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16 febbraio 2017 a cura dell’ufficio comunicazione e stampa


Giovedì 16 febbraio 2017

TESTATA INDIPENDENTE CHE NON PERCEPISCE I CONTRIBUTI PUBBLICI PREVISTI DALLA LEGGE N° 250/90 La Gazzetta del Mezzogiorno A 1,30 Con Agenda 2017 A 3,80 Con libro Chi ne sa di più A 7,00 Con cd Camera Soul A 10,00

LA GAZZETTA

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PUGLIA - CORRIERE

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Quotidiano fondato nel 1887

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IN AZIONE LA PROCURA DI POTENZA E LA GUARDIA DI FINANZA

Rifreddo, sequestrato il «Giubileo hotel»

Rifiuti, Emiliano «punta» gli appalti fatti da Vendola Chiesto parere legale dopo la stangata di Lecce «Quei contratti sono un regalo a Marcegaglia»

C’è l’ipotesi di bancarotta e truffa aggravata BRANCATI IN GAZZETTA BASILICATA A PAGINA IV>>

REGIONE PUGLIA NEL MIRINO GLI IMPIANTI PER LA PRODUZIONE DEL «CDR»

RIFREDDO Il giardino dell’hotel Giubileo SCAGLIARINI A PAGINA 9>>

VERSO LA ROTTURA IL LEADER INSISTE SUL CONGRESSO: «VIA GLI ALIBI». DELRIO E ORLANDO CERCANO DI MEDIARE, MA SI RIDUCONO I MARGINI DI MANOVRA TARANTO IN BALLO I 1.300 MILIONI DI RIVA

Patteggiamento Il Pd destinato a farsi in due negato, all’Ilva Appello di Renzi all’unità, ma la minoranza non ci sta: «Partito personale» L’opposizione «scissionista» si riunisce sabato a Roma: e ci sarà Emiliano altro inciampo MATRIMONI E DIVORZI REGALI DI LEGGI ELETTORALI

ALLARME DELLA CORTE DEI CONTI

L’Inps chiude in «rosso» Boeri: pensioni garantite «Un ritardo nei trasferimenti dallo Stato»

di GIUSEPPE DE TOMASO

P

er chi scrive e chi legge, occuparsi di sistemi elettorali non è il massimo della vita. Solo gli addetti ai lavori, che dalla materia traggono sostentamento per se stessi e per i loro cari, tradiscono un morboso attaccamento al tema, ma appena possono, forse, anche loro cambiano registro per gustarsi l’ultimo cinepanettone di Massimo Boldi. Ciò premesso, i modelli elettorali condizionano tutte le scelte adottate dalla classe politica e, di conseguenza, incidono nelle vicende quotidiane di ogni cittadino più del rapporto diretto con colleghi di lavoro, parenti e amici. Non è neppure vero, come si usa dire con una greve battuta, che i sistemi elettorali non diano da mangiare. Se un modello di votazione produce ingovernabilità e instabilità, di fatto contribuisce al malessere di una nazione o di una comunità. SEGUE A PAGINA 19>>

l Il risultato economico negativo registrato dall’Inps nel 2016 ha azzerato il patrimonio dell’Istituto e l’ha mandato, per la prima volta dalla nascita dell’ente, in territorio negativo. La conferma è arrivata dalla Corte dei Conti nella relazione sul bilancio 2015 che ha esaminato anche le previsioni assestate per il 2016. Il presidente Inps, Tito Boeri: «Pensioni garantite dallo Stato. Il disavanzo per i ritardi nei trasferimenti statali». Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti: «Il sistema è assolutamente sostenibile, in tema previdenziale non sono previsti interventi». COZZI CON ALTRI SERVIZI ALLE PAGINE 2 E 3>>

COLUCCI E MAZZA A PAGINA 8>>

SERVIZIO A PAGINA 16>>

DA RICHIEDENTI ASILO IN UN CENTRO DEL BARESE

IL CASO «STRISCIA»

Le Garanti per l’infanzia sequestrate per un’ora

Fabio e Mingo, altri guai «Calunnia a poliziotto»

LOPEZ A PAGINA 10>>

ILVA Futuro sempre più incerto per i lavoratori

IL GIOCO DELL’OCA SULLA PELLE DI UNA CITTÀ

LONGO A PAGINA 23>>

di DOMENICO PALMIOTTI

L’UE ALL’ATTACCO

U

l Potrebbe accelerare l’inchiesta che vede coinvolto l’ex braccio destro della sindaca Raggi, Raffaele Marra, e l’imprenditore Sergio Scarpellini. A entrambi la Procura contesta il reato di corruzione. Gli elementi di indagine sarebbero sufficienti a dimostrare la loro responsabilità. Quindi non si esclude che gli inquirenti possano sollecitare al gip la richiesta di giudizio immediato.

entrali di potere che vai, parentopoli (o amicopoli) che trovi. Nell'inchiesta della Procura di Potenza su appalti pilotati e mazzette attorno all'Ente Irrigazione (Eipli), che ha portato all'arresto di undici persone tra funzionari, imprenditori e professionisti, c'è un filone d'indagine che sconfina nelle assunzioni. La solita storia: il posto di lavoro come merce di scambio, privilegio che tocca agli unti dal Signore, a chi è - direbbe Woody Allen - l'appendice funzionale del potente di turno.

na storia complicata l’Ilva. Lo è stata sin dall’inizio, sin da luglio 2012, quando scattarono gli arresti e i sequestri su ordine del gip di Taranto - gli impianti inquinano e causano morte e malattie, questa l’accusa -, e sta progressivamente accentuando tale caratterizzazione. Che non porta certo bene a Taranto e ai lavoratori. Non porta bene perchè più che vedere una schiarita, un cammino in discesa, vediamo solo ostacoli e problemi. E il risanamento ambientale dello stabilimento siderurgico si allontana. E si allontana la prospettiva di CAPRISTO Procuratore comprimere in modo definitivo e strutturale le fonti dell’inquinamento, e non perchè ci sono impianti disattivi e si produce di meno ma perchè si investe sulle tecnologie e sulla produzione. E si allontana anche la possibilità di raddrizzare l’azienda, rilanciarla sul mercato e rimetterla in utile, che poi sono gli unici passaggi che possono garantire il futuro dei lavoratori. Non certo il fatto che il Governo, con un emendamento al decreto legge sul Sud, ha inserito 24 milioni per migliorare la copertura del trattamento economico di coloro che andranno in cassa integrazione (misura utile e opportuna, certo, ma pur sempre legata al transitorio, all’oggi).

SERVIZIO A PAGINA 5>>

SEGUE A PAGINA 18>>

SEGUE A PAGINA 19>>

SEQUESTRATE Garante nazionale e regionale

COMUNE RAGGI: SÌ ALLO STADIO

Roma, Marra verso il giudizio immediato «Prove sufficienti»

«Troppo inquinamento nelle grandi città» A PAGINA 4>>

L’ODORE DEI SOLDI DEGLI AMICI DEGLI AMICI di MASSIMO BRANCATI

C


4 PRIMO PIANO

ECONOMIA

IL PAESE IN ALTALENA

Giovedì 16 febbraio 2017

I DATI Confermata una crescita dello 0,9% nell’anno scorso. Il ministro: giù il deficit al 132,1% nel 2018

Stime rosee: pil +1% ma cresciuto il debito L’Ocse: nel 2016 altri 45 miliardi di euro (132,8%) l ROMA. Il Pil italiano è cresciuto di circa lo 0,9% nel 2016 e crescerà dell’1% nel 2017 e 2018. Sono i dati del rapporto Ocse presentato dal segretario generale Angel Gurría. La minore spesa per interessi e una moderata espansione economica, secondo l’Ocse, consentiranno di mantenere il disavanzo nominale al 2,3% nel 2017 e al 2,2% nel 2018. Ma anche il debito pubblico italiano sale ancora. Nel 2016 altri 45 miliardi si sono aggiunti alla mole accumulata dallo Stato italiano. Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, parla di stabilizzazione e di prossima discesa del rapporto con il Pil, grazie a fattori macroeconomici come il ritorno dell’inflazione e alla strategia del governo che comprende anche le privatizzazioni, ma secondo i dati di Bankitalia lo scorso anno si sono raggiunti i 2.217,7 miliardi, in aumento rispetto ai 2.172,7 miliardi del 2015 (pari al 132,3 per cento del Pil). Per conoscere la percentuale esatta sul prodotto interno lordo bisognerà aspettare le statistiche Istat in arrivo a inizio marzo. Nel frattempo è però l’Ocse, dopo la Commissione Ue, a dare le sue stime. Secondo l’Economic Survey sull’Italia messo a punto dall’organizzazione, anche in percentuale sul Pil il 2016 dovrebbe aver registrato un rialzo al 132,8%. Da quest’anno dovrebbe invece iniziare la lenta discesa promessa da Padoan, con un lieve calo al 132,7% del 2017 e poi al 132,1% del 2018. Una riduzione resa possibile anche dalla ripresa, per quanto debole, dell’economia, che nel 2017 e nel 2018 crescerà, in base alle previsioni del Rapporto, dell’1% tondo. Di fronte ai numeri, l’Italia ribadisce il suo impegno e i suoi sforzi per imboccare la strada della discesa. «Un Paese ad alto debito non può crescere in modo stabile se non lo riduce», insiste Padoan, puntualizzando

che «tutte le leve, comprese le privatizzazioni, continueranno ad essere utilizzate». Malgrado i malumori emersi alla direzione del Pd ed anche all’interno del governo (per bocca del ministro dei Trasporti Graziano Delrio e del sottosegretario al Mise Antonello Giacomelli), il titolare del Tesoro è determinato a proseguire sulla strada indicata. «Le privatizzazioni fin qui fatte e quelle che faremo - chiarisce - non tolgono dal posto di guida lo Stato, lo mantengono là con più strumenti a disposizione. Gli obiettivi strategici che lo Stato affida alle sue partecipate rimangono pienamente operativi. I timori rispetto a questo tema - sottolinea senza mezzi termini - sono idee semplicemente sbagliate». Le stesse tensioni nate intorno alle privatizzazioni riguardano anche le misure che il governo ipotizza per mettere a punto la prossima manovra correttiva. L’opposizione al rialzo delle accise evidenziata da una parte del Pd fedele a Matteo Renzi, potrebbe far virare le decisioni di politica economica verso altri interventi, come un maggiore taglio della spesa pubblica, ma su questo Padoan non si sbilancia, limitandosi a confermare che il Tesoro «sta considerando varie opzioni, sia dal lato delle spese che delle entrate, come scritto nelle due lettere inviate alla Commissione europea». Quale che sia la scelta finale, il governo dovrà comunque stare attento ad evitare misure che danneggino la crescita, che anche secondo l’Ocse deve rimanere l’obiettivo fondamentale. L’organizzazione definisce la politica di bilancio italiana «appropriata», a condizione però «che il margine di manovra disponibile sia utilizzato per sostenere politiche che consentano di ottenere una crescita più rapida e sostenibile». Quasi un mantra per Pier Carlo Padoan.

