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Anno IV numero 157 • venerdì 26 luglio 2013 • copia gratuita in copertina: scatto ed elaborazione grafica di Andrea Bardelli

Strada E, 5 San Zeno, Arezzo tel. 0575 925953

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da arezzo al mondo!

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IN QUESTO NUMERO

VITA DELLA CITTÀ 3 The Goodfellas: la lunga strada per la Mongolia 5 Monnalisa: storia di un successo aretino 6 Un bilancio travagliatissimo… 11 Vivere la disabilità 28 L’Università di Siena sbarca anche su iTunes U

16 Arezzo, pronti, attenti…via! 17 Adriano Nicchi torna a combattere 18 Un aretino al suo secondo scudetto giovanile con la Mens Sana Siena: Michele Catalani 19 Nell’azzurro dipinto d’azzurro 20 Chimera Nuoto, dove si vince fin da piccoli

il giro delle botteghe 7 Milani Colori, dove le vernici hanno fatto storia!

A REGOLA D’ARTE 21 “Sinfonia adolescenziale”, l’esordio letterario dell’aretino Samuele Portera 22 Per Max Gazzè la musica ripartirà dai live e Arezzo Wave ce lo insegna da anni 24 Due luoghi aretini per celebrare l’arte di Lorenzo Bonechi

AREZZO’N’ROLL 8 Arezzo si tinge di jazz dal 28 al 31 luglio OGGI PARLIAMO DI… 10 …cellulari e adolescenza AREZZO SPORT 13 «Così salvo il basket aretino»: Mauro Castelli torna presidente della Sba 15 L’Arci Pesca Fisa e 250 pescatori contro il Siluro

LE PELLEGRINE ARTUSI… 26 …il grano saraceno decorticato quintessenze 27 La natura nel vasetto

“Il Settimanale di Arezzo“ è una testata edita da Edizioni Giorgio Vasari srl Anno IV numero 157 – venerdì 26 luglio 2013 © Edizioni giorgio vasari Direttore Responsabile: Francesco Ciabatti, email francescociabatti.egv@ gmail.com Vicedirettore: Marco Botti, email marco.botti9@gmail.com Redazione: Elena Aiello, Enrico Badii, Andrea Bardelli, Giacomo Belli, Serena Capponi, Fernanda Caprilli, Marco Cavini, Giacomo Chiuchini, Dory d’Anzeo, Jacopo Fabbroni, Cecilia Falchi, Elettra Fiorini, michele giuseppi, Sara Gnassi, Ilaria Gradassi, Valeria Gudini, Giacomo Manneschi, Chiara Marcelli, Lucio Massai, David Mattesini, Fabio Mugelli, Omero Ortaggi, Valentina Paggini, Roberto Parnetti, Luciana Pastorelli, Ivana Marianna Pattavina, Luca Piervenanzi, Chiara Savarino, Alessio segantini, Luca Stanganini, Valentina Tramutola, Luca trippi. Foto: Andrea Bardelli, roberto parnetti, Saimon Savini Amministrazione: Edizioni Giorgio Vasari srl, via Mantegna 4, 52100 Arezzo (AR), tel. 392/95.96.285, fax 0575/16.57.738, email edizionivasari@aruba.it pubblicità e marketing: paola prato, 333/46.04.264, paolaprato.egv@gmail.com Autorizzazione Tribunale di Arezzo 02/2010 del 10 febbraio 2010 Iscrizione al Registro degli Operatori della Comunicazione al n. 19155 Stampa: La Zecca srl, via Umberto Terracini 25/27, 52025 fraz. Levane, Bucine (AR), tel. 055/91.80.101, fax 055/91.80.412, email info@tipografialazecca.it È vietata, senza formale autorizzazione, la riproduzione totale o parziale di testi, disegni, foto e pubblicità riprodotti su questo numero

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The Goodfellas: la lunga strada per la Mongolia

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he Goodfellas sono otto giovani amici, tra cui due ragazze, che circa un’anno fa hanno deciso di partire per un’avventura di beneficenza: andare in Mongolia con un’auto e donarla una volta arrivati, data la grande povertà del Paese. di Elena Aiello Due sono le organizzazioni che da ormai molti anni, con la scusa di un rally che parte dalla Gran Bretagna, fanno arrivare in Mongolia automobili, furgoni e anche ambulanze; il Mongol Rally e il Mongolia Charity Rally, solitamente avventure fatte da professionisti che uniscono il divertimento a una buona azione: stavolta i partecipanti sono otto laureandi con il sogno di un’avventura post-laurea indimenticabile. L’entusiasmo di Marco, Jacopo, Daniele, Lucia, Cristiano, Laura, Massimo e Federico ha creato i Goodfellas, il loro blog (thegoodfellasteam.altervista.org/blog) e guidato ogni passo dalla decisione dell’itinerario alla ricerca di sponsor: gli otto amici, tutti studenti all’ultimo anno al momento della decisione di partire, hanno dovuto superare molte difficoltà per arrivare al 27 luglio 2013, data ufficiale dell’inizio del viaggio che li porterà da Arezzo a Ulan Bator in circa 40 giorni. La prima sfida che hanno affrontato, insieme al conciliare la scrittura della tesi per laurearsi prima di partire, è stata trovare un pulmino da nove posti che rientrasse nelle caratteristiche richieste dal Mongolia Charity Rally e avesse un prezzo ragionevole: l’autotassazione, la vendita delle prime magliette stampate e le piccole donazioni raccolte fino a febbraio erano ancora ben lontane dal coprire i 24.000 euro di spese stimate per l’avventura; si sa che la fortuna aiuta gli audacontinua a pag. 4

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loc. Gragnone 29 tel. 0575 365251 continua da pag. 3

ci e, quasi per magia, i Goodfellas sono riusciti a comprare il Ford Transit Torneo a passo lungo bianco che li porterà a Ulan Bator. Grazie all’entusiasmo contagioso gli otto avventurieri hanno coinvolto amici, parenti e chiunque fosse interessato ad ascoltarli tra Milano, Firenze, Parma e Torino, le città dove hanno studiato, per trovare sponsor e raccogliere fondi vendendo le magliette con il loro logo. Il viaggio era ancora lontano a febbraio, ma l’itinerario iniziava già a essere formato: 19 Paesi da attraversare si tramutano in visti da fare, bollettini, patenti internazionali, passaporto nuovo e, nel caso dell’Iran, carnet de passage. Il carnet de passage è una garanzia internazionale obbligatoria, sotto forma di tassa doganale, che in molti Paesi serve per tutelare la nazione in cui si transita, dimostrando di avere l’equivalente monetario del valore del mezzo nel caso in cui il veicolo non sia esportato fuori dai confini nazionali. «È questa la cosa che più mi ha infastidito – racconta Cristiano: – il fatto di dover pagare, con fideiussione o meno, per attraversare l’Iran e la burocrazia tremenda richiesta da questo Paese per entrare anche solo per pochi giorni». Laura invece ammette che è «più preoccupata per il futuro… In generale mi spaventano le dogane e gli eventuali blocchi di polizia… Per il resto confermo che l’Iran è stato fino a ora lo stato che ci ha fatto più penare… e non ci siamo nemmeno arrivati!». Grazie alla loro forza di volontà l’esercito di aiutanti e sponsor per questa impresa è rapidamente cresciuto: da Caffè River, la prima azienda a credere in loro, a piccole donazioni, il pulmino che avete visto girare per la città si è riempito dei loghi dei sostenitori, scorrazzando per tutta la penisola per aiutare, dietro un piccolo compenso amici e conoscenti a traslocare; ed è proprio in una di queste occasioni che il Transit ha fatto un po’ di fumo nero in autostrada, appena passato Firenze: dietro-front immediato e di corsa dal meccanico, ma era solo una valvola! Tra tesi, lauree e burocrazia giugno arriva velocemente, e i Goodfellas si trovano a dover comprare tutta l’attrezzatura, montare le modifiche al pulmino, andare all’ambasciata iraniana a lasciare le impronte digitali, fare aperitivi di raccolta fondi e conferenze stampa, ma la Mongolia è ancora lontana, perché sono tutti e otto nelle relative città universitarie e «prendere anche la più piccola decisione è complicato – racconta Marco, – ognuno ha il proprio modo di pensare, viaggiare e organizzarsi!». Piccoli screzi ci sono stati, ma come nuvole passeggere sono già lontani: ci sono l’oblò, i pannelli, il condizionatore e il sottoscocca da montare, i ricambi da trovare, le feste di laurea per rilassarsi e la telecamera GoPro da sperimentare… Un anno è volato e i Goodfellas il 27 luglio mattina saranno al Coffee O’Clock per salutare amici, parenti e sostenitori: mancano poche ore e la vera avventura avrà inizio! 4

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Monnalisa: storia di un successo aretino di Cecilia Falchi

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enerdì 19 luglio nel bellissimo showroom “Il granaio” Piero Iacomoni e il suo consiglio di amministrazione hanno presentato l’Annual Report 2012 di Monnalisa. L’azienda, nata nel 1969, comunica annualmente ai propri portatori di interessi le scelte operate, i risultati ottenuti, la propria influenza non soltanto nel mercato economico, ma anche nel tessuto sociale tramite questo bilancio integrato, non solo un

