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Anno 1, numero 11

5 maggio 2007

Vivere Labico news Promesse da calzolaio

di Tullio Berlenghi

Nelle scorse settimane si incontravano con facilità persone che esprimevano la propria personale approvazione per un progetto politico coraggioso, ambizioso e innovativo, con il quale cercare di dare un nuovo volto all’amministrazione pubblica labicana. Un’approvazione determinata e convinta, ma non del tutto soddisfatta. Le frasi di sostegno e di condivisione delle scelte e del programma erano spesso accompagnate da qualche “però”, da qualche “perché”. Le perplessità derivavano dalla difficoltà di spiegarsi le ragioni di una divisione di quella parte della politica labicana estranea ad interessi e a clientele che un elettorato attento e responsabile voleva unita a tutti i costi per trovare una concreta chance per amministrare il paese. Le spiegazioni apparivano sempre insufficienti e certamente non comparabili con la gravità della scelta e nell’interlocutore rimaneva sempre la convinzione che fosse necessario fare uno sforzo in più. Dopo che questo sforzo è stato fatto, da pochi giorni dunque, l’atmosfera che si respira girando per il paese è cambiata completamente. S incontrano due tipologie di espressioni: quella visibilmente preoccupata, quasi corrucciata, di chi, posizionato su una sponda diversa, prefigura la ragionevole ipotesi della sconfitta alle prossime elezioni, quella sorridente e piena di entusiasmo di chi ormai non sperava più in una lista unitaria e si ritrova invece a credere che davvero si possa cambiare qualcosa a Labico, con la speranza e forse la convinzione che questo cambiamento andrà nell’interesse di tutti i cittadini. Certo sul piano della propaganda non è facile per noi contrastare il sistema di comunicazione di chi governa attualmente, perché la nostra linea è quella di evitare di ricorrere a facili promesse di dubbia realizzabilità, mentre rifuggiamo dal meccanismo clientelare dell’impegno “ad personam”, che non solo svilisce ed Sommario: Promesse da calzolaio

1

Una volta erano i “porci” a distruggere il territorio

2e3

Il vento del cambiamento

3

Valorizzare l’agricoltura

4

Una festa per la comunità rumena di Labico

5

Presentazione lista

6

umilia i principi della buona amministrazione sanciti dalla nostra Carta Costituzionale, ma che dovrebbe insospettire proprio i destinatari delle promesse, per la palese mancanza di serietà politica e amministrativa di chi ricorre a questi metodi. Si pensi alle promesse di opere pubbliche che, a quanto risulta, sono state fatte anche di recente in qualche assemblea di quartiere. Sarebbe utile sapere che promettere interventi come la sistemazione delle strade o la realizzazione di qualche marciapiede non può essere visto come un “favore” gentilmente concesso in cambio del consenso elettorale. Determinate opere sono semplicemente un atto dovuto da parte di un’amministrazione che governa questo paese da dieci anni e che ha programmato e realizzato interventi edificatori ai quali le opere che stanno promettendo erano strettamente connessi e l’amministrazione aveva o l’obbligo di realizzarli o quello di verificare che chi di competenza lo facesse. In pratica è come se il calzolaio a cui ho ordinato (e pagato) le scarpe ritardasse nel consegnarle e mi promettesse che però, se proprio ci tengo e in cambio di qualche ulteriore adempimento (non dovuto) da parte mia, le scarpe potrebbe alla fine fabbricarle. Sempre “dopo”, ovviamente. Sempre senza nessuna garanzia. Una persona normale, in casi così, cambia il calzolaio. Magari non riuscirà a farsi restituire i soldi delle scarpe, ma almeno la soddisfazione di non dover supplicare per avere quanto gli spetta di diritto se la riesce a togliere. Recita un vecchio adagio, attribuito ad Abramo Lincoln: “Potete ingannare tutti per qualche tempo, potete ingannare qualcuno per sempre, ma non potete ingannare tutti per sempre” e - trascorsi dieci anni di un’amministrazione che ha fatto ben poco non solo di quanto promesso ma anche di ciò che aveva il “dovere” di fare - possiamo immaginare che siano molti i cittadini labicani stanchi di essere ingannati e che non vedono l’ora di cambiare calzolaio.

Domenica 6 maggio, dalle ore 11, Piazza Mazzini Presentazione della lista “Cambiare e Vivere Labico” Tutti i cittadini sono invitati a partecipare


Vivere Labico news

Una volta erano i “porci” a distruggere il territorio di Ruggero Mariani Il problema della devastazione del territorio di Labico (allora Lugnano) si è sempre posto nel corso dei secoli. Qui di seguito si riportano due articoli tratti dal Libro IV dello Statuto del Castello di Lugnano del 1608, che riguardano una delle cause, allora di primaria importanza, della devastazione dei campi coltivati e della salubrità della Comunità. Di non mandar porci per la Terra - Cap. XI. Libro IV Item che nessuno debbia tenere, ne mandare porci per la Terra, ma li debbia tenere alle caselle fora di Lugnano. Sotto pena di tre giuli per persona, e volta. Di non tener porci per Territorio - Cap. XVII. Libro IV Item che nessuna persona ardisca tenere ò far tenere in Territorio di Lugnano porci d’oscura sorte, ne à pascolare ne in altro modo senza espressa licenza di Sua Eccellenza. Sotto pena di scudi venticinque, e perdita di detti animali. Il problema però non era di facile risoluzione, anche perché per una famiglia avere un maiale di proprietà significava poter sopravvivere durante i periodi magri. Infatti molti ricorderanno che fino agli anni ’60 del secolo scorso, moltissime famiglie cercavano di allevare almeno due maiali, dei quali uno serviva per il loro fabbisogno, mentre l’altro veniva ceduto o venduto per pagare i “buffi” (i debiti) effettuati presso la pizzicheria o il macello, dove faceva correntemente la spesa. Non è assolutamente un motivo di vergogna, perché purtroppo per riuscire a vivere decentemente si ricorreva anche a questo espediente, che si è protratto nel corso del tempo. Tornando al problema dei danni procurati al territorio dai “porci”, sappiamo per certo che nella seconda metà del ‘700, il problema sussisteva ancora. A seguire si riporta un bando (da noi volgarmente detto “banno”) emanato dall’Uditore Generale della Casa Doria Pamphili Luigi Lodovichetti che aveva la sua residenza in Valmontone. Il Bando veniva letto alla Comunità dal Banditore dopo aver effettuato lo squillo di tromba (qualcuno ricorderà ancora l’ultimo banditore del Comune di Labico, Pellegrini Umberto detto Italo, ma conosciuto da tutti come Spezzaferro). Nell’agosto del Pagina 2

1786, venne emanato il seguente, da cui risulta che chi ritiene “Troie” (scrofe), ambasciate di animali neri (maialini selvatici sicuramente somiglianti ai cinghiali) e pecore, le dovrà far pascolare soltanto in appezzamenti di terreno di sua proprietà, od in quelli che saranno assegnati dai Guardiani di Sua Eccellenza (principe. Andrea Doria Pamphili). In tutti gli altri casi sarà proibito ritenere animali di qualsiasi sorta, sotto la pena stabilita in 3 paoli per ciascun capo, ed il sequestro dello stesso bestiame. Peggio ancora se i capi di bestiame erano di “oscura provenienza”, dove oltre la pena pecuniaria, c’era anche il rinvio a giudizio, presso il Vescovo dei possessori e degli eventuali negoziatori delle bestie sequestrate. Bando dell’Uditore Generale 11 Agosto 1786 Libro dei Bandi della Cancelleria Di Valmontone Luigi Lodovichetti Cittadino Pesarese per legge di Sua Eccellenza il Signor Principe D. Andrea Doria Pamphili di Valmontone, e suo Stato Uditore Generale. Sapendo ogn’uno le antiche, e le moderne rigorosissime proibizioni di ritenere in questo territorio le Troie e le ambasciate d’animali neri tanto in pregiudizio dell’Erbe affidate all’affittuario del Macello, ed a Boattieri, quanto per i danni, che causano negli altrui (Eredi) colle sconfinature, quanto per l’insolubrità dell’aria, devastamento di Case e di Strade, che cagionano nel Paese, quanto fiscalmente per il pregiudizio notabilissimo, che arrecano ai Terzi, ed al Territorio, mentre caldafreddano i terreni, ove pascolano; ciò non ostante la poca coscenza e la temerità d’alcuni usurpatori di professione, sempre avvezzi a calpestare il giusto, e l’onesto da qualche tempo a questa parte è giunta al segno di non più rispettare ne l’Eccellentissimo Barone, ne le sue leggi, ne quella divina del quod (tibi) non (irs) d’onde si è veduto infestato il territorio di Troie e di varie ambasciate d’animali neri con altra di pecore, che parimenti senza scrupolo si pascolano nell’altrui Erbe a beneplacito dé Pastori. Per gl’infiniti ricorsi avuti tanto dai Boattieri, a cui spettano l’Erbe delle Secolate quanto dei Padroni dè (Eredi), danneggiati più e più volte in persona avvertimmo i Padroni, ed i Pastori delle nominate Troie ed ambasciate di Pecore e Porci a disfarsi delle medesime essendo trascorsi più mesi senza vederne verun’effetto e senza che siasi da noi mai eseguite, ed esatte le pene dè Bandi a tutti note, ed essendo i reclami giunti all’orecchio di Sua Eccellenza siano stati incaricati dalla medesima ad emanare il presente publico Bando.


Anno 1, numero 11

Siccome l’Eccellenza Sua è padrona di tutte l’erbe del Territorio perciò suppone che nessuno potrà col pretesto di qualsivoglia privilegio continuare a farle pascere dalle sue Troie ambasciate di Maiali e di Pecore. Nel caso di contravenzione, se i suddetti animali saranno di proibita negoziazione degl’Ecclesiastici si farà istanza a Monsignor Vescovo o a chi si deve tanto per la refezione de danni quanto perché siano eseguite le pene cominate contro i Chierici negoziatori. Per i soggetti poi alla nostra giurisdizione, si rinnovano le proibizioni e le pene in tanti altri bandi emanate, le quali consistono in paoli 3 per ciascun animale nero, oltre la perdita di esso e nella medesima pena dovrà incorrere chi terrà le ambasciate di Pecore senza pagar fida. Oltre il tempo fin qui sollevato si assegnano altri 30 giorni ad effetto di levare dal territorio di Sua Eccellenza le suddette Troie ambasciate di Porci e di Pecore, ma in questo tempo dovranno condursi a pascolare soltanto nel sito, che verrà assegnato dai Guardiani di Sua Eccellenza e se si troveranno a pascere in altri siti saranno ricondotte, ed i Padroni pagheranno di pena 3 paoli per ciascun animale. Finalmente si dichiara, che non sarà proibito a nessuno di ritenere nel Territorio un solo animale nero per Famiglia, purché questo si mantenga sul proprio, e non altrui terreno, e purché si tenga

Il vento del cambiamento “Nessun uomo è in grado di fermare il vento con le mani”, Seneca ammoniva con queste parole coloro che cercavano di fermare ciò che è inevitabile. Anche a Labico, soffia il vento del cambiamento e sarà inevitabile che ciò accada. Cambiare e Vivere Labico, il vento del cambiamento necessario e salutare per il nostro paese. Questo ci hanno chiesto i cittadini e il nostro generoso popolo e noi, con umiltà, abbiamo reputato indispensabile dare seguito a questa richiesta. Nessun passo indietro, piuttosto tanti avanti, nella direzione del cambiamento, della certezza del diritto, dello sviluppo sostenibile, del rispetto per l’ambiente. Abbiamo fatto la cosa giusta, perché spinti da due elementi indispensabili: primo, la ragione, unire le forze significa battersi con maggior vigore contro una pessima amministrazione unita solo dagli interessi, a discapito dei cittadini, inoltre, se disuniti avremmo inferto un colpo mortale a chi guarda a noi con speranza; secondo, l’amore, una parola mai usata in politica, l’amore per Labico, per il rispetto che dobbiamo ai suoi cittadini, per la capacità di mettersi al servizio di una idea di cambiamento. Più che la ragione è stato l’amore l’elemento decisivo a farci rivedere le posizioni, che non significa rinunciare

sempre legato con fune a norma dè Bandi altre volte emanati. S’inculca a ciascuno l’osservanza, mentre contro i trasgressori si procederà con ogni rigore, anche per inquisizione. Dato in Valmontone dalla nostra solita Residenza questo dì 31 Agosto 1786. L’anno successivo, il bando venne replicato e furono apportate le ulteriori modifiche, sul pascolo delle bestie in appezzamenti di terreno coltivati a grano, dove era possibile pascolare una volta tolti i “Casoloni” (Covoni) di spighe, e non siano passate le “spigolatrici” (generalmente erano le donne della Comunità a svolgere questo compito) a raccogliere eventuali avanzi di grano caduti dai covoni (n. d. a.). Io sottoscritto riferisco di avere pubblicato il Bando d’ordine dell’Illustrissimo Signore uditore Lorenzo Preci che nessuna persona avesse introdotto veruna sorte di bestie per le stoppie se prima non siano levati li Casoloni se di notte, sotto la pena di scudi sei se è di notte, la pena di scudi tre per bestia (se di giorno n.d.a.). In fede ecc. questo dì 15 Luglio 1787. Firmato Angelo Malaspina

di Maurizio Spezzano a ciò che siamo, ma unire forze nuove e capaci, che condividono gli stessi obiettivi e che sono speculari in tutto, anche nei programmi, che da un confronto veloce non si scostavano di una virgola. L’amore nel senso di impegno, di altruismo, generosità, coscienti della bontà di un’idea nuova di società che va nella direzione giusta, attenta ai bisogni e coraggiosa nelle scelte. Abbiamo fatto bene, siamo stati in grado di fare un grande passo avanti e siamo sicuri che i cittadini premieranno la nostra onestà. Non sappiamo quanti altri sarebbero stati in grado di fare questo, se non le persone che amano, che vivono con passione l’impegno, che si applicano con volontà e senza interessi per il bene comune. Noi vogliamo cambiare l’esistente, non vogliamo rassegnarci all’idea che a vincere possano essere i responsabili di questo disastro. Affrontare i problemi e risolverli, questo sarà il nostro spirito. Abbiamo un programma minuzioso e coerente con la nostra idea di società, che guarda al progresso, alla crescita, agli ultimi, che spesso sono dimenticati, ai diritti, alla cultura, che vuole amministrare con il Cuore, maiuscolo, perché vogliamo cambiare il modo di fare politica. Continua a pag 4... Pagina 3


Vivere Labico news

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Riavvicinare i cittadini alle istituzioni e ridare nuovo vigore alla macchina amministrativa, per renderla funzionante e al servizio del cittadino, questo uno degli obiettivi che ci siamo posti. Vogliamo veramente Cambiare e Vivere Labico, in modo diverso. Noi ce la metteremo tutta e vi dimostreremo, in caso di vittoria, che ci sono altri modi di governare, di affrontare i problemi, perché siamo convinti che un’altra Labico è possibile e questa lo sarà se saremo noi a invertire la rotta: un gruppo animato da principi sani e da un’idea nuova per la sua comunità che si è messa in gioco affinché le cose cambino.La parola ultima spetta agli elettori, a cui noi guardiamo con fiducia. Un voto di cambiamento è possibile e necessario. Ora, uniti, avanti con la lotta, che si anticipa bella ed entusiasmante. Noi lo faremo per i nostri figli, per i cittadini e per l’avvenire di Labico, coscienti di stare dalla parte giusta: quella dei diritti. Il vento del cambiamento è arrivato e soffia forte. Su le vele, la rotta è tracciata e la meta è vicina. Buon lavoro a noi e buona avventura a tutti quelli che ci aiuteranno.

Per saperne di più www.cambiarelabico.splinder.it www.viverelabico.blog.com www.tullioberlenghi.it www.viverelabico.it

Ricordiamo che le prossime elezioni amministrative si terranno il 27 e 28 maggio 2007 Info viverelabico@libero.it cambiarelabico@tiscali.it cell. 3208597261 - 3283789894 - 3394502525

Valorizzare l’agricoltura: quali prospettive per l’economia La campagna elettorale di Cambiare e Vivere Labico si è aperta ufficialmente con un’interessante incontro su agricoltura e prospettive dell’economia labicana. Un tema spesso trascurato, specialmente a Labico, perché considerato “antico” e di serie B ma che potrebbe essere invece l’unica strada per riportare il paese ad un livello qualitativo e di vivibilità tale da garantirgli un futuro migliore.Giovedì 3 maggio, alle ore 18, al centro di una delle più antiche piazze del paese, Tullio Berlenghi, candidato sindaco del gruppo, supportato dalla presenza del presidente della Commissione Agricoltura alla Camera dei deputati, Marco Lion, ha affrontato così una delle problematiche più serie per Labico: la perdita di qualità e di autonomia del paese. Ad apertura dell’incontro l’intervento dei due segretari dei partiti della sinistra labicana, Maurizio Spezzano e Angelo Saulini, che hanno ricordato la natura e la forza della nuova coalizione del centrosinistra di Labico, e hanno sottolineato alcuni dei problemi più gravi che affliggono il paese ma per i quali, se le cose non cambieranno, non si avrà mai soluzione. “Il disinteresse di un’amministrazione comunale attenta soltanto all’aspetto residenziale ha fatto si – dichiara Berlenghi - che in dieci anni Labico perdesse definitivamente le sue peculiarità agricole. L’economia contadina ed il fatto di essere considerati un paesino di campagna, parole spesso usate con ironia dai nostri attuali amministratori, dovrebbero essere dei punti di forza per Labico. Riscoprire ed incentivare le colture di qualità adatte alla nostra terra, perché queste colture sono molte, garantirebbe al paese di non ridursi a sola zona residenziale e non perdere le sue tradizioni. La rivalutazione di un’economia agricola è necessaria per non diventare, più di quanto non siamo già, un paese dipendente, che affida tutta la sua produzione al terziario sottovalutando la base, le risorse primarie necessarie per vivere e prosperare”. Marco Lion nel suo intervento sottolinea il fatto che queste problematiche sono comuni a molti piccoli centri di provincia, ma ricorda che cambiare è possibile e doveroso. “Cambiare la prospettiva di Labico, rivalutando le colture a scapito delle abitazioni – come nella più famosa Montalcino - solo così si potrà garantire futuro ad un paese come questo, con una lunga storia alle spalle, ma che andando avanti così perderà del tutto la sua identità”. Alcuni esempi di coltura tipica labicana: dalle nocciole – il più grande appezzamento delle quali rischia di essere annientato dalla bretella prevista dal nuovo Prg - ai piselli labicani, ma anche l’aglio romano e la cipolla egiziana. “Il futuro si conquista solo con un progetto di qualità – conclude Lion - e Cambiare e Vivere Labico mi sembra davvero un progetto di qualità, perché solo chi non ha interessi personali in ballo è in grado di fare veramente gli interessi della comunità”. Pagina 4


Anno 1, numero 11

Una festa per la comunità rumena di Labico Entrati definitivamente a far parte della comunità europea, da quest’anno – anche se molti ancora non ne sono a conoscenza - i cittadini romeni potranno per legge esercitare diritto di voto nelle elezioni per il rinnovo dell’amministrazione locale. Un voto attivo, ma anche passivo. Il che vuol dire la reale possibilità di candidare in una lista elettorale un cittadino romeno. La realtà di un paese come Labico, che conta moltissimi romeni tra i suoi nuovi abitanti, ha fatto si che le liste elettorali, presentate sabato scorso alla popolazione, avessero al loro interno una loro rappresentanza. Il gruppo Cambiare e Vivere Labico ha scelto per questo compito la giovane mamma Monica Danila, da sette anni residente nel paese, ed ha organizzato, con la collaborazione di tutta la comunità romena di Labico una festa per sabato 5 maggio, a partire dalle ore 18, presso il piazzale dei Cerchi, a Labico. Durante l’incontro, a cui parteciperà Tullio Berlenghi, candidato sindaco del gruppo Cambiare e Vivere Labico, sarà possibile entrare in contatto diretto con la cultura di questo popolo che ormai vive al nostro fianco ma di cui spesso ignoriamo le tradizioni. Con l’occasione diversi esponenti del gruppo Cambiare e Vivere Labico illustreranno anche alcuni dei progetti presenti nel programma della nuova lista relativi agli immigrati labicani.

Ricordiamo che il 4 e 5 maggio

Tullio Berlenghi il nostro candidato sindaco parteciperà a Genova, alla Conferenza Nazionale “Ecologia è Economia”, organizzata dall’ Ufficio di Presidenza e dall’Esecutivo Nazionale dei Verdi

È iniziato l’Alligalli… pardon la campagna elettorale! Come al solito la nostra amministrazione inizia la sua campagna elettorale e dà il via alle inaugurazioni delle sue opere… o pseudo tali! Si inizia con il depuratore… Cambiare e Vivere Labico ha deciso così di attuare una contro campagna: inaugurare tutte quelle grandi opere che l’amministrazione ha promesso ma che in dieci anni non ha mai realizzato. Si inizia domenica 6 maggio, prima della presentazione della lista il gruppo inaugurerà l’avvio del trasporto pubblico tra quartieri periferici labicani. Siete tutti invitati a partecipare all’inaugurazione di questa importante grande opera...che non ha visto mai luce! Pagina 5


Vivere Labico news

Vivere per cambiare. Cambiare per vivere. Il 27 e 28 maggio vota

Tullio Berlenghi sindaco Maurizio Spezzano Nello Tulli Lorenzo Caratelli Sara Castano Emanuela Ciocci Monica Danila Luciana Del Monte Floriana Di Stefano Stefano Gandola Danilo Giovannoli Francesco Marcelli Benedetto Paris Fausto Petroni Stefano Simonelli Luigi Tulli detto Massimo Armando Zelli

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Anno 1, numero 12

12 maggio 2007

Vivere Labico news Un voto di ricambio

di Tullio Berlenghi

Qualche giorno fa il sindaco mi ha bonariamente redarguito perché avevamo messo una corona di fiori al monumento ai caduti in occasione del 25 aprile, giorno in cui si festeggia la liberazione del nostro paese da una terribile dittatura. Erano diversi anni che rendevamo omaggio a chi si è battuto per restituirci la libertà e la democrazia e il nostro gesto non aveva mai creato alcun problema. A pochi giorni dalle elezioni evidentemente cambiano i meccanismi di valutazione. Devo ammettere che il sindaco comunque non aveva tutti i torti. E’ necessaria correttezza nei confronti delle istituzioni e, al di là del valore intrinseco del gesto, è giusto chiedere l’autorizzazione a chi di competenza. Qualche settimana fa l’amministrazione comunale ha fatto coprire con la scritta “affissione abusiva” alcuni manifesti che pubblicizzavano un’iniziativa sulla variante al piano regolatore. Anche in questo caso si è trattato di una “novità” rispetto all’abituale indifferenza dell’amministrazione nei confronti delle affissioni abusive. Resta però che anche in quella circostanza nulla si può obiettare. Le regole vanno rispettate e i manifesti devono essere affissi solo se muniti della prescritta autorizzazione. Adesso però noto che l’affissione selvaggia e abusiva viene posta in essere proprio dalla lista elettorale di cui fa parte, come candidato consigliere, l’attuale sindaco e che è guidata dall’attuale vicesindaco. E che addirittura un dipendente dell’amministrazione comunale va in giro con i manifesti della lista suddetta per affiggerli negli spazi dove non sarebbe consentito. Ho prontamente sollevato la questione con una lettera al sindaco chiedendo lumi su come si intendano applicare le norme vigenti in materia, perché è evidente che si rischia una disparità di trattamento tra liste concorrenti, ma la risposta non è ancora arrivata. Sono piccole cose, per carità, nulla in confronto alle

voci che circolano – e che ci auguriamo prive di fondamento – su promesse di posti di lavoro, modifiche “ad personam” alla variante al piano regolatore, e varie altre agevolazioni “extra legem” in cambio del consenso elettorale. Tutto questo, quando c’è, ha un nome: si chiama “voto di scambio” e non è una bella cosa, soprattutto per chi, rispetto a certe dinamiche, si trova in uno stato di soggezione che ne intacca la dignità. Anche la nostra proposta ha un nome: si chiama “voto di cambio”, anzi “di ricambio” ed è proprio una gran bella cosa, visto che potrebbe portare tutti i cittadini nella condizione di avere gli stessi diritti e gli stessi doveri, senza favoritismi e senza vessazioni. Attuarla poi è semplicissimo: basterà barrare il simbolo di “Cambiare e Vivere Labico” il 27 e 28 maggio.

Domenica 13 maggio Cambiare e Vivere Labico presenta “La Pedaganda” La pedalata di propaganda Domenica mattina verso le 9:30 un nutrito gruppo di candidati e di simpatizzanti di Cambiare e Vivere Labico partirà dal centro del Paese e farà tappa nei quartieri di Santa Maria e circonvallazione Falcone per incontrare gli abitanti e illustrare le nostre proposte e i nostri programmi elettorali.

Sommario: Un voto di ricambio Dallo Statuto del Comune di Lugnano

1 2e3

Un fiocco verde per Labico

4

Dal calzolaio al terrorista e Forse non tutti sanno che...

5

Lettera aperta

6

La parola ai giovani

7

La scuola a Labico e Presentazione lista

7e8

Per informazioni o per partecipare: 3208597261


Vivere Labico news

Dallo Statuto del Castello di Lugnano

di Ruggero Mariani

Statuto del Castello di Lugnano (attuale Labico) parte di essi in tutti li Consegli, e resolutioni, che si faranno dalli Contestabili per Servitio della LIBRO PRIMO Communità. Debbiano haver cura, e provedere, che Delli Contestabili, e loro Offitio Cap. I si venda il pane, e vino, a minuto per servitio dei In primis Statuimo, et ordiniamo, che li poveri, e che non eschi da Lugnano nessuna sorte Contestabili, li quali per il tempo saranno eletti, e de grascia; debbiano estimare li pegni et essecutioni deputati ogni capo d’anno dall’Ecc.mi Sig.ri prese da Creditori, tanto mobili, come Stabili Padroni, nel principio del loro Offitio debbiano dentro, e fuori di Lugnano, e per loro mercede giurare in mano del Governatore d’administrare habbiano un baiocco per homo, e stima, e debbiano l’offitio che gli spetta diligentemente, e fedelmente. giurare anco in mano del Governatore di far l’offitio La cura, et l’offitio de quali Contestabili sia con diligenza e mancando in ciascuno delli casi d’imponere et essigere collette, pigliare, e sopradetti incorrano in pena di doi giulij per distribuire il Sale e riscuotere il prezzo di esso, e persona e volta. pagare li Pesi Cameruli, di far comandar gl’huomini, e Vitture per Servitio della Corte, Dell’Apprezzatori del Campo cap. III conforme al solito, di tenere le Chiavi del Castello, Item Statuimo, et ordiniamo, che li Contestabili serrare, et aprire alli bisogni, di provedere, et haver ogn’anno come di sopra debbiano eleggere doi cura alla quiete, e pace, et unione de Cittadini. Item Estimatori de Danni dati, di età almeno di debbiano nel principio del loro Offitio, con trentacinque anni, quali habbiano autorità l’intervento, et consenso del fattore, ò fiscale d’estimare, et apprezzare tutti li danni in elegger quattro Massari, doi apprezzatori de i danni qualsivoglia modo fatti, tanto da Bestie, come da dati, e doi Viali, l’offitio de quali debbia durare Persone, tutti doi insieme, overo uno solo, se il un’anno. Item debbiano havere un libro, dove danno sarà fino ad’una quarta di grano ò di valore faccino descrivere l’introito, et Esito (entrate ed di doi scudi, e da quello in su debbiano essere tutti uscite n.d.a.), che si farà ogn’anno per Servitio di doi li Veditori, et non uno solo, et estimato che detta Communità distintamente, il quale haveranno il danno debbiano in termine di otto perpetuamente debbia restare in mano delli giorni, referirlo ne gl’atti della Corte e per loro Contestabili Successori. Item habbino autorità di mercede debbiano havere un baiocco per Veditore e Sindicare e rivedere li Conti ed administratione stima et mancando detti Veditori, essendo richiesti delli Contestabili Vecchi, dalla Sentenza et dalli danni passi di andare a fare detta stima, e di Sindicatione de quali, sentendosi detti Contestabili riferire in detto termine debbiano rifare del lor gravati fatto prima l’attual Deposito della Somma, proprio l’interesse del passo al giuramento del quale nella quale sono stati condannati, il Governatore debbia stare per la quantità, e valore del danno. E con l’intervento di detti nuovi, e vecchi non vi essendo o mancando alcuno delli Veditori Contestabili, et altro huomo da eleggersi possa il Governatore, in loco, e defetto di quello, communemente si debbia rivedere dalla Sentenza, e che mancarà deputarne un’altro in quell’atto. E nel revisione de quali non si possa in nessun modo tempo del mietere sia lecito a quello, che ha hauto il sigillare ma de fatto si debbia parlare d’essecutione danno di farlo vedere, et estimare dalli mietitori, emanando li detti Contestabili in ogni caso alla stima de quali si debbia stare. incorrano in pena d’un ducato per uno. Delli Viali, e loro Offitio Cap. IIII Item Stratuimo, et ordinamo che li Contestabili Delli Massari, e loro Offitio Cap. II Item Statuimo, et ordiniamo li Contestabili nel ogn’anno come di sopra debbiano eleggere doi principio del loro Offitio debbano eleggere col Viali, li quali devano rivedere le fontane, e corsi consenso del fattore ò fiscale quattro huomini d’età d’acqua, e strade, tanto pubbliche, come vicinali, e almeno di trentacinque anni, quali habbino nome de quelle farle accomodare a spese del Publico, et Massari, e debbiano intervenire tutti, o la maggior d’altri a chi spettano, far comandare gl’huomini di Pagina 2


Anno 1, numero 12

detto Castello sotto la pena che gli parerà et il Governatore debbia concedere detti mandati gratis con procedere ad’instantia, e requisitione di q.li Viali e non altrimente contro li inobedienti alle pene imposte da loro quali diligenze si debbiano fare da detti Viali almeno doi volte l’anno e mancando incorrano in pena di tre giulij, per persona, e volta. Del Governatore, e suo Offitio, e Sindicatione capitolo VI. Item Statuimo, et ordinamo che il Governatore, che sarà per il tempo, prima che cominci ad essercitare l’offitio debbia giurare in mano delli Contestabili d’essercitare detto offitio fedelmente, et legalmente, con ogni sollecitudine, e cura, osservare li presenti Statuti come stanno, senz’altra mala, e sofistica interpretatione, e le consuetudini approbate di detto Castello, ed administrare a tutti uguale, e buona giustizia, remoto, e posposto da lui ogni amore, premio, odio, preci, e timore, e dare sicurtà di stare al Sindicato in fine del suo officio e finito che haverà il tempo del suo governo li Contestabili debbiano eleggere doi huomini cittadini, li quali debbiano far publicare bando nelli lochi soliti, che tutte quelle persone, quali si sentono gravate da esso Governatore vadano da detti Sindici in termine di tre giorni, e se passato detto termine non comparirà nessuno a quererarsi , li Contestabili li faccino la liberatoria, con il ben servito, e lo mandino in pace, e se alcuno si querelerà, et in termine di tre giorni non proverà legitimamente la querela s’intenda detto Governatore assoluto come di sopra, e si mandi in pace, con il medesimo ben servito, e se sarà trovato colpevole, lo debbiano condannare nelle pene debite. Siamo nell’anno 1608, e questi sono i primi articoli del Libro I dello Statuto del Castello di Lugnano (attuale Labico) che trattano delle cariche da ricoprire nell’ambito della Comunità per una buona amministrazione della stessa. All’articolo I troviamo l’elezione dei due Contestabili (ufficiale che soprintende, comandante assoldato dai Comuni e posto a capo delle milizie) i quali dovevano provvedere principalmente alla riscossione delle tasse o tributi, erano addetti anche alla distribuzione del sale che al tempo valeva quanto l’oro, ed effettuare

tutti gli altri compiti assegnati loro dall’articolo dello Statuto. Gli stessi dovevano eleggere, insieme al Fattore o Fiscale (amministratore di proprietà sia pubbliche sia private, uomo di fiducia del signore del castello), quattro Massari (addetto a umili uffici o mansioni, come servizi di sorveglianza, di custodia, ecc.) tra i membri della Comunità, i quali avevano i compiti suddetti. Insieme a queste figure, dovevano anche eleggere due “apprezzatori dei danni dati” o “del campo” o ancora appellati come “Veditori” (coloro che apprezzano, valutano, stimano il danno fatto da persone o animali presso proprietà private), che svolgevano i compiti previsti dall’articolo III. Inoltre dovevano nominare anche i due “Viali” (persona incaricata della manutenzione delle strade, delle fontane, dei fossi, ecc..), i quali erano incaricati di provvedere, anche tramite il comando degli uomini della Comunità, e a spese della stessa, all’ordinaria e straordinaria manutenzione e al ripristino delle strade, fontane, fossi, corsi d’acqua. Oggi, anno 2007, non siamo capaci di ciò, oppure ci troviamo a veder mettere le pezze, e solo in parte, ai mali che affliggono il nostro territorio negli ultimi giorni prima delle elezioni. E’ stato sempre così, ed è ora che qualcosa cambi. Non ci possiamo permettere di assistere al fervore dei lavori da eseguire nel nostro paese a solo due settimane dalle votazioni per il rinnovo della pubblica amministrazione. E’ ora di dare un nuovo messaggio ai nostri amministratori, che per quattro anni, undici mesi e mezzo non hanno fatto altro che badare alle loro clientele, senza curarsi dei problemi che giornalmente affliggono i nostri concittadini e si ricordano di farsi belli a ridosso delle elezioni con lavori eseguiti alla bell’e e meglio e in tutta fretta. Diamo loro il segnale veramente forte, che davvero Qualcosa sta cambiando….. dandogli la sfiducia al rinnovo del loro mandato elettorale facendogli la “Sindicazione” riportata nell’articolo I, ovvero il diritto che tutti gli elettori hanno di mandare a casa chi non ha operato per risolvere i loro problemi, le loro aspettative, le loro esigenze. Dobbiamo cercare di dare una risposta concreta a tutto ciò, dando fiducia a persone nuove, che non abbiano interessi di sorta nell’ambito delle decisioni che riguardino la pubblica amministrazione, ma abbiano la volontà di Cambiare per poter Vivere Labico, migliorando la qualità della vita e delle aspettative che ognuno di noi ha. Per saperne di più www.cambiarelabico.splinder.it www.tullioberlenghi.it www.viverelabico.it Info viverelabico@libero.it cambiarelabico@tiscali.it cell. 3208597261 - 3283789894 - 3394502525 Pagina 3


Vivere Labico news

Un Fiocco verde per Labico: è nata una nuova coalizione Chi di noi ha seguito un po’ la vita labicana della campagna elettorale ha sicuramente potuto assistere ad un avvenimento nuovo, la nascita di una coalizione, con un forte intento rinnovatore “Cambiare e Vivere Labico” formata da più schieramenti. Così con la volontà unitaria di coesistere si è assistito ad un evento. Vi domanderete perché è tale. Presto detto. Lo è per un paese di pochi abitanti che ha vissuto da sempre la frammentazione politica, come un elemento fondante delle campagne elettorali, che le ha sperimentate spesso ricorrendo a discorsi fatti di porta in porta, mai vissuti a pieno nel segno e nel luogo di una vera coesione politica. Il tutto ha la portata e la ventata del “nuovo” che avanza, del segno che una nuova organizzazione può riuscire meglio a rispondere alle esigenze dei cittadini labicani. Veniamo al punto. Di trasformazioni con l’attuale amministrazione se ne sono viste poche, se non nello stravolgimento del territorio, connotato da sempre nuove costruzioni, che sembrano ricordare i quartieri dormitorio di vecchio insediamento edilizio e popolare cittadino. Non una sola struttura sociale ha visto luce durante la giunta attuale. In questi ultimi giorni si sta assistendo ad un recupero che ha il sapore di un lifting d’emergenza: avvicinandosi i grandi momenti (le elezioni amministrative) si cerca di tenere su ciò che si è rivelato cadente. Così si ricorre a rimettere a posto strade, a mettere targhe con indicazioni stradali, a intitolare quartieri con nomi altisonanti, con l’intento di abbellire e nascondere quanto manca, cioè strade percorribili, che abbiano marciapiedi, che siano sicure e ben segnalate, delimitate da cunette e scoli per l’acqua. Sono ben altri gli interventi che occorrono a questo paese per reggere l’impatto delle trasformazioni che sono previste sul suo territorio. L’intento che sorregge questa nuova coalizione è ridare vita ad un ambiente, quale quello attuale, che è stato stravolto dai nuovi insediamenti abitativi e dalla popolazione sopraggiunta, considerando che altrettanta è destinata ad aggiungersi, se, come previsto nel nuovo PRG, si proseguirà su questa strada. Del resto gli assetti viari previsti con le nuove uscite autostradali a Labico e Colleferro, la prosecuzione degli ampliamenti commerciali legati alla zona dell’Outlet di Valmontone, e l’importante asse viario della strada dei Monti Lepini, farà sì che proprio qui vi siano ampi collegamenti che si sommeranno a quelli già apportati. Si tratta quindi di pensare, pianificare e realizzare uno sviluppo per Labico “sostenibile”. Non si può più ricorrere alla politica dell’emergenza e a quella dell’aggiunta di volta in volta di zone Pagina 4

di Anna Druella

edificabili: tutto va ripensato in un’ottica di salvaguardia del verde e in una rinnovata politica ambientale, che non tuteli solo le aree comuni, ma pensi anche alle persone che abitano nelle diverse zone. E’ necessario infatti realizzare piani strategici, studi di fattibilità, progetti che sappiano dar vita, in modo sistemico, a spazi di vivibilità per tutti. La sfida di questa nuova coalizione si gioca tutta sui temi del verde e dell’ambiente. E’ dunque nato veramente un “fiocco verde” per Labico? Se si vuole si. Bisogna infatti sforzarsi di dare un nuovo assetto a tutte le aree urbane, di salvaguardare gli spazi verdi pubblici, di delimitarne di nuovi, di difendere le zone rurali: questo il programma di “Cambiare e Vivere Labico”. Difendere e qualificare il territorio il vero obiettivo dei sostenitori del nuovo schieramento. Del resto è su questo terreno che si sta vivendo la campagna elettorale, che è cominciata dalla presentazione del nuovo PRG qualche tempo fa. Gli stravolgimenti proposti sono stati tanti e tali che hanno richiamato subito l’attenzione di tutti i cittadini nuovi e vecchi residenti, che non se la sono sentita più di assistere impassibili a queste trasformazioni per la quantità di problemi lasciati insoluti dall’attuale giunta. Su questa scia sono nati nuovi segnali di aggregazioni, dapprima una nuova sede della Casa del Popolo, poi la sede della nuova coalizione di “Vivere Labico”, poi l’unione di due coalizioni che ha portato all’attuale “Cambiare e Vivere Labico”. Ma il segnale più visibile di tutti, è la presenza delle persone nelle sedi, via via più consistente, prima incredule, poi più sicure, riconoscenti per aver preso parte ad un cambiamento, per aver stabilito nuovi legami e conoscenze, per ritrovare nella politica e nella forza della coesione un punto di vista nuovo e credibile. Fare gruppo è perciò una bella novità per Labico. Lo è ancor più per una comunità di queste dimensioni, che si avvicina ai grandi problemi del pianeta, con la salvaguardia del proprio territorio, quale elemento portante della sua sostenibilità e del suo sviluppo. Tanto basta anche a Labico per pensare che i suoi spazi siano da custodire come un gioiello prezioso, che siano belli e vivibili per tutti. Forse un piccolo tassello nell’attuale dimensione del mondo sempre più globale, ma un grande traguardo per una comunità che si sente responsabile del suo avvenire. Questi gli intenti su cui sono nati gli accordi di questa coalizione. Se è nato davvero un “fiocco verde” e un nuovo modo di concepire la politica, non si potrà che assistere alla sua crescita e prendervi parte, fiduciosi che sarà una bella occasione da vivere, come vivere a Labico.


