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Mezzademocrazia A Catania si vota!

Giovanni Formaggino esule nel patronato

Come si fa a votare in una cittĂ in cui di un affare in corso si dice tutto meno il nome del proprietario e la stampa nasconde i candidati scomodi dicendo che li censura “per ragioni personaliâ€?? >> pagina 3

Dammi il voto e ti do una lampadina

"I patronati servono a conoscere gente. Io chiedo il voto, ma loro sono liberi di non darmelo". Siamo a 10 giorni dalle elezioni comunali e provinciali catanesi. >> pagina 4

Un omicidio dimenticato, una condanna a ventun anni di reclusione, la fuga e il rifugio a Nesima, nel centro servizi di Mario Tipo (MpA). E sullo sfondo i rapporti con Nitto Santaopaola e Maurizio Avola, il killer dagli occhi di ghiaccio. >> pagina 8

Catania Sinistra ecco due sindaci

L'impegno che si assumono Toti Domina e Grazia Giurato, i due candidati della sinistra catanese. >> pagina 10-11

|| 06 giugno 2008 || anno I n.5 || www.ucuntu.org ||


Ridi, ridi...

maurobiani.splinder.com

www.pazzia.org || 06 giugno 2008 || pagina 02 || www.ucuntu.org ||


Catania/Informazione

Si vota nella città della mezza democrazia Come si fa a votare in una città in cui di un affare in corso si dice tutto meno il nome del proprietario e la stampa nasconde i candidati scomodi dicendo – come dice Ciancio per Claudio Fava – che li censura “per ragioni personali”? "Firmato a Palazzo degli Elefanti, l’ac-

annessa pubblica cerimonia. L'area in

cordo di transazione tra il Comune e i

questione è l'ultimo pezzo dello

proprietari dell’area di corso Martiri

sventramento di Catania, rimasto

della Libertà. Alla cerimonia erano pre-

incompleto per varie traversie e

senti, oltre al commissario

senz'altro il più grosso boccone ancora

straordinario Vincenzo Emanuele, il

disponibile per i costruttori catanesi.

presidente della Regione Raffaele Lombardo, il prefetto Giovanni Finazzo, il rappresentante della Questura prefetto Anzalone, l’ex sindaco Umberto Scapagnini, l’ex vicesindaco Giuseppe Arena, l’ex assessore all’Urbanistica Enzo Oliva, il senatore Raffaele Stancanelli, il comandante provinciale della Guardia di Finanza

in città manca l'informazione. Adesso, per esempio, ci sono le elezioni ma "La Sicilia" ignora completamente alcuni e appoggia arbitrariamente altri. Sono elezioni vere, quelle in cui i mezzi d'informazione nascondono ai cittadini

Il comunicato elenca diligentemente tut-

una parte dei candidati? E non succede

ti i partecipanti alla cerimonia. Il presi-

solo stavolta, o solo per caso. Sentiamo

dente, il prefetto, il senatore, il questore,

cosa afferma pubblicamente Ciancio, il

il sindaco (ex), il "rappresentante della

padrone de "La Sicilia", il 24 marzo

proprietà", l'"advisor" della proprietà e i

2007:

rappresentanti "del mondo imprenditoriale, economico e degli ordini professionali di Catania".

"E' vero. Il suo nome non lo pubblico [si parla di Claudio Fava, n.d.r.] perché mi insulta ogni minuto. Nessuno mi può

Agostino Sarrafiore, l’avvocato

L'unica cosa che manca, e che non

obbligare a farlo. E se il giudice mi con-

Silvestro Stazzone in rappresentanza

viene accennata mai neanche per

danna, presento appello... Ma scriva che

della proprietà, l’avvocato Andrea

sbaglio, è *chi è* la proprietà. Ciancio?

tutto ciò accade per ragioni personali

Scuderi, advisor della proprietà,

Famiglia Rendo? Altri cavalieri?

dell'editore, no, anzi, del direttore".

rappresentanti delle altre forze

Vaticano (come in origine)? E chi lo sa.

dell’ordine e del mondo im-

E' come dare la locandina dell'Amleto

prenditoriale, economico e degli ordini

con i nomi di tutti, meno che del regista

professionali di Catania...".

e di Amleto. Amletico, veramente.

