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Riso di vino e d’acque

Le Terre delle Colline Novaresi e del Sesia Il drappo dei Comuni

Barengo Boca Briona Caltignaga Carpignano Sesia Cavaglietto Cavaglio d’Agogna Cavallirio Cressa Cureggio Fara Novarese Fontaneto d’Agogna Ghemme Grignasco Landiona Maggiora Mandello Vitta Prato Sesia Romagnano Sesia San Nazzaro Sesia Sillavengo Sizzano Suno Villata


Progetto di valorizzazione territoriale - PVT: Riso di vino e d'acque. Le Terre delle Colline Novaresi e del Sesia

Segreteria di coordinamento - Agenzia Turistica Locale della Provincia di Novara Con il contributo di:

Sottoscrittori e partner del progetto: Agenzia Turistica Locale della Provincia di Novara, Provincia di Novara, Comuni di Comuninrete: Barengo, Boca, Briona, Caltignaga, Carpignano Sesia, Cavaglietto, Cavaglio d'Agogna, Cavallirio, Cressa, Cureggio, Fara Novarese, Fontaneto d’Agogna, Ghemme, Grignasco, Landiona, Maggiora, Mandello Vitta, Prato Sesia, Romagnano Sesia, Sillavengo, Sizzano, San Nazzaro Sesia, Suno e Villata, Diocesi di Novara Ufficio Beni culturali, Ufficio Scolastico Provinciale di Novara, Ente di gestione delle Aree Protette della Valle Sesia, Ente di gestione delle Riserve Pedemontane e delle Terre d’Acqua, Museo Storico Etnografico della Bassa Valsesia, Università degli studi del Piemonte Orientale - Dipartimento di studi per l'Impresa e il Territorio, CSI Piemonte - Sede di Novara, Slow Food Condotta di Novara, Slow Food Condotta della Valsesia, Associazione culturale Progetto Tanzio, Scrinium-Amici dell'Archivio di Stato di Novara, UNPLI e Pro Loco locali, Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte, Fondazione Agraria Novarese. In rete per valorizzare le Terre

Questa pubblicazione è un’azione del progetto Riso di Vino e d’Acque per la valorizzazione delle Terre delle Colline Novaresi e del Sesia. Coordinamento e redazione: Atl della Provincia di Novara, Comuninrete - Coordinamento operativo. Fotografie: Archivi fotografici dei Comuni e Atl della Provincia di Novara. Impaginazione e grafica: Alessandra Barbi Stampa: Italgrafica Novara - 2012 - II edizione aggiornata

INFO www.risodivinoedacque.it info@risodivinoedacque.it Segreteria di coordinamento del progetto: Agenzia Turistica Locale della Provincia di Novara Baluardo Quintino Sella, 40 - 28100 Novara Tel. 0321.394059 - Fax 0321.631063 info@turismonovara.it - www.turismonovara.it


Riso di vino e d’acque

Le Terre delle Colline Novaresi e del Sesia


Il drappo dei Comuni delle Terre delle Colline Novaresi e del Sesia è un breve racconto dei 24 borghi novaresi, attraverso la storia, il territorio e la sua economia, il patrimonio culturale, paesaggistico e turistico e i suoi emblemi. Uno spaccato su luoghi e vicende del passato e su progetti e risorse del presente-futuro di queste Terre, ricche di bellezze naturali, di un diffuso patrimonio storico, artistico, architettonico e di tradizioni culturali ed enogastronomiche da valorizzare e promuovere anche attraverso il progetto integrato “Riso di vino e d’acque”. Una scheda per ogni borgo con dati e simboli del Comune, anzitutto il suo stemma, una traccia di percorso negli itinerari tematici, nei parchi e riserve naturali, nei punti di osservazione naturalistica, nei piatti della tradizione enogastronomica, nei prodotti tipici e nell’ospitalità del territorio, negli appuntamenti principali e anche nelle curiosità. Infine, una breve presentazione con spunti per nuovi itinerari e le immagini del borgo.


Il Drappo dei Comuni

Barengo Boca Briona Caltignaga Carpignano Sesia Cavaglietto Cavaglio d’Agogna Cavallirio Cressa Cureggio Fara Novarese Fontaneto d’Agogna Ghemme Grignasco Landiona Maggiora Mandello Vitta Prato Sesia Romagnano Sesia San Nazzaro Sesia Sillavengo Sizzano Suno Villata

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COMUNE DI BARENGO Abitanti: 848 SuperďŹ cie kmq: 19,36 Altitudine slm m: 224 Festa patronale: 15 agosto - Santa Maria Assunta Sito del Comune: www.comune.barengo.no.it


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Itinerari tematici: Archeologici, Antichi Oratori campestri, Percorsi Nordic Walking Punti di osser vazione naturalistica: cicogne e birdwatching in risaia e in collina Piatti della tradizione: paniscia e fritüra Prodotti tipici: vini Colline Novaresi DOC, riso, miele Alcuni Appuntamenti: Barengo gioca (giugno), Festa Madonna della Neve (agosto), Camminarcongusto (settembre) Ospitalità: Di origine longobarda, vede in seguito avvicendarsi diversi feudatari. La comunità barenghese ottiene in parte l’autonomia nel 1731. Centro agricolo, in collina predomina la coltura della vite, in pianura quella del riso e del mais grazie all’abbondanza di corsi d’acqua. Importante è l’allevamento del bestiame. Il borgo adagiato ai piedi della collina, da cui sovrasta il poderoso castello quattrocentesco dei Caccia, oggi residenza privata, dal 1993 ha un simbolo naturalistico: le cicogne. Tra i beni culturali: l'antica parrocchiale di S. Maria di Campagna, all'interno del cimitero, con affreschi del XV sec., la nuova parrocchiale dell'Assunta del 1354 a ridosso della collina, l'oratorio di S. Rocco con affreschi della bottega del Cagnola e l'oratorio di S. Clemente, inoltre il mulino sulla roggia Guida e il lavatoio lungo la fontana Mazza-Tornielli, testimonianze del ruolo storico dell'acqua nella cultura materiale.


