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impronte Provincia di Chieti

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FAMIGLIA, SOCIETÀ E GIOVENTÙ

Il sacro mese del Ramadan

FORMAZIONE E ISTRUZIONE

Melting pot senza condizioni

IMPRESA E LAVORO Il “pianeta degli immigrati”

PAGINE RTO DI INSE LE SPECIA ILE ESTRAIB

STAMPATO SU CARTA FSC

Campagna di valorizzazione delle seconde generazioni di immigrati presenti nel territorio della Provincia di Chieti. Progetto Arca-Immigrati in Onda, promosso dalla Provincia di Chieti e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con il fondo per l’inclusione sociale degli immigrati - Annualità 2007

Una produzione:

ANNO 1 - NUMERO 4 - PUBBLICAZIONE REGISTRATA AL TRIBUNALE DI CHIETI IL 26 AGOSTO 2010 CON IL N. 6


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contenuti della rivista Il sacro mese del Ramadan Il Ramadan non è un semplice digiuno alimentare ma è anche un modo per purificarsi fisicamente e spiritualmente. Il corpo umano viene abituato per un mese all’assenza di cibo e di bevande. La mente e lo spirito vengono alleggeriti. Scopriamo come viene vissuto qui attraverso la testimonianza di una donna musulmana.

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Melting pot senza condizioni Il processo di integrazione degli stranieri passa anche per le scuole, dove giovani italiani e immigrati crescono e si formano insieme. A volte la “fusione” non crea problemi, altre volte possono sorgere delle incomprensioni. Attraverso le parole di un ragazzo abruzzese cerchiamo di capire cosa accade nella convivenza quotidiana tra studenti di nazionalità diversa.

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Il “pianeta degli immigrati” Il dato emerso quest’anno dal dossier Caritas è che le persone regolarmente soggiornanti nel nostro Paese sono 4 milioni e 919 mila. Vediamo il quadro generale della situazione attuale.

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editoriale Dare voce agli immigrati

Il gruppo di redazione Rivista Impronte

Dare voce agli immigrati, accendere un riflettore sui problemi che incontrano quotidianamente, sull’incontro di culture diverse che ogni giorno, ogni istante, si verifica sul nostro territorio. Parlare di integrazione, favorirla, aprire nuove vie di dialogo e di confronto tra italiani e stranieri, specie quelli di seconda generazione. Volevamo fare questo, e lo abbiamo fatto. Grazie a questo progetto, che ormai si avvia a conclusione, abbiamo sicuramente sollevato l’attenzione su una serie di questioni che riguardano da vicino gli immigrati ma devono interessare ancora più gli italiani che devono accoglierli, abbiamo fatto in modo che si conoscessero meglio le esigenze di chi è arrivato da altri Paesi e si avviassero dei percorsi risolutivi per tutta una serie di problemi. Lavoro, istruzione, casa e religione degli immigrati: sono solo alcune delle finestre che abbiamo aperto per mostrare a tutti realtà sconosciute e affascinati, raccontare vite che scorrono parallele alle nostre, proprio su questo territorio. Alcuni si impegnano per favorire l’integrazione, mentre ad altri possono sembrare questioni lontanissime e speriamo che il messaggio di questo progetto sia arrivato indistintamente a tutti. Affidandoci ad una programmazione molto ampia che ha spaziato dalla tv alla web radio e promuovendo una lunga serie di appuntamenti, abbiamo aperto uno squarcio sulla multiculturalità, sperando che su questi temi si soffermi l’attenzione di tutti. A prescindere dal colore della pelle, dalla lingua e dal ceto sociale, dentro e fuori le istituzioni.

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famiglia, società e gioventù Ecco come viviamo il Ramadan in Italia di Flavia Buccilli e Latifa Belkacem

Latifa Belkacem ha raggiunto almeno due grandi obiettivi per la comunità musulmana che vive su questo territorio. E’ riuscita ad ottenere dal Comune uno spazio da mettere a disposizione della comunità durante il periodo del Ramadan ed è stata la promotrice di un’area per seppellire i musulmani all’interno del cimitero dei colli di Pescara.

