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Franco Docchio

EDITORIALE

Aspettando l’aurora...

Waiting for the dawn Cari lettori! Tempi strani per un Paese strano. In questi ultimi mesi ne abbiamo viste di tutte. Elezioni che hanno portato a un’ingovernabilità latente del Paese; un movimento “anti-tutto” che fa da ago della bilancia; un Presidente del Consiglio “Tecnico” che si improvvisa Politico e ne rimane “bruciato”; un partito di maggioranza relativa che riesce a farsi molto male da solo; un Presidente della Repubblica rieletto (primo caso della storia repubblicana) dopo che aveva ripetutamente declinato gli inviti a ricandidarsi; la riedizione di una coalizione che, a una settimana dal primo voto di fiducia, incespica nei veti incrociati su questo o quel disegno di legge. Come inizio per l’auspicata “terza Repubblica” c’è da farci il famoso “brodo”! La buona notizia in questo mare d’incertezza è che la nuova compagine governativa sembra composta in maggioranza da elementi con esperienza e/o con voglia di fare (anche se esistono eccezioni). Speriamo bene! Per quanto riguarda le prime mosse del Governo sui temi che ci riguardano, l’inizio sembra promettente: un impegno a non tagliare i fondi per Istruzione e Ricerca e la nomina di un Amministratore Unico per Expo 2015, che faccia fare un salto di qualità all’organizzazione dell’evento. Per quanto riguarda il primo punto, attendiamo le prime mosse del neo-Ministro dell’Istruzione e Ricerca Carrozza, docente di provata esperienza manageriale e stimata in ambito accademico. Nel weekend trascorso, presso il mio Dipartimento si è tenuto un convegno dell’American Society for Mechanical Engineering (ASME), interamente organizzato da studenti dei Dipartimenti di Ingegneria Meccanica e dell’Informazione. Vi ho preso parte come Relatore in materia di Brevetti, Startup e Incubatori e ho scambiato pareri con i dirigenti del branch europeo della Società presenti all’evento, che ha visto anche gruppi di studenti competere in un concorso di progetti nel campo dell’automazione e della robotica. Ebbene, tutti hanno mostrato il loro stupore e apprezzamento per la vitalità, disponibilità, inventiva, spirito organizzativo della mia Università, accompagnati da una sincera ammirazione per la qualità del contri-

buto scientifico dei Dottorandi che hanno esposto i loro poster nell’atrio. “Dall’Università Italiana non ce lo aspettavamo” mi hanno detto in molti. Ebbene questo conforta la mia convinzione, già espressa in queste pagine, che l’Università italiana è viva e vitale, nonostante gli orpelli burocratici, la mancanza di una governance che promuova e non imbrigli docenti, ricercatori e studenti e la mancanza strutturale di fondi. Altrettanto vivo e vitale mi è sembrato l’evento Affidabilità & Tecnologie 2013, che ha visto una partecipazione di espositori e pubblico in crescita numerica e qualitativa. L’impressione generale è quella di una classe imprenditoriale con un maggior grado di ottimismo rispetto agli anni scorsi, pure all’interno del quadro economico e sociale che conosciamo. I convegni, di elevata qualità (come si riporta in questo numero), hanno visto ampia partecipazione di neo-imprese, start-up e ricercatori che hanno esposto le loro applicazioni di punta con un’attenzione alle ricadute (trasferimento tecnologico e “industrializzazione” dei prodotti della ricerca) che fino a poco tempo fa sembrava sconosciuta. Spero vivamente che questa “corsa” all’imprenditoria nei settori high-tech serva da stimolo verso un maggiore e più proficuo utilizzo lavorativo delle giovani e inventive menti dei nostri laureati e Dottori di Ricerca. È fondamentale che l’opera del Governo non si limiti all’emanazione di leggi a favore dell’imprenditoria giovanile e della ricerca applicata, ma che queste leggi vengano adeguatamente finanziate e i finanziamenti (basati sul merito e non distribuiti a pioggia) vengano resi disponibili subito e interamente (non un anno o più dopo la presentazione della domanda). Solo in questo modo lo spirito innovatore delle giovani generazioni verrà premiato. Dalla finestra del nostro nuovo appartamento ascolto l’incredibile varietà di uccelli cantare nel bosco circostante. Cantano già alle prime luci dell’alba, poi a un tratto, come a comando, si zittiscono. Attendono l’aurora. Forse dubitano del suo arrivo. Infine esplodono con la melodia del loro canto. Anche noi, nonostante tutto, attendiamo un po’ increduli, ma tutto sommato ostinatamente fiduciosi, l’arrivo del sole. Buona lettura!

Franco Docchio

T_M

N.

2/13 ƒ 85

Tutto_Misure 02/2013  

L'unica Rivista Italiana interamente dedicata alle misure e al controllo qualità - Direttore Franco Docchio

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