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appuntamenti, incontri e attualità trentina

2010 ottobre

euro 2,00 www.trentinomese.it

LIVIA BERTAGNOLLI UNA SIGNORA DI SPIRITO IL TRENTINO? Può MIGLIORARE, IN TUTTO, A PARTIRE DAL TURISMO. LA SIGNORA DELLA GRAPPA TRENTINA APRE LE PORTE DELLA SUA CASA

caLcio trento 1921

Un calcio alla nostalgia. Mentre gli aquilotti danno importanti segni di ripresa e mentre si rincorrono le voci sui futuri assetti societari della squadra, siamo andati a ritroso nel tempo.

autunno goloso in trentino tutti gli appuntamenti

in questo numero piero cavagna Il collezionista di libri giù dal ponte Un tuffo nel Sarca il museo degli alpini Sul Dos Trento la memoria degli Alpini zock gruppe Volontariato e goliardia a Pergine

inserto dedicato ai futuri sposi Il rigore di Babbo nel mitico spareggio di Valdagno del 1970


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saremo presenti il 22, 23 e 24 ottobre alla fier a "ideE sposi" di Trento e a Bolzano, castel m areccio il 13 e 14 novembre con l'esposizione "Merry Me"

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sommario ottoBRE2010 Diretto da: Paolo Curcu [ paolo@trentinomese.it ] In redazione: Pino Loperfido Hanno collaborato a questo numero: Paolo Chiesa, Lara Deflorian, Fiorenzo Degasperi, Fabio De Santi, Alberto Folgheraiter, Cleo Fuentes, Renzo Francescotti, Gianfranco Gramola, Claudio Libera, Carlo Martinelli, Francesca Negri, Tiziana Tomasini.

8 L’AUTUNNO è SERVITO

10 caLcio trento 1921

18 LIVIA BERTAGNOLLI 22 piero cavagna: IL SAFARI FOTOGRAFICO

26 i tuffatori del sarca 30 Volontariato e goliardia 34 CLAUDIA PERONI: amo il rombo dei motori 36 Annalisa manara 38 La danza alla conquista del pubblico 42 tutte le luci del bosco 46 Gli Alpini: una storia secolare 50 Colori che esplodono 52 L’arca di alessandro 58 l’amico panciuto

Redazione: Via Ghiaie 15 38122 Trento Tel. 0461/362155 Fax 0461/362170 Editrice: Curcu & Genovese Associati S.r.l. Via Ghiaie 15 - 38122 Trento Tel. 0461.362122 Fax 0461.362150

Bolzano - Via Bari, 15 Tel. 0471.914776 Fax 0471.930743 Direzione pubblicità: Giuseppe Genovese

Panorama

65 Quattro salti con i braskà 67 magic Moments 68 la 51a Stagione sinfonica della Haydn 70 risate al punto cabaret 73 familie Floz

Stampa: Alcione - Trento Registrazione Tribunale di Trento n. 536 - 4 aprile 1987

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Attualità

Grafica: Fabio Monauni

Concessionaria Pubblicità: Südtiroler Studio S.r.l. Trento - Via Ghiaie 15 Tel. 0461.934494 Fax 0461.935706 Direzione pubblicità: Rosario Genovese

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hendel apre in valle dei laghi

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io scrivo tu scrivi

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(un anno, 12 numeri a Euro 20,00) BOLLETTINO POSTALE c/c N. 11492386 Curcu & Genovese Associati - TM Via Ghiaie, 15 38122 TRENTO BONIFICO BANCARIO CASSA RURALE DI TRENTO IBAN IT15 E083 0401 8040 0000 3080 485 CARTA DI CREDITO Telefonando allo 0461.362122 DIRETTAMENTE PRESSO L’UFFICIO ABBONAMENTI Via Ghiaie 15 - Trento Tel. 0461.362107 ufficioabbonamenti@trentinomese.it

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78 Mostre 85 appuntamenti del mese

Scoop&news

108 i matrimoni del mese 113 renzo FRANCESCOTTI RECENSITO DA LOI 115 a trento: Fa' la cosa giusta 117 Il mondo del merlot 118 Le bollicine ferrari inaugurano Eataly

Rubriche

124 Libri 127 Fotoromanzo

128 enogastronomia

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trentinoattualità

di Francesca Negri

L’AUTUNNO è SERVITO ARRIVA LA STAGIONE PIU GOLOSA DELL’ANNO. E IN TRENTINO FIOCCANO GLI EVENTI ENOGASTRONOMICI A SUON DI CASTAGNE, SALUMI, FORMAGGI, VINI E CHI Più NE HA Più NE METTA

P

er consolarci di un’estate che, come al solito, se ne è andata in un batter d’occhio, in Trentino c’è un autunno dai magici colori e dai mille sapori da mettere nel piatto. Dalle castagne alla zucca, dal vino nuovo alle patate, questa è forse la stagione più ricca di prodotti e di ricette, ma anche di eventi ed appuntamenti per godersi – si spera – gli ultimi tepori ed un paesaggio che, in ottobre, si tinge di colori meravigliosi, dall’oro al porpora, dall’arancio al marrone. Se siete dei provetti chef e volete rubare qualche ricetta d’autunno a chi è più esperto di voi, l’appuntamento da non perdere è con “Il bosco in cucina”, 10

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rassegna gastronomica cembrana, che si svolgerà nei locali della zona (che prepareranno menu a tema) il 16 e 17 e il 23 e 24 ottobre. Sempre in Val di Cembra, “Di-vin ottobre” – dal 15 al 17 e dal 22 al 24 - è un percorso enogastronomico attraverso cantine, distillerie, ristoranti e botteghe tipiche per scoprire i sapori ed i colori autunnali sulla Strada del Vino e dei Sapori Colline Avisiane, Faedo e Valle di Cembra. I soci della Strada proporranno visite guidate con degustazioni per scoprire l’arte enologica, approfondimenti culturali e tranquille passeggiate tra i vigneti collinari di Lavis, tra le miniere medievali di Faedo, tra i monti della Valle di Cembra, sulle pendici della catena del

Lagorai. Le passeggiate saranno arricchite da degustazioni e merende con i vini ed i sapori d’autunno. E ancora piatti e menu proposti dai vari ristoranti per gustare le tipicità stagionali come la castagna ed i funghi, accompagnate dai vini del territorio. Ecco poi la “Castagnada Biana”, ad Albiano dal 22 al 24 ottobre, dedicata al marrone di Albiano, che un tempo le donne infilzavano e intrecciavano in lunghe ghirlande per scendere poi a Trento per venderle. Presso il teatro tenda riscaldato, in centro al paese, ci saranno degustazioni e vendita di specialità gastronomiche a base di castagne e farina di castagne. Ma gli amanti delle castagne lo sanno


trentinoattualità bene: la festa cult, in Trentino, assieme a quella di Roncegno Terme, si svolge a Castione (22-24 ottobre): i pregiatissimi marroni in tutte le salse; ma parliamo anche di formaggi tipici, dove l’abile mano dei casari nostrani conferisce sapori unici e caratteristici di montagna, Müller Thurgau “Pendici del Baldo”, prodotto dalla cantina di Mori con le pregiate uve dei vigneti di Crosano e Cazzano, la farina per polenta macinata ancora con le vecchie ruote di pietra, le squisite trote che guizzano nelle limpide acque del Monte Baldo. Tutti a tavola anche in Val di Non, con la 24ma edizione di “Antichi sapori della Val di Non” (1-17 ottobre): sedici ristoranti dell’”Eden” del Trentino, la Val di Non con la sua coltivazione di mele, porteranno in scena il meglio della tradizione culinaria locale, come la panada, zuppa di pane raffermo, i tradizionali tortiei (tortelli) di patate, la zuppa di porri e patate con grostoni gratinati al nostrano e gli immancabili canederli, il cervo servito con la polenta e le carni corpose accompagnate dalle gustose patate rostide, tipico piatto della cucina povera di un tempo, la torta rebaltada con mele renette o lo strudel di pere. Se andate pazzi per le mele, poi, l’appuntamento da non perdere è con “Pomaria”, in programma a Casez il 9 e 10 ottobre. Si potrà raccogliere le mele assieme al contadino, imparare a cucinare il classico strudel e portarlo con sé a casa, eleggere la "Più buona del Reame" e partecipare a tanti altri momenti divertenti e golosi pensati per grandi e piccini all'interno dell'antico borgo rurale di Casez, per l’occasione animato da rappresentazioni di antichi mestieri, musiche, mercatini e una mostra pomologica. Degustazioni di vini e prelibatezze locali attenderanno gli ospiti: il Groppello di Revò, le celebri mele Dop della Val di Non, il Casolét e la Mortandéla affumicata, presidio Slow Food. E per chi è amante delle patate? La Val di Non ha pensato anche a lui. Il 2 e 3 ottobre a Ronzone torna la tradizione “Festa della patata”, un elogio al prezioso tubero con cui si possono confezionare mille prelibatezze, ma che in Val di Non si sublima nel tortel de patate, abbinato ai salumi e formaggi tipici della zona. Niente paura, anche gli enomaniaci in ottobre hanno i loro eventi da non perdere. Su tutti, Top Wine, sabato 23 ottobre dalle 11 alle 17 al Rifugio Maria sul Sass Pordoi, a quota 2950 metri. Lì, in un paesaggio da togliere il fiato, potrete degustare il meglio della produzione dei

Vignaioli del Trentino e testare se davvero l’altitudine modifica il sapore del nettare di Bacco. Dal 22 al 24 ottobre, ad Aldeno, torna invece “Mondo Merlot”, la rassegna che rappresenta l’evento enoico più importante del territorio trentino da anni punto di riferimento nazionale per quanti (tecnici, operatori di settore, giornalisti, opinion maker) si occupano del prestigioso Merlot. Di scena oltre cento etichette provenienti da tutto il territorio italiano, tra le quali figurano anche le migliori aziende produttrici (in sala tasting si troveranno anche la selezione “Top Merlot”, le dieci aziende che rappresentano il meglio della produzione nazionale, e il Paese ospite, che per quest’anno sarà l’Australia). Di contorno, tante eccellenti degustazioni enogastronomiche proposte, su cui spicca quella che vedrà protagonista lo chef stellato Claudio Melis, accompagnato da Adua Villa, nota sommelier e volto della trasmissione televisiva di Rai 1 “La Prova del Cuoco”. Infine, il 29 ottobre a Villa Lagarina va in scena “Mercato della terra”: dalle 18 alle 21 nel centro storico del paese un carosello di leccornie Presidi Slow Food,

laboraori del gusto e degustazione di vini e cucina tradizionale. A due passi da qui, anche Rovereto non manca di ingolosire: il 9, il 16, il 23 ed il 30 ottobre ecco “Storie e leccornie”, per festeggiare l’autunno con menu ad hoc nei ristoranti della cittadina e tanta musica nelle piazze. Una cosa è certa: se pensavate di mettervi a dieta dopo i bagordi estivi, rimandate i sacrifici a novembre (sempre che non siate appassionati di tartufo). Dulcis in fundo, la Valsugana, laddove sagre e feste della castagna sono all'ordine del giorno. A cominciare dalla già citata festa della Castagna di Roncegno in programma alla fine del mese. Ma ci sono anche altre occasioni di svago legate a prodotti tradizionali (consultare calendario per credere): a Bieno c'è la Festa del Radicchio, a Borgo Valsugana i gusti della Via Claudia Augusta. Infine a Caldonazzo, l'imperdibile festa dei Sapori d'Autunno. Chiudiamo però con una chicca novembrina: a Castelnuovo, a due passi dal Veneto, si mette in scena la Sagra dele pezate de agnelo. Che cos'è? Fate un salto in Valsugana e poi ci direte... ■ 11

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trentinoattualità

UN CALCIO ALLA NOSTALGIA. MENTRE GLI AQUILOTTI DANNO TIMIDI SEGNI DI RIPRESA E MENTRE SI RINCORRONO LE VOCI SUI FUTURI ASSETTI SOCIETARI DELLA SQUADRA, SIAMO ANDATI A RITROSO NEL TEMPO. AFFIDANDOCI ALLA MEMORIA (E ALLA MAI SPENTA PASSIONE) DI CHI HA FREQUENTATO PER ANNI IL BRIAMASCO: GIOCATORI, DIRIGENTI, GIORNALISTI, FOTOGRAFI, TIFOSI...

Il rigore di Babbo nel mitico spareggio di Valdagno del 1970 e a fianco i festeggiamenti nelle strade di Trento per la conquista della serie C 12

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di Carlo Martinelli

ettiamola così: un momento migliore per parlare del calcio a Trento – e, soprattutto, per parlare del Calcio Trento – non lo si poteva trovare. Ovviamente se abbiamo l’accortezza di misurarci con le ultime, tribolate stagioni della squadra che la retorica calcistica – sempre in agguato, eppure necessaria – racconta come quella degli aquilotti. E, dunque, non era affatto peregrina l’idea di quelli di TrentinoMese quando hanno chiesto a chi scrive: il calcio


trentinoattualità

tra spareggi e signori

ristorante

1921: parte la storia aquilotta con la Pro Trento. 6 novembre 1923: vede la luce l'Associazione Calcio Trento.

EVEREST Fam. Sembenotti

31 maggio 1970: lo spareggio di Valdagno contro

il Pordenone. Gli aquilotti sono sostenuti da quasi 8000 trentini accorsi con 14 pullman e centinaia di auto. La partita vede il Trento vittorioso 2 a 0 con reti di Scali e Babbo su rigore. Il Trento è in C, terza serie nazionale.

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13 giugno 1980: spareggio a Verona contro il

Padova. 2 a 2 la partita con reti di Lutterotti e Marchei. Ai rigori decide Parlato. Il Trento torna in C1.

16 giugno 1985: spareggio a Mantova contro

L’Ospitaletto. 6 mila spettatori dei quali almeno 4 mila trentini assistono ad una partita nervosa che termina 0 a 0 e, come a Verona pochi anni prima, il Trento si gioca la promozione ai rigori. Grazie alle parate di Mair ed al tiro finale di Lomanno, è di nuovo in C1.

29 le partite giocate da Beppe Signori nel campionato 1987 – 88 con il Trento (e tre i gol fatti). Per ricordare che è passato a Trento l’ottavo marcatore di sempre del calcio italiano: 188 gol in 344 partite in serie A. 38 le partite di Francesco Toldo, portiere, nel campionato 1991-92 a Trento. Subì 24 reti. Avrebbe poi giocato 28 volte con la Nazionale e vinto 5 scudetti con l’Inter.

a Trento, cosa è stato, cos’è e cosa potrebbe tornare ad essere? Ci si è messi di buzzo buono: e mentre le righe di questo articolo si allungano, succede che il Trento è in testa alla classifica del campionato di serie D. D’accordo, non sono sfracelli, ma è quel piccolo segnale che si cercava. Negli stessi giorni, gran parlare di nuove forze fresche – leggi: gente che porta un po’ di soldi – che potrebbero affiancare il presidente Marco Fattinger. Si fa

il nome del padre di Iaquinta, l’attaccante della Juventus e della Nazionale, si fanno altri nomi. Inutile indagare di più, ora. Banalmente: se son rose fioriranno, se sono aquile, voleranno. Certo, non è un caso se tutto ruota attorno alla presidenza, al “manico” per così dire. Perché se c’è una cosa che uno capisce subito, appena si mette a scambiare quattro parole sul Calcio Trento – di ieri e di oggi – è proprio la “nostalgia” di un personaggio che alla squadra seppe dare tutto. Insomma, nuovo Ito Del Favero cercasi. Cercasi qualcuno o più d’uno. Guai dimenticare, ricorda opportunamente Giorgio Grigolli, che del Trento è stato presidente per una quindicina

Il piacere del ristorante. Il sapore di casa. Vi aspettiamo Per i nostri piatti alla Zucca e al Melograno. Piatti speciali per i nostri amici celiaci

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trentinoattualità

libri, onorevoli e presidenti

È

Giorgio ”Sandokan“ Daldosso

d’anni , “che Del Favero fu insostituibile ed entusiasta mecenate della squadra, ma che Trento seppe anche mettere assieme un pool di imprenditori che alla squadra assicurò, nei tempi d’oro, altro necessario sostegno economico”. Già. Tempi d’oro. O, se si vuole, i tempi nei quali un po’ d’oro – leggi: i quattrini necessari per permettersi una squadra di alto livello: ed oggi ne servono molti più di allora…- alla città non mancava. E’ inevitabile un altro confronto: più d’uno ti dice che quel che fu Del Favero per il Trento oggi lo è Diego Mosna per …Trentino volley. Lo si dice e si volta pagina, subito: mister Diatec ha fatto, ormai più di dieci anni fa, la sua scelta. Una scelta vincente, lo si è visto assai bene. Dunque il calcio, a Trento, dovrà trovare altri disposti a credere in quello che comun-

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il 1921 l’anno di nascita dell’AC Trento, anche se ricerche storiche più approfondite fissano la data al 1923. E’ un libro di Alberto Frioli, il giornalista trentino che per anni ha raccontato le vicende aquilotte dapprima sull’Alto Adige e poi sul Trentino – sulle orme dell’indimenticato Gian Pacher – a fare ancora oggi da guida imprescindibile. Il suo Mai fuori gioco, sottotitolo: la storia del Calcio Trento è dell’ormai lontano 1991 (Temi editrice) ma con le sue 318 pagine e il ricco corredo iconografico è la bussola necessaria per districarsi in un percorso ricco di gioie e dolori (sportivi, per carità). E dove sono i presidenti a segnare, nel bene e nel male, punti di riferimento importanti. Così l’AC Trento nasce, ufficialmente, nel 1923, grazie soprattutto all'opera preziosa di uno dei più grandi presidenti aquilotti, l'ingegner Mario Porta. Nel 1948, con un Trento da ricostruire, prende il timone un altro grande presidente aquilotto, l'onorevole Renzo Helfer che per tanto tempo reggerà le sorti societarie. Sono gli anni dei derby infuocati contro il Rovereto, che richiamano al Briamasco oltre 5000 tifosi. Nel 1959 giunge alla presidenza l'imprenditore Ito Del Favero. Amava ripetere di voler far qualcosa per ritornare alla città una parte di quanto aveva ricevuto. Se ne andrà nel febbraio del 2000, e il segno che ha lasciato nella storia calcistica di Trento è ancora oggi ben presente. Nel 1970 alla vicepresidenza ecco il presidente della Giunta provinciale, Giorgio Grigolli. L'entusiasmo è grande e l'afflusso ai botteghini del Briamasco registra punte di seimila presenze. Negli anni '80 la storia del Trento si caratterizza proprio per la presidenza di Giorgio Grigolli e per la creazione del Pool formato da imprenditori locali. Anni difficili porteranno poi – è cronaca, più che storia – anche al cambio di denominazione (spunta un Nuovo Calcio Trento) e a ben due fallimenti societari oltre che ad una serie di rovesci sportivi. L’oggi è la serie D, è la presidenza di Marco Fattinger, è la speranza di tornare in alto, nel segno del Calcio Trento.

que – non ce ne vogliano gli amici della pallavolo – resta e sempre resterà, per dirla con Brera, “il gioco senza fine bello”. Insomma: se il calcio è lo sport più bello del mondo, perché la piccola (e ricca) Trento non può pensare di permettersi quel che, un tempo non molto lontano, benché già affidato ai ricordi, si è permessa, eccome?

Oggi la squadra è nelle mani di Fattinger. Cosa succederà domani o dopodomani non si sa. Noi, ottimisti, vogliamo ricordare tre cose che proprio Fattinger ebbe a dire, non molto tempo fa. Uno. “Sono una persona come tante, che ha imparato il suo lavoro iniziando dalla gavetta. Altrettanto ho fatto nel calcio, militando in tutte le categorie giovanili per poi approdare a categorie superiori fino a giungere alle soglie della serie D. Ho giocato per 40 anni, smettendo a 45 anni a malincuore in quanto gli “arnesi del mestiere” mi creavano difficoltà nel continuare a praticare calcio”. Due. “Le ambizioni del Fattinger gialloblu sono come quelle di tutti i tifosi del Trento: che la città possa avere, in un futuro prossimo la società del Trento nuovamente nei professionisti e che possa puntare sempre

più in alto”. Tre. “Basterebbero tre o quattromila tifosi, o magari di più, che investissero 100 euro all’anno nel calcio Trento. A quel punto sono convinto che i problemi del calcio Trento sarebbero veramente pochi a livello economico. Il mio motto, a livello economico, è sempre stato: più si è ad investire e meno singolarmente si spende!”. Fin qui, l’economia. Che conta certo, per la sua parte. Ma senza cuore, senza entusiasmo, senza passione, dove si va? Perché l’altra cosa che uno capisce fin troppo bene è che negli anni che per comodità comprenderemo tra il mitico spareggio di Valdagno (1970) e lo spareggio di Mantova (1985), passando per quello di Verona (1980), tra la città e la sua squadra si era stabilito un feeling tutto particolare. Con la sua inconfondibile


trentinoattualità

Beppe Signori

cadenza toscana lo ricorda Marcello Scali, che oggi ha 67 anni e che aveva talento calcistico da vendere. Lui c’era a Valdagno e segnò pure. “Impossibile dimenticare. Però oggi, se mi si chiede se e come il Trento possa tornare così in alto, mi guardo attorno e vedo tutto cambiato. Allora i ragazzi andavano all’oratorio

e al campo a giocare, oggi li vedo solitari con i loro ipod, distratti dal computer. Oggi il calcio è televisione e gli stadi sono sempre più vuoti. Però sono certo che sono i risultati ad attirare il pubblico. Se si tocca il fondo e si riparte da zero, è possibile tornare in alto. Bisogna puntare sui giovani, privilegiare l’ossatura della squadra, ci vuole una dirigenza appassionata. Penso ad una persona come il ragionier Buccella, meraviglioso. Certo, quella muraglia umana di migliaia di tifosi al Briamasco – ve ne furono anche 5, 6 mila in qualche occasione - non la si dimentica. Arrivammo al quinto posto in serie C, eravamo un gruppo formidabile”. Fabio Sala è un altro pilastro della storia calcistica di Trento. Lo si può incontrare al Malybar di Adriano Cavosi,

Anni Settanta: foto di gruppo per il Trento Club

Stoke on TRENT

È

solo un gioco, legato alla suggestione del nome. Eppure, tra i tanti risultati che la “televisionizzazione” del calcio ha portato, c’è anche questo: l’aver scoperto che nel calcio c’è un Trent(o) che va forte, eccome. Chi ha familiarità con la Premier League, il massimo campionato di calcio inglese – ed il più seguito al mondo – conosce assai bene infatti lo Stoke City, la squadra di Stoke on TRENT, appunto. Una storia importante – è stata fondata nel 1863, la seconda squadra più antica al mondo -, da tre campionati tornata nell’olimpo del calcio. E capace di impensierire squadroni come Manchester (City e United) e Liverpool. I numeri dicono che Stoke on Trent conta 240 mila abitanti, circa il doppio di Trento. Che è in una regione, lo Staffordshire, grande la metà del Trentino e con il doppio degli abitanti. Nel TRENT d’Inghilterra il calcio è tutto, o quasi. Lo stadio dello Stoke, il modernissimo Britannia, ha 28 mila posti, ed è praticamente sempre esaurito. I tifosi della squadra – colori sociali il bianco e il rosso - sono i più rumorosi di tutta la Premier. Quando il Trento, il “nostro”, tornerà a livelli più consoni, un bel gemellaggio calcistico, con tanto di amichevole, ci potrebbe stare. O no? Chi non sogna in grande, nel calcio come nella vita, si perde qualcosa…

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uno dei locali che in quegli anni – con il bar Alessandra, con il Baccus – era uno dei “covi” di un tifo appassionato, popolare, sincero, a suo modo semplice e genuino, verrebbe da dire comunitario. Legato a personaggi quali “Baffo” Ezio Morelli e Federico Biesuz e a quell’autentica istituzione che arrivò ad essere il Trento Club (al punto da arrivare alla scissione che diede vita agli Amici gialloblù…). Sala ricorda con piacere la vittoria del campionato in serie D, nel 1976: “Venivamo da una sorta di rifondazione, non era facile né scontato. Era il mio primo anno a Trento, ci avrei giocato per sette

campionati. Ecco, penso di poter dire che era come essere amici all’oratorio, però eravamo in serie C. C’era un rapporto splendido con i tifosi. Oggi socialmente è tutto più difficile, più complicato. Non dispero: qualcosa si è rotto in questi anni nel rapporto tra la città e la società, però se arrivano dei risultati sportivi, potranno esserci risultati anche sul fronte di un ricostituito legame tra chi si identifica con questa città attraverso la sua squadra di calcio”. A 57 anni Sala è ancora nel mondo del calcio: gira, osserva, scruta…. Quando ci parla è appena tornato da Innsbruck. “Organizzazione perfetta. Vai allo stadio, serie A austriaca, 18 mila posti numerati e parcheggi l’auto sotto il campo, spendi due euro. Qui a Trento siamo alla follia che per una partita con duecento spettatori chiudono il traffico in via Sanseverino. E poi c’è tutta una cultura da rifondare: se in Italia vai a vedere una partita dei ragazzini il problema non sono loro, ma i genitori isterici, faziosi, viziati più dei loro figli”. L’altra bandiera calcistica di quegli anni è Piergiorgio Lutterotti. Con Telch e “Sandokan” Daldosso, tra gli altri, a segnare momenti scolpiti nel cuore dei tifosi giallobù. Sessant’anni in questi giorni, lo spirito giovanile di sempre. “Come dimenticare

Mario David con il presidente Ito Del Favero

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nuovo trento CLUB E SPONSOR IN ROMANIA

I

l calcio è business, prima di tutto, ripetono in molti. Ma che ne sarebbe del calcio senza l’entusiasmo dei tifosi? Nella storia del Calcio Trento i club – Trento Club e Amici Gialloblù negli anni d’oro, Nuovo Trento Club adesso hanno avuto e hanno un ruolo decisivo. Negli anni Settanta il giornalino “Forza Trento” (nessuna implicazione politica, al tempo) era anche specchio del costume e della vita della città. Vi scrivevano molti poi diventati giornalisti, ospitava le immagini (un nome per tutti: Giorgio Rossi) dei migliori fototografi. Oggi il Nuovo Trento Club (presidente Mario Gambino, vicepresidente Alberto Bonvecchio) cerca di stare vicino il più possibile alla squadra, nel momento delicato della “ripartenza”. Intanto, curiosamente, il Trentino, gli sponsor e il calcio si incontrano sì, ma …in Romania. La ”Tassullo Spa” infatti ha messo in campo (è il caso di dirlo) un investimento di 700mila euro in tre anni per essere sponsor del Campionato di Calcio (Liga 1, la nostra "Serie A") e della ”Supercupa Romaniei”, equivalente della Coppa Italia. Lo fa con striscioni ben visibili in tutti gli stadi, pubblicità sui biglietti d'ingresso, billboard televisivi e quant'altro. «Un’operazione che ci garantisce presenza costante sulle reti televisive rumene, a costi abbordabili», dicono all’azienda della Val di Non. E aggiungono: «Con quella cifra in Italia se va bene puoi essere sponsor secondario di una squadra di serie C.» È la globalizzazione pallonara, bellezza…

quella festa negli spogliatoi di Mantova, con mister Baveni gettato in aria? Fu il coronamento di un periodo fortunato che ebbe il concorso di molti, a partire dai tifosi. Oggi tornare a quei livelli vuol dire anche scontrarsi con il calcio sempre più televisivo. Difficile resistere alla poltrona di casa con decine di partite in diretta praticamente ogni giorno”. Non si sbilancia e non si pronuncia sull’oggi né sul domani del Trento, il nostro. Che abbia voluto e voglia bene al calcio Trento non

ci piove. Lutterotti approdò al Lanerossi Vicenza – guardacaso nella stagione in cui in prima squadra arrivò un certo Roberto Baggio – e avrebbe certamente potuto ambire a traguardi importanti. Preferì tornare nella sua Trento… E nella Trento calcistica di quegli anni un ruolo importante lo ebbero in molti, a testimoniare come fosse robusto il cordone ombelicale che legava il Briamasco alla città. Pensate che Sergio Chiesa, allora re dei ristoratori trentini, non fu solo “alimentatore”


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trentinoattualità Giorgio Grigolli con Piergiorgio Lutterotti in una foto di pochi mesi fa in occasione dell’incontro delle “Vecchie Glorie” del Calcio Trento

ufficiale” della squadra, ne fu anche vicepresidente, per cinque anni. E protagonisti furono anche i giornalisti. Un giovane Fabio Lucchi fece coppia con Andrea Pretti – allora corrispondente della Gazzetta dello sport oltre che cronista per l’Adige (dove si distingueva anche Giuseppe Casagrande) – nella conduzione di una

rubrica televisiva, “Tribuna Dalmine”, che furoreggiava su Tva, Televisione delle Alpi. Lucchi ricorda ancora le cronache in trasferta fatte dalle cabine telefoniche più vicine allo stadio, le tasche colme di gettoni telefonici ché del cellulare neppure c’era l’ombra, allora. Andrea Pretti ha invece preso strade diverse: è diventato procuratore di

Magazzini

Ferrai

calciatori, ha creato un solido legame umano, oltre che professionale, con quel campione di lealtà e di serietà che è Damiano Tommasi, per anni bandiera della Roma. Oggi hanno aperto insieme una scuola di calcio in Cina. “La crisi del calcio a Trento – dice Pretti – è parte della crisi più generale del calcio italiano. Solo manager competenti, settori giovanili curati come si deve, scelte meno sciagurate di quelle che hanno portato, ad esempio, a far giocare la serie B al sabato, potranno ridare entusiasmo e vitalità”. Trento in B? Sarà mai possibile? Dino Panato, fotografo, per anni ha affiancato prima Gian Pacher e poi Alberto Frioli, impegnati a vergare le cronache del Trento, destinate all’allora Alto Adige, poi Trentino. Invero, Panato è stato prima di tutto uno dei motori del Trento Club (che vide tra le sue colonne anche Gianfranco Chiomento, a proposito di giornalisti…). “Le ho viste tutte le partite di quegli anni – racconta – tranne lo spareggio di Valdagno: ero militare a Palmanova. Mi persi quell’incontro e mi persi anche Italia-Germania 4 a 3 alla televisione, per via della naja”. Nei suoi ricordi tanti nomi: da Bruno Osele del Trento club a Mario David, da Maraschi a Domenghini, a Bertocchi (“un talento puro,

Marcello Scali, uno dei talenti assoluti visti giocare al Briamasco, con Renato Balestra supertifoso del Milan e... del Trento

purtroppo destinato ad un triste e doloroso tramonto”). Del giornalino del Trento club, “era la bibbia del calcio a Trento in quegli anni”, Panato fu anche il direttore. “Al mercoledì prima della partita interna del Trento era stampato, lo portavamo in giro per i bar e alla domenica, allo stadio, non ce n’erano più”. Oggi le notizie corrono sui blog, nelle chat, in facebook. Eppure, oggi come allora, la risposta, per quanto semplice, sembra proprio questa: il Calcio Trento può tornare grande solo se gli si vuole bene. Se si è disposti a restituirgli quel che ti sa dare. Vale per presidenti, giocatori, tifosi. Vale per la città, soprattutto. Perché se non c’è quella, non c’è squadra. ■ Garantito.

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trentinoincontri di Francesca Negri

un caffè a casa di...

LIVIA BERTAGNOLLI UNA SIGNORA DI SPIRITO IL TRENTINO? Può MIGLIORARE, IN TUTTO, A PARTIRE DAL TURISMO. LA SIGNORA DELLA GRAPPA TRENTINA APRE LE PORTE DELLA SUA CASA PER PARLARE DEL LATO FEMMINILE DELLA GRAPPA, DEL FUTURO DI QUESTO PRODOTTO, DELLA SUA «SPLENDIDA FAMIGLIA» E ANCHE DEL MONTE BONDONE

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don't mind living in a man's world, as long as I can be a woman in it». Non mi preoccupo di vivere in un mondo di uomini finché posso essere una donna. A dirlo era la bionda tutt’altro che svampita Marilyn Monroe e, ne sono certa, la pensa a questo modo anche la Signora della grappa, Livia Bertagnolli, una vita dedicata all’omonima azienda di famiglia che dirige assieme al cugino Beppe. Seduta sul suo divano rosso porpora, mentre si lamenta della sua scarsa fotogenia e si preoccupa della sua mise, Livia fa uscire la sua doppia anima: quella di manager forte dal temperamento quasi un po’ maschile e quella di donna arguta ma non per questo scevra da vezzi e propensioni tipicamente femminili. 20

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Come i fiori, di cui è pieno il suo caldo appartamento in centro storico a Trento, tra pezzi di antiquariato e drappi alle finestre. «Adoro l’antiquariato. Continuerei a comprare cose antiche. E pensare che come seconda casa ne farei una in stile minimalista… Questa invece è piena di cose di famiglia, che mi ricordano mio padre e mia madre. E i fiori freschi sono d’obbligo perché mi danno armonia», spiega Livia quasi a volersi giustificare di quel trionfo di primavera che contrasta con il tempo uggioso che sta fuori. «Non è che me la godo tanto questa casa – aggiunge – perché parto sempre la mattina e torno la sera. In azienda ormai facciamo un po’ tutti l’orario continuato, anche i nostri dipendenti».


trentinoincontri

Il libro che sta leggendo in questo momento? L’ho appena finito, Il palazzo di mezzanotte di Carlos Ruiz Zafon. Il piatto preferito? Adoro il pesce, in tutte le sue forme. E sono anche abbastanza brava a cucinarlo, è stata mia suocera, cuoca sopraffina, ad insegnarmi quello che so tra i fornelli. Il film preferito? L’ultimo che ho visto e mi è piaciuto molto è La solitudine dei numeri primi. Triste, ma davvero ben fatto, da vedere. Se non avesse fatto quello che ha fatto, cosa avrebbe voluto fare? Ho iniziato a studiare Giurisprudenza a Firenze e certo mi sarebbe piaciuto fare il notaio. Lo reputavo un lavoro simpatico: visto che ho sempre dato un gran valore al mio tempo libero e alla vita privata, pensavo che con un’attività del genere si potesse avere un po' più tempo a disposizione. Poi morì uno zio ed entrai in Bertagnolli all’età di vent’anni, dopo solo un anno di università. La cosa che le fa più paura? Le malattie. La cosa più bella che uno si può aspettare dalla vita, oltre che l’amore, è la salute. Tutto il resto è di contorno, anche le situazioni economiche. Il suo sogno ricorrente? Non ne faccio, meglio, non me li ricordo. Un sogno in senso lato, invece, è vedere ben sistemati i miei figli con una situazione famigliare come la mia, serena e in armonia.

Sì, ma una donna in un mondo così maschile come quello della grappa come è riuscita a farsi strada? Ho iniziato molto presto a lavorare. Trent’anni fa ho sicuramente trovato difficoltà di approccio, i tempi erano meno progrediti di adesso. La mia strategia è stata quella di essere sempre determinata e di non espormi mai finché non ero sicura al 100% su qualcosa. L’approccio con le persone, poi, è fondamentale per una donna: sorridere invece che essere arcigna è importante. E poi, in fondo, la Distilleria Bertagnolli le donne ce le ha nel dna… In che senso? La nostra azienda è stata fondata da Giulia de Kreutzenberg, la mia bisnonna. Una donna di ferro, tenace e determinata, che ha dato il via a queste quattro generazioni che si sono sempre tramandate la distilleria per 140 anni, che abbiamo festeggiato lo scorso 10 settembre. La nostra è una storia intensa, con grandi bei momenti di successo, ma anche con momenti duri, come le guerre. E la crisi di ora? Grazie a Dio per il momento non l’abbiamo ancora sentita. La grappa Segnana, della famiglia Lunelli, festeggia i 150 anni, quella Bertagnolli 140. Che rapporto c’è tra le vostre due famiglie? Di amicizia e sostegno. Camilla (Lunelli, ndr) mi ha fatto gli auguri il giorno prima della nostra festa di anniversario, lo stesso ho fatto io. Nel mercato ognuno fa il suo, non ci sovrapponiamo, non en-

triamo in concorrenza. Il nostro prodotto bandiera in questo momento è la grappa invecchiata, della linea “Le grandi invecchiate”, blend o monovitigno lasciati a maturare per molti anni. Per i 140 anni abbiamo creato un distillato di Teroldego in purezza invecchiato per molto tempo, una Riserva. La grappa negli anni si è trasformata da prodotto rude ad elitario. E ora, come sarà il suo futuro? La grappa è un prodotto prettamente italiano che può conquistare il mondo: non c’è nazione che non sia attratta da ciò che è made in Italy e la grappa è una delle sue espressioni più veraci. Andare per il mondo non è facile con la grappa, però, per via delle accise… Ci sono Stati che hanno accise pesanti che rallentano il nostro ingresso nel mercato, come in Russia, dove c’è un certo protezionismo finalizzato a proteggere i loro alcolici. Ormai, però, tantissimi stranieri vengono in Italia, bevono e mangiano bene e a fine pasto viene servita loro la grappa, un prodotto che poi cercano nel loro Paese. È un po’ come i vestiti… Certo bisogna investire per andare all’estero. Noi da sempre siamo in Europa, con la Germania in primis, e da vent’anni anche negli Stati Uniti. Ultimamente la Russia ci dà molta soddisfazioni, così come gran parte dei Paesi dell’Est, soprattutto Repubblica Ceca e Polonia. Ah, e siamo anche la prima azienda di distillati registrata in India. Torniamo a parlare di donne, perché lei è anche vice presidente dell’asso21

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ciazione Donne della grappa. Sì, è un’associazione che si prefigge la conoscenza e l’avvicinamento delle donne a questo prodotto. Avendolo ingentilito, con sentori più morbidi ed aromatici, la donna ora si è avvicinata molto al mondo della grappa. Secondo lei la degustazione femminile è diversa da quella maschile? Direi proprio di sì. La donna è molto attenta, precisa, impegnata nella degustazione, senza nulla togliere agli uomini. E il target femminile è sempre più in crescita. Io mi sono impegnata proprio in questa direzione, perché il mercato era saturo e bisognava cercare nuova clientela. Donne e giovani era il target emergente. Ma non ci dimentichiamo mai il bere consapevole, argomento su cui facciamo svariate campagne di sensibilizzazione. Lei dirige la Premiata Distilleria Bertagnolli assieme a suo cucino Beppe. Come vi siete divisi i compiti?

