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REGIONE SICILIA Assessorato Regionale dell’Istruzione e Formazione professionale Dipartimento Regionale dell’Istruzione e Formazione professionale EURO.IN.FOR.MA. Associazione culturale Progetto “Formazione “ per il Territorio” ID N°742 Corso “Addetti Addetti all’Organizzazione e Gestione del Turismo Culturale” Culturale cofinanziato dal Programma Operativo FSE 2007-2013 2007 2013 della Regione Siciliana Asse II Occupabilità Obiettivo specifico D Avviso 20/2011

Via Giorgio Arcoleo. La strada del Liberty a Caltagirone


Associazione Culturale EURO.IN.FOR.MA Introduzione Lo stile Liberty, per essere compreso, va inserito nel più vasto scenario del Modernismo Internazionale sorto alla fine del XIX secolo. Esso coinvolse tutte le arti: da quelle plastiche a quelle figurative, dall’architettura all’arredamento, sino all’oggettistica e l’oreficeria. Nasce dall’esigenza, in seguito all’avvento della Rivoluzione Industriale (nella fattispecie in Inghilterra), di ridare valenza e importanza all’operato artigianale. Viene così meno anche la tradizionale differenza tra arti maggiori e arti minori. L’obiettivo è quello di ridare dignità al processo produttivo, al lavoro manuale e quindi all’uomo. Per vivere nuova vita, l’arte abbisogna innanzitutto di nuovi materiali resi disponibili - adesso – dalle innovazioni tecnologiche. I movimenti culturali, provenienti dall’Europa e circolanti nel settentrione d’Italia, giungevano al Sud e in Sicilia tramite i commerci per via mare; Palermo ospitò così, assieme a Milano e Torino, i primissimi esempi di Liberty italiano con Ernesto Basile. In Sicilia, la presenza di una borghesia amante dell’arte e delle innovazioni culturali in genere permise l’introduzione del Liberty quasi uniformemente sull’Isola. Ivi, per quanto riguarda i centri maggiori (Palermo, Catania, etc), la presenza del Liberty ha seguito i tempi del Modernismo mentre è apparso assai più persistente nei centri minori, offrendo forse le espressioni più significative del genio artistico. Va da sé, come in ogni altra stagione stilistica, l’affermazione ed il tramonto di uno stile sono comunque connessi alle condizioni socio-economiche del territorio. Il programma di Animazione Culturale organizzato – che coinvolge i cittadini calatini, negozianti della Via Giorgio Arcoleo e turisti in visita – prevede una breve presentazione storica della strada, una sintesi del protagonista a cui essa è intitolata, un accenno agli architetti e alle maestranze coinvolte ed una passeggiata descrittiva delle tante palazzine che ivi si affacciano. Prendendo avvio dal versante occidentale, ad angolo con Via Principessa Maria (chiamato anche incrocio San Luigi), il percorso si chiude sul lato orientale, ad angolo con Via Principe Umberto. Giorgio Arcoleo (Caltagirone, 1848 – Napoli, 1914), fu giurista e politico. Formatosi in ambiente napoletano, si distinse inizialmente tra gli allievi di Francesco De Sanctis; nel 1877, grazie ad una serie di pubblicazioni sul diritto pubblico, ottenne la cattedra di Diritto Costituzionale presso l’Università di Napoli. Nel 1885 venne eletto deputato, per la prima volta, nel Collegio di Caltagirone; in seguito, rivestì altri incarichi di governo: sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura e delle Finanze nel 1896 e al Ministero degli Interni nel 1898. La sua attività si inserì, a Caltagirone, in un momento di rottura all’interno della classe dirigente locale. Tra le altre vicende che investirono il personaggio, questi furono gli anni dello scorporo dei feudi baronali e l’avvio delle lotte per una riforma agraria. Con l’avvento del governo della sciabola di Pelloux, che reprimeva la libertà di stampa, Arcoleo lasciò per protesta la Camera. Nel 1902 tornò 1


Associazione Culturale EURO.IN.FOR.MA sulla scena e, alla luce delle precedenti cariche rivestite, venne nominato nominato Senatore del Regno. Fu relatore nel 1907, tra l’altro, di un progetto di modifica dell’ordinamento giudiziario.

