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Capitolo 8

Il fuoco nella Foresta n rumore sordo destò Harry dai suoi sogni. Socchiuse leggermente gli occhi, e notò che Ron era entrato nella sua camera sbattendo la porta, e ora lo fissava ai piedi del letto. « Svegliati, Harry! » Harry fissò l'amico con espressione di rimprovero. « Cosa c'è? » chiese, con voce ancora assonnata. « Non è il momento di dormire! Devi leggere una cosa... » Il tono entusiasta dell'amico lo sconcertò. « Leggere? » « La Gazzetta del Profeta! In prima pagina! » disse lui, porgendogli il quotidiano del giorno con mano tremante. Harry ebbe un tuffo al cuore. Possibile che Rita Skeeter avesse nuovamente scritto su di lui?

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Si alzò a sedere e si stropicciò gli occhi, sbadigliando; poi inforcò gli occhiali posti sul comodino e lesse la pagina che gli stava mostrando Ron. Il Ministro annuncia: "Abbiamo bisogno di nuovi Auror" Il loro numero si è ridotto considerevolmente dallo scorso maggio

« Quindi? » chiese a Ron, non cogliendo il motivo di tanta agitazione. « Potremmo iscriverci anche noi al Corso di Apprendimento per Auror! Che ne dici?» Harry rimase allibito. « Ron, non abbiamo ancora ottenuto nessun M.A.G.O. Sono requisiti fondamentali per diventare Auror... » « Lo sapevo che avresti detto così! » sbraitò l'amico, deluso « Secondo me, invece, per noi farebbero un'eccezione. Tu hai ucciso Voldemort! Non esistono referenze migliori! »

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« Non credo che farebbero un'eccezione... nemmeno per me. Il Ministero mi ha sempre trattato come un delinquente... » « Ma ora c'è Kingsley a capo. Il "nostro" Kingsley! » Ron sembrava aver riflettuto molto su tutte le possibili contraddizioni di Harry « E poi, se c'è davvero necessità di Auror, vuoi che il Dipartimento faccia lo schizzinoso davanti a Harry Potter e al suo amico fidato? » « Non hai mai voluto che ti definissero il mio "amico fidato" » lo rimproverò lui. Ron alzò le spalle. « Se servisse a farmi saltare l'ultimo anno di scuola, mi incollerei un adesivo con quelle parole sulla fronte » Entrambi risero, ma l'argomento era troppo serio per essere dimenticato. « Hermione ci ucciderà » commentò, poi, Harry, terminando all'improvviso le sue risa; il pensiero della ramanzina che la ragazza avrebbe fatto loro gli apparve nella mente come un fulmine. « Che ti importa! Lei è sempre lì con i suoi libri, i suoi ripassi... Non sono cose adatte a 232


noi, lo sai! » ribatté Ron, con tono estremamente convincente. « E tua madre? » ll secondo grande ostacolo era proprio la madre di Ron. « Eh... » iniziò lui, abbassando il tono di voce e guardandosi intorno con fare allarmato « Quello è un problema» Harry soffocò a stento una risata davanti all'espressione affranta dell'amico, che continuò « Però se chiedessimo a Kingsley, potrebbe dirlo lui a mia madre! » Questa volta le risate di Harry riempirono l'aria. « E tu ti aspetti che Kingsley lo faccia? » « Perchè no? » « Non servirebbe a nulla! E poi, quand'è che lo vedremmo? Non mi risulta che venga alla Tana così spesso, ultimamente » « Potremmo sempre andare noi da lui » disse Ron, come se fosse la cosa più ovvia del mondo « Ci sai andare nel suo Ufficio, no? » Harry acquisì un'espressione incerta, ripensando all'arco incantato che aveva visto il giorno prima nell'Atrium del Ministero. 233


