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L’INNOVAZIONE CHE HA CAMBIATO IL MODO DI LAVORARE IN NUTRIZIONE: LA BIOIMPEDENZIOMETRIA La tecnologia ha investito e stravolto, negli anni, il mondo del lavoro. Il settore della nutrizione, in continua evoluzione e sviluppo, ha appena affrontato questo cambiamento grazie alle nuove tecnologie frutto del progresso scientifico e tecnologico. L’innovazione del settore è un macchinario di precisione utilizzato come strumento di èlite da chi si occupa di nutrizione con metodo scientifico. Fino ad ora i nutrizionisti hanno lavorato con i pochi mezzi a loro disposizione: tabelle antropometriche o indici di massa corporea basati su rapporti matematici fra peso e altezza (per di più ottenuti mediante studi e calcoli su popolazioni campione) il più diffuso dei quali è il Body Mass Index (BMI), che costituisce il più noto parametro per determinare se un soggetto è sottopeso, normopeso, soprappeso e obesità, esportabili in quelli di malnutrizione e normonutrizione. Protocolli standardizzati che, di fatto, hanno sempre raccontato poco sul reale stato del soggetto esaminato; procedure utilizzate dai più ancora oggi, ma che stanno per essere soppiantate dalla nuova tecnologia. Mentre le metodiche più sofisticate sono rimaste confinate all’ambito sperimentale, fuori dall’applicabilità quotidiana. In questo panorama di determinazioni confutabili è esplosa la tecnica bioimpedenziometrica e si è affermata come l’unica metodica affidabile, scientificamente convalidata, ripetibile, non invasiva, priva di effetti collaterali, pratica e veloce, capace di fornire moltissimi e preziosi dati sulla

composizione corporea e sullo stato nutrizionale e di salute di un soggetto. In pochissimi anni l’uso della bioimpedenziometria ha portato alla pubblicazione di centinaia di articoli sulle riviste scientifiche di tutto il mondo: «Siamo probabilmente alla nascita di un nuovo rilevante capitolo della diagnostica, che ha già determinato progressi in molti campi: dalla nefrologia e dialisi, alla dietologia, chirurgia, cardiologia, emodinamica, medicina dello sport, addirittura valutazioni farmacocinetiche» scrive l’Ing. Talluri, che ha messo a punto il bioimpedenziometro (lo strumento che lavora con la tecnica bioimpedenziometrica). Lo strumento in questione è in grado di misurare i compartimenti corporei e fornire quindi informazioni sulla quantità di acqua totale, sulla sua distribuzione, quindi sulla idratazione del soggetto, informazioni sulla quantità di cellule che compongono un individuo,

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sulla quantità di grasso (massa grassa) e sulla quantità di “non grasso” (massa magra), sulla quantità di muscolo, sul rapporto di scambio Sodio/Potassio ed è in grado di calcolare l’indice di massa corporea che permette di determinare se un soggetto è normopeso, sottopeso, soprappeso o obeso; infine permette di calcolare il metabolismo basale, ossia il fabbisogno energetico (calorie) dell’organismo a riposo. Rivelazioni importanti per la determinazione dello stato nutrizionale e di salute nei diversi stati fisiologici e patologici. Un esempio, questo, di come la tecnologia ed il progresso scientifico possano apportare un valore aggiunto al metodo di lavoro. Dott.ssa Maria Antonella Catenacci

Brek n.19  

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