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in copertina

Riccardo Bianchi

È

uno dei pilastri internazionali del nuoto da salvamento e vive proprio a due passi d’Arezzo, nella campagna cortonese. Riccardo Bianchi, classe 1987, ha spiccato il volo nel firmamento dello sport già da diversi anni, lasciando la sua Farneta per scalare le classifiche mondiali e macinare una vasca dietro l’altra, appassionandosi giorno dopo giorno a questa singolare specialità natatoria, ancora poco nota al grande pubblico. Nella disciplina del nuoto da salvamento, vengono infatti simulate, in ambito agonistico, situazioni più o meno realistiche di salvataggio in acqua, avvalendosi del supporto di manichini e strumentazioni varie. Ma se Riccardo ha già all’attivo un bel numero di titoli e vittorie, parte del merito va anche al coach Umberto Gazzini che, fin dall’inizio, ha intravisto in lui la stofcontinua a pag. 14

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L’atleta cortonese si prepara per le qualificazioni ai mondiali e culla un progetto per avvicinare i bambini alla sua disciplina

Riccardo Bianchi in vasca verso i Mondiali di Nuoto da Salvamento [segue da pag. 13]

fa del campione. Dopo essersi aggiudicato due ori agli Europei, all’incirca un anno fa, il nuotatore cortonese ha infatti conquistato per la seconda volta consecutiva il titolo di campione del mondo, in Australia, nella Staffetta Mista 4x100. E dopo un’estate passata ad allenarsi, in autunno Bianchi si è buttato a capofitto in una nuova ed entusiasmante impresa di Elettra agonistica tra le fila della Nazionale taliana di Nuoto FIorini da Salvamento. «Quest’anno ho raccolto diverse soddisfazioni, ma le sfide più emozionanti devono ancora arrivare – racconta Bianchi con fare determinato. – L’estate scorsa ho partecipato agli Europei e ai World Games, una sorta di Olimpiadi per le discipline non olimpiche, mentre la stagione invernale ha avuto inizio a metà novembre prima con la BeneCup, tenutasi a Eindovhen e Anversa, e poi con la German Cup a Warendorf. Entrambe le gare mi hanno dato molto, ma in particolare nella BeneCup, dove ho fatto uno dei migliori tempi mondiali, mi sono classificato terzo nella graduatoria generale e primo tra gli italiani scesi in vasca». Ma gli impegni sportivi di Riccardo Bianchi non sono finiti qui; anzi ad attenderlo c’è un periodo denso di sfide e appuntamenti, a cui l’atleta cortonese si è ben preparato, lontano dall’Italia e dalle distrazioni. «A dicembre sono partito per l’Australia dove mi sono allenato al meglio fino a metà gennaio, cercando di dare sempre il massimo – prosegue Riccardo. – Tra qualche giorno mi aspettano a Riccione i Campionati italiani di Categoria, una tappa fondamentale che mi aiuterà a testare la mia condizione in vista delle qualificazioni per il Campionato del Mondo di Montpellier. Le qualificazioni si terranno a Milano il 26 e 27 Aprile e me la giocherò fino in fondo». Ma anche se questa per l’atleta nostrano sarà l’ultima stagione sportiva, prima di appendere al chiodo costume e occhialini, il mondo del nuoto rimarrà sempre parte integrante della sua vita. «Già l’anno scorso, tornato da Adelaide, volevo abbandonare tutto, poi ho capito che non era ancora giunto il momento e ho proseguito il mio percorso. A livello anagrafico, avrei ancora da dare nella mia specialità, ma la vita ti apre nuove porte. Già adesso gestisco a Cortona un mio impianto sportivo e presto vorrei allenare una squadra tutta mia di ragazzini, avviandoli al nuoto da salvamento. Sto già gettando le basi con un piccolo gruppo di giovani che mi seguiranno a Riccione per la loro prima gara ufficiale. Ma soprattutto vorrei divulgare il nuoto da salvamento nelle scuole dell’infanzia, grazie alla collaborazione che sto realizzando con alcuni dirigenti scolastici, dando vita a una nuova realtà sportiva che unisce l’agonismo con il sociale».