« Avanti! Diventare Auror è sempre stato il tuo sogno! » « Sì, ma... » « Non fare storie! » continuò l'amico, all'improvviso sorridente, come se avesse appena avuto un lampo di genio « Potremmo invitare Kingsley al compleanno di Ginny! E' giusto tra una settimana... » Senza neanche aspettare che Harry rispondesse, poi, si sedette alla scrivania e iniziò a scrivere velocemente su un foglio di pergamena. « Credi che inviare un gufo al Ministro della Magia sia così facile? » gli chiese Harry, piuttosto scettico. « Silente lo faceva sempre! » fu la risposta di Ron. « Silente era Silente! » « Tanto vale provare. Anzi, scriverò il nome di mio padre al posto del mio » Harry non replicò e, rassegnato, si limitò ad osservarlo mentre si dirigeva verso la finestra col rotolo di pergamena stretto nel pugno. Al suono del richiamo, Leotordo si fiondò all'in234


terno della camera per atterrare ruzzolando sul pavimento di legno. Ron lo raccolse con le piume tutte arruffate e gli legò alla zampetta il plico per il Ministro. « Leo, mi raccomando, fai il tuo dovere e consegna la lettera solo a Kingsley in persona » si raccomandò. Il rapace sbatté le palpebre un paio di volte, confermando di aver capito bene le istruzioni del suo padrone, e, spiccato il volo, si intrufolò attraverso l'apertura della finestra sbandando sotto il peso della lettera. Quando il volatile fu sparito all'orizzonte, Ron si rivolse a Harry. « A proposito! Secondo te, cosa potrei regalare a Ginny? E' il suo diciassettesimo compleanno, serve qualcosa di importante » Fu come se gli avesse tirato una secchiata d'acqua gelida. Harry si era completamente dimenticato del regalo per quella che, ormai, era la sua ragazza. « Non saprei... » rispose, mentre pensava velocemente a tutte le idee che gli venivano in mente. 235


« Potremmo farglielo insieme! Due teste lavorano meglio di una! Specialmente della mia... » Harry soffocò l'ennesima risatina, mentre ora i suoi pensieri vertevano su come dire a Ron che preferiva acquistare il regalo per Ginny da solo. « Credo che sarebbe contenta se le regalassi un assortimento di accessori e mangimi per Arnold » si trovò a suggerire dopo alcuni minuti di discussione. Ron sembrò soddisfatto della risposta, così si alzò dal letto, intenzionato ad uscire dalla stanza per permettere a Harry di vestirsi, ma tornò immediatamente indietro. « Ehi, non mi hai ancora detto dell'Udienza di ieri al Ministero » constatò, con l'espressione di chi si ricorda improvvisamente una cosa importante. In effetti, Harry era tornato alla Tana molto tardi, il pomeriggio prima, dopo essere rimasto con Kingsley fino all'ora di pranzo, e aveva scoperto che Ron era stato costretto ad andare ad aiutare George in negozio. Poi, durante la 236


cena, il signor Weasley lo aveva preso da parte per riferirgli alcune indiscrezioni sui processi avvenuti in giornata, così Harry non aveva ancora avuto occasione di parlare con il suo migliore amico di ciò che era avvenuto nell'Aula del Wizengamot. « Non è accaduto nulla di importante » cercò di tagliare corto, ma Ron si sedette sul letto, intenzionato a non muoversi finché non avesse saputo ogni cosa. « Mi hanno riempito di domande su ciò che ho fatto l'anno scorso, ma per mia fortuna sono sempre riuscito a sviare il discorso » « Non hai raccontato nulla degli Horcrux, vero? » « Figurati! Non l'avrei mai fatto. Ho raccontato una piccola bugia su uno di loro, però » Ron sgranò gli occhi « Ho detto alla Corte che il medaglione di Serpeverde apparteneva a Sirius » « Perché? » « Mi serviva per incastrare la Umbridge » il tono di Harry era molto fiero di sé, mentre sul viso di Ron si allargava un sorriso. 237


