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TUTTO_MISURE LA RIVISTA DELLE MISURE E DEL CONTROLLO QUALITÀ - PERIODICO FONDATO DA SERGIO SARTORI ORGANO UFFICIALE DELL’ASSOCIAZIONE “GMEE” E DI “METROLOGIA & QUALITÀ”

ANNO XX N. 03 ƒ 2 018

EDITORIALE Quel che resta

IL TEMA

XISSN 2038-6974 - Poste Italiane s.p.a. - Sped. in Abb. Post. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, NO / Torino - nr 3 - Anno 20- Settembre 2018 In caso di mancato recapito, inviare al CMP di Torino R. Romoli per restituzione al mittente, previo pagamento tariffa resi

TUTTO_MISURE - ANNO 20, N. 03 - 2018

Metrologia 4.0 Dalla prospettiva di un grande gruppo

GLI ALTRI TEMI La misura del gas Tra taratura e riferibilità I materiali di riferimento

ALTRI ARGOMENTI Misure e fidatezza Smart Metrology La 17025: Organizzazione – Parte V Metrologia legale: E se si portano via il contatore? Storia: Il primo corso di Misure Elettriche in Italia

AFFIDABILITÀ & TECNOLOGIA

WWW.TUTTOMISURE.IT


TUTTO_MISURE La misura dei consumi del gas in Italia Gas metering in Italy C. Capozza

175 Telecamere a polarizzazione Polarization cameras G. Sansoni

199 Misure e Testing in azione! Technologies in action M. Mortarino

205 La rimozione del contatore acqua Legal and forensic metrology V. Scotti

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ANNO XX N. 03 ƒ 2018

IN QUESTO NUMERO

Editoriale: Quel che resta (Alessandro Ferrero) 165 Comunicazioni, Ricerca e Sviluppo, dagli Enti e dalle Imprese Notizie nel campo delle misure e della strumentazione 167 Il tema: Metrologia 4.0 La metrologia 4.0 del gruppo PSA (François Daubenfeld, Laurent Leblond) 169 Gli altri temi: La Misura del Gas La misura dei consumi del gas in Italia (Claudio Capozza) 175 Gli altri temi: Tra taratura e riferibilità metrologica I mezzi mancanti – Parte Terza (Giuseppe La Paglia) 183 Gli altri temi: Materiali di riferimento Materiali ad alto contenuto tecnologico: quando un (C)RM affidabile è fondamentale (Ivan Gnesi) 187 La pagina di ACCREDIA Notizie dall’Ente di Accreditamento (a cura di R. Mugno, S. Tramontin, F. Nizzero) 191 La pagina di IMEKO Aggiornamenti sulle attività IMEKO nel 2017 (a cura di Enrico Silva) 197 Visione artificiale Telecamere a polarizzazione (a cura di Giovanna Sansoni) 199 Misure e fidatezza Affidabilità delle misure e Misure per l’affidabilità (L. Cristaldi, L. Borghi, F. Bua, G. Grigis, C. Lavecchia, M. Liziero, L. Mongiovì, L. Martirano, E. Tironi) (a cura di L. Cristaldi, M. Catelani, M. Lazzaroni e L. Ciani) 201 Tecnologie in campo Misure e Testing in azione! (a cura di Massimo Mortarino) 205 Metrologia generale La misurazione, tra conservazione e riforma (a cura di Luca Mari) 213 I Seriali di T_M: Misura del software Metrologia e Contratti – Parte 9 (a cura di Luigi Buglione) 217 Metrologia legale e forense La rimozione del contatore acqua (a cura di Veronica Scotti) 223 Spazio Associazioni Universitarie di Misuristi Dalle Associazioni Universitarie di Misuristi (a cura di A. Ferrero, P. Daponte e N. Paone) 225 Smart Metrology Capacità e bilanciamento dei rischi (a cura di Annarita Lazzari) 227 Metrologia… per tutti! I requisiti metrologici nelle aziende aerospaziali (a cura di Michele Lanna) 229 Manifestazioni, Eventi e Formazione 2018-2019: eventi in breve 234 Commenti alle norme: la 17025 La 17025: Organizzazione – Parte Quinta (a cura di Nicola Dell’Arena) 235 Storia e Curiosità Le misure elttriche ed elettroniche al Politecnico di Milano (Alessandro Ferrero) 237 Abbiamo letto per voi 240 News 198-204-206-210-212-214-216-218-222-236-238

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Alessandro Ferrero

EDITORIALE

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Quel che resta

What is left over! Uno degli eventi di queste ultime settimane che ha profondamente colpito il mondo industriale (e non solo) è stata la scomparsa di Sergio Marchionne. Non ne scrivo per aggiungere, alle tante che abbiamo letto e sentito, un’altra valutazione del suo operato: non ne ho le competenze, e ritengo che debba comunque essere lasciata ai posteri l’ardua sentenza sull’eredità lasciata da personaggi che così forte impatto hanno avuto sul loro tempo. Di questa vicenda mi ha colpito l’insistenza con cui i commentatori hanno ricordato e citato un passo di un discorso tenuto da Marchionne alla Luiss di Roma nel 2016, e che qui riporto: “Alla fine, il nostro valore è in ciò che resterà quando noi non ci saremo più. Dipende da quello che lasceremo dietro di noi, dalle cose che saremo riusciti a cambiare per il meglio. Vive nelle persone che avremo aiutato a crescere. Questo è il messaggio di speranza, e insieme l’invito, che vorrei lasciarvi oggi. Qualsiasi cosa decidiate di fare con il vostro futuro, fatelo sempre con questo semplice obiettivo in mente: fare la differenza, ogni giorno. Siate come i giardinieri, investite le vostre energie e talenti in modo tale che tutto quello che fate duri una vita… o anche di più”. Sinceramente, non mi ha colpito il passo in sé. Lo trovo anzi banalmente ovvio, non avendo mai neppure lontanamente osato pensare ad altro scopo della nostra esistenza diverso dal riuscire a lasciare qualcosa a chi resterà dopo di noi. Non occorre essere grandi personaggi per agire così. Ho avuto la fortuna d’incontrare, nella mia vita, tantissime persone che hanno vissuto un’esistenza molto lontana dai riflettori, ma che, avendo magari dovuto raccogliere riso o pomodori per garantire lo stretto necessario a se stessi e ai propri cari, hanno saputo mantenere la schiena ben dritta anche nei momenti più duri lasciando questo importante messaggio di grande onestà e perseveranza; che sono stati nonni e nonne meravigliosi e ora vivono non soltanto nella memoria dei nipoti, che hanno saputo educare nel senso più bello e nobile di questa parola, ma anche attraverso quello che i loro nipoti sono e agiscono, in tutte le persone che con loro interagiscono e collaborano. Quello che mi ha colpito di quelle frasi è stato il risalto che hanno avuto e la meraviglia che hanno suscitato, quasi che chi le commentava fosse rassegnato a un mondo di persone grette ed egoiste, incapaci di pensare ad altro che a se stesse e, quindi, incapaci di lasciare una qualunque traccia di ciò che sono state. Non c’è dubbio che queste persone esistano, in ogni campo. Esistono professori e ricercatori che, invece d’insegnare ai propri allievi a comprendere e assimilare la loro materia, si limitano a passare poche nozioni e a verificare che siano state più o meno memorizzate (quanti esami in meno si fanno così, e che belle statistiche di promossi si ottengono!); che invece d’insegnare ai giovani collaboratori che la ricerca richiede umiltà e onestà intellettuale e che seguendo questa strada i risultati arrivano – e migliorano anche le famigerate metriche a base di numero di pubblicazioni e numero di citazioni ricevute, che una qualche mente perversa del MIUR ha inventato per togliersi dall’impiccio di valutare i risultati della ricerca con la necessaria onestà intellettuale (che ha così dimostrato di non possedere) – li spinge a usare trucchetti di dubbia onestà che portano, forse, qualche risultato nell’immediato, ma non nel lungo periodo. Esistono dirigenti d’azienda che, invece di operare per far prosperare la propria azienda e le persone che vi lavorano, facendo crescere i propri collaboratori per avere degni successori, si preoccupano solo di tenere incollati i propri poco

nobili lombi alla poltrona su cui magari neppure tanto onestamente si sono seduti, vedendo nei propri collaboratori non professionisti da valorizzare, ma solo qualcuno da temere perché potrebbe fargli le scarpe. Esistono normatori, a tutti i livelli, che invece di aggiornarsi studiando seriamente quanto di nuovo viene proposto e prodotto, per poter governare al meglio l’innovazione, garantendone i benefici e cercando di limitarne le possibili controindicazioni, tentano in tutti i modi di mantenere lo status quo, in modo da non doversi impegnare e da non pestare qualche piede che, non si sa mai, potrebbe essere utile in futuro… Esistono, si, ma sono davvero diventati una maggioranza tale da far apparire le parole di Marchionne come qualcosa di tanto anomalo e strano da doversene così grandemente meravigliare? Non credo. Lasciatemi pensare (o illudere?) che quei nonni e nonne, in senso molto lato, a cui ho accennato sopra siano la vera maggioranza e, a tutti i livelli, lascino dietro di loro l’esempio delle cose, piccolissime, magari, che hanno saputo cambiare in meglio. Lo siamo anche noi se sappiamo togliere spazio, nel nostro quotidiano, a chi non sa svestire un po’ del proprio egoismo per lasciare qualcosa di sé. In tutto. Anche nel piccolissimo di Tutto_Misure se, quando scriviamo i nostri articoli, riusciamo a farlo non solo per trovare una pur giusta e lecita gratificazione, ma anche per lasciare qualcosa di utile a chi ci legge. Buon lavoro, e buona lettura! P.S. A editoriale già scritto e quasi al momento di andare in macchina è arrivata la notizia del crollo del ponte Morandi a Genova. Ancora di più il titolo di questo pezzo sembra rappresentare questo Paese, ormai incapace di qualsiasi reazione che non sia emotiva ai limiti dell’isteria. Non si cercano, seriamente e faticosamente, le responsabilità di ciò che è successo, per imparare anche dalle tragedie come non ripeterle. Si cercano capri espiatori, da condannare in fretta, tanto poi, con calma, ci sarà un qualche processo di appello ad assolvere, se del caso – L’Aquila docet – quando l’onda dell’emotività si è spenta o è stata dirottata su qualcosa d’altro. Forse è ora di far capire ai tanti No-A-Qualunque-Cosa-A-Qualunque-Costo che manutenzione significa mantenere una struttura o un’apparecchiatura in grado di operare correttamente nelle condizioni per cui è stata progettata, e non è una principessa in grado di trasformare un rospo in un principe. Per restare in un campo in cui ho competenze, se carico un cavo con il 50% in più della corrente nominale per la quale è stato progettato, se faccio bene manutenzione, valuto con cura la riduzione della vita e ne pianifico correttamente la sostituzione, forse me la cavo. Ma se faccio passare cinque volte la corrente nominale, quel cavo va a fuoco prima che abbia fatto a tempo a ricalcolarne la vita utile. L’unica soluzione è posare un cavo in parallelo a quello originale che porti la corrente in eccesso. La stessa cosa vale per le infrastrutture, qualunque esse siano. Se diventano obsolete perché utilizzate con carichi troppo superiori a quelli per cui sono state progettate, l’unica soluzione è affiancarvi una nuova struttura, progettata, realizzata, gestita e manutenuta con competenza e onestà. Altrimenti, prima o poi, ci si trova inevitabilmente a piangere nuovi morti innocenti, morti di cui tutti condividiamo la responsabilità, non solo quei pochi capri espiatori gettati in pasto al Moloch insaziabile di una pubblica opinione troppo facilmente orientabile. E le tante lacrime versate finiranno per avere il sapore, amarissimo, dell’ipocrisia. Alessandro Ferrero

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COMUNICAZIONI, RICERCA E SVILUPPO DA ENTI E IMPRESE

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La Redazione di Tutto_Misure (alessandro.ferrero@polimi.it)

Notizie nel campo delle misure e della strumentazione Da Laboratori, Enti e Imprese

NEWS IN MEASUREMENT AND INSTRUMENTATION This section contains an overview of the most significant news from Italian R&D groups, associations and industries, in the field of measurement science and instrumentation, at both theoretical and applied levels. RIASSUNTO L’articolo contiene una panoramica delle principali notizie riguardanti risultati scientifici, collaborazioni, eventi, Start-up, dei Gruppi di R&S Italiani nel campo della scienza delle misure e della strumentazione, a livello sia teorico sia applicato. Le industrie sono i primi destinatari di queste notizie, poiché i risultati di ricerca riportati possono costituire stimolo per attività di Trasferimento Tecnologico.

PTC E ROCKWELL AUTOMATION ANNUNCIANO UN PARTENARIATO STRATEGICO PER STIMOLARE L’INNOVAZIONE

PTC e Rockwell Automation hanno siglato un accordo di partenariato strategico, che dovrebbe accelerare la crescita di entrambe le aziende e consentire loro di diventare partner di riferimento per clienti di tutto il mondo che desiderano intraprendere una trasformazione digitale delle proprie attività industriali. Nell’ambito di questa partnership, Rockwell Automation investirà 1 miliardo di dollari in PTC, e Blake Moret, CEO e Presidente di Rockwell Automation, entrerà a far parte del consiglio di amministrazione di PTC alla chiusura della transazione. Questa partnership consentirà a entrambe le società di sviluppare sinergie in termini di risorse, tecnologia, esperienza nel settore e presenza sul mercato globale, nonché collaborazioni tecniche e iniziative commerciali congiunte. In particolare, PTC e Rockwell Automation hanno concordato di allineare le rispettive tecnologie per la fabbrica intelligente e combinare la soluzione pluripremiata ThingWorx Internet of Things (IoT), la connettività industriale Kepware e piattaforme di realtà aumentata Vuforia con i miglio-

ri sistemi FactoryTalk MES, la soluzione di analisi FactoryTalk Analytics e le piattaforme di automazione industriale di Rockwell Automation. Questa impareggiabile integrazione d’informazioni consentirà ai clienti di aumentare la produttività, ottimizzare l’efficienza degli impianti, ridurre i rischi operativi e migliorare l’interoperabilità dei sistemi. “Questa alleanza strategica consentirà di offrire un pacchetto completo, composto da tecnologie avanzate che combinano quelle delle soluzioni PTC, leader in ambito di Internet of Things (IoT) e di realtà aumentata, e quelle di Rockwell Automation, leader nel settore dell’automazione industriale e dell’informatica. Tutti i nostri clienti trarranno vantaggio dall’esperienza di due aziende di fama mondiale, in grado di comprendere i loro problemi ed esigenze e di offrire soluzioni complete, innovative e integrate”, ha affermato Jim Heppelmann, CEO di PTC. “Sfruttando la tecnologia di Rockwell Automation in materia di controllo industriale e d’informatica, un marchio forte e un’enorme competenza, la premiata tecnologia di PTC consente alle aziende industriali di capitalizzare le opportunità in ambito di IoT industriale. Attendo con impazienza l’avvio di questa partnership e

delle nuove opportunità che contribuiranno al nostro successo”. Blake Moret, CEO di Rockwell Automation, si è espresso in questi termini: “Crediamo che questa partnership strategica ci consentirà di accelerare la nostra crescita, concentrandosi sulle innovazioni delle nostre due aziende per aumentare di conseguenza il valore aziendale e rafforzare i rapporti con i nostri clienti. Poiché le tecnologie dell’informazione e quelle operative convergono, c’è un naturale allineamento tra le nostre imprese. Insieme proporremo l’offerta IoT più completa e flessibile per il settore industriale. Il nostro investimento finanziario in PTC testimonia la nostra fiducia in questa partnership e nel potenziale di crescita commerciale derivante da questa nuova collaborazione”. La divisione “Solutions” di Rockwell Automation sarà un fornitore privilegiato di sviluppo e d’implementazione, supportato da un forte ecosistema di partner di entrambe le società. I punti di forza delle due società si completano a vicenda in termini di aree geografiche, mercati e applicazioni. LE BUONE MISURE FANNO BENE… ANCHE AI CONTI!

Nel 2017 il LNE, Laboratorio nazionale francese di Misure e Prove, ha fatto registrare un fatturato record che ne conferma la piena ripresa finanziaria, avviata nel 2016 dopo diversi anni di deficit. Questi risultati consentiranno di assegnare ai dipendenti un significativo incentivo e di avviare una politica d’investimento e assunzione che traccerà il percorso dell’istituzione verso il futuro. Per rimediare a una situazione finanziaria caratterizzata nel 2015 da un pesante disavanzo (-3,9 M€), nel 2016 il LNE ha adottato una nuova T_M

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N. 03ƒ ; 2018 strategia. Le riforme avviate dall’amministratore delegato Thomas Grenon e sostenute da tutto il personale del Laboratorio hanno consentito una spettacolare ripresa, portando già a fine periodo in attivo l’utile operativo (+2,1 M€). I numeri del 2017 confermano questo rinnovato dinamismo, con un utile operativo ante imposte di 5,2 milioni di euro e un aumento della redditività di 17 punti di fatturato in soli 2 anni. Questa performance consente di restituire ai dipendenti il massimo incentivo previsto dai contratti e decisamente nuovo per l’istituto, pari a 1,9 M€: un’ottima soluzione per premiare gli sforzi compiuti dallo staff che hanno consentito il recupero del LNE.

Reattivo sui temi del futuro, il LNE si è concentrato su alcune principali aree di crescita: • il buon inizio della certificazione del software dei registratori di cassa, che dovrebbe continuare nel 2018; • il fatturato dell’attività “caratterizzazione dei nanomateriali”, quadruplicato nel 2017; • il nuovo servizio nel campo dell’intelligenza artificiale, lanciato nel 2017, con il posizionamento di LNE quale terza parte affidabile per la valutazione dei sistemi intelligenti. Inoltre, al fine di sostenere lo sviluppo della sua attività di certificazione in campo medico (G-MED) che, dopo una forte crescita nel 2016, ha visto rallentare la sua attività nel 2017, il LNE ha deciso di rendere questa divisione sussidiaria fornendole i mezzi per svilupparsi. Questi eccellenti risultati e gli sviluppi futuri del LNE sono resi possibili dalle riforme strutturali che hanno consentito di migliorare la leadership, la gestione delle attività competitive e sfruttare le opportunità a livello di produttività e riduzione dei costi. Thomas Grenon, direttore generale di LNE, spiega: “Con il recupero appena confermato dai dati ufficiali, LNE si volge risolutamente verso il futuro, concentrandosi sulle tecnologie innovative che caratterizzeranno l’industria di domani: intelligenza artificiale, nanotecnologie, cyber security, ecc. I collaboratori, veri artefici dei risultati ottenuti, raccolgono i frutti di una redditività ritrovata nell’ambito dei nostri dispositivi di partecipazione. La nostra dinamica di sviluppo proseguirà, grazie alla crescita degli investimenti e delle assunzioni, creando le migliori condizioni per affrontare le numerose sfide metrologiche essenziali per la competitività della natura industriale e per la sicurezza dei nostri concittadini”.


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METROLOGIA 4.0

IL TEMA

François Daubenfeld, Laurent Leblond

La metrologia 4.0 del gruppo PSA Verso una metrologia industriale più efficiente

METROLOGY 4.0 AT THE PSA GROUP: TOWARD A MORE PERFORMING INDUSTRIAL METROLOGY In the Big Data era, the capability of data acquisition, storage and analysis to obtain the optimal needed quality conditions demands the availability of reliable data, as representative as possible of reality. Moreover, nowadays, the expected added value brought in by a metrologist is that of granting this reliability and proposing risk-management solutions that yields the strict necessary objective: the metrology function should not be confined to the mere “instrument management”, to which it has been too often confined. The metrology problem is that of making relevant decisions: decisions on tolerances, settings, conformity, surveillance periodicity. This is the path on which the PSA Group has committed itself to attain a more performant metrology. RIASSUNTO Nell’era dei Big Data, la capacità di acquisire, memorizzare e analizzare i dati per arrivare a ottenere le condizioni ottimali di qualità richieste impone di avere a disposizione dati affidabili, il più possibile rappresentativi della realtà. Inoltre, il valore aggiunto che ci si aspetta, oggi, da un metrologo è la garanzia di questa affidabilità e soluzioni di gestione del rischio che prevedano il giusto necessario: la funzione del metrologo non si limita quindi alla semplice “gestione degli strumenti” a cui è troppo spesso ridotta. Il problema della metrologia è il problema della pertinenza delle decisioni: decisioni sulle tolleranze, decisioni sulle regolazioni, decisioni sulla conformità, decisioni sulla frequenza delle sorveglianze. Questo è il percorso sul quale il Gruppo PSA si è impegnato per una metrologia più efficiente.

IL CONTESTO: REINVENTARE LA METROLOGIA

La metrologia, scienza delle misure, riveste un’importanza particolare nel Gruppo PSA, che ne ha fatto un centro di competenze. Le misure sono, in effetti, impiegate in tutta l’azienda per prendere decisioni: intervengono dalla concezione di un nuovo prodotto fino alla sua realizzazione, passando per i servizi post-vendita per tutto ciò che riguarda la rimessa in conformità dei veicoli. Tuttavia, nel mondo industriale in generale, la metrologia è ancora troppo spesso percepita come il servizio di “gestione delle apparecchiature di misura” o di “esecuzione di misure geometriche”. Nei fatti è spesso considerata unicamente come un centro di

Ciò che chiamiamo “metrologia lean” deve aprirsi al mondo esterno e utilizzare, nell’era dei Big Data, tutte le informazioni disponibili. Non è affatto raro trovare, in uno stabilimento di produzione, stazioni di controllo totalmente indipendenti le une dalle altre. La condivisione dei dati di misura dovrebbe, viceversa, portare a una ben maggiore efficienza nell’ottenimento della conformità del prodotto, ottimizzando il dispositivo di monitoraggio installato e costruendo, al contempo, un bagaglio di conoscenze qualificate che portino al miglioramento e all’ottimizzazione delle specifiche del prodotto. Connettere tra loro le apparecchiature di misura deve, similmente, permettere un assai più rapido miglioramento della qualità, riducendo, se non addirittura eliminando, la necessità di verificare questi dispositivi. È sull’intera posta della metrologia del futuro e della metrologia lean che punta il gruppo PSA, la cui prima tappa consiste nell’ottimizzare i requisiti per quanto concerne le caratteristiche da misurare, i dispositivi di misura necessari, le regole di dichiarazione di conformità, la verifica delle apparecchiature. Il cammino intrapreso comporta un significativo cambiamento nel modo in cui la metrologia deve contribuire alla redditività dell’azienda. La funzione metrologia deve quindi reinventarsi per diventare un fattore chiave di competitività, cosa che richiede uno sforzo importante per cambiare la visione dell’insieme delle attività, della sua gestione e dei suoi strumenti, fino alle pratiche operazionali.

costo e la certificazione ISO, focalizzandosi soltanto sul mezzo di misura, non ha aiutato a modificare questo stato di fatto. Peraltro oggi, a fronte del recente progresso tecnologico, misurare non è mai sembrato così facile. Che fare davanti a questa constatazione? La metrologia è al centro dei processi aziendali. Deve rappresentare una fonte di competitività permettendo una vera conoscenza e padronanza dell’insieme di questi processi. La qualità delle misure deve permettere, innanzitutto, di prendere buone decisioni e gestire i rischi. La metrologia praticata dal Gruppo cerca di rompere con le scuole di pensiero abituali usando spirito critico e affidandosi Gruppo PSA, Vélizy-Villacoublay alla creatività per trovare soluzioni françois.daubenfeld@mpsa.com migliori in modo collaborativo. laurent.leblond@mpsa.com T_M

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IL TEMA

IL NECESSARIO AL GIUSTO COSTO

ottimizzare la zona arancione del Uno degli assi di sviluppo per il Grup- grafico di destra po è quindi l’ottimizzazione dei nostri (v. Fig. 1) allo scorequisiti nello spirito del giusto neces- po di ottenere il sario, specialmente nel quadro della miglior rapporto gestione delle apparecchiature di costo/qualità. Inolmisura, dei controlli e delle prove. tre, questo strumenL’impiego di strumenti di ottimizzazio- to favorisce la sorne come OCEAN è un punto di par- veglianza dei meztenza, ma bisogna spingersi ancora zi di controllo, dal più lontano con, per esempio, i con- momento che una fronti tra strumenti (C2I), il monitorag- taratura effettuata gio dispositivi/prodotto, affrontando i alla data x non forproblemi nella prospettiva dei proces- nisce garanzie sul si. Bisogna sfruttare tutti i dati metro- futuro e su ciò che Figura 2 – Gestione della sorveglianza in funzione del rischio logici al fine di anticipare i rischi e di avverrà al momennon fare le verifiche se non nel mo- to x + 5 min. Quemento in cui sono necessarie, miran- sta sorveglianza do a un rapporto ottimo costo/quali- permette di essere avvisati il più pre- (Data Analyst, Data Scientist, Data tà. Lo strumento informatico di gestio- sto possibile in caso di problemi, sen- Architect, …), ma la materia prima di ne del parco strumenti deve, a tal fine, za dover attendere la successiva ta- queste nuove professioni resta, nella stragrande maggioranza dei casi, il rispondere direttamente alla strategia ratura. dell’azienda. Questo strumento permette così di risultato di misura! Infatti, l’affidabilità A titolo d’esempio, lo strumento avere una risposta adeguata in fun- e la qualità di queste misure diventaOCEAN che impieghiamo da diversi zione del rischio, dando, in questo no fondamentali e questa qualità non anni è basato su un approccio di caso specifico, un vero valore aggiun- potrà essere ottenuta che andando “valutazione del rischio” e permette di to alla metrologia. I vantaggi ottenuti ben al di là delle semplici verifiche/ perseguire direttamente questo obietti- sono importanti, sia dal punto di vista tarature. La metrologia dev’essere al vo. Lo stato delle tarature può essere dei costi della riferibiità, sia dal punto centro di queste esigenze. L’insieme visualizzato nel sottostante grafico di di vista della migliore qualità, grazie degli attori dev’essere convinto sostenitore di questo cambiamento e dobsinistra (v. Fig. 1). Un buon numero di alla sorveglianza (v. Fig. 2). biamo cogliere queste opportunità tarature sono eseguite troppo presto, per dimostrare il reale valore aggiunperché gli strumenti risultano conforto che la metrologia può avere in mi, e quindi con un inutile costo, e la AFFIDABILITÀ DEI DATI azienda. non conformità di altre apparecchia- E GESTIONE DEL RISCHIO Anche la nuova versione della norma ture è rilevata troppo tardi, con conseguenze che possono essere impor- I Big Data si impongono ineluttabil- ISO9001:2015 [1], che introduce la tanti. L’obiettivo è quindi di arrivare a mente e con loro nuove professioni nozione di rischio, apre nuovi orizzonti di competitività per le imprese. Adesso il metrologo dovrà poter quantificare il rischio della non-conformità come parte del rischio finale e diventare garante del processo di misura e della qualità della misura. Questa nuova norma deve in tal modo aiutare a raggiungere l’eccellenza operazionale. Non essendo fine a se stesse, le misure sono indispensabili all’azienda per prendere buone decisioni e, di conseguenza, la qualità delle misure ha un impatto diretto sulle decisioni prese e sul rischio che esse implicano. Questo rischio può avere diversi aspetti: rischio economico, che è il più intuitivo Figura 1 – Periodicità delle tarature rapportandosi ai costi degli scarti o T_M ƒ 171


delle riparazioni, rischio giuridico, come per esempio quello conseguente al dichiarare conforme un componente di sicurezza senza che lo sia, e il rischio legato all’immagine del marchio (qualità dei prodotti). Queste nozioni di rischio sono spesso e da parecchio tempo ben note alle aziende (si vedano, ad esempio, le curve di efficacia dei controlli in ingresso o i metodi FMECA), ma va riconosciuto che i riferimenti normativi internazionali non hanno considerato o posto in evidenza questi concetti. Questa nozione di rischio è spesso “nascosta” dietro diversi concetti e passa, di fatto, in secondo piano. In metrologia, le nozioni d’incertezza di misura e di capacità degli strumenti di controllo integrano queste nozioni di rischio e le conseguenze associate (ppm di difetti) senza peraltro che la funzione metrologia padroneggi

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IL TEMA

completamente questi concetti o li sappia adattare in funzione del contesto. Quante apparecchiature di misura sono state tarate unicamente perché una norma (o un ispettore) lo richiedevano, senza porsi il problema della necessità e del rischio? La Norma ISO9001:2015, che introduce questa nozione di rischio per quanto riguarda i mezzi da porre in opera, e la Guida ISO/IEC 98-4 [2] aprono nuovi orizzonti di competitività per le aziende in questo campo. La capacità di soddisfare i clienti con un tasso controllato di non conformità significa, concretamente, garantire il rischio che il cliente è in grado di accettare. Per la Direzione, questo “rischio Cliente” è definito come il rischio di accettare un prodotto che, in realtà, non è conforme. La Guida ISO/IEC 98-4 introduce anche il “rischio Fornitore”, il cui nome può ge-

nerare confusione. Nei fatti, è sempre il cliente che sopporta i due rischi, siano essi chiamati Cliente o Fornitore. Per definizione, il “rischio Fornitore” rappresenta il rischio di rifiutare un prodotto conforme. Questo rischio, per esempio, genera nell’industria meccanica, dei resi che in realtà funzionavano o delle riparazioni inutili. Allo stesso modo, nel campo delle verifiche metrologiche, il rischio è tutto a carico del cliente. Infatti, si possono avere due casi: il Laboratorio dichiara conforme uno strumento che non lo è, e l’azienda assume un rischio industriale nell’utilizzarlo in perfetta buona fede; oppure il Laboratorio dichiara non conforme uno strumento in realtà conforme, e impegna il cliente nel processo di manutenzione/riparazione (o anche di sostituzione dell’apparecchiatura), di riduzione della periodicità, ma anche in un riesame (richiesto dalle


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norme dei Sistemi Qualità), spesso costosi e, in questo caso, inutili. L’approccio proposto da questa norma si riassume in questa frase: il rischio cliente non esiste, a meno che la grandezza misurata sia effettivamente non conforme. Il problema deve allora essere posto come segue: qual è il rischio di misurare conforme una grandezza non conforme? Anche se è raramente possibile quantificare con esattezza l’impatto economico, diretto e indiretto, del rischio Cliente e Fornitore, è spesso possibile valutarli in funzione l’uno dell’altro. Nell’industria automobilistica, per esempio, e in particolare per i fornitori critici, il rischio Cliente (utilizzare un oggetto realmente difettoso) ha potenzialmente conseguenze (l’incidente) non commisurabili con il costo aggiuntivo di una riparazione inutile (rischio Fornitore). Il rischio Cliente deve qui essere pesato in modo ben maggiore del rischio Fornitore. Per contro, in settori a meno forte valore aggiunto, dove i margini sono talvolta molto piccoli, è possibile porsi su una valutazione opposta. È dunque necessario un consenso per arrivare a strategie efficienti, e la definizione dei pesi da assegnare ai rischi Cliente e Fornitore che l’azienda è pronta ad assumere costituisce la più preziosa missione della metrologia del domani. L’obiettivo è quindi mettere la nozione di rischio al centro della metrologia per arrivare, finalmente, alla metrologia del giusto necessario! Il metrologo deve diventare il garante del processo di misura e ne deve gestire

IL TEMA

i fattori d’influenza per arrivare a una reale gestione dei rischi [3]. Si tratta di passare da una metrologia obbligata o imposta a una metrologia ragionata.

blond, La Smart Metrology. Dalla metrologia degli strumenti alla metrologia delle decisioni. AFNOR, 2016, 224 p, in francese.

CONCLUSIONE: DEFINIRE UN’ORGANIZZAZIONE EFFICIENTE

François Daubenfeld è Direttore della metrologia presso la Direzione Qualità e Ingegneria del Gruppo PSA. Si è laureato all’Université de Technologie di Compiègne, in Francia. Ha iniziato la carriera come ingegnere della qualità in PSA, nello stabilimento di Sochaux e ha rivestito diverse funzioni negli stabilimenti di Sochaux, Poissy e Velizy come responsabile dell’analisi dei dati della qualità, responsabile dei Laboratori, responsabile della riorganizzazione delle attività di misura per il Gruppo. Le sue principali funzioni riguardano la definizione delle politiche di misura del Gruppo, la realizzazione e disseminazione dei riferimenti di misura in tutte le aziende del Gruppo, l’assicurazione della corretta gestione dei processi di misura, lo sviluppo delle professionalità metrologiche nella Progettazione e Fabbricazione di autovetture. È inoltre: – Membro esperto del Comitato Metrologia dell’AFNOR; – Membro fondatore con PSA del Collège Français de Métrologie; – Membro del Comitato della Sezione Laboratori del COFRAC; – Esperto presso la commissione di accreditamento dei confronti interlaboratorio del COFRAC.

In termini organizzativi, si tratta di far evolvere la tradizionale attività del metrologo (v. Fig. 3) e portarla a svolgere le missioni ad alto valore aggiunto precedentemente descritte. Per farlo, il Gruppo PSA se è impegnato in un progetto di metrologia i cui obiettivi sono: – arrivare a una migliore padronanza del processo di gestione delle apparecchiature di controllo, misura e prova (ACMP); – ridurre i rischi e aumentare la qualità; – standardizzare le pratiche; – ridurre i costi delle verifiche e della gestione amministrativa. Sono state identificate diverse leve di miglioramento dell’efficienza metrologica, alcune della quali fanno semplicemente ricorso al buon senso. Dal momento che la conformità non è data semplicemente dalle verifiche periodiche, molti dei dispositivi già in opera consentono una sorveglianza permanente dei processi di misura e fabbricazione, ed è questo che garantisce la qualità delle misure in campo. Iniziando questa rivoluzione, il Gruppo PSA spera di contribuire a dimostrare l’indispensabile utilità della metrologia industriale. RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Figura 3 – Quelle che non sono le funzioni del metrologo

1. Norma ISO9001:2015: Sistemi di gestione per la qualità – Requisiti. 2. Guida ISO-CEI 98-4 – Incertezza di misura – Parte 4: Ruolo dell’incertezza di misura nelle valutazioni di conformità. 3. J.M. Pou, L. Le-

Laurent Leblond è esperto di statistica industriale presso la Direzione Qualità del Gruppo PSA. Si è laureato in statistica alla Ecole Nationale de la Statistique e de l’Administration Economique. Ha iniziato la carriera come ingegnere analista all’Istituto Nazionale della Salute e della Ricerca Medica francese e da quindici anni lavora al Gruppo PSA. Le sue principali funzioni riguardano la definizione e disseminazione dei riferimenti per la Qualità e lo sviluppo delle professionalità di Statistica Industriale, di cui la metrologia è un campo di applicazione, nella Progettazione e Fabbricazione di autovetture. È inoltre: Membro esperto della Commissione Statistica dell’AFNOR; Membro della Società Francese di Statistica. T_M ƒ 173


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LA MISURA DEL GAS

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Claudio Capozza

La misura dei consumi del gas in Italia Dalla prospettiva di un ispettore metrico

GAS METERING IN ITALY This article is aimed at providing a survey on the different issues involved in gas distribution and measurement, in particular focusing on the methodologies used for its quantitative evaluation, not only from the physical point of view, but also considering the practical and legal issues that affect our everyday life. Its purpose is to clarify the fundamental concepts of the quantities that are taken into account in gas measurement, the tools used and the related critical issues. The novelty introduced by the entry into force of the recent Italian law (D.M. 21.4.2017, n.93) and the situation of gas measurement in Italy will be also covered. RIASSUNTO Questo articolo ha la finalità d’illustrare in maniera divulgativa i diversi aspetti del settore della distribuzione e misura del gas, in modo particolare focalizzando l’attenzione sulle metodologie utilizzate per la sua quantificazione, non solo in relazione alla branca della Fisica che si occupa della misura del gas, ma anche in rapporto agli aspetti pratici e legali che si riverberano nella vita quotidiana. Ha la finalità di chiarire i concetti fondamentali delle grandezze che entrano in gioco nella misurazione del gas, gli strumenti impiegati e le connesse criticità. Saranno quindi affrontate le novazioni avvenute in seguito all’entrata in vigore del D.M. 21.4.2017, n.93 e la situazione della misura del gas nel nostro Paese. LA MISURAZIONE DEL GAS

Già tra la fine del 1800 e i primi anni del 1900, si ebbe contezza del problema della misurazione del gas, allora utilizzato quasi esclusivamente per l’illuminazione, nonché dello strettamente correlato problema della sua quantificazione. Sappiamo dalla Fisica che il gas è uno stato della materia caratterizzata dal fatto di non avere forma e volumi propri: i gas tendono per via naturale ad avere la forma del recipiente che li contiene e il loro volume è funzione della quantità di moli e della pressione e temperatura con la quale il recipiente è stato riempito. Già a metà del 1600 e sino alla fine del 1800, diversi fisici si dedicarono allo studio della teoria cinetica dei gas. Essa fu sviluppata, tra gli altri, da Robert Boyle (1627-1691), Daniel Bernoulli (1700-1782), James Joule (1818-1889), August Krönig (18821879), Rudolph Clausius (1882-

1888), James Maxwell (1831-1879). In estrema sintesi, il risultato di questi studi può essere così riassunto. Supponiamo che una massa M di un gas sia contenuta in un recipiente di volume V. La densità del gas è data da M/V, ed è palese che si può far diminuire il valore della densità sia estraendo parte del gas dal recipiente che lo contiene (ovvero riducendo M) sia mettendo il gas in un recipiente più grande (ovvero aumentando V). In via sperimentale si riscontra che a densità sufficientemente basse, tutti i gas, indipendentemente dalla loro composizione chimica, mostrano una certa relazione semplice fra le variabili termodinamiche P, V e T: ovvero pressione assoluta, volume e temperatura assoluta. Ciò suggerisce d’introdurre il concetto di gas perfetto, cioè di un gas che si comporti seguendo la stessa semplice legge fisica in qualsiasi condizione. Data quindi una massa M di un gas in uno stato di equilibrio termico, ne pos-

siamo misurare la pressione P, la temperatura T e il volume V. L’esperienza ci dice che, per valori sufficientemente bassi di densità, la pressione di una determinata massa di gas mantenuto a temperatura costante è inversamente proporzionale al volume (legge di Boyle), e il volume di una determinata massa di gas mantenuto a pressione costante è direttamente proporzionale alla temperatura (legge di Charles e di Gay-Lussac). Tali premesse conducono alla seguente formula: (1) Poiché il volume occupato da un gas (reale o perfetto) a una data pressione e a una data temperatura è proporzionale alla sua massa, ne segue che la costante della formula (1) dev’essere anch’essa proporzionale alla massa del gas. Si può quindi esprimere la costante dell’equazione (1) come n×R, dove n è la massa del gas in moli, e R è una costante che dev’essere sperimentalmente determinata per ogni tipo di gas. Il fatto che si ricorra per semplificazione all’uso delle moli è motivato dall’evidenza sperimentale che, per densità sufficientemente basse, R ha lo stesso valore per tutti i gas, cioè: R = 8,314 J/mole K° = = 1,986 cal/mole K°

(2)

Per tale motivo R viene anche denominata costante universale dei gas. La formula (1) può essere pertanto così scritta: (3) P×V=n×R×T L’equazione (3) è anche conosciuta come “equazione di stato dei gas perfetti”, nel senso che lo stato fisico di un gas è univocamente determinato claudio.capozza@gmail.com

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N. 03ƒ ;2018 6 LE ORIGINI DELLA MISURA

Nella pratica, si presentò subito il problema della quantificazione dei consumi del gas: all’epoca (si era nel 1890) la metrologia legale, attraverso i principi dettati dal T.U. sulle Leggi Metriche, approvate con Regio Decreto 23 agosto 1980, n. 7088, alla tabella B) allegata al suddetto RD, trovarono cittadinanza i “misuratori del gas illuminante”. In pratica si sancì il principio secondo il quale la quantità del gas si riteneva sufficientemente e legalmente apprezzata misurandone semplicemente il volume; nacquero così i primi misuratori volumetrici basati semplicemente sul conteggio della quantità di gas che attraversa una camera di misura a volume costante (detto anche volume ciclico), i cui successivi riempimenti e svuotamenti venivano integrati da un indicatore a tamburelle cifrate, detto totalizzatore, azionato da cinematismi che traevano il proprio movimento dalla forza esercitata dal passaggio del gas nella camera di misura. Il legislatore nulla precisò relativamente alla temperatura e alla pressione; egli ritenne semplicemente e legalmente che ai fini della determinazione della quantità di gas che transitava attraverso un misuratore per poter poi essere consegnata all’acquirente finale, fosse sufficiente apprezzarne il volume. Assai probabilmente, una tale modalità avrebbe provocato una reazione più che motivata da parte di chi, secoli addietro, aveva compiuto ap-

profonditi studi sui gas, per i quali una reale quantificazione avrebbe dovuto tener conto della pressione e della temperatura. Ma questa è la legge. Per inciso, il legislatore del suddetto T.U. stabilì, nella Tabella A, a esso allegata, che l’unità di misura di solidità e volume fosse il “metro cubo”, con abbreviazione rappresentata dal simbolo m3 e con la specificazione che “i multipli e sottomultipli non si usano con denominazioni speciali”. Di qui nasce, per gli aspetti metrologicolegali, una questione giuridica le cui conseguenze sono ancor’oggi attuali. Riprendendo le argomentazioni svolte in precedenza, da un punto di vista metrologico-legale il legislatore, ai fini della quantificazione del gas, ha previsto unicamente i contatori volumetrici: dapprima a pareti deformabili (fig.1), poi con le norme stabilite dall’art. 6 del Reg.to di Fabbricazione Metrica, quelli a rotoidi (fig. 2) e a turbina (fig. 3) per coprire campi di portata e di pressione

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allorché si conoscono 2 delle 3 grandezze della (3): l’altra la si ricava di conseguenza. Si definisce quindi come gas perfetto quel gas che soddisfa alla suddetta equazione sotto qualsiasi condizione. In realtà un gas perfetto non esiste, ciò non di meno detta formula, a patto d’introdurre un correttivo che più avanti vedremo, è applicabile anche ai gas reali: ciò in quanto a condizioni di densità abbastanza bassa, il comportamento sperimentale di un gas reale è riconducibile con buona approssimazione a quello di un gas perfetto. Questa è la premessa sia storica che fisica alla misura del gas.

