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in copertina

Volley Arezzo

l Volley Arezzo sta collezionando grandi successi. Si sta muovendo con passi da gigante nel mondo della pallavolo, portando alta la bandiera della nostra città. Con una squadra maschile di Serie C che primeggia all’interno della categoria e un settore giovanile che permette agli atleti di crescere sportivamente in modo sano, la pallavolo targata Volley Arezzo ha iniziato la propria stagione nel migliore dei modi. Gli ingredienti ci sono tutti: un ambiente educativo, giocatori preparati e determinati, obiettivi ben chiari e tanta passione per lo sport. «La stagione è partita benissimo sotto tutti i punti di vista – racconta Luciano Berni, vicepresidente della società. – La squadra maschile di Serie C sta portando a casa grandi risultati. Sette vittorie in sette partite con un solo set perso nel match della scorsa settimana. Sono tre anni che questo gruppo arriva ai play-off e l’anno scorso non ce l’abbiamo fatta per un soffio, inciampando proprio sull’ultimo ostacolo. Per adesso

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Una Serie C maschile che procede a gonfie vele e tanta voglia di promuovere lo sport fatto con il cuore

Volley Arezzo: riscopriamo la pallavolo [segue da pag. 13]

stiamo lavorando bene grazie anche alla presenza di allenatori di ottimo livello, che sostengono i nostri atleti sia sotto il profilo tecnico sia sul piano della crescita personale». La Serie C può infatti contare su un gruppo di giocatori compatto e coeso, che durante l’estate è stato ulteriormente rafforzato da alcuni inserimenti strategici, provenienti da categorie superiori, che stanno ampiamente contribuendo a questo tappeto di vittorie. Non possiamo non citare l’ex Chiusi Giacomo Bastianini, l’aretino doc Stefano Maggini e Filippo Scortecci, cresciuto nel Volley Arezzo – continua Berni. – Sono tutti giocatori con alle spalle diverse esperienze in Serie B, di carattere e ben strutturati dal punto di vista fisico, che aiutano e aggiungono valore alla squadra». Ma ciò che veramente colpisce del Volley Arezzo è l’obiettivo che da anni persegue tenacemente; un obiettivo che esce dai confini del campo da gioco per raggiungere il cuore degli aretini, ricordando che a muovere lo sport è prima di tutto la passione di chi di Elettra Fiorini lo vive. «Il Volley Arezzo, il Saione Pallavolo e il Rigutino Volley sono tre società mosse da un desiderio comune: far riscoprire agli aretini il piacere della pallavolo – spiega il Vicepresidente. – Il volley è una delle poche realtà sportive aretine che primeggia nel proprio campo. Eppure spesso la gente preferisce leggerne sui giornali che godersi il vero spettacolo della pallavolo. Stiamo raccogliendo grandi soddisfazioni e siamo contenti che il nome di Arezzo cominci a dire la sua anche fuori dalla provincia, ma vorremmo vedere più partecipazione, riuscendo magari a riempire il PalaItis dove giochiamo gli incontri casalinghi». Un desiderio più che legittimo se teniamo in considerazione il fatto che il Volley Arezzo potrebbe tentare il grande salto. «Lavoriamo per raggiungere un duplice traguardo: riuscire ad avvicinare e formare un numero sempre maggiore di giovani perché abbiano l’opportunità di crescere in modo sano, e approdare in B2. È nostra intenzione cercare anche una qualche forma di sostegno economico, perché i costi di una Serie B sono impegnativi e sfiorano livelli semi-professionistici. Entrare nel circuito nazionale gioverebbe inoltre alla città portando movimento e benefici, ad esempio al turismo e al sistema alberghiero. Finora ciò che abbiamo costruito lo abbiamo fatto contando unicamente sulle nostre forze, mossi dall’amore per lo sport». Un amore per cui il Volley Arezzo si batte da sempre.