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COMUNE DI BOCA Abitanti: 1231 Superficie kmq: 9,64 Altitudine slm m: 389 Festa patronale: 22 gennaio - San Gaudenzio Città del Vino Sito del Comune: www.comune.boca.no.it


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Comune nelle: Aree Protette della Valle Sesia (Monte Fenera) Itinerari tematici: Antonelliani, Percorso devozionale in antichi luoghi d'arte e di fede, Sentieri del Boca e dei Veleggiatori e del Malconcio nel Parco del Monte Fenera, Sentiero Novara, Percorsi Nordic Walking, Itinerari del Borgo tra cultura e natura Punti di osser vazione naturalistica: birdwatching sul Monte Fenera Piatti della tradizione: tapulone bochese, cinghiale e lombata di suino al vino di Boca, scaloppe di bue alla bocalina Prodotti tipici: vini Boca DOC e Colline Novaresi DOC, miele Alcuni Appuntamenti: Mostra del vino (maggio/giugno), Giostra delle Botti (luglio), Festa dell’uva (settembre), Mercatini di Natale (dicembre) Ospitalità: Abitato da varie popolazioni, i liguri, poi i celti, i romani e i longobardi, vede in seguito avvicendarsi diversi feudatari e dominazioni. Borgo attraversato da un torrente e molti rii, con estese colline alternate a boschi d’acacia e vigneti coltivati da tempi antichissimi, alla fine dell’Ottocento vede sorgere attività legate all’estrazione dell’argilla e in questi anni il rilancio dell’attività vitivinicola. Simboli di Boca sono, nel Parco del Monte Fenera, il monumentale santuario del SS. Crocifisso, opera dell’architetto Alessandro Antonelli (1830) e importante luogo di devozione popolare e lo storico e pregevole vino Boca DOC. Tra i beni culturali: la parrocchiale dedicata a San Gaudenzio con ampia scalinata, Santa Maria delle Grazie, San Rocco in località Ronchetto e San Gaudenzio al cimitero. In località Montalbano, i resti del castello quattrocentesco, con tracce di affreschi della vita militare. E ancora, Casa Rezzi e la Casa Vescovile del ‘700.


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COMUNE DI BRIONA Abitanti: 1244 Superficie kmq: 24,74 Altitudine slm m: 205 Festa patronale: 26 Agosto - Sant'Alessandro Città del Vino - Città del Miele - Città per Camminare Sito del Comune: www.comune.briona.no.it


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Itinerari tematici: Archeologici, Abbazie e antiche Pievi, Antichi Oratori campestri, Castelli Palazzi Ville e Giardini storici, Vie Verdi del riso, Sentiero Novara, Ippovie, Percorsi Nordic Walking, Itinerari del Borgo tra cultura e natura Punti di osser vazione naturalistica: birdwatching in risaia e in collina Piatti della tradizione: paniscia, rane fritte, cassöla, brüscin, pulenta e sarachin, Prodotti tipici: vini Fara DOC, Colline Novaresi DOC e Caramino, miele, riso, dolci al miele, salam d'la duja Alcuni Appuntamenti: Carnevale (febbraio/marzo), Sagra del toro (maggio), Mercatino di Natale (dicembre) Ospitalità: Di origine preistorica, abitato da celti e romani, in seguito vede diverse dominazioni di feudatari, tra cui Giovan Battista Caccia detto “il Caccetta”, famoso per i suoi delitti e citato nella “Chimera” di Vassalli. Situato ai piedi della collina, tra risaie e zone boschive, ricco di rogge e fontanili è centro agricolo con molteplici produzioni dai prestigiosi vini, al riso e al mais, dall'allevamento avicolo all'apicoltura. Molti i segni della storia, dai reperti della necropoli (VI-V sec. a. C.) in località S. Bernardino ai castelli del '400: la Rocca a pianta quadrangolare che domina il borgo e la Rocchetta di Proh con torrioni e tracce di fossato. Tra i beni culturali: la parrocchiale della Madonna della Neve, gli oratori di S. Bernardo (cappella della Mora) e S. Antonio con affreschi dei sec. XV-XVI; la chiesa romanica di S. Alessandro al cimitero, con affreschi del ‘200 e ‘400, la cella romanica di S. Maria di Proh e il ponte medievale a schiena d’asino sulla roggia Mora. Inoltre un mulino un tempo azionato dalla roggia Canturina, testimonia il ruolo storico dell'acqua nella cultura materiale.


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COMUNE DI CALTIGNAGA Abitanti: 2617 Superficie kmq: 22,32 Altitudine slm m: 179 Festa patronale: domenica più vicina al 22 maggio - San Bovo Sito del Comune: www.comune.caltignaga.no.it


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Itinerari tematici: Archeologici, Antichi Oratori campestri, Castelli Palazzi Ville e Giardini storici, Vie Verdi del riso Piatti della tradizione: paniscia, rane fritte o in frittata, mula, cassöla, trippa, frittata di chiodini Prodotti tipici: miele, salam d'la duja, cotechini, marzapani Alcuni Appuntamenti: Palio dei rioni – S. Bovo (maggio) Ospitalità: Insediato dai celti e poi dai romani di cui sono presenti i resti di un acquedotto, vede in seguito avvicendarsi vari feudatari e dominazioni. É centro agricolo con colture di riso e mais per l'abbondanza di fontanili, allevamento bovino e attività nei settori suinicolo, caseario e avicolo. Oltre ai settori artigiano e terziario in sviluppo, è presente anche un'industria diversificata. Al centro del borgo sorge il castello a pianta quadrata, costruito dai Caccia nel '400. In frazione Morghengo, l'antico castello distrutto nel 1156, poi trasformato in dimora di campagna. In frazione Sologno, l'antica cascina-castello di Mirasole. Tra i beni, la parrocchiale di S. Maria Assunta, l'oratorio romanico di S. Salvatore al cimitero con affreschi quattrocenteschi e l'oratorio di S. Rocco; a Morghengo, la chiesa romanica affrescata di S. Martino e la chiesa del Patrocinio (sec. XVII); a Sologno, la parrocchiale di S. Margherita (sec. XIII–XIV) e l'oratorio romanico dei SS. Nazario e Celso al cimitero con affreschi quattrocenteschi.


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COMUNE DI CARPIGNANO SESIA Abitanti: 2568 SuperďŹ cie kmq: 14,74 Altitudine slm m: 204 Festa patronale: seconda domenica di settembre - Santa Croce Sito del Comune: www.comune.carpignanosesia.no.it


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Itinerari tematici: Abbazie e antiche Pievi, Castelli Palazzi Ville e Giardini, Case rurali Mulini e Musei Etnografici, Percorso Cluniacense, Seicento nel novarese, Vie verdi dell’acqua - Fontane, Percorso delle Fontane, Terrafragola, Itinerari del Borgo tra cultura e natura Punti di osser vazione naturalistica: birdwatching lungo l'asta del Sesia, Bosco della Valera, Parco Scimbla, Rifugio del Bosco dei Preti Piatti della tradizione: paniscia, fritüra, frità rügnusa, ris rustì Prodotti tipici: uva fragola, miele, fidighin, salam d'la duja, riso Alcuni Appuntamenti: Rappresentazione dei Re Magi (gennaio), Carnevale (febbraio/ marzo), Alla corte del Salam d’la duja (terza domenica di giugno), Sagra dell'Uva Americana - Fiera agricola (settembre), Santa Croce (settembre) Ospitalità: Di origine romana, abitato dai longobardi, poi coinvolto nelle lotte tra varie fazioni vede susseguirsi diversi feudatari. Terra di pianura ricca di corsi d'acqua, dal fiume Sesia a numerosi fontanili, dal '600 è sede di un importante mercato e alla tradizionale attività agricola, all'inizio del XX sec., aggiunge una vocazione artigianale in vari settori. Oggi operano una riseria e ben 80 attività commerciali. Nel borgo, il ricetto castello dell’XI sec. è custode del più antico torchio a peso in Piemonte (1575). Tra i beni, la chiesa romanica di S. Pietro (XI sec.), già dipendenza di Cluny, con affreschi del 1100; l'antica parrocchiale S. Maria di Lebbia sulla strada della Biandrina; la parrocchiale dell’Assunta del '700, con scurolo, tele del Peracino e affreschi dell'Orgiazzi; inoltre vari oratori: S. Marta, S. Maria delle Grazie, S. Rocco, S. Onofrio, S. Agata e S. Apollinare. E ancora, la casa nobiliare Perego Pinzio Lavagetto del ‘700, ora casa di riposo, il neoclassico palazzo comunale, la Tettoia in ferro del mercato, dei primi del ‘900 e due mulini un tempo azionati dalla Roggia Molinara, testimanianze del ruolo storico dell'acqua nella cultura materiale.