« Grande! Spero che se la tengano per sempre ad Azkaban quella megera! » « C'è stato un piccolo problema, però... alla fine mi hanno chiesto di Piton » Ron aprì la bocca per lo stupore. « E tu cosa hai detto? » « Ho riflettuto un po'. Spero che non si siano accorti che mentivo » rispose lui, cercando di mantenere il solito tono di voce « E alla fine ho raccontato che era dalla nostra parte, e non da quella di Voldemort » « Ti hanno creduto? » chiese incredulo Ron. « Mafalda Hopkirk ha chiesto delle prove, e io ho risposto che l'unica di cui ero a conoscenza era proprio la sua morte » « Ovvio » lo interruppe l'altro « Se fosse stato un Mangiamorte, perché il serpente di Voldemort avrebbe dovuto ucciderlo? » « Esatto. Naturalmente non ho raccontato nulla della Bacchetta, e nemmeno loro sembravano interessati a Lei ». Ron trasse un respiro di sollievo. « Kingsley, poi, mi ha detto che provvederà personalmente alla riabilitazione di 238


Piton, ma che non sarà facile. Servono delle prove tangibili per ottenerla del tutto... » Harry e Ron discussero ancora parecchi minuti sulla possibilità di recuperare dal Pensatoio i ricordi che Piton aveva lasciato loro appena prima di morire, e giunsero alla conclusione che solo a Hogwarts avrebbero ottenuto una risposta concreta. Alla fine, Ron si congedò e uscì dalla stanza, consigliandogli di leggere gli articoli della Gazzetta relativi all'Udienza. Appena l'amico si fu chiuso la porta dietro alle spalle, Harry prese in mano la copia del quotidiano rimasta sul letto e si fermò a leggere un grosso titolo posto in fondo alla prima pagina, che in precedenza non aveva notato. Inchiesta Mangiamorte: Primo Giorno Le ultime novità dall'Aula del Wizengamot

Ancora più in basso, una nota riportava a pagina tre, che Harry raggiunse senza neanche accorgersene; un lungo e fitto articolo riempiva completamente lo spazio editoriale, mentre al 239


centro vi era una foto raffigurante Lucius, Narcissa e Draco Malfoy, tutti con un sorriso beffardo stampato sul volto. In ansia per i sospetti che gli si erano subito accavallati nella mente, cominciò a leggere. Nel pomeriggio di ieri, lunedì 3 agosto, hanno avuto inizio i processi ai Mangiamorte catturati subito dopo la caduta di Voi-Sapete-Chi. L'estrazione, avvenuta il giorno precedente, aveva fatto sì che i primi ad essere sottoposti al giudizio della Corte del Wizengamot fossero Dolores Jane Umbridge, Sottosegretario Anziano del Ministro Cornelis Caramell, Pius O'Tusoe, ex Ministro della Magia, e la famiglia Malfoy. Dolores Umbridge, già accusata due anni fa di Maltrammento Studentesco e Inquisizione, è stata processata con le accuse di Atti di Crudeltà e Persecuzione attuata nei confronti dei Nati Babbani e dei Mezzosangue attraverso il loro Censimento condotto dal Ministero e di Furto di Oggetti di Valore e Dichiarazioni Fal240


se sulle proprie Origini. Mentre di fronte alla prima accusa l'imputata non ha potuto negare l'evidenza, la donna ha inderogabilmente rinnegato la seconda, di cui non siamo venuti a conoscenza dei particolari. Al termine della seduta, infine, Dolores Jane Umbridge è stata condannata a scontare quindici anni nella Prigione di Massima Sicurezza di Azkaban. Pius O'Tusoe, celeberrimo Capo del Dipartimento degli Auror, nonchÊ Ministro della Magia durante il periodo di governo dei Mangiamorte, è stato, invece, assolto da tutte le accuse grazie a varie deposizioni che affermano la sua caduta sotto l'influsso della Maledizione Imperius. Pare, infatti, che lo stesso Mangiamorte Antonin Dolohov abbia ammesso di aver Maledetto l'imputato ormai quasi un anno fa. Voci non confermate hanno, poi, rivelato che una parte importante nelle condanne di questi primi due processi sia da attribuire a Harry Potter, fotografato da molti giornalisti mentre 241