DECRETO POI IL MAXI-EMENDAMENTO PASSERÀ ALLA CAMERA PER LA FIDUCIA

Debiti della P. A. I dati sul tempo medio per saldare i fornitori, su cui la Commissione Ue basa il nuovo richiamo all'Italia GIORNI Germania

Gran Bretagna Periodo minimo/ massimo imposto dalla direttiva europea del 2013

Olanda

MEDIA UE

Francia

Nonostante l'Italia migliori di 15 giorni rispetto al 2011, rimane all'ultimo posto tra i 28 paesi Ue ITALIA Fonte: Intrum Justitia (dati 2014)

IL MONITO DELLA COMMISSIONE UE

Ambiente, smog in città e fogne Bruxelles lancia l’ultimatum L’Italia rischia maxi-multe. Galletti: stiamo lavorando l BRUXELLES. Basta allo smog in città, i grandi Paesi europei devono prendere provvedimenti per fermare l’inquinamento che avvelena i polmoni di centinaia di migliaia di europei ogni anno.È la battaglia che ha ingaggiato la Commissione Ue mettendo sotto pressione l’Italia ma anche Francia, Germania, Gran Bretagna, e Spagna per l’inquinamento eccessivo da biossido d’azoto (NO2) riscontrato nell’aria di città come Roma, Milano, Torino, Berlino, Londra e Parigi. Stringendo le maglie della procedura d’infrazione, i diretti interessati dovranno fornire risposte concrete a Bruxelles entro due mesi. Se il ministro Galletti è certo che l’Ue riconoscerà il cambio di marcia, l’Italia rischia però ancor più sul fronte ambientale: potrebbe infatti scattare a breve la maximulta Ue per le fogne non a norma da 180 milioni di euro che, sommata alle sanzioni già in vigore per rifiuti e discariche fuorilegge, porterebbero a un conto record da quasi mezzo miliardo di euro. La Commissione ha inviato un ultimo avvertimento all’Italia e agli altri Paesi perché «non hanno affrontato le ripetute violazioni dei limiti di inquinamento dell’aria per il biossido di azo-

to» che «costituisce un grave rischio per la salute». Soprattutto perché «la maggior parte delle emissioni provengono dal traffico stradale» e in particolare dai motori diesel. E’ dal maggio 2015 che Bruxelles ha puntato l’attenzione sul problema, dove misure concrete - che Bruxelles chiede entro due mesi - possono realmente fare la differenza a fronte degli oltre 400mila morti l’anno per la cattiva qualità dell’aria e milioni di malati per problemi cardiovascolari e alle vie respiratorie. «Governo, Regioni e Comuni hanno già scelto di lavorare insieme per la qualità dell’aria e di farlo programmando misure strutturali, uscendo dalla logica delle risposte emergenziali», ha affermato il ministro Galletti. L’altro boomerang ambientale per l’Italia è quello delle fogne. La supermulta chiesta dalla Commissione Ue a dicembre per la mancanza di depuratori in 81 comuni potrebbe infatti scattare già prossimamente: Bruxelles ha chiesto infatti alla Corte Ue di applicare una sanzione forfettaria di 62,69 milioni di euro, più una multa di 347mila euro per ogni giorno di ritardo nell’adeguamento alle norme Ue sulle acque reflue.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE I SINDACATI PUNTANO A 85 EURO DI AUMENTO

Il «Milleproroghe» va al Senato Arriva la riforma degli statali tra novità e scadenze rinviate «Strada aperta al contratto» Pensioni, affiti ma anche commercio, partiti e vini Il ministro Madia: biglietto da visita per il rinnovo l ROMA. Pensioni, affitti, ma anche vino e pesca: come è tradizione, nel decreto legge Milleproroghe c’è spazio per una grande varietà di misure. Il provvedimento, su cui il governo chiederà la fiducia su un maxiemendamento, sarà approvato dal Senato entro oggi e poi passerà alla Camera per un esame superblindato.

LOTTERIA SCONTRINI - Chi paga con bancomat e carta di credito dovrà aspettare per partecipare alla lotteria degli scontrini: la nuova scadenza è al primo novembre.

PENSIONI - Stop al recupero dello 0,1% anche nel 2017.

SISMA - Sospensione delle rate dei mutui per i privati con immobile inagibile e proroga delle graduatorie dei concorsi.

LAVORO - Garantita l’indennità di disoccupazione per i collaboratori coordinati e continuativi. PRECARI - Salvi i lavoratori a tempo dell’Istat. Sì anche alla stabilizzazione dei precari dell’Istituto Superiore di Sanità. CASA, BONUS IVA E AFFITTI - Proroga al 2017 della detrazione Iva al 50% per l’acquisto di nuove case in classe energetica A e B. Niente obbligo di indicare nel 730 la registrazione del contratto di affitto per usufruire della cedolare secca al 30% derivante da contratti di affitto a canone concordato. ASILI, SCUOLE, ALBERGHI - Slitta a fine 2017 l’adeguamento delle norme antincendio.

COMMERCIO E AMBULANTI - Viene prorogata al 31 dicembre 2018 l’entrata in vigore della direttiva Bolkestein.

PARTITI - Proroga dal 15 giugno al 31 dicembre di quest’anno per l’invio dei bilanci di partiti e movimenti per gli esercizi 2013, 2014 e 2015. Ok anche alla cig per i dipendenti. SPESOMETRO E BILANCI - Le comunicazioni Iva per le fatture, per il primo anno, saranno semestrali. Proroga dei modelli Ires e Irap per la riforma dei bilanci. RFI - C’è tempo fino al 30 settembre 2017 per il contratto di programma con lo Stato. ANAS - Niente tetto alla spese, nel triennio 2017-2019, per le incarichi di studio, consulenza, formazione e niente tetto per le assunzioni di diplomati e laureati.

l ROMA. La riforma del pubblico impiego è pronta e dopo il primo via libera in Consiglio dei ministri, che dovrebbe arrivare alla fine della settimana, si potrà ripartire con i contratti, bloccati da sette anni. A tracciare la strada per la svolta è la ministra della P.a, Marianna Madia, che ha incontrato tutti i sindacati per un primo tavolo ufficiale sulle novità. La riforma è «il miglior biglietto da visita per esprimere la volontà» di «firmare un contratto», ha detto Madia. I sindacati però chiedono «più coraggio», anche se riconoscono «passi in avanti». Intanto il nuovo Statuto del lavoro pubblico prende forma, dagli spazi da restituire alla trattativa tra le parti a una maggiore partecipazione di lavoratori, ma anche dei cittadini, alla P.a. Riforma e rinnovi contrattuali, a cui si aggancia l’aumento di 85 euro in busta paga, viaggiano quindi insieme e i cambiamenti che non saranno inseriti nel decreto magari spunteranno nei contratti che, assicura la stessa ministra, saranno lo strumento «all’interno del quale potranno essere affrontati anche altri temi che non sono compresi nel Testo unico, aspetti molto rilevanti come il welfare aziendale». Insomma sembrano in arrivo benefit, magari detassati, anche per gli statali.

La prima mossa spetta però alla riforma. La ministra ha riconosciuto che le regole vigenti non forniscono «le condizioni normative per poter chiudere un contratto, e su questo bisogna intervenire». In particolare, tra gli ostacoli, Madia ha citato un sistema di valutazione basato su «gabbie» che «rischia di togliere centinaia di euro ai lavoratori» senza dare efficienza. La bozza della riforma fa saltare le fasce di merito e demerito, apre a una partecipazione più forte dei lavoratori sulle scelte di gestione degli uffici e prevede che il contratto possa derogare alla legge nel momento in cui tocca i punti nevralgici del rapporto di lavoro (sanzioni disciplinari, valutazione, premi, mobilità). Ma per Franco Martini della Cgil non basta: «dobbiamo continuare a lavorare per andare fino in fondo». Quanto alla soluzione trovata per il precariato, a cui Madia vuole «mettere fine» il problema, sottolinea il sindacalista, «è avere certezza sul fatto che sia condivisa con il Tesoro, visto che occorrono risorse». A riguardo però la ministra sottolinea che l’operazione sarebbe a costi invariati, visto che si replicherebbe «un meccanismo già utilizzato con successo», in base a cui le «risorse già stanziate dalle amministrazioni potranno essere trasfe-

P.A. Il ministro Marianna Madia rite dai contratti a tempo determinato alle assunzioni a tempo indeterminato». La Uil con Antonio Foccillo sottolinea positivamente lo sforzo per superare il precariato, ma chiede di più sul «ripristino delle relazioni sindacali e il riequilibrio tra legge e contratto». Sulla stessa linea la Cisl, che con Maurizio Bernava note ancora «molte insufficienze, ma - ammette - si è aperta una strada» e nel percorso, prima dell’approvazione definitiva passeranno tre mesi, «vedremo di recuperare pezzi importanti». Soddisfatta invece la Confsal Unsa, per Massimo Battaglia è «un buon inizio». E così i dirigenti medici della Cosmed, che, spiegano, di «avere ottenuto rassicurazioni dalla ministra sull’accesso - anche per la loro categoria - al piano straordinario di assunzioni». La discussione sulla riforma continuerà anche attraverso il web, visto che sarà aperta una casella mail dedicata a suggerimenti.


