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in copertina

U.P. Policiano

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na grande, fortissima passione e una voglia di non fermarsi mai, di stare sempre in movimento. Sono queste le caratteristiche fondamentali che legano tutti i tesserati dell’Unione Polisportiva Policiano. A parlarci di loro e della situazione, in generale, della società, è il responsabile del settore Atletica Fabio Sinatti. Signor Sinatti, quanti tesserati conta la U.P. Policiano? «Abbiamo 150 tesserati, che si suddividono in tre categorie: giovanili, agonisti e amatori, e andiamo dai 7 ai 70 e più anni d’età. Sono tutti atleti delle nostre zone che hanno una grande passione: quella di correre». Quali sono le discipline sulle quali vi concentrate di più? «Ai nostri ragazzi cerchiamo di far praticare più discipline possibili, ma da un po’ di tempo a questa parte concentriamo le nostre risorse e capacità sul mezzofondo in pista, e più in generale sul podismo. Questo anche perché non ci sono le strutture adeguate per fare altre attività». A proposito di questo, cosa ne pensa del nuovo campo scuola che deve aprire? continua a pag. 14

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U.P. Policiano, piccola ma appassionata realtà Ne parliamo col responsabile Fabio Sinatti [segue da pag. 13]

«Penso, e sinceramente me lo auguro, che possa essere una grossa possibilità di sviluppo per tutto il movimento aretino d’atletica, ma non solo. Lo abbiamo aspettato per anni e credo che la costruzione di questo possa rappresentare una nuova spinta per l’atletica, pensando anche alla foresteria e al fatto che possa essere usato come centro tecnico per raduni nazionali. Certo, rimangono i soliti problemi legati alla gestione, non sempre facile e dai costi elevati, ma l’aver trovato un impianto moderno dove allenarsi non è cosa di poco conto». Tornando al presente, come sono andati gli eventi da voi organizzati quest’anno? «Sono andati ottimamente. Si sono svolti nel migliore dei modi: infatti, la “Maratonina” ha addirittura fatto segnare il record di presenze con 1400 iscritti e riesce, sempre di più, ad attirare amatori da una vasta area e numerosi e bravi professionisti. Domenica poi si è svolto il 16° Memorial “Annetti”, una corsa campestre tra Policiano e Lignano, che è stata l’ultima tappa del Grand Prix che abbiamo organizzato per la ventunesima volta. Quest’anno c’è stata una grande affluenza alle nostre manifestazioni, che raccolgono partecipanti ormai da una vasta area e che sono il punto di ritrovo di mezzofondisti e podisti». Il prossimo anno organizzerete qualche nuovo evento sportivo? «Il prossimo anno sarà ricco di eventi per la nostra società, poiché oltre all’organizzazione del solito Grand Prix, organizzeremo i campionati regionali di corsa campestre a febbraio e a mardi Alessio zo i campionati italiani Uisp. Un’ulteriore possibiliSegantini tà di farci conoscere anche al di fuori del nostro territorio». Invece quest’anno quali sono stati i risultati di spicco della società? «Quest’anno siamo tra le prime trenta società in Italia, grazie alle ottime prestazioni dei nostri atleti. È un grande risultato, se consideriamo che siamo una delle poche società tra queste, che non hanno acquistato atleti. Gareggiamo con tutti atleti aretini. Tra questi spicca Lucia Boncompagni, via leader del Grand Prix, che Guadagnoli 37 è riuscita a ottenere un notevole miglioramento 0575/302676 Amilcare Gibin, classe 1938 quest’anno».