Un momento dell’inaugurazione dello showroom a Shangai

imbellettamento del documento civilistico, ma un documento che spiega la capacità di Monnalisa di creare valore. «Monnalisa è un’azienda con un futuro, non si sente schiacciata dalla crisi, la soluzione quando si crea un problema dipende solo da noi, siamo noi a

dover cambiare la mentalità. L’Italia è un’espressione geografica – Piero Iacomoni riprende così la famosa frase di Metternich, – oggi siamo “nessuno vs miliardi”, nel mondo globalizzato bisogna partire da questa consapevolezza per riuscire ad avere un ruolo e farsi sentire. Senza dimenticare che nessun altro Paese al mondo possiede le nostre ricchezze, e i primi sicuri di questo dobbiamo essere noi». Non sono solo parole: nell’ultimo anno infatti le esportazioni estere di Monnalisa sono arrivate al 60%, compensando la contrazione del mercato interno, e l’azienda aretina affronta la crisi anche grazie a una grande solidità patrimoniale che gli permette di resistere ai cambiamenti». A darci uno sguardo sul futuro, ci pensa il neoletto amministratore delegato Christian Simoni: «I nostri vestiti sono il futuro. Ci muoviamo in un mondo che è grande, ci sono ancora tanti Paesi in cui non siamo entrati e altri in cui dobbiamo potenziare la nostra presenza. La Cina fino a poco tempo fa era un mercato per noi da scoprire, adesso siamo all’apertura del terzo showroom, ciò conferma che le cose cambiano e che nascono opportunità che prima non c’erano. La nuova grande sfida potrebbe essere la quotazione in borsa. A dicembre 2012 in Borsa Italiana è stata presentata la ricerca Pambianco, che analizza le aziende più performanti e quotabili in borsa, e Monnalisa si è classificata al 43° posto nella classifica delle 50 aziende top. Riconoscimento di cui deve essere orgoglioso tutto il territorio».

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Un bilancio travagliatissimo…

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lla fine il bilancio comunale ha visto la luce. Dopo ben 16 ore di dibattito serratissimo, il Consiglio comunale nella notte di martedì scorso ha dato il via libera all’atto più importante dell’Amministrazione comunale, non senza diverse polemiche da parte dei consiglieri di opposizione. Ecco quindi le principali novità, e come saranno distribuiti i soldi dei cittadini nei vari capitoli di spesa. In totale il bilancio di previsione 2013 presenta un importo complessivo di 143 milioni e 873.000 euro, di cui 83 milioni e 380.000 euro in spesa corrente, 30 milioni di euro in investimenti. Per quanto riguarda le spese correnti, dopo amministrazione e territorio, la voce più consistente è per il sociale (quasi 11 milioni, che rappresentano il 13% del totale). Seguono la scuola (7 milioni e 200.000 euro, quindi l’8,3%), infine viabilità e trasporti (circa 6 milioni di euro). Il gettito complessivo Imu ammonta quest’anno a 31 milioni di euro, la Tares a 17 milioni e 864.000 euro. Sul punto è stato il vicesindaco Gasperini a precisare: «Non abbiamo inaspri-

«Investire

to le imposte ma rimodulate Irpef e Imu, e siamo intervenuti sulla Tosap per i cantieri nel centro storico. Con questo bilancio l’Amdi David ministrazione comunale prosegue Mattesini sulle strada della razionalizzazione e riduzione delle spese». Una rimodulazione che però fa discutere, soprattutto dalle parti del PdL: «Si fa cassa con l’Irpef – precisa il gruppo consiliare – rimodulando le aliquote in modo tale da sottrarre dalle tasche dei cittadini altri 140.000 euro, e non è che le fasce più deboli siano state troppo aiutate, come vogliono far credere, tanto meno il sociale, e si fa cassa con l’Ida, l’Indennità di Disagio Ambientale, che per quest’anno poteva essere risparmiata e che invece hanno ben pensato di inserire nella Tares. Meno 300.000 euro dalle tasche degli aretini. Infine si incrementa l’Imu sulle aree fabbricabili: un viatico straordinario per la ripresa del settore edilizio e su chi ha investito nei beni immobili». Insomma, in tempi di vacche magre per le casse comunali, la Giunta cerca di fare ciò che può coi pochi denari che ha, ma di fatto non dovrebbero arrivare sulle spalle dei cittadini i grossi aggravi fiscali che si potevano ipotizzare. Nota positiva sul fronte del sostegno ai cittadini, il recepimento di uno storno di 16.000 euro dall’Imu al sociale, proposto dal consigliere di Sel Tulli, che poi ha attaccato la maggioranza: «Il bilancio di una città non può essere traslucente: questo è opaco e assolutamente illeggibile, quindi inutile. Tutti devono sapere dove vanno a finire i soldi». Tra le tante polemiche, visti i dati di contesto, possiamo comunque parlare di un risultato intermedio da 6 e mezzo.

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il giro delle botteghe

Milani Colori, dove le vernici hanno fatto storia! di Giacomo Manneschi

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uesta settimana siamo andati a trovare un’attività che definiremmo storica nello scenario commerciale aretino: la Milani Colori, specializzata nella vendita di vernici, parquet, termocappotti, stucchi, decoupage e una variegata gamma di prodotti per cantieristica. Abbiamo scambiato due parole con Stefano Milani, socio e gestore dell’omonima azienda, assieme alle due sorelle Sonia e Roberta. Il vostro è un esercizio commerciale ben noto sul territorio, da quanto tempo esistete e com’è cambiato il vostro modo di operare nel corso degli anni? «Il fondatore di tutto è stato mio padre Corrado che, nel 1971, aprì un piccolo negozio di vernici in via Marco Perennio, dove i prodotti maggiormente in voga erano il quarzo, la tempera e lo smalto. In seguito, verso la fine degli anni Ottanta sono apparsi nel mercato i primi tintometri, che permettono tutt’oggi di creare e

adattare le pitture attraverso l’aggiunta di coloranti. Negli anni Novanta, invece, ci siamo trasferiti nella zona commerciale Pratacci, dove è ubicato attualmente il nostro negozio. Adesso, specialmente negli ultimi due anni, c’è stato un incremento di vendita rivolto a soggetti privati, mentre in passato la principale fetta di clientela era composta da professionisti del settore: imbianchini, decoratori e muratori. Inoltre oggi c’è un maggiore assortimento di pitture, sempre più complesse nella loro applicazione. Questo cambiamento ci ha condotto a professionalizzare ancor di più il nostro servizio di consulenza, poiché l’acquirente è divenuto iperselettivo e ha l’esigenza di scegliere consapevolmente l’articolo più idoneo alle proprie necessità. Quando parlo di servizi intendo anche quello di avere un magazzino ampio e molto ben assortito, insomma merce sempre disponibile, per qualsiasi esigenza. Il tempo speso all’interno del negozio si protrae anche oltre il

consueto orario di apertura, per consegne e preparazioni di colori». La parola “crisi” quanto ha inciso nel vostro operato? «Purtroppo pure il nostro settore ha risentito della odierna crisi economica, infatti molti artigiani (imbianchini e muratori) si sono ritrovati con poco lavoro, e quelli più piccoli sono stati costretti a cessare l’attività, tutto ciò favorito pure da una notevole propensione al “fai da te”. Nonostante tutto ci riteniamo un’azienda sana, pure grazie al nostro modo di guardare oltre, restando sempre aggiornati e attenti alle innovazioni di mercato».

acconciature da cerimonia e da sposa 26 luglio 2013

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logo di www.samueleschiatti.com

Arezzo si tinge di jazz dal 28 al 31 luglio di Lucio Massai

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ella splendida cornice dell’Arena Eden si svolgerà la 14a edizione dell’Arezzo Summer Jazz. Il costo del biglietto è molto popolare, infatti l’ingresso è di 5 euro per sera con due o tre band, mentre nella sera del primo concerto sarà possibile acquistare l’ingresso di tutte e quattro le serate a un prezzo scontato di 15 euro. Quest’anno la direzione dell’Eden offrirà prezzi speciali per cena e aperitivo a coloro che esibiranno il biglietto del concerto. Il direttore artistico e factotum della scena musicale jazz aretina Maurizio “Bozorius” Bozzi anche quest’anno ha optato per una programmazione tutta italiana. Hey Boz, ci racconti di questa 14a edizione? «Siamo giunti alla 14a edizione dell’Arezzo Summer Jazz festival, che per la seconda volta si terrà all’Arena Eden, dal 28 al 31 luglio. Come gli altri anni, la programmazione – decisa sia dal Direttore artistico sia da tutto il Consiglio – sarà concentrata su proposte di jazzisti italiani e del nostro territorio, con l’obiettivo di stimolare e diffondere questo stile musicale nella nostra terra. Ogni serata ospiterà due band, quella del lunedi avrà tre gruppi, a iniziare intorno alle 21.15. Abbiamo cercato di rappresentare molti degli stili più rappresentativi del jazz, dal genere manouche gitano a quello più elettrico, cercando di dare al pubblico varietà e divertimento. Tra gli ospiti più bla-