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di gas elevate. Poi furono approvati contatori di tipo non volumetrico a ultrasuoni o basati sull’effetto di Coriolis. Per la precisione i contatori a pareti deformabili e a rotoidi sono propriamente volumetrici in quanto si basano sul principio del conteggio del volume di gas che attraversa le camere di misurazione, mentre quelli a turbina non sono di tipo volumetrico in quanto convertono la velocità angolare della turbina in portata che poi è trasformata in volume. Pertanto il principio della misurazione dei gas in via volumetrica si basa sulla legge fisica secondo la quale, data una camera di misura a volume prefissato (volume ciclico del contatore), si ritiene di apprezzare correttamente i quantitativi di gas, misurando i volumi che transitano successivamente nella camera di misurazione del contatore. Tutto ciò senza tener conto della pressione di scorrimento del gas e della sua temperatura. Un caso pratico applicativo di tale principio è il contatore del gas domestico: i consumi in bolletta sono calcolati in base al quantitativo erogato, misurato in metri cubi. LE CONSEGUENZE GIURIDICHE

Figura 1 – Contatore a pareti deformabili

Qui si innesta una delicatissima questione giuridica. Allo stato, in metrologia legale, nessun provvedimento normativo ha previsto che per l’apprezzamento di una certa quantità di gas si debba tener conto anche della sua pressione e temperatura: la quantità è apprezzata esclusivamente per via volumetrica. A ciò si aggiunga che esiste un principio di carattere generale,

Figura 2 – Contatore a rotoidi

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Figura 3 – Contatore a turbina

nella metrologia legale, attestante che, ove non diversamente stabilito, la grandezza misurata s’intende garantita alle condizioni di misurazione. Pertanto, se il legislatore della metrologia tace, nell’esecuzione dell’operazione di misura il risultato dell’operazione non dev’essere corretto: è esclusivamente quello rappresentato dall’indicatore dello strumento, ovvero dal display se è di tipo elettronico. Un semplice esempio può essere utile a chiarire questo punto. Se d’estate si acquista un quantitativo di benzina, diciamo di 10 litri, la quantità misurata e consegnata a volume (espresso in litri) è garantita alle condizioni di misurazione: ovvero il distributore di carburante stradale che contiene gli organi di misurazione, nell’effettuazione della stessa, non tiene conto della temperatura di quella massa di benzina così misurata (in via volumetrica) e ceduta all’acquirente. In questo caso, se il misuratore volumetrico di cui è provvisto il distributore di carburante misura correttamente (ovvero con un errore contenuto nei limiti di legge), l’utente-acquirente non può rifiutare i 10 litri di benzina erogata se questi sono stati misurati alla temperatura di 25°C oppure a quella di 40°C: sussistendo il principio che il volume è garantito alle condizioni di misurazione, mancando allo stato la norma legale che imponga di riferire (correggere) i risultati della misurazione a prefissate condizioni di temperatura, la misura effettuata è da ritenersi corretta. Né tantomeno, nel caso in cui vendita e misurazione di una quantità di 10 litri di benzina avvengano a una temperatura di 3 °C, l’acquirente può essere escusso per un quantitativo maggiore dei 10 litri, pur essendo noto che, in tali condizioni, il prodotto sia “più denso” e quindi abbia, a parità di volume, più energia. Dal punto di vista della certezza del diritto, l’acquirente ha l’obbligo di pagare il volume segnato dalla testata indicatrice, la quale non tiene conto della temperatura, e il venditore non potrebbe pretendere un corrispettivo maggiore solo perché i 10 litri appena consegnati sono alla temperatura di 3°C. In altre parole, nelle transazioni commerciali a misura, non esiste alcuna norma giuridica che imponga di correggere il volume di benzina così apprezzato a una determinata temperatura di riferimento: per esempio a 15 °C, oppure a 20 °C.


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mento metrico. Allo stato non esiste una norma di legge che definisca quali debbano essere le condizioni di pressione e di temperatura da utilizzare per effettuare una misura oggettiva del gas naturale. La prassi di alcune transazioni commerciali prevede che il gas erogato venga misurato secondo un’unità di misura indicata quale “metro cubo alle condizioni standard ”, ovvero a 15° C e pressione assoluta pari a 1.013,25 millibar, come previsto dalla disciplina fiscale di cui si tratterà al punto successivo. Bene, a tutt’oggi non si ha notizia che a tale richiesta sia stata fornita risposta ufficiale; anzi la stessa A.E.E.G. (oggi ARERA) pubblica Delibere nel settore del gas, continuando a citare il “metro cubo standard” e non il metro cubo, come dovrebbe. A evitare ogni possibile equivoco è bene ribadire che non si vuole negare, da un punto di vista metrologicoscientifico, che la temperatura e la pressione siano variabili fisiche d’influenza sulla massa di gas misurata a volume: semplicemente il legislatore della metrologia legale non ha voluto dare rilevanza giuridica a detta variabile d’influenza! Ovviamente in senso fisico stretto, una tale misurazione (apprezzamento della quantità di gas in via volumetrica) è affetta sia dall’errore strumentale (l’inesattezza del misuratore), che è l’errore imputabile allo strumento metrico ex se, sia da quello ascrivibile al metodo di misura impiegato, che non tiene conto della variazione di volume conseguente alle variazioni di temperatura e di pressione: questo è il discrimine tra la Metrologia scientifica e quella legale. Orbene, il principio di cui sopra trova cittadinanza, nel nostro Ordinamento giuridico, nel caso della misurazione dei gas: i quantitativi di gas misurati con contatori di volumi di gas sono garantiti alle condizioni in cui la misura avviene. Nulla di metrologico-legale è stato stabilito in ordine alle condizioni di misurazione: né a carico della temperatura né della pressione. Ritengo che a tal punto appaia chiaro, in base al principio di certezza del diritto coniugato a quello di esigenza

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Esiste però un caso in cui le correzioni sono richieste: nella metrologia “fiscale”, l’accisa, sia sui carburanti che sui gas, è calcolata a volume corretto a 15 °C, attraverso i compensatori associati ai misuratori cui sono connessi; nel caso dei gas, il volume è apprezzato dal contatore di gas cui è associato un dispositivo, detto convertitore, il quale trasforma il dato del volume proveniente dal contatore in base a valori prefissati di temperatura (15 °C) e di pressione (1,01325 bar o, come andrebbe oggi correttamente scritto, 101,325 kPa). Di fatto si è venuta a creare una filiera di misura incoerente, con innegabili ripercussioni sul piano metrologico-legale, in pieno e clamoroso contrasto con quanto richiesto dall’applicazione delle norme costitutive della metrologia legale: in punta di diritto si è venuta a determinare un’intollerabile dicotomia, inaccettabile per un Paese che ha radicato sul principio di legalità uno dei valori fondamentali per il proprio Ordinamento giuridico o Stato di Diritto. La questione arrivò al punto che la stessa A.E.E.G. (oggi ARERA) con proprio documento PAS 1/08 dell’11 marzo 2008, dal titolo SEGNALAZIONE DELL’AUTORITÀ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS AL PARLAMENTO E AL GOVERNO IN TEMA DI MISURA DEL GAS NELLE ATTIVITÀ DI DISTRIBUZIONE E FORNITURA AI CLIENTI FINALI, nell’esercizio della propria funzione consultiva e di segnalazione al Parlamento e Governo, pose ai suddetti Organi Costituzionali dello Stato la questione come segue. Misura del gas in condizioni standard. Il gas per la sua particolare natura ha un valore energetico variabile, anche in funzione della pressione e della temperatura al momento della rilevazione, così che variando l’uno o l’altro parametro, varia anche la quantità di prodotto contenuta nel volume predeterminato. L’ordinamento metrologico legale prevede però che, laddove non siano definite condizioni di riferimento a cui riportare le variabili di temperatura e pressione (NdA: e attualmente ancora non lo sono), faccia fede quanto indicato dallo stru-

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della sicurezza e correttezza negli scambi che, in uno Stato di diritto, debba essere la legge a stabilire sia le caratteristiche degli strumenti di misura sia i sistemi di misurazione, nonché le unità di misura: ex adverso, si provi a immaginare il caos che si avrebbe se ognuno propugnasse un proprio strumento o sistema di misurazione, nonché anche le condizioni di riferimento e i rispettivi valori cui riportare i risultati di una misurazione. Pertanto rientra nella sola potestà legislativa (la cosiddetta riserva di legge) la fissazione di eventuali condizioni di riferimento cui riportare (correggere o convertire) il risultato di una misurazione appena eseguita! Tutt’altra cosa è invece accaduta nel nostro Paese per la misurazione dei gas: il vuoto legislativo è stato asseritamente colmato dallo strumento contrattuale. Il risultato di una tale situazione è stato quello di constatare, nel 1996, in tutto il Paese la presenza di dispositivi di conversione collegati ai contatori, che ricevevano dal contatore stesso il dato relativo al volume misurato e, in base a sonde di temperatura e di pressione, convertivano tale dato in volumi coretti; come se la misurazione fosse avvenuta a 15 °C e a una pressione di 1,01325 bar, “correggendo” il valore di volume indicato dal contatore mediante l’applicazione della formula (4) sotto riportata. LA SITUAZIONE ATTUALE

Il Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato, dopo l’esecuzione di svariati sequestri (eseguiti da alcuni Uffici metrici) di dispositivi di conversione di volumi associati ai contatori, in quanto illegali né mai approvati, emanò la Circolare Ministeriale n. 3 – prot. 550016 – del 9.1.1997 avente a oggetto “Convertitori di volume di gas alle condizioni di base associate a contatori di tipo ammesso alla verificazione metrica”, con la quale dettò le modalità con cui calcolare il Coefficiente di Correzione e le caratteristiche tecniche generali di tali dispositivi di conversione, nonT_M ƒ 179


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ché le modalità di verifica: ma nessun atto di rango normo-legislativo, sino a oggi, ha mai fissato l’obbligo metrologico-legale della correzione della misura prodotta dal misuratore. Tutto ciò ha sortito anche un altro effetto: numerose imprese di vendita del gas esprimono le quantità vendute ai clienti finali utilizzando unità di misura illegali, in quanto non definite dall’SI, quali il metro cubo standard. Per rendersene conto basta esaminare una comune bolletta emessa a fronte di consumi domestici e non. Nella sopra citata Circolare, all’allegato n. 2, è anche indicato il modo con cui calcolare il fattore C – fattore di correzione – con il quale moltiplicare il valore del volume misurato dal contatore; il valore di C è dato dalla seguente formula: C = (P/Pb) · (Tb/T) · (Zb/Z)

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da cui si ottiene:

ne molare, l’equazione dei gas perfetti. Per il gas naturale, che per legge (5) VC = C × VL [smc/h] deve contenere una percentuale predove: fissata di gas metano puro (la cui forVC = Volume alle condizioni standard mula chimica è CH4), il fattore di com(Pb e Tb); pressibilità è inserito direttamente e VL = Volume alle condizioni di linea manualmente nel convertitore di volu(P e T) (o di misurazione); mi di gas, ed è rappresentativo anche Pb, Tb = Pressione e Temperatura del PCS ovvero del Potere Calorifico standard contrattuali (generalmente Superiore, il cui valore è fornito dal Pb = 1,01325 bar e Tb = (273,15 + primo distributore nazionale del gas. 15) K]; Il valore del PCS è calcolato sulla P, T = Pressione e Temperatura di media mensile della composizione del linea (o di misurazione); gas transitato nel mese precedente, Zb, Z = fattore di compressibilità del rilevato sulle AOP (acronimo di Aree gas alle condizioni rispettivamente Omogenee di Prelievo) e viene accetstandard e di linea. tato “as it is”, nel senso che allo stato Il fattore di compressibilità rappresen- non esistono regole giuridiche che ta in qualche modo lo scostamento tra impongono che il PCS sia costanteil comportamento dei gas reali rispet- mente determinato, ad esempio, da to a quello dei gas perfetti e consente un gascromatografo di tipo legale che pertanto di applicare ai gas reali, svolga l’analisi continua del gas e tra(4) tenendo conto della loro composizio- smetta al convertitore tale valore. Una


N. 03ƒ ;2018 E LA MID?

Questione invece di più rilevante spessore è costituita dalla riflessione seguente. Come si è visto, la correzione della misura di volume eseguita dal contatore per mezzo del dispositivo di conversione, porta a definire il volume del gas in base al quale il venditore escute il proprio cliente finale in base alla (5), in cui VL è il volume di gas effettivamente misurato, mentre VC è il volume di gas indicato in bolletta. Orbene, prima dell’entrata in vigore della Direttiva 2004/22/CE meglio conosciuta come Direttiva MID, i convertitori approvati sulla base di norme nazionali erano obbligati a essere sottoposti alla verificazione periodica ogni 2 anni, mentre i contatori, cui i convertitori erano associati, avevano l’obbligo di subire la sola verificazione prima. Si viveva quindi la situazione secondo cui alcuni contatori, in uso da circa 40 anni, restavano in servizio senza che le disposizioni metrologico-legali prevedessero la necessità di accertarne, nel corso del tempo, l’affidabilità metrologica. Viceversa, in modo del tutto assurdo, ci si preoccupava di verificare ogni 2 anni che il Convertitore avesse un errore contenuto nei limiti dell’errore massimo tollerato (EMT), senza preoccuparsi dell’errore di misura del contatore del gas, o elemento primario. E qual è l’effetto di tutto ciò, potrebbe chiedersi il lettore? Presto detto: il volume compensato, calcolato appli-

cando la (4) e la (5), è affetto dall’errore di misura dell’elemento primario, che risulta amplificato dal fattore moltiplicativo C. In altri termini, il volume compensato si ottiene moltiplicando per il fattore di correzione anche l’errore del contatore, con effetti che lascio alla sensibilità del lettore. La situazione riesce a essere ancora più complessa ove si ponga mente al fatto che la maggioranza delle bollette del gas riguardano i consumi di gas domestico, per i quali non è previsto l’impiego di un convertitore. In tal caso sulla bolletta è riportato il valore misurato dal contatore del gas e il valore di un coefficiente C stabilito da ARERA accompagnato, nella maggioranza dei casi, dalla dicitura “questa Bolletta è stata emessa per i quantitativi di gas consumati dal destinatario della Bolletta durante il bimestre X, espressi in un numero, seguito dall’indicazione dell’unità di misura smc“. A tale proposito va notato che l’espressione della quantità in smc è antigiuridica e fonte di procedimento sanzionatorio perché apposta in violazione di Legge, secondo la quale, come si è inizialmente detto, la quantità consumata dev’essere espressa in m3 e non in smc (standard metri cubi). È come se, per esprimere la lunghezza di un binario e riportarla a una temperatura standard, si usassero i metri standard anziché i metri. Nessuno si sognerebbe di farlo, mentre invece per il gas… A complicare ulteriormente le cose hanno contribuito anche l’estensore della MID (sia nella versione originaria del 2004 sia in quella aggiornata del 2014, Direttiva 2014/32/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 febbraio 2014), nonché l’estensore della legge di recepimento in Italia (D.Lgs. 22 del 2/2/2007 e D.Lgs. 84 del 19/5/2016): in entrambe le Direttive (e nei Decreti legislativi di recepimento) manca la fondamentale definizione di “light industry” (industria leggera) e di “heavy industry” (industria pesante). Si precisa che i requisiti di conformità richiesti agli strumenti di misura impiegati per gli scopi legali definiti dalla Direttiva si applicano solamente se desti-

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riflessione è poi d’obbligo trattandosi di metrologia legale: il D.P.R. 12 agosto 1982 N. 802, attuativo della Direttiva CEE n.80/181 relativa alle unità di misura, oltre a enunciare le 7 unità di misura fondamentali e la loro simbolistica abbreviativa, elenca anche quelle derivate; tra queste vi è la grandezza Pressione, la cui unità di misura è il Pascal, e non il bar, e il cui simbolo abbreviativo è Pa. Ma, come già brevemente accennato sopra, certe tradizioni sono dure a morire, soprattutto quando non c’è la volontà di aggiornarsi e di capire che la normativa tecnica internazionale evolve per migliorarsi.

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nati a uso residenziale, commerciale e d’industria leggera, applicando i requisiti pertinenti dell’allegato I e i requisiti specifici dell’allegato relativo allo specifico strumento, ma senza specificare cosa si intenda per industria leggera. In altre parole, il discrimine tra industria leggera e industria pesante diventa lo spartiacque essenziale per il regime di subiettività di un determinato strumento di misura, in quanto soggetto o meno ai requisiti di conformità previsti dalla Direttiva. E la mancata definizione non è questione pleonastica: riverbera, in radice, questioni d’importanza dirimente in ordine alla decisione se lo strumento debba essere assoggettato alle prescrizioni della MID oppure no. Peccato che tale decisione rischi di essere totalmente arbitraria, mancando a tutt’oggi la definizione giuridica che doveva essere statuita dal legislatore comunitario. ANCORA UN’ECCEZIONE

Se la questione della misura del gas, dopo quanto detto, appare quanto meno ambigua e contraddittoria, un altro duro colpo alla credibilità dell’intero sistema viene da un atto importante licenziato dal Governo: il Decreto Legge 25.9.2009, n. 135 dal Titolo “Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee”, in cui, all’art. 7 dal titolo “Disposizioni per i sistemi di misura installati nell’ambito delle reti nazionali e regionali di trasporto del gas e per eliminare ostacoli all’uso e al commercio degli stessi – Procedura d’infrazione n. 2007/4915” è così disposto: “A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, al fine di semplificare gli scambi sul mercato nazionale e internazionale del gas naturale, i sistemi di misura relativi alle stazioni per le immissioni di gas naturale nella rete nazionale di trasporto, per le esportazioni di gas attraverso la rete nazionale di trasporto, per l’interconnessione dei gasdotti appartenenti alla rete nazionale e T_M ƒ 181


regionale di trasporto con le reti di distribuzione e gli stoccaggi di gas naturale e per la produzione nazionale d’idrocarburi non sono soggetti all’applicazione della normativa di metrologia legale”… omissis… È doveroso altresì riportare che il suddetto D.L. 135/2009 fu convertito dal Parlamento nella Legge 20 novembre 2009, n. 166, dal Titolo “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, recante disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee”. È altresì doveroso riferire che l’art. 7 non fu oggetto di modificazioni in fase di conversione, almeno nella parte in cui si statuiva che taluni sistemi di misura del gas non erano più soggetti all’applicazione della normativa di metrologia legale. Il successivo D.M. 18 giugno 2010 approvava disposizioni sulla realizzazione e la gestione dei sistemi di misura delle reti di trasporto e degli stoccaggi di gas naturale: ovvero le norme per la realizzazione dei sistemi di misura nonché, tra le altre disposizioni, quelle riguardanti le modalità di esecuzione dei controlli metrologici. Quest’ultima citazione fornisce l’occasione per un’osservazione niente affatto marginale. La prima edizione della MID (2004) su 10 categorie di strumenti di misura, quali quelli descritti negli Allegati dal n.1 al n.10 (eccezion fatta per l’Allegato 5 il cui oggetto sono i “Sistemi di misura per la misurazione continua e dinamica di quantità di liquidi diversi dall’acqua”), considera esclusivamente strumenti di misura. Per quanto ci riguarda, sono considerati strumenti di misura anche quelli normati dall’Allegato MI-002 riguardante i “Contatori del gas e dispositivi di conversione del volume”. Il citato D.L. 135/2009, per poter dichiarare non più “soggetti all’applicazione della normativa di metrologia legale”, ovvero agli obblighi di conformità alla Direttiva MID, i misuratori del gas di cui al citato art. 7, li considera “Sistemi di misurazione” invece che strumenti. Il lettore può trarre le proprie conclusioni: se per caT_M ƒ 182

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so dovesse pensare di trovarsi di fronte al gioco delle tre tavolette, non potremmo concordare con tale irrispettosa conclusione, ma potremmo molto manzonianamente comprenderla. L’ULTIMA DISPOSIZIONE (IN ORDINE DI TEMPO)

Da ultimo non si può non fare riferimento al recentissimo D.M. 21 aprile 2017, n. 93, contenente il Regolamento recante la disciplina attuativa della normativa sui controlli degli strumenti di misura in servizio e sulla vigilanza sugli strumenti di misura conformi alla normativa nazionale e europea. Per i contatori dei gas e i convertitori di volume, la tabella nell’Allegato IV del D.M., qui sotto riportata in Tab. 1 per comodità del lettore, impone la periodicità della Verificazione Periodica. Come il lettore avrà facilmente modo di osservare, le diverse scadenze della verificazione periodica dei contatori del gas rispetto a quelle fissate per i dispositivi di conversione, ripropongono ancora come concrete e attuali le considerazioni più sopra esposte circa gli effetti degli errori dei contatori sui valori ottenuti dall’applicazione della (5). Mi si consenta ora, a fronte di tutto quanto esposto, un’ultima e personale osservazione, che ritengo doveroso condividere con il lettore: le conoscenze tecniche oggi disponibili consentono di superare le criticità illustrate lega-

te al fatto di misurare il gas a volume, essendo possibile realizzare strumenti in grado di misurare direttamente l’energia associata alla portata di gas transitante in una sezione di misura. Non v’è dubbio che 100 m3 di gas a basso PCS, da un punto di vista volumetrico, equivalgono a 100 m3 di gas a elevato PCS, come non v’è dubbio che il contenuto energetico dei primi 100 m3 è considerevolmente più basso rispetto ai successivi 100 m3. Il vero sviluppo tecnologico e, al tempo stesso, un criterio di misura più “giusto” di quello attualmente praticato suggerirebbero di arrivare a una misura dei consumi di gas in energia e non a volume. Ciò costituirebbe ulteriore conferma dell’aforisma coniato dallo scrivente in altre occasioni, che si declina come segue: “In uno Stato di Diritto, la Civiltà della Misura diventa essa stessa misura della Civiltà”.

Claudio Capozza è stato Responsabile del Servizio Metrico e Vigilanza della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza e Lodi fino al 31 agosto 2018. Si occupa da più di 42 anni di Metrologia legale ed è stato CTP e CTU di svariati Distretti Giudiziari in diversi procedimenti Penali e Civili aventi a oggetto strumenti di Misura. Ora in pensione, continua a occuparsi di metrologia legale con la stessa passione e lo stesso entusiasmo di prima.

Tabella 1 – Periodicità delle verificazioni periodiche di contatori del gas, come stabilite dal DM 93/2017

Contatori del gas

A pareti deformabili: 16 anni A turbina e rotoidi: 10 anni Altre tecnologie: 8 anni

Dispositivi di conversione del volume

Sensori di pressione e temperatura sostituibili: 2 anni Sensori di pressione e temperatura parti integranti: 4 anni Approvati insieme ai contatori: 8 anni


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TRA TARATURA E RIFERIBILITÀ METROLOGICA

GLI ALTRI TEMI

Giuseppe La Paglia

I pezzi mancanti Parte Terza Struttura e contenuti della documentazione

BETWEEN CALIBRATION AND METROLOGICAL TRACEABILITY The metrological traceability is one of the most essential properties required to a measurement result. To achieve it, periodic calibration of the measurement instrument must be performed. But this is not enough. This third part covers structure and content of the documents used to define and support the metrological confirmation process, as a whole. Then, practical examples are given on how to evaluate uncertainty in using different kinds of instruments, according to the considered usage and the confirmation operations done. RIASSUNTO La riferibilità metrologica è uno dei requisiti più importanti richiesti al risultato di una misura. Per ottenerla è necessario effettuare, periodicamente, la taratura dello strumento di misura che la esegue. Ma non basta. In questa terza parte approfondiremo in primo luogo la struttura e i contenuti della documentazione utilizzata per definire e supportare il processo di conferma metrologica nel suo insieme. Cercheremo, quindi, anche per mezzo di alcuni esempi, di fornire indicazioni pratiche su come valutare l’incertezza d’uso delle diverse categorie di strumenti in funzione dell’utilizzo previsto e delle operazioni di conferma effettuate. LA DOCUMENTAZIONE

La documentazione è in primo luogo un elemento indispensabile per poter dimostrare la correttezza dell’attività svolta per tutte le realtà sottoposte a un regime di controllo della qualità. La definizione delle modalità operative in procedure (o istruzioni tecniche) è, d’altro canto, necessaria al fine di assicurare la coerenza interna tra le operazioni effettuate e conseguentemente dimostrare la riferibilità delle misure effettuate. Nello schema di Fig. 1 sono riportate le procedure che coinvolgono lo strumento di misura, il certificato di taratura e le reciproche interazioni. È una struttura per ovvie ragioni puramente indicativa, ma utile per poter individuare tutti gli elementi che possono incidere sulla riferibilità delle misure effettuate. Nello schema sono riportate le procedure che riguardano la conferma metrologica dello strumento di misura e la procedura che definisce come lo stesso strumento viene impiegato. Naturalmente lo strumento può essere utilizzato

limiti di accettazione previsti per le verifiche intermedie e per il controllo del trasporto siano coerenti con l’incertezza d’uso dello strumento. L’altra procedura chiave è quella (o quelle) che definisce come si utilizza lo strumento e riporta come valutare l’incertezza delle misure da esso effettuate (informazione necessaria per poter assicurare la riferibilità della misura stessa). La coerenza delle informazioni contenute in questa procedura con quelle riportate nella procedura di gestione dello strumento è essenziale. La procedura di utilizzo dello strumento deve, in primo luogo, definire il campo di misura e le modalità d’impiego previste. Nelle modalità d’impiego possono confluire numerose diverse informazioni, quali: – esecuzione di operazioni preliminari di autoregolazione e autocontrollo dello strumento; – impostazioni da compiere sullo strumento (ad esempio, impostazione dei filtri di frequenza o della velocità di lettura negli strumenti di misura elettronici complessi); – configurazione di utilizzo (ad esempio, nei resistori di alto valore impiego a due o a tre terminali); – informazioni riguardanti il processo di misura (ad esempio, tempi di stabilizzazione prima del rilevamento delle indicazioni); – modalità di trattamento dei dati grezzi per ottenere il risultato di misura. Tutte queste informazioni devono essere tenute in conto nella procedura di gestione dello strumento per definire il campo di misura in cui può essere impiegato e la relativa incertezza d’uso. L’altro collegamento forte tra le due procedure è costituito dall’incertezza d’u-

in diversi modi e possono essere definite più procedure che ne prevedano la presenza, anche con differenti modalità d’impiego. Se lo strumento è utilizzato come campione per tarare altri strumenti, la procedura di utilizzo corrisponde a una procedura di taratura. Gli elementi essenziali per la conferma metrologica dello strumento sono riportati nella cosiddetta “Procedura di gestione dello strumento”. A essa si affianca un’altra procedura, che definisce le modalità con cui sono effettuate le operazioni che devono essere eseguite sullo strumento al fine di mantenere e controllare le sue caratteristiche metrologiche. Questa procedura non comprende le operazioni la cui esecuzione è prevista ogni qualvolta si utilizza lo strumento che, se effettuate, sono riportate nelle modalità d’impiego definite nella procedura di utilizzo dello strumento. Peraltro la procedura potrebbe non essere presente in quanto non tutti gli strumenti richiedono l’esecuzione di tali operazioni. Viceversa, se pre- Ispettore ACCREDIA-DT, Torino sente, è necessario controllare che i giuseppe.lapaglia@yahoo.com T_M

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Figura 1 – Procedure, certificate di taratura e relative interazioni

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so. Il suo valore (o l’insieme di valori) valutato nella procedura di gestione dev’essere analogo all’incertezza associata al suo impiego nella specifica procedura che lo prevede. Questo è un anello essenziale del processo logico: la componente d’incertezza, la cui validità è verificata tramite l’elaborazione dei risultati contenuti nel certificato di taratura e mantenuta sotto controllo con le altre operazioni di conferma metrologica, è la stessa che viene poi utilizzata per la valutazione dell’incertezza delle misure effettuate con lo strumento. La Fig. 1 considera anche il certificato di taratura dello strumento, pur non essendo quest’ultimo una procedura in senso stretto. Ciò consente di evidenziare il fatto che il certificato deve possedere certi requisiti per poter essere coerente con le procedure e quindi consentire al processo di assicurare correttamente la riferibilità delle misure effettuate.


N. 03ƒ ;2018 COME VALUTARE L’INCERTEZZA DOVUTA ALLO STRUMENTO DI MISURA? QUALCHE ESEMPIO

Per poter valutare l’incertezza d’uso è essenziale conoscere il comportamento dello strumento, al fine di definire un modello in grado di rappresentare le possibili variazioni sui valori misurati o sull’errore al cambiare delle sue condizioni di utilizzo (punto di misura, tempo, temperatura ambientale, ecc.) e quindi individuare conseguentemente le componenti d’incertezza significative che incidono sul valore ricavato da una misura da esso effettuata e stimarne il valore. Non è sempre semplice ottenere informazioni valide e significative sulle effettive caratteristiche metrologiche di uno strumento di misura (deriva nel tempo, coefficiente di temperatura, linearità, effetto della frequenza, ecc. …). Le sorgenti a cui possiamo attingere per ottenere queste informazioni sono diverse e cambiano da situazione a situazione. Un esempio è dato dai seguenti punti: – informazioni (specifiche) fornite dal costruttore; – valori contenuti nei certificati di taratura dello strumento; – dati provenienti da attività sperimentali effettuate sullo strumento; – struttura e materiali utilizzati per la costruzione dell’apparato (può essere il caso degli strumenti di tipo elettromeccanico); – comportamento e caratteristiche di strumenti analoghi o simili. Comporre le informazioni disponibili per valutare le caratteristiche metrologiche è un lavoro che può risultare delicato e complesso, ma una loro attenta

valutazione è essenziale al fine di assicurare una corretta riferibilità alle misure effettuate. Per semplicità di utilizzo si assegna all’incertezza d’uso un unico valore, valido in qualsiasi momento tra una taratura e quella successiva. Essa viene, quindi, valutata nel caso peggiore, ovvero tenendo conto del massimo valore che può assumere la componente d’incertezza dovuta alla deriva nel tempo. Un elemento essenziale da tenere in conto è che il modo di valutare l’incertezza si modifica in considerazione delle modalità con cui opera lo strumento e sono trattati i risultati di misura ottenuti. In quest’ottica possiamo suddividere gli strumenti di misura in tre categorie, che necessitano di approcci differenti: 1) campione materiale che genera il valore di una grandezza; 2) strumento che opera in un campo di misura; 3) strumento di tipo elettronico che opera in molti campi di misura. Esaminiamo ora questi tre casi, evidenziando le differenze e illustrandole con un esempio su un tipo di strumento, in modo da fornire indicazioni su come si possa valutare praticamente l’incertezza d’uso e quali operazioni possano essere messe in atto per assicurare che tale valutazione si mantenga nel tempo e in tutto il campo di utilizzo previsto. Descriverò in primo luogo l’approccio “canonico” e quindi fornirò delle indicazioni su come semplificare le operazioni nelle situazioni in cui non fosse necessario ottenere la migliore accuratezza. Data la mia personale esperienza professionale, limiterò gli esempi al campo delle misure elettriche, ma sono sicuro che il lettore saprà estendere quanto proposto ad altri campi. CAMPIONE MATERIALE CHE GENERA IL VALORE DI UNA GRANDEZZA

In questo caso, la taratura ci fornirà il valore della grandezza generata dal campione. Tale valore potrà quindi essere utilizzato per correggere il risultato di misura o per verificare che il campione rientri entro limiti prefissati. Trattandosi di un campione materiale, diffi-

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I requisiti a cui deve rispondere il certificato devono essere riportati in modo esplicito nella documentazione dell’utilizzatore. In particolare, le modalità di taratura dello strumento devono essere analoghe a quelle previste quando lo strumento è utilizzato per eseguire misure, i punti di misura devono coprire tutto il campo di misura previsto e le incertezze di taratura devono essere in grado di supportare l’incertezza d’uso prevista per lo strumento.

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cilmente sarà possibile effettuare una sua regolazione. ESEMPIO 1 – RESISTORE CAMPIONE

Nel caso in cui il resistore sia utilizzato come strumento campione in un Laboratorio di taratura, l’obbiettivo che generalmente si pone l’utilizzatore è quello di ottenere la massima accuratezza possibile nell’utilizzo dell’apparato. Per ottenere questo risultato si assegna al resistore il valore di resistenza ricavato dall’ultimo certificato di taratura e non il valore nominale. Se sul certificato compaiono diversi valori di resistenza in corrispondenza di differenti correnti di misura, si può utilizzare quello a più bassa corrente come valore assegnato al resistore, mentre gli altri valori servono a stimare/controllare il valore della componente d’incertezza dovuta al passaggio della corrente. Ciò premesso, le componenti d’incertezza da tenere in conto per la valutazione dell’incertezza d’uso di un resistore campione utilizzato in corrente continua saranno: a) incertezza di taratura; b) deriva del valore di resistenza nel tempo tra una taratura e la successiva; c) effetto del riscaldamento provocato dal passaggio di corrente; d) effetto della possibile differenza di temperatura ambientale tra la fase di taratura e d’impiego; e) ripetibilità delle resistenze di contatto (solo per bassi valori di resistenza utilizzati a due terminali). La componente d’incertezza a) consiste, ovviamente, nell’incertezza associata al valore di resistenza che sarà assegnato al resistore, incertezza che è riportata nel certificato di taratura. Il valore della componente d’incertezza b) può essere ricavato dalla documentazione fornita dal costruttore o stimata sulla base dei risultati riportati sui certificati di taratura. Per poter percorre questa seconda opzione è necessario conoscere in modo significativo la storia dell’apparato (disporre, ad esempio, dei risultati di almeno 4-5 tarature annuali) e verificarne che la variazione T_M ƒ 185


di resistenza dovuta alla deriva del resistore sia prevedibile. La componente d’incertezza c) può essere significativa ed è quindi da valutare con attenzione. È necessario, in primo luogo, definire quali sono le correnti di misura che potranno essere applicate al resistore. Purtroppo per un Laboratorio di taratura è difficile a priori conoscere tali correnti, dato che in genere non si può prevedere quali saranno le apparecchiature che dovranno essere tarate, a meno che il Laboratorio non svolga la sua funzione solo su un parco di strumenti ben conosciuto (es. quello aziendale). È quindi necessario definire il campo di misura in cui il resistore potrà operare, ovvero la corrente massima che potrà essere applicata in modo che l’alterazione prodotta dal passaggio di corrente non superi il valore stimato della corrispondente componente d’incertezza tenuta in conto nella valutazione dell’incertezza d’uso. Se l’effetto del passaggio della corrente è rilevante, può essere conveniente valutare due diverse incertezze d’uso, ipotizzando due differenti correnti massime applicate, una di valore relativamente basso (in modo da ottenere una migliore accuratezza per le misure effettuate in questo campo) e una con l’effettiva massima corrente, che potrà essere applicata al resistore. La componente d’incertezza d) dovrebbe essere, tipicamente, alquanto contenuta, dato che in genere la temperatura di riferimento, sia per il Laboratorio che effettua la taratura sia per quello che lo utilizza, dovrebbe essere di 23 °C. Se però il coefficiente di temperatura del resistore è significativo e/o la temperatura ambiente dell’utilizzatore differisce in modo significativo dalla temperatura a cui è stata effettuata la taratura, la componente può non essere trascurabile. Per quanto riguarda la componente e) bisogna tenere presente che i resistori campione di basso valore, tipicamente utilizzati nei Laboratori di taratura, sono a quattro terminali. Il problema può nascere nel caso in cui sia necessario tarare uno strumento che supporta solo la configurazione a due terminali. In queste situazioni, se si vuole procedere ugualmente alla taratura, è necessario T_M ƒ 186

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stimare tramite prove sperimentali la variazione del valore del resistore dalla configurazione a quattro terminali a quella a due terminali e valutare la relativa componente d’incertezza. Nella documentazione che descrive le operazioni di conferma da effettuare, oltre alla stima dell’incertezza d’uso, si dovrebbero riportare: A. i punti di misura da considerare nella taratura, ovvero con quale/i valori di corrente, l’incertezza da assicurare nella taratura, il tempo di stabilizzazione dopo l’applicazione della corrente di misura e con quale configurazione; B. modalità di esame del certificato di taratura. Oltre al controllo dell’esecuzione della taratura secondo le modalità precedentemente definite, esse dovrebbero comprendere la verifica della stabilità nel tempo (variazione del valore resistivo dal certificato precedente) e, se significativo, l’effetto del passaggio della corrente (variazione del valore ricavato a diverse correnti), in modo da confermare i valori delle rispettive componenti d’incertezza ipotizzate nell’incertezza d’uso; C. operazioni effettuate al fine di verificare che il resistore non cambi nel tempo il suo valore in modo incontrollato. Data la tipologia dell’apparato (resistenza generata fisicamente) tali controlli possono essere abbastanza distanziati nel tempo, ma una verifica intermedia ogni 6 mesi e un controllo dell’effetto del trasporto è bene che siano previsti. Nella documentazione che definisce come viene utilizzato il resistore campione dovrebbe essere, invece, riportato il valore di corrente a cui può essere impiegato e la configurazione di misura da adottare. Se il resistore è stato tarato solo in corrente continua, dovrebbero essere previsti controlli al fine di verificare che non siano presenti componenti alternate significative nella corrente applicata. Approccio semplificato Se il resistore campione è utilizzato per controllare, in una linea di produzione, il corretto funzionamento di apparati, il suo impiego si traduce, in genere, in una prova con un risultato del tipo passa/non passa. Conseguentemente non è, in genere, necessaria un’elevata accuratezza, mentre è rilevante assicu-

rare la massima semplicità di utilizzo anche da parte di personale non particolarmente formato. Per ottenere tale obbiettivo è possibile utilizzare il valore nominale del resistore e non il valore determinato in fase di taratura. Ciò comporta l’individuazione di un limite di accettazione entro cui dev’essere compreso lo scarto tra il valore nominale e il valore ottenuto dalla taratura. In questo caso l’incertezza d’uso potrà essere stimata aggiungendo la componente dovuta all’utilizzo del limite di accettazione (componente d’incertezza con distribuzione rettangolare) alle componenti precedentemente elencate. Questo fatto può comportare un aumento rilevante dell’incertezza d’uso rispetto a quanto si otterrebbe con l’approccio descritto precedentemente ma, in genere, ciò è accettabile in ambiti industriali. Per quanto riguarda la documentazione, anche se in linea di massima rimangono valide le considerazioni già svolte, è possibile semplificare la struttura della documentazione e i meccanismi implementati, per esempio non prevedendo verifiche intermedie e/o verifiche del trasporto, a meno che l’utilizzo del resistore non sia particolarmente stressante dal punto di vista meccanico, elettrico o termico. LA PROSSIMA PARTE

Nella prossima parte del testo (quarta e ultima) approfondiremo le problematiche relative alla valutazione dell’incertezza d’uso per le altre due categorie di strumenti. Con l’esempio 2 esamineremo il caso degli strumenti che operano in un campo di misura e con l’esempio 3 analizzeremo come trattare gli strumenti che sono in grado di effettuare misure in diverse grandezze e in molti campi di misura. Giuseppe La Paglia attualmente svolge la funzione d’ispettore tecnico e di sistema per il Dipartimento Laboratori di taratura di ACCREDIA. Dal 1972 al 2015 ha operato all’interno dell’Istituto Elettrotecnico Nazionale Galileo Ferraris e quindi nell’INRIM nel gruppo Metrologia Elettrica e nella struttura per l’accreditamento dei Laboratori di taratura (SIT).