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Tc Castiglionese

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da 50 anni un riferimento per il tennis della Valdichiana

el 2014 il Tennis Club Castiglionese spegnerà 50 candeline. In vista dello storico traguardo, i dirigenti del circolo aspirano a diventare il punto di riferimento tennistico per tutta la Valdichiana, puntando in modo particolare sui giovani di Luca e sulla Sat (Scuola di Avviamento al Tennis), il vero fiore all’occhiello Trippi della società con sede al Fontesecca. Il Tc Castiglionese vive anni di intensa crescita, e il presidente Andrea Giaccherini racconta i segreti di questo successo. «Il primo dato vincente è che il circolo è diretto da un Consiglio direttivo compatto che prende decisioni in sintonia – spiega Giaccherini, presidente dallo scorso febbraio, – e uno dei nostri punti fermi è investire sui bambini, perché secondo noi un club senza Sat non avrebbe senso. Si può diventare grandi solo partendo dalle basi, cioè da un vivaio numeroso». Un vivaio che attualmente può contare su più di 50 bambini iscritti, in età compresa fra i 5 e 14 anni, i quali si allenano con i tecnici Laura La Grassa, Cristiano Carcani e Valerio Ballerini, oltre che con Marcelo Tarony [nella foto in basso a sx assieme a Carcani, ndr], l’ex giocatore professionista entrato da pochi mesi nell’ambiente del circolo castiglionese. Quello del Fontesecca è un circolo a misura d’uomo: «Cerchiamo di dare tutti i servizi di qualità ai nostri soci e tesserati tenendo conto delle loro esigenze, anche economiche. E vogliamo rendere la vita del circolo sempre più movimentata, con cene, tornei sociali e manifestazioni, tutte iniziative volte alla socializzazione». Insomma, il Tc Castiglionese sta diventando una grande famiglia, dove i dirigenti in prima persona lavorano per curare la manutenzione dei campi e per montare e smontare i palloni pressostatici. «Facciamo leva esclusivamente sulle nostre forze, e ringraziamo comunque il Comune che, nonostante le note difficoltà, ci dà sempre l’appoggio». Sacrifici che vengono fatti più volentieri, se arrivano anche i risultati agonistici. «I buoni risultati [come le vittorie della giovanissima Diana Vinerbi, ndr] confermano che lavoriamo bene, anche se il primo obiettivo del circolo, come del tennis in generale, è quello di dare una disciplina a questi ragazzini». Il Tc Castiglionese ha quasi 50 anni, ma ha la vitalità di un adolescente. «Sicuramente festeggeremo questo storico compleanno, anche se non sappiamo ancora come – chiosa il giovane presidente. – Per il momento abbiamo molte altre idee da sviluppare, come la copertura del quarto campo o la realizzazione di uno spazio da riservare esclusivamente alla preparazione atletica».

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Il nuovo Campo Scuola cresce Prosegue la costruzione del nuovo Campo Scuola di Castelsecco: una struttura all’avanguardia e di Omero un’occasione per lo sport aretino Ortaggi

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roseguono i lavori per la realizzazione del nuovo Campo Scuola ad Arezzo. Struttura che sorgerà nella zona di Castelsecco, vicino al Villaggio Amaranto e allo Stadio comunale. Nonostante le difficoltà economiche legate al fallimento di alcune aziende che avevano vinto precedentemente l’appalto, il progetto dovrebbe vedere il proprio compimento nel 2013, per la soddisfazione delle società di atletica aretine e per tutto lo sport amaranto in generale. A proposito del proseguimento dei lavori, ne abbiamo parlato con l’assessore allo Sport Marco Donati [foto a dx], che vede oramai vicina la realizzazione dell’ambizioso progetto: «Nonostante i problemi di natura economica che hanno gravato sulla costruzione dell’impianto, possiamo dire di essere convinti di consegnare l’impianto sportivo in mano agli aretini nel 2013». Una struttura all’avanguardia in grado di rendere Arezzo un centro importante per l’atletica nazionale, contribuendo così alla promozione della nostra città: «Il nuovo Campo Scuola farà progredire il movimento dell’atletica ad Arezzo e sarà in grado di attirare l’attezione e ospitare manifestazioni di livello nazionale, promuovendo ulteriormente la nostra città. Ricordiamoci che il 13% del turismo all’interno della nostra provincia è di natura sportiva». Struttura che sorgerà all’interno dello scenario di Castelsecco, una zona vicina alla città ma allo stesso tempo lontana dal traffico, quindi «molto positiva sotto il profilo della salute, e allo stesso tempo un luogo dove l’atleta può allenarsi con serenità». Inoltre, il nuovo Campo Scuola andrà ad arricchire ulteriormente un’area che già vede al proprio interno il campo da baseball, lo Stadio Comunale e il Villaggio Amaranto, con la speranza che la Cittadella dello Sport diventi il fulcro centrale per le comunità e società sportive locali. Perché l’aggregazione e, perché no?, la riscoperta della polisportiva (uno dei cardini dello sport spagnolo) potrebbero in futuro essere la svolta positiva per lo sport di casa nostra: «Questa struttura contribuirà alla crescita e alla difesa del patrimonio sportivo aretino, con la speranza che diventi un punto d’incontro per le nostre realtà sportive, di modo che tale aggregazione possa far fronte alla crisi economica che sta soffocando lo sport aretino e italiano in generale». Il 2013 è ormai alle porte e il nuovo Campo Scuola vede sempre più vicina la propria realizzazione, con la speranza che non sia solo un impianto all’avanVasai e Fanfani posano la prima guardia per l’atletica, ma una grande occasione per la nostra città. pietra del nuovo Campo Scuola

