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L'Arrapaho Orvieto punta in alto In questo numero della rubrica “Lo SPORTello” abbiamo scambiato due chiacchiere con David Moscatelli, presidente della squadra di Basket “Arrapaho Orvieto”, militante nella Serie D Regionale (12 squadre). Ciao David, cominciamo con la domanda principale: perchè sei diventato Presidente dell'Arrapaho? Beh, diciamo che l'artefice principale della mia “scesa in campo” è stato Damiano Paloni, che tra l'altro è anche l'allenatore e il factotum della squadra. Inoltre quella dell'Arrapaho Orvieto è una realtà molto bella, formata da un gruppo di ragazzi strepitosi, tra l'altro tutti orvietani, che ci danno molte soddisfazioni. Dettaglio non trascurabile è che negli ultimi due anni e mezzo abbiamo cercato di rinforzare la squadra con molte new entry e posso dire in tutta sincerità che abbiamo fatto un ottimo lavoro. Ultimo motivo ma non da meno degli altri è che sono legato a questo sport in maniera particolare, visto che mio padre è stato sempre “al dentro” della pallacanestro. Bene, dobbiamo ringraziare Damiano quindi. Parlaci un po' di lui. Damiano è una persona veramente

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Il presidente, David Moscatelli, ci fa immergere nella realtà di questa piccola grande squadra, svelandone le soddisfazioni e i progetti futuri. splendida, dopo la chiusura di rapporto con Mister Guerriero avvenuta lo scorso dicembre, è diventato l'allenatore, prendendo letteralmente per mano la squadra, che attualmente è alle prime posizioni della classifica. Oltre a questo, cura anche altri aspetti della società, come quello economico e amministrativo, dedicandosi inoltre ai molteplici sponsor che ci danno una mano. Anzi, vorrei approfittare dell'opportunità che mi dai per ringraziarli tutti, in particolar modo “Autoforniture Orvieto”, il “Caffè Clandestino” e “Bartolucci”. Ovviamente anche questo lavoro avrà le sue note positive e quelle negative, giusto? Giustissimo, di positivo c'è che, come ho già detto all'inizio, abbiamo un fantastico gruppo di ragazzi, ogni giorno più unito. Inoltre i risultati sportivi ci stanno premiando, facendoci conoscere e rispettare in tutta l'Umbria. Quest'anno abbiamo disputato la “Final Four di Coppa Italia”, un'ottima cosa. In una cittadina dove il calcio e la pallavolo la fanno da padrone, siamo orgogliosi di essere riusciti ad allestire anche una se-

conda squadra che attualmente milita nel campionato di promozione. Non lo credevo, ma sono molti i ragazzi che hanno voglia di fare in questo sport, in questo secondo team viene data a tutti gli amanti la possibilità di farne parte, basta semplicemente rivolgersi al Palazzetto di Porano, o direttamente a me e Damiano. Di negativo purtroppo, c'è il fattore economico, è sempre più difficile, infatti, trovare dei fondi per sopravvivere in questa jungla che è lo sport, poi, se oltre a questo ci mettiamo il fatto di essere poco seguiti durante le partite, nonostante l'ingresso al palazzetto sia completamente gratuito, il morale non può non risentirne. Qual'è la tua soddisfazione più grande da quando sei presidente? Senza dubbio l'aver organizzato “Un canestro per ricominciare”, una serata benefica a favore degli alluvionati, dove abbiamo disputato una partita contro la Nazionale Artisti. Nel corso della manifestazione si sono visti volti noti sia del mondo dello spettacolo, come Fabrizio Frizzi, sia del mondo sportivo, come Antonello Riva, storico ex giocatore della Nazionale di Basket.


- Volley Team Orvieto E' stato incredibile, siamo riusciti a raccogliere 2000 euro di ricavato. Concludiamo questa breve chiacchierata con una domanda scontata ma mai banale. Cosa avete in mente per il futuro? In primis cercare di fare il tanto agognato salto di qualità , soprattutto per i ragazzi della squadra, se lo meritano, magari giocando in un Campionato di C2 regionale (qualora venisse fatto). Poi sarebbe una bella cosa vedere piÚ partecipazione durante le partite, il sostegno dei tifosi è sempre stato fondamentale in ogni sport, anzi colgo l'occasione per ricordare a tutti gli amanti di questa disciplina che le nostre partite si giocano tutte di Sabato, alle ore 21:15, presso il Palazzetto di Porano. Tenetevi informati sulle date seguendo il sito della squadra www.arrapaho.net.

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Tra umorismo e giallo, in una storia ambientata tra la Catalogna e Roma, Alicia Giménez Bartlett stupisce tutti con il suo "Gli onori di casa" (Sellerio), conquistando la vetta della classifica. Sbalordisce

senza alcun dubbio la sua sapienza letteraria, la possibilità di intrecciare i nodi di una vicenda che non può di certo essere semplice, ma che attira e coinvolge a ogni pagina.

Le storie di vendetta, si sa, piacciono e molto. Poi, se a scriverla è un autore che si chiama Wilbur Smith, il successo è assicurato. E infatti successo è stato per "Vendetta di sangue" (Longanesi), dove sangue, violenza e torbido passato rappresentano ingredienti fondamentali per solleticare l’attenzione dei lettori. No, il suo successo non è proprio un caso. Clara Sánchez è una scrittrice che piace al pubblico italiano: a testimoniarlo anche il successo di "Entra nella mia vita" (Garzanti), storia di una donna che non vuole capacitarsi della morte della figlia, identificandola in un’altra ragazza. Emozioni, sentimenti e un pizzico di giallo esistenziale per un libro già entrato nel cuore di moltissimi lettori. Torna Andrea Vitali, uno degli autori italiani più letti, con "Le tre minestre" (Mondadori) ed è subito

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un matrimonio rinnovato con i suoi lettori. Le tre minestre del titolo sono le tre zie dello scrittore, che quest’ultimo ci racconta tra la nostalgia e l’ironia, sullo sfondo di un’Italia del passato (siamo negli anni Sessanta) ma colma di vivide suggestioni.

mone del nostro Paese. Massimo Gramellini forse non se lo aspettava, ma il suo "Fai bei sogni" (Longanesi), uno dei principali bestseller italiani, continua a mietere successi anche nel 2013. Sempre in lotta per le prime posizioni il romanzo di Gramellini racconta il dolore della solitudine con un lieto fine: l’accettazione di se stessi. Anche di fronte a un lutto, a una perdita o a qualsiasi congettura negativa che, da un momento all’altro, può devastare la nostra vita. Un plauso più che meritato all’autore. Alzi la mano chi non si aspettava di ritrovare Andrea Camilleri in questa top ten: lo scrittore siciliano resiste anche in questo mese, con il suo libro più recente, "Il tuttomio" (Mondadori), una storia di segreti inconfessabili e di amori malati, di un rifugio esistenziale e di personaggi indimenticabili, per un motivo o per un altro.

"Ogni angelo è tremendo" (Bompiani) è l’ultimo romanzo di Susanna Tamaro e, forse, quello definitivo, visto che l’autrice racconta se stessa in questa autobiografia dal sapore nostalgico, in un’Italia che molti di noi hanno già vissuto ma che non si stancano mai di rivivere attraverso gli occhi di un’appassionata scrittrice e testi-

Certo, a leggere la sua autobiografia potremmo aspettarci di trovarci di fronte a un personaggio letterario, inventato. E invece Limonov esiste davvero, e a farne un ritratto illuminante è stato Emmanuel Carrère. La storia di un uomo che, da quanto si legge dalle prime pagine, "è stato teppista in Ucraina, idolo dell’underground sovietico, barbone e poi domestico di un miliardario a Manhattan, scrittore alla moda a Parigi, soldato sperduto nei Balcani", certamente affascina. Ed è questo il

motivo per cui "Limonov" (Adelphi) si trova tra le prime posizioni dei libri più letti a febbraio 2013. Raccontare un libro di John Grisham sembra impossibile, e non perché le sue trame siano chissà quanto complesse, ma semplicemente perché sarebbe un danno e una mortificazione alla suspense, al ritmo e alla tensione che si respira pagina dopo pagina leggendo un suo libro. "L’ex avvocato" (Mondadori) è, e non è una sorpresa, nella top ten di febbraio 2013: leggendolo, si può capirne il perché. Un viaggio nel tempo, non solo di quello vissuto, ma anche di quello letterario: qualcuno potrà pensare questo leggendo l’ultimo libro di Tracy Chevalier, "L’ultima fuggitiva" (Neri Pozza). In realtà, la storia di una donna costretta ad abbandonare il suo amato Dorset per rifugiarsi nell’ostile e straniero Ohio risulta una vicenda avvincente, in cui si annidano molti elementi sorprendenti, in grado di rapire il lettore e costringerlo a leggere fino all’ultima pagina.

La fonte di riferimento di questa classifica è il sito classifica-libri.it

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Ouellett firmò infatti la determinante missiva ufficiale con la quale venne bloccata l’ordinazione sacerdotale di Luca Seidita, il giovane diacono pugliese che, in seguito al dolore per quella ordinazione negata, si tolse la vita il trenta novembre del 2010 gettandosi dalla rupe di Orvieto. La lettera del cardinale

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Tra i papabili per succedere a Benedetto XVI anche il cardinale del caso Scanavino. E’ considerato tra i sei cardinali che possono aspirare al soglio di Pietro e la sua figura è stata determinante in una delle vicende più controverse e dolorose che hanno scandito la storia recente della diocesi OrvietoTodi. Marc Ouellett, canadese di 69 anni, prefetto della Congregazione per i vescovi e presidente della Pontificia commissione per l’America Latina ha avuto un ruolo di primo piano nella successione degli eventi che, nel 2011, portarono alla clamorosa destituzione dell’allora vescovo Giovanni Scanavino. era stata scritta il 29 novembre e in essa si stigmatizzava soprattutto la scelta del vescovo Scanavino il quale aveva deciso di procedere all’ordinazione del diacono, ritenuto dal Vaticano “non idoneo al presbiteriato”. Il potente cardinale la cui ascesa al soglio pontificio viene messa in relazione alle strate-

gie sostenute dalla Chiesa americana rappresentata dal cardinale Timothy Dola, era stato molto esplicito nello stoppare Scanavino, alla luce dei “dubbi e perplessità circa l’idoneità agli ordini sacri emersi dalla valutazioni dei formatori dei vari seminari frequentati dal Seidita e l’accoglienza in diocesi di


- Il dopo Benedetto XVI - Vissani: evasione fiscale Orvieto-Todi senza oculato discernimento”. Il divieto di procedere all’ordinazione del diacono, in coincidenza con lo svolgimento della visita apostolica il cui esito determinò la rimozione di Scanavino, segnò l’accelerazione della vicenda che, prima del tragico gesto, si era svolta come il richiamo all’ordine da parte del Vaticano nei confronti di un vescovo troppo autonomo. Nato nel 1944 a La Motte, nello stato del Quebec, Ouellet è diventato sacerdote nel 1968, arcivescovo del Quebec e primate del Canada nel 2002, cardinale l’anno successivo. Nel 2014 avrebbe dovuto essere ospite ad Orvieto Benedetto Sedicesimo in occasione del giubileo straordinario concesso dalla Santa Sede alla diocesi e la sua visita aveva acceso molte aspettative. Chissà, invece

che ad essere accolto qui non sia Marc Ouellet, uno dei uomini forti dell’imminente conclave che aveva già conosciuto questo spicchio di Chiesa da Roma, seppur con un an-

golo visuale distorto da una controversia spiacevole trasfigurata in tragedia nel volgere di poche ore, dopo quella famigerata lettera su carta intestata del Vaticano.

