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in copertina

Mastiff

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opo la grande ed entusiasmante crescita avvenuta negli anni scorsi, che nel giro di poco tempo l’ha portata a calcare i campi dell’IBL (Italian Baseball League), per la franchigia grossetanoaretina dei Bbc Mastiff Toshiba Grosseto è arrivato il momento di tirare le prime somme riguardo l’esperienza nella massima serie. Un’esperienza difficile contraddistinta da numerose sconfitte, ma allo stesso tempo importante, soprattutto se pensiamo all’avvenire della franchigia stessa, come possiamo capire dalle parole dal presidente dei Mastiff Danilo Biagioli: «Al di là dei risultati, abbiamo disputato fino ad adesso del buon baseball, che mi porta a giudicare positivamente la stagione fin qui disputata, soprattutto se pensiamo alla programmazione (in vista dell’IBL) sia societaria sia della squadra, avvenuta nel giro di pochissime settimane». Un’annata di apprendimento, dove i giocatori (dei quali molti sono aretini) stanno cercando di accucontinua a pag. 14

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Il presidente Danilo Biagioli ci parla della prima esperienza avuta sin qui in IBL e del futuro della franchigia grossetano-aretina

I Mastiff guardano avanti di Omero Ortaggi

[segue da pag. 13]

mulare maggior esperienza possibile, in modo da garantire un ulteriore salto di qualità al progetto della società aretina, che in questa stagione – come aggiunto dallo stesso Biagioli – «ha gettato le basi di partenza per un’esperienza in massima serie che continuerà anche nel 2014». Per questo l’obiettivo è migliorare, osservare e accumulare più esperienza possibile da qui alla fine del campionato, vissuto dai giocatori stessi come una grande occasione: «Per molti di loro è la prima stagione nel baseball che conta, ed è proprio per questo che il nostro intento è giocare e migliorare gara dopo gara, nonostante i risultati amari, senza mai sconfortarci. Adesso conta solo crescere e fare tesoro sia delle buone idee sia degli errori commessi». Fiducia e convinzione nei mezzi della società affiorano sensibilmente dalle parole di Biagioli, che giudica positivo il legame instauratosi con il Grosseto Baseball (unitosi ai Mastiff garantendo il proprio supporto tecnico e soprattutto logistico). Un legame che ha riportato l’IBL all’interno della città maremmana, attraverso una collaborazione – a detta dello stesso Biagioli – «funzionante nonostante le difficoltà». Ed è proprio nelle situazione difficili che la mentalità si tempra e si rinsalda, fino a diventare in grado di vincere. Perché nessuno nasce vincente, semmai lo diventa. E lo diventa grazie a una programmazione capace di guardare oltre la gara, proiettandosi nel futuro: «Abbiamo un gruppo con un valore tecnico importante, che vogliamo migliorare ulteriormente in vista dell’anno prossimo. Molto importante per noi è cercare di migliorare la programmazione, capitalizzando al meglio gli errori fatti. Per questo stiamo già lavorando in vista del 2014, in modo da sfruttare tutto il tempo a nostra disposizione e arrivare pronti per una nuova avventura in massima serie». Un’avventura della quale sono state già gettate le basi in questa stagione, in un’annata dove l’entusiasmo di una società e di una squadra entrambe coriacee, sarà decisivo nel delineare la strada per il futuro.

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L’alba di un giovane asso dei motori: Niko La Notte

