Issuu on Google+

Premessa............................................................................................................................................... 3 II Breve guida alla configurazione di un archivio aperto..................................................................... 4 a. La struttura dell'archivio, Metadata e Dublin Core................................................................ 4 b. Come configurare i metadata per l’installazione ................................................................... 5 c. La gestione amministrativa: permessi e profili utenti ............................................................ 7 d. Configurazione del motore di ricerca .................................................................................... 8 e. Come navigare l'archivio (le liste di scorrimento) ................................................................. 9 f. Scheda di inserimento del documento(item) e scheda descrittiva del documento (visualizzazione dell’item) ............................................................................................................. 10 Scheda di inserimento............................................................................................................... 10 Scheda descrittiva ..................................................................................................................... 12 g. Handle Server, Request Item, Messaggistica....................................................................... 12 i. Riferimenti responsabile Handle Server ......................................................................... 12 ii. Request Item.................................................................................................................... 13 iii. Configurazione messaggistica automatica (e-mail) ........................................................ 14 h. Istruzioni per il caricamento di pagine Html e Thumbnails ................................................ 15 III Esempio di organizzazione di un archivio .................................................................................... 16 IV Licenze .......................................................................................................................................... 18 a. Cosa è il copyright ............................................................................................................... 18 b. La tutela legale dei documenti inseriti in un archivio aperto ............................................... 19 c. Le Creative Commons ......................................................................................................... 19 d. Il deposito del materiale nell’archivio aperto: accordi autore-editore ................................. 20 e. I diritti concessi a chi consulta i documenti depositati in archivio ...................................... 20 Esempi di organizzazione di un repository............................................................................... 21

2


Premessa Il presente documento è suddiviso in quattro parti: una guida pratica alla configurazione del vostro archivio aperto, un esempio di archivio già organizzato (Università della Tuscia), una sezione dedicata al diritto d’autore e alle Creative Commons ed infine riportiamo dei grafici che spiegano, attraverso degli esempi, l’architettura di DSpace. Precisiamo sin da ora che per implementare al meglio un archivio aperto è indispensabile definire la sua struttura e la tipologia di documenti in esso contenuti. Tali definizioni sono subordinate alla considerazione attenta della realtà dell’ente e/o istituto che richiede il servizio e devono precedere la realizzazione tecnico/informatica. Un archivio aperto presenta una struttura tipicamente gerarchica controllata da un sistema di gestione di permessi e password per la corretta amministrazione dello stesso. DSpace, per ogni utente, crea un profilo in base al quale sono assegnate determinate funzioni modificabili di volta in volta. I seguenti esempi costituiscono un indicazione di massima di una “struttura ad albero” suscettibile di personalizzazioni che tengano conto delle esigenze specifiche; nei seguenti riquadri vengono riportati rispettivamente: la struttura dell'ente (in giallo); / ruolo amministrativo per l'archivio (in verde); /struttura in DSpace (in celeste) Università/Admin1/Comunità Facoltà/Admin2/Sottocomunità Dip/Admin3/Sottocom Sezione/Admin4/collezione

Facoltà/Admin2/Sottocomunità

Dip/Admin3/Sottocom Sezione/Admin4/collezione

Dip/Admin3/Sottocom Sezione/Admin4/collezione

La pianificazione delle attività dovrà essere orientata in base: 1. alla tipologia di archivio che si vuole realizzare (didattico, istituzionale, disciplinare) 2. al target di riferimento 3. agli obiettivi (per es. quali materiali proporre, sotto quali licenze, ecc.) 4. alla struttura organizzativa interna 5. alla gestione della struttura amministrativa 6. alla tipologia di materiale da inserire La personalizzazione di un archivio si articola in quattro importanti fasi: 1. Definizione della struttura ovvero scegliere i contenuti e organizzarli a livello amministrativo e gerarchico 2. Configurazione del motore di ricerca ovvero definire i campi specifici (es. ricerca avanzata) 3. Personalizzazione dell’area di lavoro e dei vari messaggi e layout grafici 4. Definizione degli strumenti di navigazione, i documenti contenuti nell’archivio possono infatti essere consultati anche attraverso la funzione di “sfoglia”.