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Dall'empireo della cucina al tribunale il passo è breve, ma se a compierlo è un guru dei fornelli del calibro di Gianfranco Vissani, allora il rumore è inevitabile. Il grande (in tutti i sensi) cuoco con ristorante sulle sponde del lago di Corbara dovrà comparire di fronte al tribunale di Orvieto per rispondere di una contestata evasione fiscale da due milioni di euro. Al centro della vicenda c'è proprio il suo ristorante di Baschi alla cui contabilità sarebbero stati imputati delle fatture destinta in realtà ad altri scopi. La contabilità del locale è stata passata al setaccio dalla Guardia di Finanza che ha proceduto per l'ipotesi di evasione fiscale e impiego di fatture utilizzate per storni incongrui. I conti del ristorante sarebbero stati insomma usati come copertura per altre operazioni finanziarie destinate ad evitare le strettoie del fisco. La denuncia penale è scattata a causa dell'importo che supera la soglia fissata per legge oltre la quale la questione esula dalla competenza civile. Già nel 2009 Vissani aveva avuto un

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Vissani sotto processo per evasione fiscale Lo chef con ristorante sulle sponde del lago di Corbara dovrà comparire di fronte al tribunale di Orvieto per rispondere di una contestata evasione fiscale da due milioni di euro contenzioso con il fisco. La Provincia di Trieste non gli aveva infatti versato un compenso da diecimila euro, pattuito per due serate di alta cucina. Al momento di pagare, l'ente pubblico aveva infatti verificato che lo chef aveva un debito superore ai diecimila euro con la sezione ternana di Equitalia a cui la

Provincia aveva dunque saldato il conto come impone la legge. Ai giornali che gli chiedeva spiegazioni, Vissani aveva però spiegato di non aver alcuna pendenza con nessuno e di aver sempre pagato regolarmente le tasse. Quei soldi, comunque, erano andati diretti al fisco.


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La distanza che separa la politica dalla rivalsa giudiziaria è più breve di quella che divide il palazzo comunale dal "palazzaccio" di piazza Corsica ed è tutta compressa dentro al dna di una città al veleno come Orvieto. Ieri mattina si è avuto l'ennesima prova di quanto la scorciatoia giudiziaria continui ad essere la valvola di sfogo in cima ai pensieri dei politici nostrani quando gli strumenti del confronto democratico appaiono spuntati o troppo poco contundenti. Il dossier che l'ex assessore Leonardo Brugiotti ha consegnato ieri mattina in procura è una corposa sintesi di come ha funzionato (evidentemente male, secondo lui) l'ufficio urbanistica del Comune e di quanti siano gli affari poco chiari che, a giudizio di Brugiotti, abbiano fatto da sfondo all'azione di Concina. Dopo essere stato messo alla porta dal sindaco,

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Licenziato da Concina, l’assessore Brugiotti presente un esposto alla magistratura contro il Comune Dopo essersi visto revocare le deleghe, Brugiotti ha portato in procura un corposo dossier con il quale si adombrano gestioni strane dell’urbanistica comunale ed egli appalti, ma senza dimenticare la ex caserma Piave in cui alcuni privati occuperebbero spazi pubblici a titolo gratuito. Brugiotti si è legato al dito il "licenziamento" ed ora è passato al contrattacco. Alla magistratura ha consegnato un esposto molto dettagliato che riguarderebbe non solo alcune vicende che di cui ha avuto diretta conoscenza in quanto connesse all'assessorato ai lavori pubblici, comprese le procedure di affidamento di alcuni appalti, ma anche altre questioni che riguardano scelte compiute in altri settori dal sindaco Concina e dai suoi assessori ed ex colleghi. La revoca delle deleghe a Brugiotti ha dato la stura ad una lotta senza quartiere che l'ex assessore è intenzionato a combattere sia a livello politico che giudiziario. Sul primo versantem ha iniziato già all'indomani delle revoca dell'inca-

rico, con una conferenza stampa in cui ha denunciato che a comandare davvero in Comune non è Concina, ma la triade formata da OlimpieriPizzo e Frizza. In realtà, l'asso che Brugiotti riteneva di avere per le mani è quello che ha calato ieri mattina consegnando l'esposto. Una delle cose richiamate dal dossier sarebbe l'affidamento dei lavori per la ristrutturazione di una parte del palazzo dei congressi, avvenuto a suo insaputa, per un importo da mezzo milione e con una procedura che, a suo dire, avrebbe violato la normativa europea sugli appalti. L'esposto si dipana sul doppio spartito di lavori pubblici ed affari e dentro ci sarebbero finite anche alcune operazioni immobiliari non ancora con-


- Esposto contro il Comune cluse oltre allo strano caso di alcune delibere che non erano state inserite nel sito internet del Comune (come impone la legge) per poi farvi di nuovo miracolosa comparsa a distanza di mesi. Un frullatore di sospetti, indizi, stranezze vere o presunte, il tutto condito ed attivato dalla rottura dei rapporti personali tra Brugiotti e Concina. Una guerra nel solito stile medievale che Orvieto conosce da secoli, solo con le carte bollate al posto degli spadoni affilati e i cavalieri sostituiti da implacabili avvocati. Uno spartito che era andato in scena anche qualche anno quando Stefano Mocio venne eletto sindaco. Una delle prima cose che fece fu quella di portare in procura i documenti relativi ad alcune pratiche urbanistiche piuttosto discusse, senza dimentare il fatto che la procura sta chiudendo le indagini sulla costruzione del parcheggio di

via Roma in cui si ipotizzano varie irregolarità a carico di funzionari comunali raggiunti da avvisi di garanzia. L’ex assessore intende anche presentare documentazione relativa

alla gestione della vecchia caserma Piave da cui risulta che una parte dell’immobile è stato dato in locazione ad alcuni privati senza la corresponsione di alcun canone.

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Per rendersene conto basta andare a scorrere i due siti internet a cui è affidato il compito di fare “marketing” religioso intorno a questo importante evento. In particolare, è il sito internet dell’Opera romana pellegrinaggi, la potente organizzazione vaticana attiva nel campo turistico, ad apparire decisamente poco concentrata a valorizzare il giubileo. Per trovarne traccia è infatti necessario addentrarsi nelle pagine interne, cliccando da “l’anno della fede”, alle “vie della fede” dove finalmente si trova un riferimento all’itinerario orvietanotuderte, venduto a 75 euro per un giorno di permanenza, accanto a quello francescano di Assisi che costa 83 euro, quello di san Giovanni Rotondo (180 euro per due giorni), quello di Siena sulle orme

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Giubileo sotto tono. I siti religiosi non lo promuovono bene Va bene che è un appuntamento dello spirito, ma l’eccesso di basso profilo rischia forse di far passare in secondo piano anche quello. La promozione del giubileo straordinario accordato da papa Benedetto alla diocesi di Orvieto e Todi non sembra beneficiare di una grande spinta promozionale da parte dell’apparato informativo ecclesiastico. di santa Cristina (90 euro al giorno), quello di sant’Ambrogio a 315 euro per tre giorni e quello sulle orme di sant’Antonio da Padova che costa 200 euro per due giorni, accanto ad itinerari più lunghi che vanno dalle 550 alle 700 euro. Passando invece al sito internet appositamente creato dalla diocesi per l’occasione (www.giubileobolsenaorviero.it),si viene subito colpiti dalla home page in cui è pubblicizzato in grande evidenza un pellegrinaggio in Terra Santa. A giudicare insomma dalla

“potenza di fuoco” mediatica messa in campo dalla Chiesa non pare proprio che la promozione giubilare viaggi ai massimi livelli anche se lo stesso vescovo Benedetto Tuzia aveva, in più occasioni, ridimensionato le attese di folle oceaniche, parlando di un evento più diocesano che turistico. L’avvio dell’anno giubilare a Bolsena , in attesa che Orvieto diventi protagonista nel 2014, dà in effetti l’impressione di essere sottotono in quanto a presenze. Ad Orvieto c’è chi nota invece un certo


- Giubileo ritardo nell’avvio della macchina organizzativa che, per la parte comunale, il sindaco ha affidato alla gestione del presidente del consiglio comunale Marco Frizza. Dopo la doccia fredda dell’anno santo, ci si accinge insomma a rivedere al ribasso anche la ricaduta prettamente ricettiva e turistica di un appuntamento religioso tanto importante. Considerando che il 2014 sarà per Orvieto anche un anno elettorale per le consultazioni amministrative è però anche vero che sulla riuscita o meno dell’organizzazione sarà oggetto di grande attenzione e discussione. Un bell’intreccio di sacro e profano per una città che ha anche assistito all’archiviazione del progetto di fare del Duomo un santuario eucaristico di valenza nazionale, così come aveva pensato di fare l’ex vescovo Giovanni Scanavino.

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Sono tornati fruibili, dopo decenni di abbandono. Riconsegnati agli orvietani, dopo un'attenta opera di restauro che ha donato nuova luce a due importanti tasselli del cosiddetto patrimonio architettonico minore. In via Ripa Medici e nello slargo prospiciente la chiesa di San Giovanni Battista è finalmente completato a tutti gli effetti il restauro del complesso architettonico della chiesa di Santa Maria del Pianto e dell'annesso oratorio di San Giovanni Battista dei Disciplinati. Restauro realizzato con la col-

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Riconsegnati alla città due tasselli di arte e storia Nuova luce sul patrimonio del '600'700 orvietano con il restauro del complesso architettonico della Chiesa di Santa Maria del Pianto e dell’Oratorio di San Giovanni Battista dei Disciplinati. di Davide Pompei

laborazione e il contributo della Confraternita di San Giovanni Battista dei Disciplinati, della Soprintendenza per i beni architettonici dell'Umbria, della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, della Comunità neocatecumenali e di Comunione e Liberazione a cui

la diocesi di Orvieto-Todi ha affidato la gestione degli ambienti, ma anche di privati cittadini. La chiesa edificata nel 1768 costituisce una testimonianza singolare nel suo rapporto con la Rupe, mentre l'oratorio conserva un ciclo di affreschi attribuiti a Giovanni Maria Colombi,


- Chiesa di Santa Maria del Pianto - Oratorio di San Giovanni Battista dei Disciplinati

realizzati intorno al 1630, raffiguranti alcune scene della vita di San Giovanni. I lavori interni di restauro relativi agli stucchi dell’altare e alle decorazioni della cupola hanno restituito a questa chiesa i valori formali e cromatici originali “offuscati da ridipinture improprie” e salvato così dal degrado l’intero apparato decorativo. Nello specifico, l’oratorio – detto anche oratorio delle ripe – venne realizzato tra il 1611 ed il 1617, nell’area compresa tra via Ripa Medici ed il margine stesso della rupe. Mentre la limitrofa chiesa di Santa Maria del Pianto tirata su trasformando le preesistenze grazie al contributo di Filippo De Solis, che ottenne la possibilità di costruire la nuova aula liturgica con un fastoso altare in stile barocco. Nell’incisione di Angelo Sanvitali, che rileva la situazione prima delle trasformazioni settecentesche, viene rappresentato un edificio con copertura a falde ancora privo del tiburio corrispondente alla cupola. La facciata è del '700 e presenta un semplice disegno di ordine architettonico concluso in alto da volute e timpano, finestra centrale con angoli smussati e portale di ingresso in travertino. Le opere artistiche? Nella navata trova posto una tela raffigurante la Madonna Addo

lorata, in cui l’artista rappresenta la Vergine con lo sguardo rivolto verso l’alto, rapita in un momento di intensa preghiera. Nell’edicola dell’altare, invece, è collocata l’icona della Madre della Misericordia realizzata di recente seguendo le pratiche di lavoro, unite alla preghiera, della tradizione iconografica bizantina. In un gesto di affetto i volti della Madre e del Figlio si avvicinano, lo sguardo consapevole di Maria è rivolto verso i fedeli. Tratto spirituale immutevole di compassione profonda e universale. E invito alla contemplazione.