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l Bsc Arezzo si rinforza con due grandi acquisti dalle massime serie italiane. La società ha infatti ufficializzato il tesseramento di Matteo Omarini e di Carlotta Natti, due ragazzi aretini che, dopo essere arrivati al top nel baseball e nel softball, da questa stagione torneranno a difendere i colori della squadra della loro città. A convincere i due giocatori a giocare nel Bsc Arezzo non sono state tanto le ambizioni sportive quanto il progetto della società di rilanciare il baseball e il softball nel territorio provinciale, puntando sui giocatori aretini e sul rilancio del settore giovanile. «Siamo orgogliosi – afferma il presidente Alessandro Fois – che Omarini e Natti abbiano deciso di portare il loro contributo a un ambizioso progetto che punta alla diffusione del nostro sport e alla crescita del vivaio». Classe 1988, Matteo Omarini è cresciuto nel Bsc Arezzo ma negli ultimi anni è stato tra i protagonisti della bella cavalcata dei Mastiff dalla Serie C alla Serie A, arrivando nel 2013 a sfidare le squadre più forti d’Italia nell’Italian Baseball League. Figlio d’arte (il padre Pierangelo è un tecnico della società e ha allenato le Nazionali giovanili), il giocatore è sceso di ben tre categorie, accettando di giocare in Serie C nel BancaEtruria Baseball con il duplice scopo di conquistare la promozione nella serie cadetta e mettere la propria esperienza al servizio del tecni-

Matteo Omarini

da sx, Natti, Andolfi e Dumitrescu

I talenti della Serie A per la crescita del baseball aretino Omarini e Natti hanno sposato il progetto per lo sviluppo del settore giovanile del Bsc Arezzo co Giorgio Parodi. «La stagione in Ibl è stata eccezionale – commenta Omarini – ma ora sono felice di esser tornato a disposizione della squadra della mia città per riuscire, insieme, a crescere e a conquistare la Serie B». Per rinforzare il Monnalisa Softball è invece arrivata di Marco Carlotta Natti, un’atleta del 1992 che è reduce da tre Cavini splendide stagioni nel Caserta in cui ha vinto due scudetti e disputato tre Coppe dei Campioni. La forte lanciatrice sarà la punta di diamante di una squadra che, dopo aver vinto il campionato di A2 ed essere arrivata ai play-off nazionali, proverà ora a portare il softball aretino direttamente nell’Italian Softball League. «Il Bsc Arezzo – spiega Natti – è una delle poche società italiane che ha deciso di puntare sul vivaio e promuovere il baseball tra i bambini, dunque ho deciso di impegnarmi in prima persona per contribuire alla crescita di questo sport nella città di Arezzo».

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emmeno dieci anni e una montagna di coppe, medaglie e targhe troneggia in casa La Notte. Un nuovo trofeo si aggiunge: quello di Campione regionale di Zona 5 2013. Campioni si nasce o si diventa? Questa amletica domanda si arricchisce di una nuova sfumatura quando un bambino classe 2004, appena salito in un kart, dimostra da subito una tale padronanza e naturalità su quella monoposto tanto da farci apparentemente scorgere la risposta. Non vale la pena lam-

Niko La Notte tra le stelle del volante biccarci la testa su tale quesito: rimane il fatto che Niko La Notte pare un predestinato. Da quando aveva tre anni, grazie anche allo stimolo del padre Andrea, questo enfant prodige del volante ha bruciato tutte le tappe pilotando oggi un go-kart 60 Mini. Nonostante tale nomenclatura indichi quasi un gioco per ragazzi, questi piloti in erba devono ge-

