ha dimostrato la sua vitalità attraverso la brillante idea di “milonghe clandestine” (alla stregua di coreografici flash mob) o serate di “tango sotto le stelle” nelle più belle piazze della città. Far vedere concretamente l’eleganza e la bellezza di quei movimenti ha dato i suoi risultati: «Abbiamo avuto molti iscritti in più rispetto alla passata stagione. Sono moltissimi i principianti che vengono da noi a cimentarsi nel tango argentino. Tutto questo ci stimola a crescere ancora di più e ampliare i nostri progetti. Tra cui una serata al mese di milonga al Centro Eventi di Subbiano, che ha avuto un grande successo di adesioni. La passione, il divertimento e l’amicizia che vediamo dipinte nelle persone che vengono è impagabile, significa che il nostro lavoro, i nostri sforzi, non sono stati vani. Poi basta provare per rimanere ammaliati da questo ballo, che non smette mai di sorprenderti». Il tango è un’emozione che si trasforma in un passo unico e irripetibile, che va al di là degli schemi. È un ballo galante e appassionato («Il ballerino conduce, ma balla per la sua compagna, per farla sentire comoda e bella»), in cui si balla per se stessi, ma tutto ha inizio da un abbraccio frontale che ti mette in sintonia con l’alPromozione valida tutti i giorni! tro. Cercando di trovare Pizzeria a taglio e da asporto, hamburger, hot dog, friggitoria, antipasti, il proprio baricentro, la insalatone, Primi piatti di produzione propria cotti al momento solo a pranzo propria essenza, mentre Consegna a domicilio con prenotazione entro le 21.30 tu, inerme ed estasiato, ti orari: mart. - sab. 12-22, dom. 17-22, lun. chiuso lasci perdere nel rosso più via Kennedy 45, 0575 905842 – www.ta-ta.ory.it assoluto.

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Arezzo, l’importante adesso è tenere il passo

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a stagione scorsa, il Sansepolcro conquistò una salvezza tranquilla, mettendo in fila 44 punti grazie a 11 vittorie complessive nel corso dell’intero campionato. Dopo sette giornate, i biturgensi hanno già conquistato quasi la metà dei punti (21) dello scorso anno, frutto di ben sette vittorie consecutive che gli hanno cucito addosso il ruolo di “ammazzacampionato”. Almeno così sembrerebbe. Allora, che si fa? Si alza bandiera bianca e si programma la prossima stagione, ammesso che, con questi chiari di luna, sia possibile programmare non diciamo a lungo, ma persino a medio termine? Sarebbe follia, tenendo conto dell’aleatorietà del campionato di Serie D; ricordiamo il Montevarchi, capace di tener testa alla corazzata Perugia due stagioni or sono, retrocesso poi addirittura in Eccellenza a fine corsa. Quello che serve adesso è tenere il passo e trovare continuità nei risultati. Non serve vincere a Spoleto e Terni, se poi si perdono punti contro il Pierantonio, il Casacastalda e il Trèstina. Allora sotto con la Viterbese, altra nobile decaduta nella palude dei Dilettanti. Lorenzo BUCCHI Nonostante quest’anno non abbia sempre convinto, il numero uno amaranto rimane pur sempre una sicurezza, vuoi per l’esperienza, vuoi per le doti dimostrate in passato. Eppure, a causa della regola che vuole in campo un certo numero di giocatori under, rischia di passare l’inverno a scaldare la panchina. Spreco.

Roberto DOLCI Al contrario del collega di reparto Bucchi, la regola di cui sopra per lui – classe 1992 – diventa un trampolino di lancio da prendere al volo, con o senza guanti. Se non fosse che alla prima occasione, contro lo Sporting Terni, si fa male e gli tocca cedere la porta al vecchio inquilino. Se non è sfortuna questa… Mario RASO Ventotto gol in amaranto li aveva fatti un certo Floro Flores. Fatte le debite

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proporzioni, legate al contesto, al profilo e alla categoria, Raso si avvia a entrare nella Hall of Fame dei bomber di tutti i tempi. Chiamiamolo Super Mario. Alla Frick, tanto per rimanere in tema “bomber del passato”. E non è ancora finita. Luca Stanganini