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Un successo clamoroso, dimostrato dall’enorme afflusso di spettatori e dalla impossibilità di accogliere, nella pur ampia sala conferenze di Palazzo Simoncelli, quanti erano accorsi all’affascinante evento musicale, curato dal M° Riccardo Cambri e dal Dr. Alberto Romizi, e fortemente voluto dalla Presidente Unitre Prof.ssa Maria Teresa Santoro. “Sono solo canzonette?” ha saputo riportare alla memoria, non solamente i grandi successi melodici delle prime edizioni del Festival della Canzone Italiana, ma anche i fatti storici e politici, di cronaca e costume di un decennio - quello degli anni cinquanta - che vide la lenta ma inarrestabile rinascita di un Paese messo in ginocchio dalla seconda guerra mondiale. A fianco degli straordinari gorgheggi di Nilla Pizzi e Claudio Villa, Gino Latilla e Nunzio Gallo, si sono celebrati altri grandi personaggi come la principessa Soraya, il campione olimpionico Zeno Colò, e poi Evita Peron e Grace Kelly, e sono stati riesumati dal sentire collettivo alcuni fatti rilevanti come la terribile alluvione del Polesine, l’affondamento dell’Andrea Doria, l’allunaggio della sonda Lunik II. Il tutto brillantemente esposto da Romizi, mentre Cambri ha selezionato gli emozionanti video originali delle canzoni vincitrici dei gloriosi Festival del decennio 1951-1960, strizzando l’occhio a ricordi e nostalgie. Alla canzone Nel blu di-

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Grande spettacolo con le canzonette degli anni cinquanta L’Università delle Tre Età di Orvieto ha confezionato un pomeriggio di straordinario interesse dedicato agli albori del Festival di Sanremo, confermandosi una delle associazioni culturali più attive ed originali della città

pinto di blu, il pubblico non ha potuto fare a meno di cantare insieme al grande Domenico Modugno, in un’atmosfera calda ed emozionata. Molto evocativa la presenza dell’attrice Nadia Tiezzi, che ha letto alcune interviste e frasi famose dei protagonisti dei Festival. Particolarmente apprezzata la scelta di eseguire anche musica dal vivo, con il M° Cambri che ha accompagnato al pianoforte Cinzia Catalucci, giovane e splendida voce deliziosamente calatasi nel ruolo di cantante stile anni cinquanta, e Carmelo Pagano, artista notissimo ed esponente della grande musica leggera italiana che ha riproposto, col suo coinvolgente swing, alcuni classici del tempo che fu. Ma la vera sorpresa è stata la presenza del Sindaco di Orvieto, Toni Concina, che, nonostante i numerosi eventi cittadini concomitanti, non ha voluto mancare alla festa musicale salutando i

presenti con le parole originali del presentatore Nunzio Filogamo (il 29 gennaio 1951 così inaugurava la prima edizione del Festival di Sanremo: “Cari amici vicini e lontani, buonasera”) e suonando subito dopo Vola colomba, con cui Nilla Pizzi trionfò nell’edizione 1952. Un pomeriggio, quindi, al tempo stesso struggente e divertente, che conferma l’Università delle Tre Età di Orvieto come una struttura in grado di promuovere iniziative di indubbia qualità culturale e sociale, che sanno attirare e coinvolgere una folta partecipazione. Per ultimo, la Presidente Santoro ha inteso ringraziare di cuore l’Istituto Tecnico Alberghiero di Orvieto, nella persona del Dirigente Prof. Galati, i cui studenti, coordinati dal Prof. Poggioni, hanno realizzato il ricco e gustoso buffet con cui si è concluso al meglio il bel pomeriggio a Palazzo Simoncelli.


Il Bellini,

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Continua mese dopo mese il nostro insegnamento per tutti i lettori amanti delle bevande alcoliche. Per questo marzo andremo ad approfondire la conoscenza di un cocktail noto alla stragrande maggioranza dei lettori: il Bellini. Il Bellini è un cocktail ufficiale IBA, appartenente alla categoria dei long drinks a base di vino bianco frizzante (o prosecco) e polpa frullata e succo di pesca bianca. Come già detto prima è internazionalmente uno dei più noti cocktail italiani.

Questa bevanda è stata inventata nel 1948 da Giuseppe Cipriani, capo barista dell'Harry's Bar. A causa del suo colore rosato che ricordò a Cipriani il colore della toga di un santo in un dipinto del pittore Giovanni Bellini, egli nominò il cocktail Bellini. Il drink divenne una specialità sta-

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cocktail invernale con molte varianti gionale dell'Harry's Bar, a Venezia, uno dei locali favoriti da Ernest Hemingway, Sinclair Lewis e Orson

Welles. Successivamente la sua fama espatriò anche alla sede dell'Harry's Bar di New York. Dopo che


- Bellini - Mimosa

un imprenditore francese instaurò una rotta commerciale per trasportare polpa di pesche bianche fra le due località, il cocktail divenne un classico perenne. Il Bellini è uno dei cocktail ufficiali dell'Associazione Internazionale Bartender, ciò indica la sua popolarità ed il fatto che è noto a molti baristi ed avventori di locali. Passiamo a noi, prepariamo un Bellini? Si? Ok, andiamo a prendere: - 10 cl di Prosecco - 5 cl di Polpa di Pesca La ricetta originale vuole l'utilizzo di polpa e succo di pesca bianca veronese, schiacciata e non frullata, mescolata lentamente al Prosecco per non provocarne una perdita eccessiva di gas . Serviamolo infine in un flûte. A causa della scarsa reperibilità delle pesche bianche o, un tempo, del prosecco, esistono numerose varianti. Con lo champagne, diventa Bellini Royal. Alcuni però sostengono che

lo Champagne non sia il massimo accoppiato al gusto delicato delle pesche bianche del Bellini. Per una versione non alcolica, si usano succhi frizzanti o soda al posto del vino. Altre varianti sono il Rossini con le fragole al posto della pesca, il Tintoretto tipico delle zone limitrofe di venezia con il succo di melograno e il Mimosa (nella foto a destra). Quest'ultima variante, che ora andremo ad approfondire in onore della festa del gentil sesso, è chiamata anche Buck's fizz e fa parte della categoria dei medium drink. Il Mimosa viene preparato con spremuta d'arancia fresca e champagne ed ha un sapore fresco e rinfrescante. Il cocktail è composto da: - 7,5 cl di spremuta d'arancia - 7,5 cl di champagne. Il periodo ideale per gustarlo sono i mesi invernali, quando appunto maturano i frutti. È stato creato da Mr McGarry, barman al Buck's Club di Londra nel 1921.

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Bar Pizzeria Rosticceria I PORTICI

Il bar I Portici è situato ad Orvieto Scalo, a circa 400 metri dalla stazione Fs e dalla funicolare. Oltre al normale servizio da bar, il locale offre un ottimo servizio di ristorazione. E’ specializzato in primi piatti, secondi, essendo anche una rosticceria, contorni, fritti insalate e verdure grigliate, il tutto disponibile anche su prenotazione per l’asporto. Per un pasto veloce invece puoi affidarti ai classici panini, tramezzini o piadine e contare su un’ottima produzione di pizza al taglio e al piatto di tutti i tipi.

Orvieto Scalo, Viale Primo Maggio, 73H 348.8075485 - 380.7515809

Bar Pasticceria NANDO

CAFFE’ COSTANZI

CAFFE’ PLAZA

Ad Orvieto Scalo, a pochi passi dalla Stazione FS, trovate la Pasticceria NANDO, un’attività che vanta oltre trent’anni di esperienza nel settore. La Pasticceria Nando si occupa di realizzazione di torte nuziali, anche monumentali, e personalizzate per tutte le occasioni, dal compleanno alla cerimonia, inoltre offre un ottimo servizio per quanto riguarda i rinfreschi, anche a domicilio, e coffee break. Per Pasqua il servizio si estende anche in produzione propria di colombe, pizze di pasqua e uova di cioccolato personalizzate.

Bar storico dello scalo propone fino a tarda notte il servizio di bar caffetteria e la pizzeria al piatto e da asporto.

Il locale dispone inoltre di Wi-Fi Zone. Completa l'offerta una sala giochi con slot e videolotteries con jackpot fino a 500.000.

Ampio bar situato ad Orvieto Scalo, provvisto di tabacchi, gratta e vinci, sala VLT e un ottimo servizio di consegna colazioni. Tutti i Venerdì, una specialità del locale è “L’Apericena”, pagando la prima consumazione 5€, potrai servirti al nostro ricco buffet, ricco di prelibatezze che variano di volta in volta. Ogni Domenica sera inoltre, il Caffè Plaza ospita il “Dr. Why”. Dr.Why è un gioco a quiz dal vivo ideale per Locali, Pub, Eventi Speciali presente in 6 nazioni.

Orvieto Scalo, Via Sette Martiri, 68 0763 302013

Orvieto Scalo, Via Monte Nibbio 35/37 - 0763.301997 facebook.com/barplaza.snc

Orvieto Scalo, Via Sette Martiri, 68 0763 302013

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Sono visibili tutti gli eventi Sky/Mediaset, dove potrai gustare la tua partita preferita con una birra in buona compagnia.


OSTERIA DEL GRILLO

SFIZIO’ Food & Beverage

Ristorante - Pizzeria L’ANTICA RUPE

Ai piedi del centro storico, a 5 minuti dall'Autostrada e facile da raggiungere, è un caldo ed accogliente salotto divenuto un punto di riferimento ad Orvieto e dintorni per la carne alla brace, esposta, pesata e cotta a vista sul braciere in sala. Propone originali antipasti con prodotti locali e dolci fatti in casa. Aperto anche a pranzo con primi piati artigianali e menù per specifici per una pausa pranzo di qualità, veloce ed al giusto prezzo. Adatto anche per presentazioni letterarie, incontri o cene private.

