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Franco Docchio

EDITORIALE

Un ateneo in meno!

A University is missing! Cari lettori!

Un paio di giorni fa (il 31 Gennaio n.d.r.) è stato pubblicato un documento CUN sullo sato dell’Università Italiana, che ha fatto il giro dei quotidiani e dei media. Vediamo. Da 10 anni a questa parte le immatricolazioni di studenti nelle Università sono diminuite di 58.000 unità. Una media Università in meno, è il commento dei più! Il trentaquattro per cento degli studenti sono fuori corso. Il diciassette per cento degli iscritti non fa esami. I fondi per le sedi sono in progressivo calo. Il rapporto tra laureati e giovani fino ai 34 anni in Italia è del 20%, contro il 30% della Germania. Le tasse per gli studenti sono aumentate, senza che venga percepito un incremento nella qualità e nella quantità dei servizi forniti. E… i docenti diminuiscono, a causa del blocco del turnover, del blocco dei concorsi che sbarra la strada ai giovani in ingresso e allunga l’età media del personale docente, che via via raggiunge l’età pensionabile (e molti sessantenni sono già… fuggiti dall’università). Ci sono ovviamente eccezioni, ma questa è la situazione e dobbiamo prenderne atto. A questi dati aggiungo che, per la mia Area d’Ingegneria (non si chiama più Facoltà…) la situazione è solo un po’ più rosea, ma nemmeno tanto. Siamo sì rimasti a un apprezzabile numero di matricole, ma questo avviene a fronte di un inquietante calo della qualità media degli studenti in ingresso (ne fa fede lo “score” raggiunto ai test di ammissione). Gli studenti dei licei disertano Ingegneria, lasciandola a diplomati di Istituti Tecnici, Geometri, ecc., che spesso si iscrivono pur avendo un lavoro e dunque non fanno esami o ne fanno pochi. Il bisogno di lavorare per pagarsi gli studi di questi tempi allunga i tempi di permanenza in Università, e ciò giustifica il numero elevato di fuori corso. Come ho scritto in altro editoriale, le riforme che si sono succedute dal 2000 a oggi non sono servite a migliorare la situazione. Il 3+2 così come è stato interpretato dagli Atenei non ha funzionato, pur avendo molte possibilità di funzionare. Troppi, e inutili, i corsi di studio,

molti dei quali hanno sfornato disoccupati. Troppi gli studenti che hanno continuato il percorso formativo perché il laureato di primo livello non era sufficientemente appetito dall’impresa. E poi la questione dei Dottorati di Ricerca. Troppo pochi gli allievi di Dottorato, limitati dall’inutile prassi dei concorsi e delle Borse Ministeriali in calo. E limitati anche dalla scarsa percezione che le imprese hanno del valore aggiunto del Dottore di Ricerca nella struttura di R&S aziendale. Orbene, in questo contesto tutti (!) i programmi elettorali, le agende di questo o quel candidato premier, pongono l’istruzione, la ricerca e l’imprenditoria giovanile come motore e volano del progresso e dell’uscita dalla crisi. C’è da credere che alle parole seguano i fatti? Governi di colori politici diversi si sono avvicendati in questi ultimi trent’anni, e non si è percepita (neanche con l’ultimo) nessuna inversione di tendenza. Oggi, all’inizio della Campagna elettorale, non si sa chi ci governerà. Quando mi leggerete saprete a chi chiedere quell’inversione di tendenza che è assolutamente necessaria per far rimanere il nostro Paese nel rango dei Paesi dell’UE, rango dal quale stiamo a poco a poco scivolando fuori. Dopo queste note cupe, torniamo a un po’ di ottimismo… Anche nel 2012 la nostra Rivista ha avuto un lusinghiero apprezzamento dai lettori, sia nella versione su carta che in quella online. Nuove rubriche si sono aggiunte a quelle già esistenti. Altre se ne aggiungeranno quest’anno. Le Tavole Rotonde Virtuali sono state molto apprezzate, e verranno continuate nel 2013. Siamo ora alla vigilia dell’evento “Affidabilità & Tecnologie 2013”. Molti di voi mi leggeranno in quell’occasione. Quest’anno abbiamo ritenuto opportuno allargare l’offerta di tecnologia e innovazione alla Fotonica, con l’evento associato TecFo®. La speranza è che la Fotonica, che vanta tanti Centri di Ricerca attivi in Italia, possa venire percepita anche dal mondo industriale come un’opportunità per un sviluppo produttivo, per investimenti in R&S e per trasferimento tecnologico. Sono sicuro che TecFo® riuscirà a bissare il successo della Visione Artificiale all’interno di A&T! Buona lettura!

Franco Docchio

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