3


II Breve guida alla configurazione di un archivio aperto a. La struttura dell'archivio, Metadata e Dublin Core Un archivio DSpace può essere gestito ed amministrato da interfaccia web, appena si accede al sito si presenta la Home Page; questa potrà essere configurata sia nella parte grafica che amministrativa e personalizzata negli elementi essenziali (header, footer, menù laterale destro e sinistro, parte centrale del corpo della pagina) mantenendo tuttavia la sua struttura a blocchi. La parte grafica deve essere definita di concerto con chi esegue l’installazione e si occuperà successivamente della manutenzione del software; pertanto occorrerà solamente indicare le etichette dei menù (es. esplora l’archivio), le eventuali preferenze cromatiche (seguendo lo standard RGB), i logo e altre immagini. La parte amministrativa riguarda la configurazione dell’archivio nelle sue varie parti: 1. definizione del nome dell’archivio 2. definizione della URL 3. definizione dell’utenza di “amministratore dell’archivio”(gruppo administrators) 4. configurazione della posta elettronica e attivazione della funzione di suggest e-mail (segnala ad un collega un documento di suo interesse) 5. attivazione delle statistiche d’uso e configurazione dei permessi per la loro visibilità a tutti gli utenti o ad un solo gruppo (administrators) 6. visualizzazione e configurazione dei vocabolari controllati 7. definizione degli aspetti di complemento alla configurazione generale: a. attivazione delle thumbnails (preview delle immagini) b. visualizzazione del numero di items contenute in una collezione/comunità/sottocomunità c. RSS Feed d. Organizzazione liste di scorrimento e. Selezione della lingua La home page è divisa in tre blocchi e in quello di sinistra si trova il seguente menù: - il motore di ricerca - esplora l’archivio - l’area utenti Nel blocco centrale si ha la possibilità di ricerca per parola chiave all’interno dell’archivio e la visualizzazione dell’elenco delle comunità, cliccando su ognuna delle quali si accede alla home page propria della comunità selezionata. Infine il blocco di destra può essere utilizzato dall’amministratore per “personalizzare” l’interfaccia web in base alle esigenze dell’ente; pertanto si possono inserire link o aggiungere informazioni ed inoltre attivare i pulsanti per il Feed Rss. Struttura dell'archivio La struttura dell’archivio è “ad albero” e la navigazione segue questa logica intuitiva. L’area di lavoro è quella che gli utenti devono utilizzare per l’inserimento dei documenti1.

1

I documenti una volta inseriti possono essere modificati e/o cancellati solo da chi sia in possesso dei permessi assegnati. E’ possibile applicare al documento una licenza Creative Commons per l’utilizzo del documento da parte di terzi, consentire e/o impedire l’utilizzo dell’opera a scopi commerciali, ecc.

4


Inserire il documento significa strutturarlo o più precisamente descriverlo; infatti l’utente riempie dei campi descrittivi titolo, autore, data, ecc. (metadata) e alla fine allega uno o più file (pdf, ppt, doc, html, jpeg ecc.). Metadata I metadata sono dati che a loro volta descrivono altri dati (es. metadato autore che descrive l’autore Neruda), questo comporta alcuni vantaggi: - maggiore facilità di gestione, recupero e conservazione delle risorse - un linguaggio standardizzato - facilità di ricerca occorre pertanto che i metadata seguano un linguaggio il più possibile standardizzato. Questo non impone nessun obbligo a seguire esattamente un solo standard particolare ma, poiché DSpace è in grado di gestire un qualsiasi set di metadata, si possono creare set

Dublin Core Per default DSpace2 utilizza lo standard Dublin Core che è costituito da un set di metadata di 15 campi che corrispondono al core/nucleo fondamentale, successivamente per descrivere meglio le risorse elettroniche si sono introdotti dei “qualificatori” che precisano il singolo campo (es. il campo “data” può avere come qualificatori created, available, issued).

