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ttobre: in ambito sportivo, mese delle nuove partenze. Proprio in questo periodo, pieno di speranze e buoni propositi, un plauso particolare va di diritto a quelle società che, pur avendo molti anni di attività alle spalle, anziché sentirsi ormai vecchie, sanno come riproporsi, rinnovarsi e stimolare atleti e appassionati, regalandoci momenti di grande sport e raccogliendo successi e vittorie. È questo il caso dell’associazione sportiva Judo OK Arezzo, una società da annoverare tra le realtà storiche del nostro territorio, fondata dal maestro Giuseppe Busia, pioniere di tutto il movimento judoista della

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Judo OK

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Judo OK: come sempre una conferma

di Elettra Fiorini

La storica società aretina si giostra anche quest’anno tra gare di livello e momenti di gioco [segue da pag. 13]

nostra città, e oggi guidata con determinazione dal figlio Roberto. Basti pensare che dal 1973, anno della sua nascita, a oggi, la Judo OK ha tirato su più di una generazione di giovani campioni, accompagnandoli nel loro percorso da judoka e coinvolgendoli in numerose gare in Italia e all’estero, ma soprattutto ha trasmesso la passione e l’amore per il judo e i suoi valori a moltissimi atleti, contribuendo alla loro crescita e alla loro educazione. Il sano lavoro che sta dietro un’attività del genere non può non riflettersi anche nei risultati agonistici che, da una decina d’anni a questa parte, sono stati decisamente sorprendenti e in costante evoluzione. La società aretina infatti, non soltanto detiene la leadership della classifica regionale, ma sa come imporre la propria presenza anche in campo nazionale, conquistando numerose medaglie ai campionati italiani di categoria e vincendo trofei internazionali. Merito di uno staff validissimo e di un gruppo di atleti che riesce a competere senza timore pure contro avversari molto titolati. Nonostante la stagione sportiva sia appena iniziata, la Judo OK già si è portata a casa le prime soddisfazione. «Ben quattro dei nostri atleti si sono qualificati per i Campionati Italiani Under 23 che si terranno tra tre settimane a Lignano Sabbiadoro – spiega Roberto Busia, direttore tecnico della società. – Inoltre disputeremo anche la Coppa Italia a Firenze tra un paio di settimane, appuntamento in cui vedremo il ritorno in gara di Fabio Chierici, atleta che dopo un infortunio che lo ha tenuto a lungo fermo ha ripreso ad allenarsi intensamente». Sono arrivate anche le conferme in via ufficiale. «Sono da poco uscite le classifiche federali del quadriennio olimpico – racconta Busia, – e per il sedicesimo anno consecutivo risultiamo essere la prima società della Toscana, con un 26° posto su tutte le 116 società italiane menzionate». Oltre al lavoro in palestra, che permette a questi giovani atleti aretini di raggiungere risultati di grande rilevanza, la Judo OK si adopera continuamente per avvicinare pure i più piccoli allo sport, combinando momenti di gara con momenti di puro divertimento. «Per la fine di novembre, stiamo allestendo ad Arezzo, in collaborazione col Comitato regionale, la finale di Judo Giocando, una manifestazione rivolta ai bambini che praticano judo – continua Busia. – Durante questa giornata, verranno proclamati i vincivia tori di un torneo a tre fasi che, durante l’anno, si è svolto nelle varie provincie o gruppi provinciali. Guadagnoli 37 Riempiremo il palazzetto di bambini all’insegna dei valori del judo, in quella che sarà una vera e propria festa». 0575/302676

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Mastiff, un vivaio di cui essere orgogliosi