Foto storica della Statua bronzea di Giorgio Arcoleo in Caltagirone

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Associazione Culturale EURO.IN.FOR.MA Relazione Già sul finire del XIX secolo, la città di Caltagirone cominciava ad espandersi verso la limitrofa zona pianeggiante di sud-est. Qualche anno più tardi, difatti, venne avviato il programma di espansione e di miglioramento del nuovo Piano Regolatore del 1907 promosso da Luigi Sturzo (prosindaco di Caltagirone Caltagirone dal 1905 al 1920), rivolto alla a zona di ampliamento «San Luigi - Stazione Ferroviaria - Santa Maria di Gesù» e destinato a modificare il precedente Piano del 1892. La Via Giorgio Arcoleo si inserisce in tale contesto ed è una delle strade di cui si compone il cosiddetto Triangolo Sturziano, nome quest’ultimo volto a tributare il celeberrimo personaggio di cui la città vanta i nativi. Il nuovo snodo urbano si prefiggeva l’obiettivo di incrementare lo sviluppo delle attività e di offrire ai residenti, oramai stretti nel vecchio centro storico, nuove residenze più moderne e signorili. A tutt’oggi, sii tratta di un percorso viario ove è possibile riconoscere aspetti ed architetture archite residenziali, commerciali e pre-industriali, dal periodo ecclettico al Liberty iberty. Il Triangolo Sturziano turziano è composto, per l’appunto, dalla Via Giorgio Arcoleo, dalla Via Principessa Maria ed infine dal Viale Principe Umberto. Nell'Ottocento, Nell'Ottocento la Via Giorgio Arcoleo coleo era chiamata rettifilo, ovvero una strada tagliata diritta e rettilinea che serviva a collegare il vecchio centro storico con la ferrovia e le nascenti aree artigianali; artigianali partendo dunque dalla piazza del centro storico, percorrendo la Via Roma, tangente alla Villa Comunale – realizzata anch'essa alla fine del XIX secolo – si discendeva per l’attuale Via Giorgio Arcoleo e si era condotti “fuori città” verso la stazione ferroviaria. Difatti, scorgendosi dalla ringhiera che accompagna in parte la sua lunghezza, parallelo ad un moderno cavalcavia stradale, è possibile individuare il tracciato di quell’unico binario che collegava Piazza Armerina a Caltagirone. Tra fine Ottocento ed inizio Novecento, l’antica Via Carolina cui si collegava Via Giorgio Arcoleo era essenzialmente una via residenziale lontana dal centro abitato; abitato; ciò spiega la presenza di importanti complessi abitativi. La presentazione degli esempi dello stile Liberty in Caltagirone non può comunque prescindere da brevi accenni sugli artisti che ne hanno permesso l’esistenza: in primis Ernesto Basile e Saverio Fragapane. Ernesto Basile (Palermo Palermo, 1857 – Palermo, 1932) fu un celebre architetto,, esponente del Modernismo Internazionale e del Liberty. Figlio dell'architetto Giovan Battista Filippo, dopo la laurea in architettura conseguita alla Regia Scuola di Applicazione per Ingegneri e Architetti nel 1878, si affiancò al padre nelle commissioni commissio più importanti. Nel 1890 gli succedette nella cattedra universitaria e, dopo la morte di questi nel 1891, concluse l'opera più importante per la Palermo ottocentesca: il Teatro Massimo. Massimo Ivi ebbe inizio la sua 3

Foto storica di Ernesto Basile


Associazione Culturale EURO.IN.FOR.MA collaborazione con il pittore Ettore De Maria Bergler il quale, assieme a Vittorio Ducrot, divennero i protagonisti della stagione del Liberty palermitana. Basile continuò a lavorare nella sua città per tutta la vita, realizzando edifici pubblici e ville private ed e assolvendo contemporaneamente a varie commissioni in n diverse località siciliane e nell'Italia meridionale.. I maggiori rapporti li mantenne soprattutto con Roma, dove eresse alcune dimore signorili e costruì l'ala nuova di Montecitorio e dunque l'aula del Parlamento (1902-1927). ). La modernità di Basile si rivelerò immediatamente, con il Villino Florio ovvero la sua prima costruzione (in Palermo)) nonché prima architettura Liberty comparsa in Italia. Italia Ad esso si affiancò il complesso di Villa Igiea, Igi avviato nel 1899 e ultimato l'anno dopo, curato anche per quel che concerne gli splendidi arredi interni. Il grande albergo è oggi oggetto d'ammirazione da parte dei visitatori per le l raffinate decorazioni e per le architetture archite aeree mosse da una policromia vellutata e sensuale. Alla base soggiace sicuramente l'originale progettualità del Basile, caratterizzata da una mano leggera ispirata dalla lezione della grande pittura europea. Ebbe come allievi: Saverio Fragapane (a Caltagirone), Francesco Fichera (a Catania), Francesco La Grassa, Grassa, Enrico Calandra, Salvatore Benfratello, Salvatore Caronia Roberti per la zona palermitana e Camillo Autore per Messina e Reggio Calabria.

