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ANNO III NUMERO 104 • VENERDÌ 1° GIUGNO 2012 • COPIA GRATUITA IN COPERTINA: FOTO ED ELABORAZIONE DI ANDREA BARDELLI

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IN QUESTO NUMERO VITA DELLA CITTÀ 3 Inceneritore: 5 domande per capirne di più 4 L’inceneritore visto dai cittadini 6 L’Amministrazione “in gioco” per sensibilizzare il mondo dello sport 7 A Palazzo Cavallo frattura insanabile? NON PIÙ PAROLE OMAI… 8 Il bilancio dell’Istituzione “Giostra” e il 25° anniversario dei Cavalieri di Arezzo L’ESPERTO RISPONDE 10 Il 31 maggio è la giornata mondiale senza tabacco: fumare o ingrassare, questo è il problema AREZZO SPORT 13 in copertina: G.S. CHIMERA AREZZO LOTTA, giovani talenti crescono! Roberto Stopponi ci parla degli ultimi risultati ottenuti dei ragazzi aretini, tra cui spicca il campione d’Italia Riccardo Glave

15 L’estate 2012 è all’insegna del Beach Soccer: intervista a Sandro Sarri, arbitro di “calcio da spiaggia” in Serie A 17 Lo sport come punto d’incontro: chiacchierata con don Paolo De Grandi 19 Dallo squash alla palestra, non di solo nuoto vive il Centro Sport Chimera 20 Atletico Arezzo: le pagelle di fine anno CULTURA 21 Sensazioni oniriche ed esperienze di vita: le opere di Caterina Puletti alla Libreria “Feltrinelli” 22 Il monumento ai Caduti del Risorgimento e quello a Ferdinando III sono al posto giusto? 24 Beyondmemory: con Caterina Pecchioli la Sputaci diventa protagonista di un progetto artistico 26 La Casa delle Culture ad Arezzo: uno spazio aperto alle proposte e alla creatività dei cittadini 29 Pillole di cultura

“IL SETTIMANALE DI AREZZO“ È UNA TESTATA EDITA DA EDIZIONI GIORGIO VASARI SRL ANNO III NUMERO 104 – VENERDÌ 1° GIUGNO 2012 DIRETTORE RESPONSABILE: FRANCESCO CIABATTI, EMAIL F.CIABATTI@FASTWEBNET.IT VICEDIRETTORE: MARCO BOTTI, EMAIL MARCO.BOTTI9@GMAIL.COM REDAZIONE: ELENA AIELLO, ENRICO BADII, ANDREA BARDELLI, GIACOMO BELLI, SERENA CAPPONI, FERNANDA CAPRILLI, MARCO CAVINI, GIACOMO CHIUCHINI, DORY D’ANZEO, JACOPO FABBRONI, CECILIA FALCHI, CLAUDIA FAILLI, ELETTRA FIORINI, SARA GNASSI, GIULIA GRILLI, ILARIA GRADASSI, VALERIA GUDINI, GIACOMO MANNESCHI, CHIARA MARCELLI, LUCIO MASSAI, DAVID MATTESINI, PACO MENGOZZI, FABIO MUGELLI, OMERO ORTAGGI, VALENTINA PAGGINI, ROBERTO PARNETTI, LUCIANA PASTORELLI, IVANA MARIANNA PATTAVINA, LUCA PIERVENANZI, CHIARA SAVARINO, ALESSIO SEGANTINI, LUCA STANGANINI, VALENTINA TRAMUTOLA. FOTO: ANDREA BARDELLI, ROBERTO PARNETTI AMMINISTRAZIONE: EDIZIONI GIORGIO VASARI SRL, VIA MANTEGNA 4, 52100 AREZZO (AR), TEL. 392/95.96.285, FAX 0575/16.57.738, EMAIL EDIZIONIVASARI@PEC.IT AUTORIZZAZIONE TRIBUNALE DI AREZZO 02/2010 DEL 10 FEBBRAIO 2010 ISCRIZIONE AL REGISTRO DEGLI OPERATORI DELLA COMUNICAZIONE AL N. 19155 STAMPA: LA ZECCA SRL, VIA UMBERTO TERRACINI 25/27, 52025 FRAZ. LEVANE, BUCINE (AR), TEL. 055/91.80.101, FAX 055/91.80.412, EMAIL INFO@TIPOGRAFIALAZECCA.IT È VIETATA, SENZA FORMALE AUTORIZZAZIONE, LA RIPRODUZIONE TOTALE O PARZIALE DI TESTI, DISEGNI, FOTO E PUBBLICITÀ RIPRODOTTI SU QUESTO NUMERO

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AREZZO E IL BENESSERE DELLE PERSONE CHE VI ABITANO


INCENERITORE: 5 DOMANDE PER CAPIRNE DI PIÙ ulla questione inceneritore si susseguono dati e considerazioni che raramente riescono a coinvolgere tutta la cittadinanza, rimanendo spesso un discorso all’interno dei palazzi. A noi piacerebbe capire qualcosa di più, allora vorremmo rivolgere a tutte le forze politiche e a tutti i rappresentanti delle istituzioni alcune domande, sperando che qualcuno ci voglia rispondere. 1) Quale differenza c’è tra la Valutazione di Impatto Sanitario, il cui esito il Comune ritiene sufficiente per decidere sul raddoppio dell’inceneritore, e l’indagine di 39 mesi prevista dal progetto “Life+”? La seconda garantisce davvero una maggiore attenzione agli eventuali problemi della cittadinanza? 2) Perché la raccolta differenziata ancora non è partita in maniera massiccia, come già succede in altre parti d’Italia in generale e della Toscana in particolare? 3) Considerando la quantità

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attuale di rifiuti e considerando una raccolta differenziata sopra il 60%, come da programmi presentati agli elettori, un inceneritore raddoppiato risulterebbe sovradimensionato, come molti sostengono? In quel caso, cosa se ne farebbe Arezzo di un inceneritore di tale portata? 4) Da qualche parte si dice che una raccolta differenziata massiccia sia costosa per il cittadino. Quanto costosa? È possibile fare un’analisi costibenefici?

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Infine, una domanda ai cittadini di Arezzo: 5) Sareste disposti a pagare una bolletta più cara pur di avere un ciclo di smaltimento rifiuti basato nella parte maggiore sul riciclo e non sull’incenerimento? Ci scusiamo se le domande possono sembrare ingenue, ma la sensazione è che la maggior parte degli aretini non conosca i termini della questione, dato fondamentale per prestare il necessario “consenso informato”.