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MATERIALI DI RIFERIMENTO

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Ivan Gnesi

Materiali ad alto contenuto tecnologico: quando un (C)RM affidabile è fondamentale Diamanti, Quantum Computing e Intelligenza Artificiale

MATERIALS WITH HIGH TECHNOLOGICAL CONTENT: WHEN A RELIABLE (C)RM IS IMPORTANT The technological development of the last decades has had a significant impact in the realization of new kinds of materials as well as in the generalization of the very concept of material. While before the information revolution it was the main element of an industrial production, it nowadays consists also of the embedded information. Information is often the main, if not the only value of the material itself. In this paper we will try to understand the future, quite near indeed, of reference materials with high technological content, and how industry should prepare itself to the next industrial revolution. We will cover nuclear reference materials for biomedical application, energy production, cultural heritage preservation, safety, buildings and geology. We will cover superconductive materials for energy transmission, transportations, renewable energy generation and storage. This paper, after a short survey, will cover the role of the new reference materials in Quantum Computing and AI. RIASSUNTO Lo sviluppo tecnologico degli ultimi decenni ha avuto un impatto fondamentale sia sulla nascita di nuove tipologie di materiali sia sull’estensione del concetto stesso di materiale. Se prima della rivoluzione dell’informazione esso era principalmente il costituente base di una produzione industriale, oggi tende a estendersi all’informazione che contiene. E l’informazione è spesso il valore primo, se non l’unico, del materiale stesso. In questo articolo proveremo a comprendere il futuro, alquanto prossimo in verità, dei materiali di riferimento ad alto contenuto tecnologico e come l’industria deve prepararsi per essere pronta alla prossima rivoluzione industriale. Ci occuperemo di materiali di riferimento nucleari in ambito medico, della produzione di energia e delle applicazioni nell’ambito della preservazione dei beni culturali, delle applicazioni per la sicurezza, dell’edilizia e della geologia; parleremo di materiali superconduttori per il trasporto dell’energia e dei trasporti in genere, infine di energie rinnovabili e del loro accumulo e produzione. Dopo una breve panoramica, introdurremo il ruolo dei materiali di riferimento di nuova concezione nella nascita del Quantum Computing e dell’Intelligenza Artificiale.

I MATERIALI NELLA STORIA

La storia dei materiali è la storia della tecnologia. Non è un caso che l’evoluzione della civiltà sia passata attraverso “età” che abbiamo deciso d’identificare con i nomi dei materiali che le hanno caratterizzate. In circa 8.000 anni abbiamo percorso le età della pietra, del bronzo, del ferro e, fino a qualche anno, fa siamo stati a

ti produttivi e finanziari, la struttura della società stessa. Tutto si muove a velocità crescente ed è complesso fare previsioni a medio termine sull’evoluzione dei processi produttivi e sui rapporti tra progresso tecnologico, produzione e servizi. GLI AMBITI EMERGENTI

Nel breve termine, il panorama industriale verrà fortemente influenzato dalle tecnologie e dalle scoperte scientifiche che nell’ultimo decennio sono state caratterizzate da importanti sviluppi e si sono consolidate almeno a livello prototipale. Un elenco, incompleto, degli ambiti emergenti comprende diversi settori. Nel settore sanitario troviamo la medicina nucleare, sia in ambito diagnostico [1] sia terapeutico [2], genetica e immunologia. Le tecnologie basate sul nucleare, se da un lato stanno sperimentando il lento declino dei processi di fissione per la produzione di energia, sono sempre più interessanti per applicazioni legate al controllo strutturale, alla sicurezza doganale, allo studio non invasivo dei beni culturali [3], alla prospezione geologica [3] e infine, sebbene su scale temporali di 2030 anni, alla produzione di energia pulita per fusione termonucleare [4]. In effetti il comparto energia nel suo complesso sta affrontando mutazioni fondamentali. Lo sviluppo delle tecnologie superconduttive ad alta temperatura aprirà la via a una serie di applicazioni industriali: in particolare il trasporto nei primi chilometri dalle centrali di produzione e il conseguente guadagno in efficienza della rete di distribuzione [5]. La stessa tecnologia

cavallo dell’era del silicio. È piuttosto indicativo come le precedenti età siano durate ciascuna più di 2.000 anni e siano state legate alle necessità materiali dell’uomo, mentre l’era del silicio intraveda la sua fine dopo meno di un secolo dalla nascita del transistor. Oggi viviamo nell’era dell’informazione: è quest’ultima a dettare i tempi delle scoperte scientifiche e tec- Centro E. Fermi – INFN nologiche, la distribuzione dei merca- ivan.gnesi@gmail.com T_M

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ha già permesso la realizzazione dei treni a levitazione magnetica e costituisce il terreno sul quale verranno sviluppati i prossimi veicoli per il trasporto di terra ad alta velocità [6]. Un ruolo centrale verrà giocato, ovviamente, dalle energie rinnovabili e dalle tecnologie del vuoto, così come è chiaro che lo sviluppo di accumulatori ad alta capacità e a carica veloce saranno tecnologie protagoniste nel breve-medio termine. MATERIALI E INFORMAZIONE

Gli ambiti di sovrapposizione delle diverse tecnologie sono molteplici e spesso il loro sviluppo è naturalmente un processo interdisciplinare, dove il progresso di un ambito apre nuove possibilità in settori a volte distanti. Il tessuto comune sul quale si sta muo-

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vendo il futuro di quest’industria e dei servizi a essa connessi rimane comunque l’informazione: il trasporto dei dati, la loro condivisione, la capacità di analisi di grandi quantità d’informazioni sono i parametri che decidono il futuro delle tecnologie a venire. Oggi il comparto informazione può contare su un parco eterogeneo di tecnologie in sviluppo; alcune costituiscono ambiti consolidati, come nel caso della continua evoluzione delle trasmissioni in fibra ottica, altre sono futuribili. In particolare l’avvento della quantum information, ambito nel quale si alternano risultati importanti, ad esempio nella realizzazione dei quanti di memoria (quantum bit) [7] e difficoltà concettuali e tecnologiche nella realizzazione di sistemi in grado di processarne l’informazione, costituisce un potenziale punto di svolta. E al momento è veramente complesso im-

maginare cosa ci aspetta dietro l’angolo. In questo articolo ci occuperemo brevemente del crescente interesse verso i materiali di riferimento legati al computing del prossimo futuro e alle sue applicazioni. Una di esse, vale la pena di citarla per la velocità alla quale sta progredendo, è l’intelligenza artificiale. I DIAMANTI DI LABORATORIO NEL QUANTUM COMPUTING

I mercati tendono a individuare prima della grande produzione i materiali del futuro. Le tendenze di medio e lungo termine indicano quali di essi saranno alla base delle nuove tecnologie di massa. Il crescente interesse verso i diamanti di laboratorio è un classico esempio di come le applica-


N. 03ƒ ;2018 zioni e le caratteristiche tecnologiche di un materiale mutino il mercato. In Fig. 1 sono riportate la crescita della produzione di diamanti nell’ultima decade e le prospettive in relazione al breakthrough atteso del quantum computing. I diamanti sono direttamente coinvolti in diversi ambiti legati al computing e alla gestione dell’informazione del futuro: essi sono alla base non solo di una delle tecnologie più promettenti per la creazione di quantum bit ma anche delle tecnologie di crittografia quantistica che porteranno la sicurezza delle transazioni online e della protezione dei dati a livelli inimmaginabili rispetto ai sistemi più performanti attualmente disponibili (crittografia a 128 bit). Le caratteristiche fisiche di un diamante per le applicazioni tecnologiche, appena enunciate, sono molto diverse tra loro e comunque stringenti. Un

grado di far penetrare atomi “estranei” e creare quelli che vengono chiamati in gergo “centri di colore”. L’impurità all’interno del reticolo del diamante si comporta come una sorgente di singolo fotone (SPS), con caratteristiche specifiche che lo rendono una delle tecnologie più promettenti per la produzione di Quantum Bit (QBit). Sebbene esistano già macchine in grado di produrre questi difetti controllati e infinitesimali, il passaggio dal Laboratorio alla produzione industriale richiederà sforzi importanti nell’ambito della definizione di Materiali di Riferimento (RM) e in particolare di RM certificati (CRM) per i quali le proprietà siano quantificabili con incertezze pressoché nulle, omogeneità e stabilità elevate. Possiamo avere già un’idea piuttosto precisa dei parametri specifici dei futuri diamanti per applicazioni quantistiche e di quello che si richiederà a un CRM. La den-

Figura 1 – Crescita della produzione di diamanti artificiali, reale ed estrapolazione nelle due decadi 2010-20-30

quantum bit basato sui diamanti sarà un oggetto estremamente puro che contiene impurità controllate a livello atomico. Il numero degli studi sperimentali che trattano la produzione di “difetti” all’interno della struttura del diamante è in crescita costante. Il processo, ormai consolidato, permette l’impianto di atomi di azoto, e più recentemente di silicio, germanio e stagno, all’interno della struttura del diamante [8]; tutto ciò mediante l’uso di macchine a impianto ionico, acceleratori d’ioni in

sità degli impianti e la sua incertezza: valori tipici delle produzioni sperimentali oggi si attestano tra 1010 e 1013 per centimetro quadrato. Le dimensioni della regione dell’impianto, oggi con valori tipici di qualche centinaio di micrometri. Tempi di decadimento radiativo brevi (il tempo che impiega l’SPS a emettere, una volta eccitata) dell’ordine dei nanosecondi. Infine, il livello di polarizzazione della sorgente. La produzione di materiali di riferimento e, in particolare, di CRM per il trasferimento

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GLI ALTRI TEMI

delle tecnologie dell’ottica quantistica all’applicazione su larga scala delle proprietà dei diamanti, è naturalmente uno dei passi imprescindibili per le aziende del prossimo futuro che vogliano lavorare nell’ambito del computing nei prossimi decenni. A una prima analisi è possibile che questo panorama risulti solo futuribile. I dati però dicono il contrario. D-Wave, una delle aziende impegnate nel settore del quantum computing, ha ricevuto già nel 2015 una cifra pari a 140 milioni di dollari da investitori di rilievo (Goldman Sachs, Amazon, US Intelligence Agency, ecc.). Le aziende che hanno deciso che questo sarà il futuro tramite investimenti milionari sono del calibro di Alphabet (Google), IBM, Microsoft, Lockheed Martin, Nokia… Nello stesso periodo l’investimento del Regno Unito per lo sviluppo di tecnologie di Quantum Computing (QC) era già di 270 milioni di sterline (UK National Quantum Technologies Programme) e oggi ha raggiunto il miliardo [9]. Il QC costituisce paradossalmente un problema proprio per chi si occupa di sicurezza, come nel caso delle agenzie nazionali d’intelligence. La National Security Agency degli Stati Uniti ha già messo in piedi da anni un piano per lo sviluppo di tecniche di crittografia in grado di resistere all’avvento del QC [10]. Oggi la crittografia a 128 bit resiste ai tentativi di effrazione dei computer più potenti per tempi superiori all’età dell’Universo (tutti tranquilli per ora) ma un QC decritterebbe probabilmente in tempi ristretti qualsiasi sistema di sicurezza a oggi in uso. FUTURI SVILUPPI PER L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Se da un lato il QC spingerà lo sviluppo di nuove tecnologie e di nuovi materiali, esso costituirà probabilmente un fattore propellente per uno degli ambiti più promettenti e controversi di questi anni: l’intelligenza artificiale. I processori oggi a disposizione sono paragonabili, dal punto di vista della capacità di calcolo, al cervello di un T_M ƒ 189


N. 03ƒ ; 2018 Figura 2 – Bit e quantum bit. Un quantum bit è in linea di principio in grado di contenere una quantità d’informazione ordini di grandezza superiore rispetto ai tradizionali bit

roditore. In circa 100 anni di storia della tecnologia la potenza di calcolo è cresciuta di circa 16 ordini di grandezza, decine di milioni di miliardi di volte. Cosa ci aspetta non è facile prevederlo. È però indubbio che potremo affrontarlo dal punto di vista industriale solo tramite materiali di riferimento ad altissimo contenuto tecnologico. In caso di dubbio ricordiamoci le parole di Thomas Watson (Presidente IBM) del 1943, secondo il quale il mercato a disposizione per dei computer “casalinghi” era al massimo di 5 unità… RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

[1] https://fondazionecnao.it. [2] https://doi.org/10.1186/s40658-016-0138-3. [3] www.nature.com/articles/s41598-01701277-3. [4] www.iter.org. [5] www.sciencedirect.com/science/article/pii/ S136403211501120X. [6] www.hyperloop.global. [7] http://news.mit.edu/2017/toward-massproducible-quantum-computers-0526. [8] Ditalia Tchernji et al., ACS Photonics, 2017, 4, 2580. [9] http://uknqt.epsrc.ac.uk. [10] https://www.technologyreview.com/s/ 600715/nsa-says-it-must-act-now-against-thequantum-computing-threat.

Ivan Gnesi è responsabile dell'Upgrade dell'Osservatorio Extreme Energy Events per lo studio della radiazione cosmica di altissima energia presso il Centro “E. Fermi”, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Dipartimenti di Fisica UNITO e UNICAL. È membro della Collaborazione ATLAS del CERN. T_M ƒ 190


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Rubrica a cura di Rosalba Mugno 1, Silvia Tramontin 2 e Francesca Nizzero 3

La pagina di ACCREDIA Notizie dall’Ente di Accreditamento THE PAGE OF ACCREDIA ACCREDIA, The Italian National Accreditation Body plays an active role in “TUTTO_MISURE”, as a permanent strategic partner, ensuring a high added-value contribution to the quality of the Magazine, in the context of the measurement and testing sector, for the benefit of the industry.

RIASSUNTO ACCREDIA, L’Ente Unico Nazionale di Accreditamento gioca un ruolo attivo nella squadra di “TUTTO_MISURE”, garantendo valore aggiunto a livello contenutistico per quanto riguarda l’ambito delle misure e delle prove. NUOVE ISO/IEC 17011 E ISO/IEC 17025: COME CAMBIANO I REGOLAMENTI PER L’ACCREDITAMENTO DEI LABORATORI DI PROVA E TARATURA

L’evoluzione della normativa tecnica internazionale ha segnato, nel 2017, due passaggi di grande rilievo, con la revisione di standard fondamentali per la disciplina dell’accreditamento a livello mondiale: la ISO/IEC 17011, per gli Enti che valutano la competenza, indipendenza e imparzialità degli Organismi e dei Laboratori, e la ISO/IEC 17025, per i Laboratori che svolgono attività di prova e taratura. Al processo di revisione ha partecipato attivamente anche ACCREDIA, all’interno della “Commissione tecnica Valutazione della conformità”, l’organo tecnico misto UNI/CEI deputato per l’Italia a interfacciarsi con il Comitato ISO/CASCO per la preparazione degli standard di valutazione della conformità. Le due norme sono state quindi recepite dall’Ente italiano di normazione con la pubblicazione, nel 2018, della nuova UNI CEI EN ISO/IEC 17011 “Valutazione della conformità – Requisiti per gli Organismi di accreditamento che accreditano Organismi

di valutazione della conformità”, revisione dell’edizione 2004, e della nuova UNI CEI EN ISO/IEC 17025 “Requisiti Generali per la competenza dei Laboratori di Prova e Taratura”, in sostituzione della versione 2005. A questi cambiamenti, fondamentali per il mondo dell’accreditamento e della valutazione di conformità, ACCREDIA ha risposto con importanti processi di adeguamento, per uniformare la propria attività ai relativi requisiti, pubblicando i nuovi Regolamenti e Procedure per i Laboratori di prova e taratura e avviando la transizione degli accreditamenti alla ISO/IEC 17025:2017. I documenti sono stati rivisti all’interno del percorso di armonizzazione tra i Dipartimenti di ACCREDIA, garantendone in primo luogo l’allineamento rispetto ai Regolamenti per gli Organismi di certificazione, ispezione e verifica, già in vigore dal 1° gennaio 2018. Inoltre, nella definizione delle modifiche si è tenuto conto dei commenti ricevuti da Associazioni socie e da Gruppi di lavoro formati da Laboratori accreditati.

07 “Regolamento per l’accreditamento dei Laboratori di Prova e dei Laboratori medici”; – Regolamento generale RG-14 rev. 03 “Regolamento per l’accreditamento degli Organizzatori di prove valutative interlaboratorio (PTP)”; – Regolamento generale RG-04-DL rev. 06 “Regolamento di funzionamento del Comitato Settoriale di Accreditamento del Dipartimento Laboratori di prova (CSA DL)”; – Regolamento tecnico RT-08 rev. 04 “Prescrizioni per l’accreditamento dei Laboratori di prova”. Per i Laboratori di taratura sono stati pubblicati i Regolamenti: – Regolamento generale RG-13 rev. 07 “Regolamento per l’accreditamento dei Laboratori di taratura”; – Regolamento generale RG-18 rev. 01 “Regolamento per l’accreditamento dei Produttori di Materiali di Riferimento”; – Regolamento generale RG-04-DT rev. 04 “Regolamento di funzionamento del Comitato Settoriale di Accreditamento del Dipartimento Laboratori di taratura (CSA DT)”; – Regolamento tecnico RT-25 rev. 06 “Prescrizioni per l’accreditamento dei Laboratori di taratura”. Le procedure A tutti gli Organismi e Laboratori accreditati si applicano le nuove Procedure: – Procedura generale PG-13 rev. 04

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Direttore Dipartimento Laboratori di taratura, ACCREDIA Torino r.mugno@accredia.it 2 Direttore Dipartimento Laboratori di prova, ACCREDIA Roma I Regolamenti Per i Laboratori di prova sono stati s.tramontin@accredia.it 3 Relazioni esterne, ACCREDIA Roma pubblicati i Regolamenti: – Regolamento generale RG-02 rev. f.nizzero@accredia.it

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“Procedura per la predisposizione di nuovi schemi di Accreditamento” che prevede l’allineamento ai nuovi requisiti della norma ISO/IEC 17011, par. 4.6, e recepisce le modifiche del documento EA 1/06 A AB:2017 rev. 08 “EA Multilateral Agreement Criteria for signing. Policy and procedures for development” per l’aggiornamento della Tabella A. – Procedura generale PG-13-01 rev. 02 “Procedura per l’avvio dell’Accreditamento di nuovi schemi di valutazione della Conformità” che si allinea ai nuovi requisiti della norma ISO/IEC 17011, par. 4.6.3, e recepisce la rev. 03 del documento EA 1/22 EA-1/22 A-AB: “EA procedure and criteria for the evaluation of Conformity Assessment Schemes by EA Accreditation Body Members”, di cui l’Allegato 1 della PG stessa è la traduzione.

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Le principali modifiche I Regolamenti generali sono stati rivisti con l’obiettivo di: – aggiornare le definizioni, per armonizzazione tra i Dipartimenti e recepimento della norma ISO/IEC 17011:2017; – riorganizzare e chiarire i capitoli relativi alla chiusura del processo di accreditamento, alle visite di sorveglianza e alle estensioni, alla notifica dell’accreditamento e alla gestione delle variazioni anagrafiche e/o di titolarità dell’accreditamento e dei Laboratori; – chiarire aspetti relativi alle visite di sorveglianza e alle estensioni; – aggiornare i capitoli relativi a provvedimenti sanzionatori, in recepimento della norma ISO/IEC 17011:2017 e per allineamento con RG-01; – fornire dettagli sulla gestione di reclami e appelli, in recepimento della norma ISO/IEC 17011:2017 e allineamento con RG-01;

– fornire dettagli sulle modalità di gestione delle variazioni anagrafiche e/o di titolarità dell’accreditamento dei Laboratori. La revisione dei Regolamenti tecnici è applicabile ai Laboratori che utilizzano la versione 2018 della UNI CEI EN ISO/IEC 17025. La data di entrata in vigore di ciascun documento è riportata nella prima pagina dello stesso, ma per il periodo delle transizioni vige anche la revisione precedente. Il Regolamento tecnico RT-08 “Prescrizioni per l’accreditamento dei Laboratori di prova” è stato completamente riesaminato e riorganizzato secondo i paragrafi della ISO/IEC 17025:2017, di cui ha recepito in particolare i requisiti relativi a: subappalto, campionamento, dichiarazioni di conformità, opinioni e interpretazioni, requisiti per il sistema di gestione (opzioni A/B) e regole decisionali.


N. 03ƒ ;2018 LE VALUTAZIONI DI CONFORMITÀ ACCREDITATE PER LO SVILUPPO DELL’ECONOMIA CIRCOLARE

L’Italia rappresenta il Paese leader in Europa sul tema dell’economia circolare e l’unico a rendere obbligatori i Criteri Ambientali Minimi (CAM) nei bandi pubblici per l’acquisto di beni, servizi e forniture. Ma i margini di miglioramento sono ancora tanti. È quanto emerso dallo studio presentato da ACCREDIA lo scorso 9 maggio, in occasione dell’Assemblea pubblica dell’Ente, realizzato in collaborazione con l’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Si tratta di uno studio puntuale e documentato sul valore dell’economia circolare e sul supporto della certificazione accreditata nello sviluppare politiche pubbliche di acquisti verdi Green Public Procurement (GPP) che sono in grado di condizionare il mercato e quindi di sviluppare una politica economica circolare. Il tradi-

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Ampio, nel processo di revisione dell’RT-08, il coinvolgimento delle associazioni e dei Laboratori accreditati, che a febbraio 2018 hanno condiviso la bozza e l’8 marzo scorso si sono riuniti per discutere i commenti e concordare l’integrazione delle modifiche nel documento. Per il Regolamento tecnico RT-25 “Prescrizioni per l’accreditamento dei Laboratori di taratura”, è stata rivista la definizione dei paragrafi, per allinearla ai paragrafi della ISO/IEC 17025:2017. In particolare, sono stati approfonditi i requisiti relativi a: gestione dei fornitori esterni, uso di tecnologie informatiche e di sistemi informatici, dichiarazioni di conformità e regole decisionali, monitoraggio delle prestazioni tramite PTP e ILC, opinioni e interpretazioni, percorsi di riferibilità e uso di materiali di riferimento certificati, requisiti per il sistema di gestione (opzioni A/B), approccio basato sul rischio. I Regolamenti generali e tecnici e le Procedure sono pubblicati sul sito di ACCREDIA www.accredia.it nella sezione Documenti.

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zionale modello economico “lineare” basato sul paradigma di produzione, uso e consumo è stato ormai messo in crisi dalla continua crescita della popolazione mondiale e dal conseguente aumento di domanda di materie prime. Inevitabilmente, l’attenzione verso una Figura 1 – Tasso di riciclo di rifiuti urbani. gestione razionale Confronto tra Paesi europei delle risorse naturali trova spazio nelle agende politiche dei principali Gover- In questo contesto le policy pubbliche ni. Si tratta di gestire le risorse in trovano nel GPP un’importante leva per modo più efficiente, riducendo gli sostenere la transizione verso un nuovo sprechi e mantenendo il più a lungo modello economico circolare. È infatti possibile il valore dei prodotti e dei anche attraverso la domanda di promateriali. Questi aspetti sono la base dotti e servizi sostenibili che la Pubblidi un nuovo modello di produzio- ca Amministrazione è in grado di conne e consumo “circolare”, in dizionare il mercato, incentivando grado di rendere le attività economiche modelli di produzione e consumo più più efficienti e meno impattanti per efficienti nella gestione delle risorse. In Italia, gli appalti pubblici movimenl’ambiente. Anche la valutazione di conformità tavano, nel 2016, un valore complesaccreditata contribuisce a questa im- sivo di circa 111,5 miliardi (Relazioportante fase di cambiamento, rico- ne annuale ANAC – 2016), a testiprendo un ruolo cruciale per l’efficacia monianza di un settore di assoluta ridelle politiche pubbliche di acquisto. A levanza per il nostro Paese, in grado livello europeo, l’Agenda 2030 delle di portare l’offerta verso determinati Nazioni Unite per lo Sviluppo Sosteni- prodotti e servizi attraverso le naturabile e l’Accordo di Parigi sui cambia- li dinamiche di mercato. Un approcmenti climatici, adottati nel 2015, han- cio efficace in una realtà di tante picno rappresentato due fondamentali cole e medie imprese. La PA, con le contributi per guidare la transizione proprie scelte d’acquisto sostenibili, verso un modello di sviluppo capace di esprime una policy economica che ridurre l’impatto delle attività produttive accompagna la transizione verso un modello economico circolare. e del consumo sull’ambiente. Partendo dall’ormai consolidata ge- In particolare, dopo l’entrata in vigorarchia dei rifiuti (riduzione – riuso – re del nuovo Codice degli appalriciclo), fondamentale per misurare il ti (D.Lgs. 50/2016), il GPP ha livello di circolarità delle economie, e assunto un ruolo di leva strategica valutando il nostro Paese sulla base dei capace di qualificare e, quindi, raziorisultati ottenuti in questi anni nella ge- nalizzare gli acquisti della PA. Tale stione del rifiuto, registriamo, anche ri- ruolo è stato sancito dall’obbligo d’inspetto ai Paesi europei che nello studio trodurre i CAM in tutte le procedure vengono messi a confronto dal punto di d’acquisto pubblico riguardanti servivista delle policy (Austria, Germania e zi/ prodotti/lavori sui quali siano stati Spagna), una dinamica particolarmen- emanati i relativi decreti del Ministero te positiva (Fig. 1). Un trend di crescita dell’Ambiente e della Tutela del Terridel tasso di riciclo dei rifiuti urbani che torio e del Mare. Le certificazioni e le ha portato il nostro Paese a riciclare il prove di Laboratorio accreditate, frequentemente richiamate all’interno 45% del totale dei rifiuti prodotti. T_M ƒ 193


dei CAM, sia per la tutela della salute (sostanze pericolose, rilascio di formaldeide, ecc.), sia come strumento di selezione di prodotti, servizi e fornitori, diventano in questo senso uno strumento di policy nelle mani della PA. Con particolare riferimento alle certificazioni accreditate rilasciate alle aziende per il proprio sistema di gestione ambientale ai sensi della norma UNI EN ISO 14001, esplicitamente richiamate all’interno dei CAM, rileviamo un trend di crescita del +3% su base annua che ha portato, a fine 2017, a un totale di oltre 22mila aziende certificate. A testimonianza di un mercato della valutazione di conformità in forte crescita e che diventa risorsa per lo sviluppo di policy efficaci. In questo quadro l’attività di ACCREDIA garantisce, attraverso una valutazione terza e indipendente, che le certificazioni e le prove di Laboratorio su

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Figura 2 – Aziende con SGA certificato sotto accreditamento secondo la norma UNI EN ISO 14001. Crescita del numero di aziende che negli ultimi cinque anni hanno scelto di certificare sotto accreditamento il proprio sistema di gestione ambientale (SGA)

prodotti, servizi e persone rispondano a degli standard e vengano riconosciute in tutto il mondo. Per poter garantire l’effettivo risultato atteso dalle politiche verdi in termini di minore consumo di materie prime, minore impatto ambientale, e maggiore sostenibilità della crescita economica, diventa fondamentale contare su una valutazione certa, oggettiva e omogenea delle caratteristiche dei prodotti/servizi/lavori considerati. Si è dunque avvertita, a livello internazionale ed europeo, la necessità d’istituire sistemi di verifica e misurazione delle caratteristiche e dei prodotti. La possibilità di utilizzare, nell’ambito del public procurement in generale e del GPP in particolare, le valutazioni di conformità accreditate rappresenta una opportunità per rendere le scelte di acquisto della PA più efficaci. Lo Studio dell’Osservatorio ACCREDIA


N. 03ƒ ;2018 9 GIUGNO, LA GIORNATA MONDIALE DELL’ACCREDITAMENTO DEDICATA AL TEMA DELLA SICUREZZA

La sicurezza è una priorità della società contemporanea, complessa e globale, e la libera circolazione di beni, servizi e informazioni richiede strumenti di verifica efficaci e armonizzati, per selezionare fornitori di qualità, tutelare la salute dei consumatori, proteggere l’ambiente circostante. Dai prodotti che acquistiamo ai luoghi di lavoro, dai professionisti a cui ci affidiamo ai servizi pubblici di uso quotidiano, la sicurezza è il valore fondamentale che guida le nostre scelte e di cui siamo tutti responsabili, come cittadini, imprese e istituzioni. Un valore che le certificazioni, le ispezioni, le prove e le tarature svolte dagli Organismi e dai Laboratori accreditati permettono di garantire e rafforzare, contribuendo a rendere il mondo un posto più sicuro, a partire dagli ambienti di lavoro. Al tema della sicurezza è stata dedicata la Giornata Mondiale dell’Accreditamento 2018, l’iniziativa congiunta degli Enti di accreditamento di tutto il mondo riuniti nelle reti internazionli di IAF (International Accreditation Forum) e ILAC (International Laboratory Accreditation Cooperation). In quest’occasione, ACCREDIA ha aderito anche alla campagna europea 2018-2019 “Sostanze pericolose nei luoghi di lavoro” lanciata da EU-OSHA (Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro) e coordinata a livello nazionale dall’INAIL, per diffondere la consapevolezza dei rischi legati alle sostanze pericolose negli ambienti di lavoro e promuovere la cultura della prevenzione, attraverso l’informazione e la condivisione delle best practice. Attestando la competenza, indipendenza e imparzialità degli Organismi

e Laboratori che valutano la conformità di beni e servizi agli standard internazionali, l’accreditamento contribuisce ad alimentare la fiducia del mercato nella sicurezza di beni e servizi. Per le Istituzioni Il ruolo del Governo e del Legislatore è quello di garantire che le imprese forniscano ai propri dipendenti un luogo di lavoro sano e sicuro. Essi possono, inoltre, definire provvedimenti o requisiti tecnici per i prodotti e servizi immessi sul mercato, e ricorrere a Organismi e Laboratori accreditati per verificare la conformità a tali requisiti. Per le imprese Le imprese possono dimostrare il rispetto degli standard implementando un sistema di gestione per la salute e la sicurezza sul lavoro, al fine di migliorare la propria reputazione e aumentare quote di mercato, ridurre il rischio d’incidenti e infortuni, dimostrare la compliance agli obblighi di legge, risparmiare sui costi per i premi assicurativi e incentivare e motivare il personale. Per i lavoratori L’azienda che implementa un sistema di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro offre, sia ai dipendenti sia agli stakeholder, un chiaro segnale dell’attenzione che pone alla salute e sicurezza del proprio personale. Per i consumatori La fiducia del consumatore nei produttori e fornitori viene alimentata se beni e servizi sono testati da Laboratori accreditati e accompagnati da certificati di conformità rilasciati sotto accreditamento. Gli Accordi Internazionali di mutuo riconoscimento delle valutazioni di conformità garantiscono inoltre che i prodotti importati che circolano sui mercati interni soddisfino gli standard di qualità e sicurezza. Numerosi sono i settori di valutazione della conformità in cui opera ACCREDIA, e in cui le certificazioni e le prove accreditate dimostrano la propria efficacia per garantire la sicurezza. Salute e sicurezza degli ambienti di lavoro

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“L’Economia Circolare nelle politiche pubbliche. Il ruolo della certificazione” è pubblicato sul sito di ACCREDIA www.accredia.it nella sezione Comunicazione/Osservatorio ACCREDIA.

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Certificazione del sistema di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro secondo la norma BS OHSAS 18001 che assicura l’impegno dell’azienda a minimizzare i rischi a cui lavoratori e soggetti terzi possono essere esposti, riducendo così i costi e contribuendo a migliorare i livelli di salute e sicurezza, oltre all’immagine aziendale. Un sistema di gestione al passo con l’evoluzione del mercato del lavoro, che dal marzo scorso può essere certificato in conformità alla nuova norma internazionale UNI ISO 45001. Sicurezza e qualità di alimenti e bevande Accreditamento dei Laboratori di prova ai sensi della norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025, pilastro del sistema di garanzia della sicurezza e della qualità dei prodotti agroalimentari, accanto alla funzione di vigilanza del mercato delle Autorità Pubbliche. I Laboratori di prova che svolgono i controlli ufficiali degli alimenti e delle bevande (Reg. CE 882/2004) hanno il compito di verificare e garantire la conformità dei prodotti ai requisiti fissati dal Legislatore, per prevenire i rischi per la salute pubblica, proteggere gli interessi dei consumatori e assicurare la trasparenza delle transazioni. Obiettivi raggiungibili anche attraverso le procedure di autocontrollo dell’industria e degli operatori del settore alimentare in genere che, per soddisfare i requisiti d’igiene cogenti, devono avvalersi di Laboratori accreditati per effettuare le attività di analisi e campionamento richieste. È controllata attraverso l’accreditamento anche la sicurezza dell’acqua destinata al consumo umano, come definito dal DM Salute di giugno 2017. Certificazione dei sistemi di gestione per la sicurezza alimentare in conformità alla norma UNI EN ISO 22000, adottata da molte industrie della filiera, per dimostrare la propria capacità di controllo dei pericoli sulla sicurezza alimentare, in modo da garantire che gli alimenti siano sicuri al momento del consumo umano, oltre che per obiettivi generali di miglioramento delle prestazioni aziendali. T_M ƒ 195


Salute e sicurezza di abiti e calzature Accreditamento dei Laboratori di prova secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025. Le prove svolte su tessuti e pellami dai Laboratori accreditati garantiscono che gli articoli di abbigliamento e le calzature siano conformi alle più stringenti normative nazionali ed europee in materia di sicurezza, avendo superato tutti i test relativi alla presenza di sostanze pericolose. Controlli sistematici e azioni preventive, condotte in maniera sinergica tra Autorità pubbliche e rete dei Laboratori, proteggono il consumatore dal rischio di entrare in contatto con le sostanze chimiche pericolose rilasciate da questi articoli, a cui si attribuisce oggi l’8% delle malattie dermatologiche diagnosticate. Sicurezza dei dati e tutela della privacy Certificazione dei sistemi di gestione per la sicurezza delle informazioni in conformità alla norma ISO/IEC 27001 integrata con le linee guida ISO/IEC 27018. L’implementazione delle linee guida contribuisce a garantire il rispetto dei principi e delle norme privacy, da parte dei providers di public cloud che elaborano dati personali (PII – Personally Identifiable Information) e che agiscano in qualità di Data (PII) Processor. Certificazione del Data Protection Officer secondo la norma UNI 11697. Il nuovo Regolamento europeo sulla Privacy 679/2016 prevede infatti la presenza di questo professionista in tutte le aziende pubbliche, in quelle dove il trattamento dei dati presenti rischi specifichi e quelle che trattano “dati sensibili”. SETTORE ARREDO, PROVE DI LABORATORIO PER MOBILI SICURI E DI QUALITÀ

Quando si acquista un mobile, nella maggior parte dei casi, ci si lascia guidare dal senso estetico o dalla praticità. In genere il colore, il tessuto, le dimensioni guidano la scelta all’acquisto. Ma al di là del design, i comT_M ƒ 196

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plementi di arredo devono possedere requisiti di sicurezza a tutela del consumatori. Quando un arredo si definisce sicuro? Quando soddisfa determinati requisiti di sicurezza relativi alla sua destinazione d’uso e quando è privo di potenziali sostanze dannose per l’utilizzatore e per l’ambiente. Oggi esistono in Italia alcuni Laboratori di prova accreditati da ACCREDIA secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025, che effettuano prove sugli arredi e sui loro componenti. Analisi chimiche delle materie prime, controllo qualità di pelli e tessuti, verifica prestazionale dei diversi componenti sono solo alcuni dei diversi test finalizzati a garantire il miglioramento della sicurezza, della qualità e dell’affidabilità dei prodotti, a vantaggio sia degli utilizzatori finali sia dell’ambiente. Ecco dunque che, per verificare la sicurezza dei materiali, vengono eseguiti test come: • emissione di formaldeide; • contenuto di sostanze pericolose; • emissioni di composti organici volatili; • resistenza al calore. Altre prove, come la resistenza agli agenti esterni, la stabilità, le prove di urto, hanno la finalità di assicurare la funzionalità e prevenire difettosità in fase di utilizzo. Oltre alla salute del consumatore, il settore pone la massima attenzione anche all’ambiente: infatti la crescente attenzione all’ecosostenibilità ha portato i consumatori a cercare, e i produttori a produrre, mobili eco-friendly. Sempre più spesso vengono utilizzati legni provenienti da foreste gestite in maniera corretta e responsabile e certificate in conformità allo standard di Certificazione Forestale PEFC, accreditato da ACCREDIA. Questo tipo di gestione garantisce il taglio degli alberi nel rispetto della loro naturale ricrescita, prevede programmi di rimboschimento mirati, tutela la biodiversità e la conservazione dell’ecosistema. Un’altra scelta ecosostenibile è quella di utilizzare legno di recupero proveniente dallo smaltimento di altri mobi-

li o prodotti legnosi risparmiando energia, migliorando lo stato qualitativo dell’aria e, al contempo, evitando gli sprechi. Già eccellenza mondiale della green economy, il settore del legno-arredo contribuisce in modo massiccio allo sviluppo dell’economia circolare, sistema che punta a ripensare il modello di economia tradizionale, tipicamente detto lineare (produco-consumo-dismetto), riciclando, trasformando, reindirizzando i materiali legnosi nella catena produttiva. Oltre l’80% dei mobili italiani, infatti, è realizzato con legno riciclato. Se si pensa che il settore fattura 41,5 miliardi di cui il 38% derivante dalle esportazioni, si capisce l’importanza di una pronta risposta dei produttori all’attenzione dei consumatori verso le tematiche ambientali ed economiche.

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LA PAGINA DI IMEKO

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Rubrica a cura di Enrico Silva

(enrico.silva@uniroma3.it)

La pagina di IMEKO Aggiornamenti sulle attività IMEKO nel 2018 AN INTRODUCTION TO IMEKO IMEKO, International Measurement Confederation, has been added to the permanent collaborations to the Journal starting from the beginning of 2014. This section contains information about the Association, publications, events and news of interest to our readers.

RIASSUNTO IMEKO, International Measurement Confederation, si è aggiunta tra i collaboratori stabili della Rivista a partire dall’inizio del 2014. Questa rubrica contiene informazioni sull’Associazione, pubblicazioni, eventi, e notizie di utilità per i nostri lettori.