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IL PODIO DI NOVEMBRE

Tante belle vittorie per i giovanissimi del judo e della lotta posto: Judo Ok Arezzo e Chimera Lotta Il primo posto del podio di novembre se lo dividono due società: il Judo Ok Arezzo e la Chimera Lotta. Particolarmente importante è stata l’affermazione dell’Ok Arezzo che, dopo quattro anni di digiuno, è tornato a vincere il JudoGiocando, manifestazione regionale sviluppata su quattro gare in cui i giovani judoki di tutta la Toscana si sono sfidati. Per la società aretina si è trattato di un vero e proprio dominio, perché si è aggiudicata il primo posto nella categoria Ragazzi con Filippo Soresi e, addirittura, i primi due posti nella categoria Fanciulli, con William Santini e Luca Lombardi. La Chimera Lotta ha invece partecipato al Campionato Toscano di lotta stile libero. Tra i Giovanissimi sono arrivate ben sei medaglie d’oro con Riccardo Andrei, Nicola Fiumi, Matteo Nicosia, Mattia Paionni, Riccardo Paionni e Francesco Stopponi, un argento con Carlo Storri e un bronzo con Alessandro Glave; tra i Senior Riccardo Glave si è aggiudicato il titolo, mentre Filippo Trombetta ha concluso con un ottimo terzo posto. posto: Benedetta Cuneo Benedetta Cuneo torna con una bella medaglia d’argento dalle Gymnasiadi, il campionato mondiale studentesco in programma a fine novembre a Brasilia (Brasile). L’atleta aretina, in forza all’Atletica Firenze Marathon, si è confermata tra le migliori al mondo nel salto triplo, arrivando seconda con un ottimo salto di 13,27 metri, preceduto solo da quello della brasiliana Soares. posto: Andrea Corsi e Alessandro Dragoni, soft dart Il soft dart aretino si conferma su altissimi livelli. Dal 15 al 17 novembre, a Trevi, le finali del campionato nazionale doppio di Serie B hanno visto un autentico dominio della città di Arezzo, con due coppie di atleti capaci di piazzarsi ai primi due posti assoluti della classifica. Ad aver centrato il tricolore sono stati Andrea Corsi e Alessandro Dragoni, che in una finale tiratissima hanno avuto la meglio sui loro avversari e compagni di squadra Samuele Dini e Milo Cutini, stabilendo un primato senza precedenti: è la prima volta che una coppia di aretini riesce a ottenere il titolo di campione nazionale. Marco Cavini

Judo Ok Arezzo

Chimera Lotta

il soft dart aretino

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Si chiamano punti di vista è gente che, se ricevi uno schiaffo, te la fanno passare come se fosse una carezza data con più velocità. E c’è gente, vedi il presidente Ferretti, che se pareggi due partite di fila in zona Cesarini, ti fa credere di essere soddisfatto, con tanto di comunicato, dell’operato della squadra e del proprio allenatore. Ma qua, forse, più che di punti di vista stiamo parlando di tentativi di difendere ciò che si è scelto ma che non sta producendo i frutti sperati. Quasi al giro di boa del campionato, il vascello amaranto che si immaginava navigasse a vele spiegate, in realtà si sta perdendo in mezzo all’oceano della confusione e il vecchio adagio che “non esiste vento favorevole per chi non sa dove andare” calza alla perfezione. Pistoiese a + 5, Foligno che tiene botta e Pianese che ci precede. Mezzanotti e dintorni iniziano a stare come d’autunno sugli alberi le foglie. Doveva essere uno squadrone capace di vincere sottogamba il campionato. Doveva. Vedremo e speriamo.

