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in copertina ue medaglie d’oro ai Campionati italiani e tanta voglia di farsi conoscere. Non è più solo una tendenza: ad Arezzo le arti marziali trovano terreno fertile. Un ambiente vivo e curioso in cui poter crescere e farsi conoscere agli occhi di una popolazione sempre più attratta e ricettiva verso questo tipo di discipline. È proprio in questo contesto che, negli ultimi mesi, sta facendo parlare di sé l’A.S.D. Aranha Italia, una società sportiva che solo nel 2012 ha posizionato i suoi migliori allievi sui podi nazionali, permettendo così agli aretini di venire a contatto con un’arte marziale giovane e affascinante come il JiuJitsu brasiliano. Riccardo Pelosi, istruttore di spicco dell’Associazione Aranha, ci ha condotti in un percorso

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Dentro e fuori il tatami: il jiujitsu brasiliano lascia il segno

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alla scoperta di questa disciplina rivolta a tutti (senza limiti di sesso, peso o età) e capace di di Elettra Fiorini attirare tra le sue fila un numero sempre maggiore di atleti grazie alla sua completezza motoria. Un breve excursus storico sul Brazilian JiuJitsu. «La versione del JiuJitsu da noi praticata nasce in Brasile nei primi del Novecento. Anche se inizialmente si sviluppa seguendo la strada più tradizionale improntata al combattimento e alla difesa personale, oggi è l’approccio sportivo quello più diffuso. È una disciplina lottatoria dove si vince per resa o per punti, ed è volta alla sottomissione dell’avversario grazie all’utilizzo di tecniche di strangolamento e leva articolare. La parte a terra riveste sicuramente un ruolo di maggior risalto, ma vengono studiate anche tecniche di combattimento in piedi più vicine alle pratiche del judo e della lotta vera e propria». Come nasce l’Arahna Italia qui ad Arezzo? «Io, Roberto Gregori e Thier Tavares, il nostro responsabile tecnico, abbiamo fondato l’associazione tra il 2008 e il 2009. Ma non siamo soli. Facciamo parte di un team più ampio: quello della Association Arahna capitanata dal maestro Yan Cabral, che ha sedi anche a Barcellona, Tolosa, Grenoble e Barcarès». Gli atleti con che tipo di allenamento hanno a che fare? «Qui ad Arezzo ci alleniamo quattro volte la settimana, ma in previsione di qualche impegno sportivo la mole di lavoro aumenta e Nicola Moraglia sul podio arriviamo anche a sei. La lezione tipo si divide in tre fasi: una fase di riscaldamento e di drill (esercizi propedeutici alle tecniche), una seconda fase in cui si studiano le tecniche più approfonditamente, per poi concludere con un po’ di sparring, vale a dire di combattimento». Il 2012 è stato un anno di vittorie. Il futuro cosa vi riserverà? «Fin dall’inizio di questa avventura, ci siamo sempre confrontati in ambito sportivo, raccogliendo qua e là qualche soddisfazione. Ma il 2012 è stato per noi particolarmente proficuo. Lo scorso 12 maggio abbiamo infatti partecipato, a Roma, al I Campionato Italiano Open di Brazilian JiuJitsu, patrocinato dall’UIJJ (Unione Italiana JiuJitsu), portando a casa un bronzo e ben due medaglie d’oro in varie categorie. Nicola Moraglia si è classificato terzo nella categoria 76kg Adulti, Giacomo Landi ha primeggiato nella categoria 76kg Master, mentre per la categoria 70kg Master, la vetta più alta del podio l’ha conquistata Lucio Piccinotti. Il prossimo traguardo sarà la partecipazione, a gennaio 2013, al Campionato Europeo della Federazione Internazionale IBJJF, sperando di lasciare ancora il segno e contribuire alla diffusione di questa disciplina». Perché scegliere il JiuJistu Brazilian? «Il BJJ è un arte marziale che soddisfa sia l’agonista che l’amatore che vuole migliorare le proprie qualità fisiche. Chi vi si approccia imparerà a confrontarsi, a condividere il sudore sul tatami coi compagni e a disciplinarsi fino a che non vivrà il Brazilian JiuJitsu come una pratica quotidiana dentro e fuori la palestra. Giacomo Landi sul podio Doti particolari per iniziare non servono, solo pazienza e volontà».

