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in copertina

Quintana d’Inverno

S

i è svolta ad Arezzo nei giorni di sabato 30 novembre e domenica 1° dicembre, presso gli impianti dell’Arezzo Equestrian Centre, la prima edizione della Quintana d’Inverno, manifestazione di chiusura della stagione giostresca-quintanara 2013, organizzata dalla Commissione del Comitato Regionale Toscano dell’Area Eventi Storici di Tradizione della Fose. La manifestazione ha raccolto un notevole successo e, nonostante si sia svolta in non perfette condizioni atmosferiche (nebbia e vento l’hanno in parte condizionata), l’evento ha ricevuto il plauso da tutti i partecipanti, che sono stati numerosi e importanti. Ha parlato con noi dell’ iniziativa il responsabile eventi della Commissione Regionale Toscana Roberto Parnetti. continua a pag. 14

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di Alessio Segantini

Il responsabile Roberto Parnetti ci racconta tutti i dettagli

Quintana d’inverno

[segue da pag. 13]

«Questo appuntamento – sottolinea Parnetti – ha fatto seguito alla Quintana di Primavera che si è svolta nello scorso mese di aprile. L’evento è riuscito a superare i numeri della precedente iniziativa, richiamando ad Arezzo tanti dei più forti cavalieri del panorama nazionale per una due giorni davvero spettacolare. Insieme a Goffredo Pasquini, altro responsabile eventi, ci siamo adoperati perché andasse tutto bene, e si può dire che i riscontri organizzativi che abbiamo ottenuto per questa prima edizione sono stati ottimi. La particolarità di questo evento storico è stata che i partecipanti che avevano la residenza sportiva in centri della Toscana, avrebbero lottato per la vittoria del primo Trofeo Toscano di Eventi Storici e Tradizione, la cui premiazione è avvenuta nel Gran Galà dell’Equitazione Toscana. Nelle tre categorie (Giovani, Amazzoni e Brevettati) solo una medaglia non è stata vinta da un cavaliere di Arezzo, cosa che ci fa capire quanto ancora in Toscana possiamo vantarci di essere i numeri uno del settore, con una grande tradizione e un altrettanto grande vivaio di giovani. Infatti, a vincere nella categoria dei cavalieri brevettati, è stato Luca Veneri, con Filippo Fardelli secondo e Marco Cherici terzo. Nella categoria Amazzoni, invece, si è verificato il successo di Chiara Navarra, seguita nell’ordine da Erika Cherici e Francesca Giacomoni. L’unica medaglia non aretina è stata conquistata Quintana d’Inverno, la premiazione da Aurelio Nencini, classificatosi terzo nella categoria durante la serata di gala “ludico-addestrativa” dietro a Niccolò Paffetti e a Niccolò Parnetti. La manifestazione – conclude Parnetti – si è svolta nell’Arena Petrarca e Arena Dante (campi in sabbia silicea) dell’Arezzo Equestrian Centre, ed è stata articolata su quattro gare di cui due riservate a dimostrazioni ludiche per amazzoni e giovani promesse, e due per cavalieri su di un percorso a otto. Alla fine dell’evento tutti si sono detti soddisfatti e si sono dati appuntamento al prossimo anno, motivo che ci dà grande soddisfazione e che già ci proietta alla realizzazione in maniera ottimale della prossima quintana». In questo modo, Arezzo si conferma una delle capitali italiani dello sport equestre e soprattutto delle rievocazioni storiche. Ma quel che più conta, oltre allo straordinario bottino conquistato dai cavalieri aretini, è stata l’affluenza di persone che sono accorse nel nostro territorio da ogni parte d’Italia per prendere parte a questa manifestazione, che, nonostante fosse alla sua prima edizione, ha raccolto un ottimo successo in termini numerici.

Spedizioni in tutto il mondo!

Quintana d’Inverno, la premiazione durante la serata di gala

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via Guadagnoli 37 0575/302676


Donne e sport: è l’ora di cambiare marcia!