La gestione la effettuiamo assieme, mentre la parte commerciale la monitriamo dividendoci le aree. Della parte tecnologica, però, io non ne voglio proprio sapere: ho un anima molto più commerciale. Quali sono i suoi rapporti con la politica locale? Ho sempre pensato soprattutto al lavoro, che mi ha sempre assorbita in modo viscerale. Certo, guardo alla politica, ma solo perché è legata all’attività aziendale. Il poco tempo che mi rimane è doveroso che lo dedichi alla famiglia ed al tempo libero. Mio padre, che ha solo lavorato nella vita, mi ha insegnato che c’è anche qualcosa di più di lavorare e basta. E allora ci racconti qualcosa del suo privato. Ho una famiglia meravigliosa, sono sposata (con Roberto Bosetti, figlio dello storico Bruno, ndr), ho due figli, Martina e Federico, di 26 e 23 anni. Martina potrebbe entrare in azienda, ma ora si sta facendo le ossa fuori. Dopo essersi laureata alla Cattolica di Milano è stata assunta in una società di Giorgio Fossa, ex Confindustria, e ora sta lavorando per lui a Milano. Federico, invece, studia ancora a Bologna Economia aziendale con indirizzo di management turistico. Come mai turismo? Mio marito ha un’impresa di termoidraulica e un’azienda che si occupa di turismo: Roberto è convinto che una delle attività che avranno successo in futuro sarà quella legata al turismo e mio figlio Federico è più predisposto a seguire le orme del padre. Il turismo è uno dei core business del Trentino… Visti da fuori siamo molto invidiati. Ma si può sempre migliorare.

Il Trentino che vorrebbe? Sicuramente deve ancora impegnarsi, nel senso che abbiamo delle buonissime peculiarità, ma vanno sviluppate. Al momento nemmeno il turismo è ben interpretato, c’è ancora tantissimo da fare. Girando tanto vedo che la nostra offerta è inferiore rispetto a quello che potremmo fare. Bisogna che, con tanta umiltà, ci si metta in discussione, si vada all’esterno, si impari e si porti a casa. C’è molto da fare anche solo per lo spirito di accoglienza: siamo davvero in grado di accogliere bene i turisti? Gli ingenti investimenti della politica per la promozione dei prodotti tipici trentini, secondo lei, sono fatti in modo intelligente? Sicuramente si stanno dando da fare per promuovere questi prodotti, ma bisognerebbe ottimizzare gli sforzi. Trentino Spa sostiene molto anche noi della grappa, ma potrebbe certamente fare di più. Marcello Lunelli rileva che è la grappa il simbolo del Trentino, prima del vino. In effetti, il valore della grappa forse non si è ancora sfruttato a livello promozionale. Sia i Bertagnolli che i Lunelli hanno puntato tutto sul passaggio generazionale. In Trentino la ristorazione e l’albergazione secondo lei hanno fatto lo stesso? Forse non hanno investito in questo. Ma guardi che basterebbe solo mettersi dalla parte del cliente. Cosa ti aspetteresti se fossi tu l’ospite? La risposta è la strada da seguire, ma è una cosa che va fatta dal singolo, non può essere calata dall’alto. C’è una zona del Trentino che ha capito tutto questo? Fiemme e Fassa.

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140 PER I 140 ANNI DI BERTAGNOLLI: STORIA DI UN CASO DI SUCCESSO

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Visto che lei, come tanti altri, ha casa sul Monte Bondone, cosa ne pensa del suo rilancio? Sono legata affettivamente al Bondone, ci sono già bravissimi operatori e se ne stanno attivando degli altri. Quest’estate ho visto il Bondone al completo e anche l’inverno scorso, per questo ho fiducia nel futuro di questa montagna. Il Bondone è il luogo della seconda casa non solo di Bertagnolli, ma anche dei Lunelli, Mondini, Zobele, Niccolini, Rangoni. Se le chiedessero di partecipare al suo rilancio, non necessariamente in termini economici, lo farebbe? Ma certo, infatti faccio già parte dell’associazione Amici del Monte Bondone, con la quale ci attiviamo per promuovere iniziative per questa montagna che negli anni Sessanta e Settanta era veramente al top; perfino i Gancia ci venivano in vacanza. Ovviamente, lei è un’appassionata di sci… A me e alla mia famiglia piace tantissimo muoverci, facciamo diversi viaggi. Poi, chiaramente, lo sci rimane la mia grande passione. La sua pista preferita? Le Tofane a Cortina. In generale, mi piacciono quelle impegnative. ■

i sono celebrati il 10 settembre i 140 anni di storia della Distilleria G. Bertagnolli di Mezzocorona: un caso di successo quello di una delle più antiche distillerie trentine fondata e diretta continuativamente dalla famiglia Bertagnolli. Quasi un secolo e mezzo di continua attività, storia di un caso di successo, come l’ha definita il Presidente della Provincia di Trento Lorenzo Dellai, intervenuto ai festeggiamenti assieme a numerose autorità, tra cui l’Assessore alla Cultura Franco Panizza, Ilaria Vescovi, Presidente di Confindustria Trento, il sindaco di Mezzocorona Mauro Fiamozzi, il Generale Luigi Nardini, il Colonnello dei Carabinieri Fausto Rossi e il Maggiore Giacomo Campus. Gli amministratori Livia e Beppe hanno salutato i 140 ospiti convenuti per i 140 anni della Distilleria raccontando la storia dell’azienda, le migliorie tecnologiche apportate, i cambiamenti del prodotto e le evoluzioni di mercato che dal 1870 hanno trasformato l’azienda in una storia di successo, non solo di una famiglia – come ha sottolineato l’Assessore Panizza – ma di un intero territorio, che ha portato i prodotti trentini su piazze internazionali grazie al coraggio di rischiare e di cogliere nuove sfide. Un’azienda dinamica, fiduciosa nel futuro, forte del glorioso passato, capace di produrre affidabilità, tesa costantemente al raggiungimento di Grappa di alta qualità, che in un momento di crisi globale registra incrementi di fatturato dell’8% e quindi rappresenta per il Trentino un esempio e un segnale per le altre imprese, che deve dare coraggio alla classe imprenditoriale. Dopo

l’aperitivo in veranda gli ospiti sono stati invitati ad assistere allo spettacolo teatrale sul tema della distillazione portato in scena da Gabriele De Angelis, che ha saputo coinvolgere e divertire egregiamente il pubblico. Alle foto di rito, è seguita presso il sontuoso Palazzo Conti Martini una degustazione davvero innovativa: “Nero a Sorpresa”, il primo tasting al buio di sola Grappa mai realizzato, e non di una qualsiasi, ma di grappa Riserva di Teroldego 140°: un prodotto celebrativo creato per l’occasione in 2200 bottiglie numerate e concepito da Alessandro Pisoni. Una grappa dai tratti davvero armoniosi e vellutati che si è aggiudicata la medaglia “Grosses Gold” al Concorso Internazionale ISW. Nelle settecentesche sale di Palazzo Conti Martini, dagli affreschi e arredi davvero suggestivi e d’atmosfera, sono continuati i festeggiamenti con la cena di gala. Un menu d’eccezione, preparato da Stefano Bertoni del Ristorante Castel Toblino e dallo chef Walter Miori, che si è naturalmente concluso con dell’ottima Grappa Bertagnolli.

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trentinoattualità di Carlo Martinelli

Il collezionista

Foto: Alessio Coser

IL SAFARI FOTOGRAFICO

Piero Cavagna, fotografo, da anni va alla caccia di libri... fotografici. Ne possiede 2.800, alcuni rarissimi. Una passione alimentata dai grandi nomi, Smith e Doisneau e che oggi va alla ricerca di rarità e curiosità. Sognando la digitalizzazione

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The Decisive Moment, Henri Cartier Bresson, 1952 24

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a storia delle passioni – specie di quelle collezionistiche, che sono per definizione totali e assolute –, si nutre di strane, talvolta misteriose, corrispondenze. Allora perché non cercare, e magari trovare, nelle pieghe del tempo quella coincidenza che, anni dopo, avrebbe portato Piero Cavagna - è lui stavolta il protagonista di questa rubrica, pronto per ritagliarsi questo spazio – a far coincidere la sua professione, fotografo, con la sua grande, inesauribile passione collezionistica: i libri fotografici? Già. Ci sono libri che possono cambiarti la vita o, quantomeno, indirizzarla dove non t’aspetti. Ma ci sono libri che nascono in momenti eccezionali, al crocevia della storia. E la nostra, di storia, inizia quando Piero Cavagna è un bambino di quattro anni appena. Se ne sta a Pilcante di Ala, là dove il Trentino svapora per la-

An American Exodus di Dorothea Lange, 1939

sciare posto, pochi chilometri dopo, alla terre venete. È nato nel 1959, il nostro. E a ben guardare oggi la sua biblioteca non conterebbe 2.800 volumi di e sulla fotografia, se nel novembre del 1963 un fotografo americano, Paul Fusco, non avesse chiesto con insistenza che lo facessero salire sul treno che da Dallas, Texas, avrebbe portato la bara di John Fitzgerald Kennedy, il presidente americano assassinato poche ore prima, a Washington, per i funerali di Stato. D’accordo, dissero a Fusco. Però se


trentinoattualità

PHOTO ON LINE

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on ci sono solo i libri fotografici. Ci sono anche libri – volumoni capaci di pesare chili e chili – che elencano, in una sorta di hit parade, quali sono i titoli imperdibili per i collezionisti. Piero Cavagna li conosce a memoria questi testi, a partire da quelli di Martin Parr e Gerry Badger: i loro The Photobook sono considerate delle “bibbie”, libri che indicano i testi fondamentali che non puoi non avere se sei un vero innamorato della fotografia. Se poi non bastasse, c’è internet. Dove fotografi, agenzie, case editrici, collezionisti, negozi specializzati trovano materiale in quantità. Piero Cavagna indica un blog dove si discute proprio di libri fotografici e due siti di recensioni e bibliografie. Infine, per chi fosse interessato ad acquisti, un indirizzo “buono”. Eccoli. 1) http://5b4.blogspot.com 2) http://photobibliothek.ch 3) http://www.photoeye.com 4) http://www.schaden.com Un bellissimo libro per bambini di Robert Doisneau: 1,2,3,4,5 Imparare a contare del 1955 di cui dovrebbe esistere anche un'edizione italiana della SAIE a tutt'oggi introvabile

ne doveva stare buono buono, seduto nel vagone vicino, senza mai sporgersi, senza farsi notare, senza disturbare quel lungo viaggio di migliaia di chilometri. Lui se ne stette buono buono, solo che scattò centinaia e centinaia di fotografie. Inquadrò ossessivamente il finestrino che gli stava davanti e le migliaia di americani – grandi e piccini, bianchi e neri – che lungo il percorso salutavano, ora commossi ora angosciati, quel loro presidente che non c’era più. Quelle fotografie diventarono un libro. Quel libro fotografico, di rara emozione, un bel giorno convinse Piero Cavagna non solo della bontà della professione fotografica ma anche della inesauribile ricchezza che proprio i libri fotografici possono regalare a chi non intende rinunciare al requisito fondamentale per cercare quantomeno di capire il mondo:

la curiosità. Ecco, la curiosità non manca a casa Cavagna. Dove i libri sono pane quotidiano anche per la moglie Rosanna e i figli Riccardo ed Enrico. E dove il computer è sempre pronto e vigile, giacché la passione collezionistica del fotografo Piero si alimenta girovagando e controllando (monitorando, si dovrebbe dire con burocratico incedere) soprattutto i siti internet, da quelli di aste (eBay su tutti) a quelli delle librerie specializzate. Per il vero, il nostro ha cominciato in tutt’altro modo. Siamo agli inizi degli anni Novanta. E Piero Cavagna vede in una libreria – il nome non ce lo fa e capirete ben presto perché – un bellissimo libro fotografico, Notorius, di Herb Ritts. Beh, è talmente bello che… lo ruba. “Oggi posso raccontare questo episodio, certamente poco edificante – racconta Cavagna – per un semplice motivo. Due anni dopo sono tornato in quella libreria e ho saldato il mio debito, scusandomi”. Eccoci, dunque. La passione di un fotografo – ad oggi Cavagna, che è cresciuto

Quattro edizioni de Gli americani di Robert Frank, tre rarissime: la prima francese del 1958 pubblicata da Delpire, quella del Saggiatore, italiana, (raro esempo di lungimiranza nazionale) dell'anno successivo, quella della Grove Press, sempre del 1959 prima edizione americana ed una tedesca degli anni 90

nello studio di Roberto Berardinatti, si è messo in proprio nel 1996 e oggi lavora per il quotidiano l’Adige, ha al suo attivo sedici libri fotografici, dei più disparati

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trentinoattualità Foto: Alessio Coser

Quattro volumi storici su Hiroshima e Nagasaki realizzati da Ken Domon e Shomei Tomatsu nei primi anni Sessanta

argomenti – è nata attorno ai libri di due grandi numi tutelari della storia della fotografia, anche grazie a loro assurta al rango di arte. Eugene Smith e Robert Doisneau hanno dunque colpito il nostro. Che ha cominciato cercando i loro libri e non si è più fermato. Segnando il suo cammino collezionistico fatto anche di piccoli grandi “affari”, che peraltro si materializzano solo quando Piero Cavagna entra in possesso di una eventuale seconda copia di un libro. La prima finisce nella sua biblioteca, nella sua collezione, della quale non tiene archivio né elenco ma nella quale va a pescare, a colpo sicuro, qualsiasi titolo. Verrebbe da dire, memoria fotografica. Oppure, occhio fotografico. Quello che gli fa trovare una copia di Uncommon places di Stephen Schorr a dieci euro in una libreria dell’usato. Quel libro, però, di euro ne vale almeno mille per gli appassionati. Così, suppergiù, con New York di William Klein. Lo considera uno dei grandi libri della storia della fotografia. Ce l’ha, ovviamente. Ma è anche riuscito a trovarne una copia a 500 euro per poi rivenderla a 3800. Poi: se capita di trovare all’asta su eBay un libro a 600 euro, sapendo che una casa d’aste americana ve lo compra seduta stante a 9100 dollari, voi che cosa fareste? Piero Cavagna l’ha fatto... Con Italia imperiale, un libro mastodontico del 1937, numero speciale de La Rivista illustrata del Popolo d’Italia. Ma se racconta questi episodi è solo per spiegarvi come cresce e si dilata una biblioteca, che conta su alcuni dei libri più importanti degli Anni Trenta e 26

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Quaranta quando – curiosamente ma non troppo – erano due totalitarismi, quello nazista e quello stalinista, a produrre volumi fotografici di rara bellezza. Vanno segnalati i libri dei costruttivisti sovietici Rodchenko, Lissitzky e Stepanova. Recentemente da Christie’s sono stati battuti a 30-40mila euro l’uno. Ma di questi, ovviamente, già è impresa trovarne una copia, figurarsi una seconda da mettere sul mercato… Ma Cavagna va anche alla caccia dei libri “aziendali”, quelli che grandi industrie commissionano a grandi fotografi per farne poi regali di rappresentanza. Da un operaio della ex Ignis di Trento ha avuto il libro che, negli Anni Settanta, raccontò per immagini proprio il mondo produttivo della Ignis. E in quella biblioteca ecco libri rari, forgiati in modo impre-

I quattro libri classici di William Klein sulle cittè realizzati negli anni '60 tra cui quello di New York (presente, in pubblica lettura, anche nella biblioteca di Luserna!)

vedibile. C’è l’America hippie degli Anni Sessanta, di Andy Warhol, o il Sunset Boulevard fotografato, casa per casa, a farne una striscia lunga metri, da Ruscha nel 1966. C’è il caffè di Amburgo, il Lehmitz, che Anders Petersen fotografò per anni, sera dopo sera, con i suoi avventori per poi farne uno straordinario racconto fotografico. Questi libri Cavagna cerca e trova. “Perché danno una conoscenza ed una apertura incredibili” , dice, “perché un libro è sempre pensiero: mentre lo ipotizzi, mentre lo fai, mentre lo guardi, dopo”. Come con un titolo – scovato chissà dove – dell’autorità palestinese: la copertina è bucherellata, come colpita da pallottole. È nella sua biblioteca. “La crisi economica – racconta – ha fatto sì che anche i libri di fotografia si possano trovare, in giro per il mondo, a prezzi più bassi. Peraltro le oscillazioni del dollaro, che per un periodo hanno smaccatamente favorito i collezionisti europei, adesso hanno ristabilito le distanze. Non importa. Per me conta pescare autori che mi danno emozioni, stimoli, anche spunti, perché no? Molti dei progetti attorno ai quali ho lavorato e lavoro nascono anche da questa mia continua immersione in questo fantastico universo di conoscenza, in tutto il mondo. E, certo, sto accarezzando l’idea di far sì che questo patrimonio possa essere messo a disposizione del pubblico. Penso ad una digitalizzazione dei libri che permetta, poi, di sfogliare virtualmente, questi volumi”. Basta così. Clic. No, non quello della macchina fotografica. Quello della porticina in vetro della biblioteca di casa Cavagna, appena richiusa. A difendere dalla polvere un mondo di immagini. Moltiplicato per 2800 volte. ■


trentinoattualitĂ 

di Tiziana Tomasini

i tuffatori del sarca Ceniga di dro come acapulco. Chi sono i misteriosi saltatori del Ponte Romano? Da chi hanno imparato questa rischiosa disciplina? La nostra inviata Ăˆ andata sul posto, per saperne di piĂš

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trentinoattualità Mattia Miori, classe 1991, in posa plastica, giù dal ponte

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capulco? No grazie! In Trentino esiste già, in versione country. Esiste uno splendido angolo di natura nel quale provare, per pochi intensi secondi, l’emozione di un tuffo selvaggio. Si tratta del punto in cui il fiume Sarca, in prossimità di Arco – esattamente presso la frazione di Ceniga di Dro – svolta deciso sotto il monte Biaina. Serpeggiando fiancheggia il promontorio e forma non proprio un lago ma una modesta depressione, in cui l’acqua verdastra giace placida e ferma, appena increspata dall’ora del Garda. La svolta del corso crea, come spontaneo contorno, uno spicchio di costa sassosa, una spiaggia naturale. Ghiaia

e ciottoli contornati da ulivi, vigne, pruni e piantagioni di kiwi. E tra una sponda e l’altra di questo verde, un ponte. Il ponte romano. La struttura, semplice ed essenziale, accentua maggiormente la curva del fiume, rendendo il tutto ancora più particolare all’occhio. Essenzialmente un trampolino tra cielo, terra e acqua. Scopriamo che per tradizione intere generazioni di locali hanno sperimentato il salto. E che ancora oggi esistono degni successori di quei pionieri aerei, che nelle calde ore estive assaggiano il brivido del fresco Sarca. La difficoltà del gesto atletico nasce dall’intreccio di alcuni fattori, un mix di elementi che fa ogni volta volgere istin-

tivamente il capo e strappare un “Oh!”. L’altezza prima di tutto. Calcoliamo una decina di metri, l’equivalente di una piattaforma regolamentare. In parallelo mettiamo, quale coefficiente di difficoltà, il diametro della pozza naturale, pochi metri. Per ultimo la profondità, difficilmente valutabile ad occhio nudo e suscettibile di variazioni a seconda delle precipitazioni, comunque anche qui siamo nell’ordine di qualche metro. Tutt’intorno, oltre allo scenario, gli spettatori abituali del piccolo lido, ad ammirare i saltatori. E loro, sicuri in quei luoghi tanto domestici, saltano. A candela, a bomba, qualcuno anche di testa. Trovandoci a percorrere quelle

strade di campagna, incuriositi dai "si dice" e dai "pare che", li vediamo. Sicuramente di giovane età, adottano una tecnica particolare, che ci pare interessante descrivere. Ritrovo di gruppo nei pressi del ponte. A testimonianza, le biciclette colorate qua e là, come macchie fiorite. Gli “intenzionati” prima chiacchierano, appoggiati al punto più alto. Proviamo a immaginare del più e del meno, di chi c’è e di chi manca, della sagra di stasera e della festa di domani, del prossimo motorino da provare e smanettare. Scaldata l’atmosfera e le schiene, vien voglia di bagnarsi. Eccoli, due o tre a cavalcioni, a guardar sotto, come a rivedere "quanto è alto oggi rispetto a ieri". Poi uno si alza, si sistema i capelli – rigorosamente da una parte, in stile “Bastard”- forse a trovare la concentrazione. E giù, a candela. Bravo! Le teste girate dei bagnanti fino

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trentinoattualità Gli abitanti di Ceniga – senza ponte ma decisamente infuriati – protestarono, portarono a Vienna l’unico resto di ponte (la lapide muraria del 1719), pretesero e ottennero dagli austriaci (1868) la ricostruzione dell’opera. Il resto è storia attuale, di normale e consuetudinaria manutenzione. Ma la storia antica insegna e segna. E si capisce che gli abitanti di Ceniga sono stati storicamente segnati nel profondo dalle combattute vicende del loro

amato ponte. Hanno lottato nel tempo e forse per loro quel ponte rappresenta un simbolo, un fondamento, un pezzo integro di identità culturale. Forse dunque non è indispensabile “pontificare” su chi, perché, da quando e con chi. È sufficiente ammirare la più nota e famosa costruzione di Ceniga ed i loro coraggiosi protagonisti, i tuffatori. Che saltano giù, nelle frescure del Sarca, dalle riconquistate pietre del ponte romano. ■

I "salti" più famosi. Non solo acapulco... al riemergere dell’intrepido, poi tutti a prendere ancora il sole. Si prepara un altro, giù a bomba. Di effetto. Chiediamo informazioni su questi protagonisti del tuffo direttamente sulla spiaggia, dopo un brevissimo e decisamente fresco bagno di fiume. Si scopre che in realtà non esiste un gruppo ma tanti singoli che si conoscono e si frequentano e che, a seconda della giornata, degli impegni e dell’umore, si cimentano individualmente in questa particolare rinfrescata. È probabile che oggi ci sia quello che non c’era ieri e che forse non ci sarà domani. Insomma, tutti si conoscono, alcuni saltano dal ponte, forse solo uno con un tuffo di testa. Ma dove avranno imparato e da chi? A che età hanno incominciato? La curiosità a questo punto è palpabile. Raccogliamo qualche informazione e sentiamo qualche nome in quella che possiamo definire la “tana del lupo”. Ossia il ristorante pizzeria “I Ladroni”, ritrovo puntuale e giornaliero della gioventù del posto. Quattro chiacchiere e un caffè con Domenico – titolare del locale (molto somigliante a George Clooney, andare a guardare 30

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per credere) e Alfonso, braccio destro in perfetta tenuta da esperto culinario. I due, napoletani veraci, tra le foto e le caricature di Totò ed il profumo invitante del forno a legna, confermano la tradizione del ponte. E confermano anche un certo clima di mistero sui salti, che abbiamo indubbiamente percepito. Un alone di segretezza che circonda questa singolare attività estiva. Molti li fanno, c’è qualche nome, ma non ci si espone. La chiave di lettura del nostro mistero va ricercata forse nelle vicissitudini storiche di questo famoso ponte, costruito e demolito più volte nel corso dei secoli. Lasciando nella notte dei tempi l’originale costruzione di collegamento con l’antica strada di campagna, una lapide muraria testimonia l’esistenza di un ponte nell’anno 1719. Ma questo settecentesco ponte ebbe vita storicamente breve. La terza guerra d’indipendenza (1866) portò le forze austroungariche a distruggere ogni via d’accesso all’avanzata di Garibaldi, giunto ormai in val di Ledro. Il nostro eroe non arrivò mai a Riva del Garda, ma il ponte venne comunque eliminato. Demolito. E qui viene il bello.

T

uffi pazzi ad Acapulco (Messico). Si vola giù dalla scogliera per 35 metri, a 70 km all’ora. E in Italia? Costiera Amalfitana, Furore (Salerno): qui si salta paralleli alla roccia, per 28 metri. Vanno fortissimo anche le dighe, tanto che in questi luoghi elettrizzanti e mozzafiato vengono organizzati circuiti internazionali. Per citare qualche diga famosa, il ciglio di Campo Moro in Valmalenco (Sondrio), sullo sfondo del gruppo del Bernina. Spettacolare in alto e in basso. Notevole anche il salto dalla diga Enel di Bardonecchia (Torino), 24 metri senza respiro. Da citare anche Polignano a Mare (Bari), soprannominata la città dei tuffi. Pare ci sia un’incredibile piattaforma costruita su un balcone, dove i locals ospitano il tour mondiale dei tuffi da grandi altezze. E i ponti? Due tra tanti. Il ponte Ciolo a S. Maria di Leuca (Lecce) o altrimenti detto “ponte del diavolo”. Chi ha provato questo salto, lo ha denominato a seconda delle sensazioni. Ecco allora il mortale, l’incredibile, il miracoloso, quello da record e quello delle poesie. Nella romantica Venezia, non si poteva non saltare! Tanti ponti, tanti salti, specie negli anni Settanta, nonostante i divieti. I tuffi lagunari erano chiamati “s-ciompa” , che in veneziano significa sollevare spruzzi d’acqua con un tuffo spanciato con la schiena; immediata, come sempre, l’onomatopeica dei dialetti, a rendere l’effetto del contatto con l’acqua. I luoghi cittadini preferiti erano il Ponte di S. Barnaba e il Ponte Foscarini. I Veneziani consigliano tuttora il tuffo a piron (in piedi), piuttosto che butarse de caorio, cioè di testa. Saggio consiglio. E attenzione a gondole e vaporetti.


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trentinoincontri La bici del salame

di Paolo Chiesa

L’

appuntamento per l’intervista è al bar del ristorante La Rotonda, locale molto noto di Pergine e “sede operativa” dello Zock Gruppe, una delle più attive realtà del volontariato dell’Alta Valsugana. Maurizio Valcanover, segretario dell’associazione, chiarisce subito che lui funge da portavoce del presidente Paolo. La prima cosa che incuriosisce in questa associazione è il nome e viene da chiedersi quale sia il suo significato: Zock Gruppe come gruppo di “zocche” di legno o come denominazione ad imitazione tedesca (viene in mente un reparto speciale di Sturmtruppen dedito al volontariato)? Niente di tutto questo. “Per noi il nome ha un significato relativo” dice Maurizio “in ogni caso una persona Zock è una persona positiva e propositiva. Il termine in realtà non esiste. Il presidente un giorno voleva imitare la parlata mòchena e se ne è uscito con un «zick zock zock zick» e da lì è nato tutto. Poi è stato aggiunto il

Volontariato e goliardia Queste le componenti essenziali dello Zock Gruppe, una delle più attive realtà del volontariato dell’Alta Valsugana. Tra le loro imprese, il campionato zock bike, i chiari di luna sul furet, ma soprattutto la pedalata per la vita, giunta alla xii edizione «gruppe» per fare capire che un gruppo lo siamo davvero. Ma non ci sono affinità con il mondo tedesco. Noi siamo ibridi.” Conosciamo anche gli altri componenti del direttivo che sono il già nominato presidente Paolo Bello e il suo vice Marco Betti. Esiste uno statuto dell’associazione, anche se con lo spirito goliardico che ci sembra sia il filo conduttore del gruppo, Maurizio ci confida: “siamo

Da sinistra, Paolo Bello, Maurizio Valcanover e Marco Betti, rispettivamente presidente, segretario e vice presidente dello Zock Gruppe

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IL ZOCK MÜNCHEN TOUR

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l “Zock München Tour”, che si svolge l’ultima settimana di novembre, viene descritto così dal presidente Paolo Bello: “Da 12 anni, questa gita con il suo inconfondibile programma, che segna anche fisicamente un contatto con altre realtà culturali, rappresenta un appuntamento tanto atteso quanto gradito di chi ha a cuore le sorti della nostra aggregazione, il “Zock Gruppe”. La presenza nelle varie edizioni di più di 600 partecipanti, è il testimone fedele di come tante persone abbiano conosciuto ed apprezzato tale iniziativa, trasformandola in una felice opportunità di unione e valorizzazione umana. L’obiettivo del “Zock München Tour” è quello di raggiungere una completa maturazione culturale, seguendo una via tematica, un viaggio spirituale, un percorso radicato da un forte e costante legame con i monaci francescani. Partecipare significa, non trascurare l’aspetto gastronomico, cui non possiamo sottrarci, ma degustare ogni particolare, nell’intento di approfondire conoscenze e divulgare profondi messaggi di speranza”. Una descrizione molto “Zock”, tra il serio e il faceto che il segretario Maurizio Valcanover completa così: “Si tratta di una vera gita culturale durante la quale ci “assorbiamo” due o tre musei. Non andiamo lì a fare la “balla”…anche se la birra non la rifiutiamo di sicuro”.


trentinoincontri

è sempre estate in qualche parte del mondo...

un’associazione un po’ anomala, infatti tra di noi diciamo che il presidente può essere eletto al massimo per tre mandati ognuno dei quali ha una durata di vent’anni”. Sarà anche anomalo questo Zock Gruppe, ma le persone che vengono coinvolte nell’organizzazione della “Pedalata per la vita”, appuntamento clou del gruppo, sono 400. Nessuno ha la tessera di socio, anche perché come succede sempre nei paesi, i gruppi di volontariato si confondono e si sovrappongono: il pompiere è anche alpino e viceversa, altri ancora non fanno parte di nessuna associazione e come dice Maurizio “ala fine quei che laora l’è sempre i soliti.” Ecco, il lavoro nel volontariato esce in ogni momento dalla chiacchierata con il segretario dello Zock. “Volontariato puro. Con noi vengono l’operaio e il professionista, il piastrellista e il bancario. Se una persona viene con noi lo fa per collaborare, anche con un lavoro umile. Il segreto della “Pedalata” ad esempio è che tutti fanno quello che si sentono di fare, dallo spostare una transenna al fare tremila panini, al montare una gru. Una menzione particolare va fatta per i vigili del fuoco volontari dai quali c’è solo da imparare perchè come volontariato sono il

top e per il gruppo musicale Palaearlearmusikantn di Palù del Fersina che non mancano mai e amano questo tipo di collaborazioni”. Allora, abbiamo detto che la “Pedalata” è il clou delle attività dell’anno, basti pensare che ritualmente la prima riunione per organizzarla si tiene il 10 gennaio per un evento che si svolge l’ultima domenica di maggio. Ma c’è dell’altro nel calendario dello Zock Gruppe. In febbraio c’è la ciaspolada, ideata da Sergio Andreatta, denominata “Chiari di luna sul Furet”, la cui peculiarità è che in salita si va in pullman (dalla località Compét al parcheggio della Panarotta) e si ciaspola solo in discesa seguendo un percorso che riporta al Compét dove, nel ristorante omonimo e nel vicino “Aurora“, segue la cena in stile “Zock”: l’edizione 2009 ha visto la partecipazione di 200 persone. In aprile alla “Rotonda” si svolge la serata gastronomica “Sparzi Zock Fest” a base di asparagi e uova. In giugno è prevista la consueta gita in bicicletta denominata Campionato Italiano Zock Bike. Dopo aver raggiunto diverse mete negli anni scorsi: Padova, Mozzecane (VR), Giavera sul Montello (TV), Valeggio sul Mincio (VR), Bernau am Chiemsee in Germania, Lido di Jesolo (VE), Lana (BZ), San Benedetto Po (MN), quest’anno la sede di arrivo è stata Trichina in provincia di Belluno. Peculiarità della gara è che la classifica fina-

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da dodici anni, UNA PEDALATA PER LA VITA

La bici della Nutella

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o “Zock Gruppe” è nato nel 1998, quando un gruppo di amici e volontari si è costituito in associazione ricreativa con finalità di solidarietà e di aggregazione sociale, in collaborazione con l’AIL Trentino (Associazione Italiana contro le Leucemie Linfomi e Mieloma). È allora che è nata la “Pedalata per la Vita”, manifestazione cicloturistica che si svolge da dodici anni la penultima domenica del mese di maggio. Un appuntamento nato per volontà di una persona che, dopo avere sperimentato da vicino il calvario, la speranza e la vittoria su una malattia grave come la leucemia, ha deciso di fare qualcosa in prima persona a favore dei malati, dei familiari e dei centri di cura ospedalieri. In questi anni più di 30mila ciclisti hanno contribuito alla raccolta di fondi oltre che operare una vasta azione di sensibilizzazione tra la popolazione.

le è redatta in base al peso corporeo dei partecipanti a fine percorso. In agosto, un gruppo di ciclisti più allenati di quella che è chiamata “equipe zock gruppe”, partecipa alla regina delle gran fondo, la terribile Oetztaler Radmarathon a Sölden in Austria: 232 km e 5.500 metri di dislivello. In settembre lo Zock Gruppe collabora con il gruppo sportivo Periscopio all’organizzazione della gara ciclistica per handbike attraverso le vie del centro storico di Pergine. L’ultima settimana di novembre è previsto il Zock München Tour in Baviera. Alla vigilia di Natale 34

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l’appuntamento è con “Auguri Zock”, sempre alla “Rotonda”, dove si tiene una specie di assemblea ripercorrendo quanto fatto durante l’anno ed è previsto il menù fisso: “scodeghini e patate con la scorza”. Non c’è che dire, ha un calendario fitto di impegni questo Zock Gruppe, oltre a varie collaborazioni: “Diamo una mano a chi ha bisogno di aiuto per fare una festa, spaziamo dallo sport al sociale, alla cultura… fin dove arriviamo” dice ridendo Maurizio. Un’altra delle peculiarità del gruppo è quella che prevede la completa autogestione delle iniziative propo-

ste ai, chiamiamoli, “soci”. In pratica nei bilanci dell’associazione non c’è traccia di contributo. “Abbiamo tante amicizie: è vero che collaboriamo con le amministrazioni comunali e con la Cassa Rurale, oltre che con gli altri gruppi, ma vogliamo essere autonomi. D’altronde non abbiamo attività giovanile, siamo tutti dai 20 ai 70 anni e quindi non abbiamo bisogno di risorse. Pagate le spese, siamo a posto”. E quel costume in stile tirolese che si vede sulle foto, è la divisa dello “Zock”? Maurizio spiega che tempo fa il gruppo aveva effettivamente fatto una divisa con il logo dell’AIL che veniva acquistata dai componenti con un rincaro del 10% da devolvere all’AIL stesso. Il costume simil tirolese con le “braghe de coram”, era invece il regalo di compleanno che veniva fatto agli amici del gruppo. Maurizio, torniamo un attimo alla goliardia: “Quando facciamo le cose cerchiamo di farle bene e poi di divertirci”. A tale proposito l’Archimede Pitagorico dello Zock Gruppe è Lino “Vice” Vicentini (tra le altre cose, è il papà del Michele dei The Bastard Sons of Dioniso) che grazie alle sue particolari doti

di inventiva, ha realizzato diverse biciclette a partire da quella a undici posti per poi continuare con la bici della birra con spinatura naturale, la bici adibita al taglio di pane e salumi, quella della nutella e infine la bici vegetariana con taglio di frutta e verdura. Mentre beviamo due spume al banco del bar (la goliardia può essere anche senz’alcol), chiudiamo la nostra chiacchierata con un aneddoto divertente di questo incredibile gruppo. “Una volta siamo andati a Jesolo in bici in 150, invitati dall’amministrazione comunale per partecipare a una festa a base di porchetta e quant’altro. Al nostro arrivo la Protezione Civile aveva chiuso la strada principale per farci fare la volata e attrezzato una piazza con il traguardo. La nostra auto apripista, però, ha sbagliato strada e noi non so in che maniera siamo usciti da una stradina laterale e la gente in attesa si è dovuta spostare per farci passare”. Anche questo è lo “Zock Gruppe”, nato per stare insieme e divertirsi e che con una graduale maturazione si è evoluto diventando uno dei motori del volontariato dell’Alta Valsugana. ■


I tempi cambiano. Dal 9 settembre i nuovi orari invernali extraurbani

Disponibili presso le biglietterie delle autostazioni e presso il punto informazioni della Trentino trasporti esercizio all’interno della stazione FFSS di Trento oppure consultabili sul sito www.ttesercizio.it Novità - Collegamenti in val di Fiemme e Fassa:

vengono potenziati i servizi di valle tra Cavalese e Penia con cadenzamento orario delle corse e rivisti i collegamenti con i capoluoghi di Provincia anche attraverso l'interscambio con i servizi SAD a Cavalese e i treni a Ora;

- istituite nuove corse da Tione ad ore 13.20 per le varie direttrici a seguito del nuovo orario di uscita degli Istituti di Tione; - nuovi prolungamenti serali delle corse da Rovereto per Avio con transito anche via Borghetto e Masi;

- nuovo collegamento da Molveno per Ponte Arche per gli studenti che frequentano gli Istituti di Tione; - nuove corse da Levico per Tenna - Pergine; - nuova linea circolare n. 8 nel centro di Pergine Valsugana.