Nel Corsalone si pesca anche d’inverno

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er l’Arci Pesca Fisa di Arezzo è stata L’Arci Pesca Fisa annuncia che da novembre aprirà un’annata intensa e ricca di novità. la zona regolamentata del torrente casentinese Dalla promozione delle gare sportive all’organizzazione delle visite guidate all’impianto ittiogenico di Carda, dai corsi per la pesca di selezione al siluro alla gestione della zona regolamentata del torrente Corsalone: di tutto questo ce ne parla il presidente Alfredo Rondoni. «La notizia più fresca è la riapertura del Corsalone anche nel periodo invernale – avvia Rondoni. – Solitamente la stagione di pesca alla trota si chiude il 30 settembre, ma stiamo lavorando insieme alla Provincia per prevedere una riapertura straordinaria a partire da novembre. Gli appassionati della trota potranno continuare a pescare nel tratto di fiume denominato “zona regolamentata”, che è delimitato a valle dalla briglia del Ponte Rosso e che prosegue a monte fino al torrente Fossatone. Rispetto al resto dell’anno, nei mesi invernali la zona sarà sottoposta al regime “no-kill”, cioè sarà obbligatorio rigettare in acqua quanto pescato: le nostre guardie ittiche vigileranno con attenzione per garantire il rispetto del regolamento». In Casentino c’è anche l’impianto ittiogenico di Carda. «Questo è uno dei fiori all’occhiello della nostra attività. Oltre a produrre le trote che vengono seminate nei vari torrenti della provincia, nel corso dell’anno l’impianto ha ospitato circa 150 ragazzi e bambini di varie scuole e dei campi solari, a cui abbiamo proposto un progetto didattico volto a far conoscere il funzionamento e l’importanza di questa struttura, spiegando loro l’ecosistema fluviale e le varie fasi di crescita della trota: abbiamo registrato un vero e proprio successo, dunque speriamo di ripetere questa iniziativa anche in futuro». Nel corso dell’inverno continuerete pure con il progetto di selezione al pesce siluro? «Ormai è noto che i fiumi e i torrenti aretini sono stati invasi dal siluro, un predatore che, razziando tutto ciò che trova sul fondale, rischia di mettere a repentaglio l’intero ecosistema fluviale della provincia. In questo senso ci siamo immediatamente attivati promuovendo alcuni corsi di formazione volti al monitoraggio della presenza dei siluri nelle nostre acque: finora abbiamo normato 220 pescatori, ma ci stanno arrivando numerose richieste, e dunque nei prossimi mesi continueremo in questa nostra opera per frenare il pericoloso predatore».

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fitness in acqua? c’è l’“Assaggio dei Corsi”

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he cos’è la ginnastica in acqua? A Venerdì 19 ottobre è in programma al Centro questa domanda è pronta a risponSport Chimera una giornata gratuita dedicata dere la Sport3, associazione sportiva attiva all’interno del Centro Sport alla ginnastica in acqua Chimera che venerdì 19 ottobre proporrà una giornata di prova per conoscere il fitness acquatico. L’iniziativa, completamente gratuita, si svolgerà all’interno del Palazzetto del Nuoto e permetterà agli aretini di provare tutte le discipline che la Sport3 propone nella ginnastica in acqua: l’acqua gym, il training, il triathlon, l’idrobike, l’acqualta e lo stesso fitness sportivo. Queste discipline si diversificano per l’intensità dell’attività, per la tipologia degli esercizi e per gli attrezzi utilizzati (è possibile scegliere tra piccoli attrezzi come manubri, tavolette e galleggianti, o grandi attrezzi come trampolini, tapis roulant e bici acquatiche), una varietà che permette al fitness acquatico di adeguarsi e rispondere alle esigenze di tutti. Nel corso della giornata, i tecnici e gli istruttori della Sport3 saranno a disposizione di tutti gli interessati in tre distinte fasce orarie: dalle 9.30 alle 11, dalle 13.30 alle 14.30 e dalle 17.30 alle 19.30. A conclusione dell’evento sarà possibile assistere all’esibizione della squadra agonistica di fitness sportivo, reduce da uno splendido quarto posto ai recenti Campionati italiani di specialità. «Questo assaggio è completamente gratuito e offrirà la splendida occasione di testare le discipline proposte nel Palazzetto del Nuoto – spiega Marco Magara, direttore tecnico del Centro Sport Chimera. – Il fitness acquatico è una disciplina divertente, completamente a ritmo di musica, che permette di tonificare il corpo, dimagrire e mantenersi in forma: la partecipazione a questa giornata permetterà di scoprirlo e potrà essere da stimolo per iniziare a praticare uno sport che, in un ambiente chiuso e protetto da qualsiasi condizione meteorologica, si configura come l’attività ideale in vista della stagione invernale». Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi alla segreteria del Centro Sport Chimera in viale Gramsci 7, visitare il sito www.centrosportchimera.com, chiamare o scrivere un sms a Marco Magara al 347/42.49.641.