b. Come configurare i metadata per l’installazione Configurare i metadata significa pertanto caratterizzare i documenti per poi inserirli nell’archivio. DSpace permette di definire un set di metadata specifico per ogni collezione e se ne può definire uno di default che verrà utilizzato per tutte le collezioni che non hanno impostata tale associazione. I metadata supportati da DSpace sono formati da tre parti: z schema: come dice la parola stessa indica una struttura standard di metadata (DublinCore, MODS, METS etc.); z element: primo termine che caratterizza il metadato; si riferisce a categorie generali (ad es: dc.contributor si riferisce a tutti coloro che contribuiscono alla realizzazione del documento) z qualifier: termine facoltativo applicabile ad un element; a seconda dello standard utilizzato ad ogni element corrisponde una serie di qualifier. L'accoppiamento element+qualifier si riferisce a specifiche categorie (ad es: dc.contributor.author sono associati gli autori, dc.contributor.advisor sono i relatori). In DSpace possono essere utilizzati più schemi di metadata e quindi, questi ultimi, possono essere combinati tra loro in modo che i "set" siano il più possibile vicini alle proprie necessità. E' possibile in ogni momento modificare la composizione di ogni set di metadata, ma è consigliabile definire nella maniera più netta possibile il set prima dell'inizio della fase di archiviazione. Il Software propone il seguente set di metadata di Default – Dublin Core Nome campo DC Qualified Categoria Valori Ripetibile Authors Title Other Titles Date of Issue

Contributor.author Title Title.alternative Date.Issued

name onebox onebox date

Si No Si No

Obbligatori o No Si No Si

Il software gestisce diversi Schema, per l'esposizione dei metadata agli Harvester OAI, bisogna creare una associazione tra i metadata nello schema DC e quelli fuori da questo schema.

2

5


Publisher Citation Series/Report no

No No Si

No No No

Si

No

Si

No

No

No

twobox

Si

No

Textarea Textarea

No No

No No

Textarea

No

No

onebox onebox twobox

Identifiers

Publisher Identifier.citation Relation.ispartofseri es Identifier

Type

Type

dropdown

Language

Language.iso

Dropdown

Subject Keywords Abstract Sponsors

Subject Description.abstract Description.sponsors hip Description

Description

qualdrop_val ue

ISSN, ISMN, Gov't Doc #, URI, ISBN, DOI, Other Article, Book, Book charter, Data set, Learning Object, Image, Image N/A, English (United States), English, Spanish, German, French, Italian, Japanese , Chinese, Other

6


c. La gestione amministrativa: permessi e profili utenti Al fine di utilizzare correttamente l’archivio e controllare puntualmente lo stato del lavoro e le immissioni, DSpace si avvale della profilatura dell’utenza e di un sistema di permessi3. Su ogni comunità, collezione, items, bitstreams possono essere operate diverse azioni ed ognuna di queste è affidata ad uno o più gruppi. Di seguito l'elenco dei permessi: Lettura (read): comunità, collezioni e item sono rintracciabili tramite ricerca e navigazione indipendentemente dalle autorizzazioni di lettura; al contrario per ogni full text di un item è necessario che l’utente e/o gruppo di appartenenza abbia configurato il premesso di lettura4. Scrittura (write): consente la modifica delle informazioni contenute nell’archivio Aggiunta (add): consente la creazione di nuovi oggetti all’interno di quello corrente (es. items in una collezione). Eliminazione (remove): consente la cancellazione di oggetti all’interno di quello corrente (es. collezioni in una comunità). Amministrazione di sistema (Admin): somma di tutti i permessi precedenti, con inoltre la possibilità di modificare il template dell'item della collezione (metadata precompilati) e aggiungere utenti ai gruppi (es. Submitters e Workflow della collezione). L'amministratore di sistema può eseguire qualsiasi azione all'interno dell'archivio. Gli utenti che lavorano con DSpace hanno la possibilità di intervenire nel lavoro in modo ordinato e controllato non solo attraverso il sistema di permessi ma anche in base ai loro profili; infatti ad ogni utente corrisponde un profilo che è la risultante di un insieme di permessi. L'amministratore può modificare simultaneamente, tramite interfaccia web, i permessi associati a tutti gli items o i bitstreams all'interno di una specifica collezione in modo da consentire rapidi cambiamenti. L'amministratore di sistema, combinando i permessi, può creare una profilatura degli utenti ad hoc. Di seguito una proposta di profili/permessi: Amministratore di Comunità può: - modificare i contenuti della Home page della comunità (write); - caricare un logo (write); - creare e/o eliminare sottocomunità e/o collezioni (add/remove). Amministratore di Collezione può: - modificare i contenuti della Home page della collezione (write); - modificare la licenza di archiviazione della collezione (write); - caricare un logo (write); - modificare e/o creare il template della scheda di inserimento (write). Submitter può inserire documenti all’interno di una collezioni (add)

3

A seguito di un’attenta valutazione dei ruoli amministrativi/istituzionali del proprio ente/istituzione consigliamo di creare dei gruppi ad hoc con specifici permessi e relativi profili degli utenti. 4 In merito a questo, proponiamo una funzione di Richiesta e-mail di un file ad accesso ristretto di un documento in archivio.

