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diversitĂ urbana infinito e d i z i o n i


© Copyright Infinito edizioni, 2011 Prima edizione: giugno 2011 Infinito edizioni S.r.l. Castel Gandolfo (Roma) Posta elettronica: info@infinitoedizioni.it Sito Internet: http://www.infinitoedizioni.it ISBN 978-88-97016-14-4 Fotografia di copertina: Migena Haska, 2008, Durazzo: “Povertà” Copertina: Infinito edizioni Impaginazione e grafica: Infinito edizioni Le fotocopie per uso personale del lettore possono essere effettuate nei limiti del 15% di ciascun volume/fascicolo di periodico dietro pagamento alla SIAE del compenso previsto dall’art. 68, commi 4 e 5, della legge 22 aprile 1941 n. 633. Le riproduzioni effettuate per finalità di carattere professionale, economico o commerciale o comunque per uso diverso da quello personale possono essere effettuate a seguito di specifica autorizzazione rilasciata da AIDRO, Corso di Porta Romana n. 108, Milano 20122, e-mail segreteria@aidro.org e sito web www.aidro.org Finito di stampare nel mese di giugno 2011 da GECA S.p.A. – via Magellano, 11 Cesano Boscone (MI) Tel. 02.45.889.1


Indice Presentazione, di Mara Carfagna

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Introduzione, di Massimiliano Monnanni

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L’ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali

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Le riflessioni della Giuria

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I componenti della Giuria del concorso “Diversità urbana”

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Le immagini

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Presentazione Spesso le cronache ci raccontano di una realtà che non è quella che immaginiamo possa appartenere al ventunesimo secolo: episodi di violenza e intolleranza, casi di bullismo, di sopraffazione. Casi in cui la diversità viene rappresentata come uno stigma, un fattore di esclusione sociale. Da quando ricopro la carica di Ministro per le Pari Opportunità, mi sono trovata più volte a discutere di questi temi, ad incontrare persone che operano nel settore, e mi sono resa conto che esiste un’altra Italia, quella dove non contano diversità di razza, di origine, di orientamento sessuale, abilità diverse, dove esiste solamente l’amore per l’altro, che non è detto sia sempre “uguale” a noi. Sfogliando queste pagine vi accorgerete di come effettivamente qualcosa stia cambiando. Alcuni giovani hanno saputo catturare quel momento, quel pezzo di quotidianità che a molti sarebbe sfuggito e che, invece, in quel preciso momento in chissà quale città, in quale quartiere, stava contribuendo a determinare un cambiamento nella nostra società. Questo libro è un riconoscimento, non solo al talento, ma anche alla sensibilità dimostrata verso un tema così delicato.

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Un ringraziamento particolare va, in questo senso all’Unar, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali del Dipartimento per le Pari Opportunità che da anni lavora, con passione mai sopita, alla realizzazione di una società sempre più “uguale”, attraverso progetti, studi e iniziative di vario genere, non ultima questa, che ha come obiettivo quello di far crescere in ognuno di noi la consapevolezza che l’altro, nella sua “diversità” può costituire un’opportunità e non un limite, un ostacolo. Henri Cartier-Bresson diceva: “Non è la mera fotografia che mi interessa. Quel che voglio è catturare quel minuto, parte della realtà”. Attraverso questa pubblicazione vogliamo fare in modo che ogni giorno, la nostra realtà, possa riempirsi di fotogrammi che ritraggono attimi di rispetto reciproco.