Il comunicato stampa del Comune di Catania dà notizia del "firmato accordo

Comunque, con evidenza, il Grande Affare comincia.

fra il Comune e i proprietari dell'area di

Sarà - come abiamo visto - clandestino,

corso Martiri della Libertà", con

come tutti gli affari di Catania, perché

Ecco. La libertà d'informazione, a Catania, è solo una "questione personale". Votate, ma ricordatevi che non sono elezioni libere. Sono elezioni in una città di mezza democrazia.

|| 06 giugno 2008 || pagina 03 || www.ucuntu.org ||

Riccardo Orioles


Catania/ Votantonio

Un voto in cambio di una lampadina "I patronati servono a conoscere gente. Io chiedo il voto, ma loro sono liberi di non darmelo". Siamo a 10 giorni dalle elezioni comunali e provinciali catanesi. Nei quartieri popolari di San Cristoforo e Angeli Custodi i patronati (uffici pagati dallo stato per disbrigo pratiche e favori vari) spuntano come funghi, lì proprio dove lo Stato è assente. I muri sono tappezzati di manifesti elettorali. Siamo andati a farci un giro, senza telecamera, ma con carta e penna. Ecco cosa è successo... Mezzogiorno: 26 gradi, e umidità al 50 %. I cani randagi si trascinano a stento con la lingua di fuori, gli abitanti di San Cristoforo si riparano tutti all’ombra, come se stesse piovendo fuoco sulle loro teste. Cammino in via Plebiscito, cominciando dalla pescheria. M’hanno detto che ci sono patronati ovunque e che a ridosso delle elezioni ne hanno aperti a decine. E infatti sia a destra che a sinistra, salendo lentamente, ne comincio a contare quattro. Sono tutti chiusi. E’ sabato. In una sala di videopoker un ragazzo mi indica un ferramenta di fronte. Lì un uomo sta comprando dei chiodi “Sì, lo gestico io”, “Ma lei lo sa che nei patronati non si può fare campagna elettorale, né mettere manifesti”, domando. “Sì”, mi dice, “Ma s’è fatto sempre. Tutti lo fanno qui, e non solo qui. Comunque deve parlare con chi se ne occupa veramente. Non con me”. Non è un patronato per davvero. E’ un Caf (centro assistenza fiscale), ma lo chiamano “Patronato” evidentemente per dargli subito riconoscibilità. Guardo in faccia i candidati sui manifesti: Pdl, Stancanelli sindaco: “Tra la gente con dignità” , dice uno di questi. Scatto delle

foto. Sudore. Caldo asfissiante. Mi sembra di camminare dentro un forno a legna, e quando sto per toccare con le dita una pizza capricciosa con doppio formaggio un uomo mi urla dietro. Nascondo la macchina. “Chi vota lei? Glielo dà il voto a quella ragazza? E’ pure una bella ragazza!”. E’ in lista Bianco per Burtone Sindaco. Gli dico che sono già impegnato. Lui capisce subito. Gli chiedo che cerco dei patronati. Mi dice che su via Plebiscito, e dentro San Cristoforo ce n’è a iosa “Devi sburugghiari faccenni? Vediamoci martedì qui davanti. Ti ci porto io. Sono di amici miei. Non c’è problema”. Entro per Via delle Salette. Si sente il campanaccio del gelataio, e nei cortili i ragazzini inseguono palloni e provano azioni da campionato europeo, con rovesciate e colpi di tacco. Il campanaccio continua a rimbombare per tutta la via. Un po’ di giorni fa proprio su questa via un ragazzo che spacciava è stato inseguito dalla polizia. Ha urlato aiuto, e la gente è scesa per bloccare la polizia e nasconderlo. Ma gli è andata male. L’hanno acciuffato. “Non sono tutti

così, c’è molta gente onesta qui, che è costretta a subire tutto questo”, mi disse una volta un macellaio del mercato di via Belfiore. E io ci credetti, e ci credo tuttora. Arrivo in piazza, davanti alla chiesa dei salesiani. Un uomo col grembiule insegue un ragazzino. “Dammi la bicicletta. Non è tua”, gli dice. Ho contato due patronati, tutti e due chiusi. Mi dirigo verso il quartiere Angeli Custodi. Passo davanti alla Scuola statale Andrea Doria e alla Livio Tempesta, entrambe a rischio sgombero esattamente un anno fa. Accanto alla scuola materna ed elementare Livio Tempesta c’è una discarica, da un paio di anni. Arrivo su via Plaia, la strada che porta alla lunga spiaggia di Catania, e che i catanesi chiamano proprio così, alla spagnola: Plaia. Subito mi ferma un ragazzo. Mi chiede se sto cercando qualcosa. E’ infatti uno dei maggiori punti di spaccio della zona. Gli dico che cerco solo dei patronati e lui si calma. Me ne indica un paio. Cammino e becco una bottega tappezzata di manifesti di Salvo Pogliese, candidato per le regionali di metà Maggio (dunque un mese e mezzo fa) e ora deputato all’Ars grazie a migliaia >>