7


Utente di Workflow (revisore) può revisionare il materiale inserito in archivio e decidere di respingerlo o accettarlo. Ci sono tre opzioni possibili: - Accetta/respingi; - Accetta/respingi/modifica metadata; - Modifica metadata. Utente registrato e Utente anonimo sono generici e solo all’utente registrato possono essere attribuiti dei permessi specifici

d. Configurazione del motore di ricerca In DSpace è possibile personalizzare gli indici per la ricerca di parole chiave all’interno dell’archivio. Ad un indice può essere associata una etichetta che verrà visualizzata nella form di ricerca.

Figura 1 A sinistra il menù a tendina con gli indici ed accanto la relativa box in cui inserire la parola da ricercare

Ad ogni indice deve essere assegnato un gruppo di metadata su cui effettuare la ricerca come indicato nella tabella seguente. Esempio (configurazione standard) Nome dell’indice Author (Autore)

Title (Titolo) Keyword (Soggetto) Abstract Series (Serie) Sponsor Id (Identificatore) Language (Lingua)

Campi associati dc.contributor.*5 dc.creator.* dc.description.statementofresponsibility dc.title.* dc.subject.* dc.description.abstract, dc.description.tableofcontents dc.relation.ispartofseries dc.description.sponsorship dc.identifier.* dc.language.iso

Si consiglia di definire un numero di indici compreso tra 4 e 10. Un elevato numero di indici provocherebbe un maggiore difficoltà di utilizzo del modulo di ricerca.

5

L’asterisco indica tutti i qualificatori di un element cioè: dc.contributor.*= (dc.contributor.author, dc.contributor.advisor etc.)

8


e. Come navigare l'archivio (le liste di scorrimento) E' possibile consultare il contenuto di ogni comunità e collezione attraverso quattro liste di scorrimento: Autore, Titolo, Data, Soggetto ovvero utilizzare la funzione “sfoglia” l’archivio. I campi da utilizzare per la creazione di queste liste sono configurabili e modificabili in qualsiasi momento. La configurazione standard di DSpace è la seguente: Autore: dc.contributor.* Data: dc.date.issued Titolo: dc.title Soggetto: dc.subject.*

Figura 2 Navigare in archivio attraverso la funzione di Browse

E’ sempre possibile modificare o eliminare campi dalle liste di scorrimento.

Indicare eventuali necessità di personalizzazione nella seguente tabella Indice di scorrimento Metadata utilizzati Autore Data Titolo Soggetto Quando vengono sfogliati gli item in archivio, questi vengono mostrati in liste visualizzate in forma tabellare. Contengono di default le seguenti colonne: Data | Titolo | Autore(i) |Soggetto

9


f. Scheda di inserimento del documento(item) e scheda descrittiva del documento (visualizzazione dell’item) Scheda di inserimento Ogni utente che voglia inserire il documento nell’archivio dovrà riempire i seguenti campi (ne riportiamo alcuni come esempi)

Figura 3 Scheda di inserimento

Ogni campo disponibile ha le seguenti caratteristiche: i.

Ripetibilità: se ad uno stesso metadato possono essere associati più valori (ad es: dc.contributor.author = autore1; dc.contributor.author = autore2 )

ii.

Obbligatorietà: se un campo è necessario per la descrizione del documento; durante la fase di immisione non si può procedere se non si inseriscono tutti i campi obbligatori.