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Il settore giovanile dei Lions 2012-2013

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il piccolo Niccolò Rossi

L’Under 15 riaccende l’orgoglio dell’Hockey Arezzo

Hockey Club Arezzo è ancora in grado di ruggire. L’orgoglio di una società che negli ultimi anni è stata ai vertici Storia di una giornata di grande sport: dello sport italiano è oggi alimentato dai bambini e dall’esordio dell’Under 15 alla prima dai ragazzi del settore giovanile che, proprio domepartita di Rossi, un bambino di 5 anni nica scorsa, hanno esordito nel campionato Under 15 [nel box a dx i componenti]. Nella prima gara della nuova stagione l’Arezzo ha fatto visita all’Empoli, solida compagine che negli anni passati era abituata a battere le Giovanili aretine con punteggi in doppia cifra. Invece in questa partita qualcosa è cambiato. L’Arezzo, con una squadra formata perlopiù da femmine, è sceso in campo consapevole del proprio valore e ha combattuto ad armi pari contro i forti empolesi. Il primo tempo si è concluso 1-0 per i padroni di casa, che poi, nella ripresa, sono riusciti a dilagare fino al 4-0; la sconfitta è stata però accolta con il sorriso dall’Arezzo. «Ho sognato di vincere – afferma la presidente Paola Salvi. – Il 4-0 è un risultato bugiardo perché abbiamo giocato alla pari e i nostri avversari si sono dimostrati superiori solo in fase realizzativa. Siamo entusiasti perché i nostri ragazzi si sono impegnati a costruire azioni, a giocare di squadra e a Giovanni Borri mettere in pratica gli schemi indicati dal tecnico Luca Mafucci, dimostranLorenzo Borri do un’importante crescita tecnica e tattica che ha permesso loro di arrivare Leonardo Buoncompagni spesso al tiro. La nostra prestazione assume ancora più valore se consideriamo Matilde Fardelli che l’Empoli ha giocato con soli maschi, mentre noi avevamo ben 9 femmine; Alice Gialli tra queste c’era anche la portiere Alice Gialli che, ad appena Aurora Mafucci (capitano) 11 anni, ha dimostrato grande carattere e non ha mai avuto pauMaura Messeri ra degli attacchi avversari». Dopo questa partita, Empoli e Arezzo Giovanni Micheli si sono affrontate anche in un’amichevole riservata ai bambini Margherita Nocenti dell’Under 10. La gara, nonostante la vittoria per 2-1 dei padroni di Duccio Prelazzi casa, ha messo in luce tutte le più giovani promesse del vivaio areEleonora Refi tino: Christian Cencetti e Lorenzo Marmorini, le due bambine Alice Caterina Rossi Buoncompagni e Maria Vittoria Butali e, infine, Niccolò Rossi che, di Marco Elena Rossi con i suoi 5 anni, era in assoluto il più giovane in campo. Cavini Noemi Sciadini