Sfiziò Food & Beverage è un locale che riesce a conciliare la ristorazione con la cucina tipica orvietana, pizzeria, enoteca-winebar per la degustazione dei vini con possibilità di essere consigliati dal sommelier, caffetteria con pasticceria secca e dolci preparati esclusivamente dal nostro chef. E’ l’ideale per gustare la tipicità della cucina di una volta o semplicemente per un pranzo veloce di lavoro. Aperto anche la sera, dove l’ampia sala e lo splendido palco si offrono per serate di musica live.

La cuoca per passione “Mamma Angela” si basa su ricette tradizionali, usando prodotti freschi e genuini per creare piatti non troppo elaborati, ma che racchiudono tutto il gusto e i sapori della cucina tradizionale Orvietana e Umbra. Per questo il Ristorante L’Antica Rupe, grazie anche alla sua gestione familiare, si distingue in cortesia, bontà e garanzia, come a casa vostra. - Chiuso il lunedì.

Orvieto, Via Sette Martiri, 7 0763.393721 - 347.3442509 www.osteriadelgrillo.it

Orvieto, Via Garibaldi, 20 0763.616830 facebook.com/sfizio.orvieto

Orvieto, Vicolo S.Antonio 2/A 0763.343063 anticarupe@live.it

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Mammole alla romana Ingredienti per 6 persone - 12 carciofi mammola - 2 spicchi d’aglio - 2 limoni non trattati - 1 bicchiere di vino bianco - 1 ciuffo di mentuccia - olio extra vergine di oliva - sale - pepe Difficoltà: facile Preparazione: 20 minuti Cottura: 50 minuti

Il Carciofo Il carciofo, nome in greco arcaico “kinara”, fa la sua prima comparsa letteraria nella mitologia degli antichi Greci, dove la bellissima ninfa Cynara, pare dotata di carattere spinoso ma di cuore tenero, viene trasformata da Zeus in una verdura con le stesse caratteristiche. La pianta è infatti originaria del bacino del Mediterraneo orientale, che comprende le isole Egee, Cipro, tutta l’Africa settentrionale e l’Etiopia, dove tuttora se

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ne trovano diverse qualità spontanee. I carciofi reclamano un posto di primo piano nella cucina greca, dove le verdure locali, anche a causa delle passate, ristrette condizioni di vita di gran parte della popolazione e ai numerosi periodi di magro che scandiscono il calendario della fede ortodossa, sono una presenza costante, come pure le tante erbe aromatiche. Molto apprezzato dagli antichi Romani; la sua coltivazione in Europa viene abbandonata per alcuni secoli , in Italia ritorna sulle tavole alla fine del Medioevo proprio grazie all’importazione dall’Etiopia cominciando con la Toscana.

Eliminate le foglie esterne più dure dei carciofi. Privateli delle punte e di parte del gambo, conservandone 2-3 cm. Spellate i gambi con un pelapatate e arrotondate il fondo dei carciofi con un coltellino. Allargate le foglie e usate uno scavino per togliere il fieno interno. Immergete i carciofi, man mano che li pulite, in una ciotola di acqua acidulata con il succo di un limone, in modo che non anneriscano. Rosolate uniformemente i carciofi in una casseruola a bordi alti con 3 cucchiai di olio, sistemandoli con i gambi rivolti verso l’alto. Aggiungete gli spicchi d’aglio spellati, bagnate con il vino bianco, il succo e la scorza grattugiata del limone rimasto, metà della mentuccia lavata, asciugata e tritata e regolate di sale e pepe. Cuocete con il coperchio per circa 40 minuti. Togliete il coperchio, cuocete ancora per circa 10 minuti, finchè il fondo di cottura sarà quasi del tutto evaporato. Trasferite i carciofi in un piatto da portata riscaldato, mantenendoli sempre con il gambo verso l’alto. Spolverizzateli con la mentuccia rimasta e con una macinata abbondante di pepe. Irrorateli con il fondo di cottura e servite subito.


- Il carciofo - La ricotta

Bocconcini in pastella

stella molto soda. Aggiungete la birra e amalgamatela delicatamente con un cucchiaio di legno. Sgocciolate i carciofi, tamponateli con carta da cucina, i modo da asciugarli perfettamente e disponeteli nella pa-

Ingredienti per 4 persone - 2 carciofi - 1 limone - 1 uovo - 50 gr. di farina bianca - mezzo bicchiere i birra chiara - abbondante olio di semi di arachide - sale Difficoltà: media Preparazione: 20 minuti Cottura: 5 minuti Tagliate il gambo dei carciofi ed eliminate le foglie esterne più dure. Privateli delle punte, divideteli a metà ed eliminate l’eventuale fieno interno con un cucchiaino o uno scavino. Tagliateli a fettine molto sottili e metteteli in una ciotola con acqua acidulata con succo di limone in modo che non anneriscano. Riunite l’uovo in una ciotola con la farina e mescolate con una frusta, in modo da ottenere una pa-

La ricotta Si prepara in tutte le regioni italiane, ma la romana e la piemontese sono le più diffuse. Magra e delicata, è gustosa e facile da digerire. Un ingrediente davvero prezioso e versatile che si sposa a meraviglia con i sapori dolci e salati. La romana è ricavata di solito dal siero del formaggio pecorino; ha consistenza granulosa e compatta, è piuttosto asciutta e va bene per tutti gli usi. Quella piemontese, ottenuta dal siero di latte vaccino con eventuali aggiunte di latte, è più morbida e cremosa e perciò ideale per creme, torte e mousse.

stella preparata. Scaldate abbondan- te olio in una padella a bordi alti, immergetevi i carciofi, pochi alla volta e fateli friggere, per 3-4 minuti, finche saranno dorati. Sgocciolateli su carta assorbente, salateli e servite ben caldi.

Crostata di crema alle mandorle Ingredienti per circa 6 persone - Una confezione di pasta frolla - 230 gr. di ricotta piemontese - 100 gr. di mandorle in polvere - mandorle a lamelle - 2 uova - 80 gr. di zucchero semolato - la scorza grattugiata di un limone non trattato - un pizzico di sale - zucchero a velo Difficoltà: facilissima Preparazione: 20 minuti Cottura: 35 minuti Fate la classica fontana con la farina , unite al centro le uova, lo zucchero, il lievito, un pizzico di sale e il burro ammorbidito. Lavorate il tutto, aggiungendo un po’ di succo di arancia, fino ad ottenere un impasto omogeneo e morbido, ma non molle. Dategli la forma di palla e lasciate riposare qualche minuto. Prelevare dall’impasto dei piccoli pezzetti (in cottura penserà il lievito a farli ingrandire), friggete in abbondante olio ben caldo rigirandole spesso. Quando saranno ben gonfie e dorate, scolatele e fatele asciugare su carta assorbente. Trasferite poi su un piatto da portata e spolverizzate con zucchero a velo e servite ben calde.

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La Mimosa, origine e coltivazione

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La mimosa, o meglio Acacia dealbata, ha origine nella zona del sudest australiano e della Tasmania (in queste zone può raggiungere anche l’altezza di 20-25 metri). In Europa fu importata verso il 1900. E’ nota soprattutto come pianta ornamentale, questo grazie ai suoi bei fiori gialli dall’inconfondibile profumo. E’ una pianta da esterno ma può essere coltivata anche in casa. Si sviluppa in modo eretto, ha taglia media e, in Europa, può arrivare ad un’altezza di 10 metri. E’ una pianta sempreverde e conserva le sue foglie per tutto il corso dell’anno; queste sono di colore verde, di forma bipennata e sono composte, a loro volta, da piccole foglioline di un colore diverso in base alla varietà. I fiori della mimosa sono sferici, crescono in gruppi e sono molto profumati, la fioritura è sem-

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pre molto abbondante e, generalmente avviene verso i primi di marzo. I rami novelli della mimosa hanno delle macchine bianche, da qui ne deriva il nome di Acacia Dealbata. Il frutto della mimosa è un legume con una lunghezza di circa 5-10 cm che, quando è maturo, diventa nero. Il tronco è liscio di colore grigio-bianco. La Mimosa può essere piantata nei giardini o nei vasi, si adatta ad ogni tipo di terreno anche se preferisce quelli più acidi, profondi e ben drenati, privi di ristagni idrici. Va po-

sizionata al riparo dai venti e dal gelo, infatti un inverno troppo rigido ne potrebbe causare la morte. Per i primi anni la Mimosa deve essere potata accorciando abbastanza i rami, successivamente si può anche non fare la potatura o farla solo dopo la fioritura per stimolare i nuovi getti. Non viene colpita da particolari malattie, si consiglia una concimazione periodica. Può essere riprodotta a primavera per semina, i semi sono contenuti a gruppi in baccelli di 10 cm prodotti dalla pianta, occorre mettere questi semi in acqua calda per un paio di giorni e successivamente interrarli in un composto di sabbia e terra, la germogliazione avverrà entro un mese.La propagazione avviene anche per talea, da praticare sempre nei mesi primaverili interrando dei rametti in vasi con terra e sabbia e mantenendo umido.


- La Mimosa

L’ALTRA FACCIA DELLA MIMOSA Nel campo della medicina, la mimosa è indicata nelle diete, perché riduce il senso di fame e diminuisce l’assorbimento dei grassi. Un decotto di mimosa potrebbe essere utile contro diarrea, nausea e malattie veneree. Gli aborigeni dell’Australia usano la sua corteccia ricca di flavonoidi, sostanze antiossidanti e antiradicaliche per curare alcune malattie, così come anche le popolazioni messicane. La “Mimosa tenui flora”, infatti, era conosciuta col nome di “Tepezcohuite”, che significa "Albero della Pelle". I preparati a base di questa pianta, sono indicati per favorire la rapida cicatrizzazione di ferite, piaghe torpide, herpes, psoriasi, ustioni, delle quali attenua il bruciore e il dolore,

ne promuove la rapida essiccazione e rimarginazione, ricostituendo in breve tempo i tessuti danneggiati. L'estratto essiccato della corteccia possiede inoltre spiccate proprietà antimicrobiche ad ampio spettro, antibiotico-simili, che inibiscono la crescita di batteri e di funghi; è indicato per alleviare i problemi cutanei conseguenti alla

lungodegenza per evitare la formazione di piaghe da decubito nelle persone costrette a letto, per evitare le ulcere varicose e diabetiche e favorirne la cicatrizzazione quando già presenti. L'attività antibatterica può essere utile anche per contrastare l'acne. L'attività rigeneratrice inoltre può aiutare per rallentare l'invecchiamento della pelle.

Per non dimenticare... Nell'inverno del 1908, a New York , le operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono chiedendo migliori condizioni di lavoro. Lo sciopero durò alcuni giorni, finché l'8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte dell'opificio e imprigionò le scioperanti nella fabbrica alla quale venne appiccato il fuoco. Tra loro vi erano molte immigrate, tra cui anche delle italiane, donne che cercavano di affrancarsi dalla miseria con il lavoro. Fu Clara Zetkin, leader socialista tedesca e direttrice del giornale socialdemocratico tedesco Gleichheit, a proporre che l'8 marzo sia osservato, ogni anno, come la Giornata Internazionale delle Donne e come giornata di lotta internazionale per ricordare il tributo di sangue pagato dalle donne nella lotta contro lo sfruttamento e per l'emancipazione sociale, per diffondere, sostenere e trasmettere di generazione in generazione in tutto il mondo il grande ideale dell'emancipazione della donna.

da cannone, la carne da sfruttare, la carne da piacere. La donna non diventerà libera che quando l'uomo sarà libero". ( Camilla Ravera, 1921 )

Il fiore della mimosa, scelto dall’UDI (unione donne italiane) è da allora noto come simbolo di femminilità, e viene regalato alla donna ogni anno l’8 marzo.