Qualora l’utente voglia inserire/descrivere correttamente il proprio documento dovrà rispettare tener conto delle seguenti indicazioni in merito ai vari campi da valorizzare: -

Nome Campo(Label): etichetta che viene visualizzata nella scheda di immissione, che denomina il metadato (ad es.: dc.publisher[EDITORE]; dc.contributor.advisor[RELATORE])

-

Tipo: visualizzazione dello spazio in cui inserire/selezionare i valori dei metadata: a) OneBox:casella di testo ad immissione libera ( per vocabolario controllato vedi fig. 4) b) TwoBox: coppia di caselle di testo ad immissione libera, usate per valori ripetibili (per vocabolario controllato vedi fig. 4)

10


c) TextArea: ampio blocco di testo che può essere inserito su più righe come ad es. un abstract (per vocabolario controllato vedi fig. 4)

d) Name: nome di persona, con campi separati per il cognome ed il nome.

e) Date: data, quando obbligatorio necessita almeno dell’inserimento dell’anno. N.B.Non è un campo ripetibile

f) Dropdown: scelta di un valore tra quelli disponibili in un menù a tendina. N.B.E' necessario fornire l’elenco dei valori accettabili.

g) Qualdrop_value: consta di un menù a tendina6 con in più una casella di testa libero. N.B.E' necessario fornire l’elenco dei valori accettabili

Figura 4 Alle categorie a)-b)-c) è possibile associare un vocabolario controllato che verrà visualizzato come una finestra pop-up

Si consiglia di utilizzare elenchi non troppo lunghi per facilitare la selezione degli elementi. Inoltre è possibile definire per ogni elemento della lista una etichetta che verrà poi visualizzata nel menù

6

11


Scheda descrittiva

Figura 5 scheda descrittiva

La figura 5 mostra tutti i metadata, precedentemente configurati, più significativi per una prima descrizione del documento. Nella parte centrale sono visibili: - I file con il relativo link per il download; - la box relativa alla licenza (se attivata) con il link al testo originale della licenza accettata dall’autore all’atto dell’archiviazione; - il pulsante per accedere alla pagina con la scheda completa di tutti i metadata relativi al documento; - link alla form (se attiva tale funzione) per proporre il documento al un altro utente (anche non registrato in archivio); - licenze Creative Commons opzionali. Nella parte sinistra viene mantenuto il menù principale per accedere alle varie funzioni dell’archivio.

g. Handle Server, Request Item, Messaggistica i.

Riferimenti responsabile Handle Server

DSpace può utilizzare un identificativo unico chiamato handle7 (medesima tecnologia del DOI) per garantire la rintracciabilità nel tempo degli items inseriti nell'archivio8. Per poter utilizzare questa funzionalità è necessario richiedere l'attribuzione di un handle prefix per l'archivio al CNRI.

7 8

http://www.handle.net Attualmente DSpace genera un handle per ogni comunità, collezione o items

12


Le condizioni e i costi relativi alla registrazione e al mantenimento del servizio handle sono espressi nel Service Agreement - http://hdl.handle.net/4263537/5029 Inserire i riferimenti da inviare al CNRI per l'attribuzione dell'Handle prefix: Titolo: Nome: Cognome: Posizione: email: Per ulteriori informazioni consultare le seguenti pagine: • • •

ii.

pagina esplicativa: http://www.handle.net/old_license.html pagina per registrare il proprio handle: http://www.handle.net/service_agreement.html pagina per effettuare il pagamento: http://www.handle.net/payment.html Request Item

In un archivio Open Access, può essere necessario dover restringere l'accesso ai full-text degli item (periodo di embargo, diritti di copyright, etc.); perciò per tutti gli utenti che necessitano di tali documenti, DSpace mette a disposizione il servizio di “Request Item” (indicato nella figura dal simbolo del lucchetto). Attraverso tale funzione e riempiendo un apposito form, è possibile fare richiesta via mail al Submitter (o eventualmente all'autore stesso) per ottenerne una copia.

Figura 6 Documento ad accesso ristretto, in evidenza l’immagine per accedere alla form di richiesta

Cliccando sull’icona indicata in figura, si aprirà una pagina da cui si può inviare una mail al submitter, il quale può decidere se inviare o meno una copia, cliccando su un link generato automaticamente da DSpace e rispondendo alla richiesta. Infine il submitter può inviare una richiesta all'amministratore dell'archivio affinché modifichi i permessi del full-text (bitstream). Il testo delle e-mail è configurabile così come l'icona del pulsante di richiesta.