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Catania/ Votantonio

>> di voti. “Siamo aperti da poco e non è un patronato, ma dopo le elezioni lo saremo. Io aiuto la gente del quartiere. Se hanno problemi coi documenti, o se devono cambiare una lampadina, o se si deve riparare la fognatura io mi metto a fare telefonate, mi dò da fare. Ci andiamo sotto, non credere”, mi dice il gestore. E’ giovane, ex consigliere di quartiere e nuovamente candidato alla prima municipalità. Allora, se ci va sotto, gli chiedo perché lo fa. “Perché si conosce gente. E poi perché è l’unico modo per conoscere i problemi della gente”. “Ma non potrebbero andare direttamente alla sede del consiglio di quartiere?”, “No, lì la gente non va. Lì si discute, che c’entra”. C’è anche una bandiera appesa: FORZA CATANIA. “Iopoi chiedo il voto. Ma le persone sono libere. Se me lo vogliono dare me lo danno”. Gli chiedo come mai lui e il consiglio di quartiere uscente non s’è mai fatto vivo quando volevano sfrattare la scuola Doria. “Ne parlavamo sempre. Ma è giusto che il Comune spenda quei soldi per un edificio in affitto? I soldi del Comune sono soldi nostri”, “E allora buttiamo i ragazzi per strada, proprio in questo quartiere?”, gli domando, “No, c’è la scuola di via Case Sante”, “Non è pronta”, gli dico, “L’hanno lasciata a metà”. “Io provai a parlare con le mamme che occupavano e

mi hanno aggredito, io ci ho provato”, “Certo, erano molto arrabbiate”, gli dico, “Quelli non sono voti persi?”. “Lo so”, mi risponde. Poi cambia discorso e mi dice che la sua famiglia ha un altro patronato, in via Vittorio Emanuele: “E lì non ce n’è manifesti vero?”,”No”. Allora gli chiedo il numero civico, perché vorrei andarci. Deglutisce. Poi mi stringe le mani più volte, mi prega di non parlare male di lui, che fanno del bene, si prende il mio nome e il mio numero di telefono, mi ristringe la mano, mi dice che se c’è qualche problema alla sede del Gapa sistema tutto lui, anche per le strade, ci pensa lui. Mi dicono che in via Stella polare ce n'è quattro di patronati. Entro nel primo. Ci sono candidati per il Movimento per l’Autonomia di Raffaele Lombardo (Stancanelli sindaco). Ci sono due uomini, uno con la tuta da lavoro. “Lo gestiamo noi. Non abbiamo banco alimentare e non diamo pasta. Quella è per la gente disperata. Qui la gente ha bisogno di lavorare e questi candidati sono brave persone. Possono fare del bene per il quartiere, e darci un lavoro. E voi sapete che fanno i ragazzi qui. Loro se avessero un lavoro non andrebbero per strada per finire in galera”, “Non c’è lavoro. Qui non c’è niente. Siamo abbandonati”, mi fa l’altro signore, in

camicia, “I ragazzi non lo fanno per avere soldi. La gente è disperata qui. Devono portare il pane a casa o no?”. Gli chiedo se sanno che è vietato appendere manifesti e fare campagne elettorali in un patronato, “Lo sappiamo. Ma questo non è un patronato”, “Ma fuori c’è scritto così”, “E’ uno sbaglio. Lo dobbiamo togliere. Alla fine delle elezioni togliamo tutto e diventa patronato per davvero”. Esco. Si soffoca. Il caldo ti prende per i collo e l’umidità ti entra fino alle mutande e non ti lascia scampo. Mi rifugio dall’altra parte della strada, dove c’è un po’ di ombra. Alle mie spalle c’è un enorme bottega tappezzata di volti, con il simbolo Pdl sotto, e degli slogan brillanti. Così brillanti che, probabilmente per il caldo, non riesco a capirli. Mi sembrano tutti uguali. Nelle frasi e nelle facce. Mi appoggio al muro. Chiedo a un ragazzo che sta spazzando se è un patronato. “No”, mi fa lui. “Avrà ragione”, penso io, non possono esserci così tanti. Allora mi prendo di coraggio e ricomincio a riattraversare tutta San Cristoforo. Quando sento in lontananza il campanaccio del gelataio. Sembra la campana di una chiesa. “Ancora qualche sforzo e ti fai una granita gigante mandorle e caffè”, dico tra me e me, “Ancora qualche sforzo”. Giuseppe Scatà

