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Presidenza del Consiglio dei Ministri DIPARTI MENTO PER LE P ARI OPPORTUNI TÀ UFFICIO NAZIONALE ANTIDISCRIMINAZIONI RAZZIALI

RASSEGNA STAMPA SETTIMANALE M ONITORA G G IO E AP P R OF ON DIMEN TO DEI F EN OM EN I D IS CR IM IN ATOR I N E I ME DIA E SUL WE B

A cura di

Fernando FRACASSI Resp. Comunicazione Contact Center

Anno IV - Roma, 18-22 Novembre 2013 Contact Center 800.90.10.10 - www.unar.it

Collaborazione Monica D’Arcangelis, Alessandro Tudino


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DECRETO

FLUSSI

MINISTERO:

A

"NON

DISOCCUPAZIONE

RISCHIO, C 'È

ANCHE

18-22/11/2013

IL

LAVORO, TRA

GLI

IMMIGRATI (22 novembre 2013)

Il rapporto interno dei tecnici del dicastero di Giovannini: "I lavoratori stranieri sono già troppi". Se fosse confermato dal governo questo orientamento, quest'anno non potrebbe entrare nessuno per via regolare di VLADIMIRO POLCHI ROMA - L'Italia chiude le porte: stop a nuovi flussi di immigrati regolari. I lavoratori stranieri nel nostro Paese sono già troppi e cresce tra le loro fila l'esercito dei disoccupati. Ne sono certi i tecnici del ministero del Lavoro, che lo mettono nero su bianco in un recente rapporto interno. E così anche quest'anno per cercare fortuna in Italia resteranno aperti solo i canali d'ingresso irregolare, a meno di ripensamenti politici dell'ultima ora (il rapporto non è vincolante). La relazione del ministero. La relazione dell'ottobre scorso è scritta dalla direzione generale dell'immigrazione del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e si intitola: "Il mercato del lavoro dei lavoratori stranieri in Italia nel secondo trimestre 2013". All'interno delle 24 pagine viene proposta "una serie di considerazioni in merito al tema dei flussi in ingresso nel nostro Paese, derivanti sia dall'analisi dell'offerta che della domanda di lavoro". Con il decreto flussi si fissano annualmente le quote di extracomunitari che possono entrare in Italia per motivi di lavoro subordinato o autonomo. In realtà, come sanno bene gli immigrati, il decreto è anche una chance per chi già sta sul territorio italiano: uscire dalla clandestinità e mettersi in regola.

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Mezzo milione in cerca di lavoro. Stando ai tecnici del ministero, "da un lato, la costante contrazione della domanda e dall'altro il considerevole incremento delle persone in cerca di occupazione, determina una condizione in cui l'offerta di lavoro garantita dai lavoratori stranieri già presenti in Italia è più che sufficiente. Tale affermazione è corroborata da alcuni dati e segnatamente dalla presenza, nel secondo trimestre 2013, di oltre 500mila lavoratori stranieri in cerca di lavoro". Un quadro fosco, con poche luci: "Gli unici segnali positivi - si legge - riguardano il segmento dei servizi alla persona, con una domanda in crescita anche nella fase di crisi, ma che gli attuali livelli di disoccupazione possono sostanzialmente compensare". Ed ecco la bocciatura di un eventuale nuovo decreto flussi: "La domanda di lavoro attesa può essere ampliamente soddisfatta nell'ambito dei settori, dei territori, e dei profili richiesti, compreso il settore domestico, dell'offerta di lavoro disponibile, anche in assenza di una nuova programmazione di quote generali tramite i decreti flussi annuali". (fonte http://www.repubblica.it/ )

RAZZISMO: K YENGE,

IL CAMBIAMENTO

PARTE DALLA SCUOLA (22 novembre 2013) Roma, 21 nov. - Per contrastare il razzismo e l'istigazione all'odio, bisogna ripartire dalla scuola e mettere in campo un cambiamento culturale: ne e' convinta il ministro per l'Integrazione, Cecile Kyenge, intervenuta alla registrazione della puntata di teleCamere che andra' in onda domenica su Rai3. "Il cambiamento culturale deve partire dalla scuola", i giovani "diventeranno i futuri dirigenti del paese", ha sottolineato la Kyenge, ricordando che "i diritti sono uguali e universali ma la diversita' e' ricchezza". "Possiamo costruire una politica vera che sia a lunga durata per un futuro diverso". (AGI)

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AGGUATO RAZZISTA DI PIAZZA DALMAZIA, DOPO

DUE

ANNI

DIENG

ESCE

DALL'OSPEDALE (22 novembre 2013)

Moustapha Dieng, rimasto tetraplegico nella sparatoria del 13 dicembre 2011, da martedì si trova nella Casa Domotica Firenze - Moustapha Dieng, 36 anni, uno dei senegalesi vittima dell'agguato razzista del 13 dicembre 2011 in piazza Dalmazia, dopo quasi due anni dal suo ferimento, ha lasciato l'ospedale di Careggi e da martedì si trova nella Casa Domotica cittadina, centro specializzato nell'assistenza per disabili gravi. L'uomo è diventato tetraplegico in seguito ai colpi di pistola sparatigli contro dall'estremista di destra Gianluca Casseri, che in quella tragica giornata, oltre a ferire Moustapha e altri due senegalesi, uccise altri due suoi giovani connazionali, e poi si suicidò. A dare notizia del trasferimento è stato il Comune di Firenze, che ha fortemente voluto la struttura della Casa Domotica, inaugurata a febbraio, che ospita pazienti tetraplegici e paraplegici provenienti dall'unità spinale di Careggi, dove era ricoverato lo stesso Dieng, oltre a persone con disabilità o anziane con svariate patologie in dismissione dall' ospedale ma non ancora in grado di tornare presso le proprie abitazioni. "Sono contenta - sottolinea la vicesindaco Stefania Saccardi - che Dieng sia ospite di questa struttura, che sta dando ottime risposte sia al territorio che all'ospedale''. ''La struttura sta funzionamento bene - le parole dell'assessore regionale alla salute Luigi Marroni -. Pertanto come Regione rifinanzieremo la Casa Domotica anche il prossimo anno".

(fonte http://www.lanazione.it)

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MAROCCHINO PESTATO DA UN GRUPPO DI GIOVANI, SCATTA LA PSICOSI XENOFOBA.

PAURA TRA STRANIERI (22 novembre 2013) Celano. E’ stato accerchiato e picchiato a calci e pugni da un gruppo di celanesi e si è salvato rifugiandosi dentro l’appartamento di un connazionale. Ora in città, e in tutta la Marsica, scatta la psicosi xenofoba e tra gli immigrati c’è la paura anche ad uscire di casa. C’è chi ha addirittura proposto, tra i partiti di estrema destra e dopo il rischio linciaggio avvenuto nella pizza di Celano nei confronti di un Kosovaro, il coprifuoco dopo l’ora di cena per gli stranieri. Ora a 24 ore circa dalla guerriglia di piazza, scatta il secondo episodio su cui stanno indagando i carabinieri della locale stazione. Il pestaggio. Il malcapitato straniero è un marocchino di 27 anni. Secondo una prima ricostruzione, il giovane, per cause in corso di accertamento, è stato preso di mira da un gruppo di giovani del posto nella zona della stazione. E’ stato raggiunto e picchiato con calci e pugni. Nonostante le ferite e le contusioni è riuscito ad allontanarsi e a raggiungere un amico, sempre marocchino, che abita in quella zona. Si sono rifugita nell’abitazione del connazionale e dopo alcuni minuti hanno tentato di uscire, senza successo. Alla fine sono stai costretti a rimanere in casa. Una volta accertato che ci fosse il via libera, è stato trasportato al pronto soccorso dove è stato medicato e curato. Ha riportato numerose lesioni in più parti del corpo e la prognosi è di 20 giorni. Le indagini. Sull’assedio avvenuto la notte precedente davanti al bar di Piazza IV novembre, la Procura della Repubblica di Avezzano ha aperto un fascicolo. Nella vicenda, oltre ai due stranieri kosovari, Q.H, 27 anni e L.B (33), sarebbero indagate altre quattro persone, tutte di Celano. Determinanti sarebbero state le immagini delle telecamere del bar e alcune testimonianze. I carabinieri hanno sequestrato un grosso coltello impugnato dallo straniero che si era barricato nel bar, un gambo di bicchiere a coppa, utilizzato come punteruolo dal padre del ragazzo pestato dagli stranieri sabato sera, e una mazza da baseball, che era detenuta dall’altro kosovaro.

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La psicosi. Come già accaduto in precedenza in altri Comuni della Marsica – basti ricordare le inchieste di Luco dei Marsi, oppure gli episodi razzisti e violenti di San Benedetto – anche a Celano ora si teme che quanto accaduto possa essere emultao, trasformandosi nella caccia allo straniero. Tra gli immigrati c’è molta paura, soprattutto da parte di quelli che sono in regola e che hanno un lavoro dignitoso, una famiglia, dei bambini e che vivono dopo una buona integrazione. (fonte http://www.marsicalive.it)

BOTTE

E OFFESE AL MATCH DI CALCIO

MAXI SQUALIFICHE PER TRE Il giudice sportivo: 6 giornate all’aggressione, nei guai anche il capitano e il tecnico del Venturina. «Nessuna denuncia per razzismo»

(22 novembre 2013)

LIVORNO. Sei giornate al centrocampista del Carli Salviano perché - si legge nelle motivazioni del giudice sportivo - «durante il gioco colpiva in modo violento all’altezza della schiena un avversario facendolo cadere, poi lo colpiva ripetutamente per dieci secondi con violenti calci e pugni alla schiena». E ancora tre giornate di stop per il capitano del Venturina «per le offese al direttore di gara» e un mese di squalifica per il mister bianco celeste Dario Busdragni perché «entrava indebitamente sul terreno di gioco e rivolgeva una frase irriguardosa nei confronti dell’arbitro» e potrà tornare in panchina solo dal prossimo 16 dicembre. È questo lo strascico disciplinare della patita tra Venturina e Carli Salviano, settima giornata del campionato Allievi provinciali di sabato scorso sospesa per cinque minuti all’inizio del secondo tempo dopo l’aggressione, apparentemente senza motivo, del centrocampista ospite ad un avversario. Nelle ore successive all’episodio era emerso un possibile movente razziale che il delegato provinciale della Federazione italiana, Paolo Pasqualetti, esclude. «Anche a noi erano arrivate queste voci - spiega - ma nessuno ce le ha confermate, tantomeno i dirigenti del Carli, altrimenti avremmo effettuato degli accertamenti e informato la Procura federale. Il razzismo è una forma di

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violenza che combattiamo ogni giorno. Al contrario per quello che ci risulta si è trattato di un episodio increscioso che abbiamo catalogato come una scazzottata. In ogni caso la Figc - va avanti - non scherza e il responsabile è stato quindi punito e da qui in vanti se vuole calcare ancora i campi della Federazione deve imparare a comportarsi». (fonte http://iltirreno.gelocal.it/)

CASTELLAMMARE - N UOVO VIOLENZA

NEI

EPISODIO DI

CONFRONTI

DI

UN

EXTRACOMUNITARIO In suo soccorso sono intervenuti gli uomini della polizia municipale che ormai costantemente pattugliano la zona. Uno degli aggressori pare sia anche stato identificato.