E’

stato possibile grazie all’incarico di consigliera aggiunta all’interno del Consiglio comunale di Pescara. Lì, in Comune, questa donna marocchina rappresentava gli stranieri residenti in città ed è stata in grado di portare avanti gli interessi degli immigrati. E’ lei a spiegare come i musulmani vivono il Ramadan qui in Italia, lontani dalla terra di origine. “Insieme – dice manteniamo vive tutte le tradizioni del nostro Paese, per cui ci ritroviamo nelle case, addobbiamo la tavola come facevamo a casa, prepariamo le pietanze tipiche, e così ci sentiamo come se fossimo a casa. E i nostri bambini ci seguono – aggiunge. E’ come metterli su un tappeto volante per un viaggio spirituale nella nostra terra di provenienza”. Per vivere insieme alcuni momenti del Ramadan Latifa Belkacem è riuscita a far assegnare alla comunità musulmana un grande spazio del Comune che si trova alle spalle del mercato ittico, ed è stata sicuramente una conquista importante, per alcuni anni. Adesso si aspetta di sapere cosa intende fare l’amministrazione comunale attuale. “Ciò che vorremmo – dice – è ottenere uno spazio da adibire a luogo di culto pagando solo un affitto simbolico. La questione, però, è ancora aperta”. Latifa racconta poi dell’area che è stata creata grazie a lei nel cimitero dei Colli del capoluogo adriatico per

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la sepoltura dei musulmani. Un’idea nata nel 2005 e concretizzata nell’estate del 2008. “Quando la mia proposta è passata ed è stata votata in Consiglio con un solo astenuto per me è stato il giorno più felice. E anche se all’inizio sono stata criticata, poi ho ricevuto tante richieste dai Comuni della provincia di Pescara che volevano realizzare lo stesso progetto”. Al momento in questo angolo del cimitero riservato ai musulmani ci sono tre tombe sotterrate, tutte e tre di bambini, mentre la maggior parte degli adulti esprime il desiderio di essere seppellito nel Paese di origine. Proprio Latifa spiega, in sintesi, cos’è il Ramadan. Prima di tutto bisogna ricordare che il digiuno (in arabo sawm), assieme alla dichiarazione di fede, alle cinque preghiere giornaliere, all’elemosina e al pellegrinaggio, costituisce uno dei pilastri dell’Islam che un musulmano deve assolutamente seguire. Si tratta del  nono mese del calendario lunare. Con il calendario lunare, i mesi sono alternativamente di 29 e 30 giorni, e l’anno è costituito da 354 giorni. Ne consegue che ogni anno il Ramadan inizia più o meno dieci giorni prima rispetto all’anno precedente: attraversa, quindi,  tutte le stagioni.
Secondo la legge, per annunciare l’inizio del mese di Ramadan non basta il calcolo, ma ci vogliono dei testimoni oculari che dichiarino davanti a un giudice di aver visto la mezzaluna. Il Ramadan non è un semplice digiuno alimentare che dura dall’alba al tramonto  per tutto il mese, ma è anche un metodo e un mezzo per purificarsi  fisicamente e spiritualmente. Il corpo umano deve fare a meno di cibo e bevande e la mente e lo spirito vengono alleggeriti: si cerca di non fumare, di non litigare, di non mentire, di non calunniare per l’intera durata del  Ramadan,  astenendosi dai rapporti sessuali dall’alba al tramonto. Il Ramadan, quindi, non è solo digiuno ma un modo per insegnare all’uomo la generosità e a padroneggiare pensieri e tentazioni.
Il digiuno è obbligatorio per ogni musulmano (donna e uomo dall’età puberale) che sia responsabile e in grado di affrontarlo. Ne sono  esclusi  coloro il cui corpo non sia in grado di sopportare l’astensione dal cibo (per malattia) e quelle persone che potrebbero subire danni come i minorenni, i viaggiatori, le donne incinte, gli anziani, anche se i giorni di digiuno perduti vanno recuperati o riscattati con la donazione dei pasti ai poveri. Se si interrompe involontariamente lo stop al cibo, se si dimentica di praticarlo o si è costretti a sospenderlo,  rimane  comunque valido, purché alla base non ci sia una volontà specifica. Oltre al Ramadan esistono dei giorni di digiuno facoltativo, ma non devono coincidere con le due feste islamiche. E’ consigliato fare un piccolo pasto poco prima dell’aurora per rinforzarsi per la giornata (è chiamato suhur) e dopo il tramonto il digiuno si rompe con il pasto di rottura (detto futur).
Il Ramadan è considerato mese sacro, perché in questo mese è stato rivelato il Corano al profeta Mohammed e il digiuno è uno degli obblighi prescritti da Dio per avvicinarsi spiritualmente a Dio, leggendo durante il mese tutto il Sacro Libro per purificare il corpo e l’anima, condividendo la fame e la sete dei poveri e diventando più generosi verso il prossimo.
Con l’avvistamento della nuova mezzaluna il mese sacro termina e si festeggia “la rottura del Ramadan”, che dura tre giorni. Oltre al pasto che riunisce tutti i credenti, comporta anche il dono delle proprie ricchezze ai bisognosi e alle persone care. 005 | IMPRONTE | ANNO 1 - NUMERO 4