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stire bolidi che raggiungono velocità elevatissime. La stagione appena passata non poteva che essere un tripudi Giacomo dio di emozioni e successi. La premiaBelli zione avvenuta al Motorsport Expotech di Modena Fiere ha suggellato nuovamente il talento del nostro Niko premiato da personalità quali Marco Ferrari (segretario Csai) e Giancarlo Minardi. Un palcoscenico da vip per il piccolo aretino assieme ai migliori piloti italiani di ogni età e categoria. Un campionato che lo ha incoronato campione regionale affatto privo di momenti difficili: «Il passaggio alla categoria Mini è stata più dura – ci spiega Andrea, il padre del giovane talento nostrano: – Niko dopo aver iniziato bene posizionandosi primo assoluto a Teramo ha dovuto superare un trauma: un brutto incidente nella pista di Viterbo. Ho notato la sua delusione e demoralizzazione. Nelle gare successive si notava questo suo timore nel sorpasso ma ben presto se lo è lasciato alle spalle, un posizionamento positivo via l’altro». Forte di una buona prestazione in una competizione italiana con ragazzi molto più grandi di lui, Niko è già proiettato al prossimo campionato che si disputerà nelle piste di Abruzzo, Molise e Emilia Romagna. Nella mente del padre Andrea rimarrà scolpita anche questa bella soddisfazione di vedere il figlio primo tra i più grandi del volante: «Niko era emozionato ma ho notato anche una sua maturazione. Era, come dire, più professionale. Certe volte pensi a queste cose e sembra di vivere un sogno». Proprio il sogno di Niko, ancora incerto tra rally o Formula 1, curva dopo curva, vittoria su vittoria, pare sempre più concretizzarsi.


Gianfranco Bertini, una vita per l’arbitraggio di Marco Cavini

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ianfranco Bertini ha dedicato agli arbitri e all’arbitraggio tutta la sua vita. È dunque naturale che in questi giorni in tanti ne abbiamo pianto la scomparsa e abbiano sentito un forte senso di vuoto ripensando a questo valente sportivo, attento dirigente, uomo di profonde doti umane. Sono passati 57 anni da quando Gianfranco, appena ventenne, decise di diventare un arbitro della sezione Aia di Arezzo. In questo lunghissimo lasso di tempo è arrivato in Serie A, ma soprattutto è stato un punto di riferimento per centinaia di giacchette nere aretine che si sono confrontate con lui, ne hanno ricevuto un sorriso, un consiglio, uno stimolo, a volte un rimprovero, sicuramente un esempio. La forte influenza di Gianfranco è testimoniata dai suoi stessi figli, Paolo e Francesco, entrambi capaci di calcarne le orme arrivando fino alla Serie A, uno come arbitro di calcio e l’altro come preparatore atletico. Arbitro Benemerito e Cavaliere della Repubblica, la sua è una storia che sicuramente merita di essere ricordata. Gianfranco debuttò come arbitro nel 1957, anche se all’apice della sua carriera vi giunse come guardalinee. Con la bandierina in mano nel 1972 scese in campo in Brescia-Brindisi, la prima delle sue 98 partite di B, prima dello sbarco nella massima serie nel 1974 in CagliariTorino, insieme a due compagni con cui ha condiviso decine di partite: Giovanni Parati di Arezzo e l’arbitro Gino Menicucci di Firenze. In Serie A Gianfranco vi resta fino al 1984, totalizzando 97 partite e diventando uno dei migliori guardalinee italiani. Appese le scarpette al chiodo, per due anni ha svolto la mansione di commissario di campo per la Lega di Serie C, prima di tornare a disposizione della sezione di Arezzo tra il 1987 e il 1991 come delegato tecnico. La bontà del suo lavoro gli vale la “promozione” come componente della Commissione Regionale Toscana, ruolo che ricopre dal 1992 al 1999, fino a che il nuovo presidente della sezione di Arezzo, Carlo Polci, non lo chiama al suo fianco come vicepresidente vicario. Un incarico che Gianfranco ha ricoperto per quasi un decennio, accogliendo centinaia di giovani arbitri, accompagnandone la crescita passo dopo passo e contribuendo con impegno e passione a fare di Arezzo una delle migliori sezioni d’Italia. Sezione che dalla settimana passata si ritrova più povera.