Figura 7 Form di richiesta di una copia del file ad accesso ristretto

13


iii.

Configurazione messaggistica automatica (e-mail)

Il software propone un insieme di e-mail standard per segnalare agli utenti le operazioni che li riguardano: - Suggerimenti o notifica di eventuali errori - Registrazioni e cambi di password - Avvisi di nuovi documenti in archivio (per gli abbonamenti e per i revisori) - Risposte dai revisori - Avviso di avvenuta archiviazione del documento - Richiesta di un documento ad accesso ristretto Il testo di queste e-mail può essere configurato e personalizzato a seconda delle esigenze del proprio istituto.

14


h. Istruzioni per il caricamento di pagine Html e Thumbnails Pagine Html: L'archiviazione di pagine Html è una operazione che in genere richiede il caricamento di più file; infatti affinché la pagina venga visualizzata in maniera corretta bisogna inserire tutti i file contenuti dalla pagina (immagini, stylesheet, etc. ) e mettere il check “primary Bitstream”(Bitstream Principale) sulla pagina indice; sarà poi il software DSpace a ricostruire tutti i collegamenti nella maniera corretta. Fondamentale è la corretta formattazione del testo HTML, ad esempio è necessario utilizzare link relativi.

Figura 8 selezione file come Bitstream Principale

Thumbnails: Quando viene inserito un documento, contenente anche delle immagini, queste possono essere inserite come file accessori e essere consultate liberamente. Se viene messo il check su “primary Bitsrteam” (Bitstream Principale) per una delle immagini (solo in formato JPG e Gif), quella selezionata viene visualizzata come thumbnail. Le impostazioni prevedono di poter: - disabilitare completamente questa funzionalità - mostrare le thumbnails solo nella scheda semplice, solo nell'elenco degli Item oppure in entrambe - mostrare la pagina dell'item o direttamente il bitstream cliccando sulla thumbnail - impostare i parametri massimi di altezza e larghezza

15


III Esempio di organizzazione di un archivio

Figura 9 Home page personalizzata (es. la freccia indica un esempio di messaggio iniziale)

Nella figura sopra si vede come sono stati personalizzati gli elementi essenziali (header, footer, menù laterale destro e sinistro, parte centrale del corpo della pagina)

Figura 10 Footer e funzione di feedback

Nella figura precedente si vuole evidenziare il footer (anch’esso personalizzabile) dove vengono visualizzate le informazioni circa DSpace e l’Istituzione; inoltre c’è il link alla funzione di feedback (evidenziata dalla freccia) che si consiglia di porre in maggiore evidenza.

16


Qui accanto è presentato la struttura dell’archivio nei vari dipartimenti.

Figura 11 Comunità & collezioni

Figura 12 Motore di ricerca avanzata

In figura viene mostrato il menù a tendina in cui è possibile effettuare la ricerca selezionando la voce interessata in tutto l’archivio o nella sola comunità selezionata

Figura 13 Ricerca per indice

17


*

Figura 14 Area di lavoro

Dopo aver inserito la User e Password si accede all’area di lavoro. Quest’ultima è personalizzabile in tutte le sue parti ed è la base da cui ogni utente registrato deve partire per effettuare le operazioni di archiviazione del documento. In figura vengono visualizzate le seguenti funzioni: - Inizio di una nuova proposta di immissione (asterisco in alto a sinistra) - Visualizzazione di tutti documenti archiviati dall’utente (a destra dell’asterisco) - Visualizzazione di tutti gli abbonamenti (sottoscrizioni) alle collezioni - Box con i compiti e le operazioni ancora in corso - Elenco dei gruppi di cui si fa parte

IV Licenze a. Cosa è il copyright Il diritto nasce al momento della creazione dell'opera, che il nostro codice civile identifica, un po' cripticamente, in una particolare espressione del lavoro intellettuale. L'autore ha naturalmente la facoltà (positiva) di sfruttare la propria opera in ogni forma e modo. Questa facoltà discende non tanto dall'esistenza del diritto d'autore ma piuttosto dal riconoscimento anche a livello costituzionale della libertà di iniziativa economica privata, secondo cui ciascuno è libero di utilizzare (senza riconoscimenti od autorizzazioni di nessun genere) un'opera dell'ingegno, in particolare la propria opera dell'ingegno, in attività produttive di beni e servizi (quindi in attività economiche). Ciò che il diritto d'autore riconosce al creatore di un'opera sono invece una serie di facoltà (negative cioè) esclusive: e precisamente una serie di facoltà di impedire ai terzi di sfruttare economicamente la propria opera. Il diritto d'autore, come disciplinato dalla relativa legge, ricomprende in particolare le seguenti facoltà esclusive inerenti l'opera: •

