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il Ceranino, autore degli affreschi de La storia della Maddalena nella cappella di San Domenico e quelli della cupola che rappresentavano la Gloria dei Santi Domenicani. La navata, venne decorata dal quadraturista lombardo Federico Bigioggero, che, seguendo uno schema molto in voga nel barocco, dipinse una finta struttura architettonica, con tanto di balconata e finto loggiato studiato per creare l’impressione di una maggiore profondità. Il centro della volta venne altresì decorato da un altro grande esponente della pittura barocca lombarda: Giovanni Stefano Danedi detto il Montalto, autore della Gloria di San Domenico alla presenza della Santissima Trinità e della Sacra Famiglia. Sempre ai due artisti venne commissionata la decorazione delle pareti della chiesa, di cui però rimangono vive solo poche tracce, ad oggi visibili sulla controfacciata attorno alla grande finestra dove, sulla destra, si trova una donna che allatta un neonato mentre altri due bambini si attaccano alle sue vesti, simbolo della Carità e, sulla sinistra, una donna velata che regge il calice e la croce, simbolo della Fede.

Giulio Cesare Procaccini, Madonna del Rosario

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Il Seicento nel Novarese  

Itinerari d'Arte nel Novarese. Il seicento novarese rappresenta un segno stilistico forte che ha caratterizzato l'intero territorio provinci...

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