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Una piacevole sorpresa! Giulia Scarpini ci racconta il suo successo nel torneo di Bibione di beach volley on l’arrivo del bel tempo e delle temperature alte finiscono le stagioni agonistiche degli sport “classici” e iniziano a entrare nel clou i cosiddetti “sport estivi”, ovvero quelle attività che si svolgono all’aperto o magari in spiaggia. Tra queste, una delle principali è sicudi Alessio ramente il beach volley, che è entrato Segantini nel vivo con il torneo di Bibione di fine maggio: in una manifestazione con oltre 14.000 iscritti, ad imporsi nella categoria 2vs2 è stata l’aretina Giulia Scarpini, che ha giocato in coppia con la grossetana Veronica Ciani. Scarpini, parliamo subito del torneo: un successo inaspettato! «Senza alcun dubbio! Non eravamo teste di serie, e di conseguenza non partivamo favorite, anche perché partecipavano a questo torneo alcune giocatrici di pallavolo di Serie A1 o di Serie B che, anche se meno preparate sulla sabbia, Veronica Ciani e Giulia Scarpini (a destra) erano più blasonate di noi, senza dimenticare che c’erano anche atlete che provenivano dall’estero. Solitamente partecipavamo al torneo di Bibione a settembre, una tappa nella quale ci sono meno iscritte, ma quest’anno, dopo il lavoro invernale svolto anche lontano da casa, con tutti i sacrifici del caso, abbiamo deciso di partecipare a maggio e il risultato ha premiato la nostra scelta». Ci descriva come è stato il torneo. «Partecipavano 250 coppie nella nostra categoria e c’erano più di 14.000 iscritti totali: intorno a questa manifestazione sportiva si respirava un bel clima e un’aria di festa. Noi ci siamo inserite bene in questo contesto e, senza pressioni, siamo riuscite a portare a casa la vittoria da outsider». Quale è stata l’emozione più forte? «Dopo la semifinale, sapendo che avremmo dovuto affrontare un duo molto esperto, per così dire della “vecchia guardia”, ci siamo dette solo di provare a vincere, anche se non eravamo troppo convinte. Abbiamo capito di potercela fare quando, nel primo set, sotto 14-7, non abbiamo in primo piano, Giulia Scarpini mollato e abbiamo vinto 21-18. Un’altra bella sensazione è stata quando, dopo la premiazione, è arrivata la troupe di RaiSport che aveva seguito il torneo e ci ha intervistate». Adesso, quali sono i prossimi impegni? «Parteciperemo a metà luglio ad alcune tappe del Campionato PROMOZIONE VALIDA TUTTI I GIORNI! Italiano, senza molta PIZZERIA A TAGLIO E DA ASPORTO, HAMBURGER, HOT DOG, FRIGGITORIA, ANTIPASTI, pressione e partendo da INSALATONE, PRIMI PIATTI DI PRODUZIONE PROPRIA COTTI AL MOMENTO SOLO A PRANZO outsider come a Bibione. CONSEGNA A DOMICILIO CON PRENOTAZIONE ENTRO LE 21.30 Sarebbe bello ripeterci ORARI: MART. - SAB. 12-22, DOM. 17-22, LUN. CHIUSO anche in una di queste VIA KENNEDY 45, 0575 905842 – WWW.TA-TA.ORY.IT date estive».