Scrivendo a fine luglio, è naturale che gli aggiornamenti siano ancora focalizzati sull’ormai imminente congresso mondiale di IMEKO, XXII World Congress, che si terrà a Belfast (Irlanda) dal 3 al 6 settembre 2018. Significativo è il tema ispiratore, “Knowledge Through Measurement”, una citazione di Lord Kelvin il cui spirito tutti noi condividiamo. Il World Congress ha ricevuto oltre 500 sottomissioni di lavori scientifici, dimostrando l’attualità e l’interesse della metrologia in un ampio ventaglio di applicazioni. Tutti gli ultimi aggiornamenti e il programma dei lavori sono o saranno disponibili su www.imeko2018.org. Ricordiamo in particolare che, durante il XXII World Congress, si terrà il primo Festival della Misura organizzato dall’Institute of Measurement and Control dell’IOP (l’Istituto di Fisica britannico): www.festivalofmea surement.com. Il Festival durerà esattamente 23 milioni di secondi, terminando subito dopo il World Metrology Day (WMD) del 20 maggio 2019. Dopo questa data il Sistema Internazionale sarà definito con riferimento a costanti universali, e non più a manufatti. In connessione al futuro WMD, ricor-

diamo il World Metrology Day 2018, tenutosi il 20 maggio 2018 (www.worldmetrologyday.org), con il tema “Constant evolution of the International System of Units”. Sempre nell’ambito delle celebrazioni per il World Metrology Day, l’Istituto Nazionale di Metrologia della Repubblica del Kazakhistan, membro IMEKO, ha organizzato il 18 maggio un seminario ad Astana (Kazakhistan) su “L’evoluzione permanente del Sistema Internazionale di Unità”. Iniziano ad apparire avvisi di eventi d’interesse per il 2019. Si segnala APMFS 2019, “Asia-Pacific Measurement Forum on Mechanical Quantities” a Niigata (Giappone), dal 17 al 21 novembre 2019, evento co-sponsorizzato da IMEKO (il sito non è ancora online, novità appariranno su www.imeko.org/index.php/ homepage/co-sponsorships). Per quanto riguarda le relazioni fra IMEKO e altri enti, IMEKO e EUROLAB (www.eurolab.org, Federazione europea delle associazioni nazionali di misura, di test e di Laboratori analitici) hanno firmato, nelle persone dei due presidenti Dr. Álvaro Silva Riberio (EUROLAB) e Prof. Ken T. V. Grattan (IMEKO), un accordo quadro al fine d’incrementare la cooperazione e il

dialogo fra le due organizzazioni. IMEKO pubblica un utile e completo bollettino sul proprio sito web www.imeko.org, nel quale sono riassunte le attività effettuate nell’anno, gli esiti delle riunioni degli officer di IMEKO e altre notizie d’interesse per chi si occupa di misure. Altri documenti sono liberamente scaricabili dal sito IMEKO. Si tratta di presentazioni, di documenti di governo dell’associazione e di newsletter. ACTA IMEKO

ACTA IMEKO, rivista scientifica di IMEKO e indicizzata su Scopus, rende disponibili liberamente (open access) tutti gli articoli pubblicati all’indirizzo: https://acta.imeko. org/index.php/acta-imeko. Il secondo fascicolo del 2018 contiene 15 articoli originati da diversi eventi IMEKO, oltre a tre editoriali e una nota tecnica. Gli eventi da cui originano gli articoli scientifici sono: “1st IMEKO TC19 Workshop on Metrology For The Sea” (Napoli, Ottobre 2017); “IMEKO TC21 Conference AMCTM 2017” (Glasgow, UK, 2017); International Conference IMEKOFOODS “Metrology Promoting Objective and Measurable Food Quality and Safety ” (Benevento, 2015). È facile dedurre anche solo da questa singola uscita della rivista quanto il tema delle misure e della metrologia, oltre che come branca del sapere di per sé, sia trasversale ed essenziale per la ricerca industriale e per le sue ricadute sociali. Va sottolineato l’intenso e appassionato lavoro del comitato editoriale di ACTA IMEKO, grazie al quale viene mantenuto l’alto standard scientifico degli articoli pubblicati. T_M

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KISTLER: UNA COSTANTE CRESCITA GRAZIE AGLI INVESTIMENTI IN R&S Apriamo la strada alla fabbrica intelligente con il nuovo sistema di acquisizione dati KiDAQ A fine maggio scorso, il gruppo Kistler ha segnalato un portafoglio di nuovi ordini per circa 210 milioni di dollari, in crescita rispetto al 2017 dell’11% (o del 7% dopo l'aggiustamento del cambio). Questa continua crescita è senz’altro dovuta soprattutto alla costante attenzione dell'expertise svizzero nel campo della tecnologia digitalizzata e dell'Industria 4.0: una strategia che Kistler sta supportando con l’assegnazione del più elevato budget d’investimento nella propria storia a favore del dipartimento di ricerca e sviluppo. Il successo del Gruppo Kistler dipende dalle numerose innovazioni, che riguardano tutti i reparti aziendali e tutti i prodotti. Il lavoro di sviluppo e l'aumento di valore aggiunto delle innovazioni realizzate sono frutto di un forte incremento del numero di dipendenti qualificati: attualmente ci sono 185 posizioni aperte, 41 delle quali in Svizzera. Circa 1.900 dipendenti in tutto il mondo lavorano attualmente per il Gruppo Kistler, 630 dei quali si trovano nella sede centrale del gruppo a Winterthur. Apriamo la strada alla fabbrica intelligente Un’importante parte degli investimenti recentemente pianificati è destinata al nuovo sistema di acquisizione dati KiDAQ, presentato a fine giugno scorso al Sensor + Test 2018 a Norimberga. Il KiDAQ di Kistler consente agli utenti di esplorare nuovi orizzonti nella progettazione di catene di misura complesse, comunemente utilizzate in materia di ricerca e sviluppo. Un primo sguardo al sistema e su come può essere utilizzato per misure su macchine utensili è stato realizzato dal laboratorio di macchine utensili della RWTH Aachen University. “KiDAQ investe molto nella facilità d’impostazione di una catena di misura: tenuto conto del suo approccio modulare universale e delle nuove fun-

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zionalità, penso che il sistema sia un'alternativa interessante ai sistemi attuali – non solo in ambito di misure su macchine utensili, ma anche in molti altri campi di ricerca”, afferma Sascha Kamps, ingegnere di sviluppo per il monitoraggio dei processi nel cluster tecnologico di produzione del laboratorio. Un aspetto cruciale è la flessibilità e l'interoperabilità del sistema nel contesto dell’Industry 4.0: “Naturalmente utilizziamo i sistemi di misura di diversi produttori in laboratorio. KiDAQ è particolarmente utile quando si impostano banchi di prova e dimostratori complessi per l’Industria 4.0 in quanto semplifica l’acquisizione dati e ci consente d’iniziare più velocemente”, spiega Kamps. “Il KiDAQ è un altro passo importante verso l’Industry 4.0 o l’Internet of Things. Per merito di questo nuovo sistema di acquisizione dati, possiamo offrire ai nostri clienti l'intera catena di misura da un'unica fonte e fare un altro passo nella transizione da produttore di componenti a fornitore di soluzioni", afferma Rolf Sonderegger, CEO del Gruppo Kistler. KiDAQ ha un design modulare e i clienti possono scegliere i componenti necessari per le loro attività di misura dai portafogli hardware, software e sensori, ottenendo così il sistema di acquisizione dati configurato in modo ottimale alla specifica applicazione. Il nuovo sistema di acquisizione dati si distingue per tre caratteristiche eccezionali: affidabilità delle misure, facilità d'uso e, infine, flessibilità, che Sonderegger spiega così: “In futuro, non sarete solo in grado di collegare facilmente i componenti di misura Kistler, ma anche quelli di fornitori di terze parti selezionati per assemblare una catena di misura”. Per ulteriori informazioni: www.kistler.com.


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Rubrica a cura di Giovanna Sansoni (giovanna.sansoni@unibs.it)

VISIONE ARTIFICIALE

Telecamere a polarizzazione I numerosi benefici offerti dalla polarizzazione

elettrico nel sistema X Y: è l’ampiezza associata alle due componenti e il loro relativo sfasamento a determinare lo stato di polarizzazione [1]. Ad esempio, la luce polarizzata a 45° vede le due componenti di pari ampiezza e in fase; se la luce anziché essere polarizzata a 45° fosse orientata lungo la componente Y, lo stato di polarizzazione sarebbe verticale (e la RIASSUNTO componente lungo X non porterebbe La rubrica sulla visione artificiale vuole essere un alcun contributo). Se le due compo“forum” per tutti i lettori della rivista Tutto_Misure interessata a componenti, sistemi, soluzioni per la visione artificiale in tutti i settori applicativi (auto- nenti della radiazione a 45° venissemazione, robotica, agroalimentare, controllo di qualità, biomedicale). Scri- ro sfasate di 90° l’una dall’altra, la loro somma darebbe origine a una vete alla Prof. Sansoni e sottoponetele argomenti e stimoli. polarizzazione circolare. Più in generale, se le due componenti variano la Come si sa, sono tre le proprietà fon- l’oggetto, né la sua orientazione nel propria ampiezza e vengono sfasate damentali della luce: l’intensità, la lun- campo di vista, o la regolarità delle di un angolo fra 0 e ± 90° la polarizghezza d’onda e la polarizzazione. tacche sulla sua superficie l’informa- zazione risultante è ellittica. La maggior parte delle telecamere a zione veicolata dalla seconda immaoggi è progettata per essere sensibile gine (mentre lo è nella prima); l’infor- E la luce non polarizzata? all’intensità su uno spettro ampio (tele- mazione dell’immagine di polarizza- È quella nella quale le due compocamere monocromatiche), o per cattu- zione è legata allo stress subito dal nenti del campo elettrico oscillano rare l’informazione a determinate lun- materiale. lungo direzioni casuali. La luce del ghezze d’onda (telecamere a colori, sole o quella generata multispettrali e iper spettrali). Una teleda una lampada a camera a polarizzazione, invece, catincandescenza sono tura l’intensità della luce a determinaesempi di luce non ti stati di polarizzazione. polarizzata con la La polarizzazione offre numerosi quale interagiamo benefici, fra i quali la possibilità di nella maggioranza catturare informazioni di geometria e delle situazioni. di tessitura delle superfici, e di misurare le proprietà fisiche di un oggetto Come si polarizza che non sono visibili da telecamere la luce? convenzionali. Un esempio è presenTogliendo le compoFigura 1 – Immagine acquisita mediante tato nella Fig. 1, dove sono mostrate nenti del campo elettelecamera convenzionale (a) e immagine di polarizzazione (b) due immagini dello stesso oggetto: la trico che oscillano prima è l’immagine di un righello tralungo direzioni casuasparente acquisita mediante una teleli e lasciando “socamera convenzionale (Fig. 1.a); la La polarizzazione pravvivere” le sole componenti che seconda è un’immagine di polarizza- La radiazione luminosa è composta oscillano lungo la/le direzione/i voluzione, nella quale viene utilizzata una da campo elettrico e campo magneti- ta/e. Nel caso di una singola diremappatura di colore RGB dove il co fra loro ortogonali e, insieme, orto- zione di polarizzazione si ha a che rosso, il verde e il blu rappresentano gonali alla sua direzione di propaga- fare con polarizzatori lineari, carattegli stati di polarizzazione a 0°, a 90° zione. Lo stato di polarizzazione del- rizzati da un asse di polarizzazione e a 135° rispettivamente (Fig. 1.b). la luce può essere rappresentato me- specifico, lungo il quale è orientata la Non è certamente la dimensione del- diante le due componenti del campo direzione di oscillazione in uscita di POLARIZATION CAMERAS The section on Artificial Vision is intended to be a “forum” for Tutto_Misure readers who wish to explore the world of components, systems, solutions for industrial vision and their applications (automation, robotics, food&beverage, quality control, biomedical). Write to Giovanna Sansoni and stimulate discussion on your favorite topics.

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VISIONE ARTIFICIALE

un fascio originariamente non polarizzato. Lungi dal voler entrare nell’ampio tema delle tecniche di polarizzazione della luce, per le quali servirebbe un corso di ottica a sé stante, il lettore interessato può far riferimento a [1] per avere una panoramica rapida ed esaustiva di questa classe di componenti ottici.

alle analisi successive. Un esempio di come catturare lo stato di polarizzazione legato all’orientazione della superficie è invece mostrato in Fig. 3, dove la geometria del pezzo, scarsamente visibile nell’immagine convenzionale di Fig. 3 (a) viene enfatizzata nell’immagine di polarizzazione in Fig. 3 (b).

sensore: fra esse le soluzioni utilizzanti i sensori Sony IMX250MZR CMOS (Mono) e Sony IMX250MYR CMOS (Colore) e quelle proposte da TELEDYNE DALSA. Il mercato ha recentemente visto l’ingresso di un notevole numero di costruttori di telecamere a polarizzazione: la ricerca sul web di “polarization camera vendors” offrirà al lettore interessato una panoramica di dispositivi sia in formato matriciale sia in formato lineare.

La polarizzazione e l’interazione con i materiali I materiali non metallici quali, ad esempio, vetro semi-trasparente, plastica, acqua, riflettono e polarizConcludendo zano una parte del fascio (non polaIn questa rubrica è rizzato) incidente. La direzione di stata data una rapida Figura 3 – Miglioramento del contrasto dell’immagine polarizzazione del fascio riflesso è occhiata a questa e della visibilità della geometria dell’oggetto perpendicolare al piano d’incidenza nuo va tecnologia. Le per effetto della polarizzazione. e può essere rimosso (o enfatizzato) basi teoriche e i detta(a) Immagine catturata mediante telecamera convenzionale; eliminando la componente riflessa (filgli più tecnologici non (b) immagine di polarizzazione tro polarizzatore) o trattenendo la potevano essere qui sola parte polarizzata. presentati, esigendo Un esempio esemplificativo di rimo- I materiali trasparenti, tipicamente sia un taglio diverso sia uno spazio e zione della componente polarizzata plastica, vetro e acqua, polarizza- delle competenze molto estesi. Qualin riflessione è presentato in Fig. 2. no anche la radiazione rifratta che elemento di approfondimento è (sotto opportune condizioni d’inciden- contenuto nei riferimenti bibliografici. za del fascio in ingresso). Anche que- Tuttavia, se il lettore fin qui giunto, sta è una proprietà utilissima per avrà recepito l’idea che “non di soli “capire” qualcosa del materiale (stress) polarizzatori off-the shelf si vive”, ma o rivelarne la presenza: l’esempio anche di dispositivi di visione che li mostrato in Fig. 1 si riferisce proprio a integrano, l’obbiettivo sarà stato raggiunto. questa applicazione.

Figura 2 – Disuniformità di riflettività per effetto della riflessione della luce incidente (a) e risultato dell’eliminazione della componente polarizzata in riflessione (b)

Nell’immagine a sinistra sono ben visibili le riflessioni legate alla superficie dell’oggetto illuminato; nell’immagine di destra, invece, tali effetti sono stati eliminati da un filtro polarizzatore, che ha “bloccato” le sole componenti lungo alcune precise direzioni di polarizzazione: è evidente che la visibilità della superficie è migliore in questa immagine che meglio si presta T_M ƒ 200

Le telecamere a polarizzazione La tecnologia sviluppata nell’ambito delle telecamere a polarizzazione ha come obiettivo quello di evitare l’utilizzo di filtri di polarizzazione esterni al dispositivo e d’integrarli invece sul sensore. Il dispositivo utilizzato per ottenere l’immagine di polarizzazione in Fig. 3, ad esempio, è una telecamera a polarizzazione [2], nella quale l’intensità pixel per pixel è proporzionale a un “dosaggio sapiente” di componenti polarizzate prodotte dalla riflessione del fascio incidente. Questo dosaggio viene ottenuto a livello del sensore, che comprende, oltre al materiale fotorecettivo, anche micropolarizzatori opportunamente disposti e combinati, ciascuno sensibile a una specifica direzione di polarizzazione. Varie sono le soluzioni a livello del

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

[1] https://thinklucid.com/ tech-briefs/polarizationexplained-sony-polarizedsensor [2] https://www. teledynedalsa.com/en/ products/imaging/cameras/ piranha4-polarization

Giovanna Sansoni è professore ordinario di Misure Elettriche ed Elettroniche presso il Dipartimento d’Ingegneria Meccanica e Industriale dell’Università degli Studi di Brescia. Si occupa dello sviluppo e della caratterizzazione di sistemi e di algoritmi di visione.


MISURE E FIDATEZZA

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Rubrica a cura di L. Cristaldi, (loredana.cristaldi@polimi.it), M. Catelani, M. Lazzaroni, L. Ciani Articolo di L. Cristaldi 1, L. Borghi 2, F. Bua 3, G. Grigis 4, C. Lavecchia 5, M. Liziero 6, L. Mongiovì 2, L. Martirano 7, E. Tironi 1

Affidabilità delle misure e Misure per l’affidabilità Il caso dell’efficienza energetica (Parte I) ABSTRACT This paper provides an overview of the main technical standards in the domain of energy efficiency measurement and monitoring. This paper maps these standards against a taxonomy to identify useful references to support the process of designing, implementing, operating and maintaining an “energy efficiency measurement and monitoring system” and eventually to identify gaps that may be covered by future standardization activity.

RIASSUNTO Questo articolo si pone l’obiettivo di fornire una tassonomia per identificare riferimenti utili a supportare il processo di progettazione, implementazione, funzionamento e manutenzione di un “sistema di misurazione e monitoraggio dell’efficienza energetica” e riflettere su alcuni vuoti normativi che potrebbero essere coperti in future attività di standardizzazione. MISURARE E MONITORARE COME ELEMENTI CHIAVE PER L’EFFICIENZA ENERGETICA

Dire su Tutto_Misure che i sistemi distribuiti di misura e monitoraggio sono risorse chiave nel contesto della gestione energetica non è, per i lettori della rivista, una rivelazione. Tuttavia, tale punto di vista non è forse del tutto chiaro agli utilizzatori, in particolare per quanto attiene alle caratteristiche metrologiche dei sistemi di misura rispetto alle specifiche legate alle infrastrutture di comunicazione. Secondo ISO EN 50001 [1], gli Energy Management Systems (EMS) servono in: – fase di pianificazione energetica, per analizzare l’uso di energia e, in particolare, i consumi energetici dell’organizzazione; – fase di verifica, per valutare la congruenza delle misure indicate dalla politica energetica dell’organizzazione. I sistemi di misura e monitoraggio possono essere visti come uno strumento utile: – nelle fasi di audit energetico; – nella valutazione dei costi energetici;

– nelle azioni di benchmarking volte a valutare e classificare le prestazioni energetiche rispetto a opportuni valori di riferimento; – a ridurre i rischi legati alla diminuzione delle prestazioni energetiche e a proporre azioni di miglioramento fornendo indicazioni solide per la pianificazione e la verifica; – per aumentare la trasparenza dei contratti di prestazione energetica (EPC); – per aumentare la “bancabilità” dei progetti di efficienza energetica. Inoltre, i sistemi dedicati all’efficienza energetica possono anche contribuire efficacemente ad altri aspetti comunque legati all’energia e d’interesse per l’organizzazione; questi sistemi consentono infatti di valutare sia la disponibilità di sistema che lo stato manutentivo (e di manutenibilità) di sistema. Infine, il monitoraggio continuo dell’efficienza energetica di un processo, un impianto o una macchina contribuisce, permettendo interventi tempestivi, al miglioramento della sua produttività e della sua operatività: consumi anomali infatti sono quasi sempre sintomo della

necessità d’intervenire per ripristinare le corrette condizioni di funzionamento evitando il sottoutilizzo/sovrautilizzo o effettuando operazioni di riparazione/manutenzione. STANDARDIZZAZIONE TECNICA ED EFFICIENZA ENERGETICA

In ambito normativo l’IEC, al fine di coordinare tutte le attività legate al tema efficienza, ha istituito un comitato consultivo, l’Advisory Committee on Energy Efficiency (ACEE). Un lavoro interessante sviluppato da ACEE riguarda la definizione di due linee guide con l’obiettivo di fornire indicazioni utili ai diversi Comitati Tecnici coinvolti nelle operazioni normative; l’aspetto originale di queste pubblicazioni è che, considerando la trasversalità del tema, l’IEC indica ai vari TC come descrivere il contributo della stessa IEC al tema e suggerisce un approccio sistemico al tema efficienza proprio a partire dalla definizione di energia [2], [3]. Viene di fatto introdotto il concetto di “Aspetti di Efficienza Energetica” gli AEE, ovvero tutti quegli elementi o servizi che uno standard può fornire per supportare un generico Processo di “miglioramento dell’efficienza energetica”. ACEE propone un generico processo di “miglioramento dell’efficienza energetica” basato su 4 fasi: la definizione del contesto (perimetro del sistema/processo, indicatore di efficienza 1

Politecnico di Milano Didelme Sistemi srl 3 Comitato Elettrotecnico Italiano 4 Schneider Electric 5 Fondazione Osservatorio 5 Meteorologico Milano Duomo 6 Energy Team S.p.A. 7 Università di Roma “La Sapienza” 2

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energetica, ecc.), il processo di misura, la valutazione e infine il miglioramento delle prestazioni. Questi passaggi, rappresentano le aree in cui una norma può fornire uno strumento atto a supportare un generico processo di miglioramento dell’efficienza energetica. L’ACEE ha proposto cinque categorie di AEE (potremmo definirle le “dimensioni” dell’efficienza energetica), che dovrebbero essere considerate quando si sviluppa una norma, ovvero: – definizione di efficienza energetica; – misura dell’efficienza energetica; – valutazione dell’efficienza energetica; – miglioramento dell’efficienza energetica; – attivazione dell’efficienza energetica. Esempi di aspetti di efficienza energetica che rientrano in queste categorie sono presentate nella Tabella 1 [2]. Tra le categorie relative all’AEE ritroviamo la voce “misura dell’efficienza energetica”; questa categoria pone l’accento sul ruolo imprescindibile delle misure con un’attenzione particolare ai metodi e, aspetto non trascurabile, al piano di misura. A tale riguardo nel 2016 il CEN e il CENELEC hanno istituito un gruppo di lavoro congiunto, il Joint Working Group 9, per sviluppare una norma europea indirizzata alle organizzazioni interessate ad avviare un piano dedicato al monitoraggio energetico con l’obiettivo di migliorare le prestazioni energetiche delle organizzazioni stesse. Il lavoro in sede europea deve ovviamente mettere insieme le diverse anime (e i diversi punti di vista) di coloro che sono interessati alle politiche di efficientamento, senza trascurare quanto riportato in documenti quali l’ISO 50001 [1] o, anche se in modo marginale, la CEI 648 nella parte 8-1 dedicata proprio all’efficienza energetica negli impianti elettrici [4]. L’Italia contribuisce alla stesura della norma appoggiandosi al Gruppo di Lavoro 01 del CT212 (gruppo di lavoro congiunto CEI CTI e di cui gli autori fanno parte come rappresentanti del gruppo di lavoro 6 del CT 315 del CEI). È bene ricordare che in Italia il decreto legge 102/2014 [5], all’articolo 8, richiede che le grandi aziende eseguano una diagnosi energetica condotta da società di servizi energetici, esperti T_M ƒ 202

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MISURE E FIDATEZZA

Tabella 1 – categorie di AEE proposte da ACEE

EEA Categories

EEA examples

Define energy efficiency

Define terminology Define system boundaries (including the scope for energy efficiency) Define EnPIs (energy performance indicators) Define energy baseline Define driving parameters (relevant variables, static factors) Define reference applications Define reference load profiles Define reference control strategies

Measure energy efficiency

Define Define Define Define Define

Assess energy efficiency

Energy audits Benchmarking methods Energy efficiency investment evaluation

Improve energy efficiency

Energy management system Design criteria guidelines Application guidelines Best practices Losses reduction Standby losses

Enable energy efficiency

Communication Standardized data format Qualification of energy efficiency services Measurement infrastructure

in gestione dell’energia o auditor energetici … [] .. da soggetti certificati da organismi accreditati ai sensi del regolamento comunitario n. 765 del 2008 o firmatari degli accordi internazionali di mutuo riconoscimento, in base alle norme UNI CEI 11352, UNI CEI 11339 o alle ulteriori norme di cui all’articolo 12, comma 3, relative agli auditor energetici, con l’esclusione degli installatori di elementi edilizi connessi al miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici. Lo stesso decreto dice anche

test methods measurements methods measurements plans calculation methods classes

“Tale obbligo non si applica alle grandi imprese che hanno adottato sistemi di gestione conformi EMAS e alle norme ISO 50001 o EN ISO 14001, a condizione che il sistema di gestione in questione includa un audit energetico realizzato in conformità ai dettati di cui all’allegato 2 al presente decreto”, rimarcando il ruolo della certificazione e dei piani di misura e monitoraggio bene strutturati. In questo contesto si inserisce la linea guida dell’ENEA [6] che fornisce indi-


N. 03ƒ ;2018 LA PROPOSTA DEL JOINT WORKING GROUP 9

In questo ambito si colloca quindi il documento CEN-CENELEC di prossima uscita e prima ricordato; esso ha l’obiettivo d’indicare una metodologia applicabile alla progettazione, all’uso, alla manutenzione e al miglioramento di un sistema di misura e monitoraggio al fine di quantificare, analizzare e monitorare l’efficienza energetica di uno o più sistemi o processi nell’ambito di un’organizzazione. Obiettivo interessante del documento è quello di coprire tutte le forme e i vettori di energia, senza dimenticare l’importanza dei parametri che influenzano il processo e influenzano i consumi. Sul termine “fattori d’influenza” occorre però chiarire che in questo ambito vanno considerati i fattori influenzanti ben noti a vario titolo nel mondo delle misure (temperatura, umidità, ecc.) ma anche modalità di svolgimento del processo stesso (numero di pezzi prodotti, numero di persone presenti in un edificio, ecc.). Il documento proporrà di fatto l’implementazione di un piano di misura come un processo iterativo che collabori a perseguire l’obiettivo del miglioramento continuo delle prestazioni energetiche dell’organizzazione. Il processo quindi andrebbe articolato attraverso la sequenza di fasi che potrebbero essere così inquadrate: – Fase 1: definizione del contesto, degli obiettivi e dei vincoli; – Fase 2: valutazione dell’esistente; – Fase 3: definizione di un programma di miglioramento del sistema di misura già presente; – Fase 4: realizzazione del sistema di misura; – Fase 5: impiego delle misure. È evidente che sia la fase 4 che la fase 5 chiamano in campo la comunità delle

misure in quanto sia la realizzazione che l’impiego non possono prescindere dalla conoscenza delle caratteristiche degli strumenti di misura impiegati che da una corretta valutazione dell’incertezza dei risultati ottenuti. Considerando poi l’iteratività del processo, il controllo delle condizioni di taratura degli strumenti è un elemento imprescindibile per la garanzia (potremmo dire affidabilità) dei risultati ottenuti. Quanto detto introduce quindi le due categorie di AEE, declinate attraverso gli aspetti specifici di efficienza energetica, riportate in Tabella 2 [7]. Nel prossimo numero verrà proposta un’analisi dei contenuti e delle conseguenze della guida ENEA e si introdurrà l’architettura di misura e monitoraggio proposta anche alla luce delle indicazioni normative. RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

[1] ISO 50001:2011, Energy management systems – Requirements with guidance for use. [2] IEC Guide 118:2017, Inclusion of energy efficiency aspects in electrotechnical publications. [3] IEC Guide 119:2017, Preparation

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cazioni sulle modalità per lo svolgimento del piano di monitoraggio a supporto delle diagnosi energetiche previste da [5] con il fine di suggerire un percorso che ha lo scopo di ottenere risultati confrontabili all’interno di vari settori produttivi e che permettano analisi e valutazioni affidabili.

MISURE E FIDATEZZA

of energy efficiency publications and the use of basic energy efficiency publications and group energy efficiency publications. [4] CEI 64-8/8-1 “Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1.000 V in corrente alternata e a 1.500 V in corrente continua Parte 8-1: Efficienza energetica degli impianti elettrici” 01/08/2016. [5] DECRETO LEGISLATIVO 4 luglio 2014, n. 102 “Attuazione della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE. (14G00113) (GU Serie Generale n.165 del 18-07-2014)”. [6] ENEA “Linee Guida per il Monitoraggio nel settore industriale per le diagnosi energetiche ex art. 8 del d.lgs. 102/2014” (febbraio 2018). [7] F. Bua; L. Martirano; L. Cristaldi; L. G. Mongiovì; C. Lavecchia; M. Liziero “Standardization framework on energy efficiency measuring and monitoring” 2017 IEEE International Conference on Environment and Electrical Engineering and 2017 IEEE Industrial and Commercial Power Systems Europe (EEEIC / I&CPS Europe).

Tabella 2 –Aspetti specifici di efficienza energetica

EEA

Energy efficiency aspects

Define energy efficiency

Define system boundaries (including the scope for energy efficiency) Define EnPIs (energy performance indicators) Define energy baseline Define driving parameters (relevant variables, static factors) Define reference applications Define reference load profiles Define reference control strategies

Measure energy efficiency

Define Define Define Define Define Define

measurements plans measurements system architecture measurements methods calculation methods classes metrological characteristics

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NEWS

NUOVO TORSIOMETRO AD ALBERI Include tutte le funzionalità che consentono una perfetta integrazione negli ambienti di misura, grazie all’uscita analogica e digitale USB Magtrol, leader mondiale nelle soluzioni di misura di Coppia, Torsione e Motor Testing, aggiunge un nuovo torsiometro dedicato alle misure di processo e controllo di qualità. Con il preciso obbiettivo di disporre dello “stato dell’arte” nelle misure di coppia mediante torsiometri ad alberi, il nuovo torsiometro serie TS include tutte le funzionalità che consentono una perfetta integrazione negli ambienti di misura, grazie all’uscita analogica +/-10 V e l’uscita digitale USB per una connessione diretta con il PC. 3 Led sul corpo del torsiometro lato connettori, consentono di verificare lo stato della misura (sovraccarico, Test, Tare, ecc.). La funzione BITE (Built In Test), attivabile mediante software e chiusura contatti sul cavo di segnale, completa la verifica funzionale del sistema. Le dimensioni sono contenute e consentono un montaggio vinco-

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lato a terra oppure sospeso, con interasse albero-base di 45 mm. Perfetta compatibilità del torsiometro con tutti gli hardware e software Magtrol. Caratteristiche principali: Range di misura: +/-0,05 Nm….+/-500 Nm; Sovraccarico: 400 % FS; Rpm: 15.000 max; Accuratezza: 0,1% FS; Banda passante: 1 kHz Uscita analogica: +/-5 V (+/-10 V al 200% FS); Connessione digitale USB; 2x 360 Impulsi / giro (sfasamento 90°) + Index; Alimentazione: 12-35 Vdc. Per ulteriori informazioni: https://goo.gl/mhNUZM. Contattaci per discutere la tua applicazione: info@dspmindustria.it.


TECNOLOGIE IN CAMPO

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Rubrica a cura di Massimo Mortarino

(mmortarino@affidabilita.eu)

Misure e Testing in azione! Robot barman – Ispezione dimensionale 3D – Test su autoveicoli

TECHNOLOGIES IN ACTION The section “Technologies in action” presents a number of recent case studies of industries or institutions gaining profit from the latest innovation in measuring instruments and systems. RIASSUNTO La Rubrica “Tecnologie in campo” presenta un compendio di casi di studio di Aziende e/o istituzioni che hanno tratto valore aggiunto dalla moderna strumentazione di misura. IL COCKTAIL DELL’ESTATE? LO PREPARA IL ROBOT

Big G, dove nel maggio 2013 ha esordito la prima versione di Makr Shakr (si legge maker shaker). Il bar robotico conquistò i vertici della compagnia Royal Carribean, che volle installare un “bionic bar” in una delle sue navi da crociera. Oggi ci sono ben cinque Makr Shakr in giro tra Atlantico e Pacifico e altri due sono in forze a Las Vegas e nel Mississippi. Una versione dell’applicazione è stata anche protagonista a Milano in occasione di Expo 2015. L’esperimento dei Murazzi, tuttavia, segna un ulteriore passo in avanti di questa applicazione, perché è con questa terza incarnazione che Makr Shakr sta assumendo una dimensione che non è più quella del (costoso) prototipo, ma del prodotto con tanto di “cartellino” fissato a 99 mila euro.

Makr Shakr 3.0, il robot barman che utilizza i laser scanner di Keyence La novità di quest’estate per la movida torinese è decisamente high-tech: ai Murazzi di Torino ha infatti aperto “RoboTO – un club estivo sull’innovazione”, uno spazio a tema che esplora il nostro futuro tecnologico, in una galleria di prototipi robotici made in Torino. Come in ogni club che si rispetti, da RoboTO si va per stare insieme e si può bere un cocktail, ma attenzione: anche se all’interno di RoboTo è sempre presente uno staff di 4 persone, quel cocktail non è servito da camerieri o baristi. A ricevere gli ordini degli avventori è un display touch screen e a prepararli e servirli sul bancone ci penano due bracci ro- Una sperimentazione di successo botici. Noto ai passanti del lungo Po “Makr Shakr nacome “Nino”, il nome ufficiale di quesce di fatto come sta soluzione è MS3, Makr Shakr 3.0. un esperimento sociale che volePortare i robot va mettere alla fuori dalla fabbrica prova nuove forL’intuizione di realizzare un bar robome d’interazione tico risale all’anno 2013, quando l’etra uomo e tecnoclettico ingegnere e architetto torinese logia, per comCarlo Ratti, professore al MIT, ebbe prendere come l’idea di sperimentare l’utilizzo dei le tecnologie che robot industriali in un ambito diverso stanno rivoluziodalla fabbrica. Idea che gli valse la nando l’industria potessero avere un “convocazione” al Google IO di San impatto anche sulla vita di tutti i giorFrancisco, la kermesse tecnologica di ni del consumatore”, spiega Ales-

sandro Incisa, CTO dell’azienda torinese. “L’idea ovviamente non è quella di sostituire il barista, ma far sì che le persone usino la tecnologia come elemento abilitatore di una creatività anche in chiave sociale e della personalizzazione”. Makr Shakr non si limita a eseguire ricette preimpostate, ma può ricevere ordini personalizzati: i clienti, infatti, possono creare le proprie ricette “rivisitate”, condividerle sui social, migliorarle con il consiglio degli amici e infine ordinarle al barista meccanico, per poi bere la bibita di loro invenzione. In altre parole, si tratta di un bar 4.0 a tutti gli effetti. Che cosa c’è sotto il cofano Makr Shakr 3.0 è un vero e proprio concentrato di tecnologia. Mentre nelle prime incarnazioni del progetto i due robot erano indipendenti tra loro e affiancati per raddoppiare la produzione, in questa terza incarnazione i due bracci si dividono i compiti: il primo si occupa di “shakerare” i cocktail; quando ha finito li passa al secondo robot che li serve al cliente. Il secondo braccio, inoltre, si incarica anche di preparare birra, vino e bevande che non devono essere mescolate. “Non si tratta solo di una cosa scenografica”, spiega Incisa. “Con questa divisione dei ruoli riusciamo in realtà a ridurre complessivamente il tempo di attesa del cliente”. Le pinze dei robot, così come gran parte dei macchinari a bordo (dosatori, taglia limoni e lime, dispenser di ghiaccio, menta, zucchero, ecc.) sono stati customizzati da Makr Shakr specificamente per questo progetto. L’applicazione di basa su un’architettura a più strati: un livello d’interfaccia che prevede un’app per gli sviluppatori, con la quale vengono monitorate da remoto le funzioni del chiosco, gestiti i proT_M

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NEWS

LASER SCANNER PER L’AUTOMAZIONE INDUSTRIALE I sistemi laser scanner sono in grado di acquisire e determinare il profilo del target di misura. Il funzionamento è simile a quello di un triangolatore: una linea laser viene proiettata sulla superficie e parte della luce riflessa viene acquisita da un sensore ottico CMOS a matrice, in grado di determinare la distanza in più punti. Le applicazioni tipiche includono controlli dimensionali in linea, controlli qualità, ricerca & sviluppo prodotti e, installando lo scanner su un asse lineare o su un braccio robotico, digitalizzazione 3D dei target, anche di forme complesse. Utilizzando il software intelligente in dotazione è possibile determinare anche il volume del target: per esempio, il sensore viene utilizzato nei processi

produttivi alimentari per determinare la misura del volume dei biscotti; in questo caso, l’obiettivo è quello d’identificare i biscotti che potrebbero rimanere bloccati nella confezione. A differenza delle tecniche a contatto diretto, le scansioni ottiche hanno tempi molto più veloci e non influenzano il target, evitando potenziali danneggiamenti o deformazioni. Il sistema laser scanner scanCONTROL 2900 di Micro-Epsilon misura, con una frequenza fino a 300 Hz, lungo una linea laser con una risoluzione di 1.280 punti/profilo e un’ampiezza massima di 140 mm. In questo modo è possibile digitalizzare velocemente anche grandi oggetti, mantenendo alti livelli di risoluzione e linearità. Utilizzando un global shutter è possibile ricavare immagini dettagliate e senza distorsioni anche durante registrazioni ad alta velocità. L’interfaccia Ethernet permette di configurare il sensore tramite un’applicazione per PC, nonché di trasmettere i dati del profilo. Il sistema si distingue per la realizzazione rapida d’immagini, facilità di utilizzo e un ottimo rapporto prezzo/performance. Per ulteriori informazioni: www.luchsinger.it

SPESSORI ATTIVI CON RISOLUZIONE NANOMETRICA E STABILITÀ A LUNGO TERMINE Molto spesso accade che un elemento o un dato spessore tra due componenti situati all’interno di macchine di precisione vari nel tempo. Potrebbe quindi essere necessaria una nuova regolazione, per esempio nei sistemi d’ispezione, nella produzione di semiconduttori o nelle applicazioni di misura, quando la macchina viene installata presso il cliente dopo la taratura in fabbrica. Le impostazioni iniziali devono essere compensate dopo l’installazione, per via di eventuali derive o tolleranze. Lo svantaggio degli spessori classici, rettificati esattamente nella dimensione richiesta, è che devono essere inseriti meccanicamente e non sempre è possibile effettuare regolazioni di precisione illimitate e, una volta fissata la dimensione, è spesso molto difficile modificarla successivamente. PI (Physik Instrumente) ha trovato a tale proposito la soluzione perfetta sviluppando gli spessori PIRest basati su tecnologia piezo. Una volta installati nella macchina, gli spessori attivi non solo consentono di regolare lo spazio tra due componenti in qualsiasi momento, ma anche di raggiungerlo con precisione nanometrica. Questi “spessori” piezoelettrici sono integrati nella macchina direttamente durante la sua costruzione e sono disponibili, come gli

altri attuatori piezoelettrici di PI, virtualmente in qualsiasi forma e dimensione. Lo spostamento dell’attuatore può essere impostato semplicemente applicando una tensione. PI fornisce un alimentatore di facile utilizzo per questo processo di regolazione, insieme al controller di riferimento. Dopo la regolazione, la posizione desiderata rimane stabile senza alimentazione, che può quindi essere scollegata. Nel caso di prodotti standard, lo spostamento massimo è di 35 mm; combinando sapientemente vari elementi fra di loro, si possono realizzare sistemi fino a sei gradi di libertà. La possibilità di effettuare regolazioni in posizioni inaccessibili è stata così notevolmente semplificata, tanto più che i PIRest possono sopportare carichi di diverse tonnellate. Se necessario, questi elementi possono anche essere combinati con attuatori piezoelettrici classici, ad esempio per la compensazione dinamica delle vibrazioni. Le applicazioni tipiche variano dal riaggiustamento del piano focale durante un processo di misurazione o scansione, al controllo di un raggio laser o ancora alla lavorazione dei materiali. Per ulteriori informazioni: www.pi.ws

DELTAMU È “HAPPY AT WORK” ! Deltamu è un’azienda dinamica in cui “la vita è bella”! Lo attesta la label ufficialmente ricevuta il 20 Giugno scorso a Parigi, nell’ambito della serata organizzata da Les Échos presso il Théâtre de Paris nel 9° distretto. La partecipazione di Deltamu al sondaggio HappyIndex®AtWork, che misura l’impegno e la motivazione al lavoro, ha avuto successo: Deltamu ha ottenuto choosemycompany.com / HappyIndex®AtWork, un’etichetta trasparente e rigorosa che si basa esclusivamente sulla motivazione dei dipendenti. Questo riscontro rappresenta un vero riconoscimento. Al termine del sondaggio (totalmente Figura 1 – partecipativo e digitale), è stato necessario ottenere un punteggio minimo di 3,81 / 5 e un tasso di apprezzamento superiore al 60% per essere una delle migliori aziende di quest’anno. Grazie alla partecipazione attiva e massiccia di tutti i suoi dipendenti, Deltamu ha ottenuto un punteggio eccellente di 4,36 / 5! Nel mese di marzo, il team di Deltamu si è impegnato con entusiasmo per valutare il proprio modo di vivere quotidianamente l'azienda. I dipendenti hanno parlato della loro esperienza esplo-

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rando sei dimensioni molto diverse: sviluppo professionale, ambiente stimolante, gestione, salario e riconoscimento, orgoglio e piacere. A ciascun dipendente è stato proposto un questionario breve e diretto (18 domande ponderate). “Deltamu è molto orgogliosa di ricevere l’etichetta choosemycompany.com / HappyIndex®AtWork” – ha dichiarato Nuno Dos Reis, General Manager – “che è la testimonianza della quotidiana esperienza lavorativa del team. Partecipando a questa operazione innovativa, Deltamu sta facendo progressi nella gestione e motivazione dei propri dipendenti, condividendo la propria cultura all’interno del team. Questo riconoscimento premia la politica di gestione implementata all’interno dell’azienda ormai da diversi anni ". Per ulteriori informazioni: www.deltamu.com


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un passo dell’angolo di emissione del raggio laser di soli 0,1° (anziché 0,36° tradizionali) e la particolare struttura trasmettitore e ricevitore combinata all’algoritmo RD “Reduction Dust” è particolarmente stabile nel rilevamento al variare delle condizioni esterne. La modularità del SZ-V, inoltre, permette con un unico display di gestire più laser scanner semplificando perciò il cablaggio e minimizzando i tempi d’installazione. Unitamente a ciò anche la semplice interfaccia di programmazione software ha permesso un’ulteriore riduzione dei tempi di messa in funzione del dispositivo di sicurezza. Il contributo della tecnologia Keyence al progetto è poi completato dai sensori a fibra ottica a sbarramento e a tasteggio. Questi sensori hanno diverse funzioni. In primo luogo servono per verificare se, al momento di versare gli ingredienti, il bicchiere è nella corretta posizione nelle “mani” del robot; poi consentono al robot di sapere quali delle posizioni di consegna sul bancone sono occupate e di decidere, quindi, dove alloggiare il nuovo drink.

grammi e controllato lo stato dei componenti, e un’app per i clienti completa di “drink builder”; un server; un nodo linux-based che funge da raccordo tra il mondo esterno e il chiosco; l’automazione, governata da un PLC; e i controllori dei robot. Dal punto di vista della sensoristica, sin dal primo progetto Makr Shakr si è affidata a prodotti Keyence. Nell’applicazione dei Murazzi, in

particolare, sono stati utilizzati quattro laser scanner Keyence della serie SZ-V che servono a definire il perimetro dell’area di scambio tra robot e cliente: un contributo fondamentale per la sicurezza al momento della consegna del cocktail. I robot utilizzati nell’applicazione, infatti, non sono collaborativi, ma agiscono in modalità “safe operations”: in pratica si fermano quando nell’area di scambio entra la mano del cliente. Per minimizzare l’effetto delle condizioni ambientali sulla lettura è stato scelto lo scanner SZ-V: grazie a

Quale futuro? “L’idea sta conquistando i clienti – spiega Incisa – e noi, dal nostro canto, siamo continuamente al lavoro per migliorare il progetto. Con questa incarnazione siamo riusciti di fatto a industrializzare il prototipo, trasformando un’applicazione da diverse centinaia di migliaia di euro in un prodotto che scende sotto la soglia dei centomila euro”. Se la sperimentazione di nuove forme d’interazione tra uomo e tecnologia è la giusta chiave di lettura per comprendere il “messaggio” di questo progetto, possiamo scommettere che Makr Shakr 3.0 non sarà l’ultima incarnazione di questo progetto e che in futuro non mancheranno altre sperimentazioni, come il possibile impiego di robot collaborativi. “È una tecnologia che potrebbe avere un ruolo molto importante in un’applicazione T_M ƒ 207


come questa – spiega Incisa – ma che non abbiamo ancora implementato a causa della poca chiarezza, a livello normativo, sugli aspetti di sicurezza”. Per ulteriori informazioni: www.keyence.it. METROLOGIA NEAR-LINE E IN-LINE

Soluzioni d’ispezione dimensionale 3D automatizzata per Industria 4.0 di Jérôme-Alexandre Lavoie (Product Manager – Creaform) Negli ultimi anni, le industrie di produzione globali hanno ideato componenti e assemblaggi con un design mirato a soddisfare mercati iperconcorrenziali, caratterizzati dalla continua corsa all’innovazione tecnologica, e clienti sempre più esperti. Design innovativi, che tuttavia richiedono un controllo della qualità e processi d’ispezione estremamente avanzati, spesso effettuati in una sala isolata dal piano di produzione, nella quale le variazioni di temperatura e umidità e le vibrazioni sono ridotte. Gli esperti di controllo qualità devono prelevare alcuni campioni dalla produzione e portarli nel Laboratorio metrologico per eseguire un’ispezione dimensionale. Questo movimento di componenti presenta vari aspetti negativi: innanzitutto richiede un considerevole investimento in termini di tempo e di sforzi per spostare i pezzi avanti e indietro, dalla linea di produzione al Laboratorio, spesso con il

Scanner 3D ottico installato su robot

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risultato di creare ingorghi ingestibili presso le varie postazioni di misurazione e rischiosi ritardi nel processo decisionale. Di conseguenza, le aziende corrono il rischio di maggiori tassi di scarto, che impattano negativamente su CAPEX (Capital Expenditure) e OPEX (Operating Expense) complessivi. Allo scopo di mitigare questi problemi e nell’ottica di una sempre maggiore implementazione del modello “Industria 4.0”, i produttori richiedono che i controlli di qualità e le ispezioni vengano condotti sulla linea di produzione oppure nei suoi immediati paraggi, allo scopo di massimizzare l’efficienza e snellire la comunicazione lungo tutti i processi di produzione. Mai come in questo momento, dunque, si avverte il bisogno di eseguire ispezioni dimensionali all’interno del ciclo di produzione utilizzando soluzioni automatizzate near-line o inline per la metrologia. Sebbene questi tipi di soluzioni metrologiche presentino proprie sfide intrinseche, queste possono essere risolte con successo e ge nerare risultati molto interessanti. Prima sfida: Velocità della misurazione Se le ispezioni vengono eseguite sulle linee di produzione, la velocità d’ispezione deve seguire la velocità di produzione, per evitare un impatto negativo sulla produttività. Le aziende utilizzano soluzioni per la scansione 3D di ultima generazione, con una velocità di acquisizione dati senza precedenti, arrivando fino a 500.000 punti/secondo per generare mesh più velocemente. Molte aziende hanno addirittura escogitato una forma di parallelizzazione che consente di acquisire nuovi dati mentre vengono simultaneamente analizzati quelli acquisiti in precedenza, per consentire di separare l’acquisizione dalla generazione della superficie. In altre parole, gli scanner 3D sono ora macchine in grado di eseguire più compiti contemporaneamente, allo scopo

di offrire una soluzione che scansiona i componenti in maniera continua. Utilizzando gli scanner 3D, i team di controllo della qualità possono eseguire più rapidamente le ispezioni, aumentandone notevolmente la quantità oraria. I problemi, i difetti e le irregolarità possono essere rilevati in maniera più precoce. Inoltre, la manutenzione delle apparecchiature e le misure correttive nel processo di produzione possono essere definite e pianificate in anticipo. In breve, diminuendo il numero di componenti non validi da ricostruire, diminuisce anche il numero di componenti scartati rispetto a quelli prodotti, e con la stessa quantità di materie prime vengono prodotti più componenti. Seconda sfida: Ispezione in ambienti difficili Utilizzare le soluzioni metrologiche standard sulla linea di produzione o nei suoi immediati paraggi significa avere a che fare con ambienti difficili e instabili. Se il componente si muove, vibra od oscilla durante la misurazione, il controllo della qualità diventa non valido. I produttori si sono affidati ai CMM ottici e ai riflettori ottici, che offrono un sistema di riferimento dinamico grazie al tracciamento ottico contemporaneo del componente misurato e dello scanner. I riflettori ottici vengono utilizzati per creare un sistema di riferimento che viene bloccato sul componente stesso, in modo che l’oggetto possa muoversi durante il processo di misurazione. Pertanto il sistema di misurazione offre lo stesso livello di accuratezza a prescindere dalle instabilità ambientali e senza configurazioni rigide. Con i CMM e i riflettori ottici, è possibile intraprendere misurazioni più accurate e affidabili che migliorano il controllo qualità. Sono necessari meno allineamenti e manipolazioni, il che si traduce in un minore accumulo di errori, una minore pressione sugli operatori al controllo di qualità, meno ingorghi presso il CMM e, pertanto, processi di produzione più efficienti.