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L’INCENERI

di Elena Aiello

osa sai dell’inceneritore, e che ne pensi? Secondo te qual è la soluzione migliore?»: sono queste le domande che abbiamo rivolto agli aretini. C’è chi si è dichiarato per nulla informato e ha preferito non rispondere, ma c’è chi ha dato motivazioni a sostegno della propria opinione. Lorenzo, 17enne, dice: «So che brucia i rifiuti e che la quantità di rifiuti bruciati sono aumentate negli ultimi anni, non sono d’accordo perché si aumentano i gas serra... La miglior soluzione sarebbe il riciclaggio». Lucia, 25 anni, afferma che «è una cosa buona. Il vero cancro sono le discariche a cielo aperto e l’ignoranza che dilaga in mezzo alla gente, in merito... Per me gli inceneritori sono un bene. Se ce ne fossero di più si eviterebbero situazioni come Napoli e eviteremmo di mandare il nostro sudiciume a inquinare altri Paesi». Diversamente la pensa Luigi, 29 anni, che vi abita a cinque chilometri: «C’è una ricerca di un medico di base di Rigutino che ha messo insieme un po’ di numeri su come in paese ci sia un’incidenza più elevata di alcune malattie… Penso che incenerire o sotterrare i rifiuti oppure incenerire e poi sotterrarne le ceneri non sia una soluzione né conveniente economicamente né sostenibile. Il problema è reale e pesa ogni mese sia sulle mie tasche che sulla mia salute, e una soluzione praticabile già oggi per rendere non necessario il raddoppio può essere la raccolta porta a porta, e poi lavorare sul lungo a politiche di riduzione e riuso». Per Chiara, 23enne, è gravissimo dare la precedenza alla combustione dei rifiuti ed è «in totale disaccordo riguardo a questa decisione, innanzitutto per la vergognosa noncuranza che si dimostra verso l’ambiente con l’incremento dell’inquinamento urbano, per non parlare degli effetti negativi che si riverseranno sulla salute Crêpes dolci e salate, dei cittadini... Per quanto riguarda il prezzo oneroso che richiede centrifugati, un’operazione di ampliamento sarebbe stato molto più eticamente macedonie e frappè corretto, oltre che conveniente, votare a favore di una campagna DA GIUGNO SCOPRI I per la promozione del riciclaggio dei rifiuti, e prendere provvediNUOVI COCKTAILS menti per la costruzione di un centro di riciclo, per uno smaltiA BASE DI FRUTTA! mento ecosostenibile». via Madonna del Stessa soluzione per Matteo, ingegnere 25enne, che vorrebbe Prato 31, Arezzo «una valorizzazione della raccolta differenziata... Anche per dare Crepes de Lune

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RITORE VISTO DAI CITTADINI un senso alla promozione pubblicitaria che viene fatta alla differenziata... La soluzione potrebbe essere quella di realizzare un centro di riciclo dei rifiuti differenziati, anziché un nuovo inceneritore. Il pretesto di discussione politica è insito in tutte le questioni ed è presente anche in questa, anche se forse in maniera minore rispetto ad altre situazioni: la spaccatura interna alla maggioranza è stata causata in buona parte pure dalla questione dell’inceneritore, anche se forse il motivo della spaccatura è da ricercare più nella nomina del nuovo amministratore Aisa che nella questione morale dei rifiuti. Comunque tutto sta nel capire quali siano gli interessi reali che stanno dietro a tutta questa discussione». Tommaso, 19enne, solleva un’altra questione: «So solo che brucia molti rifiuti liberando polveri tossiche, che dovrebbe avere dei filtri particolari per bloccare queste polveri e non lasciarle nell’aria… Però le poche volte che ci sono passato vicino c’era un odore pazzesco. La mia ragazza prima abitava a San Zeno, doveva tenere le finestre chiuse per far entrare meno puzza possibile... Secondo me i filtri potrebbero non essere così efficaci e quindi potrebbero provocare danni all’ambiente, ma anche e soprattutto alle persone che ci lavorano o che abitano nelle vicinanze, come pure non così vicino…». 1° GIUGNO 2012

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L’AMMINISTRAZIONE “IN GIOCO” PER SENSIBILIZZARE IL MONDO DELLO SPORT

di Cecilia Falchi

l 18 maggio all’impianto sportivo “Luciano uciano Giunti” si è disputato il triangolare di calcio in memoria moria del dirigente della società G.S. Olmoponte Lucio Peruzzi, zi, scomparso nel 2009: tre partite, ognuna di 35 minuti, che hanno visto affrontarsi in campo la squadra composta dagli allenatori e dai dirigenti della società, la rappresentativa aretinaa dell’Aia (Associazione Italiana Arbitri) e la formazione di Palazzoo Cavallo. Il ricavato dell’iniziativa è servito per finanziare l’acquisto di un defibrillatore che sarà messo a disposizione degli atleti della società calcistica. Il triangolare si è risolto con la vittoria dell’Olmoponte, che ha battuto ai rigori la squadra formata dai dipendenti comunali e dagli amministratori pubblici, con la partecipazione in campo dello stesso assessore allo Sport e alle Politiche giovanili Marco Donati, il quale ha ribadito l’importanza di appuntamenti come questo: «È compito delle istituzioni continuare a sensibilizzare la cittadinanza su tematiche d’interesse collettivo. C’è la volontà di non far calare l’attenzione sulla necessità della presenza dei defibrillatori nei luoghi deputati allo sport e sulla formazione di soggetti in grado di utilizzarlo. Ben vengano iniziative ludico-sportive come la recente quinta edizione di “Metti in piazza lo sport”, organizzata dall’associazione “Il Bando” con il quartiere di Porta Sant’Andrea e il patrocinio del Comune di Arezzo, Provincia e Coni, tenutasi lo scorso fine settimana ad Arezzo. Nel triangolare la particolarità è stata comunque la partecipazione diretta degli amministratori che si sono letteralmente messi “in gioco”, sostenuti anche dall’allenatore dell’Arezzo Michele Bacis». Nella nostra città ogni anno sono 350 gli aretini colpiti da arresto cardiaco e solo l’8% si salva: con una maggior diffusione di macchinari sanitari per la defibrillazione si potrebbero cambiare queste statistiche poco rassicuranti. «Volevo puntualizzare, comunque – continua l’Assessore, – che l’utilizzo del defibrillatore deve essere considerato l’ultima ratio: la prevenzione, le visite mediche e gli accertamenti sono fondamentali e insostituibili quando si fa sport, soprattutto a livello agonistico».

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A PALAZZO CAVALLO FRATTURA INSANABILE?

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on ci sono più termini di mediazione per ricomporre la maggioranza che aveva conquistato Palazzo Cavallo? Stando ai partiti sembra proprio di no, stando alle modalità di dimissioni dei tre assessori scissionisti, forse potrebbe esserci un’eccezione. Quella che alla fine Franco Dringoli ritorni in Giunta. Un’opzione che avremmo definito assai improbabile e sicuramente sgradita a Sel e IdV, che hanno fatto della compattezza delle tre forze di “minoranza” una prerogativa non di poco conto. Non che, per questo, anche FdS non sia unita nella protesta, anzi. A riprova, il confronto con i cittadini promosso assieme dalle tre forze lo scorso mercoledì. Ma per un superassessore che lascia, uno da ritrovare non è facile. Soprattutto se nel frattempo sono stati aperti e avviati non pochi cantieri e progetti, che richiedono grande abilità per esser portati avanti. Le casse di Palazzo Cavallo sono sempre più vuote, si sa, quindi la capacità di trovare finanziatori privati, mantenendo il controllo pubblico dei cantieri, è dono raro. Così pare, dai rumors di corridoio, che l’interlocuzione tra Dringoli e Fanfani non si sia affatto interrotta, anzi. Questo però non implica nulla di conclusivo, solo che

di David Mattesini

la partita resta aperta. Per quanto? I tempi dei partiti sono lunghi, anche questo si sa, specie se si tirano in ballo i vertici regionali, a comporre una frattura che apparirebbe insanabile nella sostanza. Perché alla fine al nuovo inceneritore da 75 mila tonnellate si dovrà dare il benvenuto o meno. Se quindi si dovesse fare un pronostico, c’è da dire che il sindaco Fanfani non sembra affatto intenzionato ad aspettare troppo oltre, al massimo fino alla settimana prossima. E soprattutto che nella migliore delle ipotesi il rientro sarebbe solo quello di Dringoli, da “tecnico” forse, gli altri due “scissionisti”, Sacchini e Colangelo, molto probabilmente verranno sostituiti da altri due colleghi del Pd già in Giunta. I disagi che arrivano dalla Provincia, invece, per il momento sembrano solo rumori di fondo. D’altronde l’individualità politica, in questi casi, se non cambia le distanze sui contenuti, lo fa nei termini del confronto. via del Sembolino 96 Badia al Pino – 0575/410431 www.masianosas.com