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Al via il 24 ottobre la X edizione di Aurora Ridens di Enrico Badii

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ercoledì 24 ottobre, sul palco del Circolo Aurora di piazza Sant’Agostino, prende il via Aurora Ridens, laboratorio d’improvvisazione comica che quest’anno spegne le dieci candeline. Facciamo il resoconto di questa lunga avventura con i suoi ideatori e principali artefici, il duo comico Noidellescarpediverse formato da Samuele Boncompagni e Riccardo Valeriani, che ci rivela anche qualche gustosa anticipazione sulla nuova stagione. Davvero un bel traguardo questo decennale. «Ci piace dire che è “il vecchio che avanza”, siamo fieri di essere vecchi, anzi vecchissimi e senza fronzoli, ma con tanta sostanza. Se guardiamo alla natura del progetto – che si autosostiene e non gode di finanziamenti istituzionali – e ai progetti culturali offerti dalla nostra città, arrivare a dieci anni non è da poco. Aurora Ridens è un laboratorio comico nel vero senso di pubblica sperimentazione: i comici provano pezzi da rodare e il pubblico fa da cavia e si diverte. L’ingresso è gratuito, da sempre. Si tratta del laboratorio più longevo della Toscana, il più continuativo, quello che ha visto passare più artisti della risata in questi anni, un punto di riferimento anche per i comici delle regioni vicine». Quali sono i punti di forza che hanno permesso questa longevità? «Anime del progetto sono le due coppie comiche del nostro territorio, i sottoscritti e Alan & Lenny, oltre alla musica dal vivo del maestro Luigi Basco, che al pianoforte accompagna e interagisce con i partecipanti. Senza dimenticare il Circolo Aurora, fondamentale risorsa per una manifestazione di questo tipo, sul cui palco, tra l’altro, sono nate le prime gag e i primi spettacoli dei Noidellescarpediverse nel 1998». Com’è strutturata la nuova edizione? «Si dividerà in due parti: cinque appuntamenti entro la fine dell’anno, a partire da mercoledì 24 ottobre – poi 7 e 21 novembre, 5 e 26 dicembre – e una seconda fase in primavera tra marzo e aprile, inaugurata da una grande festa per i dieci anni. Il programma è in via di definizione, ma sono confermati gli interventi comici della Compagnia Persei e il gemellaggio con il Makkekomiko di Roma, importante e prestigioso progetto curato da Mago Mancini presso l’Accento Teatro di Testaccio». www.auroraridens.it enrico.badii@gmail.com