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sonati possiamo menzionare: il batterista Claudio Cuseri, i sassofonisti Alberto Mommi e Francesco Santucci, i chitarristi Angelo Lombardo, Dario Napoli e Giulio Stracciati, tutti musicisti provenienti dall’area Perugia-Siena-Arezzo. Presso la biglietteria saranno esposti anche i cd dei musicisti che parteciperanno al festival, quasi tutti prodotti e distribuiti dall’ etichetta aretina Drycastle Records». E il Jazz Club Arezzo? «Il JCA è un’associazione no profit di amanti del jazz, attiva dal 1999 ma fondata alla fine degli anni Settanta. I presidenti sono Lucio Gnalducci e Silvano Grandi, il direttore artistico sono io mentre i consiglieri sono Alessandro e Gianni Cinelli, Marco Pezzola, Augusto Casamassima». Cosa è per te il jazz? «Definire il jazz è assai arduo, è sicuramente lo stile musicale che di più ha influenzato la musica moderna: nato dal blues degli afro-americani agli inizi del Novecento, si è fuso subito con la più colta tradizione europea e bianca, dando origine a una miscela esplosiva che ha invaso tutto il mondo. Caratteristica del jazz è l’improvvisazione, cioè le continue variazioni che i musicisti fanno su temi melodici. È forse questa la caratteristica che consente al jazz di essere sempre attuale, la sua non ripetività e la bravura tecnica dei musicisti». Cosa può dare il jazz ai giovani? «Io credo che il jazz sia un genere adatto al pubblico e ai musicisti giovani proprio per il suo carattere anarcoide, poiché in questo genere non ci suono ruoli predefiniti, ogni musicista della band è un protagonista, quindi è molto democratico e aperto a sperimentazione: se riflettiamo bene nessun altro stile musicale ha questa caratteristica, sia nel pop sia nel rock i ruoli degli strumentisti sono ben definiti, esistono leader indiscussi e le regole gerarchiche sono molto ferree. Proprio per questa libertà, però, i musicisti jazz devono essere tecnicamente molto preparati e ciò preoccupa un po’ il principiante». Arezzo città della musica? «Non capisco la domanda, perchè non trovo che la volontà dei nostri amministratori sia indirizzata a far diventare Arezzo città della musica. Siamo noi associazioni di cittadini a cercare di farlo, ma i politici non danno un apporto positivo né benevolo». arezzonroll@gmail.com

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di Mai più doversi ricordare à, scadenze (tassa di propriet assicurazione, revisioni) 26 luglio 2013

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Salve, nostra figlia di 13 anni sta insistendo molto per avere il suo primo cellulare; noi non siamo troppo convinti che sia abbastanza responsabile per utilizzare un mezzo così diffuso eppure così pericoloso. Insiste sostenendo che tutte le sue amiche e compagne di classe ne hanno uno, ma sappiamo quasi per certo che alcune di loro lo usano per andare su internet e fare video, anche in classe durante le lezioni. Non vorremmo che anche lei fosse trascinata da questo trend, come possiamo fare?

Oggi parliamo di…

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ari genitori, credo che stiate per entrare, riguardo vostra figlia, in quella che viene definita l’età più difficile per i ragazzi: l’adolescenza; dove tutto ciò che è proibito diventa la cosa più desiderata. Si parte con il cellulare per poi arrivare al motorino, alle serate fuori con orari di rientro a casa sempre più difficili da accettare. Dobbiamo quindi imparare a mediare tra il nostro punto di vista di “adulti” e il loro mondo. Questo ci permetterà di mantenere con i nostri figli un dialogo civile e costruttivo, dove loro si sentono liberi di farci domande e confessioni senza essere giudicati. Se dovessi solo ascoltare il mio pensiero mi sentirei di dirvi che avete ragione; una bambina di 13 anni in teoria non dovrebbe aver bisogno del cellulare, non dovrebbe essere così autonoma dai genitori, tanto da dover essere rintracciata in caso di necessità. Ma oggi il telefonino non serve solo per telefonare, è uno status simbol: c’è Facebook, gli sms, le foto, internet… Aspetti buoni e cattivi tutti racchiusi dentro un unico oggetto, in merito al quale però ha ragione vostra figlia: ce l’hanno tutti e non averlo significa essere “diverse”. Forse dovete fermarvi a pensare: non credo che non regalare il telefonino poi serva a risolvere il problema, dobbiamo invece insegnare ai ragazzi a saperlo usare, anche perché oggi la richiesta di vostra figlia è il telefono, ma domani? Non potete tutte le volte dire di no, oppure nascondervi dietro alla scusa di quando diventerà più grande, come se crescere volesse dire diventare responsabili. La responsabilità verso ciò che possiede o verso le proprie azioni nasce grazie a un continuo insegnamento educativo che inizia fin da piccola. Solo educarla a capire le conseguenze delle proprie azioni e quindi anche quanto possa essere diverten-

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te, ma pure “pericoloso”, usare certi oggetti in modo improprio, può piano piano renderla consapevole di ciò che può fare e di ciò che è sbagliato. Potete provare a creare con vostra figlia una sorta di contratto, di patto, dove mettete in chiaro ciò che le è permesso e ciò che le vietate, con l’avviso di tenere comunque sotto controllo il telefonino e tutto ciò che lo riguarda: quindi internet, foto o riprese che devono riguardare solo momenti ludici e ricordi tra amici e parenti. Se vostra figlia avrà chiare le vostre regole, quindi i divieti e le concessioni che voi le state offrendo, imparerà ad avere rispetto di voi e responsabilità verso ciò che desidera. Non potete pensare che diventi “grande” senza sbagliare, però sono sicura che non si farà trascinare dalle amicizie se lei riuscirà veramente a comprendere che rispettando i vostri pensieri, e la vostra fiducia, voi rispetterete i suoi. Credo che trovare sempre con gli adolescenti una giusta mediazione sia molto più utile che fare con loro a braccio di ferro, con la conseguenza che imparano a rispettare il genitore solo all’“apparenza” per poi finire a usare telefonini o motorini…o altro ancora dei loro amici, ovviamente in segreto, per fare tutto ciò che gli è stato proibito dai genitori, con il risultato però di non conoscere le conseguenze delle proprie azioni. Spero di aver risposto in modo chiaro e esaustivo alla vostra lettera, la rubrica comunque rimane a vostra disposizione per qualsiasi curiosità o chiarimento. Grazie, Mara Scrivete a “Oggi parliamo di…” c/o Edizioni Giorgio Vasari, via Mantegna 4, 52100 Arezzo, ilsettimanalediarezzo@gmail.com dottoressa Mara Aceti, pedagogista clinico – 334/93.45.254, iscritta Albo ANPEC 3310. Profess. disciplinato ai sensi della Legge 4/2013 P.I. 0009494882 – C.F. CTAMRA75R44G420C Studi prof.: via Monte Falco 50, Arezzo; via Roma 38, Poppi (Ar)

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Vivere la disabilità

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a presenza di una persona disabile in famiglia spesso comporta una grande fragilità e, allo stesso tempo, una straordinaria forza. Al bisogno di sostegno, di rassicurazione e di informazioni corrette sulle varie problematiche per capire i miglioramenti si affiancano i progetti possibili, le prospettive future in grado di garantire una partecipazione effettiva alla vita sociale. Non è facile parlare dei problemi quotidiani legati alla disabilità: Monica Nedelcu, una giovane donna arrivata dieci anni fa dalla Romania, ha accettato di raccontare come, insieme alla madre Felicia, ha imparato ad affrontare la disabilità del fratello Marius, diciannovenne, costretto a muoversi sulla sedia a rotelle. Cosa comporta avere una persona disabile in famiglia? «Avere una persona disabile in famiglia comporta tante cose, molto diverse tra loro: lottare quotidianamente con il tempo da dedicare a Marius, al lavoro o allo studio, e contro gli inconvenienti pratici della disabilità. Significa affrontare gli sposta­menti per le cure, i percorsi burocratici per avere sussidi, assistenza. Significa anche vivere ogni momento la straordinaria carica di umanità, la ricchezza (una miniera ancora tutta da scoprire) di mio fratello». Quali sono gli aspetti che creano maggiori difficoltà? «I cambiamenti culturali che avvengono troppo lentamente. Mi rendo conto che confrontarsi con la disabilità e la diversità in generale non sia una cosa semplice ma una società in cui vi siano pregiudizi nei confronti delle persone disabili, termini come dignità, benessere, socializzazione perdono praticamente ogni significato, sono parole vuote.

