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molto giovane, ma questo non le ha impedito di conquistare la Serie A1 di ginnastica ritmica con la sua squadra, la Fenice di Spoleto: questa è Alice Betti, quindici anni a settembre, che nel dicembre 2012, insieme alle sue sette compagne di squadra, ha vinto il campionato di A2, garantendosi il passaggio nella massima competizione nazionale, nella quale esordirà a ottobre. Alice, nata ad Arezzo e cresciuta sportivamente nella Ginnastica Falciai, società in cui ancora si allena, gareggia da due anni nella Fenice Spoleto, che, proprio nelle ultime due stagioni, ha ottenuto una doppia promozione, facendo così il doppio salto dalla B1 alla A1. «Mi trovo molto bene nella società umbra – ci racconta – da subito ho trovato un ambiente accogliente nei miei confronti. Ho iniziato il mio terzo anno a Spoleto da poco, e spero di continuare a crescere come ho fatto nelle stagioni passate». continua a pag. 14

in copertina

Alice Betti

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di Alessio Segantini

Alice Betti: un sogno che si avvera L’atleta della Ginnastica Falciai promossa in A1 con la Fenice Spoleto [segue da pag. 13]

La giovane ginnasta aretina, prima di parlarci delle emozioni e delle sensazioni vissute grazie alla vittoria del campionato, si sofferma sui suoi impegni settimanali, che rappresentano meglio di qualunque cosa l’amore e la passione che lei ha per questo sport. «Mi alleno sei volte alla settimana, cinque qui ad Arezzo e una a Spoleto. Nel periodo delle gare di campionato, che si svolgono la domenica, vado in Umbria il sabato e rimango a dormire lì per poi affrontare la trasferta con le mie compagne di squadra. Sono sacrifici che ti permettono poi di raggiungere ottimi risultati e migliorarti sempre di più: è chiaro che più si sale di livello, più dobbiamo lavorare tanto e duramente, per mantenere ciò che abbiamo conquistato». Difatti aggiunge, facendo riferimento all’obiettivo stagionale: «Nonostante il campionato di A2 sia finito a dicembre e quello di A1 inizi a ottobre, abbiamo già ripreso ad allenarci in palestra ancora più motivate, e stiamo cambiando gli esercizi, dato che c’è un nuovo codice. Non c’è appagamento, poiché ci siamo già prefissate il prossimo risultato da raggiungere: la permanenza nella massima serie». Alice, infine, ci parla di questi due anni trascorsi nella squadra umbra che le hanno portato molte soddisfazioni: «Quando sono arrivata l’obiettivo stagionale era salire di categoria, e lo abbiamo centrato grazie al terzo posto nella classifica finale di B1. È stata una soddisfazione, anche se sapevamo fin dall’inizio che il passaggio in A2 era alla nostra portata. Quello che non ci aspettavamo davvero è stata questa promozione in A1: da neopromosse, pensavamo che il nostro compito fosse solo salvarci, invece dalla seconda prova di campionato abbiamo visto che potevamo essere una delle candidate per ambire alla Serie A1, e così alla fine è stato. Nell’ultima prova di Desio ero molto emozionata, abbiamo vinto grazie a una grande prestazione di squadra. Vincere il campionato davanti a tremila persone che ci applaudivano è stata un’esperienza unica, spero solo non rimanga tale».