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Gli alieni sbarcano in P

Arte e provocazione sociale con Alie

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ono coraggiosi, vogliono farsi conoscere attraverso le loro opere d’arte funzionali, e soprattutto non temono il confronto con i dirigenti di aziende che stanno ai piani alti. Sì, perché l’occhio degli studenti del Liceo Artistico “Piero della Francesca” è attento e sa scrutare non solo quello che gli sta attorno, ma anche il mondo del lavoro con cui una volta usciti dalla scuola si dovranno confrontare. Alien Art Show, mobilitazione pacifica all’insegna dell’arte e del design, si vuole rivolgere proprio all’imprenditoria, troppe volte chiusa in strette convenzioni. La giornata di sabato 20 ottobre vedrà molti stranieri nella nostra città. È il weekend del Mercato Internazionale, con prodotti e persone provenienti da ogni dove. Ma un fine settimana dedicato anche ad altri mondi, quelli popolati dalla freschezza d’ingegno e dalla marcata sensibilità dei giovani artisti della scuola aretina, che difendono, attraverso il Made in Italy, le nostre radici e la nostra tradizione. «Solo così infatti – afferma la professoressa Carla Nassini, presidente del Consorzio Arezzo Fashion – l’economia potrebbe ritrovare uno spunto favorevole di rilancio». In Piazza Grande, alle ore 12, si ritroveranno gli artisti-alieni del Liceo Artistico e daranno vita a un fantascientifico e dissacrante flash mob, la cui coreografia sarà guidata da tre studentesse della classe Va F, che vestiranno i panni delle aliene per eccellenza. Non solo provocazione, però. Gli allievi si faranno conoscere soprattutto attraverso le opere che sanno realizzare, frutto di un lavoro costante svolto durante il loro iter scolastico. «Le vetrine dei negozi del centro, da Corso Italia a via Madonna del Prato, fino a piazza Sant’Agostino – prosegue l’insegnante – ospitano, grazie a Confcommercio e Camera di Commercio di Arezzo, dal 12 al 20 ottobre, le opere d’arte dei nostri studenti, che abbracciano i tre set-

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Piazza Grande

en Art Show

di Valentina Paggini

tori cardini dell’Istituto: oro, abbigliamento e arredamento». Così, secondo l’ispirazione suggerita da grandi artisti contemporanei e non, abbiamo monili d’argento che richiamano forme gotiche, vestiti in stile art nouveau, pezzi d’arredamento dalle linee cubo-futuriste e oggetti coloratissimi della più tipica pop art. Una mostra originale che si fonde e si confonde con la quotidianità e la società del consumo, destinatarie del grido provocatorio che i ragazzi intendono lanciare con il flash mob. Le voci che provengono dal mondo del lavoro spesso redarguiscono i giovani, dicendo loro di osare di più, di mettersi in gioco e rischiare. Ecco dei ragazzi che non esitano a farlo, nonostante spesso si trovino in mano contratti-capestro dalla scadenza mensile che odorano tanto di sfruttamento. Dunque, come possono non sentirsi alieni? Il Casentino ricorda Walter Soldani

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Le sue foto in un album corredato da quartine

alter Sodani. Il gigante fotografo (che a volte baciava la sposa) è un album che omaggia il noto fotografo casentinese scomparso nel 1998. Gli scatti d’autore, tutti risalenti ai primi anni Settanta, rappresentano matrimoni, feste paesane, manifestazioni di protesta, momenti rubati all’intimità familiare e volti noti del Casentino. Il libretto fotografico è corredato da dieci quartine scritte da Francesco Maria Rossi, attore, scrittore e comico, che di Soldani era amico. Egli ci descrive una figura imponente, tanto di stazza che di personalità, mentre sbarrava il passaggio a chiunque transitava vicino al suo studio semplicemente per salutarlo o fargli una foto con uno stile moderno, mai banale. Walter era un “cacciatore” di piazze che pullulavano di umanità, all’interno delle quali cercava le facce o le situazioni che avrebbe utilizzato per riempire il suo artistico album di ricordi. L’Archivio Soldani è conservato in quello che fu il suo studio di Bibbiena, aperto alla fine degli anni Cinquanta e poi ereditato dalla figlia Roberta, anche lei fotografa. www.fotosoldani.191.it Sara Gnassi

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Dal 31 ottobre al 1° novembre la concorso nazionale di pittura

