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Franco Docchio

EDITORIALE

Navigando tra i siti degli Istituti Metrologici...

Navigating among the Metrological Institutes websites... Cari lettori! Nella cornice della prolungata estate che tutt’a un tratto diventa un inverno anticipato (dove sono le mezze stagioni?), degli eventi atmosferici che scuotono New York e degli eventi politici che scuotono il nostro povero Paese, sono a scrivere questo editoriale che fa da preambolo a un numero della Rivista dedicato per buona parte al contributo del suo fondatore, Sergio Sartori. Ho “oziato” (sto finalmente concludendo la convalescenza per un “rimpiazzo” di anca) navigando, tra l’altro, tra i siti degli istituti metrologici e ho trovato un paio di suggestive notizie che meritano attenzione. La prima è tratta dal sito del National Physical Laboratory (NPL) inglese, e parla di una collaborazione tra l’Istituto stesso e un’Università inglese, per lo “sfruttamento” della radiazione X da stelle “decedute” (le cosiddette Pulsar, stelle di neutroni in rapida rotazione attorno al nucleo, residui di stelle che hanno terminato il loro ciclo di vita e sono collassate) come “guida” per la navigazione di astronavi nello spazio interstellare ai confini del sistema solare e oltre. Questa sorta di “GPS” stellare ridurrebbe i costi e i tempi delle attuali trasmissioni da e verso la terra, entrambi elevati a causa delle notevoli distanze. Questa ricerca fa parte, per l’NPL, della ricerca sul tempo e la frequenza dell’Istituto e dimostra la lungimiranza e la proiezione verso il futuro della metrologia avanzata, che investe tempo e risorse in ambiti applicativi con ricadute a medio, se non a lungo, termine. La seconda notizia deriva da una visita al sito del nostro Istituto Metrologico e si riferisce a un convegno svoltosi nei giorni scorsi in compartecipazione tra l’I.N.Ri.M. e il Politecnico di Torino, dal titolo “The time machine Factory”. A metà tra convegno scientifico e occasione per un’opera di divulgazione anche verso i non esperti di meccanica quantistica o relatività generale, l’evento mette a fuoco la non escludibile fattibilità di un ritorno al passato o un salto nel futuro, da coniugare con la necessità di salvaguardare la casualità e non perturbare lo scorrere naturale degli eventi. Il viaggio nel tempo ha esercitato su di me un grande fascino fin da bambino, e continua a esercitarlo anche ora; la sua fattibilità deriva anche da quei nuclei di distorsione spazio-temporale costituiti dai buchi neri, importanti per un approccio più realistico alla rivalutazione del tempo come coordinata “bidirezionale”. A proposito di viaggi nel tempo e di possibilità di “correggere” storture del passato per un mondo migliore, sono convinto che la sentenza che ha condannato i sei esperti della Commissione Grandi Rischi della Protezione Civile sia uno degli eventi a cui sia necessario porre rimedio. Per un ricercatore come me, membro di quella categoria che fa della ricerca della verità un obiettivo incondizionabile dal potere, la sentenza stupisce e allarma. Stupisce per il fatto che i giudici non hanno tenuto conto della “manipolazione dell’incertezza” (in questo caso, l’ovvia incertezza nella stima della probabilità di un

evento sismico delle proporzioni di quello dell’Aquila) da parte del potere, solo per i suoi scopi mediatici. Allarma per l’inevitabile perdita di credibilità, da un lato, del corpo degli scienziati e dei tecnici nei confronti dell’opinione pubblica, e della tentazione, da parte di questi, di evitare di assumersi responsabilità specie in settori ad alta incertezza e nei quali il rapporto con il potere e con i media è più stretto. Fa piacere che da tutto il mondo si siano levate voci di dissenso e di condanna nei confronti di questa sentenza. Fa piacere, anche in assenza di viaggi nel tempo che possano correggere l’evento, che esista un secondo grado di giudizio per raddrizzare questa stortura. Il feedback dei lettori all’ultimo numero della Newsletter Tutto_Misure News è stato lusinghiero, e soprattutto ha dimostrato il notevole interesse dei laboratori di taratura per la costituzione dell’associazione A.L.A.T.I., che li dovrebbe raggruppare e dovrebbe proporsi come interfaccia diretta nonché membro di ACCREDIA. Spero proprio che l’associazione possa raccogliere tra i soci un cospicuo numero di laboratori prove e tarature, per contare di più a livello nazionale. Alcuni lettori avranno notato, nell’ultimo numero di Tutto_Misure News, e noteranno anche in questo numero cartaceo, nella Rubrica “Notizie dal Mondo delle Misure…”, una notizia che riguarda offerte di posizioni accademiche all’Università Tecnica di Abu Dhabi. La notizia, oltre che un riconoscimento per un prestigioso posto di Full Professor affidato a un membro del GMEE (l’Ing. Marco Mugnaini, Unità di Siena), è la dimostrazione che giovani ricercatori nostrani possono a pieno diritto ambire a posizioni accademiche di alto livello presso importanti Università straniere. Non me ne vogliano i fautori del cosiddetto “rientro di cervelli”: credo che uno dei compiti dello staff della Rivista sia favorire quanto più possibile l’inserimento di giovani preparati e di valore in posizioni di prestigio di Università e imprese in tutto il mondo, in un’ottica di sana competizione a livello globale. Buona fortuna a Marco e a tutti coloro che tenteranno un’avventura all’estero, in attesa di tempi migliori per il loro inserimento nelle nostre Università e imprese! Infine, avviso alle aziende che hanno, o vogliono attivare, collaborazioni con Università. Oggi (31 ottobre, n.d.r.), come già anticipato in altro numero della rivista, le Università “perdono” le Facoltà. Responsabili della ricerca e della didattica saranno, in futuro, unicamente i Dipartimenti, che potranno all’uopo proporre un organismo di coordinamento con poteri molto limitati rispetto alle vecchie Facoltà. Dunque, per la maggior parte delle imprese, i nuovi interlocutori saranno i Dipartimenti. E, a proposito di Dipartimenti, segnalo che con oggi cessa la mia afferenza al Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione e da domani inizia la mia afferenza al Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Industriale (stessa Università di Brescia). Dopo anni di militanza nel precedente Dipartimento, questo cambiamento mi emoziona, ma spero di poter dare, anche nella nuova struttura, un contributo fattivo per la promozione del trasferimento tecnologico universitàimpresa e per una ricerca e una didattica di qualità per il nostro Ateneo. Buona lettura! Franco Docchio

T_M

N.

4/12 ƒ 245

Tutto_Misure 04/2012  

L'unica Rivista Italiana interamente dedicata alle misure e al controllo qualità - Direttore Franco Docchio

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