formazione e istruzione Melting pot senza condizioni Il processo di integrazione degli stranieri passa anche per le scuole. Lì giovani italiani e immigrati crescono e si formano insieme. A volte la “fusione” non crea problemi, altre volte possono sorgere delle incomprensioni. Attraverso le parole di un ragazzo abruzzese cerchiamo di capire cosa accade nella convivenza quotidiana tra studenti di nazionalità diversa.

Giampiero parte da un presupposto: per lui gli immigrati non sono stranieri, non sono diversi, ma sono italiani come tutti gli altri e vanno trattati come essere umani, a prescindere dal Paese di provenienza. Il razzismo o l’indifferenza nei confronti di chi arriva da un altro Stato non fanno parte di lui, anzi. Il giovane studente universitario di Pescara proprio non capisce quelle persone che se la prendono con gli immigrati ed è talmente aperto agli altri che per 5 anni non ha avuto assolutamente problemi con una giovane albanese che ha studiato con lui alle superiori, all’istituto tecnico commerciale Aterno.

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di Flavia Buccilli


PAGINA I

INSERTO SPECIALE

INSERTO SPECIALE

CA IL MAGAZINE TELEVISIVO AR NA IGI OR E TA OPERA, ORIEN IONE DEI CANALI TEMATICI: CON TUTTA LA PROGRAMMAZ

4 PAGINE 4 PAGINE

web tv radio Integrazione, sognando tra una fermata e l’altra del pullman Pensieri e comportamenti sul bus tra Pescara e Chieti

a d n O n i e r u Cult tonia

sin in e r e iv v , e ir g a r e conoscere, int

O V I T T A R E T IN O V I MAGAZINE TELEVIS

Campagna di valorizzazione delle seconde generazioni di immigrati presenti nel territorio della Provincia di Chieti. Progetto Arca-Immigrati in Onda, promosso dalla Provincia di Chieti e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con il fondo per l’inclusione sociale degli immigrati - Annualità 2007


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INSERTO SPECIALE

Quando si sale sull’autobus che si muove nell’area metropolitana Chieti - Pescara si ha l’impressione di essere in una piccola babele, tante sono le lingue e i colori concentrati in questo spazio. Varcando le porte scorrevoli si entra a far parte di un luogo dove italiani e stranieri condividono anche se solo per pochi minuti uno spazio comune, si trovano uno di fronte all’altro, si toccano, si guardano.

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’ questo il luogo dove si osserva senza parlare, dove si assume il ruolo di spettatori - a volte incuriositi, altre distratti - delle vite degli altri. Rompendo il muro di silenzio che divide questo microcosmo, abbiamo deciso di ascoltare i passeggeri, capire cosa pensano. Siamo saliti sull’autobus e posto alcune semplici domande, avendo così la possibilità di sapere quali sono gli atteggiamenti che italiani e stranieri assumono l’uno nei confronti dell’altro. Nulla che abbia valore statistico, ovviamente, ma una piccola indagine che può essere utile a svelare come si vive in una società sempre più multietnica. Il primo mito da sfatare è che gli stranieri siano chiusi nella loro cultura e nelle loro comunità, non interessati a conoscere e ad interagire con l’italianità. La cordialità e il sorriso con cui gli stranieri hanno accolto le domande dimostrano la voglia di comunicare che