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SCHEDA

CAF, nessun favore li paghiamo tutti noi Il decreto legislativo del 28 dicembre 1998 n.490 ha riformato la disciplina dell’assistenza fiscale per l’elaborazione delle dichiarazioni modello 730 per i lavoratori dipendenti e pensionati. Per effetto di tale riforma coesistono due forme di assistenza fiscale: oltre alla tradizionale assistenza diretta (cioè svolta in proprio dall’azienda), l’assistenza svolta dai CAF autorizzati. La sigla CAF sta per centro di assistenza fiscale, strutture autorizzate dal ministero delle Finanze. Ne esistono di due tipi: CAF imprese e CAF dipendenti. Le principali attività prestate nei confronti dei contribuenti, oltre all'elaborazione delle dichiarazioni (modelli 730 e UNICO), sono la redazione delle scritture contabili, dei bollettini e delle dichiarazioni ICI. Solo i CAF, inoltre, possono rilasciare il ”visto di conformità”, un marchio di garanzia che garantisce il contribuente da eventuali errori formali. Il modulo 730 e i Centri di Assistenza Fiscale sono i principali alleati fiscali dei milioni di lavoratori dipendenti e pensionati d'Italia che, dall'istituzione di questo modulo, non sono più soggetti alla compilazione dell'ex famigerato "modulo 740", ora chiamato Unico. Per compilare il 730 non è necessario un commercialista: se ne occupa direttamente il CAF. Al CAF è possibile consegnare gratuitamente il modulo compilato e ottenere il conteggio, oppure lasciare che il CAF stesso provveda anche alla compilazione (per questa compilazione il costo varia da sportello a sportello). Chi sbaglia paga e l’utente ha diritto di essere risarcito.I CAF sono obbligati a fare una polizza a favore dei danni recati

all’utente,senza obblighi da parte dell’utente a pagamenti aggiuntivi,né senza costi in caso di multe. Il CAF non può esercitare senza la garanzia di un’assicurazione. E grazie a questa chi è stato danneggiato può far valere i suoi diritti. Così se l’utente si accorge di un errore nella sua dichiarazione,ovviamente senza alcuna spesa. Per questo per il 730 è previsto il rilascio del “visto”così come vuole la legge,ossia dell’attestazione da parte del CAF che il modello è stato compilato verificandone la correttezza punto per punto. C.A.F. IMPRESE TIPO DI UTENTE: -I C.A.F. imprese prestano l’attività fiscale a favore delle imprese associate alle associazioni che hanno costituito i C.A.F. stessi,nonché a favore dei soci di società di persone,dei partecipanti all’impresa familiare e coniuge partecipante all’azienda coniugale. Sono escluse dall’assistenza fiscale,le imprese soggette all’imposta sul reddito delle persone giuridiche tenute alla nomina del collegio sindacale,nonché quelle alle quali non sono applicabili le disposizioni concernenti gli studi di settore,diverse dalle società cooperative e loro consorzi che,unitamente ai propri soci fanno riferimento alle associazioni nazionali riconosciute in base al diritto legislativo del Capo provvisorio dello Stato.

dichiarazioni tributarie; -Altri adempimenti previsti dalla legislazione tributaria; -Assistenza per la compilazione delle dichiarazioni sostitutive ISEE(indicatore di situazione economica equivalente,cosiddetto riccometro). C.A.F. DIPENDENTI TIPO DI UTENTE: -Contribuenti non titolari di reddito di lavoro autonomo e di reddito d’impresa,ossia lavoratori dipendenti,pensionati e prestatori di collaborazioni coordinate e continuative. COSA OFFRONO: -Predisposizione ed elaborazione delle dichiarazioni fiscali; -Mod.RED,dichirazione sostitutiva ISEE Le entrate dei C.A.F. sono costituite da: -quote fisse di compenso ai C.A.F.,stabilite dalla legge ministeriale,a retribuzione dell’accettazione e del trattamento dei modd.730; I C.A.F. avranno compensi variabili in funzione del tipo di assistenza fiscale prestata. L’attenzione dei controllori dei C.A.F. dovranno vigilare in particolare su questi ultimi perché dalla mancata registrazione di tali compensi possono scaturire comportamenti di evasione fiscale.

COSA OFFRONO: -Redazione scritture contabili; -Elaborazione e predisposizione

|| 06 giugno 08 || pagina 6 || Pdf www.ucuntu.info ||

Giovanni Finocchiaro


Catania/Cittàinsieme

Dibattito con i candidati il pezzo da 90 non si presenta Erano 5 (su 7) i candidati a Sindaco per le elezioni comunali di Catania che mercoledì scorso si sono presentati nella sede di Cittàinsieme per un incontro con i cittadini. Sul palco s'è parlato della malora in cui è caduta la città etnea. Tutti d'accordo nel dire che la passata amministrazione ha violentato la dignità dei cittadini. Il sindaco in pectore Stancanelli ha preferito non venire al dibattito.