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di Giacomo Belli

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Capoeira, si lotta per gioco a ritmo brasiliano

a lotta s’impasta coi ritmi brasiliani per un “gioco” che affonda le proprie radici in una delle più sanguinose pagine di storia dell’America coloniale. La Capoeira nasce dal sudore degli schiavi provenienti dalla lontana Angola, sradicati dalle loro terre e scaraventati dai coloni portoghesi più di 500 anni fa tra le piantagioni di canna da zucchero brasiliane. Ritornati nelle loro baracche dopo un’estenuante giornata di lavoro, questi uomini si mettevano in cerchio esercitandosi nell’arte marziale della capoeira, intessuta allora di riti e credenze religiose per preservare le tradizioni di quella terra che in molti casi non avrebbero mai più rivisto. Voglia di libertà, il tentativo di riallacciare i legami con le proprie origini, ma soprattutto aggregarsi per sentirsi ancora uomini, vivi. Il tutto ai ritmi (toques) del berimbão (un arco musicale emblema della capoeira e per la sua estremità formata da una pietra acuminata) e dell’atabaque (tipico tamburo), usati anche per occultare questa danza proibita al controllo dei padroni. «Per iniziare a giocare la capoeira si deve formare una roda, un cerchio di persone, che simboleggia il mondo. Un’allegoria che ha lo scopo di crearne uno nuovo, migliore, in cui tutto si può realizzare. Si battono le mani per generare energia che ti carica e galvanizza. Al centro i due capoeiristi si affronteranno, non prima però di essersi inginocchiati al berimbão in segno di rispetto». È Nicola Scapecchi uno dei primi ad aver impiantato con le proprie mani il seme della capoeira nella nostra terra. «Ho iniziato per puro caso nel 2004, a 25 anni – continua Scapecchi. – Per motivi di lavoro mi sono trasferito a New York dove ho avuto la fortuna di far parte di una prestigiosa scuola». Un’esperienza indimenticabile che lo ha profondamente forgiato. Dopo due anni a Siena Nicola è riapprodato ad Arezzo e adesso continua il suo lavoro allo “Spazio Seme”, con un nutrito gruppo di allievi. La continua partecipazione a eventi nazionali e la presenza ad Arezzo Wave Winter sono testimonianza di quanto il gruppo sia attivo. «Nella capoeira è essenziale sentire il proprio corpo attraverso il ritmo. Non c’è contatto fisico e i calci o gli spostamenti servono a instaurare un dialogo tra corpi dove una mossa è conseguenza dell’altra, in un movimento fluido e mai violento». Vestiti di bianco, i capoeristi attraggono sempre più aretini, senza distinzione di sesso, forse per la spettacolarità e l’energia che contraddistingue questa disciplina così affascinante e contagiosa. Non esiste un vincitore o un perdente. Esiste solo il gioco, quello vero e puro.

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Vittorie e primati: la Stella Azzurra ai vertici della Toscana La società di calcio femminile festeggia il grande successo nel derby cittadino con l’Acf Arezzo

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i sono successi destinati a regalare grandi emozioni. Le formazioni di calcio femminile della Stella Azzurra ultimamente si stanno abituando a questo tipo di vittorie perché, solo nelle ultime settimane, ne hanno centrate ben due: la prima squadra ha dominato il sentito derby cittadino contro l’Acf Arezzo e le Giovanissime hanno espugnato il campo della capolista Castelfranco. Il successo principale è quello ottenuto nella stracittadina, una gara in cui la Stella Azzurra ha annichilito l’Arezzo disputando una gara perfetta, ottenendo una netta vittoria per 2-0 e proiettandosi verso il primo posto in classifica. Fin dai primi minuti della gara è emerso un netto divario tecnico e tattico tra le due squadre, con la Stella Azzurra brava a tenere il controllo di tutto il campo e a creare numerose azioni offensive. Il primo goal porta la firma di Chiara Bartoli che, ben servita dal fondo dall’ex nazionale Serena Patu, ha portato in vantaggio la Stella Azzurra con un tiro preciso e potente; il raddoppio è arrivato nella ripresa, con Giulia Bruci che, superata in velocità la difesa, con un preciso fendente ha segnato la rete del definitivo 2-0. Ad arricchire lo spettacolo è stata la stessa Patu che, da calcio d’angolo, ha colpito la palla in rovesciata centrando la traversa, con un gesto che ha raccolto gli applausi di una tribuna colma in ogni ordine di posto. «La vittoria nel derby – commenta il direttore generale Claudio Chiarini, – ci permette di fare un bel passo in avanti e ci lancia verso la vetta della classifica, permettendoci di continuare a inseguire la vittoria del campionato». Non sono state da meno le Giovanissime che hanno compiuto un’impresa “storica” infliggendo al Castelfranco la prima sconfitta dopo 75 risultati utili consecutivi, e affiancandolo temporaneamente al primo posto in classifica. Il 2-1 finale, siglato dalle reti di Aurora Prosperi e di Aleksandra Gwiazdovska, ha premiato la qualità e il coraggio delle ragazze della Stella Azzurra che, consapevoli dell’importanza della gara, hanno dato vita a una prestazione impeccabile. «Il calcio femminile toscano applaude il valore delle nostre ragazze – conclude Chiarini. – Al nostro primo anno nel campionato regionale siamo riusciti a sconfiggere il Castelfranco, una squadra che non perdeva da anni: ora dovremo dare il massimo per vincerle tutte e rimanere ai vertici».