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Francesco DISANTO Scaltro e vispo, l’ex Scandicci si sta rivelando una lieta sorpresa nel centrocampo amaranto. Possiede dei limiti ma spesso riesce a nasconderli bene e altrettanto spesso esce dal campo dopo aver fornito una prestazione convincente. Contro il Foligno salva la baracca segnando, in mischia, il gol che non ripor-

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ta il sereno, ma almeno fa smettere di piovere sulla testa di Mezzanotti. Andrea CARMINUCCI L’ex Sambenedettese, è un classe 1995, e va ricordato. Oltretutto rappresenta l’Arezzo nella Nazionale di categoria. Per cui si tratta di un talento, potenziale prospetto da preservare e anzi cercare di mettere nelle condizioni migliori per dare il meglio di sé. Spesso i giovani vanno aspettati, gli va dato il tempo di migliorare anche attraverso prestazioni sottotono. I fischi e i mugugni non gli giovano di certo. Adnane ESSOUSSI Immaginate di essere nel Sahara senza acqua ma indossando un piumino d’oca. Bello da vedere ma utilità poca. Capirete l’involuzione occorsa nelle ultime giornate al buon Adnane; da bomber scelto delle prime giornate si ritrova nel ruolo di attaccante che, se la difesa tiene, ti garantisce lo zero a zero. Teso, impacciato, avulso, irriconoscibile insomma. Si è un po’ perso e va ritrovato, anche perché era l’unico a coprire le magagne. Luca Stanganini

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ecine di appuntamenti, centinaia di soci coinvolti, migliaia di partite giocate. Con l’anno che sta volgendo al termine, per il Circolo Tennis Giotto è giunto il momento di tracciare il bilancio dell’attività sociale svolta nel corso del 2013. A ripercorrere l’ultima stagione sono i consiglieri Riccardo Boncompagni e Filippo Niccolai che, in qualità di promotori e organizzatori degli eventi del Giotto assieme a Paolo Bigoni, si dichiarano pienamente soddisfatti della dimensione aggregativa e sociale vissuta dal circolo aretino. «È stato un anno ricco e intenso – affermano, – con tanti eventi, tornei, feste e appuntamenti che hanno coinvolto i i Runners del C.T. Giotto nostri 460 soci e le loro famiglie. Il Giotto è diventato un luogo di aggregazione per centinaia di persone che si ritrovano negli ambienti del circolo, partecipano con entusiasmo alle attività proposte e mantengono viva e forte la dimensione sociale». Tra gli eventi più sentiti c’è il trofeo sociale di tennis, una manifestazione che ha coinvolto un centinaio di atleti e a cui manca solo di giocare la finale tra il presidente Luca Benvenuti e Alberto Donati. È invece arrivato al termine il torneo “L’estate sta finendo”, un’iniziativa che ha visto trionfare la squadra con capitan Roberto Tiezzi, Andrea Nencioli, Francesco Pascuzzi e Mario Polvani. Ad arricchire l’attività sportiva sono state le prime Olimpiadi del Giotto, un evento che ha messo alla prova i soci in 12 diverse discipline sportive, i tornei di beach tennis e, soprattutto, i Runners, un gruppo di maratoneti che coltivano la comune passione per la corsa. Il fiore all’occhiello di quest’anno è stata però la “24 Ore” di tennis dedicata a Carlo Pini, un evento che ha visto sfidarsi ininterrottamente 48 tennisti nell’arco di tutta una giornata. «Questa iniziativa – aggiungono Boncompagni e Niccolai, – verrà riproposta il 27 e 28 luglio 2014, ampliata anche agli altri circoli cittadini e con una “12 Ore” riservata a bambini e ragazzi». Il Giotto non vive solo di sport e, a confermarlo, vi sono le tante cene, feste a tema e serate danzanti organizzate nei rinnovati locali della club house, che da qualche mese offre alle famiglie anche un servizio di baby sitting. A febbraio è invece in programma la settimana bianca, mentre – grande novità del prossimo anno – è la creazione di un gruppo di teatro a cura di Laura Masini. Tutte iniziative che sembrano promettere un bel 2014 per tutti Luca Benvenuti i soci del Ct Giotto.