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COMUNE DI CAVAGLIETTO Abitanti: 412 Superficie kmq: 6,57 Altitudine slm m: 233 Festa patronale: ultima domenica di luglio - Sant’Aurelia Sito del Comune: www.comune.cavaglietto.no.it


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Itinerari tematici: Archeologico, Percorsi Nordic Walking, Percorso Cluniacense, Itinerari del Borgo tra cultura e natura Piatti della tradizione: paniscia, fritture miste Prodotti tipici: gorgonzola DOP, miele, vini Colline Novaresi DOC, dolci Alcuni Appuntamenti: Camminata dei presepi (gennaio) Ospitalità : Insediamento romano, dal 1092 ha nel monastero cluniacense femminile un nucleo storico importante, oggi cascina Monastero. Teatro di dominazioni susseguitesi nei secoli, la comunità assume una sua identità nel XVII sec., con l’adozione di propri Statuti. Nell'800 vede la realizzazione di opere sociali e viarie importanti. Centro rurale ai piedi delle colline novaresi, oggi vive uno sviluppo nella produzione casearia e apicola oltre alla coltivazione della vite, del foraggio e del mais. Nel centro storico, l'ottocentesco palazzo Maggiotti, sede del Municipio, conserva un'ara romana in serizzo posta nella sala consiliare. Altri beni culturali sono la parrocchiale di S. Vittore Martire con affreschi, la colonna votiva del '500 nella piazza della chiesa, l'oratorio settecentesco di S. Nicolao sul colle, le chiese di S. Grato del XVII sec. che ospita il Museo Permanente del Presepe nel centro abitato, della SS. Annunciata del XVII sec. con pregevole ancona lignea barocca e di S. Pietro con resti di affreschi medievali nell'ex monastero, ora in disuso. E ancora un mulino un tempo azionato dalla roggia Guida, testimonia il ruolo storico dell'acqua nella cultura materiale.


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COMUNE DI CAVAGLIO D'AGOGNA Abitanti: 1282 SuperďŹ cie kmq: 9,85 Altitudine slm m: 243 Festa patronale: 16 luglio - Madonna del Carmine o del Carmelo Sito del Comune: www.comune.cavagliodagogna.no.it


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Comune nelle: Riserve Pedemontane e Terre d'Acqua (Baragge) Itinerari tematici: Case Rurali Mulini e Musei Etnografici, Sentieri della Riserva Naturale delle Baragge, Percorsi Nordic Walking. Punti di osservazione naturalistica: birdwatching nella Riserva delle Baragge Piatti della tradizione: frittura alla cavagliese, polenta e tapulon Prodotti tipici: vini Colline Novaresi DOC, miele Alcuni Appuntamenti: Paesingioco (giugno - itinerante nei Comuni), 6 in Baraggia (settembre), Presepe vivente (dicembre, ad anni alterni) Ospitalità: Di origine celtica, abitato dai romani lungo la via Settimia, vede in seguito susseguirsi diversi feudatari e dominazioni. L'Agogna per secoli svolge funzione di difesa e approvvigionamento idrico. Il XIX secolo, con la costruzione del primo ponte sul torrente, segna anche lo sviluppo del paese con attività industriali, artigianali e commerciali, che portano all’abbandono, nelle colline, delle coltivazioni di ciliegi ed anche di vigneti, oggi rivitalizzati per la produzione dei vini della gamma Colline Novaresi DOC. Tra i beni culturali, la parrocchiale di S. Mamante, consacrata nel '500, ricca di affreschi e un dipinto del Peracino; l’oratorio di S. Rocco del '600; la chiesa della Madonna della Neve. Inoltre la “casa degli spagnoli” del '600, l’asilo infantile “De Marchi-Boriolo” del 1896 e l'ex “Distilleria di Cavaglio” del 1890. E ancora, le fondamenta del fortilizio medievale tuttora visibili in collina, il mulino seicentesco sulla roggia Molinara, il lavatoio e una ghiacciaia, testimonianze del ruolo storico dell'acqua nella cultura materiale.


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COMUNE DI CAVALLIRIO Abitanti: 1296 SuperďŹ cie kmq: 8,08 Altitudine slm m: 367 Festa patronale: 22 gennaio - San Gaudenzio Sito del Comune: www.comune.cavallirio.novara.it


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Comune nelle: Aree Protette della Valle Sesia (Monte Fenera) e delle Riserve Pedemontane e Terre d'Acqua (Baragge) Itinerari tematici: Sentieri della Riserva Naturale delle Baragge, Sentieri del Boca e dei Veleggiatori e del Malconcio nel Parco del Monte Fenera, Percorsi Nordic Walking, Sentiero Novara Punti di osservazione naturalistica: birdwatching nella Riserva delle Baragge e sul Monte Fenera Piatti della tradizione: piatti della tradizione contadina, tapulon Prodotti tipici: gorgonzola DOP e toma DOP, salame di cinghiale, miele, vini Boca DOC e Colline Novaresi DOC Alcuni Appuntamenti: Carnevale (febbraio/marzo), Fenera Trail (aprile), Festa dello Sport (luglio), Festa di S. Germano - Rassegna di poesia dialettale (luglio/agosto), 6 in Baraggia (settembre) Ospitalità: Di origini romane testimoniate da ritrovamenti archeologici, in seguito vede susseguirsi diversi feudatari. L'origine del nome del borgo pare risalga a “Curticella de cavalli regis” secondo un diploma imperiale del 1025. Situato tra le valli del Sesia e dell'Agogna, è inserito sia nel Parco Naturale del Monte Fenera, sia nella Riserva Naturale Orientata delle Baragge.Un tempo centro agricolo, vede oggi insediate attività di allevamento di cinghiali, industria chimica, metalmeccanica e casearia (gorgonzola DOP), oltre allo sviluppo della produzione vitivinicola (Boca DOC e Colline Novaresi DOC) e al ripopolamento di vigneti. Dalla collina dominano le Tre Madonnine, piccole cappelle votive dell’800, i resti di una Torre ricostruita su rovine dei sec. XI-XIII. Altri beni culturali sono: la chiesa medievale di S. Germano, con parti murarie del sec. XI, situata in campagna; la parrocchiale di S. Gaudenzio, citata nel 1498 e ampliata nel '700, con altari marmorei e tele; gli affreschi nell'Ossario esterno alla parrocchiale; gli oratori dell’Assunta (1616) e di S. Rocco (1770) affrescato dal Peracino.