Anno 1, numero 12

Dal calzolaio al terrorista Dopo le promesse da calzolaio della prima parte di campagna elettorale e degli anni passati, adesso si passa al terrorismo psicologico. Infatti, sono un po’ di giorni che ai cittadini labicani qualcuno parla delle intenzioni nefaste di Cambiare e Vivere Labico: dal licenziamento degli LSU, alla chiusura delle fabbriche di Labico, dai nostri NIET sulle possibilità di completare case, fino alle commesse che qualcuno non riceverà più. Insomma siamo proprio dei matti noi di Cambiare e Vivere Labico, poi non parliamo di quel pazzo da manicomio di Tullio Berlenghi, lui si che non guarda in faccia a nessuno e farà una damnatio memoriae di tutto e tutti, senza lasciare prigionieri. No. Non è questo il programma di Cambiare e Vivere Labico, non è questo il modo di fare la politica di Tullio Berlenghi e di chi gli è affianco. A tutti i cittadini va l’invito a non farsi abbindolare da chi gioca sulla buona fede dei cittadini, dai processi alle intenzioni, dalle falsità, ma a leggere il nostro programma. Lì si che c’è scritta la nostra volontà amministrativa, è pubblico, lo abbiamo distribuito due giorni dopo la presentazione della lista, lo abbiamo messo in tutte le case di Labico, è on line su www.viverelabico.com e su www.cambiarelabico.splinder.com . A proposito: il programma del Sindaco, pardon, del Vice Sindaco, qualcuno lo ha letto? Dopo non aver realizzato quanto promesso negli anni passati cosa vuole ancora proporre? Si chiamano Rinnovare per Labico, Tradizione e Progresso è il loro motto. Come può rinnovare chi amministra da più di 25 anni? Dov’è il progresso in un paese senza servizi e senza crescita economica, soggiogato dalla lobby edile oggi tutta vicina al Sindaco Galli ed al suo pseudo successore Giordani, attuale assessore all’urbanistica, complice dello scempio del nostro territorio? Dov’è la tradizione in chi ha dimenticato il centro storico, mortificandone

Cambiare e Vivere Labico storia e cultura, permettendo la realizzazione di mostri nei suoi vicoli?Dov’è la tradizione in chi invece di rivalutare la Valle delle Canapine prevede un’assurda strada che devasterebbe e cancellerebbe lo spettacolo della natura che è ancora Via della Fontana fino a Cento Gocce? Ancora la domanda: dov’è il programma? Ancora il fumo di Eiffel? Sulle calunnie accennate: non è certo interesse della nostra lista allontanare chi investe sul nostro territorio, dal piccolo commerciante all’imprenditore, anzi, con loro vogliamo costruire politiche che permettano la migliore integrazione possibile tra risorse economiche, territorio e cittadini, creando opportunità lavorative per i giovani e meno giovani di Labico; è nostro obiettivo attraverso l’apposita legge regionale dell’Ass. Tibaldi stabilizzare i lavoratori Socialmente Utili, e anche per questo vogliamo puntare su nuovi servizi e su nuove e diverse gestioni dei servizi comunali, affinché ogni risorsa umana del nostro comune sia utilizzata al meglio. Cari concittadini svegliamoci e alziamo la testa. L’alternativa oggi è possibile!

Giovedì 17 maggio “Cambiare e Vivere Labico” organizza un incontro con l’On. Grazia Francescato, Capogruppo dei Verdi alla Camera e il Sen. Tommaso Sodano, Presidente della Commissione Ambiente del Senato

Forse non tutti sanno che… La procura è l’atto con cui una persona conferisce ad un’altra il potere di rappresentarla per il compimento di determinati atti. Spesso viene utilizzata per la vendita di beni immobili e attribuisce al procuratore la possibilità di decidere se e quando effettuare una determinata compravendita. Facciamo un esempio. Se Tizio possiede un terreno agricolo che vale 5 euro al metro quadrato e Caio si incarica di venderlo ad un prezzo decisamente superiore al suo valore di mercato (tramite procura), Tizio sarà ben contento di affidare a Caio la vendita del bene immobile. Da parte sua Caio ha il vantaggio di non dover investire risorse e venderà il terreno solo quando individuerà il terzo acquirente disposto a comprarlo. Cosa succede però se nel frattempo la destinazione del terreno passa da agricola ad edificabile? Se Caio vende il terreno come da accordi presi, Tizio non avrà più fatto un buon affare, visto che il valore dell’immobile è aumentato ulteriormente. A Tizio, proprietario del terreno, cosa conviene fare a questo punto? E’ semplice: modificare o revocare la procura, così come previsto dagli articoli 1722 e seguenti del Codice Civile. Pagina 5


Vivere Labico news

Lettera aperta Egregio sig. Scaccia, i fagioli, gli agli, le cipolle, le nocciole, tutti a zappare. E’ facile ironizzare su questi temi durante una cena elettorale. Alla vostra balla più grossa, cioè che volete lo sviluppo per Labico non crede più nessuno. Il vostro concetto di sviluppo significa in pratica ricchezza per 2 o 3 famiglie (lei ed i suoi amici). Ma è un concetto superato, il vostro, non al passo con i tempi. Sviluppo per noi significa benessere e non opulenza. Per noi che abitiamo nelle villette a schiera dei nuovi quartieri, che di soldi e di boria ne abbiamo pochi, che sogniamo un futuro sereno per i nostri figli, sviluppo significa uguali opportunità per tutti, una scuola adeguata, strutture attrezzate per sport e tempo libero, un ambiente non degradato, corsi professionali per i nostri ragazzi, asili nido per le madri lavoratrici. Immagino che lei acquisti quotidiani e riviste, che giri l’Italia ed il mondo per turismo e affari. Beh, se li legge quei giornali e se si guarda intorno quando viaggia, noterà che le regioni più ricche d’Italia non sono quelle più cementificate, bensì quelle che hanno saputo sfruttare diversamente le proprie terre, quelle che hanno valorizzato le bellezze naturali ed i prodotti caratteristici, quelle che hanno investito sul turismo. Le persone che appoggiano Cambiare e vivere Labico, sig. Scaccia, hanno una sensibilità diversa dalla sua, che mi sembra molto legata al “soldo”. Sensibilità che le permette di spostarsi da uno schieramento all’altro senza troppi problemi. I suoi figli sono molto fortunati, sono partiti meglio dei nostri, ma io vorrei amministratori che pensano anche ai miei figli, a noi che non abbiamo terreni o che non vogliamo “regalare” i nostri “beni di famiglia” ai costruttori. Sig. Scaccia, a noi una casa piena di allegria basta, non abbiamo bisogno di ville da riempire di mobili antichi. Nelle nostre case ci saranno pure mobili di media qualità, bambini con vestiti “riciclati”, utilitarie nei garage ma, se mi permette vorrei farle una confidenza…. Sarei orgogliosa di avere un figlio colto, contadino, conosciuto nel mondo come unico produttore della cipolla egiziana o dell’aglio romano o delle migliori nocciole d’Italia o magari gestore di una trattoria conosciuta per il menù basato sulle tradizioni dell’agro romano. Egregio sig. Scaccia volevo solo farle sapere che non ci fidiamo più di chi ha promesso tanto e ha dato niente e neanche di lei che avrebbe dovuto fare un’opposizione che non c’è stata e questa volta ci faremo sentire. T.R. PS: le migliaia di kwatt che illuminano il vostro simbolo sulla via Casilina feriscono chi fatica a pagarla, la bolletta della luce.

Sabato 12 maggio dalle 18.30 presso i Cerchi a Labico “Cambiare e Vivere Labico” organizza una serata musicale per parlare di giovani e politiche giovanili, e coglie l’occasione per presentare i suoi due candidati under 30: Emanuela Ciocci e Benedetto Paris. Dalle 18.30 suoneranno i “Khimaira project” ed "La banda del sogno interrotto" alle 21.30 i "Moosek", poi discoteca e alle 24 spaghettata! Interverranno : Emanuela Ciocci e Benedetto Paris, candidati al Consiglio comunale Tullio Berlenghi, candidato Sindaco Alessandra Tibaldi, Ass. alle Politiche giovanili della Regione Lazio Daniele Ognibene, Consigliere Comunale di Velletri Marco Guglielmo, Segretario Ds Castelli Pagina 6


Anno 1, numero 12

La parola ai giovani

di Benedetto Paris

Così abbiamo voluto chiamare la giornata tutta dedicata ai ragazzi ed alla musica di questo sabato ai Cerchi. Infatti “La parola ai giovani” è il nome della campagna di ascolto organizzata da due anni dalla Regione Lazio, da cui sono nate le iniziative dell’assessorato alle politiche giovanili regionale. Ma la stessa espressione sintetizza il senso della giornata di sabato e del nostro programma per le giovani generazioni: dare espressione e strumenti ai desideri, alle idee delle nuove generazioni, dai 15 ai 30 anni, sostenendoli nella realizzazione di se stessi, per costruire autonomamente il proprio futuro. Questo è il senso e l’obiettivo della realizzazione di un Centro giovanile comunale, dove poter esprimere se stessi e organizzare iniziative, eventi di giovani e per i giovani, per la libera espressione artistica dei ragazzi di Labico. E per dargli stimoli per scoprire se stessi. Stesso intento è quello dell’istituzione di un Ufficio Informagiovani e dell’attivazione di Corsi professionali, affinché cessi la schiavitù del favore, l’attesa che qualche politicante labicano in cerca di voti sicuri offra posti o conoscenze. Noi siamo stufi di questo sistema e per questo vogliamo offrire quei servizi e quelle opportunità che permettano ad ogni ragazzo di formarsi e trovare un lavoro autonomamente, servizi poi oggi “naturali” nella maggioranza dei comuni del nostro territorio. Sempre nell’indirizzo di un sostegno all’autonomia dei giovani è la nostra volontà di creare meccanismi che agevolino e incentivino i ragazzi che scommettono su se stessi iniziando una attività privata oppure sui loro sentimenti andando a vivere insieme, magari nel centro storico. Identico ragionamento per quanto riguarda l’impegno di premiare il merito, ovvero borse di studio per quei ragazzi che ottengano i massimi risultati nello studio oppure che intreccino il proprio studio con l’interesse ed il territorio del nostro comune. Non solo. La parola ai giovani significa anche rinnovamento della classe politica e della politica labicana, fin troppo legata agli anni ’80, sia come figure, sia come metodi e obiettivi dell’attività

amministrativa. Questa è stata la cifra culturale di questa amministrazione, la vecchia e normale gestione delle cose, senza prospettive, senza sviluppo della collettività. Una amministrazione che per i giovani si è limitata all’organizzazione di un campeggio che, seppur organizzato e gestito benissimo, non può essere sufficiente come estate labicana per i giovani e ancor meno come politica giovanile. Non la pensava così l’Ass. Di Stefano quando rispose alla interrogazione consiliare su questo tema qualche anno fa. Per lui un campeggio era il massimo per i ragazzi di Labico, come per qualcun altro una biblioteca comunale, a Labico inattiva da due anni, non avrebbe più senso oggi, cosa da far ridere e rabbrividire chiunque si occupi di cultura e giovani negli altri comuni, che invece si affrettano a mettersi in rete ed a proporre una nuova idea di biblioteca, che sia centro culturale e non solo magazzino per libri o sala studio, per non parlare dell’erogazione gratuita di corsi di informatica o di lingue, a differenza dell’amico Miele. Questo purtroppo la Giunta Galli – Giordani non ha saputo impararlo, o più semplicemente non gli interessava. Disinteresse per i giovani palesato da un fatto ancor più grave: nella lista di Rinnovare per Labico non troverete nessun giovane, anzi, non troverete nessun under 40, dimostrando così tutta l’arretratezza culturale e politica della “classe dirigente” di questa maggioranza. Noi no. Cambiare e Vivere Labico sui giovani ci punta. Lo fa con le candidature, con tre ragazzi sotto i 31 anni, lo fa con un folto programma dedicato ai ragazzi e lo vuole fare anche nell’amministrazione, dandogli la parola, lavorando assieme per la realizzazione del programma, istituendo il Consiglio dei Bambini (per i più piccoli) ed il Consiglio dei Giovani per i ragazzi dai 15 ai 25 anni, sulla base delle indicazioni della Regione Lazio. Allora è per questo che chiediamo un sostegno ai ragazzi, che chiediamo di sostenere chi su di loro vuole investire, o, meglio ancora, alcuni di loro che la faccia ce l’hanno messa per provare a migliorare il nostro paese.

Le scuola a Labico

di Sara Castano, Luciana Del Monte, Veronica Caruso

Scriviamo come mamme e cittadine di Labico per evidenziare i seri problemi esistenti ancor oggi nelle nostre scuole. Si deve prender coscienza del fatto che il nostro paese è cresciuto molto demograficamente, ma non altrettanto nelle strutture e nei servizi. La conseguenza di tutto questo, porterà a dover applicare un taglio sulle iscrizioni del 2007/2008 di circa 40 bambini della scuola d’infanzia, dato che l’edificio è insufficiente a contenere il numero totale di bambini iscritti. Le nostre strutture scolastiche, e parliamo in particolare ancora scuola Infanzia, sono prive di scala esterna antincendio, hanno uscite di emergenza poste senza nessun criterio, mal funzionanti e pericolose per i nostri figli. Il secondo piano dell’edificio è, dopo anni, ancora incompiuto ma Pagina 5


Vivere Labico news

soprattutto privo di barriere protettive. Le aule sono piccole e non confortevoli, umide e con visibili segni di infiltrazioni d’acqua. La messa a norma o la scarsa manutenzione degli edifici sembra una legge astratta, in cui i criteri di applicazione sono del tutto assenti o quasi. Certo la costruzione di una nuova ala adiacente all’attuale scuola primaria, rappresenta un piccolo passo in avanti ma ciò non basta. Un paese come il nostro, dove il quorum degli iscritti supera di gran lunga quello di alcuni paesi limitrofi, ha una gestione mensa non corrispondente alle necessità vere. Pasti alcune volte non conformi al menù, frutta e prodotti scadenti, refettori non adeguati con ambienti non in grado di garantire lo spazio necessario per pranzare in tutta tranquillità. Una cucina che non riesce ad alimentare i tre cicli scolastici perchè, oltre alla mancanza di personale, non riesce a distribuire in maniera omogenea il pasto: per chi troppo freddo e per chi troppo scotto. E non dimentichiamo le vie di accesso, che non facilitano di certo l’entrata e l’uscita dei nostri figli. Strade troppo strette creano disagi e spiacevoli inconvenienti, spesso lo scuolabus deve praticare manovre brusche incappando in litigi e con il continuo rischio di crear danni alle persone e alle abitazioni circostanti. Queste sono questioni che dovrebbero essere prese sul serio, avere la priorità assoluta. I tornaconti personali non sono importanti quanto la sicurezza e la serenità dei nostri figli, per far si che in futuro “loro” possano essere dei buoni cittadini.

Vivere per cambiare. Cambiare per vivere. Il 27 e 28 maggio scegli il cambiamento e vota Tullio Berlenghi sindaco Maurizio Spezzano Nello Tulli Lorenzo Caratelli Sara Castano Emanuela Ciocci Monica Danila Luciana Del Monte Floriana Di Stefano Stefano Gandola Danilo Giovannoli Francesco Marcelli Benedetto Paris Fausto Petroni Stefano Simonelli Luigi Tulli detto Massimo Armando Zelli Pagina 8


Anno 1, numero 13

19 maggio 2007

Vivere Labico news Quando le critiche diventano calunnie Sui giornali locali i titoli di alcuni articoli dedicati a Labico richiamavano a grandi lettere le presunte “calunnie” a danno degli amministratori da parte di chi si propone come alternativa all’attuale maggioranza. A ben vedere poi erano considerate calunniose e finanche ingiuriose alcune foto, mandate da alcuni cittadini esasperati dalle persistenti situazioni di disagio di alcuni quartieri. Bisognerebbe dunque capire dove sia la calunnia e chi sia il calunniatore. Non so se il sindaco giudica diffamatori quei cittadini che chiedono all’amministrazione comunale di provvedere alla soluzione di alcuni problemi mai risolti in materia di viabilità e manutenzione stradale. Non so se sia denigratorio il comportamento di chi quelle denunce e quelle proteste le porta alla pubblica conoscenza e quindi “Cambiare e Vivere Labico” che spesso diventa portavoce proprio di quelle istanze o i giornali locali che, svolgendo il proprio dovere di informazione, diffondono foto e notizie. Leggendo le lamentazioni degli esponenti della maggioranza si ha la sensazione che ciò che viene considerato “calunnia” è il semplice fatto di dire che qualcosa non va. Non è in discussione che effettivamente qualcosa non vada. Qualcosa non va, è chiaro ed evidente e le foto (a meno che non vengano manipolate) ritraggono in modo imparziale la realtà. E’ in discussione il comportamento disfattista di chi lo dice. Mentre, a mio modesto avviso, se quando piove le strade diventano fiumi di fango, le fogne si intasano, in alcune case si allagano garage e cantine di liquidi maleodoranti, se mancano i marciapiedi, se l’asfalto, quando c’è, è in pessime condizioni, se molte cose non vanno come dovrebbero, il difetto non sta nel dirlo, tutt'altro, ma nell’inerzia di chi ha la competenza ad affrontare questi problemi. Un altro elemento singolare è che il nostro attuale sindaco, ammettendo implicitamente che le cose non Sommario: Quando le critiche diventano calunnie

1

Prg e terrorismo psicologico

1e2

Chi mette i prezzi alle saraghe?

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Agli abitanti di Colle spina...

4

Riprendiamoci Labico e Forse non tutti sanno che...

5

Spazio Immigrati e Invito al confronto

6

Le nostre iniziative e Teatro

7e8

di Tullio Berlenghi

vanno, giudica strumentali le nostre critiche, visto che è consuetudine iniziare i lavori in questo periodo (quindi nel mese di maggio) per ragioni che potremmo definire climatiche. Peccato che nel mio calendario il mese di maggio arrivi una volta all’anno (ma potrei sbagliarmi), mentre in quello del sindaco sembra che arrivi una volta ogni cinque anni. Il problema a quanto pare è tutto lì. E il primo punto all’ordine del giorno di Cambiare e Vivere Labico sarà quello di cambiare il fornitore di calendari del comune.

PRG e il terrorismo psicologico di Maurizio Spezzano E’ doveroso scrivere qualcosa sulla variante al PRG, perché abbiamo la sensazione, accertata, che qualcuno stia facendo del terrorismo psicologico sui cittadini. Qualcuno che confonde gli interessi personali con quelli collettivi, avendo smarrito la percezione del pubblico e del privato, in quanto tutto è cosa sua. E’ notizia di questi giorni dell’ennesimo fango buttato contro di noi da persone interessate solo agli affari, legati in via diretta e indiretta al PRG. La voce che circola è quella che dà la nostra lista come nemica giurata del progresso e con essa della fine dell’edilizia, sostenendo che noi non faremo più costruire in quanto nemici della variante al Piano Regolatore Generale. Mai notizia fu più tarocca di questa, né mai fu più vile colui che, ad arte, semina il panico ingiustificato contro di noi al solo fine di mascherare gli interessi propri, con la speranza di catturare qualche voto legato all’edilizia. Non voglio spendermi in giustificazioni capziose, ma, così come fanno gli storici, mi rifaccio al programma che abbiamo depositato in Comune, per obbligo di legge, ed affisso all’albo pretorio. A pag. 5, nel capitolo riguardante la politica Urbanistica e l’Ambiente, c’è un paragrafo intitolato Rilancio della politica urbanistica in senso popolare a vantaggio dell’edilizia privata. Il titolo di per sé è esplicativo da solo dei nostri intenti, ma più dettagliatamente, sono contenuti i giudizi sul PRG recentemente approvato dal consiglio comunale. Cito: … Va ridiscussa, senza mediazioni, la politica urbanistica del nostro territorio. Va data la possibilità al privato, che abbia i requisiti, la possibilità di poter Continua a pag 2...


Vivere Labico news

Segue dalla prima... edificare per se stesso, escludendo

l’obbligo del consorzio e abbassando l’area edificabile richiesta. In italiano significa che noi non siamo contro il PRG, sarebbe da pazzi affermare una cosa del genere, significherebbe escludere lo strumento urbanistico per eccellenza, paralizzando un intero settore; significa, invece, che noi siamo contro questo PRG, progettato nell’ottica dell’esclusivo vantaggio di alcuni, a discapito del piccolo proprietario di lotti, privato della possibilità di edificare solo per se stesso. La nostra critica va nella direzione di cambiare lo strumento così com’è concepito, che prevede, nell’ottanta percento dei casi, l’obbligo del consorzio. Noi pensiamo, invece, che sia giusto tutelare il privato che per esigenze proprie vuole costruire, per sé, per i famigliari e non per il mercato. Perché non dare questa possibilità? Perché costringerli a consorziarsi a vantaggio di poche persone? Qualcuno volendo radicalizzare lo scontro cerca di mettere in cattiva luce i nostri propositi, che non sono quelli usati da diffamatori che hanno paura della nostra vittoria. Noi abbiamo incentrato il nostro programma elettorale sulla tutela del diritto del cittadino. Lo abbiamo detto decine di volte e non ci stancheremo di ripeterlo: niente rivoluzioni, ma diritti. Certezza del diritto e capacità della buona amministrazione ad affermare questo principio. Ecco quindi la bontà del nostro programma relativamente all’urbanistica e alla tutela del territorio. Noi guardiamo alla qualità della vita, alla tutela dell’ambiente, noi guardiamo a uno sviluppo sostenibile, non come altri che guardano agli affari e basta. Vogliamo progettare una comunità che si distingua già dalla tutela ambientale. Il cemento indiscriminato e senza regole ha causato il disastro dei nuovi quartieri. E’ ora di invertire la rotta fin qui seguita. Nessuno vuole negare il diritto a costruire, ma questo deve essere fatto seguendo le regole, la legge e i regolamenti edilizi. Non possiamo accettare l’idea che vengano stipulate delle convenzioni di lottizzazione e poi i cittadini si ritrovano senza i servizi necessari previsti, con grave danno per la collettività, che si vedrà

costretta ad eseguire opere che dovevano essere a carico dei lottizzatori, che nel frattempo hanno incassato i soldi della vendita degli immobili e sono spariti, o sono falliti, o hanno sciolto le società. Partiamo da qui. Partiamo, intanto dall’idea che è possibile costruire senza massacrare il territorio, affermiamo il principio del rispetto verso gli uomini e verso la natura. Alla luce del malcontento, della mancanza di strade e di servizi primari, ad esempio nei nuovi quartieri, noi siamo intenzionati a rivedere le convenzioni di lottizzazione, vogliamo verificare se le fideiussioni obbligatorie per legge sono state effettivamente versate e capire perché le opere di urbanizzazione non sono state eseguite, malgrado i dieci anni previsti dalle convenzioni per la conclusione delle stesse. Pensate che questo sia rivoluzionario? Fare questo va nella direzione dell’affermazione del diritto: il diritto di avere le strade, il diritto di avere le fogne, il diritto di avere una vita dignitosa. Vi chiediamo un voto anche per questo. Sarà mio impegno personale garantire ai cittadini i diritti. Sarà un impegno del nostro candidato a sindaco, Tullio Berlenghi essere il garante del nostro programma, sarà un impegno di tutti i nostri candidati battersi per una Labico migliore, che tutela i cittadini, l’ambiente e la storia labicana. Dateci una mano e vi dimostreremo che la Politica, quella vera, è un’altra, che non guarda al singolo ma alla collettività, che non guarda agli interessi personali ma a quelli collettivi. Vi chiediamo di avere il coraggio di rischiare, di affidare il mandato amministrativo a gente che come noi si è distinta nella tutela del benessere collettivo. Facciamolo insieme, lottiamo tutti per fare in modo che Labico possa cambiare e con esso si possa affermare un nuovo modello di sviluppo, che guarda alla persona e ai suoi bisogni, che rifugge dai falsi profeti che promettono e poi scappano, così com’è successo per tanto, troppo tempo. Labico merita di più e di meglio. Noi possiamo essere la vostra garanzia, quella fideiussione che troppe volte è mancata in campo urbanistico.

Per saperne di più www.cambiarelabico.splinder.it www.viverelabico.blog.com www.tullioberlenghi.it www.viverelabico.it Il 27 e 28 maggio scegli il cambiamento e vota “Cambiare e Vivere Labico” Info viverelabico@libero.it cambiarelabico@tiscali.it cell. 3208597261 - 3283789894 - 3394502525 Pagina 2


Anno 1, numero 13

Chi mette i prezzi alle saraghe? Come prosieguo all’articolo pubblicato sullo scorso numero di VivereLabico news, si riporta l’articolo V del Libro I dello Statuto del Castello di Lugnano (attuale Labico), redatto nell’anno 1608. L’articolo V riguarda la nomina ed i compiti relativi ai Soprastanti (nel comune rurale medievale, chi aveva l’incarico di vigilare sul territorio e di informare il tribunale sui crimini commessi; che esercita un controllo molto rigido sul comportamento di qualcuno; chi è preposto, chi presiede a un’istituzione, a un settore amministrativo pubblico; chi soprintende o è responsabile dell’esecuzione di un lavoro, dello svolgimento dell’attività pubblica o privata con compiti di controllo, di vigilanza o di direzione, esercitando la propria particolare competenza; in particolare: nel comune medievale, ufficiale incaricato di controllare la manutenzione delle strade (soprastante delle strade) o la costruzione delle fontane (soprastante delle acque), carica che poteva essere assegnata solamente da chi aveva già ricoperto l’incarico di Contestabile. Tale carica, vista l’importanza che ricopriva per il benessere di tutta la Comunità, era ritenuta sicuramente la più importante per vari aspetti. Prima di tutto perché i Soprastanti erano coloro che provvedevano al controllo sui pesi e sulle misure, cioè: all’inizio del loro mandato avevano il compito di rivedere e controllare le bilance, i loro pesi e le varie unità di misura adottate; teniamo presente che ancora non esisteva il chilogrammo ma si pesava a “once”, ed inoltre non c’era il metro, ma si usavano il” palmo”, il “piede” e la “canna”, le quali non erano quasi mai corrispondenti a quelle dei castelli circonvicini. A Lugnano esisteva la “canna lugnanese” che era di misura diversa da quella “romana”. Infatti, nell'Elenco delle Carte di Lugnano dell'Archivio Doria-Pamphili, in un foglio inserito nelle Mappe, c'è un'avvertenza che ci spiega la differenza che esisteva tra le misure in Canne Romane, e in Canne Lugnanensi, e che questa, portava ad un sostanziale divario tra la valutazione del Rubbio Romano e quello Lugnanense. In uno dei prossimi articoli, tratteremo la differenza ed il rapporto tra i pesi e le misure in vigore in quel periodo. Oltre questo compito svolgevano anche quello del controllo sui prezzi dei prodotti che dovevano essere messi in vendita obbligatoriamente, e nel caso che uno di questi mancasse, si doveva provvedere ad avere un prodotto analogo. Nell’articolo ci viene riportato anche quali erano questi prodotti: carne, pesce, tonnina (specie di salume di poco pregio, fatto con la carne della schiena del tonno; tonno conservato sott’olio), alici, vino, aceto. Prodotti che erano venduti

di Ruggero Mariani

dalla “Pizzicarla”, o al mercato, sia da “cittadini” che da “forestieri”, ai quali i Soprastanti dovevano apporre il prezzo. Una specie di calmieramento dei prezzi sui prodotti di maggior consumo. Ancora oggi, nei giorni di mercato, chi scende in piazza la mattina presto viene apostrofato con la frase “che và a mette i prezzi alle saraghe?”. Un detto che ha il suo fondamento dallo Statuto del Castello di Lugnano del 1608. Essi erano un po’ come un padre di famiglia di tutta la Comunità. Anche oggi avremmo bisogno di queste figure che avevano il compito di calmierare il mercato, soprattutto nel campo immobiliare. E’ assurdo che i prezzi di mercato delle case, a Labico, abbiano raggiunto livelli inusitati. In molti casi il doppio rispetto a zone limitrofe, e che non trovano altra giustificazione se non negli “accordi di cartello” tra gli addetti del settore. Siamo a costi superiori al 50% rispetto a città come Velletri, o Zagarolo. Tutto ciò è immorale speculazione.

Dal Libro I dello Statuto del Castello di Lugnano: Delli Soprastanti e loro Offitio Cap. V. Item essendosi osservato che li Contestabili Vecchi restino e siano ammessi all’offitio de Soprastanti. Item statuimo et ordinamo, che li d.ti Contestabili così eletti Soprastanti debbiano giurare in mano del Governatore di far l’offitio fedelmente et habbino autorità tutti doi insieme, ò uno solo di ponere il prezzo alle carni, pesce, tonnina, alici, vino, aceto, et altre robbe quale si vogliono vendere a peso, misura, e numero, tanto da Cittadini, come da Forastieri, e chi venderà le sopradette cose senza esserli stato messo il prezzo dalli Soprastanti incorra in pena di tre giulij per persona e volta. Item debbiano rivedere nel principio del loro Offitio tutte le misure e pesi, et aggiustarle con le misure, e pesi del Publico. Item che non possino, ne li sia lecito di metter il prezzo alle carni mortacine, male debbiano far vendere a pezzate. E per loro mercede debbiano havere un baiocco per soma de frutti, et una libra di pesce per soma. E mancando d.ti Soprastanti in ciascuno delli sopradetti casi incorrano in pena del doppio di quello che doverà pagare quello, che sarà accusato di tener pesi, e misure false.

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Vivere Labico news

Abitanti di Colle spina… a voi la scelta! Il candidato a Sindaco della lista n. 1 mette già in mostra il modo con cui gestirà, in caso di vittoria, l’andamento dell’Amm/ne Comunale, cioè con false promesse che sa di non poter realizzare. Pur di ottenere voti infatti non ha disdegnato di firmare una cambiale in bianco al suo candidato - consigliere Prestipino vice presidente dimissionario del Consorzio Colle Spina - con una lista infinita di proposte da realizzare che riguardano il Consorzio stesso e che qui di seguito si riportano, ben sapendo di non poterle portare a compimento, in quanto, se non sarà modificato lo stato giuridico del Consorzio da privato a pubblico il comune, a seguito di specifica convenzione, non potrà intervenire in nessun caso su: 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10.

11. 12. 13. 14. 15. 16.

Reperimento dei fondi necessari per la compensazione delle aree destinate a standard urbanistici previsti nel piano di recupero di Colle Spina Allargamento e illuminazione della strada che collega Colle Spina alla S.S. Casilina Predisposizione e incentivazione per aperture di piccoli negozi a Colle Spina Esecuzione dell’asfalto nella strada di ingresso a Colle Spina nei pressi della 1° strada Esecuzione del tappetino nella via “Colle Carbone” Riassetto della disposizione dei cassonetti della spazzatura con incremento degli stessi e garanzia della pulizia periodica delle strade Inserimento di Colle Spina nel piano dei trasporti, e nell’attesa predisposizione di una navetta Predisposizione di centri di aggregazione per attività sociali (campetti di calcio, giochi per bambini e quant’altro per migliorare il benessere e la vita sociale di Colle Spina) Apertura di una delegazione presso il Consorzio Colle Spina per andare incontro alle esigenze della crescente popolazione per problematiche varie (servizio anagrafico, commerciale, tecnico, etc.) Predisposizione e attuazione di una nuova toponomastica per Colle Spina, al fine di razionalizzare le costruzioni esistenti e prevederne lo sviluppo successivo. Nella zona sarà previsto un piano di viabilità con apposizione di relativa segnaletica Assicurare un servizio costante di vigilanza, per garantire la sicurezza e il controllo in tutta l’area del Consorzio Intervenire con costanza e impegno presso l’ENEL per la costruzione di cavidotto interrato, onde eliminare la linea aerea attualmente esistente nella 21° strada Intervenire con impegno e costanza presso i gestori delle linee telefoniche per assicurare un potenziamento della linea, che permetta il collegamento ADSL anche agli abitanti di Colle Spina Intervenire presso la società Autostrade per inserimento di barriere antirumore Sistemazione del sottovia autostradale per portare a norma l’altezza utile di passaggio Un pezzo di luna e chi più ne ha più ne metta – aggiungo io.