(22 novembre 2013) Castellammare non è razzista, Castellammare e gli stabiesi sono persone civili. E' stato questo il messaggio lanciato settimane fa nel corso della fiaccolata organizzata dai giovani di Sinistra Ecologia e Libertà a seguito dell'aggressione subita da uno di loro che cercava di difendere un senegalese preso di mira da una baby gang. Un messaggio che però cozza con il nuovo episodio verificatosi l'altra sera in villa comunale dove, nei pressi delle giostrine, un giovane della Nuova Guinea è stato pestato da un gruppo di giovani. In suo soccorso sono intervenuti gli uomini della polizia municipale che ormai costantemente pattugliano la zona. Uno degli aggressori pare sia anche stato identificato. (fonte http://www.stabiachannel.it)

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ROM,

ABOLIAMO I CAMPI NOMADI.

RISPETTANDO

SI

PUÒ

18-22/11/2013

SOLO

CHIEDERE

RISPETTO di Pino Petruzzelli

(22 novembre 2013) Troppo spesso ci accontentiamo di denunciare le storture di questa nostra società. Ma se alla denuncia non segue la risoluzione del problema, a che è valso denunciare? Alla denuncia deve seguire il pensiero propositivo e l’azione. Ci vuole umiltà e impegno per provare a venire fuori da situazioni difficili. Primo Levi, in un’intervista, sosteneva che le belle persone sono la maggioranza, peccato che stiano sempre zitte. Peccato che con il loro silenzio lascino il campo al peggio che questa società partorisce. E’ arrivato il momento di parlare e provare a sporcarsi le mani tirando fuori idee capaci di tentare una anche minima risposta ai tanti problemi che ci affliggono. Non essendo un tuttologo, mi limito a parlare di situazioni difficili cui ho dedicato studio e azione. I diritti umani. In modo particolare i diritti del popolo rom. Siamo tutti d’accordo nel sostenere che i campi nomadi sono una stortura della società italiana. I campi nomadi legali esistono solo in Italia, nel resto del mondo i rom vivono, come tutti, in appartamenti o se estremamente poveri, sotto i ponti o in baraccopoli come molti poveri. I campi nomadi rappresentano un problema per chi vi abita. Un problema che se non è affrontato e risolto si ripercuote sulla società intera. Porto un esempio. A Giugliano, in provincia di Napoli, si trova la discarica Masseria del Pozzo. Tra il 1995 e il 2002 sono stati sversati quattro milioni e mezzo di metri cubi d’immondizia. L’Arpac nel 2010 certificò la presenza nel sottosuolo e nelle acque della zona, di manganese, ferro, piombo, benzene, toulene, tetracloroetilene, idrocarburi, floruri e azoto ammoniacale con valori di gran lunga superiori a quanto previsto dalla legge. Sostanze che certo non rappresentano un toccasana per la salute di chiunque. In questa zona il Comune di Giugliano ha alloggiato più di seicento persone. Tra essi molti, molti bambini.

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(link

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http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/11/21/rom-aboliamo-i-campi-nomadi-solo-

rispettando-si-puo-chiedere-rispetto/785373/)

Mi chiedo e chiedo ai miei lettori, a cosa porterà una situazione del genere? Davvero qualcuno crede di risolvere il problema che hanno i rom confinando i rom? Davvero qualcuno è così ingenuo da pensare che una situazione esplosiva come quella della discarica di Giugliano possa portare beneficio a noi non rom? Davvero si pensa che il rom confinato tra rifiuti e aria pestilenziale si inchini al nostro passaggio e ci ringrazi per il dono ricevuto? Segregazione, questa è la realtà dei rom. Realtà non meno reale di quella che li vede protagonisti di furti. Se si vuole risolvere un problema, bisogna agire. E l’unica azione degna di un Paese civile è lasoppressione totale dei campi nomadi. Solo dando rispetto si potrà, poi, chiedere il rispetto di regole condivise. La nostra realizzazione nella vita dipende sia da noi e sia dalle possibilità che ci concede la società nella quale viviamo. Proviamo a immaginare i nostri natali in un campo rom. Proviamo a immaginare noi e i nostri figli nascere non in una casa calda, ma in un campo nomadi: quale sarebbe oggi la nostra quotidianità? Se Michelangelo fosse nato in un campo nomadi, avrebbe realizzato la Cappella Sistina? Assumersi la responsabilità di un pensiero e di un’azione che porti beneficio ai nostri figli, è l’unico modo per credere ancora in questa vita e dare un significato alla nostra esistenza. Invito allora tutti coloro che non intendono lasciare il campo a chi prospera mettendo gli “ultimi” contro gli “ultimi”, a compiere una piccola azione. Un appena-appena. Invito i lettori a firmare un appello per lo sgombero immediato dei campi nomadi. L’Associazione Contact Center Unar –| Ad uso interno

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21 luglio di Roma sta portando avanti una campagna nazionale per l’abolizione dei campi nomadi. Civiltà significa volontà di futuro attraverso l’azione. “Si può dire che la vera vita cominci appunto là dove comincia l’appena-appena”, diceva Tolstoj, “là dove si producono appunto quei mutamenti infinitamente piccoli, che a noi sembrano degli appena-appena. La vita vera non avviene là dove si compiono i grandi cambiamenti esteriori, là dove gli uomini vengono a trovarsi gli uni di fronte agli altri, e lottano e si uccidono a vicenda, ma solamente nella dimensione di quell’appena-appena, in cui compiono mutamenti differenziali.” (fonte http://www.ilfattoquotidiano.it)

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VIOLENZA SU DONNE: LUNEDI' CONVEGNO AICS A ROMA (22 novembre 2013) Roma - Lunedi', in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, si svolgera' a Roma dalle ore 14,30 alle 19,00, nella Sala del Refettorio della Camera dei Deputati Palazzo San Macuto il Convegno Nazionale "Contro la violenza di genere, contro ogni genere di violenza".Organizzato dalla direzione nazionale dell'AICS (Associazione Italiana Cultura Sport) e dai membri dell'UPRC (Unita' Prevenzione Rischio Criminologico), con il patrocinio della Camera dei Deputati, dell'Associazione Onlus Telefono Azzurro e dell'Associazione Progetto Vittime, il convegno ''si inserisce nell'ambito della Campagna di sensibilizzazione promossa dall'AICS sulle problematiche inerenti la violenza sulle donne e la loro discriminazione''. ''Il Convegno -si legge in una nota- vuole evidenziare e approfondire, in particolare modo attraverso l'intervento di figure professionali che si occupano di reati violenti, come la ''violenza di genere'' sia un problema che riguardi non soltanto la sfera privata. Essa e' il frutto di una manifestazione dei rapporti di forza che hanno da sempre generato una disuguaglianza tra i sessi, generando dominazione sulle donne per il solo fatto d'essere tali, impedendogli cosi' la piena emancipazione''. Ad aprire il convegno sara' l'intervento del Presidente Nazionale Aics, Bruno Molea. ''Gli atti di violenza contro le donne non soltanto rappresentano una violazione dei diritti umani, con la privazione della loro liberta' sia nella vita pubblica che nella vita privata, ma provocano ingenti sofferenze di natura fisica, sessuale e psicologica. Bisogna abbattere dice Molea- i pregiudizi fondati sull'idea dell'inferiorita' della donna, eliminando quel modello contorto e stereotipato dei ruoli fra gli uomini e le donne''. Il convegno ''rappresentera' l'occasione per presentare le iniziative dell' Uprc (Unita' Prevenzione Rischio Criminologico), un punto di riferimento sul territorio italiano per quel che riguarda lo studio e l'elaborazione di strategie di soluzione. L'unita' -conclude la nota- e' infatti costituita da tecnici del settore delle scienze forensi, che in rete con enti, istituzioni e associazioni avra' funzioni di osservatorio ed elaborazione delle tematiche inerenti ai vari fenomenicriminali al fine di proporre protocolli d'intervento''. (fontee Adnkronos)

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GENOVA, “OFFRO DONNE”.

E

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LAVORO MA SOLO A

FINISCE

INDAGATO

PER

DISCRIMINAZIONE (21 novembre 2013) GENOVA – Un posto di lavoro ma per sole donne. Idea sessista per cui il presidente di un seggio elettorale di Genova è finito sul registro degli indagati per discriminazione di sesso. Tutto dopo che il presidente in questione avere messo un annuncio su un sito in cui offriva un posto di lavoro come segretario di seggio ma solo a donne. La vicenda risale al 2011, in occasione dei referendum. Quell’annuncio non era piaciuto e in procura arrivò un esposto. Il presidente, genovese, 49 anni, è stato individuato dal magistrato che lo ha indagato. (fonte http://www.blitzquotidiano.it)

CASERTA. RAPPRESAGLIA COMUNITÀ

SENEGALESE ,

CONTRO

LA

INIZIA

IL

PROCESSO PER 11 VIGILI URBANI (21 novembre 2013) I cittadini senegalesi nel luglio del 2006 presentarono al tribunale una querela per vedere riconosciuto il loro diritto di essere trattati senza discriminazioni CASERTA - Era ora che iniziasse il processo a carico di Francesco Del Vino, l’ex comandante dei Vigili Urbani di Caserta e di altri 11 vigili, che nella notte fra il 26 e il 27 aprile 2006 fecero irruzione in due case di senegalesi una in vicolo Solfanelli e l’altra in viale Lincoln, prelevando i cittadini senegalesi, che erano presenti, e portandoli al Comando dei Vigili Urbani.

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In caserma i senegalesi furono trattenuti per molte ore in un bagno, senza alcuna spiegazione e dopo aver loro fatto togliere i lacci delle scarpe. Nel bagno furono ammassati circa 20 persone senza una sedia e la possibilità di uscire. I cittadini senegalesi vennero liberati dopo diverse ore. I fatti contestati sono stati una vera e propria retata frutto di una rappresaglia contro la comunità senegalese di Caserta rea di non avere consegnato alle autorità municipali un uomo senegalese, responsabile del ferimento di 2 poliziotti municipali avvenuta la mattina di mercoledì 26 aprile al mercato settimanale. Nei giorni successivi ci furono le scuse ufficiali del Prefetto e del Commissario Prefettizio al Comune di Caserta alla presenza dell’Ambasciatore del Senegal in Italia. I cittadini senegalesi nel luglio del 2006 presentarono al tribunale una querela per vedere riconosciuto il loro diritto di essere trattati senza discriminazioni. Il processo ha rischiato di essere archiviato ed ha avuto vicissitudini complesse, che ci hanno portato ad oggi 19 novembre 2013 a svolgere la prima udienza. La prima grande novità di oggi è che le associazioni “Nero e non solo!” O.n.l.u.s. e il Centro Sociale Ex Canapificio sono state ammesse come parti civili al processo nonostante l'imputazione non prevedesse direttamente l'aggravante della discriminazione razziale.“Una novità fondamentale perché - come sottolineano gli avvocati Francesco Vicino, del centro sociale Ex Canapificio, e Antonio Garofalo, dell’associazione Nero e non solo! – dall’inizio del processo ci siamo sempre battuti affinché si riconoscessero le motivazioni discriminatorie che furono alla base di quella retata. I reati commessi dagli uomini della polizia municipale hanno leso i diritti e gli interessi degli immigrati e in particolar modo della comunità senegalese. Tra le finalità delle due associazioni, centro sociale Ex Canapificio e Nero e non solo – continua l’avvocato - ci sono la difesa dei diritti dei migranti e la tutela da qualsiasi forma di discriminazione razziale. La scelta del tribunale di accettare la richiesta da noi avanzata per costituirci come parte civile del processo, quindi, riconosce la lesione di tali diritti. Finalmente il tribunale ha cominciato ad ascoltare le vittime. Questa mattina per diverse ore è stato interrogato uno dei cittadini senegalesi, Ba Modou, che ha ricostruito i fatti di quella lunga notte, sottolineando le motivazioni reali che spinsero i vigili urbani a compiere quella retata. Sette anni per vedere l'inizio del processo sono tanti.