Nel caso specifico di mio fratello Marius l’idrocefalia (una malformazione caratterizzata da un aumento della pressione e/o della quantità del liquido cefalodi Luciana rachidiano che circonda tutto Pastorelli il cervello e il midollo spinale) ha comportato sin dalla nascita gravi disturbi neurologici e deficit dello sviluppo mentale. Nonostante le operazioni chirurgiche a cui si è sottoposto al suo arrivo in Italia, Marius è un giovane adulto che deve essere cambiato, sollevato, accompagnato nei luoghi per la riabilitazione, con grande difficoltà e sforzo fisico, soprattutto da parte di mia madre. Vivere accanto a una persona con i suoi problemi però mi ha aiutato a sviluppare un certa sensibilità che mi permette di comprendere il suo mondo interiore ricco di emozioni, sentimenti, affetti». Quali programmi di riabilitazione e socializzazione segue Marius? Esistono prospettive future di miglioramento delle sue condizioni? «Mio fratello frequenta il centro diurno di Villa Chianini, dove tra le varie terapie di riabilitazione è previsto il nuoto. Segue anche dei percorsi di crescita culturale e personale: Marius disegna e dipinge davvero bene e inoltre ha un senso spiccato del ritmo, una passione per la musica di qualsiasi genere. Queste attività lo rendono felice. Avrei un desiderio per il suo futuro: vorrei tanto vederlo camminare!». lu.pastorelli@libero.it

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Scuola Basket Arezzo in copertina

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er tenere in piedi il basket aretino occorre una guida solida e carismatica. Archiviato l’esperimento dell’azionariato popolare, la Scuola Basket Arezzo ha rischiato di chiudere i battenti e lasciare così per strada più di 250 bambini e ragazzi. A farsi carico di questa situazione è stato ancora una volta Mauro Castelli, imprenditore aretino il quale, dopo aver già salvato la società dal fallimento nel 2010 e averla guidata nel biennio successivo, si è nuovamente accollato la responsabilità sportiva e sociale di essere presidente della Sba. «Per la società era necessario un cambio di rotta – avvia Castelli. – Con grande dispiacere abbiamo dovuto abbandonare l’azionariato popolare perché, a distanza di tre anni, Arezzo non si è dimostrato terreno fertile e sono venute meno le risorse umane ed economiche. Il basket si è così nuovamente trovato nella condizione di dover chiudere e interrompere un interessante progetto costruito da centinaia di giovani atleti i quali, dal minibasket alla prima squadra, giocano e crescocontinua a pag. 14

La mia attività professionale prevede: Dietoterapia per la cura del soprappeso e obesità; Dieta personalizzata per diabete, ipertensione e altre patologie nutrizionali; Indicazioni dietetiche per soggetti sani; Indicazioni dietetiche per donne in gravidanza e allattamento; Analisi della composizione con tecnica impedenziometrica; Educazione alimentare; Dietoterapia DOTT.SSA e educazione alimentare in età pediatrica; Dietoterapia GIULIA ROGHI secondo regime Axodiet DIETISTA 349/0842310

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Mauro Castelli torna presidente della Sba: i progetti e le ambizioni del nuovo patron della società aretina

Così salvo il basket aretino

di Marco Cavini

[segue da pag. 13]

no vestendo i colori della Sba. Con tale situazione mi sono sentito in dovere di rilevare tutta la società e provare a gestirla in maniera più moderna». Da chi sarà affiancato in questa nuova avventura? «Numerose persone si sono già dimostrate disponibili a lavorare per il basket aretino e ad aiutarmi in questo progetto, dunque a ognuna di loro va il mio più sentito ringraziamento. Nel frattempo ho anche concordato il rinnovo di tutti i responsabili tecnici per la prossima stagione, con Stefano Baggiani che guiderà il settore giovanile, Paolo Bruschi il minibasket e Paolo Biggio il minibasket femminile, mentre Roberto Coccia avrà la cura del polo di Castiglion Fiorentino». Ha introdotto il tema del minibasket femminile. «I nostri primi investimenti saranno su questo settore. Nell’ultimo anno il lavoro nelle scuole promosso dalla Federazione ha portato un ottimo risultato, con oltre 30 bambine che hanno deciso di rimanere e giocare a pallacanestro, ora vogliamo sposare questo progetto legandolo alla nostra società e creando un vero e proprio polo di basket rosa». Uno dei fiori all’occhiello della sua precedente gestione è stato il basket integrato. «Si tratta di una realtà che mi vanto di aver ideato con Federico Fracassi e con lo stesso Bruschi, per far giocare persone con difficoltà motorie e psicomotorie, permettendo loro di far sport con atleti normodotati. Circa 20 ragazzi diversamente abili frequentano i nostri corsi gratuiti e abbiamo la ferma intenzione di sviluppare ulteriormente questa occasione di integrazione, crescita e valorizzazione sociale». Dal punto di vista sportivo a cosa mira? «In questa fase sarebbe un grave errore sperperare risorse economiche per la prima squadra, dunque ci limiteremo a disputare il campionato di Serie D senza grandi ambizioni, ma con l’obiettivo di lanciare e valorizzare i giovani del vivaio. Continueremo invece a investire sul minibasket, il settore in cui crescono tutti quegli atleti in grado di assicurare il futuro sportivo della società». Infine c’è un obiettivo ambizioso: la gestione delle Caselle. «Partiamo da un dato: la Sba ha un numero di 250 atleti in costante aumento. Si tratta di una ricchezza umana immensa che, con il palazzetto di San Lorentino ormai saturo, non ha però adeguati spazi dove giocare. Ci siamo dunque rivolti all’Amministrazione comunale per acquisire le Caselle, mostrando disponibilità ad accollarci la gestione del palazzetto ma chiedendo di cambiare i termini della concessione, perché vengono chieste cifre insostenibili per una struttura obsoleta e con via elevati costi di gestioni. Noi abbiamo presentato un ambizioso progetto di rilancio e di riqualificaGuadagnoli 37 zione del palazzetto, dunque rimaniamo in attesa 0575/302676 della risposta dell’Amministrazione».

Spedizioni in tutto il mondo!

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ontinua senza sosta l’impegno dell’Arci Pesca Fisa per monitorare e contenere la presenza del pesce siluro nei fiumi e torrenti della provincia di Arezzo. Da circa due anni il pericoloso predatore ha invaso l’Arno e, razziando tutto ciò che trova sul proprio fondale, sta mettendo a repentaglio l’intero ecosistema fluviale aretino. Per scongiurare questa minaccia, l’Arci Pesca Fisa si è da subito attivata e, con il sostegno della Provincia di Arezzo, ha iniziato a organizzare una serie di corsi di formazione gratuiti che abilitano all’esercizio della pesca al Siluro. Gli oltre 250 pescatori che in questi mesi hanno partecipato al corso hanno ricevuto il permesso di pescare il predatore facendo uso di esche vive (con una deroga eccezionale al divieto imposto dal piano ittico provinciale) e stanno collaborando con l’Arci Pesca Fisa nel monitoraggio del pesce e nella sua cattura. L’ultimo di questi corsi è stato a fine giugno a Quarata, al lago di Palmiro, con la consegna di altri 15 permessi di pesca. «I pescatori che abbiamo formato – afferma Alfredo Rondoni, presidente dell’Arci Pesca Fisa – si stanno impegnando attivamente per arginare la minaccia del siluro e stanno registrando numerose catture in molte zone dell’Arno aretino. Siamo entusiasti di aver raccolto tante adesioni per questo nostro progetto, perché è la testimonianza del crescente senso di responsabilità che i pescatori sentono verso l’ecosistema fluviale e la fauna ittica. Abbiamo assistito a una lodevole mobilitazione dei pescatori che, ormai consapevoli dell’impatto che il predatore

L’Arci Pesca Fisa e 250 pescatori uniti contro il Siluro

Continuano i corsi organizzati dall’associazione aretina per monitorare e catturare il pericoloso predatore

esercita negli ambienti acquatici, hanno scelto la via dell’intervento in prima persona per tutelare il fiume Arno e gli altri torrenti provinciali». Forte del successo di questa iniziativa, l’Arci Pesca Fisa ha deciso di non diminuire l’intensità del proprio intervento e continuare a formare altri pescatori. L’associazione ha già raccolto più di 70 domande di partecipazione, ma i pescatori intenzionati a frequentare i corsi hanno ancora tempo per informarsi e iscriversi, contattando lo stesso Rondoni al 335/63.63.847 o recandosi al Caccia e Pesca “Nanni” in largo I Maggio (zona Pescaiola) o da “Eschilo” in via Monte Falterona.

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Arezzo, pronti, attenti…via!

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poco più di un mese dalla partenza del “gran premio” di Serie D, l’Arezzo si presenta in pole position, pronta a scattare non appena il semaforo diventerà verde, per raggiungere il traguardo tanto agognato, quello del riapprodo tra i professionisti. Mai come quest’anno le speranze si avvicinano alle prospettive, dal momento che finalmente tutto sembra in piena regola per guardare con ottimismo al domani. Il Cavallino rampante amaranto sembra davvero una Ferrari alla quale è stato fatto il pieno di carburante, con il motore già acceso e rombante. Davide Mezzanotti pare avere a disposizione il meglio per competere, nonostante le insidie di una stagione lunga ed estenuante da affrontare, e che presenta ostacoli a ogni curva. La partenza coinciderà con l’evento dei novanta anni di vita dell’Arezzo Calcio, motivo in più per riportare ai fasti i gloriosi colori amaranto. Detto ciò, la squadra e lo staff sono partiti per il ritiro di Norcia, con l’obiettivo di lavorare duro e cercare di amalgamare fin da subito un gruppo che presenta numerose novità. Ai colpi delle settimane scorse, si sono aggiunti le vecchie conoscenze Cubillos e Carfora, ex rivali con la maglia del Pontedera, e soprattutto Andrea Bricca, capitano di un Arezzo che navigava in ben altri mari, uno che ha giocato in amaranto a San Siro

tel.