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NON PIÙ PAROLE OMAI… a cura di Roberto Parnetti

IL BILANCIO DELL’ISTITUZIONE “GIOSTRA”

ell’ultima riunione del cda dell’Istituzione “Giostra del Saracino” è stato approvato il consuntivo 2011, che ha segnato un risultato positivo, così come ricorda il presidente dottor Angiolo Agnolucci. «In tanti anni è la prima volta che il bilancio consuntivo si chiude con un segno positivo. Naturalmente non si tratta di cifre considerevoli, ma la straordinarietà del risultato è legata al fatto che l’Istituzione “Giostra del Saracino” è riuscita ad appianare una situazione di deficit ultradecennale». «Negli ultimi tre anni – prosegue Agnolucci – è stato intrapreso un percorso virtuoso capace di far portare la Giostra del Saracino a tagliare il significativo traguardo economico. Il merito è di un team che lavora quotidianamente per far sì che la Giostra cresca sotto molteplici aspetti, da quello organizzativo fino a quello promozionale. La sinergia tra gli uffici e le dirigenze dei Quartieri, unita all’impegno costante dei Rettori e al sostegno economico di enti pubblici e privati, di associazioni e aziende aretine, hanno consentito alla Giostra di crescere anche grazie a nuove iniziative promozionali, come per esempio quella legata all’adozione della Lancia d’Oro». «Goccia dopo goccia – conclude il presidente Agnolucci – l’Istituzione “Giostra” è riuscita a mettere un segno positivo nel proprio bilancio. L’auspicio è quello di proseguire su questa proficua direzione, sostenuti da quanti amano la Giostra del Saracino, per permettere all’Istituzione e all’Amministrazione comunale di valorizzare ancor più la manifestazione, verso cui nutre affetto l’intera comunità aretina».

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Giostratori aretini al Palio delle Contrade

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on sarà un vero e proprio derby aretino, così come accadeva fino ad alcuni anni fa, ma saranno due i giostratori “amaranto” che domenica prenderanno parte alla 23a edizione del Palio delle Contrade di San Secondo Parmense (PR), ovvero Enrico Giusti e Carlo Farsetti. Un appuntamento particolarmente seguito da appassionati e addetti ai lavori, aretini che anche domenica saranno presenti sulle gradinate della Stadio “Del Grosso” nella cittadina emiliana. Da quando, nel 1998, è stata introdotta la quintana a cavallo nella manifestazione, che in precedenza si articolava su giochi popolari, sono stati cinque gli aretini vittoriosi: Enrico Giusti, Alessandro Vannozzi e Luca Veneri hanno vinto tre edizioni, mentre Maurizio Sepiacci e Martino Gianni hanno ottenuto un successo. L’ordine di alternanza delle carriere per la Giostra di domenica, che vede in premio il bel Palio dipinto da Anita Angelucci, è il seguente: Contrada Dragonda con Enrico Giusti, Prevostura con Luca Pizzi, Trinità con Carlo Farsetti, Bureg di Minen con Marco Remoli, Grillo con Francesco Ronchi e Castell’Aicardi con Pasquale Lionetti.

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25° ANNIVERSARIO DEI CAVALIERI DI AREZZO

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rano i primi mesi del 1987 quando il conte Guido Guidi di Pavia fu incaricato di allestire una squadra di cavalieri che avrebbe rappresentato l’Italia a un torneo internazionale, che si sarebbe svolto a Parigi in occasione dei mille anni della dinastia capetingia. Il Conte, dopo aver visionato i vari tornei storici della penisola, scelse i cavalieri della Giostra del Saracino di Arezzo, che lunedì 1° giugno 1987 fecero il loro esordio in questo tipo di competizioni: era nato il gruppo dei Cavalieri di Arezzo. Sono dunque passati 25 anni da quella storica prima esibizione [nella foto sopra i componenti di quella comitiva, nda] che si chiuse in maniera più che soddisfacente con un secondo posto assoluto, dietro alla Spagna, e la vittoria nella classifica individuale con Carlo Veneri. Da quella prima esperienza molta acqua è passata sotto i ponti. Il gruppo si è esibito in tante città italiane ed estere, con tournée in Ucraina, Svezia, Francia, Belgio, Svizzera, riscuotendo ovunque molti apprezzamenti. Una menzione a parte per la Polonia dove, nella cittadina di Golub Dobrzyn, si svolge un torneo intenzionale che ha visto gli aretini vittoriosi per ben 7 volte. Il Gruppo si è esibito anche in molte città italiane, è stato chiamato a partecipare a trasmissioni televisive (“I Cervelloni”, “Colosseum” e “Linea Verde”) e ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti quali il Premio Protagonisti “Chimera d’Oro”, il titolo di Cavalieri della Scorta d’Onore del Duca di Urbino e il Premio “Civitas Aretii” con la motivazione: “…promuove la città di Arezzo in Italia e nel mondo, mettendo in evidenza, con la partecipazione ai più importanti e prestigiosi tornei cavallereschi, la cultura, le tradizioni e il costume medioevale aretino”. In occasione del traguardo del 25° anno di attività sono in cantiere una serie di iniziative, tra cui una pubblicazione, che vedranno il culmine con uno spettacolo che il Gruppo offrirà alla città di Arezzo e di cui vi terremo informati.

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31 MAGGIO GIORNATA MONDIALE SENZA TABACCO

FUMARE O INGRASSARE, QUESTO È IL PROBLEMA

a cura della dott.ssa Barbara Lapini

pesso non si smette di fumare per paura di aumentare di peso. Infatti tantissimi ex fumatori acquistano anche dieci o venti chili, dato che la nicotina ha capacità di stimolare il sistema nervoso simpatico, aumentando il metabolismo basale e riducendo il senso dell’appetito. Dunque quando si decide di smettere di fumare bisogna far attenzione all’alimentazione per evitare di trovarsi in sovrappeso. Un lieve aumento di peso, pari a circa tre-cinque chilogrammi può essere giustificato anche dall’azione che ha la nicotina, a livello enzimatico, sulla lipasi lipoproteica, enzima coinvolto nella regolazione dell’accumulo dei trigliceridi. Tuttavia, la maggior parte dei chili che si acquistano quando si smette di fumare sono legati al miglioramento del senso del gusto e dell’olfatto, che fa aumentare appetito e piacere di assaporare il cibo. Questo è un aspetto indubbiamente positivo e salutare, ma è anche un incentivo alla maggior ricerca di cibo e quindi favorisce l’aumento di peso. Inoltre la mancanza della sigaretta viene spesso sostituita da caramelle, biscotti, dolcetti e cibi di varia natura, in relazione ai gusti e alle preferenze. Questa nuova abitudine a spizzicare può determinare pian piano un accumulo di chili in eccesso. Per evitare questi inconvenienti è necessario adottare alcuni semplici accorgimenti che permetteranno di evitare l’aumento di peso. Innanzitutto è fondamentale suddividere la giornata alimentare in 3 pasti principali e 2-3 spuntini da inserire a metà mattina, metà pomeriggio e dopo cena, ciò permette di allontanare la “smania” della sigaretta. In base ai gusti personali e alla stagione si potrà scegliere tra: frutta, verdure fresche, yogurt, ghiaccioli, granite di limone, ecc., alimenti con poche calorie che possono essere “frazionati” durante la giornata (ad esempio 400 g di cocomero o 200-300 g di fragole, che hanno circa 70 calorie, possono essere tagliati e posati su un piatto per essere “spiluccati” in mancanza del fumo, senza appesantire l’organismo). C’è una dieta particolare da seguire? La dieta deve essere equilibrata da un punto di vista sia di carboidrati, proteine e grassi che di acqua, fibra alimentare, vitamine e sali minerali. Quindi la Dieta Mediterranea è ottima per ripristinare l’equilibrio psico-fisico dell’individuo, per non aumentare di peso e contrastare gli effetti negativi subiti dal fumo. Com’è noto è composta da cibi di origine vegetale come cereali integrali, olio extravergine di oliva, legumi, frutta e ortaggi, ricchi di vitamine e antiossidanti, sostanze importanti per contrastare la formazione dei radicali liberi, e da una quantità ridotta di alimenti di origine animale