Non

sappiamo se si arriverà ad una sentenza per il rischio concreto che il reato contestato sequestro di persona vada in prescrizione. Riteniamo importante che il processo si svolga e si ristabilisca la verità e il principio di uguaglianza. La prossima udienza è fissata per il 13 dicembre 2013 alle ore 9,30 al tribunale di Santa Maria Capua Vetere. (fonte http://interno18.it)

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CHIAIA, BANDA DI RAGAZZINI

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PICCHIA UN

BIMBO ROM E' accaduto in via Carlo Poerio, in cinque si sono scagliati contro la vittima, dieci anni circa: "Zingaro di m...". Il piccolo salvato dai commercianti di ANTONIO DI COSTANZO

(21 novembre 2013) Gang di ragazzini pesta un bimbo rom. Non accade in una degradata periferia ma nel cuore di Chiaia. La campanella di scuola ha appena annunciato la fine delle lezioni. Gli alunni di una scuola escono riversandosi su via Carlo Poerio. È giorno, i negozi sono ancora

tutti aperti

prima

della pausa

pomeridiana. I bambini sono rumorosi urlano e ridono, come la loro età impone. Cinque, tra gli 11 e i 13 anni, però, sono molto più agitati rispetto agli altri. All'angolo con via Giuseppe Ferrigni incrociano un bambino. La sua carnagione è appena un po' più scura della loro, è un piccolo rom che solitamente chiede l'elemosina con la madre e la sorella lungo le strade di Chiaia. Questa volta è da solo. I cinque lo vedono e senza dire una parola lo assalgono: un calcio nello stomaco e alcuni pugni. Il bambino si accascia e si rannicchia al suolo per il dolore e la paura. A bloccare il pestaggio è un commerciante di un'agenzia di viaggi che urla: "Basta, siete delle bestie", la gang molla la preda e si allontana con tutta calma come se non ci fosse nulla da temere. Poi, quasi a giustificarsi con i passanti che guardano attoniti, i cinque assalitori dicono è "uno zingaro di m...". La gente li ascolta sconcertata, mentre il piccolo rom è ancora a terra. Allora quello che sembra il capo della banda di bulli di Chiaia aggiunge: "Ha il coltello in tasca".

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Qualcuno avvisa la polizia. A questo punto la banda, zainetti coi libri e diari di scuola sulle spalle, decide che è tempo di dileguarsi e lo fa ridendo per la vigliacca bravata portata a termine. Il rom è dolorante. Si tiene il polso destro con la mano sinistra. Il bambino, avrà meno di dieci anni, è vestito bene. Scarpe di ginnastica alla moda e un piumino. Gli abiti si sono infangati cadendo sull'asfalto bagnato. Non c'è alcuna traccia del presunto coltello che secondo i bulli aveva con sé. I passanti gli chiedono dei genitori. Il bambino non parla, ha gli occhi lucidi, ma si sforza di trattenere le lacrime. Poi sibila: "Mia madre è più avanti a chiedere l'elemosina". Ma perché ti hanno picchiato? "Non lo so. Si sono avvicinati e mi hanno colpito senza dire niente". Non dice altro, chiudendosi in un ostinato mutismo. Un'altra signora chiama la polizia, ma il bambino non attende la volante con gli agenti. Preferisce andare via con il garzone di un bar per sciacquarsi le mani sporche dopo la caduta. Passa un'altra donna in bici, anche lei chiama la polizia: "Correte che sono ancora in zona". Dall'altro capo del telefono dalla centrale operativa dicono qualcosa e lei replica: "E noi che potevamo fare? Di certo non li potevamo bloccare. Non sono bambini, ma teppisti che fanno paura". Ragazzini che non sarebbero nuovi a bravate anche se non si era mai registrato un atto di violenza così efferato nei confronti di un bambino: "Ogni giorno è la stessa storia dicono -

da quella scuola non escono solo dei ragazzini, ma anche un gruppo di

indemoniati che si diverte a importunare i passanti. Spesso si picchiano con altri ragazzini, altre volte rompono le bottiglie di vetro per gioco o scagliano pallonate contro le vetrine dei negozi". Accade in via Poerio, quartiere Chiaia. (fonte http://napoli.repubblica.it)

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CORI

RAZZISTI CONTRO

18-22/11/2013

AKUKU: «PENSO

SOLTANTO A GIOCARE» Il 19enne congolese del Quincitava, che vive a Ivrea, insultato al Palli di Casale. «Gente ignorante, ma è la prima volta che mi succede una cosa simile»

(21 novembre 2013) IVREA. François Akuku, 19 anni, giovane talento in forza al Quincitava, ha la pelle nera come il carbone. È nato in Congo, nella capitale Kinshasa, e vive in Italia da undici anni, adesso risiede a Ivrea. Domenica 10 novembre, al Natal Palli di Casale Monferrato, durante la gara di Promozione CasaleQuincitava, Akuku è stato bersaglio di insulti razzisti da parte della tifoseria di casa. Per questo motivo il giudice sportivo ha inflitto alla società monferrina un turno a porte chiuse. Così il Casale è costretto a giocare la gara di domenica 24 con la Rivarolese senza pubblico. François, ha sentito quegli insulti? «Sì, qualcosa ho sentito e non erano certo dei complimenti, ma ho pensato solo a giocare. Stavamo perdendo (la gara è terminata 3-0 per il Casale ndr) ed ero concentrato sulla partita. Il Quincitava non meritava la sconfitta e volevo far di tutto perchè la squadra andasse in gol».

(fonte http://lasentinella.gelocal.it/)

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ARRIVA

L'OK DEL

VIMINALE :

NELLE CURVE DELLA

JUVE

18-22/11/2013

BAMBINI

CHIUSE PER

SQUALIFICA Via libera dall'Osservatorio per le manifestazioni sportive. Appoggio anche da Figc e Lega. La gara con l'Udinese potrebbe essere spostata al pomeriggio

(21 novembre 2013)

Prende sempre più corpo l'idea di vedere i bambini nelle curve della Juve squalificate dal Giudice Sportivo per discriminazione territoriale. L'osservatorio del Viminale ha infatti dato l'ok all'iniziativa lanciata dal club bianconero, ponendosi sulla stessa lunghezza d'onda della Figc. Parere positivo pure dalla Lega Calcio per bocca del presidente Maurizio Beretta. La gara con l'Udinese, in programma l'1 dicembre alle 20.45, potrebbe essere spostata al pomeriggio. Tutte le parti in causa sono insomma d'accordo e si tratta soltanto di sistemare gli ultimi dettagli tecnici tra i quali la deroga per 'ripopolare' le curve chiuse. L'ufficialità dovrebbe arrivare nei prossimi giorni ma è quasi certo che oltre diecimila bambini assisteranno alle sfide dei loro beniamini contro l'Udinese e anche contro il Sassuolo, quando solo la Sud sarà chiusa. La decisione non ha fatto piacere ai supporters che occupano solitamente le curve. Ad essi non è andata giù la scelta della società di non fare ricorso contro la squalifica e come forma di protesta potrebbero non tifare nella partita di Champions contro il Copenaghen. (fonte http://www.sportm ediaset.mediaset.it/) Contact Center Unar –| Ad uso interno

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SHOAH:

DIRETTORE

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FONDAZIONE

MUSEO, MAI PIÙ DISCRIMINAZIONI Lectio magistralis di Pezzetti in liceo a Palermo

(21 novembre 2013)

(ANSA) - PALERMO, 20 NOV - "Quando in Germania, nel 1933, compaiono i primi striscioni con scritto 'Gli ebrei sono la nostra rovina' inizia un boicottaggio sancito da leggi che colpiscono l'identità ebraica a livello professionale. Poi si inventano nuovi reati. Sono forme di discriminazione non molto diverse dai cartelli apparsi in tempi recenti nell'Italia settentrionale contro i meridionali con scritto 'non si affittano case ai terroni'. Questi sono gesti che riguardano tutti e che oggi stanno investendo anche i migranti. Voi giovani non dovete fare più accadere fatti come questi". E' il messaggio rivolto agli studenti del liceo Meli di Palermo da Marcello Pezzetti, direttore della fondazione Museo della Shoa di Roma.

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Una lectio magistralis su cos'è l'antisemitismo oggi e durante la quale e' stato proiettato il filmato "17 anni per Auschwitz", realizzato dal liceo Meli e presentato il progetto 'testimonianza', a cura dell'Unar. "Il liceo Meli di Palermo - ha detto Cecilia Cristaudo, dell'Unar - rappresenta la prima delle 4 tappe di un percorso articolato che interesserà altre scuole del Sud". "Ricordare il processo storico che porto' dal pregiudizio sullo straniero all'involuzione autoritaria e' importante - ha detto Vito Lo Monaco, presidente del centro studi Pio La Torre - specie oggi, di fronte ai nuovi antisemitismi che si stanno registrando in Europa e in nome dell'antimafia, contro ogni forma di violenza e prevaricazione e in difesa dei nuovi stranieri, i migranti". "Dobbiamo evitare il rischio che il racconto sulla Shoa diventi inafferrabile - ha aggiunto il preside Salvo Chiaramonte - comprendere le peculiarità delle minoranze e affrontare le radici del pregiudizio sono sfide di una società pluralista". (fonte ANSA).