                                                


trentinoincontri

di Gianfranco Gramola

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laudia Peroni è nata a Trento il 19 giugno del 1967, ma è sanremese di adozione. La sua esperienza televisiva inizia nel 1982 nella redazione di Grand Prix, Italia1, programma per il quale realizza servizi di Formula 1 e rally, per poi diventare telecronista dai box dal 1992 al 1997. Il suo debutto come conduttrice in studio avviene invece nel 1989 in Cadillac, Retequattro. Oltre a Mediaset, nel 1997 ha collaborato con Telepiù, dove ha continuato a presentare la diretta dai box del mondo dei motori. Nel 2002 Claudia Peroni fa parte della squadra del motomondiale, conducendo il magazine Grand Prix Moto. Dal 2004 conduce anche il programma Radio Box su Radio Italia Solo Musica Italiana; in precedenza ha collaborato con Radio RDS e Radio RTL 102.5. Da marzo 2008 ad oggi Claudia conduce Moto GP Quiz, striscia quotidiana dedicata alle due ruote, in onda dal lunedì al venerdì alle 13.25 su Italia1. Per il mensile Gente Motori, firma le rubriche “La prova di Claudia” e “Auto e Vip”. Alla scuola CEPU Formass insieme ad altri affermati giornalisti e conduttori Tv, tiene settimanalmente un corso per aspiranti telecronisti e conduttori televisivi. Oggi è

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amo il rombo dei motori la giornalista Claudia peroni è nata a trento. È la signora dei motori e delle corse in tv. Vive a sanremo, ma – tra un'intervista e l'altra – si porta ancora il trentino nel cuore. testimonial e consulente di numerose e importanti aziende automobilistiche. Di che zona è del Trentino? Sono nata a Trento, esattamente a Villa Bianca che era dei miei genitori, di mio papà, e che si chiama così perché mia mamma si chiamava Bianca. Che ricordi ha della sua infanzia trentina? Ricordi meravigliosi. Mia mamma era di Fiera di Primiero e quindi io ho vissuto tutta la mia fanciullezza e i tre mesi di vacanze della scuola sempre a Fiera di Primiero, come una zingarella. Lì avevamo un albergo e io ero proprio la reginetta del paese, perché scorrazzavo in lungo e in largo. Eravamo tutti bambini allegri e giocavamo spensierati. Una bella compagnia. Tutt’ora ci torno spesso da sciatrice. Mi piace moltissimo sciare e naturalmente il Trentino è la mia meta preferita, soprattutto Madonna di Campiglio. Quali sono le zone di Trento che ama? A parte la mia casa, Villa Bianca, amo molto piazza Duomo che trovo spettacolare, maestosa: mi piace tantissimo. Poi ho nel cuore Piedicastello, la zona dietro il Doss Trento, perché ho dei bei ricordi, inol-

tre ci vive la mia zia preferita, zia Magda. A Trento ha lasciato molti amici, qualche ex? Ex no. Tanti amici sicuramente. Cosa le manca del Trentino, a parte la famiglia? Oltre ai genitori, ho dei parenti in Trentino che appena posso, vado a trovare. A Mezzocorona ho dei cugini che fanno la celebre grappa Bertagnolli. Quindi vengo spessissimo in Trentino perché lo porto nel cuore e le mie radici sono qui. E mi accorgo di essere trentina in tante cose, perché sono proprio testarda e ho una determinazione che deriva proprio dal fatto di essere trentina. Come è iniziata la sua avventura nel mondo della televisione? È iniziata per amore di un pilota di rally (di nazionalità finlandese, ndr.), che era definito l’Ayrton Senna del rally. Per seguire lui mi sono inventata di sana pianta giornalista e mi sono improvvisata intervistatrice. Ho avuto la fortuna di iniziare subito con Grand Prix e poi sono andata a fare la diretta della Formula Uno, poi le moto, il Moto Mondiale e così via. Ha mai avuto delle delusioni professionali?

Più che delusioni la parola giusta è difficoltà, perché il mondo dove lavoro è un mondo difficile per una donna. Io ho sconfinato in un mondo di uomini e me ne rendo conto. Ho anche corso 10 anni nei rally e chiaramente bisogna sempre e comunque vivere questo mondo da donna. Che ricordi ha come pilota di rally? Ho gareggiato sia nel campionato italiano e in quello europeo mondiale. Devo dire che mi hanno dato grosse emozioni e un’adrenalina fortissima, che ho ritrovato solamente nelle dirette televisive dai box della Formula Uno. Ricordo con molto piacere il really di Montecarlo, perché è stata una grande esperienza. Mai avuto incidenti?


trentinoincontri Come no. In una gara del campionato europeo di Madeira stavo per capottarmi, ma sono riuscita a tenermi in strada grazie alla mia esperienza e ad una dose di fortuna. In quell’occasione mi sono veramente spaventata. Quante vittorie? Tante! Ho vinto parecchie gare, specialmente quelle miste fra maschi e femmine. Ma i suoi genitori che futuro sognavano per lei? Mio padre, medico, sognava per me una laurea in Medicina, mia madre invece mi ha lasciato libera di scegliere. Mio padre adesso è abbastanza orgoglioso di quello che sono riuscita a fare nella vita e della mia carriera di giornalista sportiva. Il complimento più bello che ha ricevuto? I complimenti che ho ricevuto sono tanti e soprattutto costanti negli anni. Diciamo che ho sempre sentito la vicinanza del pubblico che mi segue in televisione e che segue i motori e che mi ha sempre detto: ”Sei l’emblema della donna dei motori”. Questa per me è un gran complimento e una grande soddisfazione, perché ho sempre cercato di fare il mio lavoro con tanto entusiasmo proprio perché a differenza di altre donne che fanno il mio stesso lavoro, io l’ho anche vissuto in prima persona, correndo per dieci anni. E poi ho questa passione vera, profonda per i motori che magari le altre non hanno. Poi il fatto che questa cosa sia stata riconosciuta dal pubblico televisivo e anche da quello della radiofonia, mi fa ancora più piacere. A chi vorrebbe dire “grazie”? A mio padre che ha creduto in me e che mi ha aiutato economicamente a fare questo lavoro, perché dovevo pagarmi le trasferte. Poi un grazie ad una persona molto importante di Mediaset, che ha deciso e che mi ha aiutato ad andare in Formula Uno.

Ho letto che ha vissuto a Roma. Si! A 19 anni ho fatto l’assistente di volo per l’Alitalia e quindi mi sono trasferita a Roma. All’inizio ho vissuto a Ostia, poi sulla Cristoforo Colombo e poi all’Eur. Ogni tanto ci torno, perché nella capitale ho molti amici e perché è una città che amo moltissimo anche per la filosofia di vita dei romani. Una filosofia per me sicuramente più attraente di quella milanese. Le manca la cucina trentina? Sono una mangiona, e come trentina anche una “sbevazzona”, cioè mi piace bere del buon vino trentino. Devo dirti che mi piace un po’ tutto, quindi mi piace sia la cucina romana, quella milanese e adoro al tempo stesso la cucina trentina. Mi piacciono la carne salada con i fagioli, la polenta con le luganeghe, anche l’orzetto e poi la polenta e crauti che adoro tantissimo. Lo vedi? Solo a nominare le specialità del mio Trentino, mi viene l’acquolina in bocca. L’intervista che ricorda con molto piacere? Quella fatta a Micheal Schumacher, quella a Ayrton Senna, a Gianni Agnelli e ad Enzo Ferrari. Una divertente? Una volta stavo intervistando Gerhard Berger e Jean Alesi e loro a turno, continuavano a tormentarmi, dandomi delle pacche sul fondoschiena... e così finì tutto su "Striscia la notizia". Il suo sogno nel cassetto? Quello che non ho in questo momento, ma che ho intenzione di crearmi, cioè una fa■ miglia.

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trentinoattualità

di Lara Deflorian

Annalisa manara

la vedremo il 2 ottobre al teatro Cuminetti, nella compagnia corpocorrente. Annalisa Manara, Carismatica e camaleontica venticinquenne trentina ha alle spalle già un’esperienza notevole. Ma siamo solo all’inizio

L

a danza sarà protagonista a Trento il 2 ottobre al teatro Cuminetti, con la presenza della compagnia Corpocorrente diretta da Daniela Borghini, danzatrice e coreografa conosciuta in regione soprattutto per la sua annuale presenza a Tesero come docente nell’ambito di Trentino Danza Estate. Nata quattro anni fa a Mantova in seguito all’incontro tra il ballerino e coreografo francese Bruno Collinet e

la giovane Daniela Borghini, la compagnia si caratterizza per la sua composizione tutta al femminile e per la preparazione delle sue cinque danzatrici: Ginevra Angeli, Manuela Binco, Palmiriana Sibilia, Marcella Volcan e la trentina Annalisa Manara. Tutte arrivano da percorsi di formazioni ed esperienze professionali diverse svolte sia in Italia sia all’estero dal classico, al moderno, al contemporaneo. Daniela Bor-

ghini, invece, dopo essersi formata in Francia e negli States abbraccia la carriera della formazione arrivando ad insegnare allo Studio Harmonic e al Centre de danse du Marais di Parigi. La sua danza si contraddistingue per l’intreccio di linee morbide e 38

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per i suoi movimenti fluidi e naturali che nel contatto tra i corpi acquistano una coinvolgente suggestione. A Trento il 2 ottobre saranno due gli spettacoli presentati, entrambi creati dalla stessa Borghini: L’ultimo Azzardo, selezionato lo scorso anno alla rassegna Choreographic Collision organizzata dalla Biennale di Venezia, e Luce invisibile. Il primo vuole rappresentare, attraverso la ricerca della libertà espressiva, per anni ostacolata dalla Chiesa in quanto considerata peccato, la purezza di vite intrecciate e seminude. Il termine “azzardo”, fa riferimento inoltre alla difficoltà che si ha nel riconoscere le diversità e questo rappresenta per la Compagnia una sfida, che forse il mondo d’oggi ancora fatica ad accettare. Luce invisibile è invece centrato su ciò che non si vede, ma che si sente e si danza, come


trentinoattualità

una luce che può condurre alla pazzia e a un paradosso, seppur sensato, in cui in cui ci si interroga sulla pace interiore che genera angoscia. Annalisa Manara inizia a studiare danza all’età di nove anni al Club la Fourmie di Trento. Carismatica e camaleontica venticinquenne che, dopo un’esperienza di due anni allo Ials di Roma prosegue i suoi studi nella scenografia a Verona, in trucco cinematografico a Bologna e nel 2004 inizia a danzare nella compagnia

mantovana Corpocorrente. “Tutto è cominciato a Trentino Danza Estate quando Mauro Astolfi (fondatore e coreografo della Spellbound DC e docente di Tde, ndr) mi ha offerto una borsa di studio per il Centro IALS di Roma. Quando sono tornata dopo questa esperienza, già conoscevo Daniela Borghini ed ero molto affascinata dal suo modo di lavorare. Inizialmente sono entrata in compagnia come sostituta per lo spettacolo eseguito proprio

a Tesero in occasione di Tde. Per la produzione successiva facevo ormai parte della Corpocorrente.” Dopo un paio d’anni, Annalisa Manara si è temporaneamente staccata dal gruppo mantovano, che ha sede nella struttura sotterranea Officina delle Arti. “Purtroppo in questo lavoro le retribuzioni sono praticamente inesistenti. Ogni anno abbiamo la possibilità di esibirci a MantovaDanza, ma poi ci sono poche possibilità di essere impegnate in vere e proprie tournée.” Nel frattempo, con altri quattro danzatori caratterizzati da stili e tecniche diverse fra loro, fonda la Old Quartet, con la quale partecipa a diversi concorsi coreografici esibendosi, inoltre, in occasione di specifiche rassegne. Per quanto concerne il lavoro con Daniela Borghini racconta: “Anche se è Daniela a concepire e a comporre le coreografie, negli spettacoli lascia spazio alle nostre interpretazioni, ai gesti e ai movimenti che ci contraddistinguono. A Trento eseguiremo L’ultimo azzardo rispetto al quale, e forse perché è stato creato l’anno in cui mi

ero staccata dalla compagnia e non ho quindi vissuto la sua creazione, non mi sento particolarmente legata. Diversamente per la seconda coreografia, Luce invisibile, ho potuto partecipare alla sua quotidiana evoluzione, che ho subito sulla mia pelle. Questo lavoro ha fatto scaturire in me tutta una serie di emozioni che stavo vivendo a livello personale durante il periodo della creazione. Da un punto di vista fisico è pesante e faticoso, ma è quello che mi sta meglio addosso”. Info: www.youtube.com/ user/Corpocorrente ■ 39

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trentinoattualità di Lara Deflorian

La danza alla conquista del pubblico AL VIA LA STAGIONE INDANZA. S’inizia il 27 ottobre con un gruppo italiano, che di sicuro avrà l’attenzione dei giovani, grazie alla presenza del danzatore televisivo Kledi Kadiu, stella sin dalle prime edizioni della trasmissione tv Amici di Maria De Filippi

L

a stagione della danza programmata dal Centro Servizi Culturali S. Chiara, vedrà in scena anche quest’anno dieci compagnie esibirsi al teatro Sociale in pérformance che dal contemporaneo si articolano attraverso il genere classico e folcloristico, con compagnie che provengono, oltre che

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dall’Italia, dall’Australia, da Israele, dalla Cina, dall’Ungheria, dalla Macedonia e dal Regno Unito. In scena saranno così protagoniste: la compagnia Mvula Sungani (27 ottobre); il Beijing Contemporary Dance Theater (9 novembre), un ensemble contemporaneo con una solida base classica che ci farà vivere un’in-


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trentinoattualità tensa storia d’amore multimediale; la Vertigo Dance Company (7 dicembre), il conosciuto gruppo israeliano che ci condurrà in un viaggio umano attraverso un’opera corale per 12 interpreti; l’Hungarian State Ballet (18 dicembre), la compagnia ungherese che ci presenterà, con il suo folclore, la prima e la seconda parte di una trilogia dedicata al grande compositore Béla Bartók; il Balletto del Teatro dell’Opera della Macedonia (25 e 26 dicembre), che sarà interprete dello Schiaccianoci e del Lago dei cigni, due capolavori del repertorio classico firmati dall’ineguagliabile Cajkovskij; il Balletto di Roma (24 gennaio), la formazione che festeggia quest’anno mezzo secolo di attività con la messa in scena dell’Otello con una coreo-drammaturgia sul tema della triangolarità delle dinamiche emozionali; il Bangarra Dance Theatre (18 febbraio), la compagnia australiana che affonda le proprie radici nel patrimonio di musica e movimento dell’antichissima cultura aborigena; la Spellbound Dance (8 marzo), la formazione contemporanea romana diretta da Mauro Astolfi che ci presenterà il lavoro polifonico e multimediale Le quattro stagioni; infine l’inglese Random Dance Company, diretta dall’eclettico e outsider Wayne McGregor (24 marzo), sarà protagonista della nuova creazione che debutterà in novembre al Sadler’s Wells di Londra. S’inizia il 27 ottobre con un gruppo italiano non particolarmente conosciuto, ma che di sicuro avrà l’attenzione dei giovani, grazie alla presenza del danzatore televisivo Kledi Kadiu, stella sin dalle prime edizioni della trasmissione tv Amici di Maria De Filippi. In scena al Sociale si esibirà la compagnia Mvula Sungani,

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fondata 12 anni fa dallo stesso Mvula A. Sungani, eclettico coreografo italoafricano che, all’età di 13 anni, ha avuto l’onore di danzare al fianco di Ginger Rogers e di esibirsi nei concerti di grandi personaggi come Ella Fitzgerald, James Brown e Stevie Wonder. Nel corso della sua carriera artistica ha inciso dischi, ha recitato in film, ha lavorato nel musical e ha danzato e coreografato per diverse trasmissioni televisive. Negli ultimi anni Sungani ha creato opere per artisti come Raffaele Paganini e Giuseppe Picone. Al Sociale di Trento al fianco del carismatico danzatore albanese Kledi Kadiu ci sarà anche la giovane Emanuela Bianchini, stella e prima ballerina del gruppo di Sungani. Insieme ai solisti della compagnia, saranno protagonisti della coreografia Non solo bolero, creata sulle sempre travolgenti note di Maurice Ravel, Carl Orff, intervallate da musiche originali e canzoni popolari che compongono la colonna sonora. Lo spettacolo racconta le vicende di un gruppo di persone

che si trovano insieme in un luogo, o in un’“osteria” come nella Carmen, in una “taberna” come nei Carmina Burana, nella taverna come nel Bolero di Milloss o in un antico luogo come in Amores di Ovidio, dove ognuna racconta la propria storia. Non solo bolero è un’interpretazione e una creazione dal gusto etnico rappresentata in chiave contemporanea, attraverso la scansione ritmica costante e crescente. La serata vede l’alternanza di nuove creazioni e di alcune delle coreografie più suggestive e di successo del repertorio di Sungani. La ricerca dell’autore italo-africano passa dalle dinamiche di origine popolare, a quelle di origine più nobile e moderne, per culminare in un vortice dinamico e fisico. L’idea di Mvula Sungani è quella di raccontare in modo cinematografico la vita e le storie di persone comuni, mediante grandi opere musicali e letterarie, ispirate a capolavori come la Carmen di Prosper Mérimée, i Carmina Burana di Carl Orff, Amores di ■ Ovidio e il Bolero di Ravel.


trentinoattualità

di Pio Rizzolli

tutte le luci del bosco Un paese trentino, il suo bosco, il simbolo di una rinascita, della rivincita della campagna nei confronti della città, della lentezza rispetto alla velocità. Ecco Grumes, val di cembra, dove – chissà perché – il bosco ha qualcosa di veramente magico...

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er chi non lo sapesse, Grumes, è un paesino in alta val di Cembra, più o meno a metà strada tra Lavis e Cavalese. Da una decina di anni a Grumes si sta attuando un importante progetto di rivitalizzazione a tutto campo. Le associazioni, il Comune, giovani e anziani: la gente ha fatto proprio il moto latino, faber est suae quisque fortunae, in pratica: aiutati che Dio ti aiuta. Pianificazione, concretezza, 44

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pazienza e costanza, passo dopo passo, occhio all’obiettivo, umiltà e un pizzico di fortuna, hanno permesso di raggiungere in dieci anni risultati insperati. Il paese si è trasformato: ha recuperato case e campagne, identità e voglia di futuro: la malga diviene rifugio alpino, il caseificio si trasforma in ristorante, la caserma dei carabinieri in Ostello, la campagna incolta in moderne aziende agricole, le case vuote in appartamenti

per turisti, i vecchi opifici in attrattive culturali, la gente, i giovani trovano e manifestano l’orgoglio di star bene e voler vivere a Grumes. Qualcuno rientra dalla città, tutti tornano volentieri a Grumes. Protagonisti di questo cambiamento sono stati un po’ tutti, da chi ha tirato il carro, a chi ci è salito sopra, da chi ha frenato, criticato, mugugnato per poi accettare e sentirsi parte del cammino intrapreso, a chi sta ancora


trentinoattualità alla finestra a vedere quel che succede. Ma il protagonista silenzioso, la fonte generosa e costante, il simbolo stesso del cambiamento è stato – udite, udite (o leggete, leggete) – il bosco. Il bosco nel corso del '900 ha coperto con un manto verde, (oggi si dice: ha messo in stand by ), tutto quanto l’uomo, emigrando, non solo fisicamente, ha lasciato dietro le proprie spalle: prati, campagna, baite, case, stradine e infiniti muri a secco di un’economia tramontata, e con esse: tradizioni, saperi e culture, vincoli e rapporti tra gli uomini ed il proprio habitat. L’uomo si muove, cambia, è irrequieto, corre, grida, cerca nuovi orizzonti e avventure, consuma, spreca; il bosco è immobile (ben radicato) silenzioso, paziente, rigenera

con se stesso l’energia e le risorse per animali e uomini, accoglie e concede spazi per le avventure e le fantasie di chi lo ama e lo vuol vivere. Il bosco per Grumes è ridiventato il motore della rinascita: è stato la vita del passato ed è l’energia dello sviluppo di questi anni e la risorsa primaria di domani. Sulla centrale di teleriscaldamento a cippato che Grumes ha realizzato nel 2006, per dar calore ai propri edifici. figura, non a caso, un mural di Simone Delladio Pojer con la scritta: “L’energia dal bosco”. Quella scritta e quel mural sono il primo atto di riconoscenza che Grumes (per inciso grumes in francese significa tronco, legname) ha fatto al proprio bosco, alla risorsa primaria del proprio territorio. Dal giugno di quest’anno a Grumes si sta svolgendo un ulteriore progetto-omaggio al bosco, messo in campo dal Comune tramite la Sviluppo turistico Grumes, per far capire la “vitale” importanza del bosco ieri, oggi e domani non solo per Grumes. L’intenso programma ne dà una lettura dettagliata, fatta di silenzi, verde, profumi; di sudore, fatiche di boscaioli misti alla poesia e musica di fruscii di foglie e tocchi di rami; di abeti scolpiti e colori in quadri d’autunno che esal-

Il bosco del futuro, il futuro del bosco

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uesto il suggestivo titolo di un importante momento di studio e confronto sulla gestione e sulle prospettive del più importante “public good” del Trentino. Il bosco in passato era la base economica per tante comunità. I profondi cambiamenti degli ultimi 50 anni ne hanno minato il valore. È possibile un recupero? Ci sono altre economie legate al bosco? Qual è il rapporto dell’uomo di oggi e di domani col bosco? Quali i risvolti del mutato rapporto dell’uomo col bosco? Questi e altri quesiti consentiranno di dar senso compiuto al progetto e individuare le prospettive della politica ambientale proiettata al futuro e la piena percezione delle variegate valenze dell’uomo per l’uomo e l’economia di domani.

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trentinoattualità

La musica nel bosco

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tano stagioni e vita del bosco; di miti, ombre e paure scoperti nella sacralità diffusa, nell’aria fresca e nei sapori di terra rimessi con maestria nel piatto, nei balsami di resina e di passi che rigenerano il corpo e l’anima. Le strette viuzze e i portici del centro storico di Grumes hanno ospitato in contemporanea, da luglio a settembre ben tre mostre dedicate. La prima alle essenze arboree presenti nei boschi dell’alta Val di Cembra con suggestivi e dettagliati tabelloni e relativi tronchi sezionati per farne conoscere i caratteri distintivi. La seconda al “sacro nel bosco” – mostra fotografica di Patrick Odorizzi di ben 46 tra capitelli, crocefissi e luoghi di culto diffuse sul territorio di Grumes. Infine, la terza, dedicata agli uomini,

l bosco è da sempre uno degli elementi d’ispirazione d’arte e sempre più spesso l’arte viene portata dentro il bosco proprio per meglio farne percepire le espressioni. La musica è la forma che meglio riesce ad esaltare le emozioni, le suggestioni ispirate dal bosco. Il progetto di Grumes ha dedicato alla musica ben quattro appuntamenti, tutti coinvolgenti, tutti di una bellezza che ha toccato le diverse sensibilità musicali del pubblico intervenuto: la “sala concerti” è stata la conca e la foresta del Rifugio Potzmauer, dapprima col Coro Caste della Sat di Arco, poi un concerto emozionante degli Avion Travel per i Suoni delle Dolomiti con oltre 2mila spettatori ammaliati dalle musiche di Nino Rota, quindi il Gran festival della fisarmonica omaggio ad uno strumento che ispira allegria, voglia di stare assieme, di cantare e ballare, specie all’aria aperta con l’abbraccio del bosco. Due sono gli appuntamenti previsti con la “Musica del bosco” per la fase conclusiva del progetto: il 30 ottobre ed il 4 novembre al teatro Le Fontanelle di Grumes si esibiranno in omaggio al bosco un coro e Sergio Decarli con i suoi suoni di legno.

gli attrezzi, le storie, i miti, il lavoro nel bosco, ma anche alle valenze e valori che il bosco offre all’uomo di oggi e domani. Ma non finiscono qui i simboli della rinascita di questo angolo del Trentino. Il 25 luglio al Pian da l’ost di Grumes in una splendida cornice si è svolta la 30^ edizione de “Il pentathlon del boscaiolo” sotto l’egida della associazione forestale trentina. È stato un omaggio spettacolare al lavoro dei

Le emozioni a colori

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l bosco in autunno assume la sua veste più magica, i colori. E per rappresentarne lo spettacolo, sviluppo Turistico Grumes ha organizzato per le giornate del 16 e 17 ottobre un happening residenziale per pittori che potranno cimentarsi, con le tecniche loro più congeniali, per interpretare l’anima del bosco, le emozioni a colori che riesce a suscitare. La performance darà l’opportunità di passare un paio di giornate fra i boschi di Grumes a rappresentarne particolari e suggestioni, che saranno poi esposte in una mostra in occasione della settimana conclusiva dal 30 ottobre al 6 novembre.

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boscaioli, alle tecniche ed abilità richiesti per svolgere un lavoro duro e faticoso in tutta sicurezza. Ma è anche stato l’omaggio alle generazioni di boscaioli che hanno fatto l’economia del paese con l’assegnazione da parte dell’amministrazione comunale di Grumes ai F.lli Simeoni Line e Emilio “perli” di un attestato di benemerenza per gli oltre 50 anni di lavoro nei boschi di quasi tutto il Trentino. Nelle giornate del 21 e 22 agosto, invece, il magico bosco si è vestito delle suggestioni più coinvolgenti con un itinerario spazio temporale dall’alba al tramonto, nei boschi attorno al rifugio Potzmauer proponendo l’emozione del sorgere del so-

le sulla Valle di Cembra dal punto panoramico della Lasta del Belvedere colla colonna sonora della chitarra di Diego Raiteri e le poesie di Gianni Nicolini, una escursione nella magia nordica del “Lac del Vedes” e le baite di muri a secco di Valdonega per immergersi nell’atmosfera operosa degli scultori di Cembra, guidati da Egidio Petri, che nel bosco del Potzmauer hanno dato l’anima di uccelli, volpi, orsi e gnomi a una quindicina di ceppaie d’abete appositamente lasciate in loco in omaggio al bosco. Ed infine l’emozione di grandi e piccini incantati della fiaba del bosco recitata magistralmente fra i maestosi abeti e prati ■ di porcini.


trentinoincontri

di Fiorenzo Degasperi

Gli Alpini: una storia secolare Sull’antico luogo fortificato del Dos Trento un museo a cielo aperto racchiude la memoria storica del corpo militare degli Alpini. Il 24 Maggio 1956 fu posta la prima pietra, due anni dopo ebbe luogo l'inaugurazione ufficiale

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el 1940 alcuni architetti presentavano un progetto che prevedeva di innalzare sulla “Verruca” un grandioso complesso monumentale per celebrarericordare la storia delle truppe da montagna, gli Alpini. L’intenzione era quella di rievocare l’antico “castrum” romano. Infatti il Doss Trento (chiamato Castel Trent nel 1583), uno dei tre rilievi “tridenti” su cui poggia, secondo una fantastica interpretazione, il 48

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nome Tridentum – gli altri due sono il Dosso di S. Rocco e il colle di S. Agata – ha svolto da sempre una funzione difensiva per la città. Prima ancora dei romani, il luogo era un castelliere comunitario fin da quando i cacciatori mesolitici pensarono bene di stabilirsi definitivamente su queste alture, utilizzandolo come bivacco fisso da cui partivano per arrampicarsi sul Monte Bondone, fino alle zone di caccia delle Viote. Le molte leggende che aleggiano su

questo dosso rimarcano l’importanza del sito e la funzione difensiva materializzata in seguito in un castello nominato a partire dal 1170. Tra tutte le storie, quella della morte tragica della bella Velleda, di nobile stirpe cimbra e del suo amore per il centurione romano Opimio, catturato dalla bellicosa tribù cimbra dopo che quest’ultima aveva occupato il castrum romano. Quindi gli architetti non andavano molto lontano nel volere costruire qui un qualcosa che


trentinoincontri

info museo

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ricordasse la storia militare non solo degli Alpini ma la stessa filosofia che soggiace alla cultura militare, in tempo di guerra come in tempo di pace. Anche perché l’intero dosso è disseminato di testimonianze scultoree legate alla simbologia militare: aquile, capelli degli alpini, fucili, ecc. trasformando il luogo in un memoriale a cielo aperto. Comunque il progetto di una “Acropoli Alpina”, approvato nel 1941, venne sospeso durante la guerra e notevolmente ridimensionato nei difficili anni del dopoguerra. Grazie al generoso contributo finanziario delle autorità regionali e alla cessione, da parte del Comune di Trento nel 1953, di una casermetta austriaca, già polveriera, da adattarsi a sede, venne decisa la costruzione del solo

Museo. Il 24 Maggio 1956 fu posta la prima pietra, il 15 Marzo 1958, in occasione della 31a Adunata Nazionale degli Alpini a Trento, organizzata per celebrare il 40° anniversario della fine della Prima Guerra Mondiale, ebbe luogo l'inaugurazione ufficiale del Museo-Sacrario. L'opera che sorge poco più in basso della sommità del Colle della Verruca è dell'Alpino architetto Giuseppe Serafini di Milano. Nel 1978 la “Fondazione Acropoli Alpina” venne sciolta: le funzioni ed il patrimonio furono così devoluti al Ministero Difesa – Esercito, che ne è tutt’ora custode nelle vesti del Comando del 4° Corpo d’Armata Alpino di Bolzano con la collaborazione dell’Associazione nazionale Alpini (ANA). Una scalinata ci conduce al

l Doss Trento si raggiunge comodamente con una passeggiata di circa venti-trenta minuti che si diparte dall’antico borgo di Piedicastello, al di là del fiume Adige, sulla strada che conduce nella Valle dei Laghi-Monte Bondone. Diversi sono i percorsi che conducono alla sommità del dosso chiamato un tempo “Verruca”. Possibilità di parcheggio nella piazza con il monumento degli Alpini e le aquile svettanti. Il Museo è aperto dal martedì al giovedì dalle 9 alle 12 e dalle 13.30 alle 16.30. Il venerdì dalle 9 alle 12. Il sabato ed i giorni festivi dalle 15 alle 17 nel periodo estivo mentre nel periodo invernale apre soltanto su prenotazione. Il lunedì chiuso. Ingresso gratuito. Ulteriori informazioni possono essere richieste telefonando al 0461827248 (anche fax) oppure scrivendo alla casella postale 33, Trento o utilizzando l’indirizzo email: museoalpini@libero.it. Info: www.esercito.difesa.it Aggirandosi liberamente sulla sommità si possono visitare anche i resti della basilica paleocristiana dedicata ai SS Cosma e Damiano e il monumento a Cesare Battisti sul cui prato antistante una batteria di cannoni servono ancor oggi a far divertire i bambini. Splendido panorama sulla città di Trento e sui monti che la circondano.

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trentinoincontri

cospetto di questo rettangolo di marmo bianco: due cannoni da 47/32 ed un pezzo da 100/17 ci accolgono, assieme a 29 cippi simboleggianti i reggimenti alpini, introducendoci nella memoria storica e nella cronaca quotidiana del corpo degli Alpini, ovvero in una grande sala composta da otto nicchie perimetrali. Le nicchie e le innumerevoli vetrinette che si affiancano a noi sono lo scrigno in cui sono racchiuse le numerosissime

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testimonianze raccolte nel corso degli anni o donate da collezionisti privati o semplici amatori. Ritratti, lettere, fotografie, frammenti di materiale bellico, cimeli, materiale illustrativo, ecc. ci illustrano le dure lotte, le violente battaglie, ma anche le sofferenze, i patimenti, la nostalgia. Sensazioni ed emozioni queste delegate alla scrittura, alle lettere ai genitori, ai familiari, agli amici. Sulla parete d’entrata i grandi

ritratti del generale Giuseppe Perucchetti, ideatore del Corpo nel 1872 e di Cesare Battisti, la bandiera austriaca che un tempo sventolava sulla “Verruca” e il Medagliere del Generale Giuseppe Adami. Nella parte alta del museo è collocato il Sacrario: dodici lastre di marmo riportano i nomi delle medaglie d’oro delle varie campagne militari, dal 1896 all’intervento in Afghanistan e al soccorso alpino sulle nostre montagne.

Un enorme macigno collocato in mezzo al sacrario vuole essere la muta testimonianza di quanto avvenne, durante la I guerra mondiale, sul Monte Grappa: infatti da lì è stato tolto e trasportato fin qui a monito e ricordo di una delle battaglie più sanguinose di quegli anni. Il Museo comprende poi una ricca documentazione per la storia della guerra e una biblioteca specializzata per la storia degli Alpini. ■


trentinobottegad’artista

di Renzo Francescotti

Colori che esplodono Dalla bottega di macellaio del padre alle collaborazioni con remo wolf e luigi serravalli. Andrea Slomp, artista di bosentino, e il piacere dell'ornamento

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igilata da una grande acero canadese con la sua chioma color mogano la casa di Andrea Slomp è al bivio di Bosentino, villaggio dell'Altopiano della Vigolana. L’ha costruita nel 1960 il padre di Andrea, che faceva il macellaio: sotto, la bottega delle carni (chiusa nel 1995, una decina d’anni dopo la scomparsa del titolare) e sopra due piani ariosi di abitazione. Gli Slomp vi si trasferirono dalla vecchia macelleria al centro del paese quando Andrea aveva otto anni. Alla cassa della bottega la madre, Renata Segantini: suo nonno, trasferitosi da Arco a Trento, era cugino del grande Segantini. Andrea, nato nel 1952, (qualche anno dopo sua sorella Anna, scomparsa lo scorso anno a causa della sclerosi multipla) è gemello di Carlo. I due gemelli sono fisicamente simili ma non identici. E come temperamento sono opposti: solare Carlo, malinconico e solitario il nostro Andrea che ha vissu52

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to la figura del padre Bruno come un uomo autoritario, con sofferenza, ed ha sempre avuto difficoltà a socializzare. A scuola non si trovava bene: così dopo le Elementari a Bosentino e le Medie a Vigolo Vattaro prese a lavorare nella bottega paterna. Aiutare a macellare animali e affettarli, per un adolescente come lui, ipersensibile e poco socievole, con la passione per il disegno e la pittura

fu certamente – è proprio il caso di dirlo – un mestiere “bestiale”. Così, a poco più di vent’ anni lascia la macelleria e la casa, va a Venezia, dove saltuariamente bazzica i corsi dell’Accademia, e poi a Roma dove per due anni frequenta corsi di incisione e pittura in una scuola privata, uscendone con un diploma di pubblicitario. Comincia a lavorare nella pubblicità ma smette subito: l’ambiente

non gli piace. A Roma, a 22 anni aveva esordito nella sua prima collettiva, nel 1974, seguita da un’altra l’anno dopo. Da allora oltre 60 tra collettive e personali, oltre che a Roma e nel Trentino, a Bolzano, Bologna, Novara, Arezzo, Firenze, Mantova, Udine, Pisa, Padova, Bassano, Perugia e in Germania, a Lipsia. In una delle ultime, una mostra internazionale a invito, la “International Art Show on Paper” tenuta a Cesena nel 2007, il nostro Andrea si trova assieme ad artisti del calibro degli italiani Ernesto Treccani, Giovanni Sarti, o degli stranieri Gary Stephan, Emily Cheng, Walter Crump, Peggy Cyphers… In tutti questi anni si sono occupati della sua arte critici come Gillo Dorfles (uno dei più famosi critici d’arte italiani), Giorgio Segato, Rinaldo Sandri, Luigi Serravalli, Danilo Eccher, Fiorenzo Degasperi, Giovanna Nicoletti, Riccarda Turrina. Al suo ritorno in paese, a trent’anni, Andrea divenne allievo di Remo Wolf. Era successo che la professoressa Antonia Zampedri – acquerellista, allieva di Wenter Marini, docente di disegno – arrivando da Trento per comprare la carne avesse visto lavori di Slomp appesi alle pareti


fica, già in sé difficile, adatto a temperamenti che non si lasciano scoraggiare dall’asprezza della superficie di legno duro: un segno ottenuto con fatica anche fisica nel maneggio di bulini, sgorbie, lancette, nell’articolazione del quale già si prospetta l’intera dimensione delle capacità di ricerca dell’artista.” Nel 1995 Slomp conobbe il critico Luigi Serravalli, legandosi a lui con un profondo contatto di amicizia e di confronto culturale, documentato anche da un fitto scambio epistolare. Con lui affrontò il pensiero filosofico del “nulla” che sfocerà in un nuovo periodo, di ricerca astratta. I “ghirigori” di questa nuova fase (in cui l’artista di riferimento è Hans Harthung) disegnano percorsi cerebrali che indagano territori inesplorati (come parallelamente fanno le neuro-scienze) della nostra mente; aree del cervello rimaste riposte, inutilizzate; segni-circuito che innescano connessioni neuroniche e sinapsi. Ma in questo artista è sempre presente, vigile, persino impattante il piacere dell’ornamento, della decorazione. Così questi ghirigori astratti sono all’insegna di una duplice valenza: scientifica (che allude alla scienza) e decorativa. E questo salva il nostro Andrea da troppe avventure astratte, sprofondate alla fine nella palude gelata del cerebralismo. ■

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della macelleria. Aveva parlato a Remo Wolf della passione di Andrea, soprattutto per l’incisone e Wolf aveva detto: “Mandatemelo”. Per due anni, due pomeriggi alla settimana, generosamente e gratuitamente, il grande incisore gli fece da mentore, da istruttore, da maestro: “Mi ha dato fiducia, sicurezza, mi ha insegnato la fatica e i segreti dell’incisione, dell’arte” racconta Andrea. Così questo artista trentino – liberandosi da una timidezza biologica – maturò i suoi lavori che si rivelano esplosivi di segni e colori, espressionisti e sensuali, barocchi sino al limite del kitsch, ma sempre controllati da una magistrale manualità e professionalità. Andrea si innesta sulla grande tradizione incisoria trentina e modernamente la rinnova. Nel segno largo e scavato della sgorbia nei legni di melo, pero, bosso filtrano evidenti suggestioni wolfiane, ma anche tardofuturiste, morandiane e pop. Ma il nostro artista si rivela originale soprattutto nella tecnica: come nelle “xilografie smontate”, collages in cui ritagliando carte che riproducono le sue xilografie si arriva ad una nuova opera, unica. Oppure, proiettando immagini di xilo fotografate si arriva a dipingere un quadro ad olio. Scrive Rinaldo Sandri: “Alla base di tutto, quindi, sta il segno dell’incisione xilogra-

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trentinoincontri

di Tiziana Tomasini

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a storia insegna che i grandi progetti – individuali o collettivi – prendono forma agli albori di ogni abbozzo. Richiedono essenzialmente, prima di ogni formale stesura, solidità di idee e concretezza dei modi, dalle quali non si può prescindere. Solidità e concretezza, amalgamate poi con sensazioni, creatività e ingegnosità, realizzano i pensieri e trasformano i concetti in creazioni materiali. Materia. La sensazione di dialogare con un artista concreto, creatore di materia, traspare fin dal primo contatto telefonico. Alla richiesta di un incontro, Alessandro Pavone ci spiazza e propone un “anche adesso, subito”. Il tempo di accordarci sul luogo ed eccoci qui, di fronte ad un artista immediato e riflessivo, che sa ciò che vuole e che lo vuole comunicare con solidità, sensibilità e

Inizia il taglio della pianta 54

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L’arca di alessandro L’idea è apparentemente assurda (un'arca-canoa da scolpire in altitudine), ma il progetto di alessandro pavone è tutto da scoprire...

convinzione. Il suo progetto svela connotazioni imponenti, che spaziano dal faraonico, al biblico ed al dantesco, con implicazioni di natura ecologica, chimico-scientifica e filosofica. Sembra complesso, è in realtà complesso, tuttavia immediatamente tangibile. Seguendo un percorso analitico, esaminiamo i singoli elementi.