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335 6363847 –

contro il Milan solo poche stagioni fa. È arrivato anche il difensore Bellavigna, un ’94 di scuola Empoli, e sembra non essere finita qua, con alcuni colpi in canna per il didi Luca rettore sportivo Diomede, supportato dalle potenzialità economiche Stanganini di patron Ferretti. È cambiato anche lo sponsor, non più Gecom, bensì Gimet, altra azienda aretina che ha creduto nel progetto Arezzo e investito su di esso. Come prevedibile, anche l’entusiasmo della piazza è rifiorito, dopo i minimi storici delle stagioni appena trascorse quando le presenze allo stadio si potevano contare tranquillamente a occhio nudo. Una campagna abbonamenti a misura di portafoglio sta completando il quadro, per invogliare i più riottosi a riavvicinarsi alle sorti degli amaranto. Tutto pare essere in ordine, siamo al giro di riscaldamento, c’è da darsi i pizzicotti, erano anni che non si respirava un tale ottimismo. Ferretti per adesso ha mantenuto tutte le promesse, sta lavorando bene. Il resto dovrà farlo il campo, ogni punto andrà conquistato, però, all’alba di una nuova stagione, finalmente al tifoso scappa un sorriso deciso. L’Arezzo c’è. Semaforo verde: pronti, partenza, via! In bocca al lupo, cavallino amaranto!

arcipescafisaarezzo@gmail.com

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olontà di tornare a lottare sul ring, guardando negli occhi l’avversario e misurandosi con gli altri e soprattutto con se stesso: questo è ciò di cui ha voglia l’ex pluricampione italiano Super Welter Adriano Nicchi, reduce dalla sconfitta patita lo scorso 30 marzo contro il fenomeno Rabchenko, nell’incontro valido per la cintura di campione europeo di categoria. Dopo quel condensato di emozioni che non si stanca mai di definire importanti sia per la sua vita sia per la sua carriera, il pugile aretino ha deciso di risalire sul ring con l’obiettivo di tornare in un futuro prossimo a combattere per il titolo europeo. Per farlo, dopo la rescissione del contratto con la sua ex manager Rosanna Cavini, ha deciso di affidarsi a Mario Loreni e Biagio Zurlo, con quest’ultimo che lo seguirà pure come allenatore (a fianco dell’impeccabile Santi Nicchi). Una decisione che per Adriano risulta una sorta

Adriano Nicchi torna a combattere

L’aretino, dopo la sconfitta contro Rabchenko per il titolo europeo Super Welter, torna sul ring con la stessa grinta di sempre. Appuntamento il 23 agosto a Salò di ritorno al futuro: «Sono molto contento di tornare ad allenarmi con Biagio Zurlo, visto che è stato uno dei miei primi allenatori, colui con il quale ho debuttato da professionista». L’incontro si terrà a Salò il prossimo 23 agosto e l’avversario è ancora da definire, ma Adriano di Omero è pronto a salire sul ring, soprattutto per testare il Ortaggi suo stato di forma fisico e mentale: «Fino a quando non rientrerò in un ring, non saprò cosa ho appreso veramente da quella notte. Tanti dicono che dopo un ko è difficile ripartire, ma credo che nel mio caso una sconfitta così mi aiuterà a crescere ulteriormente. È stata un’esperienza difficile ma, come dopo tutte le esperienze difficili, ognuno può tornare a lottare, e io, nel mio caso, voglio tornare a mordere, con la consapevolezza che per montare sul ring dovrò avere la grinta giusta e soprattutto la testa giusta». Le motivazioni ci sono, gli occhi e le parole sono quelle di un pugile affamato ma consapevole delle proprie potenzialità. Un pugile che non rinnega niente, non si nasconde e fa tesoro di ogni sua esperienza, soprattutto dopo aver respirato l’aria del pugilato internazionale: «In quei giorni ho capito che all’estero c’è un’altra dimensione con la quale misurarci. Una dimensione con la quale l’unico modo per confrontarsi è farlo senza paura e senza demordere». Una realtà di livello assoluto che per molti può restare solo un sogno, mentre che per Adriano Nicchi è diventata un obiettivo da raggiungere, e soprattutto un’esperienza da vivere.

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di Alessio Segantini

Michele Catalani

Un aretino al secondo scudetto giovanile con la Mens Sana Siena

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ltro anno sportivo, altro scudetto – il secondo consecutivo – nel proprio palmarès per Michele Catalani, allenatore aretino che da ormai diverse stagioni allena le formazioni giovanili della Mens Sana Basket Siena. Difatti, Catalani, che lo scorso anno aveva conquistato lo scudetto Under 14, questa stagione, continuando il buon lavoro svolto con i ragazzi nati nel 1998, è riuscito a portare a Siena pure lo scudetto Under 15 nelle finali nazionali di Cento (FE), confermando Siena ai vertici del basket giovanile. «La vittoria dello scudetto Under 15 è stato un risultato fantastico, raggiunto da un gruppo che ha saputo confermarsi dopo il successo della scorsa stagione – afferma Catalani. – Il lavoro è stato tanto, in una stagione lunghissima, ripagato però dai risultati raggiunti». Il coach aretino, quindi, indica come punti di forza della squadra il duro lavoro, l’organizzazione e la maturità dell’intero gruppo. Caratteristiche che hanno permesso alla Mens Sana di riconfermarsi. «Vincere la scorsa stagione è stata una scoperta entusiasmante, perché abbiamo raggiunto un risultato non programmato. Queste finali sono iniziate con grandi aspettative nei nostri confronti, da parte di tutto l’ambiente, in virtù del risultato della scorsa stagione, e questo forse ha tradito un po’ di emozione all’esordio. Il gruppo ha dimostrato la giusta maturità e consapevolezza nei propri mezzi per arrivare in fondo e portare a casa questo bel traguardo». Il coach aretino parla poi delle fasi finali, di come la squadra sia partita un po’ in sordina e, man mano che i giorni passavano, sia diventata sempre più solida. «Credo che a queste finali partecipassero squadre con ottime individualità e organici molto competitivi, anche dal punto di vista fisico. Tante squadre partivano con grandi obiettivi. Noi non abbiamo iniziato come avremmo voluto, giocando in maniera contratta le prime partite; col trascorrere del tempo abbiamo capito cosa non andava e come poterci correggere, e siamo diventati sempre più solidi». Una competizione affrontata in crescendo, dunque, che però ha visto un momento negativo. Il brutto infortunio ad Alessandro Banchi, figlio di Luca, ormai ex allenatore della Mens Sana campione d’Italia, è stato «il momento più difficile da superare, e ha scosso gli animi di tutti, rappresentando una svolta nel nostro atteggiamento. Da questo episodio, però, siamo ripartiti più motivati e concentrati che mai, e in finale contro Treviso abbiamo limitato la loro fisicità e lottato duramente, riuscendo a far nostro l’incontro per 67-47. Siamo contenti, oltre che del risultato, di come l’abbiamo raggiunto e della maturità che hanno dimostrato questi ragazzi, confermatisi ad alto livello. Hanno portato in bacheca il dodicesimo scudetto giovanile del nostro club».

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Nell’azzurro dipinto d’azzurro Marco Ferrini

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er Marco Ferrini, una certezza c’è: il colore azzurro. Il giovane e talentuoso rugdi Giacomo bista aretino, classe 1991, è Belli stato reclutato per entrare a far parte del dream team italiano di rugby a 7 che parteciperà alle prossime Olimpiadi di Rio. «Mi hanno contattato poche settimane fa e non potevo crederci – l’entusiasmo del colosso aretino sprizza dalle sue genuine parole. – Purtroppo non potrò essere presente alla partita di metà luglio. Mi rifarò al raduno di settembre». Per spiegare ai non addetti ai lavori, questa disciplina deriva dal capostipite rugby: tale sport comporta un dispendio energetico doppio rispetto al suo antesignano, dato che gli stessi spazi devono essere coperti con la metà degli uomini. Il nostro concittadino, in forze ai Crociati Rugby F.C. a Parma, è reduce tra l’altro dalla sua prima esperienza in Eccellenza, all’interno di un progetto della Federazione altamente ambizioso: «Si tratta di una stagione davvero intensa e stimolante, poiché sono entrato a far parte, per la prima volta nella storia del rugby di questa categoria, di una squadra composta da soli italiani con una media d’età pari a 22 anni». In questa top selection ha spiccato proprio il nostro Marco, la cui impresa è stata doppiamente grande: dopo undici mesi di stop da un infortunio al piede, Ferrini ha solcato il campo di gioco proprio quest’anno. Una via crucis di sofferenze, rinunce e sogni infranti che hanno però rafforzato l’animo e lo spirito combattivo di Marco: «Per me è stata dura rincominciare da zero dopo un periodo di stop così lungo e doloroso. Tutto ciò, d’altro canto, mi ha dato ancor più determinazione. Adesso voglio lavorare sodo per conquistarmi definitivamente la maglia azzurra e prendere nuovamente in mano le redini del mio destino». Per il nostro Marco le sorprese sono tutt’altro che finite, e ancora una volta, il colore predominante è l’azzurro: probabilmente, infatti, per la prossima stagione potrebbe concretizzarsi un suo approdo alle Fiamme Oro della Polizia di Stato. «Ho appena concluso il test di ammissione a Roma e sono risultato idoneo. Per me sarebbe un sogno nel sogno. Solo guardando al centro sportivo con due piscine, campo in sintetico, buoni tecnici [si interrompe, ndr]… Farei parte di una vera società, unica nel panorama nazionale nostrano». Nonostante questo, l’approdo di Ferrini alle Fiamme Oro potrebbe prorogarsi di un anno per via dell’organico completo. In questo caso potrebbe delinearsi per il nostro concittadino la possibilità di far parte della squadra di Prato, militante in Eccellenza e impegnata nella coppa euroLARGO pea. Ma queste sono pure supXVI LUGLIO 61/63 posizioni. Per adesso, sappiamo solo una cosa: per Marco il cielo ZONA BELVEDERE non è mai stato così azzurro.