AFFARI E FINANZA 17

Giovedì 16 febbraio 2017

RAPPORTO ECONOMICO IL SEGRETARIO GURRIA: LE FONDAZIONI HANNO TROPPO PESO NELLA GOVERNANCE

Crediti deteriorati Sos banche dall’Ocse

«Gli istituti italiani presentano numerose vulnerabilità» l ROMA. Il sistema bancario italiano è ancora «vulnerabile» e ha bisogno con «urgenza» di essere messo in sicurezza. Mentre il Parlamento si avvia a varare una commissione d’inchiesta che faccia luce proprio sulle falle del sistema, a lanciare il monito è l’Ocse che, nell’Economic Survey sull’Italia punta il dito soprattutto sullo stock di sofferenze ancora «ingente» e che ha bisogno di essere smaltito rapidamente. Il governo, sottolinea però il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, ha fatto la sua parte e messo a disposizione diversi strumenti. Ora quindi, è l’appello, tocca alle banche utilizzarli per alleggerire i propri bilanci dalla zavorra degli Npl. Le banche, ha detto il segretario Ocse Angel Gurria, rappresentano una delle «sfide» di Roma perché ancora oggi presentano «scarsi utili e un elevato stock di crediti deteriorati». A pesare sulla scarsa redditività, si legge nel rapporto, è anche la governance degli istituti, in cui ancora hanno troppo peso le fondazioni che «spesso fungono da collegamento tra le banche e gli enti locali, introducendo distorsioni nel sistema dei prestiti e influenzando le decisioni dei dirigenti delle banche». Oltre a «limitare l’influenza» delle Fondazioni - che in forza dell’au-

OCSE Il segretario Angel Gurria toriforma stanno comunque riducendo la loro presenza negli istituti di credito - l’organizzazione di Parigi suggerisce anche di ridurre gli sportelli - il 63% in più della media Ocse, mentre i dipendenti ogni 1.000 abitanti sono in linea - per ottenere maggiore efficienza. Per i non performing loan, invece, l’Ocse invita a rafforzare gli incentivi per incoraggiare il sistema a liberarsi delle sofferenze. Sono le banche invece, secondo Padoan, a dover ora sostenere «sforzi spontanei» per liberarsi delle sofferenze, «usando meglio gli strumenti che ci

sono» in un clima «che sta migliorando». L’esecutivo, ha ricordato il ministro, si è mosso non solo per agevolare la vendita dei non performing loan ma anche per sostenere eventuali istituti in difficoltà, in un quadro di regole europee, ha sottolineato anche il segretario dell’Ocse, molto più «rigido» di qualche tempo fa. Sul fronte delle ricapitalizzazioni, ha puntualizzato il segretario Ocse, vanno usati «pienamente» gli spazi di manovra consentiti dal quadro regolatorio di Bruxelles ma vanno anche «risarciti i piccoli obbligazionisti per ogni perdita che potrebbero subire». Gurria si dice comunque convinto che le misure del governo consentiranno «nei prossimi 3-6 mesi di conseguire risultati postivi» e che «la questione banche non sarà più sul tavolo nella visita del prossimo anno». Per allora potrebbe essere vicina alle conclusioni anche l’inchiesta sul sistema bancario che sta per essere votata al Senato, e dovrà poi passare dal via libera anche della Camera. Il presidente della commissione Finanze di Palazzo Madama, Mauro Maria Marino (Pd), ha infatti messo a punto un «testo base» che sintetizza i 13 disegni di legge depositati fin dallo scorso anno in commissione.

FIDUCIA DELLA CAMERA AL GOVERNO OGGI IN AULA IL VOTO FINALE SUL DECRETO

Banche fallite, più tempo ai risparmiatori per i rimborsi l ROMA. Più tempo per chiedere i rimborsi per i risparmiatori delle 4 banche, una maggiore diluizione dei vecchi soci e obbligazionisti di Mps e delle altre banche, come probabilmente le due venete, che chiederanno il sostegno pubblico. Sono alcune delle modifiche al decreto «salva-risparmio» che ha incassato anche il secondo ok alla fiducia (340 i sì) e che, con il voto finale di oggi alla Camera diventerà legge. A sollevare polemiche in Parlamento è stato però soprattutto il compromesso sulla «black list» dei debitori delle banche in crisi, dei quali saranno pubblicati i soli profili di rischio. Ecco in sintesi le principali novità. ARRIVA LISTA PROFILI RISCHIO DEBITORI -Non ci saranno indicazioni dei nomi ma dei «profili di rischio e meriti di credito» di chi ha ricevuto prestiti sopra l’1% del patrimonio netto

delle banche che chiedono il sostegno pubblico. NIENTE «RIACQUISTO» PER BOND COMPRATI DOPO 2016 -Il burden sharing sarà attenuato attraverso il riacquisto delle azioni in cambio di bond senior solo per le obbligazioni acquistate prima dell’entrata in vigore del bail in, il primo gennaio 2016. Prevista anche una misura anti-speculatori, con un limite al riacquisto delle azioni che il risparmiatore ottiene con l'applicazione del burden sharing fissato al prezzo di acquisto dei bond subordinati, non al loro valore nominale. Per calcolare il valore delle azioni si dovrà tenere conto, nel caso di istituti quotati, delle eventuali sospensioni di Borsa, come nel caso di Mps. Il burden sharing, ovvero le operazioni di condivisione degli oneri per le banche che chiedono il sostegno dello Stato, sarà

neutro dal punto di vista fiscale per gli istituti. In casi specifici sarà possibile anche l’azzeramento dei bond seguito dall’assegnazione di azioni, anziché la conversione. Previsto anche uno sconto maggiore per lo Stato, con conseguente maggiore diluizione per vecchi azionisti e obbligazionisti per i quali non è prevista una compensazione. POSSIBILI TETTI A COMPENSI MANAGER, MASSIMO 450MILA EURO -La ricapitalizzazione potrà essere subordinata a limiti ai compensi per il cda e dell’alta dirigenza degli istituti coinvolti. Il richiamo, ha sottolineato il sottosegretario Pier Paolo Baretta, è alle norme Ue.

0,736 - 0,88% LE QUOTAZIONI MIGLIORI

PEGGIORI RIF.

.

Exor Stmicroelectronics Unicredit Intesa Sanpaolo Brembo

RIF.

VAR. %

VAR. %

.

45,87 13,13 12,92 2,19 63,35

+1,19 +1,16 +1,02 +0,83 +0,72

Banco Bpm Unipol Saipem Bper Banca Cnh Industrial

2,54 3,50 0,4533 4,81 8,84

-3,35 -2,78 -2,66 -2,55 -2,00

LA GIORNATA

Titoli bancari una seduta contrastata AZIONI FTSE MIB

- 0,69%

RIFERIMENTO

A2a Atlantia Azimut Holding Banca Mediolanum Banca MPS Banco Bpm Bper Banca Brembo Buzzi Inicem Campari

l MILANO. Piazza Affari ha chiuso in coda alle altre Borse europee (Ftse Mib -0,69% a 19.056 punti) tra scambi in rialzo per 2,8 miliardi di euro di controvalore. Contrastate le banche, con Banco Bpm (-3,35%), Unipol (-2,78%), Bper (-2,55%) e Ubi Banca (-1,72%) deboli a differenza di Unicredit (+1,02%) e Intesa (+0,83%), che si sono mosse in linea con l’andamento dei rivali europei. In calo Generali (-1,87%), nel giorno in cui si è riunito il Cda per fare il punto sulle varie vicende in corso, tra cui l’interesse di Intesa ad una possibile combinazione industriale. A due velocità anche Exor (+1,19%) e Cnh (-2%), con Fca (+0,09%) poco mossa in una giornata piuttosto difficile per il comparto auto, oggetto di prese di beneficio dopo il balzo di martedì di Peugeot, interessata a Opel e Vauxhall. Tra i titoli a minor capitalizzazione nuovo balzo di Cementir (+10,23%), mentre Fnm ha segnato il passo (-7,29%), dopo le precisazioni di martedì dell’ad di Fs Renato Mazzoncini sulle ipotesi di fusione fra Trenord e Atm Mlano.

1,268 21,92 17,19 7,15 --2,54 4,81 63.35 24,03 9,58 RIFERIMENTO

Cnh Industrial Enel Eni Exor Ferrari Fiat Chrysler Aut. Finecobank Generali Intesa Sanpaolo Italgas

8,84 3,958 14,38 45,87 61,85 10,82 5,45 14,73 2,19 3,778 RIFERIMENTO

Leonardo Luxottica Mediaset Mediobanca Moncler Poste Italiane Prysmian Recordati Saipem Salvatore Ferragamo

11,75 49,91 3,856 8,165 17,69 5,995 24,68 28,26 0,4533 26,16 RIFERIMENTO

Snam Stmicroelectronics Telecom Italia Tenaris Terna-Rete Elet. Naz. Ubi Banca Unicredit Unipol Unipolsai Yoox Net-A-Porter Group

3,78 13,13 0,795 16,09 4,286 3,202 12,92 3,50 1,993 23,79

VAR.%

-1,86 +0,05 -0,46 -0,83 - - -3,35 -2,55 +0,72 +0,71 -0,67

VAR.%

-2,00 -1,54 -1,10 +1,19 -1,04 +0,09 -0,55 -1,87 +0,83 -0,84 VAR.%

-1,59 -1,07 -1,13 -0,55 -0,62 +0,08 -1,67 -1,12 -2,66 +0,23

VAR. %

-0,05 +1,16 -0,31 -0,86 -1,02 -1,72 +1,02 -2,78 -1,34 -0,17


Giovedì 16 febbraio 2017

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CHI DIFENDE I BAMBINI E CHI TUTELA LE BESTIE di MIMMO SAMMARTINO

L

a storia dei due bambini, allontanati dai genitori e affidati a una casa-famiglia perché scoperti a vivere in mezzo a un branco di cani e gatti, a contatto con escrementi e rifiuti, esplode secondo le ricostruzioni - in seguito a una segnalazione dei vicini per maltrattamento di animali. Quando poi i servizi sociali si mettono in moto, non solo si trovano di fronte a un contesto domestico deficitario, ma ottengono conferme del disagio dei piccoli (uno di 7, l’altro di 9 anni) dalle insegnanti. Domanda: ma come funziona il sistema di tutela dell’infanzia? Chi e come difende i diritti dei bambini quando ci si trova al cospetto di carenze di cura e attenzione? Perché a scuola, vista l’età, i ragazzini già ci andavano da tempo. E ci sarà pure stato un pediatra o un medico di base che li avrà visitati. Nessuno si era accorto di niente? O si sono accorti delle difficoltà e ignorato l’evidenza? O ancora: le segnalazioni ci sono state ma non sono state prese in considerazione dagli uffici competenti? Di certo, un intervento più tempestivo avrebbe non solo potuto attenuare i patimenti dei piccoli, ma forse anche evitare ai ragazzini l’ulteriore trauma del loro allontamento dai genitori. Qualcosa non funziona nel sistema. Secondo il garante per i diritti dell’infanzia, Vincenzo Giuliano «è meglio prevenire che reprimere, ma io non sono stato nemmeno informato del caso». E ricorda com’è nata la Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia, approvata dall’Onu nel 1989. Era il 1875 quando una infermiera di New York, Etta Wheeler, ascoltò il pianto di una bimba maltrattata, figlia adottiva di alcuni vicini. Ma come poteva salvarla? Non c’erano leggi a tutela dei bambini. C’erano invece norme a difesa degli animali. E lei invocò quella legge sostenendo che anche i bambini fanno parte del regno animale. Un secolo e mezzo dopo, quanti passi avanti sono stati compiuti?