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Circolo Tennis Giotto,

Sabato 16 giugno il Giotto celebra il suo 30° ricorda la storia del circolo e presenta il prog

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renta anni di tennis, trenta anni per il tennis: il Circolo Tennis Giotto si prepara a festeggiare sabato 16 giugno il suo 30° compleanno. Era il 1982 quando Marcello Bordiga e altri appassionati di tennis, partendo da una roulotte e da un solo campo da gioco, decisero di dar vita a questo nuovo circolo, una realtà che da quel momento non ha smesso di crescere, arricchendosi di sette terreni di gioco, aggregando sempre più persone (a oggi conta 460 soci) e diventando un punto di riferimento per il tennis cittadino e nazionale. A livello sportivo, oltre a una gloriosa parentesi in Serie A, il circolo ha sempre investito nella crescita del settore giovanile, vero fiore all’occhiello del Giotto che Francesca Sch oggi può vantare una delle scuole tennis più prolifiche d’Italia, con tanti bambini e ragazzi che si stanno mettendo in luce in tutte le maniI primi campi del C.T. Giotto trent’anni fa festazioni provinciali, regionali e nazionali a cui prendono parte. Tra i principali meriti del Giotto c’è anche quello di aver portato ad Arezzo il grande tennis internazionale, prima organizzando il Tennis Europe Under 14, un torneo che è stato un trampolino di lancio per molti professionisti e che ha portato in città giocatori come Djokovic e Murray (i tennisti al 1° e al 4° posto del ranking mondiale), e poi con la Borotra Cup, la Coppa Davis Under 16 che ha visto sfidarsi alcune delle migliori Nazionali giovanili d’Europa. La crescita sportiva è proceduta a braccetto con quella sociale, con il Giotto che è diventato un luogo di aggregazione per un numero sempre maggiore di famiglie. Per tantissimi aretini il Circolo rappresenta un posto dove far crescere i propri figli e un punto di riferimento del tessuto sociale della città, con un grande ventaglio di attività e di proposte promosse da un consiglio che negli ultimi anni si è rinnovato e ha trovato nuova freschezza. «I 30 anni del Giotto – spiega il presidente Luca Benvenuti – rappresentano un traguardo importante che

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in città (e a ballare!)

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, 30 anni per il tennis

compleanno: il presidente Benvenutii gramma dei festeggiamenti

è doveroso celebrare con grandi festeggiamenti che coinvolgano i soci e gli amici del circolo. Queste celebrazioni rappresenteranno la miglior occasione per inaugurare il nostro ottavo campo, il campo velohiavone (seconda da destra) al C.T. Giotto Djokovic, n. 1 al mondo, premiato al C.T. Giotto ce in resina sintetica, un terreno che ci permetterà un ulteriore salto di qualità, arricchendo la nostra struttura e rendendoci sportivamente più competitivi. Dopo il taglio del nastro, previsto per le 17, sarà possibile assistere a un incontro di esibizione tra Daniele Bracciali e Federico Raffaelli, due tennisti professionisti che si allenano nelle nostre strutture e collaborano con il nostro Circolo. Mi piacerebbe che questo momento fosse un’occasione di festa per tutta Arezzo e per tutti gli appassionati di tennis, dunque invito tutta la cittadinanza a partecipare». I festeggiamenti continueranno alle 19.30 con una cena conviviale presso il ristorante del Circolo, un’occasione organizzata per passare una serata in allegria e rivivere, anche attraverso la proiezione di alcuni filmati, i primi trenta anni della storia del Giotto. «I festeggiamenti dei trenta anni ci daranno ulteriore spinta per continuare a crescere – conclude Benvenuti. – Guardandoci indietro, possiamo ammirare una storia ricca di grandi risultati sia sportivi che sociali: questa è la strada che dobbiamo intraprendere anche nel futuro, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente la nostra struttura, e con il sogno di fare del Giotto un luogo di aggregazione per un numero sempre maggiore di famiglie».

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Alessandro Benvenuti (a sx) e Marcello Bordiga

cucine di qualità dal 1968 15 GIUGNO 2012

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Arezzo ieri og

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icordate i vecchi film di Rocky? Andava al tappeto ma trovava sempre le energie per rialzarsi e continuare a lottare. Un po’ quello che ci aspettiamo dal cavallino rampante amaranto, atterrato dal Pontedera prima, dall’esito dei play-off poi, con la conseguente idea di un possibile ripescaggio sfumata se

ho in testa solo Quick Style!