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o sport è ben più di una mera pratica fisica. Esso è il riflesso di una società, di una cultura, di un tempo storico-politico peculiare. Abbiamo già visto come nei piani alti di Giacomo delle società sportive rimangano arroccate, nella stragrande maggioranza, gerarchie Belli composte da soli uomini. Un dato che rivela, evidente come una radiografia relazionale del tessuto sociale, la forte distanza di genere che ancora caratterizza il nostro Paese. Le donne sembrano come escluse da questo contesto poiché ancora ritenute numi tutelari del sacro focolare domestico: esse non possono avvicinarsi ad ambiti che, nell’immaginario comune, sono stati di esclusiva prerogativa maschile. Gestire una società sportiva, autentica invasione di campo, sottrarrebbe loro tempo per l’accudimento dei figli, per la spesa, per stare dietro ai fornelli. Stereotipi concretizzatisi in stili di vita che privano, più o meno inconsciamente, le donne della libertà di poter accedere a posizioni di vertice. Una realtà evidente nello sport così come nei vari contesti lavorativi. Stefania Magi, assessore per le Pari Opportunità, sensibile alla questione, pare cogliere la problematicità di tale ferita sociale indagandone le cause: «Lo sport è lo specchio di una società. Come in politica, anche le donne, in questo caso ai vertici delle società sportive, hanno dovuto lottare e dovranno continuare a farlo per potersi fare spazio e apportare le proprie idee e conoscenze. È un aspetto necessario per il cambiamento». La Magi intuisce le tendenze ambivalenti di tale processo: «Mi pare di cogliere un’attitudine delle donne ad autoescludersi in un contesto in cui si ha una visione negativa del potere inteso come egoistica affermazione di sé. Esse devono capire che il potere è uno strumento di servizio». Dall’altro, prosegue l’Assessora: «È vero che le donne sono abituate a un ruolo di conciliazione nella vita famigliare. Le donne devono poter uscire da questa impasse, cambiare tali rigide regole, e portare il proprio valore aggiunto anche in ambiti nuovi come quello sportivo». Bucare questa pesante cortina, tessuta dagli uomini a scapito delle donne mediante una serie infinita di violenze, rette su tradizioni che odorano ancora di naftalina, stereotipi rattoppati ma oramai desueti, paure rinchiuse in un cassetto alla rinfusa, rappresenterebbe una rivoluzione copernicana per la società tutta. Lo sport rientra pianamente in questo campo di battaglia e presenta quelle istanze di cambiamento che stanno insinuandosi in un sistema patriarcale sempre più instabile e infecondo. Per questo, la partita è tutta da giocare. una delle rare donne presidentesse aretine: Paola Salvi dei Lions

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La società di Rigutino da anni promuov

Black Monkeys S.T.A sinonimo d’onestà

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nestà. È questa la parola chiave del soft air, una disciplina sportiva che, negli ultimi anni, sta prendendo piede in Italia e soprattutto in Toscana raggiungendo, a livello di adesioni, numeri da record. Talvolta travisato perché considerato alla stregua di una mera simulazione di guerra, aggressiva e violenta, il soft air è in realtà molto di più, un vero e proprio mix di disciplina, condivisione e vita all’area aperta. A raccontarlo sono i Black Monkeys S.T.Ar., un’associazione sportiva di Rigutino che da anni promuove il soft air nella provincia d’Arezzo. Nati cinque anni fa da un gruppo di amici già attivi all’interno del settore, da tempo i Black Monkeys si battono per veicolare una più giusta interpretazione di questo sport e dei suoi valori, allenandosi nei boschi dell’Aretino e partecipando a tornei sparsi in tutta Italia. «Capita spesso che le persone vedano il soft air come una pratica guerrafondaia – spiega Andrea Venerandi, presidente e parte attiva della società aretina. – In verità ci troviamo di fronte a uno sport aperto che unisce coniuga l’attiva fisica, la voglia di condividere nuove esperienze con gli amici e il contatto con la natura». Una disciplina che tutto sembra, tranne che una pratica dannosa e aggressiva. Ma come funziona davvero? «Il soft air regala emozioni e divertimento e si fonda sui valori fondamentali della vita quotidiana, in primis su sincerità e onestà nei confronti di compagni e avversari – continua Venerandi. – L’obiettivo di ogni incontro è la conquista di un luogo o di un vessillo per cui ci si affronta con strategie di attacco e difesa. I nostri fucili sparano pallini che non macchiano. Chi viene colpito deve dunque dimostrarsi onesto e ammetterlo, dichiarandolo al gruppo ad alta voce». Dal primo nucleo di appassionati, i Black Monkeys sono oggi una delle più frequentate società della zona: conta 20 soci costanti ed è affiliata alla Fisa (Federazione Italiana Soft Air). «Il soft air è davvero uno sport per tutti – spiega il vicepresidente Giuseppe Salvi. – Si può praticare dai 18 anni in su. Ovviamente ci si muove molto quindi è fondamentale essere in buona salute, soprattutto sul versante motorio. Ma giochiamo in condizioni di totale sicurezza, utilizzando delle protezioni, come ad esempio degli occhialini. Nel soft air si sviluppa inoltre la disciplina e la tattica personali, che emergono soprattutto quando il gioco di squadra si fa fluido». Ma i Black Monkeys hanno anche oltrepassato i confini locali prendendo parte a più rinomati tornei nazionali. «Siamo arrivati secondi alla I edizione del Black Dalila, quarti al Resident Evil e ci siamo classificati per due anni consecutivi al Chronos – racconta Giacomo Meoni. – I tornei si svolgono secondo varie modalità. Talvolta prevedono una vera e propria scenografia curata nei dettagli con tanto di personale mascherato, come nel caso del Resident Evil che riproduce l’intero contesto del famoso videogame. Alcuni tornei durano anche un paio di giorni, con varie sessioni di giochi, poche ore disponibili per riposarsi e la possibilità di accamparsi direttamente nei boschi». Gli allenamenti sono ovviamente efficaci, ma rappresentano anche