IL CASO OPERAZIONE DELLA GUARDIA DI FINANZA E DEL NUCLEO DI POLIZIA TRIBUTARIA. UNA STORIA DI «SCATOLE CINESI», DI FALLIMENTI E DI DEBITI

Bancarotta e truffa, sequestrato il «Giubileo hotel» di Rifreddo La Procura ipotizza un inganno finanziario per incassare un contributo pubblico di circa 630mila euro relativo alla ristrutturazione dell’albergo

PICERNO

Il Tar blocca il radar di Monte Li Foj

l Il «Giubileo Hotel» di Rifreddo di Pignola struttura del valore di otto milioni di euro - è stato posto sotto sequestro preventivo oggi dalla Guardia di Finanza, su disposizione della Procura della Repubblica di Potenza. Il sequestro ha riguardato anche attrezzature e macchinari all’interno dell’hotel, «di proprietà della Pinetina, e dei beni aziendali della Gtour». I militari hanno notificato un avviso di conclusione delle indagini ad Antonio Giubileo, considerato «responsabile del fallimento della Touring service, società operante nel settore turistico-alberghiero, di cui lo stesso era amministratore e socio, che per molti anni ha gestito il Giubileo». BRANCATI A PAGINA IV>>

l Il Tar ha accolto il ricorso presentato dal Comune di Picerno sul progetto di realizzazione di un Radar meteorologico della Protezione Civile Nazionale su Monte Li Foj. Sulla questione è intervenuto anche il consigliere regionale Giannino Romaniello. SERVIZIO A PAGINA IX>>

FIAMME GIALLE L’operazione della Guardia di Finanza

MATERA

ENTE IRRIGAZIONE

Non solo appalti «pilotati» all’Eipli trame per assunzioni di amici e parenti Tutto ruota attorno al fulcro dell’inchiesta: il funzionario Giuliano Cerverizzo l Torniamo sull'inchiesta giudiziaria sugli appalti all'Eipli. Non solo bandi «pilotati» ma anche strategie per assumere amici e parenti all'interno dell'ente. È quanto emerge dalle altre intercettazioni contenute nell'ordinanza del gip. Un articolo della Gazzetta, pubblicato l'1 febbraio 2016, aveva rischiato di mandare all'aria i propositi di Giuliano Cerverizzo (il fulcro dell'inchiesta) che voleva evitare la divulgazione dell'avviso sull'assunzione di personale. Il nostro giornale informò sull’esistenza dell’avviso pubblico indicando tempi e requisiti. Spuntano altri particolari sui rapporti tra i vari indagati. Ieri e oggi gli interrogatori di garanzia. SERVIZIO NELLE PAGINE II E III>>

POLIZIA La sede dell’Ente Irrigazione a Potenza [foto Tony Vece]

CORLETO PERTICARA ARPAB: SFORAMENTO DI INQUINANTI

NUOVE POVERTÀ EX LAVORATORI IN MOBILITÀ E COPES PROTESTANO

Centro cittadino scatta l’emergenza invasione di topi SERVIZIO A PAGINA XII>>

MATERA

Verso il 2019 Consiglio comunale sui «ritardi» SERVIZIO A PAGINA XI>>

POTENZA

La «differenziata» a gonfie vele Dati incoraggianti LAGUARDIA A PAGINA VIII>>

REGIONE VERTICE SUL CASO: TAGLIARE LE SPESE NON GLI ADDETTI

Chiusi sei pozzi d’acqua Tirocini formativi, che flop Trasporti pubblici in apnea a ridosso del centro Total in tanti aspettano i soldi rassicurazioni sui fondi l Ennesimo grido d’allarme per il mancato pagamento dei tirocini formativi agli ex lavoratori in mobilità e ai Copes. Lo denuncia il «presidio del lavoratori invisibili». Per gli invisibili si tratta di una vera e propria «guerra tra poveri» perché «in questi tirocini, tanto sospirati c’è chi è stato pagato e chi deve essere ancora pagato.

TEMPA ROSSA Il centro olio che Total sta realizzando a Corleto Perticara

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PERCIANTE A PAGINA X>>

RABBIA Sit-in alla Regione

SERVIZIO A PAGINA VIII>>

PULLMAN Settore dei trasporti in sofferenza INCISO A PAGINA V>>


II I BASILICATA PRIMO PIANO

ENTE IRRIGAZIONE

L’INCHIESTA DELLA PROCURA

Giovedì 16 febbraio 2017

I rapporti «storici» tra il funzionario Eipli Giuliano Cerverizzo e l’imprenditore Doriano Pacchiosi

Non solo appalti «pilotati» assunzioni per amici e parenti Accanto a mazzette e gare spuntano manovre sui posti di lavoro all’Eipli MASSIMO BRANCATI l Non solo appalti «pilotati» e mazzette ma anche un sistema per favorire amici e parenti nelle assunzioni all’Eipli. Il terremoto giudiziario che ha coinvolto l’Ente Irrigazione, con undici ordinanze di custodia cautelare e diciassette indagati (in realtà le persone coinvolte sarebbero molte di più), si sviluppa anche sul fronte occupazionale. A partire dal rapporto che legava il funzionario Eipli Giuliano Cerverizzo, il fulcro dell’inchiesta, e l’imprenditore parmense Doriano Pacchiosi, che attualmente si trova all’estero per ragioni di lavoro, accusato di aver versato tangenti a Cerverizzo e per questo colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere (la sua, sostengono gli investigatori, non è una fuga, ma un viaggio già programmato da tempo). In altre parole, presto rientrerà in Italia per mettersi a disposizione della Procura di Potenza. Il rapporto tra i due - scrive nell’ordinanza il gip Luigi Spina risale nel tempo. La moglie di Cerverizzo, Marianna Moliterni risulta essere stata dipendente della società di Pacchiosi dall’1 dicembre ‘98 al 9 febbraio 2001, «circostanza che - sostiene il gip - appare ancor più significativa se si pensa che tale rapporto di lavoro veniva costituito, di fatto, in costanza della gravidanza della donna». Ma veniamo all’accusa di favoritismi nelle assunzioni. I primi spunti di questo filone d’indagine emergono da un’intercettazione del 6 ottobre 2015 quando Giuliano Cerverizzo e Gerardo Palazzo, collaboratore esterno dell’Eipli, a bordo dell'auto di Cerverizzo, parlano dell'assunzione di Roselli nella società Pacchiosi, «avvenuta scrive il gip - su richiesta del commissario Lerario a cui si era rivolto l’allora vescovo di Potenza, Agostino Superbo. Subito dopo Cerverizzo invita Palazzo (che, come dicevamo, non era assunto alle dirette dipendenze dell’Eipli) ad

GIORNALE L’articolo della Gazzetta relativa alle selezioni dell’Eipli pubblicato l’1 febbraio 2016 .

adoperarsi affinchè il commissario Io agevolasse nella prospettiva di un'eventuale assunzione. Anche il cognato di Cerverizzo, Rocco Moliterni, era in quei giorni particolarmente interessato ad un'assunzione all’Ente Irrigazione. In un’altra conversazione intercettata Cerverizzo e Palazzo si riferiscono all’iscrizione di Moliterni nella lista dei «turnisti impianti distribuzione dell'acqua» presso l'Ufficio per l'impiego, funzionale ad una successiva assunzione. In una nuova intercettazione Cerverizzo esorta il cognato ad informarsi della circostanza presso il locale ufficio per l'impiego. L'iscrizione nella lista - scrive il gip - era evidentemente la condizione necessaria per poter essere assunti all'Eipli, come emerge pure dalla successiva conversazione telefonica intervenuta tra Cerverizzo e la moglie Marianna. Dietro le continue e pressanti richieste della moglie («ehi, no... no, come gli hai detto a mio fratello, che se non è nella lista, non gli puoi fare niente, come gli hai detto a mio fratello?... (...)... e beh e vedi come devi fare per farlo mettere nella lista... lui non sa che deve fare»), Cerverizzo afferma che per fare

POLIZIA A sinistra Giuliano Cerverizzo raggiunto dalla polizia che gli ha notificato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere. A destra la sede dell’Ente Irrigazione a Potenza [servizio fotografico di Tony Vece]

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assumere il fratello presso l'Eipli doveva farlo necessariamente iscrivere in una «lista»: «E sì, statti tranquilla, ora... statti tranquilla! Che cazzo dici ora? Che c'entri, ora? ...(...)... deve iscriversi nella lista se no non lo possono prendere...(...)... e deve andare lì a vedere perché non sta nella lista, gliel'ho già spiegato!». Pur non essendo dipendente

dell’Eipli (a testimonianza che Cerverizzo gli affidasse spesso diverse incombenze d’ufficio) Gerardo Palazzo predispone gli avvisi pubblici di selezione di personale. In un’intercettazione Cerverizzo confida a Palazzo (anch’egli interessato alla selezione) che avrebbe provveduto a fornire i test di valutazione a lui e al co-

gnato: «È buono che devo fare io i quiz, devo fare... preparare i test, hai capito, (ride). Devo preparare i test, così tu e Rocco pigliate il cento per cento. Che gli altri... se li devono studiare i test, non ci posso...(...)». Altro contenuto utile per comprendere quanto Cerverizzo si stesse attivando per creare i presupposti necessari per assicurare

non solo al proprio cognato ma anche a Palazzo la probabile futura assunzione all’Eipli emerge da un’altra conversazione intercettata in cui Cerverizzo e Palazzo fanno riferimento al fatto che per la procedura di selezione era stato previsto tra i requisiti, pena di esclusione, l'iscrizione al Collegio dei geometri. Nel corso della con-