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Avanguardia ed eleganza

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Equestrian Centre si conferma anche in questo 2013 tra le strutture più importanti dell’equitazione mondiale, ospitando i più grandi eventi sportivi internazionali

rezzo Equestrian Centre significa soprattutto avanguardia ed eleganza. Anche in questo 2013 la struttura aretina – uno dei più grandi showground al mondo – è pronta ad accogliere le più importanti competizioni nazionali e internazionali, attirando ancora una volta su di sé i riflettori della grande equitazione. Infatti oltre alle gare nazionali che animano continuamente l’anno sportivo all’interno della struttura di San Zeno, tornano i grandi eventi sportivi internazionali. Eventi caratterizzati dalla presenza dei grandi big dell’equitazione italiana e internazionale seguiti da manifestazioni collaterali che contribuiranno a mantenere alto il glamour, dal quale non può prescindere mai lo stile dell’equitazione sportiva. La verdissima Arena Boccaccio, fiore all’occhiello dell’Equestrian Centre, è pronta a ospitare nei prossimi mesi il top dell’equitazione con il primo dei grandi eventi che ormai si avvicina a grandi passi: il Tuscany Tour 2013, che animerà il pubblico sulle tribune della struttura equestre di San Zeno dal 12 marzo al 14 aprile, portando ad Arezzo partecipanti provenienti da tutto il mondo per una “cinque settimane” che abbraccerà sport, moda e cultura equestre. Proprio nel momento più caldo della stagione estiva, all’interno dell’Equestrian Centre approderà per la prima volta il Campionato Europeo Ponies 2013, una competizione di alto rilievo che farà da apripista al mese di settembre, quando la struttura aretina diventerà l’ombelico del mondo dell’equitazione sportiva. Infatti nel giro di poche settimane, lo showground aretino ospiterà una serie di grandi eventi come l’Equestrian Style, il Campionato Italiano Assoluti Juniores, Young Riders, Childrens and Ponies e l’Internazionale CSIO (Concorso Internazionale di Salto Ostacoli) di San Marino che, come nel caso del Campionato Europeo Ponies, sarà una prima volta per Arezzo. Un grande evento, quello dell’Internazionale CSIO, che contribuirà a dare un ulteriore salto di qualità e che allo stesso tempo si propone come l’ennesimo riconoscimento internazionale per la grande credibilità raggiunta dalla struttura aretina. La stagione dell’equitazione sportiva sta ormai entrando nel vivo e all’Arezzo Equestrian Centre stanno per accendersi i riflettori sulle più grandi manifestazioni sportive nazionali e internazionali che anche quest’anno avranno luogo in questo affascinante scenario: sempre all’avanguardia, sempre via Fiorentina 20/22, accanto Hotel Minerva al centro dell’equitazioinfo@happydogarezzo.com - 388 9569160 ne mondiale.

