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L’ÀGORÀ Bollettino, stampato in proprio, della LISTA CIVICA - LEGALITA’ e TRASPARENZA

n° 10 - 20 luglio 2012

info. 3208597261 - listacivica.labico@gmail.com

SPECIALE DEPURATORI TUTTA LA VERITA’ SULL’EMERGENZA IN ALLEGATO LA RELAZIONE PRESENTATA IN CONSIGLIO COMUNALE

SEQUESTRO DEPURATORI: PROBLEMI E SOLUZIONI Davanti a una discreta partecipazione di pubblico, il Consiglio comunale del 16 luglio ha messo a nudo l’incapacità della Giunta Galli-Scaccia di risolvere il problema dei depuratori. L’unica soluzione proposta è l’aumento delle tasse locali, a partire da quella sul servizio idrico integrato e a seguire anche delle altre, IMU e TARSU. Mentre Tulli, nel suo scarno intervento, ha proposto l’acqua tiepida, cioè la riduzione delle indennità di sindaco e assessori e l’eliminazione di qualche spreco, il tutto per qualche migliaio di euro, bruscolini a fronte del grave problema che ammonta a più di un milione e mezzo di euro. Gli riconosco l’onestà nell’aver ammesso candidamente di non conoscere a fondo il problema dei depuratori, malgrado qualche giovane copione sulle pagine web continua, ostinatamente, testardamente e sfacciatamente ad utilizzare informazioni non sue, ma apprese in consiglio, senza citare la fonte: la relazione puntuale da noi preparata. Potrei anche perdonarlo, ma gradirei, se non altro a parziale gratificazione per tutto il lavoro svolto, che fosse citata la fonte senza mascherare il tutto nelle bugie dell’ambizione personale e di partito. L’ennesimo sgarbo che va a sommarsi a molti altri ancora. Diversa è stata la posizione della nostra lista. Grazie al lavoro certosino dei giorni passati di alcuni del nostro gruppo, allo studio anche notturno degli atti, sacrificando vacanze al mare con la famiglia e gli amici, abbiamo presentato una corposa relazione, meticolosa e precisa sull’intera vicenda, ricostruendo nei minimi dettagli le circostanze giudiziarie che hanno portato agli avvisi di garanzia, le pratiche burocratiche con la Provincia sull’autorizzazione dello scarico del depuratore, le procedure d’appalto, il contratto di gara con la ditta ATI SMECO e poi SIL SCARL, il contratto di collaborazione di un consulente del comune, i grafici sui valori delle sostanze inquinanti,

DI

MAURIZIO SPEZZANO

ecc. In modo pignolo e puntuale, abbiamo ricostruito fatti e circostanze, responsabilità e colpe, mostrando grafici e tabelle, allegate alla relazione, come prova inconfutabile della gestione allegra dell’appalto, smontando pezzo pezzo le mezze verità, qualche bugia e i tanti silenzi. Non solo, alla fine della relazione, non letta per intero, per i continui richiami da parte del sindaco al fine di contingentare i tempi, abbiamo fatto la cosa più importante: abbiamo proposto la soluzione ottimale per tutelare i cittadini e l’amministrazione, dimostrando ancora una volta la nostra capacità di amministratori e la serietà della nostra azione politica. Abbiamo presentato tre ordini del giorno mirati e susseguenti: uno, rescissione del contratto con la ditta appaltatrice; due, incasso delle fidejussioni a parziale indennizzo dei costi di smaltimento dei liquami; tre, costituzione di parte civile contro i responsabili. Costo per i cittadini, ZERO. Nella relazione iniziale Galli ha sottaciuto parecchie questioni, raggirandole abilmente, puntando invece sul lavoro da lui svolto per risolvere la problematica, derubricando la vicenda ad una questione di “fossi” su cui svuotare gli scarichi del depuratori. Può essere che ci abbia lavorato, ma non si riesce a capire il ritardo accumulato per una soluzione che gli era stata prospettata da subito, come da lui stesso ammesso, cioè la posa in opera di alcuni moduli pronti all’uso nell’arco di alcuni giorni. Invece, forse mal consigliato oppure certo che la vicenda avrebbe seguito altre strade, ha preso tempo che a noi costa caro, anzi, parecchie migliaia di euro. Addirittura ha prospettato la possibilità, obtorto collo, che possa essere nominato un commissario per la gestione dell’emergenza.