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“A testa alta”, presentato il romanzo sulla vita di Lauro Minghelli

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erano Serse Cosmi e Francesco Graziani. C’erano i genitori Italo e Graziella. C’era una delegazione dell’Us Arezzo. C’erano i tifosi della sua curva. C’erano un centinaio di persone che hanno affollato l’auditorium dell’Arbitro Club. Tutti uniti per ricordare Lauro Minghelli a dieci anni esatti dalla sua prematura scomparsa. L’occasione è stata fornita dalla presentazione del libro A testa alta, romanzo che ripercorre la straordinaria e sfortunata vita dell’ex calciatore di Torino e Arezzo. Il libro si sviluppa attraverso la storia di un ragazzo che, con un contagioso sorriso e un’in-

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Serse Cosmi e Francesco Graziani hanno ricordato la straordinaria e sfortunata esperienza di Minghelli nata voglia di vivere, è riuscito per due volte a entrare nei cuori dei tifosi e della città di Arezzo: prima indossando la maglia amaranto nella squadra di Cosmi, poi combattendo contro un avversario molto più ostico, come la Sclerosi Laterale Amiotrofica. Scritto da Andrea Lorentini, Luca Stanganini e Katia Zeffiri, il romanzo rende immortale la memoria di un uomo che, nonostante la terribile malattia, ha sempre vissuto a testa alta, affrontando il triste destino con dignità, fierezza e facendo forza a chi gli stava vicino. «Il libro rende onore a una persona eccezionale – ha affermato un commosso Graziani durante la presentazione. – Tutti coloro che non hanno avuto la fortuna di conoscere Lauro, ora potranno godere dell’immensa possibilità di leggerne la storia e apprezzarne l’incredibile lezione che ci ha lasciato in eredità». Il romanzo, edito dalle Edizioni Giorgio Vasari e realizzato con il patrocinio del Comune di Arezzo, è già in distribuzione nelle principali librerie ed edicole della città e della provincia; per ulteriori informazioni è possibile scrivere una mail a ufficistampa.egv@gmail.com. Marco Cavini


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Scoiattoli 2005, 40 partite per amare la pallacanestro

ltre 40 partite per far appassionare i bambini alla pallacanestro. Gli Scoiattoli del minibasket “Nova Verta” della Scuola Basket La squadra del minibasket “Nova Verta” della Sba Arezzo stanno vivendo una stagione all’insegna dell’entusiasmo sta vivendo una stagione ricca di appuntamenti e del divertimento, con decine di partite che permettono loro di giocare e maturare tanta esperienza con i coetanei di società di tutta la provincia. Tra tornei e campionati, le gare in cui sono impegnati i 18 bambini del 2005 degli Scoiattoli sono caratterizzate da un elemento fortemente educativo perché, al termine di ogni incontro, non conta il risultato ma esclusivamente lo spirito con cui i piccoli talenti della Sba sono scesi in campo. Ogni partita è infatti un’occasione di festa in cui la pallacanestro è lo strumento per stringere amicizie e, soprattutto, per apprendere i più sani valori dello sport. «Gli Scoiattoli vivono il basket come un vero e proprio gioco – spiega l’istruttore Michele Roggi. – Le tante partite giocate non Il roster degli Scoiattoli 2005 hanno né vincitori né vinti, ma rappresentano preziosi momenti per Luca Asprella Libonati crescere e imparare fin da piccoli i principi dello sport come il fair Giacomo Caldora play e il rispetto del compagno e dell’avversario. Alessandro Caneschi Il gioco e il divertimento sono proprio i due pilastri che ci permetTommaso Capacci tono di far appassionare i bambini alla pallacanestro». La passione Lapo Castigli ricercata da Roggi è sbocciata rapidamente in questi atleti che, di Matteo Cherici partita in partita, hanno dato vita a una squadra sempre più unita Riccardo Cincinelli e affiatata. Claudio Maddaluno Tale spirito ha permesso di integrare rapidamente i tanti nuovi atSamuele Marcantoni leti che hanno iniziato a giocare da pochi mesi e sono entrati in un Francesco Merante gruppo costituito ormai da qualche stagione. Davide Miotti Ad assistere Roggi nel doppio allenamento settimanale sono preFilippo Mori senti pure Francesco Calzini e Riccardo Tortorizio, due giovani gioGianmarco Nocenti catori della prima squadra che stanno mettendo la loro esperienza Riccardo Nocentini al servizio dei bambini del vivaio. Riccardo Pratesi «Ancora è presto per valutare le potenzialità di questi atleti - agAmani Serge Rossi giunge il tecnico. - La pallacanestro che proponiamo Elimu Stefano Rossi agli Scoiattoli è rudimentale, perché non affrontiamo Filippo Sacchini tecniche o tattiche ma ci limitiamo a un’attività moCesare Salvi toria e a semplici esercizi con la palla per migliorare Francesco Tersillo la corsa, la coordinazione e i riflessi».

