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13 gennaio 2017 a cura dell’ufficio comunicazione e stampa


Venerdì 13 gennaio 2017

TESTATA INDIPENDENTE CHE NON PERCEPISCE I CONTRIBUTI PUBBLICI PREVISTI DALLA LEGGE N° 250/90 La Gazzetta del Mezzogiorno A 1,30 Con Agenda 2017 A 3,80

LA GAZZETTA

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PUGLIA - CORRIERE

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Quotidiano fondato nel 1887

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Abb. Post. - 45% - Art. 2 C 20/B L. 662/96 - Filiale Bari - tassa pagata - *promozioni valide solo in Puglia e Basilicata - Anno 130° Numero 12

LA RELAZIONE DEL PRESIDENTE FRANCESCO MOLLICA

Regione Basilicata Bilancio del Consiglio a partire dallo Statuto SERVIZI IN GAZZETTA BASILICATA A PAGINA V>>

RATING RUGGIERO, PM DELLA PROCURA DI TRANI, CHIEDE 9 MESI PER RILEY (FITCH)

«L’Italia del 2011? Meglio degli altri Paesi europei» Accusa pesante: manipolazione di mercato per un declassamento sulla pelle dello Stato

REGIONE L’incontro per il bilancio NORSCIA A PAGINA 5>>

IL CASO L’AGENZIA AMBIENTALE AMERICANA ACCUSA IL GRUPPO DI AVER TAROCCATO LE EMISSIONI DIESEL SUI MODELLI GRAND CHEROKEE E DODGE RAM

Autoscontro tra Usa e Fca

Il titolo giù in Borsa. L’ira di Marchionne: non siamo come Volkswagen Articolo 18, la Camusso va avanti. Il governo: ora rivediamo i voucher TRA BASTARDI E GOMORRA IL DELITTO È PERFETTO

di LINO PATRUNO

CYBER-SPIE: I PIANI DELL’INGEGNERE ROMANO

«Gli Occhionero aspettano soldi da Taranto? Pazzesco» Conte, ex presidente del Porto, ricostruisce la storia

E

ora i Bastardi di Pizzofalcone. Squadra di poliziotti scelta fra gli scarti degli altri commissariati di Napoli. Protagonisti di una fortunata serie di romanzi del prolifico Maurizio De Giovanni, scrittore partenopeo che sforna due bestseller all’anno. E da martedì fiction televisiva della Rai che alla prima puntata ha fatto un boom pari solo alla Nazionale di calcio. Protagonisti Alessandro Gassmann e Carolina Crescentini, qualità discutibile nonostante i sette milioni di spettatori. Secondo l’antropologo (anch’egli napoletano) Marino Niola, la fiction ha raccontato una città complessa, fatta di luci e ombre, di bene e di male. Tra incantevoli scenari da Unesco e un delitto, rieccolo qua.

TRASPORTO FERROVIARIO IL PIANO DI RISANAMENTO

Sud-Est ai ripari «Ora concordato» Debiti senza freni: saliti a 286 milioni (10 in più rispetto a giugno)

Crac CCF, la procura fiorentina chiede la condanna a 11 anni per il senatore Verdini, leader di Ala l Gli Usa: Fca ha usato un software per truccare le emissioni di alcune auto diesel. La casa rischia una sanzione di 4,63 miliardi di dollari. Il titolo affonda: -16%. L’ad Marchionne: nulla a che fare con Vw. In Italia la Cgil va avanti sull’art. 18. Il governo: rivedremo i voucher.

SUD-EST Situazione debitoria preoccupante

SERVIZI ALLE PAGINE 2-3, 4 E 15>>

SCAGLIARINI A PAGINA 8>>

PAZZO METEO ONDATA DALLA GROENLANDIA

TRASPORTI BILANCIO IN CONTINUA CRESCITA

Disagi, polemiche e acqua ridotta

nell’Area logistica integrata

l Il meteo ha concesso una «tregua» al Sud: è infatti prevista una nuova ondata di gelo, dalla Groenlandia. Non si placano le polemiche sulla gestione dell’emergenza in Puglia. Aqp comunica che la portata dell’acqua, aumentata nei giorni scorsi, sarà gradualmente ridotta.

l Grandi occasioni di sviluppo per i porti pugliesi, dai bilanci in crescita, che saranno gestiti da due Authority, una per Manfredonia, Barletta, Bari, Monopoli e Brindisi e l’altra per Taranto. Le due strutture potranno collaborare nella nascente Area logistica integrata.

SERVIZI A PAGINA 9>>

PIRRO A PAGINA 6>>

Maltempo, è solo tregua Porti in Puglia, le occasioni Arriva di nuovo il gelo delle due Authority TARANTO L’area container del porto, oggetto degli interessi degli Occhinero l Un nuovo terminal container e un distretto tecnologico, investendo un miliardo di euro. È quanto volevano realizzare a Taranto Giulio e Francesca Occhionero, accusati oggi di cyberspionaggio. «Dicono di avere un credito con noi? Siamo noi - spiega alla Gazzetta il presidente dell’Autorità portuale di Taranto nel 2007, Michele Conte - che piuttosto aspettiamo i loro soldi». MAZZA A PAGINA 10>>

SEGUE A PAGINA 17>>

TORIA CLOCHARD, IL DIRITTO ALLA VITA SQuei primati ANCHE PER CHI LA RIFIUTA borbonici di DOMENICO CROCCO

I

l freddo polare gela l’Italia. Il Papa chiede di intervenire per trovare un ricovero ai senza tetto. I professionisti dell’assistenza e i volontari, anche religiosi, anche del Vaticano, vanno a cercare gli homeless per aiutarli. Ma molti senza tetto non vogliono essere aiutati. Il Papa insiste: non lasciamoli morire. I volontari, mentre la neve scende inesorabile insieme al termometro, propongono agli homeless un ricovero in un dormitorio o l’apertura notturna della stazione della metro. Ma i clochard, irriducibili, non vogliono spostarsi dal marciapiedi. Che fare? Che cosa è giusto fare in questi casi? SEGUE A PAGINA 16>>