IL PARTICOLARE CERVERIZZO E LA RICERCA DI PERSONALE

LA STRATEGIA COME COLLOCARSI IN TERZA E QUINTA POSIZIONE NELLA GRADUATORIA

L’avviso pubblicato sulla Gazzetta di Basilicata lo fece innervosire

Risposte ai questionari con errori «voluti»

l La pubblicazione dell’avviso di ricerca personale lo aveva indispettito. Voleva gestire tutto «aumma aumma» per poter piazzare i suoi amici. In un passaggio dell’ordinanza del gip emerge come Cerverizzo non avesse alcuna intenzione di divulgare la notizia sul bando per le assunzioni di Eipli: il suo obiettivo - secondo l’accusa - era quello di avvantaggiare i suoi «raccomandati» (tra questi va menzionato anche Rosselli su indicazione dell’allora vescovo di Potenza Agostino Superbo). Ecco perché Cerverizzo mostra tutto il suo disappunto quando viene pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno un articolo dal titolo: «Eipli, domande per posti di operai e professionisti», all'interno del quale venivano riportati gli estremi per partecipare ai concorsi. Due selezioni: la prima è finalizzata alla formazione di una graduatoria per operaio specializzato addetto agli impianti di distribuzione dell’acqua. La seconda riservata ad operai, carpentieri, idraulici ed elettricisti impiantisti da occupare presso gli impianti le case di guardia e le sedi dell’ente. Spazio anche a un avviso riferito a ingegneri, geologi, agronomi, avvocati, geometri, commercialisti o esperti contabili, esperti in gestione di progetti a finanziamento pubblico per l’eventuale affidamento di incarichi di consulenza e assistenza tecnica. Cerverizzo esprime il suo malumore per la pubblicazione della notizia sulla Gazzetta a Pizzuti e a Di Noia. A proposito di Di Noia - scrive il gip sull’ordinanza - si è registrato un concomitante interesse anche di tale indagato a sponsorizzare un soggetto, come avrebbe avuto modo di chiarire a Cerverizzo, che vantandosi della circostanza di aver fatto attribuire al soggetto un punteggio elevato («Trenta punti gli ho fatto pigliare...(..,)... All'amico tuo. (ride) ...(...)... Trenta, il massimo...»), gli domandava se il soggetto in questione fosse «roba di Vescovi» oppure roba sua: «Quindi non è roba di vescovi questa, è roba tua?»; Di Noia riferiva in particolare: «No, è mia».

l Cerverizzo e Palazzo commentano le modalità con le quali i loro «protetti» avrebbero dovuto sostenere l'esame per poter essere assunto da Eipli. Come? Rispondendo in maniera corretta ai quiz, ma cercando allo stesso tempo di commettere «volutamente» qualche errore, così da collocarsi in terza posizione e in quinta. Cerverizzo fa cenno pure alla possibilità che lo sostituiscano nella commissione, ed al rischio, a quel punto, che il nuovo Presidente della commissione (se individuato ad esempio in Nicola Sangiorgio) possa decidere di variare i quiz da lui già preparati, probabilmente approfittando della situazione per agevolare qualche altro candidato. Cerverizzo in tale sede fa pure un chiaro riferimento ad un'intesa raggiunta col collega Patano, il quale effettivamente avrebbe preso parte della Commissione, «e che - scrive il gip - ha certamente incontrato di persona Palazzo prima delle prove, sempre su indicazione dello stesso Cerverizzo: "Ti devi vedere questi quiz, perché può darsi pure che rimangono questi quiz qua. Poi se non ci sono io, che mi tolgono proprio, tu puoi pure rispondere a tutte quante e 20 le domande, che te ne frega...(...)... Se ci sono io... non conviene che fai questo servizio e... poi lo consegni per ultimo e io ti do... ti faccio segno quante ne devi sbagliare, in modo che tu devi arrivare terzo, non è che arrivi né primo e né secondo, arrivi terzo. Cioè vedo... il primo e secondo quanti punti hanno, tu consegni per ultimo, in modo che... consegni per ultimo, io già metto i punteggi agli altri e ti dico... "Sbagliane due, sbagliane tre, sbagliane uno... sbagliane quattro... ", in modo che arrivi... ti piazzi come terzo. A Rocco gli ho detto che si deve mettere quinto, quindi gli devo dire pure quante ne deve... ne deve sbagliare lui. Se invece io non ci sono, che mi tolgono proprio e mettono a un altro, che io esco fuori dalla Commissione, a quel punto che te ne frega a te, le fai tutte quante buone...(...)...Ma il colloquio è sempre... è sempre su quella stessa... cioè io gli lascio... anche

PROVE Un concorso pubblico quelli per il colloquio. Va be', tu... le puoi mettere tutte quante buone, che te ne frega, (parole incomprensibili), se a me mi tolgono, che mi fanno il decreto di sostituzione, allora a quel punto non ti frega più, così anche a Rocco, mettete tutte quante... le mettete buone tutte, tanto a me... esco fuori, quindi non me ne frega più. Che questa sarebbe la cosa migliore, perché io esco fuori e non ci sto, l'importante che lasciano... i quiz che ci sono, in modo che non risulta che ho fatto io i quiz, e questi li ho fatti io, e... e voi vi piazzate primo e secondo...(...)... io ho avvisato a Franco, a Patano l'ho già avvisato: "Uaglio ', vedi che... " - "No, quali quiz, i quiz dammeli tu che (parole incomprensibili) li abbiamo fatti noi". L'ho avvisato, hai capito? Quindi quello l'accetterà...(...)... No, il problema sai qual è, che se chiamano a Sangiorgio e dice: "I quiz li faccio io", non possono dire niente loro..."».


BASILICATA PRIMO PIANO I III

Giovedì 16 febbraio 2017

Secondo l’accusa anche le auto aziendali venivano utilizzate da Cerverizzo per finalità che esulano dall’attività lavorativa

Quei rimborsi fittizi per coprire spese personali

Pranzi e cene con familiari per poi passare all’incasso. Cerverizzo riceveva soldi anche da Pacchiosi

versazione sopra richiamata, Cerverizzo riferisce a Palazzo che stava per essere pubblicato anche l'altro avviso: «Gerardo! Vedi che... è uscito anche, adesso fa pubblicare pure l'avviso, un avviso... (...)...perchè prima era... era solo per ingegneri, lui adesso ha messo ingegneri, geometra, avvocati, tutte le professioni, quindi... a te ti conviene

fare... (...)... eh... anche perché io ho visto che, in effetti, è solo il curriculum che va gua... che va valutato, però bisogna vedere se l'iscrizione è all'ordine, all'albo, al collegio...».; Palazzo osserva: «Eh... ma io no sono iscritto!»; Cerverizzo lo rassicura a sul punto: «E vabbe... ma ti devi iscrivere, eh... sei fesso a non farlo!».

LE INTERCETTAZIONI LE DOMANDE PER LA SELEZIONE

LE INTERCETTAZIONI CAMPO SCUOLA E VIVIANI

I quiz «pilotati» per favorire il cognato e l’amico Palazzo

Le trame dei fratelli Giuliano e Fabrizio per appalti a Potenza

l Tutte le attività della Commissione esaminatrice per l’assunzione in Eipli si sono concluse il 14 giugno 2016. Tra i 36 nominativi inseriti nella «graduatoria finale» ci sono anche Gerardo Palazzo e il cognato di Giuliano Cerverizzo, Rocco Moliterni. Entrambi hanno riportato lo stesso punteggio: 41.5. «Indipendentemente dalla selezione mediante i test (laddove cioè si ritenesse che in sede di esami, ai partecipanti siano state somministrati quiz diversi da quelli preventivamente consegnati dal Cerverizzo a Moliterni e Palazzo) scrive il gip nell’ordinanza - comunque ulteriori conversazioni lasciano presumere che i due siano stati agevolati nel sostenere la prova orale. Ci sì riferisce ad una conversazione avuta tra Cerverizzo e la sua famiglia in cui si fa chiaro riferimento a delle domande già preparate da dare a Moliterni e a Palazzo. Di domande già preparate e consegnate diretta-

mente ai componenti della Commissione, Cerverizzo - come si evince da un’intercettazione - ne parlava anche con Gerardo Palazzo a cui, tra l’altro, disse che la data della prova orale poteva slittare: «Sembra che vogliono rinviare la... il colloquio di domani...(...)... Perché domani c'è il Revisore dei Conti, quindi c'è casino... si mette nel salone... non so (parole incomprensibili) ...(...)... Eh... che ti voglio dire». Palazzo, con riferimento proprio al colloquio che avrebbe dovuto sostenere, domandava: «Allora mò l'aggiusto quella domanda? Quella di... di... della capacità di invaso di Monte Cotugno?». Cerverizzo gli rispondeva che aveva già provveduto a consegnare le domande a Di Noia. Qualche ora più tardi, Cerverizzo forniva a Palazzo indicazioni precise su come raggiungere l'abitazione di Patano e contattarlo per farsi consegnare gli eventuali nuovi e diversi quiz.