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COMUNE DI CRESSA Abitanti: 1510 SuperďŹ cie kmq: 7,11 Altitudine slm m: 267 Festa patronale: San Prospero - ultima domenica di luglio Sito del Comune: www.comune.cressa.no.it


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Itinerari tematici: Antichi Oratori campestri, Case rurali Mulini e Musei Etnografici Piatti della tradizione: rustida, busoca, frità rugnosa, tapulon cun al vorzi, patati palitai, pot, grjina d’uva Alcuni appuntamenti: Festival itinerante “Un Paese a sei corde” (giugno-luglio) Ospitalità: Il nome del borgo Crisiae compare in epoca romana e, infine, nel 1330 diventa Cressa. Dal Duecento al Settecento si avvicendano potenti famiglie nobiliari tra cui, infine, i Borromeo che legano il destino di Cressa e delle sue attività agricole e produttive al mantenimento dell’Isola Bella del Lago Maggiore, vendendone nel 1918 tutto il territorio al banchiereindustriale J. De Fernex, ove sviluppa la gelsi-bachicoltura fino al tracollo finanziario nel 1929, con conseguente vendita delle sue proprietà alle famiglie locali. Da quel momento Cressa si sviluppa come centro agricolo e anche industriale favorito dalla presenza della ferrovia. Testimonianza dell’attività agricola è l’antica fattoria dei Borromeo a ridosso del centro storico e complesso architettonico di valore che ha conservato il suo originale fascino. Di importanza storico-artistica è l’oratorio romanico di S. Giulio del sec. XI, fuori dall’abitato, in cui sono visibili solo parte del ciclo pittorico preesistente e affreschi del Cinquecento. Tra gli edifici sacri, la parrocchiale dei SS. Giulio e Amatore risalente al 1504 al centro del paese; il santuario Mariano, la chiesa dedicata alla Beata Vergine Immacolata e la Chiesa della Madonna delle Grazie già cappelletta denominata “Beata Vergine della Bettola” risalenti al XVII sec.; poi la chiesa di S. Eurosia presso l’omonima cascina in collina e la chiesa di S. Antonino di fattezze medioevali. Del 1705 è l’opera Pia Giacobini. Dal 2010, nella vecchia cantina restaurata dell’ex municipio, il Museo del Baco da Seta è sede di laboratori didattici rivolti ai bambini, con testimonianze e video sulla storia della bachicoltura locale e racconti della memoria Cressese su questa importante attività.


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COMUNE DI CUREGGIO Abitanti: 2588 Superficie kmq: 8,38 Altitudine slm m: 289 Festa patronale: 16 agosto - San Rocco Città per Camminare Sito del Comune: www.comune.cureggio.no.it


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Comune nelle: Riserve Pedemontane e Terre d'Acqua (Baragge) Itinerari tematici: Archeologici, Abbazie e antiche Pievi, Sentieri della Riserva Naturale delle Baragge, Percorsi Nordic Walking, Itinerari del Borgo tra cultura e natura Punti di osservazione naturalistica: birdwatching nella Riserva delle Baragge Piatti della tradizione: tapulon, rüstida, Prodotti tipici: carni, vini Colline Novaresi DOC, cipolle bionde del Piano Rosa Alcuni Appuntamenti: Festa in piazza (agosto, collegata a festa patronale), Sagra campestre (agosto/settembre in Cascina Enea), Presepe vivente (dicembre/gennaio, ad anni pari) Ospitalità: Il primo nucleo del borgo è di età romana, ma reperti attestano insediamenti della cultura di Golasecca del VII sec. a.C. e celtici. Nel Mille è sede di un’importante pieve, in seguito vede avvicendarsi diversi feudatari. Sulla terrazza collinare del Piano Rosa, tra l'Agogna e il Sizzone, con rogge e mulini (ben 14 nel XIII sec.), oggi ha tra le principali attività l’edilizia, la rubinetteria, la meccanica, l'artigianato, oltre alle colture di cereali, vite e allevamento.Tra i beni culturali, di rilievo il battistero romanico di S. Giovanni (XI sec.) con vasca paleocristiana e affreschi del XIII sec e la parrocchiale di S. M. Assunta, antica pieve con campanile romanico e affreschi dei sec. XV-XVI; le chiese di S. Rocco (XVI sec.) e S. Bernardo del '700; in Marzalesco, la chiesa della Madonna della Neve edificata sull'oratorio romanico di S. Pietro con affreschi del '400-'500; tra i vigneti, i resti di una fortificazione e la chiesa di S. Maria del XII sec. E ancora, fornaci e vari mulini, testimonianze di archeologia industriale e cultura materiale.


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COMUNE DI FARA NOVARESE Abitanti: 2093 Superficie kmq: 9,35 Altitudine slm m: 211 Festa patronale: prima domenica di luglio - San Damiano Città del Vino Sito del Comune: www.comune.faranovarese.no.it


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Itinerari tematici: Antichi Oratori campestri, Castelli Palazzi Ville e Giardini storici, Case Rurali Mulini e Musei Etnografici, Seicento nel novarese, Sentiero Novara, Percorsi Nordic Walking, Itinerari del Borgo tra cultura e natura Piatti della tradizione: frittura alla farese, fritto dolce Prodotti tipici: vini Fara DOC, Colline Novaresi DOC e Caramino, carni e salumi, riso, baci di Fara, torta di S. Damiano Alcuni Appuntamenti: Mercatino dei prodotti del bosco (settembre), Mercatino di Natale (dicembre) Ospitalità: Di origini celtiche, poi centro longobardo, in seguito vede susseguirsi diversi feudatari e dominazioni. Il paese si stende dalla collina verso la pianura. Già centro rurale, negli anni ’50 del Novecento vive i grandi cambiamenti che portano all'abbandono dell’agricoltura per l’industria, in particolare, manifatturiera e, nel contempo, anche all'innovazione tecnologica dell’agricoltura. Da secoli la viticoltura occupa buona parte dell’area collinare dando vini di pregio, tra cui la storica Fara DOC. Nel 1954 nasce la Cantina Sociale dei Colli Novaresi. Nella zona pianeggiante dominano le coltivazioni del mais e i pioppeti. Inoltre opera una riseria. Tra i beni culturali, l'antica parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo al cimitero, d'impianto romanico con rari affreschi di vita contadina del XV sec.; in paese, la parrocchiale dei SS. Fabiano e Sebastiano (‘600) riccamente decorata e lo scurolo di S. Damiano; la chiesa romanica della Madonna dei Campi, con affreschi di pregio (sec. XIV). Dominano il borgo il Castellone, dell’XI sec., e il Castello Superiore, del XV sec. Tra le residenze signorili il Palazzo Dessilani. E ancora, la roggia Mora con suggestivi scorci e il mulino di Piazza sulla roggia Canturina, recuperato per usi espositivi.