DALLE DISCRIMINAZIONI SARÀ

PRESENTATO

A

AI

DIRITTI,

CASSINO

IL

RAPPORTO UNAR IMMIGRAZIONI (21 novembre 2013)

Lunedì prossimo a Cassino, presso l’Aula Pacis del Rettorato dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, Via Marconi sarà presentato il Dossier Statistico Immigrazione 2013, Rapporto Unar a cura del Centro Studi e Ricerche Idos, dal titolo Contact Center Unar –| Ad uso interno

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Dalle Discriminazioni ai Diritti, realizzato in collaborazione con organizzazioni internazionali, strutture pubbliche e associazioni. La presentazione del Dossier, che sostituisce il Dossier Caritas sull’Immigrazione pubblicato negli anni precedenti, rappresenta un valido strumento per quanti intendano leggere il movimento migratorio sotto tutti i punti di vista e inquadrare i flussi sul nostro territorio con i dati più aggiornati. Saranno presenti: Il Rettore dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale Ciro Attaianese, il Sindaco di Cassino Giuseppe Golini Petrarcone, l’Amministratore Apostolico Antonio Ricci, l’U.N.A.R – Pietro Vulpiani, l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Cassino – Stefania Di Russo. Interverranno: Nicola Porro, Franco Pittau, Lucio Maciocia, Maurizio Esposito, Antonio Napolitano, Giuseppe De Vita, Fiorenza Taricone, Salvatore d’Angio, David Donfrancesco, Katia Risi, Danilo Grossi, Alessandra Sannella. (fonte http://www.ilpuntoamezzogiorno.it)

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NEL DDL “STABILITÀ” AL

SENATO

‘CARTA

IN DISCUSSIONE

ANCHE L’ESTENSIONE DELLA

ACQUISTI

CITTADINI

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UE

(SOCIAL

CARD)”

AI

E LORO FAMILIARI E AI

LUNGO SOGGIORNANTI (21 novembre 2013) Previsione necessaria per superare una procedura di infrazione promossa dalla Commissione europea. Il testo dell'art. 7 c. 7 del DDL AS 1120 (legge di stabilità 2014) link : http://www.asgi.it/public/parser_download/save/as1120_art_7_c7. pdf

Nel DDL”di stabilità” n. 1120 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge di stabilità 2014), attualmente in discussione al Senato, è prevista anche una disposizione (art. 7 comma 7) che dispone la modifica all’art. 81, comma 32, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, che aveva introdotto il beneficio della ‘carta acquisti’ (social card) per i soli cittadini italiani. Detto beneficio prevede la corresponsione di un contributo bimestrale di 80 euro ai cittadini meno abbienti di età superiore ai 65 anni e ai bambini di età inferiore ai 3 anni per acquisti di generi alimentari e il pagamento di bollette energetiche attraverso una carta elettronica rilasciata da Poste italiane. L’esclusione dal beneficio dei cittadini di Stati membri dell’Unione europea, così come dei cittadini di Stati terzi, inclusi quelli appartenenti a categorie protette dal diritto UE quali i familiari di cittadini UE, i rifugiati e titolari di protezione sussidiaria e i lungo soggiornanti, era stata oggetto di un esposto alla Commissione europea presentato dal Servizio antidiscriminazioni dell’ASGI. A seguito di tale esposto, la Commissione europea aveva avviato una consultazione con il governo italiano nell’ambito del programma europeo EU Pilot. Nel tentativo di evitare la procedura di infrazione del diritto UE dinanzi alla Corte di Giustizia europea, il Governo italiano aveva varato nel febbraio 2012 l’art. 60 del D.L. 9 febbraio 2012, n. 5, poi convertito in legge dal Parlamento, che aveva introdotto un nuovo Contact Center Unar –| Ad uso interno

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beneficio denominato ‘carta acquisti sperimentale’ destinato ai Comuni con più di 250 mila abitanti e questa volta esteso anche a cittadini UE e loro familiari, rifugiati e titolari di protezione sussidiaria e lungosoggiornanti. Tuttavia, il nuovo beneficio della ‘carta acquisti sperimentale’ si veniva ad aggiungere a quello già esistente, applicabile invece sull’intero territorio nazionale e che continuava a trovare applicazione a favore dei soli cittadini italiani. Per tale ragione, la Commissione europea ha ritenuto che le nuove disposizioni sulla ‘carta acquisti sperimentale’ non fossero sufficienti ed adeguate a porre rimedio a quei profili discriminatori e contrari al diritto UE contenuti nelle disposizioni della legge n. 133/2008 e pertanto ha avviato una procedura formale di infrazione del diritto UE (n. 2013/4009). A fronte di tale procedura di infrazione, il Governo italiano sembra ora intenzionato a rimuovere i profili discriminatori nell’accesso a tale beneficio sociale, almeno quelli contrari al diritto dell’Unione europea, prevedendo l’estensione del beneficio anche ai cittadini di Stati membri dell’Unione europea e loro familiari e ai cittadini di Stati terzi non membri UE soggiornanti in Italia con il permesso di soggiorno per lungosoggiornanti di cui all’art. 9 del d.lgs. n. 286/98. L’estensione dovrebbe ritenersi operante anche per rifugiati e titolari di protezione sussidiaria che pure sono equiparati ai cittadini italiani nell’ambito dell’assistenza sociale per effetto della convenzione ONU di Ginevra del 1951 e delle norme della direttiva europea n. 83/2004, così come recepita dal d.lgs. n. 251/2007 (art. 27), così come del resto avvenuto per la 'carta acquisti sperimentale'. A seguito del prevedibile sensibile aumento della platea dei beneficiari, il DDL di stabilità prevede un incremento degli stanziamenti previsti tanto per il beneficio della carta acquisti ordinaria, applicabile a tutto il territorio nazionale, quanto per quella sperimentale applicabile nei Comuni con più di 250 mila abitanti (Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Venezia, Verona), nei limiti di un fondo pari a 50 milioni annui, e nei Comuni delle regioni del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), per le quali il beneficio è stato esteso per effetto dell'art. 3, commi da 2 a 5, del D. L. 28 giugno 2013, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla L. 9 agosto 2013, n. 99, che aveva stanziato un fondo nei limiti di 140 milioni di euro per il 2014 e di 27 milioni per il 2015. Il comma 7 dell’art. 7 del DDL “di stabilità” pone uno stanziamento in materia, pari a 250 milioni di euro per il 2014, e demanda ad un decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sia la determinazione di una quota di risorse da destinare alle aree territoriali non ancora coperte dalla sperimentazione, con il relativo riparto delle somme, sia la definizione delle modalità di prosecuzione del programma carta acquisti. (fonte www.asgi.it)

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AFFIDO

A COPPIA GAY, IL

L'INFANZIA

RICHIAMA

GARANTE

AL

DIRITTO

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PER DI

PRIVACY Intervento su richiesta del Comune. Inviata segnalazione alla Procura

(21 novembre 2013) Su richiesta del Comune di Parma, il Garante per l’infanzia e l’adolescenza dell’Emilia-Romagna è intervenuto sulla vicenda della bimba di tre anni in affido ad una coppia di persone omosessuali. Con un provvedimento, il Garante richiama al rispetto della privacy e invia una segnalazione alla Procura di Parma, per eventuali reati in merito alla divulgazione di notizie. Il Comune spiega di essersi attivato in relazione "al grave episodio di divulgazione di informazioni e dati sensibili relativi all’affido di una bambina ad una coppia di persone dello stesso sesso". Il provvedimento è stato trasmesso a tutte le istituzioni coinvolte e agli organi di coordinamento regionale dell’informazione e comunicazione. L'intervento del Garante "sottolinea ulteriormente la necessità di assicurare l’effettivo diritto della minore alla protezione da ogni interferenza e la tutela complessiva di tutte le persone coinvolte", ha detto l’assessore comunale al Welfare, Laura Rossi. (fonte http://www.gazzettadiparma.it

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IL

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TURISMO È GAY-FRIENDLY ANCHE IN

PROVINCIA DI PAVIA (21 novembre 2013)

Niccolò Angelini (presidente Arcigay Pavia) ed Emanuela Marchiafava siglano il protocollo d'intesa per il turismo gay-friendly

Prima in Lombardia, la Provincia di Pavia ha sottoscritto il protocollo d’intesa con l’Associazione Arcigay Pavia “Coming Aut”. “La sottoscrizione del protocollo – sottolinea l’Assessore al Turismo della Provincia di Pavia, Emanuela Marchiafava – è un passaggio importante che consente di dare piena attuazione al progetto per promuovere il turismo gay-friendly che prevede l’organizzazione di incontri formativi per proprietari, gestori e operatori delle strutture ricettive della provincia di Pavia, in accordo con le Associazioni di categoria”. “Si tratta, in altre parole, di rafforzare in ogni sua forma una cultura moderna e intelligente, capace di migliorare l’accoglienza e l’ospitalità – precisa l’Assessore Marchiafava – e

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riteniamo che la sigla del protocollo d’intesa rappresenti in questo senso una opzione non secondaria”. Tutte le più note località turistiche mondiali ed europee puntano a sviluppare la reputazione di destinazione turistica gay-friendly, con l’obiettivo di accrescere il proprio flusso turistico complessivo. “In particolare il territorio della provincia di Pavia – conclude l’Assessore Marchiafava rappresenta un fecondo bacino di utenza per il turismo del fine settimana cui guardano con interesse sia le famiglie sia le coppie. Il protocollo siglato con Arcigay rientra perfettamente in questo target e permette di valorizzare quelle forme di approccio turistico che, come nel caso del gay-friendly, vivono particolarmente sul passaparola come strumento di promozione.” “La firma del Protocollo - commenta Niccolò Angelini, presidente di Arcigay Pavia 'Coming Aut' - rappresenta un primo importante passo per l'attuazione del progetto presentato da Arcigay Pavia, ed è un importante segnale di apertura e accoglienza da parte della Provincia a tutta la comunità LGBT (lesbica, gay, bisex e transessuale). Il progetto prevede degli incontri formativi per gli esercenti e la possibilità di sottoscrivere una carta d'intenti che certifichi la qualifica di 'struttura gay friendly', ovvero in grado di accogliere senza discriminazione e con una attenta educazione al rispetto e alla tolleranza. In Italia un esempio simile si ha solo in Toscana; siamo molto orgogliosi di poter avviare questa collaborazione, nella speranza che sia un esempio per altre realtà italiane”. "Questa è un' iniziativa che ho seguito con particolare attenzione - commenta il consigliere provinciale Giacomo Galazzo -Siamo in presenza di un segno di attenzione alla comunità LGBT che sono felice che questa Amministrazione dia e che anzi mi sembra doveroso. È un progetto innovativo che penso qualifichi la nostra azione amministrativa. E poi è anche un' opportunità molto concreta per il turismo nella nostra Provincia. Sono felice che inizi questa collaborazione, e a maggior ragione sarò felice di seguirne gli sviluppi". (fonte www.provincia.pv.it)

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IL

GIUDICE:

"BASTA

CON

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LE

DISCRIMINAZIONI . IL SERVIZIO CIVILE VA APERTO AGLI IMMIGRATI" Il tribunale di Milano ha accolto il ricorso di quattro giovani stranieri residenti in Italia. E ha ordinato a Palazzo Chigi di consentire "l'accesso anche agli stranieri soggiornanti in Italia", che devono poter aiutare "la patria"

(20 novembre 2013) Non è bastata la sentenza di un giudice che già quasi due anni fa aveva sanzionato il comportamento "discriminatorio" da parte dello Stato: ce n'è voluta un'altra sulla stessa linea. E questo perché quando è stato pubblicato un nuovo bando per cercare volontari disponibili al servizio civile, poco più di un mese fa, è stata inserita ancora una volta quella clausola che impediva agli stranieri residenti in Italia di partecipare. Così oggi è toccato nuovamente alla magistratura intervenire con un'ordinanza per imporre agli uffici della presidenza del consiglio di riaprire il bando per l'accesso anche degli immigrati regolari. Secondo il giudice Fabrizio Scarzella, della sezione Lavoro del tribunale di Milano, sulla base dell'articolo 2 della Costituzione deve essere permesso "allo straniero residente in Italia di concorrere al progresso materiale e spirituale della società e all'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale attraverso la sua partecipazione al servizio civile nazionale". A presentare il ricorso, accolto dal magistrato, sono state le associazioni 'Studi giuridici sull'Immigrazione' e 'Avvocati per Niente onlus'. E con loro soprattutto quattro giovani stranieri, tra cui un cingalese e una marocchina: residenti in Italia da oltre dieci anni e assistiti dagli avvocati Alberto Guariso e Livio Neri, chiedevano semplicemente di poter presentare la domanda di servizio civile. Tuttavia il "bando per la selezione di 8.146 volontari da avviare al servizio nell'anno 2013 nei progetti di servizio civile in Italia e all'estero", pubblicato il 4 ottobre scorso, era aperto solo ai cittadini italiani. A nulla era servito il fatto che nel gennaio del 2012 la sezione Lavoro del tribunale di Milano, in relazione a un precedente bando, avesse stabilito, accogliendo il ricorso di uno studente pakistano, che gli immigrati che hanno il permesso