IL GIP

I due sarebbero stati agevolati nel sostenere la prova orale

LA PROVA

«Allora mò l'aggiusto quella domanda sulla capacità di Monte Cotugno?»

l Una questione di famiglia. I fratelli Giuliano e Fabrizio Cerverizzo, il primo in carcere, il secondo agli arresti domiciliari. Per comprendere quale fosse il ruolo di Fabrizio in tutta questa storia, il gip, facendo riferimento a un’intercettazione, spiega che Fabrizio invitava il fratello Giuliano ad avere un incontro con tale «Tonino» interessato alle gare bandite dall'Eipli e che desiderava fare alcune «chiacchiere» con lui (il soggetto in questione avrebbe voluto prender parte ad un consorzio) e che affermava non poteva accontentarsi invece per la gara del Campo Scuola di Potenza. Sulla base dei riferimenti contenuti nella conversazione, ma soprattutto sulla base di quanto si sarebbe ancora registrato in seguito, il gip non esclude che il soggetto cui intendeva riferirsi Fabrizio Cerverizzo altri non era che tale Tonino Claps. A quest'ultimo in effetti i soggetti facevano cenno nel corso di altra conversazione, registrata questa volta a bordo dell'autovettura Mercedes di Giuliano. Più in particolare, dopo aver fatto riferimento al soggetto di nome «Lorenzo» e di come avrebbero inteso organizzarsi per i lavori da effettuare al Viviani, i due fratelli facevano cenno a Tonino Claps il quale aveva messo tale Verluzzi per il campo scuola. Vi è da rilevare che l’8 febbraio 2016, a bordo dell'auto di Cerverizzo, si registrava un contenuto in cui alla sua domanda su come fosse finito il campo scuola, il fratello Fabrizio rispondeva che i lavori erano stati affidati provvisoriamente a «Tonino», ma che ci sarebbero stati dei ricorsi. A proposito dei lavori del Viviani, il 23 febbraio 2016 i due fratelli facevano cenno a tale «Peppino Piancazzo» (ditta Imep) e al fatto che avrebbero potuto metterlo in mezzo. Avrebbe potuto partecipare alla gara per l'impianto elettrico al campo sportivo. E sempre a proposito dello stesso soggetto, Giuliano affermava di averlo fatto partecipare alla gara per le tre dighe insieme a Tonino Bisceglia.

l Il vizietto dei rimborsi, evidentemente, non appartiene solo ai consiglieri regionali. Dalle carte dell’inchiesta sull’Eipli emerge come Giuliano Cerverizzo abbia ricevuto rimborsi spese per pranzi e cene di lavoro che, in realtà, secondo l’accusa, erano «puntate» al ristorante con la propria famiglia e talvolta anche con Adriano Di Noia e la sua compagna. Momenti - spiega il gip - legati a fini esclusivamente di svago e comunque personali. Cerverizzo utilizzava due auto aziendali riconducibili alla società Pacchiosi, circostanza che «troverebbe formale giustificazione in quanto espressamente previsto nel «Capitolato speciale Appalto» dei lavori sulla Traversa del Sarmento. È previsto che la società avrebbe messo a disposizione del direttore dei lavori un'autovettura con autista di cilindrata non inferiore a 1600 ce dotata di telefono cellulare ed un'autovettura con autista di cilindrata non inferiore a 1600 con quattro ruote motrici (occorrente al personale comunque addetto alla sorveglianza dei lavori ed alle attività connesse), provvedendo anche alle relative polizze di assicurazioni per responsabilità civile verso terzi estesa anche ai trasportati. I contenuti intercettati hanno dimostrato, però, come entrambe le vetture siano state utilizzate da Cerverizzo - come pure da Di Noia - per finalità che esulano dall'attività lavorativa svolta dal primo in qualità di «direttore dei lavori». Nell’ordinanza il gip cita una meil inviata da Chiodetti a Palazzo con allegata la «multa presa con la macchina di Giuliano» per eccesso di velocità e le conversazioni registrate alle tra Chiodetti e Palazzo, e poi ancora tra quest'ultimo e Cerverizzo. All'orario della commessa infrazione dimostrerebbero come il soggetto si trovasse in provincia di Vibo Valentia (tra Zambrone e Tropea, note località turistiche) unitamente alla propria famiglia. Secondo l’accusa «appare anche sufficientemente provato che il Cerverizzo, ogni qualvolta si sia recato o pres-

so i cantieri in cui rivestiva la qualifica di direttore dei lavori, o presso la Direzione della Eipli di Bari per motivi di servizio, oltre a ricevere i costi relativi alle missioni (rimborso carburante per il viaggio e rimborso dei costi relativi ai ristoranti) da parte dell'ente di appartenenza, abbia ricevuto pure altrettanti rimborsi dalla società Pacchiosi». Rimborsi percepiti da Cerverizzo secondo diverse modalità: attraverso la consegna al geometra Palazzo di fatture, ricevute ed altro che attenevano però a spese effettuate privatamente dal Cerverizzo - le richieste di rimborso venivano inviate tramite e-mail dal Palazzo al Chiodetti, e quest'ultimo provvedeva poi all'invio della relativa somma di denaro sul conto corrente bancario del Palazzo, che successivamente li girava, verosimilmente in contante al Cerverizzo; attraverso la consegna, al geometra Guarino di ricevute, fatture ed altro, relative questa volta a spese legate all'attività svolta dal Cerverizzo - detti rimborsi spese venivano richiesti dal Cerverizzo anche all’Eipli, con una sorta di duplicazione; Guarino consegnava le predette fatture all'impiegato Politano, anche lui dipendente della Pacchiosi, il quale ogni mese consegnava al Cerverizzo il «dovuto» presso il cantiere del Sarmento. Le spese «rimborsate» dal Pacchiosi (per il tramite dei dipendenti) in relazione alle due autovetture (per carburante, manutenzione, ecc.) hanno finito col coprire costi non riconducibili all'attività espletata dal «direttore dei lavori» né tanto meno da personale comunque addetto alla sorveglianza dei lavori del Sarmento. Il gip fa anche riferimento alla fattura emessa dalla «Capece & Corleto C.» nei confronti della Pacchiosi Drill per lavori di «preparazione e verniciatura paraurti anteriore» effettuati su un veicolo in dotazione a Cerverizzo, che tuttavia non poteva trovarsi presso l'auto-carrozzeria in questione, visto che la mattina di quello stesso giorno si trovava in provincia di Bari.

L’inchiesta Gli arrestati e i reati contestati ieri e oggi gli interrogatori di garanzia L’inchiesta sull’Eipli (ieri i primi interrogatori di garanzia) è condotta dalla Procura di Potenza per il tramite della squadra mobile della Questura di Potenza. Undici le ordinanze di custodia cautelare, diciassette gli iscritti nel registro degli indagati. L’accusa: associazione a delinquere, turbativa d’asta, truffa e corruzione. In carcere sono finiti Giuliano Antonio Cerverizzo, 57 anni, di Potenza, e Gaetano Di Noia, 43 anni, di Spinazzola (Ba). L’imprenditore Doriano Pacchiosi, 67 anni, di Sissa (Pr), anch’egli colpito da ordinanza di custodia cautelare in carcere, si trova all’estero per ragioni di lavoro. Agli arresti domiciliari Fabio Guarino, 46 anni, di Policoro, Gerardo Palazzo, 58 anni, di Potenza, Giuseppe Chiodetti, 59 anni, di Trevi (Pg), Graziano Cosentino, 66 anni, di Lauria, Antonio Bisceglia, 62 anni, di Lavello, Gianfranco Albergo, 43 anni, di Policoro, Fabrizio Cerverizzo, 48 anni, di Potenza e Antonio Albano, 46 anni, di Abriola. La Polizia ha eseguito anche perquisizioni in Basilicata, Puglia ed Emilia Romagna. L’inchiesta ha scoperto «un sistema sofisticato ed illegale» per condizionare i risultati di gare di appalti per oltre cinque milioni di euro per interventi sulle dighe e gli impianti tecnologici al servizio di tre invasi della Basilicata (le dighe di Monte Cotugno di Senise, del Pertusillo e del Camastra). Il gip che ha ordinato gli arresti su richiesta della della Procura, ha disposto anche il sequestro preventivo di 62 mila euro a carico di Giuliano Cerverizzo.


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IV I BASILICATA PRIMO PIANO

GUARDIA DI FINANZA L’ALBERGO DI RIFREDDO

Giovedì 16 febbraio 2017

STRUTTURA Sigilli a uno degli storici alberghi del Potentino. Una complicata storia di scatole cinesi e di artifizi contabili

OPERATIVITÀ L’attuale gestore dell’albergo: «L’attività non si ferma e faremo ricorso in Cassazione». Fallimenti e raggiri

Le altre ipotesi di accusa Contributi pubblici con l’inganno. Indagato anche De Vivo

INDAGINI Nelle foto a destra i cugini Andrea Carcia e Antonio Giubileo

La Procura ipotizza, nel teorema accusatorio, anche il reato di truffa aggravata per aver incassato un contributo pubblico di circa 630mila euro per la ristrutturazione dell’albergo. I Pm hanno focalizzato l’attenzione su «strane movimentazioni» di soldi: risulta agli atti che Giubileo abbia versato e successivamente ritirato dal conto corrente della Touring service 400mila euro. Perché? A parere dei magistrati quella cifra costituiva la necessaria garanzia per ottenere i fondi pubblici. In questo particolare ambito investigativo risulta indagato, per l’ipotesi di truffa sul contributo incassato dalla Touring, anche l’imprenditore Domenico De Vivo, uno dei maggiori creditori nei confronti del Giubileo hotel. Secondo i magistrati De Vito avrebbe simulato, d’accordo con Antonio Giubileo, un pagamento a parziale copertura delle spese per i lavori di ristrutturazione sull’immobile, effettuati proprio dalla ditta di De Vivo. In questo modo - sempre secondo l’accusa Giubileo avrebbe potuto esibire le fatture alla Regione con l’obiettivo di incassare il finanziamento pubblico. Tra le altre ipotesi di reato c’è anche quella di aver previsto assunzioni fittizie sempre per accedere a contributi della Regione nel settore alberghiero.