L’ÀGORÀ Chi invece, ambiguo come pochi, cerca senza eccezione la scorciatoia più semplice è Scaccia, che non legge gli atti, percepisce la politica come un nastrino da attaccare alla camicia buona, altero e inconcludente, propone la soluzione più sciocca, rifiutata persino dal mio gattino senza coda, cioè la copertura totale del servizio con la tassazione diretta, dimenticandosi, lui commercialista, che comunque vada ciò non basta, perché anche con la tassazione al massimo e spalmata su tutti gli anni di questa consiliatura, non sarà sufficiente per sanare la situazione. Ma lui, poveraccio, tutto questo non lo sa, perché fare l’assessore non è una carica al servizio dei cittadini, ma un ruolo che gli dà visibilità e non è detto che per essere visibile debba anche studiare gli atti! Superfluo. Messi al voto gli ordini del giorno da noi proposti - non prima di aver ingaggiato una battaglia a colpi di Regolamento, visto il tentativo del non voto da parte della maggioranza - sindaco e compagnia bella (sic!) fanno quadrato votando contro, senza capire il danno gravissimo che tale comportamento avrà sui cittadini e sui sempre più miseri redditi. Nessuno di loro trova la forza di ribellarsi o ha il coraggio di avere una posizione diversa o critica, anzi, Luciano Galli propone addirittura di svendere il patrimonio pubblico a parziale copertura dei costi, altra scappatoia che esula il problema derubricandola a questione meramente burocratica, senza il sospetto che vendere il patrimonio impoverisce ancora di più la collettività. La classica visione democristiana del problema! A favore degli ordini del giorno da noi proposti mi schiero io, a nome e per conto di tutto il gruppo che si riconosce nella Lista Civica – LEGALITA’ e TRASPARENZA, a cui si accoda Tulli. Il Consiglio finisce quasi in rissa, dopo che all’ennesima provocazione ho attaccato frontalmente Scaccia dandogli del pavido e del parolaio. Un altro bell’esempio fornito dal pedante assessore, che aziona la bocca a casaccio pur di irritare l’interlocutore. L’obiettivo che ci eravamo posti con gli ordini del giorno era di richiamare la maggioranza alle sue responsabilità, a guardare in faccia la realtà senza sfuggirvi, evitando scorciatoie come quelle proposte da Scaccia, invitando la stessa maggioranza a fare propria la nostra relazione, votando a favore onde evitare che a pagarne i costi salati fossero i cittadini vittime del disservizio. Ancora una volta, quindi, i costi peseranno sulle nostre tasche. Qualcuno si starà strofinando le mani per lo scampato pericolo, inclusi i veri colpevoli, mentre a tutti noi, nell’indifferenza quasi generale, toccherà aiutarci con un purgante per digerire il cetriolo, perché questa volta risulta essere veramente indigesto. Anzi, alla bisogna fatene poca, così come ci ha consigliato il sindaco. Per il nostro

pagina 2 gruppo la storia non finisce qui, perché abbiamo intenzione di intraprendere un’azione collettiva a salvaguardia dei nostri diritti e perseguire i veri responsabili. La soluzione prospettata è un’offesa ai cittadini e sarà la cacca a fare piazza pulita di chi vuole affossare le vere responsabilità. Piccola nota a margine: Scaccia, dopo il comportamento irritante di ieri, si dimostra, come già nella passata consiliatura, inopportuno alla guida dell’assessorato ai servizi sociali, perché vive in una realtà parallela, nella cui dimensione gli sfugge il polso dei problemi economici che attanagliano i nostri concittadini in questo grave momento di crisi economica. Pensare di risolvere il problema aumentando la tassazione sui servizi a richiesta individuale, come fa già il banchiere Monti a livello nazionale per tutti i servizi, non è da assessore illuminato. Dimenticavo, nella sua dimensione parallela l’unica illuminazione percepita è l’accensione della la luce di casa.

