Page 1

favole

DALLA BALBUZIE NON SI GUARISCE, MA ELIMINARE I SINTOMI SI PUÒ: ECCO COME SOCIETÀ >> 37

PAG. 35

CHE STREGA Le sorprese di “Cartoons on the Bay”

xte

Spaziani: «Sogno Atene, oggi non ci sono più eroi» CULTURA >> 34

“Quijote”, omaggio a Dalla e Sanguineti SPETTACOLI >> 35 IL SECOLO XIX

VENERDÌ 16 MARZO 2012

AL CINEMA “A SIMPLE LIFE” DI ANN HUI NATALINO BRUZZONE

UNA VITA piccola e semplice in un mondo che si è trasformato e che si è dissolto nelle frenetiche convul­ sioni della fine del Novecento. “A Simple Life”, da oggi in sala anche a Genova, non è solo il poemetto toc­ cante di un’esistenza, ma anche la testimonianza di quanto è stato, Hong Kong, e non sarà mai più, di autonomoedidiverso,nelsuoesse­ re stato fagocitato dall’immenso, implacabile, complesso e omolo­ gante universo della Repubblica Popolare Cinese. Un cambio radicale, politico e strutturale che finisce per incidere sulla cultura di tutti, soprattutto della gente comune come la prota­ gonista,mentrelariccafamiglia,al­ la quale ha dedicato un lavoro di collaboratrice domestica che ha implicato anche l’uso degli stru­ menti dei sentimenti, si è trasferita oltre oceano, in America. Da una storia vera, Ann Hui, au­ trice di rilievo della “nouvelle va­ gue” hongkonghese degli anni ’80 e ’90, racconta come Tao, sin da ra­ gazzina al servizio dei Lee quale go­ vernante, l’amah di una tradizione secolare,continuiinpienasenilitàa prendersi cura di chi è rimasto in patria, il giova­ ne produttore cinematografi­ co Roger. Poi TOCCANTE un ictus e infar­ E TENERO ripetuti la Racconta ticonfinano in un rapporto una clinica, ma di affetto il suo figlioccio le resterà ac­ che dura canto senza una vita mai abbando­ narla. È la nar­ razione di un rapporto d’amore e d’affetto, intessuto di silenzi, di oc­ chiate e di minime cose che si tra­ sformano in un qualcosa di ancora più grande perché Roger compren­ de come Tao sia per lui una seconda madre, più presente di quella natu­ rale. L’ombra del destino diventa il movente di una tenerezza infinità all’interno di un’affinità che non spreca troppe parole. Nessuno tema che “A Simple Li­ fe” sia lo spartito di una estenuante etediosamessainscenaall’orienta­ ledoveiltemposiadilatatoquasial­ l’infinito e lo spazio inscatolato in inquadrature claustrofobiche. Non è così: il melò sussulta di un’emo­ zione sottile profonda e senza deri­ ve patetiche, che coinvolge la visio­ ne in una memorabile orchestra­ zione, dove, oltre a Tao e Roger, il corodeipersonaggidell’ospizio­ca­ sa di cura si muove con umorismo e commozione: dall’arzillo dongio­ vanni che pretende prestiti per i suoi estremi hurrà virili alla mam­ ma che non vuole accettare il tradi­ mento dell’erede maschio. In questo microcosmo melanco­ nico Tao non si perde d’animo, ap­ prezzailprodigarsidiRoger, parte­ cipa ad un’anteprima scontrandosi con quel clima di gala e di fatua ipo­

HONG KONG LA MAGIA (PRIMA DELLA CINA)

La storia di un giovane e della sua ex governante ci immerge nella terra della regista, un tempo diversa dalla Repubblica popolare

[+]

TAO, METAFORA DI HONG KONG

Deannie Yip, Coppa Volpi per la miglior attrice a Ve­ nezia 2011, interpreta Tao, sin da ragazzina al servizio di una famiglia come go­ vernante, come amah. Or­ mai in piena vecchiaia continua a prendersi cura dell’ex bambino e ormai giovane produttore cine­ matografico Roger. Anche lui le sta vicino, e l’anziana donna sconfigge così lo spaesamento della malat­ tia che la rende debole