entrava nell'Aula del Wizengamot la mattina di ieri, prima dell'inizio dei processi. La serrata vigilanza dell'Aula durante la sua permanenza, e la conseguente mancanza di notizie, però, non hanno permesso un approfondimento a riguardo. Harry sospirò mentre rileggeva le righe che parlavano di lui, ma poi continuò la lettura, intenzionato a memorizzare la parte riguardante i Malfoy, che non si fece attendere. Meccanismi diversi hanno, invece, definito le condanne riguardanti la famiglia Malfoy, che ha visto ieri sera la presenza nell'Aula del Wizengamot di tutti i suoi tre componenti, fatti rigorosamente deporre a turno. Voci interne alla Corte hanno, poi, riferito ai nostri reporter i risultati di questi ultimi processi. Sembra, pertanto, che Lucius Malfoy abbia pronunciato un lungo discorso sul suo rapporto con Voi-Sapete-Chi, elencando i motivi per

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cui lui e la sua famiglia avrebbero dovuto essere assolti dalle accuse. Le stesse voci ci hanno riferito che tutto ciò detto dal Capofamiglia è, poi, stato ripetuto dagli altri membri. In conclusione, la Corte del Wizengamot ha dovuto emettere un verdetto basandosi sulle dichiarazioni di prepotenza che Voi-Sapete-Chi avrebbe compiuto sui Malfoy, che si sarebbero visti sottrarre la casa, la dignità e addirittura le bacchette magiche dei due componenti di sesso maschile. L'ultimo particolare sarebbe, poi, provato dal mancato ritrovamento delle stesse né sul campo della Battaglia di Hogwarts né a Villa Malfoy. Narcissa Malfoy ha, infine, aggiunto in sua difesa la totale sottomissione che ha dovuto subire dopo aver assistito al declino di marito e figlio. Al termine delle lunghe deposizioni, quindi, Il Wizengamot ha potuto solamente assolvere tutti e tre i membri della famiglia, con la sola costrizione del divieto categorico di presiedere 243


qualsiasi carica attinente al Ministero della Magia e alla Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts. Per la giornata di domani, sono infine previsti i processi ai Mangiamorte ritenuti pi첫 vicini a Voi-Sapete-Chi, tra cui le famiglie Tiger e Avery, Antonin Dolohov e il Lupo Mannaro Fenrir Greyback. I vostri commenti sulle condanne saranno ben accetti, se indirizzati alla rubrica "Se io fossi in te", di cui troverete uno stralcio a pagina 11. Dopo aver terminato la lettura, Harry, sconcertato, rimase ad osservare la foto al centro della pagina con sgurdo assorto; Lucius, i capelli biondi scompigliati sul viso, e Narcissa Malfoy, caratterizzata dalla solita espressione dignitosa sul volto, abbracciavano il figlio Draco, il cui viso sembrava pi첫 lungo e perlaceo del solito.

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Non c'era mai limite al peggio, pensò, prima di lanciare con rabbia la copia del quotidiano sulla pila posta poco distante e lasciare la stanza di Percy sbattendo rumorosamente la porta. *** Dopo pranzo, durante il quale si conversò parecchio sul'Inchiesta Mangiamorte e sui risultati che aveva ottenuto fino a quel momento, Harry decise di attuare il piano che aveva ideato poco prima, nel tentativo di dimenticare ciò che aveva letto sulla Gazzetta del Profeta. Con la scusa di andare a Grimmauld Place, sarebbe tornato a Diagon Alley per cercare un regalo di compleanno a Ginny. « Perché non porti anche Ron con te? » gli chiese la signora Weasley, mentre sparecchiava « Qui alla Tana non combina mai niente di buono! » « Non posso » cercò di giustificarsi lui « Mi devo occupare del trasferimento di effetti personali... » 245