Basile:: esterno Villa Igiea (Palermo)di Ernesto Basile

Igiea:: interno Villa Igiea

Saverio Fragapane (Caltagirone, 1871 – Firenze, 1957) architetto, architetto allievo di Ernesto Basile operò principalmente a Caltagirone ove, con significativi interventi pubblici e privati, ha connotato in chiave Liberty la città. Nei suoi progetti adatta spesso lo stile floreale della secolare tradizione dei ceramisti di Caltagirone, i quali esaltavano la plasticità dell'argilla, sforando – in taluni casi – con ridondanza decorativa quasi barocca. Durante il periodo fascista, che lo vide sostenitore del movimento, adeguò il suo stile alla retorica della romanità. Di seguito le opere principali dell’artista a Caltagirone:

Foto storica di Saverio Fragapane

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Associazione Culturale EURO.IN.FOR.MA • • • • • • • • • • •

Villino Gravina con torre-belvedere,, Via Boungavillea angolo Via Oleandri; Casa Polizzi, Polizzi in Corso Vittorio Emanuele (1908); Oleificio Razionale, Razionale Viale Principe Umberto (1909); Prospetto della Chiesa di S. Giuliano,, Via Duomo (1908-13); (1908 Palazzo delle Poste e Telegrafi, Telegrafi, in Corso Vittorio Emanuele (1911); Casa Montemagno, Montemag Via Roma (1914); Casa Compagno-Franco, Compagno Via G. Arcoleo (1914); Villa Favitta, Favitta Via Santa Maria di Gesù (1916); Teatro Politeama Ingrassia, Ingrassia, Via Giardino Pubblico (1917); Varie cappelle gentilizie nel cimitero comunale; Ingresso nord-occidentale nord della Villa Vittorio Emanuele. Emanuele

È doveroso un cenno alla Fabbrica Vella attiva a Caltagirone, già a partire dalla seconda metà dell’800. All'inizio del secolo era condotta da Enrico Vella, Vella coadiuvato dai fratelli e alcuni collaboratori tra cui si annovera Salvatore Alberghina Bellia, Bellia Giuseppe Nicastro e Giuseppe Di Bartolo. Bartolo La fabbrica produceva terrecotte di tipo tradizionale e moderno, elementi per la decorazione architettonica e arredi per ville, ville balaustre, pannelli decorativi, medaglioni da muro, sedili, fontane, pilastrini, vasi.

La passeggiata Il percorso esposto in questa sede mette così in risalto, attraverso un progetto di “Animazione Culturale”” abilmente orchestrato dall’Ill.mo Professore Vincenzo Forgia, proprio quei palazzi che tanto riccamente testimoniano la presenza del Liberty a Caltagirone; essi sono stati sin’ora poco valorizzati – diremmo addirittura sconosciuti –. La passeggiata prende prende avvio dall’angolo San Luigi, ove immediatamente l’occhio del visitatore può ammirare tre straordinari stra esempi: la Biblioteca, Casa Sinatra e Palazzo Compagno-Franco.

La Biblioteca. È il palazzo posto tra la Via Roma Roma e la Via Principessa Maria. L’edificio nasce come scuola comunale (1917), ( poi adibita a biblioteca ma m attualmente è sede del Museo permanente del Presepe Internazionale nternazionale (Collezione Luigi Colaleo). Colaleo) L’opera opera risale agli inizi del ‘900, progettata da Ernesto Basile, primo esponente del Liberty a Caltagirone. In questo caso è da tener presente che l’artista risulta assai legato alla tradizione artistica del padre, padre di matrice neoclassica-ecclettica. ecclettica. Difatti, Difatti ci si accorge di una importante presenza di elementi neoclassici combinati con quelli Liberty. L’impianto planimetrico mostra una struttura esagonale e l’ingresso corrisponde corris ad uno dei suoi lati; da questo, posto dunque di sbieco, si allungano lateralmente due ali – seguendo le direzioni delle Particolare: struttura esagonale loggiata ed edicola in ceramica

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Associazione Culturale EURO.IN.FOR.MA due strade – a formare un angolo ottuso. Nel Ne prospetto principale è il portale d’ingresso con arco a tutto sesto sormontato da una edicola decorativa in materiale ceramico del tipico color verde ramina; il tutto sovrastato dallaa struttura esagonale nella quale, in alcuni lati, si aprono delle finestre trifore che nella fattispecie assume le fattezze fat di una loggetta (attributo ampiamente usato da Basile nel Liberty). Laa struttura si sviluppa quindi su unico livello, i cui prospetti laterali sono ritmati da sei finestre: due rettangolari alle estremità mentre mentr le quattro centrali sono ad arco a tutto tut sesto. Elemento di notevole vole importanza sono le lesene, svettanti verso l’alto l’ rispetto alla struttura. Altra caratteristica della Biblioteca è il gioco cromatico creato dal bianco della pietra dell’intero complesso della facciata ed il nero della pietra lavica presente nello zoccolo; inoltre, sempre in pietra lavica, è stata realizzata la scalinata composta da n° 6 gradini che consente l’accesso all’edificio. Questo è completato da una struttura architravata che accentua lo svolgersi in orizzontale di tutto tutto l’insieme, a sua volta evidenziato per contrasto da una fascia costituita da listelli posti in senso verticale.