pubblicarla 18


• • • •

• • • •

riprodurla trascriverla eseguirla, rappresentarla o recitarla in pubblico comunicarla al pubblico, ovvero diffonderla tramite mezzi di diffusione a distanza (telegrafo, telefono, radiodiffusione, televisione e mezzi analoghi, tra cui il satellite, il cavo e la stessa internet), compresa la sua messa a disposizione del pubblico in maniera che ciascuno possa avervi accesso nel luogo e nel momento scelti individualmente (le cosiddette fruizioni on demand) distribuirla tradurla e/o elaborarla venderla noleggiarla e darla in prestito.

Tutti i diritti elencati sono indipendenti l'uno dall'altro, il che significa che l'esercizio di uno non esclude l'esercizio di tutti gli altri; inoltre tali diritti riguardano sia l'opera nel suo insieme, che in ciascuna delle sue parti. Il diritto consiste di due elementi fondamentali: il diritto morale e il diritto patrimoniale. Il primo è strettamente legato alla persona dell'autore e, salvo casi particolari, tale rimane, mentre il secondo è originariamente dell'autore, il quale può cederlo dietro compenso (ma anche gratuitamente) ad un acquirente (meglio sarebbe chiamarlo licenziatario), il quale a sua volta può nuovamente cederlo nei limiti del contratto di cessione e della legge applicabile.

b. La tutela legale dei documenti inseriti in un archivio aperto I documenti depositati sono tutelati dalla legge sul diritto d’autore (L. 633/1941 e successive modificazioni). L’autore mantiene tutti i diritti morali ed economici sul proprio lavoro, sempre che questi ultimi non siano stati ceduti a un editore. Qualora ne abbia la facoltà, l’autore può decidere di cedere alcuni dei suoi diritti.

c. Le Creative Commons Le licenze Creative Commons permettono agli autori di mantenere il copyright sulle loro creazioni, concedendole però in licenza gratuita per certi usi e a determinate condizioni. All'atto di distribuire la propria opera al pubblico l'autore rinuncia ad alcuni dei diritti previsti dal sistema di copyright per rendere disponibile la propria opera, eventualmente permettendo successivi aggiornamenti e contributi. L'utilità di queste licenze si realizza nel patto che l'autore stipula con i suoi utenti: l'opera, la cui paternità è sempre riconosciuta, può godere della diffusione garantita dalla condivisione. Mentre il sistema di diritto d'autore, in quanto obbligatorio, tutela l'opera prescindendo dalla volontà dell'autore, le licenze Creative Commons sono facoltative e frutto della scelta volontaria dell'autore. Un sistema di metadati consente di esprimere lo status della licenza scelta per l'opera in modo che esso sia leggibile dai computer connessi in rete. Motori di ricerca come Google e Yahoo permettono di ricercare i materiali che rispondono a specifiche licenze, utilizzabili citando l'autore. Le licenze hanno lo scopo di facilitare il processo di condivisione delle opere chiarendo fin da subito, in un linguaggio chiaro e interpretabile anche dai motori di ricerca, quali diritti l’autore concede ai fruitori dell’opera. L’autore che associa alla sua opera una licenza Creative Commons offre alla comunità, a determinate condizioni, alcuni dei diritti esclusivi che la legge sul diritto d'autore gli riconosce. http://www.creativecommons.it/ (versione italiana) 19


d. Il deposito del materiale nell’archivio aperto: accordi autore-editore È sempre necessario stipulare un contratto per stabilire la responsabilità rispetto al materiale depositato ma non è obbligatorio trasferire tutti i diritti. Naturalmente l’editore può rifiutarsi di pubblicare un articolo se l’autore non vuole firmare il contratto predefinito. Tuttavia è anche possibile che l’editore accetti una piccola modifica del contratto (in cui per esempio l’autore si riserva il solo diritto di autoarchiviazione nell’archivio istituzionale).