QUANDO LA SEDUZIONE DEL MALE VIAGGIA ATTRAVERSO LA RETE di GINO DATO

nel Sud Italia SOLLAZZO A PAGINA 17>>

ALITALIA

Il ministro Calenda «Questa azienda è gestita male» SERVIZIO A PAGINA 14>>

F

igli che uccidono genitori. La galleria degli orrori si riapre nel 2017 con il duplice delitto di Pontelangorino nel Ferrarese. Particolari, modalità, moventi ci rituffano tra le scene e i particolari di altri delitti efferati nell’ Italia post anni ottanta. Cosa spinge questi giovani al sacrificio più efferato? La famiglia, nella relazione tra genitori e figli, così come in quella delle coppie, addensa oggi grumi spesso insolubili di emozioni e sentimenti e si conferma il luogo dove la caduta di ogni freno e l’esplodere delle passioni diventano incontrollabili. Che cosa è cambiato dai primi anni Ottanta? L’ARTICOLO A PAGINA 17>>


2 PRIMO PIANO

Venerdì 13 gennaio 2017

IL LAVORO CHE CAMBIA LA DECISIONE DELLA CONSULTA

LA LINEA Il ministro ha annunciato che il governo prepara un nuovo intervento per limitarne l'utilizzo «improprio» e «distorto»

Al via modifica dei voucher Poletti: non solo maquillage Camusso: sono una malattia, abolirli. Furlan: basta una legge di due righe Tra le ipotesi quella di abbassare il tetto attualmente fissato in 7mila euro annui per il lavoratore l ROMA. Parte la corsa sui voucher. Da un lato, il governo prepara un nuovo intervento per limitarne l’utilizzo «improprio» e «distorto», come ha più volte ripetuto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, sottolineando che comunque la riflessione va avanti da mesi e che non sarà una operazione di «maquillage per evitare il voto» sul referendum promosso dalla Cgil. Dall’altro, la stessa Cgil, dopo l’ok della Corte costituzionale al quesito (ammesso insieme a quello sugli appalti), comincia il pressing «quotidiano» perché venga definita la data in cui si andrà a votare. E sul merito conferma che non basteranno ritocchi, piccole modifiche: i voucher, come chiede il referendum, vanno aboliti. Sono «la malattia del Paese. Non possiamo aspettare che diventino un contagio insopportabile», dice il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ospite di un videoforum su Repubblica tv. Tra le ipotesi di modifiche, quella di abbassare il tetto attualmente fissato in 7mila euro annui per il lavoratore e innalzato dai precedenti 5mila euro con il Jobs act e quella di ridurre la validità del voucher, che oggi è di 12 mesi e di portarla a 6 mesi. Un’altra possibilità di intervento, al momento ancora teorica, è la riduzione dei settori in cui poter ricorrere ai buoni lavoro. Ma prima di concretizzare l’intervento normativo, viene confermato, si aspettano i risultati del monitoraggio che darà conto degli effetti della prima stretta già attuata dal governo ed entrata in vigore l’8 ottobre scorso (con il decreto correttivo del Jobs act si è introdotta la tracciabilità, con l’obbligo di comunicare, entro un’ora dall’inizio della prestazione, il luogo e l’ora e i dati anagrafici del lavoratore, e si sono portate le sanzioni fino a 2.400 per ogni caso). Comunque, afferma Poletti, «il governo non sta cercando di fare maquillage per evitare il voto, la riflessione la stiamo facendo da mesi». Camusso rilancia la posizione del sindacato e l’obiettivo del referendum: «Abbassare di un filo il tetto o cambiare un punto e virgola non è costruire un nuovo strumento ma è maquillage». I voucher, prosegue, hanno registrato «un’esplosione con il governo Renzi» e «stanno costruendo un esercito di precari». L’obiettivo è cancellarli e «avere una regolazione del lavoro occasionale che sia un rapporto di lavoro, una forma contrattuale». «La battaglia continua» e «non è ideologica», perché «il tema di una legge ingiusta e dei licenziamenti illegittimi che vanno contrastati rimane». E’ la linea ribadita dal segretario generale della Cgil, dopo il no della Consulta al quesito referendario sull'articolo 18. «Continueremo con la contrattazione, con il contenzioso giuridico» valutando anche il ricorso alla Corte europea contro una legge «ingiusta», appunto, ha rimarcato. «Non mi sento affatto sconfitta», ha insistito il leader della Cgil, perché intanto con i referendum sui voucher e sugli appalti «finalmente il Paese deciderà fino a dove si può schiavizzare il lavoro». A proposito del quesito sull'articolo 18 era «ovviamente complicato, partiva da un problema: prima Fornero e poi Renzi hanno disarticolato il licenziamento. L'asticella non era più quella nata dallo Statuto dei

lavoratori», ha detto Camusso, rispondendo sul fatto che puntava a ripristinare e ad estendere il reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamento disciplinare giudicato illegittimo anche in tutte le aziende sopra i 5 dipendenti (rispetto agli oltre 15 dipendenti dello Statuto). Camusso ha anche respinto «la teoria del complotto», secondo cui il quesito sarebbe stato formulato in questo modo proprio perché venisse respinto. «Siamo un Paese diviso tra quelli che narrano un Paese che non c'è e quelli che si immaginano sempre dietrologie, complotti. Tutto è più banale e realistico», ha affermato ancora ricordando che i referendum accompagnano la proposta di legge sulla Carta dei diritti universali del lavoro. Il referendum non serve, invece, secondo la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan: «Bisogna tornare all’origine dei voucher, quando davvero la legge Biagi - dice - li aveva individuati come strumenti del tutto eccezionali per lavori del tutto discontinui. Non serve un referendum, basterebbe una legge di due righe».

