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in copertina

Ginnastica Arezzo

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alti mortali, travi, parallele, sbarre e anelli. Da qualche mese il panorama della ginnastica artistica aretina, maschile e femminile, si è arricchito con una nuova realtà: la Ginnastica Arezzo. La società, che svolge la propria attività presso la palestra della scuola “Tricca”, è animata dall’esperienza e dalla passione di Giuseppe Pasquini, figura storica della ginnastica locale e nazionale il quale, dopo 50 anni all’interno dei Vigili del Fuoco e della Federazione italiana, ha trovato l’entusiasmo per avviare anche questa nuova avventura. «La Ginnastica Arezzo già esisteva – avvia Pasquini, – ma era una costola dei Vigili del Fuoco che per anni è stata utilizzata come serbatoio da cui attingere i futuri atleti del settore agonistico. Negli ultimi mesi ho deciso di rendere autonoma questa realtà, ho così creato una vera e propria società sportiva affiliata continua a pag. 14

La mia attività professionale prevede: Dietoterapia per la cura del soprappeso e obesità; Dieta personalizzata per diabete, ipertensione e altre patologie nutrizionali; Indicazioni dietetiche per soggetti sani; Indicazioni dietetiche per donne in gravidanza e allattamento; Analisi della composizione con tecnica impedenziometrica; Educazione alimentare; Dietoterapia DOTT.SSA e educazione alimentare in età pediatrica; Dietoterapia GIULIA ROGHI secondo regime Axodiet DIETISTA 349/0842310

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La società, nata per volontà di Giuseppe Pasquini, vanta già 108 atleti nella ginnastica artistica maschile e femminile

Salti mortali con la nuova Ginnastica Arezzo

di Marco Cavini

[segue da pag. 13]

alla Fgi, la federazione ufficiale del Coni». Con quali obiettivi nascete? «La Ginnastica Arezzo poteva già fare affidamento su decine di bambini e ragazzi: abbiamo deciso di istituzionalizzare questa realtà per valorizzare ognuno di loro e fornire la possibilità di gareggiare nelle varie manifestazioni ginniche. La nostra priorità è portare avanti un’attività promozionale sportiva che permetta a maschi e femmine di crescere e fare ginnastica artistica, sfruttando gli spazi già attrezzati della “Tricca”». Dunque potete già vantare un buon numero di atleti. «Abbiamo 108 atleti, maschi e femmine, dai 5 ai 15 Ginnastica Artistica Maschile Morgan Bennati Giulio Bonacci Francesco Festa Marco Giallombardo Pietro Landi Michelangelo Misesti Mattia Pellegrinelli Tommaso Rafferty Allenatore: Stefano Panagia

Ginnastica Artistica Femminile Sofia Eustorgi Elena Kushtay Martina Landi Giulia Manenti Costanza Mazzeschi Virginia Neri Elena Sofia Oliva Agnese Rosai Eleonora Rubechini Sofia Testi Allenatrice: Roberta Scortecci Assistente: Sara Palombo

Giuseppe Pasquini, una vita per lo sport

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abato 25 maggio, alle 10.30, Giuseppe Pasquini verrà premiato nella sala dei Grandi del Palazzo della Provincia per il suo impegno nella promozione dello sport e della ginnastica aretina. Il riconoscimento è stato pensato per festeggiare Pasquini in occasione dei suoi primi 50 anni d’attività ad Arezzo, un periodo in cui ha fatto nascere la società dei Vigili del Fuoco, ha fatto crescere tutti i principali atleti della ginnastica artistica locale e ha ricoperto numerosi incarichi di prestigio a livello federale.

anni; di questi una ventina fanno attività agonistica nelle gare federali, mentre gli altri gareggiano nelle manifestazioni promozionali dell’Aics. Nelle nostre prime uscite abbiamo già raggiunto qualche risultato interessante, con tanti ottimi piazzamenti che ci fanno ben sperare in vista del futuro». A proposito di futuro: cosa sogna per la Ginnastica Arezzo? «Di continuare a fare attività giovanile, per formare i futuri atleti della ginnastica artistica aretina e lanciarli a livello agonistico. Per anni abbiamo sfornato i grandi ginnasti dei Vigili del Fuoco, e non è detto che in futuro non nasca qualche accordo di collaborazione con questa società o con altre realtà della provincia di Arezzo».

