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02 dicembre 2016 a cura dell’ufficio comunicazione e stampa


Venerdì 2 dicembre 2016

TESTATA INDIPENDENTE CHE NON PERCEPISCE I CONTRIBUTI PUBBLICI PREVISTI DALLA LEGGE N° 250/90 La Gazzetta del Mezzogiorno A 1,30 Con Libro Istant English A 11,00 Con cd Lucio Battisti A 10,00

LA GAZZETTA

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Quotidiano fondato nel 1887

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PUGLIA RIVISTA L’IPOTESI GIÀ AVANZATA NEL 2013 DALL’ASSOSTAMPA

AL VIA LA «RIVOLUZIONE»

Una legge per l’editoria primi passi alla Regione

Potenza, le strisce blu svuotano il centro

Presentata una proposta dal centrosinistra previsti incentivi all’assunzione di giornalisti

Parcheggi a pagamento, esordio da... deserto SERVIZI IN GAZZETTA BASILICATA NELLE PAGINE IV E V>>

AUTO Via del Popolo [foto Tony Vece] SERVIZIO A PAGINA 8>>

REFERENDUM, -2 SCONTRO SEMPRE PIÙ ACCESO. SALVINI: SE VINCE IL NO SI VA A VOTARE. FICO: SARÀ FESTA SOTTO PALAZZO CHIGI

SANITÀ LA MAPPA DEGLI OSPEDALI DISEGNATA DA EMILIANO

Il premier: solo col Sì poltrone tagliate. Il comico: abuso di credulità Quesito, bocciato il secondo ricorso. «Stop a illazioni su voto estero»

Puglia, nel riordino tagliati 100 letti agli ospedali privati

Renzi-Grillo, ultimi fuochi QUELLE ACCUSE URLATE DELLA CAMPAGNA ELETTORALE

Cala la disoccupazione e il Pil si avvicina al +1% La crescita sembra superare le previsioni

di MICHELE COZZI

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ultimo a non resistere alla tentazione di Facebook è il presidente del Tribunale di Bologna, Francesco Caruso, che ha, legittimamente, criticato la riforma, lasciandosi sfuggire (ma ieri ha prontamente smentito) un riferimento alla Repubblica di Salò. È scoppiata la bufera politica e non solo. Con il comitato di presidenza del Csm che ha investito il pg di della Cassazione per una eventuale azione disciplinare. Ma è solo l’ultimo caso di una campagna referendaria che sta finalmente per finire. Perché i toni esagerati ed esacerbati di questi lungi mesi non si ascoltavano da anni. Tutti «armati». Tutti in campo a discettare di riforma e democrazia, improvvisandosi esperti di costituzionalismo. SEGUE A PAGINA 25>>

QUALITÀ DELLA VITA E NEBBIA IN VAL PADANA

CONTI PUBBLICI

ROMA La campagna per il No CALPISTA E ALTRI SERVIZI ALLE PAGINE 2 E 3 GUIDA AL VOTO ALLE PAGINE 4 E 5>>

l Cala la disoccupazione giovanile e il Pil torna ad avvicinarsi al +1%. Sono questi i dati resi noti dall’Istat. I giovani senza lavoro rappresentano il 36,4%, un dato in diminuzione, anche se in Europa soltanto Spagna e Grecia fanno registrare una performance peggiore. Le stime del governo, dice il presidente del Consiglio Matteo Renzi, «sono più basse della realtà». A trainare l’economia italiana sono gli investimenti, in accelerazione.

Nell’ospedale degli orrori altre 50 morti sospette SERVIZI A PAGINA 14>>

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l Smascherate tre frodi commerciali (un olio vergine sarebbe stato spacciato per extravergine) sotto gli occhi di tutti: nel cuore di Bari la Coldiretti utilizza una macchina (l’«oxytest») che consente di analizzare l’olio d’oliva in tempi brevi.

ualità della vita delle mie brame, chi è la più bella del reame? Puntuale come la tramontana d’inverno, ecco la prima classifica della serie fine anno. E inesorabile come un gol di Ronaldo, ecco tutte le province del Sud in zona retrocessione dopo quelle del Centro Nord. Con ulteriori margini di peggioramento nelle prossime classifiche, visto che nessun Paese al mondo ne spaccia quanto l’Italia. Ovvio che il Sud se ne vergogni. E così l’obiettivo di quest’arma di distrazione di massa è raggiunto. Gli accusatori sono stavolta l’università La Sapienza di Roma e il quotidiano Italia Oggi. Parametri considerati: ambiente, lavoro, criminalità, scuola, salute, tempo libero, disagio sociale. Prima Mantova, ultima Crotone.