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o del riso, che non deve superare i 50 grammi, ed evitare di aggiungere al piatto condimenti ricchi di grassi come pancetta, lardo, ecc. Barbara Lapini Dietista LILT (Lega Italiana Lotta contro i Tumori). www.dietistalapini.it

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rappresentati soprattutto dal pesce e dalle carni bianche. Le calorie devono essere fornite per il 55-60% da carboidrati (di cui il 10-12% zuccheri semplici); il 12-15% da proteine; meno del 30% dai lipidi. In pratica si può consumare un secondo piatto a base di carne o di pesce, cucinato con olio extravergine di oliva, in modo fantasioso e gratificante, evitando le fritture e gli intingoli; si può accompagnare la pietanza con abbondanti porzioni di verdura cruda e/o cotta e concludere il pasto con frutta fresca di stagione. La fibra alimentare apportata dai vegetali e dalla frutta aumenta anche il senso di sazietà e permetterà di allungare i tempi dell’intervallo tra il pasto principale e gli spuntini. In alternativa si possono consumare piatti unici a base di cereali e legumi, accompagnati sempre da verdura e frutta. Da limitare invece il consumo di formaggi, carni, insaccati, dolciumi, bevande zuccherate e alcoliche. Basta una modesta riduzione della quantità degli alimenti. È importante controllare il condimento delle verdure con il cucchiaio. Un cucchiaio di olio equivale a 10 grammi e ha 90 calorie, il “filo d’olio” sono almeno 2-3 cucchiai cioè 270 calorie (100 grammi di pasta ne contengono circa 350). Importante è preparare la porzione del pane (per la donna circa 40-60 grammi e per gli uomini anche 60-80 grammi). Quando si consuma il piatto unico di cereali e legumi è opportuno controllare il peso della pasta


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in copertina volte, nello sport, c’è la necessità di ripartire da zero e di costruire qualcosa che sia nuovo e, al tempo stesso, entusiasmante: nel caso di questi progetti, si sa, non è possibile aspettarsi da subito risultati eccelsi, soprattutto a livello nazionale. Ma questo non è il caso del G.S. Chimera Arezzo Lotta, società che quattro anni fa ha deciso di dare un taglio con il passato e dedicarsi completamente al settore giovanile. Da allora, la società aretina ha ottenuto ottimi risultati a livello regionale e nazionale, culminati con il titolo italiano conquistato da Riccardo Glave: ne parliamo con Roberto Stopponi, uno degli allenatori.

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G.S. Chimera Arezzo Lotta, giovani talenti crescono! Roberto Stopponi ci parla degli ultimi risultati ottenuti dai ragazzi aretini, tra cui spicca il campione d’Italia Riccardo Glave

di Alessio Segantini

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«Il 5 maggio a Ostia si sono tenuti i Campionati Italiani – afferma Stopponi, – e un nostro ragazzo, Riccardo Glave, ha conquistato il titolo nella categoria 33kg. Siamo molto soddisfatti di questo risultato, perché dà lustro alla società ed è una riconferma o, se vogliamo, un miglioramento delle qualità dell’atleta, dopo che lo scorso anno era arrivato terzo nella categoria della lotta greco-romana, mentre quest’anno ha vinto nella lotta libera». Una riconferma, dunque, quella del giovane lottatore aretino, che fa da traino a tutto il movimento. «La nostra speranza, come gruppo sportivo, è che questo risultato, sommato a quello di Luisa Paionni, seconda nella categoria 41kg, e, più in generale, a quello ottenuto da tutta di squadra nel campionato nazionale (siamo arrivati tredicesimi in Italia) serva per far sì che il movimento si allarghi e che cresca l’interesse per questo sport. A oggi abbiamo 15-16 ragazzi iscritti, ma vorremmo aumentare questo numero».

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Ottimi risultati, quindi, che sono possibili solo grazie al lavoro in palestra, all’allenamento e alla passione che ci mettono sia i ragazzi sia gli allenatori, i quali cercano di far conoscere il gruppo e questo sport nelle scuole, con un progetto che ormai va avanti da molti anni. Tutti questi sforzi sono stati ripagati dai risultati ottenuti ai campionati regionali dello scorso weekend svoltisi a Pontedera. «Abbiamo ottenuto cinque primi posti, due secondi posti e il primo di squadra – conclude Stopponi. – Questi numeri e queste prestazioni ci danno conferme sul lavoro svolto in palestra, e ci danno buone indicazioni sul fatto che il cammino intrapreso da questi ragazzi è quello giusto. Inoltre, proprio in questi giorni, abbiamo avuto conferma dalla federazione che Glave è stato chiamato a fare uno stage a Faenza dall’1° al 10 luglio con tutti gli altri migliori d’Italia della sua età, in un raduno dove ci saranno i tecnici della Nazionale che hanno già iniziato a metter l’occhio su di lui in prospettiva futura. Indubbiamente è un risultato che ci riempie di soddisfazione e che ripaga il duro lavoro negli allenamenti di tutti noi e di Riccardo. Non vogliamo che questo sia un punto di arrivo, ma deve essere un punto di partenza sia per il nostro atleta che un trampolino di lancio per la nostra attività, nella speranza che altri ragazzi comincino ad apprezzare il nostro sport».


L’estate 2012 è all’insegna del Beach Soccer Intervista a Sandro Sarri, arbitro di “calcio da spiaggia” in Serie A

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di Elettra Fiorini

oltanto a sentirlo pronunciare, il termine “beach soccer” fa venire in mente l’estate, la spiaggia e la voglia di divertirsi. Ma dietro l’accoppiata vincente di sabbia e pallone, il beach soccer è molto di più: è una disciplina che richiede impegno, conoscenza e rispetto delle regole e determinazione, sia da parte dei giocatori che dei tecnici. E non ha nulla a che invidiare al suo parente illustre, il calcio: basti pensare all’intricato sistema di eventi e tornei che gravitano intorno all’universo del beach soccer. Anche a questa realtà, che a ogni stagione dispiega sempre più la sua attrattiva, Arezzo ha dato il suo contributo, offrendo al gruppo arbitrale Sandro Sarri e il neoimmesso Luca Brando, due arbitri cresciuti sul territorio aretino. È proprio Sandro Sarri, giunto alla sua sesta sta-

gione in Serie A, che ci racconta peculiarità e retroscena di uno sport che va per la maggiore sulle spiagge italiane. Facciamo la conoscenza del beach soccer. «È uno sport molto in voga di recente. Ufficialmente esiste un solo campionato di Serie A, organizzato dalla Figc in collaborazione con la Lega Dilettanti, a cui partecipano 14 squadre, composte da atleti italiani e stranieri, e divise territorialmente in due gironi: Nord e Sud. Si svolge in tre tappe, tre weekend durante i quali tutte le squadre si incontrano. Le migliori quattro di entrambi i gironi si giocano il titolo in un serrato Final Hit, che quest’anno si [segue a pag. 16]