Mara Carfagna Ministro per le Pari Opportunità

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Introduzione Nel corso del 2010 si è vieppiù intensificata l’azione di sviluppo e potenziamento – già avviata nella seconda metà del 2009 – dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, che si è dotato di un contact center informatizzando il sistema delle segnalazioni, ha elaborato la strutturazione di una rete diffusa di centri territoriali contro il razzismo in sinergia con enti locali e società civile ed ha avviato una serie di azioni che lo qualificano e ancor di più lo qualificheranno nel 2011 come un autorevole punto di riferimento istituzionale in tema di razzismo. A partire dal dicembre 2009 il call center – 800 90 10 10 – per la raccolta delle denunce, funzionante dal 2005, è diventato parte, appunto, del nuovo contact center dell’Ufficio, raddoppiando la dotazione economica e il personale. Il potenziamento ha permesso quindi di avviare nuovi servizi e di renderne effettivi altri finora forniti al di sotto delle necessità. Tra questi ultimi, vi è una crescita del supporto legale alle vittime degli episodi di discriminazione, richiesto in particolare dalle associazioni iscritte nel Registro tenuto dall’UNAR e dagli operatori delle Regioni e degli Enti locali, questi ultimi in numero sempre crescente a seguito degli accordi che l’UNAR ha stipulato con il sistema delle autonomie locali. Accanto al supporto legale è stato anche istituito un “fondo di solidarietà” per l’anticipazione delle spese vive processuali a carico delle vittime di discriminazione o delle associazioni che agiscono a loro tutela.

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diversità urbana

La formazione degli operatori delle reti territoriali UNAR; l’assistenza tecnica e l’informatizzazione del Registro delle Associazioni sono gli altri servizi che vengono incrementati ed erogati anche on line, attraverso il portale www.unar.it del contact center, all’interno del quale funzionerà una virtual community per tutti gli operatori, un archivio di tutte le segnalazioni raccolte ed istruite, nonché la possibilità di effettuare ed aggiornare le segnalazioni direttamente on line da parte di tutti i soggetti accreditati. Tra i compiti più delicati del nuovo contact center c’è poi il monitoraggio quotidiano dei giornali e del web, grazie a un sistema di rassegna stampa attraverso cui saranno sia raccolti i casi di discriminazione razziale che vengono trattati dalle cronache ma non sono denunciati, sia rilevata la presenza nei resoconti degli organi di informazione di stereotipi e rappresentazioni scorrette su base etnica o razziale. Nel corso del 2010 l’UNAR ha ricevuto 766 segnalazioni relative ad eventi di discriminazione, un numero quasi doppio rispetto all’anno precedente, quando le denunce furono 373. Le segnalazioni che l’Ufficio ha successivamente considerato pertinenti sono state invece 540, duecento in più del 2009. Questi forti incrementi non segnalano una maggiore diffusione della discriminazione, ma una crescita della capacità di intercettare i casi di potenziale discriminazione. Sotto questo profilo va comunque ricordato che parte dell’incremento delle istruttorie è dovuto alla azione autonoma dell’Ufficio, che nell’anno passato ha spesso istruito numerosi casi senza che ci fosse bisogno di una segnalazione esterna. Sarebbe poi interessante poter acquisire informazioni sui fattori che influiscono sulla propensione delle vittime alla denuncia: alcuni elementi, seppur parziali, sono forniti nella sezione dedicata al profilo delle vittime, tuttavia è evidente che questo tema andrebbe esplorato con indagini ad hoc come le cosiddette victim survey. Il cambiamento organizzativo dell’UNAR indica l’esigenza di una maggiore convergenza tra azioni di monitoraggio/raccolta delle denunce e iniziative di contrasto. Innanzitutto è necessario allargare la base informativa sulla discriminazione: per raggiungere 10