lle volte lo di Giacomo sbocciare di Belli una passione assomiglia molto a un colpo di fulmine: basta uno sguardo e sei fregato. È stato così anche per Niko La Notte, classe 2004, enfant prodige aretino dei motori. Gli è bastato avvicinarsi a un go kart per non separarsene mai più. Caso strano però, aveva solo tre anni. Certo, aver chiara la propria strada sin da quell’età e sentire una passione bruciare dentro così ardentemente, significa solo che la velocità e il bisogno di adrenalina è un fattore genetico: ci si è nati. «Niko ha sempre dimostrato un certo feeling con questi mezzi – ci spiega Andrea La Notte, suo padre, colui che lo avvicinato con passione a questo mondo, e adesso suo “manager” e meccanico. – Aveva poco più di tre anni quando ha provato per la prima volta su pista in una scuola di go kart a Forlì. Dopo qualche altra prova, avevamo già capito che il ragazzo ci sapeva fare». Il senso di Niko per le corse non tarda a esplodere: «La prima gara è stata a Jesolo con un kart Delfini 35c.c. della Parolin Racing. Poco dopo è passato a un Birel Easykart 50 Training». I risultati fioccano da subito: alla prima uscita, Niko entra in finale nella gara internazionale di Castelletto di Branduzzo, a Pavia. Il 2012 suggella il talento aretino come forza indiscussa della categoria Easykart 50 con un tabellino di marcia impressionante: tutte vittorie e un secondo posto. «Il momento più emozionante – prosegue suo padre – è stato l’anno scorso nella gara di Cervia quando, partito dai box, è arrivato primo su 26 partecipanti». Per Niko, il 2013 è stato un anno di rodaggio nel Team romano Cik (CentroItaliaKorse): promosso nella categoria 60 Easykart, ha dovuto lottare ogni gara dentro e fuori la pista. Non è stata però, una stagione avara di riconoscimenti: «Al Trofeo invernale “Città di Siena”, nella categoria 60 Baby, Niko ha conquistato il terzo posto assoluto nella sua prima esperienza coi Top Kart. Nell’altro Trofeo Invernale, a Sant’Egidio alla Vibrata, a Teramo, si è classificato secondo assoluto, strappando un primo e un secondo posto nelle due manche». In aggiunta, è arrivato il premio dall’Aci Csai come miglior pilota più piccolo, un riconoscimento prestigioso che lo lancia ai vertici di tale sport. Le sorprese non finiscono qui: per il nostro pilota c’è in ballo la possibilità di correre per una casa costruttrice: «I test sono andati bene, aspettiamo una risposta entro la prossima settimana». Incrociamo le dita. Nonostante la giovane età, La Notte ha già ben chiara la sua strada: «Io sono suo padre e provo apprensione prima delle gare. Ma quando si infila il casco e scende in pista è come se entrasse in un’altra dimensione. È concentrato e grintoso. Lui già sogna gare di rally e la Parigi Dakar. La Formula 1 è l’altra sua passione, anche se, ahimé, il suo idolo è Wettel!». Di questo siamone certi: sentiremo ancora parlare di Niko, giovane talento del manubrio, amante della velocità e dei motori, già grande vincitore, capace di far calare la notte sui suoi avversari. L’alba di un nuovo campione.

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nel punto d’incontro tra natura, amore per la terra e passione per gli animali che nasce il Centro Ippico “Komote”, all’interno di una struttura che fonde pratica agricola, allevamento e attività sportiva per dar vita a un ambiente genuino come il nostro territorio. Ma la storia della Komote risale al 1950 quando la famiglia di Lorenzo Barbagli, l’attuale presidente del Centro, mette in piedi – a San Zeno – una piccola impresa agricola destinata a diventare, nel corso degli anni, un’azienda a indirizzo zootecnico con produzione diretta di uva, olio e cereali e un agriturismo, per aprirsi poi, nel giugno

Komote, alla riscoperta delle cose vere La Fattoria didattica, la scuola d’equitazione, l’innovazione: la giusta commistione tra sport e natura