E’ semplice utopia pensare quindi che le realizzazioni soprascritte potranno essere prese in considerazione; ben altre saranno le cose che il candidato Sindaco della lista n. 1 avrà in mente di realizzare, probabilmente nella maggior parte dei casi i suoi interessi saranno in contrasto evidente con quelli degli abitanti di Colle Spina. Considerato poi che il candidato consigliere Prestipino ha evitato di parlare della zona industriale a ridosso di Colle Spina voluta dal candidato Sindaco e dalla sua squadra riproposta al completo, con la sola esclusione dell’assessore al bilancio Pietro D’Anna e l’inversione di ruolo tra Sindaco e Vicesindaco. Non è menzionato nel volantino pieno di belle promesse neanche il plus-incremento che produrrà l’area destinata all’edilizia economica e popolare con cubature da megalopoli e l’eliminazione di diversi standard urbanistici destinati a servizi. Le promesse, e rimarranno probabilmente solo promesse, di Prestipino sottoscritte dal candidato a Sindaco sono palesemente prodotte per carpire il voto di chi in buonafede gli darà credito. Realtà certa è quella che, in caso vincessero, la realizzazione dei progetti che hanno su Colle Spina ridurrebbero un quartiere tranquillo e potenzialmente di pregio dal punto di vista residenziale, ovviamente con un poco di cura da parte di chi ha a cuore Colle Spina, a quartiere degradato dai notevoli danni che una zona industriale così vasta inevitabilmente produrrà. Visto che ho parlato a lungo del Consorzio Colle Spina, mi corre l’obbligo di chiarire alcune affermazioni inesatte quali quelle che circolano sull’allaccio dell’azienda agricola “Fontana Chiusa” alla rete idrica del Consorzio che farebbero credere che detto allaccio sia stato “lautamente retribuito”. Niente di più falso; l’allaccio è stato il frutto di un tacito accordo tra il Consorzio Colle Spina e l’azienda citata, la quale in cambio ha permesso il passaggio della rete fognaria nel territorio di sua proprietà, in modo tale che alcune abitazioni del consorzio, costruite sotto il livello stradale potessero scaricare senza l’ausilio delle pompe di sollevamento. Si precisa inoltre, a compimento di verità, che l’Azienda Fontana Chiusa, paga il relativo canone di consumo rilevato dal contatore a suo tempo installato. Lettera firmata. Pagina 4


Anno 1, numero 13

Riprendiamoci Labico Forse, se non avessero approvato la variante del PRG, non si sarebbe scatenata questa mobilitazione contro l'amministrazione del sindaco uscente. Il PRG è probabilmente il documento più significativo che una amministrazione possa produrre: ne concretizza e palesa le intenzioni. In nome di innovazione e sviluppo Labico dovrebbe riempire di palazzine i suoi 11kmq già oggi difficili. Innovare che? Ciò che hanno appena costruito? E sviluppo per chi? Per tre quattro ditte costruttrici con manovalanza a basso costo? Per tutti gli altri non si apprezza alcuno sviluppo, piuttosto crescono i disagi con l'aumento demografico. Cosa ancor più grave, con un bel quartierone tutto attorno, Labico perde territorio, identità e residenzialità. Che senso ha vivere a Labico se lo standard di vita deve essere quello della Borghesiana o altri quartieri periferici di Roma? Se uscendo di casa ti trovi subito nel traffico, se devi respirare smog e polveri sottili, se sei costretto a vivere l'alienazione e la criminalità dei grossi centri urbani, senza socialità, spazi comuni, verde sufficiente? La maniera in cui si sono realizzati i quartieri più recenti non mi piace, è una specie di minimo sindacale, quando c'è. Servizi, ambiente e spazi per la socialità sono stati sottodimensionati se non ignorati. Io speravo che si costruisse realizzando ampie zone di verde, strade ben fatte, tutto ciò che serve per vivere bene, in "campagna". Invece abbiamo problemi ovunque per i servizi di base, ancor prima che per le strade, problemi di fogne di questo e di quello. ColleSpina, S. Maria, interi quartieri

di Stefano Simonelli vivono da anni nel disagio. Ma non è stato solo l'essere contro questa amministrazione (che peraltro si presta così bene ad un certo conflitto di interessi...), è stato piuttosto l'incontro con tante persone (che corsivamente definisco ganze) il cui impegno e la cui integrità sono state di grande traino per molti di noi. Tullio Berlenghi e Maurizio Spezzano in particolare, hanno creato attorno a loro un gruppo di persone eterogeneo e motivato. Ogni estrazione e ogni fascia di popolazione è rappresentato. Sono persone che hanno deciso, non senza fatica, di mettere a disposizione della comunità il proprio tempo e le proprie competenze. Lo fanno con passione e determinazione, con l'obiettivo comune di "riprendersi" Labico e gestirlo per la comunità intera, non per pochi eletti. Ognuno apporta le proprie competenze maturate nei diversi comparti produttivi, nel sociale, la scuola, l'ambiente , l'energia, le comunicazioni, il mondo giovanile e quello degli anziani. Forte di questo largo supporto, Tullio Berlenghi, che non dimentichiamolo, è responsabile dell'ufficio legislativo dei Verdi alla Camera dei Deputati, saprà amministrare questo paese nella trasparenza, l’equilibrio e l’assoluta assenza di interessi che entrino in conflitto con l’azione amministrativa. Per quanto mi riguarda infine, ho l'occasione di mettere a disposizione qualche mia competenza a vantaggio di un approccio conservativo dell'ambiente, del risparmio energetico e della cosiddetta microgenerazione energetica. Ma di questo parleremo dettagliatamente in un prossimo articolo dedicato. A presto.

Forse non tutti sanno che… Disponendo del potere di indirizzare in qualche modo le scelte di un’amministrazione comunale, un modo ingegnoso per raggranellare soldi e consensi è quello di avviare l’iter di una variante al piano regolatore. Possibilmente se ne presenta una prima bozza informale, sulla base della quale si avviano una serie di trattative con l’obiettivo di una prima fase di scambi tra consenso e indici di edificabilità. Esaurita questa fase si presenta la variante vera e propria e la si fa adottare dal consiglio comunale. A questo punto l’iter ufficiale del provvedimento prevede la possibilità per i cittadini di presentare osservazioni al piano. Si può quindi far credere ai cittadini che un’osservazione predisposta da chi di quel piano si è occupato (a vario titolo) durante i passaggi istituzionali ha maggiori probabilità di essere accolta, anche perché viene profumatamente pagata. Certo, è anche necessario che gli amministratori restino gli stessi e quindi è opportuno garantire il consenso. Il fatto che poi le osservazioni non verranno recepite potrebbe essere giustificato da “problemi tecnici” o dal rischio di non approvazione dal parte della regione o da altri attori o fattori a cui scaricare la responsabilità. Che importa. Il consenso è arrivato, i soldi per le osservazioni pure.

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Vivere Labico news

Spazio immigrati Non è importante abitare in un luogo ma importante è vivere. E proprio partendo da quest’ultimo aspetto, e considerando la presenza di molti “immigrati” intesi non solo come persone provenienti da paesi esteri ma anche di cittadini italiani trasferitisi a Labico, sarebbe bello poter condividere idee per poter rendere il processo di integrazione non solo un atto amministrativo, la residenza e quindi l’”abitare”, ma una modalità di inserimento nella vita cittadina, l’inizio del “vivere”. E’ necessario ed importante cercare di creare opportunità di integrazione attraverso iniziative che possano coinvolgere tutti anche attraverso la creazione e la condivisione di spazi per la socializzazione, nonché per il sostegno soprattutto per chi proviene da stati esteri. Gli spazi potrebbero essere diversi. Innanzitutto, noi ci stiamo impegnando al fine di offrire un punto di ascolto, dove siano presenti figure professionali competenti, in grado di offrire ai cittadini stranieri un sostegno, un’attività di accompagnamento

e di ascolto per le problematiche che quotidianamente si trovano ad affrontare. Abbiamo pensato alla creazione di uno sportello che fornirà consulenza alla cittadinanza straniera sui loro diritti/doveri; assistenza per tutti i problemi relativi a risarcimento danni, rapporti di lavoro, locazioni, separazioni, ecc.; assistenza e rappresentanza nei giudizi davanti al Tribunale; consulenza ed assistenza legale in merito a rilascio/rinnovo permesso di soggiorno, rilascio carta di soggiorno, ricongiungimento familiare, richiesta cittadinanza, minori, espulsioni. Non di secondaria importanza è la realizzazione di eventi, attività sociali, culturali e scolastiche che possano portare le diverse nazionalità ad integrarsi tra di loro nonché tra i cittadini italiani. Nell’ambito di queste attività pensiamo di realizzare anche dei corsi di lingua italiana affinché i cittadini stranieri possano migliorare la conoscenza della nostra lingua.

Invito al confronto Dopo un dibattito radiofonico del quale in pochi sono venuti a conoscenza e nel quale ha pesato l’assenza del candidato sindaco di Rinnovare per Labico, Andrea Giordani, Cambiare e Vivere Labico propone ufficialmente e a mezzo stampa un confronto pubblico tra i tre candidati alle prossime amministrative labicane del 27 e 28 maggio. “In questi giorni, su diversi organi di stampa, sono state pubblicate le dichiarazioni rilasciate dal candidato vicesindaco della lista Rinnovare per Labico, Alfredo Galli - sindaco uscente - che invita i cittadini a non credere alle dicerie di esponenti politici di altre liste ed in modo quasi diretto, a quelle dei candidati della Lista “Cambiare e Vivere Labico”, e secondo cui non corrispondono al vero le accuse di incapacità rivolte all’amministrazione uscente, proponendo un confronto sulle idee e sui programmi. Mai parole furono più sagge. Noi come lista abbiamo già chiesto, qualche giorno prima di dette dichiarazioni, al Sindaco e al vicesindaco uscenti, Alfredo Galli e Andrea Giordani, la disponibilità ad organizzare un confronto pubblico incentrato sui programmi e sulle idee per Labico. Ci è stato risposto che ciò non era possibile per “ragioni di ordine pubblico”. Noi invece crediamo che a questo punto sia possibile ed auspicabile un confronto vero, civile e rispettoso nella forma e nel linguaggio, sui problemi reali di Labico. Ciò servirebbe a spiegare di persona ai nostri concittadinielettori i veri obiettivi che le liste si propongono per il prossimo quinquennio amministrativo. Pertanto rinnoviamo, a mezzo stampa e con comunicazione diretta ai due, l’invito a rendersi disponibili per un confronto pubblico, da tenersi nel più breve tempo possibile, con un moderatore scelto di comune accordo, in grado di garantire imparzialità ed equità di trattamento tali da poter adeguatamente illustrare i relativi programmi e confrontarsi sulle scelte future delle liste.Da parte nostra garantiamo correttezza e lealtà nei comportamenti e nei modi. Siamo convinti che sia volontà comune far emergere la verità sui programmi e sugli impegni che intendiamo assumere con gli elettori ed auspichiamo, quindi, un sereno confronto fra i candidati a Sindaco e vicesindaco delle due liste, che pensiamo sia atto dovuto ai cittadini, per far si che possano esprimere liberamente un voto di fiducia sui programmi e sulle persone. Certi di una risposta affermativa alla presente, proponiamo come possibile data d’incontro il 19 maggio prossimo, alle ore 19, in piazza Mazzini. Restiamo comunque a disposizione per eventuali problemi ed accordi su luogo e tempi dell’incontro. Ci pregiamo di inviare distinti saluti.” Tullio Berlenghi, candidato sindaco Maurizio Spezzano, candidato vicesindaco Pagina 6


Anno 1, numero 13

Le nostre iniziative Poco più di una settimana ci separa da queste elezioni amministrative e la conclusione di questa lunga campagna elettorale è vicina. Questi ultimi giorni saranno, per Cambiare e Vivere Labico, ricchi di iniziative, incontri e dibattiti, e sottolineiamo iniziative, e non “inaugurazioni allo scopo di…” Questo il nostro programma. Sabato 19 maggio, ore 19, piazza Mazzini, confronto tra i candidati delle tre liste elettorali. Alle ore 21.30, in vicolo degli Archi, spettacolo teatrale “…ma ‘sti pagliacci!!”, con Valerio De Angelis e Maria Silvia De Sanctis. Domenica 20 maggio sono previsti comizi elettorali nelle varie zone di Labico: ore 10, Santa Maria, ore 17, Circ.ne Falcone altezza Paolo Borsellino, ore 18, Circ.ne Falcone altezza “parco mai realizzato” (parcheggio fronte fabbrica di cornetti) Per Lunedì 21 maggio, Cambiare e Vivere Labico organizza “Fenomeno immigrazione: sostegno agli stranieri presenti nella nostra comunità” – presentazione dello sportello “Informaimmigrati”, con l’intervento della consulente legale avv. Grazia Tassiello, presso la sede di Vivere Labico, in Piazza della Libertà 15. Martedì 22 maggio, ore 18, piazza della Libertà, comizio elettorale arricchito dalla presenza di Enrico Gasbarra, Presidente della Provincia di Roma, Angelo Bonelli, Capogruppo dei Verdi alla Camera, Gianfranco Bafundi, membro della commissione Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio e Maurizio Fabbri, Capogruppo di Rifondazione Comunista alla Provincia di Roma. Mercoledì 23 maggio, dalle ore 17 festa e cena presso l’azienda agricola Celletti. Giovedì 24 maggio, dalle ore 21, concerto dei Têtes de Bois in piazza della Libertà. Venerdì 25 maggio serata di comizi: ore 18, Colle spina, ore 19, Santa Maria, ore 20 Circ.ne Falcone e ore 21, chiusura della campagna elettorale, piazza Mazzini.

La casa della libertà… di affissione!

Quella di darsi delle regole di comportamento e di garantire un rispetto reciproco ci è sembrata davvero una buona idea ed abbiamo apprezzato l’iniziativa dei nostri amministratori che hanno convocato una riunione proprio per stabilire alcuni criteri per l’affissione dei manifesti. Criteri semplici, basati su un’equa utilizzazione degli spazi elettorali. Tre liste. Un terzo degli spazi per ogni lista. Regola rispettata nei primi giorni. Poi le cose sono cambiate e la lista Giordani ha pensato bene di occupare 12 spazi su 16 disponibili. Ma siamo certi che non ci sia stata nessuna voglia di scorrettezza. Probabilmente sarà stata la presenza della casa delle libertà tra i sostenitori della lista, che, come recitava una celebre gag televisiva, è ispirata al motto “facciamo un po’ come … ci pare”. Pagina 7


Vivere Labico news

La compagnia “Braccio di Ferro” presenta:

“ … MA ‘STI PAGLIACCI!!” Spettacolo teatrale allegro e felice Con: Valerio De Angelis Maria Silvia De Sanctis

Sabato 19 Maggio ore 21:30 Vicolo degli Archi "La realtà crea strani mostri, che possono far paura, ma se li si guarda con un occhio leggermente distante, si scopre che non sono altro che pagliacci, si, omiciattoli carichi di buffi difetti. Una serie di favole che parte dalla quotidianità, se ne allontana, vola via, e poi torna accanto a noi, per strapparci un sorriso, una risata, un ghigno, e talvolta, anche una piccola riflessione. Incontrerete innamorati ignari, muratori chiacchieroni, notturnieri patentati, donne sull'orlo di qualche chilo di troppo, marinai bisbetici e vedremo cos'altro. Ridete di loro, non dimenticando che, talvolta, ci assomigliano più di quanto non osiamo immaginare.” Pagina 8


Anno 1, numero 14

24 maggio 2007

Vivere Labico news Ci siamo

di Tullio Berlenghi

Ci siamo. Sono stati necessari mesi di lavoro e di impegno per elaborare una proposta politica basata sulla necessità di rivedere la scala dei valori e delle priorità dell’amministrazione comunale, riportando al primo posto i diritti e le esigenze dei cittadini, ed è stato necessario un enorme sforzo per portare la nostra proposta a conoscenza di tutti gli abitanti del comune, spesso sfiduciati da una classe politica che ha – al contrario – anteposto troppo spesso gli interessi di pochi ai diritti di tutti. Pensiamo di esserci riusciti. Pensiamo di aver smosso le acque stagnanti di una politica imperniata su una presunzione di sudditanza dei cittadini rispetto agli amministratori. Pensiamo di aver restituito ai cittadini la consapevolezza dei propri diritti. Abbiamo la certezza che molte persone non si lascino più abbindolare da cene sfarzose o da qualche metro quadro di bitume lungo la strada di casa. Abbiamo la convinzione che per molti di loro questi tardivi interventi siano la dimostrazione che, volendo, le cose potevano essere fatte e solo l’indifferenza o l’incapacità di chi amministra le ha rese così difficili. La scomposta reazione di queste persone è un chiaro segnale di difficoltà ed una chiara ammissione di responsabilità per la preoccupante inerzia e trascuratezza con cui è stata gestita fino ad oggi la cosa pubblica. Hanno deciso di inaugurare opere pubbliche prive del collaudo tecnico-amministrativo previsto dalla normativa vigente. Hanno violato il divieto di ricorrere ad iniziative della pubblica amministrazione al chiaro fine di fare una surrettizia propaganda elettorale, pagandola per di più con i soldi pubblici. Ossia con gli stessi soldi dei cittadini che sempre più numerosi stanno esprimendo la propria disapprovazione per una gestione clientelare e maldestra della pubblica amministrazione. Hanno ignorato i cittadini per cinque lunghi anni facendosi spesso negare di fronte alla loro ricerca di

Sommario: Ci siamo Forse non tutti sanno che...

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Un giardino?No una giungla!

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Riflessioni delle ultime ore...

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Sei mesi: ideali, progetti ed emozioni

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Appello agli elettori!!!

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dialogo, per poi inseguirli a pochi giorni dal voto con lusinghe o scenari apocalittici nel caso in cui non saranno più loro a governare. Non si sono accorti che così facendo hanno minato la loro residua e malferma credibilità. E adesso siamo finalmente giunti al momento in cui saranno gli elettori, i cittadini, le donne e gli uomini che abitano a Labico a decidere sul proprio futuro e su quello del nostro piccolo paese. Siamo certi che quelle donne e quegli uomini sentano l’esigenza di imprimere una svolta a questo paese, siamo convinti che abbiano deciso di “cambiare”, perché hanno deciso che a Labico non ci vogliono solamente abitare ma che vogliono “vivere” Labico. Con noi questo sarà possibile. E insieme a noi si potrà lavorare per un futuro migliore, dove il benessere delle persone sarà l’obiettivo inderogabile della nostra azione amministrativa.

Il 27 e 28 maggio scegli il cambiamento e vota Cambiare e Vivere Labico Cambiare e Vivere Labico ringrazia tutte le persone, esponenti politici e non, che in questi mesi hanno sostenuto ed arricchito con il loro contributo questo difficile percorso elettorale. Un ringraziamento particolare va ai Têtes de Bois, che con la loro musica hanno allietato questa serata per noi così importante. Grazie a tutti. Davvero.


Vivere Labico news

Forse non tutti sanno che…

dal T.U. delle leggi per la composizione e la elezione degli organi

delle amministrazioni comunali Art. 87 (T.U. 5 aprile 1951, n. 203, art. 78) 1. Chiunque usa violenza o minaccia ad un elettore, od alla sua famiglia, per costringerlo a firmare una dichiarazione di presentazione di candidatura, o a votare in favore di determinate candidature, o ad astenersi dalla firma o dal voto, o con notizie da lui riconosciute false, o con raggiri od artifizi, ovvero con qualunque mezzo illecito, atto a diminuire la libertà degli elettori, esercita pressioni per costringerli a firmare una dichiarazione di presentazione di candidatura o a votare in favore di determinate candidature, o ad astenersi dalla firma o dal voto, è punito con la pena della reclusione da sei mesi a cinque anni e con la multa da lire 600.000 a lire 4.000.000 . 2. La pena è aumentata - e in ogni caso non sarà inferiore a tre anni - se la violenza, la minaccia o la pressione è fatta con armi, o da persona travisata, o da più persone riunite, o con scritto anonimo, o in modo simbolico o a nome di gruppi di persone, associazioni o comitati esistenti o supposti. 3. Se la violenza o la minaccia è fatta da più di cinque persone riunite, mediante uso di armi anche soltanto da parte di una di esse, ovvero da più di dieci persone, pur senza uso di armi, la pena è della reclusione da tre a quindici anni e della multa fino a lire 10.000.000. Art. 87 bis 1. Chiunque nella dichiarazione autenticata di accettazione della candidatura espone fatti non conformi al vero è punito con la reclusione da sei mesi tre anni.

Un giardino?No una giungla!

di Floriana Di Stefano

E’ da molti anni che mi chiedo come può esserci in un paesino così piccolo una “GIUNGLA”… si, sembrerà strano ma proprio sopra la nostra piazza, al centro del paese, c’e’ una vera e propria foresta con chissà quante specie di animali (in particolare rettili) che vivono ormai da decenni indisturbati e che comunque spesso escono fuori dal loro rifugio naturale ritrovandosi, loro malgrado, nei pressi delle abitazioni adiacenti…!!! Questa “GIUNGLA” e’ il cosiddetto “Parco Giuliani”. Proprio in questi giorni doveva essere inaugurata “Villa Giuliani”…ed il parco? Da quanti anni l’ex bellissimo parco non ha il piacere di sentire il rumore del decespugliatore, di sentire i passi di un giardiniere che pazientemente gestisce, controlla e abbellisce un bene così prezioso per tutti i labicani...? Il fatto è che oggi non basterebbe soltanto una ruspa per rendere quella “GIUNGLA” . Per il resto è auspicabile che questo bel polmone al centro del paese possa solo essere la gioia di tutti coloro che vorranno passare qualche ora di puro relax….!!!

Riflessioni delle ultime ore Mi rimane difficile credere che il prossimo lunedì non saliremo sul carro dei vincitori, non posso credere che tutto il movimento di questi giorni serva solo a ricondurci all' immobilità. Non mi sono mai interessata di politica se non superficialmente. Ho sentito l' esigenza di varcare la soglia di un partito qui a Labico, dove lo scempio fatto ai danni dei cittadini era così evidente, che é stato impossibile, nonostante la mia radicata pigrizia, non dire almeno la mia. Ho potuto dire la mia all' interno del movimento Vivere Labico (che poi si è trasformato in...) ed è stata una bella esperienza e certamente lo sarà nel futuro. Comunque andrà non mi sento sola nel mio disagio ma soprattutto non mi sento sola nel desiderio di cambiare, almeno qualcosa. Spero che i labicani e lo siamo tutti, vogliano volgere il proprio sguardo verso una speranza, che è già una realtà fatta di persone; perchè questa tiepidezza possa trasformarsi in bollore! Che ci faccia si, indignare e scuotere ma soprattutto ci faccia muovere ed agire. Non nascondetevi dietro un "-Tanto sono tutti uguali-", non è vero, non sempre almeno. Vogliatevi bene. Lara

Ricordiamo che domani, venerdì 25 maggio, alle ore 21, in piazza Mazzini, si terrà il comizio di chiusura della campagna elettorale. Siete tutti invitati a partecipare. Info viverelabico@libero.it cambiarelabico@tiscali.it cell. 3208597261 - 3283789894 - 3394502525 Pagina 2


Anno 1, numero 14

Sei mesi: ideali, progetti ed emozioni Eccoci qui! Sono passati sei mesi da quando questa “avventura” è iniziata. Sei mesi lunghi, ma che nello stesso tempo sono trascorsi così velocemente e intensamente da non rendermi spesso conto di cosa accadesse intorno a me. Giorni trascorsi con un solo pensiero nella testa, a volte con un solo pensiero la sera prima di addormentarmi e – quando si riusciva a dormire davvero! – con un solo pensiero la mattina, al primo segno di coscienza che porta il risveglio. Troppo? Forse si, ma forse no. Perché mi sono ritrovata per caso in questa “storia” ma non per caso questa “storia” è entrata dentro di me. E allora mi ritrovo qui, a poche ore dalla chiusura della campagna elettorale a chiedermi: come starò? Come mi sentirò la sera del 28 maggio, quando i giochi saranno definitivamente chiusi, in un modo o nell’altro? Sarà gioia? Sarà “dolore”? Ma poi, guardandomi dentro, mi rispondo che non importa. Non importa davvero. Perché questa, comunque sia, sarà stata una delle esperienze più belle della mia vita, che mi ha fatto crescere e scoprire cose di me che ancora non conoscevo. Contribuire alla nascita, sviluppare, realizzare, guardare e toccare con mano i frutti di un progetto vero, bello e forte. Non condito solo da buoni propositi ed ideali, ma che in sei mesi di lavoro ha fatto di tutto per far si che quei propositi e quegli ideali si trasformassero in realtà. Vedere con i propri occhi la crescita, reale e tangibile, di un piccolo gruppo di persone che si trasforma in “movimento”. Assaporare l’entusiasmo di tutti. Costruire qualcosa… insieme! E nonostante i momenti da affrontare non siano stati

di Eleonora Fioramonti

sempre facili, quanti possono dire di sentirsi così soddisfatti e orgogliosi di qualcosa? Molti al contrario – ne sono certa – leggendo queste righe sorrideranno e penseranno al “delirio di una squilibrata”, alle parole, ai sentimentalismi di una giovane ragazza che non ha il senso della realtà, che non ha i piedi ben piantati a terra, che si lascia trascinare dall’ideale, quello stesso ideale che per molti è pura utopia. Una ragazza che per sei mesi non si è resa conto di ciò che scriveva, che si è affacciata per la prima volta alla politica e spesso ha sproloquiato senza cognizione di causa, mentendo, accusando e calunniando (!). Forse si è vero… ho perso il contatto con le cose. E di sicuro non sono diventata così realista da perdere il senso del mio ideale. Non ancora… e spero mai! E mi sono accorta di non essere sola, anzi! La politica - sfera delle decisioni collettive sovrane non esiste certo per curare gli interessi di pochi. Essa nasce dalla forza e dalla voglia di costruire qualcosa che sia per il bene di tutti – o almeno dall’avere il coraggio di provarci – qualcosa che sia partecipazione, condivisione, democrazia. Ed è per questo che ripeto che non mi importa come starò la sera del 28 maggio, perché io, perché noi, avremmo vinto comunque. E se tutte le persone che mi circondano, o almeno una buona parte di esse si rendesse conto di questo, se si rendesse conto che vale la pena rischiare per cambiare le cose allora… beh allora sarebbe facile svegliarmi la mattina del 29 con un sorriso stampato sulla faccia… perché il primo segno di coscienza portato dal risveglio non interromperà il mio sogno, che diventa realtà!

Diamo un vo(l)to al nostro “avversario”

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Vivere Labico news

Cambiare per essere protagonisti E’ stata una campagna elettorale frizzante, ricca di fascino, fatta di incontri, comizi, scontri inevitabili, di vere amicizie che si sono consolidate e affermate. Sono felice di aver fatto la scelta giusta e con me tutti gli altri candidati e tutti coloro che ci sostengono in questa meravigliosa avventura. Questo è l’aspetto più bello di questa campagna elettorale. Possiamo rivendicare come un successo la nascita di una nuova classe dirigente che ha saputo unire l’esperienza dei politicamente “anziani”, che saranno le nostre chiocce, con l’entusiasmo dei tanti giovani che abbiamo in lista e che saranno la classe dirigente del futuro della nostra sana comunità. Possiamo essere orgogliosi del coinvolgimento di tante giovani mamme, che si sono sentite in dovere di impegnarsi per progettare un futuro migliore per i propri figli. Sono orgoglioso di essere uno dei sedici che si è battuto strenuamente per cambiare l’esistente senza rassegnarmi all’idea che nulla è possibile. Il vincolo che ci ha unito e che continua ad unirci è la lealtà e non gli accordi di potere come invece è successo altrove. Abbiamo un giovane candidato a Sindaco che ci ha saputo motivare e ci ha dato la carica giusta per affrontare i tanti ostacoli che ci sono stati frapposti, saremo leali con lui, e daremo a Tullio tutta la collaborazione affinché la macchina amministrativa che andiamo ad ereditare possa marciare nel miglior modo possibile. Senza paura possiamo dire di aver fatto la nostra parte, ci siamo battuti come leoni per far capire ai nostri concittadini le idee di cambiamento di cui siamo portatori, senza pressioni ma con l’ausilio della forza delle nostre proposte, senza presunzione, ma con umiltà che ci contraddistingue. Non abbiamo promesso nulla a nessuno, ma ci siamo impegnati con i nostri concittadini di applicare il programma alla lettera; e così sarà. Dimostreremo che ci sono modi diversi di intendere la Politica, che deve ritornare a svolgere i compiti che le sono propri: individuare i problemi e

di Maurizio Spezzano risolverli nell’interesse esclusivo dei cittadini. Questo nell’ultimo decennio non c’è stato. Siamo stati amministrati da gente che ha avuto ed ha un solo interesse: quello particolare. Provate a scorgere i nomi di coloro che sono presenti in lista. Provate a individuare i grandi elettori e vi renderete conto che gli interessi particolari stanno di là, mentre coloro che vogliono cambiare dalle fondamenta il modo di amministrare stanno con Cambiare e Vivere Labico. Saremo coraggiosi quando si tratterà di prendere decisioni importanti, ma lo faremo con la collaborazione che voi cittadini ci darete. Non ci rivolgeremo solo ai nostri elettori ma a tutti i cittadini, anche a coloro che faranno una scelta diversa. Guarderemo ai giovani con l’attenzione che si meritano. Nella mia vita di educatore ne ho incontrati tanti, a Labico ho incontrato quelli speciali, perché sono coraggiosi, perché sono leali e il nostro impegno sarà indirizzato verso la loro valorizzazione. E se nell’azione amministrativa dovessimo sbagliare in qualcosa, sono autorizzati già da ora a criticarci anche con ferocia. Noi sapremo tenere conto della loro critica, perché la critica di un giovane va nella direzione dell’allargamento dei diritti. Saranno loro la miscela del nostro motore. Vogliamo ridare fiducia e ci impegneremo affinché ciò avvenga. Ci siamo messi in gioco, abbiamo creato entusiasmo e non possiamo deludere tutti coloro che credono in noi. Ecco allora la nostra unica promessa: abbiate fiducia in questo gruppo e nel suo candidato Sindaco, cambieremo l’esistente e lo faremo nel rispetto delle posizioni altrui, degli impegni presi e del programma presentato. Il 27 e 28 maggio possiamo cambiare e diventare una comunità dinamica, contro l’immobilismo degli anni passati. Tracciare un segno sul nostro simbolo significa voltare pagina e diventare noi i protagonisti del cambiamento.

Appello ai ragazzi e alle ragazze di Labico

di Benedetto Paris

La scelta del 27 e 28 maggio determinerà il futuro del nostro paese e, con esso, il nostro futuro, le opportunità che avremo, il sostegno che sarà dato a noi e a chi è più giovane di noi. La scelta non è tra destra o sinistra, è tra due modi di vedere Labico e le esigenze dei suoi cittadini. La Giunta Galli – Giordani in dieci anni ha messo all’ultimo posto le esigenze di noi ragazzi, non facendo nulla per noi e adesso dimostra la sua insensibilità non candidando nessun ventenne o trentenne. Difficilmente chi siederà a quei banchi eletto dalla lista Rinnovare per Labico capirà le nostre esigenze, i nostri problemi quotidiani, né porterà quel rinnovamento politico così necessario, ed è quindi nostro interesse, nostro come giovani, far in modo che quel gruppo politico così vecchio diventi finalmente minoranza, per lasciare spazio a chi vuole cambiare Labico e lo vuole fare partendo dai giovani. Contro questo sistema di potere e per un futuro diverso per noi e per Labico chiediamo il vostro aiuto. Il voto è segreto, il cambiamento possibile. Insieme possiamo! Pagina 4


Anno 1, numero 15

1 giugno 2007

Vivere Labico news 1316...e non sono pochi! Ancora non mi sembra vero, ma le elezioni amministrative sono finite. Ad oggi sono già considerate passato. Non mi sembra vero perché dopo aver trascorso mesi e mesi “aspettando” quel giorno, quel verdetto, è difficile abituarsi all’idea che tutto è stato deciso, irrevocabilmente, e che da oggi l’obiettivo per cui lavorare, lo scopo da raggiungere, sarà diverso. Niente ipocrisia. La sconfitta è amara, come è giusto e normale che sia per persone che hanno creduto e credono in un progetto di cambiamento possibile e vero. La sconfitta è amara si, ma di certo era stata messa bene in conto – non siamo di sicuro un gruppo di illusi come molti credono o hanno creduto - e lo spirito con cui oggi abbiamo intenzione di ripartire e di sfidare questa “nuova” classe amministrativa è, se possibile, ancora più forte e determinato. E poi, parliamo chiaramente: 1316 persone non sono poche*. 1316 persone che hanno sposato la nostra causa, a volte modificato la propria idea iniziale, abbracciato il cambiamento, creduto nella novità. E poi, soprattutto, hanno creduto in Tullio. Un “non labicano”, uno sconosciuto per i più che a dispetto di molti ha conquistato il consenso e la fiducia di tanti… forse perché questi tanti hanno capito che Tullio è molto più labicano di quanto non lo siano quelli che si etichettano tali con tanta facilità e non curanza. Di analisi sul voto se ne potrebbero fare tante. Se ne stanno facendo da ambo le parti, se ne continueranno a fare. Una cosa è certa, alcuni errori sono stati fatti. Abbiamo lavorato tanto, ma forse potevamo fare di più. Uno su tutti c’è il rimorso di non essere riusciti a far confluire sui nostri ideali e sul nostro progetto tutti i non votanti. Quasi 700 persone infatti, che per Labico sono tantissime, hanno disertato i seggi. Probabilmente stufe di una politica sempre uguale a se stessa hanno preferito restare a casa, non votare, non mettersi in gioco e non rischiare. Ed è qui che forse risiedono i nostri più grandi Sommario: 1316...e non sono pochi!!! Ripartiamo dall’opposizione

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Labicoontheweb chiude

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Qualcosa è cambiato

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I nostri cinque consiglieri

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Analisi di un voto pulito

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di Eleonora Fioramonti errori, nel non essere riusciti a conquistare con le nostre parole e con i nostri fatti queste persone. Ci impegneremo da oggi a farlo. Con costanza. E garantiremo anche a loro un’opposizione dura e senza sconti. Siamo al 1 giugno. E Cambiare e Vivere Labico riparte da qui. Lo fa ringraziando tutti quei 1316 voti liberi… tutte quelle persone che ci hanno dato la loro fiducia e che hanno capito che è meglio contare che essere contati. E auguriamo buon lavoro – duro lavoro – ai nostri 5 consiglieri, che con il nostro sostegno, quello di tutti noi più vicini o lontani, daranno del filo da torcere a questa maggioranza e si impegneranno affinché la legalità, il diritto e la trasparenza siano i valori fondanti del nostro piccolo comune.

* sottolineiamo comunque che le previsioni ne accreditavano molte di più. Ma si sa che Labico – come penso molti altri paesi – è pieno di “cucchiarelle”… per chi non sapesse il significato queste possono essere identificate come quella classe di persone che a chi da e a chi promette!!!

Cambiare e Vivere Labico ringrazia tutte le 1316 persone che ci hanno dato fiducia, credendo nel nostro progetto. Per loro porteremo avanti un’opposizione dura, nel segno del diritto e della legalità. Grazie a tutti. Davvero.


Vivere Labico news

Ripartiamo dall’opposizione Candidarsi al Consiglio comunale significa assumersi dei rischi. Il rischio di mettersi in gioco, con la propria faccia, rispondendo ai cittadini di quello che si dice, che si fa e di quello che dicono e fanno i tuoi compagni di cordata. Oppure il rischio di ledere interessi forti, di essere scomodi, di giocarsi i propri interessi ed il proprio futuro. Per non parlare poi del rischio della figuraccia, dello stato dei rapporti con amici e parenti. Ma anche quello di essere eletti. E si perché essere eletti è una responsabilità, è un impegno, è passare ad un livello superiore di rischi e opportunità, di oneri ed onori. C’è il rischio di vincere, di amministrare, di poter veramente cambiare le cose, incidere, ma anche di produrre atti sbagliati, avere idee irrealizzabili, aver fatto promesse non rispettabili. Questo rischio purtroppo c’è stato negato da 552 cittadini che hanno fatto la differenza, che democraticamente hanno scelto di confermare il gruppo di persone ed interessi che da dieci anni blocca il nostro paese e di lasciarlo lì. Democraticamente non possiamo che accettare il verdetto delle urne, ma certo non dimentichiamo quanto detto e fatto in campagna elettorale, i cittadini ascoltati, le promesse di irreprensibilità fatte, le cose conosciute, gli apprezzamenti ricevuti. La campagna è stato anche questo. Ma è stato anche calunnie, offese, ricatti e tanto più. Non lo dimenticheremo, neanche questo. E’ per questo che nell’entrare in consiglio comunale ci promettiamo e promettiamo agli elettori una opposizione senza sconti, ferrea, capillare e puntigliosa, tesa a mettere in luce i conflitti d’interesse, ma soprattutto ogni situazione in cui sarà l’interesse generale, l’interesse di tutti i cittadini a venire meno, ad essere leso. Ma una opposizione seria e ferrea è anche quella che in consiglio ci sta per provare a cambiare e far vivere il nostro paese anche dalla minoranza, con proprie proposte, stimolando l’amministrazione, dando

Per qualsiasi informazione, per unirvi a noi o soltanto per saperne di più… www.viverelabico.com www.cambiarelabico.splinder.it www.tullioberlenghi.it Info viverelabico@libero.it cambiarelabico@tiscali.it cell. 3208597261 - 3283789894 - 3394502525 Pagina 2

di Benedetto Paris

voce ai cittadini, ai loro problemi, ai loro diritti ogni volta che saranno calpestati, come alle loro proposte e idee ogni volta che saranno produttive e positive per tutto il paese. Tutto questo sempre in continuo collegamento tra cittadini o associazioni ed il nostro gruppo, fino a noi consiglieri eletti, semplici portavoce di una Labico che vuole cambiare, di 1316 cittadini liberi che hanno voluto sostenere e condividere il nostro progetto. A tutti questi cittadini chiediamo di continuare a starci vicini, a sostenerci, a venire ai Consigli comunali, che devono essere fatti in orari accessibili, ma soprattutto a proporre idee e spiegare problemi. A questo si aggiunge il mio rischio, quello che mi stanno facendo correre i 119 cittadini che mi hanno dato fiducia, a cui va un grandissimo ringraziamento e qualche maledizione (qualcuno diceva maledici i tuoi amici…). Il mio rischio, quello di chi aspira a portare in aula i problemi dei cittadini, di tutti, ma anche, vista l’età, quelli dei ragazzi, dandogli una voce in consiglio, facendo arrivare i loro interessi nella quotidiana amministrazione cittadina, dal bilancio fino ai servizi. Anche qui il rischio può essere corso solo se continueremo a stare assieme, cittadini ed eletti, più o meno giovani. Insieme ripartiamo, insieme proviamo a cambiare e far vivere Labico, dall’opposizione.