Grande è stata la partecipazione da parte del pubblico, forse perché ormai molti dei cittadini sono coscienti di cosa la città si stia giocando con queste elezioni: la dignità, la speranza, il futuro. Proprio per questo motivo numerosissime sono state le domande che i presenti hanno rivolto ai candidati. Tra le più gettonate quelle riguardanti il forte desiderio di poter utilizzare effettivamente tutti gli strumenti di partecipazione diretta dei cittadini che lo Statuto del Comune di Catania fin dal 1995 (sulla carta) garantisce (vedi

www.noidecidiamo.tk), la necessità di un voto libero da ogni "compromesso" grande o piccolo che sia, la denuncia del livello di degrado raggiunto dalla città, il bisogno di superare la disastrosa condizione finanziaria del Comune e la conseguente necessità di rottura con la passata amministrazione (necessità avvertita da tutti i candidati presenti all'incontro). Dopo le domande, ciascun candidato ha avuto a disposizione 5 minuti per dare ai cittadini un motivo valido per essere

votato: Burtone ha assicurato che, "nonostante le evidenti difficoltà a tenere unito il centrosinistra a Catania, la sua giunta comunale sarà capace di ascoltare i cittadini"; Condorelli Caff ha promesso una amministrazione della città senza partitocrazia ma per i cittadini; Domina ha utilizzato il tempo a sua disposizione per rispondere a tutte le domande poste dagli spettatori e per ribadire con forza la sua appartenenza alla sinistra degli ideali, a quella cioè che "combatte per i più deboli e nell'interesse del cittadino"; Giurato ha spiegato che l'obiettivo della sua lista è "portare la società civile dentro il Palazzo per dare trasparenza e voce ai cittadini"; Musumeci ha chiesto invece ai catanesi presenti un voto di fiducia "non per quello che sarà, ma per quello che sono stato". Le risposte dei candidati alle tante altre domande che i cittadini hanno rivolto (ma che, per motivi di tempo, non hanno avuto risposta) verranno pubblicate a breve sul sito di CittàInsieme www.cittainsieme.it

|| 06 giugno 2008 || pagina 07 || www.ucuntu.org ||

Mirko Viola


Catania/Mezzademocrazia

Oplà, oggi si vota Giovanni “Formaggino”, esule nel Patronato Un omicidio dimenticato, una condanna a ventun anni di reclusione, la fuga e il rifugio a Nesima, nel centro servizi di Mario Tipo (MpA). E sullo sfondo i rapporti con Nitto Santaopaola e Maurizio Avola, il killer dagli occhi di ghiaccio. Giovanni Montanino, detto "Formaggino": un personaggio esemplare della Catania di tutti i giorni – compreso quelli delle elezioni Per Giovanni Fontanino, alias “Formaggino”, quella del 23 settembre 2007, è una domenica da dimenticare. Quel giorno è inquieto e l’idea che gli sbirri lo scovino da un momento all’altro gli blocca l’appetito e lo fa trasalire ad ogni rumore che proviene dalla scala, ad ogni risata che esplode nell’appartamento accanto dove i vicini festeggiano un compleanno o qualcosa del genere. Attorno a lui è il vuoto su cui incombe “minacciosa” quella maledetta condanna definitiva a 21 anni di reclusione. Sbarre, manette, avvocati, giudici e secondini: no, non è per nulla una bella prospettiva per uno che se va bene uscirà dalla gabbia all’età di 70 anni. Troppo tardi e tante cose da fare ancora per uno squadrioto del suo calibro, temuto e rispettato al punto che non riesce mai ad uscire dal bar senza che qualche amico si sia offerto

di pagare un Bayles per lui e per chi lo accompagna. Amici, soddisfazioni, sgarri puniti e propositi criminali scivolano lungo la scia rossa che insanguina il suo mosaico penale che quel giorno “Formaggino” ripercorre mentalmente a ritroso cercando di capire come sia possibile che questo Stato voglia impedirgli di continuare a fare ciò che gli pare e piace. Non si dà pace al pensiero che, a 23 anni di distanza, debba finire in galera e passare anni e anni là dentro, perché implicato nell’omicidio di Agatino Giuseppe Cannavò, freddato con cinque colpi alla testa, l’8 marzo del 1984, due mesi dopo l’uccisione del giornalista Pippo Fava e per mano dello stesso sicario, l’attuale collaboratore di giustizia Maurizio Avola, uno dei killer più fidati del clan Santapaola, il giovane “dagli occhi di ghiaccio” della “squadra” di Ognina, auto di lusso e vita bella,