MANGANO A PAGINA 10>>

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SERVIZI ALLE PAGINE 6 E 7>>

L’INQUIETANTE VICENDA DELL’ANESTESISTA E DELL’AMANTE

di LINO PATRUNO

TARANTO Il SS. Annunziata SCAGLIARINI A PAGINA 9>>

BARI C’È LA «MACCHINA DELLA VERITÀ»

Un test scopre l’olio taroccato

ROMA DEBUTTO IL 9 DICEMBRE TRASPORTI LE FAL: SIAMO GIÀ A POSTO

L’impegno civile di Moro raccontato in un’opera lirica SARONNO L’infermiera con il medico suo amante

LA SORPRESA COMMOSSO ANNUNCIO IN TELEVISIONE

Hollande gela la Francia «Rinuncio a candidarmi» SERVIZIO A PAGINA 21>>

l S’intitola Un’infinta primavera attendo e racconta la vita politica di Aldo Moro nella sua complessità, senza limitarsi al sequestro e alla morte dello statista pugliese. È l’opera lirica su libretto di Sandro Cappelletto e musica di Daniele Carnini che debutterà a Roma venerdì 9 al Teatro Olimpico per l’Accademia Filarmonica Romana, che l’ha commissionata in occasione del centenario della nascita di Moro. SERVIZIO A PAGINA 29>>

«Più sicurezza anche sulle linee isolate» Treni, il pressing del ministero

TRENI Un convoglio delle Fal SERVIZIO A PAGINA 11>>


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Venerdì 2 dicembre 2016

NUOVA COSTITUZIONE VERSO IL REFERENDUM

Si vota il 4 dicembre, dalle 7 alle 23 per approvare o bocciare la proposta Renzi-Boschi. Non serve il quorum

La riforma In cinquanta domande gli aspetti 1

Quando e perché si vota sulla riforma costituzionale? Si vota il 4 dicembre, dalle 7 alle 23 per approvare o bocciare con il referendum gli italiani andranno a votare al referendum per approvare o respingere la riforma Renzi-Boschi. È stata approvata tre volte da Camera e Senato (due volte con lo stesso testo) e ora sarà sottoposta alla volontà popolare, su richiesta di cittadini e parlamentari, come previsto dall’articolo 138 della Costituzione. Essendo un referendum confermativo non è previsto il quorum. Quindi il risultato sarà valido qualunque sia il livello di partecipazione alla consultazione referendaria. Il processo di revisione è incominciato in aprile del 2014. Possono votare i fuoriserie? Studenti universitari e lavoratori temporaneamente lontani da casa ma sul territorio italiano per votare debbono ritornare necessariamente nel comune di residenza utilizzando gli sconti previsti con i trasporto pubblico. Un espediente è farsi accreditare come rappresentante di lista. Quanti sono gli italiani all'estero che hanno diritto di voto ? All'ultima consultazione referendaria sulle trivellazioni di aprile erano 3.898.778. Gli iscritti all'Aire, l'anagrafe degli italiani residenti all'estero, riceveranno il plico elettorale a casa, come avviene per ogni tornata elettorale. Cosa c'è scritto sulla scheda referendaria? «Approvate il testo della legge costituzionale concernente disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte II della costituzione?». Quali sono i tratti salienti della riforma ? La riforma non tocca la prima parte della Costituzione, quella dei valori, e implica modifiche all’assetto delle istituzioni a partire dal superamento del bicameralismo perfetto e dalla riforma del titolo V, relativa ai rapporti tra Stato e Regioni. Le altre modifiche principali: il numero dei senatori, i loro compiti e il modo in cui sono eletti, l’attribuzione solo alla alla Camera il potere di votare la fiducia al governo, modalità nella procedura di elezione del presidente della Repubblica, l’eliminazione del riferimento alle Province, l’abolizione del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel), alcune modifiche nella modalità di presentazione delle leggi d’iniziativa popolare e dei referendum abrogativi. La riforma riguarda più di un terzo degli articoli della costituzione (47 su 135). Che significa bicameralismo perfetto? Con la Costituzione vigente ogni provvedimento deve passare all'esame di Camera e Senato. Per entrare in vigore il testo deve essere conforme, anche nelle virgole, dalle due Camere. Se si cambia una sola parola, il provvedimento ritorna all'altra Camera. Con la riforma come cambia questo meccanismo? Si differenziano i compiti tra Camera e Senato. L'assemblea di Montecitorio rafforza i poteri e funzioni che ha attualmente, il Senato diventa rappresentativa di Regioni e Comuni. Le due Camere, quindi, avranno funzioni diverse. Chi elegge la Camera e quali saranno le sue funzioni? Non cambia nulla rispetto alla Costituzione vigente: è eletta a suffragio universale da tutti i cittadini che abbiano compiuto 18 anni di età. Esprime il voto di fiducia al governo e si occupa di leggi di bilancio e di tutta l'attività legislativa. Si configura come l'unica