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di soggiorno fanno parte "in maniera stabile e regolare" della "comunità" e che quindi anche a loro deve essere riconosciuto il diritto di svolgere il servizio civile. Servizio civile che è anche - scrisse il giudice - un dovere di "solidarietà politica, economica e sociale" nei confronti della "patria" in cui vivono. La sentenza è stata richiamata nella sua ordinanza dal giudice Scarzella, il quale spiega inoltre come "il termine cittadino", in relazione alle norme sul servizio civile, "va inteso riferito al soggetto che appartiene stabilmente e regolarmente alla comunità italiana con conseguente illegittimità, per discriminatorietà, dell'articolo 3 del bando impugnato", che negava l'accesso agli stranieri. Il servizio civile, si legge nell'ordinanza, "tende a proporsi come forma spontanea di adempimento del dovere costituzionale di difesa della patria". Da qui l'ordine del giudice "all'Ufficio nazionale per il servizio civile di cessare il comportamento discriminatorio, di modificare il bando nella parte in cui prevede il requisito della cittadinanza consentendo l'accesso anche agli stranieri soggiornanti regolarmente in Italia e di fissare un termine non inferiore a dieci giorni dalla comunicazione della presente ordinanza per la presentazione delle ulteriori domande di ammissione". L'ordinanza, ha spiegato l'avvocato Guariso, "è immediatamente esecutiva e il ministero non potrà cercare di sottrarsi nuovamente, come ha fatto lo scorso anno, alla sua esecuzione". (fonte http://milano.repubblica.it)

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"NON

VOGLIO

INQUILINI

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DI

COLORE": LA CASA NEGATA AD UN'ITALIANA DI PELLE NERA (20 novembre 2013) PORCIA - A fine del luglio scorso il partito del Sel aveva presentato ufficialmente la candidatura di Barbara Ababio (22enne di colore) alle primarie del centrosinistra di Porcia, quindicimila abitanti in provincia di Pordenone. Una proposta del tutto nuova quanto provocatoria accolta dall'opinione pubblica

con contrarietà

e

tante

polemiche.

Lei commessa «in un negozio, nata a Palermo, cittadina italiana, in attesa della prova delle urne ha già potuto testare cosa significhi avere la pelle nera. Nei giorni scorsi ha cercato un appartamento. Le è stato negato: il proprietario - ha spiegato non senza imbarazzo un dipendente dell’agenzia immobiliare che, al telefono, era apparso ben disponibile a chiudere il contratto - non vuole stranieri nel suo fabbricato.

DISCRIMINAZIONE,

AMMONITI I TIFOSI

DEL COMO (20 novembre 2013)

Arriva la diffida per la curva del Como dopo la partita di sabato a Bergamo contro l'Albinoleffe. Il giudice di Lega Pro, infatti, ha deciso di "ammonire" i supporters lariani che alla prossima sanzione sranno puniti con la chiusura completa del settore per una partita. Sabato, infatti, durante il primo tempo della partita di Bergamo - stadio dell'Atalanta, alcuni tifosi azzurri sono stati sentiti dal collaboratore dell'arbitro intonare

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cori inneggianti alla discriminazione territoriale verso la città di Bergamo. Da qui la decisione di punire i tifosi con la chiusura del loro settore. Ma per ora si tratta solo di un avvertimento: l'esecuzione viene sospesa, in caso di recidività si procederà all'effettiva disputa di una partita con la curva chiusa. (fonte http://www.ciaocom o.it)

SCRITTE

NEONAZISTE A

CASTELLAMMARE.

FOCOLAIO RAZZISTA O GUERRA TRA BANDE? (20 novembre 2013)

Sui muri della città sono comparse alcune scritte che potrebbero avere una relazione con le aggressioni di questi giorni in villa comunale contro persone di colore. In zone centralissime con sprai nero qualcuno ha voluto contestare la scritta "Alba dorata meno 2" che richiamava la morte di due estremisti di destra in Grecia. Una preoccupante sfida a colpi di scritte eversive che campeggiano in alcuni luoghi della città. Sotto la scritta è anche apparso la scritta celtica dei neonazisti.

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Alba dorata è un movimento neonazista che si sta diffondendo in tutta Europa , riconosciuto in Grecia, il suo leader Il suo leader è Nikólaos Michaloliákos. Alba Dorata nel corso delle elezioni greche ha concentrato le proprie tematiche sul contrasto all'immigrazione clandestina, sostenendo anche il blocco delle frontiere, il partito si oppone al marxismo, alla globalizzazione e al multiculturalismo. (fonte http://www.metropolisweb.it)

COLORADO

CAFÉ,

«BATTUTE

ANTISEMITE

E OMOFOBE»: È POLEMICA SULLA GAG DEL COMICO ALESSANDRO BIANCHI L'associazione Equality e l'Ucei chiedono le scuse del comico

(20 novembre 2013) E' polemica sullo sketch del comico Alessandro Bianchi, andato in onda nell'ultima puntata di Colorado Café, e contro il quale sono insorte l'Ucei e Equality Italy. A finire sotto accusa sono alcune battute, basate su stereotipi antisemiti e omofobi. «Mancano ancora tredici euro e 50, non fate i rabbini, vuotate le tasche», dice il comico, nel ruolo di uno steward di una compagnia aerea low cost. Ma questa non è l'unica battuta a finire sotto accusa dell'associazione Glbt. Ci sono anche riferimenti a petardi fatti esplodere nel lato B maschile. «È accaduto già in altre occasioni, e abbiamo lasciato stare, ma ora non possiamo tacere che il comico Alessandro Bianchi continui a utilizzare espressioni discriminatorie, sguazzando nei peggiori stereotipi antisemiti e omofobi, per realizzare una performance di dubbio gusto - attacca Aurelio Mancuso, presidente Equality Italia -. Non chiediamo censure, pensiamo, però, di dover esprimere la nostra protesta, e di poter pretendere il rispetto delle minoranze e delle persone». «In particolare - aggiunge Mancuso - il comico ha più volte coinvolto nelle sue stupide battute Nichi Vendola, ormai pubblico bersaglio di frasi di cattivo gusto. Allo squallido richiamo del comico "non fate i rabbini" per indicare di non essere avari, rispondiamo,

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utilizzando un refrain di un grande comico, purtroppo scomparso: Bianchi non faccia il cretino». Una posizione che viene condivisa dal presidente dell'Unione delle comunità ebraiche Italiane Renzo Gattegna, che parla di «espressioni discriminatorie e omofobiche». «Nella società della comunicazione le parole hanno un valore e una centralità imprescindibile. Possono emozionare, avvicinare, unire – evidenzia Gattegna - Ma possono anche contribuire, nei modi più diversi, a diffondere ostilità e pregiudizio. La performance del comico Bianchi, protagonista della prima serata di un canale che si rivolge prevalentemente a un pubblico giovane come Italia1, è in questo senso emblematica. Un passo falso che condanniamo con forza e che è segno, nella migliore delle ipotesi, di una scarsa consapevolezza e sensibilità. A questo punto potrebbe avere un significato positivo l'estensione di scuse formali da parte della produzione e dello stesso Bianchi». (fonte http://www.ilmattino.it)

SCOLARIZZAZIONE “MARINO

ROM.

A

ROMA

RISCHIA DI FAR PEGGIO DI

ALEMANNO” (20 novembre 2013) L’allarme lanciato dalle organizzazioni che si occupano dei progetti nella capitale. Per il bando 2014 si parla di tagli del 30% e di progetti di soli nove mesi. Molto meno di quanto fatto da Veltroni e da Alemanno. "Inaccettabile l'ipotesi di una riduzione dei fondi"

ROMA - Sulla scolarizzazione degli alunni rom e sinti nella Capitale, Marino rischia di fare peggio di Alemanno. È quanto lamentano le associazioni e cooperative che gestiscono i progetti che questa mattina hanno lanciato l’allarme su una possibile riduzione del 30 per cento dei fondi. Oggi l’incontro tra i rappresentanti delle organizzazioni coinvolte tra cui Ermes, con l’assessore alla Scuola, infanzia, giovani e pari opportunità del Comune di Roma, Alessandra Cattoi, a cui chiedono (in una lettera consegnatale oggi stesso) di evitare

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i tagli annunciati alle 4 organizzazioni in un precedente incontro. “Non possiamo accettare l’ipotesi avanzata dall’assessore nel corso di un incontro avvenuto lo scorso 5 novembre – spiegano le quattro organizzazioni - di una riduzione di circa il 30 per cento delle risorse attualmente destinate al progetto Scolarizzazione rom a partire già dal prossimo mese di Gennaio 2014”. Dai 5 euro di Veltroni, ai 2 di Marino. Se il taglio dovesse andare in porto, la cifra pro capite e al giorno stanziata dal Comune di Roma per i progetti di scolarizzazione risulterebbe meno della metà di quella stanziata da Veltroni, da sindaco di Roma. Durante il suo mandato, infatti, i progetti di scolarizzazione venivano finanziati con circa 5 euro per minore al giorno. Durante la giunta Alemanno, tale cifra è scesa a 3 euro. Con Marino, se non dovessero esserci novità, la quota pro capite non raggiungerebbe neanche i due euro. Sulla vicenda, però, occorrerà aspettare il nuovo bando. Ad oggi, infatti, gli attuali enti gestori della scolarizzazione hanno visto prorogare i progetti fino a fine 2013 e l’ipotesi più verosimile è quella che vengano prorogati ancora, fino al termine dell’attuale anno scolastico. Per il bando 2014, invece, le uniche notizie finora giunte dal Campidoglio non sono positive. Oltre al taglio dei fondi, infatti, si parla anche di una riduzione temporale dei bandi. Se con la giunta Veltroni i progetti avevano una durata triennale, questa si è andata assottigliando anno per anno e per il 2014 si parla di un bando di circa 9 mesi. Lo stretto indispensabile. I risultati non mancano, anche se, come confermano le stesse organizzazioni, "la qualità dei percorsi scolastici dei minori in questione ancora non raggiunga standard accettabili". Nei primi anni 90 la situazione della scolarizzazione dei minori rom della capitale era molto diversa, spiega Salvo Di Maggio, presidente della Cooperativa Ermes, una delle quattro realtà impegnate oggi in progetti di scolarizzazione. Si parlava solo di iscritti e i numeri erano molto diversi da quelli raggiunti oggi, anche grazie ai progetti realizzati. “Parliamo di circa 180 minori - spiega Di Maggio -. Bambini iscritti per lo più alle elementari, pochi alla materna e alle scuole medie”. Oggi gli iscritti superano i 2 mila e non si valuta solo l’iscrizione a scuola. Ad essere monitorata è soprattutto la frequenza, messa a repentaglio negli ultimi anni dai ripetuti sgomberi, dalla chiusura di alcuni campi e dai relativi trasferimenti in altre strutture della città. (fonte www.redattoresociale.it)