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terrà nella settimana di Ferragosto a Terracina. Inoltre sono previsti anche tornei di altro tipo. Il 31 maggio avrà inizio, a Viareggio, la Coppa Italia che vedrà scontrarsi 12 formazioni e dove anch’io avrò il mio bel da fare. Poi esiste una European Cup paragonabile agli Europei di calcio e altri tornei internazionali, come quello di Kiev, appena concluso, in cui la Nazionale italiana si è classificata al terzo posto». Com’è nato il gruppo arbitrale? «A livello nazionale siamo 32 arbitri. Ogni anno, a febbraio, ne vengono selezionati di nuovi tra coloro che hanno già militato nell’Eccellenza del Calcio a 11 o nella C1 del Calcio a 5. A ogni stagione, c’è sempre un certo rinnovo, in quanto non possiamo restare nel gruppo per più di dieci anni. Io ho disputato più di 50 partite e sono ormai Sandro Sarri della vecchia guardia, ma Luca Brando ha tutte le carte in regola per diventare internazionale. Il nostro non è un lavoro semplice. A ogni partita lavorano quattro arbitri, tra cui un cronometrista. L’incontro prevede tre tempi da 12 minuti al termine dei quali c’è sempre un vincente, altrimenti si passa ai supplementari e ai rigori. I giocatori di beach soccer sono specializzati nel tiro, e i nostri interventi devono essere ben ponderati». Come si è avvicinato al beach soccer? «Sapevo che era un mix tra il calcio a 11 e il calcio a 5, ma il primo vero approccio a questa disciplina è stato casuale. Mi ritrovai, a Perugia, a una riunione del settore arbitri, e quasi per gioco decisi di tentare, in un momento in cui ancora il beach soccer era davvero poco conosciuto. È stato un percorso ricco di momenti intensi, come quando ho arbitrato una semifinale di Coppa Italia al Circo Massimo tra Roma e Milano». Nota un riscontro positivo del pubblico? «È uno sport che non attira soltanto i supporter delle squadre e gli sponsor che le sostengono. Alla gente piace: le partite sono dinamiche, gratuite e offrono al pubblico un gioco davvero spettacolare».

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in città (e a ballare!)

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Lo sport come punto d’incontro Una chiacchierata con don Paolo De Grandi: il calcio, la religione e lo sport come speranza e opportunità di crescita

di Omero Ortaggi

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a religione e lo sport sono due mondi diversi tra loro. Questi due mondi, creduti da alcuni “così lontani”, possono però unirsi tra loro e diventare, in un momento così difficile, un appiglio e una speranza per il futuro dei ragazzi e delle loro famiglie. Questo è il senso delle parole di don Paolo De Grandi, parroco di Campoluci e Castelluccio e cappellano della Polizia di Stato. Un sacerdote da sempre impegnato nello sport, lui che da ragazzo era definito una “giovane promessa” delle giovanili dell’Hellas Verona. Proprio quell’Hellas Verona «di Bagnoli», che di lì a poco sarebbe entrato nella storia vincendo lo scudetto 1984-85. Una grande promessa, come abbiamo detto, poi il grave incidente, la carriera spezzata. La voglia di rialzarsi che lotta contro il destino segnato dall’impossibilità di tornare, poi la vita che inevitabilmente cambia: «Volevo rimanere nel calcio continuando come allenatore, e avevo come obiettivo quello di costruire una famiglia e tirare su un figlio “fuoriclasse”, che vivesse quello che io non ho potuto vivere. Poi quel viaggio a Lourdes nel ’91 come barelliere, l’incontro con quel sacerdote, quella confessione-fiume che io non scorderò mai, e un nuovo mondo che mi si aprì davanti». Così entrò in seminario nel 1996, e nel 2005 Paolo divenne “don Paolo”. Il cammino da calciatore a sacerdote è stato lungo, ma nel frattempo la sua passione per lo sport non è scemata, anzi è andata a legarsi strettamente con la sua fede spirituale, creando quel legame di cui si è parlato nell’introduzione. E lui, che nel 1994 ha toccato con mano la povertà che cammina lungo le strade di Santa Cruz (Bolivia), sa bene quanto può essere importante lo sport nella società: «Lo sport è fondamentale per la crescita di un ragazzo, perché ti mette a confronto con te stesso, con le tue capacità nella vita e [segue a pag. 18] nei rapporti umani.

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[segue da pag. 17]

Lo sport è armonia tra corpo e mente, ed è a sua volta un punto d’incontro». Un punto d’incontro fondamentale nella crescita sia dell’individuo, che della società «perché aiuta a socializzare, soprattutto oggi, in un mondo dominato da internet in cui facciamo sempre più fatica a socializzare: un mondo fatto di “non-incontri” in cui i rapporti sono sempre più limitati». Così lo sport diventa speranza, opportunità di crescita personale e sociale attraverso ideali come sacrificio, fatica, rispetto e voglia di intrattenere relazioni, tutti elementi che, tiene a dire Don Paolo, «distruggono

ogni sorta di isolamento». Isolamento che viene distrutto da quel calore coinvolgente che è la passione per uno sport, che mischia in sé la voglia di abbattere le paure interiori «stando insieme», e la bellezza di «gustare al meglio ciò che ci piace fare, andando al di là del risultato e delle possibilità fisiche, migliorandoci come persone». Religione, sport e sociale fanno rima con “speranza”, per questo don Paolo De Grandi, insieme alla Nazionale Cantanti e alla Football Academy, sta organizzando un quadrangolare di calcio in Palestina, con il ricavato che verrà dato in beneficenza per la costruzione di un campo in erba sintetica per bambini cristiani e musulmani. Perché lo sport può diventare occasione di pace anche in luoghi dove quest’ultima sembra una chimera impossibile da raggiungere. Lo sport deve essere un’opportunità e coloro che allenano devono essere prima di tutto degli esempi: «Gli allenatori devono essere soprattutto degli educatori di valori sani, la cui importanza va ben oltre la vittoria finale». Solo così lo sport può diventare un’occasione di crescita e una speranza per noi stessi e per i nostri figli. Una speranza più forte delle tensioni, più forte della crisi. Una speranza capace di abbattere qualsiasi muro.

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NUOTO, ATTIVITÀ ACQUATICHE E MOLTO ALTRO!

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on di solo nuoto e di discipline acquatiche vive il Centro Sport Chimera: con una struttura moderna e polifunzionale, il Palazzetto del Nuoto di viale Gramsci, ospita al proprio interno un gran numero di attività, corsi e progetti. Dalla sua inaugurazione sono in costante aumento le società, le associazioni e i servizi che si rivolgono alla struttura per usufruire degli ambienti per i più svariati utilizzi: in questa pagina andiamo alla scoperta di tutto ciò che, pur non rientrando nel novero delle discipline acquatiche e natatorie, arricchisce l’offerta del Centro Sport Chimera. SQUASH – Il Palazzetto del Nuoto ospita al proprio interno due campi dedicati allo squash, un’attività gestita in sinergia dal Centro Sport Chimera, che si occupa delle prenotazioni degli stessi campi, e dalla Sport3, che cura i corsi con il maestro e che, nel corso dell’anno, organizza alcuni tornei dedicati agli amatori o agli agonisti. Lo squash è uno sport divertente ma molto intenso che può essere integrato con il nuoto, una disciplina rilassante e non traumatica, per garantire un’attività fisica completa e rivolta a tutto il corpo. NEW GYM – La palestra, situata al secondo piano dell’impianto, presenta un ampio programma di discipline e di attività di fitness in un ambiente strutturato in 5 sale attrezzate per differenti modalità di allenamento. In sinergia con il Centro Sport Chimera, la New Gym prevede anche abbonamenti che uniscono l’attività in palestra al nuoto libero o ad altre attività acquatiche. CENTRO DI EDUCAZIONE AL DIMAGRIMENTO – Gestito dal dottor Trinca, il Centro si occupa della rieducazione metabolica e comportamentale legata all’alimentazione attraverso progetti personali di dimagrimento e l’addestramento operativo nutrizionale. EDEN CENTRO BENESSERE – All’interno dell’impianto svolge la propria attività di cura del corpo il Centro Benessere Eden, offrendo servizi estetici e altri trattamenti quali la sauna, il solarium, il massaggio, il massaggio californiano, la manicure, la pedicure, lo shiatsu e la cura della pelle. RED CAFÈ – All’ingresso del Centro Sport Chimera, la Red Cafè svolge un servizio di bar e di piccola ristorazione, si occupa della fornitura dei pasti durante le gare e dell’organizzazione delle feste interne alla struttura.