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hanno nei confronti degli italiani. Questa prima impressione è confermata dalla risposta alla domanda: “Quale strumento utilizzeresti per gestire i flussi migratori?”. Non a caso la quasi totalità degli interpellati ha parlato della necessità di conoscere la lingua, la tradizione e la cultura italiane. Sta a significare che gli immigrati, studenti o genitori che siano, credono molto nella scolarizzazione e nel superamento delle barriere linguistiche e culturali, spingendosi verso una piena integrazione nel tessuto sociale locale. La fiducia verso il futuro e la voglia di comunicare, stridono però con

INSERTO SPECIALE

l’atteggiamento circospetto che alcuni stranieri assumono nei confronti degli italiani, dettato probabilmente solo dalla prudenza. La maggior parte degli stranieri incontrati sul bus cerca di far finta di nulla se un italiano lo urta, o e se qualcuno lo fissa con insistenza. E gli italiani? A sentirli sembrano orientati al multiculturalismo, tant’è che sperano nella creazione di luoghi in cui stranieri e italiani possano conoscere le rispettive culture ed esperienze di vita. Altri, invece, credono che la strada per l’integrazione passi attraverso la scolarizzazione, ritenuta di fondamentale importanza


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INSERTO SPECIALE per superare le barriere linguistiche e creare un linguaggio e un patrimonio di conoscenze comuni. Un altro stereotipo, tutto italiano, riguarda gli anziani. La convinzione diffusa è che gli anziani abbiano il diritto di parlare male degli stranieri perché sono spaventati dalla loro presenza. Spesso la paura nasce dai fatti di cronaca che vengono riferiti dai mass media ma sarebbe opportuno far emergere anche gli aspetti positivi degli immigrati. Va detto poi che gli stranieri sembrano avere un atteggiamento dimesso e tutt’altro che aggressivo, anche se sono vittime di alcuni gesti poco carini da parte dei passeggeri italiani. La diffidenza c’è anche tra i giovani italiani, che hanno un atteggiamento di esclusione forse suscitato dalla paura e dalla necessità di difendersi. Alcuni studenti e giovani lavoratori, direttamente a contatto con la seconda generazione di stranieri, ritengono opportuno diminuire i flussi d’immigrazione e invocano una legge ad hoc. Il loro è un misto di indifferenza e fastidio nei confronti dei passeggeri stranieri che incontrano sul pullman. Questo sentimento è alimentato dal senso d’insicurezza per il futuro che trasforma lo straniero, il diverso, in una sorta di minaccia per la posizione sociale e i privilegi economici acquisiti. Guardando al futuro molti immigrati si vedono cittadini italiani, coscienti dei propri diritti e doveri, e pensano che potranno lavorare e pagare le tasse, andare a votare ed interessarsi della vita pubblica, cioè entrare a far parte della comunità italiana, contribuire al suo sviluppo e al suo sostentamento. In questa visione si presume che l’allargamento dei diritti sarà fattore di sviluppo e non di erosione della cittadinanza per gli italiani, perché si ridurrebbero clandestinità e lavoro nero, evasione fiscale e criminalità. Crescerebbe il gettito fiscale e si avrebbe un aumento della sicurezza sociale. Il maggiore gettito fiscale porterebbe al miglioramento dei servizi da poter offrire al cittadino, sia esso di origine italiana o straniera, e di conseguenza si avrebbe un allargamento dei diritti sociali ovvero il diritto alla salute, ad un’istruzione gratuita e di qualità, ad un ambiente sano. La diminuzione della criminalità e l’aumento della sicurezza sociale sarebbero un beneficio sia per il semplice cittadino, più sicuro nella vita di tutti i giorni, sia per gli operatori economici, invogliati a investire in un ambiente in cui la criminalità ha meno spazio per sopravvivere. Forse è un solo sogno... tra una fermata e l’altra del pullman. Andrea Di Nisio


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ella sua classe c’era anche questa ragazza, arrivata in Italia subito dopo le scuole medie. Giampiero non ha mai fatto caso alla differenza di nazionalità perché per lui non conta ed è talmente indifferente a questo fattore che in un primo momento dice sicuro: “No, non sono mai andato in classe con ragazzi stranieri”.