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IMMIGRATI, BOLDRINI: IN MEDIA

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SERVE

CONSAPEVOLEZZA DEONTOLOGICA (20 novembre 2013) Innsbruck, 20 nov - Comunicatori ed esperti di immigrazione a confronto per capire come viene raccontata l'immigrazione nei territori dell'Euregio e come superare stereotipi e pregiudizi nella rappresentazione dei cittadini di origine straniera. L'occasione è stata offerta dal convegno "Il potere dell'informazione - mass media e integrazione", svoltosi ieri a Innsbruck, nell'ambito del protocollo di collaborazione fra Trentino, Alto Adige e Tirolo nella cornice del Gect Euregio. Fra le varie istanze emerse nel corso dei lavori, la necessità del riconoscimento di una "cittadinanza sostanziale" dei migranti. La presidente della Camera Laura Boldrini, nel proprio saluto inviato a Innsbruck, ha ricordato l'esperienza del Centro informativo per l'immigrazione della Provincia autonoma di Trento in questo delicato settore: "Il vostro incontro - ha scritto - mi dà anche la possibilità di ricordare il lavoro fatto insieme negli anni scorsi - penso tra l'altro ad un convegno promosso pochi anni fa a Trento dal Cinformi, che ci invitava a ragionare su 'il mondo in casa' - con tanti rappresentanti del giornalismo italiano per il varo della Carta di Roma, il protocollo per un'informazione corretta sui temi dell'immigrazione e dell'asilo adottato dall'Ordine e dal Sindacato dei giornalisti à La cronaca ci dice ogni giorno quanto sia importante che la questione epocale delle migrazioni venga affrontata con la necessaria consapevolezza deontologica". Il convegno ha analizzato i diversi aspetti con i quali i comunicatori si devono confrontare quando, nel loro lavoro, affrontano il tema immigrazione: gli aspetti deontologici, la diversità culturale, gli stereotipi, la discriminazione, l'immagine dei migranti nella cronaca nera e l'accesso dei nuovi cittadini alla professione giornalistica. Particolare interesse ha suscitato la "Carta di Roma", ricordata nel proprio saluto da Boldrini e illustrata a Innsbruck nell'intervento di Enrico Paissan, componente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti italiani. La "Carta di Roma" è il protocollo deontologico concernente richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti. Un documento - è stato detto - che "non rappresenta affatto un atto, per così dire, di raccomandazione, di 'moral suasion', ma possiede la forza di una vera e propria norma deontologica e professionale, violando la quale si possono avere pesanti conseguenze di natura professionale". (fonte 9Colonne)

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SALERNO

-

SINDACATI

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ACCUSANO:

LAVORATORE DISABILE DISCRIMINATO (20 novembre 2013) Presso la sede del Consorzio Bacino Salerno 2, amministrato dal Commissario Liquidatore Corona, è stata convocata la O.S. USB. Il Consorzio convocava l’O.S. USB Provinciale di Salerno inserendo nella convocazione il seguente oggetto: “….al fine di discutere in ordine alla posizione di inidoneità lavorativa del dipendente de quo”. Durante la seduta il Consorzio invitava l’O.S. nella persona dei sindacalisti Avv. Veronica Pichilli e Pietro Di Gennaro a sottoscrivere il documento il cui contenuto era di grande pregiudizio per il lavoratore. Infatti il consorzio presentava ai sindacalisti intervenuti e al lavoratore un documento che recitava: “l’azienda con grande rammarico allo stato attuale non dispone di posti vacanti per ricollocare il dipendente”. In un’atmosfera tra l’assurdo e il tragico, l’O.S. si è opposta dinanzi alla volontà, espressa dal Consorzio, di sospendere senza retribuzione (che è l’anticamera del licenziamento), il lavoratore portatore di handicap. L’O.S. USB precisa che il lavoratore era stato, a seguito di visita medica, ritenuto idoneo alla mansione attualmente svolta per il consorzio. Pertanto i rappresentanti sindacali si opponevano argomentando, contro il datore di lavoro, che ogni decisione che il datore avesse preso in contrasto con tale dato di fatto non avrebbe potuto che essene una decisione profondamente illegittima oltre che fonte di grave pregiudizio per un lavoratore già di per se bisognoso a causa del proprio handicap. Il commissario Corona, non volendo più interloquire con i rappresentanti sindacali, i quali si opponevano fermamente al provvedimento di sospensione dalla retribuzione del lavoratore, non ha trovato altra strada che quella di chiamare la polizia. L’O.S. USB denuncia tale grave atteggiamento di chiusura rispetto a ogni discussione che l’USB ha sempre e puntualmente avanzato a tutela dei diritti dei lavoratori. La polizia, prontamente intervenuta, nulla ha potuto rilevare se non la presenza, al di fuori degli uffici del consorzio, dei rappresentanti sindacali i quali, poco prima, erano stati cacciati dagli uffici del Consorzio perché non volevano piegarsi ad una decisione tanto iniqua. USB invita tutti gli iscritti e tutti i cittadini a stringersi intorno ad Emanuele perché lo stesso possa essere tutelato nei suoi diritti. USB chiede urgentemente che il Consorzio comunichi al lavoratore “scuse formali” e cancelli ogni provvedimento in corso, donando

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un momento di serenità ad Emanuele e alla sua famiglia, già fortemente scossi da giorni, per questa tristissima vicenda. Ogni intento aziendale deve rientrare permettendo così ad Emanuele di completare in tranquillità i pochi anni di lavoro che lo separano dalla pensione. USB denuncia con estrema determinazione una situazione che non è più sostenibile: quello di Emanuele è solo l’ultimo ed aberrante episodio. USB chiama i lavoratori tutti a dimostrare la loro solidarietà ad Emanuele aderendo a stati di agitazione che saranno proclamati nelle prossime ore. (fonte http://www.informazione.campania.it/)

'STRANE STRANIERE'',

IMPRENDITRICI DI

SUCCESSO CONTRO GLI STEREOTIPI Iniziativa della provincia di Roma. Sabato 23 il primo laboratorio con le imprenditrici immigrate, parte di un progetto innovativo per costruire nuovi immaginari

(20 novembre 2013) ROMA - Aida, tunisina, ripara macchine d'epoca alle porte di Roma. Tatjana è nata in Croazia e oggi gestisce una libreria vicino al Pantheon. Poco lontano, Cristina, romena, tesse e vende scialli nella sua boutique. Queste donne, insieme ad altre tre - Ana, Ljuba e Hu - sono le "Strane Straniere" che racconteranno le proprie storie nel primo laboratorioperformance del progetto "Migrazione donna: una risorsa". L'appuntamento è per sabato 23 novembre alle 19 presso l'Associazione Culturale Atelier di Roma (via Panisperna 236). Filo rosso che unisce figure tanto diverse è la loro esperienza di donne, migranti e imprenditrici. Persone che hanno avuto la voglia e la capacità, tutte femminili, di reinventarsi in un contesto molto lontano da quello d'origine. L'iniziativa, realizzata con il contributo della Provincia di Roma, mira infatti a contraddire alcuni stereotipi sul fenomeno migratorio, percepito e spesso veicolato dai media in modo superficiale o deviato. In pochi infatti sanno che un terzo delle nuove imprese straniere in Italia, come nella capitale, è gestito da donne, a dispetto dell'immagine di debolezza ad esse associata. Da qui l'idea innovativa di promuovere un incontro che consenta a queste testimoni

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d'eccezione di raccontare come da vissuti spesso dolorosi e carichi di incognite siano nate intuizioni geniali e realtà imprenditoriali concrete. Preziose risorse umane ed economiche sui territori che le ospitano. Il pubblico sarà chiamato a partecipare in modo attivo all’evento, attraverso un dialogo diretto con le protagoniste. Moderatore dell’incontro Maurizio Gressi. L’appuntamento rientra in un progetto più ampio di sensibilizzazione e comunicazione sul fenomeno migratorio nella provincia di Roma, che vuole costruire un immaginario positivo dei migranti. “Migrazione donna” prevede altri due laboratori-performance con le imprenditrici straniere, alcuni reportages, la redazione di un testo narrativo corredato da immagini e la realizzazione di una fiction fotografica e di un documentario. A rendere possibile una simile varietà di iniziative le diverse professionalità degli ideatori del progetto: l’antropologa Maria Antonietta Mariani e la scrittrice Sarah Zuhra Lukanic, con il contributo del fotografo Francesco Chiorazzi e la regista Caterina Mongiò. (fonte http://www.redattoresociale.it/)

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GIORNATA

VITTIME DELLA TRANSFOBIA,

AGEDO:

"DIALOGO

CONTRO

LE

DISCRIMINAZIONI" Troppi casi di vittime dell'odio, discriminazioni sfociate in violenza verbale e fisica, ricorda Agedo Parma. La giornata delle vittime della transfobia non solo per non dimenticare,ma per abbattere il silenzio e favorire il dialogo in famiglia e a scuola

(20 novembre 2013) Un giorno importante per non dimenticare chi ha pagato

anche

con

la

vita

gli

effetti

delle

discriminazioni sessuali quella di oggi, 20 novembre, sancita come giornata internazionale in ricordo delle vittime della transfobia. "Una triste ricorrenza sottolineano i volontari di Agedo Parma -, ma anche un giorno di speranza e di desiderio di visibilità per la comunità

transessuale, tanto numerosa quanto

nascosta, o visibile suo malgrado, dato che troppo spesso se ne legge solo nella cronaca scandalistica". Una ricorrenza relativamente recente quella di oggi, che ha origine quando in memoria dell'omicidio di una donna transgender afroamericana nel 1998, l'attivista transgender e graphic designer Gwendolyn Ann Smith, realizzò un progetto grafico a San Francisco chiamandolo“Remembering Our Dead”, seguito da una fiaccolata. Una giornata ormai celebrata in modi diversi in tutto il mondo, non solo attraverso il ricordo delle vittime attraverso fiaccolate e veglie, ma con riflessioni per tenere alta l'attenzione sulla gravità del fenomeno per riuscire a contrastarlo, anzitutto sulla base del dialogo. "Il ricordo di questa giornata - sottolineano i volontari di Agedo Parma - vuole porre l'attenzione sulle perdite di vite umane a cui ogni anno dobbiamo far fronte a causa della violenza, della discriminazione e della mancanza di diritti: primo fra tutti quello di esistere. Ricordiamo che in Italia non è ancora stata approvata una legge, che esiste in quasi tutti i paesi d'Europa, contro l'omotransfobia. Negli ultimi quattro anni sono stati