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pletare con facilità le ispezioni con il semplice tocco di un tasto. Una volta che i dati sono stati inviati, il robot calcola automaticamente la sua traiettoria e scansiona le superfici da solo. Non è necessario intraprendere alcuna azione sul robot stesso, dal momento che la sinergia fra il software e l’hardware rende questo passaggio semplice per l’operatore. Quarta sfida: Complessità Sistema di riferimento dinamico del componente e varietà della finitura Terza sfida: Un’altra sfida che si presenta con le Esperienza dell’operatore soluzioni d’ispezione automatizzata Con le soluzioni di metrologia near- per la metrologia near-line e in-line è line e in-line, vengono spesso intra- la complessità dei design dei compoprese misurazioni sulla linea di pro- nenti e degli assemblaggi, oltre alla duzione da parte di operatori che non varietà delle finiture, in particolare nei sono metrologi e non sono abituati ai settori automobilistici, aerospaziali e robot. dei beni di consumo. Questi settori utiLe soluzioni automatizzate di control- lizzano design di assemblaggio più lo della qualità sono naturalmente complessi e forme libere, i quali rimeno facili da implementare sulla chiedono processi d’ispezione più linea di produzione rispetto agli scan- avanzati. Inoltre un singolo componer 3D standalone. Allo scopo di risol- nente può ora avere finiture diverse, vere questo problema, dovuto alla ad esempio opaca su un angolo e lucomplessità, le aziende devono sce- cida sull’altro lato. gliere una soluzione metrologica che Grazie agli scanner laser 3D e agli comprenda hardware, software e ci- algoritmi migliorati di rilevazione dei nematica integrata del robot. Tale so- laser, la misurazione di componenti luzione permette a un metrologo, che geometrici e finiture non è mai stata più non è necessariamente un esperto di facile. Un unico utensile offre la possirobotica, di sviluppare un programma bilità di misurare i vari compod’ispezione e presenta un’interfaccia nenti a prescindere dalla loro per l’utente molto semplice e intuitiva, dimensione, complessità e vache permette agli operatori di com- rietà delle finiture. Allo scopo di trattare finiture complesse della superficie (come ad esempio lucido, nero opaco o colori diversi), è possibile adattare le impostazioni del laser per ciascuna finitura del componente. Per lo stesso componente, la soluzione esegue diversi tipi di cattura e l’algoritmo di acquisizione completa il compito. Grazie a Soluzioni, hardware e software per la scansione 3D

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un otturatore più ampio che cattura tutta la luminosità, gli utenti possono trattare una superficie riflettente senza alcuna preparazione della superficie. Inoltre, per gestire le geometrie complesse che richiedono più punti di controllo come ad esempio le forme libere, lo scanner 3D cattura grandi quantitativi di dati in un tempo brevissimo in modo da migliorare l’efficienza e l’accuratezza dell’ispezione. Il bisogno di eseguire ispezioni 3D tridimensionali all’interno del ciclo di produzione continua a portare avanti lo sviluppo di soluzioni di scansione 3D near-line e in-line che sono in grado di migliorare in maniera notevole il controllo della qualità e i processi d’ispezione delle aziende. Chi adotta queste soluzioni di metrologia end-toend sperimenta vantaggi senza pari in termini di produttività, ripetibilità, accuratezza, affidabilità, durata, semplicità e flessibilità. Per ulteriori informazioni: www.creaform3d.com. ACQUISIZIONE DATI AUTONOMA PER TEST SU VEICOLI

SEAT testa i suoi veicoli più rapidamente con il sistema HBM Le specifiche del Gruppo Volkswagen esigono che i veicoli vengano testati durante la fase di sviluppo in SEAT,

Scanner 3D con componenti complessi

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MACCHINE DI MISURA E CONTROLLO QUALITÀ AL 100% DIRETTAMENTE IN PRODUZIONE CheckBox di VEA è una linea di celle robotizzate compatte, capaci di eseguire controlli qualitativi, misure, analisi di superfici e oggettivazione dei controlli Questi impianti utilizzano la tecnologia LIF, che permette di eseguire misure micrometriche su tutti i pezzi direttamente in ambiente di produzione, con la stessa precisione che si può ottenere nel laboratorio metrologico. CheckBox è semplice da usare, flessibile al cambio di prodotto, con poca manutenzione. Questi impianti utilizzano un robot controllato da un sistema di visone (guida robot) e possono prendere pezzi in modo disordinato, anche di forma diversa, senza che questo comporti onerose messe a punto meccaniche. L’interfaccia uomo macchina è veramente innovativa e naturale: essa risiede, infatti, in un unico grande touchscreen che permette di comandare in modo agevole e immediato tutte le funzioni della macchina. Questi impianti vengono personalizzati sui pezzi del cliente e possono eseguire analisi di superfici, analisi colore, presenza bave, misure dimensionali, rilevazione cricche, soffiature o grumi e tutto quello che può servire per controllare la produzione. All’interno della CheckBox ven-

gono montati i sistemi di visione HQV®PPM appositamente studiati per ridurre al minimo il verificarsi di falsi-scarti e garantire contemporaneamente l’affidabilità del riconoscimento del difetto con ordini di grandezza in ppm (parti per milione). Nei sistemi CheckBox ogni pezzo può essere controllato e misurato in tutte le sue facce e in diverse angolazioni. Il sistema permette di vedere il pezzo da oltre 50 diversi punti di vista e consente di eseguire più di 1.000 misure o controlli nell’arco di qualche secondo. Al termine dell’analisi è possibile marchiare il prodotto controllato per garantire l’eseguito controllo e si possono memorizzare le foto e le fasi di controllo di ogni singolo pezzo in conformità alle ultime direttive sulla qualità. Checkbox è inoltre predisposto per l’imballaggio automatico. Per ulteriori informazioni: www.vea.it

NUOVI ASSI LINEARI: ROBUSTI, PERFORMANTI ED ECONOMICI! Gli assi lineari della serie ECO-LM ed ECO-SL di Aerotech (basati sulla lunga tradizione dell’azienda statunitense nel produrre soluzioni a basso total cost of ownership) uniscono elevate prestazioni e un robusto design meccanico in un assieme conveniente ed economico. È disponibile una gamma completa di versioni con motori lineari a comando diretto, servomotori rotativi o motori passo-passo per un totale di 44 modelli con corse da 50 mm a 800 mm, oltre a versioni per vuoto e camere bianche. Eccellenti specifiche di posizionamento, elevata rigidità e una varietà di opzioni e caratteristiche, unite a prezzi economici, fanno degli stadi ECO una scelta ideale per le applicazioni che richiedono robuste prestazioni di moto. Le guide lineari a ricircolo di precisione e lunga durata, insieme alla maestrìa di lavorazione e assemblaggio di Aerotech, hanno permesso di ottenere le migliori prestazioni geometriche per prezzo unitario oggi sul mercato. A differenza di altri assi concorrenti a basso costo, gli assi ECO possono essere integrati in macchine complesse con la sicurezza di un elevato livello di prestazioni e di una durata superiore a quella di

altri componenti della macchina. Assi con motori lineari a comando diretto ECO-LM Ottimizzati con encoder lineari senza contatto di alta precisione, che permettono un moto incrementale minimo fino a 10 nm con una ripetibilità a livello micrometrico, sono disponibili in 17 modelli differenti con corse comprese fra 100 mm e 800 mm e velocità fino a 2 m/s. Assi con viti a sfere e con motore passo-passo o servomotore brushless ECO-SL Per le applicazioni ancora più sensibili ai costi, la serie ECO-SL è stata progettata con molte caratteristiche e opzioni standard che la rendono adattabile alle specifiche applicazioni. Varie opzioni encoder offrono risoluzioni elettriche che spaziano da 0,5 µm al sub-nm. Gli assi ECO-SL sono disponibili in 27 modelli differenti con corse che spaziano da 50 mm a 800 mm e velocità fino a 300 mm/s. Per ulteriori informazioni: www.aerotech.com. Aerotech Italy: Simone Gelmini – Tel. 327/8360128 – E-mail: sgelmini@aerotech.com.

NUOVO SENSORE DI COPPIA Gli ultimi nati in casa burster, i sensori di coppia serie 8661, compatti, precisi e ora disponibili anche a doppia scala, stanno dettando i più recenti standard per misure di coppie statiche e dinamiche nei laboratori di test, produzione e assicurazione di qualità. Sono stati aggiunti i range 0…500 Nm e 0…1000 Nm agli standard 0…0,05 Nm fino a 0…200 Nm. L’opzione doppia scala è disponibile con fattori di 1:10, 1:5, 1:4 e l’utente può adesso misurare con un errore di linearità sulla prima scala pari allo 0,05% f.s. e sulla seconda scala pari allo 0,1% f.s. Grazie all’interfaccia USB opzionale e al conveniente PC software Digivision, il sensore è ideale per misure da banco e portatili. A seconda del modello e della versione del software, si può visualizzare, acquisire e accedere a coppia, velocità, misura angolare e al calcolo della potenza meccanica fino a 32 canali. La nuova potente interfaccia di calcolo consente di usare funzioni matematiche per calcolare numerose variabili, inclusi valori come efficienza e medie pesate.

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Il software plug&measure con funzione di auto scala consente una fase di set-up ultra veloce. I risultati calcolati usando le formule matematiche possono essere visualizzati e classificati numericamente o graficamente. Grazie all’incluso pacchetto driver gratuito, il sensore può essere integrato facilmente in ambiente LabView o nel software dell’utilizzatore. Con l’opzione velocità e misura angolare (risoluzioni fino a 0.045°) si possono memorizzare letture rilevanti extra-processo in aggiunta alla coppia. Questo sensore possiede quale standard l’indicazione dello stato tramite led, che non solo visualizza lo stato operativo del sensore ma anche il range di misura attivo nel caso della doppia scala. Le potenti caratteristiche del nuovo sensore a doppia scala possono essere interamente sfruttate specialmente nei campi dell’automazione industriale, del test di motori, della tecnologia medicale e dell’ingegneria elettrica. Il sensore può essere usato, ad esempio, non solo per la misura di carichi costanti, di coppie di spunto e di rottura, ma anche per il rilievo di valori transitori come spikes. Non viene sprecato tempo nel cambiare il sensore e riallineare il banco per un nuovo torsiometro. Per ulteriori informazioni: www.burster.it


N. 03ƒ ;2018 per garantire la conformità agli standard di qualità e durata richiesti. La sfida per il team SEAT era quella di realizzare un sistema di acquisizione dati (DAQ) sufficientemente veloce, in grado di fornire un controllo preciso sui componenti dotati di strumento e sull’intero processo di acquisizione dati. Il team ha sviluppato, in collaborazione con il Politecnico della Catalogna, un processo di acquisizione, comunicazione e analisi autonomo che rispetta tutti i requisiti necessari: il sistema ADAQ.

Test su veicoli in SEAT

Questo sistema è costituito da moduli DAQ Quantum, software catman e da un circuito elettronico che garantisce la fornitura di corrente necessaria per tutti i dispositivi e l’interazione veicolo-pilota. Sono stati utilizzati i sistemi DAQ e i seguenti sensori: modulo universale MX840B di QuantumX, modulo di estensimetri MX1615B e un registratore dati CX22B-W, termocoppie, accelerometri, ponti di estensimetri, sensori di spostamento e, in aggiunta, 14 canali CAN e un sistema GPS. Vista l’ampia gamma di condizioni in cui

Impostazione del progetto ADAQ

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il veicolo potrebbe essere testato, le attrezzature QuantumX sono state montate in maniera sicura sul veicolo. Un sistema autonomo La vettura viene inviata su una pista di prova, dove viene effettuato il test. Il sistema ADAQ trasferisce giornalmente i dati alla sede principale, in modo che l’addetto alle analisi possa controllarli e analizzarli. Il sistema si avvia quando il veicolo viene messo in moto. Esso esegue le seguenti operazioni: 1. Avvio del software catman. 2. Inizializzazione dell’archiviazione dati quando il veicolo è su strada. 3. Interruzione della registrazione una volta che la vettura è tornata ai box. Il sistema segnala le eventuali irregolarità agli addetti alle analisi che possono così apportare azioni correttive. Il sistema ADAQ è stato progettato per avvertire il conducente nel momento in cui si verifica un errore.

Implementazione del progetto ADAQ

Attrezzature QuantumX montate in maniera sicura sulla vettura utilizzata per i test

Perché SEAT ha scelto il sistema DAQ di HBM? – È in grado di operare in autonomia; – Flessibile e adatto a ogni tipo di test; – Piccolo, leggero e facile da installare; – Progettato per operare in condizioni avverse, ad esempio in test di fatica del veicolo (vibrazioni elevate, forza di gravità rilevante e temperature estreme). Per il progetto ADAQ è stato scelto il software catman, perché offre diverse opzioni di automazione. L’impostazione include l’avvio automatico di catman, il caricamento automatico del progetto di acqui-

sizione e l’esecuzione automatica del primo job di DAQ. I file di dati vengono registrati ogni 10 minuti. Se si verifica un errore imprevisto, il sistema ADAQ registra fino al momento della rilevazione dell’errore, in modo tale che non vengano persi dati. Viene utilizzato il seguente formato di nome file: XXXYYMMDDHHMMSS, dove le diverse lettere corrispondono alle cifre utilizzate per l’identificazione del progetto, anno, mese, giorno, ora, minuto e secondo. I trigger di acquisizione di avvio e interruzione utilizzano i parametri GPS. Questa caratteristica fornisce maggiore precisione e richiede che vengano specificate tre condizioni per l’acquisizione di avvio e interruzione: coordinate di latitudine e longitudine e velocità del veicolo (maggiore di 0 T_M ƒ 211


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per avviare l’acquisizione e uguale a stallazione di due LED sul cruscotto per avviare la registrazione dei dati. 0 al termine del test). del veicolo. Il conducente può lasciare la zona dei box. Il dispositivo di controllo Software comunica con il conducente in caricamento/Errore di canale Evento in fase di registrazione È stato progettato un dispositivo di Luce rossa fissa: al momento dell’ac- Luce rossa lampeggiante: Si accende controllo (CD) per controllare l’elet- censione del veicolo, informa il con- per diversi motivi. tronica e distribuire la corrente a ducente che i dispositivi si stanno In questo veicolo di prova significa ogni modulo. Oltre al CD, sono stati avviando e il progetto si sta carican- che la temperatura dell’ammortizzatoinstallati un raddrizzatore di tensione do. re è troppo alta. e un quadro di comandi per il con- Se la luce rossa compare in fase di ducente. Grazie al circuito elettroni- acquisizione, significa che si è verifi- Trasferimento dati co implementato e all’impiego delle cato un errore. e analisi autonomi uscite digitali di CX22B-W, sono L’acquisizione dati viene interrotta e il Una volta che sono stati registrati e stati definiti quattro stati per comuni- conducente deve tornare ai box e rife- salvati sulla scheda di memoria di care al conducente le diverse fasi di rire il problema. CX22B-W, i dati vengono caricati sul ADAQ. server SEAT per essere successivaCiò è stato reso possibile tramite l’in- Registrazione mente analizzati dal computer. Luce verde lampeg- Grazie ai comandi programmati e a giante: informa il con- una rete AdHoc precedentemente ducente che il sistema configurata, CX22B-W è in grado di sta acquisendo e sal- caricare i dati autonomamente su un vando i dati. altro laptop presso i box. Il sistema funziona cor- Questo laptop invia i dati al server rettamente. SEAT da un giorno all’altro. Successivamente, un’applicazione Pronto specifica esegue l’analisi sui canali per la preselezionati e genera il report riregistrazione chiesto: il tutto in completa autonoLuce verde fissa: tutti i mia. dispositivi sono pronti per avviare l’acquisizione dei dati. Il pro- Per ulteriori informazioni: LED installati sul cruscotto del veicolo getto aspetta il trigger www.hbm.com.

SOLUZIONI AUTOMATIZZATE PER IL CONTROLLO QUALITÀ Metrologic Group e Creaform hanno recentemente inaugurato una partnership in cui Creaform integrerà il pacchetto software di Metrologic Group nella nuova soluzione per ispezioni dimensionali 3D automatiche CUBE-R™. Questa soluzione completa di scansione laser utilizza i pacchetti software per misurazioni 3D e di ispezione Silma e Metrolog X4 i-Robot di Metrologic Group, e combina l'efficienza e l'affidabilità della robotizzazione in una cella di misurazione automatica industriale. CUBE-R è una soluzione per ispezioni 3D automatiche totalmente integrata e pronta all'uso, pensata per aziende manifatturiere che richiedono un controllo qualità automatico direttamente sulla linea di produzione. Ottimizza lo scanner metrologico MetraSCAN 3D-R™ con l'uso del software di misurazione specifico per robot di Metrologic Group, Metrolog X4 i-Robot. La solu-

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zione fornisce in tal modo un'alternativa plugand-play versatile alle macchine per misurazione a coordinate e ad altri scanner 3D di struttura leggera, montati su robot. CUBE-R amplia le capacità di MetraSCAN 3D-R per la misurazione dimensionale di componenti che vanno da 1 m a 3 m con precisione volumetrica di classe metrologica, in condizioni d'uso reali sulla linea di produzione. A differenza dei sistemi convenzionali, CUBE-R offre velocità e precisione volumetrica, garantendo di conseguenza un notevole aumento della produttività. “Metrologic Group si dedica allo sviluppo del mercato della metrologia 3D automatizzata attraverso la piattaforma X4 i-Robot” – dichiara Stéphane Auclair, Vicepresidente della Divisione marketing e gestione prodotti presso Creaform-AMETEK. “Oltre a essere riconosciuto come leader mondiale nel settore del software di metrologia dimensionale, Metrologic Group è l'unico partner indipendente a livello software che integra pianificazione e simulazione delle traiettorie robot con altre funzionalità di tipo automatico. La collaborazione con Metrologic Group per la commercializzazione di CUBE-R è stata per noi una scelta scontata”. “CUBE-R è un'ulteriore dimostrazione delle capacità del pacchetto software Metrolog e Silma X4 iRobot nel gestire individualmente le soluzioni di misurazione 3D più avanzate” – dichiara Bertrand

Gili, Presidente di Metrologic Group. “Abbinato a CUBE-R, il nostro pacchetto software porta la tecnologia di ispezione 3D alla linea di produzione e offre procedure di controllo qualità facili da programmare e gestire per situazioni d’ispezione robotizzata complesse. Stabilisce chiaramente un nuovo standard nelle ispezioni 3D robotizzate complete con scansione laser su linea". Per ulteriori informazioni: www.creaform3d.com Guarda il video CUBE-R di Creaform su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v= 9G3rs7WcwS0&feature=youtu.be


METROLOGIA GENERALE

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Rubrica a cura di Luca Mari

La misurazione, tra conservazione e riforma Verso una definizione estesa di “misurazione”...? GENERAL METROLOGY In this permanent section of the Journal our colleague and friend Luca Mari, world-recognized expert in fundamental metrology and member of several International Committees, informs the readers on the new development of the fundamental norms and documents of interest for all metrologists and measurement experts. Do not hesitate to contact him!

METROLOGIA GENERALE In questa Rubrica permanente il collega e amico Luca Mari, internazionalmente riconosciuto quale esperto di metrologia fondamentale e membro di numerosi tavoli di lavoro per la redazione di Norme, informa i lettori sui più recenti temi d’interesse e sugli sviluppi di Norme e Documenti. Scrivete a Luca per commentare i suoi articoli e per proporre ulteriori temi di discussione! Recentemente il coordinatore del gruppo di lavoro (JCGM/WG2) incaricato dello sviluppo del Vocabolario Internazionale di Metrologia (VIM) ha inviato una lettera al presidente del Joint Committee for Guides in Metrology (JCGM) per suggerire la possibilità che la prossima edizione del VIM includa una definizione estesa di “misurazione”, in cui si considerino come misurabili in linea di principio anche proprietà non quantitative, perché soggette solo a ordinamento (“grandezze ordinali”, o come probabilmente il prossimo VIM le rinominerà “proprietà ordinali”) o anche solo a classificazione (“proprietà classificatorie”, in inglese “nominal properties”). Si tratterebbe di un cambiamento di notevole rilevanza, che farebbe automaticamente rientrare la valutazione di tali proprietà nella metrologia (la “scienza della misurazione e delle sue applicazioni” secondo il VIM), estendendone così il campo di applicazione. È un cambiamento giustificato? Da approvare o rifiutare? Come accade per ogni documento del JCGM, anche la bozza della prossima edizione del VIM sarà fatta circolare per commenti, e alla fine ognu-

dato che connette un’entità empirica e un’entità matematica, nell’esempio la lunghezza dell’oggetto considerato e un valore di lunghezza (tralasciamo qui l’indicazione, per altro importante se non proprio necessaria, dell’incertezza di misura). Come scrisse Norman Campbell in Physics – The elements, 1920, “the object of measurement is to enable the powerful weapon of mathematical analysis to be applied to the subject matter of science”. Ciò spiega il ruolo che alla misurazione è riconosciuto nella società, e giustifica le attività scientifiche e tecnologiche per incrementare il numero delle proprietà che si sanno misurare. Un consolidato filone di attività a questo proposito riguarda l’estensione del dominio delle entità misurabili: considerate per lungo tempo solo grandezze fisiche, a partire dalla metà del diciannovesimo secolo si è cominciato a studiare come rendere misurabili dapprima anche proprietà psicofisiche, come l’intensità percepita di una radiazione luminosa, e poi proprietà psicosociali, come l’intelligenza. Ciò ha generato importanti sviluppi di conoscenza, addirittura con la creazione di nuove discipline come la psicometria e l’econometria, ma, almeno in linea di principio, non ha richiesto la soluzione di alcun problema fondamentale: si è trattato di prendere il paradigma della misurabilità per grandezze fisiche e di cercare di applicarlo a proprietà non fisiche. Queste richieste di “entrare nel club della misurazione” hanno però sollecitato un’importante riflessione sulle condizioni di ammissione al club, che non erano mai state concordate e dichiarate in modo esplicito prima che ai soci fondatori arrivassero le prime ri-

na delle otto organizzazioni internazionali che costituiscono il JCGM sarà chiamata a esprimere un voto. Poiché almeno attraverso UNI e CEI, emanazioni nazionali di ISO e IEC rispettivamente, vari lettori di Tutto_Misure potranno proporre il loro punto di vista, mi pare appropriato anticipare per quanto possibile la riflessione e la discussione: i contributi sono ben accetti, soprattutto se proposti ancora in fase di costruzione. Anche allo scopo di avviare, auspicabilmente, questa riflessione e discussione, con quanto segue offro un’introduzione al tema oggetto della decisione che dovrà essere presa, cercando di rimanere, per quanto mi è possibile, neutrale rispetto alle alternative in gioco. Misurare è un processo tradizionalmente applicato a grandezze, allo scopo di acquisire e presentare informazione su di esse nella forma di valori di grandezza, dunque multipli non necessariamente interi di unità, come 0,1234 m e 1,2345 kg. Un risultato di misura, per esempio relativo alla lunghezza L di un oggetto a, La, La = 0,12345 m stabilisce una LIUC - Univ. Cattaneo (Castellanza – VA) relazione estremamente interessante, lmari@liuc.it T_M

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chieste di ammissione: cosa rispondere a chi chiedeva, supponiamo, se l’intelligenza è misurabile, e cosa fare operativamente per renderla misurabile? Ci si doveva rifare addirittura a Euclide, che negli Elementi aveva dichiarato che “una grandezza è parte di un’altra grandezza, la minore della maggiore, quando misura la maggiore” (enfasi aggiunta). Come si capisce, da questo riferimento non si ricava molto, e ciò perché Euclide è più un socio onorario che un socio fondatore del club, dato che “in the geometrical constructions employed in the Elements […] empirical proofs by means of measurement are strictly forbidden”, secondo Richard Fitzpatrick, curatore dell’edizione inglese dell’opera di Euclide. Insomma, a Euclide interessava definire il concetto matematico di grandezza, non il concetto empirico di misurazione. E in questo era stato trasparente, considerando che sempre negli Elementi aveva anche scritto per esempio che “un numero è parte di un altro numero, il minore del maggiore, quando misura il maggiore” (enfasi aggiunta). Purtroppo, nel corso dei secoli questa ambiguità si è mantenuta, sovrapponendo la misurazione come processo empiri-

NEWS

NUOVA TERMOCAMERA PER SMARTPHONE E TABLET, ANCORA PIÙ CONVENIENTE Il nuovo modella della famiglia FLIR ONE Pro Series offre ai professionisti una migliore qualità d’immagine a un prezzo più basso FLIR Systems, Inc. (NASDAQ: FLIR) ha recentemente presentato FLIR ONE® Pro LT, un nuovo accessorio di imaging termico per smartphone della FLIR ONE Pro Series, a un prezzo ancora più basso. FLIR ONE Pro LT è dotata di numerosi strumenti di livello professionale e dell’elevata qualità d’immagine termica che caratterizzano questa nota famiglia di termocamere. FLIR ONE Pro LT integra il potente sensore termico FLIR Lepton® e si avvale delle funzioni avanzate dei modelli FLIR ONE Pro. Gli strumenti principali includono il miglio-

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co e la misura come relazione matematica, nonostante la questione fosse di principio chiara. Per esempio nel 1748 Thomas Reid aveva dichiarato, senza margine per dubbi, che “mathematics contains properly the doctrine of measure; and the object of this science is commonly said to be quantity; therefore quantity ought to be defined as what may be measured ”. Il fatto che si parli qui di una “dottrina della misura”, e non della misurazione, è un ulteriore indizio del pasticcio lessicale: se la misura è un’entità matematica e la misurazione è un’entità empirica, il verbo per entrambe è “misurare”, e infatti si misura sia la superficie di figure geometriche sia la superficie di oggetti fisici, benché evidentemente le attività da compiere siano ben diverse (e purtroppo le cose stanno ancora peggio, dato che oggi si tende a usare il termine “measurement” anche per entità matematiche, come per esempio in “conjoint measurement” che, in accordo a Wikipedia, “is a general, formal theory of continuous quantity”). Insomma, ancora alle soglie del Novecento si poteva proporre in modo non controverso un’assiomatizzazione delle grandezze in quanto entità matematiche (come fece Otto Holder nel

1901), ma le condizioni di ammissione al club della misurazione rimanevano poco chiare: quale percorso tracciare per chi voglia cercare di rendere misurabile, nel senso empirico che ci interessa, una certa proprietà? quali condizioni chiedere che siano soddisfatte? A questo proposito è opportuno chiarire una questione preliminare. La misurazione non è un fenomeno naturale, che possa essere scoperto e studiato nelle sue caratteristiche, e “misurazione” non è un termine protetto da un marchio registrato. Dunque per stabilire cosa rende misurabile una proprietà non possiamo né investigare la natura né fare riferimento a un sistema giuridico. Il significato di “misur-a/are/azione” è anzi cambiato nel corso del tempo (ancora nella seconda metà dell’Ottocento si diceva “pesi e misure”, come se pesare non fosse effettivamente misurare...) ed è parzialmente diverso in contesti disciplinari diversi. Dunque dovremo mettere nel conto una qualche convenzionalità nella decisione: almeno entro certi limiti, la misurazione è ciò che concordiamo essere tale. Il punto è d’identificare delle condizioni convincenti, che possano essere spiegate e giustificate in modo semplice, chiaro ed esplicito.

ramento delle immagini MSX® brevettato da FLIR, che combina le immagini termiche con quelle visibili ad alta definizione per produrre immagini nitide, dettagliate e di facile interpretazione. Grazie alla funzionalità MSX e alla tecnologia di elaborazione della funzione video FLIR VividIR™ tutti i modelli FLIR ONE Pro offrono una migliore qualità e nitidezza dell’immagine termica. Inoltre, il connettore OneFit™, in corso di brevetto, consente agli utenti di collegare il dispositivo al proprio smartphone anche attraverso le numerose custodie più diffuse. FLIR sta inoltre rilasciando una versione aggiornata dell’app FLIR ONE, che include strumenti tra cui la misurazione di punti di temperatura multipli, aree di monitoraggio temperatura personalizzate sullo schermo, consigli utili per la risoluzione dei problemi e casi d’uso. La compatibilità smartwatch per Apple Watch e per alcuni modelli di smartwatch Android, consente di eseguire lo streaming dal vivo di immagini termiche per vedere in punti difficilmente accessibili e acquisire immagini o video con il proprio dispositivo. “Da quando FLIR ha introdotto per la prima volta la linea di termocamere per smartphone FLIR ONE nel 2014, il prodotto si è evolu-

to in una termocamera facile da usare e conveniente per soddisfare le singolari esigenze di una ampia gamma di professionisti”, ha dichiarato Frank Pennisi, Presidente Industrial Business Unit di FLIR. “FLIR ONE Pro LT rappresenta la fase successiva dell’evoluzione del prodotto, e rende accessibili a un numero maggiore di professionisti funzioni professionali come VividIR, a un prezzo ancora più accessibile”. FLIR ONE Pro LT, al prezzo di listino di € 299,00 (IVA esclusa), è disponibile in preordine in tutto il mondo per iOS, Android (USB-C) o Android (Micro-USB) sul sito www.flir.eu/flirone (Europa). Per ulteriori informazioni sul programma FLIR per sviluppatori di app: www.flir.eu/flirone/developer


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al punto di vista euclideo e lo assume come fondante per caratterizzare non solo le grandezze ma anche la misurazione: in conseguenza, una proprietà è considerata misurabile se è additiva (come la lunghezza) o se è funzione di grandezze additive (come la densità). La prima formulazione organica di que-

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Tra il 1920 e il 1950 le linee generali della soluzione al nostro problema erano state finalmente esplorate, e due posizioni radicalmente alternative erano emerse: le chiamerò per brevità posizione conservatrice e posizione riformatrice. La posizione conservatrice si richiama

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sta posizione si trova nel già citato Physics – The elements di Campbell, pubblicato nel 1920, ed è a quel testo che generalmente ci si rifà per sostenere che sono misurabili solo le grandezze a rapporti (nel riquadro è proposto qualche cenno per caratterizzare un po’ meglio la posizione conservatrice).

La posizione conservatrice, à la Campbell Secondo questa posizione, una proprietà è misurabile se è invariante per composizione additiva o se è funzione di grandezze invarianti per composizione additiva. Per esempio, la lunghezza L è misurabile perché le lunghezze La, Lb, Lc, … di oggetti a, b, c, … (in un dominio di oggetti specificato, che tra l’altro non include i gas e i liquidi) si possono comporre e la loro composizione soddisfa le proprietà della, cioè è isomorfa alla, addizione: La + Lb = Lb + La, (La + Lb ) + Lc = La + (Lb + Lc ), e così via. E la densità è misurabile perché è funzione della massa e del volume, che sono invarianti per composizione additiva. La posizione stretta assume dunque che misurabili siano le grandezze a rapporti: se La = Lb e Lc = La + Lb allora si può scrivere Lc = 2La oppure anche Lc / La=2, così che rapporti di grandezze misurabili sono numeri: è questo il punto di contatto, secondo la posizione conservatrice, tra il mondo empirico e il mondo matematico. Per tali grandezze è possibile scegliere convenzionalmente un’unità di misura: infatti se decidiamo che La è la nostra unità di lunghezza – supponiamo di chiamarla Lrif – allora si può riscrivere Lc = 2La come Lc = 2Lrif, che ha la stessa forma della relazione La = 0,12345 m da cui siamo partiti. La posizione riformatrice concorda con Campbell che la misurazione ha lo scopo di connettere il mondo empirico delle proprietà e il mondo della matematica, ma puntualizza che da tempo la matematica ha smesso di essere la scienza dei numeri, ed è diventata la scienza delle strutture astratte, di cui i numeri sono solo un (importante) caso. Dunque ciò che è importante è che attraverso la misurazione si ottengano entità appartenenti a un insieme la cui struttu-

ra rifletta la struttura delle proprietà misurate: in questo modo le conclusioni tratte a partire dall’elaborazione delle relazioni tra risultati di misura sono valide anche per le proprietà misurate. Ciò si applica alle grandezze additive (se il lx è il valore attribuito alla lunghezza Lx dell’oggetto x mediante una buona misurazione, e se lc =la +lb, allora se ne può inferire che Lc = La + Lb ), ma vale anche per esempio per le proprietà ordinali (se il px è il valore attribuito a una

certa proprietà ordinale P dell’oggetto x mediante una buona misurazione, se pa > pb, allora se ne può inferire che Pa > Pb ). Alfiere di questa posizione è Stanley Stevens, che per primo presentò una classificazione delle principali strutture rilevanti per la misurazione, chiamandole “scale di misura”, nell’articolo On the theory of scales of measurement, pubblicato nel 1946 (nel riquadro è proposto qualche cenno per caratterizzare un po’ meglio la posizione riformatrice).

La posizione riformatrice, à la Stevens Secondo questa posizione, una proprietà è misurabile se le sue istanze sono associabili a valori matematici, non necessariamente numeri, in modo che le relazioni empiriche tra istanze della proprietà corrispondano a relazioni matematiche tra i valori associati. Per esempio, la lunghezza L è misurabile, in scala a rapporti, perché le lunghezze La, Lb, Lc, … di oggetti a, b, c, … si possono associare a valori di lunghezza la, lb, lc, … in modo tale che se per esempio Lc = La + Lb allora lc = la + lb. E la durezza Mohs è misurabile, in scala ordinale, perché le durezze Da, Db, … di oggetti a, b, … si possono associare a valori di durezza da, db, … in modo tale che se per esempio Da > Db allora da > db. Una funzione che associa a una proprietà Px un valore px che in questo senso conserva le relazioni si chiama “morfismo”, e i morfismi sono dunque le entità che formalizzano la misurazione: è questo il punto di contatto, secondo la posizione riformatrice, tra il mondo empirico e il mondo matematico. Benché con differenti accenti, a proposito delle grandezze a rapporti la posizione conservatrice e quella riformatrice giungono alle stesse conclusioni. È sulle scale algebricamente più deboli, come la scala ordinale, che le differenze emergono: la posizione conservatrice esclude che una proprietà ordinale sia misurabile, mentre la posizione riformatrice fornisce delle condizioni rispettate le quali considera che la proprietà possa essere misurata. Il problema posto a proposito della possibile estensione della definizione di “misurazione” nella prossima edizione del VIM ben si colloca nella ten-

sione tra posizione conservatrice e posizione riformatrice: il club della misurazione dovrebbe essere mantenuto ristretto o lo si dovrebbe allargare? Ci

sono evidentemente buone ragioni da entrambe le parti. La riflessione potrebbe continuare, ma il parere argomentato dei lettori sarebbe prezioso. T_M ƒ 215


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NEWS

RISULTATI DI MISURA IN SOLI DUE CLICK Il software di un sistema di acquisizione dati (DAQ) è fondamentale per il successo dei nostri compiti di misura. La rapidità e la facilità di acquisizione dei risultati sono direttamente proporzionali alla performance del dispositivo. Il software di acquisizione dati EVIDAS di HBM gestisce milioni di set di dati acquisiti e produce i risultati relativi, esattamente come fa il cervello umano: un “cervello DAQ”, a nostra disposizione; quindi, perché non usarlo come strumento di supporto alle attività quotidiane? EVIDAS si basa sulla tecnologia .NET a 64 bit orientata al futuro e offre interfacce software moderne e aperte. Grazie alla sua eccellente usabilità, è in grado di rendere semplici, rapidi e piacevoli i compiti di test e misura. Per ottenere i risultati di misura, infatti, è sufficiente collegare la nostra serie di sensori intelligenti (TEDS) al dispositivo di misura e avviare immediatamente la misurazione. Il design avanzato e il costante flusso di dati costante del software EVIDAS consentono di ottenere un eccellente feedback visivo. L’innovativa configurazione dei canali e dei segnali facilita e velocizza i compiti di misura.