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di Alessio Segantini

e il Mastiff Baseball Club in cinque anni è arrivato dalla Serie C alla Serie A federale molto del merito è dei giocatori della società, sei dei quali provengono dal vivaio e dimostrano come la società aretina sappia tirar su atleti di livello. Danilo Biagioli, presidente dei Mastiff, ci parla del settore giovanile, asse portante del sistema societario. Presidente, la inorgoglisce il fatto che ci siano sei aretini del vivaio in prima squadra? «Molto: mi piace l’idea che una squadra di Serie A federale abbia nel roster così tanti giocatori della propria città. Non solo io, ma tutta la società deve essere fiera di questo risultato, poiché vuol dire che i nostri tecnici e i dirigenti stanno lavorando bene. In più, anche per i giocatori è motivo di vanto: rappresentano la loro città e sono attaccatissimi a questa maglia, cosa ormai sempre più rara nello sport». Quest’anno quale è l’obiettivo del settore giovanile? «Il nostro obiettivo rimane formare giovani atleti che possano giocare e competere in categorie importanti, come oramai stiamo facendo da cinque

anni a questa parte. Puntiamo molto sulla crescita di tutti i giocatori, e per permettere loro di migliorare e di “farsi le ossa” li mandiamo anche a giocare fuori Arezzo. Tutto questo ci gratifica perché la stessa Federazione ci ha riconosciuto più volte la capacità di “creare” atleti interessanti». C’è qualche accorgimento particolare per un vivaio così ricco e competitivo? «Il lavoro e la volontà sono le uniche cose che possono migliorare il processo di apprendimento del gioco. Fiore all’occhiello, tra questi, è senza dubbio Pierangelo Omarini, ex allenatore della Nazionale giovanile e nostro responsabile tecnico di tutto il vivaio». Di lavoro, dunque, ce n’è tanto da fare... «Tantissimo, infatti abbiamo già ripreso con il settore giovanile con le categorie Allievi, Ragazzini e Cadetti. Desideriamo avvicinare più gente possibile a questo sport, farli appassionare, crescere e nello stesso tempo farli divertire. Sono queste le basi per formare dei giocatori che, anche in futuro, potranno dimostrare il loro valore nelle categorie italiane più importanti». Gli allenamenti dei Mastiff si svolgono alla palestra della “Pio Borri” (presso Porta Trento Trieste) il lunedì, il giovedì e il venerdì a partire dalle ore 17; per ottenere ulteriori informazioni o per le iscrizioni è possibile chiamare Biagioli al 347/51.36.900

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Diabete

a cura della dottoressa Giulia Parrini

cura e prevenzione

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piedi sostengono il peso del nostro corpo e pur essendo il nostro mezzo di locomozione non sempre ricevono le cure che meritano. Le persone affette da diabete devono prestare una particolare attenzione al proprio stato di salute generale, e ciò vale in particolare per la cura dei piedi. Il diabete colpisce in Italia quasi cinque milioni di persone, per cui può essere considerata una malattia sociale. Può provocare alterazioni di origine vascolare e nervosa. Una scarsa circolazione comporta un carenza di ossigeno, per questo si può verificare una crescita anomala delle unghie, secchezza cutanea, difficoltà nella rimarginazione di ferite, che a volte si infettano. Tali lesioni, i punti rossi sono quelli di massimo carico se trascurate, possono raggiungere stati necrotici, in casi estremi si può rendere necessaria l’amputazione dell’area interessata. Inoltre, le alterazioni nervose determinano la perdita della sensibilità cutanea parziale o totale; non si riesce a percepire correttamente temperatura, pressioni e dolore; la persona può ferirsi i piedi senza accorgersene perché non prova dolore, e quindi può trascurare le ferite involontariamente. Questo quadro sintomatologico nel complesso è definito “Piede Diabetico”. La diagnosi e la cura di questa patologia richiede la collaborazione di più figure sanitarie: il medico di famiglia, il diabetologo e il podologo. È responsabi-