DALLO SQUASH ALLA PALESTRA, NON DI SOLO NUOTO VIVE IL CENTRO SPORT CHIMERA

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Il presente BUONO SCONTO non è cumulabile con altre promozioni. Utilizzabile fino al 30 Giugno 2012 per un Nuovo Iscritto

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Le pagelle di fine anno undici metri dalle semifinali finisce il cammino dell’Atletico Arezzo, per mano, anzi per “piede” di Tomas Locatelli, uno che con il cognome che porta, come recitava una vecchia pubblicità, dovrebbe fare le cose per bene. Invece consegna sulle mani del portiere del San Donà l’ultimo pallone calciato nella stagione che, con il triplice fischio dell’arbitro, si conclude con l’ennesima delusione sofferta dai colori amaranto. Intendiamoci, non si può paragonare il secondo posto in campionato con l’uscita ai quarti di finale dei play-off, i quali neppure si sa se serviranno o meno a stabilire le gerarchie per eventuali ripescaggi. Ma tant’è, meglio sarebbe stato arrivare in fondo, un po’ perché non si sa mai, di questi tempi, e un po’ perché vincere aiuta a vincere, specie se disponi di una squadra composta da numerosi giovani. Non è successo e così, mentre i volenterosi veneti del San Donà affronteranno il Legnano in semifinale, per i ragazzi di Bacis è arrivato il momento del rompete le righe. Tempo di bilanci, quindi. Come a scuola con gli scrutini, vediamo quali sono i promossi, i bocciati e coloro che sono stati rimandati.

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PROMOSSI L’elenco è abbastanza confortante. Di sicuro Salim Cissè, autentica sorpresa stagionale, sbucato dal nulla e finito in doppia cifra, un prospetto di sicuro avvenire. Con lui, anche se il rendimento è stato meno costante, Matteo Idromela, un classe ’94 che ha mostrato numeri davvero interessanti. Michele Mencarelli è stato quello dal rendimento migliore, non è un caso che si sia aggiudicato il Cavallino d’Oro di Porta Santo Spirito [nella foto in alto]. Ottimo anche il campionato di Horacio Martinez, un po’ condizionato dagli infortuni nel finale, ma che ha saputo confermare le aspettative con le quali era approdato ad Arezzo. Buono anche il rendimento dell’ex Lumezzane Federico Ciasca, un 1988 sul quale si può puntare. Infine Mario Raso. Più di un tifoso ha storto il naso sulle sue prestazioni. Beh, 15 reti non ci sembrano un bottino trascurabile. RIMANDATI

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Il primo nome della lista è quello di Luca di Stefano Rubechini, enfant du Stanganini pays dal rendimento altalenante e per lunghi tratti di stagione rimasto ai margini, tuttavia capace di impennate di classe. Daniele Speranza ha vissuto una stagione tormentata. Iniziata bene e, dopo il gol al Pontedera, praticamente conclusa. Quanti rimpianti! La difesa amaranto ha offerto un rendimento tutto sommato accettabile ma non sempre. Lorenzo Bucchi, ad esempio, pur confermando di essere un lusso per la categoria, non si è dimostrato sempre impeccabile. Stesso dicasi per Marco Pecorari, condizionato da una lunga serie di fastidiosi infortuni, e per i giovani Giuseppe Secci, Valerio Pucci e Davide Macellari, il cui rendimento ha seguito l’incostanza tipica dei giocatori imberbi. Infine Daniele Crescenzo, un ’93 di grandi potenzialità, spesso tradito dal carattere. BOCCIATI Il primo della lista, spiace dirlo, è proprio il mister. Michele Bacis, all’esordio in panchina, ha fatto sì vedere buone cose, ma anche ingenuità clamorose (viene subito in mente il pasticciaccio che è costato la sconfitta a tavolino contro la Sansovino). In dettaglio, l’Arezzo ha fallito sempre la prova del nove, vedi Spoleto, Pontedera, Pianese e San Donà, vincendo tante partite ma lasciando anche molti punti per strada, contro avversari non irresistibili. Alla fine, se si parla di mentalità vincente, pur avendoci provato, non è riuscito a trasferirla ai suoi uomini. Da “segare” anche i vari Roberto Nofri, Diego Mautone, Daniele Chiarini e Filippo Borgogni dal quale era lecito aspettarsi di più. Infine, Thomas Locatelli, apparso in condizioni fisiche francamente impresentabili, qualche sprazzo di classe ma, alla fine, fuori contesto. Ma si sapeva.


SENSAZIONI ONIRICHE ED ESPERIENZE DI VITA di Valentina Tramutola

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Le opere di Caterina Puletti alla Libreria “Feltrinelli”

l 1° giugno sbarca ad Arezzo l’immaginario onirico incandescente di Caterina Puletti, artista tosco-campana che dipinge la flessuosità del pensiero e della comunicazione umana con sorprendente vividezza. Nata a Napoli nel 1972, la pittrice vive ad Arezzo dove si è diplomata maestra d’arte. Il suo percorso inizia dalla grafica per fondarsi sulla pittura con crescente consapevolezza. Da qui alle esposizioni il passo è breve quanto significativo. IOnirico. Portrait of Us, la personale già in mostra a Firenze lo scorso dicembre, è stata uno di questi passi. Da quell’esperienza la Puletti ha estratto il nucleo di opere anche per l’evento aretino. La “sensazione” dura nove illustrazioni e quattro lavori a cera su carta, allestiti presso la Libreria “Feltrinelli” di via Cavour fino al 15 giugno. Più che un viaggio, un’emozione. Lunga. Mai rigida. Nuda. Perché il tratto dell’artista ha l’agilità di una scrittura a penna, distratta e asciugata su tela come un appunto, una fluorescenza emozionale su fondo nero. L’esposizione non lascia quasi spazio alla riflessione: troppo rapide le linee, troppo ansimante la ricerca, resa più immediata che mai. È un caso per cui la pelle conta più della mente nella ricezione del messaggio. Attraverso le sue figure sottili e ramificate, i co-

lori cangianti e le metafore pittoriche accennate, la Puletti parla di futuro e di speranze, ma anche di gallerie del ricordo, colpe, paure, situazioni globali per cui l’uomo è fratello all’altro uomo, interni percorsi che caratterizzano soprattutto le quattro opere a cera, per sfociare nell’illuminata consapevolezza di una strada artistica ancora tutta da percorrere. Così, la pittrice non mira solo al puro momento artistico e alla definizione tecnica, ma vuole rendere l’amalgama della sua esperienza sul campo: le scelte, la cultura, le prove, la femminilità, il pianto, la luce, la perdizione. Nelle sue opere ci sono strade che si arrestano e altre che continuano ben oltre la cornice dell’opera, in un anelito di unità che fonda un’esperienza artistica. Notevole è infine l’uso di un colore “feroce” sposato a un tocco rotondo, felice antitesi di una comunicazione artistica che è come una freccia.