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Nuovi orizzonti per il Coni provinciale Cambiamento e continuità: Giorgio Cerbai fa il punto sull’autoriforma

n momento di profondo rinnovamento vissuto però in un clima di continuità con il passato. Un cambiamento che il Coni sta attraversando da diversi mesi e che, adesso, sta iniziando a concretizzarsi. Con l’autoriforma, fortemente voluta dal presidente uscente Gianni Petrucci, il mondo sportivo aretino aveva iniziato a tremare. L’atto prevedeva, infatti, una riorganizzazione territoriale che avrebbe portato all’eliminazione degli organi provinciali: i presidenti sarebbero diventati delegati provinciali, meri esecutori di ordini dettati dai comitati regionali, privi di qualsiasi tipo di autonomia gestionale e finanziaria. L’elezione del nuovo presidente Giovanni Malagò ha portato però a un diedi Elettra trofront e a una ridefinizione di ruoli e competenze in nome della continuità, scongiuranFiorini do il pericolo di uno stravolgimento che, secondo il delegato provinciale del Coni, Giorgio Cerbai, avrebbe decretato “la morte dello sport di base”. Un passo indietro sull’autoriforma. Come interpretare il cambiamento? «Con l’arrivo di Malagò c’è stata un’inversione di tendenza. Non si parla più di smantellamento, ma di riorganizzazione. Il nuovo Presidente vuole dare una visione diversa dell’organizzazione sportiva periferica, incentivando la figura del responsabile provinciale e costituendo i Coni Point, punti di riferimento e supporto al mondo sportivo di base». Di cosa si occupano i Coni Point? «Sono una sorta di interfaccia con le realtà territoriale che ovviano alla soppressione dei comitati provinciali. Si occupano dell’organizzazione di attività, coordinano le società sportive, gestiscono i rapporti con gli enti e le istituzioni e operano nell’ambito della promozione sportiva».

Com’è cambiato il suo ruolo? «Stando all’autoriforma, quello del responsabile provinciale si sarebbe trasformato in ruolo di pura rappresentanza. Con i Coni Point, invece, i delegati hanno una funzione operativopropositiva. Ovvio, l’aspetto economico viene gestito a livello regionale, ma al territorio resta un’autonomia operativa sostanziale». Come reagirà il Coni aretino? «Dando continuità al proprio operato e aggiornandosi grazie anche all’attivazione di due corsi di formazione e all’organizzazione di convegni. Riproporremo, inoltre, le iniziative più importanti degli anni passati come Gioco Sport e Sport Giocando per quanto riguarda il lavoro nelle scuole; il 2 giugno ci attende la Giornata nazionale dello Sport; il 5 giugno ci sarà la finale dei Nuovi Giochi della Gioventù; a settembre riproporremo Arezzo Abilia – Vivere lo Sport al Parco “Pertini”, e a fine anno non mancherà la Giornata Olimpica».

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ell’Olimpo del Kata, la disciplina di forma del Karate, Michela Pezzetti è sempre più vicina alla vetta. Il suo medagliere personale si arricchisce di una nuova prestigiosa primizia, un oro incredibile, conquistato con la Nazionale azzurra ai Campionati Europei a Budapest. «È stata più dura del solito – ci racconta piena di entusiasmo l’atleta perugina tesserata con l’Arezzo Karate: – assieme alla squadra volevamo cambiare la nostra strategia, inserendo esercizi nuovi. Però dovevamo convincere di queste proposte anche il nostro allenatore».

Come dar Forma ai propri sogni Pezzetti dell’Arezzo Karate campionessa europea di karate di Giacomo Belli