Ridiamoci sopra... Ogni volta che sento parlare i nostri amministratori rimango estasiato dalla straordinaria capacità di acrobazie dialettiche per la cui efficacia sono necessarie due condizioni: la totale assenza di logica e interlocutori con modesta (o preferibilmente assente) attività neuronale. Nella stessa seduta, infatti, Galli è stato capace, da un lato, di cercare di non porre in votazione atti di indirizzo che – a suo avviso – riguardavano ruoli tecnicoamministrativi e, pertanto (bontà sua), non voleva invadere le competenze degli uffici. Dall’altro lato - quando è stato fatto notare che una delibera di giunta comporterà la spesa (probabilmente inutile) di oltre tremila euro – si è affannato a spiegare che non vuol dire nulla una delibera di giunta e che probabilmente quei soldi non verranno spesi davvero. In pratica abbiamo un sindaco schizofrenico che in alcune occasioni non si sente neppure libero di dare un indirizzo all’amministrazione (…sono cose che riguardano gli uffici…) e pochi minuti dopo (o prima, non importa) torna ad essere il Galli di sempre, quello borioso e arrogante che a noi piace tanto, che giudica atti, delibere, determine e procedure noiosi orpelli formali, e che, alla fine dei conti, sintetizza il suo concetto di amministratore pubblico col principio molto semplice dell’indimenticabile Corrado Guzzanti nell’ottavo nano “Noi siamo la maggioranza e facciamo un po’ come c. ci pare”.

TB


L’ÀGORÀ

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FALLITO IL TENTATIVO DI OCCULTAMENTO DEI FATTI DI Ci sono voluti ben tre mesi, ma alla fine persino Alfredo Galli si è reso conto che non poteva sottrarsi all’obbligo di dare delle spiegazioni ai cittadini sulla vicenda del sequestro dei depuratori. Un episodio molto grave, reso ancora più allarmante dai continui tentativi di minimizzarne la portata. A cominciare da chi ha guidato l’amministrazione per cinque anni (per poi scomparire nel nulla) il quale, subito dopo l’arrivo dell’avviso di garanzia, ha espresso “piena fiducia nella ditta che gestisce gli impianti” e ha personalmente assicurato che “il servizio è stato sempre effettuato nel pieno rispetto delle norme a tutela dell’ambiente, in maniera tale da garantire, sempre la salute pubblica”. Neppure un dubbio, un sospetto, un’esitazione. Eppure lui, Galli, Scaccia e tutti quelli che frequentano – e qualcuno da tempo immemore - la stanza dei bottoni, avevano tutti gli strumenti per valutare e verificare le cose. Anche prima dell’informazione di garanzia, ma almeno avrebbero potuto (e, soprattutto, dovuto) sincerarsi “dopo” della situazione. Invece hanno preferito proseguire nella tecnica dell’occultamento dei fatti. Hanno insistito su uno degli aspetti della questione, quello che vorrebbe che tutto il problema fosse legato alla presunta intervenuta diversa classificazione del fosso di Centogocce. In sostanza il tentativo messo in pratica da Galli & C. era quello di far credere che la magistratura aveva cambiato le regole (o almeno la loro interpretazione) trasformando un impianto di depurazione perfettamente funzionante in fuorilegge e creando un sacco di disagi al comune e ai cittadini. I soliti giudici persecutori. Che l’impianto fosse comunque sottodimensionato, che in ogni caso non funzionasse, che nessuno controllava niente, che si pagava un consulente per fare dei controlli che non venivano fatti, che la ditta veniva pagata per smaltire dei fanghi di depurazione ma non lo faceva (in tre anni 1600 tonnellate di melma sono state lasciate ad inquinare il nostro territorio), che il comune subiva una frode da una ditta giudicata ineccepibile dagli amministratori, che tutta questa negligenza ci costerà fior di quattrini, quello no, quello non è stato detto. Il sindaco ha soltanto – finalmente, aggiungerei – ammesso che saremo costretti a spendere la bellezza di un milione e mezzo di euro per un problema del quale non si sente minimamente responsabile, nonostante stia amministrando questo paese da almeno