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presso

centro sport chimera

L’Acqua Gym si unisce all’aperitivo: ecco l’Aperigym

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all’inedita unione tra fitness in acqua e aperitivo nasce l’Aperigym, la più innovativa attività proposta all’interno del Centro Sport Chimera. L’iniziativa, organizzata dalla Sport3 nell’ultimo venerdì di ogni mese alle 20.15, si struttura in due momenti, con la lezione in piscina dell’Acqua Gym seguita da un aperitivo offerto dal bar del Palazzetto del Nuoto aretino. Al costo di soli 5 euro sarà dunque possibile vivere in una sola volta sia i benefici di un’attività sportiva sia il piacere del passare un po’ di tempo insieme a bere e mangiare. «Si tratta di una formula innovativa e divertente che ha già trovato il consenso di persone di tutte le età – spiega Marco Magara, direttore tecnico del Centro Sport Chimera. – Il binomio tra fitness in acqua e aperitivo risponde infatti alla doppia esigenza di praticare un’attività sportiva e, allo stesso tempo, passare un venerdì sera diverso in compagnia dei propri amici al costo scaccia-crisi di 5 euro». Il perno dell’iniziativa è ovviamente l’Acqua Gym, un’attività che può essere praticata in qualsiasi stagione dell’anno e da persone di tutte le età, anche da chi non sa nuotare perché le lezioni, pur essendo interamente in acqua, si svolgono nella piscina media a un’altezza di 1,20 metri. Il fitness acquatico è una disciplina aerobica che prevede principalmente esercizi a corpo libero, integrati dall’utilizzo di piccoli attrezzi (tubi, manici, cavigliere…) che, creando una maggiore resistenza, aumentano l’intensità dell’attività. L’utilizzo degli attrezzi e le caratteristiche proprie dell’ambiente acquatico consentono agli istruttori di proporre lezioni ed esercizi sempre diversi e nuovi, con un’attività cadenzata e resa ancor più divertente dal costante sottofondo musicale. «Nell’Acqua Gym – conclude Magara – i vantaggi del fitness si uniscono agli effetti benefici dell’acqua, un ambiente in cui il corpo è immerso e con cui interagisce permettendo di tonificare i muscoli, riattivare la circolazione sanguigna, migliorare la coordinazione e la motricità, bruciare le calorie in eccesso e dimagrire». Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi alla segreteria del Centro Sport Chimera in viale Gramsci 7, visitare il sito www.centrosportchimera.com, chiamare o scrivere un sms a Marco Magara al 347/42.49.641.

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