Poi, però, col passare dei minuti, ricorda distintamente la sua compagna di classe e commenta: “Sì, è vero, ho studiato per 5 anni con una ragazza albanese ma mai nessuno di noi ha avuto atteggiamenti o pensieri negativi nei suoi confronti. La abbiamo sempre trattata come una di noi. Era un po’ taciturna e si isolava dal resto della classe, evitando di trascorrere con noi il tempo libero, ma è sempre stata invitata a partecipare a tutte le nostre iniziative. Mai nulla di strano verso di lei, quindi, se non da parte di una “prof” - racconta Giampiero. Questa insegnante era un po’ avanti con l’età e anche un po’ snob nei confronti degli stranieri e così ogni tanto sottolineava a questa ragazza le sue origini albanesi. A parte questo non credo che ci siano delle mancanze del sistema scuola che ho conosciuto io nei confronti di chi arriva da altri Paesi ma non posso negare che a Pescara ci siano persone diffidenti e razziste e questo mi fa proprio venire il nervoso” - dice sempre Giampiero. C’è stata anche un’altra esperienza che il giovane pescarese ha vissuto, a scuola, con un ragazzo non italiano ma è stata brevissima. “Lui era un La mia anima uno scrigno per la tua anima calciatore, arrivava dalla Slovenia, se non Dal mio cuore una dimora per la tua bellezza ricordo male ed è stato un mese con noi in Dal mio petto sepolcro per le tue pene classe per poi trasferirsi in una scuola priTi amerò come la prateria di primavera vata. Anche in quel caso non ho registraE vivrò la vita di un fiore sotto i raggi del sole to episodi o comportamenti deprecabili, Canterò il tuo nome come la montagna canta anzi. Questo studente era anche particoL’eco delle campane larmente carino, dal punto di vista fisico, Ascolterò il linguaggio della tua anima per cui attirava molto l’attenzione di tutti gli altri”. Fuori dall’ambiente scolastico, Come la spiaggia ascolta le sue onde poi, Giampiero vive in modo assolutaMuhssin Pizii mente tranquillo e disinvolto il rapporto 06/10/09 con gli stranieri. “Per me è come se fossero italiani, il colore della pelle non mi interessa, così come non mi interessano il Paese di provenienza o, ancora, la lingua. Certo - conclude - i cinesi sono un po’ particolari perché tendono ad isolarsi ma è anche vero che i marocchini sono cordiali e fanno simpatia a tutti. Io gioco a calcio con un serbo, ma è uno come noi. D’altronde, che differenza c’è rispetto ad un italiano?”. 

Poesia

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XX Rapporto sull’ Immigrazione Dossier Statistico 2010 Caritas/Migrantes Il “pianeta degli immigrati”: un’opportunità per l’Italia! di Barbara Lanci

Il dato emerso quest’anno è che le persone regolarmente soggiornanti nel nostro Paese sono 4 milioni e 919 mila. Ed ecco un quadro generale della situazione attuale. Oltre la metà degli immigrati residenti in Italia proviene dall’Europa (53,6%), oltre un quinto dall’Africa (22%), un sesto dall’Asia (16,2%), solo l’8,1% dal continente americano; residuale è il numero degli immigrati dall’Oceania (0,1%). Il gruppo nazionale di gran lunga più numeroso è costituito dai romeni (21%), seguiti a distanza da albanesi (11%) e marocchini (10,2%); con percentuali inferiori vi sono cinesi (4,5%), ucraini (4,1%) e via via tutti gli altri.

C o n fer m a ndo una te nden za o r m a i c o nso lid a ta , la gr ande m a ggi o r a n za de gli im m ig r a ti vive n e l l e r e g io n i d e l n o rd (61,6% d e i r e sid e n ti), u n q u a r to nel c e n tro (2 5 ,3 % ) e so lo il 13,1% n e l l e r e g io n i d e l m e zz ogior no. L a L o m ba rdia a c c oglie quasi un q u a r to de gli im m ig r a ti re sid ent i in I t a l i a ( 9 8 2 .2 2 5 ), m a il lo ro n umero è m ol to c o n siste nte a n ch e n e l L azio (4 9 7 . 9 4 0 ), n e l Ve ne to (4 8 0.616) e i n E m ilia -Ro m a g na (4 6 1.321) ; s e g u o n o Pie m o n te e To scana, r i s p e t tiva m e n te c o n 3 7 7 .241 e