C.T. Giotto, un circolo per decine di eventi

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a iniziato la pratica delle arti marziali circa dieci anni fa all’interno della scuola Zen Shin Club Kung Fu, guidata dal maestro Hermann Di Mauro, e si distingue subito per grande volontà e talento. Dopo pochi anni comincia a collezionare le prime vittorie a livello nazionale nel Sanda e nella Kick Boxe cinese. Nel Sanda passa professionista e ad aprile 2013 il primo incontro per il titolo europeo professionisti contro Davide Vicini viene interrotto per una ferita al sopracciglio. La sua preparazione continua sotto l’attenta guida di Di Mauro e il 16 novembre, ad Arezzo, conquista il titolo europeo professionista di Kick Boxing della I.T.K.A., vincendo contro Manuel Scorpioni. Tutto questo, unito a grande grinta, volontà e abnegazione, è Sokol Jakini, 27enne albanese ma aretino di adozione, che

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Sokol Jakini: il tempo è adesso Il campione europeo di kick boxing racconta il suo successo internazionale a metà novembre è diventato campione europeo di kick boxing. «È stata un’emozione più unica che rara. Ho vinto il titolo nella mia città adottiva, di Alessio con tutto il pubblico che mi Segantini sosteneva: è stato bellissimo. – Queste le parole di Jakini, che ha poi continuato: – All’inizio ero molto teso, sentivo addosso tutta la responsabilità e la pressione, così ho effettuato una prima parte di incontro soffrendo un po’ la tecnica e la velocità del mio avversario. Poi, però, ho preso il ritmo e mi sono scrollato via la tensione, cercando di pensare solo a ciò che dovevo fare per vincere. Applicando questi concetti, mi sono concentrato solo sul match e ho chiuso l’incontro nel secondo round, dove ho mandato al tappeto il mio avversario. Adesso l’obiettivo è mantenere la cintura di campione il più a lungo possibile: voglio difendere il titolo entro sei mesi, poiché sto bene fisicamente e psicologicamente e mi sento nel pieno delle forze. Sono certo che con il duro lavoro in palestra, seguendo i consigli dei miei allenatori e con la solita grinta e voglia di fare, la riconferma del titolo potrà essere un traguardo raggiungibile».

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Scoiattoli, tanti bambini nuovi per un’unica passione I piccoli atleti del 2006, guidati da Paolo Bruschi, sono la testimonianza della crescita della Sba ento nuovi atleti in pochissimi mesi. Questa prima parte di stagione ha sorpreso la Scuola Basket Arezzo che, dai 250 cestisti dello scorso anno, si è ora portata alle soglie delle 350 unità, con un inaspettato aumento di giocatori in tutte le categorie. Una delle squadre maggiormente rinnovate è quella degli Scoiattoli 2006 del Minibasket “Nova Verta”, formazione che ha visto quasi raddoppiare i propri bambini con tanti nuovi ingressi. Guidato dall’esperienza dell’istruttore Paolo Bruschi, il vecchio gruppo degli Scoiattoli ha accolto con gioia e entusiasmo tutti i nuovi compagni, integrandoli rapidamente e facendoli sentire parte importante della loro squadra. Roster Alla base di questo successo vi sono le modalità di allenamento utilizzate nel SCOIATTOLI 2006 Minibasket “Nova Verta” che, puntando esclusivamente sul gioco e sul divertiMatteo Biondini mento, permettono a ogni piccolo atleta di appassionarsi alla pallacanestro e Damiano Cheli allenarsi in un ambiente costruito a misura di bambino. Davide Ciuffoni «Poca teoria e tanto divertimento ci hanno permesso di aggregare un bel Stanghini numero di bambini – spiega Bruschi. – Gli Scoiattoli sono nati nel 2006 e sono Edoardo Crescioli ancora molto piccoli, dunque non insegniamo loro le tecniche e le tattiche Giorgio Di Gangi del basket, ma lavoriamo esclusivamente perché possano conoscere il loro Alessandro Dini corpo e crescere armoniosamente attraverso un’attività motoria e esercizi con Francesco Fantacchiotti la palla per migliorare la corsa, la coordinazione e i riflessi. Con questi semplici Gabriele Garbinesi strumenti permettiamo ai nostri giovani atleti di esprimersi e trovare la loro diMattia Lanucci mensione giocando con tanti amici, praticando un’attività sana e appassioNicola Luatti nandosi alla pallacanestro». Leonardo Moretti Oltre all’attività ludico-motoria svolta nella palestra di San Lorentino, i 16 Gabriele Panariello bambini degli Scoiattoli hanno già avuto modo di confrontarsi pure con i coFrancesco Pasquini etanei di altre società. In uno dei primi appuntamenti stagionali la squadra ha Matteo Polverini giocato contro la Mens Sana Siena una bella partita che, rigorosamente senza Michele Tavini punteggio e senza alcun agonismo, ha visto tanti piccoli cestisti vivere le granMirko Vagnuzzi di emozioni della prima gara di una carriera che li vedrà, un giorno, difendere i colori della prima squadra della Sba.