lità del podologo educare il paziente alla prevenzione in modo da poterne ridurre i rischi. Gli è possibile, inoltre, curare eventuali ulcerazioni, studiare un plantare su misura per ridurre i punti di sovraccarico del piede e indicare la calzatura più adatta al fine di evitare danni. Alcuni suggerimenti: Figure professionali diverse dall’ambito sanitario, come estetiste o pedicure, non sono preparate per • Ispezionare e lavare i piedi ogni giorno; • Controllare la temperatura dell’acqua con il gomito o con il termometro; •Asciugare bene ma delicatamente, senza tralasciare gli spazi tra le dita; • Usare calze preferibilmente di cotone o lana che non stringano, e cambiarle ogni giorno; • Idratare il piede con creme specifiche; • Non usare callifughi o strumenti taglienti per le callosità, rivolgersi sempre al podologo, anche per il taglio delle unghie; • Non camminare a piedi scalzi; • Non usare fonti di colore dirette (borse d’acqua calda, calorifero, camino, ecc...); • Usare scarpe comode con punta rotonda e tacco non superiore a quattro centimetri; • Quando si calzano scarpe nuove, controllare il piede dopo pochi minuti di cammino. la cura della patologia, non disponendo di ferri sterili e ambienti idonei, e potrebbero determinare ulteriori complicazioni, è necessario rivolgersi sempre allo specialista. Per informazioni e domande potete contattare la dottoressa Giulia Parrini al 339/2470445 o via email all’indirizzo podologiaparrini@gmail.com, o trovarla presso il suo studio in via Fiorentina 259.

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Quinti in Italia

l’Under 14 del Giotto è uno spettacolo

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iù di così era impossibile: l’Under 14 del Circolo Tennis Giotto ha compiuto l’impresa di raggiungere il quinto posto alle finali dei Campionati Italiani a squadre. La formazione del Giotto, composta da Alessio Bulletti [foto qui sotto], Filippo Fratini ed Edoardo Paolelli, è arrivata alla fase nazionale dopo aver conquistato il titolo regionale e aver vinto le fasi di macroarea, due successi che hanno permesso al Circolo di rientrare tra le migliori otto società d’Italia e lottare sui campi del Tc Padova per la conquista del tricolore. Purtroppo il sorteggio non l’Under 14 con Bracciali, i maestri e i dirigenti del C.T. Giotto è stato benevolo con gli aretini, che nel primo turno si sono trovati opposti al Tc Napoli, la testa di serie numero 1 del torneo; contro i partenopei, capaci poi di arrivare fino alla finalissima, il Giotto ha potuto poco e ha perso entrambi i match disputati da Fratini e da Paolelli. La sconfitta ha costretto il circolo aretino a retrocedere nella seconda parte del tabellone, quella che assegnava i piazzamenti dal 5° all’8° posto: in questa fase il Giotto si è risollevato e, vincendo tutti gli incontri disputati, è riuscito a ottenere il miglior risultato in palio. In semifinale gli aretini hanno incontrato l’Sc Martina Franca, un avversario liquidato agevolmente con un bel 3-0 firmato da Fratini e Bulletti, che prima hanno vinto i singoli e poi si sono ripetuti nel doppio. Molto più faticoso è stato il successo nella finale contro il Ct Correggio, un match cominciato in salita a causa dell’iniziale sconfitta di Fratini: a risollevare le sorti della sfida ci ha pensato Bulletti, capace di vincere il suo incontro e di portare il Giotto fino al doppio, vinto dai due aretini per 10-5 al tie break. «I nostri ragazzi non smettono di stupire – afferma Alessandro Caneschi, il tecnico dell’Under 14. – Il quinto posto in Italia rappresenta un risultato eccezionale che ci riempie di soddisfazione: visto il sorteggio, era impossibile pensare di ottenere un piazzamento migliore. Questo bel risultato è un importante premio per i ragazzi, per i maestri e per l’intero circolo: l’Under 14 è una squadra formata da tennisti del 1998 nati PROMOZIONE VALIDA TUTTI I GIORNI! e cresciuti sui campi del Pizzeria a taglio e da asporto, hamburger, hot dog, friggitoria, antipasti, Giotto, e dunque essere insalatone, Primi piatti di produzione propria cotti al momento solo a pranzo riusciti a diventare il quinCONSEGNA A DOMICILIO CON PRENOTAZIONE ENTRO LE 21.30 to circolo in tutta Italia è orari: mart. - sab. 12-22, dom. 17-22, lun. chiuso per noi un motivo di grande orgoglio». via Kennedy 45, 0575 905842 – WWW.TA-TA.ORY.IT

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di Omero Ortaggi

Quel giocatore grintoso e carismatico...