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Il referendum si avvicina, il Paese vive una lunga campagna elettorale, incominciata prima dell’estate e in comcomitanza delle amministrative, con il conseguente carico di polemiche, accuse e contraccuse, anatemi. Da una parte e dell’altra. Senza esclusione di colpi. In questo clima di guerra di religione, con i due eserciti in campo, la vittima sacrificale rischia proprio di essere l’oggetto della riforma. I contenuti, i cambiamenti, le modifiche sull’assetto complessivo dell’architettura dello Stato. Anche i sondaggi, al di là delle oscillazioni, indicano che la maggior parte dei cittadini, non per propria responsabilità, non conosce nei dettagli i punti più qualificanti della riforma. Al di là, del nucleo forte dell’elettorato che ha già stabilito da che parte stare, vi è una gran parte del Paese che avverte la necessità di saperne di più, prima di decidere. Per questo, per rispondere a questo scopo, che la Gazzetta ha presentato ai propri lettori una serie di approfondimenti sui nuclei centrali della riforma Renzi-Boschi. Nel modo più oggettivo possibile. Spiegando nel dettaglio cosa cambia rispetto alla Costituzione in vigore. Esponendo, punto su punto, le ragioni del fronte del «Sì» e quelle del fronte del «No». Camera con pieni poteri. Con la Costituzione in vigore deputati e senatori rappresentano la Nazione. Cambia qualcosa? Sì, solo i deputati rappresentano la Nazione. Da chi sarà composto il nuovo Senato? Attualmente i senatori sono 315. Con la riforma diventano 100. I Consigli regionali scelgono 95 senatori: 74 consiglieri regionali (almeno 2 per regione) e 21 sindaci (uno per regione escluso il Trentino che ne nominerà due). Questi senatori resteranno in carica per la durata del consiglio regionale che li ha eletti. Cinque senatori sono indicati dal Presidente Repubblica, ma non sono più senatori a vita. Non percepiranno una indennità. Il loro mandato durerà sette anni, quanto quello presidenziale. I senatori a vita che fanno parte attualmente del Senato (sono cinque) non saranno sostituiti. C'è un limite di età per diventare senatore? No, con la riforma anche un diciottenne può essere eletto al senato. Se oggi per essere eletti a Palazzo Madama serve un’età maggiore rispetto a Montecitorio (40 anni contro 25), con la riforma salta questa limitazione. Chi sceglie i senatori? Non sono più eletti direttamente dai cittadini, ma dai Consigli regionali «in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri in occasione del rinnovo dei medesimi organi». Cosa significa? Per i sostenitori della riforma i cittadini che con il voto di preferenza danno più voti a un candidato al posto di un altro, nei fatti lo indicano come senatore. I contrari nutrono dubbi su tale automatismo. Un Senato in continua evoluzione. Che significa ? Il meccanismo è legato allo svolgimento delle elezioni dei Consigli regionali. Quindi, in occasione della prima formazione del Senato, i componenti saranno nominati dai consigli regionali in carica. Poi la geografia del Senato cambierà per prendere atto del rinnovo dei Consigli regionali. La durata del mandato dei senatori coinciderà con quella dei consigli regionali che li hanno eletti. Quali i poteri dei nuovi senatori? Partecipano all’elezione del presidente

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della Repubblica, del consiglio superiore della magistratura (Csm) e dei giudici della corte costituzionale. I senatori avranno uno stipendio aggiuntivo ? No, perché percepiscono già l'indennità di consigliere regionale o di sindaco. Ma avranno diritto al rimborso spese. I senatori avranno l'immunità parlamentari come i deputati? Sì, anche per loro sarà necessario il sì dell’Aula per arresti, perquisizioni e intercettazioni. Si può indagare sui componenti del governo? Certo. Il presidente del Consiglio dei ministri ed i ministri, anche se cessati dalla carica, sono sottoposti per i reati commessi nell'esercizio delle sue funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione della Camera dei deputati, secondo le norme stabilite con legge costituzionale. È possibile per i senatori assentarsi dai lavori parlamentari per impegni in Regione o al Comune? No, perché i «membri del Parlamento hanno il dovere di partecipare alle sedute dell'Assemblea e ai lavori delle Commissioni». I senatori, nell'organizzazione di Palazzo Madama rappresentano il partito oppure il loro territorio? Si vedrà con il regolamento. Potranno

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Regioni e Comuni. Chi fa le leggi? Entrambe le Camere per le leggi costituzionali, le leggi sulla partecipazione dell’Italia alle politiche europee, quelle sull’elezione del Senato e ovviamente tutte quelle che hanno un riflesso su Regioni e enti locali. Per tutto il resto, la funzione legislativa spetta solo alla Camera. I disegni di legge e le proposte della Camera vengono inviate al Senato? Certo, il Senato può proporre modifiche se inviare entro dieci giorni e se proposte da un terzo dell'Assemblea. Comunque l'ultima parola, cioè la decisione, spetta alla Camera dei deputati. Con la riforma cambia il meccanismo di elezione del presidente della Repubblica? Sì. Non è più previsto l'istituto dei consiglieri regionali che a Costituzione vigente si uniscono alle due Camere per eleggere il presidente della Repubblica, poiché il Senato, che rappresenta già Regioni e Comuni, parteciperà con i suoi rappresentanti al seggio elettorale per l'elezione del presidente. Quanti voti occorrono per eleggere il presidente della Repubblica? La maggioranza dei due terzi dei parlamentari fino al quarto scrutinio, poi basteranno i tre quinti. Dal settimo scrutinio servirà la maggioranza dei tre quinti dei votanti. In caso di impedimento del Presidente della Repubblica chi assume temporaneamente le sue funzioni? Il presidente della Camera dei deputati. In caso di morte, impedimento o di dimissioni del presidente della Repubblica il presidente del Senato indice la elezione del nuovo presidente entro 15 giorni, salvo il maggior termine previsto se la Camera dei deputati è sciolta o manca meno di tre mesi alla sua cessazione. Il presidente della Repubblica può

esserci forme di aggregazione politiche, per partiti, o rappresentanza territoriale. Cosa cambia per i parlamentari eletti all'estero? La materia è oggetto dell'art.48. Con la modifica si stabilisce che è «istituita una circoscrizione Estero per l'elezione della Camera dei deputati». Non si contempla più la presenza dei senatori della circoscrizione estero (attualmente sono 6). Il motivo ? Perché il Senato diventa organo di rappresentanza di

