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VISIONE ARTIFICIALE

A cura di Giovanna Sansoni (giovanna.sansoni@ing.unibs.it)

Vicks VapoRub, Ferrari & Co. Un’introduzione alla Visione Artificiale

VICKS VAPORUB, FERRARI & CO: AN INTRODUCTION TO INDUSTRIAL VISION The section on Artificial Vision is intended to be a “forum” for Tutto_Misure readers who wish to explore the world of components, systems, solutions for industrial vision and their applications (automation, robotics, food & beverage, quality control, biomedical). Write to Giovanna Sansoni and stimulate discussion on your favorite topics. RIASSUNTO La rubrica sulla visione artificiale vuole essere un “forum” per tutti i lettori della rivista Tutto_Misure interessati a componenti, sistemi, soluzioni per la visione artificiale in tutti i settori applicativi (automazione, robotica, agroalimentare, controllo di qualità, biomedicale). Scrivete alla Prof. Sansoni e sottoponetele argomenti e stimoli. Benvenuti nella nuova rubrica di Tutto_Misure dedicata alla visione! Non saprei con quale altra espressione iniziare questa mia prima esperienza come responsabile di un piccolo spazio dedicato a un argomento così vasto e “caldo” come quello riguardante le tecnologie, la strumentazione, i metodi di misura e le applicazioni inerenti la visione. Mi occupo di visione da quasi venticinque anni, ho iniziato quando le telecamere erano solo analogiche, i computer avevano il Bus ISA e memorie da 250 MB, e i frame grabber, se si voleva fare qualcosa di appena passabile, costavano dai 10 milioni di vecchie Lire in su. Dimenticavo: i sistemi di sviluppo erano composti di un insieme (piuttosto ricco, devo dire) di funzioni, rigorosamente richiamabili da ambienti di programmazione non proprio ad alto livello, e il cui debugging non era per niente ‘friendly’, come si usa dire adesso. “Compatibilità” era un requisito del quale si parlava molto, e nella pratica era sostanzialmente assente. Tuttavia la soddisfazione di vedere finalmente la telecamera inviare le immagini a un monitor, e vedere il piccolo applicativo software (sviluppato in proprio) memorizzarle, era grande. Meglio ora che allora, visto l’enorme sviluppo che ha caratterizzato la tecnologia della visione, il cui mercato è attualmente ricchissimo di dispositivi a diversi livelli di complessità e costi, pensati per risolvere un’ampia gamma di problemi applicativi. Ben mi guardo dall’oberare (per ora) il lettore con dotte dissertazioni su dispositivi, sistemi e applicazioni. Dedicherò invece lo spazio di questo esordio a formulare alcune considerazioni, assolutamente personali, frutto della mia esperienza lavorativa. VICKS VAPORUB

Quand’ero bambina, qualunque affezione delle vie respiratorie veniva curata con il Vicks VapoRub. Era un medicinale facilmente reperibile senza prescrizione medica, a basso costo e di posologia semplice. Con i

sistemi di visione, oggi sta accadendo un fenomeno abbastanza simile. Ve n’è un’amplissima gamma, il marketing che ne viene fatto punta sul basso costo, sulla versatilità, sulla semplicità di utilizzo e sul principio “installa e dimenticatene”. Cresce il numero di

fiere dedicate alla visione con notevole successo di pubblico e di affari. Si guarda sempre di più ai moderni sistemi come alla panacea per ogni specifico problema applicativo: basta installare una telecamera e caricare un po’ di software, e il gioco è fatto. Non è così, purtroppo. Lo è (in una certa misura) se il problema è di semplice soluzione, ma questa è una situazione rara (per la mia esperienza). Quello che più spesso mi capita è che mi venga chiesta una consulenza per risolvere problemi in cui il sistema di visione debba avere i seguenti requisiti: (i) la qualità della misura tipica del particolare caso, (ii) il controllo al 100% dei pezzi, (iii) un’alta velocità, (iv) un altissimo grado di flessibilità, (v) una trascurabile manutenzione e (vi) un basso costo. Il requisito di flessibilità può concretizzarsi nell’effettuazione della misura su pezzi di dimensioni in un intervallo molto ampio, caratterizzati da estrema variabilità delle caratteristiche delle superfici (i pezzi possono essere puliti, macchiati, lucidi, opachi, colorati, neri, trasparenti). In alternativa, vi è il requisito che il sistema di visione debba poter essere utilizzato per controlli a temperatura ambiente e per controlli ad alta temperatura. La necessità di manutenere il sistema fa insorgere nel cliente un certo grado di sospetto, anche se in molte situazioni ambientali (sistemi posti dove l’ambiente è quello della linea di produzione, e non quello di un laboratorio di prove e misure), è indispensabile prevedere la pulizia delle ottiche, e un controllo periodico della taratura del sistema. Questi requisiti aumentano significativamente la complessità del problema di misura. L’aspetto di costo è il più critico nel rapporto consulente/cliente, perché rappresenta un elemento sul quale è spesso impossibile effettuare una trattativa.

T_M

N.

1/11 ƒ 47

Tutto_Misure 01/2011  

L'unica Rivista italiana interamente dedicata alle misure e al controllo qualità - Direttore Franco Docchio

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