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ve l’evoluzione del soft air nell’Aretino

Ar., il nostro soft air è di Elettra Fiorini

un’occasione per passare del tempo in compagnia all’aria aperta. «Ci alleniamo la domenica mattina – illustra Fabio Arena, altro membro del club. – I siti d’allenamento possono comprendere aree puramente boschive ed edifici abbandonati. Ovviamente bisogna sempre comunicare alle forze dell’ordine il luogo esatto dove decidiamo di giocare. Attualmente disponiamo di un campo di nostra costruzione fortemente innovativo, con tanto di strutture quali trincee e trivelle. È importante comunque rispettare sempre la natura quando si gioca all’aria aperta. Noi utilizziamo pallini biodegradabili e ripuliamo sempre i luoghi dove ci stabiliamo per salvaguardare l’ambiente». Una realtà, quella della soft air, profondamente sana che si fonda sull’amore per la natura, lo sport e l’aggregazione sociale, facendosi portavoce di qualità, valori e ideali che, dal gioco, si riflettono nella quotidianità di ognuno di noi.

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Le difficoltà economiche non hanno della storica associazione aretina

Arci Pesca Fisa, g budget limitati

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randi risultati sportivi e sociali a budget limitati. L’Arci Pesca Fisa di Arezzo traccia un bilancio positivo dell’ultima stagione ma lamenta anche risorse economiche sempre più scarse, che hanno necessariamente frenato l’attività della pesca aretina. Di tutto questo ne parliamo con Alfredo Rondoni, il presidente che anche nel 2014 guiderà un’associazione che fa oggi affidamento su circa 500 tesserati in tutta la provincia di Arezzo. Rondoni, partiamo dai risultati positivi: siete reduci da una stagione di grandi soddisfazioni. «Siamo entusiasti perché una nostra società, la Nuova Terranuovese Colmic, ha conquistato il titolo regionale arrivando prima al campionato toscano di pesca a box. Si tratta di un traguardo storico perché mai, prima d’ora, una realtà della nostra provincia aveva trionfato nella più importante manifestazione regionale dell’Arci Pesca Fisa. A questo successo si aggiunge la vittoria nel campionato interprovinciale Arezzo-Siena, una manifestazione in cui i pesca-sportivi aretini si sono piazzati ai primi tre posti assoluti della classifica. Questa collaborazione con Siena, che rinnoveremo anche per il 2014, ci ha permesso di proporre tante belle gare capaci di coinvolgere i migliori pescatori delle due province sulle sponde dell’Arno di Laterina e dell’Arbia». Un altro motivo d’orgoglio è l’apertura invernale della pesca sul Corsalone. «Ci siamo impegnati per fornire la possibilità di pescare anche d’inverno. Dopo il primo esperimento del 2012, quest’anno abbiamo garantito la pesca sul torrente Corsalone dal 1° ottobre al prossimo 31 gennaio, con un’apertura no kill che ha riscontrato i favori di centinaia di appassionati. Per la nostra associazione questo comporta un importante impegno per ripopolare il fiume e vigilare sul rispetto delle norme, ma siamo felici di offrire questo ulteriore servizio». Con il 2013 si è chiuso il progetto per la pesca di selezione al Siluro promosso con la