Labicoontheweb chiude

di B.P

Approfitto dello spazio di Cambiare e Vivere Labico News per spiegare la chiusura di Labicoontheweb.it Non è stata una dimenticanza, una irresponsabilità da campagna elettorale, né una mossa di strategia di comunicazione. Niente di tutto questo. Labicoontheweb.it l’ho semplicemente chiuso. Chiuso perché ormai da due anni non assolveva più alla sua funzione, che non era quella di contenere un forum, ma di fare informazione, dare servizi, e tanto altro. Tenerlo in piedi solo per il forum era limitativo, anzi era deleterio per l’immagine che il sito aveva, specie per chi l’aveva pensato e realizzato, ovvero il sottoscritto. Per quanto riguarda la comunicazione politica continueremo con i nostri siti (www.viverelabico.com www.cambiarelabico.splinder.com), per non parlare dei siti e degli spazi di chi sostiene o è nell’orbita del nostro progetto come la sezione locale dei Ds con il sito http://labico.dsonline.it. Infine da pochi giorni, per avere un contatto sempre più diretto con i cittadini, gli amici ed i detrattori, personalmente mi sono dotato di www.benedettoparis.ilcannocchiale.it. un blog Insomma la comunicazione sul web continua, internauti non sarete abbandonati!


Anno 1, numero 15

Qualcosa è cambiato

di Tullio Berlenghi

Il responso delle urne è chiaro e va rispettato. Sono doverose quindi le congratulazioni a chi ha ottenuto il consenso dei cittadini e altrettanto doverosi sono gli auguri di buon lavoro al neoeletto sindaco, Andrea Giordani. Ciò non toglie che abbiamo registrato alcune sgradevoli cadute di stile negli ultimi giorni di campagna elettorale che non possono essere sottaciute o dimenticate, adducendo attenuanti del tipo “sono cose che si dicono in campagna elettorale” o altre amenità. La campagna elettorale che abbiamo fatto noi è stata molto dura e severa ma si è sempre limitata a considerazioni di carattere squisitamente politico o a critiche nel merito dell’operato degli amministratori. Non si sono mai fatti riferimenti di carattere personale e men che meno si è approfittato di un ruolo istituzionale per dare informazioni – peraltro palesemente false in gran parte dei casi – che attengono alla sfera privata delle persone. Cito, tra le altre cose, l’intervento di colui il quale ricopriva, in quel momento, il ruolo di sindaco del comune, ossia un ruolo istituzionale di garante delle istituzioni e dei cittadini e che invece ha pensato bene di sfruttare proprio quel ruolo per aggredire verbalmente semplici cittadini, ai quali peraltro era precluso, in quella circostanza, ogni diritto di replica. Ed è buffo che, probabilmente per l’incapacità o la mancanza di argomentazioni, non abbia dedicato il suo intervento a rispondere alle critiche ricevute o magari a fare il punto su dieci anni di amministrazione, ma abbia lanciato invettive senza né capo né coda. Per quel che mi riguarda non ha detto qualcosa di offensivo, visto che costruire una casa non è di per sé un illecito, soprattutto se avviene a seguito di un regolare permesso di costruire, ma ha semplicemente detto una

sciocchezza sesquipedale perché semplicemente in vita mia non ho mai costruito una casa. Altra performance oratoria ci è stata offerta da Remo Di Stefano, assessore uscente (e immagino entrante), che, in totale deficit di contenuti e di buonsenso ha pensato bene di accreditarmi come “portaborse”. Anche in questo caso nulla di particolarmente grave, a parte l’evidente tentativo di portare discredito nei miei confronti. Io penso che qualunque lavoro sia dignitoso e meriti rispetto, anche quello meno gratificante, e, al limite, quello che conta è il fatto di svolgerlo, un qualche lavoro e di guadagnarsi con il proprio impegno la retribuzione corrispettiva. Resta il fatto che anche in questo caso il fine oratore ha detto quella che si può tecnicamente definire una “cazzata”. E di fronte ad un mio tentativo di chiarimento, l’interessato ha candidamente replicato di averlo sentito dire (sic!). Di questo teniamone conto: abbiamo un amministratore che è pronto a fare sua e a riferire in una pubblica piazza, qualunque balordaggine gli venga raccontata, senza alcuna verifica e senza alcuna assunzione di responsabilità. Tant’è. Resta il fatto che adesso in consiglio comunale ci sarà un’opposizione vera, che vigilerà con impegno e rigore sull’operato dei nostri amministratori, non come nella scorsa consiliatura quando ben tre consiglieri su quattro della minoranza hanno votato spesso e volentieri le proposte della giunta e, soprattutto, la pessima variante al piano regolatore che tanti danni rischia di portare al paese. Su questo almeno si è fatta chiarezza e la rinnovata opposizione cercherà di rispettare il mandato dei 1316 cittadini che hanno dato loro fiducia. Nonostante tutto, qualcosa è cambiato.

I nostri cinque consiglieri... Tullio Berlenghi

Danilo Giovannoli

Nello Tulli

Benedetto Paris Maurizio Spezzano

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Vivere Labico news

Analisi di un voto pulito Abbiamo perso ma è stato un buon risultato. La quasi metà della popolazione sta dalla nostra parte e non ha nessuna intenzione di arrendersi. Gli onesti, i resistenti, chi non ha mai chiesto e non chiede nulla: questi sono i nostri elettori. Questo risultato è il primo passo verso la rinascita morale del nostro paese. I 1316 voti ci permettono di guardare a Labico da una prospettiva diversa: da consiglieri di opposizione faremo pesare per intero il consenso avuto. Faremo una opposizione durissima e senza sconti. Li marcheremo a uomo, come nel miglior calcio catenacciaro, quello che faceva vincere gli scudetti. Ripristineremo la legalità in questo paese senza legge e senza regole. Dalla lettura dei numeri emerge chiaramente la consistenza del nostro aumento rispetto a tutte le tornate amministrative passate. Se mettiamo in conto che una parte della vecchia opposizione si è spostata con i vincitori è chiaro che il risultato è ancora più eclatante. Si evidenzia il flop di quel signore che dal balconcino, tutto tronfio, ci ha urlato cani rognosi, vantandosi che una sua presunta candidatura a sindaco, con la nostra coalizione, ci avrebbe fatto vincere. Mai sentita una cazzata più grande di questa. Farebbe bene a ritirarsi e continuare a contare i suoi voti, perché i conti non tornano. Poi se fossi Alfredo, il vero sindaco, lo avrei già cacciato, visto che ha detto queste cose nel comizio finale. Ma questa è un’altra storia, ci vuole anche una certa caratura morale per fare questo, che loro non hanno. Hanno perso i zompa fossi che si dicevano di sinistra. Dove sono i voti che avevano in dote? Forse li hanno persi nell’edificazione del nuovo soggetto politico: il PARTITO DEL BUTTAPIETRA NASCONDIMANO, di chiara matrice forchettata; oppure sono ancora da scrutinare, forse ci toccherà aspettare le prossime elezioni per trovarli. E se mandiamo i cani rognosi a controllare? E degli assessori uscenti ne vogliamo parlare? Maglio tacere. L’unico che ha colto a piene mani è stato il vero sindaco giunto ormai al terzo mandato: Alfreduzzo nostro. Mi viene da ridere quando penso ad Andrea con la fascia e Alfredo da dietro che tira i fili! Caspita ci sarà da ridere nei Consigli comunali. L’analisi è presto fatta: noi abbiamo perso nei voti, ma non la faccia; altri hanno vinto con i voti, ma hanno perso la dignità, se mai l’hanno avuta. In un colpo solo abbiamo perso le elezioni, ma abbiamo fatto tabula rasa di una certa sinistra inguardabile, affarista e ambiziosa. In questi cinque anni di opposizione faremo in modo che vengano alla luce le contraddizioni di questi Pagina 4

di Maurizio Spezzano affaristi. Intanto dovranno spiegarci da dove vengono tutti quei soldi che hanno speso nella settimana precedente le elezioni; intanto ci devono spiegare perchè i bambini sono stati portati ai Cerchi invece di fare lezione mercoledì; intanto ci devono spiegare perchè i lavori iniziati sono fermi, incluse strade e parco; intanto dovranno spiegare ai cittadini come faranno ad accontentare tutti gli appetiti dei neo consiglieri, incluso il fallito ex sindaco (sono due gli ex sindaci, indovinate quale?) che sbraita dai balconi, che fa tanto ventennio; intanto dovranno spiegare ai cittadini che fine farà quel programma elettorale che hanno presentato, incluso il rispetto per l’ambiente. Ho detto rispetto per l’ambiente? Forse mi sono sbagliato, quelli che parlavano di rispetto per l’ambiente eravamo noi. Mi sa che dovrò rileggere il loro bel programma patinato per riordinare le idee! Intanto e intanto gli faremo vedere come si fa l'opposizione. Mi permetto una libertà che esula dal gruppo: voglio ringraziare di cuore i 197 elettori che mi hanno gratificato con la preferenza, un risultato eccezionale che va oltre ogni più rosea previsione, secondo solo al fagocitatore uscente Galli. Voti arrivati senza essere entrato in nessuna casa e sfido chiunque a dire il contrario. Voti venuti da chi ha creduto in una politica diversa, fatta di passione, onestà, impegno e dedizione ai bisogni dei cittadini. E' un chiaro segnale di cambiamento e così sarà. Da consigliere di opposizione mi comporterò alla stessa maniera: metterò tutta la passione che posseggo per far rispettare le regole a chi di solito le calpesta. Non vi deluderò in nessun modo e farò una dura opposizione, così come mi è stato chiesto. Vi terrò sempre informati sui lavori del Consiglio comunale e non solo, saprete tutto sull'andamento amministrativo. Ringrazio di cuore tutti gli elettori e mi impegnerò a svolgere il mandato nel migliore dei modi possibili; se non lo faccio siete autorizzati da subito a darmi la sveglia con durezza. Una nota a parte merita Armando Zelli a cui va il nostro rispetto e la nostra ammirazione. E’ stato un leone che si è battuto senza sosta. Ci ha guidati e si è speso per tutti. Il suo impegno di certo non finisce qui. Sarà lui a farci capire nei particolari la macchina amministrativa e ad esserci di sostegno nei momenti di difficoltà. La sua onestà e la sua moralità saranno per noi un esempio da seguire. Ora al lavoro, ci aspetta un periodo di fatiche, ma anche di tante gratificazioni.


Anno 1, numero 16

23 giugno 2007

Vivere Labico news Speciale Primo Consiglio Nel segno della continuità Sabato 16 giugno 2007 è iniziato il nuovo corso dell’amministrazione comunale. Come ha tenuto a precisare il sindaco, la neoeletta amministrazione nasce nel segno della continuità. Nel bene e nel male, si potrebbe aggiungere. Soprattutto nel male, si potrebbe evidenziare. Già perché gli elettori hanno deciso di affidare l’incarico di risolvere i numerosi problemi che assediano Labico alla stessa compagine che quei problemi ha non solo creato, ma ha contribuito ad aggravare. Nulla esclude che riescano a combinare qualcosa di buono, ma le premesse non sono certo delle più confortanti. E la prima seduta del consiglio comunale ha indirettamente dimostrato le preoccupazioni di chi scrive. La pur numerosa presenza di cittadini, evidentemente interessati a vivere in modo partecipato la vita politica del paese, non è stata sufficiente a dare vita ad un vero momento di confronto democratico. Il sindaco si è limitato a leggere un intervento decisamente di circostanza, accompagnato dalla reiterata elencazione di tutte quelle opere che da tempo immemore (e quindi mai realizzate) compaiono sui programmi elettorali della maggioranza di governo. Anche la capogruppo della maggioranza si è limitata a poche parole di circostanza e gli unici che hanno cercato di dare vita ad un dibattito sono stati gli esponenti della minoranza, ai quali però il sindaco non ha ritenuto di dover replicare. Cercheremo di attribuire, per questa volta, le cause all’emotività del “primo giorno di scuola”, ma auspichiamo, per il futuro, che le argomentazioni e i rilievi dell’opposizione vengano presi nella debita considerazione, nel pieno rispetto dei Sommario: Nel segno della continuità

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Giunta Giordani: più deleghe per tutti

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Scuola e Salute: le mie prime interrogazioni

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I dettagli del Consiglio

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Considerazioni cattive sull’amministrazione nascente

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di Tullio Berlenghi ruoli di ognuno. Non resta che attribuire al “silenzio” susseguente alle nostre proposte il significato di “assenso” alle medesime e quindi non possiamo che aspettarci che, a partire dal prossimo consiglio comunale (che si terrà ancora di sabato, in ossequio alla nostra richiesta) verrà predisposta la registrazione audio della seduta e la sua diffusione con mezzi idonei al fine di consentire ai cittadini che non possono essere presenti in consiglio di essere informati sul dibattito politicoistituzionale e sulle scelte che riguardano la vita del paese. Inoltre ci aspettiamo che vengano costituite le commissioni consiliari, così come previsto dall’articolo 30 dello Statuto comunale. Nel frattempo sono uscite le “graduatorie” per i bambini ammessi (ma non era un diritto?) a frequentare la scuola di infanzia. Sono rimasti esclusi circa 40 bambini. 40 famiglie di Labico dal primo settembre avranno un problema in più. Superfluo ricordare che la responsabilità di tutto questo va attribuita a chi ha pianificato una crescita urbanistica e demografica senza tener conto che la locuzione “crescita demografica” non ha un significato positivamente astratto ma contiene in sé una complessa varietà di elementi di cui un’amministrazione responsabile deve tenere conto. Per dare un’idea si parla, tra l’altro, di persone, automobili, esigenze, problemi, servizi, rifiuti e, non ultimo, bambini. Bambini, con i loro bisogni, con i loro diritti. Come quello all’istruzione (articolo 34 della Costituzione). Bene, ad alcuni bambini questo diritto per il prossimo anno scolastico sarà negato. Alla faccia dei proclami elettorali dell’ex sindaco (“nessun bambino rimarrà fuori dalla scuola”) e delle granitiche certezze dell’attuale sindaco, tuttora convinto, a quanto sembra, che a Labico ci sia finanche un asilo nido comunale. Merita di essere citato uno slogan della maggioranza durante la campagna elettorale: “Solo chi conosce i problemi del paese può pensare di risolverli”. Ecco, appunto.


Vivere Labico news

Giunta Giordani: più deleghe per tutti Il primo passo ufficiale della Giunta Giordani nasce applicando rigorosamente il celeberrimo manuale Cencelli, in materia di spartizione di incarichi e poteri in una coalizione il cui principale collante non è certo la condivisione di un progetto politico, ma l’aspirazione a gestire un po’ della cosa pubblica e non necessariamente per fini degni di lode. Nasce così – a memoria d’uomo – la prima maggioranza in cui vi è una perfetta rispondenza tra ruolo di rappresentanza istituzionale (gli eletti) e ruolo di “governo” (giunta e consiglieri delegati). E’ come se – mutatis mutandis – un governo nominasse ministri e sottosgretari tutti i parlamentari eletti, in modo da poter dare ad ognuno quel contentino che in politica, si sa, rinvigorisce e rinsalda alleanze e coalizioni. Certo il contentino della delega ad un consigliere comunale è davvero poca cosa e l’inflazione di attribuzione di competenze a cui ha dato vita Giordani comporta un inevitabile svilimento del ruolo di consigliere delegato. Ma cerchiamo di analizzare il quadro complessivo emerso dalla distribuzione di incarichi e cerchiamo di caprine – qualora ce ne fosse una – la ratio. Comprensibilmente le materie giudicate di maggiore importanza, secondo la sensibilità politica dell’attuale maggioranza, sono state affidate agli assessorati. L’urbanistica è stata affidata a Remo Di Stefano, ma, per bilanciarne il potere, la competenza sui lavori pubblici (parte integrante dell’urbanistica nei piccoli paesi) viene affidata all’ex sindaco Alfredo Galli, al quale viene inoltre affidata con grande creatività la

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di Tullio Berlenghi

competenza sul progetto “Eiffel”. Attribuzione davvero singolare. E’ come dire che Di Pietro è ministro dei lavori pubblici e, che so, dell’adeguamento della Salerno-Reggio Calabria. Un nonsenso amministrativo. Altra materia di competenza dell’ex sindaco è quella sull’attuazione dei patti territoriali. Guarda caso. Da sindaco ha autorizzato un “patto territoriale” esattamente a casa sua, ovviamente in deroga agli strumenti urbanistici. E adesso, da vicesindaco e assessore (ai patti territoriali per l’appunto), si occuperà di curarne la concreta realizzazione. Non dubitiamo che assolverà all’incarico col massimo impegno. Al funambolo della politica locale, al secolo Giorgio Scaccia, l’incarico di tenere la contabilità comunale e di occuparsi degli affari sociali. Una delega che potremmo definire “pizza e fichi” per l’omogeneità delle competenze, ma anche in questo caso le doti acrobatiche del responsabile fanno pensare ad un’ottima scelta. Sull’assessorato di Prestipino nulla da eccepire: nulla di più logico di unire le competenze su attività produttive e Colle Spina nello stesso assessorato, tenuto conto del fatto che la zona industriale si farà esattamente a Colle Spina, come da variante al PRG adottata dalla maggioranza di cui Prestipino fa parte, con buona pace di chi in quel quartiere ci abita. Sulle deleghe è apprezzabile lo sforzo di fantasia per trovarne un congruo numero. Scuola e cultura sono ovviamente ai primi posti nei pensieri dei nostri amministratori e in qualche caso servono per indorare la pillola della mancata assegnazione di un assessorato “vero”, ma i maldipancia passano in fretta e ci si adegua senza troppa fatica alle direttive superiori. Per quanto riguarda le “briciole” merita una riflessione lo spezzettamento tra ben tre consiglieri di competenze riguardanti la tutela del territorio: sicurezza del territorio (e non è dato sapere sotto quale profilo), tutela dell’ambiente e protezione civile. Non solo quindi la più ampia categoria della tutela del territorio è considerata di rango inferiore, ma le sue competenze vengono spalmate in modo tale da perderne ogni logica gestionale e di coordinamento. Davvero un ottimo inizio.


Anno 1, numero 16

Scuola e Salute: le mie prime interrogazioni E’ vero quello del 16 giugno è stato un consiglio comunale di insediamento, quindi una vera cerimonia ma la sensazione che ho avuto è che regnava, tra le fila dei vincitori, un silenzio quasi dovuto. Mi riferisco ai neo assessori che a capo chino ascoltavano l’emozionatissimo neo Sindaco Giordani, quasi imbarazzati, un po’giù forse… ma ripeto è solo una sensazione. Noi dell’opposizione d’altra parte dovevamo subito far sentire la nostra voce. L’abbiamo fatto con assoluto senso del dovere e soprattutto con la responsabilità di dover rappresentare in consiglio comunale il 42% degli elettori che ci hanno votato e tutti quelli che non lo hanno fatto ma che già da adesso ci contattano per formulare all’attuale maggioranza diverse interrogazioni. Per quanto mi riguarda ho ritenuto corretto iniziare da subito ad interrogare il Sindaco, soprattutto per fargli notare che a volte le cose si possono risolvere anche in 5 minuti se c’è la voglia di farlo. Mi riferisco al consultorio familiare, di cui sono state trasferite le attività presso la struttura di Via Porta Napoletana a Valmontone, a causa di lavori assolutamente

di Danilo Giovannoli

giustificati. Ma ci vuole molto per trovare un locale in via temporanea, o attivare una convenzione con una farmacia o con un medico di base e garantire agli anziani di Labico ed ai neonati il servizio prelievi senza sbatterli di Luglio e di Agosto a Valmontone nel vecchio Ospedale? Credetemi queste sono cose importanti che toccano da vicino i cittadini. Spero che mi abbiano ascoltato, come spero abbia ascoltato il mio intervento il consigliere delegato alla pubblica istruzione, Nadia Ricci, la scuola nel nostro paese versa in condizioni a dir poco allarmanti, sono circa 40 i bambini che dovranno frequentare la scuola materna in altri paesi se pur residenti a Labico. Questo problema va affrontato seriamente, noi lo abbiamo detto e oggi possiamo riscontrarlo da vicino, non era demagogia quando sostenevamo che i servizi nel nostro paese non vanno al passo con l’incremento demografico, è un puro dato di fatto. La nuova gente va accolta garantendo loro i sevizi primari e la scuola, se permettete, è uno di questi. Comunque noi dell’opposizione ci saremo e faremo sentire la nostra voce, questo almeno è chiaro !!!!!

Dettagli del Primo Consiglio Assessori Galli Alfredo: assessore ai LL.PP., Patrimonio, Patti Territoriali e Progetto Eiffel; Vice sindaco Prestipino G. Vincenzo: assessore Attività produttive, Commercio, Trasporti e relazioni con Colle Spina Di Stefano Remo: assessore all’Urbanistica Scaccia Giovanni: assessore al Bilancio, Servizi Sociali Consiglieri delegati: Saviano Mariolina: Cultura, Sport, Turismo e Spettacolo Ricci Nadia: Istruzione Pubblica; capogruppo di Rinnovare per Labico Francesconi Giovanni: Protezione civile, e Informazioni Galli Luciano: Ambiente Giuliani Luigi: Sistema idrico e passaggio ATO2 De Martino Angelo: Salute Delle Cese Aldo: Controllo del territorio Commissione elettorale: Membri effettivi: Ricci, voti 6; Francesconi, voti 5 (maggioranza); Spezzano, voti 5 (minoranza). Membri supplenti: Giuliani, voti 6, Saviano, voti 5 (maggioranza); Giovannoli, voti 5 (minoranza).

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Vivere Labico news

Considerazioni cattive sull’ amministrazione nascente Che strano paese è Labico! E che strana amministrazione sta nascendo! Non poteva esserci battesimo più brutto di questo: un sindaco che colto dall’emozione (emozione?) non riesce a dire due parole a braccio, né leggere con scioltezza quanto risulta scritto su alcuni fogli; una maggioranza silenziosa e a capo chino che ascolta ma non dice nulla, perché deve tacere per ordine impartito; distribuzione di assessorati a cappella, come si dice dalle mie parti, senza un nesso logico ma con il chiaro obiettivo di fare solo affari; assessorati cruciali che in tutti i paesi normali, inclusi quelli in via di sviluppo, diventano prioritari e che a Labico spariscono per cedere il posto al Progetto Eiffel o ai Patti Territoriali o alle relazioni con Colle Spina. Di quali Assessorati si tratta? Ma diamine! quelli insignificanti di Istruzione Pubblica, Cultura, Sport, Turismo, Spettacolo, Ambiente. Quelli che non portano voti, così impara Danilo Giovannoli a mettersi con questi comunisti! Così imparano i genitori che si lamentano per la scuola e l’ampliamento! Così imparano quelli che non credono al fatto che Labico sarà come Parigi; impareranno anche quelli che da Roma si spostano da noi per l’aria pulita: cemento e polveri sottili, così imparate anche voi a romperci le palle co’ st’ambiente, a casa nei nuovi quartieri e muti, soprattutto muti! Vergogna! Aver barattato la scuola con i Patti Territoriali, con tutte le emergenze che in paese si contano per via dell’istruzione, diventa un modo per mettere la sordina al problema, che sparisce, non esiste più. Sono anni che diciamo che la scuola è il luogo privilegiato di crescita di ogni sana comunità, il posto per antonomasia del fare cultura. A Labico in un colpo solo si fa tabula rasa di questo importante settore, dimenticando che per colpa di questi signori il prossimo anno ci saranno quaranta bambini che resteranno fuori dalla scuola dell’infanzia, per non dire degli altri ordini scolastici, della fatiscenza degli altri plessi e delle aule sbilenche presenti in tutti gli ordini scolastici. Però, avremo l’assessorato alla torre Eiffel, cazzo! Un assessorato vero, il cui compito primario sarà quello di passare la carta abrasiva sul ferro arrugginito di un ritrovato (è proprio il caso di dirlo: un ritrovato) che a questo punto diventa ingombrante, ma che una volta lucido e verniciato, opera di nerborute braccia, farà concorrenza a Roma, a Parigi, a Berlino, perfino Londra dovrà inchinarsi davanti all’intelligenza del nostro assessorato alla Torre magica! Vuoi mettere l’unione di Bilancio e Servizi Sociali? Pagina 4

di Maurizio Spezzano

Cassar (presidente del centro anziani ndr), mo’ so’ cazzi tua! Niente più cornetti da parte dell’amministrazione, e se vuoi i soldi devi aprire partita iva, sennò niente. Ci ho scherzato su, ma c’è poco da ridere. Una comunità seria si fa un esame di coscienza davanti a questi fatti, soprattutto chi in buona fede li ha votati, quelli in malafede godono come cinghiali. Qualcuno potrebbe obiettare che hanno dato le deleghe, però. A questo qualcuno vorrei rispondere con un esempio: una cosa è fare il caporeparto in un’industria, altra è essere un dirigente. Nello specifico, una cosa è l’assessore che ha capacità economica e decisionale, altra cosa è un consigliere delegato che non conta un’emerita cippa e che non può decidere nulla, né muovere i piccioli, i soldini. Noi come opposizione, se la partenza è questa, ma anche se non fosse questa, gli daremo filo da torcere, nel senso vero del termine, non faremo sconti di nessun tipo. Abbiamo già rimarcato all’unisono, in questo primo Consiglio Comunale, la distanza da questi affaristi e continueremo a farlo anche in futuro. Intanto abbiamo chiesto l’applicazione dello Statuto, cosa che a Labico non è stata fatta, abbiamo chiesto l’istituzione delle Commissioni consiliari, come previsto; abbiamo chiesto che i Consigli si tengano di sabato in modo da avere la maggiore partecipazione possibile; abbiamo chiesto che le sedute vengano registrate e messe a disposizione dei cittadini, per giudicare e valutare i comportamenti dei consiglieri. Tutto questo lo abbiamo fatto verbalizzando le nostre richieste e presentando richiesta scritta al Sindaco, che dovrà provvedere e riformulare gli ordini del giorno, come da Statuto, che dalle prime battute è parso chiaro che loro non conoscono, perché le regole non le hanno mai rispettate. Il gioco è finito e noi siamo intenzionati a fare la nostra parte di oppositori, ma sul serio. Ci sentiamo investiti di una responsabilità vera da parte dei cittadini, di tutti, anche da coloro che hanno scelto l’altra lista, ma che guardano a noi con la certezza che sapremo vigilare. Noi lo faremo in nome di tutti e non solo dei 1316 elettori che hanno scelto noi; non faremo l’errore del sindaco Giordani che si è ricordato di ringraziare solo i suoi elettori, dimenticando che il Sindaco, finite le elezioni rappresenta tutta la comunità, anche chi ha deciso di fare una scelta diversa. Evidentemente non sono abituati a guardare a tutti, ma solo ai loro. Questo si chiama affare e non corretta amministrazione.


Anno 1, numero 17

26 luglio 2007

Vivere Labico news Lo “stile” della continuità Più di una volta, durante il periodo in cui si stava lavorando alla predisposizione di una lista da contrapporre a quella dell’attuale maggioranza, ho sentito dire che essere eletti in consiglio comunale aveva un senso solo stando nella compagine dei vincitori, dichiarando in modo più o meno esplicito l’inutilità del ruolo dell’opposizione. Certo, soprattutto con questo sistema elettorale, è difficile concorrere alle scelte amministrative, perché il potere contrattuale è sicuramente molto modesto, ma io non lo considero certo un limite, tutt’altro. Mi sembra anzi di poter dire che la legge elettorale per i comuni, sotto questo aspetto, dia le necessarie garanzie di “governabilità” di cui hanno bisogno tutti gli organi elettivi, a qualunque livello territoriale e fino ad arrivare al Parlamento. Un meccanismo che esponga la maggioranza ad una trattativa continua con l’opposizione per ogni atto amministrativo mi sembrerebbe molto criticabile e potrebbe dare vita ai famigerati e tanto vituperati “inciuci” che quasi sempre hanno portato più danni che benefici. La netta distinzione dei ruoli mi sembra che possa dare il giusto equilibrio agli assetti amministrativi. Non mi interessa quindi concorrere alla formazione delle scelte, ma mi interessa soprattutto svolgere quel compito per il quale siamo stati eletti. Il compito è senza dubbio quello di formulare comunque proposte, di suggerire modifiche e integrazioni, ma è soprattutto il ruolo di controllo sull’attività degli amministratori. Un controllo che troppo spesso in passato non è stato svolto con adeguato senso di responsabilità e altrettanto spesso è accaduto che i consiglieri dell’opposizione siano stati ben lieti di poter sedere al tavolo delle decisioni insieme alla maggioranza. Cosa significa però “controllare” l’operato della maggioranza? In che modo questo potrà incidere sull’interesse della collettività? Intanto è importante lavorare ad alcuni degli obiettivi che ci eravamo dati in campagna elettorale. Non potendo noi garantire quella “buona amministrazione” che rappresentava indubbiamente uno dei nostri propositi, ma che, con questi amministratori, mi sembra di difficile realizzabilità, ci impegneremo soprattutto in due settori chiave del rapporto tra la politica e i cittadini: l’informazione e la trasparenza. Una trasparenza che i nostri amministratori temono in modo imbarazzante e un’informazione che non sanno o non

di Tullio Berlenghi vogliono dare, visto che si limitano al “minimo sindacale” previsto dalla normativa in materia. Ovviamente non disponendo degli strumenti e del personale abbiamo bisogno di organizzarci al meglio, ma il nostro proposito è quello di dare la possibilità a tutti i cittadini di sapere “cosa” viene deciso nel palazzo, “come” viene deciso, qualche volta ci chiederemo “perché” viene deciso (non la motivazione ufficiale, ma cercheremo di capire se ce ne sono altre, non necessariamente limpide), ci chiederemo anche “quanto” costeranno le scelte alla collettività e se il costo sarà congruo. Insomma ci faremo un sacco di domande e – qualche volta – avanzeremo anche delle ipotesi sulle risposte. Nel frattempo assistiamo ad un’amministrazione che viaggia nel “segno della continuità” e non mi sentirei di definirlo un complimento. Il (formalmente) sindaco non dispone ancora di una stanza e sul sito web del Comune il sindaco risulta essere ancora Alfredo Galli in una stridente confusione tra forma e sostanza. Il grande fermento di opere pubbliche preelettorali ha lasciato il posto alla abituale inerzia amministrativa. L’estate labicana si concentrerà, come sempre, esclusivamente sui festeggiamenti di San Rocco. Mentre sono partite le liste di proscrizione, rese celebri dal dittatore romano Lucio Cornelio Silla. Grazie infatti ad un escamotage regolamentare l’assessore ai servizi sociali ha pensato bene di commissariare il centro anziani, una realtà autonoma e indipendente e che grazie all’impegno alla dedizione del suo presidente stava svolgendo al meglio la sua funzione di punto di riferimento per una importante fascia sociale della popolazione. Pietro Cassar è una persona onesta e motivata, è stato democraticamente eletto presidente solo pochi mesi fa e gode della stima e della fiducia della stragrande maggioranza dei soci del centro. E’, in tutta evidenza, un personaggio scomodo proprio per la sua autonomia di giudizio e c’è chi avrà pensato che sia meglio liquidarlo e sostituirlo con qualcuno più facilmente controllabile. Che poi la rimozione sia avvenuta con procedure al limite della correttezza è un fatto che attiene allo “stile” dell’attuale amministrazione. Anche lo stile, a quanto pare, è “nel segno della continuità”. Una continuità però che non vale per l’opposizione, che - su questa, come su molte altre questioni - avrà diverse cose da dire. E lo farà con tutti gli strumenti che consente la democrazia.


Vivere Labico news

Arroganze Quando la debolezza si tinge di prepotenza e l’ignoranza di arroganza di Maurizio Spezzano Vi racconto due fatto in uno, visto che il protagonista è sempre lo stesso: il centro anziani e indirettamente il suo presidente. Prima puntata. Nel consiglio ultimo, quello del 16 giugno 2007, il Consigliere di opposizione Danilo Giovannoli, faceva osservare, a ragione, ai muti consiglieri di maggioranza, che il consultorio era stato chiuso e non si era provveduto per tempo a trovare un luogo provvisorio dove effettuare le stesse prestazioni, prelievo del sangue, vaccinazioni, ecc. Suggeriva, pertanto, sensibile al problema degli anziani e dei bimbi, di utilizzare in convenzione con qualche medico condotto o con la farmacia, qualche spazio ambulatoriale, idoneo per le prestazioni. Aveva anche menzionato il centro anziani, ma solo per il tempo necessario affinché si mettesse a posto il luogo deputato: il consultorio. La nostra sempre addormentata amministrazione, quasi incredula della grande possibilità, ha preso la palla al balzo: ha comunicato al presidente del centro anziani l’esproprio definitivo di due stanze e un bagno da adibire a consultorio, attribuendo però la responsabilità al consigliere di opposizione che aveva lanciato la proposta. Si dà il caso che la proposta di Giovannoli non era questa, e si ridà il caso che il centro anziani, unico spazio di aggregazione funzionante in questo malato comune, conta oggi 399 soci e lo spazio interno non è sufficiente ad espletare interamente tutte le attività da svolgere. Immaginate cosa succederà in inverno, quando la maggioranza dei soci si troverà a dover fare i conti con il poco spazio interno rimasto e un unico bagno per entrambi i sessi! Perché allora questa scellerata scelta? Semplice! Si vuole indebolire in questo modo chi si batte per migliorare ancora di più la struttura e indirettamente Pietro Cassar, che svolge le mansioni di presidente coraggioso e mai domo del centro in questione, colui, cioè, che durante la campagna elettorale ha avuto il coraggio di spedire al mittente i vassoi ci pasticcini inviati per accattivare le intenzioni di voto degli anziani, come se la loro dignità avesse lo stesso prezzo di un bigné alla crema o alla panna. Il vero motivo è l’incapacità di costoro di programmare un futuro per tutti. Quando in campagna elettorale abbiamo sostenuto la necessità di adeguare gli spazi di aggregazione in pochi ci hanno creduto; quando il vescovo di Palestrina è venuto in visita pastorale è rimasto sorpreso dalle attività svolte dal centro anziani; Pagina 2

quando Danilo Giovannoli ha posto il problema del consultorio lo ha fatto perché sensibile al problema degli anziani e perché svolge con intelligenza il suo lavoro nella sanità. Non ci sono altri motivi, se non la cacciata di Pietro Cassar dal centro anziani, perché finalmente e dopo molto tempo c’è un presidente vero, che non prende ordini e non è il megafono di questa sfasciata amministrazione. Questo è un atto prepotente ed arrogante, che serve a mascherare la realtà: vendicarsi di chi ha mostrato di avere una testa a saperla far funzionare, che non si piega al potente di turno, perchè conoscendo Pietro, sono convinto che avrebbe avuto lo stesso comportamento se ci fossimo stati noi ad amministrare. Piuttosto che rompere le scatole ai soci del centro anziani togliendo spazi e limitando l’autonomia del suo presidente, il sindaco si occupasse della sua mancanza di spazio visto che il vicesindaco attuale, ma sindaco uscente, continua con ostinazione ad occupare abusivamente una stanza non sua. Questo sì che necessita di sfratto. Seconda puntata. Lunedì 9 luglio, la ditta che ha in appalto la realizzazione del campo di bocce del centro anziani, con un atto arrogante e prepotente ha pensato bene di entrare nello spazio in questione tranciando di netto la catena che tiene legato il cancello, senza peritarsi minimamente di chiedere le chiavi né al comune, né, cosa più logica, al presidente del centro anziani, che tra le altre cose abita a pochi metri dal centro. Alle proteste del presidente, in tono ancora più arrogante, l’esecutore materiale del gesto si è vantato di non dover chiedere niente a nessuno. Messi sull’avviso i responsabili del comune, non è successo nulla, se non il silenzio. Che cosa sarebbe successo se, ad esempio, un muratore che sta facendo dei lavori a casa mia, decide, in mia assenza di rompermi la porta per entrare e continuare il lavoro? Come minimo lo denuncio per violazione di domicilio e scasso, oltre che tentato furto. Chi deve entrare in qualsiasi casa, deve chiedere il permesso, avvisando eventualmente della sua venuta, soprattutto se non è un frequentatore abituale, cosa appunto che non ha fatto l’appaltatore in questione. Sarebbe stato normale che questo signore avesse avvisato per tempo il presidente del centro anziani della sua venuta, in modo da predisporre per tempo come organizzarsi. Credo che questo sia la cosa più ovvia del mondo. Da noi invece


Anno 1, numero 17

no. Questi signori con la cazzuola in mano da noi si sentono i padroni del mondo, pensano di poter fare quello che vogliono, si sentono invincibili e disposti a calpestare ogni regola. La storia labicana ce lo insegna: molti di questi hanno costruito in barba a tutte le regole con la complicità di chi avrebbe dovuto controllare, non hanno mai rilasciato i certificati idonei all’abitabilità, non hanno terminato le opere di urbanizzazione, si sono dimostrati arroganti a sbruffoni in tutte le occasioni utili. Non ultimo, in occasione del consiglio comunale del 16 giugno, quando, dal fondo della sala, un signore che si crede Dio, applaudiva ironicamente alle mie parole, come a

voler dimostrare la sua invincibilità. Poveraccio! Qual è la morale di questi due fatti? La doppiezza. Essere forti con i deboli e deboli con i forti: fare la voce grossa con gli anziani e poi lasciar correre che un pinco pallino qualsiasi mostri la sua arroganza contro la cosa pubblica. Noi, se avessimo vinto, come minimo gli avremmo tolto l’appalto, giusto per ripristinare le regole del vivere civile. Con questi amministratori, invece, gente così, fa carriere, nel senso che forse vinceranno altri appalti, in barba al rispetto e al diritto. Che mondo rovesciato!