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IL MONUMENTO AI CADUTI DEL RISORGIMENTO

OPERE DA RESTAURA

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egli ultimi anni gran parte delle sculture commemorative del centro storico di Arezzo sono state restaurate grazie alla sinergia tra istituzioni, associazioni e sponsor privati. Ultimo recupero in ordine di tempo è quello alla statua di di Marco Botti Ferdinando I dei Medici, promosso da Confartigianato Imprese, di cui abbiamo parlato nel numero 102 del “Settimanale” assieme al supervisore della Soprintendenza BAPSAE di Arezzo Michele Loffredo. Con lo storico dell’arte torniamo sull’argomento per parlare di quei monumenti che attendono invece un intervento, a partire da quello ai Caduti del Risorgimento di piazza del Popolo, progettato da Giuseppe Aretini e inaugurato il 20 settembre 1880. «La colonna di piazza del Popolo è una delle nostre priorità – ci spiega Loffredo. – Non versa in buone condizioni e la sua posizione marginale e seminascosta la mette ogni giorno a rischio di atti vandalici. Quando fu realizzata era centrale alla piazza, ma la costruzione negli anni Venti del secolo scorso del Palazzo delle Poste l’ha soffocata. Ecco perché, oltre al restauro e alla pulitura, il monumento avrebbe bisogno di essere trasferito altrove». Quale collocazione suggerisce? «Nel marzo 2011 il Comune aveva ipotizzato di spostare la colonna di fronte alla stazione. Non mi sembra la migliore soluzione, visto che si troverebbe inserita in una delle zone più trafficate della città. Andrebbe ricollocata a mio avviso nel centro storico, ad esempio nella futura piazza che sorgerà nell’area della ex Caserma Cadorna. A quel punto si tratterebbe di dislocarla di un centinaio di metri». Altro monumento da restaurare, nonostante gli interventi nel 2005 e nel 2010, è quello a Ferdinando III di Lorena in cima a Piaggia di Murello. «La statua era stata recuperata sette anni fa nell’ambito del master “Corso di Formazione Europea per il Restauro”, ma nel febbraio 2008 fu oggetto di un presunto atto vandalico che portò all’amputazione della mano sinistra del

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NTO E QUELLO A FERDINANDO III SONO AL POSTO GIUSTO?

RARE E DA… TRASFERIRE granduca. Il ripristino della parte spezzata venne ultimato nel febbraio 2010, ma agli inizi di marzo 2011 lo stesso arto fu nuovamente colpito. Adesso giace nei depositi della Soprintendenza da oltre un anno, in attesa che il Comune di Arezzo, proprietario dell’opera, presenti un nuovo progetto di recupero». Lei ha parlato di “presunto” atto vandalico. «Piaggia di Murello è una zona molto battuta dalle auto e il passaggio verso via San Lorentino è angusto. Non è da sottovalutare l’ipotesi, in entrambi i casi, che a colpire involontariamente la statua siano stati dei veicoli provvisti di bracci meccanici». Quindi è da trasferire anche quel monumento? «È una soluzione che il Comune dovrebbe prendere in considerazione. Negli anni Trenta del Novecento, quando la scultura fu spostata lì da Piazza Grande, le macchine che circolavano erano poche. Oggi la situazione è ben diversa. Ci sarebbero le limitrofe Piazza Landucci e Piazza del Seminario, ma sono troppo piccole per ospitarla e si sacrificherebbero i parcheggi. Opterei invece per Piazza della Badia, che già in passato aveva accolto una statua, quella a re Umberto I».

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BEYONDME

CON CATERINA PECCHIOLI LA SPUTACI DIVENTA PROTAGONIS

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iù volte il “Settimanale” si è occupato della Sputaci, al secolo Angiolina Cipollini, e dei ricordi che hanno di lei gli aretini: una vecchietta vivace e un po’ ribelle che decise di vivere per strada per metà della sua esistenza, divenuta un simbolo della cultura popolare della nostra città. Il ricordo dell’Angiolina, scomparsa nel 1970, non smette di stimolare né i suoi concittadini né quegli artisti che si appassionano al suo stravagante personaggio. Caterina Pecchioli ne è l’esempio. Giovane artista che vive tra Firenze e Amsterdam, e che prende parte con video, performance e installazioni a mostre e festival nazionali e internazionali, la Pecchioli ha incentrato uno dei suoi ultimi lavori sul tema della memoria, e quindi della percezione storica. Protagonista del progetto è proprio l’Angiolina che, come lei stessa afferma, ha colpito la sua attenzione quando nel 2009, nell’ambito del progetto toscano Networking, Back to the Present, si è trovata a visitare l’Archivio Storico Fotografico di Arezzo ed è venuta a contatto con una foto della Sputaci. Avendo a disposizione solo una immagine, Caterina si è così messa alla ricerca di informazioni sulla più famosa clochard aretina e, intervistando sia la gente comune sia gli antiquari della città, ha realizzato un video in cui lo spettatore è messo di fronte alla scura foto dell’Angiolina che diventa sempre più chiara e nitida insieme ai vari commenti delle persone che, montati con un intento ben preciso, ora

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EMORY

ONISTA DI UN PROGETTO ARTISTICO

si contrastano ora si completano a vicenda. «È questo un riflesso visivo e sonoro – ci spiega l’artista – di come la memoria che la comunità ha di una persona si componga di visioni personali e soggettive, e sia l’unione di ricordi, “sentito dire” e leggende; allo stesso tempo, la scelta di inserire nel video le informazioni in maniera frammentaria ci fa capire come della Sputaci non si potrà mai avere una caratterizzazione completa, proprio perché i punti di vista sono a volte discordanti e soprattutto, per natura, soggettivi». Di certo la complessità del vissuto di una persona non si potrà mai ridurre a una visione unilaterale. Così, quest’opera d’arte che ruota attorno all’Angiolina, diventa un ponte per riflettere sul concetto di memoria a livello sociale e antropologico. Il tema della memoria collettiva – che la Pecchioli ha interpretato in maniera del tutto originale – è proprio quello della mostra internazionale Beyondmemory, che ha visto l’opera della fiorentina tra i dieci lavori finalisti, tutti ammirabili, fino al prossimo 12 giugno, all’interno della Fsm Gallery di via San Zanobi a Firenze. Insieme al video, reperibile alla pagina web www.premioceleste.it/opere/pg:bm11/fsv:s, l’esposizione accoglie anche le due fotografie realizzate dall’artista che accosta, con l’uso voluto del flash, parti del volto della Sputaci a una serie di intarsi di opere d’antiquariato di Valentina aretino. www.caterinapecchioli.com Paggini

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LA CASA DELLE CULTURE AD ALLE PROPOSTE E ALLA CRE

abato 26 maggio, presso il Centro di Documentazione “Città di Arezzo” in via Masaccio si è svolto un “evento partecipativo”, parte di un percorso finanziato da un progetto del Ministero dell’Interno – Fondi Europei per l’Integrazione, FEI – per definire la prima programmazione della Casa delle Culture e il regolamento per l’uso degli spazi che da settembre saranno a disposizione dei cittadini e delle associazioni. Il percorso partecipativo, mediante una metodologia innovativa, ha permesso ai partecipanti di approfondire una visione collettiva della Casa delle Culture con l’obiettivo di definire le linee guida per il regolamento condiviso da analizzare in ulteriori “focus”, previsti nel mese di giugno. La Casa delle Culture che sorgerà nell’area della ex Caserma Cadorna e ospiterà anche gli uffici del Servizio Integrazione del Comune di Arezzo e il relativo sportello informativo, attualmente è in fase di ristrutturazione gra-