[+]

ROGER, SIMBOLO DEL SUO CINEMA

Andy Lau ­ una stella del­ l’azione e delle commedie ­ interpreta Roger, produt­ tore cinematografico che rimane a vivere ad Hong Kong nonostante la sua ricca famiglia d’origine si sia trasferita in America. Intreccia un rapporto d’af­ fetto sincero con Tao e comprende quanto abbia imparato e quanto debba alla sua governante. Le sta a fianco sempre, senza al­ cuna esitazione

crisia che le è estraneo. È sempre un po’ sopra le righe la­ sciarsi andare alla catalogazione di un’opera come poesia, ma di poetico “ A Simple Life” possiede proprio il suo incedere e il suo respiro, ma in modo naturale, per nulla esibito e compiaciuto. Lo sguardo lucido e terso, acuto e umano di Ann Hui si posa sempre dove lo spettatore do­ vrà incontrare la verità di una donna straordinaria, proprio come la sua interprete Deanie Ip, Coppa Volpi per la miglior attrice a Venezia 2011: la semplicità delle scelte di regia e di una recitazione sublime restituisce un salmo laico, denso e delicato co­ me una carezza troppo a lungo trat­ tenuta. Che Tao e Roger siano simboli, una di Hong Kong e l’altro del suo ci­ nema, poco importa nell’equilibrio diunadoppiaeducazionesentimen­ tale: Roger prende coscienza di quanto abbia imparato e di quanto debba alla sua governante, e l’anzia­ na “amah” sconfigge lo spaesamen­ to della malattia con la consapevo­ lezza che non soffrirà mai di solitu­ dine e che il cucciolo di casa è cre­ sciuto come lei ha desiderato. Sarebbe ingiusto, ammaliati dal virtuosismo di Deanie Ip, dimenti­ carsi di come Andi Lau, una stella di Hong Kong dell’azione e delle com­ medie,sappiaassestareaRogerilsa­ pore triste e sincero di un figlio smarritomachenonhamaiunasola esitazione nell’essere a fianco di Tao,mentreAnnHuipuòancheper­ mettersi sia spazzi ironici sull’indu­ strialocaledell’immagini,prontaci­ clicamente a sfornare kolossal sulla mitica guerra dei tre regni, sia qual­ che tocco sull’importanza del cibo e della sua preparazione. Pesce e lin­ gua di bue cucinati secondo le regole ricordanoanche,nelloroconflittodi gusto, la dicotomia tra Hong Kong e la Cina apparentemente cancellata da un’annessione che ha ancora il germe del rigetto nascosto all’inter­ no della sua società così bramosa di consumismoediapparenze.MaTao e Roger sono due anticorpi strug­ genti.Propriocomel’inconsapevole felicità di un’infanzia perduta. © RIPRODUZIONE RISERVATA

33

Una città di visionari

JOHNNIE TO Bravissimo nel genere noir, sa come far recitare attori cult: Johnny Halliday in “Vendicami”

TSUI HARK Fantasia sfrenata e intrigo nel suo film cult: “Detective Dee e il mistero della fiamma fantasma”

Instancabili

JOHN WOO Un gigante. Mago dell’azione sia in patria, “La battaglia dei tre regni”, che in Usa, “Face/Off”

WONG KAR­WAY Di Shanghai ma lavora a Hong Kong. Re del melodramma più dark in “The Grandmasters”

Fuori di testa

RINGO LAM Tipo bizzarro, ha lavorato a To­ ronto e si rifà alla lezione noir di John Woo, come in “The Victim”

STANLEY KWAN Ha fatto outing ed è bravo nel ri­ trarre le incompatibilità fra regi­ me e libertà, come in “Lan You”

Il Secolo XIX - Bruzzone - 16 Marzo 2012  

Rassegna Stampa A SIMPLE LIFE

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you