TULLIO BERLENGHI

vent’anni, ossia gli anni in cui si è dato il via ad una devastazione del territorio di cui quella dei depuratori è solo una delle conseguenze. Anzi, ha avuto persino l’ardire di vantarsi di aver già individuato la soluzione (a suo dire) del problema, con un intervento di adeguamento dell’impianto del Pantano, che dovrebbe – nella migliore delle ipotesi – tamponare approssimativamente la situazione. E probabilmente l’operazione “nebbia” sarebbe riuscita senza l’intervento di Maurizio Spezzano. Nello Tulli, infatti, si è limitato a ribadire una certa cautela per quanto riguarda gli aspetti penali della vicenda e preferendo parlare esclusivamente di come sia stata gestita l’emergenza, senza preoccuparsi troppo di andare a cercare le responsabilità che di quell’emergenza sono la causa. Secondo Tulli la soluzione del problema si sarebbe avuta in tre mosse: avviare prima l’adeguamento dell’impianto con i moduli di ossidazione finanziato dalla Regione Lazio, ridurre le indennità di giunta ed evitare alcune spese di mobilio. Certo per arrivare un milione e mezzo di euro ci vorrà un po’, ma si vede che Tulli è persona paziente e lungimirante. Proviamo ad immaginare il consiglio comunale che finisce qui. Zero informazioni o quasi. Proposte zero o quasi. Un consiglio comunale pressoché inutile. Per fortuna non è finito lì. Si è alzato Maurizio Spezzano e ha spiegato a tutti i presenti come stanno realmente le cose (non entro nel merito per non ripetere ciò che spiega la nostra relazione). La semplice esposizione dei fatti ha subito creato scompiglio. Scaccia - che già aveva avuto modo di criticare il fatto che Nello Tulli fosse in possesso di informazioni sulla gestione contabile del comune, come se si trattasse del proprio conto in banca personale – ha provato a mettere in discussione alcune delle affermazioni di Spezzano, rimediando, come fa ogni qualvolta apre la bocca, una figura miserabile. Perché quanto veniva esposto da Maurizio era, né più né meno, il frutto dell’esame della documentazione in possesso del comune. Documentazione che, come stiamo cercando di spiegare da oltre cinque anni a gente convinta che vincere le elezioni significhi diventare “padroni” del comune, è pubblica e accessibile, soprattutto per i consiglieri comunali. Grazie a questo lavoro di stu-

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L’ÀGORÀ dio e di esame delle carte (tra l’altro non tutte, ma quello è un altro problema) siamo riusciti a ricostruire per intero la vicenda e a mettere in luce le possibili responsabilità. Galli, ad un certo punto, non ce l’ha fatta più e ha preferito togliere la parola a Spezzano. Formalmente ne aveva pieno diritto, perché l’intervento era andato oltre il tempo consentito dal regolamento, ma indubbiamente l’uso del proprio potere di presidente dell’assemblea per chiudere la bocca a chi stava spiegando – cosa che avrebbe dovuto fare lui - la situazione è parso un atto di estrema difficoltà e debolezza. Ha addirittura cercato di non mettere in votazione gli ordini del giorno predisposti da Maurizio con i quali si individuava una prima, concreta, ipotesi di lavoro sulla vicenda. E, persino il segretario ha cercato di avallare un’interpretazione democraticida del regolamento. Consapevole della forzatura, Galli ha accettato di mettere in votazione i tre documenti. Inutile dire che sono stati bocciati in modo compatto dalla maggioranza, arrampicandosi su specchi di ruoli e competenze, come se non sapessero (ma magari non lo sanno sul serio…) che un ordine del giorno è un atto di indirizzo – e quindi politico - e non un atto deliberativo. E così Alfredo Galli, Giorgio Scaccia, Mirko Ulsi, Nadia Ricci, Luciano Galli e Adriano Paoletti hanno deciso che non vogliono che il comune incassi le polizze fidejussorie previste dal contratto di appalto, che rescinda il contratto di appalto con una ditta che ha gestito in modo inqualificabile gli impianti di depurazione, che il comune cerchi di rivalersi sulla ditta per i danni causati alla collettività. Visto che è stato spiegato che non si possono chiedere risorse per sanare i guai combinati dagli amministratori, mi sembra evidente che, secondo la maggioranza, a pagare dovranno essere i cittadini. Cominciamo a mettere le mani al portafoglio.

pagina 4 LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI? “Le sedute del consiglio e delle commissioni sono pubbliche salvi i casi previsti dal regolamento e, nei comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti, si tengono preferibilmente in un arco temporale non coincidente con l'orario di lavoro dei partecipanti”. Questo è il testo del comma 7 dell’articolo 38 del Testo Unico degli enti locali, come modificato da uno dei tanti decreti “tagliaspese” degli ultimi anni. Inutile dire che è una norma che sarà sempre disattesa, almeno fino a quando avremo degli amministratori allergici alla parola trasparenza. Del resto lo stesso sindaco aveva anche tentato di impedire la registrazione video della seduta. Dal suo punto di vista si può anche capire: meno gente ha la possibilità di rendersi conto da chi è governata e più possibilità hanno di sopravvivere politicamente.

Agorà n. 10 - Speciale depuratori  

Un numero "pesante" del nostro Agorà, interamente dedicato alla vicenda dei depuratori.

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