autore di decine di omicidi. Meglio sparire dalla circolazione, perdersi nella voragine della latitanza sperando che il governo comunista vada in malora, che i giudici “comunisti” dimentichino che esista e che gli sbirri al servizio dei comunisti smettano di braccarlo. Sparire, certo, sembra facile a dirsi. Ma come? E Dove? “Formaggino”, che conosce bene le regole del gioco, non si fa illusioni sulla benevolenza degli amici nel momento del bisogno. Lui, che non negava mai una cortesia, che dal balcone lanciava le monetine ai bambini del quartiere quando passava il gelataio e che non si tirava mai indietro quando c’era da risolvere una questione, per la prima volta, in quel caldo pomeriggio d’inizio autunno, cominciò a sentirsi ostaggio di una malinconica rassegnazione.

|| 06 giugno 2008 || pagina 08 || www.ucuntu.org ||


Catania/Mezzademocrazia

Gli sembrarono improvvisamente lontani i tempi in cui una sua parola o una smorfia decretavano la fine dei suoi nemici. Tutta una vita, fatta di pistole e adrenalina, soldi e mala di livello, adesso sfumava miseramente dietro il sipario inglorioso dell’arresto. Al diavolo, non poteva consentirlo: doveva fuggire, nascondersi. “Formaggino” passò in rassegna i contatti cui avrebbe potuto chiedere rifugio e alla fine approdò alla soluzione che offriva le maggiori garanzie. In pochi minuti riempì una sacca – qualche ricambio, una mazzetta di banconote da cento euro e un fascicolo della settimana enigmistica su cui aveva appuntato dei numeri di telefono; poi scese in strada con circospezione, montò sullo scooter, raggiunse una cabina telefonica. Aveva un amico particolare - uno che “aiuta i bisognosi” - “Formaggino”, un suo cugino: Mario Tipo, eletto - nelle elezioni amministrative del 2005 – consigliere della VII Municipalità in quota Forza Italia e poi passato al Movimento per l’Autonomia di Raffaele Lombardo

che ha fortemente sostenuto nel corso dell’ultima campagna elettorale per il rinnovo dell’Assemblea Regionale Siciliana. Di lì, una decisione rapida, veloce come la sua vita, fatta di pochissimi dubbi: un fugace incontro in un chiosco in piazza, una soluzione da trovare con rapidità. E quale migliore “rimedio” a questa emergenza? Alla fine la scelta ricade sul patronato di Tipo, situato a poche centinaia di metri dal luogo dell’appuntamento e cioè al centro di via Paolo Orsi, una strada che collega la circonvallazione ad un’altra strada posta a ridosso di una sciara che, all’occorrenza, potrebbe favorire la fuga. Per settimane e settimane, il superlatitante Giovanni Fontanino dimora all’interno di una stanza del centro servizi dove – indisturbato compila cruciverba e dove spesso la sera, una volta chiusa la saracinesca, scambia due chiacchiere con Tipo

ricordando episodi familiari o rievocando gli epici momenti della propria gioventù come quello in cui un suo amico del quartiere gli aveva affibbiato il soprannome di “Formaggino” forse per via della sua timidezza nei confronti delle ragazze che provava ad avvicinare. Un tratto psicologico da animo nobile. Nella tarda serata del 29 ottobre 2007, gli agenti della squadra mobile irrompono nel patronato e beccano “Formaggino” nel bagno mentre cerca di fare fronte ad un violento attacco di colite. Lo arrestano assieme al cugino cui viene addebitata la procurata inosservanza della pena. Poca roba, insomma, se già qualche giorno dopo, Mario Tipo può tornare a sedere sul suo scranno istituzionale. Questa storia è uscita a Catania su L'Isola Possibile, e il consigliere ha avuto modo di commentarne pubblicamente la pubblicazione: con una risata. Pensa a cose serie, Mario Tipo, ai “bisognosi”. A proposito quando si vota?