del 2006, allo sport con la scuola di equitazione “Komote”, riconosciuta dalla Fise. Attorno al centro Komote ruota una filosofia particolare, capace di combinare attività e progetti di diverso stampo per creare un di Elettra universo genuino e autentico. «Komote non è Fiorini soltanto un’azienda, ma fa parte del circuito delle Fattorie Didattiche della provincia d’Arezzo – spiega Lorenzo Barbagli. – Ci piace considerarla una vera aula a cielo aperto, in grado di offrire a scuole e famiglie giornate a stretto contatto con la natura, instaurando così un dialogo vivace tra città e campagna». Tra le varie attività del centro, il vero fiore all’occhiello è la Scuola di Equitazione, sede dell’A.S.D Komote, dove vengono impartite lezioni a bambini e adulti, anche a scopo agonistico, grazie all’instancabile lavoro degli istruttori federali. Ma la Komote non è soltanto una scuola, bensì un centro d’allevamento e una clinica veterinaria, stazione di monta artificiale e di produzione del seme. «Il nostro centro propone un approccio innovativo all’equitazione e alla cura del cavallo a cui vengono applicati criteri di insegnamento e allevamento decisamente all’avanguardia – illustra il responsabile Alessandro Barbagli. – Le nostre tre scuderie seguono i principi della cromoterapia e del feng-chuan, secondo cui tutto ruota intorno all’animale e alle sue esigenze. Così qui dentro, tutto, dal programma alimentare alla colorazione dell’ambiente, è pensato in modo da garantire il benessere dell’animale. Tra i progetti di quest’anno ricordiamo i trattamenti di pet therapy destinati ai diversamente abili e l’organizzazione degli immancabili campi estivi, che da giugno a settembre, intratterranno i nostri giovani ospiti con ecolaboratori e lezioni di equitazione, durante le quali i bambini impareranno non soltanto a cavalcare, ma a sentirsi responsabili per il proprio animale». Un universo, dunque, la fattoria didattica Komote, che è anche un luogo di apprendimento e scambio sociale, in grado di educare e rie-ducare all’autenticità via Fiorentina 20/22, accanto Hotel Minerva per mezzo dello sport e della natura, e condurre alla riscoperta info@happydogarezzo.com - 388 9569160 delle cose vere.

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Più forti di ogni difficoltà

l termine di ogni stagione sportiva, giunge sempre il momento per tutte le società di tracciare un bilancio dell’anno. Questo è quello che fa pure Leone Provenzal, presidente, per la sua prima stagione, della Scuola Basket Arezzo. «Il Consiglio Direttivo che ho avuto l’onore di presiedere durante quest’annata è stato molto attivo – avvia Provenzal, – tanto che abbiamo ragdi Alessio Segantini giunto risultati importanti sia a livello tecnico sia dal punto di vista sociale, superando lo scoglio della scarsità delle risorse economiche». Il primo risultato positivo è l’aumento del numero dei ragazzi nel minibasket “Nova Verta”, potenziando il settore attraverso la nomina specifica di due consiglieri che sono stati vicini alle esigenze che quotidianamente si presentavano. «Per la prima volta – continua, – la nostra società si è avvicinata al basket femminile, tanto da entrare nelle scuole con i propri istruttori nell’ambito del progetto “Basket Rosa” e organizzando le finali di un concentramento nazionale under 19. In più, abbiamo partecipato e dato ulteriore impulso al progetto della Caritas per il Basket Integrato, che ci ha permesso di portare in palestra i ragazzi diversamente abili e farli interagire con i nostri giovani: vederli emozionati tutte le volte che arrivava il momento della partitella è stata una delle più grosse soddisfazioni avute quest’anno, il premio più grande da ricevere». Altra tappa fondamentale dell’annata è stata la trentesima edizione del Torneo “Guidelli”, il fiore all’occhiello della Sba. Ampliato a 12 squadre, ha fatto rilevare un vero successo di pubblico e un buon livello tecnico, unito al grande spirito di amicizia che si è respirato. Parlando dell’attività tecnica, Provenzal ricorda come la partecipazione a numerosi campionati e tornei abbiano permesso alla società di toccare quasi quota 500 partite annuali: un’enormità. «Per il sesto anno consecutivo – aggiunge il presidente, – abbiamo raggiunto le Final Four di un campionato giovanile regionale (Under 17 élite) e, ultima chicca, due nostri tesserati hanno ricevuto la convocazione per far parte della selezione toscana under 13 che disputerà il prestigioso Trofeo “Bulgheroni” di Bormio, torneo riservato alle regioni. Per concludere, ma non per importanza, mi preme sottolineare come il polo di Castiglion Fiorentino, grazie al duro lavoro di allenatori e ragazzi, sia cresciuto in tutti gli aspetti in maniera esponenziale. Detto questo, non posso che augurarmi che i tanti semi gettati in questi anni possano dare grandi frutti nel futuro, frutti di cui tutto il movimento e la nostra città hanno veramente bisogno».