Il luogo è un bosco, su un monte (monte Cornetto, località Folgaria) a 1700 s.l.m. Un luogo vasto, non circoscritto, quasi un non luogo. La materia prima è il legno (abete rosso). Da questo albero l’artista ricaverà una canoa, filosoficamente interpretabile come arca. I partecipanti partecipano. Sia fisicamente agli scavi, sia emotivamente con le loro qualità , con i loro talenti. Ci saranno musicisti, poeti, artisti e liberi pensatori. Il contenuto dell’arca sarà un dodecaedro – forma geometrica che il carbonio assume più frequentemente in natura – di cristalli di sale, a rappresentare il processo di gemmazione dell’anima. Il simbolo è la materializzazione del pensiero degli artisti,

La caduta del tronco

attraverso il cristallo. Il viaggio della canoa/arca, colma di ogni sfaccettatura espressiva, sarà di circa 30 metri, tra cielo e terra. Un dono. L’enorme manufatto sarà infatti offerto alla comunità, e resterà sul monte Cornetto. Come punto d’arrivo del sentiero denominato “percorso vita”. In merito agli aspetti filosofici ed introspettivi, Alessandro parte subito dall’assurdo. Dal fatto cioè che una canoa, pensata per l’elemento acqua, venga costruita sull’elemento terra. In un bosco. Questo perché, spenti gli echi dei pic-nic estivi e dell’estate vacanziera, la montagna possa ritrovare se stessa e possa offrire spazio alla cultura. Nello spazio sconfinato, paragonabile ad un grande studio – senza orari, senza porte e materia artificiale – rinasce un progetto culturale non predefinito, ma libero. Vuoto, pronto ad essere colmato di quanto ognuno possa e voglia liberamente versare. Il dentro. Il sale. “ho cominciato a lavorare con la gemmazione del sale lo scorso


trentinopanorama

Alessandro Pavone posa sul tronco appena abbattuto

anno. Non razionalizzo mai troppo le sensazioni che mi portano ad indagare un materiale o ad affrontare degli ambiti di ricerca prima che il lavoro sia compiuto. Mi fido delle visioni. A quel tempo il sale per me rappresentava la chimica della vita. L’idea che un sale potesse gemmare mi affascinava e continua ad incuriosirmi tutt’oggi. Mi entusiasma pensare che possa espandersi come un virus benevolo. I cristalli si espandono e crescono seguendo il proprio dna. Seguono precise evoluzioni geometriche. Rompono la luce, la intrappolano. Nel caso dell’arca, farò gemmare il sale su una forma di dodecaedro, la forma del diamante. Il fuori. L’arca. “L’idea dell’arca è nata perché volevo far viaggiare, o, in senso biblico, portare in salvo quello che sento più prezioso. La salvaguardia della propria curiosità, il dovere/piacere dell’introspezione, la ricerca del bello come cura. Volevo che tutto ciò costasse fatica anche fisica. Cosa c’è di meglio se non

scolpire una canoa in cima ad una montagna? È abbastanza assurdo da potersi svincolare da finalità oggettive.” Il sogno collettivo di Alessandro Pavone giace là, nel silenzio del bosco. Un gigante addormentato, ricolmo di sali di cultura, a testimonianza del desiderio di andare oltre “l’accidia che inquina il nostro tempo”. Per sognare ancora, immaginare e realizzare i pensieri. La performance ha avuto inizio sabato 25 settembre e si concluderà sabato 2 ottobre quando lo scultore donerà l’opera alla comunità. Insieme a tutti i presenti sarà simbolicamente varato il vascello, puntando la prua oltre le vette, verso il blu del cielo. Tutto l’evento verrà documentato e parte del materiale video sarà proiettato durante la mostra personale dello scultore Alessandro Pavone, che si inaugurerà il 30 ottobre a Palazzo Crepadona, Belluno. L’esposizione coinciderà con la 25esima edizione del simposio di scultura della città dolomitica. ■

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L’importanza di chiamarsi “Tutto Trentino” Filiera Agroalimentare Trentina presenta una nuova linea di prodotto. Tutta nuova, tutta trentina

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osa vi aspettereste da una linea di prodotti chiamata “Tutto Trentino”? La risposta è già nel nome. Quando parliamo di filiera corta e di ingredienti trentini, parliamo di allevamento e lavorazione in loco. È la scelta di Filiera Agroalimentare Trentina, che da settembre è presente nei migliori supermercati trentini e nazionali con una linea di affettati denominata “Tutto Trentino”. Il prosciutto cotto alta qualità, la sua variante affumicata e il salame ungherese, sono i primi della linea a uscire nei supermercati trentini. Sul mercato, gli affettati "Tutto Trentino" sono gli unici a essere prodotti da 56

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un'azienda locale e con materia prima allevata direttamente sul territorio.. Hanno il gusto della filiera corta appunto perché provengono da maiali allevati e cresciuti in Trentino. A breve si potrà parlare davvero di chilometro zero, perché l’obiettivo di Filiera Agroalimentare Trentina è proprio quello di far nascere, crescere e macellare carne puramente trentina. Alla linea “Tutto Trentino” si affiancheranno prestissimo anche altri affettati confezionati con materia prima suina nazionale. Oltre a questi, una gustosa carne salada da mangiare cruda come un carpaccio o scottata velocemente in padella.

A cura di archimede.nu


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Chi è Filiera Agroalimentare Trentina?

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Merendina? Merenda Trentina!

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La campagna pubblicitaria recita bene. Perché preferire una merendina di dubbia provenienza quando si può scegliere un succulento panino al prosciutto cotto? Meglio gusti tradizionali. Meglio scegliere le care vecchie abitudini alimentari. L’idea di Filiera Agroalimentare Trentina è stata quella di tradurre la migliore tradizione della salumeria italiana che ha come protagonista il prosciutto cotto e il salame ungherese, in un prodotto squisitamente trentino. Con carni controllate, sicure, rintracciabili. È anche così che nasce l’idea di “Merenda Trentina”: la merenda sana, genuina, nobile, fatta di pane e affettato. Gli affettati della linea “Tutto Trentino” sono distribuiti nelle principali GDO della provincia e si trovano in vaschetta

iliera Agroalimentare Trentina è una S.p.A. che nasce in seguito all’unione di tre saperi differenti. Crucolo, Simonetto Carni e l’Azienda Agricola di Flavio Furlan hanno unito il loro know how nell’allevamento, produzione e commercializzazione di carni. Tre aziende valsuganotte, forti della loro passione per i prodotti artigianali e per la cultura della tradizione alimentare trentina. Nel 2006 si uniscono sotto un’unica filiera alimentare e mettono in commercio salumi e lavorazioni di carni trentine e nazionali genuinamente rintracciabili. Grazie a questo sforzo, nel corso del tempo Filiera Agroalimentare Trentina è diventata un garante di qualità e di genuinità sia per i prodotti del famoso Rifugio Crucolo, sia per la sua nuova linea di affettati “Tutto Trentino”. Dei sui prodotti si conosce interamente tutta la lavorazione, dall'allevamento dell'animale al banco di vendita dei negozi. Un indubbio marchio di qualità. A sinistra, Paolo Paris, direttore generale di Filiera Agroalimentare Trentina, in occasione della presentazione alla stampa di “Tutto Trentino”. Sotto, un momento della festa di inaugurazione

preconfezionata per preservarne gusto e fragranza. Le etichette invitano all’assaggio e alla collezione: slurp, gnam, crunch o mmhh??? Sono tutte da prendere, la filiera corta trentina va premiata. Anche il sito www.merendatrentina.it è originale come la nuova comunicazione scelta per la linea di affettati “Tutto Trentino”. È l’idea di una merenda sana tradotta in un linguaggio adatto al web. A breve il sito verrà integrato con alcune interessanti proposte per il pubblico dei fan dei social network. ■ 57

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trentinomese

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È

dal 1986 che la società Fattor geom. Romedio & C. Snc di Lavis costituisce un importante punto di riferimento sia per gli abitanti della valle dell'Adige, sia per gli abitanti della valle di Cembra. Ospitata nel cinquecentesco Palazzo Monfort nel cuore di Lavis, l’agenzia guidata da Romedio Fattor e dal figlio Stefano è uno dei punti di forza di Itas Assicurazioni, di cui è mandataria, pur mantenendo al contempo una propria precisa identità societaria. Tre sono le subagenzie aperte in questi ultimi anni: Albiano, Cembra e Zambana; nuovi collaboratori ed impiegati che vanno dunque ad aggiungersi ai dodici già in forza a Lavis. Romedio Fattor, da noi incontrato nella sede di Palazzo Monfort, mette subito in chiaro le potenzialità dell’agenzia: “Siamo in grado di seguire i nostri clienti per tutte le loro esigenze, non solo per l’assicurazione sulla macchina. Abbiamo assicurazioni per l’incendio, il furto, gli infortuni, la malattia… Insomma tutto quello che riguarda la vita di una persona, qualsiasi lavoro faccia”. Davvero apprezzabile questa immagine dell’assicuratore. Un’organizzazione pronta ad accompagnare un uomo, una donna o una famiglia per tutto il corso dell’esistenza, dalla culla alla morte. Insomma, un modo certo ed economico per poter vivere tranquilli e senza troppi patemi d’animo. Verrebbe da dire “rassicuratore” più che assicuratore. Ma come è cambiato il mestiere in questi ultimi anni? “Il decreto Bersani del 2007 ha segnato una svolta epocale – sottolinea Fattor – nel senso che da quel mo-

in buone mani dalla società Fattor geom. Romedio & C. Snc di lavis una soluzione su misura per ogni cliente. Nella convinzione che l'assicurato va seguito giorno dopo giorno, con pazienza, cura e grande professionalità mento in poi le polizze sono divenute rescindibili. Ogni cliente può in qualsiasi momento chiedere la disdetta del proprio contratto di assicurazione”. Se ne deduce che per la società lavisana il cambio ha comportato anche una mutazione nelle modalità e nell’approccio al mestiere di assicuratore. “Intanto abbiamo incrementato il personale, aperto nuove subagenzie” aggiunge Romedio Fattor. “A tal proposito mi piace sottolineare come tutti possono vantare una grande esperienza di lavoro nel ramo assicurativo. In pratica, con la Legge Bersani il nostro rapporto con il cliente è per forza di cose divenuto più continuo e stretto”. Non basta vendere la polizza. L’assicurato va fidelizzato giorno dopo giorno,

Stefano Fattor

con pazienza, cura e grande professionalità. Altro aspetto importante da considerare, pensando ad Itas, è la territorialità. Chiediamo a Fattor il suo pensiero in merito. “La gente vede in Itas Assicurazioni una sorta di compagnia di riferimento, considerato il

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grande lavoro svolto sul territorio, le richieste a cui riesce a rispondere”. Un mix di serietà e affidabilità che è tornato utile soprattutto in questi mesi di crisi, quando il pensiero del futuro si è fatto improvvisamente preponderante, A tal proposito, i fondi pensione proposti dalla società Fattor geom. Romedio & C. Snc sono particolarmente convenienti. Si tratta di mettere al sicuro i propri risparmi attraverso soluzioni vere perché – come recita uno degli slogan della compagnia – negli uffici di Palazzo Monfort si investe, non si azzarda. A conforto di ciò, vi è la crescita pressocché costante negli anni del totale dei premi raccolti. “E poi – conclude Fattor – abbiamo per ognuno una soluzione su misura. La gente ad esempio ci conosce per l’assicurazione sugli incendi; d’altronde, quasi due secoli fa, l’Itas è nata così. E gli agricoltori conoscono anche le nostre polizze sulla grandine, tanto più importanti con il clima mutevole di questi ultimi anni. Insomma, sappiamo guardare lontano...” Sono parole del titolare, certo, ma che i Fattor siano bravi assicuratori in Trentino lo sanno oramai tutti. Soprattutto la concorrenza... ■ 59

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I

Detassis in Trentino li conoscono tutti: non solo perché sono fioristi da tempo immemorabile, ma anche perché hanno sempre fatto della cura e della passione il motore della propria attività. Ne è passata di acqua sotto i ponti dal quel 1908 in cui il capostipite Vittorio aprì il primo negozio a Trento. E di tempo ne è trascorso parecchio anche da quel 1958 in cui la fioreria con Claudio fu la prima a disporre del servizio Interflora. Sono cambiati i gusti, le tendenze, il modo di presentare i fiori. Anche in questo mestiere la professionalità è diventata un parametro indispensabile. Ce lo spiegano Marta e Nicola, la prima architetto d'interno prestato al flower design e il secondo erede della grande famiglia trentina, giovane ma già esperto come pochi. Siamo nel negozio di via Torre Verde, un grazioso e ampio locale adornato da creazioni floreali e da accessori molto particolari. Questo profumatissimo posto prende il nome di FD Blumen: le prime due consonanti tributano un dovuto omaggio alla lunga tradizione, la seconda parola ci ricorda la Trento asburgica, avamposto del mondo mitteleuropeo. "Naturalmente la 60

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Marta e nicola detassis presentano il loro elegante negozio di fiori di via torre verde a trento: un salotto colorato e profumato in cui i fiori sono i protagonisti assoluti si inaugura il 9 ottobre FD Blumen verrà inaugurato il prossimo 9 ottobre. A partire dalle 17, oltre che ammirare le composizioni floreali, si potranno degustare i prodotti gastronomici dell'azienda agricola Lutterotti di Ciago di Vezzano e i vini della cantina cilena Viña Falerna. cosa è molto gradita dai turisti germanici, specie in estate" affermano i titolari. Come è cambiato questo mestiere? "Soprattutto nella capacità di cogliere le tendenze" dice Nicola "apprendere quanto viene insegnato nei seminari e metterlo in pratica". Già, i seminari. Perché si fa presto a dire "fiorista". Ricercare è l'imperativo. Marta è sempre a caccia di fd blumen Via Torre Verde, 60 Tel. 0461.234478 fd STORE Via Rosmini, 108 Tel. 0461.262991 trento info@fioreriadetassis.it www.fioreriadetassis.it

nuove tendenze e ama tenersi aggiornata anche per capire le dinamiche del mercato e i gusti dei consumatori. Questo è un lavoro che parte dalla tradizione, ma è in continua evoluzione, con nuove strade da percorrere. Ad esempio? "Noi di Blumen siamo vicini ai gusti delle persone nei momenti felici o tristi della vita, proponendo sempre cose nuove. Ma la novità assoluta è il contract. Una nuova e innovativa formula di leasing per noleggiare allestimenti, vetrine, o quant'altro, personalizzato". Già, il noleggio della bellezza. Perché il fiore è la coreografia della nostra vita. Quando si regala un fiore si regala un'emozione impagabile e spesso indescrivibile. A tal

proposito, Nicola è pronto a sfatare un diffuso pregiudizio. "È sorprendente, ma la maggior parte dei nostri clienti sono molto giovani, forse perchè ci piace rivolgere al cliente qualche attenzione in più. La nostra filosofia è cercare di cogliere le richieste delle persone, traducendole in emozioni floreali uniche, da trasmettere a chi li riceverà. Questo comunicano le splendide composizioni e allestimenti di Blumen. Ma le sorprese non finiscono qui. Dall'altra parte della città, in via Rosmini, Nicola ha ideato FD Store, l'outlet del fiore, per differenziare saggiamente l'offerta: qualità del prodotto, ma fornitori diversi; niente confezione e prezzo decisamente più basso. ■

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sabato 9 16 23 e 30 ottobre il centro di Rovereto e i suoi negozi festeggiano l’autunno con menu di stagione nei ristoranti e musica nelle piazze.

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sacche oceaniche. Poco oltre le nuvole, il sole del solarium; immancabili sauna e bagno turco, che diventano – a richiesta – luoghi intimi, per intensificare il dolce abbandono. I massaggi sono rilassanti, drenanti, specifici per zona, parziali, totali, ayurvedici. Realizzati con le fragranze caraibiche, con le pietre laviche calde (hot sto-

ne therapie), con olio alla Fitomelanina , con tamponi caldi alle erbe (pindasweda) e con la torba vegetale. Tutti piacevolmente crepuscolari. Così, nella luce calda, lo stress svanisce, per incanto. Ma rimane il desiderio di lasciarsi cullare ancora in questo ancestrale sogno aromatico, in questo piccolo, nitido punto, nella mappa della città. ■

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di Nicola Tomasi

“S

e c’è una cosa inconcepibile è un’orchestra senza contrabbasso. Si può quasi dire che l’orchestra - siamo alla definizione - comincia a esistere soltanto quando c’è un contrabbasso. Ci sono orchestre senza primo violino, senza fiati, senza timpani e trombe, senza tutto. Ma non senza contrabbasso. Quello che voglio stabilire, è che il contrabbasso è di gran lunga lo strumento più importante dell’orchestra. Anche se non sembra.” Questo un passaggio significativo del monologo “Il Contrabbasso” scritto dal tedesco Patrick Süskind. Sarà questa storia surreale al centro dello spettacolo in programma sabato 16 ottobre al teatro di Martignano (inizio alle 20.30, ingresso gratuito). Una virtuosa commistione tra letteratura e musica a cui è stato posto come titolo “ConLaura Di Paolo, Riccardo Gadotti e Massimiliano Rizzoli

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l’amico panciuto il monologo "Il contrabbasso" al centro dello spettacolo letterario-musicale in programma sabato 16 ottobre al teatro di Martignano. Con il trio Gadotti, Rizzoli, Di Paolo certo grosso”, come grosso è lo strumento che sul palco di Martignano verrà suonato da Massimiliano Rizzoli, già nell’orchestra “Haydn”, collaboratore dell’Orchestra da Camera di Mantova, l’Orchestra Nazionale di Santa Cecilia di Roma, tanto per citarne solo un paio. A recitare, l’attore trentino Riccardo Gadotti, già noto per le sue interpretazioni ai Concerti della Domenica (“Il Cuoco di Mozart”, “Viva Rota... Viva Fellini”, “Puccini per sempre”, tutti di Pino Loperfido) di cui ricopre anche il ruolo di direttore artistico.

Al pianoforte Laura Di Paolo, nata a Roma, che ha svolto attività concertistica come solista e in formazioni da camera per varie associazioni musicali in Italia e all’estero riscuotendo ampi consensi di pubblico e di critica. Ha più volte collaborato con l’orchestra Haydn di Bolzano e Trento in qualità di pianista d’orchestra con direttori quali Otvos, Imig, Shao Chia Lu, Francis. Ha tenuto corsi di perfezionamento pianistico a Malta ed è attualmente titolare di una cattedra di pianoforte principale presso il Conservatorio F. A. Bonporti di Trento. Il contrabbasso è il monologo di un uomo mite e frustrato, che nella sua vita non ha lasciato spazio che alla musica e al suo strumento, il contrabbasso. Un racconto di solitudine e amarezza, ma anche di rivincita per chi non è mai stato sotto la luce dei riflettori. Come ha scritto Giulio Nascimbeni sul Corriere della Sera, in esso «c’è tutto Süskind: il gusto dell’assurdo che trasforma il contrabbasso in una figura femminile da abbracciare fra attrazione e disgusto. E l’ironia...» Alle parole del monologo si alterneranno il celebre Concerto n. 2 in si minore per contrabbasso e orchestra di Giovanni Bottesini e il divertimento concertante del grande Nino Rota. ■

patrick Süskind

P

atrick Süskind è nato nel 1949 ad Ambach, in Baviera. Ha vissuto a Monaco e a Parigi, prima di rifugiarsi in un paesino della Francia sud-occidentale. Dopo aver esordito proprio con il testo teatrale Il contrabbasso (scritto nel 1981 e pubblicato nel 1984), si è imposto all’attenzione della critica e del pubblico internazionali con il suo primo romanzo, Il profumo (1985), fenomeno letterario e caso editoriale tra i più rilevanti degli ultimi anni. In seguito ha pubblicato Il piccione (1987), Storia del signor Sommer (1991) e Ossessioni (che raccoglie «tre racconti e una riflessione» composti tra il 1975 e il 1985).


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è una musica che è sinonimo di allegria e di movimento, di partecipazione; una musica che ha il lezzo di concerti sudati, ma coinvolgenti, quelli in cui chi canta e chi ascolta si fondono in un corpo e un anima. Ammazza che pòpò di prologo per introdurre ai lettori di TrentinoMese il gruppo trentino dei Braskà: un manipolo di giovin suonatori guidati dal carismatico Bosso, una sorta di vulcano in eruzione a cui sono state applicate braccia e gambe. A supporto del Bosso, la voce del Cioma e poi i chitarristi Vasta, Cugi e il bassista Daniel. Subito davanti ai tamburi del Rockabito la sezione fiati, composta da Mister, Banana, Tromba e Paieta. La loro storia inizia nel 2001. Da allora sono trascorsi dieci anni pieni di viaggi, emozioni, feste e spettacoli dal vivo. Tra le tappe principali che hanno segnato il percorso della band ricordiamo il primo cd: "Specieprotetta" del 2006 (registrato al Gulliver Studio di Alex Carlin) e poi concerti con gruppi come Vallanzaska, Matrioska, Derozer e alcune esibizioni live all'estero. Comunque, se siamo qui a scri-

Quattro salti con i braskà è appena uscito, ancora fresco di stampa, il nuovo cd della band trentina, intitolato goliardicamente “Do colpi a la mora” verne è soprattutto perché è appena uscito, ancora fresco di stampa, il loro nuovo cd, intitolato goliardicamente “Do colpi a la mora”. Registrato e prodotto dallo Screen Studio di Trento, sotto la guida esperta di Elio Voltolini e Roberto Fondriest: una miscela esplosiva di ska, vibrazioni reggae, folk e punk rock. La fusione di questi elementi è la chiave che ha permesso alla Braskà Ska Band di distinguersi nel panorama locale e di avere un successo sempre maggiore. “Do colpi a la mora” contiene 11 brani, costruiti sulle trame di ritmi incalzanti e accattivanti contaminazioni stilistiche dove il levare è comunque onnipresente come la desinenza in "ska" della band. Canzoni travolgenti che raccontano storie fantasiose e

Tartar di salmone marinato, il suo caviale, rapa nera, spuma di Golden *** Tortelli al taleggio, crema di mais, aringa affumicata, sorbetto Granny Smith e sedano verde ***

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al tempo stesso verosimili, fatti veri e leggende metropolitane, brani ironici nei quali chi li ascolta si sente subito coinvolto, sia per la musica che invoglia al movimento, sia per i testi dove in molti si riconosceranno. I nuovi pezzi sono stati partoriti da dieci teste, ma una sola anima. L'album si apre omaggiando lo stile degli anni

50 sulle note di "So long baby, goodbye" per poi proseguire con pezzi inediti come le divertenti "Ciano l'urbano", "Transiberiana" e "Pidocchio". In scaletta la nuovissima canzone en bon trentin "El vecio col capel" che ha ispirato il titolo e la copertina di questo cd. Le danze si chiudono con la punkeggiante "Ominide verde". ■

Capocollo di maialino croccante, marmellata di mela cotogna, purea di sedano rapa *** Dialogo alla mela “mousse, crème brûlée, strudel” Prezzo del menù con i vini esclusi: Euro 34,00 Euro 45,00 con i vini abbinati

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i apre con il concerto dei “Mnozil Brass,” venerdì 1 ottobre, la seconda parte della Stagione di eventi proposti dalla Società Filarmonica di Trento. Una serie di appuntamenti nel segno della musica classica diventati un punto di riferimento imprescindibile a Trento per i tanti appassionati di queste sonorità senza tempo. L’attività dei Mnozil Brass è cominciata nel 1992 a Vienna nella taverna di Josef Mnozil: oggi il gruppo è presente nei maggiori circuiti concertistici di tutto il mondo con oltre 120 concerti all’anno. Nel loro ultimo show, Magic Moments, curato in ogni aspetto da un raffinato coreografo, gli Mnozil Brass emozionano ed incantano ancora una volta. Con arrangiamenti finemente cesellati e composizioni originali, la splendida intensità dei colori e dei timbri dei loro ottoni è pienamente dimostrata. Si assiste così piacevolmente alle loro due ore di performance, piene ed elettrizzanti, raffina-

magic moments Si apre con questo concerto dei Mnozil Brass, venerdì 1 ottobre, la seconda parte della Stagione di eventi proposti dalla Società Filarmonica di Trento te nella gestualità come nelle scelte delle musiche. Giovedì 14 sul palco della Filarmonica ci saranno i musicisti dell’Accademia Bizantina diretta da Ottavio Dantone con un programma di sala che prevede musiche di A. Corelli, G. F. Händel , F. Geminiani, A. Vivaldi. L’Accademia Bizantina nasce a Ravenna nel 1983, con l’intento di fare musica come un grande quartetto d’archi, con lo stesso impegno, partecipazione e soddisfazione collettiva. Oggi, come allora, col medesimo approccio cameristico, il grup-

po è interamente gestito dai propri componenti che, assieme, ne stabiliscono obiettivi e linee guida. Appuntamento particolare quello di venerdì 22 ottobre fra musica e teatro in “Se ami una cosa perché è bella. Gustav e Alma Mahler: amore e solitudine” con Maura Pettorruso e Paolo Maria Pilosio della Compagia Teatrale Oz accompagnati dai suoni di Marco Pierobon, tromba e Paolo Oreni, organo. Nel 1901 Gustav Mahler incontra Alma, una giovane musicista e poetessa. Se ne innamora perdutamente e,

nonostante i vent’anni di differenza, la sposa. Il loro amore, però, non è coronato da gioia e affetto. Negli stessi, travagliati anni, Mahler compone la Quinta sinfonia, della quale non sarà mai soddisfatto. Uno spettacolo in bilico tra parola e musica, tra altezze romantiche nei lieder e nella sinfonia, e bassezze umane e private. Marco Pierobon, già prima tromba nell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma e componente il Gomalan Brass Quintet, è uno dei virtuosi più grintosi e fantasiosi d’Europa. ■

omaggio a Liszt e chopin Il 19 ottobre, con l’ensemble zandonai, il pianista riccardo zadra e il violoncellista stefano guarino

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artedì 19 ottobre l’“Ensemble Zandonai” di Trento riprenderà la sua Stagione Concertistica 2010, in collaborazione con ITAS Assicurazioni, Società Filarmonica di Trento e Assessorato alla Cultura del Comune di Trento: il programma, presentato nella Sala Filarmonica di via Verdi a Trento, sarà interamente dedicato a due delle grandi personalità che animarono l’universo musicale parigino dell’800, legati da un rapporto di stima ed amicizia: Ferenc Liszt e Fryderyk Chopin (di cui ricorre quest’anno il 200° anniversario della nascita). Liszt sentì suonare per la prima volta Fryderyk Chopin il 26 febbraio 1832 a Parigi, nel primo concerto parigino del musicista polacco e, con la straordinaria generosità e curiosità intellettuale che gli era propria, gli aprì le porte della Parigi colta, divenendone il più grande amico e protettore. Protagonisti della serata cameristica nell’affiancare e confrontare queste due genialità compositive, Riccardo Zadra (pianoforte, Premio “Sydney International Piano Competition"), che sarà nel 2011 uno dei principali interpreti dell’ evento musicale dell’anno “Maratona Liszt”, in occasione del 200° anniversario della nascita, e Stefano Guarino (violoncello, Premio Internazionale “Valentino Bucchi” - Roma), recentemente nominato primo violoncello solista della Camerata Academica Salzburg.

Stefano Guarino

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Davide Cabassi

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a stagione 2010/11 dell’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento, la cinquantunesima dalla sua fondazione, a differenza delle precedenti, non è caratterizzata principalmente dalla continuazione dei cicli dedicati ai grandi autori sinfonici, ma dalla perlustrazione di un’area geograficoculturale che si potrebbe definire “Vienna e dintorni”, allargando molto a est, con alcune prospettive oblique. Infatti, in ben dieci programmi, sui quindici dei concerti in abbonamento, si presenteranno musiche di autori attivi a Vienna, e in otto concerti si eseguiranno compositori dell’est europeo. La scelta centrale di Vienna è obbligata, considerando il nome dell’istituzione e la dimensione del suo organico, plasmato sull’orchestra

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Signori, la musica! Si inaugura mercoledì 13 ottobre all’Auditorium S. Chiara la cinquantunesima Stagione sinfonica dell’Orchestra Haydn classica fondata da Haydn e confermata dalle scelte dei suoi eredi spirituali Mozart e Beethoven. L’“allargamento a est”, invece, conferma gli orientamenti di annate precedenti, in cui, per esempio, si era presentato un mini-ciclo Mozart-Brahms-Bartók diretto da Ola Rudner, o in cui si erano eseguite le tre ultime Sinfonie di Cajkovskij dirette da Gustav Kuhn. In attesa del completamento del ciclo, quest’anno sarà eseguita la Seconda di Cajkovskij, mentre Béla Bartók sarà presente con due dei suoi capolavori più significativi, la Musica per archi, percussioni e celesta e il monumentale Concerto for

orchestra del 1943. In questa stagione, così, accanto alla presenza consueta di Haydn, Mozart, Beethoven, Schubert e Brahms, si punta in particolare sulla Boemia e sulla Moravia, presentando non solo il Dvorák noto delle Sinfonie n. 8 e 9, ma anche una sua ouverture decisamente rara come quella per l’opera giovanile Vanda (1875/76), non solo lo Smetana della Moldava, ma il ciclo integrale di sei poemi sinfonici La mia patria, di cui essa costituisce il secondo pannello, e, già nella serata inaugurale, un’opera stimolante di Leos Janácek. Il suo Diario di uno scomparso (1914-17), un ciclo di canti per tenore solista, voci femminili e pianoforte, viene qui eseguito nell’orchestrazione di Gustav Kuhn, presentata già con successo a Parigi e in Giappone. Quanto ai solisti si presenta un’oculata miscela di musicisti stranieri (dalla star tedesca Karl Leister, già primo clarinetto dell’Orchestra Filarmonica di Berlino, al violinista francese Philippe Graffin, dal violoncellista svizzero Thomas Demenga ad alcune new entry come

Karl Leister

Janna Polyzoides e le due sorelle Rilling) e italiani, tra cui Davide Cabassi e il Trio di Parma, erede attuale dei due migliori trii italiani, il Trio di Trieste e il Trio di Bolzano, da tempo non più attivi. Sul podio della Haydn, oltre al direttore artistico Gustav Kuhn, saranno nuovamente presenti il giovanissimo thailandese Trisdee na Patalung, Rinaldo Alessandrini e Tito Ceccherini. Si segnalano i debutti di Andrea Battistoni, Daniele Giorgi e Stefano Ranzani, tre direttori italiani variamente attivi sulla scena nazionale, Scala compresa, e di David Danzmayr, alle prese con il complesso programma dello ■ Schubert riscritto.


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di Fabio De Santi

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entuno appuntamenti , da inizio ottobre a fine febbraio, per una serie di domeniche all’insegna della risata. Sono quelli proposti dalla rassegna comica “Punto.Cabaret” ospitata al Music.video.lounge “Ventuno. Uno” di Trento che dopo il successo dalla prima stagione, continua a dare spazio, unica nel capoluogo, alle esibizioni di giovani cabarettisti Carlo Bianchessi

Cesare Gallarini

risate al punto cabaret ventuno appuntamenti proposti dalla rassegna comica ospitata al Music.video. lounge “Ventuno.Uno” di Trento. Il via è previsto per domenica 3 ottobre è composto di undici comici confermati dall’anno scorso provenienti dal Zelig on the Road Lab, e nove nuovi comici professionisti provenienti dalle più note trasmissioni del settore (Zelig Off, Central Station e Colorado Cafè). Il calendario prevede di ospitare comici provenienti da Milano ad ottobre, Reggio Emilia e Bologna a novembre; Torino a dicembre. Spazio ad alcuni comici locali: Nicola Sordo,

Daniele Remondini, Gio Baldi e I Comic Soon. Ciliegina sulla torta, la partecipazione di Maurizio Lastrico la rivelazione di Zelig Circus 2010. Il voto del pubblico è un’altra novità: il comico che otterrà la media più alta sarà gradito ospite di una seconda serata a fine stagione. La Direzione Artistica propone anche appassionanti workshop a cadenza mensile di avvicinamento al cabaret condotti da professionisti del

comico. Menti della rassegna, come sottolineato, i Toni Marci – leggasi Franco, Gabriele e Marcello –, l’unico trio comico trentino, nato dall’unione di tre amici e dalla loro passione per la comicità. Questo il calendario di ottobre: domenica 3 ottobre Cesare Gallarini, 10 ottobre Carlo Bianchessi, 17 ottobre Roberto De Marchi, 24 ottobre Nicola Trocchia, 31 ottobre Giampiero ■ Sterpi.

una grande festa della patata sia trentini che provenienti da tutta la Penisola. A lanciare questa rassegna di cabaret il trio dei Toni Marci, che ne curano la direzione artistica e hanno trovato l’appoggio del gestore del locale Carlo Seneca. A presentare gli show proprio gli stessi Toni Marci affiancati, nei panni di vallette ufficiali delle serate, da alcune ragazze provenienti dalle selezioni del concorso di bellezza “La Bella d’Italia”, novità rosa della stagione. Per dare ancora più qualità al programma e assicurare serate esilaranti e uniche, il cast 2010/2011 72

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H

a alle spalle otto edizioni in continuo crescendo di successi l’appuntamento che costituisce il gioiello organizzativo di Ronzone. La festa della patata e dei sapori d’autunno rappresenta, come dice Saverio Springhetti, presidente della Pro Loco che la organizza con il Comune di Ronzone e le varie associazioni, “la ricorrenza che esalta il bene prezioso della nostra terra, la patata, appunto”. Il programma studiato dagli organizzatori prevede l’apertura sabato 2 ottobre con una novità serale, ovvero la cena nel tendone riscaldato alle 20 (ovviamente a base dello squisito tubero) cui farà seguito uno spettacolo con Loredana Cont. Mentre per domenica 3, dopo la tradizionale Messa di ringraziamento, la festa continuerà con il pranzo tipico, i vari mercatini delle pulci e degli espositori, la mostra di pittura di Daria Covi, l’apertura gratuita dei musei, l’estrazione della lotteria.