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COMUNE DI FONTANETO D'AGOGNA Abitanti: 2740 SuperďŹ cie kmq: 21 Altitudine slm m: 260 Festa patronale: seconda domenica di agosto - Sant'Alessandro Sito del Comune: www.comune.fontaneto.no.it/


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Comune nelle: Riserve Pedemontrane e Terre d'Acqua (Baragge) Itinerari tematici: Archeologici, Castelli Palazzi Ville e Giardini storici, Seicento nel Novarese, Antonelliani, Sentieri della Riserva Naturale delle Baragge, Percorsi Nordic Walking, Itinerari del Borgo tra cultura e natura Punti di osservazione naturalistica: birdwatching nella Riserva delle Baragge Piatti della tradizione: stufati, tapulon, fritura, patate della vigna Prodotti tipici: vini Colline Novaresi DOC, miele, salumi, gorgonzola DOP Alcuni Appuntamenti: Carnevalgustoso (febbraio/marzo), FontanetoArteSapori (giugno), 6 in Baraggia (settembre) Ospitalità: Insediamenti neolitici e d'età romana segnano le origini di Fontaneto che vede poi avvicendarsi feudatari e dominazioni. Borgo con zone di pianura e collinari da cui spicca la Torre del Mirasole, è percorso dai torrenti Sizzone e Agogna ed ha molti fontanili da cui deriva il suo nome. Già centro agricolo, con lo sviluppo industriale vede oggi la presenza di imprese nei settori alimentare e idrotermosanitario. Tra i beni culturali, i resti del castello Visconteo costruito nel '400 su castrum del X sec., poi ristrutturato nel '700; accanto, l’oratorio dei SS. Fabiano e Sebastiano, riedificato a fine '600 su resti abbaziali; la parrocchiale della B.V. Assunta, costruita su cappella del Mille, con tavola di Sperindio Cagnola ('500), tela di Tanzio da Varallo (162829) e scurolo neoclassico dell'Antonelli (1842); inoltre le chiese dell'Annunciata con affreschi del 1516, di S. Rocco (1514), con affreschi e modello d'altare antonelliano, e di S. Martino, legata al culto delle acque per la vicina fontana.


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COMUNE DI GHEMME Abitanti: 3660 Superficie kmq: 20,57 Altitudine slm m: 242 Festa patronale: primo venerdì di maggio - Beata Panacea Città del Vino, Città del Miele, Città del Pane, Borgo della Grappa Sito del Comune: www.comune.ghemme.novara.it


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Comune nelle: Riserve Pedemontane e Terre d'Acqua (Baragge) Itinerari tematici: Castelli Palazzi Ville Giardini storici, Seicento nel novarese, Antonelliani, Percorso devozionale in antichi luoghi d'arte e di fede, Percorso Cluniacense, Sentiero Novara, Percorsi Nordic Walking, Sentieri della Riserva Naturale delle Baragge, Itinerari del Borgo tra cultura e natura Punti di osservazione naturalistica: birdwatching nella Riserva delle Baragge Piatti della tradizione: paniscia, rustiscion, brasato al Ghemme, Prodotti tipici: vini Ghemme DOCG e Colline Novaresi DOC, miele, grappe, aceti, dolci, Beatine, pane con l’uva Alcuni Appuntamenti: Mostra mercato del vino (maggio), Carnevale (febbraio/marzo), 6 in Baraggia (settembre), Metti il miele in tavola (ottobre), Natale Junior Festival (dicembre) Ospitalità: Le sue origini risalgono al periodo Neolitico. Importante centro in epoca romana, in seguito vede susseguirsi diversi feudatari. Nell'800 è tra i primi centri manifatturieri. Oggi ad una realtà industriale si affianca il terziario e la tradizionale produzione del vino, vero simbolo del borgo, con il Ghemme DOCG e le Colline Novaresi DOC. É anche sede del Consorzio di Tutela Nebbioli Alto Piemonte. Fra la baraggia collinare e la piana lungo il Sesia, offre splendide passeggiate e angoli di suggestiva bellezza lungo la roggia Mora, con i canali delle centrali elettriche e la roggia Canturina. Tra i beni culturali: il castello-ricetto medioevale, con le sue vie acciottolate; la parrocchiale barocca con pregevoli opere d’arte e lo Scurolo della Beata Panacea, progettato dall'architetto ghemmese Alessandro Antonelli; le Chiese di S. Rocco e S. Fabiano. Caratteristico il centro storico per la regolarità dell’impianto stradale, su cui si affacciano palazzi ed edifici storici. In collina, i resti di una fornace, testimonianza di archeologia industriale.


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COMUNE DI GRIGNASCO Abitanti: 4779 SuperďŹ cie kmq: 14,62 Altitudine slm m: 322 Festa patronale: 15 agosto - Santa Maria Assunta Sito del Comune: www.comune.grignasco.no.it


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Comune nelle: Aree protette della Valle Sesia (Monte Fenera) Itinerari tematici: Archeologici, Abbazie e antiche Pievi, Seicento nel Novarese, Sentieri del Boca e dei Veleggiatori e del Malconcio nel Parco del Monte Fenera, Percorsi Nordic Walking Punti di osservazione naturalistica: birdwatching sul Monte Fenera Curiosità archeologiche, paleontologiche, geologiche e naturalistiche: Grotte di Ara, già luogo di culto delle acque, nel Monte Fenera Piatti della tradizione: salsa bagnetto verde, batù dal lard, torta di pane Prodotti tipici: miele, vini Boca DOC e Colline Novaresi DOC, salam d'la duja, sanguinaccio Alcuni Appuntamenti: Carnevale (gennaio/febbraio/marzo), Vie in festa (maggio), Ferragosto Grignaschese (agosto, collegato alla festa patronale) Ospitalità: Importanti reperti attestano insediamenti sul Monte Fenera fin dal lontano Paleolitico e in pianura dal I sec. d.C. Nei passaggi feudali, la comunità afferma peso nei propri Statuti. Nell'800 si insedia la Filatura che porta Grignasco nel mondo, nascono istituzioni socioculturali, si sviluppa la lavorazione del legno e poi l'industria del mobile tra le principali attività fino agli anni '70. Centro industriale e terziario, oggi vive anche la rivitalizzazione della viticoltura con i vini Boca DOC e Colline Novaresi DOC. Il Fenera domina sul fiume Sesia, sull'antico borgo e sulla pianura. Tra i beni culturali, la romanica S. Maria delle Grazie con affreschi di pregio; al cimitero, l'antica pieve di S. Maria in Bovagliano; gli antichi oratori di S. Antonio, S. Rocco e S. Graziano; la parrocchiale barocca dell’Assunta, progettata da Vittone; la viuzza delle cappelle della Via Crucis e resti del castello di S. Genesio; la casa a loggiato “Il Roncaccio” e Palazzo Durio.


