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Nell’occhio del ciclone

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o scenario sportivo aretino si trova oggigiorno nel bel mezzo di un violento terremoto che minaccia di minarne le fondamenta costitutive. Iniziative promettenti per il rilancio di questo settore, in contrasto con le politiche di tagli che potrebbero concretizzarsi nei prossimi mesi. Per aiutarci a comprendere meglio la situazione, il presidente del Comitato Provinciale del Coni di Arezzo, Giorgio Cerbai. Professore, iniziamo dalla notizia buona. Ci potrebbe spiegare meglio il progetto “Sport e Turismo”? «Certamente. Questo progetto, concordato tra Coni provinciale, Amministrazione provinciale e Camera di Commercio, vuole unire insieme tutte quelle che sono le iniziative di carattere sportivo di un certo livello, nel territorio della provincia di Arezzo. L’importante è che queste siano a regime, ovvero manifestazioni che si svolgono sempre in un determinato periodo a cadenza annuale. Chi coordina il progetto è lo Studio Ghiretti, uno dei più affermati organizzatori di eventi e punto di riferimento di alcune federazioni. Una volta raccolti tutti i dati dei soggetti aderenti, verranno inseriti in un riferimento dell’Amministrazione provinciale e successivamente resi visibili su un sito web. In questa maniera ognuno potrà facilmente venire a conoscenza di un determinato evento che si svolgerà in quel periodo ad Arezzo o in provincia, e quali gli accordi con albergatori e ristoratori che parteciperanno a quell’iniziativa, favorendo così la conoscenza delle caratteristiche del nostro territorio, anche dal punto di vista artistico e paesaggistico. Questo è lo stato dell’arte del progetto, vediamo cosa si realizza. Dalle schede finora pervenuteci abbiamo constatato che il nostro è un territorio fecondo di iniziative di carattere sportivo, nell’insieme davvero impressionante». Professor Cerbai, questo connubio tra sport e turismo ci pare funga da iniezione antibiotica, o meglio cura ricostituente per uno sport aretino fortemente in crisi. «Tutto lo sport vive un momento di crisi. Ci sono molte strade che si possono percorrere per rilanciarlo. Mi dissocio da quella intrapresa dal presidente del Coni Petrucci sulla soppressione dei Comitati Provinciali Coni che verranno relegati a delegazione che confluirà nello “scopo” regionale». Qual è la sua idea? «Il volano dello sport è costituito da quello di base. La tipicità italiana è caratterizzata e costituita dall’associazionismo di base. La promozione sporti-

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va è la base dello sport italiano e l’associazionismo ne costituisce il fulcro, che svolge due compiti: far crescere culturalmente e fisicamente da un lato, dall’altro creare atleti che rappresentino il Paese. Questa mossa del Coni di abolire la periferia significa in realtà abolire le rappresentanze delle federazioni sportive. È questo il nodo. Inoltre è previsto l’aumento del costo dei tesseramenti per il recupero di 10 milioni di euro che, in un momento di sofferenza come questo, arreca un’offesa allo sport di base, ribadisco fulcro dello sport nazionale. Noi Coni provinciale fungiamo da trait d’union tra le istanze e le problematiche delle società sportive e il Comune, un ruolo indispensabile che influisce sia a livello regionale che poi nazionale». Come si è comportata l’Amministrazione di Arezzo? «Il Consiglio comunale di Arezzo e quello provinciale, all’unanimità, hanno redatto un documento di disapprovazione senza che ne sapessi nulla. Anche loro hanno compreso la gravità della situazione. Non solo lo sport di base fornisce quelli che saranno atleti di vertice. Inoltre tutto ciò significa soppressione delle rappresentanze, togliendo la possibilità di eleggere un Presidente a livello provinciale e obbligando tutte federazioni sportive ad avere un rappresentate per eleggerlo, significa eliminare la slancio vitale e propulsivo di tutte le attività. Mi auguro che la politica trovi il giusto modo di rimediare a questa situazione perché penalizza lo sport di base. Non ci vengano a parlare di tagli dei costi quando noi influiamo sul 3% del bilancio annuale, non contando che nel territorio troviamo numerose risorse». Giacomo Belli

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© Raphael Goetter

Soppressione dei Comitati Provinciali e rischio di sopravvivenza dello sport di base Il grido d’allarme di Cerbai all’alba del progetto “Sport e Turismo” per il rilancio del settore