Chimera Arte Are

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a città di Arezzo torna protagonista dell’arte contemporanea con la quarta edizione del Concorso Nazionale di Pittura “Chimera Arte Arezzo”. Da mercoledì 31 ottobre a domenica 4 novembre, ad Arezzo Fiere e Congressi in via Spallanzani, si svolgerà la manifestazione ideata nel 2009 dall’associazione culturale omonima, con l’idea di rinverdire i fasti del glorioso “Premio Arezzo”. Per il terzo anno consecutivo si rinnova il connubio con il Salone del Mobile e della Casa “Abit. Ar.”. Le opere in concorso, provenienti da tutta Italia, saranno in mostra, con ingresso gratuito, all’interno del Padiglione 5. «Come da regolamento, anche quest’anno partecipano artisti di qualsiasi espressione – ci spiega Paola Manneschi, presidente dell’associazione Chimera Arte Arezzo. – Il termine ultimo per l’iscrizione è lunedì 29 ottobre, quindi raccomando a tutti gli interessati di affrettarsi». Quando sarà decretato il vincitore? «I risultati del concorso saranno sanciti da una giuria specializzata domenica 4 novembre, alle ore 18. Quest’anno la commissione sarà composta da Liletta Fornasari, Matilde Puleo e Dino Tiezzi». Cosa si vince? «I primi classificati otterranno dei premi acquisto offerti dalla nostra associazione e dagli sponsor (Camera di Commercio, Ancos Confartigianato Arezzo, Aci Arezzo, Coingas, Lodovichi Ristorazione), mentre due prestigiose aziende orafe aretine (Graziella Gioielli Scultura e Artlinea spa) offriranno le loro creazioni per i riconoscimenti speciali in omaggio al “Premio Arezzo”, a ricordare quella relazione tra oro e arte che connotava lo storico concorso». Una quarta edizione ricca di novità. «La più importante è senza dubbio l’opportunità, per i primi tre classificati, di allestire una mostra a fine febbraio 2013 nei prestigiosi locali del Circolo Artistico di Corso Italia. Gli stessi ambienti in questo periodo stanno ospitando l’antologica di Mario Caporali, uno che del “Premio Arezzo” ha scritto la storia». Da quest’anno anche un riconoscimento riservato ai giovani. «L’idea è promossa dalla Provincia grazie al progetto “Generazione Protagonista”. Possono concorrere gli under 35, ma ciò non preclude la loro partecipazione anche agli altri premi. Di questa iniziativa siamo molto lieti, poiché la nostra associazione sostiene già nel suo statuto l’arte giovanile». 24

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a quarta edizione del

Naturalnero

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ezzo 2012 di Marco Botti

Tanti anche gli eventi collaterali. «Ospiteremo il meglio della Galleria di Arte Contemporanea di Civitella, per una mostra curata da Dino Tiezzi. Uno stand sarà invece riservato alla personale di Sigfrido Nannucci di Firenze, vincitore della precedente edizione. Come lo scorso anno, infine, il padiglione verrà arricchito dalle sculture di importanti artisti del territorio». Concorsi nazionali, fiere, mostre, nuove gallerie. Ad Arezzo c’è un bel fermento. «Devo dire con orgoglio che una mano la stiamo dando anche noi. Chimera Arte Arezzo è ormai un appuntamento di rilievo nel panorama della pittura contemporanea nazionale, e ha contribuito a far crescere artisti che ora si stanno proponendo con successo anche fuori dai confini locali. La strada intrapresa è quella giusta, adesso c’è solo da comminare».

Pensieri e visioni di Pasquale Nero Galante

naugura sabato 20 ottobre, alle ore 18, presso la Villicana D’Annibale Galleria D’Arte di via Cavour la mostra di pittura di Pasquale Nero Galante dal titolo Naturalnero. Curata da Angelo Andriuolo, Francesco Giulio Farachi e Danielle Villicana D’Annibale, l’esposizione ospiterà fino a mercoledì 31 ottobre una selezione di opere recenti del pittore salentino di nascita, romano d’adozione. Una pittura a tratti dark quella di Nero Galante, artista contemplativo. I suoi dipinti, frutto di pensieri e visioni profonde, sono quasi privi di varietà cromatiche ma pieni di riflessioni. Paesaggi, nature morte, volti. Nella sua ricerca introspettiva l’artista mira ad arrivare al nocciolo della psiche umana, ai segreti dell’esistenza. Nell’arte del salentino la decadenza è solo apparente, poiché emerge dietro le righe una rappresentazione metaforica della realtà ancora tutta da vivere, la luce che si trova rovistando nel buio. Un messaggio che vuole ridare nuova forza al presente. www.frescoqueen.com Chiara Savarino

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e e t n e i Or idente in Occpiatto un