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monitorati 1.374 omicidi nel mondo, in Italia 26 vittime accertate". Dati significativi di un fenomeno, quello dell'odio per le persone transgender, che necessita una maggiore attenzione secondo l'associazione, in particolar modo da parte delle istituzioni che dovrebbero farsi carico delle ripercussioni determinate dall'odio per le persone transgender. Le vittime, sottolinea Agedo, non sono solo quelle che vengono aggredite, picchiate o uccise, ma anche chi è costretto a subire discriminazioni ogni giorno. Per tenere alta l'attenzione sugli effetti delle discriminazioni e dell'odio, Agedo sceglie di usare l'esempio di una madre, Anna Francesca di Bassano del Grappa. “Mio figlio l'ho caro in qualunque modo intenda essere; a me sta a cuore solo che sia felice, quanto meno sereno. Penso che non avrei mai potuto lasciarlo da solo nel difficile percorso che ha dovuto intraprendere in questi anni, mai sarebbe rimasto senza il sostegno e l’amore mio e di suo fratello e da 4 anni della sua compagna. Certo non è stato facile né scevro da sofferenza per nessuno; ma ho una grande ammirazione per la forza e l’equilibrio che Giulio ha dimostrato, sia sul piano morale che fisico. Il legame che ci unisce va al di là della convivenza quotidiana. Questo aspetto ha modificato profondamente la nostra vita e il nostro modo di vedere: ho conosciuto tante persone splendide, ricche di grande sensibilità e disponibili verso gli altri che mi hanno aiutato a capire e mi hanno portato ad aiutare gli altri. Parlo di Agedo di cui faccio parte e di varie altre associazioni Lgbt del Veneto. Invito i giovani a non scoraggiarsi e a dare il tempo e le informazioni necessarie ai genitori; e a questi ultimi, vorrei infondere la forza di stare al fianco dei loro figli e di sostenerli anche se non capiscono o non condividono le scelte. È solo attraverso il dialogo e l’amore che tutto ciò diventa possibile”. (fonte http://www.parmatoday.it)

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UNICEF

E

ANCI

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PER UN'ITALIA SENZA

DISCRIMINAZIONI L'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI) promuove insieme all'UNICEF Italia le iniziative per il 20 novembre 2013, Giornata internazionale per i diritti dell'infanzia e 24° anniversario dell'approvazione della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.

(20 novembre 2013) Il rapporto pluriennale tra ANCI e UNICEF Italia si è consolidato con la firma a Trieste (23 ottobre 2008) di un Protocollo d’intesa volto a promuovere il programma UNICEF "Città Amiche delle bambine e dei bambini" in tutto il Paese e a condividere capillarmente sul territorio le buone prassi esistenti in materia di tutela dei diritti dell’infanzia. La campagna dell'UNICEF Italia “IO comeTU. Mai nemici per la pelle” è parte integrante del programma "Città amiche" e persegue l’eguaglianza nei diritti per tutti i minorenni, con particolare accento sul diritto alla non discriminazione di quelli appartenenti ai gruppi più vulnerabili, come quelli di origine straniera. In Italia, il diffondersi di comportamenti discriminatori nei confronti di bambini e adolescenti di origine straniera, presenti a vario titolo sul territorio nazionale, sta comportando per questi ultimi un grave rischio di esclusione sociale. La situazione è ancor più paradossale per le cosiddette "seconde generazioni", ovvero i figli nati o cresciuti in Italia da genitori immigrati, i quali hanno sviluppato un senso di appartenenza nei confronti del nostro Paese (per averci vissuto, studiato, lavorato, ecc.) e hanno diritto a che questa loro condizione sia disciplinata in maniera adeguata affinché tale sentimento di appartenenza sia tradotto in diritti giuridicamente esigibili. L’accesso alla cittadinanza per i bambini nati o cresciuti nel Paese in cui i genitori sono emigrati è dunque cruciale per la loro integrazione. La tutela dei diritti dei minorenni di origine straniera e la semplificazione delle procedure per il conseguimento della cittadinanza italiana da parte dei minorenni figli di genitori stranieri che vivono sul territorio italiano sono temi su cui l’ANCI è impegnato da tempo e sono altresì fra gli obiettivi che l’UNICEF Italia persegue con la campagna “IO come TU". Per questo motivo, in occasione della Giornata internazionale dei diritti dell'infanzia e dell’adolescenza 2013 l’ANCI e l’UNICEF Italia saranno fianco a fianco nel diffondere i messaggi chiave della suddetta campagna: non discriminazione, pari opportunità,

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eguaglianza dei diritti di tutti i minorenni, tutela del superiore interesse del minore, promozione della partecipazione e dell’ascolto dei bambini e dei ragazzi su ogni questione che li riguardi. (http://www.unicef.it)

IMMIGRATI : K YENGE , A GENNAIO " PATTO CONTRO IL RAZZISMO" (18 novembre 2013) Oristano, 16 nov. - Il governo italiano sostiene e sosterra' le politiche di integrazione e lo fara' anche sottoscrivendo a gennaio un Patto contro il razzismo. Ne ha parlato stamane in Sardegna il ministro dell'integrazione e delle politiche giovanili Cecile Kyenge, chiudendo la sua visita di due giorni in provincia di Oristano, a Terralba, dove ha incontrato gli studenti dell'Istituto superiore, ma anche amministratori e rappresentati della societa' civile. "Il Patto contro il razzismo", ha dichiarato il Ministro Kyenge, "non avra' un valore solo per le autorita' che lo andranno a sottoscrivere, ma dovra' essere recepito da tutti i cittadini". Il Patto contro il razzismo nasce dalla Dichiarazione di Roma, sottoscritta da una ventina di ministri europei a settembre scorso e con cui si richiedono agli Stati membri e alla Commissione Europea di preparare, discutere e approvare la proposta per un Patto 2014-2020 per un'Europa della diversita' e della lotta al razzismo. Kyenge stamane ha voluto leggere il testo della Dichiarazione di Roma agli studenti di Terralba ai quali ha rivolto un invito a superare, laddove ci sono, le remore sulla diversita'. "Quando i giovani mi vedono in tv", ha dichiarato l'esponente del governo, "non devono indicarmi come la Ministra africana, ma come la ministra della Repubblica italiana". Kyenge, di origine congolese, ma da anni trapiantata in Italia dove esercita la professione di oculista, ha fatto riferimento poi alla sua vita privata per dare un esempio delle difficolta' che puo' incontrare un immigrato. "Anche io a un certo momento ho pensato di non farcela, perche' le difficolta' erano tante", ha raccontato il ministro all'Integrazione e alla Politiche giovanili. "I libri pero' mi hanno molto aiutato, mi hanno accompagnato, evitando che io prendessi una strada sbagliata. Conoscere, apprendere, approfondire e' molto importante. Ed ai giovani di oggi bisogna fa capire il valore che ha conoscere gli altri, le loro origini, la loro vita". (fonte AGI)

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PAOLO

BONOLIS

«FILIPPINO».

FA

NEI

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PANNI

DEL

INDIGNARE

LA

COMUNITÀ RESIDENTE IN ITALIA (18 novembre 2013) Non è piaciuto il siparietto mandato in onda durante il programma «Avanti un altro»: «Immagine offensiva» (link video http://video.corriere.it/bonolisfilippino-fa-infuriare-comunita-residenteitalia/24d76d7c-4e14-11e3-a50b-09fe1c737ba4) Non è per niente piaciuta alla comunità filippina la gag proposta

da

Paolo Bonolis

durante

il

programma di Canale 5 «Avanti un altro»: il conduttore veste i panni del «Filippino» con parrucca nera, l’accento tipico e elargisce perle di economia domestica: «Io sono filippino e faccio pulizie». Un siparietto che ha provocato la reazione sdegnata della comunità filippina italiana. Anche perché, come sottolineato da più rappresentanti della comunità, il travestimento di Bonolis viene introdotto dall’inizio nazionale filippino, particolare «inopportuno» non fosse altro per il brevissimo spazio temporale che separa la messa in onda della trasmissione dalla catastrofe che ha colpito le Filippine, con oltre 10 mila morti provocati dal tifone Haiydan. «OFFESA E DISCRIMINAZIONE» - Un consigliere aggiunto del comune di Roma, Romulo Sabio Salvador, filippino, ha scritto - a nome della comunità filippina romana all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), all’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (Unar) e a Mediaset, per stigmatizzare il personaggio interpretato da Bonolis: «L’aspetto più offensivo - conferma Romulo Sabio Salvador - della caricatura risiede nell’utilizzo, durante l’introduzione del personaggio, della base musicale dell’Inno nazionale filippino ascoltato dal presentatore stringendo sul cuore uno straccio per spolverare. Questa parodia è ancor più deprecabile in quanto in onda in una fascia

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oraria che annovera tra gli spettatori anche adolescenti e bambini, contribuendo in questo modo a diffondere un messaggio diseducativo che si contrappone al principio di integrazione fra culture che dovrebbe, invece, essere incoraggiato in una società multietnica come la nostra». «PUBBLICHE SCUSE» - Il consigliere e la comunità filippina chiedono alla produzione della trasmissione «pubbliche scuse ai filippini». «La comunità infatti è indignata dalla rappresentazione del nuovo personaggio proposto dal presentatore Bonolis, “il filippino” si legge in un comunicato -, il quale propone uno stereotipo così limitante del Filippino, che parla in maniera incomprensibile e lavora come collaboratore domestico». Non solo: «Infine, ma non meno importante - ha concluso il consigliere capitolino - quanto descritto ha particolarmente toccato la sensibilità della comunità Filippina che in questo momento delicato di lutto nazionale, a causa del tifone Haiyan, avrebbe bisogno di sostegno morale anziché di offese gratuite alla propria dignità». (fonte http://www.corriere.it/)

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‘NONNISMO’ NIGERIANO COMPAGNI

SCOLASTICO: PRESO NELLO

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RAGAZZO

D’ASSALTO

DAI

SPOGLIATOIO.