338.746 immigr at i resident i. Inolt re in L ombardia e in EmiliaRomagna, così come in U mbria, l’inciden za sulla popolazione resident e super a il 10%, ma in alcune province t ale valore è superiore al 12% ( Brescia, Mant ova, Piacen za, Reggio Emilia) . La component e femminile dell’immigr azione è or mai divenut a maggiorit aria ( 51,3%) , con la punt a massima ( 58,3%) in Campania e quella minima ( 48,7%) in L ombardia. Tr a gli st r anieri l’inciden za dei minori è invece pari

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a l 22 % (m e n tre pe r la po p o lazione c om p l essiva ta le va lo re è del 1 6 , 9 % ); in Lo m b a rd ia si a r riva al 2 4 , 5 % , m e ntre il va lo re è p iù basso i n d ive r se re g io n i m e ridionali, s op r a ttu tto in Ca m pa nia (1 7,4%) . Va in o ltre c o nside r a to che n e l 2 0 0 9 i figli na ti in Italia da m a d r e str a n ie r a so n o sta ti circa 9 4 m i l a (il 1 3 ,6 % d e l to ta le delle n a s c i t e n e ll’a n n o ), d i c u i 77.148 d a e n tr a m bi i ge n ito ri im migr at i. C o m p l e ssiva m e nte, i m in ori di s e c on da ge ne r a zio n e (c io è nat i n e l no stro pa e se d a genit ori s t r a n i e ri) risu lta no 5 7 2 .7 2 0 e sono a c c om una ti a i c o e ta n e i ita liani dal l u ogo di n a sc ita , d a lla re siden za, d a l s i s te m a e d u c a tivo, da i luoghi di s oc i a l i zza zio n e, d a l m o do d i vivere. Bisogna dunque interrogarsi su quali sono le opportunità economiche connesse all’immigrazione. I l “ pia ne ta de gli im migr at i” r e s i d e nti ne l n o stro Paese c on tr i bu isc e a lla p ro duzione d e l P ro d o tto In te r no Lo rdo per l ’ 1 1 , 1 % (stim a Un io nc a m ere del 2 0 0 8 ). Dive r si studi ha nno poi p o s t o in ev id e n za la fun zione c om p l em e n ta re dei lavor at ori i m m i g r a ti in se tto ri produt t ivi c on s i de r a ti po c o a ppe tib ili dagli i ta l i a n i (a g ric o ltu r a , e dilizia, i n d u s t ria , se tto re fa m ilia re e t ant i a l t r i s erv izi). S o n o so p r a ttu tto i da ti relat ivi a gl i a s pe tti e c o n o m ic i a d e ssere più s i gn i fi c a tiv i. Si sc o p re in fa t t i che, n o n o s t a nte la c risi inte r n a z ionale, gl i i m m ig r a ti a ssic u r a n o allo s vi l u ppo d e ll’e c o no m ia it aliana u n c on tributo n o tevo le : sono c i r c a i l 1 0 % de gli o c c u p a ti come l avor a to ri d ip e n d e n ti, so no t it olari

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del 3,5% delle imprese ( e del 7,2% di quelle ar t igiane) , incidono per l’11,1% sul prodot t o int er no lordo ( st ima U nioncamere 2008) , pagano 7,5 miliardi di euro di cont ribut i previden ziali, dichiar ano al f isco un imponibile di 33 miliardi di euro. Secondo le st ime ripor t at e nel Dossier, le uscit e a carico delle casse pubbliche sono st at e valut at e pari a circa 10 miliardi di euro, ment re le ent r at e assicur at e dagli immigr at i super ano gli 11 miliardi di euro. A t ut t o ciò si aggiunge che negli anni 2000 il bilancio annuale dell’Inps è risult at o cost ant ement e in at t ivo proprio gr azie ai cont ribut i degli immigr at i e si st ima che anche se t r a il 2010 e il 2025 andr anno in pensione 556 mila immigr at i, il loro appor t o al sist ema pensionist ico sarà posit ivo ancor a per molt i anni. Il “pianet a degli immigr at i” r appresenta dunque un ’oppor tunità economica t est imoniat a dai numeri, a cui va ad aggiunger si l’incalcolabile ricche zza acquisibile da nuove cult ure, lingue, religioni, t r adizioni, valori.