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Podologia & Sport

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a cura della dottoressa o sportivo, in particolar modo in ambito competitivo, può essere rapportato Giulia Parrini

a una macchina da corsa, e come tale deve dimostrare la sua massima potenza. A volte però l’atleta, pur possedendo capacità psicofisiche eccellenti, può avere difficoltà a raggiungere il massimo delle prestazioni o avere mancanze di continuità legate a fattori negativi. Questi fattori possono essere legati alla specialità sportiva, ma nella maggior parte dei casi dipendono da una predisposizione strutturale e/o funzionale propria dell’atleta. Quindi è fondamentale dare importanza ai piccoli particolari legati all’assetto e all’equilibrio tra gli organi di movimento e quelli di distribuzione dei carichi. Diventa indispensabile per rendere competitiva la nostra “macchina” valutarla biomeccanicamente e posturologicamente, sia in statica che in dinamica. La pratica dello sport – quale che sia il livello di allenamento e l’età – provoca un livello di ipersollecitazione dei sistemi osteoarticolari, muscolari e cutanei. È dunque fondamentale studiare la gestualità di ogni sport al fine di migliorare i naturali movimenti personali dell’esecuzione, e prevenire i rischi legati a sollecitazioni errate che possono provocare traumi legati al gesto sportivo. La presenza di un podologo all’interno di un team medico-sportivo è molto importante, in quanto il piede è soggetto a continui conflitti che possono provocare durante l’attività, vesciche cutanee, distorsioni della caviglia, tendiniti, fasciti plantari e fratture da stress. I principali obiettivi terapeutici del podologo saranno individuare e trattare le numerose patologie biomeccaniche e posturali dello sportivo, tenendo conto anche della correlazione con patologie sovra-segmentarie al piede, come quelle relative alle ginocchia. Avvalendosi di esami specifici per lo studio delle pressioni staticodinamiche valuta la necessità di plantari preventivi di riequilibrio e stabilizzazione su misura, adattabili sia alla scarpa di allenamento che di competizione. Cura le patologie ungueali e dermatologiche (ipercheratosi, unghie incarnite, verruche plantari, problemi sudorali, vesciche, ecc...). Ed è in grado di seguire lo sportivo prima, durante e dopo la competizione. Lo scopo sarà quello di migliorare, ottimizzare e valorizzare il gesto sportivo. Poi, vinca il migliore! Per informazioni e domande potete contattare la dottoressa Giulia Parrini al 339/2470445 o via email all’indirizzo podologiaparrini@gmail.com, o trovarla presso il suo studio in via Fiorentina 259.