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e vi diciamo la parola “Turchia”, pensereste mai ai tortellini? Probabilmente no, a meno che non abbiate assaggiato il Manti, piatto turco giunto ad Arezzo grazie allo chef Shady delle Rotte Ghiotte. L’abbiamo assaggiato per voi con Giuseppe Gori, cliente fisso del ristorante e lettore del “Settimanale”. Giuseppe ha 26 anni ed è l’amministratore di una nota azienda di legnami aretina: dopo aver frequentato negli Stati Uniti liceo e università (è laureato in Economia e Commercio), è tornato nella nostra città per seguire l’azienda di famiglia. Appassionato di cucina, mentre ci sediamo al tavolo ci racconta del suo rapporto con l’arte culinaria: «Per me cucinare significa relax, divertimento. Ero bravino, ma grazie a Shady e al Social Cooking sono “salito di livello”, e adesso mi diverto ancora di più [ride, nda]!». Giuseppe ha partecipato a un concorso all’interno di Medoliva, dove ha presentato empanadas con spezie e carne chianina accompagnate da una tartare con guacamole: si è ag-

Seguend rotte o ghiotte giudicato il terzo premio. Arriva Shady con i piatti, e cominciamo a mangiare. Cos’è il Manti? «È un primo della tradizione turca: un tortellino in brodo di pomodoro con yogurt [parola derivante dal turco, tra l’altro, nda] aromatizzato all’aglio». Perché l’hai scelto per proporlo ai lettori del “Settimanale”? «È una perfetta fusione tra Oriente e Occidente: la Turchia non a caso è a cavallo di questi due mondi. È un piatto dominato da contrasti: l’acido dello yogurt e il dolce del brodo di pomodoro, il caldo dei tortellini e il freddo dello yogurt». C’è anche un altro contrasto che colpisce: l’essere un piatto a prima vista “nostrano”, familiare, grazie ai tortellini, che però riserva una gradita sorpresa una volta assaggiato, risultando “esotico”. «I tortellini li facciamo noi, e nell’impasto mettiamo assieme alla carne di vitello anche l’agnello», interviene Shady. «Questi contrasti mi affascinano – conclude Giuseppe. – A mio giudizio il Manti è il piatto più interessante che le Rotte Ghiotte hanno attualmente nel menù: oltretutto, non si trova da nessun altra parte, o si va a Istanbul o si viene qui [ride nuovamente, nda]. Mi rendo conto che è un primo senza mezze misure: o si ama o non piace, ma invito tutti a provarlo almeno una volta». Il Manti vi aspetta per essere messo alla prova in via Monte Falterona 34, presso le Rotte Ghiotte. Buon appetito. Francesco Ciabatti

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redo che più che storia si possa parlare di leggenda, anzi leggende, dato che non abbiamo documenti scritti o testimonianze dirette di come sia nata questa parola, che letteralmente significa “coda di gallo”. Sono molte, stravaganti e variopinte le storie giunte, di bocca in bocca, ai giorni nostri; la prima narra di una locandiera di nome Betsy Flanagan, che ai tempi della Guerra di Secessione, era solita servire a tutti i soldati, prima e dopo le battaglie, un miscuglio con tutti i liquori e distillati che aveva a disposizione, e per abbellire i bicchieri utilizzava variopinte piua cura di me di coda di gallo; la ricetta ebbe così successo che fu battezzata cock-tail. Alessadro Ferretti Un’altra leggenda ci porta in America centrale alla fine del diciottesimo secolo, periodo nel quale erano molto popolari i combattimenti fra galli, nei quali era consuetudine donare al vincitore la coda del gallo vinto. Dopo il combattimento i partecipanti Ricetta del Sazerac: 5 brindavano con bevande miscelate di vari distillati, succhi o altri liquori, alla salute cl di cognac, 1 cl di asdella coda di gallo; cioè “on the Cock’s Tail”. senzio, 2 spruzzate di Tra le più accreditate c’è quella legata a uno dei Peichaud’s bitter, 1 zolletpiù antichi cocktail codificati, il Sazerac, creato a ta di zucchero di canna New Orleans agli inizi del diciannovesimo secolo e bianco servito in un bicchiere a forma di uovo chiamato coquetelle. Le favole si susseguono, ma hanno l’unica utilità di donare un’aura di mistero e fascino a questa bevanda, capace di emergere dal nulla e raggiungere la conquista del mondo intero. Mettendo da parte per un attimo il romanticismo e analizzando meglio gli eventi storici, possiamo supporre che il cocktail nasca per esigenze di mercato. Infatti nei secoli scorsi i distillati e i liquori mancavano di quella finezza ed eleganza che li caratterizza oggigiorno; ecco che qualche antenato degli attuali barman aggiunge a quel whisky o a quella vodka un goccio di sciroppo o un succo, per rendere la bevanda più gradevole e ampliare così il suo portafoglio clienti. Quello che tuttavia rese celebre il nostro drink e cambiò il modo di bere delle persone fu senz’altro l’era del proibizionismo attorno agli anni Venti, periodo nel quale anche il bevitore più incallito aveva la possibilità di non nascondersi rops: fu un giornale di e di sorseggiare Houston negli Usa che ceral bancone del cò di definire, nel 1806, cosa bar, con aria fosse un cocktail, definendolo immacolata, un “un liquore fatto con distillaLong Island Iced ti, acqua, bitter e zucchero, in Tea. grado di corroborare il corpo e alleviare la testa”. Nel 1862 il Per domande, curiosità, richieste sul mondo dei cocktail e del già citato Jerry Thomas [vedi “Il bartending, contattate Alessandro Ferretti al 335/61.63.316 o all’inSettimanale” 116] scrive la pridirizzo bottegadegliillustri@gmail.com ma Bartender’s Guide.