"Schiavo del capitale, l'uomo, corrotto dalla sua stessa schiavitù, cerca di prendere la rivincita soggiogando la donna, sfruttandola e martirizzandola. Estenuato da un lavoro senza gioia e senza ideale, l'uomo cerca oblio nell'alcol, nella crapula; la donna, custode del focolare, ne è sempre la vittima. E' la donna che prepara la carne

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GiovedĂŹ 14 febbraio 2013: giornata dedicata al tema della violenza sulle donne. In tutte le piazze di migliaia di cittĂ , nel mondo, le donne hanno ballato insieme, per ricordare che, alla violenza, bisogna reagire e non subire. Molti uomini, sensibili a tale tematica, si sono uniti ed hanno partecipato a questo evento. Un gesto significativo e storicamente consistente da parte di coloro che del mondo maschile fanno parte ma combattono la violenza e il potere che, alcuni invece, esercitano sulle donne. Cosa spinge una donna ad accettare e subire le violenze fisiche e psicologiche che, spesso, un uomo amato le infligge ripetutamente? E' tra le mura domestiche che si

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La violenza sulle donne Come uscirne?


- Violenza sulle donne

svolgono episodi raccapriccianti che con l'amore vero hanno poco a che fare. La dipendenza affettiva, quando raggiunge livelli patologici, annebbia la mente e un aguzzino può mescolarsi in un uomo apparentemente affettuoso. Per paura di perderlo e restare sola, la donna lo accetta diventando così “vittima”. Non c'è spazio nella mente all'idea di ribellarsi e denunciare i torti subiti perchè la vittima è spaventata, teme il suo carnefice, ma crede di non poter fare a meno di lui perchè in alcuni momenti, in una diabolica trasformazione, si prodiga in affettuosità e si addolora per aver agito con crudeltà e violenza sulla donna,

chiedendole anche scusa per averle inflitto delle sofferenze. Personalità molto fragili abitano le anime di alcune donne che hanno bisogno di questo amore malato, senza il quale credono di non avere il diritto di esistere. Per accorgersi di “essere vive” accettano maltrattamenti, botte e violenze psicologiche e il loro carceriere rappresenta tutto il mondo che si relaziona con loro e le fa sentire importanti. A causa del basso livello di autostima non riescono ad immaginare di poter essere in relazione con gli altri in modo diverso e, spesso, nella storia che hanno alle spalle è l'unica realtà che le persone amate hanno

fatto conoscere loro. Quando si è vissuto nella violenza e nella sottomissione, non si ha sempre la forza di cambiare. Alcune volte, fortunatamente, è proprio l'incontro con l'uomo affettuoso e amorevole che può aiutare una donna a lasciarsi alle spalle tanto dolore, e sentendosi amata e rispettata, riesce a separarsi da quei terribili ricordi che hanno condizionato la sua vita, potendo costruire una nuova immagine di se. Purtroppo non è sempre così... Le cose potrebbero complicarsi e non bisogna indugiare nel chiedere aiuto ad un personale qualificato, per dare inizio ad un percorso verso una nuova vita.

Vuoi porre una domanda alla Dott. Sandra Flammini? Contatta la redazione alla mail info@kreatorfactory.it

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Il Finocchio selvatico: Un alleato prezioso per cucinare la carne alla brace Durante i mesi estivi di luglio/agosto a secondo della stagione, è possibile imbattersi, passeggiando per le campagne, in una pianta aromatica della famiglia delle ombrellifere dall’aria molto delicata e con densi cespi di foglie sfrangiate di colore verde acceso.

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Il finocchio selvatico ( foeniculum vulgare) è una pianta erbacea perenne fortemente aromatica che cresce in terreni della zona mediterranea, preferibilmente aridi e sassosi, temendo essa l’umidità e il ristagno d’acqua. All’estremità della pianta si possono ben notare i fiori gialli raccolti su ampie ombrelle (che a casa mia chiamiamo “mappine”) e che contengono il seme (che è anche il frutto) il quale, cadendo, renderà possibile la riproduzione della pianta la primavera successiva. I semi sono ben noti a tutti gli amanti della cucina perché preziosissimi (anche dal punto di vista economico… si trova in commercio a 10/15€ l’etto) per la prepara-

zione di piatti tradizionali della gastronomia umbro-laziale. Mentre le foglie fresche, da raccogliere in primavera, sono un ingrediente fondamentale per la minestra di finocchio selvatico fresco, appunto, e fagioli bianchi oltreché per arricchire le insalate. Dopo aver raccolto pazientemente i fiori nelle campagne, si mettono ad essiccare in zona ombrosa per una ventina di giorni, dopodiché, strofinandoli delicatamente tra le mani si fanno cadere tutti i semi che, a seconda dello sviluppo possono essere più o meno grandi. Questi ultimi sono utilizzati per fare il pane, panini e biscotti al finocchio, oppure per degli ottimi e delicati infusi con capacità carminative, digestive, depurative ed antispasmodiche; i più piccoli invece rappresentano un classico per il condimento della carne di maiale, la porchetta, dei fegatelli come ottima alternativa alle foglie d’alloro, per le patate arrosto (una bontà!|), per il tacchino, il pesce ed infine per lo spezzatino con pomodoro ed olive nere. Avete del buon pollo arrosto avanzato dalla sera prima? Seguite la ricetta che ho scritto su queste pagine per farlo con il pomodoro, finocchio selvatico e olive nere… quando il “riciclo” diventa delizioso. Una curiosità: sapete da dove arriva il termine “infinocchiare”?... be’ dalla consuetudine che in passato avevano gli osti disonesti di servire un piatto di finocchio selvatico agli avventori delle loro locande prima di portare loro del vino scadente. Il finocchio selvatico infatti, consumato crudo, altera le papille gustative facendo sembrare buono anche il vino più scarso…attenzione quindi agli antipasti a base di finocchio selvatico e a non farvi…infinocchiare!


- Il finocchio selvatico - Pollo arrosto con pomodoro, finocchio selvatico ed olive nere - A pranzo col Grillo

Pollo Arrosto con pomodoro, finocchio selvatico ed olive nere Metto in padella aglio ed olio e faccio soffriggere leggermente, aggiungo il pollo arrosto (se avanzato dal giorno prima ancora meglio) tagliato a pezzetti o smembrato con le mani, faccio insaporire e rosolare aggiungendo del sale, un pizzico di peperoncino, le ombrelle intere del finocchio selvatico e un pizzico dei suoi semi, proseguo con la cottura e sfumo con del vino bianco di buona qualità. Aggiungo dei pomodorini freschi tagliati a pezzettini , olive nere secche (meglio se caserecce) e della scorza di mezza arancia tagliata finissima. Porto a termine la cottura facendo addensare la salsa. Buon appetito.

A pranzo col Grillo... La pausa che ricarica La pausa pranzo é il momento della giornata che più spesso viene sottovalutato da chi non ha la possibilità (la maggior parte di noi ormai) di consumare il pasto a casa, spostando quello principale alla sera,

quando rientriamo a casa affamati pronti a divorare la qualunque. Abitudine sconsigliatissima questa per una serie di motivi. Pensate al fatto che non consumare un buono ed equilibrato pasto a pranzo, significa non fornire la giusta quantità di carburante al nostro corpo ed al nostro cervello che hanno bisogno di tanti elementi per poter funzionare al meglio e poter affrontare gli impegni che avremo di fronte fino a sera. Abbiamo un ora da dedicare alla pausa pranzo? Sfruttiamola al meglio! Pensiamo a quali caratteristiche dovrebbe offrire il locale che scegliamo: abbiamo un'ora, a volte meno, quindi un tempo relativamente breve per mangiare, dobbiamo consumare cibo genuino e fresco, l'ambiente deve essere accogliente e tranquillo, il servizio puntuale e preciso, facile da raggiungere e comodo per parcheggiare l'auto, infine vogliamo che il costo per tutto questo sia assolutamente accessibile. Vedete quanto è importante scegliere il posto giusto? Dove andate solitamente vi

viene offerto tutto questo? Rifletteteci su qualche minuto e se la conclusione non vi soddisfa valutate eventuali alternative che possano darvi una migliore qualità generale

ad un prezzo molto competitivo. Non accontentatevi del solito posto solo perché è vicino o per routine ma che non vi appaghi al 100%. Prendetevi cura di voi stessi cominciando dalla pausa pranzo, anche per un'ora soltanto, concedendovi un momento piacevole e rilassante in un ambiente accogliente, caldo, piacevole, con il giusto spazio tra i tavoli, il camino acceso, l'accesso Wi-Fi, un servizio veloce e puntuale, gustando piatti espressi fatti in casa come fettuccine o gnocchi, o ricche insalatone fatte con ingredienti freschissimi oppure secondi di carne "made in Italy" cotti sapientemente alla brace.Studi autorevoli confermano che é fondamentale staccare la spina mentre si mangia, evitando di fare più cose contemporaneamente come per esempio continuare a lavorare al pc o smanettando con il telefono mentre mastichiamo, azioni queste che ci fanno perdere anche il gusto, se si sceglie il posto adatto, di una pausa rilassante e rifocillante utile per affrontare in forma il resto della giornata. Senza dimenticare che l'abitudine di consumare un pasto equilibrato durante il pranzo, innesca un circolo virtuoso che porta benefici a tutto l'organismo.All'Osteria del Grillo si può mangiare a pranzo con 12,00€ gustando un antipastino sfizioso e leggero, un primo piatto fatto in casa oppure un secondo di carne alla brace, un contorno di stagione, l'acqua ed il caffè.Buono, veloce, economico.A pranzo col Grillo...100% soddisfazione!

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Come si può descrivere? Vediamo… Un terremoto, si! Un terremoto … di quelli fanno tremare persino i palazzi più solidi, le mura più spesse, e ti lasciano seduto per terra. E’ ciò che a volte capita ad una band, quando gli avvenimenti, le scelte, e le persone che la circondano, la sbattono e la scuotono fino a farla tremare. Agli HOT è successo qualcosa del genere. Al momento, tutti, più o meno, sentiamo parlare del Tour Europeo e di come stia andando piuttosto bene, e, ogni tanto sbirciamo tra le loro pagine web per renderci conto di quanta strada siano riusciti a percorrere ‘sti ragazzi, nonostante le malelingue, le gufate, e tutti gli inghippi. Ma non è mica sempre stato così, stavolta il vostro Mr Brownstone non farà una mera descrizione del presente. Oggi voglio andare più a fondo, e sapere cosa hanno passato Desmo, D.D. e Leo, prima di giungere ad un presente un po’ più roseo e pieno di belle speranze come questo. Li faccio sedere, ma non ho la stessa faccia di sempre. Persino loro si chiedono “questo che ha intenzione di fare?”, ma me ne sbatto. Qui si parla di musica, Rock n Roll, e se c’è una cosa veramente RnR, quella è la verità. Possiamo comin-

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Fra cambiamenti stilistici, tour europeo e vecchi fantasmi Gli HOT, una vecchia conoscenza della musica “made in Orvieto” ci svelano dei retroscena della questione “Amanda Knox” e ci parlano del loro tour europeo. ciare! Tre e non quattro … perché? “Cominci subito, eh?!?” - sorride Leo – “Tre, perché il quarto ha deciso di cambiare vita. Per motivi personali si è dovuto trasferire a Firenze, non potendo, perciò, seguire la band con lo stesso impegno e devozione di sempre. Probabilmente, l’ ultimo periodo vissuto con gli HOT, che di sicuro non descrivo come “positivo”, lo ha fatto traballare più del dovuto, fatto sta che ha optato per l’abbandono. I motivi e le ragioni restano suoi e basta; conta soltanto ciò che ha saputo regalare a questo gruppo, ed a noi come persone. Abbiamo persino provato a fare audizioni, per prendere un nuovo solista, ma nessuno, credimi, nessuno avrebbe mai potuto colmare un vuoto di “esperienza” tale.