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Il testo del quesito al centro di non poche Funzioni e poteri dell’Assemblea di Alcune funzioni tornano al centro per polemiche. Oltre 3 milioni gli italiani Palazzo Madama: chi e come saranno evitare il lungo contenzioso che nel corso all’estero che hanno diritto di voto nominati i nuovi senatori degli anni c’è stato tra governo e Regioni

punto per punto fondamentali: Senato, Regioni, costi e poltrone cepiva alcuni principi federalisti che all'epoca erano centrali nel dibattito politico. In pratica con la costituzione vigente si elencano le materie di competenza esclusiva dello Stato, quelle di competenza sia dello Stato sia delle Regioni, e si stabilisce che su tutte le materie non elencate la competenza spetta alle Regioni. E cosa è successo nel rapporto tra Stato e Regioni? Che sulla materia di competenza concorrente, cioè sia dello Stato sia delle Regioni, si sono aperti lunghissimi conteziosi finiti all'attenzione della Corte Costituzionale. Con il risultato di ingolfare i lavori della Corte e di bloccare l'attuazione di importanti decisioni. E con la riforma cosa cambia? Si ridefiniscono le competenze legislative di Stato e Regioni, si elimina la cosiddetta competenza concorrente, cioè della sovrapposizione di competenze tra Stato e Regioni. Cosa cambia per lo stipendio dei consiglieri regionali? La riforma pone il limite: deve essere uguale a quello del sindaco del capoluogo di Regione. Nelle disposizioni transitorie si stabilisce che «non possono essere corrisposti rimborsi o analoghi trasferimenti monetari recanti oneri a carico della finanza pubblica in favore dei gruppi politici presenti nei consigli regionali». . Cosa significa «clausola di supremazia»? Concretamente se il governo decide che una infrastruttura, stradale, ferroviaria o energetica, è di interesse nazionale, cioè riguarda tutto il Paese, le ragioni dello Stato prevalgono su quelle Regioni. Quali sono le materie di competenza esclusiva dello Stato? In sintesi: politica estera, rapporti con l'Unione europea, diritto d'asilo, immigrazione, rapporti tra la repubblica e confessioni religiose, sicurezza nazionale. Ancora: la produzione, il trasporto e la distribuzione nazionali dell’energia; le infrastrutture strategiche e le grandi reti di trasporto e di navigazione d’interesse nazionale, i porti e gli aeroporti civili di interesse nazionale e internazionale; il commercio con l’estero; tutela della

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I testi sono di Michele Cozzi

sciogliere le due Camere? No, può sciogliere, sentito il suo presidente, solo la Camera. La Corte Costituzionale è un organo di garanzia. Cambia qualcosa? Alle funzioni che ha attualmente (legittimità costituzionale delle leggi, conflitti di attribuzione, atti di accusa contro il presidente della Repubblica) si aggiunge una nuova, con l'art. 73: il giudizio preventivo sulle leggi elettorali per l'elezione di deputati e senatori se richiesto da almeno un quarto dei componenti della Camera e da almeno un terzo dei componenti del Senato. Cambiano le modalità di nomina dei suoi componenti. Attualmente è composta da 15 giudici: un terzo, cioè 5, nominati dal presidente della Repubblica, un terzo dalle due Camere, riunite in seduta comune, un terzo dalle magistrature ordinarie e amministrative. Con la riforma la parte relativa al Parlamento: tre eletti dalla Camera e due dal Senato. Con la riforma il presidente del Consiglio assume più poteri rispetto alla Costituzione vigente? No, perché gli articoli 92 e 93 della Costituzione, relativi al Consiglio dei ministri,non subiscono variazioni con la riforma. Chi vota la fiducia al governo? Con la Costituzione vigente la Camera e il Senato. Con la riforma solo la Camera dei deputati. Si può sfiduciare il governo ? Certo, va presentata una mozione di sfiducia firmata da almeno un decimo dei componenti della Camera dei deputati e non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione. La riforma aumenta o diminuisce il ricorso ai decreti legge da parte del governo ? Limita il ricorso ai decreti-legge. La riforma prevede che il Governo chieda alla Camera di deliberare entro settanta giorni

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su un progetto ritenuto «essenziale per l’attuazione del programma di governo». La certezza dei tempi limita la facoltà del governo di far ricorso al decreto legge che sono ammessi solo in «casi straordinari di necessità e di urgenza». La nuova Costituzione introduce qualche novità nei rapporti tra politica e magistratura? No, il titolo IV non è interessato alla revisione costituzionale. Cambiano e in che modo i rapporti tra Stato e Regioni? È una delle parti essenziali della riforma. Il titolo V all'art. 114 della Costituzione vigente stabilisce che «la Repubblica è costituita dai Comuni, Province, città metropolitane, Regioni e dallo Stato». Ma le Province non sono state abolite? Certo, infatti nella formulazione del nuovo articolo 114 salta il riferimento alle Province. Era necessario cambiare quest'articolo della Costituzione per porre definitivamente fine alle Province. Ma le funzioni delle Province che fine fanno? Le città metropolitane prendono di fatto il posto delle Province, le cui funzioni sono state distribuite tra Comuni, Regioni e Città metropolitane. Le giunte delle città metropolitane non saranno più elette dai cittadini. Il sindaco delle città metropolitane coincide con il sindaco del comune capoluogo. Ma perché si è ritenuto necessario ridefinire i rapporti tra Stato e Regioni ? Nel 2001 la riforma del Titolo V re-