Università Popolare Arezzo – Istituto di Alta Formazione onlus Nell’attuale momento storico di profonda instabilità sociale, l’Università Popolare di Arezzo onlus, si rivolge a quei giovani che desiderano essere orientati nel mondo del lavoro. Ma si rivolge anche a coloro i quali, pur possedendo un titolo di studio, aspirano a migliorare alcuni aspetti della loro preparazione per desiderio di conoscenza, per approfondimento e seguire itinerari sempre più personalizzati. Non si tratta, dunque, di fare assistenza, ma di dare dignità ad attività che, opportunamente impostate, possano anche contribuire al miglioramento delle condizioni di vita, al crescere della consapevolezza della formazione come bene e come servizio. Ciò detto, l’Università offre, GRATUITAMENTE, l’iscrizione al primo anno nella Facoltà triennale di Bio Energie Naturali, dell’Istituto di Medicina Non Convenzionale, Corso di Naturopatia. Le iscrizioni si accettano fino al 16 giugno 2012. Per ulteriori informazioni telefonare ore ufficio allo 0575/0417161

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AD AREZZO: UNO SPAZIO APERTO REATIVITÀ DEI CITTADINI di Luciana Pastorelli zie ai finanziamenti Piuss: con la sua apertura la città di Arezzo avrà un luogo in cui i cittadini e le cittadine potranno organizzare e “sperimentare” attività culturali in un laboratorio permanente, volto a favorire l’incontro e la contaminazione tra le varie culture presenti nel territorio. Nella Casa delle Culture troveranno posto una cucina, un teatro, un laboratorio informatico, spazi didattici a disposizione di chi vuole promuovere una dimensione culturale della società aperta a modelli multiculturali e ai cambiamenti: una cultura in cui tradizione, invenzioni estemporanee, creatività e quotidianità possano incontrarsi e dove l’educazione potrà essere anche esplorazione, conoscenza del nuovo, facilitatrice della complementarietà del rapporto tra noi e gli altri. Uno spazio importantissimo per la città di Arezzo, dove sono presenti circa 12.000 cittadini stranieri (dati Istat al 1° gennaio 2011), insieme ai quali sarà possibile studiare e riscoprire nei grandi temi reti di solidarietà nei territori

umani, e i diversi linguaggi dell’accoglienza. Con il contributo e l’esperienza di tanti si potranno conoscere ed elaborare nuove idee, ampie visioni delle realtà sociali, altre concezioni per il presente e per il futuro della nostra società. lu.pastorelli@libero.it

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Excellence delivered


PILLOLE

DI CULTURA

SIMBOLOGIE MATERICHE Due sedi per due artisti ricercatori

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ittura e scultura della materia sono le protagoniste della mostra Simbologie materiche, allestita fino al 10 giugno ad Arezzo con il patrocinio della Presidenza del Consiglio Comunale e dell’Università degli Studi di Siena, e curata da Barbara Rossi. Una doppia sede espositiva fa da cornice alle opere dei due autori, Adriano Maraldi e Decio Zoffoli. Da una parte il Palazzo Comunale apre il suo cortile e il loggiato al secondo piano, dall’altra il Palazzo della Provincia accoglie nell’atrio d’onore e nel giardino pensile i lavori dei due artisti. Maraldi e Zeffoli possono essere definiti ricercatori della materia, che affrontano attraverso l’uso di materiali poveri e di riciclo il tema della comunicazione. I mezzi espressivi utilizzati sono tele impastate di terra e colori acrilici, carta trattata, rame, ferro e terracotta che permettono agli artisti di affrontare temi come l’ascolto di noi stessi, i condizionamenti che impediscono all’uomo contemporaneo di vivere libero e l’elogio della femminilità. Chiara Savarino

ITINERARI 2012 AL CIRCOLO ARTISTICO Anche il disegnatore di Tex alla mostra di fotografia

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ino al 6 giugno sarà possibile visitare, all’interno delle sale del Circolo Artistico di Corso Italia, l’interessante mostra fotografica dal titolo Itinerari. L’esposizione collettiva, organizzata dal gruppo fotografico La Pieve, vanta tra gli espositori Armando Baglioni, Andrea Carboni, Fabio Civitelli, Giuseppe Faralli, Franco Mariconda, Angelo Mulas, Massimo Padelli, Francesco Pagliai, Anna Pagnotta e Vincenzo Sarno. Spicca la presenza di Fabio Civitelli, conosciuto al grande pubblico come uno dei più noti e apprezzati disegnatori di Tex. Sarà interessante vedere come il fumettista, celebre per lo stile caratterizzato dall’attenzione per i particolari, da un uso sapiente dei “neri” e dalla pulizia del tratto, riesca a tradurre le sue peculiarità nell’arte della foto. Civitelli arriva a partecipare a questa collettiva fotografica dopo quattro mostre, dove il pubblico ha potuto ammirare le sue tavole. L’esposizione è a ingresso libero. www.circoloartistico.it Sara Gnassi

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il sonetto

Sémo própio de’ bòteli rignósi! Si viéne ’l Pèpa a scòte lle coscienze, se storce ’l nèso e se fàe i priziòsi, perché ’n se deve fè lle rivirènze a un ch’è come noi… sémo ’rgogliosi! Venga chj venga… un se fàe diffarenze! C’er’anco Monti – dice – e altri famosi, come ’l sìndeco Renzi, da Firenze… E alóra… che ce frega? Unn’è ’l momento de buttère i guadrìni cusì al vento! S’era ’n mondo visione… e quande arcàpeta? Ce se lamente sempre che ’n ce s’hàe mèi ’n’uccasione de pubblicitàe. Vedrete ch’a la lunga… un ce se scàpeta!

Domenica 3 giugno 2012 si terrà al Grim Club di Cesa un evento di musica heavy metal dove le band Humangled di Pisa e Coram Lethe di Siena presenteranno i loro nuovi dischi. Le due death metal band toscane, attive da vari anni, hanno già raccolto ottime recensioni a livello nazionale e internazionale per i loro precedenti lavori discografici, raccogliendo una esposizione importante nel loro genere. Alla serata parteciperanno in apertura anche le band Hot Cherry e Nemesis. Inizio concerti ore 22. di Lucio Massai

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Paradiso amaro di Alexander Payne ** Matt King vede dissolversi matrimonio e famiglia mentre affronta la spinosa decisione su una terra vergine di cui è affidatario: Clooney è un uomo sofferente, ma ancora troppo bello e affascinante nell’ingenua ricerca di giustizia e pacificazione in un mondo cinico. Il regista di Sideways persegue il suo stile sobrio, dalla scrittura accattivante, con successo di pubblico e critica, ma non convince per la scarsa empatia dei personaggi e la facilità con cui ricerca il dolore: meglio lasciar la vita scorrere silente, come nell’azzeccato finale. Punto forte del film rimane la location: nessuno ha mostrato in modo così realistico e affascinante le Hawaii. Enrico Badii enrico.badii@gmail.com

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cinema

dove mangiare

di Leonardo Zanelli

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eventi

SÉMO PRÓPIO DE’ BÒTELI RIGNÓSI!


di Gigi Paggetti

la vignetta

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IL SETTIMANALE DI AREZZO

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