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centro sport chimera

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licenza Creative Commons © Evonne

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Chimera Nuoto, dove si vince fin da piccoli I ragazzi del settore Propaganda conquistano raffiche di medaglie ai campionati toscani di Massarosa

on smettono di far festa i più giovani nuotatori del vivaio della Chimera Nuoto. Le ultime gioie arrivano dai campionati regionali Propaganda, un evento che, ospitato dalle piscine di Massarosa (LU), ha visto la partecipazione di centinaia di atleti dei settori pre-agonistici di tutte le società toscane. Reduce da nove vittorie consecutive nel campionato provinciale, la Chimera Nuoto si è presentata alla gara con la squadra al completo e, dunque, con un gruppo di quasi 120 nuotatori tra i 5 e i 16 anni, che hanno avuto l’opportunità di gareggiare nella manifestazione regionale. Gli atleti aretini, accompagnati dai tre tecnici Alberto Bertuccini, Lucia Moccia e Angelo Solis Herrera, sono stati protagonisti di una gara sopra le righe, culminata con la conquista di decine di medaglie sia nelle gare individuali sia nelle staffette. «I risultati del Propaganda sono sempre significativi – spiega Marco Magara, direttore sportivo della società aretina. – In questo settore militano atleti molto giovani che, usciti dalla scuola nuoto e proiettati verso il nuoto agonistico, vivono nel Propaganda una stagione di passaggio in cui iniziano a fare allenamenti più intensi e a disputare le prime gare. Con questi bambini a fare la differenza non sono le diversità fisiche, ma la qualità delle metodologie di insegnamento, dunque i buoni risultati raggiunti a Massarosa non fanno altro che confermare l’ottimo lavoro che svolgiamo con i giovani». Un ulteriore motivo di soddisfazione della Chimera Nuoto è il comportamento esemplare tenuto dagli atleti nel corso delle gare. Nonostante la giovane età, gli aretini si sono dimostrati autonomi, educati e rispettosi dei tempi, dei compagni e degli avversari. «Il nuoto deve essere uno stile di vita – continua Magara, – dunque siamo orgogliosi che i nostri ragazzi abbiano già imparato i comportamenti e i valori che contraddistinguono il vero atleta. A questo ha contribuito il fatto che stanno vivendo il nuoto non come uno sport individuale ma come uno sport di squadra, e dunque ognuno di loro ricava un ulteriore motivo di crescita dal confronto con l’altro». Archiviata questa stagione, la Chimera Nuoto è già proiettata alla ripresa delle attività. L’obiettivo è riuscire a incrementare ulteriormente il numero dei bambini del Propaganda, alimentando così quel settore giovanile da cui usciranno i futuri campioni del nuoto aretino.

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AREZZO

BELLE ARTI

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ella community di “Il Mio Libro” si atteggia a bohémien e, definendosi “nevrotico, sentimentale, malinconico, frustrato”, spera che la sua tristezza assomigli vagamente a quella di Leopardi e il suo odio a quello maturato da Joyce. Però Samuele Portera abita a Chitignano ed è nato nel 1994. Anche se la stoffa dello scrittore pare esserci, per raggiungere L’esordio letterario certi modelli letterari la strada è dell’aretino Samuele Portera ancora lunga, ma in fondo una certa presunzione può essere positiva, perché a 19 anni bisogna buttarsi senza farsi troppe domande. Il giovane autore casentinese ha da poco visto pubblicare il suo primo libro, una raccolta di racconti dal titolo Sinfonia adolescenziale, in cui fra le pagine si respira tanta voglia di crescere, di andare oltre quel limite mentale che a diciassette anni è l’adolescenza. Ma Samuele, che questo confine l’ha da poco tempo scavalcato, racconta delle storie che, partendo da spunti autobiografici, indagano l’adolescenza intesa come dubbio, confusione, rabbia e solitudine, tutte legate dal filo rosso del sogno e del ricordo talvolta surreale. «Il racconto che apre la raccolta, Le curatrici, – ci dice – risale al periodo delle scuole medie, quando feci un sogno che ancora ricordo benissimo: il bullo della nostra scuola appariva impaurito sopra un ponte nel fitto di una scura foresta, perché un’inquietante ragazza nuda lo stava fissando dalla finestra di una casa abbandonata». La maggior parte dei brani ha come protagonista un personaggio inquieto che va alla ricerca di non si sa bene cosa, in conflitto con la famiglia, la religione e con se stesso, che all’improvviso si ritrova di fronte alla realtà, una realtà che cerca di conoscere nei suoi incubi e nelle sue visioni, governate da uomini senza volto e ragazze ossessive. Dominate da una sintassi spesso e forse volutamente caotica, le storie sono visionarie – come La morte degli amanti e Dal jazz all’apocalisse, – a tratti sorprendentemente inquietanti, con luoghi oscuri che rappresentano la metafora delle menti dei personaggi, dove appaiono case misteriose e foreste nere in cui sperdersi insieme a figure surreali. È Samuele stesso a rivelarci che il piccolo paese del Casentino dove è nato e cresciuto gli ha fornito lo spunto per molti racconti e, come una Twin Peaks in miniatura, è riuscito a prenderne delle immagini per portarle sulle pagine di un libro che vanta la copertina del giovane pittore aretino Jacopo Naccarato.

Sinfonia adolescenziale

www.ilmiolibro.kataweb.it

Valentina Paggini 26 luglio 2013

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galleria espositiva centro di ricerca e documentazione per l’arte contemporanea via Oberdan 30 – 347 8717183 www.rielaborandoarte.it

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Più buia è la nott

Per Max Gazzè la music Arezzo Wave ce lo inseg

ra un Max Gazzè in grande spolvero quello che si presentava – domenica 14 luglio – in conferenza stampa per rispondere alle domande della redazione di “XL” di “Repubblica” e quindi a quelle degli altri giornalisti presenti al XXVII Arezzo Wave Love Festival, l’edizione chic & cheap svoltasi con ottimi riscontri tra Albergo in Val di Chiana e alcune location cittadine. Dopo lo speciale sull’evento della scorsa settimana, in questo numero pubblichiamo l’intervista all’artista romano, uno dei nomi di spicco della manifestazione, che non ha deluso le aspettative, sciorinando un live intenso dove tra vecchi successi e nuove canzoni ha ripercorso le principali tappe di una carriera mai banale. «Arezzo Wave da quasi trent’anni rappresenta il rock italiano anche all’estero – esordisce Max. – Nonostante le difficoltà di questi tempi per i festival e il mondo musicale in generale, il suo nome spicca ancora per prestigio e continuità. Da sempre la manifestazione è attenta alla musica che viene dal basso, dai circuiti underground, è questo è straordinario perché ha permesso la valorizzazione di tante band che oggi sono punti fermi del panorama nostrano. I musicisti che devono ringraziare il vostro festival ormai non si contano più». Riguardo l’impasse in cui versa il mercato discografico, Gazzè presenta una ricetta chiara: «bisogna prendere esempio da Arezzo Wave, che mette da sempre al primo posto la musica dal vivo. È dalla dimensione live che tutto ripartirà nei prossimi anni. Adesso forse stiamo vivendo il momento più critico, ma a questo proposito, mi viene in mente una frase del maestro buddista Daisaku Ikeda che recita: “Più buia è la notte, più vicina è l’alba”». L’artista capitolino è foriero di consigli anche per i tanti gruppi emergenti che, come sempre, hanno partecipato alla kermesse, ma anche per tutti quei giovani musicisti aretini che ogni giorno si ritrovano con la voglia di fare musica assieme e, perché no?, provare a sbarcare il lunario. «Bisogna saper affrontare ogni momento con serenità e trarre insegnamento sia dai momenti positivi sia da quelli negativi. Fare passi a breve scadenza e raggiungere obiettivi importanti nel tempo, senza avere la fretta di arrivare e rischiare di bruciarsi. I