Che cos’è un’Idromela? F

orse in molti se lo saranno chiesto, sentendo pronunciare il nome del marcatore della terza rete amaranto in quel di Zagarolo. Ebbene, nell’antichità questa bevanda fermentata a base di acqua e miele era considerata il nettare degli dei, e più avanti dei novelli sposi, che la degustavano durante la prima notte di nozze. La famosa luna di miele. In effetti, di miele è risultato il secondo successo consecutivo dell’Arezzo, alle pendici dei Castelli Romani. Non era mai successo quest’anno e, cosa ancor più gradita, i tre punti sono stati messi al sicuro proprio dal baby Idromela, uno dei ragazzi terribili della Juniores amaranto, guidata da quel Fabio Tocci che sedeva in panchina al posto del neo-genitore Michele Bacis (benvenuto Jacopo!). Non era mai successo, almeno quest’anno, che l’Arezzo festeggiasse per due domeniche di fila l’appuntamento con la vittoria. C’è riuscito al termine di una gara molto ben giocata, dove fin da subito ha fatto valere la legge del padrone. Un Arezzo pratico e spavaldo, trascinato dall’esperienza dei vari Bucchi, Martinez e Pecorari, ma anche e soprattutto dall’intraprendenza dei giovani d’oro portati ad Arezzo da Walter Martucci, al quale va riconosciuta l’abilità e il fiuto di saper scovare talenti in giro per l’Italia, e non solo. Questa è la strada giusta da percorrere, quella che porta i vari Crescenzo, Idromela, Cissé, Pucci, Macellari, Morezzi e non solo loro a vestire la gloriosa casacca amaranto.

L’Arezzo si avvicina alla vetta. Il gioco sta cominciando a divertire, gli avversari non fanno paura, che si chiamino Piero o Antonio. Saremo nei dilet-

tanti, ma era da tempo che non si respirava una sensazione così. Avanti allora. Horacio Raul MARTINEZ

Mette a segno il quinto gol stagionale, la traversa gli nega il sesto, lotta con coraggio e si guadagna ancor di più le simpatie dei tifosi al seguito dell’Arezzo, che in lui vedono il simbolo di una squadra che si impegna e non teme nessuno. Leader.

Mario RASO

Fa da contraltare a quello che, sulla carta, dovrebbe essere il suo compagno di reparto. La condizione fisica è precaria, gioca poco e con molto fastidio fisico, ma forse comincia anche a sentire la scalpitante concorrenza del giovane Cissé. La sua esperienza tornerà comunque utile al momento giusto. Scommettiamo? Matteo SENSI

Insieme a Rubechini, Mencarelli e Soldani, rappresenta la quota aretina in una squadra colonizzata da atleti laziali. Uno come lui potrebbe giocare titolare in qualsiasi squadra, in questa categoria. Eppure il campo lo vede davvero con il contagocce, complice il fatto che per la regola dei fuoriquota, risulta essere troppo…vecchio. Sempre che si possa definire così un classe 1988. Vale anche per lui il discorso fatto per Raso. Arriverà anche il suo momento. Luca Stanganini

L’integrazione reale si fa alla SBA torna Bar Arezzo Sport, con una storia di sport per tutti Leggendo tra le pagine di Facebook ho visto un post su una nuova attività della Sba inerente a corsi di pallacanestro per ragazzi disabili. Nello specifico di cosa si tratta? Luca M.

S

embra ormai una monotona litania il discorso da bar che si sente ovunque sulla gretta mentalità dell’Aretino, di cui l’ambito sportivo è concreto riflesso. Alle volte, però, accade che piccole società, seppur neonate e pressate dalle crescenti difficoltà economico-amministrative, peculiari di questi tempi, possano compiere gesti di alta levatura morale e civile. È il caso della Scuola Basket Arezzo che lo scorso mercoledì 9 novembre ha iniziato i propri corsi gratuiti di Basket Integrato con la collaborazione dell’Itis “G. Galilei”. Il progetto (per la prima volta nella nostra città: durerà sette mesi) prende spunto dal Baskin, ovvero il basket integrato praticato in tutta Italia che ha come centro propulsore l’obiettivo di valorizzare momenti educativi, riabilitativi, ricreativi coinvolgendo anche l’ambito culturale e sociale. Tutto ciò attraverso l’integrazione dei disabili con i normodotati, attraverso un processo virtuoso d’integrazione che faccia leva sulle relazioni tra i vari atleti, contribuendo altresì a conoscerne senso umano e differente personalità. Le lezioni, che prevedono l’aspetto tecnico (palleggio, passaggio e tiro), l’aspetto motorio (coordinazione generale) e psico-motorio (percezione dello spazio circostante), saranno svolte all’interno di una cornice relazionale fondata su una comunicazione inclusiva agevolando la conoscenza dell’altro da sé, sempre all’interno di un’attività divertente e stimolante. Tale pratica non mette in secondo piano l’ambito motorio, aspetto spesso ritenuto ostacolo primario per l’inserimento del ragazzo diversamente abile con chi ne possiede un uso più completo.