premessa

questo obiettivo è necessario prevedere una pluralità di punti di raccolta. Un modello centralizzato arriva a considerare una porzione troppo ristretta del fenomeno per cui occorre incentivare i circuiti di comunicazione tra periferia e centro e viceversa. Ciò darebbe anche la possibilità di ottenere e diffondere informazioni con un maggior dettaglio territoriale (regionale o addirittura provinciale). Una maggiore convergenza nell’azione delle diverse organizzazioni impegnate nel contrasto alla discriminazione è quindi una priorità. Le partnership tra istituzioni e società civile organizzata sono uno strumento fondamentale non solo rispetto all’acquisizione di dati, ma anche in un’ottica di rafforzamento dell’azione di contrasto e della sensibilizzazione della popolazione. È necessario quindi coinvolgere il maggior numero possibile di organizzazioni, andando al di là delle contrapposizioni e delle competenze istituzionali. Sotto questo profilo l’adozione da parte di alcune regioni del sistema informativo usato dall’UNAR per la segnalazione dei casi di discriminazione e l’analisi statistica dei dati è un punto di partenza molto promettente. È prematuro valutare i risultati di questa azione poiché i protocolli sono stati sottoscritti a cavallo tra 2009 e 2010. Molto dipenderà dalla struttura che si daranno gli osservatori regionali e dalla capacità di interlocuzione sia con i soggetti del territorio sia con l’Ufficio Nazionale. In altre parole le regioni e gli enti locali in genere dovrebbero fungere da cinghia di trasmissione tra centro e periferia del sistema. Per quel che riguarda l’efficacia e la qualità del sistema di raccolta e diffusione dati, la chiave di volta sta probabilmente nel coinvolgimento degli uffici statistici regionali, che peraltro potrebbero fungere da interfaccia anche con l’ISTAT. Un’altra strada passa per il coinvolgimento degli Istituti regionali di ricerca, cosa già avvenuta nel caso del Piemonte, dove l’IRES è parte attiva all’interno della convenzione tra UNAR e Regione. Tale soluzione potrebbe essere estesa anche alla Liguria e alla Puglia, che dispongono di enti di ricerca specifici (Liguria Ricerche e IPRES). 11


diversità urbana

L’UNAR si è così attrezzato per svolgere sempre più e sempre meglio la propria mission: assicurare in ogni sede e in ogni luogo del territorio nazionale l’esercizio paritario dei diritti di ciascuno a prescindere dal colore della propria pelle dall’accessibilità dei servizi di ascolto, segnalazione ed intervento, alle azioni positive in sinergia con associazionismo e non profit, agli accordi con Regioni ed Enti locali, fino a un rinnovato e positivo rapporto con organizzazioni sindacali e datoriali per incrementare l’azione antidiscriminatoria nei luoghi di lavoro. Un impegno costante e quotidiano, rinnovato e più forte, che trova emblematica esemplificazione nel nuovo logo e nel nuovo claim di UNAR: uguaglianza in azione. Massimiliano Monnanni Direttore UNAR

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L’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali Quando è stato istituito l’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali), con il decreto legislativo 9 luglio 2003 n. 215, in attuazione della direttiva europea 2000/43, si voleva creare per la prima volta in Italia un Ufficio incardinato nell’amministrazione dello Stato (Dipartimento per le Pari Opportunità – Presidenza del Consiglio dei Ministri) che garantisse la promozione del principio di parità di trattamento delle persone, indipendentemente dalla razza e dall’origine etnica. In pochi anni l’UNAR è diventato un punto di riferimento per il riconoscimento dei diritti dei cittadini immigrati, catalizzatore delle istanze di tutti coloro che quotidianamente si impegnano per porre un argine alla discriminazione su base etnico-razziale e per promuovere le diversità. Per garantire l’eguaglianza tra individui, indipendentemente dal colore della loro pelle, dal genere o dall’origine etnico-culturale, occorre anche prendersi carico della vittima di discriminazione o di soprusi attraverso un rapporto per quanto possibile diretto e personale. Per realizzare tale obiettivo si è resa necessaria quindi l’attuazione di un processo di avvicinamento dell’Ufficio ai territori. Ciò ha condotto alla creazione di un nuovo modello organizzativo di intervento dell’Ufficio, con il potenziamento del contact center 800.90.10.10 (www.unar.it), che consente all’UNAR di raccogliere le denuncie e, soprattutto, con la progressiva costituzione di una Rete nazionale di centri territoriali per la rilevazione e la presa in carico dei fenomeni di discriminazione, da istituire sulla base di protocolli d’intesa e accordi operativi con Regioni ed Enti locali. Per un più rapido conseguimento di questi ambiziosi traguardi, l’UNAR ha deciso di accompagnare i suoi sforzi di radicamento sui territori con un’azione progettuale PROGRESS co-finanziata dalla Commissione Europea. Grazie, quindi, a due progetti PROGRESS “Diversità 13