Il lavoro dell’opposizione A più di un mese dal primo Consiglio Comunale labicano, l’opposizione ha già fatto sentire la propria voce. Molte le interrogazioni presentate in Comune durante questo periodo, alcune delle quali derivate da una richiesta diretta da parte di cittadini, e che verranno discusse nel prossimo ed imminente Consiglio Comunale. I temi toccati sono vari: da problemi specifici come quello del parcheggio di Via Ficoroni - per il quale dopo l’interrogazione sono tempestivamente iniziati i lavori di ristrutturazione e messa in sicurezza - alla mancanza cronica di una biblioteca comunale; dall’estate labicana alla scarsa attenzione per le politiche giovanili; dall’aumento apparentemente ingiustificato della Tarsu fino all’assenza dei dossi in Via L. da Vinci e in altre strade del centro del paese (Via Puccini, Via dello Sport….) - una “garanzia” di sicurezza fondamentale vista l’alta frequenza di bambini e di residenti ma che dopo gli ultimi lavori di rifacimento del manto stradale sembra essere stata abbandonata. Infine, attenzione particolare merita l’interrogazione sui trasporti, presentata in questi giorni e che rimanda alla situazione di Labico nell’ambito del Consorzio per il Trasporto Pubblico Locale. Il lavoro dell’opposizione è dunque iniziato e procede nella sua attività di sensibilizzazione dell’amministrazione circa i problemi del paese e di sollecitazione per la loro tempestiva risoluzione.

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Vivere Labico news

IL GRUPPO CONSILIARE CAMBIARE E VIVERE LABICO ESPRIME PROFONDA SOLIDARIETA’ AL PRESIDENTE DEL CENTRO SOCIALE ANZIANI PIETRO CASSAR

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Anno 1, numero 18

10 agosto 2007

Vivere Labico news Speciale Consiglio

Il fardello della democrazia L’attività vera e propria del consiglio comunale è finalmente iniziata. A ben due mesi dalle consultazioni elettorali e con il solo consiglio di insediamento – caratterizzato in tutta evidenza dalla formale assunzione del mandato elettorale da parte di tutti i consiglieri e dalla presentazione della giunta al consiglio stesso e ai cittadini – ad interrompere una preoccupante assenza di attività istituzionale, in data 3 agosto 2007 il sindaco ha finalmente convocato il primo consiglio comunale in piena regola. Un consiglio che, di conseguenza, proponeva un ordine del giorno particolarmente nutrito, sia in termini quantitativi (ben 11 i punti previsti) sia in termini qualitativi: cosette di poco conto come il rendiconto di bilancio, l’assestamento di bilancio e problemi irrilevanti, come l’istruzione, l’urbanistica e via dicendo. In effetti i nostri amministratori erano ben convinti di poter chiudere l’esame di tutti i provvedimenti entro mezzogiorno e poter correre a pranzo o ad altri non meglio definiti impegni. La tecnica, ampiamente consolidata nei passati anni di amministrazione, consiste in questo: si legge il punto all’ordine del giorno, il sindaco o l’assessore competente descrive approssimativamente la questione, si tollera un breve intervento dell’opposizione, non viene minimamente presa in considerazione la possibilità che un esponente della maggioranza intervenga, si procede al voto (nessun dubbio sull’approvazione) e poi si passa al punto successivo. Nel giro di un paio d’ore tutti a casa contenti e soddisfatti! Vuole il caso però che come consiglieri d’opposizione, eletti nella lista “Cambiare e Vivere Labico”, intendiaSommario: Il fardello della democrazia

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Le mezze risposte alle nostre interrogazioni

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Il tesoretto labicano

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Festa Revival anni ‘70 e ‘80

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di Tullio Berlenghi mo svolgere il nostro ruolo nel massimo rispetto delle istituzioni e dei nostri elettori. L’abbiamo dichiarato subito dopo il risultato delle votazioni, l’abbiamo ribadito al consiglio di insediamento e il 3 agosto abbiamo iniziato a mantenere fede agli impegni assunti. Non ci siamo quindi accontentati delle superficiali spiegazioni in merito fornite dall’assessore Scaccia sulle questioni relative ai documenti di bilancio – che rappresentano il modo in cui le amministrazioni investono le risorse pubbliche – e abbiamo chiesto chiarimenti e delucidazioni. Questo ha creato un po’ di malcontento nella maggioranza, i cui esponenti sostenevano che non era quella la sede più adatta per chiedere spiegazioni. Abbiamo fatto notare che la mancata costituzione delle commissioni consiliari – a cui è affidato il compito di istruire i provvedimenti – è esattamente la ragione per cui ci siamo ritrovati nella condizione di dover chiedere lumi su numerose questioni in sede di consiglio. Il sindaco ha assunto così l’impegno di far costituire le commissioni consiliari. Ne prendiamo atto e aspettiamo fiduciosi. La variante al bilancio è stata l’occasione per porre alcune questioni su come vengono gestite le risorse e per segnalare, ad esempio, la scarsa efficienza di un’amministrazione che spende 35mila euro all’anno per un servizio come la biblioteca, di cui non sono stati in grado di dirci se funziona e quanti siano i fruitori. Ho ipotizzato (con una larga approssimazione per eccesso) che vengano dati in prestito 30 libri al mese (ma non ne viene dato neppure uno, visto che non è stata ancora fatta la catalogazione!) e che, di conseguenza, ogni prestito costerebbe all’amministrazione 100 euro. Con queste cifre al comune conviene prendere le ordinazioni per telefono, andare a comprare i libri e portarli in taxi ai richiedenti: si risparmierebbe sicuramente. Un’altra critica è stata fatta su una delibera che prevede un impegno di spesa (peraltro non quantificato) con cui Segue a pag 2...


Vivere Labico news

si affida ad un legale il recupero di somme per interventi di opere da realizzare con somma urgenza. L’ordinanza che prevede le suddette opere è datata 23 maggio 2007. Quattro giorni prima delle elezioni. La somma urgenza è riferita a richieste risalenti al 2005. E tra le opere improcrastinabili ci sono anche panchine ed alberi. Di fronte alle chiare perplessità espresse, il vicesindaco (sindaco ai tempi dell’ordinanza) non ha saputo fare altro di meglio che dichiarare di non aver letto l’atto. Non è per nulla rassicurante sapere di avere un amministratore che non legge quello che firma e che viene pagato con i soldi di tutti. Speriamo che il sindaco attuale sia più attento agli atti che gli vengono sottoposti. Altra questione sollevata durante l'esame della variazione di bilancio è stata quella della mancanza di rispetto degli impegni assunti dall'amministrazione nei confronti dell'associazione Bambini senza Frontiere, un'associazione che sta svolgendo egregiamente un ruolo di supplenza rispetto all'inerzia del comune per quanto concerne le attività per i bambini e i ragazzi e a cui l'amministrazione aveva garantito un finanziamento di 4000 euro per l'organizzazione del campo scuola estivo, unica possibile attività per bambini e ragazzi. Finanziamento che, per imprescrutabili ragioni, era stato di fatto "dimezzato" negando agli interessanti la corresponsione della seconda tranche delle erogazioni previste. Le nostre rimostranze e l'assoluta indifendibilità della decisioni hanno riportato l'assessore Scaccia a più miti consigli e ad asscurare che il finanziamento verrà corrisposto nella sua interezza. Altra questione di grande interesse è quella della scuola. Con un’unica – e a dir poco tardiva – delibera l’amministrazione comunale, che ha declassato scuola e cultura al punto da non ritenerli meritevoli di un vero e proprio assessorato, ha pensato bene di scaricare i propri sensi di colpa con una generica disposizione in cui in buona sostanza si auspica l’autonomia scolastica, il tempo pieno e una nuova sezione per la scuola d’infanzia. Abbiamo cercato di spiegare che l’impulso dell’amministrazione è importante, ma che alcune questioni non attengono direttamente alla sfera di competenza del comune e sono pertanto necessari: 1) Segue dalla prima...

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un’interlocuzione con i soggetti responsabili 2) che questa avvenga in tempi “utili”, altrimenti si rimane nell’ambito dei buoni propositi, poco adatti a risolvere le esigenze delle famiglie. In particolare per quanto concerne la nuova sezione della scuola d’infanzia sia il sindaco sia il consigliere comunale con delega hanno ammesso che c’erano delle difficoltà a dare a tutti i bambini la possibilità di frequentare la scuola. Quando abbiamo fatto presente che l’attuale vicesindaco in campagna elettorale aveva solennemente dichiarato che “nessun bambino sarebbe rimasto fuori” è intervenuto egli stesso per ribadire con forza il concetto. Al che il sindaco, tra il contraddire il suo vice e contraddire sé stesso, ha optato per la seconda soluzione e ha confermato le parole del vicesindaco: “nessun bambino rimarrà fuori dalla scuola”. Spero che siano consapevoli dell’importanza di questa assunzione di responsabilità. L’ultimo punto affrontato – quando ormai parte della maggioranza stava dando chiari segni di nervosismo – riguardava l’approvazione di uno schema di convenzione relativo al piano particolareggiato della vecchia zona produttiva. Una questione complessa, di cui era decisamente necessario conoscere i contenuti, tenendo conto dell’impatto che le scelte urbanistiche – soprattutto se attengono alla localizzazione di insediamenti produttivi – comportano per i cittadini. Eppure con la straordinaria superficialità che contraddistingue la maggioranza è stato posto all’ordine del giorno questo punto senza prevedere l’esame della commissione consiliare competente (in quanto mai costituita), con pochissimo tempo per esaminare la documentazione e senza la partecipazione in consiglio né del tecnico comunale né dell’assessore competente (“motivi personali” l’imbarazzata versione ufficiale). Dopo un primo tentativo di forzare i tempi per l’approvazione dell’atto, il sindaco ha deciso che forse era più opportuno rinviare il punto al prossimo consiglio comunale. Con la consapevolezza che ci si può sottrarre al confronto in campagna elettorale, ma in consiglio comunale le regole della democrazia non possono essere né ignorate né dimenticate e noi, di Cambiare e Vivere Labico, le conosciamo e ce le ricordiamo bene. T.B.


Anno 1, numero 18

Le mezze risposte alle nostre interrogazioni

di Benedetto Paris

Dal giorno dell’insediamento in Consiglio comunale sembra che in ottobre avremo novità. Staremo a vedeabbiamo presentato 8 interrogazioni consiliari a cui re. ancora non abbiamo ricevuto risposta. Diligentemente Altra interrogazione su cui si sono dissipate le nuvole è era prevista la loro discussione nel consiglio comunale quella sul campus per i giovani saltato per questa estadi venerdì, ma questo punto era tra quelli rinviati. Co- te. E’ stato ammesso dall’Ass. Scaccia e dalla Delegata munque, tra incontri con i tecnici comunali e mezze Saviano che il campeggio è saltato per un mancato imrisposte date in Consiglio comunale, su molte delle pegno nella fase di preparazione e, così hanno riferito, questioni “interrogate” ne sappiamo di più e qualche per la mancata disponibilità di molti dei passati animafrutto è già stato prodotto. tori. Insomma per le loro deficienze i ragazzi non hanInnanzitutto dopo l’interrogazione sullo stato di degra- no avuto nemmeno l’unica attività a loro rivolta. Tra do e insicurezza del Parcheggio in Via Ficoroni sono l’altro abbiamo scoperto che non esiste un capitolo per iniziati i lavori e finalmente i muri di protezione sono le politiche giovanili e che i 16.000 euro per il campegstati “armati”ed alzati. Rimane certo la volontà di capi- gio non andranno investiti per qualche servizio a sostere che fine hanno fatto i soldi per realizzare la pavi- gno dei giovani, ma per una inutile quanto effimera mentazione e come si voglia inserire nel contesto del gita a Praga prevista settembre. centro storico il parcheggio, che non può certo rimane- Ultima interrogazione su cui abbiamo ricevuto risposta, re di “cemento e blocchetti”. ma dai tecnici stavolta, è quella sulla notifica di 5 euro Interrogazione importantissima è stata quella sulla bi- per la Tarsu. Il costo della notifica, che diventa così blioteca, non a caso la prima ad essere presentata. In- ulteriore balzello, è dovuto al fatto che nanzitutto bisogna dire che la biblioteca da due anni e l’Amministrazione non ha rivisto in tempi utili, come mezzo non è consultabile perché manca la catalogazio- necessario, la convenzione per la riscossione e così, ne dei libri e che da un anno e mezzo, grazie al Consor- direttamente ai cittadini è stata applicata la procedura zio i Castelli della Sapienza, ci sono 10 computer, con- più dura e stringente, che prevede appunto la notifica nessi ad internet, a disposizione dei cittadini. Abbiamo della ricezione della richiesta di pagamento della Tarchiesto cosa si intenda fare per riaprire a servizio effet- su. Se si fosse adeguata la convenzione al decreto Bertivo la biblioteca e se non sia il caso di organizzare cor- sani, oggi i cittadini riceverebbero una comunicazione si e pubblicizzare la disponibilità dei computer suddet- e solo in caso di mancato pagamento la successiva noti. Intanto abbiamo conosciuto i capitoli di bilancio che tifica. Inoltre è emerso che la società che cura la riscosriguardano questa “struttura fantasma”. Ad oggi 28.000 sione utilizza elenchi anagrafici vecchi di venti anni e euro vengono spesi per il personale che la tiene aperta, così a molti cittadini non arriva la richiesta di pagamentre 4000 sono il costo del servizio mento, con il rischio, anzi la reale possibilità, di finire (presumibilmente internet, elettricità e varie) e nessun poi tra i morosi. Alla faccia delle casse del comune e centesimo è previsto per acquisto di materiale o per del portafoglio dei contribuenti! investimenti. Nell’ultimo Consiglio ci è stato detto che è intenzione far partire una Per qualsiasi informazione, per unirvi a noi sorta di biblioteca multio soltanto per saperne di più… mediale, ma non capiamo www.viverelabico.com - www.cambiarelabico.splinder.it con quali fondi, visto che www.tullioberlenghi.it non un centesimo è stato Info viverelabico@libero.it cambiarelabico@tiscali.it aggiunto con la variazione cell. 3208597261 - 3283789894 - 3394502525 del bilancio. Per i corsi Pagina 3


Vivere Labico news

Il Tesoretto Labicano 185.000 euro di entrate in più. Questo è il tesoretto del nostro paese. Una somma dovuta non a particolari servizi o attività dell’Amministrazione, ma al forte aumento delle entrate previste dall’Addizionale Irpef (+ 50.000 euro), dai condoni (circa 50.000euro) e dalle concessioni edilizie (+ circa 25.000 euro) e dagli usi civici (40.000 euro vincolati ad opere sulle aree rurali). 185.000 euro, di cui 70.000 da poter ridistribuire sui vari capitoli di bilancio senza vincoli e per i più semplici interventi (sui capitoli di spesa corrente, per i tecnici), sono una cifra importante, che può permettere nuove azioni e servizi se fosse spesa in questo senso. E invece no. Se l’Amministrazione “azzecca” gli interventi in investimenti (la famosa quota capitale), con 11.000 euro per l’acquisto di attrezzature scolastiche e soprattutto € 40.000 per la palestra, che si sommano ai 75.000 avuti grazie all’interesse dell’opposizione di Labico; poco condivisibili sono le scelte effettuate per gli altri 70.000 euro. Infatti l’Amministrazione spende 16.000 euro per spese “generali di funzionamento” e altri capitoli troppo generali per capire a cosa effettivamente corrispondano e quanto siano necessari. Per non parlare dell’ulteriore aumento di 1000 euro di fondi per il centro anziani, ora che è stato tolto Cassar dalla presidenza, o dello sdoppiamento dei capitoli di bilancio per la manutenzione dei parchi e degli spazi pubblici, per cui già ci sono convenzioni con esterni per cui il comune, nel caso della manutenzione del verde pubblico, paga 41.000 euro all’anno e non si capisce perché ci siano per questo fine ulteriori 4.000 di finanziamento. Sia chiaro: la questione non è il maggior finanziamento di un servizio piuttosto che un altro. Il problema è che il tipo di scelte fatte denota le priorità politiche dell’amministrazione, sia per dove mette i soldi in più sia per dove non li mette. E qui sta il punto. Le deficienze dell’attuale bilancio sono molte e grandi, a partire dalle esigue risorse per i fondi alle associazioni (solo 15.000 euro) e soprattutto l’assenza totale di fondi per lo sviluppo, il turismo, l’attività produttive, le politiche giovaPagina 4

di Benedetto Paris nili e la biblioteca. Quest’ultima poi è un caso a sé con i 28.000 euro per il personale e l’assenza di fondi per acquisto del materiale e l’impossibilità di usufruire del servizio. Dei 70.000 euro di maggiori entrate disponibili neanche un centesimo si è spostato su questi capitoli. Ed è da queste assenze, per non parlare di spostamenti dal chiaro odore elettorale o a copertura di lavori svolti in campagna elettorale. Insomma è una variazione di bilancio che non soddisfa le vere esigenze del paese e non copre i buchi veri dell’attuale bilancio. Per questo abbiamo votato contro.


Anno 1, numero 19

22 settembre 2007

CAMBIARE E VIVERE labico news La “sinistra”, il lavoro e il diritto alla salute Pubblichiamo qui di seguito la versione integrale

rimento ai costumi, alle usanze e alle consuetudini di 50

dell’intervento di Tullio Berlenghi, scritto in risposta ad

o 100 anni fa potrebbe risultare fuorviante. In un passato

una lettera pubblicata dal quotidiano Cinque nella quale

non troppo lontano si usava il carbone per il riscalda-

si affrontano diverse questioni riguardanti l’operato

mento domestico e nessuno se ne preoccupava. Peccato

dell’opposizione labicana.

però che fossero molto diffuse patologie respiratorie e l’insorgenza di gravi e mortali malattie, delle quali è sta-

“Ho letto con molta attenzione la lettera-articolo di criti-

to poi accertato il nesso di causalità con l’inalazione del-

ca all’operato dell’opposizione nel consiglio comunale di

le polveri di carbone. I dirigenti Enimont ostentavano

Labico e credo meriti una risposta.

sicurezza e tranquillità a proposito delle emissioni inqui-

Il riferimento alla categoria della “sinistra” mi è sembra-

nanti del petrolchimico di Marghera. Sono morte 157

to piuttosto temerario visto che tra le righe si intuisce che

persone per l’esposizione ai vapori di cloruro di vinile

l’iniziale appartenenza ideologica alla sinistra dell’autore

monomero. In Puglia la Fibronit ha dovuto chiudere, do-

si è via via affievolita per transitare in tutta evidenza ver-

po che la sua attività di lavorazione dell’amianto aveva

so altri lidi. Niente di male: personaggi autorevoli come

causato 380 morti, tra lavoratori ed abitanti della zona,

Bondi e Ferrara hanno fatto la medesima scelta con gran-

per mesotelioma pleurico. Il progresso non si misura solo

de convinzione. Ma la temerarietà sta soprattutto nella

dalla capacità di inventare e costruire nuovi prodotti e

sostanziale confusione con cui si fa riferimento alla sini-

nuovi materiali, ma anche da come si riesce a trovare un

stra, che, non solo non può essere “interpretata” a secon-

punto di equilibrio tra le esigenze produttive e quelle – a

da delle convenienze, ma che - mentre il mio detrattore

mio avviso decisamente più importanti, ma io ho il difet-

era alla ricerca di nuovi punti di riferimento politico-

to di essere di sinistra – della salute dei cittadini. Anche a

ideologici - ha avviato un difficile percorso di analisi e di

Labico le cose sono cambiate negli anni. Fino a qualche

ricerca dei propri valori e dei propri principi. Possiamo

decina di anni fa, in prossimità delle abitazioni venivano

dire che è maturata. Possiamo dire che è cresciuta. Così

allevati suini e bovini. Poi un giorno si è pensato che,

come è maturata e cresciuta l’intera società e lo stesso si

alla luce di una mutata sensibilità sociale, alcune attività

può dire per la coscienza civica di molti (anche se forse

(peraltro non particolarmente nocive, ma semplicemente

non di tutti). Sono cresciute le conoscenze e le compe-

“fastidiose”) erano incompatibili con il rinnovato modo

tenze ed è aumentata la consapevolezza degli effetti sulla

di vedere la qualità della vita. Alcune norme di tutela

salute e sull’ambiente di molte attività antropiche. Il rife-

ambientale e sanitaria sono sicuramente più recenti della bottega del fabbro ferraio e anche dell’Enichem o della Fibronit, ma ciò non toglie che non siano state frutto di

Sommario: La “sinistra”, il lavoro e il diritto alla salute Labico ha bisogno di un’identità… magari di una centro

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Democrazia labicana Scuola. Quando l’opposizione indirizza l’azione di governo

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attente valutazioni e scelte, con il chiaro obiettivo di tutelare i cittadini. E dovrà quindi essere l’Enichem ad adeguarsi non viceversa. Vorrei sottolinea- Segue a pag 2…


CAMBIARE E

Segue da pag 1…

re che, quando si parla con una cor- di prendere una posizione (ed è lui ad avere la responsaretta impostazione “di sinistra”, il bilità delle scelte che l’amministrazione adotta) ed ha

valore da difendere non è il “lavoro”, in se, ma il lavora- contestualmente chiesto agli organismi di controllo di tore in quanto individuo ed è anche a sua tutela che sono esprimere le proprie valutazioni in merito. Qualora state varate norme come il testo unico per la sicurezza l’inerzia del sindaco dovesse proseguire saranno loro ad dei lavoratori (d.lgs. 626/94) del quale abbiamo chiesto occuparsene. Sempre nell’interesse dei cittadini. il rispetto con la nostra interrogazione.

Riguardo ad altre parti della lettera non proprio attinenti

In ogni caso, per tornare all’interrogazione posta dal alla questione replico molto brevemente. 1. Non si capigruppo consiliare Cambiare e Vivere Labico, la questio- sce perché si debba attribuire al sottoscritto la responsane è molto semplice e qualunque amministratore che bilità per violazioni di cui è a conoscenza l’autore della abbia a cuore il benessere collettivo la dovrebbe affron- lettera: è suo dovere di cittadino denunciare eventuali tare facendo una valutazione complessiva. Da un lato ci abusi o illegalità. Se ha bisogno del nostro sostegno noi sono le esigenze – legittime – di chi svolge un’attività siamo pronti a fare la nostra parte. 2. Sui posti produttiva e dall’altro ci sono i diritti dei cittadini alla “riservati” mi sembra chiaro che io li avrei eliminati salute e al benessere. La questione nella lettera è mal- senza mezzi termini, ma anche qui è inutile farmi il proposta: non ci sono diritti dei lavoratori contro diritti dei cesso alle intenzioni. Chi può decidere se mantenere o cittadini. C’è un interesse economico produttivo che no il privilegio è il sindaco: è il suo operato che si deve potrebbe agevolmente trovare una più ragionevole col- eventualmente giudicare. locazione e c’è un diritto, quello sì, inalienabile e garan- Infine vorrei ringraziare l’autore della lettera per aver tito dall’articolo 32 del nostro dettato costituzionale, alla dato uno spunto ad un dibattito pubblico che, purtroppo, salute. Tra gli abitanti della zona si è registrata una pre- in consiglio comunale non si è ancora riusciti ad avviaoccupante presenza di patologie attribuibili all’attività in re. Ho ragione di pensare che i “motivi affettivi” alla questione. E’ evidente che non c’è uno studio epidemio- base del suo intervento non siano scomparsi e li ritengo logico, ma quello che una volta si chiamava buonsenso più che comprensibili, ma credo sia innegabile che pose che la normativa comunitaria definisce “principio di sono minare l’autonomia del giudizio. Da parte mia – e cautela” suggerisce di prendere provvedimenti per ridur- di tutta l’opposizione consiliare - rivendico di agire nell’interesse della collettività e dubito che si possano

re i fattori di rischio.

L’opposizione ha semplicemente posto la questione al trovare argomenti per affermare il contrario.” sindaco. Prima in consiglio comunale, poi, in assenza di segnali di attenzione, ha chiesto formalmente al Sindaco Tullio Berlenghi

Per qualsiasi informazione, per unirvi a noi o soltanto per saperne di più… www.cambiareeviverelabico.it - www.cambiarelabico.splinder.it www.tullioberlenghi.it benedettoparis.ilcannocchiale.it Info viverelabico@libero.it cambiarelabico@tiscali.it cell. 3208597261 - 3283789894 - 3394502525 Pagina 2


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Labico ha bisogno di un’identità...e magari di un centro storico! di Benedetto Paris Tra tutti i documenti, le relazioni, gli atti pubblici approfonditi in questi mesi di prima opposizione, due sono stati i più importanti per contenuti e sollecitazioni: l’analisi del Piano di Zona 2005/2007 e il Piano particolareggiato del Centro storico. Non sembrerebbe, ma i due sono legati tra loro e per un aspetto fondamentale, quello della comunità. Il Piano di zona è il piano di interventi sociali realizzato nella nostra area dai comuni del distretto socio sanitario, in attuazione delle disposizioni regionali. Alla base di questi interventi c’è una interessantissima analisi sociale, demografica ed economica, da cui buoni amministratori dovrebbero prendere spunto per scelte politiche conseguenti. Non sto qui a riportare i dati dell’analisi, ma solo il suo senso. Labico è uno dei paesi con la più grande espansione demografica del territorio, il primo per giovani e ricambio generazionale, con moltissimi abitanti tra i 30 ed i 60 anni e con un altissimo numero di cittadini adolescenti ed in età scolare, in un territorio ben collegato con Roma, con pochi casi problematici, ma….ma benché sia visto come paese stabilmente in sviluppo economico (unico tra quelli analizzati nel comprensorio che arriva fino ai Monti Lepini), Labico è a rischio sociale, specie tra gli adolescenti e soffre gli stessi problemi delle aree periferiche romane. Cause: l’assenza di punti di riferimento e una precaria rete di contatti sociali, con un alto rischio di dispersione. In sintesi manca la creazione di un vero e proprio senso di appartenenza ad una comunità, centri di aggregazione che stimolino relazioni sociali, attività che stimolino l’autoaffermazione e le proprie aspirazioni. Siamo un paese sempre più vissuto come residenza anagrafica attorno ai quattro lati della casa o del giardino. Insomma Labico come un “fast village”, ad uso e consumo per il

minimo necessario, un paese di passaggio non vissuto. Per rispondere a questo problema tante sono le misure. Alcune vengono subito in mente: favorire l’associazionismo (anche quello non controllato politicamente!) e lo sport, promuovere attività culturali e ricreative che possano attirare i cittadini, e magari creare spazi di aggregazione - dalle piazze nelle nuove zone, fino al centro giovanile. Ma non basta. Uno strumento fondamentale può essere la creazione di una identità, di una comunità, il senso di uno stare comune, di un vivere comune e, perché no, di una storia comune. Ecco allora che entra in gioco il centro storico ed il suo Piano di recupero. Creare una identità, luoghi sociali e non solo fisici, una storia comune, non può non significare dare un Centro al nostro paese, e, ancora di più, fare che questo sia il centro storico, con tutte le sue ricchezze, ad oggi coperte di cemento, polveri e trascuratezza. E allora, come detto tante volte in campagna elettorale, bisogna riportare la vita nel centro storico, in tutte le sue forme: architettoniche, sociali, culturali e demografiche. Sta qui il senso delle interrogazioni che abbiamo presentato i primi di settembre: unire problemi e proposte sullo stato d’abbandono del centro storico e sull’attuazione e finanziamento del Piano di recupero, e spronare l’Amministrazione a pensare un recupero a tutto tondo del centro storico. Per noi questo si traduce in politiche che si muovono in varie direzioni, ma tutte legate dal filo rosso della centralità del centro storico (quello vero, non solo P.za Mazzini, ma i tanti slarghi e vicoli e strade risalenti sino al 1100 d.C.) e del ritorno in esso della vita sociale e culturale. Innanzitutto c’è il recupero architettonico. Su questo il Piano Particolareggiato di Recupero Segue a pag 4...


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del Centro storico - approvato in novembre 2006 e in attesa delle osservazioni comunali e regionali - detta molte condizioni e Segue da pag 3

cerca di intervenire in molti dei piccoli e grandi abusi o interventi poco consoni all’originalità e le caratteristiche del nostro abitato più antico. Ma non ci si può fermare qui. Bisogna incentivare questi interventi e finanziarli con agevolazioni o partecipazioni dirette dell’Amministrazione e soprattutto bisogna tenere gli occhi aperti ed evitare ulteriori aberrazioni e violazioni, altrimenti il Piano rimane uno specchietto per le allodole di qualità appena sufficiente. Ma non basta. Bisogna riportare le giovani coppie nel centro storico, abitanti che ci tengano all’aspetto della zona dove vivono, che curino quello che hanno intorno, che lo animino. Per fare questo si bisogna permettere di adeguare gli interni delle case, ma certo senza stravolgerle. E certo non è per nulla coerente con questa idea l’agevolare lo sfruttamento delle condizioni di necessità delle famiglie immigrate, concedendo la possibilità di trasformare cantine in case, anche quando non ci sono le condizioni minime per questo, oppure tollerando Pagina 4

per pietà tali situazioni. E’ importante tenere ben presente il problema sociale ed economico di questo sfruttamento e l’importanza dell’equilibrio tra la necessità di permettere di trasformare gli immobili del centro storico per essere appetibili al mercato e la non modificabilità degli esterni, evitando magari finestre e bagni che spuntano di qua e di là… addirittura in regola per inesistenti attività di ufficio, domani per case d’abitazione!. Altra freccia nell’arco amministrativo può essere la leva fiscale, intervenendo sulle tasse locali, su agevolazioni di vario tipo nell’usufruire dei servizi comunali. Su questo avanzeremo nostre proposte a tempo debito, speranzosi che possano essere accettate. Vita nel centro storico significa anche attività, novità, persone che passano, si fermano, magari che vengano apposta per un evento, fatto non nella solita piazza, ma proprio nello slargo al fondo di quel vicolo in cui non si è mai stati. E così si scopre un altro pezzo, un’altra aria, si sta meno soli, ci si sente meno trascurati. E allora sarebbe importante agevolare quelle manifestazioni culturali e associative che insedino le proprie iniziative nel centro storico. A tutto questo si deve aggiungere poi un senso storico del paese, una conoscenza delle sue realtà culturali, storiche, archeologiche, che faccia capire che Labico non è una curva lungo la Casilina, ma un borgo con un suo passato, con una sua natura, una sua vita di piccole cose, che messe insieme, senza fasti immotivati ed esagerati, sappia “vendere” quel poco che ha ai suoi abitanti e a chi lo sappia apprezzare, sentendoci sempre meno residenti e sempre più Labicani.


Anno 1, numero 19

Democrazia labicana Il Comune di Labico “informa la propria attività alla massima collaborazione con tutti i soggetti pubblici e privati comunque interessati ai problemi della propria collettività e orienta la propria organizzazione al fine di consentire la più ampia partecipazione popolare alle scelte dell'Amministrazione”. “Presso il Comune è istituita, con deliberazione consiliare che ne stabilisce natura, funzioni e regole, la Consulta delle Associazioni”. “Sono costituite quattro commissioni consiliari: Bilancio e attività produttive, Urbanistica Ambiente e Lavori pubblici, Scuola e Politiche giovanili, Sport e servizi sociali”. Questi sono alcuni dei passaggi più importanti dello Statuto del nostro Comune che regolano il rapporto dell’amministrazione con la cittadinanza ed in particolare istituiscono gli organismi atti a far incontrare i cittadini e le associazioni con i rappresentanti eletti, maggioranza o minoranza che siano. Queste sono alcune delle disposizioni che il Sindaco Giordani ha giurato di rispettare nel momento in cui si è insediato davanti a tutti i cittadini nel primo Consiglio comunale. Queste sono le disposizioni che ancora non vengono rispettate dallo stesso sindaco, benché, come prescritto nel nostro Statuto, tutta la minoranza, 1/3 dei consiglieri, abbia richiesto proprio durante il primo consiglio comunale di giugno la loro rapida applicazione. Il 3 agosto scorso, invece, di questo tema nell’ordine del giorno neanche l’ombra, e le risposte alle nostre sollecitazioni sul tema sono state sbuffi e sorrisini… come se la minoranza chiedesse la luna!

di Benedetto Paris

opposizione costretti a chiedere numerose informazioni sugli atti comunali e con una maggioranza che non sapeva dare risposte né politiche né quantomeno tecniche. Pensiamo di aver ottenuto alcuni risultati con quel Consiglio comunale, ma certo sarebbe stato meglio se minoranza e maggioranza avessero potuto confrontarsi con più calma e maggiori informazioni sugli argomenti oggetto del consiglio nell’ambito delle specifiche commissioni, arrivando in consiglio con posizioni chiare, proposte definite e magari qualche proposta comune. Ma dalla parte della maggioranza sembra che l’udito sia calato, o addirittura mai esistito. In questa estate, piatta e noiosa, l’Amministrazione ha ostacolato tutto quello che non controllava ed ancora va avanti con questa politica del potere, del controllo politico su tutto e tutti, che non fa crescere una cittadinanza, ma soffoca le sue poche realtà che cercano di uscire dal nulla labicano e coinvolgere i cittadini, di tutte le età.