Dopo un raduno tecnico, le ragazze, il triumvirato indiscusso del Kata italiano, hanno dato effettiva prova delle proprie idee. Il dubbio, alla vigilia della tappa ungherese, era se tali migliorie avrebbero dato l’esito sperato. «Ci eravamo preparate bene ma dovevamo dimostrare a tutti, con una prova perfetta di squadra, che la nostra strategia era vincente». Una volta arrivate a Budapest, oltre al freddo, ad accogliere le azzurre è stata una ventata di emozione, ansia ma con una strana, potente convinzione: «Eravamo consapevoli, nonostante tutto, che ce l’avremmo potuta fare anche se il fattore gara rimaneva un punto di domanda. Chiaramente, il nostro pool sarebbe stato davvero difficile, perché tra le avversarie temibili compariva la Spagna, vera e propria bestia nera. Incominciava così la guerra!». Archiviata la prima pratica contro la formazione macedone, battuta 5 a 0, dopo un turno di stop gli spettri delle azzurre diventano realtà: «Contro la Macedonia è stata più un’occasione per testare la reazione del pubblico e della giuria ai nostri nuovi esercizi. Il nostro kata si era dimostrato utile per scombussolare le avversarie. Ma il turno dopo dovevamo battere la Spagna, una squadra compatta, ad altissimi livelli». Stessi Kata per le due nazionali ma ad avere la meglio è stata la truppa della Pezzetti, più elegante, decisa e compatta. «Quando il responso ci ha visto avanti per 5 a 3, non potevo crederci. Lì ho realizzato che eravamo davvero a un passo dall’impresa». E così è stato. La Germania, complice la giovanissima età della sua compagine, non ha saputo esprimersi in maniera così lineare, e per le azzurre è stato semplice soverchiarle. «Una volta scese dal tatami siamo esplose in un urlo liberatorio e ci siamo abbracciate. Per noi era una doppia vittoria e dopo tutti quei sacrifici, le ansie, le incertezze, abbiamo conquistato un titolo europeo con le nostre forze, le nostre proposte e la nostra determinazione». Una forza della natura questa formazione italiana, che in soli sei mesi è riuscita a far razzia di tutti i bottini più prestigiosi, entrando di forza nella storia di questa disciplina. Ma il galoppo delle nostre valchirie è appena agli albori e la sete di vittoria della giovane Michela, una colonna dell’Arezzo Karate, pare via Fiorentina 20/22, accanto Hotel Minerva implacabile. Un’avventura di cui vogliamo leggere presto un nuoinfo@happydogarezzo.com - 388 9569160 vo entusiasmante capitolo.

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onsigliere regionale della Federazione Italiana Ginnastica per sette anni. Presidente provinciale dell’Unione Italiana Sport per Tutti (Uisp), l’organismo che sul territorio promuove lo sport a livello amatoriale. Commissario della Uisp Toscana per otto mesi. Sono questi gli incarichi di spicco ricoperti da Antonio Leti prima di diventare vicepresidente regionale del Coni, carica che lo inorgoglisce dal punto di vista personale e professionale. Leti è infatti il primo aretino a essere arrivato così in alto nei quadri regionali del massimo organo dello sport italiano. «È una nuova avventura – spiega – che abbiamo intrapreso con il presidente Sanzo (ex olimpionico di scherma) e che, a metà gennaio, ha visto prevalere il nostro programma nelle elezioni regionali del Coni. Il primo impegno che ci siamo imposti di raggiungere è stare molto vicini e aiutare i delegati provinciali, figure importanti per il territorio le quali, da sole, si trovano a lavorare con poche risorse economiche». Quale sarà la vostra priorità? «Innanzitutto punteremo a ristrutturare gli impianti sportivi. Lo sport va tutelato, e di conseguenza vanno tutelati i luoghi dove si pratica, dunque cercheremo di coinvolgere tutte le istituzioni pubbliche e le relative federazioni affinché le strutture nelle quali si pratica sport siano rese migliori, più sicure e più efficienti. Ristrutturare, quindi, non costruire ex novo, non solo per questioni di soldi, ma anche di tempi e burocrazia». Nel vostro programma rientra anche un lavoro sulla sicurezza e sulla tutela sanitaria degli sportivi. «La salvaguardia degli sportivi è un punto importante della nostra agenda sia per le attività

Antonio Leti una vita dedicata allo sport

sotto controllo delle federazioni sia dal punto di vista amatoriale, che è quella più a rischio. Dobbiamo rimettere mano alle varie leggi regionali attualmente in vigore: in questo saremo al fianco della redi Alessio gione per cambiare alcune cose, Segantini come il decreto sui defibrillatori e il personale addetto all’uso. Nessuno può perdere la vita mentre sta praticando sport, ovvero un qualcosa che dovrebbe far del bene alla nostra salute». Lei è anche presidente Uisp: che rapporti ci saranno tra gli enti di promozione sportiva e il mondo federale? «Vogliamo avvicinare questi due poli e aumentare la collaborazione. Le federazioni e il mondo amatoriale non si dovranno più guardar male, ma dovranno lavorare insieme per avvicinare più persone possibili allo sport».