Biblioteca,, prospetto centrale e laterali Biblioteca

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Associazione Culturale EURO.IN.FOR.MA Casa Sinatra. Voltando le spalle alla Biblioteca, all’inizio di Via ia Roma, si erge il Palazzo Sinatra. È un unicum in tutta Caltagirone, per la presenza di particolarissimi archi moreschi (detti anche “a ferro di cavallo”) dalla linea tanto marcata quanto sinuosa tipica dello stile Liberty. L’attribuzione non è certa ma si tratta, probabilmente, di un intervento del Basile o dell’allievo Fragapane; esso è, inoltre, riconoscibile dalla particolare chiave dell’arco, composta da tre fiori somiglianti a delle magnolie – elemento floreale, questo peraltro peralt riscontrabile in altre loro opere –.. Altri elementi caratterizzanti l’edificio sono: le lesene ed i pilastri angolari, posti ad altezze diverse quasi a voler creare un gioco, arricchite da decori simili a frange pendenti.

Sinistra,, prospetto principale angolare Casa Sinistra

Palazzo Compagno-Franco Compagno . Dirimpetto alla Biblioteca, si può cogliere nella sua totale bellezza un particolarissimo edificio di stile Liberty: il Palazzo Compagno-Franco. La pianta della palazzina palazzin è irregolare, per adattarsi al lotto cuneiforme creatosi tra le Vie Giorgio Arcoleo e Principessa Maria Josè. Il palazzo si sviluppa in tre livelli. Osservando il prospetto principale ad angolo – così come il prospetto della Biblioteca e di Casa Sinatra – si presenta stretto, allungato ed inquadrato da paraste con pilastrini liberi. Al Al primo livello è presente una porta oggi adibita a vetrina di attività commerciale; al secondo livello è posto un balcone la cui apertura è bifora con archi a carena di nave (stile (st bizantineggiante) sormontati da un fregio a decori floreali e al di sopra dei quali è una decorazione a festoni che richiama il fregio; al terzo livello è collocata una loggia composta da d cinque finestre ancora con archi a carena di nave, anch’essi delimitati imitati da un fregio floreale e sostenute da una decorazione a frangia. Notevoli sono i pilastri angolari: ango essi svettano verso l’alto, o, movimentando la facciata e presentando – all’estremità – delle decorazioni che raffigurano dei vasi con abbondanti Compagno--Franco Franco,, prospetto principale angolare Palazzo Compagno

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Associazione Culturale EURO.IN.FOR.MA soggetti tti floreali dalle dimensioni tutt’altro che modeste. Anche le lesene, che ritmano lo spazio dei prospetti laterali, interrompendo la trabeazione, si sporgono verso l’alto e sembrano esser pronte ad ospitare delle statue. Per quanto riguarda i prospetti laterali, la questi presentano: al primo livello delle vetrine commerciali; al secondo, secondo invece, si ripetono delle finestre con arco a carena di nave;; al terzo e al quarto (quest’ultimo per metà propone una terrazza in corrispondenza del prospetto principale) presentano pr delle aperture rettangolari. Daa attenzionare, atte infine, le mensole dei balconi che, attraverso la presenza di delicate foglie d’acanto racchiuse come fossero dei boccioli – o forse dei fiori di iris –, costituiscono un topos dello stile Liberty.

aperturaa bifora e decoro sul pilastrino Particolare: apertur

Casa Montemagno-Branciforti Montemagno . Proseguendo la passeggiata, si noti al civico 114 la Casa Montemagno-Branciforti. Montemagno È un edificio inserito fra due palazzi risalenti agli anni ’50-’60 ’60 del XX secolo, che permettono tuttavia di coglierne in toto la bellezza. Il prospetto principale, principale essendo dunque un rettangolo definito, definito è simmetricamente diviso. Lo spazio è scandito dalla presenza di quattro lesene, lesene, due delimitano la parte centrale che presenta il maestoso ingresso e due chiudono l’insieme, tutte sormontate da capitelli a decoro floreale. Tale decoro è costituito lateralmente da boccioli e al centro da fiori aperti tenuti insieme inferiormente da un drappeggio avvolto su se stesso; la decorazione si completa con un abaco concavo e sporgente nei laterali. La casa si sviluppa su due ue livelli: in quello inferiore, ove i pilastri presentano un basamento Montemagno--Branciforti Branciforti,, prospetto principale Casa Montemagno