Istituzioni come le Commissioni consiliari e la Consulta delle associazioni vanno, invece, nella direzione di creare un rapporto sano tra maggioranza e opposizione, senza nessun fraintendimento sulle differenze, ma con un confronto serio, costruttivo, competente, che abbia i tempi giusti per arrivare a fare il bene della comunità labicana. In assenza di questi spazi la confusione la fa da padrona, e così il caos e la durissima contrapposizione politica (a cui non ci sottrarremo ogni volta che sarà necessaria) e così sarà specie se questo continuerà ad essere l’atteggiamento dell’Amministrazione, l’unico sogE invece no. Le commissioni consiliari sono uno getto ad avere oggi il dovere ed il potere di mandare strumento importante e utile per una sana discussio- messaggi diversi, magari proprio partendo ne sulle politiche nel nostro paese, per costruire un dall’istituzione delle Commissioni Consiliari. confronto sui temi senza l’atmosfera da scontro dei consigli comunali, per fare veramente l’interesse Il prossimo consiglio comunale si avvicina e speriadella nostra comunità, ma anche per allargare la par- mo veramente che si possa iniziare a parlare di detecipazione ai cittadini. Infatti le commissioni pre- mocrazia istituzionale anche a Labico! vedono la presenza di tre consiglieri comunali (2 di maggioranza e 1 uno di minoranza), ma anche di tre cittadini nominati dal Consiglio comunale. Purtroppo l’assenza di questi luoghi politici ha dato già i suoi effetti: il primo consiglio comunale “vero” è durato ore, producendo un dibattito intenso, ma a tratti confusionario, con i consiglieri comunali di Pagina 5


CAMBIARE E

Scuola. Quando l’opposizione indirizza l’azione di governo di Tullio Berlenghi Non si può negare che l’amministrazione comunale alla fine abbia cercato di risolvere la pesantissima situazione che si era profilata nel dibattito consiliare del 3 agosto scorso. In quella circostanza la totale confusione che pervadeva la maggioranza era decisamente preoccupante. Non avevano idea non solo di come risolvere i problemi legati alla scuola, ma neppure di quali fossero. Con tutta probabilità non avevano alcuna intenzione di risolverli e tantomeno di affrontarli. Pensavano di cavarsela con l’approvazione di un documento di buoni propositi e nulla di più. Siamo stati noi dell’opposizione ad incalzare i membri della giunta e a chiedere conto – nell’interesse dei bambini e delle famiglie – della loro inerzia e della loro approssimazione. Abbiamo letteralmente estorto un impegno da parte del sindaco a garantire il diritto alla scuola per tutti – e sottolineo tutti – i bambini di Labico. Cosa che fino a pochi giorni dall’inizio delle lezioni era tutt’altro che scontata. La preoccupazione di rimediare una ben misera figura ha indotto i nostri amministratori normalmente non particolarmente attenti alle questioni legate alla cultura e all’istruzione (bisogna sempre ricordare che l’assessorato è stato declassato per sistemare i difficili equilibri interni) – ad attivarsi per una rapida soluzione dei molti problemi da risolvere prima dell’inizio dell’anno scolastico. Ci sono parzialmente riusciti. Hanno distribuito in qualche modo le classi nei vari plessi scolastici così da trovare una sistemazione per tutti, anche se hanno dovuto creare classi decisamente troppo numerose e che renderanno piuttosto difficile per gli insegnanti lo svolgimento del proprio compito. Hanno riorganizzato il personale per far fronte alla nuova situazione. Inoltre è stata accolta la richiesta del tempo pieno (ma su questo punto altri si erano da tempo attivati). Ed è stata attivata una nuova classe della scuola d’infanzia per i bambini che erano rimasti esclusi, anche se partirà con due settimane di ritardo. Certo, hanno pubblicizzato sulla stampa un’inaugurazione che poi hanno avuto il pudore di non ripetere (visto che l’avevano illegittimamente fatta in Pagina 6

campagna elettorale). Certo la situazione nelle scuole e nelle classi è ancora ben lontana dall’essere quella ideale. Ma qualcosa è stato fatto ed è ipotizzabile che senza l’azione di stimolo e di sprone di Cambiare e Vivere Labico, non avrebbero dedicato alle questioni la medesima attenzione ed il medesimo impegno. Allora proviamo a porre subito un’altra di questione. Visto che da soli, evidentemente, non ci pensano. Come mai la mensa non è ancora funzionante? E come mai sembra che non lo sarà fino alla fine del mese? Un’amministrazione comunale degna di questo nome sa bene che a un certo punto dell’anno ha inizio l’attività scolastica (è sufficiente leggere i giornali per essere informati sulla data) e sa anche che questo comporta che il comune debba rendere disponibili alcuni servizi affinché questa attività venga svolta al meglio. E questi servizi, quando le cose funzionano, hanno inizio lo stesso giorno di inizio delle attività scolastiche. Basta organizzarsi e basta saperlo fare. Invece a Labico non funziona proprio così. Inizia la scuola. I bambini cominciano a frequentare. Poi qualcuno, più sveglio degli altri, si accorge di un particolare imprevisto ed inaspettato. E corre a dirlo a qualcuno dell’amministrazione comunale. Questi poi informa il consigliere delegato (l’assessore, lo ripeteremo fino alla nausea, non è previsto). Il quale, a sua volta, ne parla col vicesindaco. Non è dato sapere se qualcuno informerà il sindaco. Però il problema è lì, sul tavolo, e nessuno lo aveva previsto. Gli amministratori si guardano l’un l’altro sconcertati pensando “questa proprio non ci voleva: i bambini mangiano”. Certe avversità metterebbero in ginocchio chiunque. Ma non i nostri impagabili amministratori. Sembra che a seguito di un’accurata indagine abbiano scoperto di avere stipulato in passato un appalto per l’erogazione di un servizio di mensa. Ulteriori ricerche hanno permesso di individuare il numero di telefono per contattare la ditta interessata. Nel giro di qualche giorno faranno una telefonata. E, se tutto va bene, a ottobre i nostri bambini potranno anche mangiare. Evviva.


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5 ottobre 2007

Cambiare e Vivere Labico News Speciale Consiglio

Resoconto dell’ultimo consiglio Al primo punto all’ordine del giorno c’è l’approvazione dei verbali della seduta precedente. Una questione di routine e che non dovrebbe portare via che pochi minuti. Noi però abbiamo il problema che i verbali sono l’unico atto pubblico che dia conto di quanto avviene in consiglio comunale. Già perché, come gruppo Cambiare e Vivere Labico, abbiamo chiesto di effettuare le registrazioni audio delle sedute in modo da consentire a più persone possibile di seguirne l’andamento. E abbiamo anche chiesto di fissare i consigli il sabato o nei giorni o negli orari in cui non sia necessario prendere un giorno di ferie per assistervi. Niente da fare. Il sindaco non ci ha neppure risposto. Solo un secco “le registrazioni audio non si fanno”. Solo un “i consigli si convocano di venerdì mattina”. E allora non rimangono che i verbali. E se questi verbali sono caratterizzati da un eccesso di sintesi, si potrebbe dare una lettura incompleta e parziale del dibattito politico. Lo facciamo presente. Anche Spezzano evidenzia l’importanza della questione sollevata. Il segretario all’inizio si è sentito chiamato in causa come critica al suo operato. Chiariamo che la questione è soprattutto politica e che c’è l’esigenza di una maggiore rispondenza dei verbali al dibattito consiliare. Il vicesindaco reagisce subito in modo scomposto. Cerca di tagliar corto dicendo che non è quella la sede per porre simili questioni, ma che avremmo dovuto “prima” fare delle osservazioni per chiedere la modifica dei verbali e che quindi la questione

di Tullio Berlenghi

è chiusa e bisogna passare direttamente al voto. Il sindaco, per nulla preoccupato del fatto che a condurre i lavori del consiglio sia qualcun altro (e succederà spesso nel prosieguo della seduta), si accinge ad indire la votazione. A questo punto intervengo nuovamente, spiegando al vicesindaco e agli altri membri della maggioranza che è proprio il regolamento a prevedere la possibilità di leggere e di modificare i verbali delle sedute precedenti e giudico decisamente fuori luogo l’arroganza con cui si vuole tagliare corto. Faccio inoltre presente che, proprio per evitare un atteggiamento dilatorio, non intendiamo avvalerci della possibilità prevista dal regolamento, ma invito ad una maggiore attenzione per il futuro. Si passa dunque al voto e i verbali vengono approvati con l’astensione della minoranza. Il secondo punto all’ordine del giorno prevede una modifica diretta dello Statuto del Comune. Una modifica attraverso la quale si vuole istituire la figura del Presidente del Consiglio. Ometto la relazione introduttiva del Sindaco che nel mio intervento definisco un po’ troppo sintetica (qualcosa del tipo “abbiamo deciso così”). Tutti i consiglieri della minoranza intervengono su questo punto in modo compatto. In particolare io apro il mio intervento giudicando la proposta “irricevibile”, non tanto per il merito (sul quale esprimiamo un sostanziale accordo), ma per il metodo. Perché riteniamo inconcepibile che la maggioranza proponga (anzi imponga, o perlomeno cerchi di farlo) una modifica di una norma (definita da Spezzano la “Magna Charta” e da Par i s l a “Costituzione” del Comune, per enfatizzarne l’importanza a livello locale) che detta il quadro delle regole a cui bisogna ispiSegue a pag 2…


Cambiare e Vivere Labico News

rarsi nei rapporti tra giunta e consiglio da una parte e tra maggioranza e opposizione dall’altra. Le regole – sottolineo – intanto vanno rispettate per intero e dall’inizio, e così faccio riferimento alla mancata istituzione delle Commissioni Consiliari (giudicate evidentemente un pericoloso cedimento alla democrazia) e annuncio la possibilità che, in assenza di impegni precisi, il gruppo di Cambiare e Vivere Labico si rivolga direttamente alla prefettura per chiedere il rispetto delle regole. Inoltre ricordo che le regole di civile convivenza, proprio perché riguardano tutti, dovrebbero essere approvate coinvolgendo anche la minoranza e non stabilite unilateralmente e con arroganza, come in un passato non troppo lontano è stato fatto anche con la legge elettorale. Sia Giovannoli che Tulli intervengono per chiedere che vi siano davvero dialogo e collaborazione da parte della maggioranza. Il dibattito su questo punto è molto lungo e accalorato. Gli interventi però li fa solo la minoranza. Provo ad invitare i consiglieri di maggioranza ad esprimere il proprio parere in proposito, ma vengo accolto da una selva di proteste, tra cui un memorabile “non ci puoi imporre di intervenire”, travisando completamente le mie parole. Dall’invito o finanche dall’esortazione all’imposizione il passo è lungo, ma a volte si riesce a fare confusione lo stesso. A questo punto Paris chiede alla presidenza se sia prevista una maggioranza qualificata per modificare lo Statuto. Nessuna maggioranza qualificata. A me il dubbio è venuto. Nel frattempo il Sindaco – che palesa gran fretta di approvare la modifica – indice la votazione. Le mie perplessità aumentano. Spezzano lascia l’aula. I miei dubbi si trasformano. Il sindaco declama soddisfatto “Undici favorevoli, quattro contrari: è approvato”. No, intervengo io, chiedo la rettifica della proclamazione: “Non è approvato”. Mi guardano perplessi e interrogativi. L’espressione del sindaco è quella memorabile del piccolo Arnold di una fortunata serie televisiva: “Che diavolo stai dicendo?”. Cito il decreto legislativo n. 267 del 2000, Testo Unico degli Enti Locali, e la norma che prevede una maggioranza qualificata dei due terzi per le modifiche statutarie. Maggioranza di cui la maggioranza (mi si perdoni il calembour) non dispone al momento. Il Sindaco cerca di liquidare la questione senza affrontarla. Gesto da grande statista. Vabbé poi si vedrà. Mi impunto. Chiedo l’intervento del segretario come garante della legalità. L’imbarazzo è palpabile. Alla fine Giordani cede e recita a mezza bocca: “Non è approvato”. Solo fino alla prossima volta, ma per il momento l’arroganza ha subito una battuta di arresto e sono soddisfazioni importanti. Segue da pag 1…

Terzo punto. Realizzazione attività programmata e verifica equilibri di bilancio. La relazione è fatta dall’assessore competente, Giorgio Scaccia. Una relazione molto incentrata sulle norme che impongono

l’obbligo del documento contabile, ma senza dire una sola cifra sulle scelte dell’amministrazione. Scaccia si giustifica dicendo che le cifre sono tutte nel documento. Così i cittadini che assistono al consiglio sappiano che se si aspettano chiarimenti sulle scelte contabili del comune, possono tranquillamente fare a meno di assistere alle sedute: non serve. Per fortuna ci pensa Paris, nell’intervento di apertura, a mettere in evidenza le zone d’ombra del quadro contabile. Spiegando ad esempio che l’avanzo di cassa si è dimezzato rispetto all’anno precedente e che alcune voci in attivo nascondono qualcosa che definire ottimismo è sicuramente riduttivo. Anche io e Spezzano sottolineiamo le incongruenze delle scelte dell’amministrazione e chiediamo delucidazioni sulle maggiori spese previste in un aggregato troppo ampio per poter individuare le singole voci. La preoccupazione è che ci sia stata una crescita delle spese e degli interventi dovuta alle imminenti consultazioni elettorali. Non è dato saperlo. In compenso c’è un’interrogazione con queste domande. Attendiamo fiduciosi la risposta. Da parte mia esprimo un giudizio negativo sulle politiche per la sicurezza stradale, quando è basata semplicemente sull’installazione di un autovelox. Che diventa in pratica un modo per fare cassa. Chiedo quindi scelte diverse e maggiormente orientate ad interventi per ridurre i pericoli “prima” e non per sanzionarli “dopo”. Il sindaco annuisce. E’ già qualcosa. Comunque si passa al voto. Undici favorevoli e cinque astenuti. Quarto punto. Decentramento delle funzioni catastali. Qui la faccio davvero breve. La legge Bassanini, come modificata dalla finanziaria 2007, impone ai comuni di scegliere le modalità tecnico-operative per il trasferimento delle funzioni agli stessi comuni, indicando alcune possibili strade. Il Comune di Labico opta per un futuribile polo catastale affidato a Colleferro. La norma prevede la possibilità di un “ripensamento” entro il 2009. Noi, nel quadro di incertezza che si va delineando, esprimiamo qualche perplessità nel decidere di fare un salto al buio e preferiremmo mantenere lo status quo e attendere gli sviluppi futuri. Comunque la decisione è già presa e si tratta solo di ratificarla. E quindi si ratifica. Quinto punto. Approvazione comparto attuativo schema di convenzione piano particolareggiato in località Colle alto. È proprio su questo punto che durante lo scorso consiglio comunale la maggioranza si è incagliata. Il Sindaco in quella circostanza aveva preso l’impegno di individuare una viabilità alternativa per ridurre il disagio degli abitanti della zona. L’impegno non è stato mantenuto e la convenzione è stata portata in consiglio tal quale. La motivazione è semplice: quello che conta è il profitto di chi ha investito nel progetto. Tutto il resto – corretta pianificazione del territorio, tutela della salute dei cittadini, ecc. – non conta. Su questo punto il primo ad intervenire è Spezzano. Giudica negativamente le


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scelte dell’amministrazione e chiede di rivedere un’impostazione che non tiene conto della presenza di una variante al piano regolatore e delle osservazioni presentate dai cittadini al nuovo strumento urbanistico. Il mio intervento si concentra sulla cattiva qualità della programmazione urbanistica dei nostri amministratori. E attribuisco all’attuale amministrazione – attesa la chiara continuità con le amministrazioni precedenti – la responsabilità di scelte che hanno causato la devastazione del territorio ed una crescita disordinata ed incoerente dell’edificato. Con tre aree produttive in meno di 12 chilometri quadrati e con una gravissima carenza di opere infrastrutturali. Qualcuno si spazientisce sulla “continuità”. Tra questi l’assessore Scaccia che rivendica la sua autonomia politica. Faccio presente che, da come ha votato nella passata consiliatura, non ci sono dubbi sulla sua immutata contiguità con l’amministrazione e, aggiungo adesso, bisogna ricordare che è stato anche il presidente della commissione che ha predisposto la variante al piano regolatore. La discussione dura molto. Interviene persino il responsabile dell’area tecnica, Taccheri, per spiegare che la delibera va approvata perché i diritti edificatori non possono essere cancellati. Tutti a dire “la legge” ce lo impone (affermazione apodittica con premessa indefinita, una perla di nonsense). La legge non impone un bel nulla. Ricordo a Taccheri e al consiglio comunale tutto che lo Statuto Albertino prevedeva l’assolutezza del diritto di proprietà (ma da allora un po’ di tempo è passato). Con l’avvento della Repubblica e della Costituzione, questo diritto è stato profondamente ridimensionato. Bisogna tenere conto in primis degli interessi della collettività. E lo “ius aedificandi” non è più una certezza assoluta, non a caso “la legge” (in questo caso sarebbe il D.P.R. 380/2001) si affida ad un permesso di costruire, che in passato era addirittura una concessione… ma qui ci si perde in rivoli giuridici. La maggioranza comunque si arrocca. Intanto passa la delibera – e il profitto è salvo -, poi, casomai si pensa alla salute dei cittadini. Galli sembra che ci tenga più di ogni altro (alla delibera, non alla salute). Per la minoranza urge senso di responsabilità: ci sono cittadini che da queste scelte verranno danneggiati, però forse si può agire per la “riduzione del danno”. Chiediamo una breve sospensione. Ce l’accordano. Parliamo brevemente tra noi e con i cittadini interessati. Cerchiamo almeno un impegno formale dell’amministrazione su alcuni punti. Formuliamo rapidamente una risoluzione che prevede l’individuazione di una viabilità che non crei disagio per gli abitanti e la riqualificazione urbanistica della zona. C’è uno spiraglio di dialogo e accettano la nostra proposta. In cambio ci asteniamo. In dichiarazione di voto devo esprimere tutta la mia contrarietà alla scelta di creare una zona produttiva in prossimità delle abitazioni, però confermo l’astensione del gruppo. Si vota. Undici favorevoli e cinque astenuti. Galli se ne va soddisfatto.

Sesto e, per questa seduta, ultimo punto. Rinnovo convenzione Tarsu. In parte il rinnovo della convenzione dipende dall’interrogazione a prima firma Paris presentata a luglio scorso. Paris coglie l’occasione per fare presente che il prezzo dell’inerzia amministrativa ancora una volta è stato pagato dai cittadini. Da parte mia faccio presente che sarebbe necessario avviare una politica per la raccolta differenziata dei rifiuti e per la riduzione della produzione. C’è bisogno di un’azione di sensibilizzazione e di informazione, mentre registro il preoccupante dato di una percentuale di raccolta differenziata bassissimo. Faccio presente che tutto ciò incide sul costo complessivo del servizio. Interviene il consigliere delegato all’ambiente, Luciano Galli, che illustra i suoi propositi per migliorare la situazione. Staremo a vedere. L’unica certezza, al momento, è che l’ambiente, come la salute, non è esattamente tra le priorità di questa amministrazione.

Riflettendo… “L' estate che non c’è stata” E’ stato allucinante trascorrere un seratina d’ estate nel nostro paese, non un concertino, non un’iniziativa folkloristica, non un cinema all'aperto né una rappresentazione teatrale e lo si è capito dai tanti labicani che durante l’estate si sono incontrati Palestrina, Zagarolo, Valmontone, Paliano, Artena e Colleferro. Rimpiango l'amico Nello, un tempo assessore a quella cultura che ora sembra non interessare più a nessuno, con quei concerti fantastici che avevano dato inizio ad un percorso formativo - musicale di grande spessore nel nostro paese: chi non li ricorda i Creedence, gli Animals e i Fluido Rosa - Cover Band dei Pink Floid? Serate fantastiche che forse non torneranno più a meno che a guidare il nostro paese non ci sia un altra amministrazione. Estate Labicana, si chiamava così ma dov’è stata ? O è il caso di dire "Chi l'ha vista ?". Danilo Giovannoli

I nostri siti web: www.cambiareeviverelabico.it www.cambiarelabico.splinder.it benedettoparis.ilcannocchiale.it mail. viverelabico@libero.it cambiarelabico@tiscali.it cell.3208597261 - 3283789894


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I primi bocciati

di Maurizio Spezzano sto, o meglio senza il dovuto collaudo, se è vero (e vi giuro che è vero) che gli idranti sono staccati perché le tubature che dovrebbero essere collegate all’acqua fanno acqua da tutte le parti; - In tutto il mondo, prima di sbandierare ai quattro venti il tempo pieno, l’autonomia, le classi aggiunte, si aspetta la conferma ufficiale e poi si mettono i manifesti. A Labico prima si mettono i manifesti, pavoneggiandosi e poi si prendono le fregature. Ora sembra che il tempo pieno ci sarà, ma non certo per merito loro, piuttosto per merito di questo governo; - Dimenticavo. Il personale scolastico è di STRETTA COMPETENZA del Ministero della Pubblica Istruzione e non delle Amministrazioni locali. A Labico la nostra mai doma e previdente Amministrazione ha pensato di sostituirsi al Ministro, assumendo direttamente parte del personale scolastico. Come consigliere ho chiesto gli atti per verificare la legalità di questo passo, per conoscere i criteri, per valutare le procedure, insomma, per fare luce su questa scelta che va a ricadere direttamente sulle tasche dei cittadini labicani. Non li ho ancora avuti. Nell’Albo Pretorio del nostro comune non ho visto affisso nulla; eppure so che ci sono delle persone che lavorano a scuola e che ricoprono incarichi di non so quale natura. Questo è solo una parte di tutto quello che è successo alla scuola di Labico. Una cosa mi preme far sapere ai cittadini, ma soprattutto ai genitori: la scuola sforna i cittadini di domani, i buoni cittadini. Se questo è l’inizio non voglio pensare a ciò che succederà alla fine. Spero che un moto di indignazione prenda corpo e faccia sentire la propria voce. Queste omissioni, queste improvvisazioni sono i comportamenti dell’antipolitica. Se amministratori così negligenti verso un servizio importante come la scuola hanno la meglio, possiamo smettere di sognare in un avvenire migliore e rassegnarci all’idea che mediocri di questa portata possono anche avere la responsabilità di amministrare un paese.

Le nostre 21 interrogazioni

Il Ministro Fioroni ha emanato recentemente un decreto che ripristina gli esami a settembre, eliminando i debiti scolastici e bocciando chi non recupera le insufficienze entro tale data. A Labico non c’è bisogno di aspettare così tanto, infatti i nostri amministratori sono stati “bocciati” dai genitori prima dell’inizio dell’anno scolastico. Che mente umana ricordi, a Labico non si è mai vista una banda di improvvisatori peggiori degli esponenti della maggioranza corrente: non sanno niente di scuola, non la hanno a cuore, non sanno che farsene. Per ben due Consigli Comunali abbiamo dibattuto del problema e ci è parso di parlare una lingua diversa dalla loro, una lingua che loro ignorano e che non vogliono imparare. Loro sono attenti ad altro, non certo a bazzecole come quelle scolastiche! Il 3 agosto abbiamo votato all’unanimità in Consiglio Comunale, su nostra proposta, l’istituzione di un gruppo di lavoro che avrebbe dovuto occuparsi della scuola. Questo gruppo di lavoro, ad oggi, non è stato mai convocato. Preso atto di questa situazione, nell’ultimo consiglio, ho deciso di rassegnare le dimissioni da questo gruppo fantasma, perché reputo questo comportamento lesivo della mia dignità di consigliere, di cittadino e di genitore. Ripercorro brevemente la storia del fallimento scuola a Labico.. - Nel PRG oramai in scadenza erano state previste zone di edilizia scolastica, ma gli standard previsti sono stati fatti decadere per calcoli e per affari, ricollocandoli, nel nuovo PRG adottato a gennaio, in una zona remota del paese, senza servizi e con molta furbizia; - L’ampliamento, come volevasi dimostrare e come puntualmente è avvenuto, non ha risolto il problema scuola, semmai ha aggravato i problemi di inquinamento acustico e da gas dell’intero centro storico. Voglio ricordare che la scuola non è fatta solo di aule, ma anche di spazi di aggregazione, di collocazione adeguata, di servizi… e di tanta pace per chi vuole realmente studiare; - In qualsiasi comune esiste un Assessorato all’Istruzione e alla Cultura a Labico questo non c’è. In sua sostituzione c’è un consigliere delegato che non conta nulla, che non ha cognizione del mondo scolastico e che a mio modestissimo parere, farebbe bene a dimettersi, giusto per salvarsi la faccia; - Fino all’ultimo non sapevano come collocare le classi, né sapevano il criterio che avrebbero dovuto adottare, con il risultato di smembrare l’unicità della scuola dell’infanzia e ammassare alla rinfusa i bambini senza aver adeguato la struttura alle nuove esigenze; - In tutte le nazioni del mondo, anche in buona parte di quelle del Terzo Mondo, ad inizio dell’anno scolastico le lavagne sono appese ai muri, non a Labico: il primo giorno di scuola le lavagne erano appoggiate a terra; - In tutte le nazioni, con l’inizio della scuola parte la mensa scolastica. A Labico resta un sogno, ad oggi (5 ottobre ndr) le classi terze e le prime non usufruiscono del servizio; - In tutte le scuole del pianeta per poter usufruire della mensa bisogna consegnare un buono pasto. A Labico no: venerdì 28 settembre i buoni pasto non erano stati ancora stampati; - In tutte le scuole del mondo, anche nel lontano Tibet, prima di far entrare i bambini in un plesso appena ampliato, si provvede ad avere tutte le autorizzazioni, ad effettuare tutti i controlli sulla sicurezza. A Labico hanno ammassato i bambini nelle aule appena terminate con l’impianto antincendio gua-

Giugno • Parcheggio Via F. Ficoroni • Computer Biblioteca • Estate Labicana • Campeggio estivo • Spogliatoi campo di calcetto Luglio • Dossi • Rinnovo convenzione Tarsu • Consorzio Trasporti pubblici • Politiche giovanili Settembre • Via della Fontana e Vic. Del Carbonaro • Recupero Piazza della Chiesa • Recupero Rupe • Interramento cavi centro storico • Piano di Recupero Centro storico • Resti archeologici • Lavori pubblici • Fabbro • Pubblicità sedute consiliari • Parcheggi riservati all’amministrazione comunale • Iniziativa “Un albero per ogni neonato” • Mensa biologica


Anno 1, numero 21

13 ottobre 2007

Cambiare e Vivere Labico News Speciale Consiglio

Resoconto dell’ultimo consiglio Prima ancora dell’appello chiediamo di ricordare Sandro Pignalberi, l’operaio della Simmel Difesa, morto martedì scorso in seguito alla violenta esplosione avvenuta nella fabbrica in cui lavorava. Il Sindaco si unisce alla nostra proposta e propone un minuto di silenzio. Si comincia, come di consueto, con l’approvazione dei verbali della seduta precedente. Questione di routine, si era già detto. Certo, purché i verbali diano una fedele rappresentazione di quanto avvenuto in consiglio. Invece il verbale relativo al punto di modifica dello statuto, nella parte conclusiva, è del tutto difforme dai fatti. I fatti sono che il sindaco aveva dichiarato “non approvato” un atto e il verbale asserisce l’esatto contrario. Proviamo a far presente, prima ancora di dare inizio al dibattito vero e proprio, la gravità della situazione e suggeriamo di rettificare all’istante il macroscopico “errore” ed evitare ulteriori discussioni. Niente da fare. La tesi è che nessuno si ricorda dell’affermazione del sindaco. Da notare: nessuno è graniticamente sicuro (a partire dal sindaco che chiede di mettere a verbale di non ricordare di aver pronunciato quelle parole) che la frase non sia stata pronunciata. Un interessante caso di amnesia collettiva. Un preoccupante episodio di black out di gruppo. Eppure si trattava di qualcosa di un certo “peso”, visto che si era a lungo dibattuto sul concetto (fino ad allora ignoto ai nostri amministratori) di maggioranza qualificata. Io ho fatto presente che una siffatto cambiamento del contenuto di un atto configura una fattispecie prevista dal codice penale che prende il nome di “falso in atto pubblico”, reato che viene punito con la reclusione da uno a sei anni. Faccio pre-

di Tullio Berlenghi

sente che ci sono articoli di giornali locali che attestano il risultato della votazione. Da incorniciare la replica del vicesindaco “Si sa che i giornalisti scrivono solo puttanate. Loro scrivono solo quello che gli si dice di scrivere”. Evviva la sincerità. La categoria ringrazia per la stima accordata. Nel frattempo tiro fuori “Cinque” e “La Notizia”. Uno dei consiglieri di maggioranza, alla vista de “La Notizia” cambia espressione. Delle Cese invece tira fuori il nostro foglio informativo come “prova” della scarsa credibilità dei giornalisti. Sulla differenza tra un giornale (teoricamente indipendente) e un organo di informazione dichiaratamente di parte ci soffermeremo in altri momenti. Il sindaco ad un certo punto ha un barlume di buonsenso. In fondo – facciamo notare – avete i numeri per cambiare le regole come e quando vi pare (anche se correttezza vorrebbe che le modifiche statutarie si facessero di comune accordo), che bisogno avete di irrigidirvi su questo punto. Il sindaco prova quindi ad agire autonomamente. Manifesta l’intenzione di uscirne il più elegantemente possibile, trovando un modo per invalidare l’atto. Immediata sospensione dei lavori. Quando torna in aula il sindaco ha cambiato idea. Anzi è parso persino pentito di averne avuta una. Non si fanno prigionieri. Se volete proporre una modifica, fate la proposta e noi ve la bocciamo. Ok, facciamo la proposta. Prontamente bocciata. L’atto falso è approvato. Si astiene uno della maggioranza. Lo stesso che aveva mutato espressione. Punto numero due. Nomina della commissione per la modifica dello Statuto. Su questo punto la proposta della maggioranza è di due consiglieri della maggioranza e uno dell’opposizione, con il sindaco membro di diritto. Noi proponiamo di aggiungere due persone esterne, una indicata dalla maggioranza, una dall’opposizione. L’idea è quella di Segue a pag 2…


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attingere a competenze e capacità anche al di fuori del consiglio comunale. La proposta non piace. Proviamo a chiedere comunque un allargamento della commissione, magari ridimensionando le proporzioni tra maggioranza ed opposizione. L’allargamento passa, le proporzioni rimangono. Nasce una commissione composta da quattro esponenti della maggioranza (Giordani, Alfredo Galli, Prestipino, Di Stefano) e due dell’opposizione (Berlenghi e Paris). Coi numeri meglio stare tranquilli. Quindici favorevoli, Spezzano contrario. Segue da pag 1…

Proviamo a chiedere di anticipare l’esame delle interrogazioni, affidandoci alla disponibilità del Sindaco. Niente da fare. Paris ricorda che sono inadempienti. Giordani replica “E’ colpa vostra”. La tesi dominante è che non abbiano nessuna intenzione di rispondere e si usa come alibi il fatto che i consiglieri di minoranza osino esercitare il proprio diritto/dovere di eletti nell’aula consiliare. Si passa quindi al punto più importante dell’ordine del giorno: la variante alla lottizzazione “La rondine” in zona Vignole-Santa Maria. Su questo punto evito di duplicare l’ottimo resoconto di Spezzano, che evidenzia ancora una volta che l’amministrazione comunale quando deve scegliere tra profitto di pochi e salute di tutti non ha esitazioni e sceglie il profitto. Segnalo solo qualche perla del dibattito. Ad esempio sindaco e assessore competente lamentano di “non aver avuto notizia di un decreto legge” (il virgolettato è d’obbligo) che prevedeva l’innalzamento dei limiti di esposizione ai campi elettromagnetici. Faccio sommessamente notare agli astanti che l’atto a cui si fa riferimento (che è un DPCM e non un decreto legge) viene pubblicato (come tutti gli atti di normativa statale) sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e preoccupa l’idea che il sindaco e l’assessore stiano lì ad aspettare che qualcuno li avvisi quando cambiano le norme. Segnalo anche che la legge quadro in materia di elettrosmog è anteriore a tutti gli atti della lottizzazione ed era sufficiente leggerla per sapere che ci sarebbero stati provvedimenti attuativi. Ricordo anche un’amministrazione che si preoccupa della salute dei cittadini non sta a vedere il centimetro in più o in meno della norma, ma si informa sulle possibili conseguenze patogene dell’esposizione alle onde elettromagnetiche e, se del caso, si applica ciò che la normativa comunitaria ci impone: il principio di cautela. Leggo qualche dato su casi di tumori e leucemie infantili legate all’elettrosmog. Giovannoli giudica immorale la scelta di anteporre interessi economici alla salute delle persone. Parole al vento. Si vota prima un pannicello caldo: mettiamo i parcheggi sotto i cavi dell’alta tensione. Gli altri standard vedremo (col binocolo probabilmente). Ci sembra una presa in giro e votiamo contro (persino qualcuno della maggioranza si astiene). La delibera invece passa con i voti di tutta la maggioranza, tranne i Galli

(Luciano e Alfredo) che attendono dietro la porta. La stessa porta che vede innumerevoli passaggi del sindaco proprio durante il dibattito sulla lottizzazione (misteri delle umane vesciche). Il quarto punto riguarda l’uscita del comune di Labico da una società che, per ammissione del vicesindaco che illustra la delibera, non ha fatto nulla di utile per la città di Labico. Tutti d’accordo sul fatto che è opportuno uscire dalla società. Noi rileviamo semplicemente che bisognerebbe fare attenzione nel decidere la partecipazione del comune a progetti senza una approfondita analisi dei costi e dei benefici. Peccato che il vicesindaco non ricordi neppure quanti soldi fossero. Fatti due conti il comune ha buttato al vento quasi seimila euro. Niente di grave, per carità. Però un po’ di attenzione in più non guasta. Sul voto, per una volta, siamo tutti d’accordo. Il quinto punto riguarda la nomina dei rappresentanti del comune in seno all’assemblea dei Castelli della Sapienza. Uno della maggioranza ed uno dell’opposizione. La maggioranza indica Angelo De Martino Noi scegliamo Nello Tulli. Ci sarebbero altri due punti e poi le interrogazioni. Non c’è tempo. Tutti a casa. Le interrogazioni possono aspettare.

Ridiamoci sopra Tra le tante involontarie gag che hanno caratterizzato l'ultimo consiglio comunale il riconoscimento per la battuta più spassosa in assoluto spetta di diritto all'assessore Scaccia. Nel momento in cui si è aggirato per l'aula il sospetto che qualche agente del KGB stesse registrando la seduta ha prontamente asserito con grande sicurezza che "non si possono registrare le sedute consiliari". Al che qualcuno ha chiesto di citare la norma che prevedeva un così singolare divieto. Altrettanto prontamente l'assessore Scaccia ha replicato "la legge sulla privacy". Una battuta esilarante. Talmente divertente che il Sindaco l'ha fatta immediatamente sua e ha ribadito "Sì, la legge sulla privacy". E tutti a scompisciarsi dal ridere. Una seduta pubblica in cui si applica una norma per la tutela dei dati personali è una contraddizione in termini. Un po' come "Divieto di balneazione" nella piscina dove vi siete iscritti per un corso di nuoto. Quasi come un autovelox al Nurburgring. Quasi come una legge urbanistica a Labico. Beh, adesso non esageriamo…


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Ancora cemento. Altro cemento. Ancora più arrogante di Maurizio Spezzano Giovedì 11 ottobre, Consiglio Comunale. Al terzo punto all’ordine del giorno ci veniva chiesto di approvare una variante a una lottizzazione, denominata “La Rondine” (solitamente una non fa primavera). Per completezza dell’informazione, questo punto era stato aggiunto come buon ultimo, un paio di giorni prima, nel Consiglio di venerdì 28 settembre. Non ne avevamo discusso perché dopo quasi sette ore di Consiglio i punti non erano stati esauriti e si era rimandato il tutto al successivo. Da buoni scolari abbiamo svolto i compiti assegnati e abbiamo studiato le carte relative alla variante. Le sorprese sono subito emerse e le abbiamo puntualmente esposte nel Consiglio di giovedì u.s. 1) Per prima cosa abbiamo rilevato che questa lottizzazione è passata di mano da una società all’altra, il cui costo finale è stato di un milione di Euro (€ 1.000.000,00) a fronte di qualche centinaia di migliaia di Euro del costo iniziale, con un bel guadagno per chi ha pensato bene di venderlo in fretta e furia, dopo che aveva provveduto a vendere a se stesso i terreni che aveva in procura: procuratore e compratore nello stesso tempo. 2) La lottizzazione verrà realizzata a Santa Maria, l’odierna “Vignole”, (giusto per non darmi la soddisfazione di chiamarla con il nome conosciuto, nel tentativo di confondere le acque toponomastiche), in quel sito che per anni è servito ad alcuni costruttori, il più delle volte sempre lo stesso, per scaricare tonnellate e tonnellate di terra da riporto, più volte da me segnalato in passato, senza avere avuto riscontri da parte dell’Amministrazione. Oggi, però, risulta idoneo per costruirci sopra immobili che saranno abitati da cittadini ignari, provenienti dal territorio circostante. 3) Negli atti manca la fideiussione, cioè lo strumento di garanzia per i cittadini e per gli Amministratori di vedersi realizzate le opere di urbanizzazione. C’è la traccia di una fideiussione che ha avuto la durata di un anno, a fronte di opere urbanistiche da realizzarsi in dieci anni, con il rischio che alla fine dei lavori, la società costruttrice può tranquillamente dichiararsi fallita e far ricadere le opere di urbanizzazione sui cittadini labicani o sui residenti, ignari del fatto che l’amministrazione si è dimostrata “disinvolta” nei controlli e nell’applicazione della legge. Se non ci volete credere, provate a chiedere ai cittadini che abitano a Santa Maria nella zona lontana dagli occhi indiscreti, a cui hanno promesso, me testimone e promotore dell’incontro, di risolvere la questione nel breve periodo, ma che ancora aspettano invano l’intervento divino per vedersi realizzato ciò che gli è dovuto, e a cui appiopperanno anche i disagi di questa ultima variante, che ha

tutte le caratteristiche delle precedenti. 4) Quando si presenta un Piano di Lottizzazione vengono richieste anche le foto del sito per verificare lo stato del luogo ove verranno eseguiti i lavori. Si dà il caso che da un riscontro della cartografia è emerso, guarda la combinazione!, che le foto scattate nel lontano 2003, quando la prima lottizzazione venne approvata, sono le stesse del 2007, quelle della variante. Per la chiarezza, si sono limitati a scannerizzare le vecchie foto senza preoccuparsi minimamente di scattare le nuove, che, a mio modesto giudizio, ma anche a norma di legge, servono a dimostrare le condizioni orografiche dell’area in oggetto, la cui variazione (riempimento del buco) non si evince dalla cartografia esistente, in quanto, forse, non aggiornata. Per capirci, quello che era un buco ora non lo è più. Su questo buco, ora diventato piano, si andrà a costruire le case. Ma il buco ora diventato piano, resterà piano o ridiventerà buco? 5) L’intero sito è attraversato dai cavi dell’alta tensione. Questo, infatti, è stato il motivo che ha generato la richiesta di variante, perché nel frattempo un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri ha rivisto le distanze dai cavi dell’alta tensione e il sito in oggetto non aveva i criteri di legge. Dagli atti risulta che l’ente gestore dei cavi di alta tensione ha stimato la distanza di rispetto in 153 ml. Se la matematica non è un’opinione, 153 diviso 2, fa 76,5, ciò significa che l’immobile da costruire deve essere posto a una distanza non inferiore di 76,5 ml. Perché allora è stato accettato un progetto che presenta una distanza di 72 ml dal corpo dell’edificio, così come espressamente dichiarato nel progetto stesso? Forse mi devo spiegare meglio: il corpo di fabbrica cadeva quasi per intero sotto i cavi dell’alta tensione; nella variante questo corpo viene spostato all’angolo più lontano, ma non ancora sufficiente per essere al riparo dalla distanze richieste e che guarda caso, i confini coincidono con il settantaduesimo metro della campata in questione (cioè le distanze dai cavi). Non sicuri, a buon esito, abbiamo chiesto sia all’Assessore all’Urbanistica, Di Stefano, sia al responsabile dell’Ufficio Tecnico, Arch. Taccheri, una dichiarazione giurata sul rispetto della distanza. Hanno risposto picche. 6) Gli standard urbanistici previsti dalla lottizzazione ricadono per intero ed in perpendicolare sotto i cavi dell’alta tensione. Tra gli standard previsti ci sono quelli di interesse comune (che so, una piazza, una chiesa, un po’ di verde, forse un parco, una scuola, insomma, tutto quello che si stimerà utile ai cittadini), un parcheggio, e altro. Domanda: ma se le onde elettromagnetiche sono dannose per chi ci abita, non sono anche pericolose per


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chi ci va a giocare, per chi parcheggia, per chi si siede su una panchina del parco, ecc? Anzi, a ben vedere, l’esposizione è ancora più forte, visto che i cavi sono posti perpendicolarmente agli spazi in questione! 7) Manca un nuovo computo metrico che serve a calcolare, ad esempio, il costo delle opere da eseguire e su cui si adegua la fideiussione da depositare. 8) Manca la perizia geologica che deve tenere conto del corpo di fabbrica che si andrà a costruire. Ora non ricordo se manca altro o se ci sono altre lacune, ma credo che questo da solo basta a non votare questa variante, soprattutto se si tiene conto che l’esposizione continua ai campi elettromagnetici genera tumori e leucemie, così come gli studi hanno accertato. Malgrado le nostre puntuali osservazioni e malgrado il fatto che alcuni consiglieri di maggioranza annuivano alle nostre argomentazioni, alla fine della discussione, che è durata parecchio, tutti, compatti, allineati e coperti, hanno votato a favore, se si esclude un voto di astensione di un consigliere. Noi di Cambiare e Vivere Labico, manco a dirlo, abbiamo votato contro, allegando ben 11 foto, scattate da me in tempi diversi e ben due relazioni sulla pericolosità delle onde elettromagnetiche. Per completezza dell’informazione i due consiglieri Galli, Alfredo e Luciano, al momento della trattazione del punto all’ordine del giorno si erano allontanati dall’aula. Sinceramente non ho capito perché, visto che non si parlava di parenti, o forse erano affari di famiglia? Boh, non me ne sono accorto! Con questo voto abbiamo perso tutti, noi della minoranza, anche se ci siamo battuti come leoni; i consiglieri di maggioranza (con pochi scrupoli); i cittadini di Labico, che vedono depauperarsi sempre di più il proprio territorio; ma soprattutto coloro che compreranno casa ignari della situazione, che si troveranno arrostiti senza saperlo e se non finiranno arrostiti, saranno soggetti a rischio di tumore e leucemie, così come emerge dai documenti che abbiamo allegato in sede di dibattimento a sostegno del nostro voto contrario, a patto che non intervenga qualche fatto nuovo che ne blocchi la delibera. L’unico che ci ha guadagnato in tutto questo è stato l’amministratore unico di quella società che ha comprato da se stesso, ha venduto ad altri la bufala per 1.000.000,00 di €, e se la ride sotto i baffi. O è senza baffi? Boh, non ricordo bene.