BUIA, PRESIDENTE DELL’ANCE

«Nell’edilizia sono distorsivi»

IL CONFRONTO Il ministro del Lavoro, Giulano Poletti. In alto, da sinistra, i segretari generali di Cgil, Susanna Cammusso e Cisl, Annamaria Furlan

CISL LA RICETTA DEL SEGRETARIO TERRITORIALE DI BARI

l ROMA. Lo strumento dei voucher «non è una necessità urgente del mondo delle costruzioni, abbiamo un modo di operare completamente diverso». A dirlo è Gabriele Buia, presidente dell’Ance, durante la presentazione dell’Osservatorio congiunturale dell’associazione aggiungendo «noi lavoriamo con sicurezza, accettare i voucher di 10 euro in un sistema che costa anche 27 euro l’ora vorrebbe dire portare distorsioni nel mercato, preferiamo parlare di buona occupazione e di politiche attive del lavoro». Il presidente dell’associazione dei costruttori ha poi sottolineato di parlare «solo per il mio settore, ma ho già detto che se questo strumento

CGIL L’ACCUSA DEL SEGRETARIO REGIONALE PUGLIESE DOPO LO STOP DELLA CONSULTA

Boccuzzi: sono meglio Gesmundo: sospetto i tavoli di contrattazione una sentenza politica l Giuseppe Boccuzzi è il segretario generale della Cisl Bari. La Cgil annuncia battaglia sull’art. 18. Voi? Le sentenze si rispettano. I temi, e sono tanti, che riguardano il lavoro è necessario affrontarli a tavoli di contrattazione con il governo, con incontri e confronti con le parti sociali. Sui voucher la Cisl sembra più «possibilista»? A patto che il loro utilizzo rientri nell’alveo originale voluto dalla legge Biagi. I voucher possono funzionare insomma solo per coprire quel mondo marginale e discontinuo del mercato del lavoro che sarebbe impossibile inquadrare contrattualmente in modo diverso. E nel merito ha ragione Annamaria Furlan: basterebbe una legge di poche righe e la volontà concreta del governo e del parlamento di affrontare la questione. Quindi buone intenzioni, male applicate? Con i voucher c’è stato un’assalto alla diligenza, con l’estensione soprattutto con la Fornero - a tutti i settori. E infatti s’è già cercato di correre ai ripari con la tracciabilità, ma non basta. Del resto paCISL Giuseppe Boccuzzi rallelemente cresce anche il lavoro nero con un +8% a livello nazionale e il +10% nelle province di Bari/Bat. È evidente che qualcosa non funziona. Tutta colpa dei «buoni lavoro»? I problemi del mondo dell’occupazione sono ampi. Il mercato si riprende con politiche diverse per far ricrescere le imprese. Si riferisce al costo del lavoro? L’esonero contributivo per il tempo determinato deve essere strutturalmente conveniente. Oppure ogni lotta al precariato sarà vana. A proposito, anche la Cisl - come ha detto il presidente Inps, Boeri - usa i voucher? I dati sono inconfutabili però l’interesse oggi deve essere quello di risolvere i problemi del lavoro, non di alimentare polemiche. Chi è a casa ha bisogno di risposte concrete. E penso alle politiche attive del jobs act che sono ancora ferme e che invece permetterebbero la riqualificazione di chi ha perso il lavoro. E poi, come detto, rendere strutturale il basso costo delle assunzioni a tempo indeterminato. Noi avevamo una buona legge, la 407 del 1990 e dopo vent’anni ce la siamo persa. La catastrofe italiana riguarda 7 milioni e mezzo di giovani tra i 15 e i 34 anni che sono disoccupati o inattivi. [rob. calp.]

l Pino Gesmundo è il segretario re- della Puglia dove c’è un forte scivolamento verso la precarizzazione, con una cifra gionale della Cgil Puglia. Il coordinatore nazionale di «Demo- complessiva di 5 milioni e mezzo di voucrazia lavoro» della Cgil, Nicolosi, cher venduti. Cosa c’è di idelogico nel ha parlato di sentenza politica. Con- combattere queste situazioni? La nostra è una battaglia che riguarda i diritti dei divide? Qualche legittimo sospetto viene. Anche lavoratori, giovani e meno giovani. Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, il parere dell’Avvocatura dello Stato che ha preceduto la Consulta è alquanto strano. Una sentenza diventa politica solo perché non accoglie le vostre richieste? Nel 2003 la Corte Costituzionale approvò un referendum sulle stesse richieste con in più l’estensione dell’art. 18 a tutti. Evidendemente a livello politico qualche equilibrio è cambiato ed per questo che ci ri- CGIL Il segretario regionale, Pino Gesmundo volgeremo alla corte ha detto che anche la Cgil ha fatto europea. largo uso di voucher. Come risponAnche Salvini parla di sentenza pode? litica. Imbarazzo? Noi stiamo al merito delle questioni. Se c’è Boeri dovrebbe occuparsi dell’Inps, mauna parte di cittadini e cittadine che con- gari ripristinando le relazioni sindacali. Gesmundo sui voucher usati dalla dividono queste nostre preoccupazioni Cgil che risponde? ben vengano. Poi su la maggiorparte delle altre questioni le distanze tra Cgil e Lega Sono numeri insignificanti che riguarrestano siderali. Ma nello specifico le ap- dano alcuni pensionati. La verità che propartenenze politiche non contano. I nostri prio a causa dei voucher oggi non ci sono strumenti per remunerare e garantire il referendum hanno finalità ben precise. lavoro occasionale. Ovvero? In vista di quel che resta del refeAffinché la nostra proposta di legge sulla rendum come vi muoverete? nuova Carta dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, che nonostante un mi- Speriamo di conoscere subito la data del lione di firme giace in parlamento, diventi voto. In Puglia la campagna referendaria è già partita ed è aperta al contributo di appunto legge dello Stato. Quindi non una battaglia ideologi- quanti condividono le nostre proposte. E il 16 febbraio a Taranto ci sarà Susanna ca? Assolutamente no. Prendiamo l’esempio Camusso. [rob. calp.]