« Non penso che Ron faccia lo schizzinoso davanti a qualche paio di tue mutande » commentò lei, mentre faceva librare una pila di piatti fino al lavello. « Non è quello! » Harry si trovava nei guai « Mi devo incontrare con Mundungus Fletcher. Due anni fa ha sottratto molti oggetti dalla casa, e vorrei cercare di farmene restituire il più possibile » In quel periodo gli venivano in mente le bugie più impensabili; dopotutto, però, quella sembrava aver avuto successo, vista la nuova espressione della signora Weasley. Sapeva benissimo quanto detestava Mundungus e che non lo avrebbe di certo fatto avvicinare ai suoi figli, specialmente dopo quanto accaduto durante l'operazione dei Sette Potter. « Immagino tu abbia ragione » tagliò corto lei « Ma stai attento, Harry caro. Quel mago è un vero furfante. Non fidarti di lui in nessun caso » Qualche minuto dopo Harry si ripuliva gli abiti sporchi di fuliggine, mentre le grandi fiamme color smeraldo si spegnevano nel ca246


mino del Paiolo Magico. Agghindato com'era, sotto un lungo mantello marrone e un cappello in tinta per nascondere il volto, sperava che le persone non lo importunassero come avevano fatto durante la sua ultima visita. Notò che qualche cliente era seduto al bancone, mentre Tom, il locandiere, stava spazzando la sala con l'ausilio di una scopa autopulente. Senza fermarsi a chiacchierare, si mosse verso il giardino sul retro e con la bacchetta picchiettò sul mattone che avrebbe rivelato il varco di accesso a Diagon Alley. Quel pomeriggio le stradine della cittadella commerciale sembravano ancora più stipate di tre giorni prima. Iniziò subito ad avanzare attraverso le vie e ad osservare con attenzione le vetrine, ma nulla attirava abbastanza la sua attenzione. Più volte indugiò sulla soglia di negozi come Madama McClan, il Serraglio Stregato o Accessori di Prima Qualità per il Quidditch, ma alla fine si diresse verso il Ghirigoro, dove sperava, con un'idea tipica di Hermione, di trovare un libro adeguato all'occasione, e soprattutto a Ginny. 247


Inoltrandosi tra le varie scaffalature, si ritrovò nella sezione dedicata al Quidditch, ma dopo un'occhiata ai numerosi volumi, rassegnato e scoraggiato, decise che forse avere un consiglio di George sarebbe stata la soluzione migliore. Assorto com'era nei suoi pensieri, non si accorse che una pila di enormi tomi stava per travolgerlo. Un vecchio mago, senza capelli e rosso in viso, la stava trasportando verso il bancone d''ingresso, continuando a parlare con il proprietario del negozio, che gli camminava vicino. Non vide nemmeno che Harry si era scostato in tempo, infilandosi fra due grandi librerie, per evitare che gli finisse addosso con tutto il suo carico.  Le dico che i libri della lista che le ho dato mi servono TUTTI  stava dicendo l'uomo, con un accento straniero nella voce. Il negoziante, tutto trafelato, lo seguiva con una lunga pergamena in mano.  La capisco, signore, ma non possiedo questi volumi. Sono decenni che non ne sento parlare; forse il mio predecessore li ha avuti, ma io ... 248


non saprei dove cercarli » ribatteva animatamente, ormai tra il disperato e l'esausto. « Spedisca questi libri all'indirizzo che le ho dato. Per gli altri ci rivedremo » tagliò corto il cliente molto esigente, lasciando i tomi che portava con sé al suo interlocutore. Detto questo, poi, uscì dalla libreria sbattendo la porta. L'ultima cosa di lui che Harry riuscì a vedere, mentre lo seguiva fuori dal negozio, fu il guizzo nero del mantello. Harry si diresse verso il negozio di George. Attraversò velocemente la strada dedicata alle Pozioni, e ripensò con un sorriso alla proposta di Ron. Forse non avrebbe più dovuto utilizzare un "calderone di peltro, misura Standard 2". Poi, però, si ricordò che Pozioni era una materia essenziale per divenire un Auror, e che probabilmente avrebbe dovuto almeno superare un esame preparatorio. La cosa lo agitava molto. I suoi pensieri vennero fortunatamente interrotti dall'arrivo ai Tiri Vispi Weasley, dove notò con piacere una folla di ragazzini schiamazzanti ed agitati. Al bancone George stava tranquillamente parlando con una persona che 249