In consiglio le nostre battaglie di Benedetto Paris Anche dall’opposizione si può fare qualcosa per i cittadini, non solo modificando le proposte dell’amministrazione, ma anche mettendo al centro delle discussioni consiliari temi, problemi, idee, proposte

scritte di nostro pugno, stimolando il Consiglio comunale a prendere posizione o addirittura decidere e obbligare l’amministrazione ad attuarle. Questo è il senso della mole di interrogazioni fatte in questi tre mesi, a cui però ancora non arrivano risposte ufficiali e per cui abbiamo dovuto accontentarci delle spiegazioni ufficiose e a mezza bocca dei responsabili tecnici oppure di qualche delegato tra un consiglio comunale e una visita in comune. Ma non ci sono solo le interrogazioni consiliari. Infatti la settimana passata abbiamo presentato una mozione consiliare, che ha valore vincolante se approvata, e una proposta di delibera consiliare, inserite nei punti all’ordine del giorno nella richiesta di convocazione del consiglio comunale, che dovrà essere convocato, per statuto, entro 20 giorni. Vogliamo sollecitare il consiglio comunale e l’Amministrazione, provando dall’opposizione a cambiare questo paese e lavorare nell’interesse dei cittadini. Le proposte presentate non sono altro che la potenziale concretizzazione di battaglie che portiamo avanti, in particolare come Sinistra giovanile, dal 2003, quando chiedevamo già l’istituzione dell’ufficio Informagiovani e del Consiglio dei Giovani e proprio questi sono i temi al centro della mozione, il primo, e della delibera, il secondo. Vogliamo che i ragazzi di Labico non debbano andare dal “politicante” di turno per trovare un posto di lavoro, ma che abbia un ufficio, un soggetto pubblico che gli presenti le opportunità per una crescita culturale, formativa e lavorativa autonoma, che meglio si leghi con le sue capacità e che lo aiuti a svilupparle. Questo è l’Ufficio Informagiovani, un posto dove trovare informazioni su occasioni lavorative, scuola, università, corsi professionali ed eventi culturali e ricreativi. Un servizio che da questo anno la Regione Lazio ha messo al centro del Piano Triennale per le Politiche giovanili e per cui sono stati stanziati già 300.000 euro. La delibera invece riguarda l’Istituzione del Consiglio dei giovani, un organismo previsto già da una legge del 2003 regionale, anch’esso al centro del Piano triennale della Regione Lazio e elemento fondamentale della Legge per la partecipazione dei giovani nelle decisioni politiche, approvata questa estate dal Consiglio regionale. Il Consiglio dei Giovani, finanziabile dalla Regione Lazio presentando domanda entro il 31 marzo di ogni anno, è composto da ragazzi dai 15 ai 25 anni e viene eletto con normali elezioni in cui tutti i ragazzi residenti dai 15 ai 25 anni potranno votare. Adesso sarà responsabilità di tutti i consiglieri discutere e trasformare in servizi concreti e spazi di rappresentanza e partecipazione queste due proposte, naturalmente con tutta la disponibilità al confronto ed alla condivisione da parte di noi consiglieri proponenti, con l’augurio che tutti ci ricordiamo che conta l’oggetto della discussione e quello che offriamo alla cittadinanza e non chi l’ha proposto.


Anno 1, numero 22

17 novembre 2007

Cambiare e Vivere Labico News Speciale Consiglio Il nuovo corso della Giunta Molti sono convinti che fare opposizione non serva praticamente a nulla. Che sia tempo perso. Che, una volta riaffermato il potere, gli amministratori proseguano per la propria strada incuranti di tutto e di tutti e soprattutto incuranti delle sollecitazioni dei consiglieri di minoranza. Certo in situazioni “normali” sarebbe impensabile che una maggioranza non cercasse un confronto che possa essere di stimolo e di dialogo con chi è portatore di culture e di istanze differenti, ma non a Labico, dove, nella politica locale, si è sempre fatto ricorso a metodi molto “spicci” nel confronto politico: si fa come diciamo noi, punto. Se vi sta bene è così e se non vi sta bene è così comunque, tanto abbiamo i numeri per decidere. Sotto questo aspetto non è cambiato moltissimo e una certa malcelata protervia emerge dai modi e dai toni di alcuni esponenti della maggioranza. Però ci sono evidenti segnali che la sicumera che hanno ostentato fino ad ora si va via via ridimensionando e proviamo ad analizzarli. Una delle domande che mi ero sempre posto negli anni precedenti era per quale ragione l’amministrazione comunale non sentisse il bisogno di “comunicare” in merito al proprio operato. Come mai non sentissero l’esigenza di spiegare le proprie scelte e di illustrare la bontà (o l’ineluttabilità) delle proprie decisioni non è dato saperlo. Si aveva l’impressione di avere a che fare con un muro di gomma. Informazioni sugli atti e sui contenuti pochissime, il minimo indispensabile. Spiegazioni ancora me-

di Tullio Berlenghi no. Dimostrando così di avere ben poco rispetto non solo delle regole democratiche, della trasparenza e tutte le baggianate che dicono “quelli” dell’opposizione, ma anche dei propri elettori, ai quali è sufficiente rivolgersi solo poche settimane prima delle votazioni per poi lasciarli nell’oblio fino alla successiva tornata elettorale. Invece adesso si vedono i primi timidi (e anche un po’ goffi) segnali di voler cambiare approccio. La nostra amministrazione sente il bisogno di magnificare la propria azione politica. Infatti ha deciso di dotarsi di un vero e proprio ufficio stampa. Ha intensificato l’invio di comunicati. Ha persino – ed è la prima volta nella storia labicana – cercato di dare vita ad una pubblicazione politica del gruppo consiliare di maggioranza. Certo l’autocelebrazione in alcuni casi rasenta davvero il ridicolo e il paragone tra la Svizzera e Santa Maria-Le Vignole grida vendetta ed offende l’intelligenza di chi in quel quartiere ci vive e subisce i disagi e i problemi della sciatteria di amministratori che non sono stati capaci di dare le infrastrutture minime (quelle previste dalla normativa) necessarie al quartiere. Ciò che appare francamente imbarazzante è che ci si vanti di avere fatto una parte (e pure modesta) di quanto fosse obbligatorio fare ai sensi delle vigenti norme urbanistiche. Per usare una metafora familiare per qualche nostro amministratore è come aver concordato con un ristoratore un pasto completo per una ricorrenza, il quale ci porta il primo dopo un tempo interminabile per poi venire al tavolo a chiedere i complimenti per l’ottimo servizio reso. E il secondo? E il dolce? E tutto il resto? Chiediamo noi ingenuamente. La metafora calza anche per l’assonanza tra le portate (primo e secondo) e le opere (primarie e secondarie). Certo il dolce non c’è, ma in compenso non si è lesinato sull’amaro, che gli abitanti di Santa Maria masticano ormai da tempo immemore. Altra surreale comunicazione è quella relativa alla progressiva trasformazione del brutto anatroccolo in meraviglioso cigno del nostro simpatico paesello (quello di cui il sindaco si vergognava, teniamolo a mente). E uno si chiede quali meravigliose opere siano state realizzate. Il rifacimento delle facciate del centro storico? O la messa in sicurezza della via Casilina? O la “vera” messa in posa dei marciapiedi a più riprese vantate Segue a pag 2…


Cambiare e Vivere Labico News Segue da pag 1… di cui però non si è mai vista traccia?

Niente di tutto questo. Qualcosa di ancora più importante e che rende “il comune di Labico sempre più bello” (testuali parole, sic): i rinnovati uffici di sindaco e assessori. Tutti nuovi di pacca, molto gradevoli e accoglienti. Certo in tutto questo non si è trovato uno straccio di buco per l’opposizione, alla quale è precluso il diritto di esistere (politicamente) e che non ha uno spazio dove svolgere il proprio lavoro. Inoltre l’altro grande risultato dell’operazione di restyling (e di cui ci si fa vanto nel comunicato) è che è stato eliminato il consultorio. In teoria semplicemente trasferito a spese degli spazi del centro anziani, ma in pratica scomparso dal territorio comunale, relegando i cittadini labicani ad un ruolo di serie B. Infatti chi ne ha bisogno, oltre a doversi recare a Valmontone, dispone anche di un solo giorno alla settimana (il mercoledì) per le proprie esigenze. Ma i labicani non se ne faranno certo un problema: saranno ben lieti di dover sopportare qualche disagio, al pensiero che – in compenso – gli uffici del sindaco e degli assessori hanno poltrone comode e confortevoli. Anzi c’è chi ha in programma una raccolta di firme per eliminare gli scuolabus e fornire tutta la giunta di auto blu con autista. E Labico diventerà sempre più bello.

Per conoscere la nostra attività e quella dei cinque consiglieri www.cambiareeviverelabico.it www.cambiarelabico.splinder.it benedettoparis.ilcannocchiale.it mail. viverelabico@libero.it cambiarelabico@tiscali.it cell. 3208597261 3283789894

I primi passi della Commissione Statuto Iniziati i lavori della Commissione per la modifica dello Statuto e del Regolamento Consiliare. Ogni martedì le riunioni. La Commissione è formata dal sottoscritto e Tullio Berlenghi per la minoranza e dal Vicesindaco Galli, dall'Ass Di Stefano, dall'Ass. Prestipino per la maggioranza e dal Sindaco Giordani, di diritto. Sin dalla prima riunione è emerso in modo chiaro, fin troppo, che unico vero interesse dell'Amministrazione sia quello della riduzione dei tempi degli interventi dei consiglieri in aula e i pochi necessari aggiustamenti ai testi che sono entrambe antecedenti al 1997 ed al 2000, ovvero alle riforme Bassanini e al Testo Unico degli Enti Locali, che hanno riformato tutto il sistema degli Enti locali. Naturalmente siamo fermamente contrari a queste riduzioni e ad una visione “minimalista” delle modifiche dello Statuto e del Regolamento. Come rappresentanti dell’opposizione, invece, abbiamo cercato di dare maggiore respiro alla discussione, proponendo revisioni concrete e sostanziali, soprattutto rafforzando funzione e ruolo delle Commissioni Consiliari, del Presidente del Consiglio comunale e dei Capigruppo. Inoltre è occasione, questa revisione, per inserire buone pratiche sperimentate in altri comuni in questi ultimi anni, come il bilancio partecipato ed altri strumenti di condivisione, oppure rafforzare gli strumenti ed i luoghi di ag-

di Benedetto Paris

gregazione, rappresentanza e partecipazione dei cittadini. Questi sono i principi alla base delle proposte che faremo, rispettando il programma che abbiamo presentato agli elettori per le passate amministrative. Sul mio blog (www.benedettoparis.ilcannocchiale.it) e su www.cambiareeviverelabico.it, naturalmente, i prossimi resoconti e le nostre proposte. Ad oggi si è arrivati a discutere solamente i primi 10 articoli dello Statuto e ci si è soffermati soprattutto su quattro articoli: - il preambolo. Quello attuale è scarno, e fa riferimento solo alla Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del '48, ed allo sviluppo dell'uomo senza discriminazioni. Abbiamo proposto di approfondirlo e allargarlo a principi come il rispetto e la valorizzazione delle radici culturali e del territorio e dell'ambiente di Labico, oggi questioni dirimenti, a fondamento di un agire politico e istituzionale. Il prima possibile porterò una proposta di riscrittura che sarà valutata; - Art. 8, comma 4 , le associazioni. "Stranamente" c'è stato un certo astio nei confronti delle associazioni e così su proposta dell'Ass. Di Stefano si è discusso sull'opportunità di non rendere automatica l'iscrizione delle asso-


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ciazioni nel registro comunale, ritenendo che sia necessario un vaglio da parte dell'amministrazione, cosa che, come abbiamo fatto notare, inserisce un potere discrezionale per l'Amministrazione semplicemente assurdo. Si è rimandata la discussione, ma intanto la proposta abbozzata dal Vice Sindaco Galli di eliminare la Consulta delle Associazioni non è stata presa in considerazione. Rimane però il problema di un suo regolamento serio e della sua applicazione; - Art.10. Lunga ed importante discussione sulla possibilità o meno dei cittadini di partecipare alle scelte amministrative. La discussione è nata sul diritto o meno dei cittadini non residenti di fare proposte all'Amministrazione e su chi dovesse rispondere. L'Ass. Di Stefano riteneva che questo fosse e che necessitasse di ulteriori spiegazioni l'aspetto della competenza. Dopo un battibecco tra lui e Prestipino, un tentativo molto simpatico del Sindaco di trovare la quadra, la proposta restrittiva di Di Stefano è stata respinta. Qui noi, invece, abbiamo avanzato l'idea di inserire un terzo comma per dare la possibilità ai cittadini di presentare delle proposte di ordine del giorno e di delibera consiliare sostenuta da almeno 200 firme, con la disponibilità a discutere l’aumento di questo numero. In sostanza una sorta di "proposta di delibera di iniziativa popolare". Le risposte sono state imbarazzanti ed obiettivamente c'è una idea di democrazia differente tra noi e parte, almeno, della maggioranza. Se per noi Democrazia è partecipare,

attraverso i propri rappresentanti democraticamente eletti, ma anche direttamente nei casi e nei modi stabiliti (e si trattava di stabilirne uno), per altri esponenti della maggioranza chi vince governa e chi viene eletto rappresenta tutti i cittadini, senza possibilità di strade alternative o aggiuntive per dire la propria. Purtroppo non c'è stato modo di superare questa visione ultrakelseniana della democrazia e la proposta è stata bocciata da parte della maggioranza, ma abbiamo chiesto che sia riportata in discussione nel dibattito consiliare. - Art.11, quello sulla partecipazione. Per adesso siamo riusciti solo ad abbozzare delle proposte, perché si è deciso di rimandare alla riunione successiva la discussione. Per noi pensare a strumenti di partecipazione è fondamentale, per allargare al massimo la coscienza di quello che si fa e la responsabilità civica e civile tra i cittadini e per avvicinarli alle istituzioni. Anche così, nel piccolo, si sconfigge la cattiva politica. Per questo abbiamo proposto di prevedere percorsi di partecipazione nelle scelte (un esempio è il bilancio partecipato), un regolamento ed un impegno a favore dell'istituzione dei Comitati di quartiere, l'istituzione del Consiglio dei Bambini, ed il Consiglio dei Giovani. Alla prossima riunione la lunga discussione su questo articolo.

Lettera al Prefetto Al Prefetto di Roma via IV novembre 119/a 00187 Roma Gent.mo sig. Prefetto, faccio seguito alla missiva inviata in data 10 ottobre u.s. da parte dei membri del gruppo consiliare “Cambiare e Vivere Labico” in merito al mancato rispetto, da parte del sindaco e della maggioranza consiliare di Labico, di quanto stabilito dalle norme statutarie e regolamentari del Comune di Labico. Oltre alla già segnalata mancata costituzione delle commissioni consiliari previste dall’articolo 30 dello Statuto comunale, desidero fare presente che la nostra richiesta di convocazione di consiglio comunale - effettuata ai sensi del comma 4 dell’articolo 28 dello Statuto (attuativo, a sua volta, del comma 2 dell’articolo 39 del d. lgs. 267/2000, recante Testo Unico degli Enti Locali) per ovviare al reiterato inadempimento dell’obbligo di rispondere alle interrogazioni consiliari – è stata disattesa, nonostante siano trascorsi i venti giorni previsti dalla legge entro i quali il Sindaco avrebbe dovuto fissare la data di convocazione del consiglio. Mi trovo pertanto a dover chiedere ancora una volta il Suo autorevole intervento presso il Sindaco di Labico affinché venga garantito il rispetto delle disposizioni statutarie e regolamentari del Comune, nonché delle norme statali che regolano il funzionamento degli enti locali. RingraziandoLa per l’attenzione e in attesa di un cortese riscontro Le invio i miei più cordiali saluti. Tullio Berlenghi capogruppo Cambiare e Vivere Labico


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Labico e le ricorrenze “personali”

di Benedetto Paris

Sempre più appare quanto questa maggioranza si senta “padrona” delle istituzioni del nostro comune. Forte del potere politico ed economico che ha, forte dei numeri in Consiglio comunale, forte delle norme maggioritarie che rafforzano gli esecutivi rispetto agli altri organismi, Sindaco e Giunta fanno e disfanno a loro piacimento. E’ una questione di metodo, di approccio alle istituzioni che è sempre più palese. Stavolta però si è arrivati all’assurdo. Niente di grave per i cittadini, niente di dannoso per il paese, ma fuori da ogni regola e da ogni principio istituzionale. Di che parlo? Di una data: il 4 novembre. Come tutti sappiamo, da buoni cittadini ed ex scolari, in quel giorno si festeggia la vittoria della I guerra mondiale, vittoria seguita ad una guerra drammatica, con milioni di morti negli eserciti e in quello italiano, vittoria che contribuì in modo determinante anche all’Unità d’Italia e che tanto segnò la storia della nostra nazione, specie gli anni che vanno dal 1918 al 1923. Ma non è di storia che stiamo parlando. La ricorrenza del 4 novembre ricorda il sacrificio di tanti cittadini italiani, anche labicani (il monumento ai caduti è per loro), e ricorda quindi il sacrificio delle Forze Armate nella difesa del territorio e degli interessi nazionali. Quella data ha quindi un valore unico ed in tutta Italia è stata festeggiata. Tranne che a Labico. Perché? Per la solita indifferenza istituzionale (a Labico non si festeggia il 25 aprile, il 2 giugno e tante altre date, il Comune si limita al manifestino carino carino che però non fa cultura e senso delle istituzioni e della storia di uno Stato e di una comunità)? O forse perchè il Sindaco non c’era e quindi non sia mai che qualcun altro indossasse la fascia tricolore (a quanto pare men che mai il Vice Sindaco)? In ogni caso credo si tratto solo di futili motivi, forse addirittura di “politica interna”. A Labico si spostano le commemorazioni ufficiali e il 4 novembre diventa l’ “11 novembre”. Non si è fatto male nessuno, non è caduto il mondo, ma essere lì a questa ricorrenza “personale” non ci sembrava degno. Per questo si è sacrificato il nostro Capogruppo, per rispetto comunque dell’oggetto della commemorazione, in rappresentanza del gruppo consiliare. Speriamo vivamente che nel futuro le istituzioni e le sue commemorazioni siano più rispettate.

E mò basta!!! Nun te regghe più…. (a cura di Ruggero Mariani) Visto che non si può più andare avanti per le offese e male parole arrecate in consiglio comunale, mi faccio promotore per una proposta di modifica allo statuto comunale con l’inserimento di alcuni articoli che prevedano una serie di pene per le offese e gli insulti arrecati alle persone. E mò basta!!! È il testo che il consigliere di maggioranza Sig. De Martino ha evidenziato sul suo (almeno credo) giornalino. Riflessione da persona ignorante: ma scrive a nome suo, della lista “Rinnovare per Labico”, o a nome di tutta l’amministrazione comunale??????? Boh. Ora veniamo ad altre riflessioni (sempre da persona ignorante) su quello che viene detto dal signore di cui sopra: “Taluni consiglieri di minoranza non finiscono mai di offendere i consiglieri di maggioranza” … “questo sterile quanto arido ostruzionismo logorroico verbale”(offesissime!!!), In merito a queste argomentazioni lascio riferire ad altri che sono stati sempre presenti ai consigli. Ah! dimenticavo, sempre rivolgendomi al signore di cui sopra, a proposito del TEMPUS FUGIT, parole sue!!! “alla fine dell’estenuante seduta del consiglio, per motivi personali di più Consiglieri, il Sindaco decide di chiudere la seduta e rimandare al prossimo Consiglio Comunale la discussione dei punti rimasti aperti. Non si riesce per l’ennesima volta, a discutere delle interrogazioni presenta-

te dalla minoranza. Non certo per volontà del Sindaco o della Maggioranza, ma solo perché non c’è proprio il tempo materiale per farlo” queste le esatte parole riportate dal giornalino, ora: chi vi ha mandato ad amministrare non ha diritto ad avere da voi il tempo materiale che occorre per discutere di qualsiasi argomento? Ancora: il vostro impegno in consiglio comunale è remunerato dalle giornate di permesso che prendete al lavoro e che costano soldi alla comunità (che deve rimborsarle) e che dovreste impegnare proprio per discutere dei problemi del nostro paese. Quindi bisognerebbe cercare di liberarsi da eventuali “impegni personali”. Indubbiamente può accadere che uno o due consiglieri (su sedici) abbiano problemi davvero importanti ed indifferibili. In quel caso lasciano il consiglio, che può tranquillamente proseguire i lavori con i consiglieri rimasti. Altrimenti nei cittadini, che aspettano da voi impegno e risposte, potrebbero pensare che quello degli impegni sia un alibi per non affrontare le questioni più spinose e soprattutto gli stimoli che vengono dalla minoranza. A questo punto uno si chiede: perché non audio-video-registriare le sedute dei consigli comunali? Questo per fare in modo che si riescano a contare quante offese vengono fatte, dirette a chi, e soprattutto la gravità delle stesse, in modo da poter successivamente far scontare le relative pene inflitte per ogni tipo di offe-


Anno 1, numero 22 sa, così come previsto dalle modifiche da apportare allo statuto comunale. Anzi, siccome si sta facendo la riforma del nostro statuto (comunale), io avrei qualche proposta da fare, c’è qualcuno che si fa promotore? Questi sono alcuni articoli da aggiungere allo statuto in revisione, tratti dal libro secondo dello Statuto del Castello di Lugnano. Dell’offese fatte al Governatore, altri Offitiali Cap V. Item statuimo che se alcuna persona offenderà il Governatore nell’offitio, ò per causa dell’offitio, ancorche stasse al sindicato incorra in pena di scudi cinquanta, e se gli dirà parole ingiuriose ò contumeliose incorra in pena di uno scudo per parola. Et se offenderà li Contestabili, et Offitiali per causa del loro offitio, ò nell’offitio incorra in pena di scudi venticinque. E se dirà parole ingiuriose incorra in pena di un ducato per parola ingiuriosa, e nella medesima pena incorra chi offenderà, ò ingiurierà il Fattore, ò Fiscale di Sua Eccellenza Illustrissima. E se il Mandatario per causa del suo offitio incorra in pena di scudi dieci, e se li minaccierà ad alcuno delli sopradetti con il dito ò con la testa incorra in pena di ducati cinque per volta. E se alcuno piglierà l’arme contro il Governatore, Contestabile e Mandatario, et altri huomini di Corte incorra in pena di scudi venticinque oltre alla pena delle offese se con dette armi offenderà alcuno di essi, et altre pene ad arbitrio di sua Eccellenza Illustrissima. Delle parole ingiuriose Cap. VII Item statuimo, et ordinamo che se alcuna persona dirà ad altri parole ingiuriose come cornuto, becco, ravaglioso, et altri simili parole, incorra in pena di tre giuli per parola, e se gli dirà Asino, traditore, assassino, ruffiano, furfante, o li darà mentita incorra in pena di giuli quindeci. E se gli rimprovererà, ò rinfacciarà ruina de suoi parenti, ò morte violente, ò altre ingiurie incorra in pena di scudi doi. E se gli farà fico, ò caso cavallo in pena di ducati dieci. E se dette parole ingiuriose se diranno da alcuna Donna ad altra Donna incorra in pena di giuli doi per parola, e nell’altri casi nell’ametà della pena. E se si diranno dette parole da putti minori di dieci anni non siano tenuti a pena alcuna, ma si ritenghino prigione ad’arbitrio del Governatore. Dell’ offese fatte con Arme Cap. IX. Item statuimo, che se alcuna persona offenderà, percoterà, ò ferirà alcuno con arme di ferro, spada, ò porta bastone, ò pietre ò altro che venga sottonome d’arme in testa con rottura di craneo, e carne con effussione di sangue incorra in pena di scudi dieci. Se con sangue e non con frattura di craneo in pena di scudi cinque. E se l’offenderà o percoterà in faccia et in gola con effusione di sangue della qual ferita sia perpetuamente da rimanervi cicatrice e segno incorra in pena di scudi venticinque, e se non rimanerà segno ne cicatrice in pena di scudi dieci. E se con dette armi sfoderate percoterà in testa ò in gola alcuna persona senza effusione di sangue incorra in pena di scudo uno e con arme non sfoderate in pena di mezzo scudo. E se dalla gola in abasso alcuno percoterà l’altro e lo ferirà con effusione di sangue incorra in pena di scudi cinque; Se non apparirà sangue ma contusione incorra in pena di scudi doi e mezzo. Et in ogni caso sia tenuto all’interesse e spese e medicamento dell’offeso, e ferito. Reservato sempre l’arbitrio di sua Eccellenza Illustrissima secondo la qualità de debiti e delle persone. Dell’ insulti Cap. X. Item statuimo che se alcuno assalirà ò insultarà alcuna persona

dentro di casa, entrando in essa incorra in pena di scudi dieci, e se non entrerà in scudi cinque se con arme. Ma se l’assalirà, ò insulterà senz’arme incorra in pena di giuli venticinque, e se l’insulterà in possesione propria, o che lavori esso insultato con arme, ò cosa che venghi sottonome, et appellatione d’arme, incorra in pena di scudi quattro, e se in altro luoco incorra in pena di scudi doi. E se metterà mano à storta ò spada contro alcuno con mal’animo per farlo dare in fuga, ò per offenderlo, se la sfodererà incorra in pena d’un ducato, e se non la sfodererà dette armi incorra in pena di cinque giuli. E nondimeno incorra anco nella pena imposta contro quelli, che portano l’arme al capitolo ottavo. Dell’ offese fatte senz’ Arme Cap. XI. Item statuimo, et ordinamo, che qualunque persona offenderà altri con pugno, ò schiaffo in faccia senza effusione di sangue incorra in pena di scudi doi, e mezzo, e se con effusione di sangue in pena di scudi cinque. E se in altra parte del corpo con effusione di sangue in pena di scudo uno, e se senza sangue nell’ametà di detta pena, se percoterà con calci con sangue incorra in pena di scudo uno, e mezzo, e se senza sangue in pena di scudo uno. Se gli mozzicherà in faccia e vi rimanga cicatrice perpetua in pena di scudi sette e mezzo, se senza cicatrice in pena di scudo uno e mezzo. Se li darà spinta per la quale lo farà cadere in terra in pena di scudi doi se con sangue se senza sangue in pena di mezzo scudo; e se per detta spinta non caderà in terra nell’ametà di detta pena. Se dopo che sarà in terra lo stascinerà per li capelli, ò per la barba per terra incorra in pena di scudi dieci, e se altrimente lo trascinerà, che per li capelli, ò barba nell’ametà della sopradetta pena incorra. E se li butterà in faccia sterco ò altra materia incorra in pena di scudi dodici oltre la pena dell’offese fatte in faccia, ò in altra parte del corpo come di sopra. Del non mettere in casa d’ altri cose brutte, e Libelli famosi Cap. XII. Item statuimo, et ordinamo, che se alcuna persona metterà, attaccarà, ò butterà sterco, corna, o altre cose simili alle scale, porte, e fenestre di Casa d’altri, ò l’imbratterà di fango, ò sterco, et altre cose simili per ingiuria ò li tirerà sassi alle porte e fenestre incorra in pena di scudi venti. E se vi attaccarà, ponerà libelli famosi, pitture, ò altre scritture per ingiuria ignominia, e disonore incorra in pena di scudi cinquanta, et altre pene maggiori ad arbitrio di sua Eccellenza Ilustrissima etiam corporali.

Ridiamoci sopra Dispiace non potersi dedicare con il giusto impegno ed approfondimento all’analisi esegetica del De Martino-pensiero e per questo non riusciremo mai a darci pace. Ciò nonostante bisogna dare assolutamente il giusto rilievo ad alcune coraggiose asserzioni, sul cui contenuto e del cui intimo significato vorremmo discutere a lungo. Il nostro ci ha regalato elisir di saggezza coma “chi governa, governa e chi fa opposizione, fa opposizione” oppure “se uno sente, sente, se uno non sente, non sente”. Inarrivabile. Il mondo della cultura freme nell’attesa dei prossimi scritti. Alcuni esperti avanzano delle ipotesi: “se uno cammina, cammina, se uno sta fermo, sta fermo”, ma anche “chi parla, parla, e chi tace, tace”. Certo, in alcuni casi, meglio tacere.


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Ma che ce frega!!! La prima “vera” pubblicazione politica della coalizione che amministra il Paese (non fanno testo gli opuscoli pseudo-informativi del comune, che dietro un’apparenza istituzionale svolgono artatamente funzione di propaganda) merita indubbiamente una replica. Intanto va detto che, come opposizione siamo ben lieti di questa uscita, perché il dibattito politico è essenziale per la democrazia e va premiato il coraggio di confrontarsi con i propri oppositori. Coraggio che, fino ad ora, era mancato e chissà che un domani non si riesca addirittura ad avere il famoso confronto pubblico, al quale i nostri avversari si sono sempre sottratti. Un primo esame della pubblicazione - anno 1, volume 1 (volume?) – rileva un uso un po’ approssimativo della lingua italiana. Ad esempio si accusa l’opposizione di dire “falsità” sull’operato dell’amministrazione. Ora, il termine falsità normalmente si utilizza per descrizione di fatti che non corrispondono al vero. Ora, i fatti per loro natura sono caratterizzati dall’oggettività, per cui anziché apodittiche dichiarazioni del tipo “non fanno altro che raccontare falsità” bisognerebbe citare i fatti e spiegare quali siano le eventuali affermazioni che li riportano in modo infedele, altrimenti si abbaia alla luna. Altra questione riguarda le opinioni, che possono essere completamente divergenti, ma tutte legittime, e il compito della politica è esattamente quello di confrontarle e di dare la possibilità ai cittadini di prenderne conoscenza e di elaborare una propria autonoma convinzione. Il fatto di affermare un’opinione non coincidente con quella di De Martino non è un delitto di lesa maestà, ma l’esercizio di un diritto. Anche la questione delle vignette (di cui mi assumo la paternità) è sintomatica di un preoccupante concetto di democrazia. Intanto è costume diffuso quello di accusare la satira di essere di cattivo gusto. La satira non deve piacere per forza e spesso non piace a chi ne è il soggetto (l’autoironia è una dote molto rara), ma metterne in discussione la legittimità è stato spesso in passato un primo passo verso la censura. Per quanto riguarda gli aggettivi usati in proposito andrebbero spiegati meglio. Parlare di cinismo sembrerebbe quasi voler riconoscere implicitamente che le vignette sono meno distanti dalla realtà di quanto non si vorrebbe far credere. E poi sarebbe interessante sapere chi sono tutti questi innocenti messi alla berlina. Altre riflessioni. Nessuno ha mai “ordinato” a chicchessia di intervenire. Casomai è stato fatto un invito a dare la propria opinione in merito a questioni di grande interesse per il paese. Ora se è legittimo non esprimersi è altrettanto legittimo chiedere di farlo. Inoltre affermare di esprimere le proprie valutazioni esclusivamente nei preconsigli (che sono riunioni private e prive di ogni valenza giuridica e politica) vuol dire dimostrare ben poca

di Tullio Berlenghi considerazione dei cittadini, i quali – se vogliono conoscere le posizioni ufficiali dei consiglieri comunali – hanno come principale strumento proprio il dibattito consiliare ed è quello l’ambito nel quale è più opportuno spiegare le ragioni delle proprie scelte. Circoscrivere i propri interventi a riunioni interne non è di grande aiuto per la trasparenza. Sulla critica per aver cercato di valutare nel modo più ampio possibile gli interventi di trasformazione del territorio, la posizione di De Martino mi sembra sintomatica. Da un lato c’è il gruppo consiliare Cambiare e Vivere Labico che chiede la massima trasparenza, la massima correttezza nel momento in cui si destina una porzione del territorio ad una funzione edificatoria. Da un lato c’è un’opposizione che chiede il rispetto delle regole urbanistiche e della tutela ambientale. Da un lato ci sono consiglieri comunali che si preoccupano che gli interessi economici dei privati non vengano anteposti alla salute pubblica e alla qualità della vita dei cittadini. Dall’altra parte c’è Angelo De Martino che dice “Ma che ce frega!” (testuali parole). Chapeau. La sua posizione non merita ulteriori commenti. Sulla vicenda del verbale non sarei voluto tornare, ma è evidente che a De Martino è sfuggito il nocciolo della questione. Non si è trattato di aver riportato in modo impreciso un elemento marginale del verbale, ma la modifica della proclamazione del risultato di una votazione. Perché la frase pronunciata era elemento essenziale (anche se non sufficiente) per determinare l’efficacia giuridica dell’atto. E, come ho avuto modo di spiegare in consiglio comunale e di ribadire nel mio resoconto, tutti erano consapevoli del risultato. Sia i consiglieri di maggioranza (non ricorda De Martino il silenzio e gli sguardi interrogativi che si sono scambiati subito dopo?), sia quelli di minoranza (Ça va san dir), sia il pubblico presente, sia chi per i giornali locali ha correttamente riportato l’esito della votazione. Dice bene De Martino: i disturbi della memoria di norma avvengono progressivamente e la subitaneità di quello che ha colpito l’intera maggioranza è davvero singolare. Rassicurante la frase in cui si afferma di non voler mettere a repentaglio la salute dei cittadini. Peccato che ometta di citare i dati (da noi portati a conoscenza del consiglio comunale e che abbiamo chiesto di mettere agli atti) dai quali si evince che i bambini che andranno ad abitare nella lottizzazione “La rondine” vedranno triplicare il rischio di ammalarsi di leucemia (ah, dimenticavo: “Che ce frega!”). Infine un suggerimento per il prosieguo della sua attività informativa: i resoconti conviene farli in tempi brevi, perché a distanza di un mese la cronaca di un consiglio comunale, come si dice a Labico, è bella che spuzzita!!