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Arezzo, adesso cosa è lecito aspettarsi?

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Arezzo finisce la stagione esattamente come aveva concluso la precedente, ovvero con l’eliminazione ai calci di rigore dai play-off, appendice la cui utilità è tutta da dimostrare ma che, nel caso di ripescaggi, potrebbe rivelarsi decisiva per venir via dalla palude dei Dilettanti. Se San Donà aveva protetto i nostri avversari dodici mesi orsono, stavolta la di Luca Viterbese si è avvalsa della regola dell’ex al contrario, che ha visto Piccolo – ex gialloblù laziale appunto – buttare alle stelle uno dei rigori decisivi per l’eliminazione degli amaranto Stanganini di Nofri. E dire che, abitualmente, a noi gli ex ci castigano. Poi, Zuppardo, nomen omen, ha completato la zuppa, e tanti saluti. Il prossimo anno quindi, s’argioca al Borgo, con buona pace di chi aveva sperato un finale diverso. Difficile da pronosticare per una squadra che, al terzo anno tra i Dilettanti, aveva eguagliato le prestazioni della prima, complicata stagione post-Mancini, quella del nono posto e della pletora di allenatori: Carrara, Fratini, Balbo e Coppola. Cosa è lecito aspettarsi adesso? Giriamo la domanda al presidente Ferretti e al suo staff, con la speranza che alle buone intenzioni seguano i fatti. Nel frattempo, la prima decisione è stata quella di spostare il ritiro dalla vicina Valtiberina alla più amena Norcia, scomoda per i tifosi ma probabilmente non per la dirigenza, essendo più prossima a Roma. L’augurio che la piccola località umbra, famosa per la produzione di salumi di qualità, ci renda indietro un Arezzo affamato, voglioso. Un Arezzo “pane e salame”. SEMAFORO VERDE Marco PECORARI Chiude la stagione da vero capitano, leader di una squadra di giovani imberbe, lui nato negli anni Settanta quando nel suo attuale ruolo ancora giocavano Beckembauer e Facchetti. Passateci il paragone irriverente, in fondo si parla di un onesto giocatore con alle spalle una discreta carriera che però, lungi dall’adagiarsi su una panchina al parco come un pensionato, ha fatto la propria parte fino in fondo, acciacchi a parte. SEMAFORO GIALLO Horacio MARTINEZ Stagione in chiaroscuro per il gaucho, tuttavia ravvivata dall’avvento di Nofri che, acciacchi a parte, gli ha messo le ali come la Red Bull. A Viterbo però è stato variabile come il clima di questo fine primavera, poco incisivo in campo ma infallibile dagli undici metri: due rigori, due gol. SEMAFORO ROSSO Liborio ZUPPARDO Il rigore sbagliato a Viterbo è solo l’appendice di un esperienza da dimenticare in maglia amaranto. Il dischetto può tradire anche le bandiere – Menchino Neri ne sa qualcosa – però per l’ex pupillo di Ermanno Pieroni il contorno è stato tutt’altro che memorabile, come quei purè che servono in ospedale prima delle mele cotte.

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Coppa Ascensione, il ciclismo giovanile in gara a San Leo