Harry si sorprese molto di vedere lì. In piedi davanti a lui si stagliava la figura di Aberforth Silente. « Grazie per il favore Abe, li farei portare là da Ron, ma oggi mia madre lo tiene occupato con altro » stava dicendo George, mentre Harry si avvicinava, lo sguardo di Aberforth già incollato addosso. « Non ti preoccupare. Non saprei cosa farne di tutto quello spazio » commentò l'uomo, sorridente come non mai, per poi continuare rivolto a Harry « Buongiorno, Potter. Come ti vanno le vacanze? » « Bene, grazie... » Non sapeva perché, ma Harry si trovava a disagio di fronte al fratello di Silente. « Lo immagino! Il più potente Mago Oscuro di tutti i tempi è stato ucciso... ora sarai più tranquillo! Sei diventato una leggenda, figliolo! I libri di storia parleranno di te come parlano dello scontro tra Albus e Grindelwald! » « Ho fatto solo quello che si doveva fare » tagliò corto lui, sempre più a disagio. « Non capirò mai le persone come te e mio 250


fratello » riprese, poi, il vecchio barista, alzando gli occhi al cielo « Sempre pieni di buone intenzioni e senso del dovere! » Harry lo guardò ma non disse nulla, rivolgendo uno sguardo speranzoso a George, più serio che mai. « Nonostante ciò » aggiunse, poi, Aberforth « Ti stai facendo parecchia pubblicità, da quanto si legge sui giornali « Non è mia intenzione essere sempre in prima pagina » ribatté subito Harry, infastidito dal discorso « Faccio solo quello che ritengo giusto per me e per gli altri » « Come partecipare ad un' Udienza di pubblico dominio? » lo rimbeccò Aberforth. « Non era un' Udienza pubblica! » « Dovremmo fidarci poco degli Impiegati del Ministero, non credete? » si inserì George, all'improvviso, appena ebbe finito di sistemare un barattolo pieno di quelle che sembravano uova su uno scaffale dietro al bancone « E se lo dice il figlio di uno di loro... »

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« Hai ragione, ragazzo. Tra i vivi il male esiste ancora. I tempi oscuri non sono affatto finiti. Forse non finiranno mai » Harry rifletté su quelle frasi. Nella sua mente rimbombavano continuamente le parole "fra i vivi". Come in un lampo, nella sua mente riaffiorò il ricordo di quella particolare sera dove il tramonto era stato più rosso del solito. Alla fine di una frugale cena, la McGrannit si era alzata in piedi e aveva preso la parola, di fronte a una moltitudine di persone che affollava tutta la Sala Grande. Dalla mattina della morte di Voldemort, numerosi nuclei famigliari si erano fermati al castello, chi per essere guarito dalle ferite subite in Battaglia, chi per aiutare in qualsiasi modo possibile, durante quei momenti di dolore. Harry, Ron e Hermione erano reduci da una giornata molto faticosa che li aveva prima visti nascondere la Bacchetta di Sambuco nella tomba di Silente, poi aiutare gli insegnanti ad apportare le ultime modifiche al riassetto della Scuola, per adibire le ultime aule a dormitori 252


provvisori in vista dell'arrivo di molte persone per la notte. Quando tutti ebbero finito di cenare, la McGranitt li aveva invitati a seguirla fuori dal castello. In poco tempo, tutti i presenti si erano alzati e si erano diretti verso l’uscita, in un silenzio talmente tetro da farli assomigliare ad un immenso fiume nero. Harry, affiancato da Ginny, aveva seguito i Weasley e Hermione fuori dal grande portone di quercia, lungo un sentiero nel parco, tracciato da una scia di candele che galleggiavano a mezz'aria. Quella sera, il cielo era velato da molte nuvole dalla forma allungata che sembravano sfiorare le punte degli alberi della Foresta Proibita. Durante il tragitto, poi, Harry aveva osservato piÚ volte le persone a lui care: pochi passi davanti a lui, i signori Weasley avanzavano tenendosi per mano, mentre poco distante da loro la testa riccia e nera di Andromeda Tonks si faceva strada tra la folla, accompagnata dal professor Lumacorno. 253