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tte, più vicina è l’alba

ca ripartirà dai live e gna da anni

di Marco Botti

tanti anni vissuti all’estero mi hanno insegnato l’importanza di sperimentare, crescere assieme, confrontarsi con realtà musicali diverse che ti aprono la mente. Allo stesso tempo, però, dobbiamo ricordarci che l’Italia è ancora oggi fonte di ispirazione musicale in tutto il mondo, quindi dovremmo valorizzare meglio le nostre doti. Spesso eccediamo in esterofilia, senza renderci conto che in quanto a creatività non siamo secondi a nessuno». Quando infine gli domandiamo come vive il ridimensionamento del festival, lui che è stato presente negli anni d’oro, esibendosi di fronte a decine di migliaia di persone che giungevano in città per la settimana più “woodstockiana” d’Italia, Max ribadisce che «è motivo di orgoglio far parte di quello che rimane l’ultimo caposaldo del rock nella penisola. Non è rilevante suonare davanti a uno stadio gremito o in un palco immerso nella campagna. Quello che conta è farlo in un evento targato Arezzo Wave, un vero privilegio». Da ora in poi ci saranno dei mesi di tempo per tentare di mantenere questo privilegio sul territorio. L’intero pianeta musicale italiano è unanimemente consapevole dell’importanza culturale del festival. La politica aretina, allo stato attuale, un po’ meno.

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Due luoghi aretini per celebra

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Viaggio terr

poco meno di vent’anni dalla sua dipartita, la Soprintendenza BAPSAE di Arezzo dedica una retrospettiva all’opera di Lorenzo Bonechi, figura eminente dell’arte italiana e in particolare toscana del secondo Novecento, intitolata Viaggio terrestre e celeste. Bonechi nasce a Figline Valdarno (Fi) nel 1955 e scompare prematuramente, a soli trentanove anni di età. La sua prima produzione è legata alla grafica – stampe e disegni – una costante della sua fertile attività artistica. Nei primi anni Ottanta si afferma all’interno di una corrente di ritorno alla figurazione, la cosiddetta Pittura Colta, dalla quale, tuttavia,

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are l’arte di Lorenzo Bonechi

di Chiara Marcelli

restre e celeste Gnicche brigante gentiluomo si discosta presto, proseUna commedia musicale sul guendo nel suo percorso più famoso fuorilegge aretino originale con successi di ercoledì 31 luglio, alle ore 21.15, in piazza San critica e pubblico. Domenico la Libera Accademia del Teatro L’interesse durevole vere l’Insieme Vocale “Vox Cordis” presenteranno la so i suoi lavori è testimocommedia musicale Gnicche brigante gentiluomo. Un cast composto da musicisti, attori e cantanti niato da varie presenze a metteranno in scena uno spettacolo brillante incenrassegne sull’arte italiana, trato su un personaggio conosciuto da ogni aretino. studi critici e mostre poLa regia è il testo sono di Uberto Kovacevich, menstume, già a partire dalla tre ad accompagnare la storia ci saranno canti con musiche composte dal maestro Lorenzo Donati. Biennale di Venezia del L’evento, inserito all’interno del Festival del1995, dove gli furono dele Musiche e della programmazione estiva di Sos dicate due sale del padiCabaret, ripercorre la storia di Gnicche, un brigante glione italiano. vissuto ad Arezzo nell’Ottocento, un pericolo per le forze dell’ordine ma anche una leggenda per il poTutt’oggi la sua opera si polo, viste le sue stravaganze. pone come esemplare riSi potrà quindi ripercorrere la storia cerca, legata all’astrazione del più famoso fuorilegge della storia di ancestrale dell’arte bizantiArezzo, tra momenti comici e drammatici che coinvolgeranno ogni singolo na, alla purezza del protospettatore fino alla fine. Rinascimento, prossima ai Valeria Gudini territori onirici della metafisica e della surrealtà. La mostra, a cura di Michele Loffredo, ripercorre l’attività di Bonechi con una selezione antologica di sessanta opere, prodotte nei quindici anni di maggiore creatività dell’artista, dislocate in due sedi: il Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna di Arezzo e l’ex abbazia di San Salvatore a Soffena, gestita in collaborazione con il Comune di Castelfranco di Sopra. La location cittadina ospita 32 lavori fra opere a olio e tempera, e sculture in bronzo e ceramica, poste lungo un percorso che si affianca al consueto ordinamento museale, suggerendo tuttavia un possibile e suggestivo confronto coi temi e i lavori della pittura toscana dal Tre-Quattrocento di cui il museo aretino conserva una cospicua raccolta. L’allestimento in Valdarno, invece, presenta un ristretto corpus di incisioni, esposte per la prima volta in Italia. C’è tutto il passato, in forme ora meditate ora inconsapevoli, nella pittura tenera e rigorosa di Bonechi, che in un viaggio terrestre e celeste conduce tanta tradizione al cospetto della modernità. La rassegna, aperta lo scorso 23 giugno, si protrarrà fino al 15 settembre e sarà visitabile gratuitamente presso il Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna di Arezzo tutti i giorni fuorché il lunedì, dalle ore 8.30 alle ore 19; presso l’ex abbazia di San Salvatore a Soffena ogni giorno dalle ore 10 alle ore 12, nel weekend anche dalle 17 alle 19.

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a ricetta che vi proponiamo questa settimana, nonostante sia di una semplicità estrema, è perfettamente adatta alla stagione, oltre che molto, molto coreografica. Nelle calde giornate estive, infatti, non c’è di meglio, almeno in casa nostra, che portare in tavola un piatto unico, fresco e colorato. Il grano saraceno decorticato che abbiamo usato al posto del solito riso o farro ha suscitato interesse e apprezzamenti da parte di tutti gli ospiti, con la sua consistenza quasi croccante, abbinato alle verdurine appena saltate e al tocco di zenzero. Il piatto in sé può anche essere completo così, ma avendo in casa dei ceci lessati, abbiamo pensato di unirli al tutto e li abbiamo presentati sotto forma di salsina da accompagnamento. Vi confermiamo che è un’accoppiata vincente: con le nostre ricette vi aspettiamo come sempre sul blog www.lepellegrineartusi.com e sul “Settimanale di Arezzo” a fine agosto dopo la pausa estiva.

Ingredienti per 4 persone – 300 grammi di grano saraceno decorticato – 2 zucchine freschissime – 15 pomodorini ciliegia – basilico – un pizzico di zenzero in polvere – sale e pepe Per la salsa di ceci – 200 grammi di ceci lessati più qualche cucchiaio di acqua di cottura – qualche goccia di tabasco – qualche stelo di erba cipollina – olio extravergine di oliva – sale e pepe Preparazione Cuocere il grano saraceno seguendo le istruzioni della confezione. Noi abbiamo tostato il grano in padella con poco

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olio e aggiunto poi mezzo litro di acqua bollente, salate e lasciate cuocere per 20 minuti. Preparate la salsa mettendo nel bicchiere del frullatore a immersione 200 grammi di ceci lessati, qualche cucchiaio di acqua di cottura, l’erba cipollina spezzettata e qualche goccia di tabasco, a seconda del gusto. Salate, pepate e frullate, aggiungendo a filo l’olio extravergine, creando un composto fluido e cremoso che metterete in frigo coperto. Saltate in padella i pomodorini tagliati a metà e la parte verde delle zucchine, ridotta a julienne. Cuocete pochi minuti, salando e pepando a piacere e aggiungendo a cottura ultimata un pizzico di zenzero in polvere. Unite il grano cotto e saltate il tutto un minuto a fiamma vivace per amalgamare. Servite tiepido o freddo, con la salsa di ceci a parte.


Tenuta “La Pineta via Setteponti 65 Castiglion Fibocchi (AR) tel. +39 0575 477716 info@tenutalapineta.it

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La natura nel vasetto

l miele è il prodotto alimentare naturale per eccellenza. Deriva infatti dalla trasformazione di sostanze naturali quali nettare floreale o (in minor misura) melata, a opera delle api, senza alcun intervento da parte dell’uomo. I laboriosi insetti ci donano così un prodotto dalle innumerevoli proprietà nutrizionali, a lunghissima conservazione, e senza necessità di additivi o processi chimici per la sua fabbricazione. È meglio usare il miele o lo zucchero? Il miele rispetto allo zucchero ha moltissimi vantaggi. Primo di tutti l’apporto all’organismo di energia subito disponibile sotto forma di glucosio e fruttosio, zuccheri semplici che non affaticano il nostro organismo. Il miele aiuta inoltre contro i problemi della gola proteggendola, e lo stesso vale per stomaco e intestino. Favorisce lo smaltimento delle sostanze tossiche e nocive che si accumulano nel fegato. Ha un effetto antibatterico, grazie al quale viene utilizzato da secoli a fini terapeutici. Inoltre il miele è un alimento totalmente naturale, mentre lo zucchero bianco viene ottenuto attraverso processi industriali di estrazione e raffinazione, che prevedono abbondante uso di agenti chimici. Il miele fa ingrassare? Il miele è un alimento calorico, (320 kilocalorie ogni 100 grammi), però è vero che il suo elevato potere dolcificante – dovuto al fruttosio – fa sì che se ne usi meno, rispetto allo zucchero da cucina. Il miele cristallizzato è quello a cui è stato aggiunto dello zucchero? No, non è vero. La cristallizzazione è un processo naturale che interessa quasi tutti i mieli. Gli unici che rimangono liquidi per molto tempo, anche due anni dalla raccolta, sono il miele di acacia, di castagno e di melata, ricchi di fruttosio. Miele? In realtà sarebbe più corretto parlare al plurale di mieli. Le varietà di miele sono infatti tante quanti i fiori da cui le api si approvvigionano del nettare. I mieli più diffusi in Italia sono diverse decine, se non centinaia. Alla Tenuta “La Pineta” si producono mieli di acacia, millefiori, castagno, girasole, erica e melata. Ognuno di questi ha le sue tipiche proprietà organolettiche e nutrizionali, che li rendono adatti a diversi utilizzi e abbinamenti gastronomici.