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Associazione Culturale EURO.IN.FOR.MA bugnato, è collocato il portone dalla rosta in ferro battuto; essa è incorniciata da un arco a tutto sesto – la cui chiave è composta da linee sinuose – intagliato e riccamente decorato to con fiori e foglie. foglie. Al livello superiore, sopra il portale, è presente una loggia composta da quattro aperture e racchiusa da una balaustra in pietra bianca intagliata, intagliata la quale richiama il motivo decorativo delle ringhiere in ferro delle balconate e della lunetta. Infine, al di sotto dei balconi è possibile scorgere delle bellissime mensole a motivo floreale.

Particolare:: lunetta portone d’ingresso e loggetta Particolare

Palazzo Alparone. Alparone Inoltrandosi nel vivo della Via ia Giorgio Arcoleo, si giunge al civico 84-86. 84 Di esso si possono cogliere ben due prospetti, riccamente adornati. Questo palazzo presenta una caratteristica già riscontrata in altri edifici della città, ittà, ma decisamente unico nella sua straordinaria seppur semplice bellezza nella Via ia del Liberty. Esso, infatti, presenta le decorazioni delle facciate realizzate in terracotta provenienti provenienti della Fabbrica dei Vella. Partendo dal prospetto principale, questo si compone di tre livelli. In quello sottostante sono presenti pr due ingressi, di modeste dimensioni, sormontati da archi a tutto sesto la cui chiave è composta da foglie d’acanto. Si notino i triangoli a decorazioni leonine che alternano i due archi d’ingresso. Ai piani superiori, tra le numerose finestre del prospetto ospetto ve ne sono presenti Alparone,, prospetto principale e laterale Palazzo Alparone

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Associazione Culturale EURO.IN.FOR.MA due, che sormontano i portoncini d’ingresso, incorniciate da bordure molto eleganti a figure geometriche ed elementi simbolici tra cui: figure di drago e volute floreali. Soffermandoci poi nell’osservare il prospetto laterale, esso e si presenta composto di tre livelli ed è sviluppato con simmetria speculare. Al livello inferiore, al centro, è presente il portale che, con molta certezza, fungeva da magazzino o garage.. Le due finestre, per l’appunto collocate in modo simmetrico a destra de e a sinistra del portale, sono di forma rettangolare sormontate da un arco a sesto ribassato; oggi sono purtroppo murate, ma si pensa che abbiano avuto una inferriata decorata. Al primo piano sono collocati un balcone centrale e due finestre laterali, laterali che seguono simmetricamente lo schema sottostante. Al secondo piano, similmente distribuiti vi sono tre balconi di dimensioni ridotte. Le aperture presentano delle cornici, sempre in terracotta, la cui trabeazione è finemente decorata a motivi floreali. Di particolare interessee i pilastri angolari, decorati in modo differente per i tre livelli: al primo troviamo il bugnato, che da senso di stabilità alla struttura; al secondo si tratta di festoni floreali interrotti al centro con medaglioni leonini; al terzo, infine, abbondanti festoni di frutta. Interessante citare che alcuni elementi di terracotta furono realizzati per fini diversi: probabilmente per esser destinati alla funzione di pilastrini all’interno di qualche giardino, volendo do così spiegare il soggetto della loro decorazione. Pilastrino gemello Difatti, possiamo riscontrare in una Villa in zona Portosalvo dei pilastrini d’ingresso con le stesse decorazioni plastiche.

Particolare: decorazione leonina e chiave dell’arco

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Palazzo La Porta, prospetto principale