Ogni tanto si intravedevano anche alcuni degli studenti della Scuola, tra cui Harry notò Blaise Zabini, le sorelle Greengrass e il piccolo Dennis Canon, reduce dalla perdita del fratello maggiore Colin. Raggiunto il Lago Nero, in un varco tra la folla, Harry riuscì a distinguere chiaramente la loro meta. Poco più avanti di loro, sulla riva sassosa del lago, decine di piccole imbarcazioni nere, stavano attirando l'attenzione di tutti. Lui e Ginny si fermarono vicino a Bill e Fleur, mentre Ron e Hermione si erano probabilmente persi tra la gente. In silenzio, tenendo salda la mano di Ginny, vide la ressa formare un ampio cerchio libero al centro del prato. Proprio di fronte a loro si trovavano i professori di Hogwarts, le bacchette sfoderate, affiancati dagli Auror del Ministero. Tutti indossavano lunghi mantelli neri segnati a lutto. Improvvisamente, poi, la sua attenzione si spostò su un punto del parco verso il quale si erano diretti gli sguardi dei presenti. Dall'oscurità erano appena apparsi Kingsley Shacklebolt e la professoressa McGra254


nitt, seguiti a ruota da un piccolo mago che Harry riconobbe come colui che aveva celebrato il funerale di Silente e il matrimonio di Bill e Fleur; dietro di loro, poi, avanzavano in corteo alcune delle personalità più note del Mondo Magico, tra cui Cornelius Caramell, Rita Skeeter e Gwenog Jones, il Capitano delle Holyhead Harpies, che si era stretta in un abbraccio con il professor Lumacorno. Gli ultimi arrivati si disposero in cerchio, come suggeriva la posizione della folla, così che il piccolo mago poté iniziare a parlare dall'alto di un piedistallo apparso in quel momento. A Harry il discorso era parso vuoto e senza senso, e in un attimo aveva deciso di non ascoltarlo più. Il sentimento di disagio che aveva provato in quel momento era stato attenuato dalla vicinanza di Ginny. La sola presenza della ragazza al suo fianco lo confortava, riuscendo a neutralizzare quella parte di dolore che altrimenti lo avrebbe fatto crollare. « Le solite parole di cerimonia... » Ron, era improvvisamente apparso alla destra di Ginny, 255


con Hermione che lo seguiva tenendosi al suo braccio « Potrebbe evitare queste formalità. Sappiamo tutti cosa è accaduto » « Non essere così drastico. Cerca solo di consolare tutta questa gente » lo aveva ripreso Ginny. Per fortuna, Hermione aveva troncato sul nascere il battibecco tra i due fratelli invitando Ron a seguirla per cercare i signori Weasley. In quel momento, il brusio diffuso aveva lasciato spazio all'annuncio dell'elenco di tutti i caduti durante la Battaglia. A Harry si era stretto il cuore al solo pensiero di sentir pronunciare i nomi di Remus, Tonks o persino Tiger. Per quanto si fosse sforzato di resistere, il nome di Fred Weasley lo aveva colpito dritto nello stomaco, facendogli spuntare due solitarie gocce di pianto ai bordi degli occhi. Ginny, anche lei sopraffatta dall'emozione, gli si era stretta accanto, affondandogli il viso sulla spalla e inumidendogli la camicia con un fiume di lacrime. 256