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Il basket è gioia per gli Aquilotti 2003 della Sba

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ono pronti a uscire dal guscio gli Aquilotti del minibasket “Nova Verta” della Scuola Basket Arezzo, 14 bambini del 2003 che stanno muovendo i loro primi passi nell’universo della pallacanestro. Gli Aquilotti, vantando una rosa con tanti atleti che hanno iniziato a giocare a basket da pochi mesi, sono una delle formazioni più giovani della Sba e rappresentano una fonte di speranza per il futuro della società aretina. L’importanza che il gruppo riveste all’interno Roster Acquilotti 2003 Manuel Bulletti Tommaso Duranti Andrea Furini Tommaso Gamurrini Giovanni Ghini Leonardo Marroni Gianluca Milani Tommaso Misesti Emanuele Mori Alex Ionut Orbu Francesco Palazzini Filippo Pasquini Leonardo Pasquini Andrea Salvi

della Sba è dimostrata dalla scelta del tecnico a cui è stato affidato l’arduo compito di far crescere questi bambini e di formare questa squadra: a guidare gli Aquilotti è uno degli istruttori più esperti della società, Paolo Bruschi, che sta lavorando con passione ed entusiasmo per far conoscere lo sport a questi giovani atleti. «Agli Aquilotti faccio vivere lo sport come un’emozione – spiega Bruschi. – Il gioco e il divertimento sono i due elementi che permettono ai nostri bambini di appassionarsi alla pallacanestro e di praticare un’attività in cui possono crescere e sviluppare il loro corpo stando a contatto con i loro coetanei». La conferma delle parole di Bruschi arriva dagli stessi atleti degli Aquilotti, che non nascondono la loro gioia nel giocare a basket e nel condividere questa passione con i loro compagni di squadra. «Gli allenamenti sono il momento più bello della settimana – affermano alcuni bambini. – Veniamo sempre volentieri in palestra perché qui possiamo giocare e divertirci insieme ai nostri amici». Oltre ai due allenamenti settimanali, gli Aquilotti disputano un campionato provinciale non competitivo (cioè senza classifiche e con gare senza punti) e partecipano a concentramenti e tornei organizzati dalla Sba o da altre società. «Per gli Aquilotti non esiste l’agonismo – conclude Bruschi. – Queste partite servono ai nostri bambini per incontrare atleti di alLARGO tre realtà e per maturare esperienze di basket diXVI LUGLIO 61/63 rettamente sul campo».

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La grande sfida In arrivo un’altra serata storica per la boxe aretina: il prossimo 30 marzo, Adriano Nicchi lotterà per il titolo di campione europeo Superwelter

di Omero Ortaggi

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i sono momenti che comunemente vengono visti come occasioni da non perdere, oppure come veri e propri appuntamenti con la storia. Niente di eroico, parola oramai chiamata in causa così tante volte da essere sminuita e maltrattata. Adriano Nicchi se non è un eroe è di certo un grandissimo atleta, uno di quelli che le “occasioni da non perdere” se le costruisce con grande forza di volontà. Così il prossimo 30 marzo, sul ring del Casinò di Montecarlo, il nostro Adriano cercherà di strappare la cintura di campione europeo Superwelter al bielorusso Sergej Rabchenko, un avversario il cui curriculum parla da solo: 22 vittorie in altrettanti incontri, di cui 16 per ko. Un avversario fortissimo, per un incontro che il boxeur aretino sa bene che deve essere curato nel minimo dettaglio: «Sarà un grande stimolo e una grande emozione per me combattere in un ring sul quale sono saliti i più forti pugili al mondo. Credo molto in me e nella mia famiglia, e mi sto preparando con la consapevolezza di essere entrato in un nuovo capitolo della mia vita, nel quale la strada da percorrere è ancora molto lunga». Un palcoscenico da brividi per un’opportunità che può cambiare la vita di qualsiasi atleta. Una sfida capitata improvvisamente, e che Adriano non ha esitato a raccogliere: «Non pensavo di esordire subito a livello internazionale con la sfida per la cintura europea Superwelter. In ogni caso Rabchenko, in mezzo a tante altre proposte, ha accettato quella delle mie manager Rosanna e Monia Cavini, e questo per me è motivo di grande orgoglio». Un incontro da “vertigini”, dopo un periodo contraddistinto da fastidiose chiacchiere che però non