Leone Provenzal traccia il bilancio della sua stagione da presidente della Sba

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A Mezzanotti (e dintorni) l’Arezzo si presenta

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n vista della prossima stagione sportiva, quella dichiarata “della rinascita”, che dovrà finalmente rappresentare il punto di partenza per la nuova gestione Ferretti, presidente forestiero dalle dichiarate ambizioni e da idee che sembrerebbero chiare, riguardo il futuro prossimo della società amaranto. Più di una volta era stata rivolta alla società la classica frase “se ci sei, batti un colpo” e così, alla fine, il colpo si è materializzato con l’acquisto del bomber marocchino Adnane Essoussi, già pupillo di Davide Mezzanotti in quel del Borgo, e vecchia conoscenza del calcio dilettantistico non solo aretino, avendo militato nelle file di Real Montecchio, Urbino e Venezia, con una breve puntata in Serie C2 a Poggibonsi. Un pezzo da novanta per la categoria, uno da doppia cifra assicurata che potrebbe proseguire la tradizione che vuole in amaranto bomber di razza ben presto beniamini del pubblico di San Cornelio. Ma non è finita qua, poiché i maggiorenti di piazzale Lorentini hanno creduto bene di puntellare la rosa, confermando coloro dimostratisi i petali più profumati, vale a dire l’argentino Martinez, l’esperto capitano Pecorari e i due profeti in patria, ovvero Stefano Rubechini da Indicatore, uno dei migliori della passata stagione, e Michele Mencarelli da Castiglioni, viceversa condizionato da una stagione ai box ma potenzialmente atleta con una marcia in più in questa categoria. Il compito adesso sembrerebbe in discesa, anche se occorrerà lungimiranza nella delicata scelta

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degli under da schierare che, come si sa, costituiscono la vera scommessa per quanto riguarda il buon esito dei risultati in campo. Non è ben chiaro chi e come farà il di Luca mercato, anche dopo il repentino forfait del consulente Franco Zavaglia, in pri- Stanganini mis chiamato a dare il proprio contributo alla causa, e poi fattosi da parte in maniera neppure troppo velatamente polemica, dopo che gli era stato riferito di non aver affatto bisogno dei suoi supposti buoni consigli. Magari sarà lo stesso Mauro Ferretti, apparso e dichiaratosi decisionista per natura, in prima linea per la costruzione della squadra: in effetti è apparso tutt’altro che sprovveduto. L’importante è che le idee ci siano e si riesca a metterle in pratica, altrimenti si rischia di trascorrere l’ennesima annata in mezzo alla palude. Chiudiamo con un motivo di ottimismo, ovvero l’accordo per il settore giovanile rinnovato con le strutture dell’Arezzo Accademy di Zerbini. L’Arezzo è dai giovani che dovrà mettere le basi, se vorrà avere un futuro stabile, senza dover andare a cercare scommesse a destra e sinistra, che si riveleranno molto spesso figlie del consiglio del procacciatore di turno. Un allevamento di giovani puledri amaranto, capaci nel tempo di dare un contributo alla causa del Cavallino. Prepariamoci dunque, con fiducia ed entusiasmo alla prossima stagione, perché Arezzo merita ben altri scenari.

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Il Bsc Arezzo riaccende l’entusiasmo Jasmine Bernardini, convocata in Nazionale

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Il presidente Fois sorride per i successi del softball, le convocazioni in Nazionale e la rinascita del vivaio