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COMUNE DI LANDIONA Abitanti: 596 SuperďŹ cie kmq: 7,26 Altitudine slm m: 184 Festa patronale: terza domenica di luglio - SS. Pietro e Paolo Sito del Comune: www.comune.landiona.no.it


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Itinerari: Antichi Oratori campestri, Percorsi devozionali in antichi luoghi d'arte e di fede, Case Rurali Mulini e Musei Etnografici, Vie Verdi dell'acqua - Fontane, Percorso Fontane, Terrafragola Punti di osservazione naturalistica: birdwatching lungo l'asta del Sesia Piatti della tradizione: paniscia, fritto misto, rane fritte e in guazzetto, oca con verza, dolci con uva fragola Prodotti tipici: uva fragola, riso, salam d'la duja, fidighin Alcuni Appuntamenti: Rappresentazione dell’Epifania (gennaio) Ospitalità: Di probabili origini celtiche, ha tracce di insediamenti romani e visibili testimonianze d'epoca medievale e dell'avvicendarsi di feudatari. Inserita nel territorio della Biandrina, già nel 1280 ha importanti percorsi irrigui, immutati nel tempo e fondamentali per le coltivazioni agricole e per la vita dei landionesi. Da sempre centro rurale, Landiona vive oggi anche una realtà industriale in campo cosmetico. È terra di boschi, pioppeti, campi di mais e uva fragola, ma anche di fontanili. Tra i beni culturali: l’oratorio campestre di S. Maria dei Campi del XII sec., con pregevoli affreschi, la parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo, di origini antiche con interni barocchi e l’oratorio campestre di San Rocco del XVI sec. Nel borgo sono visibili i resti del castello (1280), più volte rimaneggiato e ora sede del Comune e la sua Torre del XV sec., con loggia e mura perimetrali della corte, in parte conservate. Inoltre l'antico Palazzo Porta, un tempo residenza di campagna e due mulini, uno sulla roggia Molinara ancora ben conservato e l'altro un tempo azionato dalla Fontana Morina, testimonianze del ruolo storico dell'acqua nella cultura materiale.


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COMUNE DI MAGGIORA Abitanti: 1776 Superficie kmq: 10,67 Altitudine slm m: 397 Festa patronale: 18 agosto - Sant’Agapito Sito del Comune: www.comune.maggiora.no.it


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Itinerari tematici: Seicento nel Novarese, Antonelliani, Sentieri del Boca, Ippovie, Percorsi Nordic Walking, Itinerari del Borgo tra cultura e natura Piatti della tradizione: paniscia, risotto con i funghi Prodotti tipici: carni, vini, Boca DOC e Colline Novaresi DOC, dolci Gormulin e Curunin Alcuni Appuntamenti: Palio dei rioni - Corsa delle botti (giugno), Campionati italiani europei di autocross (Pasquetta, maggio, settembre, ottobre), Jeepers Meeting (giugno) Ospitalità: È di origini antiche che vanno dall'età del ferro agli insediamenti di diverse popolazioni, liguri, celti, poi romani e longobardi, fino all'avvicendarsi di diversi feudatari. La prevalente economia agricola e zootecnica tra l'800 e il '900 vede anche attività di estrazione di argille e produzione di laterizi. Borgo collinare attraversato dal torrente Sizzone, ha nelle opere di Alessandro Antonelli i suoi principali emblemi: il palazzo di residenza dell'architetto (1835), lo scurolo di S. Agapito, il piano regolatore e il cimitero. Tra i beni, la parrocchiale barocca dello Spirito Santo riccamente ornata con dipinti di Tarquinio Grassi, Gianoli e Peracino, l'antica parrocchiale di S. Maria Campestre con muri a ciottoli, le chiese B. V. Addolorata (1754), S. Croce, S. Antonio da Padova, su fondamenta del '600, S. Rocco e le cappelle di S. Pietro e S. Stefano (sec. XVII). Tra gli edifici civili, il barocco Palazzo Imbrici, sede del Municipio e Casa Finazzi con porticato e cortile, sede di attività culturali. E ancora, in precollina i resti di una fornace, testimonianza di archeologia industriale.


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COMUNE DI MANDELLO VITTA Abitanti: 248 SuperďŹ cie kmq: 5,88 Altitudine slm m: 175 Festa patronale: 10 Agosto - San Lorenzo Sito del Comune: www.comune.mandellovitta.no.it


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Itinerari tematici: Abbazie e antiche Pievi, Vie Verdi dell’acqua- Fontane Punti di osservazione naturalistica: birdwatching lungo l'asta del Sesia Piatti della tradizione: paniscia, oca con le verze, rane fritte, anatra arrosto e frittura di maiale Prodotti tipici: riso Alcuni Appuntamenti: Festa patronale di S. Lorenzo e S. Lorenzino (agosto) Ospitalità: Di antiche origini, attestate da ritrovamenti archeologici nel territorio e da resti di un sepolcreto di epoca longobarda, Mandello all'inizio del 1200 è presidio di controllo del fiume Sesia lungo la Biandrina e il suo nome lo deve al fondatore del borgo franco. Nel '500 passa ad altra famiglia feudale. Ha un'economia prevalentemente agricola ed è caratterizzata dalla presenza di rogge, cavi e fontanili. Simbolo del borgo franco è la Torre del XII sec., all’ingresso del paese, già destinata al pagamento dei pedaggi. Tra i beni culturali, nella piazza la parrocchiale romanica di S. Lorenzo del XII sec., con muratura esterna in ciottoli di fiume intervallati da mattoni e, all'interno, affreschi dei secoli XVI e XVII; l’oratorio di S. Rocco, nell’omonima cascina, con affreschi del '400; l’ex oratorio di S. Antonio con un dipinto del XV sec.; inoltre l’ottocentesco Palazzo comunale, con ampio porticato.


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COMUNE DI PRATO SESIA Abitanti: 1998 SuperďŹ cie kmq: 12,57 Altitudine slm m: 275 Festa patronale: 15 giugno - San Bernardo da Mentone Sito del Comune: www.comune.prato-sesia.no.it


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Comune nelle: Aree Protette della Valle Sesia (Monte Fenera) Itinerari tematici: Seicento nel Novarese, Case Rurali Mulini e Musei Etnografici, Sentieri del Boca e dei Veleggiatori e del Malconcio nel Parco del Monte Fenera, Sentiero Novara, Percorsi Nordic Walking, Ippovie, Itinerari del Borgo tra cultura e natura Punti di osservazione naturalistica: birdwatching sul Monte Fenera Geosito: Caldera del supervulcano del Sesia Piatti della tradizione: paniscia, tapulon, rustiscion, castagnaccio Prodotti tipici: gorgonzola DOP e toma DOP, vini Boca DOC e Colline Novaresi DOC, salam d’la duja, fidighina, marzapani e sanguinacci, prodotti De.C.O.: frachet, toma valsesiana, erborinato di capra, mocetta e prosciutto di struzzo Alcuni Appuntamenti: Carnevale (febbraio/marzo), Paesingioco (giugno - Itinerante nei comuni), Cena rinascimentale al Castello di Sopramonte (luglio), 6 in Baraggia (settembre), Castagnate (da ottobre a novembre), Presepe vivente (dicembe, ad anni pari), Mercatini di Natale (dicembre) Ospitalità: I primi insediamenti sono d'epoca romana. Nel 1014 il borgo è citato con il nome di Karon, forse di origine celtica. Secondo alcuni storici, a Prato nasce Frà Dolcino, mandato al rogo per eresia nel 1307. Nel '600 il borgo diventa autonomo e controlla i propri mulini. Centro agricolo, dalla metà del '900 scopre una forte vocazione industriale e oggi anche un rilancio della viticoltura (vini Boca DOC e Colline Novaresi DOC). Dalla collina di Sopramonte è possibile ammirare uno spettacolare panorama che abbraccia il Monte Rosa e il Monte Fenera fino alle pianure del Novarese. Caratteristico è l’arco di pietra che porta al colle dove sorgono l’imponente torre, simbolo del paese, i resti del castello e la chiesa della Natività della Vergine, con affreschi di pregio. Nel borgo la parrocchiale di S. Bernardo (XIV sec.) di notevole valore artistico e gli oratori B.V. della Quercia, S. Sebastiano e B.V. della Neve. E ancora un antico mulino, testimonianza del ruolo storico dell'acqua nella cultura materiale, con la vicina pista da canapa e il regimatore che alimenta la roggia Mora.


