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il manga e le culture giapponesi

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Il Giappone dello zen e il Giappone del sesso Ritenuto volgare, violento e brutto, il manga è stato visto per molto tempo, in Occidente, in termini negativi. ha fatto inorridire gli amanti del Giappone «tradizionale», simbolizzato dalla cerimonia del tè, dall’ikebana* e dai giardini zen. Ma questo Giappone orgoglioso della sua indubbia eleganza e del suo rigore ha sempre convissuto con un altro Giappone, meno conosciuto dalle nostre parti. Un Giappone popolare e ribelle che non si faceva problemi né di buon gusto né di morale. Un Giappone Immagine da libro illustrato, epoca Edo. che adorava le grandi sceneggiate e i fiumi di lacricollezione privata. me, i fantasmi con le catene e il sesso, il piacere e il dramma in tutte le loro forme. Un Giappone che non amava nulla più che piangere davanti a un bello shinjû* e andare in giro per le strade portandosi appresso dei falli giganti durante le feste popolari e religiose. A partire dall’era Meiji (1868-1912), le autorità misero a tacere questa cultura popolare e popolana. Per far fronte alla minaccia dell’imperialismo occidentale, c’era bisogno di un popolo moderno, disciplinato e pronto al sacrificio. Addio fantasmi, suicidi d’amore e feste falliche! Ormai, tutti i maschi giapponesi dovevano necessariamente essere dotati dello «spirito samurai» e ogni

Il Manga  

ll Manga - oltre ad essere una storia del fumetto giapponese - è un viaggio appassionante all'interno della cultura nipponica tra i diversi...