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come valore” (2010) e “Reti territoriali contro le discriminazioni” (2011), l’UNAR ha costituito un Gruppo di Lavoro Nazionale (NWG - National Working Group) che raduna le maggiori organizzazioni rappresentative delle federazioni e delle reti nazionali di associazioni operanti nei cinque ambiti delle discriminazioni (orientamento sessuale, razza-etnia, disabilità, religione ed opinioni personali, età). Il NWG, che è coordinato dall’UNAR, desidera andare oltre la diffusione della conoscenza legislativa per promuovere a livello locale un approccio orientato da un’ottica di mainstreaming, finalizzata ad assicurare che tutte le politiche, ma anche tutti gli strumenti amministrativi locali, tengano conto dell’impatto che hanno in termini di pari opportunità e non discriminazione nella fase di pianificazione, attuazione e valutazione di ogni intervento, per un reale innalzamento dei diritti per tutti i cittadini indipendentemente da sesso, orientamento sessuale, condizioni fisiche e mentali, origine etnica, età o religione. Il 1° Concorso fotografico “Diversità urbana” inserito all’interno delle attività del progetto PROGRESS “Reti territoriali contro le discriminazioni” ha voluto puntare sulla capacità dei giovani, di età compresa tra i 18 e i 35 anni, di cogliere e rappresentare, attraverso la forma artistica e immediata della fotografia, i contrasti positivi e negativi delle diversità nelle aree urbane sui seguenti temi: a) Diversità razziale; b) Diversità etnica con particolare riferimento alle comunità Rom, sinti e camminanti; c) Diversa abilità; d) Diversità religiosa; e) Diversità di età; f ) Diversità di orientamento sessuale ed identità di genere. L’obiettivo perseguito dal Concorso è quello di far emergere rappresentazioni che a partire dalla rimozione degli stereotipi e dei pregiudizi favoriscano il dialogo e l’inclusione sociale nei contesti urbani. 14


Le riflessioni della Giuria Chi fa parte di una Giuria che deve premiare le migliori foto deve saper scegliere tra le emozioni che ogni singola foto suscita, deve avere la capacità di immedesimarsi con chi con la macchina fotografica ha sospeso un determinato e particolare momento di vita reale in uno scatto, sottraendolo all’incessante scorrere del tempo. Ma deve anche sapere valutare l’attinenza delle foto alla tematica del Concorso “Diversità urbana“, con l’obiettivo di far emergere rappresentazioni che, rimuovendo stereotipi e pregiudizi, favoriscano il dialogo e l’inclusione sociale nei contesti urbani. La fotografia come memoria del presente, che cattura un istante del tempo, è capace di rendere durature cose ed esperienze che altrimenti sarebbero destinante alla fugacità e all’oblio, creando un nuovo rapporto con l’esperienza del tempo. Quando noi, componenti della Giuria, abbiamo visionato lentamente tutte le foto del concorso, ci siamo resi conto di come ormai siamo abituati a stigmatizzare la diversità umana, impoverendo la nostra capacità di aver uno sguardo libero e critico, focalizzandolo su stereotipi antropologici: Rom, persone con disabilità, immigrati, gay, transessuali… Eppure nessuno vorrebbe essere clonato, tutti aspirano a essere unici e irripetibili. La diversità è un connotato dell’essere umano, che si riproduce e vive in società dove tutti sono diversi. Purtroppo questa consapevolezza della diversità non è molto diffusa, anzi in questi ultimi tempi si stanno diffondendo sempre più forme di discriminazione e comportamenti negativi verso alcune delle tradizionali fasce sociali ritenute non appartenenti alla propria “comunità“. Capire il significato delle immagini, infatti, non è sempre facile. Non è facile, soprattutto, quando si riferiscono a minoranze, diversità, emarginazione e dolore. 15