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COMUNE DI ROMAGNANO SESIA Abitanti: 4103 Superficie kmq: 18,07 Altitudine slm m: 267 Festa patronale: 10 luglio - San Silano Città del Vino Sito del Comune: www.comune.romagnano-sesia.no.it/


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Comune nelle: Riserve Pedemontane e Terre d'Acqua (Baragge) Itinerari tematici: Archeologici, Antichi Oratori campestri, Abbazie e antiche Pievi, Percorso devozionale in antichi luoghi d'arte e di fede, Seicento nel novarese, Case Rurali, Mulini e Musei Etnografici, Antonelliani, Sentieri della Riserva Naturale delle Baragge, Percorsi Nordic Walking, Ippovie, Sentiero Novara, Itinerari del Borgo tra cultura e natura Punti di osservazione naturalistica: birdwatching nella Riserva delle Baragge Piatti della tradizione: rusticion, polenta con salsiccia Prodotti tipici: vini Ghemme DOCG e Colline Novaresi DOC, Büsaròla Alcuni Appuntamenti: Rappresentazione dell’Epifania (gennaio, ad anni pari), Rappresentazione del Venerdì Santo (marzo/aprile, ad anni dispari), Vino per Bacco (maggio), Paesingioco (giugno - itinerante nei Comuni), 6 in Baraggia (settembre), Raduno Auto e moto d'epoca (settembre) Ospitalità: Di origini romane, dal Mille è sede di abbazia benedettina. Con dignità di borgo nel 1198, vede susseguirsi diversi feudatari e nel 1797 è comune autonomo. Dall’800 l’industria via via prevale sulla tradizionale economia agricola. Oggi è rilevante anche il terziario e la vitivinicoltura vive un forte rilancio. Le colline e il fiume Sesia fanno da cornice naturale al borgo, crocevia di importanti arterie e porta della Valsesia. Da sempre l’acqua derivata dal Sesia, dallo Strona e dalla roggia Mora è risorsa per gli usi produttivi e agricoli nel Novarese, Vercellese e Lomellina. Il centro è d’impianto medievale, con l’abbaziale di S. Silano, la Cantina dei Santi con affreschi del '400, la Madonna del Popolo con dipinti di Tarquinio Grassi e la Torre del Pretorio. Poi l’antonelliana Villa Caccia con il parco e il Museo Storico Etnografico della Bassa Valsesia, il ponte medievale, il romanico oratorio di S. Martino di Breclema e scorci lungo la roggia Mora e il fiume Sesia. Dal 1729 è teatro della rappresentazione del Venerdì Santo, emblema della tradizione popolare.


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COMUNE DI SAN NAZZARO SESIA Abitanti: 701 SuperďŹ cie kmq: 11,5 Altitudine slm m: 153 Festa patronale: 28 luglio - Santi Nazario e Celso Sito del Comune: www.comune.sannazzarosesia.no.it


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Comune nelle: Riserve Pedemontane e delle Terre d'Acqua (Lame del Sesia) Itinerari tematici: Archeologici, Abbazie e antiche Pievi, Percorso devozionale in antichi luoghi d’arte e di fede, Cascine storiche - Ghiacciaia, Vie Verdi del Riso - Abbazie, Sentieri del Parco Naturale delle Lame del Sesia, Ippovie, Sentiero Novara, Itinerari del Borgo tra cultura e natura Punti di osservazione naturalistica: ibis sacri e birdwatching lungo l'asta del Sesia e le risaie Piatti della tradizione: paniscia, rane fritte Prodotti tipici: riso, carni, salam d'la duja Alcuni Appuntamenti: Carnevale (febbraio/marzo), Rappresentazione del Venerdì Santo (marzo/aprile), Grande festa in piazza (luglio, collegata alla festa patronale), Festa della Madonna della Fontana (settembre), Riso e Rane (settembre), Processione del Guado (settembre) Ospitalità: Le alterne vicende storiche di S. Nazzaro sono legate a quelle dell'abbazia benedettina, dalla sua fondazione nel 1040 sino alla soppressione nel 1801. Borgo della pianura risicola, toccato dal fiume Sesia, con caratteristica tipologia rurale, vede ora arricchita la vocazione agricola con quella naturalistica, turistica e culturale. Emblema del borgo è l’abbazia dei Santi Nazario e Celso, un complesso fra i più rilevanti del nord Italia cinto da mura del XV sec. Oltre all'imponente torre campanaria del 1040 è ancora visibile il nartece romanico (sec. XI-XII). Della ricostruzione quattrocentesca sono visitabili la chiesa in stile goticolombardo e il chiostro, con affreschi coevi; il complesso è abbellito da decorazioni in cotto tipiche dello stile. Altri beni culturali sono l’oratorio di S. Rocco del ‘700, il santuario della Madonna della Fontana (sec. XVIII), con affreschi del Peracino, la ghiacciaia comunale del 1871 e il Museo dei Ceppi con sculture tratte da ceppi sradicati dal fiume.


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COMUNE DI SILLAVENGO Abitanti: 587 SuperďŹ cie kmq: 9,54 Altitudine slm m: 192 Festa patronale: 31 luglio - San Germano Sito del Comune: www.comune.sillavengo.no.it


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Itinerari tematici: Antichi Oratori campestri, Vie Verdi dell'acqua - Fontane, Terrafragola Punti di osservazione naturalistica: birdwatching lungo l'asta del Sesia Piatti della tradizione: paniscia, Prodotti tipici: riso, uva fragola, carni, salam d’la duja, fidighin Alcuni Appuntamenti: Festa della birra (giugno) Ospitalità: Ritrovamenti testimoniano le origini romane di Sillavengo, anche se il nome ha probabili origini celtiche. Già documentato nel 1067, vede poi avvicendarsi diversi feudatari. Borgo della pianura irrigua e terra di risaia è caratterizzato anche dalla presenza di fontanili nelle vicinanze dell'asta del Sesia e delle macchie boschive. L'economia si basa da sempre sull'agricoltura, in prevalenza cerealicola, e sull'allevamento zootecnico, in particolare suino. Tra i beni culturali: la chiesa S. Maria Vetere al cimitero (sec. XII e XIII) con affreschi del ‘500 e campanile romanico; l'oratorio di S. Maria Nova del '400, con pregevoli affreschi; la chiesa di S. Maria delle Grazie, già parrocchiale nel '500, ricostruita nell'800 con pregevole organo a canne del '600 del Gavinelli e scurolo; la chiesa di S. Giovanni in castro con altare settecentesco e affreschi. Del castello originario resta ben poco.