e. I diritti concessi a chi consulta i documenti depositati in archivio Un autore che non volesse rendere disponibile a tutti il full-text del suo articolo (per obbligo di copyright, coperta da brevetto ed altro) può inserirlo in archivio corredandolo delle notizie bibliografiche e di un abstract, negando però la possibilità di accesso. Può segnalare il proprio indirizzo e-mail in modo che gli utenti interessati possano chiedergli direttamente una copia dell’articolo. Se al contrario il full-text è disponibile, al fruitore dei documenti depositati è garantita la possibilità di utilizzo dei documenti a scopo di studio e/o ricerca. È comunque escluso qualsiasi utilizzo commerciale.

20


Esempi di organizzazione di un repository L’architettura di DSpace crea comunità a diversi livelli rispecchiando la struttura organizzativa dell’istituzione e delegando alle collezioni le distinzioni per tipologia di materiale tramite l’impiego di set di metadata differenziati. Esempio 1: Ente di Ricerca Comunità 1: Sede di Roma Sottocomunità 1: Dipartimento di Genetica Collezioni: Articoli di Ricerca, Proceedings, Technical reports Sottocomunità 2: Dipartimento di Microbiologia Collezioni: Articoli di Ricerca, Proceedings, Technical reports, Data sets Comunità 2: Sede di Venezia Sottocomunità 1: Dipartimento di Genetica Collezioni: Articoli di Ricerca, Technical reports Sottocomunità 2: Dipartimento di Microbiologia Collezioni: Articoli di Ricerca, Proceedings, Data sets Sottocomunità 3: Dipartimento di Geofisica Collezioni: Articoli di Ricerca, Proceedings, Technical reports, Data sets Sede di Roma

Dip. Microbiologia

Dip. Genetica Articoli di Ricerca

Articoli di Ricerca

Proceedings

Proceedings

Technical reports

Technical reports Data sets

Oltre alla struttura appena descritta si può aggiungere una serie di "viste", che raggruppano insieme materiale con delle caratteristiche comuni, in maniera alternativa rispetto all'architettura di inserimento. Possono essere create “viste” collettive che raggruppino ad esempio tutti gli articoli di ricerca di una sede e/o dell’intero archivio. In queste viste non è consentito l'inserimento e come suggerisce il nome servono solo per vedere i documenti in una strutturazione che potrebbe essere più comoda per determinate necessità

21


Queste viste possono essere create senza dover inserire ogni volta l'articolo nelle diverse collezioni utilizzando semplicemente una funzione chiamata "Mappatura" che fa in modo che diverse collezioni condividano lo stesso documento Sede di Roma

Dip. Microbiologia

Dip. Genetica Articoli di Ricerca

Articoli di Ricerca

Proceedings

Proceedings

Technical reports

Technical reports Data sets

Articoli di Ricerca

Esempio 2: Università – Archivio per la didattica Comunità 1: Facoltà di Lettere Sottocomunità 1: Corso di Laurea in Filosofia Collezioni: Cattedra/Corso di Filosofia Teoretica, c/c Filosofia Medievale Sottocomunità 2: Corso di Laurea in Storia Collezioni: c/c Storia Moderna, c/c Storia Medievale, Tesi Comunità 2: Facoltà di Scienze Sottocomunità 1: Corso di Laurea in Informatica Collezioni: Cattedra/Corso in Programmazione, c/c in Algoritmi Sottocomunità 2: Corso di Laurea in Matematica Collezioni: c/c Analisi, c/c Sistemi Dinamici, Tesi Sottocomunità 3: Corso di Laurea in Biologia Collezioni: c/c Zoologia, c/c Entomologia, Tesi

22


Facoltà di Scienze

CdL Biologia

CdL Matematica Corso di Zoologia

Corso di Analisi

Corso di Botanica

Corso di Fisica

Tesi

Corso di Geometria Tesi

Tesi Possono essere create “viste” collettive che raggruppino ad esempio tutti le tesi di una Facoltà e/o dell’intero archivio. In queste viste non è consentito l'inserimento e come suggerisce il nome servono solo per vedere i documenti in una strutturazione che potrebbe essere più comoda per determinate necessità.

23


GuidaDSpace