non svanita. Specie in avanti sarebbe importante Allora, chi tenersi stretti i gioielli che meglio di un tanto bene hanno fatto Balbo(a) alla guida tecnica? nel corso di questa stagione Saluti e Bacis al professionistica del predecessore, rimasto comuncalcio nostrano. que in forza agli amaranto, con il Il Trap insegna, ruolo di ausilio, largo al figliol properò, “Non dire gatdigo argentino che di nome fa to se non ce l’hai Abel ma non passi da Caino nei nel sacco”, e sarà confronti dell’allenatore uscente. bene far tesoro deAnzi, la scelta di volere al proprio di Luca gli errori commessi, Stanganini fianco il mister reduce dall’ultima non sottovalutare stagione sotto San Cornelio sa un nessuno e partire per tempo e po’ di ricerca di continuità nella con le idee chiare, nella costrugestione, un po’ (molto) di dizione del telaio della squadra. simpegno dal lavoro sul campo, Un telaio che dovrà avere solide quello per cui devi metterti tuta basi e che poi permetterà di age scarpette, con la pioggia o col giungere un motore a settecensereno e insegnare movimenti, to cavalli, come la Ferrari, altro magari al ritmo di qualche urlacCavallino rampante, cercando cio rivolto ai più distratti. un giocatore per reparto per gaTutta roba che, a naso, non si rantire il salto di qualità alla squaaddice molto al nuovo respondra. sabile della prima squadra amaSpecie in avanti sarebbe imranto, una sorta di commissario portante provare a tenersi stretti tecnico più che un allenatore. i gioielli che tanto bene hanno Bacis sta a Balbo come Tardelli fatto nel corso della stagione al Trap, insomma, per un Arezzo appena trascorsa. Cissé in primis, che parte con ambizioni che collocabile solo in Serie A (imposcomprendono persino un ripesibile) o B (improbabile), a causa scaggio in Lega Pro, se la mandi un regolamento che limita l’imnaia di Macalli e soci colpirà, piego di extracomunitari in Lega come sembra, decine di squadre Pro. Ma anche Martinez e Raso e, da iscrivere nell’ultima categoria perché no, Borgogni sarebbero conferme importanti. Perché da sempre si salone di parrucchiere vince segnando un gol in più dell’avversario. via Caponnetto 24 E poi, questo è l’anzona Tribunale no del ritorno del vecchio Us Arezzo. Us, “Uno tel. 0575/20442 Spettacolo”. Speriamo. A qualsiasi categoria appartenga la propria squadra del cuore, in quei novanta minuti più recupero, il cuore batte, la mente sogna. C’è vo25% di sconto sul colore! glia di calcio.

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ggi e domani

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ello sport ci sono stati uomini in grado di instaurare un legame affettivo ben più forte di quello professionale. Un rapporto profondo, capace di creare ricordi così vivi che ogni tifoso vorrebbe strappare all’incuria del tempo per poterli rivivere ancora una volta. Tutto questo Con Serse Cosmi facciamo accade quando parliamo di Serse Cosmi. una breve cavalcata negli Non solo l’allenatore della rinascita, della cavalcata, anni della rinascita amaranto colui che insieme a Graziani ci ha tolto dai campi fangosi della D. Ma un trascinatore, un capopopolo. Una storia d’amore (perché di questo si tratta) nata nella stagione 1995-96: «Graziani e la società mi contattarono puntando forte su di me. Ero un allenatore giovane e mi trovai catapultato all’interno di una realtà ambiziosa e affamata. Capì subito che quella era la mia grande occasione, il mio trampolino di lancio». Così nacque questa storia d’amore: una storia tra un di Omero uomo e un’intera città assetata di rivincita, vogliosa di Ortaggi risalire e trascinata da un gruppo degno della maglia che indossavano: “Sono stati cinque lunghi anni pieni di emozioni come il ritorno tra i professionisti, i play-off del 1998, la conoscenza e la perdita di Lauro Minghelli. Tutte cose che mi hanno ulteriormente legato a questa città». C’erano giocatori speciali a cui sono legate immagini indissolubili nel tempo: la chioma di Pilleddu, la corsa alla bandierina di Battistini, il tacco di Balducci. Il tutto guidato con mente e cuore da Serse Cosmi, non un semplice allenatore ma parte integrante della tifoseria e dell’intera città: «Forse il mio carattere diretto e il mio essere una sorta di “botolo ringhioso” hanno fatto sì che venissi adottato dal popolo aretino. Una cosa che ricordo con grande piacere sono i giorni dopo la vittoria della Serie D, nei quali giovani e anziani mi fermavano in strada per ringraziarmi della gioia avuta dopo l’umiliante radiazione». Un gruppo speciale che ha vissuto l’apice delle emozioni con il raggiungimento della C1 attraverso la finale play-off contro lo Spezia: «7000 tifosi amaranto, entusiasmo e orgoglio alle stelle. Il gol di tacco di Balducci, i 120 interminabili minuti. Un concentrato di emozioni che hanno reso indimenticabile quella giorDAL MARTEDÌ AL SABATO nata». Poi la C1, la Serie B PESCE FRESCO AL BANCO E sfiorata. Ma quella giornata, SU ORDINAZIONE quel 14 giugno 1998 è stato FRIGGITORIA DA ASPORTO il completamento di un cammino, il coronamento del GASTRONOMIA PRONTA DI progetto di Graziani. È stato CARNE, PESCE E VERDURE il giorno in cui un’intera città raggiunse il paradiso partenLA DOMENICA MATTINA do proprio dall’inferno di fanROSTICCERIA E GASTRONOMIA go della Serie D. Con Serse Cosmi: l’uomo LARGO 1° MAGGIO 5 – PESCHERIACARLA@GMAIL.COM giusto al momento giusto. TEL. 0575.370042 – CELL. 366.3921911