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regionale e mobilita al suo interno, di dotazione infrastrutturale, di programmazione e organizzazione dei servizi sanitari e sociali, di promozione dello sviluppo economico locale e organizzazione in ambito regionale dei servizi alle imprese e della formazione professionale; salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche, in materia di servizi scolastici, di promozione del diritto allo studio, anche universitario; in materia di disciplina, per quanto di interesse regionale, delle attivita culturali, della promozione dei beni ambientali, culturali e paesaggistici, di valorizzazione e organizzazione regionale del turismo, di rego- lazione, sulla base di apposite intese concluse in ambito regionale, delle relazioni nanziarie tra gli enti territoriali della Regione per il rispetto degli obiettivi programmatici regionali e locali di nanza pubblica, nonche in ogni materia non espressamente riservata alla competenza esclusiva dello Stato. E che succede per le Regioni a statuto speciale ? Resta in vigore l'art. 116 della costituzione vigente. Il Friuli Venezia Giulia, la Sardegna, la Sicilia, il Trentino Alto Adige, la Valle D'Aosta «dispongono di forme e condizioni particolari di autonomia, secondo i rispettivi statuti speciali adottati con legge costituzionale». Con il comma successivo vengono conferiti «ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia». Cos’è il Cnel e perché viene abolito? Il Consiglio nazionale dell’economia e ha il compito di fornire pareri su questi temi del lavoro e del sviluppo e può avanzate proposte di legge. È uno degli «organi di rilievo costituzionale», contemplati dalla Costituzione. Con la riforma viene soppresso. I costi - dice il legislatore - sono eccessivi e non più giustificabili. Nella riforma si fa riferimento alla legge elettorale ? No, perché l'Italicum, che regola l'elezione dei componenti della Camera, in vigore dal luglio 2016, è una legge ordinaria, non costituzionale. Con quale legge elettorale si voterebbe alle prossime elezioni politiche se la riforma è approvata ? Se al referendum vince il sì alle prossime elezioni si vota con l'Italicum, che è entrata in vigore nel luglio del 2016, ma la legge potrebbe essere ritoccata. Se invece la riforma dovesse essere bocciata ? Se invece passa il no al referendum costituzional, se vincesse il no, si voterebbe con l’Italicum per la Camere e con la legge elettorale Consultellum, la legge elettorale proporzionale dopo la sentenza della corte costituzionale che ha abrogato alcune parti del Porcellum al Senato. e. Cambia qualcosa per il quorum dei referendum ? Resta sempre il 50% più uno degli aventi diritto. Però se i cittadini che propongono la consultazione presentano 800mila firme, invece di 500mila, il quorum sarà ridotto: sarà sufficiente il voto del 50 per cento più uno dei votanti alle ultime elezioni politiche, non il 50 per cento più uno degli aventi diritto. E per le leggi di iniziativa popolare? Non saranno più sufficienti 50mila firme, ma ne serviranno 150mila. Cambiano i meccanismi di revisione della Costituzione? No, l’art. 138 della Costituzione vigente non subisce cambiamenti. L’art. 139, che non cambia, stabilisce che la forma repubbicana non può essere oggetto di revisione costituzionale.

salute, politiche sociali, la sicurezza alimentare e il turismo; la tutela e sicurezza sul lavoro, le politiche attive del lavoro, l’ambiente e l’ecosistema; protezione civile; tecnologie digitali nell’amministrazione statale, regionale e locale; finanza pubblica e del sistema tributario; l’adozione delle norme sui procedimenti amministrativi per assicurarne l’uniformità sul territorio nazionale; tutela e valorizzazioni de beni culturali e paesaggistici. E alle Regioni quali poteri conferisce la riforma ? Spetta alle Regioni la potesta legislativa in materia di rappresentanza stiche, di pianificazione del territorio

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LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO - Quotidiano fondato nel 1887

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LA GAZZETTA DI POTENZA - LA GAZZETTA DI MATERA Redazione Potenza: piazza Mario Pagano, 18 - Tel. 0971/418511 - Fax: 080/5502360 - Email: redazione.potenza@gazzettamezzogiorno.it Redazione Matera: via Cappelluti, 4/b - Tel. 080/5470651-652 - Fax: 080/5502350 - Email: redazione.matera@gazzettamezzogiorno.it Pubblicità-Mediterranea S.p.a. Potenza e Matera: piazza Mario Pagano, 18 - Tel. 080/5485395 - Fax: 0971/274883 Necrologie: www.gazzettanecrologie.it - Gazzetta Affari: 800.659.659 - www.gazzettaffari.com

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MIGRANTI SIT DAVANTI ALLA PREFETTURA DI MATERA DEGLI OSPITI DELL’ALBERGO «OLD WEST» DI FERRANDINA SCALO. «SIAMO ABBANDONATI A NOI STESSI, SENZA FUTURO E SENZA OBIETTIVI»