a festa e lo sport si incontrano a San Leo in occasione della 58a edizione della Coppa Ascensione. Domenica 26 maggio, la piccola frazione alle porte di Arezzo si ferma per ospitare la tradizionale gara ciclistica che, organizzata dal locale Circolo Acli “Igino Ralli”, vedrà correre nelle vie del paese tanti giovani promesse del mondo delle due ruote. «La Coppa Ascensione - spiega Stefano Mannelli del Circolo Acli - è un pezzo di storia per l’intera comunità di San Leo che, da quasi sessant’anni, accoglie questo bell’evento sportivo: si tratta di una manifestazione che dimostra la vitalità del paese e il desiderio di di Marco vivere momenti di incontro e di aggregazione». Cavini La corsa, nata in passato per i ciclisti dilettanti, oggi è invece riservata alle categorie giovanili e si svilupperà attraverso un circuito che, con partenza da San Leo, passerà da Montione, via Setteponti e via Amendola prima di inserirsi in via Fiorentina e fare ritorno verso San Leo. La novità di questa edizione è la doppia gara che alle 9.30 vedrà protagonisti i ciclisti di 14 e 15 anni, i quali percorreranno quattro giri del circuito, e alle 10.30 quelli di 16 e 17 anni, impegnati per cinque giri. La corsa, diventata con il passare degli anni un importante appuntamento nel panorama ciclistico giovanile, vedrà la partecipazione di circa 80 atleti in rappresentanza di varie società sia del territorio provinciale sia di altre province da tutte le regioni del centro Italia. Dopo le premiazioni dei vincitori e degli altri ciclisti, l’evento si concluderà con un pranzo conviviale al centro salesiano di San Leo a cui è necessario prenotarsi chiamando al 366/42.25.441. «Il Circolo Acli “Igino Ralli” ha rinnovato le proprie cariche da pochi mesi – continua Mannelli, – ma i nuovi consiglieri non hanno mai messo in dubbio la possibilità di mantener viva questa tradizione e ospitare questo evento, un appuntamento che ci auguriamo di continuare anche nei prossimi anni. Questa giornata, che cade in concomitanza con l’ormai prossima riapertura dello storico bar di San Leo, rappresenta un momento di sport e di LARGO amicizia imprescindibile XVI LUGLIO 61/63 per il nostro circolo, per il nostro paese e per il noZONA BELVEDERE stro territorio».

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La Chimera Nuoto fa festa al Meeting del Saracino

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La società ha conquistato 126 medaglie, una cifra record con cui si è imposta nell’evento aretino

on c’è due senza tre. Per il terzo anno consecutivo ad aggiudicarsi il Meeting del Saracino è la Chimera Nuoto, società che con la bellezza di 126 medaglie conquistate in due giorni di gare si è issata al primo posto assoluto del medagliere. Alla manifestazione, giunta alla sesta edizione e organizzata all’interno del Palazzetto del Nuoto di Arezzo, erano presenti 25 società da tutta Italia per un totale di 400 atleti che hanno dato vita a centinaia di gare combattute e di alto livello. La Chimera Nuoto si è confermata padrona del meeting con un totale di 51 ori, 38 argenti e 37 bronzi, un bottino da record che ha permesso alla società aretina di arrivare davanti alla Delphinia di Benevento e alla Libertas di Perugia. «Siamo al terzo successo consecutivo – conferma Marco Magara, direttore tecnico della Chimera Nuoto. – L’aver gareggiato in casa ci ha permesso di iscrivere all’evento quasi tutti gli atleti del nostro settore giovanile, dando loro l’opportunità di scendere in vasca in tante diverse discipline, di rimanere in forma in un periodo povero di gare e maturare esperienza a confronto con i nuotatori di tantissime regioni italiane. Tutto questo è stato impreziosito da una vittoria quanto mai meritata, perché quasi tutti i nostri ragazzi sono riusciti a conquistare raffiche di medaglie». Ad accompagnare la Chimera Nuoto verso il successo è stato il suo presidente Massimo Coli che, dopo ogni gara, ha avuto l’onore di consegnare le medaglie ai singoli atleti e le coppe alle società salite sul podio. Il trionfo dei padroni di casa, che gli atleti aretini dopo la premiazione hanno festeggiato con un tuffo in piscina da vestiti, ha regalato grandi soddisfazioni ai tecnici Magara, Elisabetta Alessandrini, Lorenzo Batti e Marco Licastro i quali hanno potuto gioire per i grandi progressi e gli ottimi risultati cronometrici raggiunti dai loro ragazzi. Il Meeting del Saracino è stato un successo anche organizzativo, con la società aretina che ha ricevuto unanimi complimenti da tutti i presenti all’evento. «Nel corso delle gare hanno affollato il palazzetto del nuoto quasi 1000 persone – continua Magara, – ma abbiamo gestito nel migliore dei modi l’intera logistica della manifestazione, godendo così di un evento piacevole e di un’organizzazione impeccabile».

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