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AL CENTRO SPORT CHIMERA IL NUOTO NON VA IN VACANZA

Le pagelle di fine anno l Centro Sport Chimera i corsi di nuoto non si interrompono nemmeno d’estate e andranno dritti fino al 21 luglio, giorno di chiusura della piscina. Per chi è ancora in città, per chi attende le vacanze, per chi ha intenzione di trovare un’attività estiva, per chi vuole avvici-

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narsi all’ambiente acquatico, per chi desidera apprendere le prime basi del nuoto, per chi ambisce a ritrovare la forma migliore, per chi

va in cerca di una disciplina che gli permetta di scaricare lo stress quotidiano: i corsi della Chimera Nuoto, dedicati a tutte le fasce d’età (nuoto baby 0-3 anni, scuola nuoto 7-18 anni e nuoto per adulti 18-100 anni), rispondono alle esigenze di ogni categoria di persona. «Ovviamente è impossibile pensare di imparare a nuotare in poche settimane di corso – spiega Marco Magara, direttore tecnico della Chimera Nuoto. – Questi corsi rappresentano una buona occasione per gettare le prime basi per una futura attività sportiva e permetteranno di partire per il mare dopo aver acquisito un minimo di tecniche natatorie e una maggiore sicurezza in acqua; il periodo estivo può essere utilizzato dagli aretini anche per conoscere la piscina e le discipline di nuoto presenti all’interno

del Centro Sport Chimera. Infine è doveroso ricordare che il nuoto non è alternativo ad altri sport ma è complementare: il nuoto fa bene, non è traumatico e non ha controindicazioni, dunque può essere praticato anche da chi è già impegnato in altre attività». Rispetto al resto dell’anno, nel periodo estivo i corsi saranno in orari e giorni ridotti, questo perché la Chimera Nuoto proverà a creare gruppi di allenamento il più possibile numerosi: la società considera il nuoto come uno sport di squadra, uno sport in cui in cui si fa tutto tutti insieme, in cui è possibile socializzare e in cui ogni nuotatore può migliorare solo nel confronto con gli altri. Inoltre i corsi, della durata totale di sei settimane, sono adattabili alle esigenze delle vacanze di ogni iscritto, perché la Chimera Nuoto offrirà la possibilità di smembrare le settimane di corso o di accorpare più lezioni in una sola settimana. Per iscriversi ai corsi o per ottenere ulteriori informazioni, rivolgersi alla segreteria del Centro Sport Chimera, visitare il sito www. centrosportchimera.com, chiamare o scrivere un sms a Marco Magara al 347/42.49.641.

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