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o frenato l’attività sportiva e sociale

grandi risultati a di Marco Cavini

Provincia di Arezzo: qual è il bilancio? «Nell’ultimo biennio abbiamo formato 250 pescatori per monitorare e contenere la presenza del pesce Siluro nei fiumi e nei torrenti della provincia di Arezzo. Il pericoloso predatore ha invaso l’Arno e, razziando tutto ciò che trova sul proprio fondale, sta mettendo a repentaglio l’intero ecosistema fluviale aretino, dunque abbiamo promosso un progetto per arginarlo e salvare i nostri fiumi. I pescatori abilitati alla pesca di selezione hanno già mostrato la bontà di questa iniziativa eseguendo molte catture di Siluri, dunque abbiamo chiesto alla Provincia una delega per continuare a impegnarci in questo progetto». Quali sono stati, invece, gli aspetti negativi dell’ultimo anno? «Collaboriamo con le Amministrazioni pubbliche per tanti progetti, dalla vigilanza ittica alla gestione dell’impianto ittiogenico di Carda, ma le istituzioni hanno sempre meno risorse da dedicare a queste tipologia di attività. I budget limitati ci hanno costretto a sospendere molte iniziative rivolte, soprattutto, ai bambini e alle scuole». Nel prossimo biennio avrete la responsabilità del campo di gara di Laterina. «Si tratta di un bell’impegno che richiede la disponibilità di tanti volontari per i servizi di manutenzione e vigilanza, ma ci siamo organizzati per portare a livelli d’eccellenza uno dei migliori campi di gara toscani». Quali saranno gli obiettivi per il 2014? «Innanzitutto ci impegneremo per migliorare quanto di buono fatto negli ultimi anni, dunque per confermarci sportivamente ai vertici della Toscana, rafforzare il servizio di vigilanza ittica, sviluppare il progetto di pesca al Siluro e ampliare l’apertura del Corsalone. Ci aspettiamo un supporto dalle istituzioni per arricchire il calendario di attività e gare per bambini e ragazzi, con più iniziative per promuovere la pesca e sensibilizzare all’ambiente ittico. Continueremo a sfruttare ogni nostra risorsa per garantire una proposta di qualità che coinvolga persone di tutte le età».

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Stella Azzurra, una stagione in cima a ogni classifica

di Marco Cavini

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ue primati e un terzo posto confermano la Stella Azzurra al top del calcio femminile toscano e italiano. La società aretina ha iniziato il nuovo anno nel migliore dei modi, con tre risultati positivi ottenuti domenica 12 gennaio che hanno lanciato tutte le sue formazioni, dalla prima squadra alle Giovanili, ai vertici dei rispettivi campionati. Il pareggio è arrivato in Serie B, con la Stella Azzurra rincasata dalla difficile trasferta sul campo romagnolo del Castelvecchio con un positivo 0-0 grazie al quale la squadra di mister Massimiliano Pedalino mantiene il terzo posto della classifica. Questo risultato ha permesso alla Stella Azzurra di rimanere l’unica squadra imbattuta dell’intero campionato e, soprattutto, di poter vantare – con appena 6 reti subite – la miglior difesa tra le 69 realtà italiane impegnate nei campionati di Serie A e Serie B. «Questi record – afferma il direttore generale Claudio Chiarini – sono un ulteriore

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tassello di una stagione trionfale in cui, da matricola del campionato, ci stiamo dimostrando capaci di rimanere ai vertici della classifica e tener testa a ogni avversario». Ancora meglio hanno fatto le squadre del settore giovanile della Stella Azzurra, con Juniores e Giovanissime al comando dei rispettivi campionati regionali. La vera sorpresa sono le Juniores di Elena Bruno, protagoniste contro il Livorno di una devastante prova di forza, una vittoria 10-1 con cui raggiungono il Perugia in vetta alla classifica. La Stella Azzurra, al suo primo anno nella competizione, sta dunque compiendo una vera e propria impresa, dando filo da torcere a storiche corazzate come il Firenze o lo stesso Perugia, e giocandosi fino all’ultimo una storica vittoria del campionato. Una conferma arriva invece dalle Giovanissime di Paolo Acquisti che, piegando per 6-0 lo stesso Livorno, hanno portato a +4 il vantaggio sulle inseguitrici, lanciando una vera e propria volata verso il loro secondo titolo regionale consecutivo. «Era impossibile iniziare meglio il nuovo anno – conclude Chiarini. – Tutte le nostre squadre sono stabilmente ai vertici dei loro campionati, regalando soddisfazioni al presidente Otello Acquisti, alla società, ai tifosi e, soprattutto, all’intera città di Arezzo, che siamo orgogliosi di rappresentare in tutta Italia con questi grandi risultati».


Arezz Sport 176