Ma questa non è accoglienza A Tito chiudono due centri per questioni igeniche. Protesta a Chiaromonte l Il sistema di accoglienza, in Basilicata, scricchiola ogni giorno di più. Una quarantina di migranti ospitati nell’albergo «Old West» di Ferrandina si sono recati ieri mattina davanti alla prefettura di Matera per segnalare la loro condizione: niente corso di lingua italiana da più di un anno, pasti a volte non all’altezza della situazione, lontananza dai centri abitati, ozio per tutta la giornata e tempi lunghissimi per il riconoscimento dello status. Una delegazione è stata ricevuta dal prefetto che ha assicurato l’impegno personale per cercare di risolvere un problema che, in realtà, non è solo delle persone ospitate in Val Basento. Intanto a Tito scalo e a Tito sono stati chiusi due centri di accoglienza per questioni igieniche. Il trasferimento degli ospiti è avvenuto non senza polemiche. MIOLLA E SERVIZI A PAGINA II>>

OLTRE 500 POSTI DI LAVORO DAL SISTEMA MIGRANTI Botte in carcere PER NOI L’ACCOGLIENZA tra comandante È UN’OPPORTUNITÀ MATERA

e funzionaria

l Alta tensione nel carcere di Matera. Zuffa tra il comandante di reparto e la funzionaria del Ntp (Nucleo traduzione e piantonamento), per la gestione del personale. La funzionaria ha dovuto ricorrere con urgenza al Pronto soccorso dell'ospedale dove è stata ritenuta guaribile in cinque giorni. L’Ugl denuncia: è anarchia. SERVIZIO A PAGINA IX>>

PRESIDIO I migranti da Ferrandina a Matera per chiedere aiuto [foto A. Genovese]

POTENZA: PRIMO GIORNO DELLE STRISCE BLU E DELLO «STREET CONTROL»

Il centro storico si svuota altro che «turn over» di auto i potentini stanno alla larga l L’esordio dei parcheggi a pagamento a Potenza e dello «Street control». Novità per gli automobilisti del capoluogo lucano, spaventati dalle strisce blu al punto da disertare il centro storico dove, nella zona più centrale, si paga 1,50 euro all’ora. Tutti orientati verso via Acerenza e piazza Crispi, mentre in piazza Zara di auto neppure l’ombra. Trenta i parcometri installati nelle aree di sosta a pagamento (con l’impegno a breve di aumentarne il numero) che hanno dato filo da torcere a quei diligenti automobilisti che hanno fatto da cavia: i parcometri funzionano con gli spicci, sì ma contati perché non danno resto. E poi la segnaletica, quella vecchia, non ancora sostituita con la nuova. Un po’ di caos, certo, come tutte le novità che devono essere assimilate, perché la sosta a pagamento divide: facendo un giro per la città abbiamo trovato persone che sono assolutamente in disaccordo con la scelta dell’amministrazione comunale di disciplinare le aree di sosta a pagamento e persone che pensano che questo nuovo regolamento sia addirittura una benedizione per la città.

SOSTA Parcheggi a pagamento quasi tutti vuoti in centro [foto Tony Vece]

BERNALDA

REGIONE

Azienda agricola Il Cipe sblocca evade al fisco 341 milioni di euro circa 2 milioni di euro per strade e dighe SERVIZIO A PAGINA XI>>

PINTO E BRANCATI NELLE PAGINE IV E V>>

FERROVIE L’11 L’ESORDIO. IL NUOVO ORARIO PRONTO MARTEDÌ

Dal 7 dicembre si può prenotare il Frecciarossa

INCISO A PAGINA VII>>

MARATEA

POTENZA

Fiamme ex Pamafi indagini in corso sull’origine dolosa

L’Ospedale S. Carlo attiva la vasca per il parto in acqua

PERCIANTE A PAGINA VIII>>

SERVIZIO A PAGINA VI>>

ALTA VELOCITÀ Il frecciarossa arriva in Basilicata [foto T. Vece] IERACE A PAGINA III>>

di MARCELLO PITTELLA

PRESIDENTE REGIONE BASILICATA

S

econdo l'ultimo rapporto dell'Unhcr i rifugiati, i richiedenti asilo, gli apolidi per causa di forza maggiore sono nel 2015 oltre 65 milioni. Ogni 113 abitanti della terra, uno è diventato un profugo, e di questi circa la metà sono bambini. Solo nel 2016 oltre 3.900 persone hanno perso la vita tentando di attraversare il Mediterraneo. In Basilicata, il governo regionale considera l’accoglienza un’opportunità. Perché contribuisce a sviluppare l’occupazione per i giovani lucani qualificati, incrementa le deboli economie di piccoli comuni con risorse che vengono spese all’interno delle comunità locali e perché contribuisce a garantire le soglie demografiche minime per alcuni servizi che sono a rischio nelle aree interne. All’inizio della nuova legislatura, il governo regionale ha deciso di cambiar passo ampliando ancor più il proprio impegno. In 51 dei 131 comuni lucani, sono infatti attivi uno o più progetti di accoglienza rivolti a circa 2.800 rifugiati e richiedenti asilo, tra cui oltre 200 minori non accompagnati. Ma il dato più significativo è che questa accoglienza, gestita in una logica win-win, ha generato circa 500 posti di lavoro per i giovani lucani. Negli ultimi anni abbiamo poi attivato una serie di interventi particolarmente significativi, a partire dall’approvazione di una legge regionale per l’accoglienza dei migranti e dei lavoratori stagionali con l’istituzione di una apposita Task force e di un organismo di coordinamento ad hoc. In più sono stati predisposti due ulteriori accordi inter-istituzionali su base regionale per favorire il coinvolgimento degli enti locali e definire soglie di accoglienza proporzionate alla demografia dei nostri centri urbani, nella consapevolezza che la disperazione non ha bisogno di un permesso di soggiorno per varcare un confine.