Anno 1, numero 23

8 dicembre 2007

Cambiare e Vivere Labico News Speciale Consiglio Resoconto dell’ultimo consiglio comunale Giovedì 29 novembre si è svolto il quinto Consiglio Comunale della nuova legislatura amministrativa locale. Un Consiglio che possiamo definire tecnico, in cui non sono mancati, però, momenti di confronto serrato, soprattutto da parte nostra. E’ doverosa una precisazione. Il 16 novembre, il nostro capogruppo, Tullio Berlenghi, aveva inviato una comunicazione ufficiale al sindaco, facendo presente che sarebbe stato impegnato il 28 e 29 novembre con la finanziaria e chiedeva di individuare una data diversa nel caso in cui si pensava di convocare il Consiglio. Malgrado ciò, il Consiglio è stato convocato il 29. Tullio ha chiamato il sindaco, che si è scusato dicendo però che non c’erano altre possibilità per convocarlo in data diversa, considerate alcune impellenti scadenze. E’ chiaro che se si aspetta l’ultimo momento utile per discutere di alcuni punti inevitabilmente si arriverà allo scadere dei termini. Comunque siamo riusciti ad arrivare ad un compromesso, abbiamo chiesto di discutere solo i punti non prorogabili rimandando il resto a un prossimo Consiglio. Proposta accettata e i punti da undici sono diventati cinque, con l’aggiunta di un sesto che ci trascinavamo da tempo. Sul primo punto, “Approvazione dei verbali precedenti”, poco da dire. Messo ai voti è passato all’unanimità. Secondo punto, “Variazione in via d’urgenza al bilancio annuale di previsione”. Qui c’è stato parecchio da dire, anche perché venivano mosse cifre nel comparto scolastico, che a nostro avviso

di Maurizio Spezzano

- così come è stato poi confermato dalla maggioranza non erano di competenza dell’amministrazione comunale. Per intenderci vengono mossi 14.000 Euro, che coprono spese di collaborazione scolastica che sono di competenza del Ministero della Pubblica Istruzione e, a nostro avviso, questa variazione equivale ad una forzatura. Abbiamo molto insistito su questo aspetto, fino a far ammettere alla stessa amministrazione che avevamo ragione noi, ma si sono giustificati con l’urgenza del caso. E’ chiaro che l’urgenza è stata creata dall’incapacità di programmare l’attività nella parte competente dell’amministrazione. Siamo inoltre convinti che il “disguido” dell’amministrazione sia dovuto alla mancata comunicazione al CSA della giusta collocazione della classe aggiunta, cioè da un edificio diverso da quello preposto. Se ciò fosse stato fatto per tempo e nei modi stabiliti dalla legge, le spese di collaborazione sarebbero state a carico della Pubblica Istruzione e non invece della collettività labicana, perché quello che bisogna mettere in chiaro è che questa cifra, che non è di “soli” 14.000 Euro, ma molto di più - qualcosa come 26.000 se si aggiungono anche pulizie, mensa, trasporto e altro - sarà a carico dei cittadini. Non vi sembra che stiamo pagando un po’ troppo l’assunzione senza criterio di quattro “collaboratori scolastici” che ricoprono mansioni del tutto illegalmente e senza titolo, per l’incapacità di un’amministrazione incompetente in campo scolastico e non solo? Il personale della scuola viene attinto da apposite graduatorie provinciali, sia docen- Segue a pag 2…


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Segue da pag 1… te che non docente; perché allora queste persone lavorano pur non avendone titolo, saltando a piè pari decine e decine di persone che da anni stanno in graduatoria avendone titolo e aspettano di lavorare? A voi la sentenza ultima, noi abbiamo messo in risalto il problema e l’inadeguatezza della struttura che ospita bambini così piccoli. Anche il plesso, secondo me non è a norma, perché andavano fatti dei lavori di adeguamento della struttura, idonea ad altro ordine scolastico, ma non a questo. Abbiamo fatto mettere a verbale una nostra dichiarazione in cui si giustificava il nostro voto di astensione, solo per rispetto delle famiglie e dei piccoli alunni, non certo per l’amministrazione comunale. Dimenticavo, abbiamo tirato fuori una lettera del Dott. Bruno Pagnani, Direttore Generale dell’USR del Lazio, in cui diffidava sia il Dirigente Scolastico che l’Amministrazione comunale, quanto di loro competenza “… a non avviare iniziative scolastiche senza avere la certezza degli atti che regolano la materia”. Allora non eravamo matti nell’atto della contestazione! Voti: loro a favore; noi, astenuti. Il terzo punto, trattava un ulteriore “Variazione in via d’urgenza al bilancio annuale di previsione” ed anche in questo caso abbiamo contestato spostamenti e assestamenti che vanno ad inficiare una corretta prassi amministrativa. Abbiamo rilevato che molte voci si riferivano all’attività dell’amministrazione, che in alcuni punti sembra un pozzo senza fondo, alla mancanza di certezza delle entrate in alcuni casi e di entrate in aumento in altre. Anche in questo punto abbiamo ripreso la polemica sulla scuola, considerato che alcune cifre erano presenti in questa delibera di Giunta che si chiedeva di ratificare e non sull’altra. Insomma una variazione complessiva di 141.031 Euro, tra entrate in aumento o in diminuzione e spese in aumento e in diminuzione. Anche in questo caso, loro compatti come la Wehmacht degli albori, noi astenuti anche stavolta. Il quarto punto “Variazione di assestamento generale del bilancio annuale di previsione 2007”, chiudeva il quadro dei punti tecnici. In questo documento sono state accolte tutte le variazioni assestando quanto era stato previsto per il 2007. Inutile snocciolare cifre, che ai più possono sembrare incomprensibili. Questo punto è servito per giustificare il Consiglio Comunale in questione. Noi abbiamo mosso qualche osservazione, chiedendo chiarimenti e delucidazioni in merito. Alla fine il voto: 12 a favore; 4 astenuti, noi. Ultimo punto, il quinto, Riconoscimento di legittimità di debiti fuori bilancio. Anche qui la discussione si è animata. Questa è una storia che parte dal lontano 1995, sindaco Scaccia. Sintetizzo: una società, la CO.AN, esegue lavori per la costruzione di un tratto fognario per 97.373,16 Euro. Tra varie peripezie, blocchi dei lavori, riprese, ecc., la società termina i lavori ed è liquidata per

la cifra pattuita, ma considerato che aveva eseguito altri lavoretti e aveva, a suo dire, maturato qualche danno, questa società cita in giudizio l’amministrazione comunale per una somma pari a circa 100.000,00 Euro per inadempimento contrattuale da parte del comune, rivalutazioni, interessi, ecc. La prima sentenza del Tribunale di Velletri, riconosce a questa società un danno di 20.270,14 Euro, rigettando le altre richieste. Il Comune liquida il tutto per 26.300,84 Euro. La CO.AN, si ripropone in appello contro la sentenza e il Comune si costituisce in giudizio chiedendo la conferma della sentenza e il rigetto dell’appello. Sta di fatto che il Comune di Labico perde in appello e il Tribunale di Velletri, in data 05/07/2007, notifica al Comune stesso avviso di pignoramento per 110.000,00 Euro, eseguito già da qualche mese, per una somma pari a 100.716,06. Non contenta, l’Amministrazione ricorre in Cassazione, rischiando di prendere altre scoppole in faccia, e aggiungendo altre spese di avvocati. Tra le altre cose, la CO.AN non esiste più essendo in liquidazione, quindi si desume che il liquidatore, incassata la cifra l’abbia già impiegata per fare altro. La discussione è stata animata e a tratti mossa. Abbiamo cercato di mettere sull’avviso l’amministrazione su tutte le probabili conseguenze del ricorso in Cassazione. Una cosa è certa: quel tratto di fognatura ha avuto un prezzo molto salato e non si sa se ci verrà a costare ancora di più. Fate un po’ voi i conti. Le cifre ci sono, basta aggiungere il costo dell’avvocato e altre spese di cancelleria. Prima della votazione, non avendo concluso il dibattimento, sono uscito dall’aula non partecipando al voto, finito con il solito 12 a favore e tre astenuti, io, come detto non ho partecipato. Terminate le operazioni di voto, ci è stato chiesto di approvare un ulteriore punto, il sesto, riguardante usi civici. Considerato che gli altri sono stati rimandati su nostra richiesta ci è sembrato doveroso accettare la proposta. Il punto è passato con il voto favorevole della maggioranza e con la nostra astensione. Alla fine del Consiglio, prendendo spunto dal rinvio degli altri punti, Nello ne ha approfittato per ricordare al Sindaco che alcune dichiarazioni di stampa non corrispondevano al vero, nello specifico quelle di risposta al Prefetto, dimostrando la loro infondatezza. Da parte di Danilo e Nello è partita la richiesta di maggiore collaborazione e di un maggior coinvolgimento della minoranza su alcune questioni. Il Sindaco ha dimostrato disponibilità. A questo punto, volendo mettere alla prova questa apertura ho chiesto che nel prossimo Consiglio venga attuato veramente lo Statuto con la nomina delle Commissioni previste e la risposta alle interrogazioni che giacciono oramai dall’inizio della legislatura. Ci è stato garantito che nel prossimo Consiglio verranno nominate le Commissioni consiliari e si provvederà a rispondere alle interrogazioni, e che questi saranno tra i primi punti all’ordine del giorno. Noi aspettiamo fiduciosi, ma credo per l’ultima volta.


Anno 1, numero 23

No alle registrazioni audio del consiglio comunale: a Labico la trasparenza della pubblica amministrazione resta un’utopia Neanche il prossimo consiglio comunale di Labico potrà essere audio registrato. Non è bastata una richiesta verbale e neanche una lettera più che formale da parte del gruppo d’opposizione: il sindaco Giordani ha negato la possibilità di registrare le sedute consiliari da parte di qualcuno che non sia l’amministrazione stessa. Il motivo – oltre ad un probabile quanto irrealistico senso della privacy (si può invocare la privacy quando si parla di sedute pubbliche tenute da amministratori pubblici in un luogo pubblico?) - è che l’obiettivo delle registrazioni dovrebbe essere solo ed esclusivamente quello di una facilitazione nella redazione dei verbali consiliari, così come previsto dal 4° comma dell’articolo 40 del Regolamento del Consiglio Comunale. E quindi chi, se non l’amministrazione, dovrebbe e potrebbe occuparsi della cosa? In ogni caso la questione resta in sospeso, poiché la Giunta non ha alcuna intenzione, almeno non a breve, di procedere alle registrazioni. Esiste soltanto un’indagine, demandata agli uffici del comune, da effettuare in merito al materiale e agli effettivi costi dell’operazione di registrazione (?). E’ stata comunque delegata a questo proposito la Commissione per la modifica di Statuto e del Regolamento che, se riterrà opportuno potrà proporre le modifiche al documento estendendo il diritto di registrare le sedute anche a chi non fa parte dell’amministrazione comunale il dubbio che poi le modifiche proposte vengano realmente approvate in consiglio resta più che legittimo. E’ indiscusso che il regolamento vigente nel nostro comune meriti rispetto, ma non certo quando questo pone

palesemente dei limiti ingiustificati alla libertà di informazione dei cittadini, alla libertà di stampa e di espressione – perché non può essere dimenticata la minaccia nell’ultimo consiglio “sappiamo che qui dentro qualcuno sta registrando. Se lo scopriamo lo denunciamo…”. Un regolamento che va nella direzione opposta rispetto a tutti i principi di trasparenza della pubblica amministrazione che tanto si cerca di promuovere negli ultimi tempi. Ma come si può, a Labico, pensare ad una proposta ad esempio - di Bilancio Partecipato se per l’amministrazione è un problema anche permettere che le sedute consiliari vengano registrate? E allora ci chiediamo e continueremo a chiederci, perché tutta questa paura della trasparenza e della partecipazione? Perché non permettere alla minoranza, ma anche a semplici cittadini di poter registrare quanto accade in consiglio e poterlo rendere disponibile per tutti quanti sentissero l’esigenza di conoscere cosa accade “nel palazzo” e come vengono prese le decisioni più importanti che riguardano la loro vita di cittadini labicani? Perché non permettere la massima partecipazione dei cittadini alla vita pubblica almeno collocando i consigli comunali in giorni ed orari più accessibili per tutti? Ma per ora queste restano tutte domande senza un briciolo di risposta. E le richieste dell’opposizione rimangono parole lanciate nel vuoto o lettere scritte, protocollate e poi dimenticate in un cassetto. Così come resta smarrito nella nebbia lo strano concetto di democrazia che questa amministrazione cerca, ormai da più di dieci anni, di portare avanti.

Ridiamoci sopra Non è che uno ne faccia una malattia, ma il sacro terrore che ha l'amministrazione comunale nei confronti dell'informazione suscita una certa curiosità. La questione va esaminata sotto un duplice aspetto: quello del diritto e quello dell'opportunità. Sotto l'aspetto del diritto qualcuno si è preso la briga di riesumare qualcosa che fino a pochi mesi fa era praticamente ignoto a molti esponenti della maggioranza: il regolamento comunale. Il regolamento, in virtù di un'acrobatica interpretazione, consentirebbe esclusivamente la registrazione per uso dell'amministrazione. Considerato che molti regolamenti comunali recano disposizioni analoghe alla nostra, non resta che rassegnarsi all'idea che centinaia di amministrazioni locali – consentendo registrazioni audio e video delle sedute – vivono nella più scandalosa illegalità. L'altro aspetto è quello della logica, dell'opportunità, del buonsenso. Se una seduta consiliare è "pubblica", nella duplice accezione del termine (ossia nel senso che riguarda la collettività e nel senso che vi può assistere chiunque abbia interesse), come si fa ad impedirne la riproduzione e la diffusione? E soprattutto perché impedirla? Quasi come se ci si vergognasse di quello che succede "nel Palazzo"? Ma qui si parla di buonsenso e per adoperarlo bisognerebbe avercelo…


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Gli impegni vanno rispettati Siamo usciti dal consiglio comunale del 29 Novembre strappando al Sindaco un impegno particolarmente caro a noi dell'opposizione, e cioè l'istituzione di queste benedette commissioni, nonché le risposte alle nostre interrogazioni. Io trovo importante tutto questo soprattutto per il rispetto verso l'istituzione stessa , ma se questo non avverrà , allora ci troviamo davvero di fronte a qualcosa di incredibile che ci dovrà per forza di cosa spingere a fare una manifestazione pubblica. Il nostro impegno è comunque quello di garantire i cittadini di Labico. La sensazione che ho avuto è che si stanno rendendo conto che alzando il muro a rimetterci sono solo loro, continuiamo così imperterriti a controllare tutto e tutti e vedrete che alla fine ci dovranno ascoltare. Danilo Giovannoli

Spogliatoi inagibili: serve un intervento definitivo! Sono passati cinque mesi dall’interrogazione nella quale il gruppo Cambiare e Vivere Labico ha chiesto all’amministrazione comunale un intervento di ristrutturazione definitiva per gli spogliatoi del campo di calcetto. Tetto in eternit, sistema elettrico non a norma, scaldabagni e sanitari fatiscenti: questa la situazione degli spogliatoi allora, questa, almeno in parte, la situazione degli stessi adesso. Almeno in parte, perché da qualche settimana questi spogliatoi sono stati dichiarati inagibili. E solo a fronte di questa denuncia, arrivata quando il campionato di calcetto è ormai iniziato, l’amministrazione ha pensato di muovere i primi passi verso una prima riqualificazione di queste strutture (un intonaco e una sistemata all’impianto elettrico). “Da giugno denunciamo lo stato di abbandono degli spogliatoi – dichiara Benedetto Paris, autore dell’interrogazione – e l'Amministrazione ha aspettato la dichiarazione di inagibilità, quattro mesi dopo la nostra segnalazione, per dar loro un minimo di decenza. I ragazzi che utilizzano il campo hanno diritto a spazi e servizi adeguati, non ad un tetto in eternit e sanitari fatiscenti. Serve l'intero rifacimento degli spogliatoi dopo la fine del campionato amatoriale”. Il problema non è certo di natura economica, ma soltanto di buona volontà ed interesse. Infatti sono stati stanziati già da tre anni ben 35.000 euro dalla Provincia ma ancora niente è stato fatto: “C’è il timore oltretutto – dichiara Nello Tulli, consigliere di minoranza – che questi soldi, per i quali ho lottato personalmente, vadano persi se non utilizzati nel tempo debito. E questo non possiamo permettercelo quando abbiamo una squadra di ragazzi, che ormai da due anni si auto gestisce e tenta di riportare a Labico la cultura dello sport”. L’intervento sugli spogliatoi deve dunque essere definitivo e tempestivo. Certo, anche per questo campionato comunque, i ragazzi saranno costretti ad accontentarsi, nonostante siano mesi che tentano, invano, di far sentire la propria voce.

Per conoscere la nostra attività e quella dei cinque consiglieri www.cambiareeviverelabico.it www.cambiarelabico.splinder.it benedettoparis.ilcannocchiale.it www.tullioberlenghi.it mail. viverelabico@libero.it cambiarelabico@tiscali.it cell. 3208597261 - 3283789894


Anno 1, numero 24

28 dicembre 2007

Cambiare e Vivere Labico News Speciale Consiglio Resoconto dell’ultimo consiglio comunale Il Sindaco apre i lavori scusandosi con l’opposizione per il ritardo con cui sono stati messi a disposizione dei consiglieri della minoranza alcuni documenti relativi ai primi due punti all’o.d.g. (presa d’atto della cessione delle opere realizzate in convenzione nelle lottizzazioni “Selvotta” e “3P”) e al punto relativo alla bretella Cisterna-Valmontone. Circostanza che aveva portato tre consiglieri a scrivere una lettera al sindaco con la richiesta di rinvio dei tre punti suddetti alla prossima seduta consiliare. Il problema è stato superato con lo slittamento dell’inizio del consiglio in modo da consentire ai rappresentanti della minoranza di esaminare la documentazione che non era stato possibile visionare. Prima dell’inizio dell’esame del primo punto intervengo per un richiamo al regolamento chiedendo la motivazione per la quale non sia stato posto all’ordine del giorno l’approvazione dei verbali della seduta precedente. Mi auguro che sia una svista e invito l’amministrazione a rimediare nella seduta successiva. D’accordo che qualche volta sui verbali abbiamo avuto qualche screzio, ma eliminare alla radice il problema togliendoli dall’ordine del giorno mi sembra un po’ eccessivo. Il sindaco annuisce e, complice il clima natalizio, decidiamo di accontentarci. Inoltre chiedo di modificare l’ordine dei lavori e di mettere le risposte alle interrogazioni subito dopo i primi due punti, in modo che, finalmente dopo sei mesi, si cominci a dare risposta alle nostre istanze. Nulla da fare, secondo le parole del Sindaco questo è un consiglio nato soprattutto per farsi gli auguri di Natale e quindi non c’è tempo per le interrogazioni. Promette però la convocazione di un consiglio comunale ad hoc. Ai presenti appare vivida l’impressione di udire le note di “bianco natale” e

di Tullio Berlenghi

nessuno della minoranza se la sente di mettere in dubbio la buona fede del sindaco. Si va avanti. Per quanto riguarda la prima delle due lottizzazioni facciamo presente che, al di là della correttezza formale e quantitativa degli standard realizzati, appare evidente che i criteri di edificazione utilizzati siano tristemente in linea con il “modello labicano”, ossia un criterio di pianificazione urbanistica che non tiene conto delle esigenze dei cittadini in termini di vivibilità, che non si preoccupa di un utilizzo coerente e razionale del territorio, che non cerca di avere una visione organica e di insieme, ma che si limita ad una elargizione dei diritti edificatori, che spesso si accompagna ad uno sfruttamento miope degli spazi a disposizione e che quindi si traduce in un deficit di opere e di infrastrutture di cui pagherà il prezzo l’intera collettività. Basti pensare che una lottizzazione pensata e realizzata solo 15 anni fa - quindi non alla fine dell’ottocento, ma in una situazione sociale praticamente identica a quella attuale - non prevedeva la realizzazione di un elemento fondamentale in un centro abitato come i marciapiedi. Inoltre le strade sono larghe al massimo cinque metri (e spesso meno) e gli spazi destinati agli standard (parcheggi e verde attrezzato) del tutto privi dei requisiti minimi di fruibilità. Però, a quanto pare, formalmente è tutto a posto e ci si accontenta così. Si vota. La maggioranza a favore e l’opposizione, per pudore, si astiene. Sul secondo punto le valutazioni sono molto simili, anche se, per pure esigenze pratiche, chi ha realizzato le opere ha utilizzato un po’ più di buonsenso. Le strade sono sufficientemente larghe ed i parcheggi ragionevolmente funzionali. Resta il paradosso di una zona industriale appena realizzata e che si trova ad essere già “scomoda”, per essere stata inglobata – di fatto – in piena zona residenziale. Per fortuna che chi ha la responsabilità di questa schizofrenia nel governo del territorio è sempre lo stesso inossidabile gruppo di potere. Si vota dunque. Dodici favorevoli (la maggioranza più Giovannoli e Paris) e due astenuti. Terzo punto. Scioglimento della convenzione per la gestione associata di segreteria comunale. Decisamente quella di un segretario a mezzo servizio non era Segue a pag 2…


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Segue da pag 1… proprio la situazione ideale per un nella programmazione dell’opera e dopo essersi sperticata

comune. Nel mio intervento ricordo che quando era stata approvata la convenzione si era registrata l’opposizione di Armando Zelli che aveva denunciato i possibili disagi che ne sarebbero conseguiti. I fatti gli hanno dato ragione. Noi approviamo convintamente la delibera, cogliendo l’occasione per fugare ogni possibile timore di sfiducia nei confronti del segretario, col quale abbiamo avuto momenti di “scontro”, ma senza mai mettere in dubbio la sua professionalità o correttezza. Il segretario ringrazia. Si vota favorevolmente: tutti (e non capita spesso). Quarto punto. Concessioni cimiteriali. Una viene ritirata perché sembra necessario un aggiustamento tecnico. Le altre vengono poste in votazione separatamente. Noi dell’opposizione facciamo notare che l’andamento disomogeneo dei costi delle differenti tipologie di spazi cimiteriali finisce col penalizzare proprio i cittadini con maggiori difficoltà economiche (in pratica in proporzione sono aumentati molto di più i costi dei fornetti rispetto agli altri spazi, il cui costo è sostanzialmente immutato). Il sindaco si dice d’accordo ed incarica gli uffici di esaminare la questione. Al voto, comunque, tutti d’accordo (e due). Quinto punto. Nomina commissione osservazioni alla variante al Piano regolatore Generale. C’è poco da discutere. E’ una commissione che dovrà svolgere un incarico molto importante e delicato e di grande responsabilità. Non a caso per la maggioranza scendono in campo tutti i pezzi grossi (sindaco, vicesindaco, assessore competente e assessore al bilancio). In pratica nelle due commissioni istituite fino ad ora la maggioranza disponeva di otto posti e per occuparli ha utilizzato cinque persone. Noi invece preferiamo distribuire in modo più equilibrato le responsabilità e della commissione fanno parte Spezzano (di diritto, visto che è il referente del gruppo per l’urbanistica) e Giovannoli. Sesto punto. Modifica del regolamento cimiteriale. L’intervento sembra di carattere squisitamente tecnico e si spiega con la necessità di rendere comunque vantaggiosa la restituzione degli spazi che non si intende utilizzare. Appare evidente che questa modifica regolamentare rappresenta un ragionevole punto di equilibrio per non penalizzare né il cittadino né l’amministrazione. Per la terza volta si registra l’unanimità. Si vede proprio che Natale è alle porte. Settimo punto. Bretella Cisterna-Valmontone. Su questo ci sarebbe davvero molto da dire, vista la delicatezza della questione, ma cercherò di attenermi agli aspetti emersi in consiglio. A quanto pare l’amministrazione comunale - dopo aver tanto decantato l’ipotesi della realizzazione del raccordo autostradale tra Cisterna e Valmontone, facendosene gran vanto per il ruolo avuto

in lodi sulle taumaturgiche conseguenze per l’economia locale, nonché per gli effetti di riduzione del traffico e per non si sa quali altri vantaggi per la cittadinanza – si è accorta che quando si realizza un’arteria autostradale e relative opere di connessione alla viabilità ordinaria si infligge una ferita enorme ad un territorio e non è affatto detto che il rapporto costi benefici sia a vantaggio di chi in quel territorio ci vive. Per necessità di sintesi ometterò le mie valutazioni di merito sulla questione, che ho però esposto durante il mio intervento in dibattito generale, ma mi preme sottolineare l’irrazionalità dell’approccio della nostra amministrazione. L’opera in sé si considera “buona” e portatrice di non si sa quali benefici. Quale parte del territorio debba pagarne i costi ambientali dipende sicuramente da valutazioni particolarmente attente ed equilibrate. Bocciato quindi il tracciato della Regione che passa in prossimità di un progetto ASP di proprietà del vice-sindaco e individuato un tracciato che lambisce la proprietà del sindaco senza intaccarne neanche un centimetro quadrato. Da parte nostra comunque condividiamo il giudizio negativo sul tracciato che attraversa Vallefredda e Paris a nome del gruppo spiega correttamente le ragioni del dissenso e la volontà di individuare un tracciato alternativo, che sia meno dannoso possibile per il territorio. Su questo punto si dibatte perché noi proponiamo delle modifiche al documento che – ad avviso della maggioranza – ne indeboliscono l’impianto complessivo. Alla fine si trova un compromesso che mette d’accordo tutti (o quasi): si dà mandato alla commissione chiamata ad esaminare le osservazioni al PRG (punto cinque) di valutare la possibilità di “aggiustare” il tracciato già individuato dal comune (quello della variante). Per la circostanza la commissione viene allargata ad un consigliere di maggioranza e ad uno di opposizione. Per noi il rappresentante è Paris, la maggioranza deciderà con calma. Si va al voto. Tutti d’accordo a parte il sottoscritto. Mi astengo e spiego nel mio intervento le ragioni della diversa posizione rispetto al gruppo consiliare. Comprendo e in parte condivido l’approccio pragmatico della mia parte politica, che, pur essendo contraria all’opera, ritiene di dover lavorare per la riduzione del danno conseguente alla realizzazione dell’infrastruttura, ma ritengo che una nuova infrastruttura viaria sia non solo inutile, ma anche dannosa per il nostro territorio e per il sistema paese, che dovrebbe – anche in attuazione del libro bianco dell’Unione Europea sui trasporti – puntare ad un riequilibrio modale tra gomma e rotaia, mentre questa opera andrebbe esattamente nella direzione opposta. Decido quindi, per coerenza, di astenermi. Colgo l’occasione inoltre per annunciare che organizzeremo un’ iniziativa pubblica per discutere della questione e inviteremo anche esponenti regionali.


Anno 1, numero 24

Sei mesi di interrogazioni senza risposte…o quasi! “Il Sindaco o l’Assessore dallo stesso delegato risponde, entro 30 giorni, alle interrogazioni e ad ogni altra istanza di sindacato ispettivo presentata dai consiglieri”. Così dichiara l’Art. 32 comma 2 del nostro Statuto, quello dei diritti dei consiglieri comunali, e proprio questo diritto a Labico non è stato mai rispettato da quando si è insediata la nuova Giunta Giordani - Galli. Anche all’ultimo consiglio comunale la risposta alle interrogazioni è stata messa all’ultimo punto all’o.d.g. e per l’ennesima volta la nostra richiesta di anticipare la sua discussione è stata bocciata, con la continua prassi di rinviare l’ultimo punto, proprio le interrogazioni, al consiglio successivo. Ed è così, e solo per volontà dell’Amministrazione, che si sono accumulate ben 24 interrogazioni consiliari ( 5 primo firmatario Berlenghi, 19 Paris) e due ne abbiamo presentate questa settimana, tanto da rendere necessaria, come suggerito da tempo e annunciato in consiglio dal Sindaco, la convocazione di un Consiglio comunale ad hoc. Sono tante 26 interrogazioni consiliari, firmate per lo più da tutti i consiglieri comunali di “Cambiare e Vivere Labico”, con il rischio di inflazionare questo strumento, ma esse sono la semplice concretizzazione del lavoro quotidiano svolto come opposizione. Sono infatti per lo più richieste di chiarimenti politici, ma soprattutto sono il modo con cui facciamo proposte o poniamo dei problemi, nella sede più opportuna, ovvero quella della discussione politica, della rappresentanza dei cittadini e soprattutto la sede pubblica, dove la discussione deve essere chiara, di fronte a tutti. Non abbiamo poi fatto queste interrogazioni a valanga, tutte assieme per intasare i lavori, anzi, abbiamo cercato di distribuirle nel tempo, creando dei veri e propri pacchetti. Il tempo è passato e comunque su molte di queste qualcosa si è capito o, meglio ancora, da queste ne è generato uno stimolo ed una azione da parte dell’amministrazione. Le prime 8 interrogazioni, presentate il 26 giugno, dieci giorni dopo l’insediamento, e il 26 luglio, avevano come oggetto alcuni temi legati alla prima fase della nuova Amministrazione ed alla campagna elettorale. Simbolicamente la prima è stata sulla biblioteca, sul suo non funzionamento e su come venissero utilizzati i pc della sala computer. Se ancora non abbiamo avuto risposte politiche da parte dell’amministrazione, abbiamo intanto appreso che la stessa spende 35.000 euro all’anno solamente per tenere aperti questi due spazi. Peccato che non sia possibile prendere nessun libro da due anni, che molto spesso Palazzo Giuliani sia chiuso negli orari di apertura, che gli unici due corsi per il pc siano stati dedicati agli over 60 (ma i giovani o i disoccupati esistono in questo paese?) e che nessuno informi della disponibilità del collegamento gratuito ad internet e di 10

di Benedetto Paris

pc i cittadini. Primo successo è stata invece l’interrogazione sul parcheggio di Via Ficoroni: i muretti di sicurezza sono stati rialzati due settimane dopo l’interrogazione, peccato che da sei mesi ancora non vengano uniti tra loro e che, comunque, al parcheggio manchi ancora una pavimentazione e un decoro da centro storico. Altro tema a noi caro è la pessima condizione del campo di calcetto e degli spogliatoi: gli interventi di recupero da noi e da tanti ragazzi denunciati come necessari aspettano ancora di essere realizzati, mentre si rischia di perdere i 35.000 euro della Provincia di Roma per il rifacimento totale per abbattere il tetto di ethernit. L’Amministrazione è stata così ferma da dover chiudere gli spogliatoi a novembre dopo la prima ispezione dei Vigili Urbani e da farci ritenere necessaria una ulteriore interrogazione appena presentata. Sempre nelle prime interrogazioni abbiamo chiesto lumi su come sono stati spesi i 16.000 euro previsti per il campeggio estivo non realizzato, abbiamo scoperto nelle more di un consiglio comunale che erano stati dirottati su una gita a Praga, trasformatasi in una a Venezia e Mirabilandia, la cui partecipazione da parte dei ragazzi aventi diritto ci sembra sia stata ridotta, tanto da farci pensare che quei 16.000 euro i ragazzi di Labico se li sono visti togliere da “altre esigenze” del comune. Infine la questione del Trasporto pubblico per Colle Spina, per cui abbiamo chiesto un impegno in coerenza con l’adesione al Consorzio TPL a cui, con tutto il nostro sostegno, il comune ha aderito, insieme alla Provincia di Roma e altri 20 comuni della nostra area. Per ultima, la realizzazione di dossi artificiali in Via dello Sport, Via L. Da Vinci, Via Verdi e Via Puccini per la sicurezza dei cittadini, specie i bambini. A settembre invece i problemi della scuola, del paesaggio e del Centro Storico hanno preso il sopravvento tra i nostri pensieri. Su iniziativa del Capogruppo Tullio Berlenghi, abbiamo chiesto il rispetto della piantumazione di un albero per ogni nato, l’introduzione di cibi ecologici ed equo e solidali nella mensa, le motivazioni e le modalità per cui tre posti auto siano riservati all’Amministrazione Comunale, se fosse stato possibile registrare e trasmettere on line i consigli comunali e convocarli nel giorno del sabato per la massima partecipazione dei cittadini. In più abbiamo chiesto lumi sui lavori pubblici effettuati in periodo elettorale, i loro costi ed i loro affidamenti. Su proposta mia, invece, si è intervenuti sulle problematiche del centro storico e sul Piano di Recupero dello stesso: abbiamo spronato l’amministrazione ad incentivare la residenza nel centro per le giovani coppie e le attività economiche e sociali, abbiamo chiesto perché dopo 6 mesi (ormai un anno) ancora non siano stati previsti


Cambiare e Vivere Labico News

accordi per sostenere economicamente gli interventi di recupero del centro storico da parte dei privati, come si vogliono spendere i 206.000 euro arrivati dalla Regione per l’area dei Piazza della Chiesa, facendo una nostra articolata proposta, e, infine, abbiamo posto l’attenzione sulla necessità di intervenire sul Vicolo del Carbonaro e Via della Fontana e sull’opportunità di realizzare uno spazio di verde pubblico al posto della collina di detriti e erbacce vicino l’acquedotto comunale presso Via Ficoroni. Ad oggi su questi temi risposte poche o nulle, ma comunque un accordo per discuterne insieme alle osservazioni sul Piano di Recupero del centro storico nel mese di gennaio. Le ultime interrogazioni hanno risposto invece alla logica dell’urgenza, dovuta a fatti o situazioni particolari che le hanno consigliate oppure rese necessarie: la richiesta di intervenire presso il Co.Tra.L. per la difficile situazione degli studenti degli Istituti di Palestrina; l’allarme per la sicurezza della Casilina con l’urgenza della realizzazione di un marciapiede e di una più generica messa in sicurezza; l’indizione delle elezioni del Comitato di Gestione del Centro Anziani, sotto commissariamento da quasi sei mesi. L’ultima interrogazione riguarda invece la gestione del campo di calcetto e del parco pubblico adiacente: da tempo il regime tariffario viene eluso, mentre i cittadini si lamentano dell’illuminazione che rimane accesa fino a tarda notte, mentre invece l’area del parco ne è priva, con tutti i rischi rispetto alla sicurezza e all’incolumità dei cittadini, per non parlare dei dossi ed il rifacimento degli spogliatoi già chiesti nelle precedenti interrogazioni. Il tutto mentre l’Amministrazione ha aumentato le spese per questi servizi di circa 6.500 euro con la variazione di bilancio approvata nel Consiglio

Comunale del 3 agosto ed ha avuto minori entrate per 3000 euro dalle strutture sportive comunali. Oltre alle interrogazioni sono state presentate tre mozioni consiliari (due ad ottobre per l’ufficio informa giovani e per un intervento presso la Autostrade S.p.A. per le barriere antirumore a Colle Spina, una questa settimana per la dedicazione della toponomastica e di nuovi edifici e spazi comunali ai principali costituenti per i 60 anni della Costituzione) ed una proposta di delibera consiliare per l’istituzione del Consiglio dei Giovani come promosso dalla Regione Lazio e per cui questo anno più di 100.000 ragazzi sono andati a votare in 40 comuni. Se anche per le prime due mozioni non sono stati rispettati i tempi, per il Consiglio dei Giovani si è deciso, di comune accordo, di spostare la questione alla Commissione Statuto. Aspettiamo ora con ansia il Consiglio comunale dedicato finalmente alle interrogazioni consiliari per cui si è impegnato il Sindaco, non per prenderci i nostri minuti di “protagonismo”, ma per adempiere a quelli che sono i nostri diritti e, soprattutto, doveri nei confronti dei cittadini, ovvero essere loro rappresentanti nel senso migliore del termine, ovvero loro voce e interlocutore pubblico, alla luce del sole, con la presa di responsabilità da parte di tutti, specie dell’Ente comunale in una ufficiale e chiara discussione. E’ da augurarsi che con la formazione delle Commissioni consiliari i tempi di risposta si abbrevino, discutendo in commissione le interrogazioni più tecniche e quelle più urgenti. Noi continueremo a fare la nostra parte, rappresentando i cittadini tutti, i loro interessi se lesi e, sempre, quelli della comunità e del nostro territorio. Per questo e solo per questo siamo stati eletti.

Cambiare e Vivere Labico 2007  

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