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Il pericolo dietro l’angolo è quello di guardare, a causa dell’assuefazione, con indifferenza ciò in cui ci imbattiamo nel vivere quotidiano per le strade delle nostre città. Presi dai nostri problemi quotidiani e dal ritmo frenetico della vita odierna, spesso siamo incapaci di renderci conto della violenza e della discriminazione che si verifica, anche sotto i nostri occhi distratti. Ma accade talvolta che queste immagini ritornano forse un po’ sfuocate nella nostra mente, oppure, nitide tra le pagine di un libro o sui panelli di una mostra…in spazi urbani. E allora ci si ferma e tutto diventa un racconto, una storia urbana che vogliamo seguire e conoscere. Grazie a questo viaggio attraverso le immagini è stato possibile cogliere quel contatto umano che sembrava perduto, restituendo emozionalità allo sguardo dell’altro e nella sospensione temporale creata dalle fotografie affiora la sensazione estremamente positiva della fattibilità di un possibile incontro nella ricchezza della diversità.

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I componenti della Giuria del concorso “Diversità urbana” Marco Buemi, Esperto dell’UNAR, Presidente Commissione;S Pietro Barbieri, Presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, Commissario; Rosario Murdica, Responsabile Nazionale progetti Arcigay, Commissario; Fabianna Tozzi, Presidente dell’Associazione Trans Genere, Commissario; Francesca Naldoni, Responsabile della comunicazione dell’Associazione Libellula, Commissario; Fernando Fracassi, funzionario ACLI , Commissario; Daniele Chirico, assistente amministrativo del progetto Progress, Segretario.

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le immagini


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Gaetano Bellone, 2010, Milano

Difference I forti contrasti dell’immagine vogliono mettere in evidenza la necessità di affrontare il problema della discriminazione nella società italiana; la gru sullo sfondo suggerisce un “work in progress”.


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Mauro Maraia, 2011, Roma

Sogni infranti L’anziana donna vive oramai per strada; forse un giorno, da giovane, aveva altri sogni, come quelli dei due ragazzi ritratti nella pubblicità alle sue spalle. La vita però può prendere strade diverse.


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Alberto Guidi, 2011, Velletri (RM)

I am the number one Il buio come sfondo ma l’orgoglio in primo piano.


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Virginia Evi, 2010, Milano

Strade Per strada capita che diverse vite si intreccino.Al semaforo siamo abituati a vedere persone che lavano i vetri di macchine che vanno chissĂ dove, le “nostreâ€? macchine, la mia.Il vetro separa e allo stesso tempo fa vedere.


rice

cit Vin

Martina Tessaro, 2011, Bologna

Qualsiasi amore è naturale Ho rappresentato due ragazze che si baciano in mezzo alla natura, poichÊ tutti i tipi di amore sono naturali; inoltre, con la mano invitano a non guardarle come se fosse uno spettacolo.


diversitĂ urbana

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Claudia Mocci, 2010, Roma (Maxxi)

Contrasti La contrapposizione tra l’imponenza della struttura architettonica che sembra sopraffare il singolo apparendo, in questo caso, barriera, e la persona inerme che la osserva.


Migena Haska, 2008, Durazzo

PovertĂ Un paesaggio povero e diverso. Un giovane Rom cerca nella spazzatura qualcosa da mangiare o qualche oggetto da usare.


Martina Tessaro, 2011, Belluno

Passato e futuro insieme nel presente Certi valori o certe abitudini delle persone anziane non sono scomparse nei giovani moderni, si sono semplicemente evolute.


Valentina Luccarini, 2011, Riccione

Generazioni a confronto Due generazioni a confronto unite da un interesse comune, la lettura che va oltre i pregiudizi di una generazione non abituata alle diversitĂ .


Valentina Luccarini, 2009, Riccione

Amore di madre Dove l’amore di una madre supera i confini razziali. Una madre affidataria e una madre naturale, entrambe legate dall’amore per il bambino.


Daniele Salvatori, 2010, Roma

Trasmigratori “Un popolo di poeti, di artisti... di trasmigratori” è l’iscrizione scolpita nella roccia che campeggia sul palazzo della civiltà a Roma. Sotto di essa quel medesimo popolo allontana con la violenza i nuovi trasmigratori ignorando la propria etica sociale.