POTENZA CITTÀ I VII

Venerdì 2 dicembre 2016

INFRASTRUTTURE

GLI STANZIAMENTI IN ARRIVO

PROGRAMMA I fondi legati al Piano operativo Fsc 2014-2020 del Ministero delle Infrastrutture. I dettagli dei lavori

AREA SUD E AREA NORD Dalla diga di Monte Cotugno alla Basentana, al raccordo autostradale che va in direzione Sicignano degli alburni Trasporto su gomma Atti vandalici: solidarietà di Benedetto

DIGHE L’invaso del Senisese è tra i progetti che sono stati finanziati dal Cipe nell’ambito dei progetti per la Basilicata

L’assessore regionale Nicola Benedetto esprime solidarietà ai titolari di imprese di trasporto su gomma che hanno subito danni per atti vandalici compiuti contro gli automezzi aziendali. «In una fase di grande difficoltà per le imprese del settore del trasporto pubblico locale determinate da vari fattori, i fatti accaduti – afferma l’assessore – finiscono per acuire una situazione che invece ha bisogno innanzitutto di ritrovare le condizioni per una proficua concertazione tra tutti i soggetti interessati. Come abbiamo fatto per la discussione e il confronto che hanno accompagnato il nuovo Piano regionale trasporti, confermando una condivisa volontà di cambiamento, proseguiremo nel nuovo metodo partecipativo per arrivare ad un sistema di mobilità decisamente più efficiente. Sono certo che il Prt, accompagnato dai futuri piani di bacino, finalmente in dirittura d’arrivo, creerà le condizioni di maggiore serenità e tranquillità tra i titolari di imprese specie in riferimento al trasferimento delle risorse finanziarie che saranno definite con precisione nei contratti di servizio. Per noi – dice ancora l’assessore - la tutela delle imprese di settore alle prese con margini sempre più ridotti di guadagno e la salvaguardia dell’occupazione diretta restano priorità assolute»-

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Un fiume di soldi per strade e dighe Il Cipe sblocca oltre 341 milioni di euro. Tra i progetti previsti la Murgia - Pollino ANTONELLA INCISO l Migliorare la rete stradale e infrastrutturale. È un piano sostanzioso di investimenti quello che il Ministro delle infrastrutture ha sbloccato per la Basilicata. Un programma di ben 341 milioni e 15mila euro destinati alla sistemazione delle strade e delle infrastrutture lucane. Tanti soldi per progetti attesi da tempo, da finanziare nell’ambito del Piano operativo Fsc 2014-2020. Il programma complessivo per ben 11 miliardi e 500 milioni di opere pubbliche è stato approvato ieri nella seduta del Cipe. Con la soddisfazione del Ministero delle Infrastrutture, e dello stesso ministro Delrio, che lo ha definito «robusto» e tanto importante perché ha l’obiettivo di «migliorare la rete

stradale e ferroviaria». Per la Basilicata una fetta importante di interventi, ma concentrati su parte delle direttrici strategiche del territorio lucano. Tredici, in particolare, da attuare : quattro riguardano le strade e nove le dighe. Per quanto riguarda le strade, l’intervento di maggior rilievo è il completamento della riqualificazione del raccordo autostradale Potenza - Sicignano degli Alburni e della Basentana, con una spesa di 150 milioni di euro, mentre altri 67 milioni sono destinati al collegamento mediano Murgia - Pollino Matera - Ferrandina - Pisticci. Insomma, lavori attesi da decenni, infrastrutture che per molto tempo sono state croce e delizia dei lucani. Ma non solo, perché altri programmi ri-

STRADE Tra i progetti di manutenzione quelli legati alla principale direttrice della regione, la Basentana

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guarderanno le dighe. In questo caso, però, gli interventi sono destinati per lo più alla manutenzione: la somma più rilevante (cinque milioni di euro) andrà, ad esempio, alla

diga di Monte Cotugno, il più grande invaso su terraferma realizzato in Europa. Una infrastruttura strategica per la Basilicata ma anche per le altre regioni del Sud.