Sta qui il fulcro del lavoro: il progetto permette un’attività motoria che consenta a qualsiasi tipo di disabile di sentirsi protagonista, parallelamente al miglioramento delle capacità dei normodotati, per uno sviluppo complessivo di tutti gli individui. Un modo per mettere in gioco la propria sensibilità nelle relazioni, migliorando le proprie capacità motorie nella pratica di uno sport completo.

Divertimento, gioia di sentirsi protagonisti di una squadra, cooperazione di squadra e confronto inclusivo, sono i principi costitutivi di tale progetto. Forse è incauto dire che il vento ad Arezzo stia cambiando, ma di sicuro questo meraviglioso progetto costituisce un’autentica pietra fondativa su cui poter iniziare a costruire qualcosa di più grande. Adesso sta a noi proteggere e incentivare queste iniziative che si pongono come elemento di discontinuità dalla solita mentalità aretina (di cui ci lamentiamo tanto!), incrinando quella corazza dura di indifferenza che ci divide da tutto ciò che è differente, oppure lontano dalla nostra quotidianità, dai soliti problemi. Un piccolo passo per la Scuola Basket Arezzo, un grande passo per tutti noi cittadini di Arezzo. Per info www.sba-arezzo.it, oppure segreteria della Scuola Basket Arezzo, 0575 299719. Giacomo Belli UNA NOVITÀ ASSOLUTA SULLE PAGINE DI “AREZZO SPORT”: ha preso il via la rubrica BAR AREZZO SPORT,, uno spazio dedicato ai lettori che darà voce a tutti gli appassionati di sport di Arezzo. In questa rubrica potete raccontare le vostre storie, esprimere le vostre opinioni, lamentele o perplessità sul mondo sportivo locale, commentare i nostri articoli, suggerirci nuovi argomenti da trattare e fornirci ulteriori spunti: la redazione sportiva darà attenzione a tutte le vostre lettere e pubblicherà le più interessanti sulle pagine del “Settimanale di Arezzo”. Vi offriamo inoltre la possibilità di avere un filo diretto con le società, gli sportivi e gli enti del Comune di Arezzo. Se volete chiedere qualcosa a qualcuno, se desiderate esprimere dubbi, avere informazioni o ricevere chiarimenti, inviateci le vostre domande e noi ci impegneremo per farvi avere la risposta. Come fare? Niente di più semplice: basterà inviare una mail alla redazione sportiva all’indirizzo AREZZOSPORT@GMAIL.COM oppure accedere su Facebook e scrivere sulla bacheca del gruppo “BAR SPORT AREZZO”. ●


AREZZO-TRIESTE, OGNI MALEDETTO SABATO

LUCA CHIAPPETTA CI RACCONTA LA SUA ESPERIENZA DA “PENDOLARE DELL’HOCKEY” (CONDIVISA ASSIEME A UN ALTRO ARETINO, MARCO PERUZZI) NELL’EDERA TRIESTE, CON UNO SGUARDO RIVOLTO AI LIONS E ALLA SITUAZIONE DELL’HOCKEY ITALIANO