PRIMO PIANO 3

Venerdì 13 gennaio 2017

LE NUOVE NORME Nell’anno è scattato lo scalino di quattro mesi in più per tutti, mentre per le donne gli scalini sono stati due

LE DIFFERENZE Diminuzioni meno consistenti si sono registrate per le invalidità (-15,98% a 43.423) e per quelle ai superstiti (-12,1% a 174.025)

Con l’aumento dell’età calano le nuove pensioni A quota -22% nel 2016. E all’Inps arriva il nuovo direttore generale non va bene per le costruzioni non è detto che non debba andare bene per altri settori industriali, credo anzi che per quelli diversi dal nostro possa anche assolutamente funzionare», ha conc luso Buia. E, secondo la coordinatrice di Confcommercio professioni Anna Rita Fioroni, facilitare la scelta del lavoro autonomo, in un contesto favorevole sotto il profilo fiscale, del welfare e burocratico» e, nel contempo, dare una spinta alla «competitività dei professionisti», mediante investimenti sulla loro «qualificazione professionale» sono i traguardi da raggiungere. Fioroni ne, ha parlato in audizione nella Commissione Lavoro della Camera, ha esaminato le norme del cosiddetto «Jobs act degli autonomi», sottolineando con rammarico il «mancato coinvolgimento delle professioni non organizzate in Ordini, o colleghi» nella norma del disegno di legge che assegna una delega al governo, affinché individui funzioni della pubblica amministrazione da devolvere agli esponenti delle varie categorie professionali, purché iscritti agli Ordini.

l ROMA. Calo significativo delle nuove pensioni liquidate dall’Inps nel 2016 soprattutto a causa dell’aumento dell’età pensionabile: nell’anno è scattato lo scalino di 4 mesi in più per tutti per l’accesso alla pensione, mentre per le donne gli scalini sono stati due con il passaggio complessivo per la vecchiaia da 63 anni e 9 mesi a 65 e 7 mesi. E’ il dato principale contenuto nel monitoraggio sui flussi di pensionamento dell’Inps, che oggi ‘ufficializzà il nuovo direttore generale, Gabriella Di Michele. Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha infatti «firmato oggi il decreto di nomina del direttore generale dell’Inps confermando la scelta, indicata dal presidente Boeri nel mese di dicembre, di affidare l’incarico» a Di Michele, che riceve gli auguri di buon lavoro dal presidente dell’istituto. Le pensioni liquidate nel complesso sono state 443.477, il 22,19% in meno rispetto alle 570.002 del 2015. Nel secondo semestre la tendenza si attenua rispetto al primo

La fotografia Nuove pensioni liquidate dall'Inps 162.815

Vecchiaia

Invalidità

157.522

43.423 Superstiti

Importo medio (euro)

Età media (anni)

643 631

65,5 65,1

1.929 1.864

60,5 60,0

765 774

52,9 52,6

657 638

74,6 74,3

987 987

66,5 65,8

-28,56%

112.529 51.684

2015

-30,28%

113.500 Anzianità o anticipate

2016

-15,98% 197.981

174.025

-12,1%

TOTALE

570.002 443.477

(quando il calo era del 34%) con l’accesso alla pensione di coloro che erano stati bloccati nei primi mesi. Per le donne quest’anno peraltro opera la salvaguardia per le nate nel 1952 che consente l’uscita a 64 anni e sette mesi se si hanno almeno 20 anni di contributi e 60 anni di età al

-22,19%

31 dicembre 2012. Nell’anno i requisiti per l’accesso alla pensione sono di 66 anni e sette mesi di età per la vecchiaia (65,7 per le donne dipendenti, 66 anni e 1 mese le lavoratrici autonome) e di 42 anni e 10 mesi di contributi per l’assegno anticipato (41 anni e 10 mesi per le

IL SINDACATO DOPO LE ACCUSE DI VIOLAZIONE SULLE TESSERE NEL 90% DELLE FEDERAZIONI. RIUNIONE A PORTE CHIUSE DEL COMITATO ESECUTIVO

Tensioni nella Cisl, categoria degli statali ormai ad un passo dal commissariamento l ROMA. Sale la tensione all’interno della Cisl, con la categoria degli statali ormai a un passo dal commissariamento. Ieri sera si è riunito il comitato esecutivo del sindacato guidato da Annamaria Furlan proprio per votare l’azzeramento dei vertici della categoria del pubblico impiego, la Fp, dopo l’esito di ispezioni che secondo l’organo centrale della segreteria confederale avrebbero rilevato tessere regolari solo in 7 federazioni territoriali su oltre 70 appartenenti alla categoria. Accuse che per il numero uno della federazione, Giovanni Faverin, corrispondono a «falsità», contro cui si riserva di agire «in ogni sede

competente». A suo sostegno sono arrivati nella Capitale oltre 150 dirigenti sindacali, che hanno protestato all’ingresso dell’esecutivo, che si è tenuto a porte chiuse. I rapporti di forza all’interno vedono prevalere le posizioni a favore del commissariamento, anche se ci sarebbe una minoranza che si oppone. Fonti ben informate dicono che le prime votazioni, sulle richieste sollevate dalla Fp per il rinvio dell’incontro e sulla illegittimità della convocazione d’urgenza, sarebbero finite 16 a 44. E tra quei 16, oltre alla federazione dei pubblici, ci sarebbero i metalmeccanici della Fim, le

categorie della scuola, dei trasporti e delle poste. A livello territoriale con Faverin sarebbero schierati i sindacalisti della Sicilia, del Friuli, del Molise e dell’Abruzzo. Guardando ai segretari confederali, la partita finisce 3 contro 8. E, come noto, all’interno della segreteria confederale, cuore del sindacato stesso, sono contrari al commissariamento Giuseppe Farina, Giovanni Luciano e Maurizio Bernava. Ed è stato proprio Bernava a lanciare nei giorni scorsi un duro attacco contro il dossieraggio. Il riferimento era rivolto anche al caso della Campania, dove la struttura territoriale della Cisl è stata

da poco commissariata. E adesso l’ex segretaria partenopea, Lina Lucci, è tra i sindacalisti in protesta. Insomma il clima si surriscalda in un momento delicato per il sindacato di via Po, visto che si sta per aprire la stagione congressuale, con Furlan che si ricandiderà a leader. In particolare stanno vivendo un fase calda i lavoratori del pubblico impiego, per i quali a breve dovrebbe sbloccarsi la contrattazione, dopo sette anni di blocco. Se dovesse saltare la poltrona di Faverin, la segreteria confederale avrebbe già pronto un commissario, si fa infatti da più parti il nome di Maurizio Petriccioli.