Il piccolo mago aveva terminato il suo elogio funebre e il silenzio che aleggiava sul parco era rotto solo dai singhiozzi e dal pianto dei parenti e e degli amici delle vittime lĂŹ presenti. Poi, l'attenzione di tutti si era spostata sulle sagome nere delle barche allineate lungo la riva del lago. Mentre il cielo diveniva sempre piĂš blu e le acque sempre piĂš scure, uno strano suono era giunto alle orecchie dei presenti. Anche se nessuno conosceva la lingua delle sirene, dal loro canto proveniente dal centro del lago tutti avevano percepito una profonda tristezza. Una leggera nebbia era scesa a circondare le piccole imbarcazioni mentre si facevano strada tra i flutti. Pian piano, i profili delle creature marine si erano fatti sempre piĂš nitidi, fino quasi a fuoriuscire dalla foschia, mettendo in evidenza le catene legate alle imbarcazioni, strette saldamente nelle loro mani. Poi, si erano disposte in una lunga fila dirette verso il centro del lago e si erano inabissa257


te portando con se i corpi dei caduti, mentre le loro voci si facevano sempre piĂš deboli. Infine, quando si furono allontanate completamente nelle profonditĂ del lago, lasciando solo alcune piccole increspature dell'acqua, un silenzio pesante come un macigno gravava sul parco della Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts. Nessuno si era mosso, fino a quando la professoressa McGranitt aveva ripreso la parola, rompendo il mesto silenzio del momento, per ringraziare quanti di loro erano intervenuti alla cerimonia funebre. Al termine del suo discorso, tutta la fiumana di persone aveva iniziato a dirigersi verso il castello. Dopo un tempo lunghissimo, o cosĂŹ gli era parso, Harry si era riscosso, e insieme a Ginny si era diretto verso il castello, uno di fianco all'altro, senza avere il coraggio di pronunciare una parola. Quando l'ingresso del castello era ormai prossimo, un particolare aveva attratto l'attenzione di Harry. 258


Un'ombra scura ai bordi del bosco, si stava dirigendo verso la Foresta Proibita. Senza pensarci un attimo aveva lasciato la mano di Ginny e l'aveva pregata di precederlo in Sala Grande, rassicurandola che l'avrebbe raggiunta al più presto. Dopo qualche resistenza Ginny aveva obbedito al suo invito e aveva proseguito sul sentiero per la scuola, girandosi indietro più volte per guardarlo. Quando la ragazza non era stata più in vista, Harry aveva sfoderato la bacchetta e si era diretto verso la Foresta. La grossa ombra davanti a lui si era addentrata profondamente nel bosco, senza però dirigersi verso la tana delle Acromantule. Harry l'aveva seguita con difficoltà, cercando di fare il meno rumore possibile, concentrato su quella creatura misteriosa e furtiva. Dopo aver attraversato lunghe file di alberi, di cui non si scorgeva la punta, era giunto nei pressi di uno spiazzo immerso quasi totalmente nell'oscurità. Ad un certo punto, l'ombra si era fermata al centro della radura deponendo un grosso fagotto su una grande catasta di legna. Harry si era 259


guardato intorno, e solo allora si era accorto di trovarsi nel luogo dove, sette anni prima, aveva incontrato il professor Raptor mentre beveva il sangue di un Unicorno. Improvvisamente, ci fu una grande luce. La pira al centro dello spiazzo aveva preso fuoco. Rivolto lo sguardo verso lo sconosciuto, si era trovato davanti la figura di Hagrid, che in quel momento lo stava fissando.  Non saresti dovuto venire  C'era un tono di rimprovero nella sua voce, ma Harry non ci aveva badato molto. Il rumore della legna che cadeva sotto il peso del fuoco aveva attirato la sua attenzione. Le fiamme avevano già incenerito i tronchi, e avevano fatto crollare parte della pira su cui bruciava il fagotto portato da Hagrid. Quel movimento aveva liberato qualcosa all'interno dell'involucro, qualcosa di bianco, che quasi brillò alla fioca luce della luna. Era il braccio di Lord Voldemort.

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capitolo 8  

capitolo 8

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