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di Antonia Dalpiaz

L’

apertura della Stagione di prosa di Trento 2010-2011 viene affidata quest'anno alla compagnia Familie Floz, diventata la beniamina dei trentini da quando ha fatto la sua prima apparizione qualche stagione fa, conquistando tutti grazie ad un teatro dove la parola viene sostituita dalla gestualità e dall'impiego di originali mascheroni che permettono agli artisti di interpretare più personaggi. La compagnia, fondata da Hajo Schuler e Markus Michalkowski è nata nel 1994 e ha iniziato come piccola formazione di attori mimi dell'Accademia Folkwang di Essen. Dal 2001 la loro sede è a Berlino. Il gruppo ama dare questa immagine di sé: “Una famiglia eterogenea e bizzarra che è venuta alla luce dal ventre buio della terra attraverso un profondo pozzo”. Un fatto curioso che si collega probabilmente alla loro prima residenza per le prove e gli spettacoli: la miniera in disuso “Hannover” a Bochum. Molte le tourneè internazionali e significativi i premi ottenuti con gli allestimenti di volta in volta proposti. A Trento i

familie Floz sul palcoscenico del teatro Sociale da giovedì 14 a domenica 17 ottobre questa compagnia, diventata da tempo la beniamina dei trentini... loro spettacoli sono stati tutti rappresentati: “Ristorante immortale”, “Hotel Paradiso”, “Teatro Delusio”, “Infinita”, quest'ultimo considerato il migliore per la grande capacità degli interpreti di raccontare la vita, attraverso i ricordi di quattro anziani, in una casa di riposo. Difficile non commuoversi nel confrontarsi con quelle maschere così “mobili”, capaci, incredibile a dirsi, di sorridere, arrabbiarsi, stupirsi. Come un canovaccio la maschera suggerisce non solo la forma ma anche il contenuto ed alla fine scatta la simbiosi attore-maschera, requisito fondamentale per collegare scena a platea. A loro dunque il privilegio di animare il palcoscenico del teatro Sociale da giovedì 14

a domenica 17 ottobre in prima nazionale con “Garage d’or” per la regia di Michael Vogel, con Paco Gonzales, Bjorn Leese, Benjamin Reber, Hajo Schuler (che ha realizzato le maschere). Come tutti i loro allestimenti, che presentano in stile agro-dolce la vita dell’uomo contemporaneo, fatta di malinconia, solitudine, ma anche di situazioni

comiche e sottilmente ironiche, “Garage D'or” narra la storia di quattro uomini che sognano di liberarsi di vecchi legami per crearne di nuovi e scelgono di vivere in un garage, che si trasforma in un porto dell’impossibile, dove tutto può accadere, in un alternarsi confuso di sogni e di memorie. In questa nuova messa in scena, l’utilizzo della maschera diventa ancora più incisivo, in quanto permette agli artisti di focalizzare l’attenzione del pubblico sulla sequenza degli eventi, aiutandolo ad interpretarne il significato attraverso i movimenti, le lunghe pause dove niente e tutto succede, in un collegamento profondo con l’universo interiore, commuovendo e facendo sorridere al tempo stesso. ■

2000-2010: Dieci anni di Altreterre

I

n occasione del decennale dalla fondazione il coro Altreterre di Vigo Meano, che da sempre si occupa di imparare e contribuire a diffondere brani corali di tradizione popolare dai cinque continenti, è orgoglioso di invitarvi alla propria doppia festa di compleanno con due appuntamenti importanti : Venerdì 8 ottobre, alle 20.30 alla Sala della Filarmonica a Trento il coro proporrà un repertorio interamente sudamericano, con canti dal Brasile, dal Messico, dal Nicaragua, dall’Argentina, da Cuba, in un tripudio di ritmi e di colori con gli strumenti più disparati. Ospiti speciali della serata il maestro brasiliano Marcelo Burigo, che si esibirà al pianoforte in trio con flauto e percussioni per un cocktail di brani dal sapore latino americano, e i volontari della Croce Rossa Italiana del Trentino, che ci racconteranno degli

interventi nel territorio di Haiti devastato dal terremoto e metteranno alla prova la nostra concreta generosità. Sabato 9 ottobre, alle 20 nella chiesa parrocchiale di Vigo Meano il coro celebrerà le proprie origini, con una messa missionaria tale e quale alla prima, animata nel lontano aprile del 2000 in suffragio di due frati cappuccini uccisi dalla guerriglia in Mozambico. Sarà l’occasione per riflettere sulla situazione africana, grazie alle parole di chi in Africa ci ha vissuto a lungo e grazie ai canti liturgici in kiswahili, zulu, shona, wolof e altri impronunciabili idiomi del Continente Nero. A seguire, tutti in palestra alle scuole elementari di Vigo Meano, per ulteriori assaggi musicali arricchiti stavolta dal gruppo italo-senegalese di percussioni e danze ImprontAfro e da un ricco buffet con bocconcini di pietanze di altre latitudini.

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trentinopanorama

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S

abato 30 ottobre sarà Paolo Hendel ad aprire la stagione del Teatro Valle dei Laghi organizzata da Fondazione Aida con i Comuni di Calavino, Cavedine, Lasino, Padergnone, Terlago, Vezzano ed in collaborazione con la Cassa Rurale Valle dei Laghi e e il patrocinio di APT Trento, Monte Bondone, Valle dei Laghi. Il grande teatro della comunità, simbolo della sinergia tra i sei comuni, alzerà il sipario per lo spettacolo “Il tempo delle susine verdi” un monologo sul tema dell’amore, che l’istrionico attore fiorentino affronta a tuttotondo tra favole rivisitate, versi immortali, invenzioni surreali e battute da osteria dove mescola Platone e Neruda, passando trasversalmente per Amedeo Minghi. Dell’attualità e dell’uomo, alle prese con i mille problemi di “manutenzione ordinaria”, non poteva non occuparsi il cinico e spietato Carcarlo Pravettoni, tra le maschere forse più famose plasmate

hendel apre in valle dei laghi Sabato 30 ottobre Paolo Hendel inaugura la stagione del Teatro Valle dei Laghi con «Il tempo delle susine verdi», l’ultimo one man show dell’istrionico cabarettista fiorentino, che affronta il tema dell’amore, tra favole rivisitate, versi immortali ed invenzioni surreali da Hendel a Mai dire gol. Ovvero l’industriale cinico e baro, che bene sa interpretare l’arroganza e l’ignoranza dilaganti dei nostri tempi. Recentemente nominato dal governo consulente speciale agli Affari Sporchi, Pravettoni si presenta come candidato sindaco in tutte le città italiane con le sue soluzioni estreme per risolvere i problemi del

paolo tomio a trento Negli spazi del Grand Hotel fino all'11 gennaio 2011

S

i intitola "Morfologie luminose" l'esposizione che l'artista Paolo Tomio inaugurerà il 2 ottobre presso gli spazi del Grand Hotel Trento. La ricerca di Paolo Tomio sviluppa le potenzialità delle tecnologie digitali per elaborare opere caratterizzate da forme derivanti dalla geometria. Il suo obiettivo è la raffigurazione di sistemi complessi, grazie ad uno studio accurato sulle metodologie della creazioneprogettazione artistica nel solco della riproducibilità tecnica dell’opera d’arte. Da questi presupposti nasce il ciclo Morfogenesi luminose: forme astratte che crescono nello spazio, spesso lo debordano, in modo spontaneo e imprevedibile. Per certi aspetti queste forme fluttuanti o sospese nello spazio, delimitate da linee sinuose, nell’apparente ordine,

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momento. A fare da contrappunto al delirante sproloquio di Carcarlo Pravettoni, saranno le musiche eseguite live dall’autore Ranieri Sessa alla chitarra. Per i ragazzi si segnala Pierino e il lupo in programma domenica 17 ottobre alle 16.30. Lo spettacolo di Fondazione Aida è liberamente ispirato alla favola musicale di

Sergej Prokofev e racconta la storia di tre attori pasticcioni che mettono in scena, o per meglio dire cercano di farlo, la ben nota favola musicale di Sergej Prokofiev. La voce narrante dello spettacolo, “il Grande Narratore “, è quella di Dario Fo che, con il suo genio teatrale, rivisita la favola originale ridonandole una nuova giovinezza. ■

a volte decorativo, in altre plastico, sono frutto del fluire spontaneo e magico della creatività. Tomio è affascinato dal gioco imprevedibile della forma e del colore che nel caos prende consistenza di un sistema esplorato nel rappresentare il rapporto tra spazio-luce. Se da una parte la pratica di architetto lo induce all’uso sapiente del tratto, inseguendo una concezione architettonica-geometrica nel definire in modo chiaro le forme, dall’altra l’istinto creativo lo porta a scegliere e abbinare colori cangianti come espressione di una libertà e casualità solo apparente. La mostra resterà aperta fino all'11 gennaio 2011.


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di Nicola Tomasi

U

n corso di scrittura diverso, lontano dagli usuali canoni usati dalle numerose scuole di scrittura oramai diffuse capillarmente sul territorio italiano. Anzi, non lo si può nemmeno definire “corso” o “seminario”; meglio sarebbe “incontro”. Insomma, l’occasione di trascorrere tre giornate con gente che con la scrittura c’ha a che fare tutti i santi giorni: per ragioni lavorative, artistiche e professionali. Questa l’idea che sta alla base di “IoScrivoTuscrivi”, incontri di scrittura creativa, il cui titolo si rifà ad una vecchia trasmissione tv condotta da Dacia Maraini. Ad organizzare la tre giorni, l’associazione Banana Enterprise in collaborazione con Arte Sella, Spazi Livio Rossi, Edizioni Curcu & Genovese, Mobydick Scritture, nell’ambito dei Piano Giovani di Zona 2010 della Bassa Valsugana e Tesino. Docenti d’eccezione saranno il torinese Davide Longo, già docente alla Scuola Holden di Alessandro Baricco, autore di romanzi di successo come (“L’uomo verticaDavide Longo

io scrivo tu scrivi tre giornate di corso e un trekking letterario per apprendere i segreti della scrittura, scrivere un racconto e metterlo in un libro... In val di sella con Davide Longo e pino loperfido le” e “Il mangiatore di pietre”) e Pino Loperfido, autore trentino conosciuto soprattutto per il longseller “Teroldego” e per il recente, pluripremiato romanzo “Le meccaniche dell’infelicità”. IoScrivoTuscrivi si svilupperà su tre sabati – 9 ottobre, 6 e 12 novembre – e si svolgerà tra la Val di Sella e lo Spazio Rossi di Borgo Valsugana. Il primo sabato, Pino Loperfido, spiegherà agli allievi come affrontare la redazione di un racconto, i trucchi da usare, le modalità di cui non si può fare assolutamente a meno. Quindi, gli allievi saranno chiamati a concepire una scaletta e redigere un incipit per il “loro” racconto. Il secondo

incontro con Loperfido, infatti, il 12 novembre, sarà dedicato alla lettura e all’editing dei pezzi prodotti nel frattempo dai partecipanti al corso. Un lavoro non fine a se stesso in quanto tutti i racconti che nasceranno allo Spazio Rossi verranno raccolti gratuitamente in un libro edito dalla casa editrice Curcu & Genovese. Spazio a Davide Longo, invece, sabato 6 novembre, con un innovativo “trekking letterario” che si snoderà lungo il celebre percorso di Arte Sella, nella Valle omonima. Tema del corso – come si legge nel manifesto – sarà “l’inquinamento: culturale, sociale, ambientale. Contro la spazzatura comunicativa che ci asse-

dia e produce assuefazione. Contro l’appiattimento comunicativo dei mass media. Contro la pioggia di cultura acida che ci obnubila la mente. Per anni abbiamo respirato gas letali, ingurgitato ogni cosa ci venisse propinata. Imbratteremo i nostri fogli bianchi con l’inchiostro nero, allegorico veleno.” Ogni giornata avrà la durata di 6 ore (9-12/14-17). È chiesto un contributo spese complessivo di Euro 50,00. Il numero di partecipanti ammesso è 25. Il trekking è aperto a tutti: il costo per i non partecipanti al corso è di 10 euro (inclusivo del biglietto di Arte Sella). Info e iscrizioni: stefano.bellumat@gmail.com Cell.: 348 3535504. ■

Luciana grillo al barycentro

I

l suo "Costruire letteratura con mani di donna" ha raggiunto recentemente la seconda edizione. Quello di Luciana Grillo è un testo dedicato a chi vuole incontrare un mondo letterario spesso lasciato nell’ombra, il mondo delle autrici che, nel corso del ‘900, hanno avuto la possibilità – spesso affrontando e superando non poche difficoltà – di pubblicare i loro scritti. Si tratta di autrici molto note o del tutto sconosciute, autrici che si sono rifugiate all’ombra di uno pseudonimo e altre che invece hanno ricevuto riconoscimenti ufficiali. La scelta è stata guidata essenzialmente dal gusto personale di Luciana Grillo, ed è stata realizzata in assoluta libertà. C’è un filo conduttore che accompagna le scrittrici: è il concetto di famiglia che in ciascun romanzo citato ci mostra quanto questa istituzione sia fondamentale per le donne e quanto sia cambiata di anno in anno. L'autrice presenterà il libro al Barycentro, Piazza Venezia a Trento, venerdì 29 ottobre alle 20. 78

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È alla ricerca di una cornice molto speciale per il suo evento?

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trentinomostre

L’universo di salvo è sempre a colori

S

embrerebbero fotografie quelle che il tedesco

Heribert Ottersbach (Colonia, 1960) espone in questo periodo, e per la prima volta,

ad Arco, a Palazzo Panni, a cura di Giovanna Nicoletti, all’interno del progetto Mag. In realtà sono immagini che appaiono come inquadrature fotografiche fisse e la pittura interviene a ricoprire le superfici e a definire profili e contorni degli elementi. In questo modo l’esito è una sorta di opera a metà strada tra oggettività e soggettività

Macro-puntinismo

N

el presentare la mostra inaugurata in questi giorni, al Circolo Culturale Le Mura di Trento, si resta piacevolmente perplessi nel cercare una catalogazione precisa della corrente artistica alla quale s’ispira l’artista, Karla Klaser. La stessa Klaser si autodefinisce “un’improbabile puntinista”. Possiamo ulteriormente precisare che si tratta di Macro-Puntinismo. Non so se tale definizione, nell’Oceano di termini coniati in campo artistico, esiste già. Se non lo è, onore al merito dell’artista quale antesignana di tale corrente. Energiche pennellate di colori puri, acrilico su tela, danno un effetto sgranato all’immagine, quasi sempre un volto di donna o di adolescente. Possiamo dire che si tratta di puntinismo visto al microscopio. Le pennellate creano volume, atmosfera, obbligano a mettere a fuoco l’immagine e fanno riflettere. L’espressione dei volti, sovente un po’ triste, contrasta con la vivace tavolozza dei colori usati. Il risultato, nel complesso, è piacevole, denota lo sforzo dell’artista nella ricerca di un personale modo d’esprimersi. Penso che la tecnica usata potrebbe dare ottimi risultati anche in nature morte e paesaggi. La Klaser, nata a Zagabria, nel 1977, abita a Borgo Valsugana e lavora a Trento. Ha preso parte, negli ultimi anni, a diverse mostre personali e collettive, anche all’estero. Fabio Oss

delegando al segno e alla materia la capacità di stemperare e rendere tutto evanescente. Il ciclo di opere che Ottersbach ha portato ad Arco è legato al tema delle “Piazze”. Ma la piazza per lui non è soltanto un mero luogo d’incontro, aperto e al contempo chiuso. La piazza è intesa come paesaggio, un paesaggio che l’artista disgrega per lasciare spazio ad un altrove in cui la natura diviene qualcosa d’altro. Infatti, se riusciamo a cogliere nella sua interezza ogni piazza che si rispetti, possiamo vedere una stretta connessione tra strutture urbane,

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persone che vi

sua immediatezza minimale ovvero rinunciando quasi

transitano, l’aspetto

totalmente al colore: il cromatismo si costruisce su toni

vegetale che non è

di grigio e ocra che sembrano allontanare l’evidenza e la

soltanto ornamento

possibilità di un’esperienza veritiera con il soggetto della

ma talvolta è parte

rappresentazione. Scartando quindi l’ipotesi oggettiva

integrante della vita

rimane il coinvolgimento emozionale. Interessante che i

stessa della piazza.

soggetti di Ottersbach siano tratti non direttamente dal

Per ottenere questo

quotidiano ma da un archivio del quotidiano: fotografie

impasto totalizzante

scattate dallo stesso autore, ma più spesso rinvenute nei

Ottersbach usa

più diversi contesti. La realtà «vera» è fittizia e, al suo

la pittura e il

posto, diventa reale quella artificiale del computer; ovvero,

disegno nella

la realtà è illusione e reale è ciò che l’artista crea, anche se


trentinomostre ciò avviene a posteriori. Ottersbach scansiona le immagini e le trasforma al computer, portando sulla tela o sulla carta la pixel-pennellata che lo schermo restituisce come frammento della visione. La realtà, dunque, è non solo fotografata ma radiografata, alla ricerca della sua essenza, della sua parte interiore più segreta e intima. La mostra chiude il 14 novembre.

È invece un felice ritorno quello dell’artista Salvo allo Studio d’arte Raffaelli di Trento. Si inaugura giovedì 14 ottobre alle ore 18.30 – chiude il 4 dicembre – una trentina di lavori, tra dipinti ad olio su tela e su carta racchiusi sotto il titolo di “Universo

a colori”. Sono le sue

opere consuete, fatte di una figurazione cromaticamente esplosiva, di un segno forte ed evidente. Sono incursioni a metà strada tra l’immediatezza di ciò che vede e la memoria, il ricordo, il tutto mediato da un approccio quasi fanciullesco onde evitare accademie e stilemi altrui. I suoi quadri sono il frutto di un’attenta osservazione e non intendono mai narrare delle storie; essi si concentrano sulla vita quotidiana. Ecco allora che i titoli di taluni dipinti aiutano a collocare il momento creativo sia dal punto di vista cronologico sia dal punto di vista spaziale e geografico. La mostra nasce dunque dall’intento di presentare questo incantevole universo, apparentemente così semplice ed ingenuo, ma in realtà frutto di una raffinata capacità di cogliere gli effetti della costruzione plastica, della felicità cromatica e dell’incanto luminoso. Come il bambino che vive una dimensione ludica e totale in cui tutto è onnipresente e straordinario, Salvo si affaccia alla realtà con il medesimo approccio olistico in cui ciascun elemento partecipa della stessa complessità del tutto. E, come gli antichi, Salvo ci ricorda che la natura è comunque sempre magica e misteriosa e che certe volte basta soltanto fermarsi a contemplarla per coglierne gli aspetti più reconditi, inusuali.

Aldeno Fiere mondomerlot Apertura: da venerdì 22 a domenica 24 ottobre. Teatro Comunale - 11a edizione della Mostra dei Merlot d’Italia che offre un ricco calendario di appuntamenti di grande richiamo ed interesse e vedrà la partecipazione di importanti operatori del settore, tecnici ed opinion maker. Tel. 0461 842523 - info@mondomerlot.it.

Arco Mostre Heribert Ottersbach Piazze Apertura: da sabato 11 settembre a domenica 14 novembre. Palazzo dei Panni - La pittura dell’autore mette in rilievo immagini che appaiono come inquadrature fotografiche fisse assolutamente stabili nella composizione, costruita quasi come una architettura. Info: 0464.583653 - 0464.573869 www.galleriacivinca-arco.it - galleriacivica@comune.arco.tn.it - museo@comune.rivadelgarda.tn.it. Mostre Piazze Apertura: da sabato 11 settembre a domenica 14 novembre. Palazzo dei Panni - Galleria civica G. Segantini. A cura di Giovanna Nicoletti. Heribert C. Ottersbach 000.

Calliano Mercati mercatino delle pulci e delle cose antiche Ogni quarto sabato del mese. Piazza Italia e via A. Valentini. Dalle 7.30 alle 18.

Canale di Tenno Mostre L’ambiente ritrovato Apertura: da domenica 29 agosto a domenica 10 ottobre. Mostra alla scoperta del paesaggio locale. Info: Tel. 0464.532255 - www.gardatrentino.it - info@gardatrentino.it.

Comano Terme Mostre ANNA MARIA TARGHER: Art ness Apertura: da mercoledì 26 maggio 2010 a domenica 16 gennaio 2011. Grand Hotel Terme - Con questa esposizione Annamaria Targher sembra indagare il nesso tra le strutture preposte a determinate azioni e la capacità d’interpretazione delle stesse da parte dell’arte, se non (più in generale) l’interesse normale e ascritto dell’arte per la vita dell’uomo, il suo svolgimento, i ritmi: veri e propri rituali. A cura di Hans Jörg Gruber. Dalle 15 alle 19. Info: Tel. 0465 701421 - info@ ghtcomano.it - www.annamariatargher.it.

Drena Mostre Castello di Drena Mostra permanente. Mostra permanente di reperti archeologici. Mostre I bambini di Chimbel Apertura: da venerdì 1 a domenica 31 ottobre. Castello - Officina del sorriso. Ore 20.45. Tel. 0464 554444 - info@gardatrentino.it.

Fai della Paganella Mostre La natura dell’arte Apertura: da sabato 7 agosto a sabato 9 ottobre. ALP & WELLNESS SPORT HOTEL PANORAMA via Carletti 6 - opere degli scultori Johann Nortje e Pietro Weber omaggio alla carriera dell’artista trentina Annamaria Gelmi - ALTRE OPERE ESPOSTE DI Collettivo Raudì, Tatiana Festi, Antonio Ievolella, Bruno Lucchi, Valentina Miorandi, Chiara Tagliazucchi - Fuggire la tradizione di porre l’arte sopra un piedistallo e la moderna tendenza di fare degli alberghi vere e proprie gallerie. Organizza Arte Boccanera Contemporanea. Dalle 9 alle 19. Info: Tel. 0461.583134 arteboccanera@gmail.com.

Lasino Mostre Superficievolume Apertura: da venerdì 1 a domenica 10 ottobre. Villa Ciani Bassetti - L’officina dei sensi - Cantoni d’artista, a cura di Fiorenzo Degasperi. Ven/Dom dalle 16.30 alle 18.30. Info: Tel. 0461.864400 - info@valledeilaghiturismo.it.

Luserna Mostre antichi giocattoli delle Dolomiti Apertura: da lunedì 5 aprile a martedì 2 novembre. Centro Documentazione - Mostra annuale dedicata al tema dei giocattoli in legno delle vallate dolomitiche... Si tratta di un’esposizione incantevole che Vi condurrà in un affascinante viaggio tra i divertimenti dei bimbi di un tempo. Dalle 10 alle 12 e dalle 14.30 alle 17.30. Chiuso il lunedì. Per info: luserna@tin.it - www.lusern.it - Tel. 0464-789638.

Marter di Roncegno Mostre Mail-Art Spaventapasseri Apertura: da sabato 24 luglio a sabato 30 ottobre. Mulino Angeli - Oltre di 280 artisti da tutto il mondo, 31 nazioni, 3 accademie di Belle Arti, con la partecipazione di oltre 140 bambini di 9 classi del territorio nazionale. Si chiama Mail-Art, ovvero arte che viaggia per posta. È questa la sua caratteristica principale, potere espor-

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trentinomostre re in qualsiasi parte del globo con la sola spesa di un francobollo. E da tutto il mondo sono arrivati in Valsugana dipinti, collage, cartoline, sculture. Dalle 14 alle 18. Chiuso lunedì. Info: www.lacasadeglispaventapasseri.net.

Nago Mostre Mnemosine Apertura: fino a domenica 3 ottobre. Forte Superiore - Mostra fotografica: Luca Chiste’, Fabio Maione, Olaf Kreisnen, Luca Cazzanelli. Ore 20.45. Tel. 0464 554444 - info@gardatrentino.it. Mostre Rabdomanti Apertura: da sabato 9 a lunedì 25 ottobre. Forte Superiore - Un’indagine territoriale. Mostra del Fotogramma. Ore 20.45. Tel. 0464 554444 - info@gardatrentino.it.

Pergine Valsugana Fiere Festa della Zucca Apertura: da sabato 16 a domenica 17 ottobre. Parco Tre Castagni - Vera regina della festa: ecco a voi la Zucca. Esposizione di zucche, concorsi per la più pesante, lunga o strana, per la più bella e la meglio intagliata o decorata e degustazione di piatti, di vivande e di dolci esclusivamente a base di zucca. Laboratori creativi per grandi e piccini, spettacoli nuovi ed originali e ancora zucca e bellezza e allora se ne vedranno di sorprese. Tel: 0461 706824 - 0461 496123. Mostre Carlo Ciussi: Quadratura del cerchio Apertura: da sabato 17 aprile a domenica 7 novembre. Castel Pergine - Mostra di sculture. Mar/ Dom dalle 10 alle 22. Lun dalle 17 alle 22. Info: Tel. 0461 531158 - www.castelpergine.it - verena@ castelpergine.it.

Piedicastello Mostre STORICAMENTE ABC Mostra permanente. Galleria di Piedicastello - Le Gallerie di Piedicastello riaprono al pubblico con un percorso espositivo attraverso il quale si racconta la storia del Trentino e delle sue comunità con linguaggi diversi e originali. Dalle 9 alle 18. Chiuso il lunedì. Info: Tel. 0461-230482 - www.museostorico.tn.it.

Povo Mostre CIRCA DIEM Apertura: da giovedì 22 aprile a venerdì 29 ottobre. The Micorsoft Research - Università di Trento Piazza Manci 17. Mostra di Monica Condini(Monique, fotografa professionista specializzata in fo-

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to di spettacolo), Annalisa Filippi (le traccie della sua graffite, portano all’astrazione pura) e Sonia Lunardelli (operazioni estetiche saldamente ancorate al mondo animale, arte contemporanea). Dalle 9 alle 12.30 e dalle 14 alle 17. Info: Tel. 0461 282811 - www. moniquefoto.it - www.annalisafilippi.it - www.sonialunardelli.it.

Riva del Garda Mostre Olivi a confronto Apertura: da giovedì 25 marzo a venerdì 29 ottobre. Villino Campi - Edizione 2010 della mostra itinerante. Info: Tel. 0464.554444 info@gardatrentino.it - www.gardatrentino.it. Mostre Storia: il lago, gli uomini, i tempi Apertura: da sabato 27 marzo a lunedì 1 novembre. Museo La Rocca - Testimonianze figurative tra il XIV e il XIX secolo - Archeologia dell’Alto Garda. Info: Tel. 0464.554444 - info@gardatrentino. it - www.gardatrentino.it. Mostre Testimonianze figurative tra il XIV e il XIX secolo Apertura: fino a lunedì 1 novembre. Museo La Rocca - Archeologia dell’Alto Garda - Storia: il lago, gli uomini, i tempi. Alle 21. Info: Tel. 0464 554444 - info@gardatrentino.it - www.gardatrentino.it. Mostre Percorrendo i Forti dell’Alto Garda Apertura: da venerdì 25 giugno a venerdì 31 dicembre. MAG Progetto Museo dell’Alto Garda. Info: Tel. 0464 554444 - info@gardatrentino. it - www.gardatrentino.it. Mostre La vie delle anime Apertura: da venerdì 9 luglio a lunedì 1 novembre. Museo - Attraverso la rappresantazione dei reperti di due importanti aree cimiteriali in loc. Baltera e S. Cassiano e databili fra il I e il IV sec. d.C. si propone al visitatore il tema della morte e il diverso atteggiamento dell’uomo antico di fronte ad essa. Info: 0464.583653 - 0464.573869 www.galleriacivinca-arco.it - galleriacivica@comune.arco.tn.it - museo@comune.rivadelgarda.tn.it.

Rovereto Mercati Naturalmente bio 3 domenica. Azienda agricola sperimentale Navesel - Il 2 e 3 ottobre torna per il terzo anno consecutivo la festa provinciale dedicata alla promozione dell’ecologia e della bioagricoltura. Si inizia sabato con la proiezione di “Food, Inc.” candidato agli Oscar 2010 come miglior documetario,

Coral torrents espone alla btb

L

o scorso 29 settembre a Palazzo Bassetti, storica sede della Banca di Trento e Bolzano in Via Mantova 19 a Trento, è stata inaugurata la personale di pittura di Coral Torrents. La mostra Senzaluna raccoglie alcuni quadri scelti tra due diversi cicli pittorici accomunati da un soggetto principale, le profondità celesti, ma che si discostano per quanto riguarda l'ampiezza dello sguardo e la conseguente riflessione. Alcune di queste opere sono state recentemente esposte a Madrid, Bologna e Basilea. Il ciclo “Tutte le mattine del mondo” mostra l'aspetto più fragile ed umano della speculazione dell'artista, gli occhi sono quelli concreti di chi osserva con meraviglia immutata l'eterno svolgersi dei giorni, degli anni e delle piccole vite che sotto il cielo scorrono così impetuose eppure così labili. È lo sguardo dei piedi per terra e della mente altrove. Il ciclo dei Cosmi, che Coral Torrents porta avanti da molto tempo con grande successo di critica, squarcia invece le nubi della pochezza umana, osserva con sguardo mai banale e si interroga su quell'oltre che con la sua immensità, al contempo, ci attrae e ci respinge. La mostra resterà aperta fino al 13 ottobre 2010 con questi orari: dal lunedì al venerdì dalle 8.15 alle 13.15 e dalle 14.35 alle 16.05. Coral Torrents nasce a Saragozza (Spagna) dove consegue la laurea in Studi Sociali. Dal 1985 vive a Trento ed è proprio nel capoluogo che si avvicina alle arti visuali cominciando con una tecnica su vetro che già nel '800 usava la sua bisnonna. Vittorio Sgarbi ha detto di lei “...rivela un talento singolare, si potrebbe dire eccentrico… per lei la tavola appare sempre troppo piccola per rappresentare la sua idea d' infinito..” “...un macrocosmo di questa natura può quindi essere percosso solo da un gesto abile e comunicativo, perseguito dalla mano sicura di una pittrice che conosce le potenzialità di significato degli stacchi tonali e delle macchie di luce”.


trentinomostre e con il convegno “Ben-Essere in tavola” sui vantaggi per la salute e per l’ambiente di una dieta a base di prodotti bio. Dalle 10 alle 18. Info: tel. 0461-216000 - www.visitrovereto.it. Mostre Casa Depero Apertura: da sabato 17 gennaio 2009 a venerdì 31 dicembre 2010. Via Portici 38. Casa d’Arte Futurista Depero, il primo e unico museo futurista d’Italia, nato da una originalissima visione di Fortunato Depero negli anni Cinquanta del ‘900. Mostra permanente. Mart/ Dom 10-18. Lunedì chiuso. Info: 800-397760 / 0464-431813. Mostre OPERE DI FORTUNATO DEPERO Mostra permanente. Mart - Rovereto, Corso Bettini, 43. Dalle 10 alle 18. Chiuso il lunedì. Info: Tel. 0464 438887. Mostre LE COLLEZIONI. DAL DATO AL PENSATO Mostra permanente. MUSEO CIVICO, Borgo Santa Caterina. Dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18. Lunedì chiuso. Info: Tel. 0464-439055. Mostre l’ora blu Apertura: da venerdì 19 marzo a venerdì 31 dicembre. MUSEO CIVICO, Borgo Santa Caterina - Il racconto degli insetti, mostra temporanea. Dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18. Lunedì chiuso. Info: Tel. 0464-439055. Mostre Tendenze e controtendenze Apertura: fino a venerdì 31 dicembre. Mart - ll nuovo allestimento della Collezione Permanente del Mart, curato da Gabriella Belli e visibile a partire dal 20 aprile 2010, riprende idealmente le mosse dal precedente percorso in titolato “Aniconica. Astrazione, segno, gesto e materia dagli anni Cinquanta ad oggi”, e si spinge fino alle ricerche più attuali della scena contemporanea internazionale, presentando una serie di opere di recente acquisizione. Mar/Dom dalle 10 alle 18. Ven dalle 10 alle 21. Lunedì chiuso. Info: www.mart.trento.it. Mostre MENDINI - DEPERO Apertura: da sabato 8 maggio a domenica 17 ottobre. MART, corso Bettini 43. Dalle 10 alle 18. Chiuso il lunedì. Info: Tel. 0464452253. Mostre Tòs - Reliquie a colori Apertura: da lunedì 18 ottobre a sabato 6 novembre. Biblioteca Civica: mostra a cura di Duccio Dogheria. Prima mostra di Tos, eppure non siamo di fronte a un giovane, imberbe artista: si pen-

si che le sue prime opere risalgono alla metà degli anni Sessanta. Lun-sab 9-22, dom 9-13. Mostre Paesaggi di guerra Apertura: fino al 31 ottobre. Museo Storico Italiano della Guerra, Castello di Rovereto. Il Trentino alla fine della Prima guerra mondiale Vallagarina. info@museodellaguerra.it. Tel. 0464.438100.

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Trento Fiere Fa’ la cosa giusta! Apertura: da sabato 30 ottobre a lunedì 1 novembre. Padiglioni Trento Fiere, via Briamasco. 6a edizione della Fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili che proporrà anche quest’anno le soluzioni per tutte le famiglie e i consumatori che prendono in considerazione le conseguenze ambientali e sociali dei loro acquisti. Negli stand si potranno trovare prodotti biologici, stand gastronomici, offerte e prodotti di associazioni del terzo settore e informazioni su come ridurre l’impatto ambientale del proprio stile di vita. Ven: 14.30-18.30, Sab e dom: 9-19. Info: tel. 0461.261644. Mercati mercatino dei gaudenti Apertura: fino a venerdì 31 dicembre. Ogni secondo sabato del mese. Piazza Garzetti. Mercatino che propone oggetti usati, bigiotteria, libri e fumetti, collezionismo, artigianato hobbistico, creazioni artistiche, chincaglieria, curiosità.. Dalle 8 alle 17. Info: Tel. 800.017615.

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Mostre Icone russe Ogni secondo venerdì del mese. Cappella ecumenica di via Alfieri 13. Organizza il Gruppo “Amici di Padre Nilo”, costituitosi in ricordo di don Ezio Cadonna, spentosi a Trento nel 1997 dopo un’esistenza al servizio del dialogo ecumenico tra le chiese d’oriente e d’occidente, anche attraverso l’iconografia. Orario: 15-19, ingresso libero. Info: tel. 0461-891320. Mostre Sulle ali dorate Mostra permanente. Castello del Buonconsiglio - Capolavori dalla collezione di scultura lignea del Castello del Buonconsiglio. Dalle 9.30 alle 17. Chiuso il lunedì. Info: Tel. 0461-492840/233770 www.buonconsiglio.it. Mostre maestri trentini tra ‘800 e ‘900 Mostra permanente. Palazzo delle Albere - Collezione permanente del XIX secolo - Il Mart di Trento presenta la collezione permanente con le opere dell’Ottocento e inizio Novecento. Dalle 10 alle 18. Chiuso il lunedì. Info: Tel.

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tmottobre


LE NOSTRE TRADIZIONI

la brenta La brenta (conzàl, congiàl, gondale, mesura) è un recipiente a doghe di forma troncoconica irregolare, che un tempo si usava nel vigneto per pigiare con l’ammostatoio (mostadór, pilón) l’uva appena raccolta. Si rompono così gli acini e fuoriesce il mosto. L’uva pigiata (graspà, brascà) veniva poi versata nel grande tino di raccolta posto sul

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carro vendemmiale per il trasporto alla cantina. La brenta si porta sulle spalle per mezzo di due cinghie (spalazi). Il contadino ne versava il contenuto piegando in avanti o di lato la schiena. Veniva usata anche come unità di misura per il vino (corrisponde a circa 55 litri).

Museo degli E LA STORIA CONTINUA...