Il suo potente software consente di rivedere le registrazioni passate e presenti senza necessità di acquisire nuovi dati e di archiviare diversi formati di dati nello stesso job, senza dover ricorrere a routine di esportazione che richiedono lunghi tempi di esecuzione. Per ulteriori informazioni, per visualizzare il video che illustra le funzioni fondamentali del software EVIDAS e spiega come utilizzarlo e, infine, per provare gratuitamente di tutte le funzioni per durata di 30 giorni: www.hbm.com/it/6968/evidasdata-acquisition-software. EVIDAS può anche essere usato come visualizzatore, per visualizzare i dati delle registrazioni, gratuitamente e senza limiti di tempo!

HEXAGON ANNUNCIA LA NUOVA LINEA ABSOLUTE ARM Otto anni dopo il lancio del primo ROMER Absolute Arm, la divisione Manufacturing Intelligence di Hexagon presenta la sua nuova serie Absolute Arm, frutto dell’evoluzione del braccio di misura più noto al mondo, avvenuta per poter soddisfare le esigenze degli utilizzatori di oggi, offrendo in particolare una migliore usabilità e versatilità, pur senza compromettere velocità e precisione. Una caratteristica di spicco del nuovo Absolute Arm è il suo polso modulare, che permette di rimuovere completamente sia lo Scanner Laser RS5 sia l’impugnatura a pistola, agevolando così la misura negli spazi ristretti. Sono anche disponibili impugnature di svariate dimensioni per garantire la perfetta ergonomia a ogni utilizzatore. Il nuovo polso presenta anche un display che permette il controllo dei risultati di misura, cambi di profilo di misura e la calibrazione nel luogo in cui si misura, riducendo così il tempo richiesto per spostare l'attenzione da braccio a computer. “Nel corso degli ultimi otto anni, abbiamo ricevuto numerosi feedback positivi e costruttivi dai nostri clienti, che hanno influito sensibilmente sulla progettazione della nuova linea”, ha dichiarato Anthony Vianna, Product Manager per la serie Absolute Arm. “Molti clienti ci hanno detto di aver bisogno di

misurare in spazi sempre più ridotti, come le cavità o all’interno di attrezzaggi complessi, e proprio questo tipo d’informazioni dirette dell’utilizzatore ci ha portato a creare la configurazione di scansione più compatta del mercato”. “Abbiamo esaminato tutto del braccio di misura: come viene utilizzato, come si comporta nella misura di componenti diversi, come viene spostato in officina, come comunica con l’operatore, come si esegue la sua manutenzione. Questo processo ci ha portati dove siamo oggi, con un nuovo braccio di misura che offre miglioramenti da qualsiasi punto di vista: precisione, velocità, efficienza, manutenzione e versatilità”. I nuovi modelli sono disponibili anche in versione a 6 assi per le applicazioni di misura tattile. L’intera serie Absolute Arm è disponibile in sette dimensioni, con raggi di misura da 1,2 a 4,5 metri e tre livelli di precisione, dando luogo a 36 configurazioni braccio uniche: un braccio per ogni applicazione. La serie completa di Absolute Arm è ora disponibile in tutto il mondo per i nuovi ordini presso i rappresentanti Hexagon locali, con le prime unità consegnate a settembre. Per ulteriori informazioni: www.hexagonmi.com

NUOVI TRASDUTTORI DI FORZA ESTENSIMETRICI Nel campo delle misure di forza la AEP transducers presenta una nuova serie di trasduttori estensimetrici con campi normalizzati da 10 N a 5 MN e classi di precisione che variano da 00, 0,5 e 1 secondo la norma ISO 376 o ASTM E74. All’interno della gamma si distinguono trasduttori che possono misurare forze in compressione e trazione sia per applicazioni statiche che altamente dinamiche. Tutti i trasduttori sono progettati e ottimizzati con l’ausilio di programmi a elementi finiti F.E.M. di ultima generazione, per migliorarne le prestazioni metrologiche riducendo al massimo il peso permettendo un facile utilizzo durante le tarature delle macchine prova materiali. Il processo produttivo prevede la calibrazione e la compensazione di tutti i trasduttori per minimizzare gli errori dovuti alla temperatura, per renderli insensibili a forze laterali, per verificare le caratteristiche metrologiche e per rendere possibile al termine del processo produttivo una naturale selezio-

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ne nelle diverse classi di precisione. Questi sistemi di misura possono essere impiegati in diversi settori industriali quali: automazioni statiche e dinamiche, sistemi di misura su macchine prova materiali, banchi prova o di collaudo, laboratori metrologici, laboratori di prova, centri mobili di taratura, campioni di prima linea per aziende che lavorano in garanzia di Qualità secondo la ISO 9001 ecc… A richiesta tutti i trasduttori possono essere forniti di certificato ACCREDIA realizzato dal nostro Laboratorio Metrologico accreditato. Per ulteriori informazioni: www.aep.it


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Rubrica a cura di Luigi Buglione – GUFPI-ISMA

Metrologia e Contratti Parte 9 – Conversioni, Unità di Misura e Formule di Produttività METROLOGY AND CONTRACTS – PART 9: CONVERSIONS, UNITS OF MEASURES AND PRODUCTIVITY FORMULAS Ninth paper based on the new GUFPI-ISMA guidelines on the proper use of “Principles, Assumptions and Contractual Best Practices” (vol.1, 2016), it deals with convertibility among different units of measures all related to the same entity/attributes and to the risk of using generic productivity formulas, that could lead to take wrong business decisions.

RIASSUNTO Nono articolo basato sulle nuove linee guida GUFPI-ISMA sul corretto uso di “Principi, Assunzioni e Best Practice Contrattuali” (vol. 1, 2016), riguarda gli aspetti di conversione tra diverse unità di misura relative alle stesse entità/attributi misurabili e al rischio di usare generiche formule di produttività, che potrebbero portare a prendere decisioni su valori non corretti. Vediamo come uno scenario tipico in un contratto ICT e quali spunti miglioNono appuntamento con la disamina rativi potrebbero essere inseriti… dell’applicazione di buoni principi di misurazione ai contratti (ICT e non), relativo agli aspetti di corretto censi- CONVERTIBILITÀ: mento delle misure e loro utilizzo in PARTIAMO DALLE DEFINIZIONI un piano di misurazione, altro spunto DI UNA MISURA… incluso nelle nuove “linee guida contrattuali” GUFPI-ISMA [1]. Tom Demarco diceva che “non puoi Alcuni punti di attenzione: controllare ciò che non puoi misurare” – Un “backfiring” (come trattato in un ma (aggiungiamo noi) non puoi misuprecedente articolo) è pericoloso nel- rare ciò che non hai ben definito. La la misura in cui si correlano “mele & definibilità di una misura è fondamenpere” (o “apples & oranges”, per dir- tale per poter confrontare due elementi la con gli angolofoni…); analoghi: ad esempio, come verrebbe – Seguendo lo schema EAM [2], con- intesa una LOC (Line of Code) in un vertire unità di misura (M) differenti contratto di manutenzione correttiva? ma che misurano la stessa entità (E) e Linea logica o fisica? Con o senza lo stesso attributo (A) dovrebbe muo- commenti? Ciascuna definizione convere da serie storiche che permettano duce ovviamente a una diversa numedi determinare con buona precisione rabilità degli elementi tra le parti contali fattori di conversione; trattuali; ma se non ci fosse una cor– Una conversione pari (o prossima) a retta e chiara definizione fin dall’ini1 tra due misure dev’essere analizza- zio nella documentazione di un prota con attenzione: se due misure con- getto, come si potrebbero effettuare ducessero allo stesso risultato parten- stime innanzitutto condivise partendo do da due algoritmi differenti, perché dagli stessi presupposti? Nel mondo avere due misure e non solo una? fisico sembra tutto molto più semplice INTRODUZIONE

perché più quotidiano: basti pensare al peso lordo o netto di un qualsiasi oggetto. Ma passando al mondo “intangibile” dell’ICT tutto spesso viene dato per scontato, riducendo il livello di controllo, a partire dalle definizioni. Nel mondo della Qualità, il ciclo di Shewhart/Deming per il miglioramento continuativo, il c.d. PDCA (Plan-DoCheck-Act) ormai alla base di tutti le norme sui sistemi di gestione a livello ISO (es: 9001, 20000-1, 14001, ecc.), è stato raffinato da anni in ITIL (IT Infrastructure Library), la best practice inglese che ha dato origine alla serie 20000, nel libro di CSI (Continual Service Improvement) [3]. Il raffinamento del ciclo PDCA ha preso il nome di “7-step improvement process” (Fig.1) perché le quattro fasi sono state dettagliate in 7 passi. Ai quattro angoli della figura si trovano dall’alto a destra in senso orario le c.d. quattro onde del Knowledge Management (KM) sempre definite nei core books di ITIL, ovverosia: Dati (misure dirette), Informazioni (misure indirette/derivate), Conoscenza (indicatori/trend), Saggezza (aspetti decisionali/improvement) [4]. Gli aspetti relativi ai Dati partono dallo step #2, la definizione della misura e non direttamente la raccolta della stessa. Purtroppo molti Sistemi di Gestione Qualità (SGQ) definiscono invece solo una elencazione di misure con dei semplici titoli e nessun dettaglio operativo. A tal proposito, GUFPI-ISMA ha definito una Scheda Definizione Misura (SDM) che in una sola pagina risponde alla semplice regola giornalistica dei ‘5W+H’ (Who, What,

Presidente GUFPI-ISMA - Gruppo Utenti Function Point Italia Italian Software Metrics Association luigi.buglione@gufpi-isma.org

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MISURA E CONTROLLA “CON UN CLIP” ClipX è il nuovo condizionatore di segnale industriale HBM, preciso e di facile integrazione

Si chiama ClipX il nuovo condizionatore di segnale di ultima generazione proposto da HBM per effettuare misurazioni di forza, coppia, pressione e di molte altre grandezze, rendendo disponibili tutte le moderne interfacce in un unico modulo! Grazie alla classe di precisione 0,05 e a un certificato di taratura integrato, il condizionatore di segnale immune alle inter-

ferenze ClipX ha stabilito nuovi standard nell’ambito del controllo di processo industriale. ClipX si adatta a tutti i compiti di misura, indipendentemente dal fatto che venga utilizzato con applicazioni a canale singolo o multiplo, in macchinari di produzione, su banchi prova o nel monitoraggio della produzione. Grazie al principio Plug and Play, è possibile collegare contemporaneamente fino a sei dispositivi in una configurazione modulare e calcolare preventivamente i dati misurati. Ecco le principali caratteristiche dello strumento: – Classe di precisione: 0,05; – Input di misura: Estensimetri full-bridge e half-bridge, trasduttore piezoresistivo, potenziometro, Pt100, corrente e tensione; – Interfacce: PROFINET, EtherCAT®,PROFIBUS, Ethernet/IP™, analogica, I/O digitale (V/mA,) e Ethernet (TCP/IP); – IIoT (Industrial Internet of Things): Diagnosi in remoto, integrazione web e archiviazione dati sul Cloud tramite l’interfaccia OPC-UA. Per per ulteriori informazioni e per guardare il breve filmato di presentazione: www.hbm.com/it/7077/condizionatore-di-segnale-preciso-edi-facile-integrazione

NUOVO TRASDUTTORE DI FORZA ALLA RUOTA L’EVOLUZIONE IN PRESTAZIONI, PER LE PROVE SU STRADA E IN LABORATORIO Grazie all’impegno congiunto di MTS® e PCB®, la serie SWIFT® Evo si è evoluta, con miglioramento delle prestazioni termiche, supporto della tecnologia TEDS (Transducer Electronic Data Sheet) e una nuova interfaccia grafica utente. Con PCB Piezotronics ora parte della famiglia MTS, SWIFT® Evo è supportata da un team globale in grado di fornire servizio di assistenza clienti, consulenza, taratura, riparazione, trade-in e noleggio 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. I clienti trarranno vantaggio da prestazioni migliorate, funzionalità sofisticate e una durata senza pari che rendono il trasduttore un’eccellente scelta per l’utilizzo durante le prove su strada e in pista, nonché per le prove di laboratorio con i simulatori di strada accoppiati alla serie MTS 329. La nuova serie, prodotta da MTS, è un trasduttore di forza con ruota monoblocco, progettato secondo le specifiche SAE J267 e SAE J328 per anni di durata e prestazioni comprovate.

Oltre alla facilità di installazione e utilizzo, SWIFT® Evo ha migliorato diversi parametri (cross talk, linearità e isteresi) ed è disponibile in un’ampia gamma di dimensioni. Le sue applicazioni tipiche comprendono l’acquisizione dei dati di carico stradale (RDLA), la simulazione dell’usura del battistrada dei pneumatici, la caratterizzazione della dinamica delle sospensioni, i test di durata e la simulazione e modellazione avanzate. Per ulteriori informazioni: https://www.pcb.com/Wheel-Force-Transducers

ERRATA CORRIGE Nell’articolo di Fabio Rosi, dal titolo “Appunti di Metrotronica: Temperatura”, pubblicato nel n° 2 – giugno 2018 di TUTTO_MISURE”, nella didascalia del grafico di pagina 113 non è stato specificato, a causa di involontaria omissione da parte dell’Autore, che il grafico stesso, pur ottenibile anche da equazioni note, era tratto dall’articolo: “TEMPO DI STABILIZZAZIONE DEL PEZZO”, di Renato Ottone, pubblicato da Probing, n. 1, 1999, rivista edita dal CMM CLUB ITALIA e disponibile sul sito web dell’Associazione (www.cmmclub.it). L’Autore e la Redazione di TUTTO_MISURE si scusano per il disguido con gli amici dell’Associazione CMM CLUB ITALIA e con i lettori.

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ANALISI EAM: UN PUNTO DI PARTENZA PER UN PIANO DI MISURAZIONE

Figura 1 – ITIL CSI: 7-step Improvement Process [5]

Why, When, Where + How), potenziata di una seconda H (How Much), a sottolineare per l’appunto gli aspetti di misura [5]. In questo modo diventa più semplice tra le parti comprendere le definizioni di cosa sia un incidente, una linea di

codice, un Function Point o una qualsivoglia altra unità di misura e di come, nel caso, poter impostare strumenti automatici per poter censire correttamente i dati da un determinato processo nelle diverse fasi del ciclo di vita di un progetto.

Figura 2 – Scheda Definizione Misura (SDM) [5]

In diversi articoli di questa rubrica abbiamo parlato dell’analisi EAM (Entità-Attributo-Misura), una semplice classificazione per comprendere cosa si stia misurando (entità e relative caratteristiche/attributi) attraverso quale misura/e: ogni misura può “misurare” un solo attributo d’interesse. Il rischio di molti progetti è invece di basare le stime iniziali su poche misure non bilanciate almeno tra quattro delle possibili dimensioni d’interesse: Tempo, Costi, Qualità e Rischi. Come ogni dieta (nel mondo fisico), bisognerebbe “mangiare” (e monitorare) un po’ di tutto, per evitare di perdere informazioni utili. Se, ad esempio, una Linea di Codice (LOC) misura la lunghezza del ‘listato’ di un sorgente in un dato linguaggio di programmazione, scrivere più LOC non è sicuramente un indicatore di “dimensione” del software. Anzi, chi ne scrivesse di meno per produrre le stesse funzionalità sarebbe più produttivo (stessa quantità ma in meno tempo, motivo per cui sono nati i Function Point). Ma (con buona pace dei sensi) in molte organizzazioni si tendono a confondere gli obiettivi informativi di una misura semplicemente perché non se ne definiscono in modo chiaro e non ambiguo obiettivo e contenuto. Cosa misura ad esempio l’Earned Value: il progetto o il prodotto software? E un Function Point include anche la relativa complessità di una data funzionalità oppure no? E se cambiasse solo la grafica di un sito web/portale, come (e cosa) si dovrebbe misurare? Cosa misura un incident e a quale fase del ciclo di vita di un progetto dovrebbe riferirsi per un corretto dimensionamento dell’impegno e dei costi da prevedere a budget (inizialmente) e consuntivare (successivamente) nel corso della vita utile di un progetto (di servizio)? Un piano di misurazione (e non un elenco di misure… per dirla con gli Angolofoni, “a plan of measure is not a measurement plan”) bilanciato tra diverse prospettive d’interesse permetT_M ƒ 219


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terebbe di avere un quadro completo delle coperture (e delle conseguenti scoperture) tematiche nella gestione di un progetto per un eventuale irrobustimento futuro [6]. PRODUTTIVITÀ: UNA SOLA FORMULA?

Come si misura la produttività? Sembra strano, ma ponendo la domanda a bruciapelo, non tutti gli interlocutori risponderebbero immediatamente al quesito. Generalizzando, la produttività è data dal rapporto tra la quantità prodotta per il tempo impiegato. E questa potrebbe essere la definizione di una “produttività nominale”, ovverosia che specializza la quantità di un particolare “prodotto/servizio” al numeratore della formula, non espressivo però di tutti i c.d. “work product” o “deliverable” che potrebbero essere generati da un dato progetto. Al denominatore – di contro – si usa considerare tutto l’impegno (effort) a prescindere dal fatto che tali ore/giorni di lavoro siano direttamente riferibili (o meno) alla variazione delle quantità misurate con una data UoM (Unit of Measure) al numeratore. Si pensi al caso dei Function Point (FP) che rappresentano una unità di misura del prodotto software per i soli aspetti funzionali (pertanto riferibili in input ai soli FUR – Functional User Requirements e non agli altri tipi di requisito, di prodotto e/o di progetto): pertanto qualora si introducano nel progetto requisiti non-funzionali e/o relativi agli aspetti gestionali/organizzativi, aumenterebbe l’effort (la misura al denominatore) ma non il numero di unità funzionali (di prodotto), al numeratore. L’effetto algebrico sarebbe quello di determinare un valore di produttività che diminuisce pur eseguendo attività che dovrebbero generare al contrario “valore” per il progetto. Ecco il perché la si dovrebbe denominare una produttività “nominale” e non “reale”. Il motivo? Semplicemente l’effort al denominatore va separato in tre parti (A/B/C) che debbono essere relazionate al “sizing” espresso al numeratore. T_M ƒ 220

Figura 3 – Produttività Nominale e Schema ABC [7]

UNITÀ DI MISURA: UNA SOLA FORMULA O DIVERSE FORMULE?

mondo dei progetti ICT? Spesso nei contratti si semplifica eccessivamente assumendo che un dato metodo sia equivalente a un altro, con un rapporto 1:1. Domanda provocatoria: se due algoritmi portassero sempre allo stesso risultato, potrebbe allora trattarsi sempre di un solo algoritmo? E se il primo algoritmo (con meno dettagli del secondo) calcolasse SEMPRE lo stesso valore, potrebbe esserci pertanto – ragionevolmente – qualche errore di calcolo da verificare e/o elementi decisionali non riportati nell’output del metodo più “leggero”? Una stima NON equivale a un conteggio puntuale, quale che sia il campo di applicazione, e presuppone un margine di errore maggiore del conteggio, a parità di momenti di censimento delle misure. Riassumendo, ogni UoM deve avere una propria “formula” e dovrebbe pertanto calcolare lo stesso valore di un altro metodo ma dovrebbero esistere delle serie storiche per entrambi i metodi da valutare con indici di correlazione per comprenderne il grado di scostamento/similarità. Una misura NON può essere uguale a un’altra misura…

Seguendo la classificazione EAM, gli scenari che in genere si presentano sono tipicamente due: – Stessa entità (E), diversi attributi (A), diverse misure e relative UoM (M); – Stessa entità (E), stesso attributo (A), diverse misure e relative UoM (M). Relativamente al primo caso, c’è il caso già trattato in un precedente articolo di ciò che prende il nome di “backfiring”, ovverosia conversione tra UoM, ad esempio LOC vs FP [8]. Relativamente al secondo caso c’è invece il tema delle varianti di un metodo di misurazione e delle relative unità di misura: sempre rimanendo al tema dei Function Point, a fronte dei cinque metodi standard riconosciuti dall’ISO (IFPUG, COSMIC, FISMA, NESMA, Mark II) esistono decine di varianti dei metodi ufficiali che, per brevità nei contratti tendono a essere denominate sempre e solo “FP”, ma avendo ovviamente formule e algoritmi differenti. Nel mondo fisico possiamo avere diverse unità di misura (UoM) per la lunghezza o il peso (rispettivamente, chilometri e yard, chili e once e via dicendo, come indicato con i relativi PRODUTTIVITÀ rapporti di conversione nelle guide di O PDR (PROJECT DELIVERY RATE)? calcolo computistico). Perché dovrebbe essere differente nel Last but not least, un’ulteriore confu-


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Un esempio: una produttività di 0.5FP/gg-uu per un sistema sviluppato in COBOL avrebbe di contro un PDR di c.a. 2gg-uu/FP. Per un sistema a bassa produttività come quello indicato, confondere la seconda misura per la prima implicherebbe un effetto moltiplicativo 4x e suggerendo una sottostima dell’effort reale per realizzare/modificare quel dato sistema. ALCUNE CONCLUSIONI…

Spesso viene dato per assodato che una unità di misura sia ‘standard’ e che la relazione tra dimensione (quantità) e relativo impegno necessario (tempo di lavoro) sia stabile, anche al variare delle tipologie di sistemi e progetti (es: portali web, datawarehouse, sistemi IoT, …). È necessario pertanto analizzare con dettaglio tanto la definizione quanto i valori catturati dalla misurazione delle diverse UoM parte di un piano di misurazione, da bilanciare opportunamente censendo un numero limitato di misure e indicatori utili però a fornire i giusti suggerimenti per i decision maker nel progetto. Nei prossimi numeri continueremo a commentare ulteriori aspetti derivati dall’analisi delle nuove “linee guida contrattuali” GUFPI-ISMA [1] (in Fig. 4, gli argomenti trattati nel documento), cercando di evidenziare come una corretta applicazione degli aspetti di misurazione permetta a un decision-maker di disporre di dati, informazioni e conoscenze (trend) il più possibile oggettivi utili prendere decisioni consapevoli che tengano in debito conto anche dei rischi da individuare, gestire e possibilmente prevedere in un progetto.

Fig. 4 – Principi, Assunzioni e Best Practice Contrattuali (PABPC), Vol.1 [1]

“You don’t have generic problems, you have specific problems”

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sione spesso risiede nel non esplicitare nella documentazione contrattuale le formule per le misure e gli indicatori utili per la gestione di un progetto. Se la produttività (nominale) è data dal rapporto tra quantità prodotta (A) e relativo impegno lavorativo (B), calcolare il Project Delivery Rate (PDR) è esattamente l’opposto, ovverosia si relaziona l’effort (B) alla quantità prodotta (A). L’obiettivo della prima misura è quello di comprendere quanto si produce in una unità di tempo, quello della seconda (il valore reciproco della produttività) invece di comprendere quanto tempo serve per una unità di prodotto/servizio. Sono ovviamente complementari, ma producono valori che, se non correttamente compresi, condurrebbero verso stime fortemente differenti. Il problema nei progetti ICT è, ad esempio, nell’indicazione non precisa fornita nei repository ISBSG (www.isbsg.org), ripresa in diversi capitolati di gara e documenti progettuali. E molto spesso il passaparola (anche quello negativo) si riverbera più che non i controlli puntuali prima di uscire con una stima.

LA MISURA DEL SOFTWARE

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

[1] GUFPI-ISMA, Principi, Assunzioni & Best Practice Contrattuali (Vol.1), Feb 2016, URL. [2] L. Buglione, C. Ebert, Estimation, Encyclopedia of Software Engineering, Taylor & Francis Publisher, June 2012, ISBN: 978-1-4200-5977-9. [3] Axelos, ITIL v3 2011, Continual Service Improvement, 2011, URL: www.axelos.com/itil. [4] Axelos ITIL v3 2011, Service Transition, 2011, URL: www.axelos.com/itil. [5] GUFPI-ISMA, Guida Misure & Metriche: Web Environments, ISMASMC-04-TR-003, 2004. [6] L. Buglione & A. Abran, Multidimensional Project Management Tracking & Control – Related Measurement Issues, Proceedings of SMEF 2005, Software Measurement European Forum, 16-18 March 2005, Rome (Italy), pp. 205-214, URL: www.semq.eu/leng/ modtechbmp.htm. [7] L. Buglione L., “123”+ “ABC”: interpretare Devops per misurare bene (e meglio) i progetti, Il Project Manager, n.32, 2017, pp. 31-37, Franco Angeli. [8] L. Buglione, Metrologia e Contratti: Parte 6 – Misure e Convertibilità, TuttoMisure, n.1/2018, pp. 287290. [9] IEEE/ISO/PMI, SEVOCAB – Software Engineering Vocabulary, URL: www.computer.org/sevocab.

TUTTO_MISURE www.tuttomisure.it Tutto_Misure, trimestrale, diretta dal professor Alessandro Ferrero, è l’unica rivista italiana interamente dedicata alle Misure, Prove e Controlli Qualità: organo ufficiale di informazione dell'Associazione GMEE e della manifestazione “A&T”, vanta un Comitato Scientifico e Comitati di Redazione delle Rubriche comprendenti i rappresentanti dei maggiori organismi nazionali (associazioni, istituzioni, enti, ecc.)

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NEWS

LA DIAGNOSI METROLOGICA Per valutare le prestazioni della propria organizzazione metrologica e la conformità delle proprie pratiche, riducendo i costi connessi alla sorveglianza del parco strumenti, e per prepararsi per un’ispezione o una certificazione qualità, Deltamu Italia propone una diagnosi in loco per accompagnare nella definizione di un piano di azioni personalizzato. Lo scopo è quello di: verificare il rispetto delle esigenze normative, indispensabile per superare le visite ispettive; porre in evidenza i margini di ottimizzazione nella gestione del parco, per ridurre i costi della funzione metrologia; analizzare come gestire il rischio industriale conseguente a una misura errata; rilevare le anomalie per essere pronti a intervenire; fare il punto sulla conoscenza e l’impiego delle norme e delle buone pratiche in vigore. Deltamu Italia offre elevata competenza del Gruppo (riconosciuta nel settore industriale, dai laboratori e dai comitati normativi), anticipazioni sulle nuove norme e procedure o sulla loro evoluzione (in virtù della partecipazione attiva in seno ai comitati normativi e ai gruppi di lavoro) e un team di esperti in grado di proporre azioni oculate e fornire consulenza per la loro immediata implementazione. E mira a raggiungere i seguenti risultati: garantire una metrologia conforme ed efficiente – ridurre i costi – gestire i rischi. Deltamu Italia ha concepito un sistema di riferimento in materia di diagnostica, basato su oltre 50 punti, che riprende i requisiti delle norme

ISO 9001, IATF 16949, ISO 10012, FD X 07-007, FD X 07-014, …. – Analisi dello stato dei luoghi e valutazione in azienda dell’insieme dei processi della funzione metrologia: Gestione e sorveglianza – Definizione e messa in servizio di un nuovo sistema di misura – Metrologia di riferimento e operativa in produzione – R&D e prove – Gestione delle risorse – Ottimizzazione e miglioramento continui; – Identificazione dei margini di miglioramento: Proposta di azioni correttive – Razionalizzazione della gestione del parco grazie all’impiego di strumenti innovativi (norme recenti, benchmarking, ecc.) – Strategie di messa in servizio e sorveglianza – Qualificazione dei dispositivi (scelta degli MPE, valutazioni del giusto necessario); – Fornitura di un rapporto previsionale con i dettagli delle azioni da intraprendere a breve e medio termine e loro impatto economico (riduzione dei costi); – Consulenza di esperti durante tutta l’implementazione delle azioni previste e disponibilità a fornire risposte rapide e personalizzate. Per ulteriori informazioni: www.deltamu.com/it

CONTROLLO INTELLIGENTE DEI PROCESSI PER PEZZI DI GRANDI DIMENSIONI Dal 9 al 13 ottobre 2018, presso lo stand C46 del Padiglione 9 di BI-MU Milano, Renishaw presenterà tutta la propria gamma di soluzioni innovative. Ampio risalto verrà dato ai sistemi per il controllo di processo Equator che, grazie all'elevata accuratezza dei dati d’ispezione dimensionale raccolti direttamente in officina, hanno aiutato i clienti di tutto il mondo a migliorare la resa e la capacità delle loro linee produttive. Il sistema Equator 500, presentato per la prima volta in Italia proprio in occasione di BI-MU, permette di ispezionare pezzi più grandi grazie al volume operativo di 500 mm di diametro e fino a 400 mm di altezza. Entrambe le versioni di Equator permettono misure accurate anche in presenza di variazioni di temperatura, nel range compreso fra 5 e 50 ºC, e possono raggiungere velocità di scansione superiori a 200 mm/s. Ogni sistema è compatibile con l'intuitivo software Organizer, con il software per l’automazione EZ-IO e con il programma IPC (Intelligent Process Control) per l'aggiornamento dei correttori utensili delle macchine CNC. Alcune principali vantaggi offerti all’utente dal nuovo strumento: – Possibilità di misurare grandi volumi (Equator 500 ha un volume d’ispezione di 500 mm di diametro sul piano X/Y e 250 mm su Z se utiliz-

zato con il modulo di scansione SM25-2. Tali dimensioni possono essere ampliate ulteriormente, fino a 400 mm su Z, utilizzando il modulo di scansione SM25-3); – Ispezioni ad alta velocità di dimensioni, posizioni e geometrie (non occorre più aspettare che i pezzi si stabilizzino termicamente per essere misurati, come invece si è costretti a fare quando si misurano i pezzi all’interno della sala metrologica); – Accuratezza garantita, anche con variazioni termiche superiori a 45 °C (la rimasterizzazione permette di ottenere una misurazione accurata già dal primo pezzo e continuare senza problemi anche se le condizioni ambientali cambiano); – Aggiornamento automatico dei correttori utensili direttamente dai sistemi Equator 300 e 500; – Controllo dei processi configurato per specifiche operazioni produttive; – Minor bisogno di competenze specifiche; – Disponibile con il nuovo sistema di caricamento automatico dei pezzi. Per ulteriori informazioni: www.renishaw.it/equator500

LA RIVOLUZIONE DEI SISTEMI DI VISIONE SCALABILI IVIS™ di VEA: un unico sistema scalabile e modulare Dal sensore di visione fino ai più complessi sistemi di visione in un unico sistema scalabile e modulare, un solo potente tool di configurazione, un’espandibilità facile e modulare, progettato da un integratore di visione con esperienza di 25 anni, per ridurre i costi e il tempo di chi installa i sistemi di visione. Un unico sistema di visione per tutte le problematiche, a partire dal costo di un sensore di visione. VEA ha ideato un sistema di visione con un’unità base di soli 12 x 12 x 4 cm, a cui può essere collegato qualunque tipo di telecamera, dai modelli micro, piccole come un sensore M12, fino a telecamere da 10 Mpixel, per un massimo di 32 apparecchiature. Le novità non si fermano qui, il sistema integra un pannello operatore HMI e un PLC da 1 ms di scansione, opportunamente progettato per la visione artificiale, a cui si collegano fino a 64 moduli da 8 I/O, per un totale di 512 ingressi e 512 uscite. Così è possibile interfacciarsi con un impianto senza utilizzare altri dispositivi esterni, con notevole risparmio di componenti e di cablaggio. Anche se la fascia di prezzo è quella di una smartcamera, IVIS è un vero e proprio sistema di visione, per cui la programmazione e l’iterazione con

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l’operatore avviene tramite un normale monitor PC. Rimane comunque possibile la programmazione tramite PC portatile. IVIS viene fornito con tastiera e mouse wireless, wifi e porta TCP-IP. L’architettura scalare permette di realizzare dalle cose più semplici fino agli impianti di visione più complessi, utilizzando lo stesso linguaggio di programmazione. L’elevata velocità di 500 acquisizioni al secondo, permette di fare controlli continui senza fotocellule, rendendolo ideale per i sistemi di selezione. IVIS esegue GUIDA ROBOT fino a 4 robot contemporaneamente, CONTROLLO QUALITÀ, MISURA, ANALISI DELLE SUPERFICI, lettura DATAMATRIX. Per ulteriori informazioni: www.vea.it


METROLOGIA LEGALE E FORENSE

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Rubrica a cura dell’Avv. Veronica Scotti (www.avvocatoscotti.com)

La rimozione del contatore acqua Doccia fredda per il gestore!

LEGAL AND FORENSIC METROLOGY This section intends to discuss the great changes on Legal Metrology after the application of the D.Lgs. 22/2007, the socalled MID directive. In particular, it provides information, tips and warnings to all “metric users” in need of organizations that can certify their metric instruments according to the Directive. This section is also devoted to enlighting aspects of ethical codes during forensic activities where measurements are involved. Please send all your inquiries to Ms. Scotti or to the Editor! RIASSUNTO Questa rubrica intende discutere i significativi cambiamenti in tema di Metrologia Legale a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. 22/2007, altrimenti detto Direttiva MID. In particolare, vuole fornire utili informazioni, consigli e ammonimenti a tutti gli “utenti Metrici” che si rivolgono per reperire informazioni su Enti e organizzazioni notificate per la certificazione del loro prodotto/strumento secondo la Direttiva. La rubrica tratta anche di aspetti etici correlati allo svolgimento di misurazioni legate ad attività in ambito forense (CTU, CTP). Scrivete all’Avv. Scotti o al Direttore, e verrete accontentati! Scrivo questo commento nella calda estate, quando una doccia fredda rappresenta il desiderio più ricorrente anche se, per ragioni editoriali, vi ritroverete a leggermi a settembre inoltrato, quando l’afa sarà un ricordo (presumibilmente, con un indice di affidabilità della previsione prossimo al 90%). Vi sottopongo un caso che mi ha lasciato alquanto perplessa per le modalità di gestione della vicenda, che assomigliano, a mio modesto parere, più a un paradosso che a una corretta organizzazione delle attività. Si tratta di un’ipotesi di utente moroso che, non avendo provveduto al pagamento delle fatture per il servizio idrico, si trova improvvisamente privato (di diritto, ma non di fatto) dell’acqua per l’utenza domestica. Il povero malcapitato (ma anche sprovveduto) ha dimenticato di comunicare al gestore del servizio idrico il nuovo indirizzo presso il quale recapitare le fatture per una sua utenza (di immobile non adibito a uso prima casa) e, a seguito di un sopralluogo nella casa, riscontra la mancanza dell’acqua. Verifica il pozzetto nel quale è

te l’utente che, sebbene ingenuo, si avvede della problematica sottesa alla situazione, da buon custode dello strumento di misura provvede a sporgere denuncia-querela contro ignoti per la sottrazione del contatore: infatti, considerato il compito attribuito all’utente di garantire l’integrità del contatore da eventuali manomissioni o rotture varie, non risulta a fortiori più grave la sua totale asportazione? Naturalmente il nostro utente procede anche a inoltrare la richiesta e i documenti al gestore il quale, percependosi con soddisfazione rispettoso della regolamentazione sulla privacy, si rende subito disponibile a fornire le debite informazioni telefoniche che lasciano attonito l’utente: candidamente il gestore ammette di avere rimosso il contatore per sospendere la fornitura, in ragione della morosità del cliente, ma che si tratta, tuttavia, di una prassi ormai desueta in quanto attualmente per la sospensione si provvede ad apporre i sigilli al contatore (!!!). La vicenda si risolve celermente poiché l’utente provvede a immediato pagamento e il gestore procede al ripristino del misuratore (auspico, in realtà, installazione del nuovo contatore e non riposizionamento del vecchio…). Le censure a cui si presta il comportamento del gestore sono molteplici e denotano una certa superficialità. In primo luogo, la sospensione della fornitura mediante l’asportazione del contatore non consente al gestore di verificare se l’utente (che resta di fatto nella disponibilità del servizio, dato che comunque, come detto sopra, l’acqua continua ad alimentare la conduttura) sottragga acqua o meno; certamente ciò è reso difficoltoso in mancanza di

ubicato il contatore dell’acqua e, sorpresa, il contatore è sparito ma (altra sorpresa) dalla conduttura su cui il misuratore era installato è possibile fare scorrere ugualmente l’acqua senza che sia tuttavia misurato alcun quantitativo, in mancanza appunto dello strumento a tale scopo destinato. L’utente provvede immediatamente a contattare telefonicamente il gestore che, in ragione delle supreme esigenze di tutela della privacy (oggi rigidamente disciplinata da un regolamento comunitario, che si aggiunge alla disciplina nazionale del TU privacy tuttora vigente per il periodo transitorio), preclude qualsiasi informazione in assenza della preventiva richiesta formale da parte dell’utente unitamente alla trasmissione dei relativi documenti d’identità (con buona pace della normativa sulla privacy, che impone a carico del titolare del trattamento dei dati la preventiva o contestuale informativa sul trattamento dei dati personali al fine di rendere edotto l’interessato circa le tipo- Avvocato – Foro di Milano logie di trattamento e le finalità per cui Professore a contratto al Politecnico di Milano tali dati sono trattati!!!). Contestualmen- veronica.scotti@gmail.com T_M

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una stabile conduttura, ma l’utente potrebbe comunque approvvigionarsi mediante supporti mobili senza che il gestore possa avvedersene, contrariamente a quanto accade in caso di rottura dei sigilli apposti al contatore ai fini della sospensione del servizio. Pertanto, come potrebbe il gestore, senza un apposito accertamento (che implica un controllo più complesso), affermare che l’utente si è reso responsabile del furto di acqua aggravato dalla rottura dei sigilli apposti??? Peraltro, a prescindere da eventuali fattispecie di reato, che comunque se verificatesi inciderebbero sul bilancio del gestore (l’approvvigionamento non autorizzato e non remunerato determina ovviamente un danno economico per il gestore), non si può non evidenziare come siano state del tutto disattese le norme di corretta gestione dello strumento di misura come stabilite dalle decisioni ARERA al riguardo disposte, nonché dalla normativa metrologica in generale applicabile. In primis, la rimozione del contatore deve avvenire alla contestuale presenza dell’utente, che il gestore deve provvedere, quanto meno, ad avvisare e devono essere documentate su apposito verbale sia le operazioni svolte sia il risultato di misura riportato dal contatore, con conseguente espressa autorizzazione alla rimozione. Tale modalità assicura al gestore la possibilità di fatturare eventuali conguagli dovuti dall’utente, sulla scorta della misura riscontrata sul contatore, senza eccezioni di sorta (salvo eventuali specifiche anomalie del caso). Diversamente, ovvero nell’ipotesi in cui l’utente non sia stato preventivamente avvisato della rimozione del contatore (lasciando alla sua discrezione se partecipare alle operazioni o meno), con evidente violazione del contraddittorio, il gestore si trova nella impossibilità (più che altro giuridica) di affermare la veridicità del dato rilevato dal contatore, con conseguente onere della prova a suo carico in sede processuale, atteso che per l’utente sarà sufficiente dichiarare che la somma pretesa dal gestore non è dovuta poiché non vi sono specifiche e inequivocabili prove sul punto. Infatti, secondo giurisprudenza consolidata, “è il gestore T_M ƒ 224

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METROLOGIA LEGALE E FORENSE

stesso che deve documentare l’effettivo traffico relativo all’utenza di cui si tratta, per provare la corrispondenza tra il dato fornito dal contatore e il dato trascritto in fattura. In difetto, l’utente ben può esercitare il proprio diritto di contestazione e controllo, mentre il gestore è tenuto a dimostrare il corretto funzionamento del contatore” (Cfr. Cass. Civ. 23699/2016). Tuttavia, nel caso di specie, il gestore non sarà in grado di fornire questa specifica prova, proprio perché mancante il contatore e, indi, addio al conguaglio… Inoltre, se la rimozione è assoggettata a tali regole, anche l’installazione (sia in origine sia, a maggior ragione, sostitutiva di precedente strumento installato) non diverge, in quanto permane lo scopo di tutelare l’utente (ma anche lo stesso gestore come visto sopra) cui dev’essere consentito di verificare la corretta posa dello strumento nonché il fatto che lo stesso risulti completamente azzerato. Pertanto l’installazione del contatore dev’essere effettuata alla presenza dell’utente (o comunque dev’essergli data la possibilità di partecipare, esattamente come nel caso della rimozione) e devono essere verbalizzate le operazioni effettuate. A questa disciplina, già da tempo vigente, si aggiunge, oggi, quanto previsto dal DM 93/2017, che prescrive un’apposita comunicazione alla CCIAA competente della messa in servizio di nuovo contatore e specifica annotazione sul libretto metrologico, conservato a cura del titolare dello strumento (nel caso di specie il gestore del servizio idrico) che deve necessariamente riportare almeno le seguenti informazioni: nome, indirizzo del titolare dello strumento, eventuale partita IVA; indirizzo presso cui lo strumento è in servizio, ove diverso dal precedente; codice identificativo del punto di prelievo o di riconsegna, a seconda dei casi e qualora previsto; tipo dello strumento; marca e modello; numero di serie; anno di fabbricazione per gli strumenti muniti di bolli di verificazione prima nazionale; anno della marcatura CEE o della marcatura CE e della marcatura supplementare M, per gli strumenti conformi alla normativa europea; data di messa in servizio;

nome dell’organismo, del riparatore e del verificatore intervenuto; data e descrizione delle riparazioni; data della verificazione periodica e data di scadenza; specifica di strumento utilizzato come “strumento temporaneo”; controlli casuali, esito e data. Analogamente a quanto avviene nel caso della rimozione, qualora il gestore, alla luce della lettura del contatore installato in assenza dell’utente, trasmetta una richiesta di pagamento esorbitante (secondo i canoni dell’utente) seppur basata sulla rilevazione dei consumi effettuata dallo strumento, per l’utente sarà sufficiente contestare la pretesa mentre spetterà al gestore dimostrare la correttezza dei dati e la fondatezza della propria domanda. Tuttavia, proprio in considerazione degli specifici obblighi oggi gravanti sui titolari degli strumenti, come stabiliti da normativa MID e relativi attuativi, il gestore risulterebbe agevolato quanto alla prova del corretto funzionamento, sia dimostrando il corretto adempimento alle procedure prescritte, mediante prova documentale, sia ricorrendo alle verifiche in contraddittorio che, in ragione della loro imparzialità, dovrebbero garantire il risultato perseguito. Sebbene sia indiscutibile che la proprietà del contatore appartenga al gestore, come stabilito ex lege, e che quindi questi sia autorizzato a effettuare operazioni sul medesimo, inclusa la sostituzione e la rimozione (NdA: Con riferimento alle sospensioni delle forniture idriche va evidenziato che il DPCM 29/08/2016 - Contenimento morosità nel servizio idrico integrato – ha stabilito nuove regole in particolare individuando le forniture non disalimentabili garantendo un quantitativo minimo di acqua giornaliero (50 litri/giorno) a utenti domestici in situazione di disagio economico, oltre ad altri soggetti), fermi restando ovviamente i limiti di legge insuperabili (quale, ad esempio, il divieto di accedere nella proprietà privata degli utenti senza loro preventivo assenso), una gestione disinvolta dello strumento di misura può determinare la perdita di corrispettivi dovuti dagli utenti (morosi e non) nonché, in alcuni casi, anche l’obbligo di risarcimento danni, qualora patiti dall’utente.