|| 06 giugno 2008 || pagina 09 || www.ucuntu.org ||

Massimo Malerba


LaPeriferica/Interviste

Toti Domina Liberare Catania 1. Come intende rilanciare e valorizzare l'economia della periferia SUD? (attività, lavoro, investimenti, zona franca, etc.)? Naturalmente non è possibile pensare come è stato fatto finora – di spendere le risorse pubbliche senza una logica e in modo ed occasionale. La città ed i suoi quartieri devono avere un progetto che abbia legami con il territorio e le sue vocazioni e che sia in larga parte costruito con i residenti, con i loro comitati. La zona sud di Catania è stata saccheggiata da interventi di speculazione edilizia abitativa e dalla nascita di centri commerciali di grandi dimensioni che ne hanno bloccato le normali attività di commercio. Sarei inoltre molto favorevole alla creazione di vere e proprie scuole di artigianato e di centri di formazione specialistica e di avviamento al lavoro. Incoraggiare progetti rivolti alle cooperative sociali per il riciclaggio 2. Quale politica intende intraprendere per favorire l'opera di integrazione del quartiere con il tessuto urbano cittadino? Credo che il quartiere di Librino, del Pigno ed in parte di SanGiorgio, vivano una condizione di enorme. L'integrazione tra questi quartieri ied il resto della città è molto difficile e passa anche attraverso alcune azioni concrete di educazione alla cittadinanza, penso alle scuole catanesi soprattutto; ma anche i servizi offerti ai cittadini deve essere riequilibrato, in modo che l'essere "catanese" possa nascere dall'accesso ad eguali servizi ( trasporti, illuminazione, qualità degli interventi pubblici etc.) indipendentemente da dove si risieda. 3. Legalità e sicurezza. Quali priorità.

(Palazzo di cemento,cittadella polizia, caserma cc, vigili, etc.) I quartiere di periferia soffrono una condizione di insicurezza sociale la cui prima causa è la difficoltà di trovare un buon lavoro; un lavoro non i nero, non a tempo, non indegno. Questa, nei limiti delle competenze di una amministrazione comunale, è la nostra priorità. A questo si affianca un progetto di educazione alla legalità (che riguarda tutta la città e non solo i quartieri) che parte dal rispetto della cosa publlica e dall'applicazione delle più elementari norme di legge (penso all'inesistente ricorso al casco dei centauri ad esempio). Un problema che le grandi città vivono è poi quello legato allo spaccio delle sostanze stupefacenti. Spacciare vuol dire controllare un territorio e traformare un'attività illecita in una vera e propria economia locale che trova coperture e consenso sociale. Ripristinare la legalità è un obbligo, ma questo sarà più facile se accompagnato da un forte intervento di comunicazione sociale e dall'offerta di altre opportunità a tutti quei ragazzi che spesso finiscono nelle maglie della criminalità per disperazione. 4. Come portare il rapporto in pari tra densità di popolazione e qualità/quantità di servizi (scuola superiore, sport, parchi, etc.) Ripeto che un comunità deve dotarsi di un progetto organico, fatto di logica e di solidarietà; i primi interventi della mia amministrazione saranno quindi rivolti a potenziare la qualità e la quantità dei servizi erogati. Prevedo inoltre l'apertura di centri di servizi comunali (sportelli unici) che possano sostituirsi a quei patronati che con soldi pubblici si sono trasformati in uffici elettorali di

Pinco o Pallino. Sono d'accordo sulla possibiltà di un nuovo stadio comunale che possa essere accompagnato attorno da zone verdi e ricreative per gli abitanti, in cui praticare altri sport, una sorta di cittadella dello sport.

5. Riqualificazione aree abbandonate/vandalizzate/incomplete Quali proposte per renderle nuovamente fruibili ai cittadini. (villa fazio, san teodoro, teatro di viale moncada etc.) Su questo sentirò le opinioni e le proposte delle associazioni e dei gruppi locali. La presenza nel mio gruppo di Piero Mancuso dei briganti rugby Librino e di Valentina Marletta del Centro Iqbal Masih, credo possano rappresntare una garanzia di trasparenza e di voglia di fare che nessun altro candidato alla poltrona di sindaco possa vantare. Loro hanno rapporti con il territorio, e sapranno cogliere tutte le proposte più interessanti in merito al riperistino delle strutture di utilità sociale, in particolare il teatro di viale Moncada (che potrebbe trasformarsi in un cine teatro), il polo sportivo san Teodoro e villa Fazio che potrebbe tornare ad essere luogo di aggregazione culturale e sportiva. 6.Periferia. La prima azione del suo eventuale governo. Tutte quelle azioni che possano dare ai più piccoli e ai giovani un senso di appartenenza ad una comunità. potenziare i centri di aggregazione per attività artistiche e sportive, dove si possa ripensare il quartiere e renderlo simile a quelli che sono i desideri. Ripartire dai più piccoli sicuramente. Risorse privilegiate per le scuole.