Palazzo La Porta. Un altro gioiello architettonico è poi il Palazzo La Porta il quale, così come il Palazzo Montemagno-Branciforti, Montemagno Branciforti, è inserito nel tessuto urbano e pertanto se ne può cogliere soltanto il prospetto principale. La struttura si articola in due livelli simmetrici. Al centro del livello inferiore sono due ingressi con portoni lignei finemente intagliati con particolari motivi floreali; le lunette, a tutto sesto, sono realizzate da una raggiera anch’essa lignea con vetri. A sormontare la composizione, composizione una loggia tripartita con archi introflessi trilobati scanditi da pilastrini e colonnine binate, lateralmente, incorniciati da due Particolare: balcone lesene con i capitelli molto simili a quelli visti presso la Casa Montemagno-Branciforti; Montemagno il tutto si poggia su una balaustra in pietra, intagliata a motivi geometrici dove si scorgono tracce di colore. Anche i quattro balconi laterali presentano una ringhiera in materiale cementizio ntizio finemente traforata. Riguardo le mensole dei balconi, esse raffigurano lateralmente, e in corrispondenza di pilastrini, pilastrini volti di donne assai sereni tipici del Liberty e decoro floreale al centro. A sormontare tutte le aperture balconate troviamo delle le mattonelle pavimentali in cemento decorate, che richiamano il fregio che incornicia l’intero prospetto. Inoltre la facciata del livello superiore è rivestita da mattonelle in cemento dipinto, creando un particolare gioco cromatico. Da notare una particolare lare fascia a treccia che percorre l’intera facciata, in corrispondenza dell’architrave delle finestre. Invece la facciata del livello inferiore, più semplice, è realizzata in bugnato di pietra bianca con una zoccolatura in pietra lavica. Particolare: portone d’ingresso

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Palazzo al civico 65: prospetto principale come si presenta oggi

Palazzo al civico 65. Quasi dirimpetto al Palazzo La Porta, la struttura complessiva della palazzina su due livelli è ancora leggibile, nonostante gli orribili interventi di ammodernamento – se non di sostituzione/demolizione – evidenti sulla parte sinistra dell’edificio. Fortunatamente è possibile ancora cogliere la bellezza del portale centrale, composto da un arco a tutto sesto – la cui chiave è un maschera ma femminile dal volto assai sereno – con conci a raggiera realizzati con bugne grezze in cemento; essi presentano un gioco di rientranze e sporgenze della pietra, mentre nelle lesene il gioco è dato da differenze cromatiche. L’arco d’ingresso so è sormontato da un cartiglio assai simile a quelli che sovrastano gli archi del Palazzo delle Poste, per cui l’analogia analogia ci permette di ipotizzarne la paternità al Fragapane. Il cartiglio fa da base ad una struttura composta da tre finestre con arco a tutto tto sesto, che rimanda all’idea di una loggetta raccordata in alto da un fregio realizzato con mattonelle in cemento cemen decorate a motivi geometrico-floreali floreali. Tra ra gli archi a tutto sesto, sovrastanti la loggia, vi sono inserzioni di intonaco dipinto, raffiguranti raffiguranti festoni e drappeggi. Le mattonelle in cemento decorate sono riprese ripres nell’architrave delle aperture balconate poste po sulla destra del prospetto. I balconi, inoltre, presentano delle ringhiere in ferro battuto riccamente lavorato. Tra una finastra e l’altra l’altra vi è un festone realizzato in cemento e intonaco leggermente a rilievo, il quale è stato ripreso dai pilastri che divengono elementi di chiusura del prospetto centrale. Un ulteriore elemento che ci aiuta ad ipotizzare la paternità dell’edificio al Fragapane è l’inserimento,, nello spigolo superiore di questi pilastri centrali, di un elegante colonnina con capitello Liberty. Liberty

Palazzo al civico 65: come doveva presentarsi prima

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Palazzo al civico 142, 144, 146. L’itinerario, quasi giunto al termine, sembra chiudersi laddove abbia avuto inizio: le finestre riportano, riportano infatti, archi arabeggianti già visti nel Palazzo Compagno-Franco. Compagno Anche in questo caso, le lesene, interrompendo il cornicione di chiusura, si trasformano in pilastrini a sezione quadrata. I pilastrini costituiscono un elemento riscontrabile in diverse opere realizzate dal Basile e dal Fragapane.

Particolare: finestra con arco a carena di nave

Ringhiera della ferrovia. Ad accompagnare tutta tu la passeggiata, nella parte nordestt della strada, si sviluppa la Ringhiera in stile Liberty. Essa è realizzata ealizzata alternando pilastrini in pietra lavica e ferro battuto. L’inferriata misura in altezza 98 cm e in lunghezza 130 m. m La decorazione è costituita in alto e in basso, quindi in apertura e in chiusura, da coppie di volute speculari. La parte superiore della Ringhiera è decorata con un festone a nastrino, il quale sembra esser stato annodato alle aste con una resa decisamente decorativa. Le aste si alternano alternano in lisce e tortili e quelle lisce poggiano allo zoccolo mediante un piedino a forma di tronco di piramide. Considerando l’epoca in cui la ringhiera venne realizzata, le maestranze non possedevano ancora la tecnica te della saldatura per cui le capacità capacit di questi consiste nell’averla realizzata con incastri e perni; risulta pertanto impensabile la sua esecuzione senza l’abilità, le conoscenza tecniche e il genio delle maestranze.. Esse hanno, inoltre, creato il cancello dell’ingresso nord della Villa Comunale. I pilastri astri in pietra basaltica sono alti ti 1,50 m e sono opera di esperti e scalpellini. La base ottagonale, poggia sullo zoccolo a fascia e dal basso si sviluppa svilu con una serie di modanature: modanature toro, o, listello, scozia e tondino. Il corpo dei pilastri è diviso, div quindi, in otto facce lasciate grezze a contrastare con gli otto costoloni levigati. La cimasa è costituita anche’essa da modanature modanatur che si susseguono dal basso verso l’alto in 13