SPAZIO ASSOCIAZIONI UNIVERSITARIE MISURISTI

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Rubrica a cura di Alessandro Ferrero, Pasquale Daponte e Nicola Paone

Dalle Associazioni Universitarie di Misuristi Notizie da GMEE e GMMT

THE ITALIAN UNIVERSITY ASSOCIATIONS FOR MEASUREMENT This section groups all the significant information from the main University Associations in Measurement Science and Technology. RIASSUNTO Questa rubrica riassume i contributi e le notizie che provengono dalle maggiori Associazioni Universitarie che si occupano di Scienza e Tecnologia delle Misure. SI TERRÀ A PADOVA IL SECONDO FORUM NAZIONALE DELLE MISURE

Il Secondo Forum Nazionale delle Misure quest’anno si terrà a Padova, dal 17 al 19 settembre 2018. Il Forum Nazionale delle Misure nasce dalla sempre più stretta collaborazione dei due gruppi universitari italiani che si occupano di misure: il GMEE, per le Misure Elettriche ed Elettroniche, e il GMMT per le Misure Meccaniche e Termiche. È sempre stata tradizione dei due gruppi tenere un proprio Congresso Annuale, in cui discutere le ricerche condotte dalle diverse sedi, e trovare, in tale ambito, occasione di coordinamento e stimoli per attività congiunte. Negli ultimi anni i due gruppi hanno rafforzato i legami che già li univano, tenendo i propri Congressi Annuali nella stessa sede e nelle stesse giornate, in modo da poter organizzare sessioni comuni e tavole rotonde su temi di comune interesse. Questi eventi congiunti hanno avuto un grande consenso, tanto da spingere i due gruppi a fondere, dallo scorso anno, i propri Congressi Annuali (quest’anno si celebra il XXXV Congresso del GMEE e il XXVI Congresso del GMMT) in un unico evento, in cui, alle sessioni specialistiche di ciascun gruppo, si affiancassero sempre più sessioni comuni. Quest’anno, l’organizzazione del Forum Nazionale è stata affidata alla sede di Padova, che rappresenta un’im-

luppa tra le antiche mura della sede universitaria del Palazzo del Bo e lungo i viali del primo Orto Botanico universitario d’Europa. Sarà proprio a Palazzo del Bo che, il 17 settembre, si apriranno i lavori del Forum, lavori che, nei giorni successivi, proseguiranno al Polo Vallisneri, sede moderna dell’Università di Padova.

portante sede storica per entrambi i Il programma gruppi. Il programma si articolerà, come è ormai consolidata tradizione, in una La sede serie di sessioni orali e sessioni poLa sede scelta per il Forum coniuga, ster, in cui i ricercatori delle diverse come sempre avvenuto nel passato, le sedi avranno modo di presentare i più esigenze culturali specifiche delle recenti risultati delle proprie ricerche. Misure, con quelle di un più ampio Tre di queste sessioni saranno conarricchimento dei partecipanti e degli giunte tra GMEE e GMMT, per dare accompagnatori. modo ai ricercatori dei due gruppi Padova costituisce un viaggio tra pas- d’interagire in modo sempre più sinersato e presente, tra la storia millena- gico e d’integrare le proprie ricerche. ria, le tradizioni e l’arte. Una città ric- Come tradizione, saranno presenti, ca di bellezze, come il restaurato come espositori, alcuni tra i più imporPalazzo della Ragione e la Loggia dei tanti produttori di strumentazione di Carraresi; la Cappella degli Scrove- misura, che avranno a disposizione gni con il prezioso ciclo degli affre- un’intera sessione del Forum per inteschi del Giotto; le sculture del Dona- ragire con i ricercatori e promuovere, tello o le più moderne linee del monu- in tal modo, un costruttivo confronto mento di Libeskind. tra chi sviluppa innovazione e chi la È un percorso tra la magnificenza de- trasforma in prodotto industriale. gli antichi palazzi, nella spiritualità che si respira nelle sue Chiese – tra tutte le Basiliche di S. Antonio, di S. Giustina, il Duomo – tra il quotidiano brulicare dei mercati cittadini di Piazza delle Erbe e Piazza della Frutta, tra l’imponenza di Prato della Valle e sotto i millenari portici. Padova è anche la città della scienza che si svi- alessandro.ferrero@polimi.it T_M

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SPAZIO ASSOCIAZIONI UNIVERSITARIE MISURISTI

Non mancheranno, anche qui come da ormai consolidata tradizione, i momenti conviviali, con l’apericena di benvenuto al Caffè Pedrocchi il 17 e la cena di gala al ristorante Tavern di Monselice. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito del Forum: www.gmee.org/forum2018/ index.php. IL PROF. LORENZO PERETTO PRENDE SERVIZIO COME PROFESSORE ORDINARIO A BOLOGNA

Lo scorso 16 luglio, il prof. Lorenzo Peretto ha preso servizio come Professore Ordinario di Misure Elettriche ed Elettroniche presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Energia Elettrica e dell’Informazione di Bologna. Lorenzo Peretto ha da sempre avuto rapporti di collaborazione col mondo sia delle aziende elettriche che delle aziende operanti nel settore delle misure applicate a sistemi e impianti elettrici, progettando sistemi di monitoraggio distribuito e di diagnostica, fornendo consulenza su procedure e metodi di misura e sulla valutazione delle incertezze di misure. Ha inoltre fornito supporto ad aziende per la progettazione e taratura di strumenti e trasformatori di misura (LPIT) di media

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e alta tensione, nella progettazione e realizzazione di sistemi di taratura accreditati. È senior member dell’IEEE e member della IEEE Instrumentation and Measurement Society. È chairman dell’IEEE Applied Measurements for Power System Workshop. È stato il fondatore dell’IEEE TC39 Measurements in Power Systems della Instrumentation and Measurement Society. Negli ultimi anni sta conducendo una intensa attività nel campo della normazione, in ambito sia IEC sia IEEE, su strumenti di misura di grandezze elettriche e sui trasformatori di misura per Smart Grid. È infatti chairman

del TC38/WG45 “Standard Mathematical Models for Instrument Transformers” e soprattutto del TC38/WG53 “Uncertainty evaluation in the calibration of Instrument Transformers”, dove sta coordinando il lavoro di scrittura della relativa Norma (prossima IEC 61869-105). È attualmente coordinatore presso l’Università di Bologna di tre progetti di ricerca europei: – H2020 ADMS SmartGrid Active Distribution Management System to accommodate Renewable Energy Sources and Low Carbon Emissions; – H2020 SOGNO Service Oriented Grid for the Network of the Future; – Euramet-Empir Future Grid II Metrology for the next-generation digital substation instrumentation. È autore e coautore di più di 220 lavori scientifici, di 24 brevetti e coautore di tre libri. A Lorenzo Peretto vanno le congratulazioni della Redazione di Tut to_Misure.


SMART METROLOGY

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Rubrica a cura di Annarita Lazzari

Capacità e bilanciamento dei rischi Soluzioni diverse e più pertinenti nell’era dei big data

THE PAGE OF SMART METROLOGY Deltamu Italia is one of the leading permanent partners of the Journal, it brings together a group of experts in metrology that share an innovative vision of the profession, so that it is a carrier of added value in companies and in laboratories. Smart Metrology by Deltamu is a metrology that can adapt to all types of industrial facilities, from SMEs to international groups, an opportunity to gradually move from the Metrology of measurement equipment to the Metrology of processes. RIASSUNTO Deltamu Italia è un collaboratore stabile della Rivista, riunisce un insieme di esperti in Metrologia che condividono una visione innovatrice della professione, affinché sia portatrice di valore aggiunto in azienda e nei laboratori. La Smart Metrology di Deltamu è una metrologia in grado di adattarsi a tutti i tipi di strutture industriali, dalla PMI ai gruppi internazionali, un’opportunità per passare gradualmente dalla Metrologia degli strumenti alla Metrologia dei processi. CAPACITÀ E BILANCIAMENTO DEI RISCHI Nel continuare ad analizzare il nuovo scenario dei “Big Data”, che va dalla raccolta di dati agli algoritmi dell’intelligenza artificiale, e nella ormai chiara considerazione che la veridicità dei dati è una proprietà indispensabile e certamente necessaria, continuiamo nel nostro viaggio che mira a sottolineare il fondamentale ruolo svolto dalla metrologia in ambito aziendale. Il Metrologo Smart, dev’essere il garante della produzione di dati affidabili ogni giorno nella sua azienda. Dopo aver affrontato in due precedenti articoli il tema dell’utilità del Monitoraggio e del significato da assegnare ai famosi MPE, terminiamo la nostra analisi indicando l’ultimo dei tre principali aspetti a cui abbiamo fatto riferimento. Come vedremo, anche quest’ultimo è, come gli altri, spesso affrontato e ritenuto essenziale dalla Metrologia tradizionale, ma

anche per esso la Smart Metrology, è in grado di offrire soluzioni diverse e più appropriate.

cendo il concetto di “capacità del processo di misura” (o “capacità”). In questo contesto, l’obiettivo è chiaro: gli errori di misura devono essere trascurabili rispetto alla dispersione del processo che si cerca di misurare. Questa proprietà degli errori di misura può quindi essere riassunta come rapporto tra l’incertezza di misura u e la dispersione s del processo: (1)

In altre parole, se la dispersione del processo viene adattata alla tolleranza richiesta, l’incertezza tipo del processo che misura i campioni prelevati deve rimanere inferiore al 10% rispetto alla tolleranza richiesta. Il valore che dovrebbe essere scelto per C risulta tuttavia problematico, perché il vero problema di fondo è il rischio d’ingannarsi (Rischio Cliente o Rischio Fornitore) e la Norma ISO Guide 98-4 [5] spiega che questo semplice coefficiente non è in realtà sufficiente a risolvere questo problema: ancora una volta, una cifra “d’oro” universale per C avrebbe ben regolato il lavoro di molti metrologi. Ma nella realtà una cifra di tal genere non potrà mai esistere nella misura in cui dipende dalla: – condivisione dei Rischi Cliente e Fornitore tra le parti interessate; – proprietà dei processi di realizzare delle entità. Il Metrologo Smart risolve questo problema tentando di bilanciare i rischi, in quanto entrambi nella realtà sono subiti da parte del cliente.

La “capacità” Nel contesto dell’SPC (Statistical Process Control), la questione della capacità di un processo produttivo per realizzare entità conformi alle tolleranze richieste viene analizzato attraverso la statistica. Si tratta di affrontare il problema della produzione “di serie” per il quale la misura di tutte le entità prodotte sarebbe impossibile (o troppo costosa). L’SPC si basa sul controllo della media e della dispersione della produzione per garantire la capacità di produrre entità conformi con un tasso di non conforme accettato tramite obiettivi contrattuali sugli indicatori calcolati. L’SPC viene pertanto affrontato insieme ai due aspetti degli effetti di campionamento e delle incertezze di miDirettore tecnico-commerciale – Deltamu sura. Per queste ultime, si prevede di garan- Italia srl tire l’affidabilità delle misure introdu- alazzari@deltamu.com T_M

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Avevamo già sottolineato all’inizio di questo ciclo di appuntamenti l’impossibilità di assicurare che i rischi siano uguali per tutti (il fornitore e il cliente), indicando come nel mondo industriale, una decisione errata da parte del fornitore sia nella realtà subita anche da parte del cliente e come di conseguenza le decisioni sbagliate come “Rischio Fornitore” in ultima analisi sono ancora, direttamente o indirettamente, a carico del cliente. La ISO Guide 98-4 [5] ha sviluppato il concetto di “bande di guardia”, vale a dire una strategia di “revisione” della tolleranza espressa e spiega che i rischi, Cliente e Fornitore, non sono generati solo dalle incertezze di misura, ma che si può parlare di rischio Cliente solo a fronte di entità non conformi. Di conseguenza non basta conoscere le incertezze, ma è necessario conoscere anche le proprietà delle entità che vengono misurate. Un’opzione indagata (cfr. [18]) include il fatto che, dal momento che entrambi i rischi sono a scapito del cliente, le bande di guardia dovrebbero essere controllate da un’ottimizzazione della somma ponderata dei rischi. Così definiti, i limiti decisionali (nuova tolleranza dopo l’applicazione di bande di guardia) vengono scelti in modo razionale e documentato, con piena cognizione di causa. Ancora una volta, la Smart Metrology è caratterizzata dalla costante ricerca di una padronanza effettiva delle decisioni. In conclusione Al termine dell’analisi sviluppata nell’arco dei tre appuntamenti che sono stati presentati in successione, siamo finalmente in grado di percepire chiaramente quale fondamentale ruolo venga ad assumere la Metrologia all’interno della azienda. La nuova era fornisce la rara opportunità di poter finalmente correttamente riconoscere la missione propria del metrologo all’interno della propria azienda, affinché forte delle conoscenze tecniche e scientifiche acquisite, si posizioni come uno dei principali attori della T_M ƒ 228

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SMART METROLOGY

nascente rivoluzione delle pratiche industriali. La Smart Metrology, incentrata sulla valutazione dei rischi e sul loro bilanciamento verso il “solo necessario”, non si preoccupa pertanto solo di questioni inerenti l’MPE e la periodicità, ma diventa l’elemento essenziale per poter garantire la produzione di dati affidabili ogni giorno all’interno della azienda. Lavorando nella direzione di conservazione delle risorse necessarie, il Metrologo Smart dovrà dunque necessariamente lavorare nella direzione del “solo necessario” e lo strumento di questo indispensabile miglioramento deve diventare la gestione del rischio. L’evoluzione delle pratiche industriali impone che la Metrologia si rinnovi, che diventi Smart come il futuro stesso lo sta diventando. RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

1. ISO 14253-1: Geometrical product specifications (GPS) -- Inspection by measurement of workpieces and measuring equipment -- Part 1: Decision rules for proving conformity or nonconformity with specifications. 2. ISO/CEI GUIDE 99 : International vocabulary of metrology -- Basic and general concepts and associated terms (VIM). 3. JCGM-WG1 – Working Group N° 1 of Joint Committee for Guides in Metrology (www.iso.org/sites/ JCGM/JCGM-introduction.htm). 4. JCGM 106:2012 – “Evaluation of measurement data – The role of measurement uncertainty in conformity assessment”. 5. ISO/CEI GUIDE 98-4 Uncertainty of measurement -- Part 4: Role of measurement uncertainty in conformity assessment. 6. J.-M. POU, Bayes, ou une façon si enthousiasmante de (re)considérer les mesures…, (www.smart-metrology.com/ blog/2015/05/bayes-ou-unefacon-si-enthousiasmante-dereconsiderer-les-mesures). 7. Surveillance des processus de me-

sure: © Collège Français de Métrologie, www.cfmetrologie.com. 8. AFNOR BiVi: Métrologie. • MTL-I-10-81 Les comparaisons interinstruments: principes et mise en œuvre, J.-M. Pou; • MTL-I-10-82 Comparaisons interinstruments: exemples industriels, P. Barbier, J.-M. Pou. 9. FD X07-014: Métrologie – Optimisation des intervalles de confirmation métrologique des équipements de mesure. 10. RP-: Establishment and Adjustment of Calibration Intervals, NCSL International. 11. ILAC-G24 / OIML D 10: Guidelines for the determination of calibration intervals of measuring instruments. 12. Application du nouveau concept d’étalonnage du VIM 3: © Collège Français de Métrologie, www.cfmetrologie.com. 13. ISO/CEI GUIDE 98-3: Uncertainty of measurement -- Part 3: Guide to the expression of uncertainty in measurement (GUM:1995). 14. ISO/CEI GUIDE 98-3/S1: Uncertainty of measurement Part 3: Guide to the expression of uncertainty in measurement (GUM:1995) Supplement 1: Propagation of distributions using a Monte Carlo method. 15. NF ISO 5725-2: Accuracy (trueness and precision) of measurement methods and results -- Part 2: Basic method for the determination of repeatability and reproducibility of a standard measurement method. 16. FDX 07-023: “Métrologie – Évaluation de l’incertitude de mesure par la méthode Monte Carlo – Principes et mise en oeuvre du supplément 1 au GUM”, May 2012. 17. ISO 14978: Geometrical product specifications (GPS) – General concepts and requirements for GPS measuring equipment. 18. L. LEBLOND, J.-M. POU, Control of customer and supplier risks by the guardband method, (International Journal of Metrology and Quality Engineering, Vol. 6, N° 2, 205, 2015). 19. Measurement systems analysis (MSA): AIAG (Automotive Industry Action Group).


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Rubrica a cura di Michele Lanna

I requisiti metrologici nelle aziende aerospaziali Gli standard è un’esperienza applicativa METROLOGY FOR EVERYONE In this permanent section of the Journal our colleague and friend Michele Lanna, leading expert in metrology, calibration, accreditation of companies, will discuss topics of interest for the majority of industrial measurement users, in simple and immediate terms, with reference to the most recent Norms. Write to Michele to comment his articles and to propose other subjects!

RIASSUNTO In questa Rubrica il collega e amico Michele Lanna, esperto di metrologia, taratura, accreditamento industriale, discute aspetti d’interesse per la maggior parte degli utenti industriali delle misure, con terminologia semplice e immediata, e facendo riferimento alle più importanti e recenti Norme. Scrivete per commentare gli articoli e proporre ulteriori temi di discussione! PREMESSA

Sulla scia dell’interesse dimostrato dai lettori per i precedenti articoli, relativi ai requisiti metrologici nel settore autoveicolistico, vogliamo proseguire nella disamina dei requisiti metrologici applicabili in altri settori merceologici, come quello aerospaziale, anche attraverso una testimonianza aziendale. Nel 2012 l’ISO ha deciso che tutte le norme relative ai sistemi di gestione per la qualità dovessero avere una struttura in grado di poter confrontare i requisiti di ogni standard rispetto alla norma di riferimento (per i sistemi di gestione qualità, la serie ISO 9000).La nuova norma AS 9100, che si basa sui requisiti della ISO 9001 del 2015, proposta dall’IAQG (International Aerospace Quality Group SAE International), pubblicata in Italia dall’UNI nel 2016, non fa eccezione. Essa tratta tutti i requisiti dell’ISO 9001:2015, declinati però nella specificità del settore aerospaziale. Tra questi vale la pena ricordare i seguenti: – Cambiamenti introdotti dalla nuova struttura dell’ISO 9000; – Cambiamenti richiesti dal settore aeronautico, espressi dagli utenti della norma e recepiti da SAE;

– Analisi e gestione sistematica del rischio, declinato nelle specificità dei processi del settore aerospaziale; – Enfasi sulla leadership e sul suo esercizio nella gestione dei processi; – Scomparsa delle azioni preventive, sostituite dall’analisi del rischio; – Aggiornamento del glossario. La certificazione secondo lo standard AS/EN 9100 consente ai fornitori che operano nel settore aerospaziale (costruttori, distributori, manutentori, ecc.) di essere inseriti nel database “Online Aerospace Supplier Information System” (OASIS). Molte industrie del settore hanno reso la certificazione un requisito obbligatorio per accedere alla lista dei fornitori: essere certificati da un ente riconosciuto riduce le verifiche ispettive dirette da parte del cliente. GLI STANDARD PER IL SETTORE AEROSPAZIALE

(è stata emessa quasi 60 anni fa!), e alla MIL-I-45208A, (Military Specification: Inspection System Requirements). Essa ha voluto richiamare, fin dalla sua prima emissione, l’attenzione dei produttori di componenti e prodotti in campo aerospaziale, oltre a tutti gli altri requisiti (alcuni generali, tratti dall’ISO 9001), sulla necessità di ottenere misure dei prodotti realizzati affidabili. Il settore merceologico deve privilegiare, per motivi facilmente comprensibili, la sicurezza, intesa come sicurezza del prodotto in tutta la sua filiera, oltre alla qualità, all’affidabilità e ad altre caratteristiche; pertanto le misure e la loro correttezza e precisione assumono una valenza imprescindibile per l’aeronavigabilità in sicurezza (basti pensare alle poltrone di un aeromobile passeggeri, a tutte le specifiche da soddisfare e alle misure da effettuare – peso, dimensioni d’ingombro, ecc. – in modo da superare i severi controlli degli Organismi di controllo – ad esempio ENAC in Italia). L’AS/EN 9100 rappresenta lo standard di riferimento declinato specificamente per il settore aerospaziale, con standard diversi a seconda delle specificità dell’organizzazione (es. aziende che producono o forniscono manutenzione agli aeromobili o per i distributori). Tra le norme specifiche citiamo: – UNI EN 9110:2016, che titola: “Sistemi di gestione per la qualità – Requisiti per le organizzazioni di manutenzione dell’aeronautica”; si applica a tutte le organizzazioni che effettuano manutenzioni a sistemi avionici. L’obiettivo è quello di armonizzare a livello globale gli standard richiesti alle società aerospaziali in tutto il mondo per le attività di manutenzione e riparazione. – UNI EN 9120:2016 “Sistemi di

La norma AS 9100, fin dalla prima edizione del 1998 (Quality Management System – Requirements for Aviation, Space and Defense Organizations), ha una storia antica: essa si rifà alle MIL STD 9858 A (Quality Program Studio Lanna & Associati – Roma Requirements), antenata dell’ISO 9000 info@studiolanna.it T_M

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gestione per la qualità – Requisiti per i distributori nell’aeronautica, nello spazio e nella difesa”; specifica i requisiti aggiuntivi per le organizzazioni dei distributori nell’industria aeronautica, dello spazio e della difesa. È lo standard che stabilisce i requisiti per i distributori nell’aeronautica, nello spazio e nella difesa, cioè per le aziende che procurano componenti, materiali, assemblaggi e vendono questi prodotti ad aziende del settore aerospaziale. – UNI EN 9101:2016 “Sistemi di gestione per la qualità – Requisiti degli audit per le organizzazioni dell’aeronautica, dello spazio e della difesa”. Completa di una specifica check list, consente d’individuare gli elementi del sistema di gestione da monitorare. – AS9003 è uno standard utilizzato negli Stati Uniti che non ha corrispondenza in Europa o in Asia. È destinato ai fornitori più piccoli, che producono componenti utili ma non critici per l’industria aerospaziale. AS9003 è focalizzato su test e ispezioni per verificare e garantire l’integrità del prodotto. L’elenco è solo esemplificativo: non potremmo e non è nel nostro obiettivo fare una disamina completa delle tante altre, che costituiscono il corredo necessario e indispensabile per la gestione di un settore complesso, alcune tecniche, altre gestionali. Per quanto attiene la trattazione dei requisiti metrologici (peraltro presenti in tutte le norme di sistemi di gestione), ricordiamo che fin dalle prime ISO 9000 degli anni ’80 (quando si usavano le norme della serie UNI EN 29000), tra i vari requisiti ne esisteva uno che trattava delle misure e della loro riferibilità, con l’intento di richiamare l’attenzione di chi si accingeva a definire il proprio sistema qualità sul fatto che le misure effettuate all’interno delle aziende dovessero essere affidabili. Pertanto, la riferibilità delle misure a campioni di riferimento a livello nazionale o internazionale rappresenta un aspetto irrinunziabile. L’adozione dei principi di ampia normativa (recepita da ACCREDIA) trova nell’ILAC P 10 “Policy on the Traceability of Measurement Results” un qualificato caposaldo per definire un iter codificato e riconosciuto per l’assicurazione della riferibilità. T_M ƒ 230

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In una sua presentazione a un convegno del 2013, Paolo Bianco scriveva: “La riferibilità metrologica dei risultati delle misurazioni è un requisito fondamentale per cui è necessaria una politica armonizzata al fine di ottenere dal mercato la fiducia nelle tarature, misure e ispezioni effettuate dai Laboratori e organismi d’ispezione accreditati sotto l’ILAC MRA”. Questo concetto si può applicare anche alle misure effettuate da un Laboratorio interno a un’azienda di produzione, e non solo da un Laboratorio accreditato. Al XXVII Convegno dei Centri di Taratura accreditati, Giuseppe La Paglia rimarcava l’importanza della riferibilità e l’adozione di CRM (Materiali di Riferimento Certificati) e CR (Campioni di Riferimento). La loro importanza non è solo nel fornire evidenza della competenza del Laboratorio che esegue le misure, dimostrata attraverso il corredo di CRM e CR necessari alle specificità del Laboratorio, ma anche e soprattutto perché strumenti indispensabili per assicurare la riferibilità. Sui criteri di gestione dei CRM esiste un’ampia letteratura, già riportata nelle ISO Guide 30, 31,32,33, che, pur applicandosi a Laboratori che intendano accreditarsi in base alla ISO/IEC 17025, fornisce un utile viatico per la loro corretta gestione. La norma parla delle condizioni necessarie per ottenere risultati affidabili. Il primo aspetto da assicurare è quello di effettuare tarature della propria strumentazione “ad intervalli specificati”, cioè seguendo una logica ampiamente trattata dalla normativa applicabile (es. UNI 10127, UNI 10012, oltre all’ampia normativa emessa da ACCREDIA per i laboratori di taratura e prova. L’importanza della determinazione dell’ottimale intervallo di taratura è legata a: – ottenere misure affidabili e confrontabili; – gestire apparecchiature che esprimano caratteristiche metrologiche in linea con le norme e il mercato: – ottimizzare i costi di gestione delle apparecchiature di misura, attraverso l’individuazione dell’intervallo che bilanci l’ottenimento di misure affidabili e costi accettabili.

I metodi che possono essere seguiti nella determinazione degli intervalli di taratura sono diversi; ognuno di essi presenta vantaggi e svantaggi. Sta all’azienda riuscire a creare l’ottimale compromesso tra i fattori in gioco e stabilire programmi di taratura validi. La UNI 10127 prima e quelle emesse da Organismi di accreditamento dei diversi Paesi poi, dimostrano l’importanza di dare contenuto e concretezza a questo aspetto, rilevante nella UNI 9100 e non solo. I metodi che possono essere seguiti: – Aggiustamento automatico su base temporale o di calendario; – Carta di controllo (su base temporale di calendario); – Tempi di utilizzazione; – Controllo in corso d’uso o prove con l’aiuto di una scatola nera (black box). – Approccio statistico. Lungi dal voler trattare nel dettaglio i vari metodi, per i quali si rimanda alle norme in precedenza citate e all’ampia letteratura sull’argomento, si vuole riportare il quadro di confronto tra i metodi, tratta da: DAP TM 08, che permette all’utente di valutare con cognizione di causa gli impatti delle scelte effettuate, prendendo in considerazione tutti i fattori in gioco. Sta poi al gestore del laboratorio interno all’azienda fare le scelte più consone alle specifiche situazioni. È sconsigliabile scegliere gli intervalli di taratura delle apparecchiature solo sulla base delle indicazioni del costruttore, non considerando le modalità e la frequenza di utilizzo, né le condizioni ambientali che possono portare a modificazioni delle frequenze, né la competenza degli operatori che le utilizzano. Ognuno di questi metodi presenta punti di forza e di debolezza; un’ottimizzazione nel loro utilizzo richiede che l’azienda stabilisca criteri specifici per ogni tipologia di strumenti di misura. La competenza richiesta per stabilire validi intervalli di taratura va dalla conoscenza degli strumenti di misura usati, alle loro caratteristiche tecniche specifiche, alla conoscenza e capacità di costruzione, utilizzo e interpretazione delle carte di controllo, per non parlare di predisposizione e utilizzo di black box.


N. 03ƒ ;2018 Tabella 1 – Confronto tra i vari metodi di scelta degli intervalli di taratura (da: DAP TM 08)

L’adozione di una procedura che descriva i criteri di gestione delle “apparecchiature” (è preferibile usare la terminologia ISO/IEC 17025) può aiutare a definire tutti gli aspetti relativi alla loro gestione. Il riferimento alle misure e alle sue caratteristiche è tanto più importante, quanto più la filiera produttiva è lunga e articolata, visibile anche nella realtà italiana, dove il settore aerospaziale ha assunto una valenza strategica nell’industria, guidato da aziende leader, che hanno coinvolto tante realtà piccole o grandi, per progettare e produrre insieme il complesso prodotto finito. Tutto ciò porta alla ribalta la necessità di coerenti misure per la realizzazione di un prodotto al quale molti “suppliers” danno il loro specifico contributo. Un esempio dell’importanza delle misure e della loro affidabilità è il fatto che nei requisiti che i fornitori devono rispettare, si ritrova ampiamente espresso il requisito della riferibilità delle misure. Quali sono le implicazioni derivanti da misure affidabili? Certamente i livelli di affidabilità richiesti dal settore aerospaziale sono tali da richiedere l’adozione di tutti i requisiti metrologici che possano assicurare la massima affidabilità delle misure. In tal senso, è richiesta l’adozione di procedure che assicurino la definizione e il controllo dell’accuratezza, ripetitività e riproducibilità dei Sistemi di misura. È bene ricordare che molto spesso nel settore si utilizzano sistemi di misura complessi, che richiedono competenze spe-

cifiche da parte degli operatori; basti pensare ai sistemi di misura a coordinate, come i Laser Tracker System e i relativi dataset, che coinvolgono direttamente criteri di gestione del software, il loro controllo, la loro affidabilità per il conseguimento di risultati di misura che soddisfino i requisiti. E ancora si pensi all’utilizzo di sistemi di misura complessi e articolati, con largo utilizzo di software e quindi di metodiche di controllo idonee, con procedure che consentano di accettare il software, dopo idonea validazione. È evidente che quando ci si trova nel campo di strumentazioni complesse, nel rapporto Cliente-Fornitore e nella catena (spesso lunga e articolata) delle misurazioni effettuate, ci si trova a dover conoscere ed essere in grado di effettuare controlli con apparecchiature di controllo particolari e specifiche. L’impatto che esse hanno sulla competenza degli operatori addetti ai controlli è determinante: a essi è richiesta non solo la competenza nell’uso di strumenti di misura con requisiti molto specifici, acquisibile solo attraverso training diretti presso le aziende produttrici, ma anche la conoscenza delle implicazioni che esse possono avere nella catena produttiva fino al prodotto finito. La norma considera come scontati i requisiti metrologici che si traducono nell’assicurazione della riferibilità, attraverso una catena metrologica che permetta di riferirsi ai campioni primari a livello nazionale o internazionale, ma amplia il suo raggio d’azione anche al

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problema della “qualità delle misure”, vale a dire la stima dell’incertezza di misura, aspetto importante da assicurare in un settore merceologico dove la precisione e l’accuratezza delle misure assumono una valenza significativa, anche alla luce del fatto che eventuali imprecisioni o livelli di accuratezza non adeguati nella catena di fornitura possono causare conseguenze devastanti sulla sicurezza e l’affidabilità del prodotto finito. La norma approfondisce anche i criteri per gestire le apparecchiature di misura in modo affidabile. Vale a dire creare le condizioni per una gestione controllata, che si traduce in una procedura che tratti i criteri di gestione di un’apparecchiatura e del relativo software, completa dei criteri di validazione di esso. La trattazione dei criteri d’identificazione, catalogazione delle apparecchiature, delle loro caratteristiche tecniche, dei criteri per il loro utilizzo sicuro sono solo la premessa per una gestione. La trattazione dei criteri di manutenzione, taratura, controlli intermedi all’interno dell’intervallo tra una taratura e la successiva, forniscono un iter affidabile per la gestione. E ancora i criteri per l’accettazione delle misure, in particolare la delimitazione chiara delle zone di conformità, di non conformità per le misure accettabili, ma ancor più l’individuazione delle zone di “ambiguità” (ISO 14253) danno valore aggiunto alla misura e permettono di prendere decisioni sull’accettabilità o meno, considerando tutti i fattori in gioco. Quale la competenza da dimostrare per essere conformi alla norma? È necessario investire in competenza metrologica, per essere competitivi e diffondere conoscenze metrologiche non solo rivolgendosi agli addetti ai controlli e ai loro responsabili, ma anche a coloro che progettano il prodotto e a coloro che lo ingegnerizzano. Quindi la creazione di un ventaglio ampio di competenze, trasversali all’interno delle aziende, che riguardino non solo gli addetti metrologici ma tutta la catena produttiva. È molto importante che tutti gli interessati conoscano bene: – unità di misura base del SI (multipli sottomultipli, costanti, unità derivate); – principi generali di metrologia e sue T_M ƒ 231


definizioni, utili non solo per le conoscenze di base, ma anche per il loro utilizzo nelle misure da effettuare; – sistema di misura e sua articolazione; – come leggere un certificato di taratura e trarre le conclusioni corrette relativamente all’accettabilità o meno dello strumento per l’uso previsto; – come redigere o leggere una procedura di taratura; – concetti di statistica, utili per la gestione del processo metrologico; – il sistema di gestione, che significa capacità di elaborare, leggere e applicare procedure specifiche del sistema (manuale, procedure istruzioni di prova, taratura, ecc.). È altrettanto importante che gli interessati conoscano i concetti base e i criteri di applicazione dell’incertezza di misura, e quindi i metodi per valutarla, considerando tutti i fattori utili per la stima, con riferimento al metodo di misura e alle modalità operative da adottare per la sua stima. Essa assume sempre più importanza nelle misure di una filiera produttiva lunga e articolata. Finora abbiamo parlato di UNI EN 9100 e norme a essa collegate, ma non possiamo non tener conto del NADCAP (National Aerospace and Defense Contractors Accreditation Program), sistema di accreditamento a livello internazionale per le aziende operanti nel settore aerospaziale che, oltre ai requisiti, è articolato in una serie di check list specifiche, di cui una generale per la conduzione di un audit a tutto il sistema di gestione, altre specifiche per applicazioni a processi chimici, termici, ecc. La sua diffusione a tutto il comparto produttivo del settore, non solo italiano, ma mondiale, ha spinto tutte le aziende a essere conformi a esso, unico modo per ottenere una qualifica dai grandi produttori operanti nel settore aerospaziale. ESPERIENZA MECAER AVIATION GROUP

Ci è sembrato giusto sentire direttamente dalla voce di un importante Gruppo italiano, ma operante in vari Paesi, come siano state create competenze nuove o rivisitazioni di quelle esistenti, in T_M ƒ 232

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una logica di miglioramento delle com- – gestione apparecchiature; petenze metrologiche del personale. – gestione competenza del personale; – riferibilità delle misure e gestione L’Azienda dei campioni di riferimento; Mecaer Aviation Group è un gruppo – luogo di lavoro e condizioni ambientali; aeronautico Italiano a livello interna- – tarature e conferma metrologica e zionale. La divisione Cabin Comfort criteri di accettazione; Systems si occupa di sviluppo, certifica- – assicurazione qualità dei risultati di zione, qualifica, produzione, installazio- misura; ne e supporto post vendita di sistemi d’in- – stima dell’incertezza di misura nelle trattenimento, sistemi di gestione cabina tarature. e interni aeronautici per applicazioni uti- Tale parco documentale, coadiuvato da lity, EMS e VIP. Ha diverse Unità produt- una costante e periodica formazione tive operanti in diverse regioni italiane. interna sul personale, e da successive procedure dedicate per ogni singola L’intervista classe di apparecchiature, hanno fatto Ad Andrea Zucca Giucca, Quality sì che enti di sorveglianza quali AutoriManager dell’Unità produttiva di Mon- tà Nazionali (ENAC) o Cliente autoreteprandone (Ascoli Piceno), abbiamo voli nel settore aeronautico (AIRBUS) posto alcune domande, per compren- hanno apprezzato ed elogiato il nostro dere come l’Azienda si è mossa per la sistema di gestione, nonché della sala creazione delle competenze metrologi- metrologica, utile per garantire che le che e/o per il loro miglioramento, an- nostre attività di taratura siano efficienti che alla luce dell’accreditamento NAD- ed efficaci in nome della safety. CAP da poco conseguito. In tutto questo, non dovremmo perdere 1. Ha utilizzato i principi di metrolo- di vista quelle che sono le reali esigia per la creazione del sistema qua- genze aziendali, ovvero il rispetto lità in accordo ai requisiti della norma delle normative applicabili e il rispetto UNI EN AS 9100:2016? delle specifiche dei clienti. L’Impresa La metabolizzazione dei principi ge- non ha come obiettivo il conseguimennerali di metrologia, hanno “incon- to di un accreditamento in base alla norsciamente” modificato il nostro ap- ma ISO/IEC 17025, attualmente non proccio, nonché la nostra forma men- obbligatorio in ambito PART21G ed tis nella gestione dei Processi azienda- EN 9100:2016; i concetti base per la li; questa “metamorfosi” ha semplifica- gestione dei processi di taratura devoto e agevolato quelle che sono state le no quindi permetterci di gestire in totamodifiche apportate al Sistema di Ge- le sicurezza le tarature delle apparecstione per la Qualità, revisionato per chiature di misura e di controllo dei recepire gli aspetti salienti previsti dal- processi produttivi e dei processi spela rev. 2016 della EN9100. ciali, per garantire l’aeronavigabilità 2. Come avete risposto ai requisiti dei prodotti/parti/pertinenze delibeENAC e a quelli specifici relativi alla rate dall’Impresa. gestione delle apparecchiature di mi- 3. Come l’azienda ha adottato intersura e controllo e ai principi di gestio- venti di formazione mirata all’acquisizione d’idonee competenze nelle tecnine metrologica? La frequentazione di un Corso in ac- che di gestione metrologica (es. riferibicordo alle norme IEC 17025:2005 e lità delle misure, gestione dei campioni ISO 10012:2004 della durata di 40 di riferimento e materiali di riferimento, ore, ci ha fornito le basi per una revi- stima dell’incertezza di misura, ecc.)? sione completa della procedura “ma- Sicuramente il Corso IEC 17025:2005 dre” di gestione del Processo di Tara- ci ha trasferito i concetti fondamentali tura; quest’analisi ha richiesto la suc- per l’approccio alla gestione di una cessiva emissione di una serie d’istru- Sala Metrologica; tali concetti ci hanzioni Operative Gestionali, dedicate no permesso di gestire e garantire, in a ogni singolo aspetto determinante sicurezza, il mantenimento di un adeper una adeguata gestione dei pro- guato livello di taratura delle apparecchiature di misura conformemente cessi di taratura, quali:


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cio della gestione della taratura secondo la ISO/IEC 17025; quindi, forse è stato l’accreditamento del NADCAP a usufruire dell’approccio già metabolizzato dei principi metrologici. La relazione tra i due aspetti, quindi, è stata biunivoca e sinergica. Abbiamo riscontrato molti punti in comune che governano gli aspetti di Gestione di un Processo Speciale(NADCAP) con la Gestione del un Processo di Taratura. 6. Quali sono i vostri programmi futuri tesi al continuo aggiornamento delle competenze in campo metrologico? L’Impresa sposa come politica aziendale il concetto di continuous improvement e in campo metrologico sono previsti percorsi di affiancamento, formazione e successivo rolling del personale addetto alla sala metrologica e del Responsabile Tecnico. Il secondo aspetto sul quale l’impresa punta è il coinvolgimento, di tutte le funzioni facenti parte della Production Organization Approval, ai concetti base della metrologia. Il coinvolgimento implica la consapevolezza, in primis da parte dell’Ingegneria Industriale, cuore e mente di un’impresa di Produzione sempre più coinvolta nella determinazione dei parametri metrologici. Il terzo aspetto è volto a tutto il personale operante nei reparti Produttivi/CQ affinché tutta l’impresa possa recepire i fondamenti di base che governano gli aspetti legati alla taratura delle apparecchiature secondo i principi cardine della ISO/IEC 17025. CONCLUSIONI

Questa breve disamina dei concetti base che consentono di attuare una efficace gestione metrologica si basa, come per tutti gli approcci sistemici adottati dal mondo industriale, su quattro assi fondamentali: – Competenza a tutti i livelli della struttura, in modo da formare uno zoccolo duro ampio per coinvolgimento e capacità di “fare”. – Metodi adottati (aspetto sempre delicato) che permettano a un’organizzazione di tradurre in operatività sistemica concetti normativi diversi, quindi applicabili da tutti, unica stra-

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a quelli che sono gli standard certificativi e/o le specifiche dei clienti. Non nego che le competenze e la padronanza di tali concetti, sono stati sviluppati con un lungo e costante percorso a oggi non ancora terminato. Non è da sottovalutare che le casistiche di tarature legate a nuove apparecchiature in ingresso, ci portano a un costante e continuo aggiornamento, valutando ogni singolo caso, sfruttando quelli che sono gli aspetti base della metrologia. 4. Nel bagaglio di conoscenze del personale addetto ai controlli e alla gestione del laboratorio interno dell’azienda come i principi di metrologia sono stati recepiti e applicati (es. sistemi di misura, sistemi di taratura, incertezza di misura, ecc.)? Non nego che la learning curve del personale addetto sia stata “delicata”. La costante attività, volta dapprima a generare un sistema procedurale puntuale di 1° e 2° livello richiamando i punti cardini dei principi metrologici, poi la continua applicazione delle procedure nella gestione del processo di taratura, hanno fatto si che il personale coinvolto ne prendesse pian piano consapevolezza. Inoltre, gli audit, sia di parte prima, sia di parte seconda, sia di parte terza hanno monitorato l’effettiva attuazione e mantenimento di tale processo. A tal proposito, si annoverano le molteplici revisioni delle procedure operative interne, frutto queste di analisi e modifiche ritenute necessarie a seguito di esigenze riscontrate durante l’attuazione dei principi base della metrologia. Questo testimonia una metabolizzazione, valutazione, interpretazione dei principi dettati dalla IEC 17025 applicate ai nostri processi produttivi e denota anche una padronanza degli aspetti di gestione del processo che rimane in continuo Work in Progress. 5. Il NADCAP, del quale avete conseguito di recente l’accreditamento, come vi ha aiutato nel mettere a punto una gestione controllata dei processi di misura? Il recente accreditamento Nadcap, per i Trattamenti Galvanici attualmente attivi in MECAER Monteprandone, è avvenuto temporalmente dopo l’approc-

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da per conseguire risultati duraturi. – Mantenimento e miglioramento nel tempo della competenza metrologica, unico veicolo per vincere le sfide dinanzi alle quali il settore aerospaziale, e non solo, si trova. – Consapevolezza di denominatori comuni di tipo metrologico, che trovano la loro sintesi in norme del settore metrologico, ma anche di sistemi di gestione, che si declinano in modi specifici, adatti alla specifica realtà produttiva alla quale si applicano. In definitiva, la capacità di un’azienda di fare business e di migliorare la propria presenza sul mercato si misura anche attraverso la dimostrazione di un’adeguata “quality culture” di tipo metrologico, dimostrazione di un modo di pensare nuovo, che privilegi la prevenzione in una logica sistemica che coinvolga tutti all’interno dell’impresa. RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI 1. AS/EN 9100:2016 Sistema di gestione Qualità nel settore aerospaziale. 2. 5° IEEE International Workshop on Metrology for Aerospace – Roma 2022/06/2018. 3. Bruce Morey – “Metrology Certifications in the Knowledge Age” AdvancedManufacturing Org. 4. Tim Clarke and Dr. Xinchi Wang – “An embedded metrology system for aerospace applications” – City University, Northampton Square, London. 5. S W Ng* and A Zulkifli – “Establishing metrological traceability for radiometric calibration of earth observation sensor in Malaysia” AEROTECH VI – Innovation in Aerospace Engineering and Technology. 6. UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2018 – “Requisiti generali per la competenza dei laboratori di prova e taratura”. 7. UNI EN ISO 10012:2004 – “Sistemi di gestione della misurazione – Requisiti per i processi e le apparecchiature di misurazione”. 8. UNI 10127:1992 - “Guida per la definizione degli intervalli di taratura di strumenti per misurazioni. Criteri generali”. 9. UNI EN ISO 14253-1:2013 – “Specifiche geometriche dei prodotti (GPS) – Verifica mediante misurazione dei pezzi lavorati e delle apparecchiature per misura – Parte 1: Regole decisionali per provare la conformità o non conformità rispetto alle specifiche”. T_M ƒ 233


MANIFESTAZIONI EVENTI E FORMAZIONE

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2018-2019 eventi in breve Segnalazione di manifestazioni ed eventi d’interesse 2018

3-6 settembre

Belfast, UK

XXII World Congress of the International Measurement Confederation (IMEKO)

http://imeko2018.org

10-15 settembre

Padova, Italy

XXXV Congresso Nazionale GMEE e XXVI Congresso Nazionale GMMT

www.gmee.org

13th

11-14 settembre

Warsaw, Poland

International conference on surfaces, Nanosmat 2018 coatings and nanostructured materials

www.nanosmat-conference.com/default.asp

12-14 settembre

Madrid, Spain

ICVES: IEEE International Conference on Vehicular Electronics and Safety (ICVES)

https://www.icves2018.org

17-20 settembre

National Harbor, USA

IEEE Autotestcon 2018

http://autotestcon.com

19-21 settembre

Amsterdam, The Netherlands

4th

International Conference on Sensors and Electronic Instrumentation Advances (SEIA' 2018)

www.seia-conference.com

20-21 settembre

Ghaziabad, India

2018 2nd International Conference on Micro-Electronics and Telecommunication Engineering (ICMETE)

www.i-m.mx/srm/icmete18

26-28 settembre

Bologna, Italy

9th IEEE International Workshop on Applied Measurements for Power Systems – AMPS

http://amps2018.ieee-ims.org

30 settembre-5 ottobre

CERN, Ginevra, CH

International IEEE Symposium on Precision Clock Synchronization- ISPCS

http://ispcs.org

8-10 ottobre

Bari, Italy

2018 IEEE International Workshop on Metrology for the Sea

www.metrosea.org

16-18 ottobre

Kraców, Poland

IEEE International Conference on Imaging Systems and Techniques 2018 -IST

http://ist2018.ieee-ims.org/

22-24 ottobre

Cassino, Italy

2018 IEEE International Workshop on Metrology for Archaeology and Cultural Heritage

www.metroarcheo.com

23-24 ottobre

Paris, France

ENOVA 2018 - Fiera dell'Innovazione in Elettronica, Misure, Visione e Ottica

www.enova-event.com

5-9 novembre

Hong Kong, China

18th International Conference on. Numerical Simulation of Optoelectronic Devices

www.nusod.org/2018

13-15 novembre

Portland, USA

2018 Avionics and Vehicle Fiber-Optics and Photonics Conference (AVFOP)

https://ieee-avfop.org

27-30 novembre

Nashville, USA

2018 IEEE Real-Time Systems Symposium (RTSS)

http://2018.rtss.org

5-7 dicembre

Brno, Czech Republic

2018 18th International Conference on Mechatronics - Mechatronika (ME)

https://www.ieee.org/conferences_events/conferences/ conferencedetails/index.html?Conf_ID=43312

2019 13-15 febbraio

Torino, Italy

A&T Automation & Testing - 13th edition

www.aetevent.com

18-23 febbraio

Baltimore, MD, USA

AAFS 71st Annual Scientific meeting

https://www.aafs.org/home-page/meetings/aafs-71st-annualscientific-meeting-baltimore-maryland-2019/

11-13 marzo

Sophia Antipolis, France

Sensors Applications Symposium (SAS) 2019

http://2019.sensorapps.org/

31 marzo - 4 aprile

Monterey, CA, USA

IEEE International Reliability Physics Symposium IRPS 2019

http://irps.org/

20-23 maggio

Auckland, New Zealand

IEEE I2MTC2019

http://i2mtc2019.ieee-ims.org/

19-21 giugno

Torino, Italy

6th IEEE International Workshop on Metrology for AeroSpace

http://www.metroaerospace.org/

26-28 giugno

Turkey

IEEE Medical Measurement Application Symposium (MeMeA 2019)

http://ieee-ims.org/conferences/2019-ieee-internationalsymposium-medical-measurements-applications-memea

24-26 settembre

Paris, France

CIM2019 - Congrès international de Métrologie

http://cim2019.com

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COMMENTI ALLE NORME

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Rubrica a cura di Nicola Dell’Arena

La 17025 - Organizzazione Parte Quinta Supervisione, manutenzione, direzione tecnica COMMENTS ON STANDARDS: UNI CEI EN ISO/IEC 17025 A great success has been attributed to this interesting series of comments by Nicola Dell’Arena to the UNI CEI EN ISO/IEC 17025 Standard.

RIASSUNTO Prosegue con successo l’ampia e interessante serie di commenti di Nicola Dell’Arena alla norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025. I temi trattati sono: La struttura della documentazione (n. 4/2000); Controllo dei documenti e delle registrazioni (n. 1/2001 e n. 2/2001); Rapporto tra cliente e Laboratorio (n. 3/2001 e n. 4/2001); Approvvigionamento e subappalto (n. 3/2002 e n. 1/2003); Metodi di prova e taratura (n. 4/2003, n. 2/2004 e n. 3/2004); Il Controllo dei dati (n. 1/2005); Gestione delle Apparecchiature (n. 3/2005, n. 4/2005, n. 3/2006, n. 4/2006, n. 1/2007 e n. 3/2007); Luogo di lavoro e condizioni ambientali (n. 3/2007, n. 2/2008 e n. 3/2008); il Campionamento (n. 4/2008 e n. 1/2009); Manipolazione degli oggetti (n. 4/2009 e n. 2/2010), Assicurazione della qualità parte 1.a (n. 4/2010), parte 2.a (n. 1/2011), parte 3.a (n. 2/2011); Non conformità, azioni correttive, ecc. parte 1.a (n. 4/2011), parte 2.a (n. 1/2012), parte 3.a (n. 2/2012), parte 4.a (n. 3/2012), parte 5.a (n. 4/2012), parte 6.a (n. 1/2013), parte 7.a (n. 2/2013), parte 8.a (n. 3/2013), parte 9.a (n. 4/2013), parte 10.a (n. 1/2014); Audit interno parte 1.a (n. 2/2014), parte 2.a (n. 3/2014), parte 3.a (n. 4/2014), parte 4.a (n. 1/2015), parte 5.a (n. 2/2015), parte 6.a (n. 3/2015), parte 7.a (n. 4/2015); Riesame parte 1.a (n. 1/2016), Riesame parte 2.a (n. 2/2016); Personale parte 1.a (n. 3/2016), Personale parte 2.a (n. 4/2016), Personale parte 3.a (n. 2/2017); Organizzazione parte 1.a (n. 3/2017); Organizzazione parte 2.a (n. 4/2017); Organizzazione parte 3.a (n. 1/2018); Organizzazione parte 4.a (n.2/2018). POSIZIONE DI ACCREDIA SUL PARAGRAFO 4.1.5 G)

Per i laboratori di prova ACCREDIA non aggiunge nulla. Sul paragrafo 4.1.5 g), per i laboratori di taratura, oltre alla solita “si applica il requisito di norma” viene aggiunta la seguente Nota: “si raccomanda l’individuazione i) di adeguate attività di supervisione del personale (con particolare attenzione a quello in formazione e addestramento), ii) del personale incaricato della esecuzione di tali attività, e iii) delle moda-

personale è affidata a personale anziano. MANUTENZIONE

Torno su questo paragrafo della norma sulla “manutenzione del sistema di gestione”, pur avendone trattato nel precedente articolo, perché mi sono state richieste diverse delucidazioni. Cosa è la manutenzione? Per rispondere a questa domanda chiedo aiuto al dizionario Zingarelli della lingua italiana, e trovo, alla voce “manutenzione”, questa definizione: “insieme di operazioni volte a mantenere in efficienza e in buono stato un impianto, un apparecchio, una strada, un edificio, ecc.”. Come si legge, questa definizione è perfettamente allineata alle definizioni che ciascuno di noi ha utilizzato nel corso della propria vita professionale. Per effettuare un’operazione di manutenzione bisogna avere un oggetto reale (sia esso meccanico, elettrico, elettronico, civile e altro) su cui tale operazione viene effettuata affinché l’oggetto in questione continui a funzionare correttamente. D’altro canto, un sistema di gestione è formato da: principi, regole, metodi, procedure che tutto sono fuorché un oggetto reale. Per esse lo stesso sistema di gestione prescrive: revisione, miglioramento, azioni correttive, che mi sembrano più che sufficienti per garantire che il sistema di gestione svolga correttamente le proprie funzioni. Definire tutto ciò manutenzione mi pare fuori tema, fuori luogo e per nulla attinente alla materia. Lasciatemi affermare – provocatoriamente, lo so

lità di valutazione dell’efficacia delle attività di supervisione”. In questo caso bisogna dire che sono tutte precisazioni utili, visto che la norma è molto generica. Sui suggerimenti di ACCREDIA si può dire che un laboratorio di grandi dimensioni potrebbe preparare un piano che riporti: 1) attività da supervisionare; 2) nominativo del personale interessato; 3) personale incaricato; 4) metodo di valutazione dell’efficacia; 5) registrazione da emettere. Former: Responsabile Qualità - ENEA Generalmente, soprattutto nei piccoli Casaccia - RETIRED laboratori, la supervisione di nuovo ndellarena@hotmail.it T_M

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Qualità del Laboratorio (come definito nel punto a)). Qualora tale ruolo sia ricoperto da personale esterno al Laboratorio (ad esempio, consulente esterno), l’esatta definizione del ruolo che tale incarico comporta e i termini temporali dell’incarico devono essere formalizzati nel contratto”. La prima parte non era necessaria, mentre la seconda parte prescrive qualcosa di non previsto nella norma e con la stessa in contrasto nel punto in cui afferma “allo stesso livello”. È noto che molti laboratori sono di piccole dimensioni e potrebbero avere difficoltà nel reperire personale interno adeguatamente preparato per affidargli il ruolo di Responsabile della qualità. Pertanto, è utile il requisito aggiunto, ma sarebbe bene adottarlo con moderazione.

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– che, a mio modo di vedere, è una responsabile della qualità deve avere colossale castroneria. accesso diretto ai livelli più alti della direzione, dove sono prese le decisioni in materia di politica e di risorse”. DIREZIONE TECNICA Questo requisito è una novità per i laboratori, introdotta proprio con le Al sottoparagrafo 4.1.5 h) la norma norme sui Sistemi qualità. Sin dalle prescrive che il laboratorio deve: prime edizioni delle norme il Respon“avere una direzione tecnica che ha sabile della qualità veniva prefigurato la responsabilità complessiva per le ai massimi livelli aziendali. attività tecniche e per provvedere le La norma prescrive due cose: 1) che risorse necessarie in modo da garan- ci sia una figura aziendale che garantire la qualità richiesta nelle operazio- tisca l’attuazione del Sistema qualità ni di laboratorio”. adottato (naturalmente conforme alla Nulla da aggiungere e da commenta- 17025); 2) che questa figura sia allo re, tranne che forse non c’era bisogno stesso livello gerarchico del Responsadi prescriverlo, ma solo verificare che bile del Laboratorio se non addirittufosse applicato. Durante la visita per ra, nei grandi laboratori, di livello l’accreditamento l’ispettore deve valu- gerarchico superiore al Responsabile tare se alla Direzione Tecnica siano del Laboratorio. stati dati gli strumenti per svolgere i Al Responsabile della Qualità devono propri compiti. essere assegnati, come minimo i seguenti compiti: l) preparare il Manuale della Qualità; 2) preparare le proPOSIZIONE DI ACCREDIA cedure gestionali; 3) gestire gli audit SUL PARAGRAFO 4.1.5 H) interni, e ove necessario quelli esterni. Le norme prescrivono lo stesso livello Per i laboratori di prova ACCREDIA gerarchico per dare al Responsabile non aggiunge nulla. della qualità l’autorità e la libertà di Viceversa, per i laboratori di taratura, agire su tutte le attività del laboratorio ACCREDIA aggiunge un requisito e o della società. una Nota. Il requisito recita: “si applica il requisito di norma, individuando la funzione di “direzione tecnica” POSIZIONE DI ACCREDIA nella figura del Responsabile del SUL PARAGRAFO 4.1.5 I) Laboratorio (come definito nel punto a))”. La nota aggiunge: “si raccoman- Per i laboratori di prova ACCREDIA da la partecipazione del Responsabi- aggiunge il seguente requisito: “Il le al riesame della direzione come laboratorio dovrà garantire che la funevidenza della responsabilità e del- zione Responsabile Qualità sia in l’autorità richieste dalla norma”. Tutte grado di presidiare adeguatamente in aggiunte a mio modo di vedere inutili termini logistici e temporali il sistema e non necessarie, soprattutto quella di gestione, al fine di assicurare che sul riesame, in particolare se inserita sia attuato e seguito in ogni momento”. Il requisito non fa altro che ripetere in questo capitolo. quello che la norma assegna, come compito fondamentale, al ResponsabiRESPONSABILE DELLA QUALITÀ le della qualità, con due termini “logistici e temporali” che suonano alquanAl sottoparagrafo 4.1.5 i) la norma to strani. Ritengo siano impliciti nel prescrive che il laboratorio deve: concetto di presidiare. “incaricare un membro del personale Per i laboratori di taratura ACCREDIA come responsabile della qualità, aggiunge il seguente requisito: “si (comunque sia definito) che abbia applica il requisito di norma, indiviresponsabilità e autorità definite per duando la funzione di “responsabile garantire che il sistema qualità sia della qualità” nella figura del Responattuato e seguito in ogni momento; il sabile del Sistema di Gestione della T_M ƒ 236

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COMMENTI ALLE NORME

VINCENT LAFLÈCHE RIELETTO PRESIDENTE CEN

Vincent Laflèche è stato rieletto per il secondo mandato alla Presidenza del CEN, l’organismo europeo incaricato di coordinare la redazione di standard volontari in tutti gli ambiti, tranne nell’area delle elettrotecnologie. Da ottobre 2016 Laflèche è anche direttore della storica Scuola d’Ingegneria Mines ParisTech. Brexit, nuovo approccio, innovazione, IT: sono quattro gli obiettivi principali del suo nuovo mandato, da sviluppare nel biennio 2020-2021. Laflèche, in particolare, si impegnerà a preservare il sistema del nuovo approccio, un meccanismo attivo dal 1985 per coltivare una migliore complementarietà dei ruoli tra le direttive europee, che stabiliscono requisiti essenziali per l'immissione sul mercato di prodotti, e standard volontari, sviluppati da organismi di standardizzazione, che propongono mezzi per raggiungere questi obiettivi. Per ulteriori informazioni: www.cen.eu


STORIA E CURIOSITÀ

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Alessandro Ferrero

Le Misure Elettriche ed Elettroniche al Politecnico di Milano Il primo corso di Misure Elettriche in Italia

ABSTRACT This article aims at being the first of a series of short articles exploring the history, both antique and recent, of the courses of Electrical and Electronic Measurement taught at the Italian universities. We start with Politecnico di Milano, since the very first course of Electrical Measurement was started there in 1893.

Elettronici sia Meccanici, e questo mio articolo sia solo il primo di una lunga serie che possa costituire un piccolo ma importante corpus storico, inizio dal Politecnico di Milano, perché a Milano venne istituito, nel lontano 1893, il primo corso di Misure Elettriche in Italia.

RIASSUNTO Questo articolo vuole essere il primo di una serie di brevi articoli sulla storia, sia più antica sia recente, dei corsi di Misure Elettriche ed Elettroniche tenuti nelle Università italiane. Iniziamo con il Politecnico di Milano, dove venne attivato, nel 1893, il primo corso di Misure Elettriche in Italia.

LE MISURE ELETTRICHE AL POLITECNICO DI MILANO

PERCHÉ QUESTI ARTICOLI?

L’idea di riprendere la rubrica di storia, a lungo attiva su Tutto_Misure, e di riprenderla con una serie di articoli sulla storia degli insegnamenti di Misure in Italia viene da un piccolo evento che mi ha coinvolto all’inizio di quest’anno e con il quale dovrò brevemente annoiare i lettori per poter compiutamente spiegare le ragioni di questo articolo, che spero sia il primo di una nutrita serie. L’amico e collega Domenico Mirri mi ha coinvolto in una presentazione, tenutasi a Bologna nel gennaio di quest’anno, sulla storia delle Misure Elettriche ed Elettroniche in Italia. Pur protestando la mia quasi totale incompetenza in materia, finii per cedere alla cortese insistenza di Domenico (chi lo conosce sa che è quasi impossibile dirgli di no) confidando nel fatto che avrei trovato, nei documenti ufficiali e negli annuari del Ministero (della Pubblica Istruzione, in tempi ormai antichi; del MIUR, in tempi più recenti), le informazioni che mi servivano a complemento e correzione della mia, sempre più fallace, memoria. Nulla di più tragicamente sbagliato! Non solo gli annuari non riportano tutte le informazioni necessarie (forse perché propongono solo i dati relativi agli insegnamenti coperti da docenti di ruolo e,

Il Politecnico di Milano nasce come Regio Politecnico nel 1863. È quindi coevo al primo sviluppo industriale dell’Elettrotecnica. La Scuola, nata per formare Ingegneri Civili e Industriali (allora quasi esclusivamente meccanici) si accorge ben presto che l’ingegneria industriale non può prescindere da questa nuova disciplina che si sta sviluppando in modo tumultuoso, più velocemente di qualunque altra disciplina fino ad allora. È del 1883 la prima centrale elettrica italiana, quella di via Santa Radegonda a Milano, ed è del 1886 la lettera che Carlo Erba scrive all’allora Direttore (il Politecnico non aveva ancora uno status che gli consentisse di avere un Rettore), Francesco Brioschi, per informarlo della sua intenzione di finanziare la creazione di una Scuola di Elettrotecnica. Grazie quindi alla munificenza e lungimiranza di Carlo Erba (industriale farmaceutico!) in nemmeno un anno (ma erano altri tempi!) nasce l’Istituzione Elettrotecnica Carlo Erba, eretta in ente morale con Regio Decreto del 19 giugno 1887. E nel 1887 vengono istituiti i due primi corsi, quello di Macchine dinamo elettriche, tenuto dal Prof. Rinaldo Ferrini, e quello di Esercitazioni elettrotecniche, tenuto dal Prof. Luigi Zunini.

spesso, gli insegnamenti di Misure Elettriche ed Elettroniche furono coperti per supplenza), ma molte di quelle riportate risultano errate. Quanto meno quelle relative al Politecnico di Milano, decisamente diverse da quelle presenti negli annuari di ateneo e da quelle tramandate dalla memoria storica. Al di là del problema contingente di come mettere in piedi una presentazione dignitosa senza che i presenti si accorgessero di quanto mi ero arrampicato sugli specchi per confezionarla, la difficoltà di trovare informazioni storiche affidabili nei documenti ufficiali ha dipinto uno scenario, molto triste, in cui memorie importanti della nostra storia di misuristi rischiano inesorabilmente di perdersi, con grave danno culturale. Abbiamo però Tutto_Misure pronta ad assolvere all’importantissimo compito di diffondere la cultura delle Misure, dopo averne trattato in passato gli aspetti storici: da quelli più importanti, vere pietre miliari della Scienza delle Misure, alle godibilissime curiosità così ben confezionate da quel multiforme genio che fu Sigfrido Leschiutta. Chi altro, quindi, può assumersi il compito di raccogliere memorie e testimonianze di ciò che è stato ed è l’insegnamento delle Misure in Italia? Confidando che questa sfida venga Politecnico di Milano – DEIB raccolta dai colleghi, sia Elettrici ed alessandro.ferrero@polimi.it T_M

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STORIA E CURIOSITÀ

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Nel 1893, lo Zunini, dopo un’accuraargomenti, da alcuni dei nomi ta opera di revisione della didattica, di maggior spicco, nazionale decide di cambiare il nome del corso e non solo, dell’ingegneria in quello di Misure Elettriche. Nasce elettrotecnica. Questa la croquindi il primo corso di Misure Elettrinologia: che, con il nome che resterà immutato – 1893-1914: Misure elettrifino ai giorni nostri. che, docente Luigi Zunini; Nasce anche, per i tipi di Cesare Tam– 1914-1926: Impianti elettriburini e dagli appunti delle lezioni ci e misure elettriche, docente dello Zunini, il primo libro di Misure Luigi Zunini; Elettriche, di cui la Fig. 1 mostra la – 1926-1930: Misure elettricontrocopertina e la Fig. 2 mostra la che e impianti elettrici, docenprima pagina: mi piace notare come te Luigi Zunini; la prima pagina del primo libro di – 1930-1936: Misure elettriMisure elettriche riporti la discussione che di laboratorio, docente degli errori, mostrando come la conAngelo Barbagelata; sapevolezza che misurare non signifi– 1936-1937: Misure elettrichi solo realizzare e utilizzare struche, docente Angelo Barbamenti bensì studiarne le caratteristiche gelata; metrologiche per garantire la qualità – 1937-1941: Misure elettridei risultati di misura, fosse ben viva e che, docente Ercole Bottani; presente fin dagli albori. – 1941-1948: Misure elettriL’estrema attenzione posta alla trattache, docente Angelo Barbazione degli argomenti tipici della gelata; moderna metrologia ritorna più avan– 1948-1974: Misure elettriti nel libro, con la trattazione delle che, docente Piero Regoliosi; Figura 1 – La copertina del libro unità di misura e del sistema di unità – 1974-2005: Misure elettridi Misure elettriche dello Zunini di misura, come definito in quello che, che, docente Arnaldo Brandonel libro, viene chiamato il Congresso lini; di Parigi. La Fig. 3 mostra l’inizio del non scompare più dagli insegnamenti – 2005-oggi : Misure elettriche, docencapitolo dedicato alle unità di misura. del Politecnico di Milano e viene tenu- te Roberto Ottoboni. Dal 1893 il nome Misure elettriche to, occasionalmente associato ad altri Come si vede, dal 1936 a oggi il

HEXAGON AB ACQUISISCE EXTERNALARRAY SOFTWARE RationalDMIS arricchisce l’offerta di software per la metrologia della divisione Manufacturing Intelligence di Hexagon È recentissima l’ennesima acquisizione, da parte di Hexagon AB, di External-Array Software, azienda specializzata nello sviluppo di software per metrologia intuitivi e dotati di grande funzionalità, destinati ai produttori di macchine di misura a coordinate (CMM). Fondata in Cina nel 2005, External-Array entra a far parte della divisione Manufacturing Intelligence di Hexagon. Con modalità di programmazione semplificate, possibilità di personalizzazione ed eccellente compatibilità, le soluzioni di

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External-Array hanno aiutato l’azienda a conquistare un’ottima reputazione a livello internazionale e una vasta clientela in Cina. Il software RationalDMIS CMM sviluppato da External-Array presenta un’interfaccia intuitiva con funzionalità di programmazione di tipo “drag and drop”, per aiutare gli utenti meno esperti ad acquisire rapidamente le competenze e le conoscenze operative necessarie. Con funzioni come la visualizzazione grafica in tempo reale, la simulazione del percorso, il rilevamento delle collisioni e la programmazione delle misure, offre livelli superiori di controllo e visibilità sulle misure. Inoltre, grazie all’alta compatibilità, il software supporta diversi tipi di sensori, controller e CMM. “L’acquisizione di External-Array arricchisce ulteriormente le soluzioni software per metrologia di Hexagon, consentendoci di

proporre più scelte per le CMM entry level”, ha dichiarato Norbert Hanke, Presidente e CEO di Hexagon Manufacturing Intelligence. “In particolare, le possibilità di personalizzazione del software RationalDMIS offrono ai clienti una soluzione su misura per le loro attività, aiutandoli ad affrontare le difficoltà, raggiungere gli obiettivi e incrementare la produttività”. Per ulteriori informazioni: www.hexagonmi.com


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nome Misure elettriche non è mai cambiato e il corso è rimasto obbligatorio per tutti gli studenti del corso di studi in ingegneria elettrotecnica, oggi ingegneria elettrica. E, come si vede dal nome originariamente dato al corso da Angelo Barbagelata, la cui impronta didattica è ancor oggi ben viva, il laboratorio è parte fondamentale e integrante del corso. Altri corsi si sono, nel tempo, aggiunti a questo, con nomi e argomenti che sono talvolta mutati al mutare delle esigenze didattiche e al mutare delle conoscenze. Sarebbe troppo lungo in questa sede ricordarli tutti, e ci si limita pertanto all’unico il cui nome e il cui principio didattico fondante ha resistito per oltre un secolo. Figura 2 – La prima pagina del libro di Misure elettriche dello Zunini

Figura 3 – Il capitolo dedicato alle unità di misura nel libro dello Zunini

IL CORSO DI MISURE ELETTRONICHE

Negli anni ‘60, per intuizione di Ercole Bottani e di alcuni, allora, suoi giovani collaboratori (tra cui spiccavano i nomi di Luigi Dadda e Francesco Carassa), nasce al Politecnico il corso di laurea in Ingegneria elettronica e viene istituito, da una costola dell’Istituzione Elettrotecnica Carlo Erba, nel frattempo diventata Istituto di Elettrotecnica Industriale, l’Istituto di Elettronica. L’insegnamento dell’elettronica era già presente da qualche anno, al Politecnico di Milano, e con esso, seguendo una tradizione di cui, come si è visto, Ercole Bottani era stato artefice, anche l’insegnamento delle Misure elettroniche. Anche in questo caso, il Politecnico di Milano fu pioniere grazie all’apporto di Paolo Schiaffino il cui nome, al Politecnico, è indissolubilmente legato alle Misure elettroniche. Il primo corso mantenne ancora il nome

di Misure elettriche, con, fra parentesi, la specifica che le tematiche affrontate riguardavano le nuove misure elettroniche e fu tenuto, dal 1958, proprio da Paolo Schiaffino, allora professore incaricato. Dal 1962 il corso cambiò nome in Misure elettroniche, nome che ha poi mantenuto fino a oggi, e fu tenuto ininterrottamente, fino alla prematura scomparsa, dallo Schiaffino. Questa la cronologia: – 1958-1962: Misure elettriche (misure elettroniche), docente Paolo Schiaffino; – 1962-1983: Misure elettroniche, docente Paolo Schiaffino; – 1983-1991: Misure elettroniche, docente Arnaldo Brandolini; – 1991-2005: Misure elettroniche, docente Elio Bava; – 2005-oggi: Misure elettroniche, docente Cesare Svelto. Come si vede, c’è un filo culturale unico che, al Politecnico di Milano, lega le Misure elettriche e le Misure elettroniche e le fa risalire agli albori dell’insegnamento dell’Ingegneria Elettrotecnica non solo a Milano, ma in tutta Italia. Quell’unico filo culturale ha fatto si che i due corsi fondamentali di misure abbiamo mantenuto lo stesso nome nel corso dei decenni, resistendo ai vari cambi di ordinamento dei corsi di studio che si sono succeduti e mantenendo saldi due principi: insegnare innanzitutto i fondamenti della misurazione e mantenere le attività di laboratorio come parte integrante e fondante della materia.

Alessandro Ferrero è professore Ordinario di Misure Elettriche ed Elettroniche al Politecnico di Milano. Si occupa di misure sui sistemi elettrici di potenza, di elaborazione numerica di segnali, di metodi di valutazione ed espressione dell’incertezza di misura e di metrologia forense. Ha presieduto il GMEE nel triennio 2004-2007 e la Instrumentation and Measurement Society dell’IEEE nel biennio 2008-2009. È stato Editor in Chief delle IEEE Transactions on Instrumentation and Measurement dal 2012 al 2016. È l’attuale direttore di Tutto_Misure. T_M ƒ 239

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STORIA E CURIOSITÀ


T U T T O _ M I S U r E Anno XX - n. 3 - Settembre 2018 ISSN: 2038-6974 Sped. in A.P. - 45% - Art. 2 comma 20/b Legge 662/96 Filiale di Torino Direttore responsabile: Alessandro Ferrero Vice Direttori: Alfredo Cigada, Pasquale Daponte Comitato di redazione: Bruno Andò, Pasquale Arpaia, Loredana Cristaldi, Zaccaria Del Prete, Nicola Giaquinto, Michele Lanna, Rosalba Mugno, Claudio Narduzzi, Carmelo Pollio, Lorenzo Scalise, Bernardo Tellini,  Gaetano Vacca, Emanuele Zappa, Luciano Malgaroli, Massimo Mortarino

redazioni per: Storia: Emilio Borchi, Riccardo Nicoletti, Mario F. Tschinke, Aldo Romanelli Le pagine delle Associazioni Universitarie di Misuristi: Alessandro Ferrero, Pasquale Daponte, Nicola Paone Le pagine degli IMP: Maria Pimpinella Comitato Scientifico: ACCREDIA (Filippo Trifiletti, Rosalba Mugno, Emanuele Riva, Silvia Tramontin); ACISM-ANIMA (Roberto Cattaneo); AEIT-ASTRI (Roberto Buccianti); AIPT (Paolo Coppa); AIS-ISA (Piergiuseppe Zani); A.L.A.T.I. (Paolo Giardina); ALPI (Lorenzo Thione); ANIE (Marco Vecchi); ANIPLA (Marco Banti, Alessandro Ferrero); AUTEC (Gabriele Bitelli), CNR (Ruggero Jappelli); GISI (Sebastian Fabio Agnello); GMEE (Pasquale Daponte); GMMT (Nicola Paone); GUFPI-ISMA (Luigi Buglione); IMEKO (Paolo Carbone); INMRI – ENEA (Pierino De Felice, Maria Pimpinella); INRIM (Diederik Sybolt Wiersma, Gianbartolo Picotto, Luca Callegaro); ISPRA (Maria Belli) Videoimpaginazione e Stampa: la fotocomposizione - Torino Autorizzazione del Tribunale di Casale Monferrato n. 204 del 3/3/1999. I testi firmati impegnano gli autori. A&T - sas Direzione, redazione, Pubblicità e Pianificazione Via Principi d’Acaja, 38 - 10138 Torino Tel. 011 0266700 - Fax 011 0266711 E-mail: info@affidabilita.eu Web: www.affidabilita.eu Direzione Editoriale: Luciano Malgaroli, Massimo Mortarino È vietata e perseguibile per legge la riproduzione totale o parziale di testi, articoli, pubblicità e immagini pubblicate su questa rivista sia in forma scritta sia su supporti magnetici, digitali, ecc. ABBONAMENTO ANNUALE: 40 EUrO (4 numeri cartacei + 4 sfogliabili + 4 numeri telematici) ABBONAMENTO BIENNALE: 70 EUrO (8 numeri cartacei + 8 sfogliabili + 8 numeri telematici) Abbonamenti on-line su: www.tuttomisure.it L’IMPOrTO DELL’ABBONAMENTO ALLA PrESENTE PUBBLICAZIONE È INTErAMENTE DEDUCIBILE. Per la deducibilità del costo ai fini fiscali fa fede la ricevuta del versamento effettuato (a norma DPR 22/12/86 n. 917 Art. 50 e Art. 75). Il presente abbonamento rappresenta uno strumento riconosciuto di aggiornamento per il miglioramento documentato della formazione alla Qualità aziendale.

ABBIAMO LETTO PER VOI

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La Redazione di Tutto_Misure (info@tuttomisure.it)

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MEASURING UNCERTAINTY WITHIN THE THEORY OF EVIDENCE Simona Salicone e Marco Prioli 330 pp. – Springer International Publishing (1a edizione, 2018) ISBN: 978-3-319-74137-6 (cop. rigida) ISBN: 978-3-319-74139-0 (e-book) Prezzo (Springer): € 116,04 (copertina rigida), € 91,62 (e-book) Prezzo (Amazon prime): € 110,48 (cop. rigida)

Si potrebbe pensare che questo libro sia una sorta di seconda edizione del libro “Measurement Uncertainty An Approach via the Mathematical Theory of Evidence”, pubblicato nel 2007 dalla Salicone, sempre per i tipi di Springer. Nulla di più sbagliato. Questo libro riprende completamente l’approccio alla valutazione ed espressione dell’incertezza nella teoria dell’evidenza, rivisto e reso ancora più rigoroso alla luce di 10 anni di ulteriori studi. La prima parte del libro riprende i fondamenti della teoria dell’evidenza e delle Random Fuzzy Variables (RFV), e dimostra come sia possibile inquadrare la valutazione e l’espressione dell’incertezza all’interno di questa teoria, giungendo a una generalizzazione dell’attuale approccio probabilistico. La seconda parte mostra, anche con numerosi esempi, come definire le RFV a partire dall’informazione disponibile e come combinarle, sempre in accordo con l’informazione disponibile. Il libro è poi corredato da un software, liberamente scaricabile con l’acquisto, che consente al lettore di interagire con l’approccio proposto, generando e combinando le RFV attraverso funzioni di misura personalizzabili. Un libro che non può mancare nella libreria di chi, occupandosi di misure, vuole aprirsi anche ad approcci non totalmente convenzionali. Un libro che, come già il precedente, non vuole essere un punto di arrivo, ma un punto di partenza da considerare, anche criticamente, per cercare una soluzione matematicamente rigorosa ai tanti problemi ancora irrisolti.

LE AZIENDE INSERZIONISTE DI QUESTO NUMERO AEP Transducers A&T Aerotech Aviatronik burster Cibe

p. 216 3a di cop. pp. 192-210 4a di cop. pp. 174-210 p. 204

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pp. 161-205

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pp. 180-198

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NEL PROSSIMO NUMERO

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• Tra taratura e riferibilità (parte 5a) • Compensazione automatica degli errori geometrici nella produzione di CMM • La misura del tempo sulle navi

Deltamu Italia

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E molto altro ancora...

Hexagon Metrology

T_M

N.

3/18 ƒ 240

DSPM Industria Flir HBM Italia

pp. 188-204 p. 214 pp. 172-209-216-218 pp. 170-216-238

p. 198

Keyence

p. 166 p. 176 pp. 168-206 p. 212 pp. 184-218

Physik Instrumente

pp. 178-206

Renishaw

pp. 162-222

Rupac VEA

2a di cop. pp. 164-210-222


TUTTO_MISURE LA RIVISTA DELLE MISURE E DEL CONTROLLO QUALITÀ - PERIODICO FONDATO DA SERGIO SARTORI ORGANO UFFICIALE DELL’ASSOCIAZIONE “GMEE” E DI “METROLOGIA & QUALITÀ”

ANNO XX N. 03 ƒ 2 018

EDITORIALE Quel che resta

IL TEMA

XISSN 2038-6974 - Poste Italiane s.p.a. - Sped. in Abb. Post. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, NO / Torino - nr 3 - Anno 20- Settembre 2018 In caso di mancato recapito, inviare al CMP di Torino R. Romoli per restituzione al mittente, previo pagamento tariffa resi

TUTTO_MISURE - ANNO 20, N. 03 - 2018

Metrologia 4.0 Dalla prospettiva di un grande gruppo

GLI ALTRI TEMI La misura del gas Tra taratura e riferibilità I materiali di riferimento

ALTRI ARGOMENTI Misure e fidatezza Smart Metrology La 17025: Organizzazione – Parte V Metrologia legale: E se si portano via il contatore? Storia: Il primo corso di Misure Elettriche in Italia

AFFIDABILITÀ & TECNOLOGIA

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Tutto_Misure n. 3 - 2018  

L'unica rivista Italiana nel settore delle misure e del controllo di qualità - Direttore Alessandro Ferrero

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