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COMUNE DI SIZZANO Abitanti: 1468 Superficie kmq: 10,5 Altitudine slm m: 225 Festa patronale: 8 maggio - San Vittore Città del Vino Sito del Comune: www.comune.sizzano.no.it


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Itinerari tematici: Archeologici, Abbazie e antiche Pievi, Castelli Palazzi Ville e Giardini storici, Percorsi Nordic Walking, Sentiero Novara, Itinerari del Borgo tra cultura e natura Punti di osservazione naturalistica: birdwatching in collina Piatti della tradizione: paniscia, frittura alla Sizzanese Prodotti tipici: miele, carni, amarene di Sizzano, vini Sizzano DOC e Colline Novaresi DOC, ciliege sotto spirito, salam d'la duja, pane d'uva e altri prodotti da forno, torta di amarene, carsantin Alcuni Appuntamenti: Rappresentazione dei Re Magi (gennaio), Promoterr - Fiera dei Comuni (giugno), Mostra del vino Sizzano DOC (giugno), Festa della Vendemmia (settembre), Rappresentazione della Natività (dicembre) Ospitalità: Di origini celtiche (V sec. a.C.), poi sede di insediamenti romani, vede in seguito avvicendarsi diversi feudatari. Antico paese rurale, ai piedi di colline moreniche ricoperte di vigneti, è oggi un importante centro di produzione di vini pregiati, tra cui il Sizzano, DOC storica, e la gamma Colline Novaresi DOC. In pianura, predomina la presenza di coltivazione di cereali e di produzioni artigianali e industriali. Tra i beni culturali, la parrocchiale di San Vittore, sorta sui resti di un edificio romano e antica pieve con importanti ritrovamenti paleocristiani e romanici, cinta dalle case del ricetto medievale; la chiesa di S. Grato con affreschi del XV sec., il Santuario di S. Maria del sec. XVI, S. Giuseppe dei sec. XIV-XV e l’oratorio di S. Rocco del sec. XVII. E ancora, Palazzo Caccia Trivulzio Manzoni, il neoclassico Palazzo Tornielli, che custodisce nelle cantine un antico torchio a peso, simbolo della civiltà contadina e poi suggestivi scorci lungo la roggia Mora, in particolare, nelle vicinanze della chiesa di S. Grato.


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COMUNE DI SUNO Abitanti: 2825 Superficie kmq: 21,32 Altitudine slm m: 251 Festa patronale: 25 e 26 agosto - San Genesio Città del Vino Sito del Comune: www.comune.suno.novara.it


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Itinerari tematici: Archeologici, Abbazie e antiche Pievi, Case Rurali Mulini e Musei Etnografici, Sentiero Novara, Ippovie, Itinerari del Borgo tra cultura e natura Punti di osservazione naturalistica: birdwatching in collina Curiosità: Osservatorio astronomico tra i vigneti, Preja da Scalavé (antico masso erratico) Piatti della tradizione: frittura sunese Prodotti tipici: miele, uva fragola, vini Colline Novaresi DOC, salam d'la duja, fidighina, dolci Alcuni Appuntamenti: Paesingioco (giugno - itinerante nei Comuni), Festa dell'uva fragola (seconda metà di agosto) Ospitalità: Importante centro romano lungo la Via Settimia, prende il nome dalla famiglia feudale che domina Suno. Borgo rurale, accanto all'attività agricola e alla zootecnia, oggi vive lo sviluppo della coltivazione della vite, dell’uva fragola e di produzioni agricole biologiche, nonché di attività nei settori agroalimentare e agrituristico. Vede anche la presenza di industrie di rubinetteria ad alta tecnologia. Ai piedi di colline moreniche ricoperte da vigneti con i tipici roccoli, offre anche itinerari di turismo equestre. Tra i beni culturali, la pieve di S. Genesio (XI sec.) e l’oratorio campestre di S. Maria della Neve (1220) con affreschi del XV sec., fuori dall'abitato; la parrocchiale settecentesca della SS. Trinità, costruita su un edificio del ‘400, il castello Della Porta, su preesistente fortilizio medievale e il barocco Palazzo Biscaretti di Ruffia. E ancora, nei campi l'antica fornace, interessante testimonianza di archeologia industriale e in località Mottoscarone il Museo degli attrezzi agricoli contadini.


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COMUNE DI VILLATA Abitanti: 1614 SuperďŹ cie kmq: 14,37 Altitudine slm m: 136 Festa patronale: San Barnaba - ultima domenica di agosto Sito del Comune: www.villata.vc.it


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Comune nelle: Riserve Pedemontane e Terre d’Acqua (Lame del Sesia) Itinerari tematici: Sentieri del Parco Naturale delle Lame del Sesia Punti di osservazione naturalistica: ibis sacri e birdwatching lungo l’asta del Sesia e le risaie Piatti della tradizione: paniscia, rane fritte e in umido, fritto misto dolce Prodotti tipici: riso, fagiolo di Villata, salam d’la duja Alcuni appuntamenti: Carnevale (febbraio/marzo), Festa di primavera e di inizio estate (maggio), Festa patronale e pellegrinaggio al Sacro Monte d’Oropa (fine agosto), Processione del Guado (settembre), Mercatino di Natale (novembre) Ospitalità: Le origini di Villata sono antecedenti il XIII sec., quale aggregato di Casalvolone, poi staccatosi come nuovo borgo con il nome di Villata de Casalgualono (1315) e solo più tardi Villata. Fin dal 1335 Villata appartiene allo Stato Visconteo, restando esclusa nel 1427 dalla cessione ai Savoia e in seguito riconosciuta comune autonomo. Vede poi avvicendarsi alcuni feudatari e con la dominazione francese, per pochi anni, è di nuovo aggregata a Casalvolone per ritornare infine comune autonomo nel 1814. Centro agricolo della pianura vercellese, si trova a breve distanza dalla riva sinistra del fiume Sesia. Tra le coltivazioni cerealicole è prevalente il riso oltre al mais. Tipica è anche la coltivazione di fagioli particolarmente adatti per la paniscia. Tra i beni culturali il castello, edificato agli inizi del 1400, con impianto a quadrilatero, ingresso protetto da una torre un tempo dotata di ponte levatoio e pustierla sul lato opposto e, a più riprese, ristrutturato e oggi adibito a sede del Comune, della biblioteca comunale, di Associazioni culturali e di spazi espositivi e foresteria; la parrocchia di San Barnaba Apostolo della seconda metà del XIII sec.; la chiesa dei Santi Francesco e Bernardino del XVIII sec. e l’oratorio di S. Giovanni Bosco degli inizi del Novecento.


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