Francesca Zonars, 2010, Atene

Katina La signora Katina vive con la gemella in un cubo di cemento al Pireo, in una delle zone piĂš disagiate di Atene.


Daniela Caliolo, 2007, Cuba

L’età delle donne La foto dimostra che l’età anagrafica non conta ma vincono lo spirito e il modo in cui si affronta la vita.


Marika Puicher, 2011, Bologna

Phantasmagoria in two Max e la moglie Enza scherzano nella loro camera da letto. Max non cammina dall’età di tre anni e da due anni è sposato con Enza.


Francesca Forcella, 2011, Roma

Amore metropolitano Un amore adolescente nelle antiche mura di una cittĂ .


Francesca Forcella, 2011, Roma

Prontistimo Stralci di umanitĂ .


Maria Giulia Perfido, 2011, Roma

All we need is laugh(ing) Il linguaggio del corpo: l’unico senza barriere. La spontaneità e il sorriso sono la chiave per superare qualsiasi tipo di differenza.


Anna Zuccheri, 2011, Castelfranco Emilia (MO)

In viaggio Gruppo di adolescenti di un centro di aggregazione giovanile in partenza per la cittĂ di Torino.


Gaetana Bonsangue, 2011, Catania

La cittĂ nella cittĂ  Accampamento Rom nel cuore di Catania.


diversitĂ urbana

Cinzia Campana, 2010, New York

Piani paralleli Diverse profonditĂ di campo: una donna occidentale ed una radiosa ragazza musulmana.


Cinzia Campana, 2010, Ischia

Passato e futuro si sorridono Ăˆ difficile far incontrare passato e futuro, cosĂŹ diversi, a volte opposti.Il confronto, in questo caso, ha fatto sbocciare un fragoroso sorriso.


Tonia Capriello, 2011, Aversa

Music-abile La musica non ha barriere, da la possibilitĂ di rendere abili voci e sensazioni con note accordate.


Susanna Coco, 2011, San Gimignano

Incontro Un incontro “diverso� tra una persona anziana e un ragazzo straniero.


diversità urbana

Giuseppe D’Alia, 2010, Stretto di Messina

Piero=Enzo Piero ed Enzo sono amici e fanno teatro.Il loro incontro è un confronto dedicato alla poesia ed alla scoperta di sé e dell’altro.


Nicola Epifanio, 2009, Bologna

Carità e maternità Carità e maternità, alienazione e creazione, ogni linguaggio nasconde una prigione, ogni parola non detta un’esecuzione.


Virginia Evi, 2010, Milano

In-dipendente Due donne. L’indipendenza della donna occidentale e la sobrietà della donna velata. Religione e vita sociale si mescolano e parlano di culture diverse ma non cosÏ lontane.


Antonio Frigeni, 2008, Roma

La via del saggio Un vecchio hippy guida una manifestazione verso il Colosseo. La voglia e la determinazione non hanno etĂ .


Antonio Frigeni, 2008, Roma

Col sorriso si può Un giovane lavoratore straniero non ha perso l’occasione di giocare davanti ad un obbiettivo.


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Alberto Guidi, 2011, Velletri (RM)

Pierpaolo e Teresa Un tenero abbraccio...


Gioia Onorati, 2008, Roma

Medicina solidale La medicina che va oltre.


Gioia Onorati, 2009, Roma

Pride Berlinguer tra noi!!!


Carlo Elmiro Bevilacqua, 2009, Bari

Il peso della povertĂ : atlante contemporaneo Trasposizione contemporanea della figura mitologica di Atlante, sorregge interamente sulla sua schiena un sacco colmo di rifiuti. Il suo mondo fatto dei nostri scarti.


Carlo Elmiro Bevilacqua, 2010, Roma

La doppia etĂ Una coppia di anziani cammina tenendosi per mano. Davanti si allunga la loro ombra trasformata da un processo di riavvolgimento cronologico in quella di due giovani amanti.