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L’Università di Sie sbarca anche su i

L’

anno accademico 2013-14 è ormai alle porte, le sessioni di lauree ed esami si avviano alla conclusione. È rimasto poco più di un mese e poi l’Università di Siena spalancherà le porte ai nuovi studenti. Per prepararsi al meglio all’anno che verrà, l’ateneo senese ha deciso di dotarsi di uno strumento in più al servizio degli studenti. L’Università di Siena ha indi Luca Piervenanzi fatti lanciato qualche giorno fa il proprio sito iTunes U. Per coloro che ancora riescono a rimanere fuori dalla galassia di app e dispositivi creati da Steve Job, iTunes U (dove U sta per University) è un’applicazione scaricabile gratuitamente che funziona un po’ come una libreria. Andando nella sezione catalogo è possibile accedere e scaricare corsi universitari oltre a materiale audiovisivo. Grazie a questo strumento è infatti possibile perfino farsi un’idea sui corsi o sulle lezioni di un’università americana, cinese o di qualunque altra parte del mondo. La notevole potenzialità sta nel fatto che una volta scaricato il corso, con relativo programma, è possibile integrarlo con tutti i materiali messi a disposizione, come le dispense del docente, libri e quant’altro, scaricabili immediatamente nel proprio dispositivo. Potenzialità che dobbiamo ammettere vengono sfruttate appieno da università straniere, mentre quelle italiane rimangono ancora un po’ indietro nello sviluppo di questo tipo di strumenti. Dobbiamo inoltre aggiungere che soltanto una dozzina di atenei italiani sono presenti su iTunes U. Alla luce di ciò la scelta dell’università senese di avvalersi di questo strumento assume ancor più valore. Tale piattaforma, oltre a raccogliere una libreria digitale di innumerevoli

DOVE TROVARE (GRATIS!) “IL SETTIMANALE”

Edicola “Kennedy” (via Kennedy 1) Edicola dell’Ospedale (via Nenni) “Tiramolla” (via Romana 98/A) Edicola “ Fagioli” (Belvedere) Edicola “Panci” (piazza Saione) Edicola “Campo di Marte” (via Vittorio Veneto) Libreria “Edison” (piazza Risorgimento 31) Edicola “Scartoni” (p.zza San Jacopo) Libreria “Mondadori” (Corso Italia) Libreria Universitaria “Leggere” (via Cittadini)

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InformaGiovani (piazza Sant’Agostino) Edicola “San Michele“ (piazza San Michele) “La Feltrinelli Point” (via Cavour 13) Edicola “Amidelli” (via Porta Buia) Edicola “Scartoni” (piazza San Giusto) Edicola “Bidini” (via Redi) Edicola “Rossi” (via Pacioli)

il settimanale di arezzo

26 luglio 2013

Edicola “Dalla Noce” (p.zza Giotto) Edicola via Erbosa Edicola “Burroni” (via Tarlati) Paper Co. (centro comm. Setteponti) Edicola Porta San Lorentino Edicola “San Leo” Bottega di Giacco (San Giuliano) Cartolibreria “Mille Idee” (via Fiorentina 244) Foto Ottica Marco (via dal Borro 68/70) Spazio Seme (via del Pantano 36) Mastro Artista (via Benedetto Varchi 73)


ena iTunes U corsi accademici può offrire materiale inerente all’orientamento, con video e presentazioni. Per quanto riguarda l’Unisi è proprio questo secondo aspetto quello più curato, un po’ perché è sbarcata su iTunes U solo da qualche giorno, e quindi ancora il materiale a disposizione su lezioni vere e proprie è piuttosto limitato, un po’ perché questa piattaforma, usata soprattutto in mobilità, può essere sfruttata dai futuri studenti per informarsi e rendersi conto di cosa può offrire loro l’Università di Siena il prossimo anno accademico. Orientamento che prosegue e si diffonde su nuovi canali tecnologici. Ricordiamo infatti che lo scorso febbraio proprio l’ateneo senese aveva lanciato l’App gratuita USiena Orientati, un’applicazione dedicata agli studenti delle scuole medie superiori nata per presentare l’offerta didattica dell’anno accademico che verrà. Anche per iTunes U vale tra l’altro lo stesso discorso che già affrontammo dopo il lancio di USiena Orientati, ovvero il suo essere, eccezion fatta per la presentazione dei corsi 2013-14, concentrato solo su Siena città. Uno strumento che nei prossimi mesi sarà sicuramente migliorato e integrato con nuovi corsi, video e altro materiale didattico e divulgativo. Tra questi speriamo di vedere pure una sezione sulla presenza dell’università senese nella nostra città. Una presenza che negli ultimi anni ha subito un ridimensionamento ma che conta ancora sei corsi di laurea triennali e tre magistrali, un campus immerso nel verde, un dipartimento, una segreteria e tutta una serie di servizi che rendono l’offerta didattica aretina un ramo importante dell’Unisi.

dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 20 – sabato dalle 10 alle 14 via Tanucci 21, Arezzo – cell. 331/9061707

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estetica solarium benessere

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il sonetto

To the Wonder **** Dopo un viaggio appassionato nella Bretagna francese, Marina e Neil tornano in Oklahoma, dove presto nascono i primi problemi. Un’esplorazione dell’amore nelle sue svariate forme. Il mitico Terrence Malick affronta un amore di natura “profana” evidenziandone la carica attrattiva e distruttiva, di fatto il miraggio a cui gli esseri umani si assoggettano per ambire alla felicità terrena. Il regista texano, dopo aver commosso con la La sottile linea rossa in seguito a venti assordanti anni di silenzio, ha consacrato il suo stile attraverso un’opera – The Tree of Life – in cui l’unicità del suo linguaggio cinematografico ha toccato l’apice. Un viaggio nei meandri della natura umana attraverso un mondo audiovisivo denso e irripetibile. Jacopo Fabbroni

ARNO ROCK 2013 25-26-27 luglio a Capolona, parco Arno, viale Dante A cura dall’associazione “Still Rock You Music Never Die” col patrocinio del Comune di Capolona. La manifestazione vuol favorire l’aggregazione e la socializzazione dei giovani, valorizzare la creatività delle band, essere una vetrina per promuoversi e ampliare le proprie conoscenze nell’ambito musicale. Una decina di band si alterneranno di Lucio Massai sul palco del parco. Ingresso libero.

dove andare

chilometro zero

Oggi la chiamiamo albicocca precoce di Toscana. Frutto di buona pezzatura e polpa profumata attaccata al nocciolo, matura fino alla fine di giugno. Il frutto, arrivato dalla Cina intorno al 70 a.C., fu ritenuto degno di essere accolto prima negli orti e nei giardini dei conventi e delle canoniche, più tardi in quelli dei primi orti botanici. Grazie ad alcune speciali proprietà è ricordato anche per le sue doti farmacologiche. Il medico greco Dioscoride comprendeva questa pianta tra le circa 60 inserite nel suo trattato De Materia Medica, mettendo in evidenza, tra l’altro, l’utilizzo dell’olio dei semi di quedi Fabio Mugelli sto albicocco per le emorroidi.

The Pervert’s Guide to Ideology di Sophie Fiennes ** Cosa lega Full Metal Jacket e Julie Andrews, Leni Riefanstahl e Antonioni, West Side Story ed Essi vivono? Per l’accademico e cinefilo sloveno Slavoj Žižek il fatto che tutti nascondano una lettura ideologica di fondo. Lo studioso ci conduce in una carrellata di splendidi spezzoni tratti dalla storia del cinema, per mostrare come nell’era capitalistica l’ideologia sia la chiave di lettura di tutta la nostra società, nonché dei nostri stessi sogni. Diretto da Sophie, la documentarista del clan dei fratelli Fiennes, la pellicola fa leva sulle straordinarie performance del narratore/attore Žižek, capace, col suo inglese dal duro accento, di reinterpretare ironicamente le scene citate su set ricostruiti ad hoc. Titanic non sarà più lo stesso. Enrico Badii enrico.badii@gmail.com

cinema

e ti accompagnano in città (e a ballare!)

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Il Settimanale di Arezzo 157  

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