donne). Per gli assegni sociali (quelli erogati a chi è in una condizione economica disagiata) servono 65 anni e sette mesi. Per chi ha cominciato a versare dopo il primo gennaio 1996 e non ha maturato almeno 20 anni di contributi e un assegno superiore a 1,5 volte il trattamento dell’assegno sociale l’uscita è a 70 anni e 7 mesi. L’Inps segnala un calo annuale consistente per i flussi di pensionamento di vecchiaia con un -30,28% (da 162.815 nuovi assegni nel 2015 a 113.500 nel 2016) e di uscita anticipata con un -28,56% (da 157.522 a 112.529). Cali meno consistenti si sono registrati per le nuove pensioni di invalidità (-15,98% a 43.423) e per quelle ai superstiti (-12,1% a 174.025). Un calo significativo è stato registrato anche dai nuovi assegni sociali passati da 48.297 a 34.411 (-28,7%). Le pensioni liquidate nell’anno ai lavoratori dipendenti sono state 252.131 (-20,98%) mentre quelle ai coltivatori diretti sono state 28.882 (-21,5%). I nuovi assegni per gli artigiani sono stati 56.749 (-23,09%) mentre quelli per i commercianti sono stati 43.232 (-23,89%). In calo anche gli assegni ai parasubordinati (28.072) e i nuovi assegni sociali (34.411 con un -28,7%). L’importo medio mensile di pensione nel 2016 è stato di 987 euro, lo stesso del 2015. Il dato è molto diverso per le varie tipologie di pensione con 643 euro medi per la vecchiaia, 1.929 euro medi per la pensione anticipata, 765 euro medi per l’invalidità e 657 per i nuovi assegni ai superstiti. Per i lavoratori dipendenti le nuove pensioni in media valgono 1.221 euro mentre per i coltivatori diretti sono state in media di 615 euro. La pensione media degli artigiani in uscita nel 2016 è stata di 946 euro mentre per i commercianti è stata di 911 euro. La pensione per i parasubordinati usciti nel 2016 è stata in media di 192 euro al mese. I trattamenti di questi ultimi sono basati esclusivamente sul sistema contributivo e su versamenti fatti a partire dal 1996. (ANSA).

LE REAZIONI QUANTO ALL’ARTICOLO 18 L’EX SEGRETARIO PD TORNA A CHIEDERE «UN 17.5, MA LE SENTENZE VANNO RISPETTATE»

Bersani: «Sento delle bufale di Stato sui dati» Confcommercio chiede di facilitare il lavoro autonomo per fiscalità e burocrazia l ROMA. «Io cercherò di lavorare per una riforma che eviti o almeno sdrammatizzi il referendum, i voucher tornino alla logica originaria e va fermata la deriva mentre sento delle bufale di Stato sui dati». Così Pier Luigi Bersani chiede un intervento del governo. Quanto all’art.18, l’ex segretario torna a chiedere un «17,5»: «Quando difesi l’art.18 con Monti non lo feci per motivi ideologici ma sui licenziamenti collettivi e disciplinari un qualche argine bisogna metterlo. Con l’umiliazione del lavoro, l’eccesso di ricattibilità non possono ripartire né i consumi né gli investimenti ma non credo che il governo interverrà». Quanto all’accusa di Susanna Camusso di pressioni sul verdetto, Bersani la vede diversamente: «Le decisioni si rispettano». «Eventuali restrizioni nell’impiego dei voucher devono accompagnarsi con la liberalizzazione dei contratti intermittenti che possono

essere stipulati anche a tempo indeterminato. La legge Biagi infatti avviò la sperimentazione limitata dei buoni prepagati ma consentì contemporaneamente la possibilità di fare emergere i lavori occasionali periodici o ripetuti come i camerieri nei «picchi» della ristorazione attraverso il contratto a chiamata». Lo scrive Maurizio Sacconi, presidente della Commissione lavoro del Senato, nel blog dell’Associazione amici di Marco Biagi (www.amicimarcobiagi.com). «Con la legge Fornero questa tipologia è stata vincolata ad un contratto collettivo nazionale o alle fasce di età dei giovani e degli anziani o a un decreto del 1923 sui lavori dall’orario atipico. Una eventuale riforma legislativa potrebbe poi escludere i voucher in un settore particolarmente esposto come l’edilizia o limitarne l’uso sulla base di tetti aziendali. In ogni caso il legislatore dovrà operare in modo da consentire che ogni spezzone lavorativo di breve periodo

possa essere agevolmente regolato in modo da garantirne l’emersione», conclude Sacconi. «Facilitare la scelta del lavoro autonomo, in un contesto favorevole sotto il profilo fiscale, del welfare e burocratico» e, nel contempo, dare una spinta alla competitività dei professionisti, mediante investimenti sulla loro «qualificazione professionale». Sono i traguardi da raggiungere secondo la coordinatrice di Confcommercio professioni Anna Rita Fioroni che, parlando in audizione nella Commissione Lavoro della Camera, ha esaminato le norme del cosiddetto «Jobs act degli autonomi», sottolineando con rammarico il «mancato coinvolgimento delle professioni non organizzate in Ordini, o colleghi» nella norma del Disegno di legge che assegna una delega al Governo, affinché individui funzioni della Pubblica amministrazione da devolvere agli esponenti delle varie categorie professionali, purché iscritti agli Ordini.

EX SEGRETARIO PD Pier Luigi Bersani


Venerdì 13 gennaio 2017

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MALTEMPO LA NEVE E IL GELO CONCEDONO UNA TREGUA, MA LE FERITE DELLA BUFERA SONO ANCORA VISIBILI SU TUTTO IL TERRITORIO

IL CASO È LA 14ESIMA VETTURA IN FIAMME DA APRILE 2015

Nel centro storico di Potenza rubinetti a secco e caldaie in tilt

Auto incendiata nella notte a Marconia Disegno criminale o follia di un mitomane

Chiesto lo stato di calamità molti lucani senz’acqua Nel Materano strade impercorribili, cittadini prigionieri di cumuli di neve ormai pietrificati

FUOCO Ennesima auto in fiamme a Marconia. Infruttuose finora le indagini per individuare il responsabile. L’ultima vettura incendiata era di un carabiniere in pensione

l La Giunta regionale ha approvato la delibera con la quale si chiede alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, per il tramite del Dipartimento nazionale della Protezione civile, «la dichiarazione dello stato di emergenza per tutto il territorio lucano» colpita negli ultimi giorni da una forte ondata di maltempo. Il meteo ha concesso una tregua ma le ferite sono ancora aperte sul fronte dell’agricoltura. Restano strade impercorribili e cittadini prigionieri di cumuli di neve nel Materano. SERVIZI NELLE PAGINE II, III E IV>>

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l Il quattordicesimo episodio della serie. Nella notte tra mercoledì e giovedì qualcuno ha incendiato una «Opel Meriva» risultata essere di proprietà di un carabiniere in pensione, residente a Marconia. Da aprile del 2015 è un susseguirsi di auto in fiamme. Il fuoco, divampato in via Anzio, dove l’Opel era parcheggiata, hanno avvolto l’auto alle 2.30 circa. S’indaga per individuare il responsabile e trovare un punto di contatto con gli altri episodi analoghi.