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Col primo, Beppe, un se cambia sistema, i ministri degià me li figuro: Veltroni, Bindi, Fassino, D’Alema…; col secondo saremo anco a l’oscuro, ma almeno c’è speranza de cambiare» «Io, Tónio, un ce sto a capì ppiù gnente: te giuro che ’n saprèbbi chj votare… Booh! Con Berlusconi era differente: contro ’l nemico el pòpelo era unito… mentr’ora ce se scanna nel partito!»

chilometro zero

di Leonardo Zanelli

Casa fai-da-te, o quasi! Dalla messa in opera delle balle di fieno alla struttura grezza di una casa di paglia possono passare circa 15 giorni e se vengono usati buoni intonaci, un edificio ben progettato potrebbe durare secoli. Sono vari i motivi che spingono architetti e non a ricercare e consolidare nuove tecniche per una casa di paglia passiva, ecologica. Fra questi il fatto che la paglia è a tutti gli effetti un “materiale di scarto”, e per questo ha costi molto basi. Una balla può variare tra i 2,5 e i 3,5 euro. Se considerate che per una casa di 150 metri quadrati, ne servono circa 400, i di Fabio Mugelli conti sono presto fatti.

Pietà di Kim Ki-Duk **** Un aguzzino di artigiani morosi e una madre pronta a tutto per recuperare il rapporto filiale in un dramma intimo ma universale, ambientato in un quartiere inghiottito – con i suoi abitanti – dall’espansione urbanistica. Il regista di Ferro 3 trionfa a Venezia col suo diciottesimo lavoro, che intreccia vendetta, misericordia e relazioni familiari in un’analisi fortemente anticapitalistica: è la dipendenza dal denaro che ha diffuso nella nostra società i semi del disagio, dell’aridità sentimentale, della mancanza di valori. Una pellicola sgradevole nella sua ferocia, girata in maniera gelida ed essenziale e illuminata da un toccatissimo finale, che lascia una scia nelle viscere dello spettatore e fa crescere al suo interno la memoria filmica per giorni. Bentornato, Kim, ci eri mancato. Enrico Badii enrico.badii@gmail.com

cinema

«Bersani o Renzi? Tésto è ’l problema! Col primo vè su l’usato sicuro, ma col secondo te piglia ’l patema de fare un salto al buio nel futuro.

Mercatini del mondo nelle vie di Arezzo Da venerdì 19 a domenica 21 ottobre la VIII edizione dell’evento che porta in città 150 operatori stranieri e 80 italiani. La manifestazione ha raggiunto in passato le 200.000 presenze. Gli stand saranno aperti dalle 9 di mattina alle 2 di notte. Su iniziativa di Comune e Camera di Commercio di Arezzo, con la collaborazione di Confcommercio, Cna, Coldiretti, Cia, Associazione Provinciale Apicoltori per di Lucio Massai Confagricoltura e Federconsumatori.

dove andare

BERSANI O RENZI?

Casa Famiglia Belvedere

...sarà come stare a casa... via Montecchio 221, loc. Falciano Subbiano (AR) 0575/42.21.01 334/92.91.475 30

il settimanale di arezzo

19 ottobre 2012


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