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n semplice taglia e cuci, con chiaro riferimento al film di Oliver Stone e del sempre straordinario Al Pacino. Forse a primo impatto un titolo che può sembrare azzardato, ma che racchiude in sé l’essenza di cui è fatto lo sport: la passione. Quella passione che porta alcuni di noi a fare enormi sacrifici senza chiederci “perché?”, e che ci porta a prendere decisioni talvolta gravose, tutto in nome dello sport di cui siamo dannatamente innamorati. La passione non manca di certo all’hockeista e massaggiatore dell’Edera Trieste Luca Chiappetta, che insieme all’altro hockeista aretino Marco Peruzzi, ogni “maledetto” sabato fa più di 450 chilometri per andare a giocare con la squadra alabardata. Com’è nata l’idea del trasferimento all’Edera da sx Montanari, Chiappetta, Peruzzi Trieste, e come sono stati i primi mesi di questa nuova avventura? «L’Edera stava cercando un nuovo massaggiatore per questa stagione e l’amico (nonché ex Lions) Marco Peruzzi ha fatto il mio nome, così il ds Roberto Florean mi ha contattato dandomi questa occasione. Appena entrato in contatto con lo spogliatoio ho capito subito di avere una grande possibilità sia sportiva che formativa, e a dire la verità non ci ho pensato tanto, nonostante la grande distanza: tutto questo lo si fa per passione, certo non per ottenere un guadagno». Come tutti gli altri, hai deciso di lasciare i Lions solo in prestito: perché questa scelta? «Perché siamo tutti molto legati ai Lions e nutriamo la speranza e la volontà di tornare un giorno a lottare ad alti livelli con quella maglia. Per questo ringrazio loro e il ds Florean, per aver reso possibile questo tipo di trasferimento». Come giudica la difficile situazione economica che stanno attraversando i Lions? «Questo è un problema che sta attraversando tutto il movimento hockeistico italiano, sia per Luca Chiappetta la mancanza di sponsor che di visibilità. Sarà

l’Edera Trieste

una stagione dura ma per mantenere la categoria hanno fatto molti sacrifici, e quest’anno daranno il cento per cento per giocarsi la salvezza e superare questo momento difficile». La situazione dell’hockey italiano? «Quando vedi squadre blasonate come Civitavecchia di Omero Ortaggi e Ferrara ripartire dalla Serie B per problemi economici, ti accorgi della situazione difficile che sta attraversando il nostro movimento. L’hockey, essendo uno sport minore, non ha un giro d’interessi come il calcio, e avendo una bassa visibilità ha poco appeal per gli sponsor. Tra l’altro quest’estate l’Italia (Paese ospitante) ha conquistato la medaglia d’argento ai Mondiali, ma nonostante l’evento avuto in casa e il grande risultato raggiunto, la risonanza mediatica è stata pressoché nulla. A livello sportivo, il nostro è un Paese che deve crescere e imparare ancora molto». Come giudica la decisione dei Lions di puntare sul vivaio? «Non dovevano mollare, proprio ora che i bambini iscritti sono notevolmente aumentati. È stata una decisione di grande coraggio, importante anche per lo stimolo per i ragazzi che, provenienti dal vivaio, adesso giocano Marco Peruzzi in A1». In conclusione gli obiettivi suoi e dell’Edera Trieste. «Ho già realizzato il mio sogno di esordire in A1. Adesso voglio continuare a vivere questa mia esperienza crescendo sia a livello sportivo che formativo, all’interno di un gruppo fortissimo. Abbiamo già vinto la Supercoppa e siamo a un passo dalla vittoria della Coppa Italia, non possiamo nasconderci: insieme a Padova e Vicenza siamo favoriti per lo scudetto. Tra l’altro parteciperemo alla Champions League che si terrà a Valladolid tra il 25 e il 27 novembre prossimi: una competizione per noi molto stimolante». Questa stagione sarà stimolante pure per noi che possiamo solamente limitarci a seguirla, facendo il tifo sia per i Lions sia per i “nostrani” Luca Chiappetta e Marco Peruzzi: due aretini che lottano per lo scudetto ogni “maledetto sabato”.


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ircolo Tennis Giotto e Blue Team Tennis Academy si sfideranno domenica 20 novembre, a partire dalle 10.30 sui campi del Giotto, in

un incontro amichevole che assegnerà il I Trofeo “Tennis Aretino”. Dall’Under 10 alla Seconda Categoria, i migliori atleti delle due società si sfideranno in 23 incontri, tutti di alto livello tecnico e decisi in base all’età e al livello dei singoli tennisti, dai cui risultati verrà fuori il nome del vincitore del torneo. «Vogliamo che questa amichevole diventi un appuntamento fisso – spiega Jacopo Bramanti, direttore tecnico del Giotto. – La società vincitrice custodirà il trofeo per tutto l’anno e lo rimetterà in palio la stagione successiva. Questa bella sfida cittadina, che si giocherà in un clima di festa, si inserisce nel percorso della preparazione invernale dei nostri atleti e sarà un buon banco di prova per testare, contro avversari di livello, il loro stato di forma. L’incontro è un’occasione per ribadire l’alto livello del tennis aretino nel panorama regionale e nazionale: da Arezzo sono usciti tantissimi tennisti professionisti ed è possibile UNA GIORNATA A TUTTO TENNIS! vedere tennis a preso il via l’avventura della nuova squadra femdi altissimo minile di D3: sabato 12 novembre si è tenuto il prilivello anche mo allenamento della squadra guidata da capitan Ester rimanendo in Baschirotto e composta da Martina Briganti, Giulia Casini, città». Camilla Mencaroni e Verena Verde, le ragazze che dalla