ENTI LOCALI

IL BILANCIO DEL PRESIDENTE FRANCESCO MOLLICA

Pd pigliatutto alle Province Ecco i nuovi Consigli

Consiglio regionale bilancio di un anno di attività a partire dal nuovo Statuto

l Le liste del Pd hanno vinto in maniera netta le elezioni per il rinnovo dei Consigli provinciali di Potenza e Matera. Nel capoluogo lucano (dove il presidente Nicola Valluzzi resterà in carica per altri due anni) i dem hanno ottenuto nove seggi su 12, a Matera (presidente Francesco De Giacomo) cinque su dieci. Il primo degli eletti a Potenza è stato il socialista Rocco Guarino.

l L’attività di un anno del Consiglio regionale, con le principali leggi approvate - a cominciare dal nuvo Statuto, che era atteso da diversi lustri - e con la esplicitazione dell’attività di Commissioni e singoli consiglieri: da ciò che hanno prodotto, alle assenze ingiustificate. Nel 2016, ha assicurato il presidente del Consiglio, Franco Mollica, sono anche diminuiti i costi della politica nel Consiglio regionale della Basilicata.

SERVIZI A PAGINA VI>>

MIOLLA A PAGINA XI>>

GELO Ghiaccio pendente sulle grondaie delle case a Potenza [foto Tony Vece]

SERVIZI A PAGINA V>>

LA STORIA EMIGRANTE DI SUCCESSO A CASTELMEZZANO

IN GIRO CI SONO TROPPI USURAI RIMESSI IN LIBERTÀ IL GIORNO DOPO di DON MARCELLO COZZI PRESIDENTE FONDAZIONE INTERESSE UOMO

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INCONTRO La conferenza stampa di ieri del presidente Mollica

SANITÀ SI PROFILA UN RINVIO DELL’APERTURA DELL’IMPIANTO A POTENZA

Torna da imprenditore Radioterapia al San Carlo per portare lavoro in paese mancano ancora le autorizzazioni l Doveva essere inaugurato a gennaio. E invece la radioterapia al San Carlo resta in «stand by». La struttura è pronta e funzionante ed è stata affidata all'ospedale Niguarda di Milano con un contratto di fornitura sia delle attrezzature sia dei tecnici. Ma l’impianto non sarebbe ancora dotato delle necessarie autorizzazioni strutturali e il personale è ancora in formazione. Il governatore Pittella sta pressando per conoscere la data precisa dell'apertura del centro, ma al momento nessuno è in grado di indicarla. Non è ancora approdata al traguardo una storia cominciata nel 2009 con una raccolta di firme (oltre 43mila).

l Ha lasciato anni fa la «sua» Castelmezzano per trovare lavoro al nord. Oggi è un imprenditore di successo: ha fondato in Emilia la «Cablaggi Iosco», divenuta fiore all’occhiello dell’economia di Argenta (Ferrara). L’azienda è specializzata nella produzione, per conto terzi, di manifatture legate al settore delle telecomunicazioni. E' tornato nel suo paese dove vuole creare una filiale per dare lavoro ai compaesani.

AZIENDA Giambattista Iosco

MARTOCCIA A PAGINA IX>>

OSPEDALE Radioterapia

BRANCATI A PAGINA VII>>

uno dei reati più odiosi: perché specula sulle fatiche delle persone, perché approfitta della debolezza di chi è in difficoltà, perché a lungo andare calpesta la dignità delle vittime e le priva della libertà. Non ci abitueremo mai all’usura e non ci rassegneremo mai a notizie come questa che in queste ore ci dicono di questa organizzazione smantellata tra Puglia e Basilicata. Ci auspichiamo solo che alla solerzia, alla professionalità e all’attenzione delle forze dell’ordine – in questo caso degli uomini della Guardia di Finanza di Taranto – facciano il paio le autorità giudiziarie e le istituzioni politiche. In giro per l’Italia vediamo troppi usurai – mafiosi o non – rimessi in libertà il giorno dopo, troppi processi finire in una bolla di sapone, troppe vittime trattate da delinquenti, troppi intoppi burocratici a rendere praticamente vani i benefici previsti dalla legislazione antiusura, troppi istituti bancari scrollarsi delle proprie responsabilità soprattutto in tempi difficili e grigi come questi e chiudere rubinetti nel nome di un’austerity che si è trasformata solo in una gigantesca anticamera dell’usura. E vediamo tanta usura trasformata ormai in un enorme sistema che funge da ammortizzatore sociale. Un’operazione antiusura è autentica e restituisce libertà alle vittime solo se dopo aver assicurato alla giustizia i carnefici, reinserirà quelle imprese nell’economia legale e le riporterà alla vita. La prima parte è stata fatta, ora ci auguriamo che anche il resto del percorso porti gli stessi frutti positivi.


IV I BASILICATA PRIMO PIANO

EMERGENZA MALTEMPO LA CONTA DEI DANNI

Venerdì 13 gennaio 2017

PITTELLA «Servirà a far fronte ai pesanti danni alle attività produttive, alle infrastrutture e strutture pubbliche e private»

COMUNI Il provvedimento servirà anche ad aiutare quei comuni che hanno dovuto utilizzare risorse economiche straordinarie