Associazione Culturale EURO.IN.FOR.MA questo modo: un tondino, una fascia che si risolve in un guscio, un listello, listel una fascia, un listello, un guscio capovolto completato da un toro a calotta.

Particolare: aste (lisce e tortili) della Ringhiera e pilastrini in pietra ba basaltica saltica

La Via Giorgio Arcoleo, ad ogni modo, presenta tanti altri interessanti emblemi dello stile Liberty di Caltagirone che, pur non essendo inseriti in questo percorso, sono degni di nota. Questi elementi possono scorgersi, in generale, nelle modanature, fregi, lesene e pilastri angolari,, capitelli, c sovrapporta, cornici che rivestono le facciate delle rimanenti palazzine. I particolari decorativi ed ornamentali sono interessanti poiché si propongono, il più delle volte, come formelle e parti modanate in terracotta o maiolica smaltata a colori vivaci o ancora, come citato prima, mattonelle ad impasto cementizio colorato. L'aspetto maggiormente interessante riguarda, difatti, le parti ornamentali espresse secondo le linee di decoro tradizionale o più moderne dello stile Liberty e spesso con tecniche iche e materiali più originali. Gli impasti in graniglia di cemento colorato e la ghisa sono i due materiali più innovativi del primo Novecento. Si notino, notino pertanto, lungo la passeggiata, i numerosi balconi realizzati con ringhiere modellate da stecche stecch in ghisa grigia fusa a stampo; questo materiale col tempo è stato sostituito, per la difficoltà di lavorazione e di resa, dal pratico acciaio soggetto comunque ad ossidazione. A tal proposito, si ammirino le ringhiere in ghisa della palazzina di Via Giorgio Arcoleo A n. 50, sede dell’Ente Euro.In.For or.Ma, collocata di fronte alla citata balconata in ferro battuto dell'ex tracciato ferroviario. Molti interventi di sostituzione nei lotti ai lati della strada, purtroppo, hanno alterato l’immagine assai più unitaria del percorso; ci siamo limitati, limitati quindi, a descrivere in maniera più puntiforme quegli esempi che abbiamo ritenuto meritevoli di attenzione, di conoscenza, fruizione e di una possibile futura salvaguardia.

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L’Animazione Culturale La città presenta impronte e testimonianze diverse: ora Liberty, ora Barocche, ora Neoclassiche; il turista conoscerà dunque la nostra storia, profondamente legata a radici bizantine, arabe, spagnole fino a giungere agli anni ’20 del Novecento. Il visitatore, giovando di questo percorso, ha la possibilità di conoscere il Liberty locale ed allietare la sua visita partecipandovi attivamente come protagonista, poiché immerso nella nostra cultura, tradizioni culinarie, ceramica e dunque origini. Il progetto di animazione culturale è stato previsto in funzione dei vari periodi dell'anno ed intitolato pertanto “Le 4 Stagioni del Liberty”. Tuttavia sono previsti degli allestimenti permanenti lungo il percorso, volti alla valorizzazione della Via Giorgio Arcoleo. Essi sono: • L’ascolto, in filodiffusione, della musica di Antonio Vivaldi “Le Quattro Stagioni” e vari brani dell’epoca Liberty. • L’illuminazione dei palazzi, predisponendo degli spot, diretta alle peculiarità architettoniche degli stessi, creeranno piacevoli giochi di luci capaci di enfatizzare il linguaggio artistico della plasticità delle decorazioni. • L’impianto di pannelli in plexiglass, con retroilluminazione a led, posti in corrispondenza dei palazzi lungo i marciapiedi, che riporteranno i dettagli della descrizione storico-artistica degli edifici ed i particolari delle facciate. • Le decorazioni floreali, a rispetto della stagionalità della natura, sparsi per l’itinerario e che adorneranno la Ringhiera Liberty. • Di fronte alla Biblioteca si potrà scorgere, ove attualmente è posto l’edificio che ospita il negozio d’abbigliamento “Atrium”, un poster della foto storica che immortala la statua di Giorgio Arcoleo la quale troneggiava nello stesso sito e che nel periodo bellico venne rimossa per recuperarne il bronzo. • Coinvolgendo le attività di ristorazione (quali i panifici, i bar, i ristoranti, le pizzerie, le gelaterie, etc lungo la strada), verranno proposte delle degustazioni di piatti tipici e tradizionali anche grazie alla sistemazione di stands lungo la passeggiata. • La presenza di animazioni a tema stagionale, prevedendo la chiusura della strada a zona pedonale. • L’Animazione si svolgerà il primo week-end di ogni mese.