Con chi, in pochi mesi, avremmo potuto trovare lo stesso feeling raggiunto in quasi quattro anni, soprattutto se consideri che eravamo nel bel mezzo del tour?!? Per ora, quindi, siamo tre, ed io mi faccio il culo per due.” Più MUSE che Guns n’ Roses, quindi?!? “No, così è troppo. Il cambio stilistico c’è stato, ed anzi, è ancora in atto, forse pure più evidente e marcato di prima” – continua Desmo – “Ma non vogliamo ispirarci a nessuno, cerchiamo di fare cose più “personali” possibile. Non credo che l’ascoltatore medio sia così felice di sentire una band emergente che diventi la brutta copia di un big storico. Crediamo profondamente che Rock n Roll voglia dire cambiare, inventare, con coraggio e te


- HOT

nacia. Se fai qualcosa di già sentito non potrai mai essere RnR, come il buon vecchio John Lennon ci insegna.” Quindi, niente paragoni… nessun genere musicale predefinito… “Ne abbiamo sentite di cotte e di crude! No, grazie, meglio di no!” aggiunge D.D.. Ma torniamo a noi … mi avete appena parlato del Tour… “Si caro, siamo ufficialmente in Tour dal 20 Ottobre” - dice LEO - “ Un tour che ha toccato e toccherà ancora molte regioni dell’Italia centro-settentrionale, la Germania e , ta-dam, il Regno Unito! Ed indovina un po’? Salvo un piccolo supporto dal nostro management inglese per ciò che riguarda la logistica e l’organizzazione in UK, e una mano sul lato Tedesco da parte della nostra agenzia di Booking UMF – Metal Support, lo abbiamo organizzato tutto da soli. Una bella

sudata!” Germania, Italia, Inghilterra… niente male… Quali sono, o quali sono state, le date più importanti? “ Tra quelle già passate” - continua Desmo – “La prima data, al RnR CLUB di Bolzano … gran bel Gig; oppure l’ultima, a Modena, al Batard. Uno dei club più belli visitati fin’ora. E’ stato un successo, ed è la prima volta che ci capita di … lo posso dire? Lo scriverai ? Vabbè, guarda la foto (a destra). Abbiamo fatto un bel po’ di date, ma non posso tralasciare, fra quelle che verranno, l’apertura al “Fuoco e Fiamme Tour” dei FINLEY, all’Audiodrome di Torino, o un’altra in un grosso club a Roma, di cui però, credimi, non posso dir nulla … non sappiamo nemmeno noi a chi dobbiamo aprire. O ancora, la data al RITZ di Manchester. Ah, sai che ti dico, vai su www.thebandhot.com /live-tour e decidi tu!” Ma la storia di Amanda Knox, in-

vece? “Basta!” incalza Leo “Basta proprio! Hai presente quando fai una cosa perché pensi sia una bella cosa, veramente RnR, e i mass media iniziano a rovinarti l’esistenza chiedendoti di una storia in cui tu non c’entri nulla, fregandosene della tua musica? O quando agenzie e giornalisti senza un minimo di pudore entrano di forza nella tua vita e ti offrono cifre che nessuno di noi ha mai nemmeno visto da lontano, solo perché la tua dignità venga venduta

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chitarrista, ma col senno di poi, va bene così. Vogliamo suonare, e basta. Poco tempo fa, un giornalista ha provato alla disperata a strapparci una confessione in vista del debutto in TV di Amanda. Non credo che, considerando la risposta ricevuta, torni mai più!” E tutte quelle attese… quelle incazzature?

assieme alle confessioni di una ragazzina? Basta, amici. Non abbiamo mai voluto far soldi con questa storia, né successo, anche se confesso che per un secondo quello strano sapore in bocca ci iniziava a piacere. Per fortuna, anche grazie alle persone che ci sono vicine, abbiamo deciso di prendere le distanze da tutto ciò che circondava la vicenda, poi quel che è stato è stato. Siamo orgogliosi, comunque, di non aver mai percepito soldi, e di aver rifiutato Tv e Mass media … quello è un mondo che ti può ammaliare, si, ma che non fa per noi. E’ stata un’esperienza che ci ha senza dubbio formato, fatto crescere, e rafforzato. Ma non ne vogliamo più sentir parlare.”

“Le attese sono state doverose, nel rispetto di Amanda, della povera Meredith, e delle relative famiglie. Nonostante i produttori ci incalzassero, mentre gli avvocati, in maniera non così velata, ci minacciavano, abbiamo resistito ed atteso quasi un anno per pubblicare il video, cosicché tutte le persone coinvolte in quella vicenda atroce potessero ritornare a vivere una vita normale, dopo la fine del processo d’appello (processo in corte d’Assise per l’omicidio di Meredith Kercher , avvenuto il 1 Novembre 2007, a carico di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, conclusosi nell’ottobre 2011, che corrisponde alla data di scarcerazione definitiva degli imputati – ndr). Non ci abbiamo guadagnato nulla … anzi, ti dirò, ci abbiamo rimesso un gran

Belli carichi, quindi, e decisi a percorrere la strada solo a modo vostro, senza compromessi. “Bravo” dice D.D. “Ce ne sono stati fin troppi, e noi ci siamo cascati. Ora però, si suona e basta. E se un domani, qualche giornalista o chi per lui dovesse mai bussare alla porta, lo farà solo e soltanto per sentire meglio la nostra musica!” Ma, di nuovi album o singoli in uscita a breve, che mi dite? “Restate sintonizzati sul nostro sito, www.thebandhot.com… a breve ci saranno grandi sorprese. Come dicevamo, il cambio stilistico è stato piuttosto radicale; ora sta a voi giudicare. Poi, per quanto riguarda il nostro prossimo disco, per ora non anticipiamo nulla. Chi vivrà vedrà.” Ok. Un messaggio finale? “Grazie alle persone che ci sono state vicino, ad Andrea Mescolini, nostro produttore, e confessore, nonché padre putativo di un progetto che, senza di lui, non riuscirebbe nemmeno a stare in piedi, e grazie a tutti i Fans, che ci hanno sorpreso, seguendoci nel tour, ogni volta puntuali, sotto al palco, a cantare le nostre canzoni. Un grazie speciale, poi, alle nostre famiglie, per la loro pazienza ... Sperando, un giorno, di poterla ripagare! Poi, sarà quel che sarà! Noi continuiamo a correre!”

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Mangiacassette, all'anagrafe Lorenzo Maffucci, e' un istrione pistoiese appartenente al cantautorato invisibile italiano, ovvero a quella fetta comprendente nuove(o seminuove) leve della canzone italiana sperimentale ed introspettiva. In questa schiera di stralunati ed impavidi paladini del microfono solitario, Mangiacassette fa decisamente macchia, con questo pseudonimo così vintage, da feticista assoluto del mezzo di riproduzione meccanica e con un fisique du role da imbecille checoviano. Sguardo da cernia, crestina similpunk e bocca sempre semiaperta in un "OH!" di stupefatta meraviglia, Lorenzo Maffucci, riverbera già nell'immagine quell'aura toscaneggiante, un po' tonta e un po' cialtrona, che dai "Giancattivi" fino a Ceccherini ha segnato una fase di vulcanica creatività artistica, tra cabaret, teatro e canzone. Il bello di questo allampanato performer toscano, e' che stravolge il senso stesso di scrivere canzoni, come azione solitaria ed intima, e lo piega verso un continuo gioco di improvvisazione con il pubblico, attraverso un ping pong di esilaranti input ed output, chiamando direttamente sul palco(sempre con una buona dose di sfacciataggine beota) i pigri fruitori che se ne starebbero tanto meglio nelle loro comode poltrone, invece di coadiuvare goffamente questo guitto contemporaneo. Mangiacassette, utilizza un gusto minimalista sia nella composizione dei pezzi che nel gioco-provocazione che attua con il suo pubblico, basta partire da alcuni suoi brani, telegrafici i titoli (Boiler, Tatuaggio, Pavimento, Compagnia…) ed altrettanto le durate(il pezzo più breve dura 1,29 min) e spesso anche i testi, appaiono come dei surreali haiku musicati e improvvi-

- Mangiacassette

Lorenzo Maffucci, il verseggiatore stonato di Valentino Saccà

samente interrotti da uno stridente colpo di plettro, a cui segue il silenzio, con l'inevitabile imbarazzo da parte del pubblico, nel non esser subito pronto a regalare un caloroso applauso. Il Maffucci e' da considerarsi uno stilnovista new age del canto stonato(lui stesso ammette ironicamente di non saper cantare!), nel senso che spesso i suoi pezzi sono composti in un modo per quanto riguarda il canto, mentre la chitarra va per conto proprio, creando un attrito efficacemente poetico, il testo spesso personale ed intimo, ricco di svogliata voglia di raccontarsi, cozza bruscamente contro i giri indie-punk di chitarra. Il nome proprio Sandro e' un autentico leitmotiv per Mangiacassette (forse un suo amico od un parente), protagonista del brano "Compagnia"(Sandro due cuori e un involtino…) e inserito persino nel titolo di un'altra ("Vado da Sandro"), diviene una sorta di buffo amuleto scacciapensieri e acquista perfino un carattere familiare attraverso i singhiozzanti ritornelli snocciolati con triste follia dal cantautore.

Se si analizzano i testi del Maffucci, si ha l'impressione che siano scritti in poesia, perché l'unico senso e' sprigionato dalle rime scanzonate fra una frase e la successiva, prendiamo ad esempio "Cinesi contenti": Cinesi contenti a passeggio sul viale Cinesi convinti che il cavallo sia maiale Evviva i cinesi che sconfiggono l'impero del male Il capo dei cinesi si veste da funerale. Il gioco e' questo, una scacchiera di parole impazzite che spesso corrispondono solamente alle regole della strofa baciata, per pura stramberia poetica e per il gusto immediato del refrain, Mangiacassette non e' un cantautore, non e' nemmeno un chitarrista, ma un mimo della canzone, capace come il famoso pifferaio di Hamelin di incantarci, con i suoi strambotti e le sue marcette, come tanti topolini.