USI E COSTUMI

DELLA GENTE TRENTINA

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trentinomostre 0461/234860 - 800/397760 - www. mart.trento.it. Mostre Sezione archeologica e Lapidario Mostra permanente. Castello del Buonconsiglio - La sezione delle collezioni della preistoria, romanità e Alto Medioevo e il lapidario con le iscrizioni romane. Dalle 9.30 alle 17. Chiuso il lunedì. Info: Tel. 0461-492840/233770 - www. buonconsiglio.it. Mostre da hayez a boccioni Mostra permanente. MartTrento, Palazzo delle Albere - “Collezione permanente del XIX secolo”.Dalle 10 alle 18. Chiuso il lunedì. Info: Tel. 0461.234860. Mostre florenzo galaverna Mostra permanente. Atelier d’arte “La Nicchia”, via Manci 67. Mostre VELIVOLI STORICI Mostra permanente. Museo dell’Aeronautica Gianni Caproni - Prestigiosa collezione permanente di 23 velivoli storici, nove dei quali unici al mondo. Dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18. Chiuso il lunedì. Info: Tel. 0461-270311 - www. mtsn.tn.it. Mostre TRIDENTVM. LA CITTÀ SOTTERRANEA Mostra permanente. Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas - Piazza C. Battisti. Nel sottosuolo del centro storico di Trento vive l’antica Tridentum romana. Con visione in 3D del video multimediale “Dentro Trento”,viaggio tridimensionale a ritroso nel tempo. Dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17.30. Chiuso il lunedì. Info: Tel. 0461 230171 - www.trentinocultura.net/archeologia.asp. Mostre collezioni permanenti Mostra permanente. Museo Diocesano Tridentino - Palazzo Pretorio - Le collezioni permanenti sono state riallestite con alcune interessanti variazioni al tradizionale percorso espositivo e arricchite con l’opera il “Sacrificio di Gedeone” di Francesco Fontebasso (Venezia 1707 - 1769). Il dipinto trafugato nel 1978 dalla Chiesa dei Santi Pietro e Andrea di Povo e ritrovato solamente nel 1995, è entrato ora a far parte delle raccolte del Museo Diocesano Tridentino. Dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18. Info: Tel. 0461-234419 - press. diocesanotridentino@gmail.com. Mostre L’avventura del vetro Apertura: da sabato 26 giugno a domenica 7 novembre. Castello del Buonconsiglio - dal Rinascimento al Novecento tra Venezia e mondi lontani - Capolavori rina-

scimentali dai musei veneziani, un carico di perle e vetri cinquecenteschi recuperati nei fondali marini croati, affascinanti collane di perle vitree destinate al mercato africano, ed ancora il flauto in vetro di Napoleone,sono solo alcuni dei magnifici oggetti che si potranno ammirare in mostra. Info: Tel. 0461 492803 - press@buonconsiglio.it - www.buonconsiglio.it. Mostre Remo Wolf Apertura: da sabato 3 luglio a lunedì 8 novembre. Museo Diocesano Tridentino, Piazza Duomo 18 - mostra “La mia arte io la chiamo mestiere”. A poco più di un anno dalla morte, il Museo Diocesano Tridentino, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Trento, dedica all’artista (1912 - 2009) una grande mostra intesa a ricostruire quel percorso umano e artistico che lo ha visto tra i maggiori protagonisti dell’arte incisoria del secolo scorso. Dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18. Chiuso il martedì, il 15/8 e l’1/11. Info: Tel. 0461/234419 museodiocesano@iol.it - www. museodiocesanotridentino.it. Mostre Coral Torrents Senzaluna Apertura: da mercoledì 29 settembre a mercoledì 13 ottobre. Palazzo Bassetti, sede della Banca di Trento e Bolzano in Via Mantova 19: mostra che raccoglie alcuni quadri scelti tra due diversi cicli pittorici accomunati da un soggetto principale, le profondità celesti, ma che si discostano per quanto riguarda l’ampiezza dello sguardo e la conseguente riflessione. Alcune di queste opere sono state recentemente esposte a Madrid, Bologna e Basilea.. Dal lun al ven: 8.15-13.15 e 14.35-16.05. Mostre Paolo Tomio Morfologie luminose Apertura: da sabato 2 ottobre 2010 a martedì 11 gennaio 2011. Grand Hotel Trento, Via alfieri 1: La ricerca di Paolo Tomio sviluppa le potenzialità delle tecnologie digitali per elaborare opere caratterizzate da forme derivanti dalla geometria. In Morfogenesi luminose le forme astratte che crescono nello spazio, spesso lo debordano, in modo spontaneo e imprevedibile. Mostre Gustav Metzger. Decades 1959-2009 Apertura: da venerdì 8 ottobre 2010 a domenica 16 gennaio 2011. Fondazione Galleria Civica - Per la prima volta in Italia, la più ampia mostra personale mai realizzata dedicata ai cinquant’anni di attività di Gustav Metzger (Norimberga, Germania 1926). Una serie di opere, selezionate dall’artista per gli spazi della Fondazione, ripercorrerà le tappe salienti della

Sala per banchetti e cerimonie Trento c/o Aeroporto “G. Caproni” tel. 0461/944999 sua ricerca, attraverso i temi e le metodologie del suo fare arte, dal 1959 a oggi. Ingresso gratuito. Mart - dom 10-17, lun chiuso. Tel: 0461 985511. Mostre Salvo - Universo a colori Apertura: da giovedì 14 ottobre a sabato 4 dicembre. Studio d’arte Raffaelli: una trentina di lavori, tra dipinti ad olio su tela e su carta. Sono le sue opere consuete, fatte di una figurazione cromaticamente esplosiva, di un segno forte ed evidente.. Mostre Anni dieci Apertura: da venerdì 22 ottobre a sabato 4 dicembre. Galleria d’arte Il Cenacolo- via Gorizia,11: nuovo movimento artistico formato da undici giovani artisti ( tutti ventenni) nato a Milano ed in rapidisssima evoluzione; la mostra precede di una settimana la importante presentazione presso il Ministero della Cultura di Sofia. Tel: 0461 934017. Mostre vedere con mano Apertura: dal 2 al 30 ottobre. Palazzo Geremia. La fruizione della scultura tra tatto e visione. Info: 0461.915990. Mostre minerali, fossili e pietre lavorate Padiglione Trento Fiere, via Bomporto - la manifestazione è proposta dal Gruppo Mineralogico e Paleontologico Trentino. Oggi si classifica nei primi 10 posti a li-

vello nazionale per la sua qualità. 2 e 3 ottobre.

Val di Sella Mostre Mushrooms Cloud Apertura: da domenica 27 giugno 2010 a lunedì 21 marzo 2011. Malga Costa. Dalle 10 alle 18.

Vigo di Ton Mostre CASTEL THUN Apertura: fino a domenica 7 novembre. Castel Thun - Emblema degli antichi fasti di una delle più potenti e ricche casate trentine, quella dei Tono, Castel Thun domina ancor oggi, incontrastato per bellezza e importanza, su tutte le altre residenze castellane della Val di Non. Mar/Dom dalle 10 alle 18. Info: Tel. 0461.233770 - 0461.657816 - www.buonconsiglio.it/index.php/it/Castel-Thun. Mostre L’avventura del vetro Apertura: da sabato 26 giugno a domenica 7 novembre. Castel Thun - dal Rinascimento al Novecento tra Venezia e mondi lontani - Capolavori rinascimentali dai musei veneziani, un carico di perle e vetri cinquecenteschi recuperati nei fondali marini croati, affascinanti collane di perle vitree destinate al mercato africano, ed ancora il flauto in vetro di Napoleone,sono solo alcuni dei magnifici oggetti che si potranno ammirare in mostra. Info: Tel. 0461 492803 - press@buonconsiglio.it - www.buonconsiglio.it.

Sala riunioni - Sala Banchetti TRENTO Via Pomeranos, 2 Loc. Mattarello Tel. 0461/944545 www.adigehotel.it

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tmottobre


trentinoappuntamenti

Profumo di castagna, tra teatro e musica

P

er parlare dell'ottobre trentino, per una volta partiamo dalla Valsugana, laddove sagre e feste della castagna sono all'ordine del giorno. A

cominciare dalla festa

della Castagna di

Roncegno in programma alla fine del mese. Ma ci sono anche altre occasioni di svago legate a prodotti tradizionali (consultare calendario per credere): a Bieno c'è la Festa del Radicchio, a Borgo i gusti della Via Claudia Augusta. Infine a Caldonazzo, l'imperdibile festa dei Sapori d'Autunno. Per la musica classica, al via la puntale stagione dell'Orchestra

«Haydn» di Trento e Bolzano

che si preannuncia ricca di spunti, con i grandi nomi della scena internazionale com Davide Cabassi e il direttore Gustav Kuhn. Sabato 16 ottobre, al teatro di Martignano, va in scena " Il

Contrabbasso" di Patrick

Süskind interpretato dl trio formato da Riccardo Gadotti, Massimiliano Rizzoli e Laura Di Paolo. Altri concerti di classica, il 19 con l'Ensemble Zandonai e il primo ottobre, alla Filarmonica di Trento, con gli irresistibili Mnozil Brass. Cambiamo argomento, per citare gli appuntamenti con il

cabaret che si svolgeranno al Ventuno.Uno di Trento.

Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico

L

a Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico nasce nell'aprile del 1990 a Rovereto, nell'ambito del convegno Paolo Orsi e l'archeologia del ’900, con l'intento di raggiungere e sensibilizzare il grande pubblico sui temi della ricerca archeologica e della tutela del patrimonio culturale. La manifestazione è organizzata dal Museo Civico di Rovereto, istituzione in cui si sono formati alcuni tra i più importanti archeologi italiani, come Paolo Orsi e Federico Halbherr, vissuti a cavallo di due secoli , l’800 e il ’900. Il partner principale della Rassegna è il periodico Archeologia Viva di Firenze, la rivista di archeologia più diffusa in Italia. Il programma di proiezioni di Rovereto si svolge annualmente nelle prime settimane di ottobre e possono partecipare opere cinematografiche nel settore della ricerca archeologica, storica, paleontologica, antropologica e comunque aventi come scopo la tutela e la valorizzazione dei beni culturali. Ogni anno vengono proiettati in media dai 60 ai 70 filmati e attraverso il voto del pubblico viene attribuito il premio “Città di Rovereto - Archeologia Viva”; ogni due anni inoltre una giuria internazionale attribuisce il Premio Paolo Orsi al film giudicato migliore entro una selezione di opere cinematografiche. La selezione è tematica e attiene le opere di recente produzione.

Primo appuntamento, il 3 ottobre con Cesare Gallarini. Comicità anche al teatro Valle dei Laghi di Vezzano, con il grande

Paolo Hendel e il suo ultimo

spettacolo intitolato "Il tempo delle susine verdi". Al via anche la Stagione di InDanza. S’inizia il 27

Ad inaugurare il calendario, dal 14 al 17 ottobre, la celeberrima Familie

Floz, i beniamini mascherati

del pubblico trentino. Per chiudere, una menzione per il cinema e una per la

italiano, che di sicuro avrà

didattica. Per il primo, a Rovereto, dal 4 al 9 ottobre vi sarà

grazie alla presenza del

Cinema Archeologico a Rovereto. Per la seconda, il corso

danzatore televisivo

di scrittura creativa che porterà in Val di Sella lo scrittore

Kledi Kadiu, stella sin dalle prime edizioni della

tmottobre

Ma ottobre segna anche la ripresa della Stagione Teatrale.

ottobre con un gruppo l’attenzione dei giovani,

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trasmissione tv Amici di Maria De Filippi.

la ventunesima Rassegna Internazionale del

torinese Davide "Trekking letterario".

Longo, con il suo originalissimo


trentinoappuntamenti 1 venerdì

tradizione culinaria anaune. Otto tra i più quotati ristoranti della Val di Non offriranno un menù completo, dall’antipasto al dolce, riproponendo le antiche ricette contadine della valle con gli ingredienti poveri della tradizione. Info: info@visitvaldinon.it www. visitvaldinon.it.

Enogastronomia GLI ANTICHI SAPORI DELLA VAL DI NON 24ª edizione della manifestazione enogastronomica che porta alla riscoperta dei piatti tipici della tradizione culinaria anaune. Otto tra i più quotati ristoranti della Val di Non offriranno un menù completo, dall’antipasto al dolce, riproponendo le antiche ricette contadine della valle con gli ingredienti poveri della tradizione. Info: info@visitvaldinon.it www.visitvaldinon.it. Musica Mnozil Brass Trento. Alle 20.45. Sala Filarmonica - Stagione 2010 - T. Gansch, R. Rindberger, R. Rother, trombe; G. Füßl, L. Paul, Z. Kiss, tromboni; W. Brandstötter, tuba - Magic Moments. Info: Tel. 0461 985244 - info@filarmonica-trento-it.

2 sabato Cultura Paolo Tomio Morfologie luminose Trento. Ore 18. Grand Hotel Trento, Via alfieri 1: Inaugurazione mostra di Paolo Tomio che sviluppa le potenzialità delle tecnologie digitali per elaborare opere caratterizzate da forme derivanti dalla geometria. In Morfogenesi luminose le forme astratte che crescono nello spazio, spesso lo debordano, in modo spontaneo e imprevedibile. Cultura Vociferazioni Riva del Garda. Ore 21. Centro Sociale Pernone - “Nobis quoque peccatoribus”. Letture e Musica. Tel. 0464 554444 - info@gardatrentino.it. Cultura Naturalmente bio Rovereto. Dalle 17 alle 20.30. Museo Civico - Il 2 e 3 ottobre torna per il terzo anno consecutivo la festa provinciale dedicata alla promozione dell’ecologia e della bioagricoltura. Si inizia sabato con la proiezione di “Food, Inc.” candidato agli Oscar 2010 come miglior documetario, e con il convegno “Ben-Essere in tavola” sui vantaggi per la salute e per l’ambiente di una dieta a base di prodotti bio. Info: tel. 0461-216000 www.visitrovereto.it. Enogastronomia GLI ANTICHI SAPORI DELLA VAL DI NON 24ª edizione della manifestazione enogastronomica che porta alla riscoperta dei piatti tipici della tradizione culinaria anaune. Otto tra i più quotati ristoranti della Val di Non offriranno un menù completo, dall’antipasto al dolce, riproponendo le antiche ricette contadine della valle con gli ingredienti po-

Musica Trento Musicantica Trento. Ore 21. Badia di San Lorenzo - Il canto liturgico dimenticato: Gruppo vocale Laurence Feininger, Organista: Stefano Rattini.

7 giovedì veri della tradizione. Info: info@visitvaldinon.it www.visitvaldinon.it. Folklore FESTA DELLE PATATA E SAPORI D’AUTUNNO Ronzone. Centro Storico - Il più tipico dei prodotti in festa, per riscoprire il sapore della cucina povera di campagna. Speciali menù a base di patate cucinate secondo tradizione, mercatini delle pulci, antiquariato e i giochi di una volta per i più piccini. Info: APT val di Non tel. 0463 830133 info@visitvaldinon.it www.visitvaldinon.it. Musica Magnificat Trento. Alle 18.30. Sala della Fondazione Caritro - Praeter rerum seriem, Compositori in controtendenza - Concerti e lezioni concerto sull’evoluzione della musica sacra per coro fra tradizione e innovazione - Lezione-concerto su A. Pärt, Magnificat, M. Lauridsen, O Magnum Mysterium - Gruppo vocale Concentus Clivi, Direttore Davide Lorenzato. Info: www.concentusclivi.it - info@concentusclivi.it Tel. 0461 1862002. Teatro Taxi a due piazze Riva del Garda. Ore 20.45. Teatro comprensoriale - Filodrammatica El Grotel, Condino. Tel. 0464 554444 - info@gardatrentino.it. Musica Schola gregoriana "Aurea luce" Borgo. Alle 20.30. Chiesa di S. Anna. Direttore: Renzo Toffoli. Voci maschili e femminili.

3 domenica Cabaret Cesare Gallarini Trento. Ventuno.Uno, via dei Ventuno, 1. Carlo: 349.7703911. Cultura Conferenza Riva del Garda. Ore 10. Biblioteca Civica - Tipografie ebraiche nell’Italia del ‘500: Fano e Riva del Garda. Tel. 0464 554444 - info@gardatrentino.it.

Musica Schola ausuganea "vetera et nova" Borgo. Alle 17.30. CSantuario della Madonna di Onea. Voci maschili e femminili. Enogastronomia GLI ANTICHI SAPORI DELLA VAL DI NON 24ª edizione della manifestazione enogastronomica che porta alla riscoperta dei piatti tipici della tradizione culinaria anaune. Otto tra i più quotati ristoranti della Val di Non offriranno un menù completo, dall’antipasto al dolce, riproponendo le antiche ricette contadine della valle con gli ingredienti poveri della tradizione. Info: info@visitvaldinon.it www.visitvaldinon.it. Folklore FESTA DELLE PATATA E SAPORI D’AUTUNNO Ronzone. Centro Storico - Il più tipico dei prodotti in festa, per riscoprire il sapore della cucina povera di campagna. Speciali menù a base di patate cucinate secondo tradizione, mercatini delle pulci, antiquariato e i giochi di una volta per i più piccini. Info: APT val di Non tel. 0463 830133 info@visitvaldinon.it www.visitvaldinon.it.

4 lunedì Enogastronomia GLI ANTICHI SAPORI DELLA VAL DI NON 24ª edizione della manifestazione enogastronomica che porta alla riscoperta dei piatti tipici della tradizione culinaria anaune. Otto tra i più quotati ristoranti della Val di Non offriranno un menù completo, dall’antipasto al dolce, riproponendo le antiche ricette contadine della valle con gli ingredienti poveri della tradizione. Info: info@visitvaldinon.it www.visitvaldinon.it.

6 mercoledì Enogastronomia GLI ANTICHI SAPORI DELLA VAL DI NON 24ª edizione della manifestazione enogastronomica che porta alla riscoperta dei piatti tipici della

Cultura Gustav Metzger. Decades 1959-2009 Trento. Ore 18. Fondazione Galleria Civica - Inaugurazione mostra. Per la prima volta in Italia, la più ampia mostra personale mai realizzata dedicata ai cinquant’anni di attività di Gustav Metzger (Norimberga, Germania 1926). Tel: 0461 985511. Cultura Emilio Lusso: un anno sull’altopiano Trento. Ore 17. Associazione Culturale Antonio Rosmini, via Dordi 8 - Relatore Prof. Enrico Grandesso, docente e critico letterario Padova. Tel: 0461 239994 www.associazionerosminitrento.it. Enogastronomia GLI ANTICHI SAPORI DELLA VAL DI NON 24ª edizione della manifestazione enogastronomica che porta alla riscoperta dei piatti tipici della tradizione culinaria anaune. Otto tra i più quotati ristoranti della Val di Non offriranno un menù completo, dall’antipasto al dolce, riproponendo le antiche ricette contadine della valle con gli ingredienti poveri della tradizione. Info: info@visitvaldinon.it www.visitvaldinon.it. Enogastronomia I giovedì dell’enoteca Trento. Ore 18. Palazzo Roccabruna - Dolcezze di vino. Vini dolci in Trentino. Consumazione 3 euro.. Tel: 0461 887101.

8 venerdì Cinema Religion today Trento. Dalle 17.30. Teatro San Marco - Il tema 2010 “Viaggi della fede, viaggi della speranza”. Ci può essere un dialogo tra chi parte spinto dalla fame e chi, spesso, da un senso di sazietà insoddisfatta? Programma dettagliato su www. religionfilm.com o presso Religion Today in via Santa Croce 63. Tel: 0461 981853.

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trentinoappuntamenti Enogastronomia GLI ANTICHI SAPORI DELLA VAL DI NON 24ª edizione della manifestazione enogastronomica che porta alla riscoperta dei piatti tipici della tradizione culinaria anaune. Otto tra i più quotati ristoranti della Val di Non offriranno un menù completo, dall’antipasto al dolce, riproponendo le antiche ricette contadine della valle con gli ingredienti poveri della tradizione. Info: info@visitvaldinon.it www.visitvaldinon.it.

9 sabato Cinema Religion today Trento. Dalle 9. Teatro San Marco - Il tema 2010 “Viaggi della fede, viaggi della speranza”. Ci può essere un dialogo tra chi parte spinto dalla fame e chi, spesso, da un senso di sazietà insoddisfatta? Programma dettagliato su www. religionfilm.com o presso Religion Today in via Santa Croce 63. Tel: 0461 981853. Cultura Giornata del Contemporaneo Riva del Garda. Museo: Entrata gratuita. Tel. 0464 554444 - info@ gardatrentino.it. Cultura Incontri di analisi e composizione Riva del Garda. Ore 15. Conservatorio di musica - Le Analisi di Mauro Graziani: Improvvisazione elettroacustica. Tel. 0464 554444 - info@gardatrentino.it. Cultura Presentazione libro Arco. Ore 20.30. Auditorium Palazzo dei Panni - Biblioteca del benessere: “Il cibo degli dei” di Christian Franceschini. Tel. 0464 554444 - info@gardatrentino.it.

Cultura Giornata Nazionale del Contemporaneo Varie località. Porte aperte gratuitamente in ogni angolo del Paese, per presentare artisti e nuove idee attraverso mostre, laboratori, eventi e conferenze. Un programma multiforme che regalerà al grande pubblico un’occasione per vivere da vicino il complesso e vivace mondo dell’arte contemporanea. giornatadelcontemporaneo@amaci.org. Cultura io scrivo, tu scrivi Borgo Valsugana. Dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17. Seminario di scrittura creativa con il tema “Inquinamento: culturale, sociale, ambientale”. Scrivere un racconto: da cosa partire, dove arrivare, quale strada percorrere e perchè. Seminario a cura di Pino Loperfido, autore di “Teroldego” e “Le meccaniche dell’infelicità”. Il 12 novembre correzione ed editing del racconti pervenuti. Verrà garantita la pubblicazione dei testi in una raccolta della casa editrice Curcu & Genovese. Cell: 348 3535504 mail: stefano.bellumat@ gmail.com. Enogastronomia GLI ANTICHI SAPORI DELLA VAL DI NON 24ª edizione della manifestazione enogastronomica che porta alla riscoperta dei piatti tipici della tradizione culinaria anaune. Otto tra i più quotati ristoranti della Val di Non offriranno un menù completo, dall’antipasto al dolce, riproponendo le antiche ricette contadine della valle con gli ingredienti poveri della tradizione. Info: info@visitvaldinon.it www.visitvaldinon.it. Enogastronomia il sabato col produttore Trento. Ore 18. Palazzo Roccabruna - I Marroni del Trentino. In collaborazione con Ass. Tutela Marroni Castione. Tel: 0461 887101.

Filo Concordia, Povo. Tel. 0464 554444 - info@gardatrentino.it.

10 domenica Cabaret Carlo Bianchissi Trento. Ventuno.Uno, via dei Ventuno, 1. Carlo: 349.7703911.

Folklore Festa dell’ incontro Riva del Garda. Dalle 11. Piazza della Costituzione - Cibi, spettacoli di danza e canti dal mondo. Circolo Pensionati - mostra artigianato dal mondo. Tel. 0464 554444 - info@ gardatrentino.it. Folklore pomaria Casez. Centro Storico - La più grande festa italiana dedicata alla mela, un grande evento che vedrà protagoniste la Val di Non e la Val di Sole, alla scoperta della magia di luoghi antichi testimoni di storia e di tradizione. Durante il week-end la mela sarà possibile raccogliere la frutta direttamente nei campi, partecipare a lezioni di cucina per preparare lo strudel, eleggere la mela “più buona e più bella” del reame. Info: APT val di Non tel. 0463 830133 info@visitvaldinon. it www.visitvaldinon.it. Musica Cristallarmonium Nago. Forte Superiore - Gianfranco Ghisi. Concerto degli allievi della Scuola Musicale. Tel. 0464 554444 - info@gardatrentino.it. Teatro Beniamino Ciopeta apaltator Riva del Garda. Ore 20.45. Teatro comprensoriale - Ottobre a Teatro:

Cinema Religion today Trento. Dalle 9.30. Teatro San Marco - Il tema 2010 “Viaggi della fede, viaggi della speranza”. Ci può essere un dialogo tra chi parte spinto dalla fame e chi, spesso, da un senso di sazietà insoddisfatta? Programma dettagliato su www. religionfilm.com o presso Religion Today in via Santa Croce 63. Tel: 0461 981853. Enogastronomia GLI ANTICHI SAPORI DELLA VAL DI NON 24ª edizione della manifestazione enogastronomica che porta alla riscoperta dei piatti tipici della tradizione culinaria anaune. Otto tra i più quotati ristoranti della Val di Non offriranno un menù completo, dall’antipasto al dolce, riproponendo le antiche ricette contadine della valle con gli ingredienti poveri della tradizione. Info: info@visitvaldinon.it www.visitvaldinon.it. Folklore pomaria Casez. Centro Storico - La più grande festa italiana dedicata alla mela, un grande evento che vedrà protagoniste la Val di Non e la Val di Sole, alla scoperta della magia di luoghi antichi testimoni di storia e di tradizione. Durante il week-end la mela sarà possibile raccogliere la frutta direttamente nei campi, partecipare a lezioni di cucina per preparare lo strudel, eleggere la mela “più buona e più bella” del reame. Info: APT val di Non tel. 0463 830133 info@visitvaldinon. it www.visitvaldinon.it.

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trentinoappuntamenti 11 lunedì Cinema Religion today Trento. Dalle 16.30. Centro Bernardo Clesio, via Barbacovi 4 - Il tema 2010 “Viaggi della fede, viaggi della speranza”. Ci può essere un dialogo tra chi parte spinto dalla fame e chi, spesso, da un senso di sazietà insoddisfatta? Programma dettagliato su www.religionfilm.com o presso Religion Today in via Santa Croce 63. Tel: 0461 981853. Enogastronomia GLI ANTICHI SAPORI DELLA VAL DI NON 24ª edizione della manifestazione enogastronomica che porta alla riscoperta dei piatti tipici della tradizione culinaria anaune. Otto tra i più quotati ristoranti della Val di Non offriranno un menù completo, dall’antipasto al dolce, riproponendo le antiche ricette contadine della valle con gli ingredienti poveri della tradizione. Info: info@visitvaldinon.it www.visitvaldinon.it.

12 martedì Cinema Religion today Trento. Dalle 16.30. Centro Bernardo Clesio, via Barbacovi 4 - Il tema 2010 “Viaggi della fede, viaggi della speranza”. Ci può essere un dialogo tra chi parte spinto dalla fame e chi, spesso, da un senso di sazietà insoddisfatta? Programma dettagliato su www.religionfilm.com o presso Religion Today in via Santa Croce 63. Tel: 0461 981853. Cinema Religion today Vezzano. Dalle 20.30. Auditorium loc. Lusan - Il tema 2010 “Viaggi della fede, viaggi della speranza”.Ci può essere un dialogo tra chi parte spinto dalla fame e chi, spesso, da un senso di sazietà insoddisfatta? Programma dettagliato su www. religionfilm.com o presso Religion Today in via Santa Croce 63. Tel: 0461 981853. Cultura Presentazione libro Trento. Ore 17. Biblioteca comunale, Sala Affreschi, Via Roma 55 - “Terzo Paradiso” di Michelangelo Pistoletto, intervine Marco Pontoni. Il Terzo Paradiso è la fusione tra il primo ed il secondo paradiso. Il primo è il paradiso in cui la vita sulla terra è totalmente regolata dalla natura, il secondo è quello artificiale, sviluppato dall’intelligenza umana attraverso un processo che ha raggiunto oggi proporzioni globalizzanti. Tel: 0461 275521. Enogastronomia GLI ANTICHI SAPORI DELLA VAL DI NON 24ª edizione della manifestazione enogastronomica che porta alla riscoperta dei piatti tipici della tra-

dizione culinaria anaune. Otto tra i più quotati ristoranti della Val di Non offriranno un menù completo, dall’antipasto al dolce, riproponendo le antiche ricette contadine della valle con gli ingredienti poveri della tradizione. Info: info@visitvaldinon.it www.visitvaldinon.it.

13 mercoledì Cinema Religion today Trento. Dalle 16.30. Teatro San Marco - Il tema 2010 “Viaggi della fede, viaggi della speranza”. Ci può essere un dialogo tra chi parte spinto dalla fame e chi, spesso, da un senso di sazietà insoddisfatta? Programma dettagliato su www. religionfilm.com o presso Religion Today in via Santa Croce 63. Tel: 0461 981853. Cinema Religion today Arco. Dalle 20.30. Palazzo Panni, via Segantini 9 - Il tema 2010 “Viaggi della fede, viaggi della speranza”. Ci può essere un dialogo tra chi parte spinto dalla fame e chi, spesso, da un senso di sazietà insoddisfatta? Programma dettagliato su www.religionfilm.com o presso Religion Today in via Santa Croce 63. Tel: 0461 981853. Cultura Fiabe musicate e Canzoni narrate Riva del Garda. Ore 17. Biblioteca Civica - Bandus... i narratori. Tel. 0464 554444 - info@gardatrentino.it. Enogastronomia GLI ANTICHI SAPORI DELLA VAL DI NON 24ª edizione della manifestazione enogastronomica che porta alla riscoperta dei piatti tipici della tradizione culinaria anaune. Otto tra i più quotati ristoranti della Val di Non offriranno un menù completo, dall’antipasto al dolce, riproponendo le antiche ricette contadine della valle con gli ingredienti poveri della tradizione. Info: info@visitvaldinon.it www.visitvaldinon.it. Musica «Orchestra Haydn» Trento. Alle 20.30. Auditorium - Gustav Kuhn Dir. - Ales Briscein Tenore. Info: Num. Verde 800.086890 - www.haydn.it.

14 giovedì Cinema Religion today Trento. Dalle 16.30. Auditorium Santa Chiara - Il tema 2010 “Viaggi della fede, viaggi della speranza”.Ci può essere un dialogo tra chi parte spinto dalla fame e chi, spesso, da un senso di sazietà insoddisfatta? Programma dettagliato su www. religionfilm.com o presso Religion Today in via Santa Croce 63. Tel: 0461 981853.

Cultura Salvo - Universo a colori Trento. Ore 18.30. Studio d’arte Raffaelli: Inaugurazione mostra. Una trentina di lavori, tra dipinti ad olio su tela e su carta. . Cultura Luigi Meneghello: i piccoli maestri Trento. Ore 17. Associazione Culturale Antonio Rosmini, via Dordi 8 - Relatore Prof. Giuseppe Colangelo, docente e critico letterario Trento. Tel: 0461 239994 www. associazionerosminitrento.it. Enogastronomia GLI ANTICHI SAPORI DELLA VAL DI NON 24ª edizione della manifestazione enogastronomica che porta alla riscoperta dei piatti tipici della tradizione culinaria anaune. Otto tra i più quotati ristoranti della Val di Non offriranno un menù completo, dall’antipasto al dolce, riproponendo le antiche ricette contadine della valle con gli ingredienti poveri della tradizione. Info: info@visitvaldinon.it www.visitvaldinon.it. Enogastronomia I giovedì dell’enoteca Trento. Ore 18. Palazzo Roccabruna - Sorni bianco e Sorni rosso. Tipicità nel bicchiere. Consumazione 3 euro.. Tel: 0461 887101. Musica Accademia Bizantina Trento. Alle 20.45. Sala Filarmonica - Stagione 2010 - Ottavio Dantone, direttore - A. Corelli Concerto grosso op. VI n. 4 in Re magg. - G.

F. Händel Concerto grosso in Sol magg. op. VI n. 1 - F. Geminiani Concerto grosso “La Follia” - A. Vivaldi Concerto n. 2 in sol min. per due vl. RV 578, Concerto per cello in do min. RV 401, Concerto n. 6 in la min. per vl. RV 356, Concerto n. 5 in La magg. per due vl. RV 519. Info: Tel. 0461 985244 info@filarmonica-trento-it. Teatro GARAGE D’OR Trento. Ore 20.30. Teatro Sociale - Prima nazionale. Una produzione di Familie Floz e Theater Duisburg: Regia: Michael Vogel. Lospettacolo ci racconta degli schiaffi dei padri, della forza del possibile e della ricerca di libertà nell’infinito. Info: tel. 0461-213811.

15 venerdì Cinema Religion today Trento. Dalle 16.30. Teatro San Marco - Il tema 2010 “Viaggi della fede, viaggi della speranza”. Ci può essere un dialogo tra chi parte spinto dalla fame e chi, spesso, da un senso di sazietà insoddisfatta? Programma dettagliato su www. religionfilm.com o presso Religion Today in via Santa Croce 63. Tel: 0461 981853. Enogastronomia GLI ANTICHI SAPORI DELLA VAL DI NON 24ª edizione della manifestazione enogastronomica che porta alla riscoperta dei piatti tipici della tradizione culinaria anaune. Otto tra i più quotati ristoranti della Val di Non offriranno un menù comple-

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trentinoappuntamenti to, dall’antipasto al dolce, riproponendo le antiche ricette contadine della valle con gli ingredienti poveri della tradizione. Info: info@visitvaldinon.it www.visitvaldinon.it.

Scopri i migliori vini del Trentino ogni giovedì e sabato dalle 17.00 alle 21.00

Musica CARAVAGGIO E LA MUSICA ODHECATON Trento. Ore 21. Castello del Buonconsiglio - Direttore: Paolo Da Col Alessandro Carmignani, controtenore. Il programma prende lo spunto dalle musiche riprodotte da Caravaggio nei suoi quadri per poi proseguire con un affresco della vita musicale romana dell’epoca, così come era vissuta in prima persona dai due principali protettori del pittore: il cardinale Del Monte e il marchese Vincenzo Giustiniani. Info: tel. 0461-213811.

CALENDARIO DEGLI APPUNTAMENTI

I GIOVEDÌ DELL’ ENOTECA Ogni giovedì alle 18.00 un incontro dedicato ai prodotti trentini. Consumazione: 3,00 €

Giovedì 7 ottobre “DOLCEZZE DI VINO. VINI DOLCI IN TRENTINO”

Giovedì 14 ottobre “SORNI BIANCO E SORNI ROSSO. TIPICITÀ NEL BICCHIERE”

Giovedì 21 ottobre “IL MERLOT IN TRENTINO”

Giovedì 28 ottobre “MOSCATO DI BESENO. SOTTOZONA IN PRIMO PIANO”

IL SABATO CON IL PRODUTTORE Ogni sabato alle 18.00 un appuntamento con i produttori trentini.

Sabato 9 ottobre “I MARRONI DEL TRENTINO” In collaborazione con Ass. Tutela Marroni di Castione

Sabato 16 ottobre “BOSSI FEDRIGOTTI. IL FOJANEGHE COMPIE CINQUANT’ANNI: GRANDI NOVITÀ SI AFFACCIANO ALL’ORIZZONTE” Azienda: Bossi Fedrigotti (Rovereto - TN)

Sabato 23 ottobre

Sabato 30 ottobre “PARTICOLARI INTERPRETAZIONI DI TEROLDEGO: CLASSICO, SELEZIONE E PASSITO” Azienda: Villa Corniole (Giovo – TN)

EVENTI 2 - 3 ottobre

L’Enoteca regionale del Monferrato a Palazzo Roccabruna Due giorni alla scoperta di un territorio dalla grande tradizione enogastronomica

Sapori d’autunno – ore 17.00 - 21.00 9-10 ottobre: alla scoperta dei marroni trentini 16 - 17 ottobre: alla scoperta della Ciuiga del Banale 23 - 24 ottobre: alla scoperta del Baccalà Per scoprire le altre iniziative dell’Enoteca: www.enotecadeltrentino.it Palazzo Roccabruna: Via SS. Trinità, 24 - 38100 Trento - tel. 0461/887101

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Enogastronomia il sabato col produttore Trento. Ore 18. Palazzo Roccabruna - Bossi Fedrigotti. Il Fojaneghe compie cinquant’anni: grandi novità si affacciano all’orizzonte. Azienda Bossi Fedrigotti, Rovereto. Tel: 0461 887101. Enogastronomia il bosco in cucina Varie località. Grumes: El Casel dei Masi (tel 0461 688012); Rifugio Potzmauer (333 7771211); Stella Alpina (0461 685019). Grauno: Osteria del grillo (0461 688027). Faver: La locanda del Pass (0461 683111).

Teatro Fiabe musicate e Canzoni narrate Pranzo di Tenno. Ore 20.30. Teatro: Commedia dialettale filodrammatica di Cavastro. Tel. 0464 554444 - info@gardatrentino.it.

Enogastronomia il bosco: emozioni a colori Grumes. Dalle 9 del 16 alle 17 del 17. Estemporanea di pittura. Tel: 0461 6880033 www.sviluppogrumes.it.

Teatro GARAGE D’OR Trento. Ore 20.30. Teatro Sociale - Prima nazionale. Una produzione di Familie Floz e Theater Duisburg: Regia: Michael Vogel. Lospettacolo ci racconta degli schiaffi dei padri, della forza del possibile e della ricerca di libertà nell’infinito. Info: tel. 0461-213811.

Folklore Festa della Zucca Pergine Valsugana. Parco Tre Castagni - Vera regina della festa: ecco a voi la Zucca. Esposizione di zucche, concorsi per la più pesante, lunga o strana, per la più bella e la meglio intagliata o decorata e degustazione di piatti, di vivande e di dolci esclusivamente a base di zucca. Laboratori creativi per grandi e piccini, spettacoli nuovi ed originali e ancora zucca e bellezza e allora se ne vedranno di sorprese. Tel: 0461 706824 - 0461 496123.

16 sabato

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Musica Trento Musicantica Trento. Ore 21. Castello del Buonconsiglio - Caravaggio e la musica, Odhecaton, Direttore: Paolo Da Col.

i più quotati ristoranti della Val di Non offriranno un menù completo, dall’antipasto al dolce, riproponendo le antiche ricette contadine della valle con gli ingredienti poveri della tradizione. Info: info@visitvaldinon.it www.visitvaldinon.it.