C.T. Giotto e Blue Team si contendono il Trofeo “Tennis Aretino”

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prossima stagione permetteranno al Giotto di tornare ad avere una formazione femminile Over. Nel frattempo, il maestro Marco Gori, coordinatore del settore provinciale Pia, ha condotto il secondo raduno per formare la squadra di Arezzo che nel 2012 parteciperà alla Coppa delle Province Under 10-11. A chiusura della giornata, il responsabile del Comitato provinciale della Fit Luciano Lovari ha intrattenuto i ragazzi dell’Agonistica con un incontro di approfondimento sul tema “Regole e comportamento”. A Tirrenia, Filippo Fratini, accompagnato dal maestro Alessandro Caneschi, ha partecipato al secondo stage federale con i migliori tennisti Under 14 di Toscana, Lombardia e Piemonte, sotto la supervisione del tecnico Infantino.

BRACCIALI IN CAMPO CON GLI AGONISTI

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ercoledì 16 novembre, Daniele Bracciali ha giocato con gli Agonisti del Giotto nel primo stage in programma nella preparazione invernale. In questo allenamento, Bracciali, consulente tecnico del Circolo e numero 30 nel ranking mondiale di doppio, ha messo la propria esperienza al servizio delle giovani promesse del Giotto, dando loro consigli e suggerimenti direttamente sul campo di gioco.

Sport e benessere: alla Royal Gym la risposta a ogni esigenza

Dal fitness alle attività sportive, sono riprese a pieno ritmo tutte le attività della palestra L’Arezzo Karate inizia la propria attività con bambini da 5 a 10 anni

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alla ginnastica al body building, dal karate alla break dance, dalla kick-boxing alla fitboxe, è ripresa a pieno ritmo l’attività della palestra Royal Gym. All’interno della palestra, aperta in via Petrarca ogni giorno con orario continuato dalle 9.30 alle 22, è possibile trovare la risposta a ogni esigenza: le attività svolte all’interno della Royal Gym si dividono in tre macrosettori (la sala di muscolazione, il fitness e le attività sportive), per ognuno dei quali sono presenti istruttori professionisti e qualificati. La sala di muscolazione prevede più attività, tra cui un lavoro di preatletismo (una preparazione atletica valida per tutte le attività sportive e volta a ottimizzare le perfomance), la ginnastica medica (volta a modificare o eliminare squilibri muscolari e atteggiamenti posturali scorretti, a migliorare la flessibilità e la mobilità articolare, a tonificare i muscoli, a velocizzare il recupero dopo traumi o infortuni) e il body building (svolto con l’utilizzo di macchine quali bike, step e tapis roulant, che mirano a migliorare la funzionalità del sistema cardio-vascolare e la mobilizzazione dei tessuti adiposi). Il fitness ha come scopo il recupero di una buona qualità del tono muscolare, la perdita di peso e il miglioramento della postura, della flessibilità e della mobilità articolare. Per raggiungere questi obiettivi la Royal Gym offre vari corsi aerobici tra cui lo Step Ton (una piattaforma regolabile con esercizi dinamici di salita e discesa al ritmo di musica), il Pure G.A.G. (un programma mirato a migliorare gli inestetismi di gambe, addome e glutei), la Fitboxe e l’Interval Training (un allenamento intenso e divertente per migliorare il tono muscolare e il sistema cardiovascolare). Infine l’attività sportiva prevede tre diverse discipline: la kick-boxing, la break dance e il karate. La società di karate presente all’interno della Royal Gym è l’Arezzo Karate, società affiliata alla Fijlkam (Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali), che si pone ai vertici nazionali della specialità e inizia i propri corsi con un’attività ludico-motoria per bambini da 5 a 10 anni. Il direttore tecnico della società, il maestro Alessandro Balestrini, è anche allenatore della Nazionale italiana di Combattimento e, proprio nell’ultimo fine settimana, è stato con gli atleti azzurri all’Open internazionale d’Austria: alla competizione, usata come test di preparazione in vista degli Europei di maggio 2012 a Tenerife, i suoi atleti hanno sfidato le Nazionali di 22 Paesi, e sono riusciti a conquistare ben 6 medaglie.


Arezzo Sport 83