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Franco Docchio

EDITORIALE

Buone notizie (nonostante la crisi)

Good news (despite the crisis) Cari lettori! Di solito inizio i miei editoriali con un accenno alla realtà socio-politica del nostro Paese. In questo frangente, mi piacerebbe che mi fosse consentito di evitarlo: la nostra situazione è talmente ingarbugliata e contorta che non ho la competenza per affrontarla. Sono stato a trovare mia moglie Giovanna negli Stati Uniti (v. rubrica sulla Visione Artificiale) e ho potuto toccare con mano la situazione della ricerca di quel Paese, ma soprattutto, avendo passato un weekend con amici in New Jersey (un banchiere in pensione), ho avuto modo di verificare che, in questi ultimi mesi, il nostro Paese è diventato l’ago della bilancia nelle sfide economico-finanziarie mondiali. Fino a sei mesi fa erano l’economia e la finanza USA a dettare le regole del gioco: ci svegliavamo al mattino e l’andamento della Borsa italiana era condizionato dai risultati di Wall Street del giorno prima. Oggi gli occhi del mondo sembrano puntati a ciò che il (non) governo Italiano1 fa per definire gli andamenti delle borse mondiali. Il mondo guarda all’Europa, l’Europa guarda all’Italia (ormai Grecia, Portogallo, Spagna, Irlanda sono confinati a un ruolo di “sparring partners”) e l’Italia… non c’è o, se c’è, rema contro se stessa. Stringiamo i pugni, teniamo duro, confidenti che prima o poi la nostra politica riuscirà a fare un salto di qualità e prendere consapevolezza del ruolo che le è affidato dal contesto europeo e mondiale. Come detto sono reduce da una piacevole settimana al MIT in compagnia di mia moglie Giovanna, dove ho avuto modo di fare “vita di Dipartimento e di Laboratorio”, ma soprattutto di scambiare contatti con colleghi italiani e locali. Da questi ultimi, e dal sentore che ho avuto rispetto all’attività scientifica svolta in quella prestigiosa sede, mi sembra di poter confermare quanto scritto da Giovanna nella sua rubrica, e cioè: (i) i fondi (ingenti, anche se in calo) che pervengono ai ricercatori del MIT sono per lo più statali/federali e le aziende latitano anche lì; (ii) il sistema è caratterizzato da un’elevata efficienza amministrativa e da un’elevatissima capacità e propensione a pubblicizzare l’eccellenza dell’Istituto; (iii) a questo non sempre corrisponde un’obiettiva efficacia del lavoro scientifico dei ricercatori in termini di risultati rapportati ai finanziamenti erogati. E, non ultimo, anche in quella sede l’attenzione alla proprietà industriale non è sempre altissima! Mi crolla un MITo (scusate il gioco di parole)! È sicuramente una buona notizia per noi Italiani, in quanto rivaluta le nostre Sedi, che hanno (ancora) una scarsa propensione alla pubblicizzazione delle proprie ricerche ma, spesso, svolgono ricerche di qualità uguale, se non superiore, rispetto ai cugini sul fiume Charles. V’è da dire che iniziative di promozione della ricerca come quelle locali bresciane vanno nella direzione sperata di far cono-

scere le eccellenze della ricerca in molti settori dell’Ingegneria e delle Biotecnologie. Proprio da questa rinata certezza nelle nostre capacità e nei limiti di istituti più blasonati deriva l’invito forte a Università e Industrie a tenere duro in questi momenti di crisi, sviluppare ogni possibile sinergia e valorizzare al meglio le competenze scientifiche e tecnologiche nazionali. È la seconda volta che chiedo a tutti di “tener duro” su queste pagine, ma consentitemelo! In questo contesto, ho due notizie (buone): la prima è la costante, anzi accresciuta, presenza della Rivista in importanti sedi espositive nazionali. L’ultima, in ordine di tempo, è “Teknomotive 2011”, importante manifestazione del settore del terziario in ambito automotive tenutasi a Brescia alla fine di ottobre. La rivista era presente con uno spazio espositivo, in sinergia con il Quotidiano di Brescia, città che ospitava la manifestazione. Crisi permettendo, è stata un’occasione per stringere rapporti utili per la promozione della Rivista e degli eventi a essa collegati. La seconda notizia è corollario di quanto ho scritto poc’anzi e riguarda l’incremento di contributi, da parte dei portatori d’interesse della rivista, alle notizie in tema di R&D nel campo delle Misure e dell’Automazione. Un numero crescente di “News” e proposte di convegni: questo è il risultato di una campagna di sensibilizzazione finalizzata a promuovere la visibilità delle Associazioni che si riconoscono nella Rivista, per favorire il trasferimento tecnologico delle attività di ricerca svolte dalle Università e dai Centri di Ricerca nazionali. In questo numero viene attivata una rubrica di “Lettere al Direttore”, con lo stimolante contributo di un collega (già preventivamente commentato nello scorso numero telematico) che riguarda la valutazione della didattica dei candidati alle prove abilitanti per l‘ingresso nel mondo dell’Università. Devo dire che sto raccogliendo impressioni del tutto positive da parte di colleghi sull’esigenza di valutare, ad esempio, adeguatamente la didattica dei candidati in aggiunta alla produzione scientifica. In conclusione, un primo caldo invito: continuate a contribuire alla promozione di attività di ricerca, trasferimento tecnologico, brevetti, iniziative portate al successo. Questo vale anche per le aziende, in un’ottica di convivenza e stimolo reciproco. Un secondo “caldissimo” invito: negi USA, più di un interlocutore mi ha invitato a proporre idee innovative italiane e start-up nazionali al mondo del Venture Capital americano, per eventuali finanziamenti (dicono che siano cospicui, da quelle parti!). Scrivetemi: vi farò da tramite! Buona lettura e, naturalmente, buone Feste!

Franco Docchio 1 Per (non) governo intendo qui la (non) partecipazione fattiva a un’armonica dialettica politica e amministrazione della cosa pubblica: oggi siamo alle prese con una (non) maggioranza e una (non) opposizione.

T_M

N.

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L'unica Rivista italiana interamente dedicata alle misure e al controllo qualità - Direttore Franco Docchio

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