Cinema Religion today Trento. Dalle 9.30. Teatro San Marco - Il tema 2010 “Viaggi della fede, viaggi della speranza”. Ci può essere un dialogo tra chi parte spinto dalla fame e chi, spesso, da un senso di sazietà insoddisfatta? Programma dettagliato su www. religionfilm.com o presso Religion Today in via Santa Croce 63. Tel: 0461 981853. Cultura concerto grosso Martignano. Teatro - Monologo concertato. Letture tratte da: “Il Contrabbasso” di P. Süskind. Giovanni Bottesini: Concerto n. 2 in si minore per contrabbasso e orchestra (rid. per pianoforte); Nino Rota: Divertimento concertante per contrabbasso e orchestra (rid. per pianoforte). Enogastronomia GLI ANTICHI SAPORI DELLA VAL DI NON 24ª edizione della manifestazione enogastronomica che porta alla riscoperta dei piatti tipici della tradizione culinaria anaune. Otto tra

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Teatro Sacco e Vanzetti Riva del Garda. Ore 20.45. Teatro comprensoriale - Ottobre a Teatro: Filodrammatica GAD Città di Trento. Tel. 0464 554444 - info@ gardatrentino.it. Teatro la città Trento, Spazio Off di Piazza Venezia. Ore 21. Con la compagnia Nudoecrudo. Ingresso 8 euro, ridotto studenti e allievi scuole di teatro 6 euro. Info: tel. 333.2753033. Teatro GARAGE D’OR Trento. Ore 20.30. Teatro Sociale - Prima nazionale. Una produzione di Familie Floz e Theater Duisburg: Regia: Michael Vogel. Lospettacolo ci racconta degli schiaffi dei padri, della forza del possibile e della ricerca di libertà nell’infinito. Info: tel. 0461-213811.


trentinoappuntamenti 17 domenica Cabaret Roberto De Marchi Trento. Ventuno.Uno, via dei Ventuno, 1. Carlo: 349.7703911. Cultura il bosco: emozioni a colori Grumes. Dalle 9 del 16 alle 17 del 17. Estemporanea di pittura. Tel: 0461 6880033 www.sviluppogrumes.it. Enogastronomia GLI ANTICHI SAPORI DELLA VAL DI NON 24ª edizione della manifestazione enogastronomica che porta alla riscoperta dei piatti tipici della tradizione culinaria anaune. Otto tra i più quotati ristoranti della Val di Non offriranno un menù completo, dall’antipasto al dolce, riproponendo le antiche ricette contadine della valle con gli ingredienti poveri della tradizione. Info: info@visitvaldinon.it www.visitvaldinon.it. Enogastronomia il bosco in cucina Varie località. Grumes: El Casel dei Masi (tel 0461 688012); Rifugio Potzmauer (333 7771211); Stella Alpina (0461 685019). Grauno: Osteria del grillo (0461 688027). Faver: La locanda del Pass (0461 683111). Folklore Festa della Zucca Pergine Valsugana. Parco Tre Castagni - Vera regina della festa: ecco a voi la Zucca. Esposizione di zucche, concorsi per la più pesante, lunga o strana, per la più bella e la meglio intagliata o decorata e degustazione di piatti, di vivande e di dolci esclusivamente a base di zucca. Laboratori creativi per grandi e piccini, spettacoli nuovi ed originali e ancora zucca e bellezza e allora se ne vedranno di sorprese. Tel: 0461 706824 - 0461 496123.

Teatro la città Trento, Spazio Off di Piazza Venezia. Ore 21. Con la compagnia Nudoecrudo. Ingresso 8 euro, ridotto studenti e allievi scuole di teatro 6 euro. Info: tel. 333.2753033. Teatro GARAGE D’OR Trento. Ore 20.30. Teatro Sociale - Prima nazionale. Una produzione di Familie Floz e Theater Duisburg: Regia: Michael Vogel. Lospettacolo ci racconta degli schiaffi dei padri, della forza del possibile e della ricerca di libertà nell’infinito. Info: tel. 0461-213811. Teatro GARAGE D’OR Trento. Ore 16. Teatro Sociale Prima nazionale. Una produzione di Familie Floz e Theater Duisburg: Regia: Michael Vogel. Lospettacolo ci racconta degli schiaffi dei padri, della forza del possibile e della ricerca di libertà nell’infinito. Info: tel. 0461-213811. Teatro ragazzi Pierino e il lupo Valle dei Laghi. Ore 16.30. Teatro Valli dei Laghi, Via Stoppani Vezzano. Spettacolo di Fondazione Aida liberamente ispirato alla favola musicale di Sergej Prokofev: tre attori pasticcioni cercano di mettere in scena la ben nota favola musicale di Sergej Prokofev. La voce narrante dello spettacolo, “il Grande Narratore “, è quella di Dario Fo che, con il suo genio teatrale, rivisita la favola originale ridonandole una nuova giovinezza. Biglietti: 5/4 euro, tessera 10 ingressi 35 euro.. Tel 0461/340158 .

19 martedì Musica Ensemble Zandonai Trento. Ore 20.45. Sala della Filarmonica, via Verdi 30 - Stagione Concertistica 2010: il programma sarà interamente dedicato a due delle grandi personalità che animarono l’universo musicale parigino

dell’800, legati da un rapporto di stima ed amicizia: Ferenc Liszt e Fryderyk Chopin (di cui ricorre quest’anno il 200° anniversario della nascita). Tel: 0461 930031 - mail: info@fratelliguarino.com.

20 mercoledì Musica «Orchestra Haydn» Trento. Alle 20.30. Auditorium - Rinaldo Alessandrini Dir.; Anna Maria Panzarella Soprano - Coro Haydn. Info: Num. Verde 800.086890 www.haydn.it. Per i più piccoli Storie a merenda Arco. Ore 17. Biblioteca Bruno Emmert - con Claudia Berti. Letture per Bambini. Tel. 0464 554444 info@gardatrentino.it.

21 giovedì Cultura Presentazione libro Trento. Ore 20. Barycentro, Piazza Venezia, 38 - Luciana Grillo “Costruire Letteratura con mani di donna”: scrittrici del ‘900 e oltre. Un testo dedicato a chi vuole incontrare il mondo delle autrici, talvolta note o meno conosciute, che nel corso del Novecento hanno pubblicato i loro scritti superando numerose difficoltà, spesso facendo uso di pseudonimi. Info: Tel. 0461-230000. Enogastronomia I giovedì dell’enoteca Trento. Ore 18. Palazzo Roccabruna - Il Merlot in Trentino. Consumazione 3 euro.. Tel: 0461 887101. Musica Itinerari jazz Rovereto. Ore 21. Auditorium F.Melotti in C.so Bettini 43 - John Scofield trio, Usa: John Scofield, chitarra; Steve Swallow, basso; Bill Stewart, batteria.

22 venerdì Cultura Anni dieci Trento. Ore 18.30. Galleria d’arte Il Cenacolo- via Gorizia,11: Inaugurazione mostra. Nuovo movimento artistico formato da undici giovani artisti (tutti ventenni) nato a Milano ed in rapidisssima evoluzione; la mostra precede di una settimana la importante presentazione presso il Ministero della Cultura di Sofia. Tel: 0461 934017. Enogastronomia mondomerlot Aldeno. Teatro Comunale - 11a edizione della Mostra dei Merlot d’Italia che offre un ricco calendario di appuntamenti di grande richiamo ed interesse e vedrà la partecipazione di importanti operatori del settore, tecnici ed opinion maker. Tel. 0461 842523 - info@ mondomerlot.it. Esposizione Idee sposi Trento. Ore 9/20 (venerdì 16/19). Trento Fiere, via Briamasco 2. Gli espositori, una settantina provenienti per la maggior parte (il novanta per cento dei presenti) dal Trentino Alto Adige, ma anche dalle limitrofe province venete di Verona e Vicenza, spaziano, infatti, su tutto quello che riguarda il matrimonio. Info: tel. 0461-230264. Musica Marco Pierobon, Paolo Oreni e Compagnia teatrale Oz Trento. Alle 20.45. Sala Filarmonica - Stagione 2010 - Drammaturgia e regia di Maura Pettorruso; Marco Pierobon, tromba; Paolo Oreni, organo; Compagnia teatrale Oz - Se ami una cosa perché è bella. Gustav e Alma Mahler: amore e solitudine. Musiche di Gustav Mahler con Maura Pettorruso e Paolo Maria Pilosio. Info: Tel. 0461 985244 - info@filarmonica-trento-it.

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trentinoappuntamenti Gastronomia Simposio Top Wine 2950 Sass Pordoi. Rifugio Maria sulla vetta del Sass Pordoi ovvero la Terrazza delle Dolomiti, ospiterà come di consueto il simposio Top Wine. I vini, in abbinamento ai migliori prodotti della terra trentina, saranno ancora una volta protagonisti ai 2.950 m del Sass Pordoi. www.canazei.org. Info: tel. 0462-609500 .

Musica Small Jackets in concerto Trento. Trento, Eye Disco Club, Via Brennero 171/A: musica rock. Teatro Se ami una cosa perché è bella ore 20.45. Sala Filarmonica, via Verdi, Trento. Gustav e Alma Mahler: amore e solitudine. Musiche di Gustav Mahler, con Maura Pettorruso e Paolo Maria Pilosio. Marco Pierobon, tromba. Paolo Oreni, organo. Drammaturgia e regia di Maura Pettorruso.

23 sabato Enogastronomia il sabato col produttore Trento. Ore 18. Palazzo Roccabruna - Declinazioni di Nosiola. Azienda Poli Francesco, Santa Massenza.. Tel: 0461 887101. Enogastronomia il bosco in cucina Varie località. Grumes: El Casel dei Masi (tel 0461 688012); Rifugio Potzmauer (333 7771211); Stella Alpina (0461 685019). Grauno: Osteria del grillo (0461 688027). Faver: La locanda del Pass (0461 683111). Enogastronomia mondomerlot Aldeno. Teatro Comunale - 11a edizione della Mostra dei Merlot d’Italia che offre un ricco calendario di appuntamenti di grande richiamo ed interesse e vedrà la partecipazione di importanti operatori del settore, tecnici ed opinion maker. Tel. 0461 842523 - info@ mondomerlot.it. Esposizione Idee sposi Trento. Ore 9/20 (venerdì 16/19). Trento Fiere, via Briamasco 2. Gli espositori, una settantina provenienti per la maggior parte (il novanta per cento dei presenti) dal Trentino Alto Adige, ma anche dalle limitrofe province venete di Verona e Vicenza, spaziano, infatti, su tutto quello che riguarda il matrimonio. Info: tel. 0461-230264.

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Musica «Orchestra Haydn» Riva del Garda. Ore 16. Auditorium del Conservatorio - I fiati dell’ orchestra Haydn: Prokofieff: Pierino e il lupo; G. Rossini: Il barbiere di Siviglia. Tel. 0464 554444 - info@gardatrentino.it. Teatro Le me tocca tutte Riva del Garda. Ore 20.45. Teatro comprensoriale - Ottobre a Teatro: Filo Sant’Ermete, Calceranica. Tel. 0464 554444 - info@ gardatrentino.it. Teatro SE IL TEMPO FOSSE UN GAMBERO Fortezza. Ore 20.30. Teatro - Spettacolo di Garinei e Giovannini. Filodrammatica di Olle. Teatro Amatoriale organizzata dalla Co.F.As.. Info: Tel. 0461.237352 - info@cofas.it - www.cofas.it. Teatro PER FAVORE AMMAZZATEMI LA MOGLIE Trento, Teatro Cuminetti. Ore 20.45. Commedia di Mauro Fontanini. Gruppo Teatrale “Gianni Corradini” di Villazzano. Info: tel. 0461.237352.

24 domenica Cabaret Nicola Trocchia Trento. Ventuno.Uno, via dei Ventuno, 1. Carlo: 349.7703911. Enogastronomia il bosco in cucina Varie località. Grumes: El Casel dei Masi (tel 0461 688012); Rifugio Potzmauer (333 7771211); Stella Alpina (0461 685019). Grauno: Osteria del grillo (0461 688027). Faver: La locanda del Pass (0461 683111). Enogastronomia mondomerlot Aldeno. Teatro Comunale - 11a edizione della Mostra dei Merlot d’Italia che offre un ricco calendario di appuntamenti di grande richiamo ed interesse e vedrà la partecipazione di importanti operatori del settore, tecnici ed opinion maker. Tel. 0461 842523 - info@ mondomerlot.it. Esposizione Idee sposi Trento. Ore 9/20 (venerdì 16/19). Trento Fiere, via Briamasco 2. Gli espositori, una settantina prove-

nienti per la maggior parte (il novanta per cento dei presenti) dal Trentino Alto Adige, ma anche dalle limitrofe province venete di Verona e Vicenza, spaziano, infatti, su tutto quello che riguarda il matrimonio. Info: tel. 0461-230264. Teatro PER FAVORE AMMAZZATEMI LA MOGLIE Trento, Teatro Cuminetti. Ore 16. Commedia di Mauro Fontanini. Gruppo Teatrale “Gianni Corradini” di Villazzano. Info: tel. 0461.237352.

26 martedì Musica Trento Musicantica Trento. Ore 21. Castello del Buonconsiglio - Un castello di frottole e madrigali, Il Virtuoso Ritrovo. Musica UN CASTELLO DI FROTTOLE E MADRIGALI IL VIRTUOSO RITROVO Trento. Ore 21. Castello del Buonconsiglio - Direttore: Roberto Gianottti Barbara Pichler, soprano. Nelle numerose corti italiane e poi nelle Accademie, dalla fine del Quattrocento a tutto il Cinquecento, si sviluppa la dilettevole moda di riunirsi a cantare. Questo repertorio prende avvio con la fortuna della cosiddetta ‘frottola’, una composizione strofica di solito a quattro voci in stile omoritmico e sillabico. Info: tel. 0461-213811.

27 mercoledì Musica NON SOLO BOLERO Trento. Ore 20.30. Castello del Buonconsiglio - Direttore: Roberto Gianottti Barbara Pichler, soprano. Nelle numerose corti italiane e poi nelle Accademie, dalla fine del Quattrocento a tutto il Cinquecento, si sviluppa la dilettevole moda di riunirsi a cantare. Questo repertorio prende avvio con la fortuna della cosiddetta ‘frottola’, una composizione strofica di solito a quattro voci in stile omoritmico e sillabico. Info: tel. 0461-213811.

28 giovedì Enogastronomia I giovedì dell’enoteca Trento. Ore 18. Palazzo Roccabruna - Moscato di Beseno. Sottozona in primo piano. Consumazione 3 euro.. Tel: 0461 887101.

30 sabato Cultura Conferenza Riva del Garda. Ore 15. Conservatorio di musica - Incontri di analisi e composizione. Le Analisi di Jania Sarno: Esoterismo e musica alle origini primo-novecentesche della multimedialità. Tel. 0464 554444 - info@gardatrentino.it.

Enogastronomia il sabato col produttore Trento. Ore 18. Palazzo Roccabruna - Particolari interpretazioni di Teroldego: classico, selezione e passito. Azienda Villa Corniole, Giovo. Tel: 0461 887101. Teatro Il tempo delle susine verdi Valle dei Laghi. Teatro Valli dei Laghi, Via Stoppani Vezzano. Paolo Hendel inaugura la stagione del Teatro Valle dei Laghi con l’ultimo esilarante one man show dell’istrionico cabarettista fiorentino, che affronta il tema dell’amore, tra favole rivisitate, versi immortali ed invenzioni surreali. Biglietti: 15/12 euro, abbonamento alla rassegna 75 euro.. Tel 0461/340158. Teatro La stanza enorme Trento, Spazio Off di Piazza Venezia. Ore 21. Con la compagnia Bottega Rosenguild, guidata dall'attrice lombarda Elisa Marinoni. Ingresso 8 euro, ridotto studenti e allievi scuole di teatro 6 euro. Info: tel. 333.2753033. Teatro El Pero Pocio e so fradel gemel Riva del Garda. Ore 20.45. Teatro comprensoriale - Ottobre a Teatro: Filogamar, Cognola. Tel. 0464 554444 - info@gardatrentino.it. Teatro QUANDO SE VOL VIVER EN PAZE Trento, Teatro Cuminetti. Ore 20.45. Commedia di di Adriana Zardini. Filo “Bastia” di Preore. Info: tel. 0461.237352.

31 domenica Cabaret Giampiero Sterpi Trento. Ventuno.Uno, via dei Ventuno, 1. Carlo: 349.7703911. Teatro QUANDO SE VOL VIVER EN PAZE Trento, Teatro Cuminetti. Ore 16. Commedia di di Adriana Zardini. Filo “Bastia” di Preore. Info: tel. 0461.237352. Escursionismo Giornata Nazionale Trekking Urbano Trento. L’antico sobborgo di Piedicastello, le Gallerie e il sovrastante Doss Trento. Info: 0461.216000 informazioni@apt.trento.it - www. apt.trento.it. Teatro La stanza enorme Trento, Spazio Off di Piazza Venezia. Ore 21. Con la compagnia Bottega Rosenguild, guidata dall'attrice lombarda Elisa Marinoni. Ingresso 8 euro, ridotto studenti e allievi scuole di teatro 6 euro. Info: tel. 333.2753033.


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LE NOSTRE USANZE CAMBIANO

RITROVIAMO QUELLE CHE ABBIAMO LASCIATO ALLE SPALLE Prima dell’hip hop, del punk e del piercing, in un mondo lontano eppure vicinissimo a noi, che cosa c’era? Venite a scoprirlo al Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina di San Michele all’Adige, il maggiore museo italiano di tradizioni popolari locali. La vita contadina di montagna raccontata attraverso gli oggetti quotidiani di una cultura del lavoro.

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USI E COSTUMI

DELLA GENTE TRENTINA

San Michele all’ Adige - Trento via Mach, 2 - 38010 San Michele all’Adige (TN) - Tel. 0461 650314 - 650556 - Fax 0461 650703 - mucgt@museosanmichele.it


trentinoattualità questo mese due matrimoni sulla rubrica dedicata ai fiori d’arancio

i matrimoni del mese

Lei Nome: Elisa Anni: 29 Nata a: Trento Residente a: Trento Occupazione: commerciante Vestito di: Sartoriale Fedu Sposa Scarpe di: In con tro Parrucchiere: Salone Ines Estetista: Calipso

il matrimonio di Elisa e Matteo Si è trattato di un matrimonio veramente poco convenzionale. Una vera festa sganciata dai consueti clichès. A tavola per un'ora scarsa (e non per risparmiare sul menu...), la serata è stata talmente magica che gli invitati si sono divertiti a più non posso grazie alla musica dei Radiottanta. Il tutto tra mille candele e la calda luce della luna piena... 94

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Lui Nome: Matteo Anni: 35 Nato a: Trento Residente a: Trento Occupazione: Immobiliarista Vestito di: In con tro Scarpe di: In con tro


trentinoattualitĂ 

Servizio fotografico a cura di: Lucio Tonina, Trento

Matrimonio: Religioso (intramontabile don Ettore Facchinelli) Data: 21 agosto 2010 Luogo: Ravina di Trento, Fiori: Ortensie e ulivi (allestimento curato da Elisa Cronst) Anello per lui: Unoaerre Anello per lei: Unoaerre Lista di nozze: Viaggi del Sogno - Trento Invitati: 80 Ricevimento: Locanda Margon Bomboniere: Elisa Cronst Intrattenimenti: Radiottotanta, gruppo musicale Viaggio: Seychelles Durata: 15 gg Vivranno a:

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trentinoattualità il matrimonio di verena e alberto Tante le curiosità e le chicche che questo matrimonio ha offerto ai propri invitati: carrellino gelati gelateria Bologna di Mori, degustazione sigari cubani, degustazione liquori e whisky, confettata di confetti Pelino (Sulmona), Ikebana di frutta fresca, open bar dalle 22 alle 2. Non è mancato un tocco di romanticheria: all’arrivo degli sposi, cinquanta palloncini bianchi a forma di cuore si sono levati magicamente in volo. All’uscita della Chiesa, poi, tutti gli ospiti hanno indossato degli sgargianti occhiali a cuore di colore rosso. Anche gli sposi hanno posato con gli stessi occhiali, ma di colore bianco.

vuoi vedere il tuo matrimonio pubblicato in questo spazio? scrivi a redazione@trentinomese.it

Lei Nome: Verena Anni: 31 Nata a: Trento Residente a: Trento Vestito di: Atelier Aimée, via Montenapoleone, Milano Scarpe di: Atelier Aimée, via Montenapoleone, Milano Parrucchiere: Salone Gianni, vicolo del Vo’, Trento Truccatore: Manuel Vialo, Trento

Lui Nome: Alberto Anni: 31 Nato a: Oderzo (TV) Residente a: Tombolo Occupazione: Imprenditore Scarpe di: Barrett 96

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trentinoattualitĂ 

Servizio fotografico a cura di: Lucio Tonina, Trento Matrimonio: Religioso Data: 28 agosto 2010 Luogo: Chiesa di San Pietro, Trento Fiori: 1000 rose vendela 200 anturium 200 wax flower. Bouquet: Florart, Trento Lista di nozze: Cronst Casa, Trento e Argenteria Regina, Padova Invitati: 180 Ricevimento: Villa Bortolazzi Acquaviva Catering: Antoniazzi, Mantova Bomboniere: segnalibro argento con confetti Pelino Intrattenimenti: musica Jazz per l’aperitivo in piscina con la Tiger Band e dopo la cena il gruppo Tre di notte fino alle 3 di notte Viaggio: USA costa ovest (San Francisco, Las Vegas, Gran Canyon, Los Angeles, Santa Monica) e Isole Fiji Durata: 3 settimane Vivranno a:

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trentinoscoop&news

premiate Micol Cossali e Valentina Miorandi renzo FRANCESCOTTI RECENSITO DA LOI

Film Festival di Milano per il cortometraggio "Chiafura"

SUl Sole 24Ore del 12 settembre scorso, tra le "letture"

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ul numero de Il Sole 24 Ore del 12 settembre, nella pagina “Letture” Franco Loi si è occupato della poesia di Renzo Francescotti nel suo articolo “In ascolto dei dialetti”. Il più famoso poeta italiano in dialetto, nonché critico ha scritto: “Non è il dialetto in sé che ci interessa, ma nemmeno la lingua nazionale, e non la poesia o la letteratura. Ci interessa la voce di chi parla e cosa ci dice. Non la chiacchiera, né la vanità né le belle rime i bei costrutti o la sociologia delle lingue.” E tra “le voci di chi parla” Franco Loi cita Francescotti: “Per questo mi piace ascoltare il trentino Renzo Francescotti che dice: ’Certe volte drizzo le orecchie / mi pare che mi passino accanto / parole mai sentite, messaggi / di nuovi mondi. Mi guardo intorno ma nessuno / ci fa caso. Infrasuoni’. ‘ Ma chi sono questi umanoidi/ che s’arrampicano con le macchine /dove passavano solo / i buoi, gli asini e i muli, / che lacerano con trombe elettroniche , / il silenzio dei cieli ? Ma di che tribù sono? // Credono di scappare, sacramento / da una foresta di plastica, / di cavi e di cemento. / E la rifanno qui, ce l’hanno / aggrovigliata nel cervello /la giungla dei grattacieli. / Ma di che tribù sono?’ Franco Loi conclude il suo articolo scrivendo: “ Si dice che la poesia non serva a niente. Certo non è economica, né politica, né sessuale,né sportiva, né altro. È solo parola, e ritmo e suono, come la nostra vita, il nostro corpo, la corrente di un fiume, le onde di un mare, il colore di un fiore, lo stormire di un albero, il tremore di un uomo. E cosa serve un uomo? Se gli togliamo la parola, ben poco…” Franco Loi ha tolto i versi di Francescotti dal suo libro Lóvi solagni- Lupi solitari (Curcu & Genovese, 2007 ) un poema di ben 342 pagine, portato avanti per dodici anni, diviso in cinque sezioni, che ha un’ampia introduzione di Tavo Burat, il grande poeta dialettale e studioso di letterature dialettali e lingue minori recentemente scomparso. Ha riporto i versi nel testo italiano, che figura nell’opera accanto alla stesura in dialetto trentino.

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omenica 12 settembre è stato proiettato al Milano Film Festival il cortometraggio di Micol Cossali e Valentina Miorandi dal titolo “Chiafura”. Il progetto è stato è stato prodotto dal Fondo Ambiente Italiano, Intesa Sanpaolo, Milano Film Festival nell’ambito del progetto “I luoghi del Cuore”. Dar voce alle segnalazioni dei beni più amati in Italia per assicurarne un futuro è lo scopo di "I Luoghi del Cuore", il censimento nazionale promosso dal FAI - Fondo Ambiente Italiano e da Intesa Sanpaolo. Per il secondo anno consecutivo, attraverso la collaborazione con il Milano Film Festival, è stata offerta la possibilità di realizzare un cortometraggio dedicato a un luogo inconfondibilmente italiano, in cui ciascuno possa riconoscersi e riconoscere quel "territorio comune" fatto di cultura, arte e paesaggio che caratterizza in maniera particolare il nostro Paese. Il progetto di Micol Cossali e Valentina Miorandi sulle grotte di Chiafura (comune di Scicli, Ragusa) ha vinto il bando ed è stato realizzato nell’estate 2010.

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sono tanti gli stili di vita (sostenibili) L.I.F.E. E PORTEK CONTEST; arrampicarsi È vita un agosto vigoroso e colmo di vitalità a Lisignago

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abato 21 agosto è stato il giorno di L.I.F.E. Lisignago in festa estate, un appuntamento di festa e di incontro comunitario, organizzato dal locale circolo culturale “Lisignago iniziative”, con il coinvolgimento di tutte le associazioni che operano in paese: donne rurali, gruppo alpini, sezione SAT di Lisignago, molti volontari. I Vigili del Fuoco hanno garantito il servizio d’ordine durante l’intera manifestazione. Tutta la settimana che ha preceduto l’evento ha visto un paese in fermento per preparare luci, cartelloni, ma soprattutto per preparare i diversi avvolti, che hanno ospitato mostre degli artisti paesani: pittori, ceramisti e scultori del legno. Musica, arte gastronomia hanno allietato per una serata il paese

di Lisignago e i tanti visitatori provenienti da tutta la valle e non solo. L.I.F.E. ha inoltre avuto l’onore di ospitare il primo raduno regionale di Street Boulder, agilissimi arrampicatori a mani nude sulle case in muratura, battezzato “Portek Contest” proprio per ricordare i portici di Lisignago, che hanno affascinato i numerosi visitatori con la loro sfida contro la gravità e contro se stessi con impensabili passaggi al limite dell’incredibile. Ivan e Igol, organizzatori dell’iniziativa, hanno percorso per diverse settimane i vicoli, i portici e le strette strade del centro di Lisignago individuando più di 100 “blocchi” ossia percorsi di variabile difficoltà sui quali si sono cimentati gli iscritti al raduno. Più di cento persone, entusiaste per le varie prove da superare e per l’accoglienza riservata: il numeroso pubblico era entusiasta. L.I.F.E. è stato un vero momento di vitalità per gli abitanti di Lisignago, che hanno dato prova di grande ospitalità e hanno potuto mostrare angoli e scorci sconosciuti ai più, ma che rendono il centro storico tra i più caratteristici e non ancora alterati dell’intera valle di Cembra.

dal 30 ottobre al 1 novembre, a trento si Fa' la Cosa Giusta!

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orna dal 30 ottobre al 1 novembre la fiera “Fa' la Cosa Giusta! Trento”, e anche quest'anno le conferme saranno molte più delle novità. Da sempre alla ricerca di quella qualità che dura nel tempo, giunti alla sua sesta edizione la fiera trentina del consumo critico e degli stili di vita sostenibili Trentino Arcobaleno e Iniziative Confesercenti si sono poste anche quest'anno l'obiettivo di ritoccare solo quegli aspetti ancora perfezionabili. Se “squadra che vince non si cambia”, perché dovrebbe cambiare una manifestazione che ha dimostrato di essere tanto apprezzata da visitatori ed espositori? I punti di forza riconosciuti di “Fa' la Cosa Giusta! Trento” sono il calore della atmosfera che si respira e la costante ricerca di coerenza con i valori di eticità e sobrietà che sono i veri fondamenti della fiera stessa, sarebbe un peccato rischiare di rovinare tutto in nome di quella frenesia di rinnovamento e consumo accelerato che gli stessi espositori cercano di combattere. E in ogni caso amore per la tradizione non vuol dire rinunciare a migliorare, e quanti si sono persi l'edizione 2009 per paura di ritrovare le code all'ingresso del 2008, non hanno potuto apprezzare la nuova disposizione esterna del mercatino biologico, che oltre a conferirgli un aspetto ancora più caratteristico, ha migliorato in modo sostanziale la vivibilità degli spazi interni. Difficile invece migliorare su quelli che sono da sempre i fiori all'occhiello della sorella trentina della fiera nata a Milano ormai sette anni fa su iniziativa della casa editrice Terre di Mezzo. Primi fra tutti l'attenzione ai più piccoli (che da sempre merita alla fiera il marchio Family in Trentino), e il servizio ristoro, che lo scorso anno grazie alla collaborazione della condotta del Trentino Alto Adige di Slow Food ha servito con ordine e tempismo quasi 800 persone, che potevano scegliere fra la polenta Spin della Valsugana con formaggi bio alla piastra e funghi, lo sformato di verdure con insalata di cappuccio e mele con comino, e l'orzotto alla zucca con fasoi en bronzon. Espositori e programma completo della fiera, che aprirà i battenti sabato 30 ottobre alle 9 nei padiglioni di Trento Fiere in via Briamasco 2, sul sito www.trentinoarcobaleno.it.

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Foto: Liba Taylor/ActionAid - Grafica: Marco Binelli

E L I G A R F

Adotta un bambino a distanza, rendi la sua vita meno fragile! Crescere, studiare, giocare: per un bambino senza cibo e senza diritti tutto questo diventa infinitamente più difficile, se non impossibile. Ma tu puoi fare qualcosa. Con l’adozione a distanza puoi garantire cibo, acqua pulita, istruzione e cure mediche ad un bambino e alla sua comunità. Basta meno di un euro al giorno. Per ricevere le informazioni sul bambino e la comunità che potrai sostenere, spedisci in busta chiusa il coupon qui riportato a: ActionAid - Via Broggi 19/A - 20129 Milano, invialo via fax al numero 02/29537373 oppure chiamaci al numero verde 800 018 618. Nome

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Ai sensi del d.lgs. 196/2003, La informiamo che: a) titolare del trattamento è ActionAid International Italia Onlus (di seguito, AA) - Milano, via Broggi 19/A; b) responsabile del trattamento è il dott. Marco De Ponte, domiciliato presso AA; c) i Suoi dati saranno trattati (anche elettronicamente) soltanto dai responsabili e dagli incaricati autorizzati, esclusivamente per l’invio del materiale da Lei richiesto e per il perseguimento delle attività di solidarietà e beneficenza svolte da AA; d) i Suoi dati saranno comunicati a terzi esclusivamente per consentire l’invio del materiale informativo; e) il conferimento dei dati è facoltativo, ma in mancanza non potremo evadere la Sua richiesta; f) ricorrendone gli estremi, può rivolgersi all’indicato responsabile per conoscere i Suoi dati, verificare le modalità del trattamento, ottenere che i dati siano integrati, modificati, cancellati, ovvero per opporsi al trattamento degli stessi e all’invio di materiale. Preso atto di quanto precede, acconsento al trattamento dei miei dati. ZLP10

Data e luogo

Firma

Per informazioni chiama lo 02/742001, vai sul sito www.actionaid.it o scrivi a richieste@actionaid.org


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Il mondo del merlot per gli appassionati a pergine, La sciarpa più lunga d’Italia Srotolata a lungo le strade della cittadina valsuganotta

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accaduto domenica 12 settembre, la sciarpa più lunga d'Italia ha sfilato nel centro di Pergine Valsugana. Lunga qualcosa come tre chilometri e 150 metri e nata da 1.100 chilometri di filato del peso di 4,5 quintali. Per realizzarla, 350 persone hanno lavorato per un totale di 25mila ore. Alla fine, per strade del centro storico, ci sono volute circa cinquecento persone per srotolare la variopinta sciarpa, tra la curiosità e il divertimento di molti cittadini e qualche turista. La Sciarpalonga è sorta da un'idea dell'artista Marisa Fontanesi ed ha coinvolto un gran numero di persone pronte a raggiungere l’obiettivo di creare la sciarpa più lunga. L’iniziativa è stata portata avanti oltre che dal comitato organizzatore, anche dalle varie associazioni e circoli della città. Più che un tentativo (riuscito) di record, questo evento è stato un simbolo di socializzazione, un’occasione in cui tante persone hanno potuto dialogare e collaborare perseguendo lo stesso fine. Alla Sciarpalonga hanno partecipato, infatti, gli alunni delle scuole, gli ospiti della casa di riposo, gli iscritti alle associazioni e tanti altri. Ma dove andrà a finire adesso questo lunghissimo pezzo di tessuto? In quale gigantesco armadio verrà riposta? Naturalmente in quello della solidarietà. Come ci confida Elia Bernardi, uno degli organizzatori, “durante il prossimo Mercatino di Natale chiunque potrà acquistare un metro dei tremila srotolati domenica 12 per le strade di Pergine”. Il ricavato sarà interamente devoluto in beneficenza a favore dei bambini del villaggio S.O.S di Trento. Perché il calore dei sentimenti buoni che hanno generato questa iniziativa possa diventare un caldo abbraccio per chi ne ha veramente bisogno.

dal 22 al 24 ottobre, undicesima edizione ad aldeno

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itorna dal 22 al 24 ottobre l’undicesima edizione di MondoMerlot organizzata come sempre dal Comune di Aldeno. La rassegna che rappresenta l’evento enoico più importante sul territorio trentino è da anni punto di riferimento nazionale per quanti (tecnici, operatori di settore, giornalisti, opinion maker ecc.) si occupano del prestigioso Merlot. Anche questa edizione si presenta, come sempre, all’insegna della qualità con una serie di eventi di grande richiamo ed interesse. Vogliamo ricordare il Concorso nazionale (che si svolgerà ad Aldeno nella settimana precedente), la Mostra dei Merlot d’Italia con etichette provenienti da tutto il territorio italiano fra le quali le migliori aziende produttrici e la Tavola rotonda sui Merlot del Trentino. In sala tasting si troveranno anche la selezione Top Merlot (dieci aziende che rappresentano il meglio della produzione nazionale) e la sezione “anteprima”. Poi le numerose ed eccellenti degustazioni enogastronomiche previste: da quella proposte da Trentino Spa/CCIAA a quella dei vincitori del Concorso che si svolgerà a Palazzo Geremia di Trento dove verrà anche conferito il “Premio alla Carriera” a Giannola Nonino, regina incontrastata delle grappe e distillati nazionali. Poi la novità assoluta: una presentazione di New Merlot nazionali di quattro grande aziende che avrà come sede la prestigiosa Sala Grande del Castello del Buonconsiglio. L’abbinamento fra vino e gastronomia sarà curato ancora dallo chef stellato Claudio Melis che proporrà un evento straordinario sulla cucina etica con interventi di Adua Villa, nota sommelier e volto della trasmissione televisiva di Rai 1 “La Prova del Cuoco”.

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a tutto (Ice Sledge) Hockey in val di non Le bollicine ferrari inaugurano Eataly nel cuore di new york, con il sindaco Bloomberg,

dal 29 al 31 ottobre sul ghiaccio del Palasmeraldo di Fondo

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aranno le rappresentative di Italia, Germania e Repubblica Ceca a dare vita ad un torneo internazionale di Ice Sledge Hockey (per disabili) in programma dal 29 al 31 ottobre sul ghiaccio del Palasmeraldo di Fondo. Un incontro che l’U.s. Ronzone Sportinsieme ha voluto per festeggiare i 25 anni di attività organizzativa del programma “lo

sport per l’handicap”. Due delle formazioni che si contenderanno il Premio Val di Non che è alla seconda edizioni sono reduci dalle Paralimpiadi di Vancouver in Canada, cioè la squadra azzurra e quella Ceca che si era aggiudicata la prima edizione, due anni fa. Collabora all’organizzazione l’Hockey Club Fondo con la disponibilità della locale amministrazione comunale.

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l Ferrari? “Quasi meglio del vino per dire messa”. È la battuta che s’è lasciato sfuggire Timothy Dolan, arcivescovo di New York, brindando con il sindaco Michael Bloomberg all’inaugurazione di Eataly. È infatti con bollicine Ferrari che si è festeggiato, martedì 31 agosto, in occasione del taglio del nastro del primo Eataly negli States, un palcoscenico per il meglio della gastronomia e dell’enologia italiane di settemila metri quadrati, posto all'incrocio fra le due più celebri vie della Grande Mela: la Fifth Avenue e Broadway. Oscar Farinetti, l’inventore di Eataly, si è proposto nel cuore di New York con partner quali la famiglia Bastianich e Mario Batali, scegliendo per il momento più solenne, come già per l’inaugurazione dei precedenti, le bollicine italiane per eccellenza. Il Ferrari non si limiterà a bagnare l’inaugurazione: sarà presente in tutti i ristoranti di Eataly e protagonista di molti degli eventi che faranno del 200 della Fifth Avenue uno dei must di New York. Il ruolo centrale di Ferrari ad Eataly si iscrive nel più ampio quadro del piano che la casa trentina ha recentemente avviato per consolidare la propria presenza negli Stati Uniti. In quanto simbolo dello stile di vita italiano, Ferrari sempre più spesso è scelto dai locali di tendenza ed accompagna gli eventi più glamour di tanti marchi dell’eccellenza del made in Italy. 104

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Francesca e Marco di Mattarello, in viaggio di nozze in Cina, non hanno voluto rinunciare alla loro lettura preferita.