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Sequestrato il «Giubileo hotel» Un «buco» da 3 milioni di euro. Ipotesi di bancarotta e di truffa sui fondi pubblici MASSIMO BRANCATI l Un gioco di scatole cinesi, di equilibrismi finanziari, di denunce da parte dei dipendenti, di sparizione dal 2007 al 2010 dei libri contabili, di strani movimenti economici, di fondi pubblici incassati con l’inganno, di soldi in nero. Tutto condensato nell’accusa di bancarotta. È una storia che ieri è approdata al sequestro dello storico Giubileo Hotel di Rifreddo di Pignola da parte della Guardia di Finanza su disposizione della Procura della Repubblica di Potenza. I sigilli all’albergo - che ha un valore di circa 8 milioni di euro - hanno riguardato anche attrezzature e macchinari all’interno dell’hotel, di proprietà della Pinetina, e dei beni aziendali della Gtour. I militari hanno notificato un avviso di conclusione delle indagini ad Antonio Giubileo, 55 an-

ni, considerato «responsabile del fallimento della «Touring service», società operante nel settore turistico-alberghiero, di cui lo stesso era amministratore e socio, che per molti anni ha gestito il Giubileo. Le indagini hanno fatto luce su «condotte delittuose riconducibili ai reati di bancarotta semplice, fraudolenta documentale, patrimoniale e preferenziale», con una «consistente dissipazione del patrimonio della società fallita con una irreversibile esposizione debitoria». Il sequestro dell’albergo era stato sollecitato dai Pm Francesco Basentini e Antonio Natale già una prima volta, ma il gip Amerigo Palma aveva respinto la richiesta. Il successivo ricorso è andato a buon fine con l’operazione di ieri. L’attuale gestore della struttura, la Gtour, precisa che «l’ordinanza di sequestro

ALBERGO Un particolare del Giubileo hotel a Rifreddo di Pignola, una delle storiche strutture ricettive del Potentino

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preventivo dell'immobile di proprietà della società Pinetina srl sarà impugnata nei prossimi giorni in Cassazione» e che «il provvedimento non lede in alcun modo l'operatività dell’al-

bergo». Traduzione: l’attività non si ferma. Ma veniamo alle accuse. Antonio Giubileo e il cugino Andrea Carcia avrebbero «travasato» circa 3 milioni di debiti in

Diocesi lucane Sistema idrico e fognario nasce accordo tra Ater e Aql il Tribunale per adeguare tutti gli impianti Ecclesiastico PREVISTI SINGOLI MISURATORI PER OGNI ASSEGNATARIO DI ALLOGGIO

l Un protocollo di intesa è stato firmato ieri dall’amministratore unico dell’Azienda territoriale di edilizia residenziale di Potenza, Domenico Esposito, e da quello di Acquedotto Lucano, Michele Vita, per procedere alla definizione e alla regolamentazione dei lavori di adeguamento degli impianti idrici a servizio dei fabbricati Ater della provincia di Potenza, finalizzati alla installazione di singoli misuratori per ogni assegnatario di alloggio e, di conseguenza, alla normalizzazione dei rapporti contrattuali di fornitura del servizio. Nell’ambito delle attività previste dall’Ater, è prioritario - secondo quanto previsto dal protocollo - ordinare la situazione presente nei propri fabbricati di esclusiva proprietà, secondo le indicazioni fornite da Acquedotto Lucano, gestore del servizio idrico integrato, al fine di risolvere anche l’annosa situazione debitoria già maturata e, principalmente, dovuta alla difficoltà di addebitare i costi dei consumi ai singoli utilizzatori laddove, ad oggi, risulta attiva una unica fornitura di tipo condominiale. Alla luce dell’intesa, l’Ater si è detta disponibile ad attuare, a proprie spese, tutti gli interventi e le lavorazioni necessarie per la realizzazione degli al-

INTESA La firma dell’accordo lacci idrici singoli nei fabbricati di proprietà, secondo le prescrizioni tecniche fornite da Acquedotto Lucano, che poi provvederà a formalizzare i singoli contratti di somministrazione idrica secondo le modalità previste dal regolamento del servizio idrico integrato. «Con questo protocollo si mette fine ad una fase di litigiosità tra gli inquilini dei vari alloggi - ha commentato l’amministratore dell’Ater, Domenico Esposito - e contestualmente a problemi finanziari per l’Ater chiamata a pagare con fondi propri dando continuità all’impegno a ridurre la morosità». [al.boc.]

l I vescovi delle diocesi lucane hanno istituito dallo scorso 1 gennaio il Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano di Basilicata (Teib) sulla scia di quanto disposto da Papa Francesco in relazione alla «nullità matrimoniale». Fino all’inizio di quest’anno i fedeli della Basilicata chiedevano la dichiarazione di nullità del loro matrimonio presso la metropolita di Salerno, in cui operava il Tribunale Salernitano Lucano. I vescovi lucani hanno così tradotto i principi ispiratori della riforma del Papa: centralità del vescovo nel servizio della giustizia, prossimità ai fedeli e procedure più semplici e agili. I vescovi per le singole diocesi provvederanno a costituire un tribunale diocesano e faranno in modo che si un servizio giuridico-pastorale in vista della indagine preliminare al processo matrimoniale. Il Teib ha cominciato la sua attività il 9 gennaio e prima di poter accogliere nuove cause si dovrà procedere a concludere quelle lucane pendenti, precedentemente introdotte presso il tribunale salernitano-lucano. Il lavoro del nascente tribunale è coordinato da Mons. Rocco Antonio Cardillo con il compito di Vicario giudiziale, coadiuvato da giudici presbiteri delle diocesi lucane e da un patrono stabile, unitamente ad altri collaboratori. Il tribunale ha sede in Potenza, in viale Marconi 104, nel Parco del Seminario.

una società destinata a fallire. Non prima di averla svuotata di tutti i beni. Un «buco» a cui i magistrati sono risaliti partendo dalla relazione del curatore fallimentare nominato dal tribunale di Potenza tre anni fa. A ridosso della dichiarazione di fallimento sarebbe stato risolto il contratto di locazione, pari a circa 17mila euro al mese, tra la Touring service e la Pinetina (amministrata da Carcia), cedendo i beni della Touring alla stessa Pinetina e alla Gtour - che oggi gestisce l’albergo - come «compensazione per canoni di locazione scaduti, senza tener conto - scrivono i Pm - dell’incremento di valore del bene immobile generato dalla ristrutturazione avviata nel 2003, stimata sul milione e mezzo di euro». Di qui l’accusa: «Un preordinato delittuoso trasferimento di buona parte del plusvalore generato

dalla ristrutturazione dell’hotel alla società proprietaria dell’immobile. La compensazione dei canoni di fitto non pagati, dunque, sarebbe stato soltanto un modo per «azzerare fraudolentemente il patrimonio della società fallita». Sempre secondo i magistrati, inoltre, Giubileo e Carcia avrebbero occultato le scritture contabili relative al periodo 2007-2010 della «Touring service» con il chiaro intento di rendere complicati gli eventuali controlli. Nell’inchiesta si parla anche di somme in nero, circa 700mila euro, frutto di un sistema messo in piedi da Giubileo: i clienti dell’hotel, secondo l’accusa, pagavano una parte sui conti della Touring service, mentre un’altra quota, la più significativa, veniva versata in contanti o in assegni confluiti direttamente sui conti personali di Giubileo.

SANITÀ L’ANNUNCIO DEL GOVERNATORE PITTELLA. STANZIATI 13 MILIONI DI EURO

Ospedale di Lagonegro entro fine mese il bando di gara Progetto per l’ampliamento del presidio sanitario l Entro fine mese la Regione pubblicherà il bando di gara per l’affidamento del servizio di progettazione esecutiva propedeutico all’ampliamento dell’ospedale di Lagonegro. Lo ha annunciato ieri mattina il governatore lucano, Marcello Pittella, nel corso di un incontro al quale hanno partecipato il sindaco di Lagonegro, Pasquale Mitidieri, il direttore generale della Presidenza della Giunta, Vito Marsico, della Stazione Unica Appaltante, Raffaele Rinaldi, dell’Azienda ospedaliera San Carlo, Rocco Maglietta e dell’Azienda sanitaria del Potentino, Gianni Bochicchio. «Lo stanziamento complessivo – ha spiegato Pittella - ammonta a 13 milioni di euro. E verrà utilizzato per risolvere un problema di capienza e efficientemento dei percorsi di diagnosi, ricovero e cura all’interno del nosocomio, attraverso la realizzazione di un nuovo padiglione. La Stazione unica appaltante – ha aggiunto – attraverso una gara pubblica affiderà il servizio di progettazione esecutiva per la realizzazione dei nuovi spazi a supporto del vecchio ospedale. Per cui da subito proviamo a decongestionare l’operatività dell’attuale nosocomio, affidando il controllo delle varie fasi progettuali alla direzione strategica di cui fanno

SALUTE L’ospedale di Lagonegro parte i vertici della Presidenza della Giunta, della Suab oltre che di Asp e San Carlo di Potenza. Si tratta – ha concluso Pittella - di un importante risultato per Lagonegro e per l’intero territorio». Durante l’incontro è emerso, inoltre, che durante la fase di ampliamento sarà comunque assicurata tutta l’attività sanitaria presente attualmente nella struttura. La Stazione unica appaltante ha garantito, infine, priorità assoluta all’indizione dell’espletamento della gara che riguarda una questione di programmazione sanitaria dell’area Sud della regione particolarmente urgente, sensibile ed importante. [p.per.]


X I POTENZA PROVINCIA

Giovedì 16 febbraio 2017

MELFI IL GIOVANE HA ACCUSATO UN MALORE DURANTE L’ORARIO DI LAVORO E L’INFERMERIA HA CONSIGLIATO L’OSPEDALE. ORA STA BENE. L’AZIENDA REPLICA: «NON SIAMO A CONOSCENZA DELL’EPISODIO»

Fca, operaio si sente male ma non può usufruire dell’ambulanza: è un esterno I colleghi definiscono l’episodio «discriminatorio» FRANCESCO RUSSO

AMBULANZA Il servizio di soccorso alla Fca sembra sia non disponibile per gli esterni

l Non si è sentito bene durante l’orario di lavoro e dall’infermeria gli hanno consigliato di andare in ospedale. Allo stesso tempo, però, gli hanno spiegato che non avrebbe potuto usufruire dell’ambulanza a servizio dello stabilimento. Il motivo? E’ un operaio esterno e non un dipendente. Il fatto - che sarebbe avvenuto alla Fca-Sata di San Nicola di Melfi - ci viene segnalato da un collega del lavoratore, originario di Avigliano Scalo.

Il giovane è arrivato all’ospedale di Melfi accompagnato da alcuni amici ed ora sta bene. Ma i colleghi hanno voluto segnalare l’episodio - definito discriminatorio - alla Gazzetta. «Il ragazzo - ci spiega l’autore della segnalazione - lavora con me in una ditta esterna di Melfi, la Logitec, un’azienda che si occupa di magazzinaggio e di logistica industriale. Il nostro compito è quello di movimentare le auto prodotte alla Fca-Sata, di andarle a parcheggiare o di portarle alle bisarche, che a loro

CORLETO PERTICARA L’ORDINANZA DEL SINDACO ANTONIO MASSARI

volta le trasportano nelle diverse località. Il mio collega ad un certo punto ha avuto un malore ed è stato portato in infermeria. Al giovane è stata riscontrata una pressione arteriosa molto alta ed i medici gli hanno consigliato il ricovero in ospedale, spiegandogli però che non avrebbe potuto usufruire dell’ambulanza perché ad uso esclusivo dei dipendenti Sata. Ora sta bene, per fortuna. Ma riteniamo inaccettabile quanto accaduto. Cosa sta a fare l’ambulanza in fabbrica, se può essere utilizzata soltanto per

i dipendenti interni? Gli operai esterni, che comunque svolgono un lavoro per la Fca, non hanno alcun diritto e sono condannati a morire?». Abbiamo provato ad avere la versione dell’azienda. Un portavoce Fca, ci spiega che nonostante abbia fatto più ricerche non è riuscito a sapere nulla. L’azienda, a quanto pare, non è a conoscenza dell’episodio, evidentemente non segnalato alla direzione da parte del diretto interessato, prima dell’appello alla stampa.