NESSUNO SCHERZO: È RAZZISMO (18 novembre 2013)

Obiettivo l’integrazione? Riconoscimento dello ius soli? Società multietnica? Tutti traguardi apprezzabili, e ambiziosi, ma tocca anche fare i conti colla realtà italiana... Fatta anche di episodi clamorosi di razzismo. Persino tra giovanissimi, anche in una scuola, laddove le espressioni poco gradevoli – eufemismo – utilizzate nei confronti di un ragazzo nigeriano non sono certo uno scherzo, né semplici offese, ma discriminazione a tutti gli effetti (Cassazione, sentenza 25870/13). A rompere equilibri precari, silenzi fatti di pudore, e clima vilmente cameratesco è l’episodio assolutamente deprimente di cui rimane vittima, a scuola, un ragazzo nigeriano: egli, «al termine di una partita», viene «schernito e fatto oggetto di sputi negli spogliatoi» e «poi portato a forza e costretto a restare nel ‘locale docce’, con i rubinetti aperti». Follia? Assolutamente no, perché, come acclarato nelle aule di giustizia, quel fattaccio è solo la punta dell’iceberg: il ragazzo, difatti, «nel corso dell’anno scolastico era stato abitualmente apostrofato con espressioni quali ‘negro di m...’». Di conseguenza viene ritenuta logica la contestazione dell’aggravante della «discriminazione» razziale rispetto ai reati di «ingiuria e violenza privati» addebitati ai bestiali «compagni di classe» che hanno preso di mira il ragazzo nigeriano. Ebbene, la linea di pensiero adottata nei primi due gradi di giudizio, viene, infine, confermata anche dalla Cassazione, che rigetta le osservazioni mosse da uno degli studenti autori delle offese. Secondo lo studente, in particolare, va valutata, piuttosto, la «plausibilità» dell’«ipotesi dello scherzo» per l’episodio accaduto nello spogliatoio, anche tenendo presente che le «ingiurie» in epoca precedente non erano a «sfondo razziale», poiché «non udite da terzi». Ma questa visione viene completamente demolita dai giudici della Cassazione, per i quali è assolutamente indiscutibile il ‘peso specifico’ del «contesto

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discriminatorio» – «creato nei mesi precedenti» all’episodio dello spogliatoio – «ai danni del compagno di classe, apostrofato abitualmente con l’epiteto ‘negro di m...’». E risibile viene ritenuta l’osservazione sul fatto che le offese non siano state «udite da terzi»: l’aggravante del razzismo, chiariscono i giudici, «è integrata quando l’azione si rapporti al pregiudizio manifesto di inferiorità di una razza, non essendo necessario che la condotta sia destinata, o, quanto meno, potenzialmente idonea, a rendere percepibile all’esterno – e quindi a suscitare – il riprovevole sentimento o, comunque, il pericolo di comportamenti discriminatori o di atti emulatori». Anche perché, aggiungono i giudici, ciò «comporterebbe l’irragionevole conseguenza di escludere l’aggravante in tutti i casi in cui l’azione lesiva si svolgesse in assenza di terze persone». (fonte http://www.lastampa.it)

FIRENZE:

UNIC REDIT

LANCIA

LA

SETTIMANA DELL'ITALIANO (18 novembre 2013) Agenzia Tu UniCredit, la rete dedicata ai cittadini stranieri residenti in Italia, lancia la settimana dell’italiano. Un invito aperto a tutti i cittadini stranieri a recarsi nelle filiali Agenzia Tu UniCredit dal 18 al 22 novembre per misurare il proprio livello di conoscenza della lingua italiana con il test di accertamento delle competenze linguistiche livello A2. Il test, gratuito e della durata di mezz’ora, simula la prova di esame necessaria per ottenere il permesso di soggiorno CE Soggiornanti di lungo periodo (in passato identificato quale Carta di Soggiorno). Il test deve essere superato dai cittadini non comunitari che, in possesso da almeno 5 anni di un permesso in corso di validità rilasciato in Italia e dei requisiti di reddito, intendono chiedere il rilascio del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo. Inoltre dal marzo 2012 è entrato in vigore l’accordo di integrazione che prevede, in concomitanza con la richiesta del permesso di soggiorno, l’impegno del migrante di conseguire, entro 2

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anni, il livello A2 di conoscenza della lingua italiana oltre ai principi fondamentali della costituzione italiana e elementi basilari della vita civile. I candidati che si presenteranno in agenzia avranno l’opportunità di capire in che cosa consistono le prove, come sono articolate, quali sono i tempi per lo svolgimento. La conoscenza della lingua italiana è una tappa imprescindibile del processo di integrazione, un concetto ribadito dall’Agenda Europea per l’integrazione che sottolinea come le competenze linguistiche aprono le porte a migliori opportunità di lavoro, favoriscono i contatti sociali e assicurano indipendenza ai migranti. Questo aspetto è particolarmente importante per le donne immigrate, che altrimenti possono ritrovarsi isolate. I cittadini stranieri a Firenze potranno testare la propria conoscenza dell’italiano nella filiale Agenzia Tu UniCredit di Via Benedetto Marcello 1, da lunedì 18 novembre a venerdì 22 novembre, con orari di apertura 10.20 - 14.20 e 15.45 - 18.15. Per maggiori informazioni tel. 055/7730310 oppure info@agenziatu.it Sono 5 milioni circa i cittadini stranieri presenti in Italia e rappresentano l’8,2% dell’intera popolazione. In Toscana il numero di cittadini stranieri regolari stimati è di 398.000 (10,6% della popolazione residente). Di questi, la quota di cittadini soggiornanti non UE è di circa 284 mila (284.148 fonte dati Istat al 31 dicembre 2011) di cui il 52,1 % è già in possesso del titolo di lungo soggiornanti. Restano circa 136 mila cittadini stranieri in possesso di permessi di soggiorno a scadenza che potrebbero confermare la loro stanzialità con la richiesta del permesso CE per soggiornanti di lungo periodo. Il test è stato realizzato grazie ai contenuti forniti da DIREZIONE DIDATTICA 10° CIRCOLO MODENA CTP MODENA sede riconosciuta per gli esami di accertamento delle competenze linguistiche DMI 4 giugno 2010. Agenzia Tu UniCredit a Firenze Agenzia Tu è la rete di UniCredit che si rivolge ai nuovi protagonisti del mercato economico e del lavoro, cittadini stranieri e lavoratori atipici, ed è caratterizzata da prodotti e servizi pensati per soddisfare le loro esigenze e per aiutarli nell’integrazione. Agenzia Tu opera in Italia con 12 filiali in cui lavorano tra gli altri 17 colleghi di origine straniera. L’Agenzia Tu di UniCredit si trova in Via Benedetto Marcello 1, vi lavora uno staff di tre persone: il Direttore Maurizio Martini e il suo team Nina di origine rumena e Rozana di origine albanese. (fonte http://www.nove.firenze.it)

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IL CALVARIO DEI DISABILI SUL METRÒ: "E' IMPOSSIBILE USARLO A MILANO" (18 novembre 2013) Una giornata con Anna, 26 anni e una laurea in marketing, e la sua sedia a rotelle fra salite, gradini e ascensori sporchi delle linee cittadine. "Ora capite perché è impossibile incrociare qui una persona in carrozzina?" Anna ha 26 anni e una laurea in marketing. Parla quattro lingue oltre all’italiano. Vive da sola e da sola fa la spesa. Ogni settimana gioca a hockey. «Mi piace bastare a me stessa, farcela senza chiedere nulla a nessuno», dice sorridendo. Eppure, senza qualcuno che spinga la sedia a rotelle su cui è costretta, Anna non è in grado di prendere la metropolitana. Non è colpa sua: è colpa della metropolitana. «Facci caso — dice mentre guida una Fiat Idea con acceleratore al volante e freno azionabile a mano — A Milano quante persone in carrozzina hai visto in metrò in vita tua? Poche. Forse nessuno. Chiediti il perché». Il viaggio di una persona disabile sui mezzi pubblici comincia con una telefonata al servizio clienti Atm. Nel menù di scelta rapida, non si fa riferimento al servizio disabili. Anna sa muoversi fra le varie opzioni. Dopo tre minuti di attesa, riesce a comunicare il tragitto che intende fare: Ponale, Zara, Centrale, Cadorna, Duomo e ritorno. L’operatore la mette in attesa e le risponde cinque minuti dopo (in totale fanno otto): «Scusi, ma ho dovuto chiamare la direzione di ciascuna delle linee di metropolitana. Non c’è coordinamento». E aggiunge: «Ascensori e montascale funzionano, quindi non ci sono problemi». Anna sorride: «Come sa ogni persona disabile, ascensori e montascale sono solo parte del problema». La linea meglio attrezzata è la 5, la più moderna. Anna abita vicino stazione di Ponale, alla Bicocca. Peccato che non ci siano posti auto riservati ai disabili nell’arco di 300 metri dall’ascensore. Quando Anna, dopo alcuni minuti di ricerca, riesce a posteggiare sulle strisce blu, realizza di essere a 200 metri di distanza. Non ci sono rampe per salire sul marciapiedi, deve muoversi in carreggiata, in contromano rispetto alle auto. «Ecco perché giro in macchina», taglia corto Anna, con il cappuccio calcato in testa per ripararsi dalla pioggia.

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L’ascensore che dalla strada conduce ai tornelli è lindo. La linea 5 rispetta gli standard europei per l’accessibilità: niente gradini. E rampe di inclinazione entro i 5 gradi, che consentono il transito anche a sedie a rotelle elettriche. Nemmeno entrare nel vagone è un problema: fra la banchina e il treno non c’è dislivello. A bordo, Anna raggiunge il posto riservato e scende a Zara. Da ora in poi, di facile non ci sarà più nulla. Passando dalla linea lilla alla gialla, la situazione si complica: rampe ripide, un gradino per salire sul treno, pali mal posizionati nel vagone che rendono disagevole salire e scendere. «Senza qualcuno che mi spinge, muovermi sarebbe impossibile», dice Anna. Arrivati alla fermata Centrale, per passare dalla linea 3 alla 2 occorre prendere l’ascensore. Il movimento della cabina è lento, l’odore insopportabile. «Viene usata come orinatoio», dice l’addetto di banchina. Dai corridoi della linea 2, per raggiungere la stazione ferroviaria si fa un lungo giro nei corridoi della linea 3. Il montascale è lento e nel tratto all’aperto non ha pensilina: per metà del tragitto, chi siede in sedia a rotelle è esposto alla pioggia. La linea 2 è la peggiore. Il gradino all’ingresso della metropolitana è alto al punto che per una carrozzina elettrica salire è impossibile. Accedere al vagone è difficile anche nel caso in cui si venga spinti: occorre impennare, con rischi notevoli. A Cadorna l’ascensore è bello: una scatola di vetro e acciaio, da rivista di architettura. Peccato che all’interno il puzzo di urina sia pungente e che per raggiungerla si debba percorrere una rampa lunga e ripida. Anna non è il tipo di persona che si perde d’animo facilmente. Quelli che per molti suoi coetanei sono problemi insormontabili, per lei sono sfide innanzi a cui si sente forte. Da qualche mese ha finito uno stage, ora è in cerca di un lavoro degno della sua specializzazione. «Lo troverò», dice serena. A percorrere da sola una rampa ripida di 20 metri, invece, non ce la può fare. Non è colpa sua: è colpa della rampa, di chi la ha progettata e di chi non la ha sostituita. «Oggi, senza qualcuno che mi spingeva, in almeno dieci occasioni avrei dovuto chiedere aiuto ai passanti. E non è accettabile». Per questo, nessuno di coloro che si muovono su una sedia a rotelle a Milano utilizza con frequenza i mezzi pubblici. Le eccezioni, se ci sono, sono appunto eccezioni. «Chi non è in grado di guidare, si affida ai servizi di bus a pagamento, costosi per la persona disabile e per la comunità», dice Anna. Alla stazione Duomo l’ascensore è sormontato da un cartello “fuori servizio”. In realtà funziona. «Il cartello è valido solo quando è illuminato», spiega un’assistente Atm. Da Duomo, Anna percorre a ritroso il percorso fatto all’andata, di metrò in metrò, sempre

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spinta da un accompagnatore. Raggiunta la sua auto, torna a sorridere. Dopo quasi tre ore di apnea, in cui si è sentita smarrita, rientra nel suo mondo accessibile. «Ora passo da casa, mi cambio, vado a fare la spesa e cucino qualcosa», dice. Giunti sotto casa, al momento di salutarsi, Anna può finalmente dare la sua risposta preferita. Alle maldestre offerte di aiuto da parte di chi la ha accompagnata per ore in metrò, ribatte alla sua maniera: «No grazie, riesco a fare da sola». (fonte http://milano.repubblica.it)

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Rassegna settimanale 18 22 novembre 2013  
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