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“Che lingua parli” vi porterà, mese dopo mese, alla scoperta di una nuova lingua e di una nuova cultura: Giochi linguistici, curiosità, test e ricette attraverso cui conoscere usi, costumi e linguaggi di paesi vicini e lontani. In questo numero andremo in Spagna....¡olé! tra una curiosità, qualche modo di dire, una dolce ricetta e il nostro immancabile test vi auguriamo...Buona lettura!!!

Come si chiama l’attuale re di Spagna? 1) Juan Carlos 2) Juan Pablo 3) Felipe

Quale tra queste squadre ha vinto l’ ultimo campionato spagnolo di calcio? 1) il Barcellona 2) il Real Madrid 3) il Siviglia Chi è Rafael Nadal? 1) un calciatore 2) un tennista 3) un cantante Che cosa significa l’ espressione “perro ladrador poco mordedor”? 1) Non svegliare il cane che dorme 2) Cane che abbaia non morde

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“Ragazzo con pipa” è 1) un film 2) un libro 3) un dipinto La Paella è un piatto di 1) Madrid 2) Cadice 3) Valencia Pedro Almodóvar vinse il premio Oscar per il miglior film straniero con la pellicola 1) Tutto su mia madre 2) Parla con lei 3) Volver

Chi fu l’autore del romanzo “Don Chisciotte della Mancia”? 1) Neruda 2) Miguel de Cervantes Saavedra 3) Sepulveda Che cos’è il “Flamenco”? 1) è uno stile di danza e musica 2) uno spettacolo televisivo 3) un teatro

Cosa significa “buscar”? 1) cercare 2) prendere 3) picchiare

Che cosa significa letteralmente “corrida de toros”? 1) corsa di tori 2) uccisione di tori 3) battaglia di tori

Julio Iglesias giocò nel Real Madrid in qualità di 1) attaccante 2) difensore 3) portiere

La parola italiana per “hombre” 1) uomo 2) ombra 3) umbra


- Quiz spagnolo Ricetta: I churros I churros sono dei dolcetti fritti tipici della Spagna. Si acquistano presso le bancarelle agli angoli delle strade, ma è in uso prepararli anche in casa, soprattutto per la colazione domenicale o durante i giorni di festa. Ingredienti: 200 ml di Acqua, 120gr. di burro, 100 gr. di zucchero, 135 gr. di farina, 2 di uova, un pizzico di sale, olio di oliva o di semi q.b. Preparazione Nell'acqua calda fate sciogliere lo zucchero, aggiungere un pizzico di sale e unire il burro.Una volta che il burro si sarà sciolto aggiungete la farina fino ad ottenere un composto omogeneo senza grumi. Lasciate cuocere sul fornello fino a che sul fondo della pentola non si sarà formata una patina bianca. A quel punto spegnete il fuoco e lasciate intiepidire il composto all’interno della pentola stessa. Una volta raffreddato unire una per volta le uova (a temperatura ambiente). Trasferire la massa in una sac-a-poche dotata di bocchetta a stella di media grandezza. In un pentolino dai bordi alti fate scaldare l’olio portandolo a una temperatura di 170 gradi circa. Quando l’olio sarà caldo formate con l'aiuto di una sac-a-poche spremete l'impasto direttamente nel pentolino così da formare dei bastoncini della lunghezza di 10 cm circa, tagliando l'estremità con la punta di un coltellino intinto nell'olio (così l'impasto non rimarrà attaccato alla lama). Fate cuocere i churros 2-3 minuti rigirandoli per fare in modo che si dorino perfettamente. Una volta pronti scolateli e fate assorbire l’olio su un foglio di carta assorbente. Quindi preparate della cioccolata calda oppure una ciotola unendo 3 o 4 cucchiai di zucchero e la cannella e ricoprite ogni churros. Un consiglio: mangiateli tiepidi.

CURIOSITA’ Vi è capitato mai di imbattervi nel punto interrogativo capovolto posto a inizio frase (questo “¿” per intenderci), leggendo un testo in spagnolo? Ebbene, questo particolare segno di punteggiatura ha una storia altrettanto peculiare. Come nelle altre lingue, in passato, anche il punto di domanda spagnolo era singolo e posto alla fine della frase. Le cose cambiarono poi nel 1754 quando nella seconda edizione della Ortografía de la Real Academia divenne regola iniziare le domande con il segno di apertura dell’interrogazione capovolto (¿) e terminarle con il comune segno di interrogazione (?). La stessa regola venne adottata per il punto esclamativo (¡) e (!).

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Potete trovare i risultati del test pubblicati sul sito www.iloveitschool.com e sulla fanpage facebook della scuola.

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RECENSIONE Django Unchained è un capolavoro. Il cinema di Tarantino è figlio dell’irresistibile impulso cinefilo che spinge il nostro regista a girare. Questo già lo sappiamo. Nonostante tutto risulta piuttosto riduttivo inscatolare l’operato di Tarantino nel semplice perimetro della cinefilia. Infatti Django è un esempio magistrale del carattere traslucido raggiunto dal cinema di Quentin. L’autore di Pulp Fiction non si accontenta più di girare pellicole pregne di una maniacale autoreferenzialità cinefila. A partire da Bastardi Senza Gloria fa il suo ingresso nel cinema di Tarantino la storia dell’umanità. Questa scelta ha consentito al regista di fornire ai

propri lavori un respiro di carattere universale che porta lo spettatore ad immergersi in prima persona ed in modo viscerale nella celluloide. È quello che accade attraverso la filmica realizzazione di un’utopia quale l’attentato riuscito nei confronti di Hitler ad opera dei Bastardi. Lo stesso grado di partecipazione ci viene richiesto nel

Titolo originale: Django Unchained Paese: USA Anno: 2013 Durata: 165 min. Genere: Western Regia: Quentin Tarantino Interpreti: Jamie Foxx, Christoph Waltz, Leonardo DiCaprio, Samuel L. Jackson, Kerry Washington Trama: tati Uniti del Sud, alla vigilia della guerra civile. Il cacciatore di taglie di origine tedesca dottor King Schultz è alla ricerca dei fratelli Brittle per consegnarli alle autorità e incassare la ricompensa. Per scovarli libera dalle catene lo schiavo Django promettendogli la libertà a missione completata. Tra i due uomini nasce così un sodalizio umano e professionale che li conduce attraverso l'America delle piantagioni e degli orrori razzisti alla ricerca dei criminali in fuga e della moglie di Django, Broomhilda, venduta come schiava ad un possidente negriero.

seguire le vicissitudini che segnano la vita dello schiavo nero Django alla vigilia della Guerra di Secessione. Grazie al superamento della contrapposizione fra individuale ed universale il cinema di Tarantino si è reso trasparente e libero. In una parola…unchained (scatenato)!!!

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RECENSIONE Nell’ultimo film di Spielberg il presidente Lincoln si rivolge a due dei suoi collaboratori citando la geometria euclidea. A mio modesto giudizio non c’è una scena che possa descrivere in modo migliore la natura dell’ultima pellicola del nostro regista. Lincoln è un’opera che conosce la chiarezza, l’evidenza e la trasparenza che caratterizzano il sistema geometrico euclideo. Spielberg ci chiede di penetrare con lui nella complessa natura degli eventi storici che la centralità del dialogo e l’esplicazione delle dinamiche politiche sono atte a rappresentare. Un film come questo richiede un grado di concentrazione

- Django Unchained - Lincoln

non indifferente. Una larga fetta di pubblico si è recata in sala con la convinzione di vedere proiettate sullo schermo una biografia del presidente americano o una dettagliata riproduzione grafica della Guerra di Secessione. Niente di tutto ciò. L’opera di Spielberg si prefigge lo scopo di rappresentare la storia con la esse maiuscola. Dobbiamo soffrire con il presidente Lincoln per comprendere cosa sia la storia e come la si fa.

Titolo originale: Lincoln Paese: USA, India Anno: 2012 Durata: 150 min. Genere: Storico Regia: Steven Spielberg Interpreti: Daniel Day-Lewis, Sally Field, David Strathairn, Joseph Gordon-Levitt, James Spader Trama: Negli ultimi quattro mesi della sua vita Abraham Lincoln cambiò la storia dell'umanità ponendo legalmente fine alla schiavitù dei neri d'America. L'ottenimento dell'approvazione del 13° emendamento in discussione alla Camera dei Rappresentanti richiese una battaglia ardua ed estenuante, condotta contro il tempo e nell'ambito di una devastante guerra civile. Una guerra nella guerra che coinvolse Lincoln come presidente, padre, marito e uomo.

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“Cos’è la fotografia? Domanda assai annosa e difficile. La risposta più semplice è che non esiste una sola fotografia ma mille e più idee di fotografia, con sfumature diverse di arte e tecnica, variabili da persona a persona, basate sulla propria vita, sulla propria esperienza personale e sul proprio modo di intendere il mondo.” E’ nato ad Orvieto un nuovo club di fotografia. Non ha la pretesa di essere il primo e la presunzione di essere l’ultimo, se non in senso cronologico. Basta avere un po’ di senso della storia umana per afferrare il concetto che dopo di noi la vita continua (per fortuna…). A voler ben guardare è nato quasi per caso. Dall’ostinazione e dalla passione di

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Nasce ad Orvieto un nuovo club di fotografia un piccolo gruppo di amici. Si chiama FOTOAMAORVIETO. In pochi mesi ha raggiunto una quota ragguardevole di soci. Nel club si fa principalmente attività associativa, attraverso incontri periodici (in questo momento settimanali). Ma si promuovono anche delle attività formative per crescere, singolarmente e collettivamente, nella tecnica e nell’arte delle immagini. In questo momento, per esempio, è attivo un corso di base di fotografia che, al di là delle esperienze individuali, ha il compito di diffondere un linguaggio comunicativo comune. E’un linguaggio, ovviamente, fatto di tecnica ed arte, giusto per tutte le età.