Richiesto lo stato di emergenza La Giunta regionale ha approvato una delibera che riguarda tutto il territorio lucano GIOVANNA LAGUARDIA l Mentre la colonnina del mercurio lentamente si sta alzando, fino ad arrivare sopra lo zero dopo cinque giorni di gelo polare si inizia a fare la conta dei danni. Come annunciato nei giorni scorsi dal Presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, la Giunta regionale, nella seduta di ieri ha approvato la delibera con la quale si chiede alla Presidenza del Consiglio dei ministri, per il tramite del Dipartimento nazionale della Protezione civile, la dichiarazione dello stato di emergenza per tutto il territorio lucano. «La dichiarazione

dello stato di emergenza – afferma il presidente Pittella – servirà a far fronte ai pesanti danni provocati dalle recenti nevicate alle imprese agricole, alle attività produttive in generale, alle infrastrutture e strutture pubbliche e private, alle reti idriche ed elettriche e, come giustamente segnalato dall’Anci Basilicata, ad aiutare quei comuni che hanno dovuto utilizzare risorse economiche straordinarie mettendo a rischio i già precari equilibri di bilancio». Richieste in tal senso, oltre che dall’Anci, erano arrivare dal Comune di Muro Lucano, il cui sindaco,

Gerardo Mariani, aveva ipotizzato l’individuazione di un intervento normativo ad hoc «per il ristoro delle spese effettivamente sostenute» dai Comuni. Intanto, se l’emergenza nel potentino può dirsi conclusa, non così i disagi. Alcune strade, anche nella giornata di ieri, hanno avuto problemi di transitabilità, come la Forenza-Maschito. A Tito il gruppo consiliare de I Cristiano Popolari denuncia la mancata convocazione del piano di protezione civile ed i ritardi nell’attivazione del piano neve. A Potenza, con l’alzarsi delle temperature, il vero pericolo diventa la

caduta delle stalattiti di ghiaccio dai cornicioni. Molti gli interventi dei Vigili del Fuoco. Intanto a Terranova e Fardella oggi restano ancora chiuse le scuole a causa del maltempo. A San Severino Lucano, Chiaromonte e Viggianello resteranno chiuse anche domani. Interruzioni idriche per motivazioni legate al maltempo si sono verificate a Melfi (zona del castello e del centro storico), a Forenza, a Maschito, a Barile, a Filiano (contrade Luponio, Inforchia, Fontana Gualana, Latte, Don Ciccio e Tittarella), a Banzi.

POTENZA INTERVENTO DELL’ATER

IL DISGELO

Condominio a secco in via M. Egeo

POTENZA Con l’alzarsi delle temperature uno dei pericoli è costituito dalla caduta delle stalattiti di ghiaccio. Vigili del fuoco al lavoro per rimuoverle [foto Tony Vece]

ALESSANDRO BOCCIA l Gli effetti delle nevicate ed in particolare delle basse temperature di questi giorni hanno anche provocato disagi anche alle abitazioni di edilizia residenziale pubblica di proprietà dell’Ater di Potenza. È il caso di un fabbricato in via Mar Egeo dove abitano sei famiglie, interessato da problemi di erogazione idrica, per via della condotta interamente gelata. I tecnici dell’Ater unitamente a quelli di Acquedotto lucano che hanno autorizzato l’installazione di un rubinetto provvisorio in attesa di risolvere definitivamente il problema. «La sinergia con gli altri enti ha funzionato anche questa volta - ha evidenziato l’amministratore unico dell’Azienda territoriale di edilizia residenziale di Potenza, Domenico Esposito - siamo stati attenti a monitorare costantemente la situazione - e a gestire subito, grazie al valido supporto dei nostri tecnici unitamente a quelli di Acquedotto lucano, il caso forse più grave. Ad ogni modo se dovessero presentarsi emergenze anche in provincia siamo pronti ad intervenire». Particolare attenzione è rivolta da parte dell’Azienda al riscaldamento degli alloggi tenuto conto delle basse temperature specie notturne.

POTENZA LOVALLO (PD): «DIFFICOLTÀ PREVENTIVABILI NON AFFRONTATE NEL MIGLIORE DEI MODI». CARRETTA (PD): «PIANO NON ATTUATO PUNTUALMENTE»

Acqua: continuano i disagi Tante famiglie, dal centro storico alle contrade, con le caldaie bloccate l Per molte famiglie di Potenza e provincia l’emergenza maltempo dalla quale stiamo lentamente uscendo ha significato soprattutto emergenza acqua. E ogni giorno si scoprono nuovi danni apportati dal gelo alle tubature e ai contatori dell’acqua. Eclatante il caso delle contrade servite dall’impianto di sollevamento di Montocchio nei giorni scorsi. Ma, ancora ieri, alcune abitazioni del centro storico sono rimaste senz’acqua e, di conseguenza, senza riscaldamento, per le tubazioni congelate o scoppiate. Numerosi i cittadini che hanno

ATER Problemi idrici

denunciato il disagio alla Gazzetta. Insomma, dal centro storico, ai nuovi rioni (vedasi il caso del condominio di via Mar Egeo che trattiamo a parte), è un identico grido di dolore per i problemi legati al rifornimento idrico. Del resto le cifre che ha diffuso nella giornata di mercoledì Acquedotto lucano sui guasti dovuti al gelo sono da brividi: si parla di oltre 9500 contatori danneggiati dal gelo. Sui problemi delle contrade di Potenza è intervenuto anche il consigliere comunale del Pd Nicola Lovallo che denuncia: «È triste do-

ver constatare oggi, a emergenza conclamata, che non ci si sia mossi per tempo, per almeno fronteggiare, le difficoltà preventivate e preventivabili, nel migliore dei modi». Lovallo ricorda che «in alcune zone manca la fornitura idrica da una settimana e si tampona tale criticità attraverso il ricorso ad autobotti e serbatoi temporanei. Difficoltà che fanno sentire i propri effetti negativi anche nel mondo dell’agricoltura e per gli allevatori». Il consiglere comunale Giampaolo Carretta (Pd), dal canto suo denuncia «una non puntuale attuazione del Pia-

no neve, tanto che i marciapiedi e le zone adiacenti alla città sono ancora, per la maggior parte, ricoperti da neve o ghiaccio, rendendo pericoloso il transito pedonale. Nella maggior parte delle aree rurali non si sono pulite le arterie di collegamento e sono parzialmente isolate. È evidente che è stato un errore strategico eliminare la figura del direttore generale dell’azienda pubblica, affidandone l’intera gestione a un Consiglio di Amministrazione che sta dimostrando, in ogni occasione, i suoi evidenti limiti». [g.l]

CONTRADE La Ss 93 alle porte della città di Potenza. Le temperature salgono ma i disagi restano