Psr, impiegati 281 milioni I dati illustrati durante il Comitato di sorveglianza l Rispetto a una dotazione del Psr Feasr Basilicata 2014-2020 pari a circa 680 milioni di euro, di cui 411,5 dal Fondo Europeo Agricolo Regionale, «da maggio a oggi sono stati impegnati 281,1 milioni, pari al 41,4 per cento delle risorse programmate» e il «livello dei pagamenti erogati per i bandi della nuova programmazione corrisponde a 34 milioni di euro, ovvero al 13 per cento dell’impegnato e al 5 per cento della dotazione finanziaria del programma». I dati sono stati illustrati dall’Autorità di gestione del Psr Feasr Basilicata 2014-2020, Rocco Vittorio Restaino, nel corso della seconda riunione del Comitato di Sorveglianza. Restaino, secondo quanto reso noto dall’ufficio stampa della giunta regionale, ha inoltre spiegato che «il primo target di spesa Feasr del Psr Basilicata 2014-2020» prevede «un importo di spesa pari a 87,6 milioni di euro». «Il cambiamento - ha evidenziato l’assessore regionale all’agricoltura, Luca Braia - è in corso ed è visibile. Non c'è più spazio per l’improvvisazione e la sperimentazione. Stiamo provando ad essere incisivi, cambiando alcune abitudini del passato in una logica di efficacia e in una logica di sviluppo»

REFERENDUM LE RAGIONI DEI NO ILLUSTRATE DAL CONSIGLIERE REGIONALE LACORAZZA E DA PURTUSIELLO REFERENDUM LE RAGIONI DEL SÌ ILLUSTRATE DAL CONSIGLIERE REGIONALE DEL PD, VITO GIUZIO

«Con la riforma, cittadini di serie A e di serie B» l «I costi della politica ed il numero dei politici si possono ridurre con un decreto. La Costituzione è per sempre e per un pugno di euro la Basilicata non si tocca. Questa è la ragione del nostro no». Difende le ragioni del no il consigliere regionale dem, Piero Lacorazza. E con la responsabile del Comitato «Io scelgo No», Vittoria Purtusiello, nella conferenza stampa di chiusura della campagna elettorale, snocciola i motivi a sostegno della sua tesi. «In questi giorni sono tante le sciocchezze circolate - sostiene Lacorazza- non è vero che il petrolio è e resterà nella gestione delle Regioni, non è vero che il governo del territorio è e rimarrà nelle competenze delle Regioni. Bisogna avere il coraggio di dire che questa è una riforma che accentra i poteri: sulla materia energetica deciderà lo Stato e quindi bisognerà mettere in condizione i cittadini di scegliere sì o no». Il consigliere, poi, si sofferma sulla diversità di prospettive che ci sarà con la riforma, sempre in materia energe-

NO La conferenza stampa del consigliere regionale del Pd, Piero Lacorazza, e di Vittoria Purtusiello sulle ragioni del no

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tica, tra la Basilicata e le altre Regioni. «Ci sono figli e figliastri, cittadini di serie A e cittadini di serie B - evidenzia ancora - perché le trivelle valgono in un modo in Sicilia ed in un altro in Basilicata». Ed anche in materia fiscale ci saranno differenze: «ci sono cittadini di serie A, quelli delle regioni a Statuto speciale, cittadini di serie B, quelli delle regioni ordinarie, e cittadini di serie C che sono quelli del Sud che non hanno capacità fiscale». Il consigliere dem, infine,

commenta come «l’articolo 38 dello Sblocca Italia abbia rappresentato la più grande violenza alla dignità del popolo lucano» e che ancora oggi è il caso di dire che «per un pugno di euro non si tocca la Basilicata». «Bisogna avere il coraggio di dire la verità su questa riforma: si va verso una centralizzazione dei poteri - ribadisce anche Purtusiello - e che quindi le decisioni su una materia come l’energia e il petrolio saranno in capo alle Stato». [a.i.]

«Dopo 34 anni di attesa si passa dalle parole ai fatti» l Votare sì «perché possiamo passare dalle parole ai fatti dopo 34 anni di tentativi - fatti da parte di Bozzi, De Mita, D’Alema e Berlusconi - che confermano come da tempo vi fosse la necessità condivisa da ogni schieramento di mettere mano solo alla macchina amministrativa». È prima ad Acerenza e poi a Potenza, per un incontro con i giovani, che il consigliere regionale Vito Giuzio spiega le ragioni del Sì. A poche ore dalla chiusura della campagna referendaria è lui, componente del gruppo «Ottimisti e razionali», a sottolineare perché occorre sostenere la riforma votando sì. «La legge di riforma è stata approvata. Non sarebbe stato necessario neanche il referendum - evidenzia - perché è stata approvata, dai due rami del Parlamento a maggioranza assoluta. Oggi si tratta semplicemente di rendere possibile ciò che da trentaquattro anni è stato vano». Per Giuzio «dicendo sì c’è l’opportunità storica di applicare una legge che può revisione la macchina dello Stato non i principi fondamentali della Costituzione». A detta del consigliere regionale, poi, non ci devono essere timori neanche sul fronte petrolifero. «È una paura ancestrale quella della vicenda petrolio che riguarda tutti me compreso - evidenzia - però, è una paura strumentalizzata ad arte perché fa presa ed attiene a vicende recenti. Colpisce certo,

SÌ Il consigliere regionale Vito Giuzio (Pd) ma rispetto alla riforma del Titolo V non fa altro che affermare il principio che in materia energetica ci sia una visione e l’interesse dello Stato. In ogni caso voglio ricordare cosa prescrive l’articolo 138 dello Sblocca Italia: obbliga all’intesa lo Stato e la Regione. La recente pronuncia della Corte costituzionale rispetto ai quattro articoli della legge Madia, prescrive l’obbligatorietà addirittura in sede legislativa a prevedere l’intese con le Regioni». «Quindi, contano i rapporti istituzionali e politici tra territori e governo centrale» conclude il consigliere regionale renziano. [a.i.]


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Rassegna stampa 02 12 2016