hanno di certo scalfito il pugile aretino: «C’è stato uno strano gioco e forse alcuni non aspettavano altro che io lasciassi la cintura. Questa situazione mi ha demotivato, io che per combattere ho bisogno di stimoli e di un incontro vero, contro un campione vero. Vivo di emozioni e credo che nello sport le emozioni siano tutto. Adesso mi trovo davanti questo incontro che vedo importante non solo per me, ma anche per Arezzo e per l’Italia». Infatti Adriano sarà l’unico rappresentante italiano in una delle serate più importanti del panorama della boxe mondiale 2013. In un luogo dove il gioco è il vero padrone di casa, Adriano Nicchi se la andrà a giocare. In una serata magica, dove si potrà respirare l’aria frizzante tipica dei momenti nei quali i sogni possono diventare realtà.

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Se cado in acqua non affogo:

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i Laboratori Acquatici della Chimera Nuoto

bambini tra i 3 e i 6 anni sono troppo grandi per il nuoto baby e ancora troppo piccoli per iniziare la vera e propria scuola nuoto. La Chimera Nuoto ha però pensato anche a loro, progettando alcuni corsi intermedi che permettano a questi bambini di praticare un’attività in piscina e cogliere i benefici dell’acqua. Questi sono i Laboratori Acquatici, corsi propedeutici all’insegnamento del nuoto che prevedono la scoperta dell’ambiente acquatico con una programmazione didattica fondata sul gioco. Il più importante obiettivo dei Laboratori è sviluppare nel giovane nuotatore un sereno approccio all’acqua: l’istruttore è un compagno di giochi, capace di divertire e rassicurare ma anche di far ambientare i bambini in piscina e trasferire loro le esperienze natatorie dell’apnea e del galleggiamento, dell’immersione e della risalita, della respirazione e della propulsione in acqua. Tutto questo serve al bambino a capire che “se cado in acqua non affogo”, con gli allievi che, accompagnati dall’istruttore a centro vasca dove non toccano, diventano autonomi e acquisiscono sicurezza, maturando confidenza nei confronti dell’acqua che diventa un ambiente familiare in cui stare bene, divertirsi e non avere paura. Nei Laboratori Acquatici la Chimera Nuoto utilizza una didattica attiva in cui l’insegnamento del nuoto non avviene sulle spiegazioni ma direttamente sulle azioni: l’istruttore fornisce al nuotatore un obiettivo e lui trova i movimenti per raggiungerlo, scoprendo i gesti più adeguati e interiorizzando l’apprendimento. «I bambini dei Laboratori Acquatici affronteranno la scuola nuoto senza er ulteriori informaalcuna difficoltà – zioni è possibile rivolspiega il direttore tecgersi alla segreteria del nico Marco Magara. Centro Sport Chimera in – La nostra ambizione è che, al termine dei viale Gramsci 7 (piazzale r r i e B ar corsi, tutti sappiano galleggiare, tuffarsi e o! dello stadio), chiamare d nuotare a dorso, anche se questi laboran d i T o l l et t lo 0575/353315 o visitat tori sono utili a prescindere dalla futura re il sito www.centroa disciplina sportiva scelta dagli allievi: si sportchimera.com tratta di un’attività positiva, senza controindicazioni e rischi, ma con tante ricadute t 2 el positive sullo svi16 . 0 5 7 5/2 luppo e sulla crescita del bambino».

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15 febbraio 2013

Arezzo Sport 135  

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