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Associazione Culturale EURO.IN.FOR.MA PRIMAVERA.. Gli animatori che accompagneranno i visitatori saranno travestiti da personaggi delle fiabe, folletti e fatine. Le vetrine dei negozi avranno in mostra le ceramiche dei nostri artisti calatini. Gli stands, richiamando l’antica tradizione locale di regalare i fischietti ai bambini per richiamare le rondini di primavera, primavera offriranno in vendita fischietti artigianali. artigianali Si ricorderà, agli ospiti, la possibilità di visitare il Museo dei Fischietti presso i vicini locali dell’ex caserma dei Carabinieri, di fronte l’ingresso sud del Giardino Pubblico.

Esempi di Fischietti tradizionali realizzati dal Prof. Vincenzo Forgia

ESTATE. L’animazione prevede la presenza di Hostess abbigliate in stile Charleston. Le vetrine dei negozi esporranno quadri degli artisti del calatino. Presso gli stands si potranno degustare i “geli”, ovvero gelatine rinfrescanti preparate secondo un’antica ricetta e servite su riproduzioni delle Formelle ceramiche a tema fitomorfo del Prof. Forgia. In serata, si potrà godere del fascino degli abiti in sfilata ispirati alle a statuette bronzee dell’artista Liberty Ertè realizzati dalle dall locali scuole di moda (stilismo, parrucchieria, estetismo, etc).

Esempi di Formelle ceramiche a soggetto fitomorfo antiche

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Statuette bronzee dell’artista Ertè

AUTUNNO. L’animazione sarà formata da personaggi circensi (clown, (clow giocolieri, trampolieri, etc).. Le vetrine dei negozi avranno in mostra immagini realizzate dai fotografi autoctoni. Presso gli stands si potranno, questa volta, degustare vini novelli di produzione locale e le “cotognate e mostarde” anch’esse servite in Formelle a tema antropomorfo e zoomorfo. zoomorfo

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Esempi di Formelle ceramiche a soggetto antropomorfo e zoomorfo antiche

INVERNO. Respirando già l’atmosfera natalizia, l’animazione prevederà la presenza di Babbo Natale, i suoi aiutanti e la Befana. Le vetrine delle attività commerciali saranno addobbate a tema. Gli stands offriranno una vasta scelta di degustazioni legate alla tradizione culinaria calatina e siciliana natalizia: natalizi le crispelle, le sfinge, le impanate di spinaci. Presso la Biblioteca, che ospita per tutto l’anno la Collezione Luigi Colaleo laleo di Presepi Internazionali, verrà allestita la mostra – che diverrà anch’essa permanente – delle “FORMELLE” del Prof. Forgia che, scelte tra le tante a soggetto natalizio,, costituiscono un evento inedito. Aii visitatori verranno forniti, inoltre, degli opuscoli per apprendere apprender le informazioni sulle origini, sulla funzione ed il periodo storico delle formelle le quali, in copia, potranno essere acquistate al termine della visita.

Esempi di Formelle ceramiche a tema natalizie antiche

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Associazione Culturale EURO.IN.FOR.MA Il presente studio è stato fatto in assenza di ricerche bibliografiche, poiché il Gent.mo Prof. Vincenzo Forgia ci ha istruito sulle nozioni storico-artistiche che hanno interessato il percorso. Si coglie l’occasione per porgli i nostri più sentiti ringraziamenti, per aver messo a disposizione la sua Collezione privata ed inedita di Formelle ceramiche antiche. Il lavoro è stato realizzato dalla classe del Corso di Formazione come “Addetti all’organizzazione e gestione del Turismo Culturale”: Elèna Privitera, A. Daniela Tosto, Luana Porcelli, Antonella Di Filippo, Alessia Catena, Silvia Crescimone, Luca Inzirillo, Giacomo Gravano, Monica Conti, Anna Zingale, Roberta Malandrino, Silvia Anfuso.

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La via Giorgio Arcoleo, la strada del liberty a Caltagirone