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Franco Docchio

EDITORIALE

Lo Stato che manca

The Missing State Cari lettori! Quando mi leggerete, le Elezioni Europee saranno archiviate, dunque non devo pormi il problema di non infrangere la “par condicio” citando questo o quel politico. Vi chiedo dunque: qual è l’elemento comune tra una partita di calcio e le misure riferibili? Secondo me, la mancanza dello Stato. L’altra sera ho avuto l’infelice idea di accendere la televisione e assistere alla finale di Coppa Italia di calcio all’Olimpico. È stato un susseguirsi di episodi che suscitano vergogna: dalla negoziazione dell’iniziare o no una partita con il capo dei tifosi di una delle squadre, elemento di dubbia reputazione e in bilico su una struttura, al lancio di bombe carta per far pressioni su chi doveva decidere se iniziare o no, e dalla presenza imbarazzata a questo spettacolo di alcune delle massime autorità dello Stato. Tuttavia quello che mi ha fatto più vergognare sono stati i fischi all’inno di Mameli. Mi capite? È sicuramente maleducato e riprovevole che, in una competizione internazionale, i tifosi (quasi sempre italiani) fischino l’inno nazionale del team avversario (forse per scaramanzia, come fischiare le azioni degli avversari durante la partita). Ma una partita tra due squadre italiane? E non è una questione di leghismo o di voglia d’indipendenza da Roma, tant’è vero che entrambe le contendenti erano di città sotto il Po. E allora? L’unica spiegazione che mi sono dato è stata che c’era, da parte dei tifosi che fischiavano, una diffusa ostilità nei confronti dello Stato o dell’assenza di Stato. Lo Stato che non c’era l’altra sera è quello che non tutela i lavoratori, specialmente i giovani (la disoccupazione, tra i giovani e specialmente al Sud, è a livelli catastrofici). Lo Stato che ancora umilia, con i suoi bizantinismi e le sue burocrazie, la voglia di fare dei più, e confonde volutamente riforme con demagogia. Chissà se i politici presenti quella sera, udendo i fischi, non hanno riflettuto sull’opportunità di restare allo stadio o uscirne. E le misure riferibili? Durante l’interessante Convegno dei Centri accreditati, organizzato da Accredia ad Affidabilità & Tecnologie, il 16 aprile scorso, le autorità convenute hanno messo a fuoco luci e ombre dell’accreditamento in Italia (un’approfondita sintesi è presente nelle pagine interne di questo numero). Un esempio eclatante, portato dal Vicepresidente di Accredia, Prof. Paolo Vigo, è la situazione della Terra dei Fuochi, di ben triste attualità, dove ancor oggi, per le misure di inquinamento

ambientale e del suolo è permesso l’uso di strumentazione non riferibile (quindi qualsiasi risultato, direte voi, è altrettanto probabile). Ciò è tra l’altro dimostrato dall’evidenza, riportata dal Direttore di Accredia Dott. Filippo Trifiletti, che in Italia c’è un solo Laboratorio accreditato per misure in chimica e biologia (contro le decine o centinaia di altri Paesi). E, se lo Stato non pretende la riferibilità delle misure che lo riguardano (salute, ambiente, alimentare), chi dovrebbe farlo? Aggiungiamoci anche le vicende della Montedison, dove i risultati delle misurazioni sulla popolazione, nei pressi della discarica di Bussi sul Tirino, erano pure state eseguite e sono state tenute nel cassetto. Per inciso, anche il Presidente di A.L.A.T.I., nell’intervista pubblicata in questo numero, mette la piaga sui costi della riferibilità e della riduzione dell’incertezza, in presenza di “pirati delle misure”. Ebbene, chiunque sia stato eletto nel Parlamento Europeo avrà il compito di rendere ragione, nei confronti dei colleghi parlamentari degli altri Stati, di questa latitanza delle Istituzioni che dovrebbero, viceversa, garantirci e permeare di sé la nostra esistenza. Ma lo faranno? Per passare alle (poche) buone notizie, anche quest’anno l’evento Affidabilità & Tecnologie ha chiuso in attivo, con un soddisfacente incremento di visitatori ed espositori. E la nostra Rivista ha avuto un lusinghiero incremento di contributi e di inserzionisti, che contiamo di mantenere e migliorare ulteriormente. Segno di una ripresa della fiducia da parte delle imprese del mondo delle misure? È presto per dirlo: molte testimonianze dal mondo delle imprese sono decisamente ancora negative. Ma ci vogliamo credere. Il numero 2/2014 è dedicato, dunque, ai Centri Accreditati, con la citata raccolta dei messaggi di benvenuto delle autorità al Convegno. Anche qui una buona notizia iniziale: anche in un periodo di “spending review”, le tariffe ACCREDIA per l’accreditamento hanno subito variazioni al ribasso! Lo speciale segue con un articolo di Michele Lanna sulle competenze statistiche degli operatori dei Centri accreditati e con la breve nota tecnica di un operatore di uno di questi Centri. Per la cronaca, questo numero è molto ricco di contenuti e siamo stati costretti a rimandare al prossimo numero alcune rubriche che ci erano ormai familiari. Ma torneranno nel prossimo numero. Vi auguro, in anticipo, buone vacanze. Che la ripresa autunnale sia proficua! E che il nostro Governo passi dalle riforme previste alle riforme realizzate! E a un maggiore rispetto nei confronti dei suoi “governati”. Buona lettura! Franco Docchio

T_M

N.

2/ 14 ƒ 8 5

Tutto_Misure 02/2014  

L'unica Rivista Italiana interamente dedicata alle misure e al controllo di qualità - Direttore Franco Docchio

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