tili U i t n e m i r e f i R Direzione Politiche Attive del Lavoro, Formazione e Istruzione Ufficio Politiche per l’Accoglienza e l’Integrazione Sociale Via Raffaello, 137 - Pescara Tel. 0857672109

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Consultorio Familiare di Atessa

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Melting pot senza condizioni

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PAGINE RTO DI INSE LE SPECIA LE ESTRAIBI

V.le Abruzzo, 33 - 66013 Chieti Scalo (CH) Consultorio familiare Tel. 800432500 Martedì dalle ore 9.30 alle ore 12.30

A.C.A. - Associazione Culturale Abissinia C.E.A. - Comunità Eritrea in Abruzzo Via Porta Pescara, 3 - 66100 Chieti Mediazione e Consulenza legale Tel. 3200106627 Sabato dalle ore 10.00 alle ore 12.00

A.PRO.BE.S. - Associazione Promotori Benessere Sociale

Via Ferro di Cavallo, 141 - 66034 Lanciano (CH) Sportello antiviolenza Tel. 3471786786 Venerdì dalle ore 10.00 alle ore 12.00

Associazione Voci di dentro

Universita’ degli Studi G. d’Annunzio

Provincia di Chieti

Alpha. Cooperativa Sociale

Direzione Provinciale del Lavoro di Chieti

U.S.P. Via Discesa delle Carceri, 2 66100 Chieti Tel. 08713281 (Centralino) email USP: csa.ch@istruzione.it email segreteria dell’USP: segrcsa.ch@istruzione.it

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P.zza San Pio X - 66013 Chieti Scalo (CH) Sportello Informativo Tel. 3881080053 Giovedì dalle 16.00 alle 18.00

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Provincia di Chieti Settore 1 - Servizi socio Assistenziali - Volontariato - Tirocini formativi - Turismo - Sport Politiche giovanili - Cultura - Museo - Politiche comunitarie

c/o Parrocchia San Giuseppe Via del Buonconsiglio, 12 Tel. 3201628615 Presso Casa Circondariale Via Ianni, 30 - 66100 Chieti Assistenza Ai Detenuti Tel. 3338334576

Associazione Adriatica per gli Immigrati c/o ARCI - C.so Plebiscito, 76 - 66054 Vasto (CH)

Associazione Albanese dell’Abruzzo Onlus c/o Comune Francavilla al Mare (CH) C.so Roma, 7 - 66023 Francavilla (CH) Tel. 3477617962

ATLAS Associazione della Comunità Marocchina in Italia c/o Centro Servizio Volontariato Via Ortona, 8 66034 Lanciano (CH) Tel. 3803614779

STAMPATO SU CARTA FSC

Campagna di valorizzazione delle seconde generazioni di immigrati presenti nel territorio della Provincia di Chieti. Progetto Arca-Immigrati in Onda, promosso dalla Provincia di Chieti e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con il fondo per l’inclusione sociale degli immigrati - Annualità 2007

DirettoreResponsabile Flavia Buccilli flaviabuccilli@libero.it

Editoriale

Il gruppo di redazione Rivista Impronte

Collaboratori Barbara Lanci barbara.lanci@udanet.it

Latifa Belkacem latifabelkacem@yahoo.it Andrea Di Nisio adinisio33@gmail.com Muhssin Pizii Foto visual del progetto Sergio Camplone www.sergiocamplone.it Pubblicazione registrata al Tribunale di Chieti il 26 Agosto 2010 con il n. 6

Piazza Garibaldi, 1 - 66041 Atessa (CH) Tel. e Fax 0872864309

Consultorio Familiare di Lanciano

Via Don Minzoni, 28 66034 Lanciano (CH) Tel. e Fax 0872721305 Numero verde 800999940 Dal Lunedì al Venerdì dalle ore 14.30 alle ore 18.30

Una produzione:

Regione Abruzzo

0011 | IMPRONTE | ANNO 1 - NUMERO 4


impronte

Una produzione:

CONOSCERE INTERAGIRE VIVERE IN SINTONIA

Rivista Impronte Etnie a confronto - Anno 1 Numero 4  
Rivista Impronte Etnie a confronto - Anno 1 Numero 4  

Rivista "Impronte Etnie a confronto" - numero 4 2010, realizzata per la Provincia di Chieti - settore 1 - servizi socio assistenziali nell'a...

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