POTENZA SBLOCCA ITALIA. COSÌ LACORAZZA (PD)

Chiusi 6 pozzi d’acqua privati Petrolio, «la Basilicata non lontani da Tempa Rossa torni capofila L’Arpab ha registrato sforamenti di diverse sostanze tossiche PINO PERCIANTE l CORLETO PERTICARA. C’è apprensione a Corleto Perticara. Il sindaco, Antonio Massari, ha firmato sei ordinanze con le quali vieta il prelievo e l’uso di acqua da altrettanti pozzi privati che si trovano non lontano dal centro olio in costruzione a Tempa Rossa. Il primo cittadino vuole vederci chiaro sugli sforamenti di diverse sostanze tossiche registrati nei pozzi in questione. Si temono rischi per la salute dell’ambiente. Se alcune delle sostanze trovate possono essere presenti naturalmente nel sottosuolo, altre invece potrebbero essere il sintomo di una contaminazione. Sulle cause si attendono gli ulteriori accertamenti. Intanto, Massari ha chiuso i sei pozzi in attesa di informazioni più dettagliate, con l’obiettivo poi di informare tempestivamente i cittadini. D’altra parte il sindaco è il primo avamposto della sicurezza in un centro abitato. Gli sforamenti sono stati rilevati nelle ultime quattro campagne di analisi e controlli. I pozzi di acqua si trovano nelle campagne e nei boschi di Corleto Perticara. Sono ubicati in appezzamenti privati, anche in aree vicine al centro olio che la Total sta realizzando a Tempa Rossa. Il primo cittadino, ha firmato le sei ordinanze in un giorno solo, con le quali vieta il prelievo e l’uso di acqua dai pozzi inquinati. Una decisione adottata dopo i risultati delle campagne di monitoraggio che la Total ha accettato di eseguire sotto il controllo dell’Agenzia di protezione dell’ambiente. Un altro pozzo era stato chiuso poche settimane fa. Quattro campagne di analisi nel 2015, riunioni alla Regione nello scorso mese di novembre scorso, dati che fanno emergere sforamenti di

sostanze tossiche: manganese, ferro, nitriti, floruri e anche sostanze cancerogene come il complesso di alifatici clorurati. In un pozzo è emersa la presenza di cloroformio, bromodiclorometano e sommatoria di organoalogenati che possono possono avere effetti nocivi per l’uomo. In mancanza di decisioni tempestive da parte delle au-

torità è scattata l’operazione trasparenza e il sindaco ha deciso di bloccare i pozzi le cui acque sono nocive per l’uomo, gli animali e le colture. Una scelta che fa prevalere il principio di precauzione in attesa delle decisioni dell’Arpab. Il tam tam della notizia ha fatto subito il giro della valle e preoccupa gli abitanti del posto.

POZZO Uno dei pozzi di acqua di un privato chiuso dal sindaco di Corleto Perticara

RIONERO DA IERI PROMOSSE DA COCA COLA HBC

Riprese le visite degli studenti allo stabilimento di «Fonti del Vulture» l Sono ripartite da ieri le visite scolastiche allo stabilimento di Fonti del Vulture a Rionero in Vulture, in provincia di Potenza, che ospiterà da febbraio a novembre 700 studenti della regione Basilicata, invitati a scoprire i processi di produzione delle bevande e le innovazioni dell’azienda in termini di sostenibilità ambientale. Le giornate di visita sono programmate nell’ambito della quinta edizione di «Fabbriche Aperte», il progetto educativo promosso da Fondazione Coca-Cola HBC Italia e patrocinato da Conai, il Consorzio Nazionale Imballaggi. L’edizione 2017 affronta i temi del riciclo e della tutela della risorsa idrica per le scuole secondarie di primo grado e il biennio di quelle di secondo grado, e per la prima volta l’orientamento al lavoro per il triennio delle scuole secondarie di secondo grado, a supporto dei percorsi scolastici di alternanza scuola-lavoro. «Siamo felici di aprire le porte dello stabilimento a tanti studenti del territorio, contribuendo ad informare le giovani generazioni anche sui temi ambientali, a cui il sito produttivo presta molta attenzione – ha detto Zafiris Gallis, direttore dello stabilimento di Rionero in Vulture – Ogni anno riscontriamo un interesse sempre crescente da parte delle scuole: siamo giunti alla quinta edizione e dal 2013 abbiamo ospitato oltre 3.500 studenti».Oltre alle visite allo stabilimento, circa 200 studenti del territorio saranno coinvolti direttamente nelle scuole attraverso eventi creativi, per realizzare con materiale di recupero un’installazione artistica sul tema della risorsa idrica.

AUTO PRODOTTE Il giovane che si è sentito male lavora in una ditta esterna, la Logitec

VIGGIANO DI BELLO

per cambiare l’art. 38»

«La falda è inquinata» La denuncia alla Dna

l «La Basilicata torni capofila di una battaglia delle Regioni per cambiare l'articolo 38 dello Sblocca Italia», così il consigliere regionale Pd Lacorazza che ha chiesto lumi all’assessore Pietrantuono sulla situazione del Centro oli di Viggiano. «Ho chiesto - dice - che l'assessore Pietrantuono riferisca in Commissione sulla vicenda in corso al Centro oli di Viggiano, dove è stata riscontrata la presenza di idrocarburi nel depuratore dell’area industriale e non solo. Ma più in generale credo sia giusto che la Basilicata torni capofila di una battaglia delle Regioni per reintrodurre nell'articolo 38 dello Sblocca Italia il “Piano delle Aree”, quale strumento di programmazione primario, e mettere un punto chiaro su una nuova strategia energetica in linea con gli accordi di Parigi sul clima». «Si avrà modo nel tempo di ricostruire e di comprendere meglio – ha aggiunto Lacorazza - come la Basilicata sia stata difesa tanto dall’iniziativa referendaria delle Regioni, con la nostra Regione capofila, quanto dalla vittoria del no al referendum costituzionale. L’esito della consultazione, lo ricordo, ha fatto saltare il carattere “strategico” delle procedure in materia di autorizzazioni petrolifere, reintroducendo maggiori poteri per le Regioni e modificando la legge n. 239/2004 nella parte relativa alla procedura semplificata. Questi elementi hanno modificato il quadro normativo fino al punto di generare la richiesta di Federpetroli al Ministro Calenda di fare chiarezza. Aggiungo che quando furono proposti i referendum sulle trivelle sul quesito del “Piano delle Aree” la Corte Costituzionale non si è espressa per un vizio di forma e non perché le Regioni avessero torto nella sostanza. Proporre la reintroduzione del Piano delle Aree nell'art. 38 dello Sblocca Italia significa dare attuazione ad una mozione da me proposta e approvata dal Consiglio regionale per rendere protagonista la Basilicata, anche in sede di Conferenza Stato - Regioni, e proporre una nuova strategia energetica nazionale in linea con gli accordi di Parigi sul clima». A parere di Lacorazza «la questione non è solo normativa ma anche politica affinché le scelte nel nostro Paese e per la nostra Regione siano chiare ed in linea con ciò che è accaduto il 17 aprile e il 4 dicembre 2016. Ma soprattutto siano scelte politiche in linea con una modernità che incontra opportunità in un ecologismo produttivo».

l Il presidente di «Liberiamo la Basilicata» Giuseppe Di Bello denuncia alla Direzione nazionale antimafia (Dna) «il grave inquinamento della falda in Val d’Agri» con richiesta di accertamenti urgenti. Di Bello segnala, al Cova, una «copiosa fuoriuscita di greggio» nell'area «adiacente al Centro Olio Val d'Agri». «Non è stata ad oggi ancora individuato il punto esatto della perdita di questa sostanza dall'apparenza e dalle esalazioni simile ad olio minerale aggiunge Di Bello. - Una sostanza che si propaga attraverso le acque bianche e la falda. Ad accorgersene sono stati anche i fontanieri al servizio del depuratore del Consorzio Sviluppo Industriale di Potenza i quali hanno notato sia gli idrocarburi e le sostanze oleose in un laghetto antistante il depuratore consortile sia all'interno dell'impianto di depurazione. Gli operatori hanno proceduto a segnalare alle autorità l'accaduto già alla fine di gennaio a seguito della quale è avvenuto il sequestro da parte del Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri Noe di un pozzetto ispettivo ubicato davanti alla raffineria il 3 febbraio scorso». Eni, nei giorni scorsi, aveva confermato l’esistenza della perdita, ma escluso l’inquinamento delle falde acquifere.

RIONERO IN VULTURE LE FRASI OFFENSIVE SONO APPARSE SU FACEBOOK

Offese a Polizia locale. Individuati i responsabili Gli autori denunciati all’autorità giudiziaria per diffamazione aggravata l Usi e abusi del web. Frasi offensive dirette agli appartenenti del corpo della polizia locale di Rionero in Vulture sono apparse su facebook. Ma i responsabili sono stati già individuati e deferiti all’autorità giudiziaria per diffamazione aggravata. Tutto è successo dopo la pubblicazione su una testata giornalistica on-line presente anche su facebook di una nota circa l’intensificazione delle attività di repressione delle violazione delle norme sulla circolazione stradale espletata nel 2016 dalla polizia locale di Rionero. A fronte di

questa pubblicazione sono piovuti commenti da parte di cittadini non certo «teneri» nei confronti della polizia locale. Commenti ritenuti «particolarmente offensivi per la reputazione e la dignità personale e professionale» di tutti gli appartenenti al corpo di polizia locale. Dopo una serie da accertamenti, come detto, sono stati individuati gli autori dei post offensivi e denunciati alla Procura della Repubblica. Va ricordato che già negli anni passati si erano ripetuti episodi simili con altri soggetti individuati e denunciati.


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Rassegna stampa 16 02 2017