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Aldo pancheri espone a milano L'amicizia aiuta a vivere bene e più felici La mitica giuseppina questo mese ha assistito alla rappresentazione del teatro dell'uovo de l'aquila. Quindi, alla biennale di architettura a venezia

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a nostra mitica Giuseppina continua con le sue feste dell'amicizia, perchè, come lei stessa ama ricordare, dice che aiuta a vivere e secondo lei è il vero ingrediente della felicità. Pochi sentimenti riempiono il cuore e sono così forti e

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allo Spazio Symposium XXI in compagnia di Adalberto Borioli

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i intitola Percorsi Paralleli la mostra che l’artista trentino Aldo Pancheri terrà allo Spazio Symposium XXI (Milano, via Stampa 6/a) in compagnia del milanese Adalberto Borioli. L’inaugurazione è prevista per il 21 ottobre alle 18 e l’esposizione sarà visibile fino al 7 novembre. I due artisti, concretano il proprio mondo espressivo in linguaggi molto diversi ma con una comune sensibilità nell’operare. Considerando due rette parallele come due enti geometrici che non hanno alcun punto in comune e che conservano distanza costante in ogni loro punto, potremmo evidenziare nelle opere dei due artisti espositori una sola matrice di assonanze tecniche ma una volontà di perseguire un proprio mondo senza nessun contaminazione. Borioli si esprime con una fattualità del tutto manuale e una sottesa geometria è alla base delle opere in cui si evidenzia una sensibilità coloristica e un’armonia di passaggi tonali che rispecchiano la fondamentale personalità dell’artista. Pancheri attua un gioco creativo di scomposizioni e ricomposizioni di soggetti figurativi in spazi astratti determinando accostamenti imprevedibili e provocatori che suggeriscono la situazione del mondo contemporaneo sotto il segno dell’immaginario collettivo non dichiarato. Tecnicamente Pancheri associa opere totalmente manuali a composizioni multimediali con l’intervento del computer e l’uso del collage.

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delicati come l'amicizia. Il desiderio della nostra beniamina è appunto dedicarla a tutti con affetto. Divertente è stato il "Party teatro" con gli attori del Teatro dell'Uovo dell'Aquila, del quale ne è brava regista Cristina Giambruno e scenografo Antonio Massena. Si è trattato di una sorta di spettacolo itinerante di recite e balletti che si spostava tra le varie sale del castello del Buonconsiglio, e culminato con una grossa ovazione finale da parte di tutti gli amici invitati da Giuseppina. Infine, emozionante è stato il ritrovarsi alla Biennale di Architettura a Venezia, dove l'amica Ada Benetton ricordava – commossa – il suo consorte e grande scultore Toni.

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1. Franca Rigotti, bibliotecaria di Vigolo Vattaro 2. Giuseppina tra Alberto Folgheraiter e un amico della GdF 3. Rosanna, Antonio, Giuseppina, Gisella, Luisa e Giorgio 4. L'assessore Franco Panizza e due sorelle di Merano 5. Cristiana, Giuseppina,medico Alberto Marcolla, Ivonne e la signora Rocchi 6. Giuseppina con la Contessa Maria Fede Caproni

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I tempi cambiano. Dal 9 settembre i nuovi orari invernali urbani

Disponibili presso le biglietterie delle autostazioni e presso il punto informazioni della Trentino trasporti esercizio all’interno della stazione FFSS di Trento oppure consultabili sul sito www.ttesercizio.it

                                                


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Una grappa da favola e in tiratura limitata ecco come Segnana ha voluto festeggiare i suoi primi 150 anni

Lucia Nardelli

C’

era una volta un carro sul quale erano stati sistemati alcuni alambicchi e che, trainato da due cavalli, andava di maso in maso, di valle in valle, per distillare le vinacce fresche. Era il 1860, il Trentino era una provincia dell’Impero Austro-Ungarico e il proprietario di quel carro, Paolo Segnana, aveva creato una distilleria condotta - una delle pochissime di cui si abbia testimonianza - grazie all’autorizzazione concessa da Vienna ai viticoltori trentini a distillare le vinacce per 24 ore. Centocinquant’anni dopo il carro con gli alambicchi è scomparso, mentre il nome Segnana si è affermato quale sinonimo di grappa d'eccellenza, alternativa di alto livello ai distillati di importazione ed espressione all'estero di un'italianità raffinata. Segnana, rilevata nel 1982 dalla

Mauro, Marcello, Camilla e Matteo Lunelli con il Governatore Lorenzo Dellai

Mirko Scarabello e Alessandro Cecchi Paone

famiglia Lunelli, da generazioni alla guida delle Cantine Ferrari, si racconta oggi in una distilleria all’avanguardia nella quale la sintesi tra tensione all’innovazione e rispetto della tradizione esprime distillati di rara morbidezza, e propone un modo nuovo di vivere la grappa. Le vinacce provengono dalle uve che danno le bollicine Ferrari e la loro freschezza, requisito indispensabile per grappe di qualità, è garantita dalla contiguità tra le Cantine Ferrari e la Distilleria Segnana. Un secolo e mezzo di una storia così gloriosa merita di essere celebrato e la famiglia Lunelli festeggia la ricorrenza presentando una nuova grappa che, custodita gelosamente per oltre un decennio, ha tutte le caratteristiche della straordinarietà. Segnana Anniversario, questo il suo nome, è espressione di vinacce di Chardonnay provenienti dal vigneto di Maso Pianizza, da cui nasce un fuoriclasse come il Giulio Ferrari, ed ha respirato per ben 12 anni in botti dei migliori legni europei. Nel ricordo della data di nascita, le eleganti bottiglie di Segnana Anniversario, ognuna numerata, sono 1860. 107

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Museo Storico Italiano della Guerra

Castello di Rovereto

Il Museo della Guerra, inaugurato nel 1921 per preservare la memoria della Grande Guerra, espone armi, uniformi, fotografie, cimeli, manifesti, oggetti della vita di trincea, onorificenze, lettere e diari. Tre nuove sale parlano del secolo che va da Napoleone alla Prima guerra mondiale (1800-1914). Conserva una collezione di armi bianche e da fuoco dei secoli XV-XX e una sezione dedicata alla Seconda guerra mondiale. Il Museo della Guerra è ospitato nel quattrocentesco Castello di Rovereto, esempio unico di rocca veneziana in Trentino. Mostra temporanea PAESAGGI DI GUERRA Il Trentino alla fine della Prima guerra mondiale Vallagarina 10 luglio – 31 ottobre 2010

orari gennaio – dicembre martedì – domenica 10.00 – 18.00 chiuso lunedì non festivi, 24, 25, 31 dicembre e 1 gennaio Museo Storico Italiano della Guerra - onlus via Castelbarco 7 Rovereto www.museodellaguerra.it info@museodellaguerra.it Tel. 0464 438100 Informazioni sulle iniziative dedicate alla Prima guerra mondiale in Trentino www.trentinograndeguerra.it


trentinoscoop&news

Il libro del mese Luci, poesia e arte: sul giroscale si può artisti riuniti al Civico 66 di via San Martino a Trento

È

stata dura ma ce l’hanno fatta. I sedici artisti hanno lavorato tutta la notte al Civico 66 di via San Martino a Trento e hanno mostrato le loro opere al pubblico per tutto il mese di settembre. “Solo a Parigi, a Londra o a Berlino abbiamo visto degli spazi utilizzati in modo simile”, ha esclamato la mattina dell’11 settembre una signora al Civico 66 di via San Martino, “non capita tutti i giorni che le porte delle case si aprano cosi al pubblico e alla cultura”, ha concluso la prima ospite della prima mattina. Sul giro scale quindi un insieme di arti si abbracciano in un turbinio di emozioni. Marco Parisi (Trento) utilizza l’arte della fotografia insieme con Fabrizio Contino Gravantes (Palermo) e Massimo Giovannini (Trento), Omar Pizzini (Trento) si presenta con dipinti e installazioni, Lisa Pagnacco (Trento) propone dipinti e l’arte del murales, Susanna Barbacovi (Taio) mette in mostra foto e dipinti, Viky Keller (Trento) e Roberta Oss si presentano con i loro scritti, mentre Marcello Trotter (Madrid) e Flavio Palermo (Trento) parlano con i loro dipinti. Francesco Carlau (Teramo) offre l’arte del fumetto, mentre Francesco Lorenzi (Trento) e Cristina Pucher realizzano pezzi di design, Lorenzo Carlucci ha preparato delle installazioni e tutto l’impianto luci, tutto sotto la direzione artistica di Matteo Lorenzi (Trento) e Andrea Grisenti (Trento). 110

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C'è stato un tempo in cui il trentino era un unico, grande avamposto di guerra. Volker Jeschkeit prosegue con questo volume le sue ricerche sulle fortificazioni del primo conflitto mondiale Questo libro si occupa degli avamposti della Fortezza di Trento e della linea del fronte di quello che allora veniva definito «Grenzabschnitt Nr.6-Valsugana» (settore di confine n. VI). Ampie porzioni di questo distretto difensivo facevano capo al vecchio Sbarramento di Tenna del XIX secolo, che venne disarmato nel 1915. Il disarmo di questo sbarramento e il successivo trasferimento dei pezzi dei due vecchi forti di Tenna e Colle delle Benne, ebbero come conseguenza lo spostamento in avanti della linea di difesa che venne a coincidere con la catena Kesseljoch-FravortWeitjoch-Semperspitz-Panarotta sul versante nord della Valsugana; tale linea proseguiva il suo corso scendendo lentamente verso il fondovalle in direzione di Levico, per agganciarsi ad ovest di Borgo, presso Novaledo, alla linea Monte Barco/Carbonile e Monte Persico, che si trova all’ombra del versante nord del Monte Vezzena. Lo stesso Monte Vezzena apparteneva già al settore di confine n. V (Altopiano di Lavarone e Folgaria). Quest’ultima parte della linea fu potenziata solamente nell’autunno/inverno del 1915, dal momento che, per quanto lentamente, l’esercito italiano proveniente da Ospedaletto avanzava inesorabilmente nella Valsugana occidentale ed era giunto ad occupare anche la Val di Sella. Il paese di Caldonazzo, che costituiva un punto di appoggio strategico per i rifornimenti dell’esercito austroungarico, venne così a trovarsi nel settore di tiro dell’artiglieria italiana. L’esercito italiano non intraprese tuttavia, né nel corso del 1915 né all’inizio del 1916, consistenti azioni offensive nel settore della Valsugana. Se è vero infatti che si ebbero cruenti scontri nell’area del Monte Panarotta e nelle sue zone dirimpettaie (Sant’Osvaldo, Malga Broi e il Monte Carbonile sul versante opposto della valle), è altrettanto vero che si trattò di azioni circoscritte, effettuate con forze relativamente deboli che poterono essere respinte anche da difensori raggruppati in guarnigioni ben poco nutrite. Nella difesa da questi attacchi nemici giocò un ruolo decisivo il parco di artiglieria che era stato allocato in numerose postazioni all’aperto e che si componeva di cannoni prelevati da forti disarmati, di obsoleti pezzi di riserva dell’arsenale della Fortezza di Trento e di nuove batterie appena messe in postazione che già dovevano servire per la preparazione dell’Offensiva di primavera del 1916. In ogni caso l’avversario sottovalutava enormemente la potenza di fuoco, l’azione di tiro e la dotazione


trentinolibreria Chiara Arrighetti Un’oncia di rosso cinabro CartaCanta

Lino Beber e Marzio Zampedri Le Genealogie Perginesi rivisitate Parrocchia di Pergine Valsugana

In una notte di aprile del 1499, mentre il prezioso feudo di Cotignola lotta contro l’ennesima epidemia di atra mors, un omicida si aggira pericolosamente per la bottega di Francesco e Bernardino Zaganelli, pittori di prestigio imparentati con la dinastia degli Sforza. Può essere lui il responsabile anche della propagazione del male? Il Consiglio Generale e il notaio criminale Tommaso Buonanno spingono le accuse in un’unica direzione, solo apparentemente scontata. L’odio che divide i due fratelli e la scomparsa di alcune pagine di un preziosissimo almagesto alchemico coinvolgono Stefano di Bondinello, il miglior allievo della bottega, perdutamente innamorato di Luna Zaganeli, in una spirale di avvenimenti sempre più misteriosi e inestricabili. Ritratto di un Rinascimento luminoso e insieme inquietante, dove le vicende artistiche e passionali dei personaggi si intrecciano a quelle di un piccolo centro della pianura ravennate. Chiara Arrighetti è nata a Trento nel 1961. Questo è il suo secondo romanzo storico.

Il corposo volume, di oltre 900 pagine corredate da 1400 fotografie inedite, è frutto della ricerca che riguarda 170 delle 200 famiglie presenti nel Decanato di Pergine. La ricerca storica è stata realizzata da don Tomaso Vigilio Bottea, che fu parroco e decano dal 1860 al 1879. Dopo un paziente lavoro durato 10 anni completò l’opera elaborando gli alberi genealogici di oltre 200 famiglie che vivevano a Pergine e nei paesi del decanato. L’elenco delle genealogie inizia con i cognomi Amech e termina con Zott. Tra le famiglie ancora presenti e più diffuse si ricordanmo gli Oss e i vari sottogruppi, i Paoli, Pallaoro, Carlin, Fruet, Demozzi, Gadler. Il volume è frutto di alcuni anni di lavoro di Lino Beber e dello storico Marzio Zampedri, con la collaborazione di Umberto Frisanco, del fotoamatore Antonio Sartori e del tipografo Ezio Carlin, supportati dall’interesse di don Remo Vanzetta che aveva trovato copia dell’opera del Bottea conservata presso la Biblioteca comunale di Trento.

d’artiglieria a disposizione dell’esercito imperial-regio. Le cifre relative alle perdite subite nel corso degli sfortunati attacchi effettuati in questo settore sono molto eloquenti. A partire dall’autunno del 1915 l’esercito austro-ungarico si era inoltre già rintanato nei suoi rifugi scavati in profondità nella roccia e disponeva di un dedalo di postazioni servite da un’ampia e articolata rete di approvvigionamenti, costituita principalmente da strade e teleferiche. Le strategiche posizioni occupate dai difensori, come quelle sullo stesso Monte Panarotta e il suo sviluppo verso il fondovalle, erano già state fortificate con due linee di difesa parallele, dotate di numerosi punti di appoggio, caverne di ricovero e casematte in calcestruzzo con postazioni per mitragliatrici; anche il potente caposaldo di artiglieria di Busa Grande, con la sua batteria in caverna a cupole corazzate, era già stato ultimato. Nel corso di alcune azioni circoscritte (es. Monte Broi e S.Osvaldo), i difensori riuscirono a mantenere saldamente sia i loro avamposti che le postazioni principali. Gli Alti Comandi italiani si erano ancora una volta lasciati sfuggire il momento propizio. Vale la pena ricordare che geograficamente questo settore non rientrava già più nell’effettiva area di competenza della Direzione del Genio di Trento, che terminava sul fondovalle, presso i vecchi forti di Tenna e Colle delle Benne; nella progettazione e nella costruzione delle nuove e più resistenti fortificazioni campali vennero tuttavia coinvolti ugualmente gli esperti ufficiali di

Alidad Shiri Via dalla pazza guerra. Un ragazzo in fuga dall’Afghanistan Il Margine «Mi chiamo Alidad Shiri. Il mio nome vuol dire “dono di Alì”. Il mio cognome, Shiri, indica l’abbondanza e la bontà del cibo. Vuol dire infatti: tanto latte, molto dolce. Sono cresciuto in Afghanistan, nella città di Ghazni, ma quando avevo nove anni i talebani hanno ucciso il mio papà. Pochi mesi dopo la mia mamma, la mia sorella più piccola e la mia nonna sono morte sotto un bombardamento. Allora, con i miei zii, mio fratello e mia sorella più grandi siamo emigrati in Pakistan perché per noi era pericoloso rimanere. Ma lì non c'era futuro per me. Con un amico sono emigrato clandestinamente in Iran dove ho lavorato per due anni in una fabbrica di Teheran finché ho guadagnato abbastanza soldi per fuggire in Europa. Dopo un lungo e pericoloso viaggio sono arrivato in Alto Adige legandomi sotto un tir che partiva dalla Grecia. Adesso ho sedici anni e vivo a Merano. Con l'aiuto della mia insegnante di italiano, Gina Abbate, vi racconto la mia storia».

Stato Maggiore della Direzione del Genio di Trento, che non mancarono di soddisfare la fiducia che si riponeva in loro. Poiché l’esercito italiano aveva arrestato la propria avanzata a fondo valle, fermandosi ad est di Borgo Valsugana, si riuscì a costruire, intorno ai vecchi forti, ormai in disarmo, una seconda linea di sbarramento molto ad ovest di Levico, che si sviluppava direttamente davanti al fronte orientale della Fortezza di Trento. Questa linea proseguiva poi verso Caldonazzo e si inerpicava sulla china del Monte Sommo (oggi chiamato Somi) per raggiungere infine il massiccio della Vigolana. Un’ulteriore linea di difesa solo iniziata e mai completata, conduceva a nord di Pergine sul Monte Brada e su Costalta per raccordare il sistema di fortificazioni, attraverso il passo di Redebus, con le linee approntate sulla catena del Lagorai. Questa nuova linea avrebbe permesso di compensare anche l’eventuale perdita della Panarotta, dal momento che la linea del fronte e la nuova linea di difesa erano separate l’una dall’altra dalla lunga Val dei Mocheni.

Volker Jeschkeit

Le linee avanzate della Fortezza di Trento Curcu & Genovese (Euro 24, pagine 280)

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trentinoscoop&news

La degustazione più alta del mondo in nome e per conto della biodiversità Un corso e un concorso per sensibilizzare sul tema

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’anno 2010 è stato dedicato dalle Nazioni Unite al tema della biodiversità, un tema che, come emerge da alcuni dati, non solo è di grandissima attualità, ma la stessa sopravvivenza del pianeta è legata alla conservazione della biodiversità. Ogni giorno scompaiono 74 specie di animali, piante, insetti, nella foresta amazzonica vero polmone della Terra, vengono distrutti ogni anno 100mila km quadrati di foresta vergine. Le conseguenze? Negli ultimi 50 anni le vittime di catastrofi naturali sono aumentate del 900%. E’ partendo da questi dati che l’Associazione Scuola Senza Frontiere, (un’associazione nata all’interno del mondo scolastico, ma aperta anche a tutte le persone di buona volontà interessate ad uno sviluppo più equo e solidale), ha deciso di chiamare a raccolta pubblico e privato per un progetto di sensibilizzazione su questo tema. Il progetto è partito con un corso di aggiornamento per insegnanti iniziato alla presenza di Marco Depaoli, presidente del Consiglio Regionale che assieme all’assessore alla Solidarietà internazionale Lia Giovanazzi Beltrami, ha sostenuto il progetto. Si tratta, come hanno ricordato i dirigenti dell’associazione: Marina Borlotti e Carlo Bridi, di un progetto molto articolato che vede coinvolto innanzi tutto il mondo della scuola, ma anche i Comuni tramite il loro Consorzio, e le associazioni sensibili a questo tema che operano sul territorio. A sottolineare l’importanza dell’iniziativa anche

Un momento dell apresentazione del concorso, con l'assessore Beltrami e il presidente del Consiglio Regionale Marco Depaoli 112

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È il Simposio Top Wine 2950: il 23 ottobre sul Sass Pordoi

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’appuntamento enogastronomico più alto al mondo si svolge sabato 23 ottobre sulla vetta del Sass Pordoi, a pochi chilometri da Canazei. È il Simposio Top Wine 2950, manifestazione nata dalla collaborazione fra la Società Incremento Turistico Canazei, i Sommeliers di Fassa e Fiemme e l’Associazione Vignaioli del Trentino. Nella fiabesca cornice delle Dolomiti, a 2950 metri, il Rifugio Maria è teatro di un evento unico che fonde gusto, cultura e bellezza. Protagonisti i 30 migliori produttori trentini ed i loro vini prestigiosi, accompagnati dai prodotti tipici del territorio, come salumi, formaggi e prodotti da forno. Un’occasione, dunque, per verificare la teoria degli esperti secondo cui il vino in alta quota esalta tutte le sue caratteristiche. E per chi vuole soddisfare la voglia di contatto con la natura non manca la possibilità di fare splendide escursioni nel Gruppo del Sella lungo sentieri solitamente già innevati. Raggiungere il rifugio è facile, grazie alla funivia che in soli 4 minuti collega il Passo Pordoi alla terrazza panoramica del rifugio. Il Simposio Top Wine 2950 promette d’essere un’occasione grandiosa per conoscere il mondo enologico trentino, per godere della natura selvaggia di queste montagne e per portare con sè il suggestivo ricordo del panorama mozzafiato delle vette dolomitiche viste dall’alto. INFO Tel. 0462.608811 - 0462.601178

la presenza del presidente del presidente del Consiglio del Sistema Educativo provinciale Stefano Cagol. Il corso si sviluppa in 4 incontri il primo dei quali ha visto come relatore il Vescovo di Kotido in Uganda Giuseppe Filippi; Carlo Bridi ha presentato il video del quale è autore dall’eloquente titolo: "La Biodiversità? Un problema che interessa tutti". Gli altri incontri hanno visto susseguirsi come relatori i dirigenti del Museo di Scienze Naturali, esperti di tecniche di divulgazione nelle scuole, oltre ai dirigenti e due volontari dell’associazione: Silvia e Giuliano che hanno dato 10 mesi del loro tempo impegnandosi in prima linea in Congo ed in Uganda. Il video diventerà lo strumento base per tutti i 150 incontri previsti. Da esso emerge come la riduzione di biodiversità metterà a rischio il futuro di milioni di persone. Con il patrocinio del presidente del Consiglio Provinciale Giovanni Kessler, e con la collaborazione dell’Assessorato all’Istruzione, è stato inoltre indetto un concorso a premi aperto a tutte le scuole di ogni ordine e grado sul tema della biodiversità con scadenza per la presentazione degli elaborati al 15 marzo 2011. Per saperne di più: www.scuolasenzafrontiere.it info@scuolasenzafrontiere.it; carlo.bridi@fastwebnet.it


trentinofotoromanzo di Carlo Martinelli

IL SIGNORE DELLE COPERTINE

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enne al mondo di martedì. 17 giugno 1919, a Pergine Valsugana, da Ida Pinter e Luigi Bertoletti. Lui, Giulio (Gino e Cesira gli altri fratelli) in Trentino sarebbe rimasto fino all’età di 17 anni. Poi, quando già si era intuito in lui una felice mano artistica – aveva frequentato l’Istituto Sant’Ilario di Rovereto – se ne andò a Milano in cerca di fortuna. E la trovò, eccome se la trovò. Lo si può ben dire: Giulio Bertoletti è stato uno dei maestri dell’illustrazione popolare italiana. Celebre – soprattutto – per le coloratissime, rasserenanti copertine realizzate, negli anni Cinquanta, per il settimanale Grand Hotel. Disegnò le castigatissime "sartine" del dopoguerra ed approdò ai più succinti abiti dei turbolenti anni Sessanta e Settanta. Adesso, nell’era televisiva, sembra di parlare della preistoria. Eppure Bertoletti prestò la sua mano – e ne ebbe in cambio fortuna e guadagno – al settimanale nato nel 1946. Grand Hotel fu il più grande fenomeno editoriale nell’Italia del dopoguerra, raggiungendo il milione di copie vendute dopo appena sei mesi di pubblicazione. Partito con storie disegnate (l’altra grande firma fu quella di Walter Molino), deviò presto verso il fotoromanzo. Ma le copertine rimasero a lungo rigorosamente disegnate, e le donne sorridenti di Bertoletti, e gli uomini dai capelli sempre perfetti e dalle sopracciglia volitive, affascinarono più di una generazione di lettrici.

Oltre a Grand Hotel, Bertoletti lavorò anche per La Domenica del Corriere e illustrò le copertine di molti romanzi, da Liala a Ellery Queen. Realizzò anche pin-up e illustrazioni per calendari, caratterizzate da un candido erotismo. Disegnò pubblicità. Realizzò francobolli. Visse tra Milano e la Svizzera e morì troppo presto, il 13 settembre del 1976, lunedì, a Sant’Angelo Lodigiano. Ci ha lasciato migliaia di copertine, una vita appartata e riservata e, persino, un piccolo mistero. Disegnò (e scrisse i

testi) di un fumetto fantareligioso, Crist-031. Per una volta lasciò il suo inconfondibile marchio di fabbrica – le stupende copertine che avevano per protagoniste donne bellissime con le sembianze delle più famose star di Hollywood di quel periodo – e nel 1975 si cimentò in una vicenda ambientata in un «mondo non individuabile in un punto indefinito di una galassia cosmica. Un regno fatto di luce e d'amore, di gioia e d'altruismo. E in un altro punto dello spazio, gli Abissi Neri dominati da Potenza Nera, il nemico, l'angelo bellissimo e traditore, il portatore dell'antimateria, proteso alla scalata del mondo, diabolico». Uscì un solo numero di questo fumetto, Potenza nera, anche se in quarta di copertina venivano annunciati due numeri successivi (La maledizione e Il caos)…

La memoria restituisce persone e cose che pensavamo dimenticate per sempre o delle quali neppure sospettavamo l’esistenza. Questo è FOTOromanzo. Una immagine che ritorna. Dentro la memoria delle storie.

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trentinoenogastronomia Lettera ALLA REDAZIONE

Gentilissima Signora Burlini,

Non posso proprio evitare di scrivere la mia dopo aver letto la recensione su Maso Tratta. Ho l’impressione che stavolta ci si sia spinti ben oltre un – pur critico – giudizio. Soprattutto perché di critico c’è ben poco ed abbondano invece frecciatine più o meno gratuite, allontanandosi così da informazioni che potrebbero interessare il lettore, per dilungarsi, con tentativi di virtuosismi letterari, in pseudo pettegolezzi che nulla aggiungono a chi legge. Pure io sono stata a Maso Tratta – locale agrituristico. Ciò significa che le 5 margherite si riferiscono agli aspetti relativi alla tipicità dell’offerta, al paesaggio, alla professionalità dell'operatore ed altro, non di certo alle calzature utilizzate dalle cameriere o all’altezza delle luci. Il menu si presenta con una variegata scelta fra piatti tipici della cucina trentina, con sempre una nota di originalità nella presentazione dei piatti. L’accoglienza è buona; calda cordialità senza scadere nell’invadenza fanno di Maso Tratta il “bel posto” dove recarsi coi propri familiari più volte, certi di stare bene sentendosi come a casa. Così come è il bel posto dove portare degli ospiti o dove festeggiare una ricorrenza certi di fare bella figura. Trovo infine inopportune e persino sgradevoli le tre lezioni di vita. Qualunque lettore si sia trovato a consigliare ad altri Maso Tratta – come me – non può accettare di dover essere “SELEZIONATO BENE”. Dove sono – alla fin fine – i commenti sulla qualità dei piatti serviti? Pur rileggendo l’articolo non trovo nulla al riguardo. Ritengo infine che chiunque si accinga a svolgere il lavoro di critico enogastronomico, potrebbe limitarsi a scrivere quanto pertinente, senza sconfinare in particolari arroganti e superflui.

Mi fa molto piacere la sua lettera, che mi permette non solo di riflettere ma anche di spiegare alcune cose. Partiamo dai commenti sui piatti. Dire «tutti assaggiati e lasciati nel piatto» mi pare eloquente, ma se così non fosse sappia che purtroppo la mia esperienza con la cucina di Maso Tratta non è stata buona. Questa è stata la mia personale esperienza, che non esclude naturalmente altre positive esperienze, ferma restando la stima e la simpatia per un autentico personaggio come Gianni Bonvecchio. Per il resto, il recupero della struttura e l'ambiente, non posso che essere d'accordo con lei: il posto è molto bello e sicuramente merita la visita o anche il soggiorno, così come grande merito al titolare ing. Mario Obrelli per l'impegno e l'attenzione profuso nella ristrutturazione di un maso del 1400 trasformato in quello che più che solo "agritur", normalmente inteso, si potrebbe definire come un un accogliente e particolare "relais", dove l'attenzione all'ambiente, al risparmio energetico e alla bioarchitettura risultano evidenti. E lo stesso posso dire degli interni. Non posso essere d'accordo invece sul definire "superflui" elementi come le luci di un locale. Auguste Escoffier, famosissimo chef francese di fine Ottocento, primi del Novecento, pensi che era riuscito a rilanciare un importante hotel londinese proprio abbassando le luci del locale, facendolo diventare, come scrive nei suoi racconti inediti edili da Slow Food, molto amato dalle donne, «perchè la luce soffusa esalta la loro bellezza aiutando a nascondere i difetti». L'esperienza di una cena fuori non credo sia più solo legata a mangiare cose particolari o che non si fanno a casa: tutti noi siamo anche alla ricerca di un'atmosfera, e ognuno va dove trova quella che più gli aggrada. Poi ci sono degli standard comuni, che possono essere trascurati o meno, a discrezione del singolo. Le luci e l'arredamento sono dei criteri che universalmente determinano un'ambiente. Non da meno l'abbigliamento di chi fa un lavoro pubblico a mio avviso deve essere curato, anche nella sua semplicità. Non capisco questa perdita di valori formali che un tempo invece erano così importanti: una volta in ufficio bisognava andare vestiti in un determinato modo, così come in chiesa o a teatro, e i camerieri - per tornare al nostro caso - dovevano avere una determinata divisa. Oggi ci siamo giustamente sdoganati da tutto questo, ma non è che ora ci stiamo dirigendo verso la troppa noncuranza? Le ricordo inoltre che io non sono la prima e non sarò nemmeno l'ultima a far notare queste cose, lo fanno da sempre i miei maestri (come Edoardo Raspelli) e addirittura una come Camilla Baresani (Sole 24 ore, Io donna) ci è diventata famosa con la sua critica a tutto quello che è di "contorno" a un menu di ristorante. Sono felice che lei, come altre persone, vi troviate bene a Maso Tratta, anche come servizio. La mia esperienza, personale esperienza lo ripeto, è stata diversa. Mi piace però sottolineare che la rubrica di ristoranti di TrentinoMese viene presa in molti modi: i più si divertono ad andare nei posti che recensisco per vedere se anche loro la pensano come me, stilando quindi il proprio personalissimo giudizio: Maso Tratta ha mille chances per smentirmi. E di questo non potrò che esserne felice.

Maria Cecilia Burlini

P.S. Non mi firmo esclusivamente per una precisa, e anche comprensibile, scelta editoriale. 114

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trentinoenogastronomia

ristoranti

in ogni numero trentinomese vi propone due ristoranti provati per voi I ristoranti presentati in questa rubrica sono una libera scelta redazionale. Il nostro giudizio anche se critico, è espresso in “cuori” perchè, comunque, il difficile lavoro del ristoratore merita rispetto.

Segnalazioni e commenti: redazione@trentinomese.it

MASO PALù CUCINA DI MONTAGNA CON TALENTO Sono tornata a Maso Palù, sull’Altopiano di Brentonico, una decina buona d’anni dall’ultima volta che c’ero stata ed è stato bello constatare che questo ristorante, tutto incentrato sulla cucina tipica, dall’ambiente rustico e accogliente, chiassoso ma con charme, è ancora un punto di riferimento nella gastronomia trentina. Anzi, forse con gli anni è anche migliorato. Proprietari e camerieri ti accolgono con verace simpatia e cortesia. Ti siedi al tavolo, dove già trovi il vino in bottiglia della casa (un Merlot fatto per Maso Palù dall’Azienda agricola Spagnolli, ma se volete qualcos’altro, non manca la cantina), e iniziano ad arrivarti il carosello di piatti proposti dal menu degustazione, serviti con il giusto ritmo e con le giuste porzioni d’assaggio. Ma se vorrete il bis, sicuramente non vi sarà negato, anzi. Premetto che tutto il menu del mio pranzo di una domenica di settembre di inizio autunno è stato delizioso, anche se a colpirmi in particolar modo sono stati l’orzotto al rosmarino e i tortelli fatti in casa con ragout di corniole e goulash. Per il resto, un susseguirsi di tentazioni a cui è impossibile sottrarsi: si parte con l’antipasto del Maso, un piatto di carpaccio di carne salada con erbette e polentina al tartufo del Baldo, salame e rosticciana di patate e formaggio, poi arrivano l’orzotto e i tortelli di cui sopra e dei golosi canederlini con verza, pancetta e fonduta di formaggi, seguiti da tonco del pontesel con polenta, costine di maiale (forse la cosa che mi è piaciuta meno) e manzo al tartufo del Baldo. Dulcis in fundo, un carrello di dolci da accontentare tutti i golosi: io ho assaggiato un buon tiramisù e un dessert allo yogurt con composta di fragole davvero delizioso. Piatti tipici della cucina di montagna, presentati e proposti non con rusticità, ma con un garbo in cui si legge sia il rispetto delle tradizioni sia la voglia di valorizzarle, evidenziandone anche la raffinatezza di cui non sono assolutamente scevre molte ricette popolari. Il costo? Trentacinque euro tutto compreso, anche il caffè. Se siete in vena di shopping gastronomico, inoltre, sappiate che qui troverete da acquistare interessanti confetture e mele di montagna di propria produzione. MASO PALù BRENTONICO (sulla strada per S. Giacomo) Tel. 0464 395014 Aperto: In agosto e nelle feste di Natale il giorno di riposo è il martedì, durante il corso dell'anno, invece, cibo ♥ ♥ ♥ ♥ il locale apre dal venerdì ambiente ♥ ♥ ♥ ♥ ♥ alla domenica, prezzo ♥ ♥ ♥ ♥ oppure su prenotazione.

il gallo BIOLOGICO CON MOLTO GUSTO Per raggiungere l’agriturismo biologico il Gallo dovrete arrampicarvi sulla strada che da Isera vi porta a Patone e lì, alle porte del paese sulla riva destra del fiume Adige, troverete sulla destra il bivio che vi porterà dritto a destinazione. La struttura è una costruzione semplice, ma molto accogliente, con una terrazza e delle ampissime finestre che godono di una vista davvero unica sui sottostanti vigneti e su Rovereto, che è un piccolo presepe quando cala la notte e si accendono le luci. Appena varcata la soglia dell’agritur (che è solo ristorante, niente camere) il profumo che respirerete sarà quello della cucina della nonna: profumo di focaccia, di sughi che bollono in pentola e carni che cuociono al forno, di torte e biscotti. Sarete accomodati in un’unica sala, in cui il leit motiv del gallo ritorna piacevolmente in soprammobili, candele ed altri oggetti, arredata con sobrietà in un mix di rusticità e qualche elemento più moderno. Sobrio anche il menu, poche cose, tipiche ma al contempo personalizzate, ben fatte. Tra gli antipasti, ecco il tagliere di salumi (tutti squisiti, soprattutto la pancetta lavorata personalmente dallo chef) e di formaggi (del caseificio di Sabbionara più uno, preso da un casaro della zona, che viene stagionato per tre anni dal cuoco), accompagnato da bicchierini di confettura di cipolle rosse e corniole oppure sottoli e sottaceti vari (radicchio dell’orso, peperonicini ripieni, zucchine e cipollotti, ecc). Altra proposta per iniziare, lo strudel di formaggio e pere, assolutamente da non perdere. Una pappa al pomodoro e un saccottino di pasta fillo con ripieno di provola e melanzane erano la proposta di primi del giorno, ambedue squisiti. Bene anche le salsicce al pomodoro, stupende le costine di maiale al forno, croccanti fuori, morbidissime dentro, come da manuale. E saporitissime. Piccola la carta dei vini, sicuramente implementabile, ma buona la selezione del vino della casa, servito in bottiglia di cui si paga solo la quantità consumata. E un bonus per la simpatia e la cortesia va alla proprietaria Barbara, mamma dello chef, che vi accoglie in sala con quell’elegante semplicità che mette subito tutti a proprio agio. Non stupitevi se vi chiederanno addirittura se la musica in sottofondo vi piace: in caso negativo, la cambieranno, perché anche quello è un ingrediente non secondario per la piacevolezza di una cena. In ultimo, veniamo al prezzo: circa 33 euro, acqua, vino e caffè compresi. IL GALLO Isera Loc. alla Giura, 1 Tel. 0464 434584 Aperto dal giovedì alla domenica

cibo ♥ ♥ ♥ ♥ ambiente ♥ ♥ ♥ ♥ prezzo ♥ ♥ ♥ ♥ ♥

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Lucio Tonina Trento Via S. Bernardino, 11/13 Tel. 0461.983939 www.fototonina.com

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THE BASTARD SONS OF DIONISO di Katja Casagranda pagine 156, formato 21 x 21 prezzo di copertina Euro 15,00

un bellissimo libro in omaggio

dolci bertelli

Le ricette di una grande tradizione trentina

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TrentinoMese ottobre 2010