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i sono giocatori che, a prescindere dal numero di trofei alzati, ti rimangono impressi in testa per un gesto atletico in particolare il quale, nonostante l’andare degli anni, ci è rimasto vivo negli occhi. Chi scrive aveva sedici anni ed era in curva, quando in un Arezzo-Novara vedemmo fare quel gesto atletico che tanto ci è rimasto impresso: una progressione, un’apnea lunga trenta metri contro l’attaccante avversario ormai sicuro di battere a rete. Poi l’intervento, la palla recuperata, l’attaccante per terra attonito e cinquemila tifosi increduli in piedi ad applaudire per non so quanto tempo. Questo è stato Paolo Scotti: difensore impeccabile e generoso, ma soprattutto capitano e trascinatore di quell’Arezzo che sarà sempre ricordato come l’“Arezzo dei record”. Scotti approda ad Arezzo nell’estate depressa del 2003, quando ancora si sentiva l’odore delle acque torbide della C2: «Avevo il contratto in scadenza con la Triestina e il ds Fioretti mi propose di venire all’Arezzo. Non ci pensai nemmeno un attimo, perché per me Fioretti era sinonimo di garanzia».

Ritorna la rubrica “Ex Amaranto” e lo fa incontrando Paolo Scotti, uno degli artefici della splendida cavalcata verso la B da parte dell’Arezzo dei record Così venne costruita una vera e propria armata per la C2, con i gol di Abbruscato, il carisma di Gelsi e Scotti, le scorribande di Pasqual e l’allora semi-sconosciuto Mario Somma a dirigere l’orchestra. Poi il ripescaggio pochi giorni prima dell’inizio del campionato e la partenza, subito entusiasmante: «Già nel ritiro respirammo sensazioni positive, perché il gruppo era costituito da giocatori con personalità vincente». Proprio quella personalità d’acciaio che ci vuole per restare a galla in mezzo al mare di scetticismo in cui nuotava l’Arezzo all’inizio della stagione 2003-04, ed è proprio «spingendo sull’acceleratore, dopo essere partiti da zero, che siamo riusciti a costruire una squadra vincente in grado di entusiasmare l’intera città». Arezzo fu letteralmente trascinata dai gol di Abbruscato e dalle parate di Pagotto, con quest’ultimo autentico protagonista del match thriller di Lumezzane: «Subito a Prato capimmo che potevamo fare qual-

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cosa di grande, poi siamo cresciuti di partita in partita passando per Lumezzane fino ad arrivare al 5-0 di Reggio Emilia, dove capimmo che ce l’avremmo fatta». Il brutto anatroccolo che diventa cigno, l’Arezzo di Somma era una creatura perfetta. Un giocattolo meraviglioso emerso dal fango, che ci avrebbe fatto sognare anche in Serie B, un gruppo coeso che ci ha fatto godere ed entusiasmare. Un gruppo incarnato perfettamente dalla grinta di Paolo Scotti: chapeau!


Grandi colpi e raffiche di goal:

la Stella Azzurra fa paura

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a Stella Azzurra non scherza. Dopo i grandi colpi del calciomercato estivo e gli arrivi di tante “big” prelevate dalla Serie A, nel primo impegno della nuova stagione la società di calcio femminile si è subito fatta trovare pronta e ha dimostrato sul campo di poter giustamente ambire a una stagione di gloria: al debutto in Coppa Toscana, un trofeo detenuto dalla stessa società aretina, la Stella Azzurra ha ottenuto un netto 6-1 ai danni dell’Aglianese. La squadra di mister Del Buontromboni ha condotto la gara fin dai primi minuti e ha subito iniziato a macinare una gran quantità di azioni, capitalizzate al 20° minuto da uno splendido goal di testa di Serena Patu, ex giocatrice della Nazionale italiana, che ha così bagnato nel migliore dei modi il proprio esordio con la nuova maglia. Da quel momento le reti si sono susseguite in rapida successione, siglate dall’umbra Carmen Nenna, da Jenny Tabaku e da Mariacostanza Aterini (due promettenti giocatrici provenienti dalla Primavera della Fiorentina) e da Chiara Bartoli, bravissima a superare il difensore e il portiere e a realizzare a porta vuota; a chiudere il conto un’autorete dell’Aglianese che ha fissato il risultato sul 6-1. Questa goleada rappresenta il miglior biglietto da visita in vista del nuovo turno di Coppa (in programma questa domenica a Ponte a Greve) e, soprattutto, del debutto nel campionato di Serie C del 21 ottobre contro il Sorgenti Labrone. «Questo risultato ha confermato la bontà del lavoro svolto negli ultimi mesi – afferma il direttore generale Claudio Chiarini. – La Stella Azzurra poteva già vantare una rosa estremamente competitiva, ma nel corso dell’estate vi abbiamo aggiunto alcune giocatrici di qualità e con esperienze nella massima serie italiana: dalla porta, rinforzata dal gradito ritorno di Valeria Mazzola, all’attacco, ogni ruolo è ben coperto da atlete di primario valore. Il successo con l’Aglianese ci soddisfa soprattutto perché tutti i goal sono stati realizzati proprio dalle nuove arrivate, che hanno dimostrato di essersi immediatamente inserite nel nostro scacchiere. Con questa formazione non possiamo fare altro che vivere una stagione da assoluti protagonisti, anche se siamo consapevoli che c’è ancora molto da lavorare per riuscire a trovare i meccanismi migliori ed essere pronti al debutto in campionato».

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IL BAGNINO SALVA LA VITA RIPARTE IL CORSO DI FORMAZIONE

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on la sicurezza in acqua non si scherza. Con questa consapevolezza, la Centro Sport Società Nazionale di Salvamento (SNS) è pronta a organizzare il nuovo corso professionale di Bagnino di Salvataggio, che prenderà il via a partire da mercoledì 24 ottobre presso il Centro Sport Chimera. Aperto a chi ha un’età tra i 16 e i 55 anni, il corso abilita all’esercizio della professione di bagnino presso i litorali marittimi e le acque interne (piscine, fiumi e laghi), con un brevetto che ha validità di tre anni, è rinnovabile ed è riconosciuto dallo Stato come titolo professionale, fornendo dunque nuove opportunità di lavoro. L’intero corso si snoda attraverso due lezioni settimanali (il lunedì e il mercoledì dopo le 21), divise tra un’area teorica e un’area pratica. Le lezioni teoriche abbracciano una vasta gamma di argomenti, che illustrano l’ordinanza balneare, la meteorologia e lo studio delle coste, comprendendo anche un’area medica con le nozioni di primo soccorso e di BLS-D (Basic Live Support con defibrillatore). La maggior parte delle lezioni saranno comunque improntate su insegnamenti pratici, con corsi per perfezionare le capacità natatorie, allenare l’apnea e apprendere le tecniche di estrazione

Dal 24 ottobre prenderà il via al Chimera il corso che abilita alla professione di bagnino

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er ulteriori informazioni o per iscriversi alle attività è possibile rivolgersi alla segreteria del Centro Sport Chimera in viale Gramsci 7, visitare i siti www. centrosportchimera.com o www.salvamento.it, chiamare o scrivere un sms a Marco Magara al 347/42.49.641

dall’acqua e le modalità di trasporto di un corpo; a tutto questo si aggiungono le lezioni di voga con il pattino di salvataggio. «Ovviamente la formazione non si esaurisce con questo corso – spiega Marco Magara, segretario dell’SNS. – La nostra società organizza anche periodici aggiornamenti ed esercitazioni, condotti da professionisti e rivolti a chi già possiede il brevetto da bagnino». Negli ultimi anni l’SNS ha formato oltre 100 bagnini che hanno poi trovato lavoro nelle piscine e nei litorali di tutta Italia, contribuendo alla sicurezza di quei luoghi e vigilando nella prevenzione degli incidenti. «Gli interventi dei nostri bagnini hanno salvato numerose vite – conclude Magara. – Nel corso dell’estate sono saliti alle cronache i salvataggi effettuati da alcuni ragazzi formati dai nostri corsi, tra cui il più noto è sicuramente quello avvenuto a luglio alla piscina Crocodile: questo testimonia l’importanza di investire nel formare nuovi bagnini e nell’aumentare la sicurezza negli ambienti acquatici».

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