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BASILICATA PRIMO PIANO I V

Venerdì 13 gennaio 2017

REGIONE BASILICATA BILANCIO PER L’ATTIVITÀ DEL 2016

LE PRINCIPALI LEGGI APPROVATE Egrib, Lab, accoglienza e integrazione dei rifugiati, nido familiare, fonti rinnovabili, bonifica e irrigazione, riordino della sanità

I conti del Consiglio regionale dallo Statuto alle altre leggi La Basilicata dinanzi alla sfida del lavoro (che manca) e dello spopolamento l L’approvazione dello Statuto della Regione Basilicata - che si attendeva da anni - è stato l’atto di maggiore rilevanza politica approvato nel 2016 dal Consiglio regionale della Basilicata, che si è riunito 34 volte, rimanendo in seduta per 136 ore totali. Sono alcuni dei dati emersi dall’incontro con i giornalisti del presidente dell’assemblea, Francesco Mollica, che ieri, a Potenza, ha illustrato l’attività svolta lo scorso anno dal Consiglio regionale, insieme a Gianni Rosa e Achille Spada, componenti dell’ufficio di presidenza. Mollica ha, tra l’altro, spiegato che l’elezione di un vicepresidente dell’assemblea «è un fatto politico: un confronto è in corso e la Giunta regionale deve trovare la soluzione». L’intervento di Mollica è stato preceduto da quelli del presidente dell’Ordine dei giornalisti, Mimmo Sammartino, e del vicepresidente dell’Associazione della stampa, Giuseppe Fiorellini. Fra i temi centrali evidenziati, quelli del lavoro, dello sviluppo, della cultura. Strumenti necessari anche per far crescere l’economia, per offrire un futuro alla regione e fermare lo spopolamento e l’emorragia di giovani che emigrano per cercare opportunità altrove. Il presidente Mollica ha voluto rimarcare un concetto: «il lavoro che manca è il maggior problema della Basilicata nel momento attuale, insieme alle conseguenze dello spopolamento». Il presidente dell’assemblea regionale ha ricordato anche le numerose leggi approvate, evidenziando soprattutto l’importanza di alcune di esse: l’istituzione dell’Egrib (rifiuti e acqua), Lab (lavoro e apprendimento), le norme in materia funeraria e cimiteriale, l’accoglienza per migranti e rifugiati, le «mamme di giorno» o nido fa-

miliare, riordino del servizio sanitario, bonifica, irrigazione e tutela del territorio, alcune riforme. Mollica ha poi ricordato le iniziative del Consiglio sui «programmi di cittadinanza attiva» con gli incontri tenuti nelle scuole e con le scuole (anche con la promozione della lettura dei quotidiani in classe). Ha quindi voluto rivolgere «un pensiero» ai Lucani nel

mondo («va costituita una Fondazione per la gestione del nostro patrimonio» disperso nei diversi continenti). Infine, è stato annunciato che il Consiglio «è impegnato a rivedere i regolamenti in conseguenza dell’approvazione dello Statuto, per permettere un ottimale funzionamento della Regione e dei suoi organi».

Il lavoro dei consiglieri e la classifica dei più assenti l Un anno di Consiglio regionale in cifre. Sono state 34 le sedute consiliari, per complessive 136 ore; 25 le riunioni dell’Ufficio di Presidenza che ha partorito 251 delibere; 25 le conferenze dei capigruppo e 190 le delibere del Consiglio. L’assemblea ha presentato 21 proposte di legge, di cui 4 approvate. Sul fronte leggi regionali, 33 quelle promulgate (di cui 29 disegni di legge della Giunta e 4 proposte di legge dei consiglieri regionali), 35 quelle approvate. Lo scorso 17 novembre è stato promulgato l’atteso Statuto regionale. Presentate 212 in-

terrogazioni (di esse, 66 hanno ricevuto risposta) e 84 mozioni (di cui 39 approvate) e 87 ordini del giorno. Presentati 77 atti amministrativi, di cui 39 approvati e 21 licenziati dalle Commissioni. Quanto all’attività dei consiglieri, in tema di interrogazioni, i più produttivi sono stati Gianni Leggieri (69), Gianni Rosa (53), Piero Lacorazza e Giovanni Perrino (con 26 ciascuno) e Giannino Romaniello (19). Sulle mozioni, primato di Gianni Leggieri (20), seguito da Giovanni Perrino (19), Giannino Romaniello (17) e Roberto Cifarelli (15). Negli

ordini del giorno, primeggiano Roberto Cifarelli (22), Carmine Miranda Castelgrande (17), Aurelio Pace (15), Gianni Leggieri (10). La maglia nera, per assenze non giustificate, spetta a Nicola Benedetto (31), seguito da Vito Giuzio (23), Antonio Pace (20), Paolo Galante e Paolo Castelluccio (entrambi con 18 assenze) e Gianni Rosa (17). Le quattro Commissioni consiliari hanno licenziato 69 atti (Seconda Commissione, in 51 sedute), 52 atti (Terza e Quarta Commissione, in 53 e 60 sedute), 22 atti (Prima Commissione, in 38 sedute).

REGIONE Il presidente Franco Mollica

Bilancio «Politica meno cara nell’anno 2016» «La politica, nel 2016, è stata un po’ meno costosa - ha affermato il presidente del Consiglio regionale, Franco Mollica, snocciolando i numeri: meno 3,75% (rispetto al 2015) nelle spese per indennità e rimborsi (diventate 3,59 milioni); meno 4,45% nelle spese per il personale dei gruppi consiliari (1,7 milioni); meno 1,71% per vitalizi e rimborso dei contributi versati (3,3 milioni). All’inizio dell’incontro, il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Basilicata, Mimmo Sammartino, ha evidenziato «il tema annoso del lavoro che manca e dello spopolamento della regione, elementi che devono essere messi al centro del dibattito accanto al ruolo cruciale, come volano di sviluppo, di Matera/Basilicata 2019», lanciando poi un «appello alla salvaguardia del patrimonio dell’informazione lucana». Il vicepresidente dell’Assostampa Basilicata, Giuseppe Fiorellini, ha invece ricordato «la necessaria opera di mediazione tra il web e le notizie» e la «necessità di approvare la legge regionale per l’editoria, che si è arenata in Consiglio».


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Rassegna stampa 13 1 2017