Non vuole uniformare le sensibilità individuali ma, se mai, valorizzarle mettendole nella condizione di esprimersi al meglio con le immagini. Le porte del club sono aperte a tutti (e vi aspettiamo in molti) per divertirci (elemento essenziale), per trovare la propria strada espressiva e per crescere fotograficamente e umanamente insieme. Questo spazio dedicato alla fotografia, potrà diventare un appuntamento mensile per avvicinare ad essa sia se si scatta con una semplice compattina sia con macchine più sofisticate per un amatore evoluto. Contatti: info@fotoamaorvieto.it


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Nella notte del 20 febbraio, Sony ha presentato al mondo la prossima generazione hardware, in arrivo per la stagione natalizia. Non è stata mostrata la console ma solo il controller, non è stata rivelata la data di lancio e nemmeno il prezzo, ma i contributi raccolti al PlayStation Meeting che si è svolto a New York hanno già cominciato a scatenare le fantasie dei fan del brand e dei videogiochi in generale. PlayStation 4 è un concentrato di tecnologia, una sorta di PC ultra pompato (per la gioia degli sviluppatori) capace di mettere in mostra tanto i muscoli quanto la vocazione più “social” della piattaforma, al punto che il controller è dotato di un tasto “share” per videoregistrare i propri progressi e condividerli immediatamente con gli altri utenti (grazie a un sistema di compressione e decompressione video sempre attivo); come corollario, sarà possibile in qualsiasi momento assistere come spettatori alle partite di altri giocatori, commentandone l'operato e addirittura prestare aiuto in diversi modi, compresa la possibilità di controllare il gioco in remoto. E a proposito di controllo remoto, PS4 sarà integrata con PSVita come WiiU lo è con il suo screen controller e similmente, alcune funzioni (come l’acquisto di prodotti da PlayStation Network) potranno essere gestite direttamente dal proprio

Un assaggio del futuro Sony ha presentato ufficialmente la nuova PlayStation

smartphone o tablet. E come uno smartphone, non sarà più necessario salvare la partita e uscire, ma basterà mettere in sospensione la console, per poi riattivarla e ricominciare a giocare dal punto in cui ci si era interrotti. Questa velocità di intermediazione tra gioco e giocatore si manifesta anche nella possibilità di cominciare a giocare un titolo che si sta scaricando e di

poter accedere in streaming al catalogo di giochi PS2 e PS3. Tante le promesse e tanti, ancora, i misteri da svelare. Per tutte le novità sulla console Sony e sull’universo dei videogiochi c’è un nuovo punto di riferimento in città: il negozio GameUP a Orvieto Scalo presso il centro commerciale “Il Borgo”. Facebook: GameUP Orvieto

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Chiamato lisciatura brasiliana ricordando le chiome lunghe e dritte delle donne del Brasile, viene anche definita stiratura alla cheratina e dovrebbe, oltre che stirare i capelli perfettamente, anche ristrutturarli e rinforzarli. La cheratina è una fibra di derivazione animale componente dello strato corneo anche umano, ed è parte fondamentale dei capelli, nella soluzione lisciante è la componente nutritiva e rinforzante che spesso è anche aggiunta a olio di germi di grano, sempre un potente idratante e nutriente.

Lisciatura brasiliana per fortificare i tuoi capelli Bisogna però porre attenzione a queste indicazioni: - Per 48 ore i capelli non vanno legati assolutamente ma lasciati liberi - Per 48 non vanno lavati - Non vanno neppure colorati anche solo con colpi di sole perché si perderebbe tutto l'effetto, attenzione quindi è meglio fare altri trattamenti prima di fare la lisciatura

La procedura comunque consiste abitualmente in 3 passi principali:

1) Viene fatto uno shampoo prepa-

rativo per aprire le squame di capelli che meglio prendano il prodotto 2) Successivamente viene applicato il principio attivo lisciante e lasciato agire per una trentina di minuti circa 3) Viene poi eseguita l'asciugatura con l'aiuto di una piastra come per una operazione di lisciatura normale o anche solo con la spazzola ma l'effetto si prolungherà per qualche mese anche con eventuali lavaggi.

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Si parla di risultati eccezionali, sappiate però che è comunque un trattamento e che i capelli ne vengono quindi influenzati, ovvero non esagerate e fate riposare i capelli ogni tanto. Siete curiose? Venite a consultarvi con noi per scoprire la nostra linea di prodotti specifici per la lisciatura.

Da “Federica Hair Fashion” puoi trovare i prodotti ideali per una lisciatura brasiliana perfetta. La linea BRASILIAN COSMETICS è realizzata con prodotti naturali dell’amazzonia. Per un buon mantenimento consigliamo Hair Shampoo, Hair Condicionador e Hair Leave-In Anti Frizz, a base di estratti naturali dai frutti dell’amazzonia; la loro azione permette il mantenimento dei capelli per tre mesi, rendendoli lisci, lucidi e idratati, evitando l’effetto di inaridimento attraverso l’azione aniti-frizz, donando una nutrizione totale ai tuoi capelli.


estratto della Prefazione di ANgelica Ridolfi: “Margherita è un fiore dai petali di Luna, si aggira, a tratti stupita, a tratti spaesata o perfettamente mimetizzata, per questo mondo di cui diviene raggio, suono, luce, voce e colore. Traduce il caos apparente del divenire in piccoli, concreti mosaici di parole, arabesco o intarsio in cui nessun soggetto può stonare perché spontaneamente colto nel gran libro del mondo, là dove accade: per il Corso, in un cortile, sul treno, nelle botteghe del centro. Incontriamo allora le istantanee spirituali dell’umanità in cui siamo immersi, senza pretesa di giudizio, nella familiare vicinanza, nella confidenza che si origina dall’empatia. Ci racconta di fate di magnolia che creano vivo incanto sulla roccia sedimentata, della rocca medievale, paese incantato, in cui la delicatezza germoglia e

spande intorno il proprio profumo, matrice di una materia poetica altrimenti detta vita vissuta. Ci mostra, Margherita, un mondo di poesia che cammina con lei, col turbamento altalenante degli stati d’animo, e con i lampi di sguardo che cerca la luce, sollevandosi al cielo, in un gesto solenne e ironico, nell’ossimoro del candore e della quotidianità, trascendendo i colori da una nebulosa per dipingere un soggetto di prosa…scendono i colori su fili d’arpa e i sensi schiudono senza muse e arpie. Danza il lettore guidato da riflessi, frammenti di specchi e scarpe magiche che lo fanno saltellare su sgranate pietre tra panni stesi fumiganti al sole, pronto, grato, a ricevere da sfera del suono la benedizione dell’ascoltare, lieve spaesamento d’essersi perso in un luogo familiare.”


AZIENDA UNITA' SANITARIA LOCALE N째4 - TERNI DIPARTIMENTO PER L'ASSISTENZA FARMACEUTICA TURNI DELLE FARMACIE DI ORVIETO : 02/03/2013 - 06/04/2013 DA SABATO ORE 9 AL SABATO SUCCESSIVO ORE 9 Dal 02/03/2013 al 09/03/2013 - COMUNALE Dal 09/03/2013 al 16/03/2013 - ZANCHI Dal 16/03/2013 al 23/03/2013 - FRISONI (Farmacia di appoggio: COMUNALE) Dal 23/03/2013 al 30/03/2013 - BONIFAZI Dal 30/03/2013 al 06/04/2013 - CAMILLI (Farmacia di appoggio: ZANCHI)

LA FARMACIA IN TURNO ASSICURA IL SERVIZIO DURANTE LA CHIUSURA POMERIDIANA DALLE 13 ALLE 16, IL SABATO DALLE 13 ALLE 20, LA DOMENICA, IL NOTTURNO, E LE FESTIVITA' INFRASETTIMANALI RICADENTI NELL'INTERVALLO. LA FARMACIA IN APPOGGIO LA DOMENICA E I FESTIVI FARMACIA APERTA IL SABATO POMERIGGIO DALLE 16 ALLE 20: BONIFAZI, GAMMAROTA, ZANCHI, OLIVIERI

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A cura di Gloria Fedeli (fonte: “leonardo.it”)

In questo numero:

Speciale Oroscopo 2013

Ariete

Toro

Gemelli

Cancro

Leone

Vergine

Splendido marzo. Scaricate definitivamente le zavorre che ti hanno accompagnato negli anni precedenti, saprai essere il protagonista della tua vita. Dall'esterno giungeranno illimitate sollecitazioni: non indietreggerai di fronte a niente. Potente impulso alla realizzazione di sé e delle proprie aspettative. Ottime energie mentali e fisiche. Ottimo mese in cui ogni giorno porterà con sé qualcosa di speciale. L'amore, le amicizie, una vita sociale e mondana più intensa, si rinnoveranno, saranno lo stimolo per vivere bene e saranno l'aiuto per toglierti da eventuali vicoli ciechi. Intenso ed appagante il bisogno di comunicare, creare, lavorare in team, viaggiare e di essere libero. Marzo opprimente. Ti scoprirai spesso a sbuffare, infastidito in più di una occasione. Le stelle imporranno situazioni di cui faresti volentieri a meno, di doveri ai quali non potrai sottrarti. Sarà saggio non dire e non fare, specie a scuola e al lavoro, ed evitare spese. La primavera riporterà in te buonumore ed energie positive. Le occasioni, che le stelle ti regaleranno, saranno di immenso ampliamento della base della tua vita pratica, affettiva e spirituale. Ti basterà capire in quale direzione andare, senza lasciare al caso la natura della linea d'arrivo. Ascolterai la voce del cuore o le sensazioni dettate da un intuito formidabile e ineccepibile. Successo negli studi. Rigenerazione personale e perfetto adattamento alle diverse condizioni esistenziali, saranno le promesse delle stelle. Profonde risorse di energia renderanno la volontà ferrea, meno prona ai capricci. Finirà la fase delle avventure. Ti esprimerai meglio nei legami dove c'è partecipazione oltre che sensualità. Gioie primaverili. Altro mese poco sfavillante. L'opposizione dei pianeti lascerà prevalere liti e incomprensioni, riaffioreranno le barriere che bloccheranno la tua espansione, la tua energia. Noie legali e battibecchi furiosi con soci e partner. Cosa fare? Lasciare da parte i vecchi rancori e porre rimedio ai giorni di latitanza affettiva.

Bilancia

Scorpione

Sagittario

Capricorno

Acquario

Pesci

La vita amorosa e sociale sarà sacrificata a favore del lavoro. Un mese piuttosto piatto sul fronte sentimentale. Inoltre, con l'arrivo della primavera, alcune increspature potrebbero recare fastidiosi disturbi alla sfera relazionale. Sarai messo alla prova da tentazioni e voglia di cambiamenti: attenzione alle bugie, ai doppi giochi. Magiche emozioni e sentimenti pronti a sconvolgerti e impegnarti a coltivare le relazioni affettive. In crescendo il desiderio di metterti in gioco, di coltivare la passione pura, sotterranea e profonda. Straordinarie energie in ogni settore offriranno piaceri, fertilità, lampi di genio e amore. Ottima riuscita di un viaggio. Creatività al top. Comunicazione difficile. Caos totale. Mercurio creerà molta confusione. Dall'incomprensione degli amici, ai messaggi mischiati e incomprensibili, all'e-mail mandata alla persona sbagliata in ufficio. Attenzione anche ai disguidi di cuore. Miglioramenti verso metà mese: l'amore riprenderà vigore. E che vigore!

La fine dell'inverno si accompagnerà a una straordinaria chiarezza di idee e intenti per quanto riguarderà la vita amorosa. La comunicazione sarà il tuo forte. Abile nei contatti, saprai cogliere a l volo gli agganci che ti faranno di raggiungere gli obiettivi professionali. Ottima resa scolastica. Calo d'umore a fine del mese. Maggiori attenzioni verso la famiglia d'origine. Le stelle spingeranno ad occuparti del tuo benessere, delle tue risorse e sicurezze. Sarà una fase da attraversare per poter poi approfittare dei benefici influssi della primavera. L'amore sarà ancora una volta la tua principale fonte di equilibrio sia interiore che esteriore. Fortuna e intraprendenza in campo lavorativo. Successi in società. Mese travolgente, che permetterà di ottenere molto dalla vita sentimentale. Mercurio porterà in primo piano le relazioni e le comunicazioni. Marte ti trascinerà nel bel mezzo dell'azione e Venere potenzierà fascino e sensualità. Il Novilunio dell'11 suggerisce di lasciarti alle spalle il passato e dare una nuova impronta al presente e al futuro.


Tuttorvieto Magazine - Marzo 2013  

Rivista mensile con news, musica, cinema, natura ed eventi del territorio orvietano e non solo. Numero di Marzo 2013

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