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SPECIALE LA STAMPA MERCOLEDÌ 7 NOVEMBRE 2012

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Quella volta c’ero anch’io

Correre per conquistare la tua città

GIAN PAOLO ORMEZZANO «Se vuoi bere bene, comprati un vigneto», diceva un guru dell’enologia. Se vuoi possedere una città, magari la tua, fatti la maratona di quella città. Non per vederla meglio, perché se le gambe dolgono tutto appare brutto, ma proprio per possederla, schiavizzarla. Alla mia seconda e ultima maratona, Torino ’98, nel caldo del clima e nell’nferno dei miei 63 anni, dopo sei ore di corsa

moscia ebbi, per gli ultimi tre quarti d’ora, Torino tutta mia: ero ultimo solitario e felice di esserlo, mi sembrava di pagare giusto dazio torinese dopo lo snobismo di tre anni prima, New York in 5 ore e un quarto, agli incroci i vigili aspettavano soltanto che passassi io per andare a mangiare, gli automobilisti bloccati avevano smesso di inutilmente secernere bile e io mi sentivo importante, conquistatore, padrone, arrancante di fiato, dolente di gambe, volitante di spirito. Pochi han-

no avuto Torino così pazientemente avviluppata intorno e intanto così devota, rispettosa di una fatica. Sapevo che al Valentino mi aspettavano Maurizio Damilano il grande marciatore e Laura Fogli la maratoneta (quella che svezzò per New York Gianni Morandi), arrivai e non chiesi scusa ai due amici della lunga attesa inflitta: con la coda dell’occhio avevo visto uno che, nascondendosi dietro l’ambulanza estrema, mi aveva tolto la gioia francescana dell’ultimo posto.

Turin Marathon I numeri

Una grande festa 3 da vivere insieme

gare in una

GUIDO TIBERGA

1919

Turin Marathon (42,125 km), Stratorino (7,5 km) e Junior Marathon (un km circa, per bambini)

20

mila persone

Nell’edizione del 2011: tra maratoneti, runners della «Stratorino» e giovanissimi della «Junior Marathon»

Speciali

LA STAMPA MERCOLEDI’ 7 NOVEMBRE 2012

Valerio Arri Il vincitore della prima edizione della Maratona di Torino. L’anno successivo fu bronzo ai Giochi di Anversa

Una maratona può avere molti significati, per una città. Una maratona è sport, per i migliori specialisti in gara contro gli avversari e contro il cronometro. È sfida personale, è disciplina, salute, avventura e gioia di vivere. Ma una maratona non è soltanto questo. Specie quando, come a Torino, si affianca a due manifestazioni aperte a chiunque abbia voglia di correre, come la Stratorino e la Junior Marathon, la corsa di bambini e genitori lungo l’ultimo chilometro del tracciato. La maratona di una grande città è soprattutto partecipazione. Lo scorso anno, nelle piazze auliche della città, c’erano oltre ventimila persone pronte a mettersi alla prova, dalle gazzelle africane ai jogger della domenica. Dalle migliaia di corridori contagiati dal sogno dei 42 chilometri, ai ragazzini che per la prima volta provavano l’ebbrezza di una corsa lanciata dal colpo di pistola di uno starter. Portare i bambini a correre è una delle sfide più importanti della Turin Marathon, una sfida alla sedentarietà, all’obesità infantile, ai cortili per giocare che non ci sono più. Recentemente, la maratona torinese è stata premiata dalla Federazione Internazionale di Atletica Leggera con il «gold label» ri-

servato alle migliori gare del mondo. La Stratorino è la festa popolare che ormai da decenni porta la città a correre: la distanza, sette chilometri e mezzo, è accessibile a tutti. I legami con «Specchio dei Tempi » ne fanno un capitolo importante anche in tema di solidarietà. La Junior Marathon è già diventata una delle più frequentate manifestazioni d’Europa per i bambini. Torino, rispetto alle altre grandi maratone d’Italia, ha un fascino particolare, quello che deriva dalla tradizione sposata alla tecnologia applicata allo sport. Nel 1897, curiosamente negli stessi giorni in cui un gruppo di gentiluomini dava vita alla Juventus su una panchina di Corso Re Umberto, nasceva l’atletica italiana. I 1° novembre nasceva la Juve. il 31 ottobre, in via Nizza, a pochi metri dall’attuale sede della «Stampa», partiva uno dei primi campionati nazionali del mondo. E già nel 1919 andò in scena la prima edizione sulla distanza ufficiale dei 42 chilometri La Turin Marathon, rinata in tempi recenti, si specchia in quelle antiche radici, fiera del suo passato ma pronta a rinnovarsi anno dopo anno. Domenica 18 novembre il nuovo percorso porterà i maratoneti a conquistare nuovi quartieri della città, le più moderne tecniche di ripresa permetteranno di seguire la gara in tv e sul web come non era mai stato possibile prima.

2011

Abdelaziz El Idrissi Abdelaziz El Idrissi, marocchino, ha vinto a sorpresa l’edizione dell’anno scorso in 2 ore 8 minuti e 13 secondi

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