Giulio Pugliese, 2010, Roma

Diversamente uguale n. 1 La protesta di un migrante per il riconoscimento dei propri diritti.


Romina Breschi, 2011, Pistoia

La bicicletta dei desideri E se ognuno di noi (di loro) potesse avere la sua bicicletta dei sogni?


Jessica Gratissi, 2011, Frosinone

La semplicità di un abbraccio Non c’è differenza tra bianchi e neri, tra persone sane e diversamente abili. Non è il colore della pelle a rendere diversa una persona.


Valentina Itri, 2007, Roma

Protesta gentile Manifestazione nazionale contra la violenza maschile sulle donne. Le bambine Rom, sinte e camminanti, animavano gentilmente la protesta.


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Renato Lala, 2011, Città del Vaticano

Così lontane, così vicine La similitudine è allo stesso tempo il contrasto di due donne con il velo, di due “credo” così lontani eppure così vicini, segno evidente di una serena convivenza in una comune realtà urbana.


Piotr Spalek, 2011, Roma

Giovani culture a confronto I colori delle seconde generazioni che mostrano il cambiamento della societĂ italiana.


Piotr Spalek, 2011, Roma

Lezioni d’italiano Un anziano insegna l’italiano a dei pakistani; accanto uno di loro dorme. 99


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Paolo Oreste Gelfo, 2011, Roma

Sguardo su velo Uno sguardo da donna a donna che riassume una distanza. La perplessità del volto in secondo piano, simbolo del classico atteggiamento di giudizio che l’occidentale riserva alla questione dell’hijab portato dalle donne islamiche, preme sulla figura di Remis.


Luigi Bosio, 2011, Roma

Veli e dubbi delle donne islamiche Periferia di Roma, nel cortile interno di una casa tre donne islamiche di diverse generazioni: la piÚ anziana indossa un burka, un’altra uno hijab e una bambina con un copricapo islamico, che sembra avere un dubbio, forse sul velo, forse sul quel simbolo.


Camilla Carè, 2011, Roma

Another world Contrasto negativo tra due realtà che appaiono separate come due mondi. La divisione è netta ma la possibilità di coesione esiste: la piccola figura che guarda verso la roulotte parcheggiata sulla destra è il simbolo della volontà di inclusione.


Laura Maria Bergamasco, 2009, Lampedusa

Relitti Siamo tutti cittadini del mondo. Il cimitero dei barconi della speranza è il simbolo che le barriere tra i diversi popoli non devono piÚ esistere.


Erasmo Galeno, 2011, Formia (LT)

Il paradosso della morale La bottiglia di lui è vuota quasi quanto l’animo di lei. Le parole di lei sono il silenzio di lui. Lei ha bisogno di una missione, lui cerca un pretesto. Ma se i loro sguardi non si incontreranno mai non diamo la colpa agli occhiali.


Alice Giovannini, 2008, Roma

Quando “ostacolo” si legge “occasione” Il contesto urbano in cui l’anziano vede davanti a sé una barriera quasi insormontabile si trasforma, agli occhi delle nuove generazioni, in una formidabile opportunità di esprimere i propri sentimenti e la propria arte.


Marzia Bertelli, 2011, Napoli

LibertĂ di movimento Vivere la cittĂ  dai suoi scorci piĂš suggestivi con libertĂ , estraniarsi, abbandonarsi a essa, a un passo dal passeggio caotico della metropoli. Diverso da tutti, perfetto nel tutto.


Antonio Privitera, 2011, Bologna

Il prezzo di una vita Via Indipendenza, cuore dello shopping e del consumismo bolognese. Un ragazzo nomade cerca di attirare l’attenzione dei passanti.


Matteo Vecchi, 2011, Bologna

Senza paura Due persone che senza paura affrontano la societĂ .


© Infinito edizioni 2011 Prima edizione: giugno 2011 ISBN: 978-88-97016-14-4 www.infinitoedizioni.it info@infinitoedizioni.it fb: Infinito edizioni

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