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gli Scoiattoli 2012-2013

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I bambini che sognano l’Nba

ogliamo diventare giocatori dell’Nba»: gli Scoiattoli del Viaggio alla scoperta degli Scoiattoli, minibasket “Nova gli atleti del 2005 del minibasket Verta” della Scuola Basket Arezzo non hanno dub“Nova Verta” della Sba bi nell’indicare il loro sogno. Per i bambini di questa squadra, tutti nati nel 2005, la pallacanestro è molto più di un semplice sport: ogni allenamento è un momento di gioco, di divertimento, entusiasmo, emozione e amicizia. A testimoniarlo sono gli stessi piccoli atleti degli Scoiattoli. Il roster degli «La pallacanestro ci piace da morire ­– affermano. – Giochiamo, ci divertiamo e Scoiattoli 2005 abbiamo tanti amici: vorremmo venire in palestra tutti i giorni». Lapo Altieri Il gruppo degli Scoiattoli è uno dei più numerosi della Sba, con un Marco Blasi Toccaceli roster di 20 bambini che, guidato dall’istruttore Paolo Bruschi, sta creGiacomo Caldora scendo di anno in anno. «Uno dei principali interessi della nostra socieAlessandro Caneschi tà – spiega il tecnico, – è incrementare il numero degli atleti del miniTommaso Capacci basket. L’aumento degli Scoiattoli è un dato che testimonia la bontà Riccardo Cincinelli del nostro lavoro e la qualità dell’insegnamento dei nostri istruttori». Gianmaria Frosini L’obiettivo della Sba è far appassionare questi bambini alla pallacaClaudio Maddaluno nestro, dunque dagli allenamenti sono banditi agonismo, tecniche e Samuele Marcantoni tattiche, con i bambini che vivono lo sport esclusivamente come gioRiccardo Mellini co ed emozione. Filippo Mori «Poca teoria e tanto divertimento sono alla base del nostro modo di Gianmarco Nocenti fare – conclude Bruschi. – Gli Scoiattoli sono ancora molto piccoli, dunTommaso Nucci que non insegniamo loro il basket, ma lavoriamo perché conoscano il Samuele Piatti proprio corpo e crescano armoniosamente, attraverso un’attività motoria e semplici Rebekka Pigolotti esercizi con la palla per migliorare la corsa, la coordinazione e i riflessi. Con questi Rakele Pigolotti strumenti permettiamo ai nostri piccoli atleti di stare con gli altri, di fare un’attività Riccardo Pratesi sana e appassionarsi alla pallacanestro». Filippo Sacchini Per informazioni o iscrizioni, è possibile recarsi alla segreteria della palestra della Sba nell’area sportiva di San Lorentino o contattare lo 0575/299719.

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Il nuoto del domani con il “Metodo Catteau”

Alla Chimera Nuoto si sviluppa una didattica di tipo attivo fondata sulla “scoperta guidata”

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lla Chimera Nuoto si fa largo una nuova metodologia per l’insegnamento del nuoto: è il Metodo Catteau, una disciplina ideata da Raymond Catteau, il più grande studioso di pedagogia natatoria. La società aretina già negli anni passati basava gli insegnamenti della propria scuola nuoto e gli allenamenti degli agonisti sui più basilari elementi del “Catteau”, ma ora è intenzionata a sposarne pienamente la filosofia per farne un faro per tutta la sua attività natatoria e acquatica. A incidere positivamente su questa svolta è stato il direttore tecnico della società, Marco Magara, che nel corso dell’estate ha frequentato un seminario del professore francese, riportandone ad Arezzo tutti gli insegnamenti e rinnovando il proprio impegno nell’attuazione dei precetti. Il Metodo Catteau trova il proprio perno in una didattica di tipo attivo, fondata sulla scoperta guidata: l’insegnamento del nuoto non avviene sulle spiegazioni ma sugli obiettivi e le azioni a essi collegati. In un primo momento l’istruttore fornirà all’allievo le nozioni tecniche del “proiettile” e della “propulsione”, i due movimenti da cui si generano tutti gli stili e tutte le tecniche natatorie, poi lascerà libero spazio allo stesso allievo, limitandosi a indicare alcuni obiettivi da raggiungere. A quel punto toccherà al singolo er ulteriori informazionuotatore sperimentarsi e capire il moni o per iscriversi alle vimento più adatto: ricevuto lo stimoattività è possibile rivollo, dovrà trovare le migliori azioni per gersi alla segreteria del raggiungere l’obiettivo individuato Centro Sport Chimera dall’istruttore. In questa esperienza l’alin viale Gramsci 7, visilievo vivrà la possibilità di sperimentare il proprio corpo, di capire quale è il tare i siti www.centromovimento migliore e di interiorizzare consapevolmente quanto imparato. sportchimera.com o «La Chimera Nuoto procede a grandi passi verso una nuova pedagow w w. s a l v a m e n t o . i t , gia – afferma lo stesso Magara. – Si tratta di un metodo attivo e funzionale chiamare o scrivere un che cercheremo di diffondere come approccio culturale nella formazione sms a Marco Magara al e nell’insegnamento del nuoto. Questa metodologia può esser applicata 347/42.49.641 già dall’età di sei anni, quando il bambino vive il suo primo approccio con il nuoto e sviluppa i propri movimenti corporei».

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