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La Chimera Nuoto mette in vasca bambini e genitori ome nell’ambiente terrestre il neonato ha bisogno del genitore per imparare a camminare, così in quello acquatico è importante l’esempio del genitore per imparare a nuotare. Questo è uno dei punti fermi che la Chimera Nuoto ha inserito nella propria didattica nei corsi di nuoto neonatali, rivolti a bambini da 0 a 3 anni. Organizzati presso il Centro Sport Chimera, i corsi di nuoto baby hanno come principale obiettivo lo sviluppo della sicurezza in acqua del bambino che, già a pochi mesi, impara a galleggiare e a muoversi in piscina: per raggiungere questi scopi viene utilizzato il Metodo Giletto, una metodologia certificata che garantisce l’apprendimento del nuoto in età precoce. Tutto questo nel nuoto neonatale avviene con la presenza costante e rassicurante del genitore, che sta in acqua con il figlio e funge da stimolo e supporto all’apprendimento. Uno dei punti di forza del Metodo Giletto è proprio il rapporto bambino-genitore che si crea nell’acqua, con il neonato che può contare su una relazione serena e costruttiva che gli permette di sentirsi a proprio agio anche in un ambiente diverso da quello terrestre. «L’acqua abbraccia il bambino – spiega Marco Magara, direttore tecnico della Chimera Nuoto, – e consente una comunicazione efficace che rende il rapporto con il genitore sincero, lineare e diretto: in piscina si ricrea la triade genitoriale ed è per questo che il nuoto baby coinvolge l’intera famiglia». Superati i tre anni, per il bambino si prospetta una doppia strada: o prosegue la scuola nuoto autonomamente nei laboratori acquatici o rimane nei er ottenere tutte le corsi con il genitore fino a 6 anni. informazioni necessaLa seconda possibilità è una delle novità di questa stagione, con i corsi rie è possibile recarsi alla dedicati a genitori e figli per imparare a nuotare insieme. In questo caso il segreteria del Centro ruolo dell’adulto sarà ancora più importante perché, con l’avanzare dell’età Sport Chimera in viale del bambino, deve essere un vero e proprio esempio in acqua e deve dunGramsci 7, chiamare lo que saper galleggiare e padroneggiare le più basilari tecniche del nuoto. 0575/35.33.15, inviare un Per permettere a tutti i genitori di essere in grado di svolgere questo compito, sms al 347/42.49.641 o la Chimera Nuoto organizza per ogni corso sei lezioni di nuoto gratuite rivolscrivere una mail a info@ te esclusivamente alle mamme e ai babbi dei bambini iscritti nella società chimeranuoto.it aretina.

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