|| 06 giugno 2008 || pagina 10 || www.ucuntu.org ||


LaPeriferica/Interviste

Grazia Giurato Amici di Beppe Grillo con la Società civile 1. Come intende rilanciare e valorizzare l'economia della periferia SUD? (attività, lavoro, investimenti, zona franca, etc.)? I provvedimenti come la fiscalità agevolata per chi vuole costruire un'impresa sono una buona iniziativa purché valide in un periodo stabilito e inserite in un quadro generale e a lungo termine. Devono camminare parallele le esigenze attuali, ovvero far aprire quante più attività commerciali e produttive nel più breve tempo possibile, ma poi si deve considerare l'esigenza di mantenere quanto fatto. 2.Quale politica intende intraprendere per favorire l'opera di integrazione del quartiere con il tessuto urbano cittadino? Troverei opportuno trasferire uffici comunali e provinciali che ingorgano la città. La mattina una buona parte degli abitanti della periferia sud si sposta in centro, e decentrare alcuni importanti uffici a Librino sarebbe una soluzione di facile attuazione. Non solo dal punto di vista degli spazi, ma ci sono anche edifici inutilizzati. Quindi ristrutturare edifici che cadono a pezzi, trasportare a Librino magari il settore urbanistico o i servizi sociali. 3. Legalità e sicurezza. Quali priorità. (Palazzo di cemento, cittadella polizia, caserma cc, vigili, etc.) Il discorso sulla sicurezza è prioritario, visto che ha a che fare con i giovani che crescono, senza un controllo di base è facile avere una quantità di ragazzini che delinquono. Detto questo mi piacerebbe fare un confronto: quanti vigili urbani quante forze di polizia, carabinieri ci sono nell'intero comune di Catania con una popolazione di circa

300mila abitanti, e quanti ce ne sono invece nella periferia sud con 70mila e più abitanti. C'è una evidente sproporzione, con una sola stazione di polizia (a Librino), e una sola stazione dei carabinieri (a Zia Lisa). Anche per questo non possiamo meravigliarci che la delinquenza a Librino regni sovrana. Non si è quasi mai visto un vigile urbano, e spesso viene da chiedersi come la situazione non sia completamente nel caos. La risposta forse è che il sistema mafioso è delegato a controllare il territorio in assenza colpevole delle istituzioni. 4. Come portare il rapporto in pari tra densità di popolazione e qualità/quantità di servizi (scuola superiore, sport, parchi, etc.) Le scuole attualmente presenti a Librino sono contrariamente a quanto si pensa delle ottime scuole, alcune delle insegnanti che lavorano mi dicono "Grazia stiamo ottenendo dei risultati, e vogliamo continuare a lavorare qui", un atteggiamento molto diverso da quello che normalmente hanno gli impiegati, che mettono resistenze all'eventuale trasferimento a Librino. Questo dimostra che a Librino si può lavorare bene, e a maggior ragione sarebbe vantaggioso per tutta la città creare una Liceo o un Istituto Tecnico nella periferia sud, innanzitutto per migliorare la qualità della vita degli studenti costretti a fare ore di viaggio ogni giorno, e per creare dei nuovi poli "vitali" della città. Ridurre gli spostamenti verso il Centro cittadino e decentralizzare i servizi per migliorare tutta la città. Sui parchi e lo sport: Librino ha sulla carta una quantità incredibile di verde pubblico, ma per la maggior parte è verde non curato,

sterpaglie. Il territorio è di una bellezza eccezionale, con questi spazi enormi, strade larghe, spazi amplissimi, ma non viene valorizzato. 5. Riqualificazione aree abbandonate/vandalizzate/incomplete Quali proposte per renderle nuovamente fruibili ai cittadini. (villa fazio, san teodoro, teatro di viale moncada etc. Per attuare un risanamento bisogna vedere come stiamo a finanze. In questo momento quindi l'unico percorso per il risanamento è chiedere un contributo europeo, e spendere questi soldi coscienzosiamente. Perché sono stati spesi 20 milioni per la Villa Belllini quando per non ridurla così bastava la manutenzione costante? Caso molto simile al parco San Teodoro: gli stessi soldi potevano essere utilizzati per realizzare piccole opere a dimensione d'uomo e di facile manutenzione, attuabili in pochissimo tempo, come parchi giochi o la risistemazione delle piazze. Invece per mancanza di manutenzione ci ritroviamo con un parco enorme ancora chiuso ma già semi abbandonato, così come il Teatro o la stessa Villa Fazio per la quale la ristrutturazione costerebbe ormai tantissimo. 6.Periferia. La prima azione del suo eventuale governo. Selezionare persone efficienti e qualificate all'interno della struttura comunale, un gruppo di indagine sulla situazione attuale della periferia sud. Controllo, rispetto delle scadenze e delle norme, cercare di fare le cose sempre bene e controllare come vengono realizzate, a partire dai progettisti e proseguendo su chi le mette in pratica, sia le ditte che gli operatori.

|| 06 giugno 2008 || pagina 11 || www.ucuntu.org ||


Ridi, ridi...

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Ucuntu n.5  

Il numero 5 di ucuntu. 6Giugno08

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