i è riacceso l’entusiasmo all’interno del Baseball Softball Club Arezzo. Ad averlo riacceso è stato il neopresidente Alessandro Fois e la sua dirigenza che, a quasi quattro mesi dal loro insediamento alla guida della società, possono tracciare un primo positivo bilancio del loro lavoro. Le maggiori soddisfazioni arrivano dal Monnalisa Softball, la squadra che, alla sua terza stagione nel campionato di Serie A2, sta veleggiando ai vertici della classifica e ha già messo in cassaforte il proprio posto nei play-off. L’allenatore Fabio Borselli può esultare non solo per i successi sul campo, ma anche per la crescita di tante ragazze della prima squadra e dell’Under 21, che sembrano assicurare un gran di Marco futuro al softball aretino. A meritare una citazione è Jasmine Bernardini, una ragazza del Cavini 1997 che ha avuto l’onore e l’onere di indossare la maglia della Nazionale italiana al Torneo della Repubblica di Caronno (Milano). Bernardini è stata convocata nella Nazionale sperimentale, una squadra allestita per osservare le migliori giovani giocatrici italiane di softball, e ha giocato da titolare tre delle quattro partite del torneo, meritando i complimenti dei tecnici federali. «Questa convocazione ci inorgoglisce – afferma Borselli. – Bernardini, nata e cresciuta sportivamente nel Bsc Arezzo, è ora arrivata alle soglie della Nazionale e questo testimonia la bontà del nostro lavoro con i giovani e la qualità del nostro vivaio». Sta vivendo una bella stagione anche il BancaEtruria Baseball, impegnato con buoni risultati nel campionato di Serie C con una squadra giovanissima, formata da soli atleti cresciuti nel vivaio. Tra questi è da ricordare Simone Mazzoli, inserito nella lista delle riserve della rappresentativa Toscana Cadetti che parteciperà al prossimo Trofeo delle Regioni. Per assicurare un futuro alla prima squadra, la nuova dirigenza si è impegnata anche nella ricostruzione del settore giovanile, allestendo un’Under 19 e soprattutto dando vita ai Ragazzini, la categoria con i bambini dagli 8 ai 12 anni. «Senza il vivaio non c’è futuro – conclude Fois. – Stiamo lavorando perché il nostro impianto, l’EstraBall Park, diventi un punto di riferimento per i bambini aretini e LARGO le loro famiglie, con l’obiettivo XVI LUGLIO 61/63 di poter nuovamente vantare un settore giovanile numeroso ZONA BELVEDERE e promettente».

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presso

centro sport chimera

Una Chimera Nuoto a stelle e strisce

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Il resoconto del viaggio negli Stati Uniti di Marco Magara, direttore tecnico della Chimera Nuoto

a Chimera Nuoto cresce a confronto con le grandi piscine degli Stati Uniti. Marco Magara, direttore tecnico della società aretina, è stato protagonista di un viaggio in Florida in cui ha avuto l’occasione di studiare da vicino le metodologie di allenamento utilizzate nello stato americano e l’organizzazione dei suoi impianti sportivi. L’esperienza è servita a Magara per confrontarsi con tecnici e istruttori statunitensi, per carpire i segreti del nuoto d’oltreoceano e individuare alcuni spunti con cui migliorare l’attività della Chimera Nuoto. Nel corso della sua visita, l’aretino ha visitato gli impianti di Miami, Fort Laurderdale e Gainesville, la città dove si allena il pluricampione olimpico Ryan Lochte, collaborando poi per alcuni giorni con gli allenatori della Davie Nadadores, la squadra di nuoto dell’Università di Barry. «Ho colto tanti spunti per migliorare l’attività della Chimera Nuoto Magara con Catteau – spiega Magara. – Purtroppo il nuoto italiano, forte dei tanti successi ottenuti nel corso degli anni, ha smesso di crescere perché ha iniziato a cullarsi sugli allori e si è cristallizzato su tradizioni che in altre zone del mondo sono ormai superate. Al contrario, alla Chimera Nuoto siamo consapevoli che per continuare a far bene e restare all’avanguardia sia importante confrontarci con le metodologie di allenamento utilizzate in altri Paesi». La prossima tappa di questo percorso di crescita vedrà Magara recarsi in Francia, direttamente alla scuola di Raymond Catteau, l’ideatore dell’omonimo metodo utilizzato dalla Chimera Nuoto nella sua scuola nuoto e nella preparazione dei suoi agonisti. Il Metodo “Catteau” trova il proprio perno in una didattica di tipo attivo fondata sulla scoperta guidata, con l’insegnamento del nuoto che non avviene la piscina di Gainesville tramite spiegazioni ma su obiettivi e le azioni a essi collegati. «Questo viaggio in Francia – conclude er ulteriori informaMagara, – mi perzioni sulle attività metterà di sviluppadella Chimera Nuoto è re ulteriormente la possibile rivolgersi alla mia conoscenza del segreteria del Centro “Catteau”: si tratta Sport Chimera (in viale di un metodo che Gramsci 7), chiamare lo sarà sempre più alla 0575/35.33.15 o visitare il base della pedagosito www.centrosportchigia della Chimera mera.com. Nuoto».

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